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- Su! Andiamo! LA PECORA BELA
Dai!
Le pecore devono andare da sé.
Vai, Smarrita!
Non fermarti!
Vieni qua! È dall'altra parte!
Guarda che smetto, cambio mestiere!
Non faccio più il pastore! Vieni qua!
Non farmi arrabbiare, che è tardi.
Vieni!
LA PECORA BELA
FA UN RICHIAMO ALLA PECORA - Smarrita, vieni qua!
Sei tu, Benigno?
Benigno!
LA PECORA BELA - Smarrita!
Vieni qua! Ti lascio sola?
Con le pecore ho una sfortuna...
Vieni qua!
- Benigno! - Ciao, Giuseppe!
Come va? - Bene, e tu?
Bene. - Vieni qua!
- Giuseppe! - Caro Benigno...
- Come stai? - E tu? - Bene.
Non ci vediamo mai. Ti sei fatto crescere la barba?
- Bella, no? - Bravo!
Ricordi quanto ci siamo divertiti da ragazzi?
E ora...
- Come ti vanno le cose? - Male, purtroppo.
Perdo tutte le pecore.
Ti ricordi il gregge che avevo?
Mi avranno fatto una stregoneria. Le perdo!
Ogni giorno ce ne sono 10 di meno.
Mi è rimasta solo...
questa...
Ho perso anche l'ultima! Fine del pastore.
Mi dispiace. Ti servirebbe un gregge?
Magari!
- Sei libero stasera? - Sì, perché?
- Io e Maria abbiamo un invito a cena... - Tu e Maria?
- Sì, te la ricordi? - Tua moglie.
- Non la vedo da tanto, come sta? - Bene, grazie.
Dovremmo lasciare solo il nostro bambino...
Bambino? Come!
- Non avevi una femmina? - No, maschio.
- Maschio? - Gesù.
- Gesù? - È un bambino vispo, un demonio!
- Il nome è Gesù? - Sì. - Bello!
- Volevi che lo guardassi io? - Sì.
- Una sera dovete venire da me, tu e Maria. - Certo.
Il bambino lo guarderà qualcun altro.
Vai, te lo guardo io.
Grazie, Benigno.
Maria, vieni! Gesù lo guarda Benigno.
Giuseppe, sei un po' ingrassato.
Smarrita! Perdo tutte le pecore!
Grazie, Benigno.
Prego, Maria.
Andiamo, Maria.
Divertitevi!
Un maschio?
FA DEI VERSI
Gesù! Gesù...
Dove sei?
Gesù!
Si è nascosto per farmi paura.
EH?
Vuoi farmi paura, ma la faccio io a te!
Sono Benigno,
il diavolo maligno!
Che belle lampade antiche!
Gesù!
Gesù!
Sono Satana Belzebù,
vado in cerca di Gesù!
Guarda quanta roba!
L'avessi io un bambino come te!
Invece il mio Lazzaro...
è carino, ma è tremendo. Non riesco a farlo alzare dal letto.
Ogni mattina gli urlo: "Lazzaro, cammina! Alzati!"
Fa finta di essere morto e sta a letto fino alle quattro.
Che lazzarone, caro Giosuè!
Guarda che bella azienda ha avviato tuo padre!
All'inizio sembrava uno un po' indietro, senza offesa.
Da ragazzi ci scherzavamo, dicevamo: "Ecco Giuseppe!"
Pensavo che non si sarebbe neanche sposato,
invece ha una bella sposa, una bella azienda, un bel bambino...
- Gesù! Gesù! FA DEI VERSI
Ma dove sei andato?
Non mi viene in mente niente per divertirti... Sei un bambino serio!
Caro Gesù, siamo qui io e "tu"!
Sei serio... Quanti anni hai?
Cinque! Bravo, ne dimostri proprio cinque.
Ti ho mai raccontato di quando sei nato?
Bellissimo! Vedessi che festa!
Aveva nevicato tutta la notte.
Portai a tuo padre e tua madre una pecora.
Il cielo era stellato, sembrava un presepio.
Venne gente da tutte le parti, doveva esserci un congresso.
Arrivarono cammelli, negri, americani, jugoslavi,
gente da tutte le parti!
Sembrava carnevale! Mi sono divertito.
Ma non era carnevale, era Natale! Sei nato proprio per Natale.
Il 25 dicembre dello zero.
Sei nato proprio nello zero, infatti ora siamo nel cinque dopo Gesù.
Sì.
25 dicembre, sei del Capricorno.
È un bel segno, anche fortunato.
È proprio il segno della gente normale
dalla vita tranquilla, senza sbalzi.
Avrai una vita regolare, sono contento per te.
Caro Gesù, è dura la vita!
Oggi per andare avanti bisogna far miracoli!
Ti do un consiglio,
non occuparti di politica, lascia stare,
non metterti a far discorsi alla gente.
La religione è ancora peggio.
I preti sono tremendi, sono maiali!
Sono marciume, fanno effetto all'intestino.
Potere, lotte, lasciali perdere!
Ti sopraffanno, ti stringono nel potere, capito?
Tu sii forte, non farti opprimere.
E se uno ti dà uno schiaffo su una guancia,
tu dagli un pugno sulle gengive,
così non te lo ridà.
Capito?
Poi ti sposi una ragazzina del posto,
bella, sana, senza infiammazioni e ti fai una famiglia.
