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Via, via, via. Tutti dentro via dalle finestre.
Via, dentro.
Valente, il palazzo � circondato. Non fare fesserie.
(sparo)
Abbasso il re. Abbasso la guerra. Viva I'anarchia.
BAMBINA: Pap�.
Pap�.
Pap�.
Pap�!
DONNA: Libera, 'ndo vai? Vi� qua. - E lasciame perde'.
UOMO: Sta ferma mocciosa. - Tu famme pass�.
SOLDATO: Valente, butta il fucile e alza le mani, la casa � circondata.
UOMO: Lasciate passare la bambina. Su, vieni su.
Senti Libera, tu sola puoi far uscire tuo padre.
Digli di stare tranquillo. Non gli faremo niente.
S�.
Pap� apri, butta via il fucile.
- Apri, nun te fanno niente. - Vattene, Libera.
Pap�.
Vattene a casa!
Butta via il fucile pap�. Apri.
Pap�...
vieni.
Prendetelo! Arrestatelo!
Su, su, via...
- Vattene, Libera. - Lasciatelo, vigliacchi.
Svelti.
Avanti. Portatelo via. Via!
Voi laggi�, lasciate passare.
Duce! Duce! Duce! Duce!
Quando il fatale andare del tempo...
ci avr� allontanato da questa et�,
gli uomini verranno
a vedere quello che noi abbiamo compiuto,
in pace e in guerra.
FOLLA.: Duce! Duce! Duce! Duce!
La conclusione
che io traggo dinanzi a voi
in questa giornata luminosa di sole
e fervida di speranze, � questa:
che oggi
il popolo italiano e il regime fascista
sono una unit� compatta
infrangibile,
formidabile,
che pu� sfidare, come sfida, tutti i suoi nemici
e anche I'andare del tempo.
Figli di gran puttana.
Lassi perde sign�. � da stamattina che fanno il diavolo a quattro!
Hanno bastonato un sacco di gente.
Ma lei il primo maggio va in giro vestita cos�?
Mica me fanno paura, sa.
Anzi, me manca qualcosa, me dia i fiori pi� rossi che c'ha!
Ecco, se li prenda tutti. Questi glieli regalo.
Buongiorno. Mo chiudo e faccio festa pure io.
(grida)
LIBERA: Non me tocc�. Sto incinta.
SOLDATO: Con te ne farei un battaglione, de figli.
(canti) All'armi. All'armi siam fascisti...
Grazie, ce so' abituato. Tanto I'idea non la cambio.
Vedete? Quello ha ragione e gli altri torto, ricordatevelo.
U�, la smettiamo di chiacchierare? Lavoriamo!
Bella la pensione Zanoni, eh?
Volete un caff�? E lavoriamo. Facciamo poco gli spiritosi.
(canta)
Pap�.
- Pap�. - Ma la scuola � gi� finita?
- S�. - No.
Che avete ricombinato oggi voi e vostra madre?
Niente.
Zanoni Matteo.
Presente!
A casa facciamo i conti.
Lavorate. Non � niente! � un amico mio.
- Buongiorno. - Buongiorno a voi. Firmate qua.
OPERAIE: Che avr� combinato? - Una delle sue.
Anna, Carlo.
Non � successo niente, eh?
Attenti!
No! Caro camerata Zanoni, non raccontiamo storie.
La tua signora � figlia di un anarchico,
che ha passato tutta la vita dentro e fuori della galera
e attualmente sta al confino.
- S�, a Ustica da 4 anni. - Esattamente.
Lei non � mai stata battezzata, voi non vi siete mai sposati,
siete concubini, e in pi� si chiama Libera, Libero Amore e Anarchia.
S�, ma in casa la chiamiamo tutti quanti Libera.
Ma perch� non se ne sta a casa zitta e buona?
Invece no, stuzzica, provoca e se veste de rosso.
- Provoca e si veste di rosso. - Come?
Spiace molto anche a me, signor Federale.
E fai bene, perch� questo � I'ultimo avvertimento.
Alla prossima rottura di palle vi sbatto fuori dalla citt�!
- Fuori. - Fuori.
Buongiorno.
Carlo, Anna!
Venite su. Pap� � incazzato.
Subito.
Libera! Libera...
Libera!
Libera!
Libera, Libera... Non ne posso pi�.
- La devi finire. - De fin� che cosa?
Ti puoi vestire di bianco, di verde, di azzurro, ma di rosso no!
ll governo mo decide pure il colore delle mutande?
S�, lo decidono loro. Cambia colore per Dio.
E basta!
Hai un padre anarchico al confino, tu ti chiami pure Anarchia,
siamo concubini, e tu provochi, stuzzichi. Ci danno il foglio di via!
lo sono un sarto militare, parastatale...
Tu sei un calabraghe. Quei fottuti non mi fanno paura.
- Libera, che vuoi fare? - Lo so io!
Ma la vuoi proprio rovinare questa famiglia?
Ogni volta che mi chiamano in Federazione io mi vergogno.
Perch� non porto la camicia nera!
Non la porto nemmeno io la camicia nera.
Ma ci vogliamo pensare a 'sti figli, al loro avvenire?
Non c'� avvenire per nessuno in questo paese.
Beh, non � per loro, lo ordino io.
Non voglio pi� vedere panni rossi in casa mia.
Sono un uomo che ama la pace.
Tu devi dimenticare tuo padre e I'ambiente in cui sei cresciuta.
I tempi cambiano. Gli anarchici sono fuori tempo.
Chi te I'ha messe in testa 'ste stronzate?
So io quello che diceva mio padre, e aveva ragione.
Amore, ragiona. Quelli aspettano solo I'occasione per cacciarci via,
tra pochi giorni ci sposiamo. Abbiamo gi� le pubblicazioni.
Cancellale. Scordatelo di diventare mio marito.
ll matrimonio � una convenzione borghese. Abbasso il duce!
- Fermati. Fermati. - E lasciami.
Abbasso il fascismo!
Abbasso i fascisti!
- Aiuto... - Mamma!
Allora per te il libero pensiero � una colpa.
Mo ci mettiamo il libero pensiero.
Che vuoi abbattere il fascismo da sola?
lo questo non lo pretendo,
ma se tutti gli italiani fossero come me le cose cambierebbero.
