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UN BOMBARDIERE DELLA ROYAL AIRFORCE...

...L'ESCADRILLE 261...

...SORVOLA LA GERMANIA IN MISSIONE NOTTURNA..

...NOME IN CODICE DELL'OPERAZIONE:..

..."TEA FOR TWO".

A destra. A destra.

Va bene, va bene.

Fermo, fermo...

Ricevuto.

Pronti a sganciare. Vai!

- Vai! - Ricevuto.

TRE UOMINI IN FUGA

- Ti sei fatto male? - Niente di grave.

Tutto a posto, signore?

Sto bene, ma quel maledetto non si smette.

Un motore è andato e i contatti sono esplosi.

Ce la faremo a tornare in Inghilterra?

Maledetta radio! Peter, vieni su!

Ricevuto.

Ma dove diavolo siamo?

Proprio qui, signore.

Ma dove siamo?

- Dovremmo essere sopra a Calais. - Calais?

Calais!

Lassù! Viene verso di noi!

Ai posti di comando!

Caricate! Pronti a far fuoco!

Fuoco!

Coda è in fiamme! Coda in fiamme, signore!

Equipaggio, pronti a paracadutarsi!

- Ok, andiamo! - Un momento, signore.

- Dove ci incontriamo? - Cosa?

- Cosa? - Il ritrovo!

Ah, sì! I bagni turchi! Glielo dici tu?

- Vicino alla stazione. - Perfetto.

Guarda là!

I paracadute!

Questa, poi!

Salve! Un po' freddina, l'acqua, stamani, vero?

Santa Redegonda! Presto, presto!

< Si avvicini alla ringhiera! Allunghi una mano!

- Presto, non indugi! - No...

< Non abbiamo tempo, e non faccia rumore!

Ecco, uno sforzino ancora.

- Thank you! - Americano, eh?

No, English.

Presto, ché lo zoo apre fra tre minuti. I tedeschi!

- Vede, se l'acchiappano... - Yes, yes. - Anche me, eh.

Si sbrighi, mi dia il paracadute.

< - Regga lei queste tirelle. < - Dove siamo?

< Affrettiamoci, o per noi è finita.

Torni su, torni su!

Pull it up!

Questo mi fa cascare di sotto!

Ah!

Attenti! Presentat arm!

Imbracciare i fucili!

Attenti!

Saluto all'Obergruben Führer!

Scusino tanto!

Chi è stato? Prendetelo!

Vi ho un po' schizzato?

No, qui c'è un malinteso!

È meglio che ce ne andiamo!

Ma cosa vuoi da me? Questi sparano!

- Andiamo! - Figurati!

Sale sul tetto! Fuoco!

Aiuto!

Vengo, vengo. Era un affare di niente.

Cessate il fuoco!

< Iniziate la perquisizione, veloci!

Generale, ma lei non aveva altro posto per scendere?

È alto! Come si fa?

Signori, vi ringrazio. Era perfetto, era perfetto!

Sono io che vi ringrazio.

Voi, molto bene, laggiù.

Bene anche voi, Insomma, così così.

Dite un po', voi non vi abbiamo sentito.

Non vi si sente mai. Non smettete mai di parlare.

< Rigate dritti, rigate bene dritti!

Io ho una concezione personale dell'opera.

Non siamo abbastanza trionfali, non ci sento baldanza, perdinci!

Così! Avanti. Già è un brodino allungato.

Male, andava malissimo! Allora, daccapo dalla 10. Pronti?

Eh, no, basta! Qui si chiacchiera!

< Continuate a chiacchierare! Basta!

Seguire, seguire! Non vi casca mai la lingua per terra?

Riprendiamo dal numero 10.

< ♪ Ecco ♪

< - Chi è stato? - Sono io, maestro.

- Dove crede di essere? - All'Opéra, maestro.

Spassoso. Fuori!

Mefistofele, Margherita, Faust, fuori!

< Non voglio nessuno in sala mentre lavoro!

Qui non voglio che Berlioz e me! E così sia.

Eh, lassù! Meno chiasso, per favore!

Ci scusi tanto, maestro.

La 10.

< Più smaglianti, gli ottoni! Voglio il bagliore della folgore!

Non viene a ripassare la parte?

- Ti aspettiamo, tesoro. - Sì, un minuto e vi raggiungo.

- Dov'è la carica? - Ecco, tieni.

I fili. Guarda fuori se c'è nessuno.

Tu riempi il vuoto.

Se fate tanto baccano, il maestro è capace di venir su a vedere.

- Fatto? - Tutto pronto: fiori e opere di bene.

- C'è un garofano più lungo. - Non tocchi, ci sono i contatti!

Basta un nonnulla e...

Attenzione! Silenzio!

Perquisite!

Luce!

Tutti rimangano al loro posto!

Verboten uscire!

Proibito!

Un paracadutista inglese entrato all'Opéra.

Verboten assistenza! Pena fucilazione!

- Achbach. - Stanislao LeFort.

I nostri cannoni hanno abbattuto un bombardiere britannico.

Due aviatori prigionieri. Uno si trova nascosto qui.

Mi dispiace di aver fermato la musica.

Avete sentito? E va bene, la prova è finita.

Siete tutti testimoni che l'orchestra è messa a tacere..

...sotto la minaccia del fuoco delle mitragliatrici!

Bell'esecuzione, stasera. Bene!

Allora uno, allora due, allora tre!

Toh! Alè! Fateci un bel falò!

Signori, a casa.

Che immondezza interrompere una mia prova!

Oh!

- Non si muova. - Che dice?

- Non si muova. - Sì.

È meglio di là.

- Ce la fa? - Sì.

- Sì? - Sì.

Mi segua. Dietro a me.

- Venga. - Dietro di te.

Bravo.

Ahi.

Sh!

- Ma... - Sono inglese e sono ferito.

Io sono francese. I tedeschi!

Ci salvi lei. Eh?

Più veloce! Più veloce!

Aprite!

O sfondiamo porta!

> E non andare mai tu ad aprire, sai?

Oh, scusate tanto.

Perquisizione generale.

> Sono stufa anch'io di questa vita!

Zitta, disgraziata! Non ti sei accorta che c'è gente?

Non fate caso, signori. Si accomodino.

Fortunati voi, che avete le mogli lontane.

Ehi, senta, lei, militare!

Già che è qui, mi faccia il favore: acchiappi al volo questa valigia...

