Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
GIORGIO: Tito, svegliati.
Tito. Dai, alzati.
Tito, ma non hai sentito la sveglia?
Sono le 7:33!
Tito, alzati. Devi andare a scuola.
TITO: Ci sono andato ieri...
RAGAZZO: Vai, non ci sono macchine. Vai, vai!
Cazzo, pap�. Perch� non m'hai svegliato prima?
- � un'ora che... - Ma cosa.
Tito, sabato ci vieni al Colle della Nasca?
TITO: Nemmeno se mi tagli la gola. GIORGIO: Me l'avevi promesso.
- Ma scusa... - No.
Me l'avevi promesso!
TITO: No.
Se vieni, ti pago.
Quanto vuoi per venire con me al Colle della Nasca?
- Cosa cerchi? - Le chiavi, erano qui.
Vado dalla mamma.
No, non funziona cos�.
Fase uno: controlli se hai le chiavi.
Fase due: le cerchi attentamente.
E solo se non le trovi, scatta la fase tre: andare dalla mamma.
Pap�, possibile che rompi il cazzo tutte le mattine?
(BRUS�O)
- Buongiorno, Selva. Complimenti. - Grazie, ciao.
Ma guarda te...
Ero amico di tuo padre.
GIOVANNl: Buongiorno, dottore! Caff� lungo?
Certo, Giovanni. Grazie.
Per il lungo prendi la piastra del cappuccio.
Devi usare questa tazza.
Poi, siccome il dottore lo vuole molto lungo,
fai prima un colpetto...
e poi ancora un altro.
Abbiamo un nuovo acquisto.
ANNALISA: Buongiorno, Giorgio Selva.
Non vale: lei mi conosce e io no?
Lei � Annalisa. � laureata su... Come si chiama?
Sulla filosofa ebrea amante del filosofo nazista...
Che paura. Ripasser� in ascensore i libri del liceo di mio figlio,
prima di chiederle un caff�.
Non si preoccupi, glielo far� buonissimo.
(VOCl SOVRAPPOSTE)
DONNA: Ha accettato di venire in trasmissione
come prima apparizione pubblica.
Non ho ancora la data, non importa.
Prepariamo la puntata, in caso le cambiamo.
- Ciao a tutti. TUTTl: Buongiorno.
Sembra una grande notizia.
- Ciao, Antonio. ANTONIO: Ciao.
Tracciamo una scaletta di domani.
� il primo Presidente del Consiglio donna.
Alla gente interessano i cazzi suoi.
Io so che ha avuto il primo figlio con l'inseminazione artificiale.
CLAUDIA: � sicuro? - S�, guarda.
Qui ho un'intervista dove lo dice, vedi?
BARENGHl: S�, il mio � un caso che rientra perfettamente
nell'approvazione della legge 40 del 2004.
- � un caso di fecondazione omologa... GIORGIO: Dopo, dai.
Al limite sui cazzi suoi decidi tu.
- Grazie, Antonio. GIORGIO: Arrivederci.
Me lo fai vedere?
Scusa, non � il momento.
DONNA: Me lo mandi via mail?
Presidente...
o Presidentessa?
Questa � la prima domanda.
(SQUILLANO CELLULARl)
YACCO: Di gi�?
BOH: Anche il mio. POLONIA: No, ragazzi...
Puntuale come la morte.
(SQUILLl PROSEGUONO)
POLONIA: Senti che roba.
PIPPO: Oggi presto, per�. BOH: Guarda, oggi...
LOMBO: Concertino delle 13:35.
(SEGNALE DI LINEA LIBERA)
Adesso mia madre chiama Tito.
� arrivato il veggente.
PIPPO: Vediamo. LOMBO: Tito, guarda.
(SEGNALE DI LINEA LIBERA)
(SQUILLA CELLULARE)
BOH: Non � possibile!
- � Nostradamus! BOH: Un indovino, minchia.
LOMBO: Tito, � Esaurito.
Dai, � tuo padre.
ENZO: Ragazzi, non potete lasciarle qua.
Lo sapete che poi protestano.
- Dai, Enzo. Cinque minuti. - Tito, per favore.
- Saliamo e scendiamo. - Bravo, Enzo.
BOH: Di' che � colpa di Selva.
(VOCIARE)
Piano, piano!
RAGAZZO 1: Suca! BOH: Aiuto.
Ciao, pap�.
LOMBO: Tanto si sa, Boh � una pippa. BOH: Vaffanculo.
Tito, dov'eri?
� tutto il giorno che ti telefono.
Stavo chiamando gli ospedali...
Quando andate in bici senza casco, io mi preoccupo.
Gli automobilisti pensano che i ciclisti siano birilli.
- Rispondigli, si preoccupa. - Lo dico sempre: che ti costa rispondere?
Pap�, era scarico. Dai.
Ma che scarico, quand'� scarico non d� libero.
- Mica sempre. - Come?
- Boh, cosa dici? - Boh.
Guarda che ci sono campi magnetici che annullano il segnale.
Ma va?
(VERSO)
Ho chiamato anche te, Lombo.
Ma c'� sempre un campo magnetico in agguato.
Ci inghiottir� tutti, prima o poi.
LOMBO: Facci una puntata.
Si pu� sapere se stasera magniate qui?
Se siete uno, nessuno, centomila?
(RISATE)
Poi c'� Picchetti, quello di matematica. Quello ci disintegra, no, no...
- Va bene. - E la striscia di Gaza, Gi�?
Cosa ci dici della striscia?
GIORGIO: In che senso?
Dai, ho messo a posto da poco.
LOMBO: Mica tanto bene.
Stavolta lo yogurt ti ha tradito.
Parlano d'un piano segreto degli lsraeliani, ne sai qualcosa?
Se s'alleano con la Corea del Nord,
- che ha la bomba? - Ce l'hanno o no?
Sinceramente non vedo possibile un'alleanza lsraele-Corea del Nord.
Io m'alzerei, per chiudere.
Gi�, io non sottovaluterei la Corea del Nord.
Esatto.
(RUMORE ASCENSORE)
Cazzo, il pelato!
(VOCl CONCITATE)
E quindi stavamo parlando...
RAGAZZO 1: Dante provava per Beatrice...
Dante � bello.
- Ehi. - Ehi, Gi�.
- Stasera non dovevi dormire da mamma? - Mercoled�.
� mercoled�.
Ah, e voi che cazzo ci fate qua?
Questa cosa fa qua?
- Pap�, non lo so. - L'altra dov'�?
Lavastoviglie, ascensore?
(RIDONO)
Gi�, mi spezzi.
GIORGIO: Ci vogliono virt� per sopportare tutto questo.
Pazienza, autorevolezza,
severit�, generosit�...
Troppe, troppe virt�.
Devi farlo vedere. Sai che parla da solo?
Parla ai posteri...
Tito, avisi la mamma che stanotte dormi qui?
No, vado.
LOMBO: Gi�? - Ehi.
Quand'� che hai la trasmissione?
Domenica, come sempre.
Allora m'ammazzassero, ti giuro che la vedo.
- Ok. LOMBO: Com'� che si chiama?
- "Lettere d'amore", giusto? - "Lettere all'ltalia."
Forse una volta l'ho vista.
Anch'io, mi pare.
Avevi i capelli?
Forse era un'altra trasmissione, io in genere non porto parrucche.
LOMBO: Andiamo. GIORGIO: Andate?
BOH: Ciao, Gi�. - Ciao, ragazzi.
- Ciao. - Gi�, occhio...
- Alla Corea. - Bravo.
- Star� attentissimo. - Ciao, Tito.
BOH: Ciao, finocchio.
- A domani. TITO: Ciao, froci.
GIORGIO: E questo?
Cos'� questo schifo?
Hai deciso per sabato? Vieni al mare?
Cos'� tutta questa fretta?
Se so che vieni, t'aspetto e andiamo all'uscita di scuola.
Se non vieni, parto prima.
Parti prima, casomai ti raggiungo.
- Perch�? Se lo sappiamo per tempo... - Non lo so.
Devo sapere stasera una cosa che mi serve sabato?
Vorrei evitare di scendere alla stazione.
Sono 45 minuti a scendere e 45 a salire.
Non scendere.
E come vieni?
Non vengo.
GIOVANNl: Quindi mi ricatti?
- Dovrei mandarti a fanculo. - Eh.
Io forse ti chiedo troppo poco.
Rispettare un orario,
pulire il cesso, raccogliere le mutande...
GIORGIO: Forse come padre ho ambizioni limitate,
dovrei chiederti di salvare l'umanit�.
Non sono un postero. Sono qui, parla con me.