- Uffa. - lo non sto zitta, sono cos�.
Fallo per me, per favore, dammi respiro per un anno.
Non puoi farmi cacciare da tutte le citt� d'Italia.
- Ti voglio bene, fallo per me. - Ci prover�.
(legge) Nudi alla meta.
Come fai a star zitto se leggi stronzate cos�?
- Oh! - Non si legge pi�.
DUCE.: E fino a prova contraria
mi rifiuto di credere
che I'autentico popolo della Gran Bretagna
voglia versare il suo sangue
e avviare I'Europa sulla via della catastrofe
per difendere un paese africano
universalmente bollato
come paese barbaro e indegno di stare tra i popoli civili.
(clamore)
L'ora � giunta!
Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta.
(clamore)
Livorno non � una brutta citt�.
C'� il mare e I'Accademia Militare, per noi sar� una fortuna.
Certo tu mi devi far stare nu poco pi� tranquillo.
Ci prendiamo altre due ragazze in laboratorio, eh?
Tu sogna, fa progetti, e intanto quello inventa altri casini.
Che dici, la rimoderniamo 'sta sartoria?
Mo se la piglia anche col Negus.
Gli straccioni si fanno I'impero.
Macchine da cucire elettriche no, a pedale vanno ancora bene.
Stavolta capoccione ci sbatte il muso.
Buonanotte!
- Che hai detto? - Buonanotte.
La camicia nera non te la metti. Magari non ti mando a scuola.
- Contenta te... - Se le cose vanno come dico io
il duce ce lo leviamo dai piedi prima che finisce I'anno.
- Fosse vero. - Vedrai.
Anna ma che fai, non sei ancora pronta?
Chiss� che mi dice mamma se mi vede vestita cos�.
E che devo di', la ginnastica mi va bene.
E poi la camicia non � nera.
Non � ci� che ti mettono addosso, ma ci� che ti mettono in testa.
Ma lasciala stare.
- Allora ci vieni? - Certo che ci vengo.
- Su, saluta mamma. - Ciao mamma.
- E mettiglielo fuori, no? - Uffa. Ciao.
- Ciao. - Ciao. Andiamo.
- Mamma, cos'� I'anarchia? - � un mondo senza padroni.
- E se p� vive senza padroni? - Te credo fijo mio.
Me I'ha insegnato tuo nonno.
ll Negus attacca sui laghi e Graziani si ritira.
E Badoglio col suo cavallo bianco, finisce nel Mar Rosso.
DUCE.: ll maresciallo Badoglio telegrafa.:
oggi 5 maggio
alle ore 16
alla testa delle truppe vittoriose
sono entrato in Addis Abeba.
FELICE: Avevamo tutti creduto che questa fosse la volta buona.
Ma le speranze nostre non si sono avverate.
Immagino quanto sar� difficile il nostro futuro.
A volte penso che gli italiani so'tutti impazziti.
Finalmente t'hanno autorizzato a venirmi a trovare. Meno male.
Un grosso bacio ai nipoti Carlo e Anna.
Lo sai che nelle foto somigliano pi� a me che a tuo marito?
- U�, ma tu che sai fare? - Mah.
Brave, brave...
ll fascismo � una grande famiglia
e mai come oggi
la famiglia italiana si sente cos� protetta negli affetti
nel suo orgoglio e nella sua sicurezza.
- Balle. - Silenzio.
DONNE: Silenzio.
- Ho detto balle... - Lasciatela parlare.
La camerata evidentemente crede d'aver qualcosa da dire.
Non sono una camerata, e non credo, ma ho qualcosa da dire.
- Zitta. - Lascia.
Lei dice che il fascismo protegge la famiglia? Ma quale famiglia?
La sua? O la sua? O forse la sua, signora?
Lasciala perdere, � pure brutta.
Lei che racconta alla gente? E lasciami.
- Ma ti vuoi calmare? - Dei comitati politici, eh?
Una famiglia non � famiglia se uno � antifascista.
ll caso di qualche dissidente,
- giustamente punito... - Lo vedi, quella ti provoca.
...di questa manifestazione.
Perch� turbare cos� la gioia delle bambine?
ll nonno di una delle bambine
che avete premiato in questa estrosa manifestazione
� al confino da 5 anni, solo perch� non la pensa come voi.
- Mo ti sei sfogata. Andiamo? - Andiamo.
Carlo, Anna venite. Noi andiamo al confino. Buonasera.
LIBERA: Non � solo colpa mia. Te lo dovevi immaginare.
Me porti in mezzo ai fascisti. lo reggo... poi me scappa.
E poi hai visto come fanno quelli?
Tu perdi il lavoro, ci cacciano via come cani.
Che ho detto di male? Che vai al confino se non la pensi come loro?
Per me disturbare un rito pubblico � reato anche in democrazia.
lo non so' democratica. Sono anarchica.
UOMO: Ciro, piglia la cima. Piano. Piano.
UOMO: Tira, tira...
Ecco.
FELICE: Libera. - Ciao.
Oh Libera...
Carlo. Questo � I'amico Sandro Poggi. Questa � Libera.
SANDRO: Piacere.
FELICE: E questo � mio nipote, nemmeno lo conoscevo.
Questo invece � quel rompipalle che viene per il controllo.
Viaggiatori in arrivo, di I�.
- Suo padre parla solo di lei. - Ah, s�?
Che far� la Societ� delle Nazioni?
Non dimentichiamo che dietro i repubblicani c'� la Russia...
La Spagna non � I'Abissinia.
- Lei onorevole che ne pensa? - Mussolini?
Interverr�. � un pazzo.
Pure nel 22 che facevano? Parlavano.
FELICE: E per far cosa?
FELICE: Per cacciare un padrone e mettercene un altro.
- Gli uomini devono essere liberi. - Zitto pap�.
Non si preoccupi. Ci hanno messo qui apposta.
Possiamo anche gridare. Vuol vedere?
(grida) Abbasso il fascismo!
Tanto chi ci sente?
lo non sono sempre d'accordo con suo padre. Scusa Felice.
Abbiamo in comune solo I'odio per la dittatura.
Per�, al contrario di lui, io credo nella democrazia.
E che alcuni uomini possano essere chiamati a governare.
Chiamati a governare? Ma senti!