...la metta sul letto! Io me ne vado! Raus!

Raus! E smetti, villana!

Non ti accorgi che stai dando spettacolo?!

Io non resto un minuto di più con 'sto cretino!

Aspetta che se ne siano andati. Ti faccio tutta nera!

- Nessuno, signore. - Nessuno.

Oh!

Andiamo via di qui!

S'è fatto molto male? Sono mortificato.

Veramente mortificato.

Andiamo!

Saliamo.

Ecco, sono saliti. Presto!

La mano! La mano! La mano!

Se l'ascensore sale fino al sesto...

...quell'inglese farà la fine del topo.

Aspetti.

- Mi aiuti! - Non ce la faccio.

< Sempre gli stessi che lasciano le porte aperte.

'Giorno.

- L'ho perduta. - Cosa?

La chiave. La lascio sempre sotto lo stuoino...

Non c'è più.

Presto!

Come non detto.

Vieni, vieni!

- Attento. - Vieni.

Momento...

Grazie, signorina. Grazie.

Peter Cunningham, Royal Airforce.

Io sono Agostino Bouvet, Imbiancature e Intonaci. Ecco.

Piano!

Un minuto.

Seppellire immediatamente. Dangerous!

Ci mancherebbe, ho sei bambini a casa.

Gli ci faccio delle belle camicie fino alla fine della guerra.

Camicie!

Grazie.

Grazie tantissimo.

Mister! Mister!

I mustacchi!

Pericoloso!

Grazie.

Sono andati via, non c'è nessuno in strada.

Allora, ce ne andiamo anche noi. Lo porterò a casa mia.

- A casa sua? - E dove vuole che vada?

- Ma ci saranno già i tedeschi. - A casa mia?

- Lei ha il telefono? - Sì, Glinian Court, 13-55.

Aspetti.

Ma non le risponderà nessuno, io non sono in casa.

Sono qui, capisce?

Hallo?

Pronto?

Il signor Agostino Bouvet, per favore.

Sono io, dica.

Mentisce, non è me.

Che succede?

I tedeschi sono in casa mia.

Mi scusi, è tutta colpa mia.

Se non era per lei, andavo a casa.

Che disastro! Che disastro!

E ora che faccio? Povero me!

Scusate, ma devo andare ai bagni turchi.

Devo andare ai bagni turchi.

Cosa dice?

Questo vuole andare ai bagni turchi.

Ma no! Mica è sporco.

You are mica "dirt"!

No, lei non capisce.

Dobbiamo incontrare il capo squadriglia alla moschea.

Insomma, ha appuntamento coi suoi compagni ai bagni turchi.

Esatto.

È proprio una pensata da inglesi, ai bagni turchi.

È ferito, non parla che inglese...

...non farà 10 metri che l'acchiapperanno.

Va bene, va'. Ci andrò io là.

Vado io ai bagni turchi.

Vuol dire che... Oh, ma è fantastico!

E io vi procurerò dei vestiti, e poi ci troviamo da mio nonno.

Qual è l'indirizzo?

È il burattinaio degli Champs Elisée.

Lavoro sempre con lui.

Ma come lo riconosco il capo squadriglia?

Ah, certo. Ha dei grandi baffi.

E il segnale è "Tea for two".

- Tea for two? - Sì, la canzone.

Sì, sì, sì.

Però è pericoloso.

- Cosa? - È pericoloso.

Aspettate qui.

Entrate! Avanti! Fa, fa, fa, fa...

Andante mosso!

No.

Più dolci, più trillanti, gli uccellini.

Per Diana, no! Daccapo!

Ma chi viene a disturbarmi?!

- Bravo! - Lo so!

Io, questa volta, non fermo musica deliziosa.

Questa volta, la fermo io la musica!

Che cercate qui? Sempre il vostro inglese?!

- Non sono io! - Nein!

- È lui forse? - Nein.

Venga con me.

Venga, venga.

Venga, venga a vedere!

- Qui non c'è. - No.

- Neanche qui. - Vedo bene che non c'è.

Dio ce la mandi buona. Venga, venga.

Qui?... C'è?!

Io mi scuso, caro maestro.

Poco fa, mi ha impedito di provare con la mia orchestra.

Ora non vorrà impedirmi di far lezione al mio allievo!

Chiedo perdono, scusi!

Scocciatore... Venga a vedere.

Qui non c'è. Qua non c'è, no?

Beh, qui, guardiamo qui. Non c'è.

A volte, in un cassetto.

Mi permetta!

Ach so!

< Ach so, mercato nero!

No, è per gli intervalli.

Negli intervalli io ho sempre fame...

...allora mi sento lo stomaco che...

Allora bisogna che mangi un pochino di provviste, così...

- Grosso filone. - No, diciamo filoncino!

Grazie.

- Ne vuole? - No, no, no.

Non c'è niente di male.

- Lei scusa me, caro maestro. - Ja, ja.

Io sono molto confuso per questo equivoco.

- Aufwiedersehen. - Aufwiedersehen.

Faccia di porco.

Thank you, maestro.

Adesso riprenderemo lo studio numero 4.

- Ah, vediamo! - But I...

No, non voglio sentir parlare, parli la musica!

- Excuse me, sir... - Zitto, ho detto!

Questo è il seggiolino, e si metta qui!

Bisogna macerarsi col solfeggio.

- Let me talk! - Sh!

Deve andare ai bagni turchi.

Devo andare ai bagni turchi?

Via di qui.

My name is MacIntosh. Me MacIntosh.

- Lei è MacIntosh. - And the signal is Tea For Two.

Il segnale, sì.

No, non fischi questa roba! It is an American song!

Verboten qui!

Beh, è quella che fa...

Sh! Be quite!

No, scusi un momento. If I go to the Turkish bath...

...I risk. Rischio enormemente.

< - Yes. - But, if you go out...

Se lei esce, i tedeschi che sono giù...

...l'acchiapperanno, e io rischio ancora di più.

- Allora rischio in ogni caso. - Yes.

- Ma lei dice sempre "yes"! - Yes.

Yes. Allora, ascolti: do you promise me che...

se porto qui il "big mustacchi" lei se ne va con lui?

- Yes. - Definitivamente? - Yes.

Yes, anch'io.

Allora, io accetto di andare ai bagni turchi...

...accetto i mustacchi, accetto tutto, e poi...

