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Se li ho scelti significa che lo sono.
Naturalmente.
Non c'è nulla che non sia politica.
Ma, io penso che scandalizzare sia un diritto,
essere scandalizzati un piacere
e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista,
il cosiddetto moralista.
In quale senso?
Lo sono più che mai.
Mi insultano ancora.
Non lo rifiuto perché
non sono un moralista.
Caro Alberto
ti mando questo manoscritto
perché tu mi dia un consiglio.
È un romanzo
ma non è scritto come sono scritti i romanzi veri:
la sua lingua è quella che si adopera per la saggistica,
per certi articoli giornalistici,
per le recensioni,
per le lettere private o anche per la poesia.
Ed ecco il consiglio che ti chiedo:
ciò che ho scritto basta,
a dire dignitosamente e poeticamente quello che volevo dire?
Vorrei anche che tu tenessi conto, nel consigliarmi
che il protagonista di questo romanzo è quello che è
e, a parte le analogie della sua storia con la mia
esso mi è ripugnante.
Questo romanzo non serve più molto alla mia vita..
Non è un proclama. Ma il preambolo di un testamento
la testimonianza di quel poco di sapere che uno ha accumulato,
e che è completamente diverso da quello che egli si aspettava
o immaginava.
Amore.
Vai.
Bravo.
Bravo. Dai..
Sì...
Ninni.. Pieruti
Mamma.
Sei tornato... Siamo stati tanto lontani.
Mi alzo, mamma.
Ciao Pieruti.
Ciao Graziella.
Come è andato il viaggio?
Bene, grazie.
Senti Graziella... devi leggere l'ultimo romanzo di Sciascia,
puoi prenderlo dalla mia scrivania
è un libro molto importante.
Grazie, lo leggerò.
Ha chiamato Carlo Levi, per salutarti.
Sì.
Il direttore de La Stampa chiede se lo richiami.
Bene.
Ah, ho ricopiato il tuo discorso per il Congresso
dei radicali e l'ho messo sulla tua scrivania.
Va bene, grazie.
Carlo non era il solo personaggio "potente"
ad adattarsi a una simile sagra ufficiale
meta di arrivisti
di snob
di figure di secondo piano,
di funzionari e di burocrati con le signore.
E non era il solo a far buon viso a cattiva sorte.
Al centro, motore immobile, stava il Capo dello Stato..
Anche nella democrazia continua il
"santo gioco dei re", e la vita cerimoniale della
regalità è diffusa nell'etichetta borghese...
Intorno a Carlo, frattanto,
appena entrato, c'era il puro caos.
Ultimamente sono stato attaccato da certi giornalisti,
giornalisti legati all'ENI
Quante speranze disattese. Per questo ho dovuto provvedere a modo mio.
Mi raccomando, rassicuri gli americani
che il governo non ha nessuna intenzione di tassare il petrolio.
Certo, certo, certo.
Vincenzo Cazzaniga gode una tale stima
proprio nell'ambito della Banca del Vaticano.
La famiglia Agnelli fa rientrare
i soldi tramite la Banca del Vaticano.
Certo.
Per noi Andreotti e l'onestà è una cosa sola.
Perché se lui dice che le bombe esplose a
Milano non sono un problema nostro,
questo significa che non è un problema nostro.
Bene e allora ci adeguiamo,
ci adeguiamo a tutto questo.
Ok, d'accordo.
L'arte narrativa, come voi ben sapete è morta.
Noi siamo in lutto.
Il mio non è un racconto ma una parabola.
Il senso di questa parabola è appunto il rapporto
di un autore con la forma che egli crea.
L'arte narrativa, come voi ben sapete, è morta.
Noi siamo in lutto.
Il mio non è un racconto, ma una parabola.
Il senso di questa parabola è appunto il rapporto
di un autore con la forma che egli crea.
Andrea Fago, dunque "uomo che mangia",
prese normalmente il volo Alitalia DC9,
in un sereno pomeriggio primaverile,
destinazione Città del Capo.
- Ecco a lei. - Grazie..
Come si chiama signorina?
Caterina.
Caterina.
A che ora finiamo qui Caterina?
Atterriamo a mezzogiorno.
E ha già un invito a pranzo?
No.
Posso invitarla?
Perché no?
Ci sarebbero state delle orette di volo pacifico e meraviglioso.
In primo luogo l'Egitto,
con il suo Nilo,
con i suoi alberi verdi,
con le palme e i
Campi di cereali, e i villaggi ocra scuro.