Parla come un parroco di campagna.
lo I'ho sempre detto.
ll fucile di un brigante c'ha pi� idee di una testa democratica.
(bussano) S�, vengo subito.
Aspettano me. Sa che il 90/ degli isolani � analfabeta?
Ci vediamo pi� tardi. Ciao. Ciao, Carlo.
Ma che ha fatto Sandro Poggi? Perch� � al confino?
L'ha fatta grossa... gli hanno dato 10 anni.
Inizia una bella carriera. Come la mia. Ti rendi conto?
In tutta la vita...
quanto tempo siamo stati insieme? Cinque anni?
Macch�! La prima volta che sei entrato in galera io non ero nata.
Che padre di merda sono stato.
Pap�, t'ho sempre ammirato.
Mm.
Vorrei essere come te.
- Carlo, a letto, � tardi. - Non ho sonno.
- Ma s�, dai. - Ma � ancora giorno.
No, sei stanco. Svelto.
UOMO: Quest'anno � pi� freddo...
SANDRO: Ciao.
Che faccia severa.
LIBERA: Forse perch� mi dispiace di partire.
Anche a me.
Cio�, mi dispiace che lei parta.
Perch� volevo dirle che...
UOMO: Poggi...
Allora? ll coprifuoco � passato da un pezzo.
- Ancora un minuto. - Va bene.
Vede, il tempo � scaduto. Che si pu� dire in 60 secondi?
Niente. Mi dica solo arrivederci.
Arrivederci, Libera.
Nonno dice che Mussolini sbatter� presto il culo per terra.
Carlo, Anna! Su.
A casa.
- Che c'�? - Venite su.
Dovete fare i compiti. Basta con le biciclette.
CARLO: Andiamo, va. Uffa.
MATTEO: Libera...
Libera io me ne vado.
- Dammela, la imbuco io. - � per pap�.
Va bene, tanto passo davanti alla posta.
Ciao.
- Non prendi il caff�? - Ah, s�.
Perch� non ci sposiamo?
Eh?
Amore...
Una volta o I'altra ce dobbiamo pure spos�.
Ma come, parli di sposarci?
dici sempre che il matrimonio � una stronza convenzione borghese!
O facissi 'o veramente?
Ma � per i figli. Ormai sono grandi.
Ma ci sposiamo... sposiamo? � amaro.
- Con la chiesa e tutto? - Ma no... in municipio.
Beh, allora facciamo i documenti e ci sposiamo subito.
Eh, quanta fretta... Mica subito.
Va bene, come vuoi tu. Vita mia. Ciao.
- Ciao, Carlo. - Ciao.
ll Duce che ci conduce � nato a Predappio
provincia di Forl� nel 1883.
La madre, Rosa Mantoni, era come lui una maestra,
- mentre il padre... - Meglio se si faceva una pippa.
Come?
(musica da ballo)
(risa)
- Balla proprio bene... - Chi?
Tuo fratello, non vedi?
(finisce la musica)
Bravi, ma che bravi.
Balli proprio bene, Libera. Sei proprio brava.
C'� chi fa bene una cosa e chi ne fa bene un'altra.
lo per esempio sto molto bene in cucina dietro ai fornelli.
O dietro al bancone con mio marito... eh.
Mio fratello balla molto bene, mentre tu fai bene altre cose.
Per� la casalinga no.
Hai fatto tre ore di treno,
per venire a raccont� queste stronzate?
MATTEO: Ehi, qua finisce male. Cambiamo posto.
Facciamo un uomo e una donna un uomo e una donna.
Facciamo cos� che � meglio.
lo veramente sono venuta solo per questo povero disgraziato.
Perch� disgraziato?
A 'sto povero disgraziato gli va bene cos�.
Ah s�? Gli va bene cos�? Dice che gli va bene cos�.
Insomma signori, siamo qua per divertirci o no?
- Dagli I'esempio tu che sei... - Che sono?
- ... pi� vecchia. - Che ha detto?
Vecchia. No! Non ha detto vecchia.
Signori, ci facciamo sempre riconoscere... la fate finita?
E smettiamola. Cameriere...
- Che prendete, spumante? - S�.
Va bene, spumante.
Mamma mia... E mo abbiamo proprio finito di camp�.
- Ballate... - Mamma c'� un fascista.
- Facciamo un giretto? - No.
� pure bello.
- � pure puttana! - Rita andiamo a ballare, muoviti.
Vuole ballare?
Grazie, ma sto con mio marito.
� iI marito, complimenti.
Beh, si rimedia subito. Vanda, fai ballare il marito.
- Rita, fai ballare il commissario. - Lui balla molto meglio di me.
- Ma dove guardi? - Libera.
Libera...
Non ci siamo presentati. Sono Franco Testa, e lei?
- Libera Valente. - Ah.
- Gi�. - La conosco bene...
Libera, Libero Amore, Anarchia, so molto su di lei.
- Non siamo sulle stesse barricate. - Appunto.
Meglio ognuno al posto suo. O devo dire alla propria trincea.
Non tutti i fascisti sono noiosi, intransigenti...
lei non sa quanto siamo aperti, comprensivi.
Conosce I'ultima sul regime? Viene fresca fresca da Roma.
Anche la mia, ma � un fatto vero. In via G. Belli hanno scritto:
Duce tu sei la luce. E un anonimo ci ha aggiunto:
noi vogliamo sta' all'oscuro...
andatevela a pij� nel culo, duce, fascismo e re!
Me la paghi.
(bussa)
Entri.
- � sola? - S�.
Scusi se mi presento come un ladro, cos�...
- viaggio in incognito. - � scappato?
Eh, non ci credo ancora.
� di suo padre.
- Come arriver� in Spagna? - Per la Svizzera e la Francia.
Sui Pirenei c'� un centro di raccolta delle brigate rosse.
Ma prima devo procurarmi il passaporto.
- Ce I'ha un alloggio? - No.
Se lei pu� mettermi in contatto con qualcuno
senza farle correre rischi, naturalmente.
Che discorsi fa? Venga.
Venga.
Ma cosa vuol fare?
lo la ringrazio, ma...
ma suo marito, i bambini...
Libera, io non voglio crearle problemi.
Mio marito sta lavorando
e qui non ci viene mai nessuno. Non si preoccupi.