Però non sposarti subito, goditi la vita!
Goditela almeno fino a 32, 33 anni.
Vino, balli, feste da ballo,
bevi, buttati per terra, che la vita è breve!
Si è spento il fuoco!
C'è un po' di legna?
Questo è il consiglio che posso darti io.
Ma guarda, proprio sul piede!
Ma guarda che strani legni fa tuo padre!
Vuoi fare il cavallo? Lo conosci?
Vieni, lo faccio sempre con mio figlio.
Ecco!
Il cavallo!
CANTA
Guarda che mi tocca fare! Il cavallo si è azzoppato!
In terra! Uno, due, tre!
Basta, mi arrendo!
Sei tutto sporco.
I tuoi diranno che sono un pastore sporco, abituato con gli agnelli.
Io gli agnelli sporchi li lavo nella tinozza.
Ultima secchiata, è pronto il bagno!
Vieni qua, un bel tuffo!
Un bel tuffo...
Giù!
Dev'essere acqua dura.
A casa mia ho acqua più morbida, si scende.
È acqua diversa.
Guarda che acqua usano qui! Bella!
Sai nuotare in uno stile strano, lo "stile Gesù" .
Altro che stile libero! Liberissimo!
Dai!
Giù! Ma tu non sei un bambino, sei un gommone!
FISCHIA
Sai, c'è gente strana che messa nell'acqua va giù.
Io ho conosciuto dei bambini che messi nell'acqua vanno sotto.
Che strani bambini!
Allora ti lavo i piedi,
ma sono puliti.
È un trucco, vero?
Lo so fare anch'io, sto anche sul ghiaccio!
Laviamoci così.
Anche mio nipote Giuda mi fa gli scherzi.
Furbo, maligno, una vipera! Ma è bravo, mi bacia sempre.
Fammi vedere... La testa non è da lavare e nemmeno il viso.
L'orecchio, l'altro...
(Ridendo ) E cosa c'è qui?
Basta, asciughiamoci.
Asciugare!
A posto.
Guarda com'eri sporco e non ti volevi lavare!
Vieni, fine del bagno! Hai fame?
Mi piacerebbe cenare. Purtroppo non c'è niente.
Anzi, mi sembra che ci sia un pesce.
Però uno solo, questo. Chi lo mangia?
Io? Grazie, molto gentile.
È anche buono.
Fine della cena, non c'è più niente.
Grazie.
Guarda lassù! Una proprietà privata!
Guarda qua!
Un altro! Questo lo do a te, lo mangi e fine della cena...
Sono pure buoni! Sono fatti proprio bene!
Guarda lì! C'è un vitello senza latte!
Guarda!
Miracolo, " miracolissimo"!
Visto? So farlo anche con il pane.
Se mi dai un filone di pane,
ti faccio apparire 712 pagnotte e un fornaio.
Dipende dalla giornata. Guarda lì!
Niente, non sempre mi riesce.
Può servirti da grande, se ti trovi in difficoltà.
Mi piaci perché sei allegro. Tutta la famiglia mi piace.
Tu, tuo padre Giuseppe, grande lavoratore,
tua madre Maria...
Maria...
Maria... Maria... A te posso anche dirlo,
tua madre Maria mi è sempre piaciuta tanto.
Quando eravamo giovani, ne ero proprio innamorato.
Sì, mi piaceva. Ero un ragazzo giovane, non brutto...
E così...
Mi piaceva proprio tanto.
Non c'è mai stato niente e nessuno l'ha mai saputo, nemmeno lei.
Forse una volta, un giorno mi fece uno sguardo, ma...
Non ce la facevo più, la sognavo,
avevo voglia di vederla, di abbracciarla, di stringerla.
Volevo farle un discorso qualsiasi, tipo: "Quanti anni hai?"
Magari una frase, ma non ci sono mai riuscito.
Mi piaceva proprio, un giorno avevo deciso anche di dirglielo.
Uscii, la incontrai e mi disse: "Sposo Giuseppe" .
Esclamai: "No!" e lei: "Sì" . Ci rimasi male.
Le dissi: "Perché sposi Giuseppe?"
Ha risposto: "Devo. Devo..." e questo mi rimase impresso.
Qualcuno insisteva, anche di notte nei sogni.
Non poteva dirmi chi fosse perché era uno molto influente.
La gente non si fa mai gli affari suoi. Poi però lei si è trovata bene.
Io un po' stetti male, ma alla fine mi passa tutto.
Se tua madre sposava me, magari tu non nascevi
e nasceva una femmina.
Ma un bambino o un altro, mica sarebbe cambiato il mondo!
Ti racconto una fiaba e poi a letto.
C'era un papà che aveva due figli,
uno si chiamava Prodigo e l'altro... Lascia stare.
Questo Prodigo era un tipo nervoso, era sempre arrabbiato.
Un giorno disse: "Vado via" e il padre: "Dove?"
e lui: "Dove mi pare!" e iniziarono a litigare.
Per ogni scemenza si innervosiva.
Un giorno smarrì una pecora, ma non la guardò neanche.
Quando suo padre morì, tornò a casa e disse:
"Mostratemi il testamento! Non quello vecchio, quello nuovo!"
Iniziarono a discutere e si arrabbiò.
Non ho mai capito bene come mai,
ma a un certo punto comprò un giardino.
Aveva bisogno dell'olio e ci piantò tre ulivi.