E poi, you... Aspetti.

- You go qua dentro! < - No!

Go qua dentro immediately!

- Don't move! - Yeah.

E sta' buono, ché io torno. Aspetta "en discipline"!

Ecco.

Bene.

- Prego. - Ah, grazie.

- Are you? - You are?

Yes.

- Happy. - Glad.

Dov'è l'uomo coi baffi?

Non lo so.

E se non lo sa lei, non lo so neanch'io.

Non capisco.

No? Lei viene con me a prendere Peter.

No, lei viene con me a prendere MacIntosh.

- No, no, no. Tu. - Mi scusi.

E se lei non viene...

- Porca vacca, come si dice? - Come sarebbe, "porca vacca"?

Allora lei non è inglese.

- Non è inglese? - No.

Gentlemen, scusatemi.

Io vi stavo ascoltando.

Voi avete parlato di MacIntosh e di Peter, vero?

- No. - No, no, no, macché MacIntosh?

Neanche per sogno. Non capisco che voglia dire, io.

Vede, io cerco un amico che si è perduto nella nebbia.

- In the fog. - Yes, yes, yes.

Non l'ha mica incontrato, per caso? Ha dei grandi mustacchi.

- Grandi mustacchi. - Sì, ho io i grandi...

Io avevo i grandi mustacchi. Io ho dovuto tagliarli.

Troppo pericoloso. Too English! Troppo inglese!

Immersione!

Ha un buon accento. Io direi di fidarci.

Siete stati nei sotterranei?

> Maestro, siete lì?

Maestro!

Maestro!

Aprite la porta, presto!

< Maggiore, guardi qui.

- Maggiore! Laggiù! - Vai anche tu, e tu!

- Porti anche quello. - Sissignore.

Bene, bene, bene.

E adesso, mio illustre maestro, ti aspetto qui.

Automedonte!

All'Opéra! Via come un fulmine!

Vengo, vengo.

Perfetto!

Ma lei è pazzo. Rubare le divise tedesche?

Ci scaviamo la fossa! No, no!

Per favore!

Necessarie per l'Operazione MacIntosh, stasera all'Opéra!

No, niente da fare. Troppo pericoloso.

- Io non voglio! - Prenda.

Ha capito? Non voglio!

- Non voglio! - Sì, va bene.

- Ma insomma, che mi fa fare?! - Forza!

Mister MacIntosh?

Sono io!

Ci sono buone notizie per lei.

Ho buone notizie!

- Dov'è inglese? - Che botta.

Dov'è?

- Io tanto malato. - No malato!

- Era lui! - No, quella è un'arpa.

- Dov'è andato l'inglese? - C'è un inglese? Dove sei?

- Dov'è? - Io non so, forse, magari..

...dicendo volere com'è assai molto meno...

- Sua spiegazione non sufficiente! - Eppure è chiara.

- Io sono Wehrmacht, non Gestapo! - Lo so.

Se lei non parlare, io con grande dispiacere userò mezzi..

...che fanno parlare anche pietre!

Naturalmente, dopo che nel Galà di stasera...

...lei avrà diretto per il nostro Obergruben Führer...

...allora, grande maestro, lei sarà mio prigioniero!

< In nome della legge...

...io la arresto, signora Canaglietti!

< Lei non ha il diritto di arrestarmi, vero, ragazzi?

No!

< Se Guignol fosse qui, mi salverebbe.

- Ma lui non c'è e non verrà! - Chiamatelo insieme a me, bambini!

Guignol! Guignol! Guignol! Guignol! Guignol! Guignol!

Che incoscienza travestirsi da ufficiali tedeschi.

Se un poliziotto ci chiede i documenti?

Sh! Lei parla troppo, il nemico ci ascolta.

Se avrà quattro anni!

Ma che ha da guardare, questa?

Due tedeschi là in fondo. Alt! Alt! Alt!

< Lo squadron leader!

Fortunatamente, il generale Agostino arriverà in mio soccorso.

Chiamate con me, bambini! Agostino!

Agostino! Agostino! Agostino!

Andiamo.

Agostino! Agostino! Agostino!

Che paura, scappa!

Agostino! Agostino! Agostino! Agostino! Agostino! Agostino!

- Sir Reginald! - Peter! Che c'è?

Nulla. Ma a lei che è successo? I suoi baffi?

Ah, sì. Ho dovuto tagliarli.

Non si addicevano a questa uniforme.

Signori, signori.

È un gran giorno, per me. Due aviatori inglesi!

< E un eroe della resistenza.

La mia nipotina mi ha parlato di lei...

...e anche del suo grande coraggio.

Davvero? Lei ha parlato di me in famiglia?

- Anche lei è stata meravigliosa. - Non mi stupisce.

Dunque, signori, il mio modesto teatro è un ben misero rifugio...

...ma Juliette e io possiamo aiutarvi a lasciare Parigi.

Splendido! Se noi riusciamo a passare in zona libera...

...siamo certi di poter tornare in Inghilterra.

In Inghilterra? Io non posso mica venire con voi.

Sì, vada con loro.

A questo punto, è più prudente.

Ha ragione, Agostina. La mappa, Peter.

Sissignore.

Grazie.

Ed ecco, la belle France!

< Riassumendo: domattina, alle 8:05, alla Gare de Lion.

Prendete il treno per la Borgogna, arrivate a Meursalt, qui...

...e vi recate direttamente all'albergo Globo.

È inutile prendere appunti, tanto vi accompagnerà mia nipote.

Molto bene!

- Viene con noi? - Sicuro, l'avventura continua.

- È appassionante. No, Agostino? - Sì, in un certo senso...

Grazie infinite a tutti.

Ma prima dobbiamo andare a prendere il mio amico MacIntosh...

- ...stasera all'Opéra. - All'Opéra?

Peter, col tuo braccio, è meglio che tu stia qui.

Lei verrà con me, Agostino.

Sì, si fa presto a dire...

Ci verrò, d'accordo.

< È presto fatto. Entriamo, prendiamo MacIntosh...

...usciamo e... tagliamo il corda!

Heil, Hitler.

Heil, heil.

< Signori, programma?

Bisogna trovare il palcoscenico.

Ja, ja, ja, ja.

Scusi, signore.

- Dove essere palcoscenico? - Il palcoscenico?

In fondo al corridoio, a sinistra.

Dankeshön.