Se sente un rumore sospetto, scappi di qua per i tetti.
Sar� un po' incosciente,
ma la sua ospitalit� sono costretto ad accettarla.
Mamma.
Carlo.
- Ciao, Carlo. - Ciao.
Ti ricordi?
- S�. - Sai tenere un segreto?
� molto importante. Dobbiamo saperlo solo io e te.
- Se no so' guai, capito? - S�.
LIBERA: Verr� appena posso.
Sali.
- LIBERA: Ecco, su. - Fai il piacere. Damme 'na spinta.
LIBERA: Opl�!
MATTEO: Allora, ripassiamo la poesia!
- Mise la prora... - Al pallido occaso.
E nun te la scord�.
Taxi, signora?
Sono Libera Valente. Ho una lettera per lei.
- Mi dica... - Ho bisogno di parlarle.
Sono a sua disposizione. Venga!
(passi)
(bussano)
(sottovoce) Sono Libera.
Ciao.
- Dormiva? - No.
Troppa fame per dormire, grazie.
Da tre giorni dimenticavo di mangiare.
Dev'essere buono.
Le stanno preparando il passaporto. Ormai � questione di giorni.
Grazie.
� buono.
Se le piace, la fame deve essere tanta
perch� io come cuoca sono proprio una schiappa.
Non direi, forse � il sapore della libert�.
Nemmeno il pane sa di pane, se non c'� la libert�.
Trova sempre le frasi giuste. Me ne ricordo una a Ustica.
Quale?
Ci sono pi� idee nel fucile di un brigante...
(insieme) che nella testa di un democratico.
Ma questa non I'ho detta io, � di suo padre.
lo prendo in prestito. Quella del pane I'ho rubata a Garcia Lorca.
- Un anarchico? - Un poeta.
L'hanno fucilato i franchisti poche settimane fa.
TAXISTA: Venga, venga.
Lei � in gamba, Libera.
Le presenter� alcuni amici.
Sono molti gli antifascisti qui.
Grazie. Non voglio altro.
TAXISTA: Sa che il vecchio Buzzi � stato al confino con suo padre?
Sono pochi i compagni come lui. Avr� gi� risolto tutto.
(bussano alla porta)
- Ciao, Clementina. - Vi accompagno da mio fratello.
Conosco la strada. Grazie. Venga Libera.
- Buzzi? - Entrate.
- Ti saluto. - Ciao.
- � pronto iI passaporto? - Tutto. Aspettatemi qua.
Sono preoccupata. Matteo non sa niente.
Non so come dirglielo, tanto non capirebbe.
Matteo un giorno capir�. Bisogna lottare.
Dobbiamo aiutare la gente come Poggi.
BUZZl: Tutto a posto.
Con i bolli regolari. Una sola cosa: senza farlo partire da Modena.
- Non ti preoccupare. Ci penso io. - Grazie.
Ti porto io a Reggio.
- Saluta pap�. - Ciao.
(passi)
Ecco, partir� domattina molto presto.
Grazie.
Verr� anche lei fino a Reggio Emilia?
S�. Verr� anche Carlo.
Sembreremo una famiglia che va in vacanza.
Ho portato lo scompiglio in casa sua.
Le chiedo perdono.
Ma fra qualche giorno tutto sar� come prima.
Gi�... come prima.
Cerchi di capirmi Sandro,
voglio molto bene ai miei...
ma star qui a far la casalinga con tutto quello che c'� fuori.
Non li posso vedere quelli, quelle facce, quelle divise...
No, Libera, no.
ll fascismo non si combatte come un vicino di casa antipatico.
Questo gi� me I'ha detto.
Ma Mussolini come lo cacciamo via?
Lei dice, cacciar via Mussolini.
Si ricordi che non � tutto.
ll fascismo vero e pericoloso � quello dei potenti
gli speculatori, i padroni.
Si cela anche dietro la democrazia. Loro hanno finanziato il fascismo.
Se Mussolini non gli serve pi� lo buttano via e ne fanno un altro.
Perci� ricordi che quando il Duce cadr�, con i suoi complici,
non sar� I'ultimo giorno della rivoluzione, ma il primo.
Non ti piace?
Non � questo, � che per essere un minestrone classico
mancano le cotiche, le bietole e I'osso di prosciutto.
E poi il minestrone non si fa col riso, ma coi cannolicchi.
ANNA: Pure a me piacciono. - Non li avremo mai.
Fatti portare in trattoria.
E volli interrogare I'indovina per predire il mio destino oscuro.
Mi disse: sar� triste il tuo futuro (campanello)
perch� una donna te lo offuscher�.
Apro io. E chi sar� mai?
CARLO: Mamma, il minestrone me piace col riso come lo fai te.
Bravo amore.
- (grida) Via! Via! - Signori, ma cosa volete?
Sta calmo.
Mio marito ha fatto una domanda. Cosa cerca?
Questa � casa mia, voglio sapere.
FRANCO: Voglio chiedere certe cose alla... signora o signorina?
Signorina, ragazza madre... come vuole lei.
Conoscete per caso un certo Sandro Poggi?
- No. - No.
FRANCO: Ne siete proprio sicura? - Chi �?
Cercate di ricordare bene, eh? Via tu!
- C'� una soffitta in questa casa? - S�, certo.
FRANCO: Andate in soffitta.
Che crede di trovare?
- I bambini sono vostri? - S�.
Andate in camera.
Via!
Fila.
Qui non c'� nessuno.
In estate, diciamo a luglio, siete stata a Ustica
e avete conosciuto un certo Sandro Poggi, � vero?
Ah, s�, ricordi che ti ho parlato di quel giovanotto?
- Ma di chi? - Di un confinato politico.
- � scappato da Ustica 4 giorni fa. - E lo cercate qua?
- Su non c'� nessuno. - Ecco.
- � contento? - No.
E neanch'io.
Conosciamo le vostre convinzioni politiche, signora.
Non cedete alla tentazione di aiutarlo. Ve lo sconsiglio.
Lo sconsiglio anche a voi.
Cosa da pazzi, cos'e pazzi!
Venire a cercare quel... come si chiama, a casa mia.
Ma io lo denuncio!
- Vado dal Prefetto, se necessario! - Matteo.
Capisci? Un confinato politico in casa nostra!