Poi iniziò a tirare sassi a tutti. Diceva: "Scaglio la prima pietra!"
Quando era senza il suo amico Giuliano Peccato, tirava le pietre.
Diceva: "Sono senza Peccato e scaglio la prima pietra."
Gli arrivò una trave nell'occhio e disse:
"Levatemela, non vedo la pagliuzza!" Aveva delle paglie...
Insomma, questo Prodigo era un imbecille.
Insomma, ci fu un gran caos e alla fine la luce fu.
Accesero la corrente, due andarono in galera e uno si ferì al ginocchio.
Poi suo fratello partì militare
e la mamma stette male, non sai quanto, Gesù!
Chiamò il cameriere, Battista, e gli disse: "Vieni qua, Giovanni!"
Lui le tirò un secchio d'acqua in testa, aveva questa mania.
Bagnava tutti dicendo: "lo sono Battista!"
Faceva questi scherzi, tirava secchiate d'acqua.
Ecco, caro Gesù...
RUMORI ALLA PORTA
- Benigno! - Mi sono addormentato, ma il bambino ce l'avevo!
Abbi pazienza, abbiamo fatto tardi.
Niente, figurati.
- Grazie, Dio te ne renda merito. - Niente. Vado a letto, buonanotte.
- Buonanotte, Maria. Giuseppe, aiutami a togliere il velo.
Sì, Maria.
Buonanotte.
UNA PECORA BELA
Smarrita!
Smarrita, vieni qua!
Sma...
ANGELO!
ANGELO!
ANGELO!
Che urla così? Crede che sia mezzogiorno?
Ho perso il mio angelo, è da stamattina che corro.
- Cosa? - Il mio angelo mi ha lasciato.
- Come? - Ho perso il mio angelo.
Non è possibile, gli angeli non si perdono mai soli.
- L'ho perso. - Non ci è concesso perderci.
- Eppure noi una volta ci siamo persi. - Dove?
- Andando da mia madre in campagna. - Ricordo, c'era la nebbia.
- Ma se era estate! - Era inverno. - No, era estate.
ANGELO!
ANGELO!
Scusi, ha trovato un angelo?
Penne quante ne vuole, angeli interi no.
Grazie.
ANGELO!
ANGELO!
SI SENTE GRIDARE
- Dove vai tutto solo? - Ho perso il mio angelo.
Meglio! Si perdessero tutti, non mi fanno lavorare!
- Resta con noi! - Volentieri, ma...
- Luana, com'è andata? - Arrivederci. - No, aspetta.
- Ti hanno pagata? - Sì, ma dobbiamo cambiare stanza.
- Nella nostra c'è un angelo da solo. - Un angelo da solo?
- E tu chi sei? - Un amico... Dov'è l'angelo solo?
- Là. Ma tu chi sei? - Sono... Ma là dove?
- Là. - Grazie.
Dove vai? Vieni!
Angelo!
Scusi, cercavo il mio angelo.
Scusi, ma anche lei è da solo?
- No, è in bagno. - Ah, è in bagno, mi sembrava!
Per caso ha visto un angelo da solo?
Sopra? Grazie, buonanotte.
Ciao, angelo!
Sono io!
Ho fatto tardi perché c'era traffico.
D'estate la gente si affolla alla stessa ora...
Vuoi lasciarmi davvero, angelo?
Ho capito.
Non credere che tu mi dici le cose...
Sai che le ali ti sono cambiate da quando...
Ho fatto una corsa! Sono arrivato a casa e tu...
Ieri sei andata via di casa senza avvertirmi,
ma ricordati che non lo potresti fare!
Scherzavo. Se vuoi andartene, non siamo mica due bambini!
Se vuoi andartene, me lo dici...
Abbiamo un rapporto che dura da anni, ci siamo detti sempre tutto.
Se vuoi andartene, me lo dici. Ma...
Mi vengono tutte le frasi che si dicono in questi casi.
Se te ne vai, la mia vita non conta più niente.
Senza di te sono finito, tentiamo ancora.
Il nostro rapporto può essere bello e costruttivo...
fondamentale per la vita di entrambi.
Non vale la pena perdere tutto quello che ci siamo dati.
Forse hai ragione, a volte sbaglio, ma cercherò di cambiare.
E poi non si capisce!
Ora devi dirmelo una volta per tutte,
devi essere sincera.
Vuoi lasciarmi per sempre?
Sì.
Parla, dimmi qualcosa, ho corso tutta la notte per te!
Me ne vado per sempre.
Ecco, basta una frase per fare stare meglio un uomo.
Possibile che... Allora stai zitta, no?
Non si capisce mai, sei sempre ambigua, anche ora.
Cosa vuol dire "me ne vado per sempre"?
Cosa vuol dire " me ne vado"?
Non capisco mai niente quando parli! Perché vuoi lasciarmi?
Ma perché dovrei restare con te?
La tua vita è impeccabile,
ma nessuno sa com'è pesante vivere con te.
Ti alzi ogni mattina
e mi fa senso, pensarti mentre ti vesti,
mentre vai in bagno sempre alla stessa ora con lo stesso fumetto.
Sembrava tutto così lieve,
ma ora so anche quanti passi fai dal bagno alla stanza.
Non sopporto il tuo modo di camminare, di dire "dunque" ,
quando accendi la luce mentre dormo,
quando sto male e ti irriti, quando mi parli, quando non mi parli.