I miei rispetti, Generale. Prego.

Attenti!

- Povero disgraziato. - Allora che si fa? Ci rinunciamo?

Troppo tardi. Il maestro è spacciato, ormai.

Avanti, eseguite.

- Si sta proprio bene. - Grazie, grazie.

Thank you.

- Follow me. - Yes.

Fra trenta secondi...

Cinque, quattro, tre...

Via!

Accidenti, che fregatura!

- Questa volta non sono io! - Devi parlare germanico, stupido!

Attenti!

- Vieni! - Sì.

Di là!

Das ist intervallo. "Intervallen"!

Das ist intervallen. Capisc?

Das ist toilette!

Das ist toilette.

Nein, non sono io!

- Ma sono io, sono io! - Sì, siamo noi.

Sì, allora sono io.

- È nostro prigioniero. - Yes. Ma cosa dice?

Lei è nostro prigioniero. Faccia finta.

Achtung! Schnell! Raus!

Raus! Schnell!

- No, a sinistra. - Bene.

Lasciatemi! Io non voglio essere trascinato!

Presto! Via, via! Presto, via!

- Signore! - MacIntosh! But...

Ma guarda...

Stai benissimo!

Di qua, si scende all'inferno?

No, dopo questa rampa scorre la Grange Bateliere...

...che passa sotto l'Opéra.

- E dove sbuca? - Dovremmo chiederlo a Victor Hugo.

Che Dio vi protegga!

Buscherà un raffreddore, con quella palla da biliardo.

- Non vuole il mio berretto? - Ma vada a farsi friggere! Remi!

No, dico, maestro, non si alteri.

- No, il metrò. - Ok.

Un minuto.

Forse si può uscire da qui!

- Che vuole? - Uscire di lì.

Ah, uscire, giusto!

Si sbrighi, animo!

Ma non si può uscire vestiti così, ci faremo prendere tutti.

Io vado a vedere.

- MacIntosh? - Sì, signore?

Ti dispiace restare così?

Prego.

Allora...

Uno...

Due...

Ma...

Tre... e quattro.

Signore, che mi sta facendo?

Non fare lo scemo, MacIntosh!

- E voilà! - Voilà, cosa?

Stia zitto!

- Ma che cos'ho fatto? - Non le facciamo del male!

Il mio portafoglio!

- Che ore sono? < - Otto e tr -- 8:04!

Presto, venite!

> È in partenza in treno 121, Sans, Digione...

> - Uffa! > - ...Chalon, Lione.

- Ehi! > - In carrozza, chiudere gli sportelli.

- Su! > - In carrozza, prego.

Scusate, era quello il treno per Chalon?

- Sì. - Il prossimo a che ora è?

Non lo so, chieda alle informazioni.

C'è un posto di blocco, chissà cos'è successo?

- Oh, mamma! - Bastardi!

Documenti, prego.

Halt!

- Alt! Cosa porta lì? - Servizio postale!

Siamo fritti!

Lasci perdere, non c'è più benzina.

- Che c'è? - Niente benzina.

Spintoniamo fino là! Sì, come dice?

- Spintoniamo fino discesa! - Ah, sì, sì.

Avanti. Spintoni, lei!

Per favore, con me usi un altro tono!

Va bene. Vuole spingere, maestro?

- Così va meglio. - Allora spinga, no?

Piano, piano!

Piano, ragazzi!

Ho detto piano!

Alt! Alt! Che fatica.

Bene. Amici, dividiamo i bollini delle carte annonarie.

- Hai preso i tuoi? - Sissignore.

Ticket francesi, stampati a Londra.

- Per lei. - Grazie.

Mangiare! E denaro francese, non stampato a Londra.

- Mica scemi. - Per voi.

- Grazie. - E questo per noi.

È una bellissima giornata per camminare!

Forza, MacIntosh! Footing, Agostina!

E insiste. Perché, poi, dovrà chiamarmi Agostina?

Ma non dovevamo dividerli? Ehi, e a me niente?

Un momento!

Ne ho uno di meno.

- Uno di meno! - Sicuro? - Sì!

- E mi aspetti, per Diana! - Ma si sbrighi!

Insomma, ho i piedi gonfi!

I piedi gonfi?! Coi tempi che corrono?

Cosa c'entrano i tempi?

Ehi!

Ma che, sono sordi? Maestro!

Non mi rompa l'anima! Non mi entra più la scarpa!

Avanti, coraggio. In piedi, Stanislao!

Ehi, dico! Cos'è tutta questa confidenza?

Manteniamo le distanze!

Signor Stokowski, non vorrà mica comandare a bacchetta anche me?

No, senta, caro, è ovvio che noi non apparteniamo alla stessa sfera.

Qui fra noi ci sarà sempre, tac! Ecco, mi dia la manina.

- Mi dia la mano! - Ma che razza di superbioso!

Stai attento, perché io non scherzo mai!

- Bene, bene. - Però mi aspetti!

Simpatici, quei due.

Quello piccolo è un po' fastidioso.

Sì, è un po' noioso, vero?

Guarda là.

Andiamo, MacIntosh!

Ritorniamo subito!

Dove vanno?

Guardi lì, tagliano la corda, ci abbandonano.

Porco cane, non me lo sarei mai aspettato.

- E ora noi come si fa? - Beh...

Non si preoccupi, tanto non ci fermiamo.

Ce la caviamo lo stesso da soli!

Su, avanti, si rimetta la scarpetta.

Avanti, si appoggi al mio braccio.

No, ce la faccio! Ha visto? Sempre così, gli inglesi!

Mi fa specie, erano tanto simpatici.

Simpatici? "Oh, yes! Go." Con la patata in bocca!

Ha avuto la balia inglese, lei?

Cretino!

Guarda che meraviglia.

La suora, signore?

Spiritoso, la macchina!

- Bravo, Mac! - Grazie, signore.

- Dove andiamo? - A prendere i francesi.

Mi mancano!

"Oh, le scarpe strette, ho i piedi gonfi"!

Ladro! Ladro! Ladro!

< Fermatevi immediatamente!

Noi siamo aviatori, aviatori inglesi! Royal Airforce!

- Royal Airforce? - Yes.

Certo che quelle lì non sono mica scarpe adatte per la marcia.

Carino, se n'è accorto adesso. Perspicace.

- Su, scambiamocele. - Cosa?