- Matteo! - Che c'�?
- Prometti che non t'arrabbi? - E perch� dovrei?
Te lo volevo di' stasera, ma sei tornato tardi.
Sandro Poggi sta su, in soffitta.
Matteo... non fa' cos�. Hai detto che non t'arrabbiavi.
Lascia che ti spieghi.
Me I'ha chiesto mio padre. � un amico suo.
E non me fiss�. Che c'hai, stai male?
Sto bene, benissimo.
Mai stato cos� bene in vita mia.
Ma tu per la tua strada e io per la mia.
- Dai, non drammatizz�! - E chi drammatizza?
Tu sei una rivoluzionaria c'hai gli impegni...
i tuoi doveri.
lo sono un padre di famiglia che vi deve mantenere.
E perci� me ne vado!
Cos� ti puoi rovinare da sola.
Senn� il prossimo trasferimento, sai dove lo faccio?
All'altro mondo.
Che fai, Matteo? Amore, ragioniamo. Dove vai?
- Me ne vado. - Ma come, me voi lasci�?
- Me ne vado, me ne vado. - Matteo.
- Lasciami. Lasciami! - Ti prego...
- Preparatevi che andiamo in albergo. - E mamma?
- Mamma no. - lo resto con mamma.
E tu?
Segui quella macchina, se non sbaglio � Ciccarelli.
TAXISTA: Ci seguono, ma non si preoccupi, faccio un po' di gimcane.
Andiamo.
Signori in carrozza...
Signori in carrozza...
- Meglio lasciarci qui. - No, andiamo.
Ciao.
Vieni.
(piange)
Scusami,
non so che m'ha preso.
Pap�.
Libera...
amore!
LIBERA: Non succeder� mai pi�.
Zitta, non parlare.
Avvertite pap�, subito.
CARLO: Pap�. La polizia. ANNA: Hanno portato via mamma.
Dove? Venite.
Ah, benvenuta. Come va?
Ma cosa credevate signora?
Che nella squadra politica ci siano solo imbecilli?
Sbagliate... Non siamo imbecilli.
In un'ora, i vostri connotati e quelli del Poggi
erano segnalati in tutta la provincia
e qui ce n'e abbastanza per sbattervi tutti in galera.
ll vostro amico Poggi c'� sfuggito per un pelo,
ma voi in galera ci finite. Parola mia.
Portateli via. Via.
GERARCA: ll tribunale per la difesa dello Stato
riconosce gli imputati colpevoli di falsificazione di documenti,
attivit� sovversiva, intesa coi nemici del regime
e li condanna a 5 anni di confino,
da scontare nella sede assegnata dall'autorit� di polizia.
L'udienza � chiusa.
Libera...
amore, 5 anni.
E ti lamenti?
So' troppo ignorante. Ne avevo bisogno.
Vuol dire che il confino sar� la mia universit�.
E io come faccio, Libera?
5 anni, come un uomo.
Questa � proprio figlia mia.
LIBERA: Povero Matteo.
Ti sar� sempre riconoscente per tutta la pena che ti do.
Pap� ti ringrazia dei sigari.
I generi alimentari � inutile che li mandi...
tanto qui c'� uno spaccio.
MATTEO.: Ti ho mandato i libri che mi hai chiesto.
Hai proprio ragione, bisogna leggere,
anch'io dovrei leggere e anche i bambini.
Scusa per i guanti di lana che t'ho mandato.
Che ne sapevo che li fa caldo come in Africa?
(Duce alla radio) ... un'amicizia duratura,
la collaborazione alle due rivoluzioni
destinate a dare impronta a questo secolo,
non pu� essere che feconda.
Ecco, ha firmato la condanna a morte dell'Italia.
(Duce alla radio) ... il popolo italiano
accogliendo il cancelliere germanico.
Le parole che furono pronunciate
nella notte del 7 maggio
sono state accolte
dall'entusiasmo
consapevole dei due popoli.
Esse non rappresentano
una dichiarazione diplomatica o politica,
esse sono qualcosa di grande
e definitivo, la storia.
(clamore)
Coglioni.
(Duce alla radio) L'asse al quale saremo fedeli
non ci ha impedito di fare una politica di accordi...
MATTEO: Nonostante tutto quello che succede nel mondo
e le delusioni subite una dopo I'altra,
io spero di riabbracciarti presto.
Ogni giorno che passa sento sempre pi� nostalgia di te.
Tengo 'na voglia pazza di rivederti.
Libera...
io senza te non ce la faccio chi�.
- Vi piace questo vestito? - Mi piace quel cappello.
- Mamma se lo metter� 'sto cappello? - Certo.
Chiediamo quanto costa? Dai.
Libera!
Permesso, permesso...
Matteo!
Libera!
SINDACO: Vuoi tu sposare la qui presente Libera Valente?
S�.
E tu, Libera Valente,
vuoi come legittimo sposo Matteo Zanoni?
S�.
Con i poteri che mi concede questo Stato
io vi dichiaro marito e moglie.
Questa � tua. (risa)
Scusi, la scrivania... scusino.
Sta sotto.
...finora
sdegnato dal destino
batte
il suolo della nostra patria.
(clamore)
L'ora
I'ora
delle decisioni irrevocabili.
La dichiarazione di guerra
� gi� stata consegnata agli ambasciatori.
(clamore)
Caro Zanoni,
e chi se lo poteva immaginare? Ma i fatti so' fatti.
Abbiamo messo sotto quasi mezza Europa
e pure I'Inghilterra vacilla, manca poco... sta l� l�.
Signor Colonnello, noi parliamo fra paesani.
Mi permetto di non condividere il vostro ottimismo.
Eh, qua si sentono notizie allarmanti.
La campagna di Grecia: spezzeremo le reni alla Grecia.
Hanno fatto una figuraccia.
Via, Zanoni, volete che io non sappia dove ricevete certe notizie?
La vostra benedetta moglie nemmeno al confino sta tranquilla.
Scusate, se alludete alla mia signora, stavolta lei non c'entra.
- Mah, sar�. - Credetemi.
Sono i soldati che arrivano dal fronte.
- Lo so... - Guardi...
- ... una qua, una I�. - Dietro c'� un difetto.
- E questa � una prova. - E poi qui se vede lo stomaco.