E poi il Sudan,
con il suo interminabile deserto meridionale,
meravigliosamente rosa.
Il rosa di questo deserto mi permetto di insistere è
davvero impressionante:
ma più impressionante ancora è la sua immensità.
Esso dura ininterrottamente e sempre uguale,
appena dopo Kartoum fino oltre il lago Rodolfo.
Ciò che conferisce una sensazione di terrore
a questo deserto è però il fatto che non è un deserto,
ma un enorme paese vuoto, dimenticato da Dio e dall'uomo.
Ebbene, era in mezzo a questo
deserto che l'Alitalia DC9 precipitò.
Tutto ciò che io vi riferirò non è apparso nel
teatro del mondo ma nel teatro della mia testa.
Si è svolto non nello spazio della realtà,
ma nello spazio della mia immaginazione.
Si è, infine, risolto non attraverso le regole contraddittorie
del gioco dell'esistenza, ma attraverso le regole
contraddittorie del gioco della mia ragione.
Andrea Fago osservava quegli uomini che venivano verso di lui.
Gli antichi uomini che egli conosceva così bene.
Li contemplò anzi li riconobbe, in silenzio.
Poi un sorriso
straordinario stirò la sua bocca
e illuminò i suoi occhi.
Era il sorriso enigmatico perché troppo
profondamente umano che nasceva da questo pensiero:
la continuità che c'è tra me e loro, ritornando da loro a me,
si interrompe: io sono una forma la cui conoscenza è illusione.
Ecco la lista delle interviste per Salò..
Per l'uscita del film,
l'avvocato vuole assolutamente presentarlo prima a Milano.
È convinto che lì abbiamo maggiori
possibilità di farla franca con la censura.
Speriamo che abbia ragione lui.
Un po' di ottimismo... Vuoi?
Lo assaggio.
Zia Susanna questo me l'ha mandato Gaetano
Perusini, apposta per Pier Paolo.
Ah, da Rocca Bernarda.
C'è anche.. Furio Colombo?
Sì. È per la Stampa,
per il loro nuovo supplemento di letteratura.
Però la vogliono fare al più presto.
Senti se può venire questo pomeriggio.
E allora Graziella,
dove siete state voi due in questi giorni?
Siamo andate alla pineta di Castel Fusano.
Un posto bellissimo. Pieno di bellissimi fiori.
E a te? È piaciuta Stoccolma Pieruti?
Sì mammetta, ma penso che io e te
non riusciremmo mai a vivere lì...
E che ne pensi del Nobel a Montale?
A Stoccolma ho dichiarato che avrebbero
dovuto darlo a Sandro Penna, non a Montale.
A proposito come sta Sandro?
Sei andato a trovarlo di recente?
Sandro è malato e povero...
adesso si lamenta che non riesce più a masticare.
Non capisco perché non vuole mettersi la dentiera...
Adesso ha preso la brutta abitudine di telefonare qui di notte..
E parla, parla, parla..
L'ultima volta la zia Susanna ha poggiato la
cornetta sul tavolino ed è tornata a guardare la TV...
Invece dovreste trascrivere tutto quello che dice
è un grande poeta.
È Laura.
Eccola...
- Bella, Graziella! - Ciao Laura.
Come stai?
Bene. E tu?
Bentornata Laura.
Bello.
Buongiorno!
Ciao.
Susanna...
Come va?
Bene, bene.
E tu?
Una sedia.
Come è andato il tuo viaggio?
Bene, bene. E il tuo?
Zagabria... il tuo amico Jancso
ci ha massacrati per tutto il film
gli ultimi due giorni abbiamo girato
senza fermarci mai, notte e giorno.
Una pazzia Paolo.
E sei riuscita a dargli quello che voleva?
Naturalmente.
All'inizio ci ha provato a
impedirmi di improvvisare
ma alla fine... l'ho aiutato io a dirigere le scene delle orge...
Ah le attrici socialiste
una meraviglia, eh...
Le adoro, sono delle vere professioniste!
Si mettevano la crema per le emorroidi
sulle loro fighette per nascondere le rughe..
Adesso me la metto anch'io.
Ma qua... Sulle zampe di gallina, guarda!
Siccome non ho soldi per le
creme di lusso... Oh, che buono!
Hai fame?
No, ma non sai quanto mi è mancato il cibo italiano in Jugoslavia,
perché il cibo lì è proprio orrendo
non so perché il comunismo e la buona cucina non vanno d'accordo...