Ci sto provando, ma a quanto pare non serve.
(RUMORE CITOFONO)
Chi �?
Mamma.
Perch� l'hai fatta uscire? T'accompagnavo io.
Era gi� fuori?
Era uscita? Esce?
TITO: Mamma?
S�.
S�.
No.
Dai, arrivo.
Cos'ha detto?
"Scendi."
Ciao, padre.
Ciao, Tito.
GIORGIO: Saluta...
Ciao, Ali.
Ciao, tutto bene?
TITO: Ciao, pap�.
Mi senti?
Guarda che vengo domani.
Vieni da solo o con la banda?
GIORGIO: Devo fare la spesa per due o per sette?
Boh.
"Boh" cio� Ambrogio, o "Boh" non lo sai?
TITO: Non lo so. Pap�, non ti sento.
Dai, ciao, ciao. Buonanotte.
Ciao.
Ma porca puttana...
Vaffanculo.
Tito ha perso il treno.
Ma porca vacca, no!
Il viaggio da Milano dura tre ore.
Aveva tutto il tempo di fermarmi. Tutto il tempo, cazzo.
Pap�, fermati. Resta a casa. Madonna.
Io impazzisco, non posso vivere cos�. lo m'ammazzo.
Io lo ammazzo.
Arriva domattina.
Dovrei ridiscendere alla stazione domattina?
Si d� il caso che lavori, ho questo difetto. Conduco una vita normale, umana.
Dormo, mi sveglio, mi lavo, mangio, lavoro...
- Scusa, tu come lo sai? - Sono Alice.
Alla domanda: "Come lo sai?", "Sono Alice" non � una risposta corretta.
(VIBRAZIONE TELEFONO)
La risposta congrua tra persone d'eloquio evoluto di lingue del ceppo indoeuropeo...
TITO: Pronto?
Tito, no, basta. Cos� mi mandi all'ospedale.
- Ma sei femmina. TITO: Pap�?
Certo, lo vedo che � femmina. Non pensavo...
� Tito?
State a scuola insieme?
Stessa classe?
(VERSO DI ASSENSO)
Vi frequentate da molto?
- Tutti i giorni a scuola. - No, dico...
- da soli. - Soli?
S�, senza Boh, Polonia, Yacco, gli altri.
Il treno era pieno di gente.
(TUONl)
Alice, vieni a guardare.
Si prepara un temporale magnifico.
- Piove? - No, si sta preparando.
Tuona, non senti?
Ci sono dei lampi che illuminano tutto. � bellissimo, vieni.
Non piove.
Ciao, Ali.
Alleluia.
Dai, perdonami.
� stata dura?
Credevo peggio.
GIORGIO: Allora, domani ascensione al Colle della Nasca, che dite?
Tito non vede l'ora di venirci,
anche se non l'ammette per non darmi la soddisfazione.
Si attraversa prima un bosco di castagni,
poi di larici.
Dopo due ore di cammino si arriva a una fontanella.
Una volta con mio padre siamo arrivati fino in cima.
A un certo punto tuo nonno indica in alto.
C'era un'aquila che volteggiava,
e poi due pallette, due cosi tondi, due salsicciotti,
sono caduti gi� dalla roccia.
Erano due aquilotti,
gli faceva lezioni di volo.
Magari era un "aquilo".
Senti, pap�. Puoi accostare qua un secondo?
Non sta bene?
- Cos'� successo? - Niente.
- Grazie. GIORGIO: Che c'�?
GIORGIO: Queste curve sono micidiali, mi dispiace.
Non stai bene?
Falle prendere un po' d'aria.
TITO: Aspettami, eh.
- Sta piangendo? - Ma va.
Per� c'� un treno tra mezz'ora.
Noi prendiamo quello e torniamo a Milano.
Aspetta, allora ti do un po' di soldi.
Pap�, li ho. Veramente.
- Dai. - Li hai?
- Sicuro? - Grazie mille.
- Ciao, pap�. - Ciao.
Vuoi un passaggio?
No, grazie. Cammino.
Anzi, scusa. Devo tornare su.
Mi sono dimenticato...
- Ciao. - Ciao.
Quale dimenticato, dimentica una cosa ogni sera.
Pensa che siamo deficienti?
GIOVANNl: Speriamo non arrivi pi� nessuno...
- Salve, Giovanni. - Salve, Selva.
Buonasera, Annalisa. Come sta?
Io sto bene, lei � un po' pallido.
S'affatica troppo. Sempre su e gi� per venire al bar.
Eh...
� vero.
Ci ha lasciati soli?
Giorgio Selva,
se vieni al bar di continuo perch� ti piaccio, devi dirmelo.
- Altrimenti sembra che te la tiri. - lo...
Anche tu mi piaci parecchio.
Per� se aspettiamo ancora, poi diventi troppo vecchio.
Che vuoi fare, mi vuoi invitare a uscire?
Facciamo una passeggiata, una cena, o aspetti qualche altro anno?
Non lo so, semplicemente...
Provo qualcosa che non so neanch'io decifrare.
Io so decifrare.
Arrivi...
e sento una codata di pesce qui.
Quando sento la codata qui, significa che mi piace uno.
Poi che mi piaccia un anno o tre mesi... Vai a capire.
Poi c'� solo un modo per capire.
Adesso sei rosso, per�.
SIBILLA: Terribile, terribile.
MADRE DI BOH: I genitori si comportano cos�...
PICCHETTl: Gatti.
S�? Ci sono io.
- Giorgio, come stai? - Ehi, bene.
Senti, sei nel gruppo WhatsApp di terza G?
No, forse Livia.
Ti ha parlato della petizione?
Bisogna fermare Picchetti prima che distrugga definitivamente i ragazzi.
GIORGIO: Cio�? SIBILLA: � sadico.
Hai notato qualcosa di anomalo in Tito negli ultimi due anni?
(VERSO D'ASSENSO)
Perch� con Picchetti � avenuto un cambiamento radicale
nell'autostima dei ragazzi.
Yacco � completamente franato.
SIGNORE: Selva. - Ehi.
Ma studia?
Non � un problema di rendimento scolastico,
� un problema di equilibrio psichico.
SIBILLA: La professoressa di ripetizioni dice che Yacco � bravissimo.
Ma Yacco non si teneva i soldi saltando le lezioni?
MADRE DI BOH: Ecco, lo sapevo.
SIBILLA: Cos'� successo?
Non crede che Boh soffra di "Discalculia".
Dislessia numerica.
- Perch�, cos'ha detto? - Che copia.
Ecco, vedi? � semplicistico e rozzo.
Invernizzi.
Senti, Giorgio. Vendicaci.
� misogino.
Invece a te porta rispetto.
Ecco...
Guarda, questa � la petizione per cacciarlo via.
Penso l'abbia gi� firmata Livia.
Come "penso"? Ancora non vi parlate?
No.
(lNUDIBILE): Ci vediamo dopo?
Livia dice che non firmerai mai.
- Ciao. - Ciao.
Livia ti conosce troppo bene.
- Rosalba. PADRE DI PIPPO: Buongiorno.
Selva, lei � l'ultimo, alle 12:15?
No, io sono alle 12:00.
Forse alle 12:15 c'� la signora...
Bendidio, 12:15?
Manco ricordi come faccio di cognome.
- Ma che dici? - Che falso.
Sfigato.
Quello l� � uno sfigato.
Guadagna 1.400 euro al mese,
porta un maglioncino color cacca di piccione
e vuole rifarsi sui nostri figli.
Senti, io chiedo il nulla osta.
Lo sposto al Sacro Cuore.
PICCHETTl: Selva.
Ho pensato un sacco a te.
Che agguato.
Cos� finalmente t'ha piantato.
Tu non l'avresti mai fatto.
Non credo.
Perch� le facevi tutte quelle corna?
Pochissime, ti sbagli.
Sa di me?
No.
No?
E quando sono andata via da casa vostra,
non ci ha pensato?
Livia allora non ci pensava proprio.
Credeva te ne fossi andata perch� eri stufa di fare la...
- La... - La cameriera.
- Dai, eri molto di pi�. - S�, scusa.
� vero.
Vi portavo anche le fatture dal commercialista
e la macchina dal meccanico.
Livia pensava d'essere tua amica.
Voleva aiutarti.
Pure tu?
E sarai pure ricchissimo.
Ho letto su un giornale quanto ti danno col nostro canone.
Era cos� tanto che me lo sono dimenticato.
Sinceramente...
Amore, che spavento.
Mangio fuori.
Lui � il padre di Tito.
Lo so.
Ciao, eh.