Quando accendi la Tv 3 volte la settimana per guardare...
"Francis, il mulo parlante"
e mi chiedi come fa un mulo a parlare.
C'è un trucco... Sì, c'è un trucco.
Non sopporto quando andiamo a mangiare
e per anni ordini una bistecchina perché...
non ti fidi dei ristoranti.
Una bistecchina!
Ma lo sai che esistono le ostriche e i ristoranti cinesi?
Una bistecchina!
Sei noioso! In confronto a te, un ragioniere diventa James Dean.
Sai che in tanti anni non mi sono mai sorpresa?
Mai alzate le sopracciglia così. Mai.
Basterebbe poco,
che ordinassi un ossobuco invece della bistecchina,
per farmi dire: "Sto con un folle!"
Che differenza fa se me ne vado?
E ti stupisci che mi sono innamorata di un altro?
Ti è scappato, eh?
Hai detto "innamorata di un altro"!
Ti sei innamorata di un altro? Me ne ero accorto...
Non me ne ero accorto perché mi fidavo di te e mi fido ancora.
Non andare via.
Chi è? Dimmelo, non ti faccio niente.
- Tanto lo verrei a sapere. - È lui.
Ah, sì?
È lui nel senso...
Sei innamorata di lui?
Ma cos'ha più di me?
Pensavo tu avessi più gusto.
Anche per me, visto che ognuno ha l'antagonista che si merita.
A me è capitato questo.
Tutte uguali!
Io sapevo che ti vedevi con lui,
ma non pensavo che fosse una cosa così erotica e seria.
Io non ti sorprendo, invece lui sì. Ti appaga.
Ah, no? Non ti ho mai sorpreso?
Va bene.
Allora ti faccio alzare le sopracciglia, ti faccio un gioco.
Faccio una cosa che nemmeno lui sa fare.
- Non c'è niente che lui non sappia fare. Sicura?
Una c'è e te la faccio come regalo. Facciamo un gioco.
Mi ammazzo.
Vado alla finestra, conto fino a 5... fino a 6...
Conto fino a 9 e...
- Così tu... - È vero, questo non sa farlo.
Ci ha provato, ma non gli riesce proprio di ammazzarsi.
Lo faccio? Mi ami, o no?
Bene, meglio essere chiari. Allora mi butto.
FA UN URLO
Non mi sono buttato... AIUTO!
Non ti interessa proprio? Guarda che lo faccio!
FA UN ALTRO URLO
Sono qui. Mi ammazzo!
- 5, 6, 7... FA UN ALTRO URLO
Mi ami, o no? 8, 9...
ANGELA!
Oh, no... ancora! Angela!
- Che c'è? - Angela, vieni qui.
- Cos'hai? - Angela, ho fatto un sogno...
- Ti sembra il momento? - Mi ero addormentato 5 minuti.
- Su, gli amici se ne stanno andando. - Anche tu?
- Ma no! - Non andare via.
- Andiamo. - Mamma mia, era tremendo!
Cucù! Sorpresa!
Ci siamo proprio divertiti!
Che bell'idea un ballo mascherato ad agosto! Come ti è venuta?
- Non lo so. - Ciao.
- Bel vestito! - Il mio diavolo ti piace?
La prossima volta mi vesto da Sandokan.
- Quando organizzi la prossima? - Presto.
- Dai, entro agosto. Ciao, Luisa! - Ciao.
- Ciao. - Li accompagni tu?
- Ma gli altri? Sono andati via, è tardi.
- Che ora è? - Le quattro.
- Ciao! - Ciao!
Non lo sapevi che mi piacciono gli ossibuchi?
E anche i ristoranti cinesi e le ostriche. Sono un vero pazzo!
Sogno sempre che tu non vuoi stare con me, ma andartene con lui.
- Se vuoi andartene, dimmelo. Ma che dici? Aiutami.
Sì, scusa.
Sono tre notti di seguito che faccio lo stesso sogno!
- Ti sei divertita? - Sì.
- Ma tu hai sonno. Sei stanco? Un po'.
Non ce la faccio più! Come si fa?
Fare una festa in maschera
ogni volta che voglio invitare gli amici!
- Ma avevo voglia di vedere qualcuno. - Mamma mia!
Hai ragione, sempre chiusa in casa! Mi piacerebbe fare una passeggiata.
Se organizzassero una processione,
una recita dell'Annunciazione... Non fanno mai niente in questo paese.
E poi stai attenta, Angela!
Se vai alla finestra, ti vedono. L'hanno capito, sparlano.
Se scoprono che sei una angelo vero, ti fanno fare la fine di King Kong!
Ti mettono in mostra, fanno il circo, ti abbattono con gli aerei!
Sono tremendi, gli umani!
Lui, lui! Vuoi andartene con lui!
Senti!
A proposito, che tipo è lui?
Com'è fatto?
Angela, lui com'è?
Una volta l'ho visto. Mi è venuto da ridere, è così magro!
Questo è un vero gioiello, signori!
- 40 metri quadri, due stanze... - Lo compro.
Appartamento venduto, grazie!
Questo è un vero gioiello, signori!
40 metri quadri e due bagni.
Luminosissimo, con due stanze.
- Piccole, ma due. - Lo compro!
Appartamento venduto, grazie!
Questo è un vero gioiello, signori!