- Le staranno a pennello. - Ma lei che numero porta?

- Più o meno, il suo. - Ah, beh allora...

Va bene, tanto per me fa lo stesso.

Ah, mi sento rinato!

- A me non mi aspetta? - Su, corra!

- Prima dovrei abituarmici. - Andiamo, non faccia il pignolo.

- I tedeschi! - Dove?

I Germani! Laggiù, arrivano!

Via!

Giù, giù!

Porco cane!

Per fortuna lei ha i riflessi pronti.

- Eccome. - Modestamente.

- Ma sì, sì. - Sono quasi eccezionale.

- Ma gli inglesi? - Cosa? - Quelli li catturano.

Sì, è vero.

Beh, gli sta bene. Se stavano con noi...

Accidenti, allora che facciamo? Andiamo?

Aspetti, ché ora le rendo le sue scarpe, perché...

...ho paura di sformargliele.

Già, è vero, me le stava rovinando.

E a lei almeno le mie vanno giuste?

- Un po' larghine. - Allora mi scusi.

Che fa, non mi segue? Stia un po' a sentire.

E cammini!

< Ehi! Eccoci qua!

< Tartarughe, abbiamo un carico di zucche!

Sono tornati gli inglesi!

Credevano si non vedervi più.

Senti un po', ma a chi l'avete fregato questo camion?

A me! Buongiorno, signori.

- Buongiorno. - Buongiorno, sorella.

Sbrighiamoci, mi aspettano agli ospizi di Beaune.

- Sì, sì, sì. - Presto, salite, svelti!

- Presto, salite. - Com'è alto.

Ecco.

- Grazie, sorella. - Non spinga, eh.

Il sale, per favore.

Grazie.

Scusi, manca anche il pepe.

< La Francia!

< "Stella del mare. Ecco la gran distesa.

Ecco l'onda profonda, è l'oceano delle messi."

< Charles Péguy.

Che poeta meraviglioso, vero?

< Io adoro la vostra lingua.

Danke.

- Entschuldigung. - Sorry.

< Pronto? Sì?

- Sì, che c'è? < - È per lei, Maggiore.

Achbach.

Che cosa? Sul serio?

Stupendo!

Abbiamo controllato tutti.

È l'unico inglese.

< Sono sicuro che non ci fosse nessun altro, era da solo.

Bene. Perlustrate tutta la zona.

Sì. Certamente, Maggiore.

Dov'è il prossimo Kommandantur?

Ora guardo, attenda.

Meursalt... Sì, Meursalt!

Vi raggiungo.

Sarebbe più prudente tornare indietro, no?

Sorry, ormai è troppo tardi.

- Ok, Mac? - Ok.

Qui, prego.

Merda!

Buttate giù le zucche! MacIntosh, vai!

Sissignore!

- Cos'ha detto? - Di tirargli le zucche.

< Una per volta, però!

< - Non sprecate le munizioni! - Tenga.

Non mollano!

No! Lasci! Ha preso anche la mia zucca per una zucca!

Giù le mani! Questo è un gomito, imbecille!

Ma miri giusto, almeno!

Non spinga così, mi scaraventa giù dal camion!

Per voi!

Deve tenere la destra, non siamo in Inghilterra!

L'ha preso! L'ha preso!

Mi dia una zucca, presto!

L'arsenale ha terminato le munizioni!

Che bel volo!

< È Meursalt.

< Non importa che me lo dica. Lo vedo da me.

Ora si tratta di trovare l'albergo del Globo.

- Quello non lo vede, eh? - Non mi secchi, su! Mi spinga!

No! Il sellino!

E quando si ferma, freni, sennò torna indietro per la discesa.

Spiritoso!

Che è tutto questo fracasso?

È stata la catena, è saltata.

Accidenti! Dia a me, ché la sistemo io.

È un po' broccolo, lei.

Mi è venuta un'idea.

Per fare più presto, lei ora prende la mia e io prendo la sua. Jawohl!

Senta un po', è la seconda volta che mi frega.

Prima le scarpe, ora la bicicletta, e poi...

- E si lamenta? È normale, no? - Ah, è normale. Scusi tanto.

- Un momento, perché è normale? - È normale, perché è anormale.

No, è normale perché sono un proletario!

- Precisiamo la verità! - Va bene, va bene.

Non è mica colpa sua. È nato così, poverino.

Sì, ma non creda che duri, sa?

Io sono stufo di viaggiare con uno come lei.

Io la pianto! Sono stufo, ecco.

Così mi abbandona al destino.

Cercava il pretesto e ora l'ha trovato! Egoista.

- Tutto è dipeso da lei. - Come, dipeso da me?

Ha voluto fare le commissioni agli inglesi...

...che sono rimasti dalle monache. Dovevamo restarci anche noi!

Ma non potevano venir loro a prendere Peter.

Me ne buggero, di Peter! E se ne buggera anche lei.

- Cosa? - Se mi ha trascinato qui...

...è stato per rivedere la sua burattinaia!

- Badi a quel che dice, sa! - La sua burattinaia!

Le proibisco di toccarmi la mia burattinaia!

Poi, ne ho fin sopra il cappello, di lei, se la sbrighi da sé!

Non la voglio più vedere, ecco!

< Quale contrarietà!

Zitto, zitto! Via! Via!

I tedeschi! I tedeschi! Presto!

Io la ringrazio.

- Come pesano! - Fermo!

- Ma questa non è mica... - Zitto, animale!

Ma guarda che modo!

Qua!

Piano. Piano, piano.

Non c'è nessuno, non ha mica un fiammifero?

Ma non ha mai niente!

E voi vi permettete di tornare a casa adesso?

Sono due ore che vi aspettiamo!

< E sarete anche ubriachi, come al solito!

Ja!

< - Scusi mio marito, generale. - Anche il mio, generale.

Avanti! Do corsa in cucina!

< Ci sono i piatti di oggi da lavare, cialtroni! Qui!

Mio anniversario. Champagne per i mariti!

Mogli mai comandare. Marito porta calzoni.

< Anche quando in borghese!

Simpatico.

< - Prosit! - Prosit.

Prosit!

Alla vostra salute.

Camerati! Che sia per tutti...

Un buon anniversario!

- La danza delle sedie! - Musica!

Battaglione... alt!

- L'albergo del Globo? - Sempre dritto.

Grazie. Andiamo.

È questa, camera numero 6.