Niente, guarda. Ci vuole una pazienza, ma una pazienza...
lo adesso devo andare.
- Ciao. - Ciao.
Per� mi fa piacere che non ti sei montato la testa.
Che vieni al colloquio dei professori.
Credevo avessi uno stuolo di tirapiedi vari,
agenti, avocati...
Dovrei?
Vedi tu.
GIORGIO: Pinin, dove sei?
PININ: Giorgio, calma. All'altro angolo.
- Quale? PININ: io ti vedo.
- T'ho visto, s�. PININ: Mi vedi?
GIORGIO: Ero dall'altro...
(URLO CICLISTA)
Ma va'...
Avevamo detto l�.
GIORGIO: Ero all'altro angolo.
- Ciao, Pinin. - Ciao.
Cos'hai?
Cos'� successo?
Ti ricordi Rosalba?
Quella coi capelli blu che stava a casa vostra?
� riapparsa.
Senza capelli blu.
Era una "gran bela tusa", eh?
E pensa che la figlia, che va a scuola insieme a Tito,
� la sua... Come dicono?
La sua fidanzatina, non so. La sua ragazza.
- No. - S�.
- Tito ha la "morosa"? - Cos� ho capito.
Io mi preoccupavo per quella banda di froci, come si chiamano loro.
Sempre tra maschi.
- Questo � retrogrado. - Lascialo fare,
gli stai troppo sul collo.
Te l'ha detto Livia?
No, sai com'� Livia.
Bocca cucita.
Sa che ci vediamo spesso.
Il suo pezzo, l'ho tenuto per te.
GIORGIO: "Quartieri residenziali brutti,
nei quali magari svetta un magnifico grattacielo
come se questa fosse la riqualificazione di un'area.
Ma il grattacielo � solo una 'Red Herring',
come la chiamano gli inglesi.
L'aringa rossa che distoglie dal niente urbanistico."
Com'� diventata severa.
PININ: D'ora in poi, l'aringa rossa � il mio nemico.
Se non mi fido di mia figlia, di chi devo fidarmi?
- Guardalo. - Testa di cazzo.
POLONIA: Bravo, eh. - Ci vuole un applauso.
Bravo, eh.
Il Mazzini s'� accorto che non c'ero?
- No, no, no. - S�.
- Tanto ti bocciano. - Vaffanculo.
PIPPO: Beh?
Oh, Esaurito ha fatto la spesa?
Mi sa di no.
Compriamoci la pizza e andiamo da te.
Sono venuto senza bici e vado da mia madre.
YACCO: Chiamala, disdici il rendez-vous.
T'accompagno io, monta in canna.
No, veramente. M'aspetta.
Non � che ha ricominciato a parlarsi con Esaurito?
YACCO: Speriamo di no. LOMBO: Porca troia.
YACCO: Se si parlano, sgamano ogni movimento.
PIPPO: lnfatti, siamo fottuti.
Non c'� pericolo.
Per� oggi m'aspetta.
- Ciao, froci. - Va bene, ciao.
BOH: Dove va? - Da sua madre.
LOMBO: Andiamo, dai.
BOH: Dai, muoviti.
Non devi parlare. L'altro giorno hai invaso la Germania,
sono ancora incazzato.
Avevo una... Come si chiama?
- Relazione. - Ecco.
Con quella ragazza un po' matta, ricordi?
Sembrava sportiva,
invece ha cominciato a piangere,
a chiedermi di lasciare Livia.
E Livia era incinta.
Sempre elegante.
S�, io... Insomma.
Me la ricordo. � sparita, no?
S�, dall'oggi al domani.
(RESPIRO)
lSTRUTTORE: Avocato, allarghi le braccia.
Inspiri.
Espiri.
Molto lento.
Allarghi le braccia.
Sente la C2, la C3?
- Sento. - La protrusione?
S�, sento.
Inspirate, contante fino a cinque.
Espirate.
- Adesso si rif� viva? - S�.
Apparentemente � un incontro casuale.
GIORGIO: lnvece quest'anno ha iscritto la figlia nella scuola di Tito.
Questo m'� sembrato intenzionale.
Dici che i periodi coincidono?
Perfettamente. Alice e Tito hanno meno di tre mesi di differenza.
Gianni, � cos�.
Se no perch� scomparire all'improviso?
Adesso cosa vuole?
Il riconoscimento?
Ha parlato di soldi, di quanto guadagno...
Non fare lo scemo, sei gi� convinto che � tua figlia.
Aspettiamo.
Informami subito se fa richieste.
ISTRUTTORE: Avocato. - lnspira.
Inspirate.
Espirate.
GIORGIO: Tito?
Perch� Tito t'ha dato le chiavi di casa nostra?
Ho il mio mazzo.
- Ne hai uno tuo? - Anche di casa di Livia.
E Livia lo sa?
- Boh. - Che c'�?
LOMBO: Parlavo con te?
Scusalo, Gi�. � un "disculcalcolico".
Tito dov'�?
- Boh... - Cos'�, un monologo autobiografico?
(RIDONO)
- Battutone di Gi�. - Grande, grande.
(VERSO)
- Ciao, Tito. - Bella.
Bella, ragazzi. Scusate.
Perch� non m'hai detto che Lombo aveva le chiavi?
Lombo ha le chiavi.
Potrei sapere dov'eri?
Con Alice?
Alice chi?
Alice quale?
Alice quando?
- No... - Alice quella?
Scusa.
Alice quella.
Ragazzi...
Tu non dire un cazzo a me.
Dai, facciamo pace.
BOH: No, no, dove vai?
TITO: Vieni qua. BOH: lo non sono Alice.
S�!
Comunque, anche nella peggiore delle ipotesi,
che si siano messi proprio assieme,
Alice lo molla. � troppo figa.
Il dentifricio non esce pi�.
S'� formato come un bolo secco, ostruisce il foro d'uscita.
- Cosa? - Dal greco, "bolos",
vuol dire zolla.
� un impasto melmoso...
Ho capito, come cazzo lo rimetto? � tutto secco, non s'avita.
� quello il problema.
Qualcuno ha lasciato il tappo fuori e s'� seccato...
Qualcuno, tanto per dire.
Perch� non chiudi, non spegni, non finisci?
Cos'� questo bisogno di incompiuto che hai?
Perch� non pensi mai che mi sia veramente rotto il cazzo di sopportarti.
Hai scelto tu di vivere met� del tempo con me.
Avevo dieci anni, pap�.
Dieci anni, adesso ne ho diciassette.
Pesavo 20 chili, adesso ne peso 70, cazzo.
Devi capire che la gente cambia, cresce.
Non puoi continuare a rompermi i coglioni sul bolo.
Impara a farti i cazzi tuoi, pap�.
L'ho stappato.
Scusa. Ognuno ha le sue.
Mi dispiace anche d'aver detto di Alice davanti a Lombo e Boh.
� una cosa seria?
� la tua ragazza?
TITO: I cazzi tuoi.
- Buongiorno, Enzo. - Buongiorno, dottore.
- Buona giornata. - Grazie.
DONNA: Lei � Giorgio Selva.
- Posso salutarla? GIORGIO: S�, certo.
- Giorgio Selva. - S�.
Lo scemo!
GIORGIO: Oggi inizierei in piedi, anche per cambiare.
Guardo la uno e dico:
"Di solito noi diamo spazio a lettere di denuncia.
Oggi invece abbiamo dato ascolto alla lettera della sig. ra Solfrizzi
che testimonia un caso incredibile di terapia alternativa..."
- "Sperimentale." - Sperimentale, � uguale.
- "Alla leucemia." - Linfoblastica acuta.
Quello lo dici tu. Leucemia, la gente...
Quando dico "leucemia", mi muovo. La uno mi segue.
- Fai salire il led wall. - Ok.
- Pi� velocemente del solito. - Ci provo.
- Non ci provi, ci riesci. - Ok.
Arrivo qua e dico: "Terapia con la quale
nel reparto d'eccellenza di ematologia
dell'ospedale di Pavia,
� stata salvata la vita..." Qui siamo su questa.
"Al piccolo Giacomo di 12 anni,
refrattario a qualsiasi chemioterapia tradizionale."
Trapianto aploidentico
di cellule staminali emopoietiche da madre donatrice.
Ecco, pensate.
Hanno sviluppato questa tecnica nel laboratorio di biotecnologia.
Mi corregga, se sbaglio.
Voi prendete cellule non del tutto compatibili.
La dose di routine
� di almeno 10 per dieci chilogrammi di peso corporeo
di cellule aploidetiche materne,
depletate dei linfociti T.