- 40 metri quadri... - Lo compro!
Appartamento venduto, grazie!
Questo è un vero gioiello, signori!
- 40 metri quadri... - Lo compro!
- Ci vediamo domani per il contratto. - Costava 50 milioni, no?
- No, 100. - Meglio! E dove li trovo?
- Una parte domani e una parte... - Tutti domani.
- Che sono oggi 100 milioni? - Oggi? - No, domani.
- Va in banca e glieli prestano. - In banca me li prestano? - Certo.
- Grazie del consiglio. - Prego. Appartamento venduto!
240, 250, 260...
Ecco i suoi 300 milioni.
- Dica. - A me bastano 100 milioni.
- Nome? - Benigno. Per la casa che ho comprato.
- Il nome non c'è. Ha compilato l'assegno? - No.
Prima stacca l'assegno, poi le do i soldi.
Stacco un assegno e mi dà i 100 milioni?
- Credevo che fosse più complicato. - Ha addosso il libretto? - No.
Lo prenda lì dal collega, stacchi l'assegno e le do i soldi.
- Grazie! - Prego.
- Desidera? - Volevo due o tre assegni attaccati, per il collega.
- Attaccati? - Sì, devo staccarne uno per avere 100 milioni.
- Vuole un libretto? - Mi dia questi assegni.
- Un libretto da 10 o da 20? - Da 100. 100 milioni.
- Facciamo dieci da 10? - Anche due da 50!
- Qual è il suo numero? - Il mio numero?
5821364.
È una pensione. #Come prima...#
Non risulta.
- È occupato o non risponde? - No, non esiste.
La padrona della pensione è un po' sorda, può darsi che non senta.
- Ma non è lei il proprietario? - Magari! È una bella pensione.
Deve ritirare la pensione di una vecchia sorda?
Non mi faccia innervosire!
Mi dia due assegni attaccati, devo staccarli per avere 100 milioni.
- Ma lei ha il conto qui? - No, devo ritirare.
- Non ce l'ha? Allora vuole un prestito! - Lei è lento!
- Allora deve andare dal direttore. - SVEGLIA!
- L'accompagno dal direttore, mi aspetti a quella porta. - Va bene.
- Andiamo insieme? - Sì, la presento.
Mi raccomando!
Un attimo che la annuncio.
- Si accomodi, prego. - Grazie.
DPR 21 gennaio 1976, numero 7. Emissione obbligazionaria...
- Piacere, Diotaiuti. - Sempre sia lodato!
Per favore, mi mandi l'estratto conto di Pallandri?
Sì. Al più presto, grazie.
- Scusi... - Prego.
Sì, d'accordo.
- Buongiorno. - Siamo a sua disposizione.
Ci dica.
- Preferirei che rimanessimo soli. - Siamo soli.
Ci dica pure.
- Lo dite come usufrutto bancario? - Certo.
- È solo, ma dice " ci dica"? - Sì, l'impiegato è uscito.
- Volevo un... - Ci dica.
- Fermo! Attenzione! Scusi... - Ci dica pure.
- Noi... Vi dico... Ci dica pure.
Essi sono, voce del verbo...
Sono venuto qua, signor Diotaiuti,
per fare questo prelievo
alla vostra banca.
- Signor direttore... - Sì?
Stiamo tranquilli, se ci si innervosisce subito, è finita.
- Rilassarsi per bene! - Si calmi.
- Sì. - Grazie, direttore.
Volevo stabilirmi in questa cittadina...
..di capitale.
La prima cosa esemplare per una persona che vuole stabilirsi
è andarci fisicamente, la cosa più banale.
Seconda cosa di primario ordine geografico
è avere in questa città la casa.
La casa: femminile singolare.
L'ho trovata proprio ieri, 40 metri quadri, due stanze,
luminosissima, "la compro" , firmato, 100 milioni.
Mi hanno detto che in questa città vai in banca e te li prestano.
Ecco da lei vorrei un prestito, ma non...
- Scusi un attimo. - Meno male!
Pronto? Ti finisco l'articolo. L'ammontare dei contributi...
dovrà essere stato stabilito dalla cassa mutua, aliquota al 20% .
Grazie. Ciao.
Scusi. Ci dica pure.
Allora, lei vuole un prestito di 100 milioni per comprare una casa.
- Esatto. - Ma io non la conosco personalmente.
Nemmeno io la conosco, però mi fido. Si rilassi.
Sì, ma lei sa come funzionano le banche?
Ha qualche idea? - Certo.
È semplice, è tutto un problema di garanzie.
Mi faccia terminare. Non vorrei passare per un profittatore.
Io non sono il tipo a cui lei dà i soldi e poi non vede più.
Non sono quel tipo e non le permetto di pensarlo!
Vi firmo un foglio dove dico:
"Vi pagherò la fattura di questa banca
che credito all'ordine della carta di credito dell'interesse del 5% ...
Io prendo questi 100 milioni che vi ridò!" ...quando mi capita.
Un giorno passo, vi do 5 milioni, si va a 95... Finché si va a pari.
- Lei vuole un prestito per comprarsi la casa. - Esatto.
Potrebbe avere i soldi investiti.
- Come? - Potrebbe averli investiti da qualche parte.
- 100 milioni in vestiti? - Sì.
Io non...
Non so quanto possa valere.
Forse mettendoci anche la roba da bambino, calzoni corti, cappotti...