Mi dispiace, ma purtroppo dovrete dormire nello stesso letto.

- No! Non è possibile. - Sì.

Con uno zoticone?

- In tempo di guerra, si sa... - Mi lasci in pace!

Siamo in guerra. Volevo dire che sono gli orrori della guerra.

- Tiri giù quelle zampe! Che c'è? - Permette? Si sieda laggiù.

Sì!

- Lei, Agostino, mi aiuti. - Con tanto piacere.

- Non speravamo più che veniste. - Qui fanno certi rastrellamenti!

- Non danno pace. - Sarà per dell'arresto di Peter?

- L'hanno arrestato, è terribile. - Questo pensa a Peter.

Ma noi che faremo? Che ci accadrà?

Sh!

< Domattina, all'alba...

...cercherò di farvi portare in zona libera dalle mie due guide.

Là troverete i vostri amici inglesi.

< - Che è successo? < - Il coprifuoco.

Ci tolgono la corrente.

Chi è?

- Chi osa bussare? - Guardo.

Non muovetevi.

Sì?

Requisita camera, Freulein. Da Parigi!

Eccomi, subito.

- Non sarà mica per noi? - No, è per me.

Una stanza requisita.

Buonanotte. Recuperate le forze!

Dormirete bene, qui siamo speciali per i letti.

Vi sveglierò domattina alle 5:00. Vieni, Juliette.

Scusate tanto se vi ho fatto aspettare.

Se hanno la compiacenza di entrare. Prego.

Buonanotte. Senta, scusi la mia sfrontatezza...

...ma sono contento di essere qui.

È molto gentile, grazie.

Dentro, presto!

Mi dispiace tanto, Maggiore, ma siamo al completo.

Mi era rimasta solo una camera matrimoniale: la 9.

- La guerra è la guerra. - Eh, sì.

Ecco, là dietro c'è il lavandino.

Ma se volete fare la doccia, in fondo al corridoio a destra.

Grazie mille.

Qui ci dormite bene. Schlafen Sie gut!

Noi siamo speciali per i letti.

- Lei speciale letto? - Sì, speciali per i letti.

Speciali... Permettete?

- Oh, pardon! - Pardon.

Signori.

- Entri a letto. - Non mi ci abituerò mai.

Ma sì, non faccia lo schizzinoso, là.

E ora, il nostro maestrino fa la nanna.

Non mi tocchi, non la posso soffrire.

- Tiri su quell'affare. - Ah, sì. Scusi.

- Lei non è sposato, vero? - No, per fortuna.

Nemmeno io, ma ci manca poco, perché Juliette...

- Poveretta. - La guerra ha i suoi vantaggi.

A proposito, le volevo chiedere: come mi trova lei fisicamente?

Vogliamo dormire? È meglio, sono stufo.

< Buonanotte.

< - Ah, sì! La volevo avvertire... - Ancora?!

- Io russo. - Ecco!

Ma poco, basta che lei fischi, smetto subito.

Devo fischiare tutta la notte?

Accidenti!

- Che cos'ha, ce l'ha con me? - No, è l'intervallo.

< - Intervallo? - È l'ora dell'intervallo.

Mi prende il crampo, il vuoto allo stomaco e...

...e bisogna che mangi.

Ma lei è pazzo! Mangerà domattina, via.

L'albergo è pieno di tedeschi.

Sono il marito della padrona, sì o no?

Russi in pace.

Allora io non sono forse il marito di Juliette?

- Stuermer. - Sì, Maggiore.

Trovi da mangiare, io faccio la doccia.

Sissignore.

Durante la guerra, un povero imbianchino...

...però simpatico, aveva incontrato una bionda bellissima.

Lei aveva detto che era suo marito per salvargli la vita.

< Oggi finalmente la guerra è finita, e abbiamo vinto.

< Allora naturalmente abbracci, baci...

- Agostino? - Sì, sì.

Lo so, m'è andata male.

La guerra non è ancora finita.

Crede proprio che dobbiamo aspettare la vittoria?

Credo che sia ora di dormire, e questa volta sul serio.

Ah, beh.

- Sì, chi è? - Oh, scusa tanto.

Buona...

Comandante Stuermer.

- Lei chi è? - Come?

Chi è lei?

Sono il marito della padrona.

Sono il mètre d'hotel.

La padrone?

No la "padrone", la padrona. Quella con parrucca...

Ah, padrona, ja!

Essere qui... Essen...

- Mangiare? - No! Tutto finito. Niente più mangiare! Niente.

Questo?

Ah, sì, sì, sì, dimenticavo. È commestibile.

- Commestibile? - Ja.

Questo ufficiale tedesco.

Ufficiale tedesco? Non me n'ero accorto.

- Il mio Generale! - Ah, dice che è un generale!

Ma è commestibile. È buono, il generale!

- Ne vuole un pezzettino? - No, no, no.

Non è bene mangiare ufficiale tedesco.

Ma è buono.

Cannibale.

< Buonanotte.

Buonanotte.

Grazie per avere conservato colazione per il mio ufficiale.

Piccolo bugiardo.

Maggiore, ecco il cibo.

Ah, ma...

Grazie tanto, che pensiero gentile.

Grazie tante, maestro.

Sentiamo.

Il polso è buono.

Allora, continuiamo con le stesse dosi ancora per 48 ore...

...e poi le diminuite progressivamente ogni 24 ore.

Va bene qui? E allora mi faccia un sorrisino.

- Non stia lì col muso. - Accidenti.

Su con la vita!

Di questi tempi, meglio malati qua dentro che sani di fuori.

Appresso chi abbiamo?

Toh, uno nuovo.

Allora, che cos'è che non va, figliolo?

Oh, che brutta faccia abbiamo. Si tiri su.

Tiri fuori la lingua. La lingua!

Lingua sporca, occhio giallo, naso rosso. È fegato.

Fa male?

È il fegato.

Le piace mangiar bene, vero? Malissimo!

Si tiri su.

Ora dica trentatré.

Trentatré! Trentatré!

- Che cosa dico? < - E allora?

Trentatré.

Trentatré.

- Trentatré. - Bene, bene, bene, bene.

Sono stata io a ricoverare questo caso urgente, madre.

Questo e anche l'altro accanto.

Non c'è che un rimedio: cambiare aria immediatamente.

< Provvedo subito io, madre.