Lo stomaco, colonnello... quelli sono gli spaghetti.
Voi mangiate ca' pommarola 'ncoppa e 'o stommaco...
- Teniamo il cuoco napoletano. - E il minestrone come lo fate?
- Con la pasta... - M'invitate, colonnello?
- V'iscrivete al fascio? - Pe' no piatto 'e minestrone?
Ma fa il furbo... i fascisti permettono di fare la tessera
a chi non � tesserato. Quanto deve fare ancora di confino?
-17 mesi, purtroppo. - E iscriviti al fascio.
Col Federale ci parlo io. Tra due mesi tua moglie � a casa.
E certo che sarebbe bello... caro colonnello.
(sirene)
Oh!
- Ah! - Colonn�, le scarpe, le scarpe!
- Damme 'e scarpe. - Al ricovero, presto.
Scendete ampressa, jamme.
State accorte pe' scale.
Colonn�, non cadete n'ata vota.
Presto, presto.
(tamburi alla radio)
(bussano alla porta)
Potete riaccendere la radio.
L'isola � ormai zona di guerra. Questo confino � sciolto.
Chi ha meno di 12 anni da scontare sar� rimandato a casa.
Naturalmente a domicilio coatto. Buona fortuna.
- Forza ragazzi... - � finita.
A casa...
non ci posso credere!
(piange)
(canti "L'Internazionale")
Perch� piangi, Libera?
Questo per loro � il principio della fine.
(singhiozzi)
Devi essere felice.
Devi cantare.
� la loro fine. Devi cantare.
(Felice canta con voce commossa) E partono cantando
con la speranza in cuor
(insieme) addio Lugano bella
o dolce...
Devi cantare.
(cantano) scacciati senza colpa
gli anarchici van via...
(brusio treno)
(armonica)
(freni)
(grida) Che succede?
Di qua, aspetta.
- Non partono? - Che succede?
FERROVIERE: Signori, la linea � interrotta, bisogna scendere.
Avanti, scendiamo.
(aerei)
FERROVIERE: I passeggeri diretti a Verona tornino in carrozza.
Quelli diretti a Roma raggiungano con i propri mezzi la stazione
perch� la linea � interrotta.
La linea � interrotta. Passeggeri diretti a Verona, in carrozza.
Quelli diretti a Roma raggiungano con i propri mezzi la stazione.
I viaggiatori...
- Non possiamo lasciarci cos�. - Ma ci saremmo lasciati fra un'ora.
FERROVIERE: I viaggiatori diretti a Verona possono salire in carrozza.
Ecco.
Pap�, perch� non vieni a stare un po' con noi?
Non � possibile Libera, siamo a domicilio coatto.
lo devo andare a Roma per forza.
Poi son segnato.
Felice Valente, falegname ebanista
e anarchico.
Ma noi pap�, quando ci rivedremo?
Pap�...
Tieni duro... ormai � questione di mesi.
Sei sicuro? Ci credi proprio?
Dai un abbraccio forte forte ai bambini...
Quando?
Quando ci rivedremo, pap�?
Quando?
- Libera! - CARLO: Mamma!
- Mamma! - Libera.
Hai visto che � tornata?
(fischio di treno)
Ferma.
Anna...
Amore...
Hai visto Carlo com'� cresciuto?
Dai passa.
Bentornata signora Zanoni.
Solo due parole d'avvertimento.
Sapete che non siete in libert� e dovete rispettare la legge.
Al tramonto dovete trovarvi a casa. Faremo dei controlli.
Ricordatevelo o vi sbatto dentro.
- Andiamo a casa, so' stanca. - Carlo, vieni.
(campanella)
Forza, abbiamo finito.
A domani, Libera.
Arrivederci.
Per me vanno bene.
Sei ancora la migliore.
Ne avessi pantalonaie come te.
D� un po', ti sei innamorato perch� ti piacevo
- o perch� so fa' bene i pantaloni? - Tutt'e due.
Ah s�?
Ma I'amore � stato pi� forte.
Ma solo tu m'hai voluto bene, sai?
- Ho avuto un sacco di fidanzati. - E lo so.
Che fatica mi hai fatto fare. (risa)
Ricordi il nostro principale che ti corteggiava?
Com'ero geloso... Era pure bello.
Ma a me piacciono i brutti come te.
Statt'accorta, che alle tue amiche piaccio ancora.
Lo sai, di te mi fido.
- Che bello stare di nuovo insieme. - Ancora...
Dove vai?
- Vieni qua. - E basta.
Non scappare. Libera...
I ragazzi stanno a scuola tutto il pomeriggio.
Sai che facciamo?
lo ti porto al ristorante
e poi andiamo al cinema...
e dopo facciamo I'amore, eh?
SPEAKER.: Notizie dalla Russia.
Causa le cattive condizioni atmosferiche
nel tardo mattino dell'8 giugno,
il comando, valutata la situazione, ha deciso
che non si poteva tornare indietro.
La complessa macchina bellica � ormai in movimento.
L'arrivo di altre divisioni potr� contribuire utilmente
alla grossa operazione militare in corso.
- Andiamo a casa. - Che c'�?
Andiamo...
ll comando tedesco, per poter rendere pi� sicuro il successo...
- Altra carne da macello. - Libera, ti voglio bene.
Perch� non parla delle scarpe di cartone?
E dei soldati che crepano congelati, eh?
- Ma statevi zitti. - Silenzio laggi�.
ll morale delle truppe � altissimo. ll cameratismo delle truppe dell'asse
� fiducioso nell'immancabile vittoria.
ll camerata Ricci� mi d� il voltastomaco.
Zitta Libera. PUBBLICO: Silenzio!
MATTEO: Buonasera.
SIGNORA: Ehi voi... MATTEO: Cammina.
Volete ripetere cosa avete detto?
Perch�, vuole il bis? Che facciamo glielo concediamo?
Signora vada a vedere il film, che � meglio.
Far� rapporto, stia certa.
- Lo faccia. - Non si pu� criticare un film?
Un film si pu� criticare, ma il film Luce no.
- ll film Luce no. - Ma soprattutto...
soprattutto � proibito il disfattismo.
Perci� rimanete agli arresti domiciliari.
E come faccio? lo tengo una sartoria.
- Ce I'avevi. - No, no, ce I'ho.