Ah, ti ho portato una cosa ecco... ecco...
spero ti piaccia
Musica tradizionale croata..
Ah, grazie.
E anche per le ragazze...
Grazie
Figurati E Susanna...
Oh, sei gentile.
Questo disco ti mancava.
Posso?
Certo.
Vuoi del vino?
Sì, lo voglio..
Ah... ci puoi mettere i tuoi gioielli.
Laura è vero che hai doppiato la voce del diavolo?
Sì, Graziella ho lavorato per il diavolo..
Il cinema di Hollywood...
Aiuta uno che serviva messa, padre.
Oh.. Oh tesoro vieni ti faccio vedere come ballano i comunisti,
i comunisti ballano,
ballano anche bene, guarda..
Ecco, così prendilo,
prendilo...
Graziella... dovresti
metterti più trucco
sei così bella..
Forza Graziella, balla ancora con me...
ecco...
Buonasera
Buonasera. Prego.
Buonasera.
Buonasera, si accomodi prego.
Grazie
Posso offrirle un caffè?
No grazie, l'acqua va benissimo.
Come stai?
Bene. Prego.
Cominciamo subito...
Allora... Nei tuoi scritti,
nei tuoi articoli hai dato molte versioni di ciò che detesti
e hai aperto così una lotta da solo contro le istituzioni,
contro le ideologie, contro i poteri, contro alcune persone,
ecco per rendere meno complicata la nostra conversazione
io chiamerò tutto questo "la situazione", è chiaro che mi
riferisco a quella scena contro la quale tu di solito ti rivolgi.
Ma voglio farti questa obiezione,
mettiamo che il tuo sia un pensiero magico,
tu fai un gesto della mano e tutto scompare,
tutto quello che detesti.
Tu resti solo, solo e senza mezzi,
senza mezzi espressivi voglio dire.
Sì capisco, oh,
parli di un pensiero magico...
che non solo cerco ma in cui credo e non perché
mi consideri una specie di stregone,
ma perché so che battendo sempre sullo stesso
chiodo può persino crollare una casa.
Quelli che hanno cambiato la storia
non sono stati né i cortigiani né gli assistenti
dei cardinali ma chi ha saputo dire "no".
Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale e infatti
per funzionare deve essere
grande assoluto assurdo.
Il buon senso non ha mai fermato la «situazione».
Allora, sono tre i discorsi:
qual è «la situazione»
perché si dovrebbe fermarla o distruggerla
E in quale modo.
Bene, adesso descrivi la «situazione».
Tu sai perfettamente che i tuoi scritti,
Il tuo linguaggio hanno l'effetto della
luce del sole che attraversa la polvere.
Che è una bella immagine però è difficile da capire.
Grazie per l'immagine del sole, ma io
pretendo molto di meno.
Pretendo solo semplicemente
che tu ti accorga di questa tragedia.
Qual è la tragedia?
La tragedia è che non ci sono più,
esseri umani, ci sono solo strane macchine che sbattono l'una contra.
E questa tragedia è iniziata
con quell'universale
obbligatorio
e perverso sistema di educazione che forma tutti noi,
dalle cosiddette classi dirigenti,
giù fino ai poveri.
Che ci spinge tutti dentro l'arena dell'avere tutto
ogni cosa a tutti i costi.
Ecco il motivo
per cui tutti vogliono le stesse cose e si
comportano nello stesso modo.
Quindi se mi trovo tra le mani un consiglio
di amministrazione o una manovra finanziaria, uso quelli.
Oppure uso una spranga.
E quando decido di usare una spranga
io faccio la mia violenza per ottenere ciò che voglio.
Perché lo voglio?
Perché mi hanno detto che è una virtù volerlo.
Io esercito il mio diritto la mia virtù.
Sono un assassino, e sono un brav'uomo.
Così oggi le persone non si fanno scrupoli ad ammazzare..
In questo il panorama è cambiato,
adesso c'è la voglia di uccidere e
questa voglia ci lega come fratelli sinistri di un
fallimento sinistro di un intero sistema sociale
che fabbrica gladiatori che sono stati educati tutti ad avere,
possedere e distruggere.
Tu ci vedi tutti quanti come dei pastorelli senza educazione scolastica,
ignoranti però felici.
Te lo dico fuori dai denti
io scendo all'inferno
e so molte cose che per ora non disturbano la pace degli altri.
Ma state attenti.
L'inferno, sta salendo da voi.