Ma non arrivo a 100 milioni.
- Ma c'è chi ha 100 milioni in vestiti? - Miliardi!
Se io o lei avessimo 2 miliardi, andrebbero investiti, no?
Certo, si fa un bel guardaroba! Compriamoci questa sartoria!
Dove andrebbero a finire i miliardi se non fossero investiti?
Che lascio 100 miliardi nudi?
Quindi lei non ha i 100 milioni investiti.
Forse però lei ha dei titoli.
Parli per bene.
- Voglio dire dei BOT. - Direttore, moderi!
- Gioca in borsa? - Qualche volta, da piccolo.
Ma ora ho perso un po'...
- E poi è pericolosa, ci si fa male! - Male?
- Oggi giù, domani su! - Come no?
- Simpatico! - Lei è un po' zuzzurellone!
- Con un giovanotto simpatico come lei! - Senta...
E poi lei sa quanto costa un prestito?
Almeno il 25% l'anno di interessi.
Quindi tra un anno ha 125 milioni, tra due anni 150 e tra quattro 200.
Magari tra quattro anni non ho bisogno di 200 milioni!
Non esageri! Mi dia questi 100 milioni ora e basta.
Poi ci vestiamo, giochiamo... Ma ora lasci stare.
Anche volendola favorire,
se lei non restituisce questi 100 milioni,
lei va incontro alla mora!
- Meglio. - Come meglio? Guardi che questa mora è pesante!
Abbiamo i gusti uguali, anche a me piace la roba soda!
Bravo!
Ma lasciamo stare le donne, non mettiamo cose che non c'entrano.
Io sono venuto a chiederle soldi
per una cosa di primaria necessità, la casa.
Lasci stare la mora.
Se anche lei si scorda di questi 100 milioni, ci penso io.
Lei non si ricorda, ma io sì e gliene ridò due, così si va a 98...
poi a 97... e alla fine pari.
( Sospirando ) Forse c'è un equivoco.
Lei è venuto senza soldi investiti, senza titoli, senza BOT
e vuole 100 milioni da noi?
DIRETTORE!
Non vuole darmi 100 milioni? Va contro il suo nome, dottor Diotaiuti.
Lei si contraddice!
Eh?
Certo che non ho niente e vengo a chiedere 100 milioni.
- Se avessi 1 miliardo, me li darebbe? - Certo.
"Certo..."
Ma se avessi 1 miliardo, li darei io a lei 100 milioni!
Tenga! Non li rivoglio neanche, tanto me ne restano 700.
Grazie tante!
Non li rivoglio, li metta in tasca.
Se ho 1 miliardo, mi dà 100 milioni. E se mi serve una melanzana,
devo averne 1 miliardo a casa?
Eh?
L'ortolano non mi ha mai chiesto se avevo 1 miliardo di melanzane,
di pesche o di pere.
Dottor Diotaiuti, lei va contro il suo nome, si contraddice!
DIRETTORE, MA DOVE SIAMO ARRIVATI?
Cos'è questo quadro?
COME SI FA A FARE UN RAGIONAMENTO DEL GENERE?
- EH? - Mi sembra di sognare!
Con tutti i soldi che avete!
Parla delle nostre entrate, ma le uscite?
Dipende da che parte si va! Crede di fregarmi?
Questa è un'entrata o un'uscita? Ma si mette a fare i quiz?
Qual è la capitale della Francia? Parliamo seriamente!
Le faccio un esempio con la penna. Questa banca ha 15.000 dipendenti.
- 15.000! - Quanti? - 15.000.
- Vogliamo dargli due penne al giorno? - Diamogliele.
A 200 lire l'una, fa 3 milioni al giorno, 90 al mese,
1 miliardo all'anno che esce solo con la penna!
1 miliardo...
E lei fa uscire una penna sola con un miliardo in tasca
e a me nega 100 milioni per la casa?
DIRETTORE, A CHE PUNTO SIAMO ARRIVATI?
Conto meno di una penna? Io sarei un compasso?
Lei dovrebbe aprire una cartoleria!
Al posto del cuore ha un calamaio!
Direttore! Fermo lì, dottor Diotaiuti!
Cosa bisogna fare per avere 100 milioni, rubare?
Allora fanno bene i sequestratori! Bisogna rubare, ammazzare,
fornicare, o desiderare la donna d'altri!
Direttore, onori il padre e la madre!
Cosa bisogna fare?
Io sono contrario ai sequestratori e ai terroristi
che rubano invece di venire in banca a farsi prestare 100 milioni.
Ma se trovano tipi come lei...
Allora le sequestro i suoi tre figli.
Li rivuole? 100 milioni!
Fotografia con il giornale, foglio nel cestino,
stasera 100 milioni sotto la quercia, o non rivedrà i suoi figli!
Fermo!
- Bisogna fare così! Mi dà i 100 milioni? - Sì!
- Troppo tardi! FINGE DI SPARARE
Attenti, è armato! - Direttore!
Questa è una rapina!
Questo è un vero gioiello!
40 metri quadri...
Questa storia è dedicata a due giovani italiani.
Due eroi oscuri e sconosciuti, muti come il marmo,
montano la guardia a un eroe oscuro e sconosciuto.
Immobili vegliano che la fiamma della patria mai si spenga.
Due gli imperativi, non muoversi e non parlare.
Qualsiasi cosa accada, non parlare.