Però senta, figliolo, questo fegato sarà bene non trascurarlo.

La mia medicina preferita!

Juliette, alzati. Prepara il caffè.

> Subito.

- Eh? > - Sveglia.

Svegliatevi, ché è ora.

- Che cosa c'è? - Mi scusi tanto.

Scusi, sa, devo aver sbagliato stanza.

Sono tutti matti in questo albergo.

- Ci sei? - Sì.

Svegliatevi, sono le 5:00!

Sono le 5:00. Ma perché ci svegliano a quest'ora?

Cosa vuole?

Mi scusi tanto, ho sbagliato camera.

- Le 5:00. Voi pazza! - Sì.

No rumore! Maggiore molto stanco! Dormire!

Testone!

- Ah, è lei, maestro. - Di là.

Mi scusi tanto. Avanti, avanti.

(Perché testone?)

Vieni, Leo. Anche te, Lea.

Ecco. Venite, su.

No, di qua! Su, buoni, buoni.

Ecco.

La sua gli va a pennello, però la mia...

Gli elmetti.

Tenga, aspetti.

Le placche della Feldgendarmerie.

- I fucili... - Questo non mi piace.

Attenti, ché sono carichi.

- Questo se lo prende lei. - Perché, scusi?

- Perché non mi piace. - Ma se sono uguali.

Preferisco questo.

> Juliette, aprimi!

Vi porteranno loro di là.

Questi conoscono la strada come piccioni viaggiatori.

< Venite, non sono cattivi.

< Con i miei cani e quelle uniformi, sembrate di pattuglia.

Sì, ma se incontriamo una pattuglia vera?

Beh, vi prenderanno per un'altra pattuglia.

- Certo, ha ragione. < - Su, venite.

Mi raccomando, non li lasciate.

Chi li ha lasciati andare si è sempre smarrito.

Buoni!

Arrivederci. - Ciao.

- Ora torna a Parigi? - Sì, dai miei burattini.

Beh, non ci sarà più il generale Agostino.

Però mi ha promesso di tornare. Dopo.

Appunto, volevo dirle...

Ciao.

C'è un muro, che si fa?

Non lo so, questi non sanno dove andare.

Sono qui che...

< - Ehi, dove andate? < - Invece lo sapevano!

Vatti un po' a fidare.

Maestro, tenga i guinzagli.

Io scavalco e li prendo dall'altra parte.

- Se mi mordono, io mollo. - Ma se sono dall'altra parte!

Zitto, cretino!

Non si muova, eh.

Allora, che cos'aspetta?

Ecco fatto.

Accidentaccio, guardi dove mi s'è ficcata la testa!

> Su, scavalchi anche lei!

Orco cane! Ci sono io, no?

Sh!

- Ehi. - Eh?

- Mi aiuti a scendere, no? - Non posso, ho i cani, non vede?

- Si avvicini. - Eh?

- Si avvicini! - Ah, ora.

Non si muova.

Ehi, ehi!

Fermatevi!... fermatevi!

- Perché li vuol far fermare? - Per far scendere lei, no?

- Io sto benone così. - Senta un po'...

Non pretenderà mica che la porti sul groppone!

Non perdiamo tempo in chiacchiere. Via, via! Non indugi!

E così son già tre volte che mi frega.

Prima le scarpe, poi la bicicletta...

- Sì? Avanti. - Vada a sinistra.

- Lei dice che è là? - Sì, è là.

Ah, va bene.

Ma sa che pesa tanto per la sua altezza?

< Il mio nutrimento è la musica dei salamini...

- Dove vai? - Ehi, aspetti!

Ma dov'è andato?

Vieni, torna qua!

Ja! Ja, ja.

Maestro!

Maestro!

Maestro!

Maestro!

Sono qua.

Mi ha salvato la vita un'altra volta.

- Mi chiami Stanislao. - Stanislao, siamo senza cani.

Ci siamo perduti.

Non ne posso più. Sono stanco.

< Lo so, ma se restiamo qui ci prenderanno.

- Tanto meglio. - Venga, sia buono, Agostino.

- No, io voglio restare qui. - Coraggio.

Mi lasci in pace!

Agostinaccio! Non mi faccia perdere la pazienza.

Io voglio tornare a Parigi.

- Voglio tornare al mio cantiere. - Ma ci tornerà al cantiere.

- Ma no. - Ma sì.

- Ma no. - Ma sì!

- No! - Sì!

I miei pennelli. Li avevo comprati nuovi, di setola.

Gliene compro io una ventina con la punta bella a punta.

Non mi servono a punta, lei non ci capisce niente.

Allora verrà con me e li sceglieremo insieme, sia buono.

Ma no, no, no.

E tutta la tinta?

Ne compreremo tre fusti nello stesso negozio.

Se Juliette fosse qui, allora sì...

E io chi sono? Non conto nulla?

Lo so, ma non è la stessa cosa.

La rivedrà, la sua burattinaia. Certo!

Non la prenda in giro, sa?

Perché sennò fa i conti con me.

Scusi tanto. Va meglio?

- Forse ce ne vorrebbe un altro. - Per me...

- Va bene? - Sì, ora va bene?

Ecco fatto.

Dica un po': lei uno non lo vuole?

Io? No, no, no.

- Io glielo do lo stesso. - No, no, no!

Brutto deficiente!

Andiamo prima al Kommandantur.

Vi lascio quei due barili di vino che sono dietro a voi.

Così mi rinnoveranno l'Ausweis.

L'Ausweis? What's that?

Sarebbe il lasciapassare per andare in zona libera.

- E se rifiutano? - Non è mai successo.

- Gli piace troppo il nostro vino. - Hanno ragione!

E subito dopo, passeremo la linea di demarcazione.

Nascondetevi, ci siamo!

Ora s'arrestano anche fra di loro. Si vede che gli butta male!

- Achbach. - Von Kopf.

Si accomodi nel mio ufficio. La raggiungo subito.

Grazie.

Mi porti il prigioniero.

Vieni!

Avanti!

Veloce!

- Buongiorno a lei. Sta bene, sì? - Molto bene.

Le porto il vino per il colonnello Von Schmer.

Ah, sorella! Sehr gut!

- Quattro barili! - No, due soltanto.

Zwei!

Quello e quello.

< Das und das.

Ha capito, sì?

Jawohl, sorella!

Svelti! Fritz! Ludwig!

Ausweis?