Ci faccia capire. Per esempio: perch� materne e non paterne?
Al momento dello screening,
il 13 percento dei bambini risulta di altro padre biologico.
Altro in che senso, professore?
Gli alleli del DNA non coincidono.
Il padre non � il padre.
Lei ci sta dicendo...
che la paternit� � incerta nel 13 percento di tutti i nati?
S�, � in linea con le statistiche nazionali.
Pu� immaginare come questo comporti dei problemi.
GIORGIO: Anche problemi di consanguineit� non riconosciuta.
Per esempio, persone che non sanno d'essere fratello e sorella...
DOTTORE: Scusi, questo cosa c'entra?
REGISTA: Stop.
Giorgio, che succede?
GIORGIO: Pinin.
Quante coppie conosci che si sono messe insieme al liceo
e non si sono pi� lasciate?
Si sono sposate, hanno fatto figli...
Liceo.
La gente che conosco io al massimo ha fatto la terza media.
BOH: Arrivederci.
Corri, corri, corri!
PIPPO: Pi� di Bolt! BOH: Muovetevi.
POLONIA: Dove sono quei due cretini?
POLONIA: Guardali, due teste di cazzo.
Guardate le taglie, per sbaglio ho preso una M.
TITO: lo una S. BOH: Cosa ci fai?
Cazzi miei.
Ho capito che ci fai con una S!
Vi mettete a rubare felpe? Siete matti?
� Dompty & Dolan.
Ricordi quella fabbrica andata a fuoco?
In Bangladesh, coi bambini.
Dammi il bancomat, vado a pagare.
- L'avevo dato a uno di voi, no? BOH: No, l'hai perso.
Lo teneva con due dita, cos�.
- I giovani perdono tutto. YACCO: Perch� gliel'hai dato?
- Mai dare il bancomat ai figli. - � diseducativo.
- Perdono i desideri. - Bisogna saper dire di no.
TITO: Effettivamente ha ragione, pap�.
LOMBO: Ciao, Gi�. YACCO: Ciao.
YACCO: � perfetto, fagli la foto per il cimitero.
Pippo, sei bellissimo.
- Ora sbocco. BOH: Un altro giro?
YACCO: Grandissimo, Boh. Tempismo perfetto.
"Buonanotte" e un cuoricino.
Che cazzo vuoi? � mia madre.
LOMBO: Mia madre un cazzo. Non ci hai litigato?
Avete litigato, hai detto: " Dormo da pap�".
- Che cazzo fai, mi spii? - Perch� mi dici cazzate?
Ragazzi, sono 157 euro.
(RISATE)
POLONIA: Prego!
Chi ha la carta di mio padre?
Lui.
TITO: Dai, Lombo. Torna qua.
YACCO: Sua mamma manda i cuori anche a me. BOH: � offeso perch� non li manda a lui.
Non so se questa casa mi piace, sai?
Sai che non lo so nemmeno io?
L'ho presa di corsa, dopo la separazione.
Ho un mutuo micidiale, quasi il cento percento.
Non era neanche in costruzione, era solo un disegno.
Qui non c'era niente.
Avevi bisogno di vuoto.
Per Schopenhauer il vuoto corrisponde al nulla.
� l'esito finale delle tecniche di privazione.
Adesso mi piace.
Ma tu...
ragioni sempre cos� tanto?
Molto di pi�.
Mi hai invitata a casa tua per dimostrarmi che sai cucinare,
volevi nasconderti, oppure volevi provarci la prima sera?
A me piacciono le persone dirette,
- ma tu non lo sei un po' troppo? - Aspetta.
Direttissima.
(RUMORE CITOFONO)
- Chi �? - Sar� mio figlio.
Doveva dormire dalla madre, avr� cambiato idea.
Che gli diciamo?
Non lo so.
TITO: Ciao, pap�. PININ: Giorgio, apri. Siamo noi.
TITO: Apri o no?
Scappo per le scale?
No, pensi mi picchier�
perch� ho invitato una donna a cena? Stai qua.
PININ: Ehi.
Ciao, Tito.
Buonasera.
Lei � Annalisa, diciamo che...
Sono la barista del bar della Rai.
Fate anche servizio a domicilio?
Cos'� successo?
Niente, avevo finito il turno.
Sono passato al locale dove si trova con gli amici.
PININ: Volevo portarlo a casa, ma non vuole tornare dalla mamma.
Forse hanno esagerato un po'.
GIORGIO: Loro.
Abbiamo esagerato un po'.
GIORGIO: Perch� hai litigato con tua madre?
Sempre queste domande. Mi fai vomitare, cazzo.
Io ti faccio vomitare? Non la damigiana che hai bevuto?
Io meglio che vada.
Bravo, eh. Hai fatto imbarazzare pure la tua amica.
- Te ne vai? - Torno a casa.
Non puoi guidare cos�.
- Cos� come? Ho guidato fino a qua. - Appunto.
Secondo te perch� ho vomitato?
- Adesso sto meglio. - Non mi fido.
Ti chiamo un taxi.
(PININ RIDE)
Che pirla!
- Ti chiamo un taxi. - Pinin.
Ti riaccompagna Annalisa, se vuoi.
Davero, non c'� bisogno.
Mi fa piacere, tanto stavo comunque andando a casa.
Va bene, grazie.
- Vai. - Ciao.
Mi raccomando.
Oh.
Non triturargli i maroni.
Hai il vestito al contrario.
Come al contrario?
Comunque dicono porti bene.
- Livia dice... - Basta. Basta Livia.
A me questa Livia inizia a stare sulle palle.
Livia � mia figlia.
Non ti starebbe sulle palle.
Dicevo cos� per dire...
Certo, lo so.
PININ: Da quando Livia e Giorgio si sono lasciati,
lui non ha mai invitato nessuno a casa sua.
Ha fatto fare la casa appositamente per s� e per Tito.
Una specie di tomba.
- Non la profana. - Perch� vuole raccontarmi tutto?
Perch� questa cena si pu� vedere in due modi:
come la vedi tu o come la vedo io.
Ci fosse stata la bambina,
Tito non avrebbe avuto tutto questo peso addosso.
Ma � andata cos�.
Non � mica un segreto.
Giorgio farebbe bene a parlarne con qualcuno.
Livia era incinta di cinque mesi.
� caduta in giardino.
Non sembrava niente, ma l'indomani crampi, dolori...
� andata in ospedale, ma non c'� stato niente da fare.
Quanto si volevano bene.
Nessuno avrebbe detto che si sarebbero separati.
Caterina.
Gira di l�.
PININ: lo abito qui da sempre.
Questo � il mio quartiere.
ANNALISA: Livia abitava qui?
PININ: � nata qui.
ANNALISA: Me l'immaginavo diversa.
Sofisticata. Parrucchiere, smalto...
S�, � sofisticata a modo suo.
Smalto no, si mangia le unghie.
Allora non mi sta pi� sulle palle.
Ne avrai cura.
Gli basterebbe un po' d'allegria, tenerezza. Come tutti.
Lei non mi conosce.
Sono un tassista.
Mi basta una corsa per capire le persone.
Grazie.
GIORGIO: Hai ancora nausea?
- Di pi�. - Cerca di dormire.
Guarda che non abbiamo litigato per la mamma di Alice.
Oh, Dio mio.
Perch�?
- Perch� cosa? - Perch� hai detto "Oh, Dio mio"?
Quindi lo sai?
Me l'ha detto mamma.
La mamma sa?
S�.
Tu e mamma ne avete parlato?
S�.
Alice lo sa?
No.
- Cosa pensa di me Alice? - Sei mio padre
e un vecchio amico di sua madre. Basta.
Senti...
Non pensi che io e te dovremmo parlare un po'?
Penso che non dovremmo proprio parlarne.
Invece s�.
Non si pu� fare finta di niente.
Lo...
sono pronto ad assumermi qualsiasi responsabilit�, davero.
Dimmi tu cosa devo fare.
Stai zitto.
Ci riesci?
Se la mamma di Alice ci ha fatto da cameriera tanto tempo fa, non dirlo.
Dai, sei capace di stare zitto?
Tu e la mamma avete parlato di questo?
S�.
Che la mamma di Alice ci ha fatto da cameriera?
S�.
Solo di questo?
No, anche che sei razzista.
Dai, pap�.
A te piacciono solo i borghesi.
Se uno abita un po' in culo, ha l'accento strano,
- tu ti senti subito superiore. - Livia pensa questo?
No, lo penso io.
Basta rompermi il cazzo su quello che pensa mamma.
Non � successo niente, dai.
Dai.