È vero sì che indossa
diverse uniformi e
porta differenti maschere.
Siamo tutti vittime e siamo tutti colpevoli.
Ma la voglia, il bisogno...
di dare la sprangata,
di aggredire, di uccidere,
è forte e riguarda tutti.
Non resterà per molto tempo ancora l'esperienza
privata e rischiosa di chi ha...
come posso dire..
Ha toccato «la vita violenta».
Non dovete illudervi.
Voi
con la vostra scuola
la televisione
la pacatezza dei vostri giornali
voi
siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo
basato sull'idea di possedere e sull'idea di distruggere.
Fammi tornare alla mia domanda iniziale.
Tu magicamente cancelli tutto,
la scuola dell'obbligo,
i funzionari eletti,
la stessa televisione.
E che cosa ti resta?
Tutto.
A me resta tutto
me stesso
essere vivo
essere vivo nel mondo
vedere, lavorare, capire, i miei libri
i miei film.
Io continuerei a fare film anche se fossi l'ultimo uomo al mondo,
forse continuerei a farli perché
ne ho bisogno
perché mi piace farli e li farei.
O mi suicido o... o li faccio!
Io, io... facendo film
facendoli
in qualche modo esprimo me stesso.
Se poi questa mia espressione viene alienata,
pazienza!
Intanto mi sono espresso il più
possibile liberamente.
Ora basta non voglio parlare più di me
di me
ho detto fin troppo,
tutti sanno che
le mie esperienze le
pago di persona, forse sono io che sbaglio,
ma io continuerò a dirvi che siamo tutti in pericolo.
Pasolini, se questa è la tua visione della vita,
non so se accetti la domanda,
ma come puoi allontanare il rischio e il pericolo?
Si è fatto tardi
meglio fermarci.
Magari poi lasciami le domande.
Ci sono dei punti troppo assoluti,
dammi il tempo di pensarci.
Per me è molto più facile scrivere che parlare.
Aggiungo delle note e te le lascio per domattina.
Ce l'hai un titolo?
"Siamo tutti in pericolo?".
Fascisti carogne tornate nelle fogne!
- Buonasera. - Buonasera.
Buona Sera, Pierpa'.
Stai chiudendo?
No, no per te sono sempre aperto,
Maestro, vieni.
Come stai?
Bene.
Dove sei stato?
A Stoccolma.
Ah, e che c'è a Stoccolma?
Hanno tradotto il mio libro "Le ceneri di Gramsci".
Ah bravo!
Hai sentito che tensione che c'è per strada?
Due ragazzi sono stati uccisi proprio qua dietro l'angolo.
Uno era un fascista, che c'aveva solo 16 anni.
E pe' vendicarsi hanno ammazzato uno che non c'entrava niente.
Roma ormai è finita, amico mio.
Dovresti lasciarla e andartene a vivere all'estero.
E che ci vado a fa all'estero?
Io so fa' solo gli spaghetti.
Non puoi neanche immaginare quanta gente andrebbe pazza
Per il tuo cibo in Francia o in Germania.
Ah ce credo... co' quella robaccia che se mangiano!
Pierpa' stasera c'ho la tua bistecchina con un po' d'insalata.
Bene... però
aspetto Ninetto.
Nun c'è problema.
Caro Eduardo
eccoti finalmente per iscritto
il film di cui ormai da anni ti parlo.
Oh non fai in tempo a andare a dormire la sera che già sono le 9 di mattina!
Epifànio!
Epifanio lo affido completamente a te:
aprioristicamente, per partito preso, per scelta.
Portamene un po'!
Famo una cosa.
Epifanio sei tu.
Il "tu" del sogno, apparentemente idealizzato,
in effetti reale.
Carolì, lo sai che il caffè ti rende nervosa!
Spero, con tutta la mia passione, non solo
che il film ti piaccia e che tu accetti di farlo: ma
che mi aiuti e m'incoraggi ad affrontare una simile impresa.
Te lo bevi davanti a me!?
Guarda, facciamo una bella cosa.
Adesso io vado a fare la spesa,
poi ritorno, facciamo un bel
caffè, e facciamo un po' per uno:
un po' a te e un po' a me. Va bene?
Sbrigati però!
Va bene!
Sbrigati Epifà!
Nunzio!
Ragazzo!
Ma come ti ho assunto ieri per lavorare e già ti devo licenziare?
Sveglia!
Dai!
Su! Scattare!
Sbrigati Epifà!
Non ti preoccupare, Carolì!