Per ora la chiudiamo.
Che? E io come faccio?
Via, via, via.
Anche voi signora.
Matteo... io...
Libera,
non ti sopporto pi�.
Lasciami!
- Matteo, aspetta. - Vattene.
Vuoi darmi uno schiaffo? E dammelo.
- L'ho fatta grossa eh? - L'hai fatta grossa s�.
Scusa, amore.
D'ora in poi far� la madre di famiglia.
Come vuoi tu. Te lo prometto.
Ma che vuoi promettere?
- Vedrai, ci arrangeremo. - E che ci vuoi fare?
A vita � na scazzetta, chi s'a leva e chi s'a mette.
Che hai detto?
C'� chi nasce per aggredire e chi per essere aggredito.
lo so' nato per essere aggredito.
Per� ti giuro, Libera, io ti ho sempre ammirato.
E poi, forse hai ragione tu.
Perci� lascia sta', non promettere niente.
(musica drammatica)
Anna...
Anna vieni. Finalmente.
- Libera... Che leggi?
"Sotto i fiori di lill�".
- Lo leggi dopo. - Va bene, pap�.
- Libera, � pronto o no? - � pronto.
Non ci sta la pasta.
Ma perch� non mi fai mai contento?
Lo sai che la pasta non si trova.
E poi a me piace cos�.
Carlo.
ll riso � scotto.
Te I'ho detto mille volte. ll minestrone si fa con la pasta.
(Libera sbuffa) - Vabb�.
Dammi.
(grida)
- Chiudete la finestra. - Macch�, aprite, Carlo, Anna...
(grida, clamore)
RADIO: ll partito fascista � sciolto
il maresciallo Badoglio � capo del governo.
L'Italia, per il valore dei suoi soldati,
per la decisione di tutti i suoi cittadini,
ritrover� la via della riscossa.
Questo il messaggio del sovrano.
Ce I'abbiamo fatta. Abbiamo cacciato via Mussolini!
RADIO.: La guerra continua.
Vai da mamma.
Venite. Sta di I�. Entrate.
Signora Zanoni, siamo qua.
Ah!
Ce I'abbiam messo nel culo, eh? (risa)
Sei proprio scostumato.
(cantano) Su compagni, I'ideale
nostro fine sar�
I'internazionale
futura umanit�.
Piano, piano. Siete impazziti? Non si sa mai.
Ah�, portassi iella.
(ordini in tedesco)
(in tedesco)
(in tedesco)
Feuer! (spari)
(in tedesco)
Scusi se I'ho fatta venire qui, ma deve lasciare subito la citt�.
- Perch�? - Non scherzano mica.
� per la storia del Poggi. Me I'ha detto ora questo amico.
- Bisogna che se ne vada subito. - Ho capito. Grazie.
- Arrivederci. - Buona fortuna.
ANNA: Perch� non vieni con noi? - Non posso. Mi devo nascondere.
Poi io non sono mai andata d'accordo con zia Rita.
L� starete al sicuro.
Non voglio che arrestino pap� per colpa mia.
Promettimi che starai nascosta finch� non vengo a trovarti.
E famm'o favore, non fare la pazza. Giuralo.
Tra qualche giorno staremo tutti insieme.
Ciao.
- Ciao. - Attento!
(fischio)
Carlo...
Carlo, dai, sbrigati...
CARLO.: Cara mamma, anch'io ho fatto la mia scelta.
Vado con i partigiani.
Non ho avuto il coraggio di dirtelo a voce.
Ti abbraccio. Carlo.
Halt, sehen.
Alles gut.
Halt.
Passieren.
(spari di mitraglia)
Aspetta. Stai I�.
(grida)
(musica drammatica)
(grida)
(crescendo)
(spari di mitraglia)
(voci in tedesco)
LIBERA: Ammazza, quanto pesa.
Tieni.
ll comandante insiste per la radio.
Non la compro mica alla Rinascente 'sta roba, io.
E chi sono, il mago Mag�?
Qui rischio la pelle per portarvi 'sti ferri vecchi, mica no.
Dai, dammi una mano.
Che fai? Stai di vedetta?
Cammina. Va' a magn�.
Su, presto ragazzi, ci sono i tedeschi.
Nascondete il carro, via.
(spari di mitraglia)
(grida)
- Libera! - Ma che fai qui?
- Tu che ci fai? - Ci so' i tedeschi.
Vieni.
Mannaggia 'sta picciosa, vieni.
- E su. - Tieniti.
Dritto. Dritto.
In fondo c'� un casale.
- E che cazzo. - Attento.
- Fermati. - Che c'�?
- � successo qualcosa ad Anna? - Anna sta bene.
- Ma allora perch� sei venuto? - Come perch�?
Perch� avevo bisogno di te.
E tu sei venuto da Padova, pedalando tranquillo
perch� hai bisogno di me?
- Ma tu sei matto. - Perch�?
Sei passato in mezzo all'asserramento dei tedeschi.
- I tedeschi? - Eh.
lo ho sentito solo una botta e poi ho visto te.
- lo scappavo. - lo invece ti stavo cercando.
- Lasciami. Non � il momento. - Libera...
Qui, amore.
(voci) I tedeschi!
- N'ata vota. - S�.
L�.
Aspetta, stai gi�.
(risa, voci in tedesco)
'Sto fetente. M'ha rubato la bicicletta.
Che te frega? Te ne trovo un'altra.
- Libera, io... - Anch'io.
- Marco, c'� Libera. Avverti Gigi. - Se magna.
� tornato Ciccarelli?
Ben arrivata, Libera.
Meno male che ci sei tu Libera.
Quando sono preoccupato mi si chiude lo stomaco.
Ma i ragazzi � da 48 ore che non toccano cibo.
Ma gli alleati si sono scordati di noi?
Che fanno? Per la Madonna! I nazisti ci fanno a pezzi.
In pianura che dicono di quello che succede?
Ho perso tutti i collegamenti.
In giro non si vedono che fascisti e tedeschi.
Scusa, hai notizie di mio figlio?
So che la brigata si � sciolta. Si stanno sciogliendo tutti.
Si nascondono dove capita.
Perch� non provi a cercarlo a Monte Fiorino?
C'� qualcuno della brigata Trentina?