- Vado di l�. - Dormi con me stanotte, ti prego.
S�, per� � l'ultima volta. Sei grande ormai, pap�.
Va bene.
Allora, non dici niente?
Cosa dovrei dirti?
Quest'Annalisa, pap�.
Beh?
Ecco, quando hai qualcosa d'interessante da dire,
fai sempre finta di niente.
Cosa devo dirti.
Se non fosse per te, sarebbe qui adesso.
Annalisa, Annalisa, Annalisa!
Queste mani...
Ahi!
Un minuto fa stavi morendo.
Buonanotte.
GIORGIO: Notte...
Annalisa!
TITO: Oh, Dio! GIORGIO: Annalisa!
GIORGIO: Annalisa!
(SQUILLO CELLULARE)
PIPPO: Lombo, � Esaurito.
Pronto?
GIORGIO: Ciao, sono Giorgio.
Venite questo fine settimana per la vendemmia?
Non ci ha detto niente.
Ve lo dico io.
Vi invito io.
Non ci dice pi� niente.
GIORGIO: Vedete voi.
- Bene, dai. Ciao, Giorgio. GIORGIO: Ciao, Lombo.
Cos'ha detto?
Niente di che.
Non ha detto niente.
(VOCl SOVRAPPOSTE)
- Tito non chiama pi�? - No.
- Perch�... - Non rompetemi il cazzo.
- Cos'ha? - Che ne so?
BOH: Lombo?
Il telefono.
(CANE ABBAIA)
CARLA: Ciao, ben arrivati.
Ho portato rinforzi per la vendemmia.
- Finalmente. - Un bel Franciacorta.
Che cafone!
Facciamo il vino, in tavola c'� il nostro.
Appunto, lo conosco bene.
Per quello.
GIORGIO: Ciao. CARLA: Tito, come va?
TITO: Bene. - Lei � Alice.
- Piacere, Fabrizio. - La macchina non gira?
FABRIZIO: Eccoli qua.
Siamo sempre in ritardo.
Tito, ricordi quella volta che non ti trovavamo pi�?
Mi pare avessi sette anni.
Hai camminato per tre chilometri lontano da casa.
- Ti cerc� tutto il paese. - C'ero anch'io.
Che pianti quella sera, Livia. Che sbronza.
Era sotto choc dalla paura.
L'ultima vendemmia che avete fatto insieme.
Non ci hai mai detto dove volevi andare. Avevi un'idea, una meta?
GIORGIO: Te lo ricordi?
Il pi� lontano possibile.
(RISATE)
Titone...
Noi andiamo a dormire.
Domani iniziamo presto, non proprio all'alba. Vi sveglio io?
TITO: No, ho la sveglia sul telefono.
- Buonanotte. - Ciao, buonanotte.
TUTTl: Buonanotte.
Ma parla?
� viva, pensavo fosse un avatar.
Gianni, gli avatar parlano.
Va bene, parlano. Non rompermi sempre le palle puntualizzando.
- Quant'� bella. - Molto bella.
Bella � bella. Comunque non � simpaticissima.
Certo che quelli sono proprio una rottura di coglioni.
Se divento come mio padre, mi ammazzo.
Ti ammazzo prima io.
Giorgio vuole confessarvi una grande novit� nella sua vita.
Sei rincoglionito?
Novit�? Esistono novit� in questo mondo?
Ti sei rincoglionito te.
Giorgio vuole scrivere un romanzo.
CARLA: Ma dai. - Che scemo.
- � una cosa detta cos�... - Di cosa parla?
GIANNl: Su vecchi e giovani. CARLA: Pirandello.
No, quello l'ha gi� scritto lui.
- E? - Quindi?
Sei scemo, lo sai?
GIORGIO: Ho immaginato...
Ho visto...
un futuro quasi medievale.
I giovani in minoranza, umiliati,
vengono cacciati ai margini della societ�
da questa orda di vecchi assetati di potere, di privilegi.
GIORGIO: Allora i giovani si organizzano con un esercito di liberazione.
Ma i vecchi hanno tutto: denaro, armi, potere...
Allora decidono di difendersi anzich� distruggerli.
- C'� un protagonista, un eroe? - Certo.
� un influente senatore.
Un uomo che nella sua lunga vita ha avuto molto.
Ha capito molte cose.
- Ma � un infelice. - Sei tu.
- Digli come l'hai chiamato. - Brenno Alzheimer.
ELENA: Sei proprio tu!
Fatelo continuare.
L'esercito dei giovani � un esercito di straccioni,
idealisti ma sanguinari.
Cos� scoppia una guerra atroce.
Attentati, pulizie etniche, terrore.
GIORGIO: Brenno, che ha ossigeno e pannolone, particolare importante,
era inquieto, rimuginava.
Era stato un rivoluzionario,
un iconoclasta.
Quando era diventato un reazionario? Un conservatore?
GIORGIO: Perch� odiava tanto i giovani?
Comincia ad osservarli.
Sono ragazzini eroici, hanno nomi di battaglia.
Boh, che � insicuro e indeciso.
Yacco, perch� � color gambero,
come la pubblicit� di un sushi bar.
Lombo,
perch� � cresciuto a dismisura come un manzo.
Alice, la pi� spietata.
Parla poco, non sorride mai.
E Tito si vergogna di amarla
dentro un'epoca di distruzione e di lotta.
Poi vengono catturati dopo uno scontro sanguinoso.
ELENA: Forte. CARLA: Bello.
Alla fine vincono i vecchi?
Brenno matura la decisione di schierarsi dalla parte dei giovani.
GIORGIO: Diventa un traditore del senato dei vecchi.
Poi viene fatto prigioniero.
Prima del processo, si suicida nella sua cella.
Con la cicuta, come Socrate?
No, sospendendo i farmaci per l'ipertensione.
CARLA: Che stronzata. - lnvece � una figata.
Il marito di mia madre non � mio padre.
Hai una strana macchiolina qua.
Vicino alla pupilla.
Si chiama eterocromia.
Per questo sembro stronza.
Invece...
chi � tuo padre?
Non lo so.
� meglio cos�.
Volevo essere come Pippi Calzelunghe.
Orfana e ricca.
Come tutti.
Togli questa trappola.
Te ne presto uno, cos� ti eserciti a slacciarlo.
Adesso ti insegno una cosa.
Prendo appunti.
Toccami qua.
ALICE: Cos� mi piace parecchio.
Nemmeno a me dispiace.
(BACl)
FABRIZIO: Allora, queste forze fresche arrivano o no?
GIORGIO: Sono quasi le 10:30, no?
Hanno la sveglia sul telefonino, eh?
Non � mai successo nella storia dell'umanit�.
I vecchi al lavoro e i giovani dormono.
CARLA: Certo che dormono. Hanno scopato tutta la notte.
Cosa dici? Sono amici, dai.
FABRIZIO: Amici? Ma hai visto bene Alice?
Ma proprio bene?
Secondo te con quella l� dorme e basta?
Quindi secondo te siccome Alice � bella,
non possono essere amici?
CARLA: Si pu� essere amici solo delle donne brutte?
Cos'�, la rivolta? Cos'ho detto?
Ma no, anche secondo me non scopano.
FABRIZIO: No, no...
GIORGIO: Non credi dovremmo frenare questa cosa?
ROSALBA: Alice non sarebbe degna di Tito?
Che stronzo.
Pensa che a me fa piacere che Alice ti frequenti.
Pu� respirare tante cose.
Tonino, mio marito, � un pezzo di pane, ma non � un grande intellettuale.
Cazzo, tu invece sei un pallone gonfiato da paura.
Scusa, non hai capito.
Non c'entra Alice, c'entriamo noi.
Non me ne frega un cazzo di me e te. lo penso a lei, capito?
ROSALBA: Senti...
di' ad Alice di chiamarmi.
Ciao.
UOMO: Ehi, Rosy.
ROSALBA: Ehi, vinci o perdi? - lo vinco sempre.
ROSALBA: Amore.
Amore, ciao.
- Tutto bene? - S�.
TONINO: Sicura? Hai una faccia...
S�, mi dai un bicchier d'acqua?
Subito.
Grazie.
(lNUDIBILE): Tuo padre ci sta guardando.
GIANNl: Vuoi il cambio?
Stavo guardando...
Tanto lo so cosa stai pensando.
Facciamo cos�: prima che diventi pazzo,
fai un test di paternit�. Cos� ti levi il pensiero.
- Non mi credi, vero? - Non importa cosa credo io.
Certo, se fosse vero, sarebbe un casino.
Quindi cerchiamo di arrivare alla verit�
senza che lo sappia nessuno.