- Imbecille! - Cretino!
- Scemo! - Stupido!
- Citrullo! - Zotico!
- Visto! - Cosa?
Ti sei mosso! Siamo nove a zero.
- Nove a uno! - A zero!
- Nove a uno! - E quando mi sarei mosso?
Mercoledì ti muovesti quando ti dissi " carciofo"!
Carciofo sarai tu!
- Dieci a zero. BORBOTTA
Mi fa una rabbia! Casomai dieci a uno!
Scusa, come si chiama quel romano
che misero nella botte con i chiodi
e che poi buttarono di sotto?
- Attilio Regolo. - Già. Morto.
Tutti dobbiamo morire, anche noi.
Anche noi moriremo.
Andremo all'Inferno, in Purgatorio, o in Paradiso?
1, X, 2?
ROMBO DI AUTOMOBILE
Come si chiama quello che ha inventato il motore turbo?
- Non lo so. - Motore turbo, tu mi turbi.
Tu mi turbi, signorina!
Dico a lei, signorina "tu mi turbi"!
Guarda che noi non potremmo né muoverci, né parlare.
LO PRENDE IN GIRO FACENDO DEI VERSI
Io mi muovo e parlo, signorina "tu mi turbi"!
Tu mi tu...
Qui milite 1! Tutto a posto, milite 2?
Controlli la posizione, milite 2. Dico a lei, pelandrone!
Non mi faccia ripetere le cose!
All'attacco! In trincea!
Attento al nemico! C'è un russo, sparare!
No, i russi sono con noi, spari a quel cinese!
Chi ha portato i cinesi in guerra? Sono troppi!
Chi ha messo qui questo sottomarino? Milite 2, lo sposti!
I sottomarini stanno in acqua, lei è anfibio,
dia la precedenza al carrarmato. Attento allo " stop"!
Colonnello, caporalmaggiore di picchetto! Cuori...
Due di fiori! Picchetto!
- Milite due! IMITA IL SUONO DEL TELEFONO
È per te, ci sei?
Non c'è.
Milite 2!
Attenti! Riposo!
In piedi! Disteso!
Sparate!
Ferito! È un graffio. Signorina, tu mi turbi.
Che noia stare qui!
Cara mamma, sono a fare il milite,
e soffro.
Se dovesse accadermi qualcosa, non piangere.
Ti mando la mia foto per mezzo di un amico, "Signorina tu mi turbi" .
- È simpatico. IMITA IL SUONO DEL TELEFONO
Milite 2? Sì, è qui.
È per te, rispondi?
Se rifai questo scherzo imbecille del telefono,
ti spacco il fucile in testa.
IMITA IL SUONO DEL TELEFONO - È per me, aspettavo una chiamata.
Sei tu, Eugenia?
Richiamami più tardi, c'è un po' di nervosismo.
Sono a un telefono pubblico, c'è gente che aspetta.
- Ti richiamo io. Ciao. - Senti...
- Libero! - Stasera non ho voglia di scherzare.
Per piacere, non rompermi le scatole.
Se mi rifai questo scherzo che solo un imbecille come te può fare,
qualsiasi persona vogliano,
vengo lì, ti annodo il telefono al collo e ti ci strozzo!
- Chiuso. - Va bene.
Casomai richiamassero...
Casomai richiamasse qualcuno, non rispondo. Ecco fatto.
Lascio suonare.
IMITA IL SUONO DEL TELEFONO
CONTINUA A IMITARE IL SUONO DEL TELEFONO
- Senti come insistono! IMITA IL SUONO DEL TELEFONO
Magari è urgente.
IMITA ANCORA IL SUONO DEL TELEFONO
BASTA!
Attento!
Sterilizzata. Bisturi.
- Milite 2! - Non ne posso più!
Voglio andare via.
Quanto manca? Che ore sono?
Non lo so.
Comunque, se proprio vuoi saperlo,
posso chiamare il 161.
Certo che stare qui con te è proprio una condanna!
Madonna, ragazzi!
- Ma tu sei fidanzato, sposato? - Al momento scapolo.
Mi pareva!
- Cosa? - Nulla, così...
No, l'hai detto come per dire: "Figuriamoci se ha una donna!"
- Esatto. - Esatto cosa?
Nulla, così...
L'hai detto come per dire: "Esatto, figuriamoci se ha una donna!"
- Giusto. - Giusto cosa?
- Ti sembra giusto che io non abbia una donna? - Sì.
Vuoi farmi innervosire?
"Sì" , ti sembra giusto che ce l'abbia?
- Cosa? - Una donna.
- Non ce l'hai? - Ho detto che sono scapolo!
Mi pareva!
- E tu ce l'hai una donna? Sei fidanzato, sposato? - Io sì.
Ah... Mi pareva!
- Ne ho due. - Di che?
- Di donne. Se vuoi, te le presento. - No, grazie. - Prego.
Tienitele. Noi siamo una famiglia di furbi,
signorina "tu mi turbi".
Di famiglia contadina, "tu mi turbi" signorina.
Non ti sei ancora stancato?
Come si chiama quello che ha inventato il...
Questo posto mi fa anche un po' paura.
Ti ci lascerei da solo, così impareresti!
No, non andartene!
- Senti... - Non si può parlare né muoversi, rispetta il regolamento.
Io non lo rispetto.