Tranquilla!
Sì, tranquilla...
Io vado a fare la spesa!
Sbrigati!
Vado!
Si può avere un po' di caffè?
No, andiamo a fare la spesa.
Voglio il caffè!
È nato il Messia!
Il Messia è nato
Sono stupita...
Meglio così...
Epifanio, è nato il Messia!
Lo dicevano tutti al mercato!
È nato il Messia!
È nato il Messia!
Ma chi te l'ha detto?
Ma come chi l'ha detto?
Lo dicevano tutti quanti!
È nato il Messia!
Il Messia è nato!
Ma tu credi a tutto!
Chissà che hai capito!
Una volta mi hai portato le alici e io ti avevo chiesto le trote!
Si vabbè... vado al cesso va'!
La stella cometa!
È nato il Messia!
È nato il Messia!
Il Messia è nato!
Epifanio! Dove vai?
Vado a cercare il Messia!
Mannaggia a me!
E ora chi me lo fa il caffè?
Vieni! Vieni!
Ecco.
Come stai, Aldo?
Sto bene, grazie.
Ciao.
Ohè, ciao!
Vai da Paolo.
Eccoti qua.
Che bello che sei.
Aldo, che ci fate da magnà?
Allora stasera c'avrei un fagiano squisito che ho cacciato io...
sempre se alla signora piace eh?
Sì, sì, va bene, e anche un po' di pastina per il bambino.
Subito. E un po' di vino?
Si, sì, va bene il vino.
Adriano.
Allora?
Quanto sei bello.
Bello de papà... Chicchetto...'ha sempre fame!
Sta sempre a magnà.
Vuoi il vino?
Sì.
Buonasera.
Buonasera.
Ciao.
Guarda! Come sorride.
Come sorride.
Allora? Eh?
Che è successo a papà?
Eccola lì la stella cometa!
Lì nascerà il Messia!
Andiamo! Andiamo!
Buongiorno
Buongiorno, come sta?
Bene, e lei?
Posso vedere un documento?
Che bel culo a mandolino che tiene questa!
Siete stranieri?
Sì.
Si vede, infatti.
Buon rientro.
Grazie, arrivederci.
Buongiorno, come sta?
Bene?
Bene!
Posso vedere un documento, per favore?
Certo. Ecco qua. Dagli il documento, su.
Che aria intelligente...
Voi siete stranieri, è vero?
Sì.
Posso farvi una domanda?
Vi piacciono più gli uomini o le donne?
Che c'è da dirlo?
Ci piacciono le donne!
Oh! Ma già ti sei ambientato, tu?
Non c'è nessun problema.
Permettete un consiglio?
Vi converrebbe andare nella zona borghese della città,
starete più a vostro agio.
Godetevi la città.
- Buona giornata. - Grazie.
Romano! Eh?
T'ho imbroccolato! Ti ho scoperto!
Pure lui?
No, lui è un po' di qua e un po' di là.
Senti ma tu niente niente sei un po'...
Eh? No?
Un po' che?
Ma tu perché sei qua?
Io lo faccio per soldi, però.
Ma siete fortunati, lo sai che siete fortunati..
Ah sì?
A parte che questa è la città più libera del mondo.
Questa è la città delle lesbiche e dei gay.
E oggi amico mio siete fortunati!
Perché c'è un eventone!
Ma volete veni'?
Ma si paga?
Per voi è gratis!
Andiamo, datemi retta!
Andiamo!
Buonasera
Buonasera.
E che cos'è questo posto?
E questa è la Festa della Fertilità
Ah..
È una cosa importante per questa città.
Tu devi
sape' che qui a Sodoma, durante l'anno,
i gay stanno coi gay e le lesbiche stanno con le lesbiche.
Però, in una giornata particolare,
questa appunto, perché è importante così,
che fanno si riuniscono,
si accoppiano e riprocreano.
Poi, le lesbiche se ne ritornano a fare le lesbiche e i gay ritornano a fare i...
I gay ritornano...
Con i gay.
Aspetti, aspetti, prima di aprire la porta...
ma non sarebbe meglio bussare?
Per non disturbare...
Ma no, tranquillo!
Questa è la città della tolleranza!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Cazzo, cazzo, vaffanculo!
Figa, figa, vaffanculo!
Si sta muovendo.
Eh sì! Si muove!
Dobbiamo andare!
Andiamo! Andiamo, dai!
L'anima di Epifanio si stacca dal corpo ora che è morto
Nunzio è lì che lo aspetta e finalmente capiamo che in realtà è un angelo.