Mi sono informato, il test si pi� fare online.
Devi solo raccogliere i reperti...
- Tipo? - Un mozzicone di sigaretta,
GIANNl: Una gomma da masticare...
GIORGIO: Un capello?
GIANNl: Il capello no. Ci vuole la radice.
PIPPO: Che velocit�.
Barella, signori. Barella.
� bellissimo andare in bici qui.
BOH: Una figata galattica.
PIPPO: Affidatevi a me.
Le bottiglie arriveranno senza rompersi fino a casa di Tito?
Stasera sar� un devasto, sono sicuro.
(MUSICA POP)
Lombo, hai rotto il cazzo. Basta, basta.
Questa � pure di mamma.
Porca troia, basta!
(MUSICA PROSEGUE)
(RUMORl VOMITO)
UOMO: Ma siete matti?
DONNA: I panni stesi!
UOMO: Che schifo.
BOH: Piuttosto sul balcone, ma i panni no.
DONNA: lncivili, vi denuncio! - I panni, complimenti.
No, di nuovo no!
(RUMORl VOMITO)
DONNA: Mascalzoni. UOMO: Disgraziati.
DONNA: lo domani chiamo la madre.
- Sui panni! DONNA: lncivili.
Bianchi!
Che cazzo ridi?
POLONIA: Tito, mi... Non so che dirti.
PIPPO: Non toccare.
Ci sei?
Finalmente se n'� andata, eh?
Ma vaffanculo.
Dai, adesso se ne vanno.
Dai, ti prego. Non andare via.
Oh.
Guarda che sembrano cretini...
Lo sono.
S�, lo sono.
Ma sono i miei amici, Ali.
- Ok. - Dai, Ali...
Bravi, complimenti.
- � incazzata? - Certo che s�.
- Non arriva alla vostra merda. - Sembra una rompipalle spaziale.
Adesso vi levate tutti dai coglioni.
Poverino, s'� offeso.
- Via dai coglioni, subito. - L'ha presa male.
Siete proprio uguali, due gocce d'acqua. Avete qualcosa di misero.
Fai tutto l'intellettuale, hai il padre famoso.
Ma tuo nonno fa il tassista. Dice "inflazione" invece di "infrazione".
BOH: Che c'entra Pinin? PIPPO: Lombo, non fare lo stronzo.
Dice "inflazione".
"Se giro qui � un'inflazione."
Pezzo di merda.
Non toccarmi!
- Calma, dai. - Basta.
Basta, dai!
- Calmati, calmati! - Vieni!
Stai qui.
LOMBO: Vieni qua, testa di cazzo!
YACCO: Dai, gi�.
RAGAZZO (IN SPAGNOLO): Guarda, quant'� bella.
ALICE (IN SPAGNOLO): Grazie.
Porca...
(URLO)
RAGAZZA: Oh, Dio!
RAGAZZO 1: Chiamiamo qualcuno.
RAGAZZO 2: Fermi, non toccatelo.
Cazzo, ma...
Ragazzi, � Tito.
Dobbiamo andare.
Dobbiamo chiamare qualcuno.
PROFESSORE: Ci penso io.
LOMBO: Dai, andiamo.
Andiamo.
Cazzo, muoviti!
Corri.
INFERMIERE: Fermo, fermo. Non muoverti.
Fai il bravo.
Pronto?
Dai: uno, due, tre.
Calmo, non � successo niente.
PROFESSORE: Torniamo in classe, ragazzi.
Non � quello della televisione?
S�, � proprio lui.
DONNA: Non vuoi fargli una foto?
FIGLIO: Non vedi, mamma? Sta piangendo.
E non si pu� fare, se sta piangendo?
Ma no...
Vuoi bere?
E tre.
No, pap�. Voglio andare.
Perch� vuoi andartene?
Perch� mi hai portato vestaglia e pantofole di nonna.
� morta da dieci anni.
Cosa ci fai ancora con le pantofole e la vestaglia?
Aspettavo ti buttassi dal tetto per portartele in ospedale.
- Buongiorno. - Salve.
Perch� stavi sul tetto?
Perch� ti preoccupi sempre senza un motivo.
Ora un motivo ce l'hai.
La risonanza � giusta, sta bene.
� sempre stronzo.
Quando voglio starmene da solo,
vado lass�.
Perch� non mi dici queste cose? Perch� non so cosa fai?
Sono tuo padre, � il mio mestiere rompere il cazzo.
Se mi dicessi: "Mi piace andare sul tetto",
magari non ti direi neanche di no.
GIORGIO: Sbagliando, perch� � vietato, pericoloso. Lo vedi da te.
Ma almeno sapere cosa fai...
Giorgio, facciamo che adesso ti porto a casa e ritorno.
� arrivato l'ordine dall'alto?
Arriva Livia e devo andarmene?
- Ha viaggiato tutta la notte per tornare. - Perch�, dov'era?
Cos'�, un segreto?
- � un mistero? Non posso saperlo? - Dai, pap�...
lo stavolta non me ne vado.
Rimango. � successa una cosa grave a mio figlio? lo Rimango.
Arriva Livia? Mi vedr�, la vedr�, ci vedremo.
- Me ne vado io. - Dove vai?
- Stai fermo. - A letto, Tito. Dai.
Attento alla gamba.
Ma vieni a tormentarmi fino a qui?
Verresti a tormentarmi pure sulla tomba?
Perch� sei morto di marted�?
Perch� non sei morto di gioved�?
Perch� la lapide � sporca?
Perch� sei l� sdraiato? Dai, alzati, Tito.
GIORGIO: Me ne vado.
Per� sei ingiusto.
(BORBOTTIO SOTTOVOCE)
Quello era Giorgio Selva?
Ha provato con un paio di sberle?
Cos'hai fatto?
Niente, sono scivolato. Sto bene.
INFERMIERE: Tiriamolo su.
GIORGIO: Sto bene. TITO: Ci sei?
- Grazie. - Si figuri.
Sai che ho la cervicale.
Mi gira la testa ma sto bene.
Scusi, possiamo farci una foto?
- No... - S�, certo.
Dai, pap�.
Sorridi.
LOMBO: Qual era il numero? - Boh.
- Vuoi bere, pap�? - Grazie.
- Ehi. - Bella.
- Ciao, Tito. - Ciao, Pinin.
- Ciao, Tito. - Ciao, ragazzi.
- Ciao, Pinin. - Ciao.
Grande Giorgio, che succede?
Te le manda Lombo.
- Dov'�? - Fuori.
Non � salito.
Cos'� successo a Lombo?
TUTTl (lNUDIBILE): Hanno litigato.
TUTTl (lNUDIBILE): Hanno litigato.
Ridagliele, dai. Pu� ancora tenerle.
Dice che magari ti servono per Alice.
- Non la vedo pi�. YACCO: Tu non vedi lei,
- o lei non vede te? - Non vedi pi� Alice?
No, pap�.
Sai che mi sento molto meglio?
Davero, mi � passato il giramento.
Sta arrivando Livia.
Salutamela, Pinin. Ciao.
- Mi raccomando, eh. - Tranquillo.
Senti, chiedi alla mamma se puoi uscire.
Facciamo come dice lei.
Ciao, ragazzi.
Sto meglio, visto? Ciao.
Vi aspetto a casa.
Anzi, vado a fare la spesa.
- Wurstel crudi. - S�.
- Ciao. - Ciao.
Se sto coi maschi, gli d� fastidio.
Se sto con le femmine, pure.
Tito, la soluzione la sai da anni.
TUTTl: Colle della Nasca.
Ma vaffanculo, dai. Basta.
(VOCl SOVRAPPOSTE)
Scusi, eh. Scusi.
Selva, che fa? Ripassa le domande?
Qui per� manca la cattedrale di Palermo.
Ammazzer� lo scenografo.
Comunque grazie d'essere venuta da noi.
A dopo.
- Quanto manca? - Quindici.
Dov'� la lettera?
Non mettetele sempre in mezzo.
Ricordi l'altra volta che mi sono... Questa?
- Quanto manca? - Dieci.
ASSISTENTE: Cinque, quattro, tre,
due...
Vieni, c'� Giorgio.
GIORGIO: Buonasera,
benvenuto a un'altra puntata di "Lettere all'ltalia".
La lettera che vogliamo leggervi questa sera
� di una lavoratrice che � stata licenziata perch� incinta.
- Ma la cosa speciale della puntata... - REGISTA: Uno.
REGISTA: Tre. - ...� l'ospite che commenter� la lettera.
- Signori, accogliamo con un applauso... - Due.