Non so signora. Ci hanno obbligato a venire qua per vedere.
Sandro!
SOLDATO: Va via.
(grida in tedesco)
(spari)
- Alt. Tornate domani. - Cerco mio figlio.
Trovato figlio?
No, non I'ho trovato.
(grida in tedesco)
Maledetti. Boia assassini.
(grida)
Impicchiamoli!
Venga.
L�.
(in tedesco) - Da chi prendi gli ordini?
Da nessuno.
(grida in tedesco)
(grida in tedesco)
Quanto ti ho cercato, Libera.
Non sapevo se eri viva. Non sapevo pi� niente.
Non sai a quante porte ho bussato.
E stavi qui a Padova.
Libera,
io li odio i fascisti
per ci� che t'hanno fatto e ti stanno facendo.
Non ci speravo pi� di vederti. Carlo e Anna come stanno?
Anna sta bene.
Carlo � tornato coi suoi amici. Sta bene anche lui.
- E tu? - Tiro avanti.
I parenti non ci danno niente gratis.
A me e Anna ci fanno sgobbare come pazzi.
Ma forse bisogna capirli. Non ne parliamo.
Fuori che succede?
Gli alleati stanno per entrare a Bologna. � cosa di giorni.
Libera, io non riesco a raccontarti bugie.
Da mia sorella e mio cognato sono andato via, non resistevo pi�.
E dove state?
A Padova citt�, abbiamo trovato lavoro in una sartoria civile.
Ci danno anche da dormire.
Poi quando ho saputo che t'hanno preso,
ho capito.
Sono con un gruppo di partigiani.
No, niente di eroico. Per� ci diamo da fare.
(piange)
Anche tu.
Fuoco!
(spari)
SPEAKER.: Dall'Appennino tosco-emiliano all'arco alpino
divampa I'ultimo atto della guerra di liberazione.
I tedeschi si arrendono. Mussolini � stato giustiziato.
La guerra � finita.
(clamore)
(musica trionfale)
Mamma, mamma!
Ora il mondo si rimette a posto.
(musica leggera)
- Vattene! - Che spingi?
- Ti do uno schiaffo! - A chi?
- E basta co' 'sta musica. - Pensa alle corna tue!
Basta!
- Che c'�? - La solita storia.
Hai fatto domanda per I'alloggio, almeno?
E certo. Come hai detto tu.
Non dico un appartamento, ma due stanze ce le devono da'.
- Porca miseria, che sar� mai? - Certo c'hai ragione.
- Oggi vado dal commissario. - Vedi un po' che puoi fare.
Se non ci danno I'alloggio gliene canto quattro.
Vedrai che ce lo danno. Siamo tra i primi.
- Anna. - S�?
Quando torno fammi trovare un po'd'acqua sul fuoco
che qualcosa da mangiare la rimedio.
Va bene mamma.
Non ti esporre. Statt'accorta.
Quanto sei bella, Libera.
Libera!
Che c'�?
Che fai, te ne vai cos�? Neanche un bacio?
Ma che ti prende?
Niente.
Vengo per la mia pratica.
Libera Valente in Zanoni.
Signora Zanoni, si accomodi.
Lei qui? Che ci fa qui?
La sua pratica � in evidenza. ll servizio alloggi le ha assegnato
un appartamento di vani tre e servizi
in Borgo San Pietro palazzina Lucchesi interno B.
Pu� prenderne possesso immediatamente.
lo la casa da lei non la voglio.
Dietro a 'sto tavolo non ha il diritto di starci.
Sono qui perch� qualcuno mi ci ha messo.
- Ma chi? - Qualcuno autorizzato a farlo
di cui evidentemente godo la fiducia.
La sua. Non la mia.
UOMO: Desidera? LIBERA: ll Presidente del Comitato.
UOMO: � in riunione. LIBERA: Meglio cos�.
Sono Libera Zanoni, in provincia me conoscono tutti.
Libera! Non mi riconosci?
- Ero testimone alle tue nozze. - Certo.
Eravamo al confino insieme. Hai visto, ce I'abbiamo fatta.
Chi I'avrebbe detto allora.
D�, su. Cosa posso fare per te?
- C'� un fascista in prefettura. - Non capisco.
Sta dietro al tavolo come durante il fascismo.
Quando a Modena faceva arrestare e torturare la gente.
L'avete nominato anche capo gabinetto. Si chiama Testa.
NOZZE: Capisco il tuo stupore Libera,
ma forse non sei stata avvertita che negli ultimi mesi
il dottor Testa ha collaborato con noi.
lo non so che ha fatto negli ultimi mesi,
anche perch� stavo in carcere.
Per ricostruire questo nostro paese dilaniato
abbiamo bisogno di offrire una possibilit� a tutti.
- Abbiamo bisogno di tutti. - Ma � un criminale fascista.
Non possiamo permetterci il lusso di epurare il 50/ degli italiani.
ll 50, il 60, il 70/, se � necessario.
I profittatori, i magistrati, i professori,
quelli che hanno servito ciecamente i fascisti.
Se non lo facciamo oggi, ce li ritroveremo dappertutto.
Salteranno fuori coi manganelli e le bombe. Va bene?
Compagna Zanoni.
Libera.
In una democrazia, quando la tempesta � passata
ognuno deve riprendere il suo ruolo.
C'� chi lavora in campagna. Chi lavora in fabbrica,
chi amministra, chi fa politica.
ll posto di una donna come te, che ha combattuto,
che ha sofferto
� a casa, ora che finalmente puoi goderti la famiglia.
Vuol dire che per 20 anni ho fatto la matta.
La guerra m'ha imparato molte cose.
M'hanno sparato addosso senza economia.
Ora siete voi che mi sparate.
Lor signori facciano pure I'Italia coi fascisti.
lo vado a ripassarmi la ricetta del minestrone.
Ho pure scordato come si fa!
Lasciatemi andare.
- � tutta la mattina che son qua. - State sotto, per Dio.
- Ma che succede? - Un fascista che spara dai tetti.
� da tre settimane che gli diamo la caccia.
Dove va?
lo abito I�. Alla fine dei portici.
Cammini sotto i portici ma non si azzardi allo scoperto.
Stia attenta!
(fucilate)
LIBERA.: Che faccio qui per terra?
Dovevo fa' 'na cosa.
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