FISCHIA
- Vuoi una sigaretta? - Ma sei imbecille?
Se ti vedono, vai in galera! Guarda chi c'è!
Mi hanno visto?
- Ma questa fiamma non si spegne mai? - Mai.
È la fiamma eterna della patria.
- E se piove? - Non si può spegnere la fiamma eterna della patria!
Per te, ma a me basterebbe fare uno dei miei incantesimi.
- Che incantesimi? - Che incantesimi?
- Ma... non te l'ho mai detto? - Figurati!
Del fatto che io sono...
Non lo sapevi? Io sono un mago.
Seriamente, vengo da una famiglia... Mio padre è un fachiro.
È "fachirissimo" , davvero!
E mia madre...
Siamo tutti mezzi oroscopi! Ho un cugino zodiaco.
Siamo tutti un po' omeopatici.
- Ci credi? - No.
No?
Osi sfidarmi e mettermi alla prova?
- Essere meschino senza medium! - Ora anche il mago!
- Basta con questi scherzi stupidi! - Fermo, essere supino!
Fermo! Sei sotto l'influsso del mago Zaganga!
Ti senti un formicolio nel sistema vegetale?
Fermo, vegetariano!
Ti sto ipotizzando! Sei completamente ipotizzato!
Non ti senti bene, hai dei giramenti di testa...
Non hai più volontà!
Attenzione... agopuntura!
Attenzione...
Sei preso nel vortice!
Serpenti intorno alle gambe! Non guardare!
Vipere, indietro! Cobra, che non ci vedi?
Sonagli, come devo dirti di non avvicinarti alle gambe?
Via!
Attento al boa! Niente paura...
Ecco, alla tua destra è apparso un pinguino!
Che bel pinguino! È venuto davvero bene!
Come va, pinguino? Freddo, vero?
Guarda che bel pinguino!
Fermi, serpenti!
C'è davvero un pinguino, non scherzo!
È alla tua destra.
- Attento ai serpenti! FA UN URLO
Che fai, li butti addosso a me?
Se il pinguino ti dà fastidio, lo faccio sparire.
Via! Non vuole sparire.
Lo lascio stare, tanto non dà fastidio.
Stai. Siediti, pinguino.
Dopo andiamo a bere un cappuccino insieme.
- Un cappuccino a me e al mio pinguino. - Mi fai schifo!
Strano, il mondo!
- Prima l'uomo era una scimmia, sai? - Sì, e la donna un canguro!
Perché no?
- E la scimmia da dove viene, dalla gallina? - Può darsi.
- E la gallina? - Dall'uovo. - E l'uovo?
- Da Dio. - E Dio? - Non si sa.
Io lo so.
- Come? - Lo so.
- Davvero? - Sì.
- E chi te lo ha detto? - Uno che lo sapeva, ma non poteva dirlo.
- Un giorno lo disse per sbaglio. - Come?
Eravamo insieme al ristorante.
Lui guardò fuori e disse: "Bello il mondo! L'ha fatto Dio!"
E: "Bello Dio! L'ha fatto..."
Così lo disse.
Allora chi ha fatto Dio? - Non posso dirtelo.
Perché sei così ignorante con me? Che ti ho fatto?
Vedi come sei? Che ti costa? Dimmi almeno la prima lettera.
- Va bene, "B" . -"B" ...
- Biondo o moro? - Moro.
- Moro? Sì, è uno... - Non dirmelo, voglio scoprirlo io.
Moro con la "B" ...
- Italiano? - Italiano.
- È vivo? - È vivo.
- Quanti anni avrà? - 30-35.
- Dimmi la seconda lettera. -"U" .
- "U"? "U". -"B" e "U" . "Bu" .
"Bu" , ha fatto Dio, 35 anni, vivo. Chi può essere?
- Credi in Dio? - Sì.
- Perché? Perché da piccolo, per provare dissi:
"Dio, se ci sei,
tra 10 secondi, pioggia!"
Dopo 10 secondi venne giù un diluvio tremendo.
Porca... Rifallo, chiedigli la grandine.
- Prova tu. - Mi viene da ridere, ho paura.
- Avanti! - Posso chiedere una cosa? - Sì.
Dio, se ci sei,
tra 10 secondi, neve!
SI SENTONO I RINTOCCHI DI UN OROLOGIO
Sette, otto... e nove! Sono le nove.
- Miracolo! - Che miracolo?
- Non hai detto "tra 10 secondi, nove"? - Ma che " nove" , neve!
- Ho detto " neve" . - Neve?
- Io avevo capito " nove" . -"Nove"?
Quando chiedi i miracoli, devi essere preciso.
Non puoi dirlo così male.
Magari Dio non è sicuro e pensa che hai detto " nove" .
E che, quando chiedevano i miracoli a Gesù, si mettevano a scandire?
"Gesù, ridammi la vista!" E Gesù: "Che? La lista?"
"No, la vista! 'V' come Venezia!" Ma figurati!
Sì, bisogna essere precisi, scandire!
Ma dai! Comunque avevo detto " neve" .
Napoli, Empoli, Venezia, Empoli. Neve, Dio... neve!
10 secondi.
- Dimmi l'ultima lettera, dai! - Ma allora...
Va bene, l'ultima e poi basta. "C" .
- "Buc"? -"Buc" .
"Buc" ... Chi può essere?
- Io lo so. -"Buc" ...
"Buc" ...
Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma
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