GIORGIO: La prima Presidente del Consiglio donna della Repubblica ltaliana,
Sandra Barenghi.
RISTORATORE: Gianni, guarda. C'� il tuo amico Selva in televisione.
(APPLAUSl)
Benvenuta. Come posso chiamarla, "Presidente" o "Presidentessa"?
Scelga lei, Selva. Per me � uguale.
Spero si veda che sono una donna.
(RISATE DEL PUBBLICO)
se nella sua testa di uomo questo � chiaro,
- pu� chiamarmi come vuole. - REGISTA: Due.
Io salterei i convenevoli.
Ho un'alternativa?
Quindi, se ho letto bene da una sua intervista,
lei sostiene che a tutt'oggi in ltalia
il trattamento salariale tra uomini e donne � veramente differente.
Non ritiene che in ltalia
il problema del cuneo fiscale sia pi� impellente
rispetto a quello dell'equit� di genere?
Anche lei, Selva?
Mi ha deluso, non me l'aspettavo.
La disparit� di trattamento tra uomini e donne
� proprio il freno per la crescita di questo Paese.
- Accidenti. - Non � un sintomo, un effetto.
� la causa dell'arretratezza del nostro Paese.
Due, dentro. (APPLAUSl)
L'applauso � forte.
Giorgio, questa ti sta demolendo.
ANNALISA: Certo che Giorgio Selva � proprio forte, no?
DARIO: Veramente la Barenghi se lo sta mangiando.
Siete incazzati perch� volevate esserci voi al posto suo.
Vuoi darti una calmata?
Ho capito che mi piace.
GIORGIO: D'accordo, cosa possiamo dire a quest'ascoltatrice,
che sicuramente in questo momento ci star� guardando?
Calma, Giorgio.
Pu� garantirci in diretta che far� qualcosa per lei?
Posso consegnarle questa lettera?
BARENGHl: lo m'impegno per lei
- e per tutte le lavoratrici italiane... MADRE LOMBO: Paolo.
Ti stiamo aspettando.
SORELLA LOMBO: Dai, ho fame.
S�, arrivo.
TUTTl: Padre Nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome.
Ali, vieni. C'� il padre di Tito.
Fantastico.
...la signora Sandra Barenghi. Presidente del Consiglio.
(APPLAUSl)
GIORGIO: Ci vediamo settimana prossima
per un'altra puntata di "Lettere all'ltalia".
(RUMORE CITOFONO)
Sono Selva.
(CANCELLO SI APRE)
- Ciao, pap�. - Ciao.
- La mamma? - Non lo so.
- Come, non siete venuti insieme? - No.
Ho visto passare la macchina.
- � andata a parcheggiare? - Passare?
- Sei sicuro? - Che macchina ha?
- Boh. - Come?
- Non sai che macchina ha? - No.
Che colore �?
� grande, piccola, nera, bianca?
Quanto scassi la minchia.
Cominciamo da qui con lo psicologo.
- � aperto? - S�.
DR. RAVENNA: Buonasera, accomodatevi.
Prego.
Senta, chiuda la porta, per favore.
Prego, sedetevi dove volete.
Grazie.
Tito, tu mettiti l�.
Io mi metto qui, cos� tua madre... No.
GIORGIO: Cos� la vedr� in faccia.
Sono anni che non la guardo...
No, anzi, io mi siedo qui...
lo mi siedo qui.
GIORGIO: Tu mettiti... Forse � meglio...
lo qui, tu l�.
La sig. ra Livia ha chiamato.
Non pu� venire.
Come non pu� venire? Professore, allora � inutile.
Pensa sia inutile?
Io non la vedo da sette anni.
DR. RAVENNA: lo penso sia utile.
Cominciamo con lei e con Tito.
Chi ha pensato fosse utile rivolgersi a un terapeuta?
- Lo. - Bene, bene.
Per� tutti e tre.
Evidentemente la sig. ra Livia non ritiene di dover fare la terapia.
DR. RAVENNA: Va rispettata, non crede?
Lei invece s�, vero?
E tu, Tito?
S�.
Quindi pensi che fare la terapia
sia utile?
Penso che a lui sia utilissima.
Cosa c'� in suo padre che non va?
- Non mi lascia campare. - Questo � reciproco.
Anch'io campo difficilmente.
Cosa v'impedisce di vivere serenamente?
- Tutte le balle che mi racconta. - Quali balle?
L'hai appena detta. Dici che non sei venuto con mamma e l'ho vista.
T'ho detto di no.
Dice che non ricorda neanche il colore della sua macchina.
Se non lo ricordo...
Quindi lei pensa che suo figlio
sia stato accompagnato,
ma lo nega?
- Perch� lo negherebbe? - Guardi, non so.
So solo che da qualche tempo
mi tiene fuori dalla sua vita.
Come se avesse chiuso un portellone...
sa quelli del sommergibile, a tenuta stagna?
- E io sono l�, fuori. - Bell'immagine.
Potremmo cominciare da qui.
Lei si sente fuori.
Probabilmente perch� Tito la percepisce...
invasivo, come l'acqua.
Esatto. Se non chiudo, lui mi affoga.
GIORGIO: A me basterebbe condividere qualche cosa.
Gli piace andare sul tetto della scuola.
Perch�? Lo sa che � caduto?
Pap�, sono scivolato. Non volevo mica suicidarmi.
GIORGIO: Mi stava venendo un infarto.
Al telefono dicono: "Qui Gaetano Pini, le passo il pronto soccorso."
Questo � accettabile, Tito.
Perch� non m'hai detto che andavi sul tetto della scuola?
Non mi sembrava una notizia da scrivere all'ltalia, pap�.
Ecco.
Io vivo in un mondo di omissioni.
Di bugie.
Cos� impazzisco.
DR. RAVENNA: Quindi per lei la lealt�, la verit�...
Insomma, non mentire, � importante?
Lei non lo farebbe mai, no?
Tito, pensi che tuo padre ti menta?
No.
Penso di no.
In cosa si traduce questo non lasciarti campare?
Mi sta appiccicato sul collo.
Qualsiasi cosa faccia, mi dice come farla meglio.
E poi � sempre: chiudi, spegni, togli, sposta, raccogli,
mangia questo, non mangiare quest'altro.
- Non chiude mai i cassetti. - TITO: Ecco.
Non raccoglie gli asciugamani da terra.
Prende lo yogurt dal frigo, ne mangia met�
e non lo rimette in frigo.
Per lei � molto importante che mezzo yogurt
torni nel frigo.
Ma certo, s�.
Cio�, non...
Ma fa tutt'uno col fatto che non risponde al telefono,
non si sa quando rientra, se mangia, se ha gi� mangiato...
Rispettare le regole di convivenza.
Esatto, le regole della convivenza.
DR. RAVENNA: Perch� non le rispetti,
se piccolezze di questo genere avelenano la vostra vita?
Sono troppe.
Sono troppe e diverse.
Se lascio uno yogurt fuori dal frigo di casa di mia madre.
Sa cosa fa mia madre?
Lo mangia e basta.
In che senso?
Pap�, lo mangia.
� la confusione delle doppie regole.
Della doppia casa.
Vorresti una sola casa?
Impossibile.
Perch�?
Perch� uno dei due si ammazza.
(SUONERIA SMS)
Guarda che puoi rispondere, sai?
GIORGIO: � mamma?
No, pap�.
Mi sa che stavolta tocca a te, il ferito sono io.
ROSALBA: Alice?
Vuoi la quinoa?
- S�! - E Tito?
La vuole la quinoa?
ROSALBA: Che mangia da Giorgio?
Cosa mangi da tuo padre?
Tutto.
ALICE: Tutto.
Dai, Rossi c'�!
LOMBO: Pinin, questa?
Una volta facevo il tramviere.
- Ti piace? - S�, � bella.
Prendila.
- Ti sta anche bene. LOMBO: s�?
LOMBO: Grazie. BOH: Pinin, � diventato tutto rosa.
- Questo chi ce l'ha messo? - Boh.
Beh, diventi membro onorario della banda dei froci.
Ah, grazie.
Dai, stendo io.
Scusami.
Che casino.
BOH: Vuoi che facciamo qualcos'altro?
No, grazie. Basta cos�.
Scusa.
YACCO: Ti passo la versione? POLONIA: Lasciamela fare.
- Poi la Mattei ci uccide. YACCO: Pippo, che cazzo fai?
Notizie di Tito? YACCO: lo no, niente.
BOH: Boh.
(CELLULARE VIBRA)
Scusa se rispondo io. Solidariet�.
ROSALBA: Sono Rosalba.