Epifanio è molto felice di questo e Nunzio gli dice:
Andiamo in Paradiso.
Così cominciano a camminare
e ad andare verso il cielo
lasciando il Pianeta Terra dietro di loro,
i due salgono, salgono, salgono,
salgono... ma non arrivano mai in Paradiso.
Epifanio chiede Dov'è il Paradiso?
Nunzio risponde eccolo è "Lassù"
così salgono ancora e salgono ancora
e salgono ancora ma non arrivano mai in Paradiso finché
sono troppo stanchi e devono fermarsi.
Il Paradiso non esiste.
Epifanio fa una pisciatina,
poi si volta indietro, e guarda verso il pianeta Terra.
Rumori in lontananza si sentono provenire da lì,
musiche, voci, canti di povera gente,
canzoni alla moda, canti rivoluzionari.
Così Epifanio guarda il pianeta e dice "Alla fine
sono contento di avere seguito la stella,
perché grazie a lei ho avuto l'opportunità
di conoscere meglio quel pianeta che amo così tanto...
Allora guarda Nunzio e dice
"E adesso?" e Nunzio risponde: "La fine non esiste.
Aspettiamo, qualcosa succederà...
Voglio girarlo al più presto possibile.
Vado... Ciao.
Buonanotte.
Jack Palance, che me la fai guida'?
Non c'hai manco la patente.
'ndo sei stato?
Lontano.
Vieni.
Bello.
L'hai rubato?
No, me l'ha regalato un amico,
me l'ha portato dall'America.
Come ti sta andando stasera?
Non me posso lamentà.
Hai fame?
Come, no!
- Buonasera professore. - Buonasera.
Ah grazie.
Giuseppina è arrivato il professore.
Professore buonasera.
Buonasera.
'sera.
Che cosa ti va di mangiare?
Che desiderate?
Lui prende un piatto di spaghetti e poi il petto di pollo..
Io invece.. ho già cenato.
Da bere che vi posso portare?
Per me una birra.
Per me niente, grazie.
E ora.. stai lavorando?
Lavoro ogni tanto in carrozzeria.
Davvero?
Ti piace?
Mah...'na faticaccia, sempre a grattà a grattà.
Prego.
Ma.. Le auto ti piacciono?
Sì.
E la mia?
Abbastanza.
Magari te la faccio guidare.
Io già ce l'ho ma me s'è rotto il motorino d'avviamento,
e non c'ho soldi.
La ragazza ce l'hai?
Sì.
Che fai con lei?
Vi piace andare a ballare?
Sì a lei gli piace andà a ballà..
Anche a me.
Però costa troppo.
Non servono i soldi per ballare.
I soldi servono sempre.
Ma tu.. mica ti metti.. nei guai?
In che senso?
Con la.. polizia.
Affanculo la polizia sono delle teste di cazzo.
L'ultima volta m'hanno arrestato pe na stronzata
Buon appetito
Buono vero?
Buonasera.
A presto professore.
Andiamo al mare?
Si ma quanto ce vole?
C'ho da fà.
Non ti preoccupare ne vale la pena.
Ahò!
Ma che cazzo state a fa?
Anvedi che bella macchina frocione, ma che è a tua?
Oh ma che cazzo stanno a fa sti du froci col culo de fori?
E secondo te, che stanno a fa?
Mo te lo dico io che cazzo stanno a fa sti du froci.
Caccia li sordi, stronzo.
Va in macchina!
Alzate a sto frocio de merda...
A stronzo...
Alzatelo... Ma quanto fai schifo,
mo te lo rompo sto cazzo, schifoso...
A ciucciacazzi!...
Alzate a sto frocio de merda!..
A frocio...
A omo de merda...
A ciucciacazzi!
T'o sfrantumo!..
Sei proprio un frocio...
A stronzo!
Non aggio capito come è possibile...
Eppure stava ca.
So sicuro, stava proprio a ca.
Che?
Er Paradiso?
Senti, io non ce la faccio più!
Eppure come tutte le Comete,
anche la Cometa che ho seguito io è stata na strunzata.
Ma senza non fosse stata sta strunzata,
Terra, non ti avrei mai conosciuto..
Maaaa... e mo?
E mo niente.
La fine non esiste.
Aspettiamo.
Qualcosa accadrà.
Non ce la faccio, non ce la faccio a dirle che le
hanno ammazzato un altro figlio.
Glielo dico io.
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