Tito � qui da me.
Hanno fatto pace?
Avevano litigato?
Sei informatissimo, a me Alice non dice un cazzo.
Senti, Rosalba.
Cosa fai stasera?
GIORGIO: Vorrei parlarti.
Vieni, c'� la quinoa anche per te.
Tonino � al bar, rientra tardi.
ROSALBA: Siamo soli coi ragazzi.
Noi quattro?
(VERSO DI ASSENSO)
Carini, vero?
PININ: Giorgio, ciao.
Sono stanco.
Oggi non ce la faccio a portarti al Giambellino.
� venuta anche la banda dei froci ad aiutarmi,
mi stavano distruggendo la casa.
Ci sentiamo domani, eh.
Ciao.
UOMO: Giorgio!
� lui, sono sicurissimo.
Alice ti aiuta?
Perch�, a te Tito?
Tito � oltre i piatti.
Non li usa.
- Metto qua? - S�, grazie.
Cosa volevi dirmi?
Voglio riparare al mio errore.
Sei esagerato.
Per� comprami un vestitino di Prada, mi starebbe bene.
Non dire niente ad Alice...
almeno finch� si vede con Tito.
Poi si vedr�.
Ti pare che lo dico ad Alice?
Cosa devo fare?
Niente.
Guarda, quel periodo per me � stato bellissimo.
Le mie amiche non credevano che andavo a letto con Giorgio Selva.
� stato un momento...
esaltante.
Sbagliato, ma esaltante.
Come fai ad essere cos� insensibile a questa storia tra Alice e Tito?
Sei diventato testimone di Geova?
Non so, i VIP impazziscono. Tu mi sembri...
Mia madre si crede reincarnata in me prima d'essere morta.
Mio padre invece vive in un mondo tutto suo.
� tutto nella sua testa.
Pensa di sapere tutto e spiega, spiega.
Spiega anche quello che non capisce.
Se sto zitta, mi dice quello che sto pensando.
Come se io non sapessi cosa sto pensando.
Cosa c'�?
Niente.
Sei scappata da casa nostra dall'oggi al domani.
Livia era incinta.
Ha passato mesi a chiedersi cos'era successo.
Anch'io facevo finta di chiedermelo.
Incinta, dici?
(VERSO DI ASSENSO)
No.
No, Livia...
� rimasta incinta l'anno dopo.
Ti ricordi?
No.
Livia � rimasta incinta nel '99.
Come me, del resto. I ragazzi sono coetanei.
- Appunto. - Appunto.
Quando io ero da voi, era il '98.
Livia non era incinta per niente.
C'� rimasta l'anno dopo.
E io pure.
Lo...
ROSALBA: Giorgio.
Anche tu pensi sia pazzesco quello che sta succedendo?
Pazzesco.
Io lo vivo come un segno del destino.
Alice � stata una bambina difficile,
ha camminato tardi, ha parlato tardi,
non mangiava, non dormiva.
Tito le fa bene.
Stai bene?
Tieni.
Grazie.
Per� anche tu, ora ricordo, sempre con le budella aggrovigliate.
Sempre a prenderti tutte le colpe del mondo.
Guarda che di stronzi ce ne sono tanti, sai?
Anche pi� di te.
Anche io.
Anche io, molto pi� di te.
Chi � il padre di Alice?
Vuoi sentire una lettera dall'Italia?
S�.
Quando sono andata via da casa vostra,
non ho trovato lavoro.
Fai un po' questo, un po' quello...
Ho cominciato con un numero telefonico erotico.
- Non ero brutta, no? - No.
L� il padrone mi ha fatto la proposta...
Per� adesso va bene, eh. Sto bene.
Con Tonino va benissimo, cio�...
� un incubo lontano.
� stato un periodo
fuori di testa.
Ho fatto proprio la puttana.
Per un anno,
in un hotel di lusso.
I clienti chiamavano per...
per una coperta in pi�,
un "blanket".
Andavo io.
Centomila lire.
Erano anche persone...
distinte, insomma.
Erano pure interessanti.
Gente di mezzo mondo.
Niente di "trash", diciamo.
Per�...
non � stato bello, ecco.
Non lo so di chi � figlia.
Del Grand hotel.
(SQUILLA TELEFONO)
Pronto?
LIVIA: Scusami per l'ora.
Livia!
LIVIA: Ti sei spaventato?
Non pensare a me, cos'� successo?
Tito, voglio dirglielo io...
Dirgli cosa?
Tito.
Tito.
Tito.
GIORGIO: Titino.
Tito.
Tito, Tito, c'� la mamma.
C'� la mamma.
Cosa c'�, mamma?
Tito, il nonno sta male.
Quanto male?
Cosa ti ha detto?
Lo sai, perch� me lo chiedi?
Aspetta, aspetta.
TITO: Scusatemi.
PRETE: Vorrei terminare quest'omelia
con le parole di questa preghiera di Sant'Agostino.
Ci sediamo.
"Se mi ami, non piangere.
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire
quello che io vedo e sento
In questi orizzonti senza fine..."
- Come mai non sei da mamma? - Dorme fuori.
Ha detto: "Vai da tuo padre, stai con lui."
Guarda che ti ho visto al funerale.
Non mi sono nascosto.
Invece pare di s�.
Ma non importa.
Per� non posso crederci che sei venuto...
lo volevo bene a Pinin!
Ne avevo diritto, no?
Perch� volevi venire? Per mostrare a tutti la tua faccia famosa?
- S�. - Perch� tutti t'indicassero
- e dicessero: "� lui"? - S�.
Volevo che tutti i colleghi la vedessero
perch� sapessero quant'� stato importante per me.
La mamma non ti voleva, lei non conta niente per te.
Non hai preso in considerazione l'ipotesi che tua madre sbagli?
Dottore, scusi. Visto che non ci sente nessuno,
volevo dirle una cosa un po' delicata.
Non so se ce la faccio. Cos'�?
Se devo dirgliela in poche parole:
Tito lancia i preservativi dalla finestra.
In pochissime parole.
- Nel cortile interno. - Non � da lui, non ci credo.
Io so quello che buttano tutti gli inquilini.
La Baldoni lancia le sigarette,
Filippi scuote le tovaglie,
De Gregorio annaffia le piante sopra i panni degli altri.
Tito � un ragazzino, non lo fa per cattiveria.
Enzo, sono mortificato. Come glielo dico?
Ci ho gi� parlato io.
Tito dice che � perch� lei va a frugare nel cestino in camera sua.
Era questo che volevo dirle, dottore.
ENZO: Meglio se non fruga nel cestino.
- Ciao, Enzo. - Tito.
Guarda che vengo con te.
GIORGIO La mente umana ha inventato
stivali, mocassini, galosce,
babbucce, ballerine, anfibi,
perfino scarpe da montagna.
Non ci crederai, ma servono per camminare in montagna.
Quello che stiamo facendo noi.
Non scafi semi molli in decomposizione
inadatti al terreno impervio che ci aspetta.
- Attento. - S�.
GIORGIO: Perch� sei venuto?
Ho perso una scommessa coi miei amici.
Andare nel posto che ti fa pi� schifo al mondo.
Qui ce n'� ancora. Prendi.
Senti, pap�. lo ho dormito poco, torno indietro.
No, Tito.
Sono anni che mi prometti di venire.
Siamo arrivati fin qui.
Non farlo.
Sono anni che mi scassi la minchia con questa passeggiata.
Mi hai mai chiesto se conosco io una passeggiata?
- Conosci una passeggiata? - No.
TITO: Pap�.
Il nonno diceva "inflazione" al posto di "infrazione"?
GIORGIO: S�.
TITO: Perch� non l'hai mai corretto?
Perch� mi sembrava indelicato.
S�, per�. Va bene...
E poi perch� mi piaceva.
Mi piaceva come ha fatto studiare tua madre,
come lui e nonna si sono sacrificati per farle fare il master a Londra.
Diceva "inflazione" per� pensava che studiare fosse importante.
Questo era Pinin.
Perch� secondo te la mamma sbaglia?
Poteva perdonarmi.
La visiera servirebbe a riparare gli occhi dal sole,
non ho mai capito perch� la mettete cos�.
Tito?
Tito.
Tito!
Pap�, sono qui.
TITO: Pap�?
Stiamo arrivando.
Dieci minuti.
S�.
S�, ciao.
- Era Esaurito? - Cosa voleva?
Com'� andata al Colle della Nasca?
Non � manco arrivato in cima.
- Povero. - Si pu�?
- � esaurito. - Gli hai dato un bacino?
� un grande.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.