Venga, sorella. Venga. Prego.

No, quello e quello.

- Prego. - Ecco, sorella.

Grazie.

- Dietro front. - Ah, sì.

Voi due, fermi!

Dietro front!

- Cosa dice? > - Dietro front!

Avanti, marsc!

Fermi!

Andate pure.

Qui, qui, qui. Qui dentro.

State qui in silenzio!

Oh!

Hanno preso il signor Agostino e il signor Stanislao!

Come si fa?

Oh!

MacIntosh?

- Salve. - Salve, signore.

- Sta bene? - Sì, mai stato meglio.

Siamo fortunati. Un'altra cantina.

Una cantina tedesca.

Sì, ma le bottiglie sono francesi.

Dov'è quella simpatica suora?

Non ci sono suore.

< Questo vino è meraviglioso!

Non è la suora.

Prendiamone un po', nessuno se ne accorgerà.

Bravo, MacIntosh!

Sono Peter Cunningham. Faccio parte della Royal Airforce.

La mia matricola è 221.

Per la decima volta! Cos'è successo ai tuoi compagni?

Sono Peter Cunningham. Faccio parte...

Sono loro i francesi ricercati?

- Sì. - Li abbiamo presi.

Perfetto! I tuoi amici sono prigionieri.

> Comunque, possono ammazzarmi, io non parlo.

Ah, nemmeno io. Possono ammazzarti, non parlerò.

Sapevo di potermi fidare di lei.

- Bisogna uscire di qui. - Non si può!

Come, non si può?

Ho un'idea! Venga qua.

Lei che ha diretto Wagner, come si dice "avanti" in tedesco?

- Avanti? - Toc, toc.

Ah! "Herein".

Sì?

Herein!

Che succede?

- Heil, Hitler! - Heil, Hitler!

Heil, Hitler!

Dormi tranquillo.

- Fammi passare. - Sh!

- Mi dia la precedenza. - Ja!

Portatelo di sopra!

Giù le mani! Non cerco di scappare!

< Mi lasci! Ho paura di soffrire, signore!

Ma che succede?

< Maestro LeFort! Signor Bouvet!

< Che buona sorpresa!

< Di qua, signori.

Di qua, signori!

Bisogna guadagnar tempo.

- Grande maestro. < - Lo so!

Per questa volta, sono io che tengo la bacchetta...

...e sarà lei che ora dovrà contare.

Svelto!

Dodici palle per lei, dodici palle per lei...

24 palle per tutti e due!

< Io vi consiglio di parlare. Chi vi ha dato queste grane?

Chi va ha dato l'uniforme tedesca?

< Chi è vostro complice?!

< Basta tremare!

- Signor commissario... - Non sono commissario!

Maggiore Achbach!

Io, signor Maggiore, voglio guadagnare tempo.

Cioè non voglio perdere tempo. Ora le dico tutto.

Vedo con piacere che lei diventa ragionevole.

Allora?

Io avevo appuntamento lunedì 15 novembre...

Beh, ma insomma.

È raffreddato?

< Ma...

Scusi, sa?

Bitte.

- Che schifo! - Avanti.

Rivolta lo stomaco.

Avevo appuntamento il 15 novembre col comandante Jeanne-Pierre...

...che, in realtà, è il sergente Henry.

E il suo vero nome è Marescial! Sì, Marescial!

- No. < - Sì.

< - Le dico di no, scusi. - Non dia retta.

C'è solo un piccolo errore, Maggiore Achbach.

- Non era lunedì. - Come?

- No, era una domenica. - Ah, è vero.

E una...

E non era novembre, perché era agosto, dicembre... gennaio!

- Ecco. - E il suddetto Henry..

- ...non si chiamava ancora Marescial. - No.

- Però io sono del '14. - Sì, beh, la Grande Guerra.

- La Grande Guerra. - Grande Guerra!

- 4 anni! 4 anni durissimi. - Oh, terribile!

- 4 anni! < - Duri, duri.

Chi è questo Marescial?!

Non lo so più, perché lui mi interrompe sempre!

Si soffia, sputa, tossisce, scatarra! Ecco, lo sente?

Guarda un po'.

- Cerchi di ricordare. - Aspetti un momento.

< Cerchi di ricordare. Era in piazza delle Vittorie...

...proprio di faccia alla statua di Luigi XIV.

Hai visto una statua di Luigi XIV?

< - Sì. < - Non è possibile. < - Perché?

Perché allora i tedeschi s'eran già portati via tutte le statue!

< - Ma scusi, se anche mia nonna... < - Anche lei?

No, no, no. Adesso io la faccio finita!

Voi mi prendere per il sedere!

< Io so solo che mancano due aviatori inglesi!

- Quanti? - Due!

Non sono tanti.

Voi sapete dove sono, e io so che non possono essere lontani!

Evviva Napoleone!

- Ho sbagliato nel darvi i barili! - Cosa?

- Ho sbagliato i barili! - Cosa?

Uno, due, tre!

Al fuoco! Al fuoco!

Presto, ci sono due uomini giù, dentro i barili! Bruciano vivi!

Tenga la mia maschera, sorella!

Allarme!

Allarme!

Tu sei LeFort!

Tu sei Bouvet! No!

MacIntosh, quando te ne torni in Canada?

Sali.

Sono io, Bouvet!

Gli inglesi sono già fuori!

Al fuoco! Al fuoco!

Di' ai francesi di spegnere il fuoco!

Pompieri francesi, fate il vostro lavoro!

Spegnere l'incendio!

Attenti!

Imbarcatevi sugli aerei!

Agli aerei! Muovetevi!

Siamo troppo carichi! Gettate i barili!

Sbrigatevi, sennò non si cammina!

Ho mandato due pattuglie.

Gli aerei sono partiti in ricognizione. Attento notizie.

Molto bene, grazie. Chiudo.

Per di qua!

Via, via! Via!

Li ho localizzati. Strada 382. Direzione sud.

Ricevuto. Chiudo.

Muoviamoci!

Yuhu! Yuhu!

Ma sta' un po' attento, infelice!

- Non sono stato io! - Sì, e zitto!

State attenti! State attenti!

- Questo ora ci mitraglia. - No, è in ricognizione!

Non lo guardate, ci spia. Facciamo finta di niente.

Che bel panorama, vero?

Venite, è chiuso! C'è un lucchetto!

La pistola, Peter!

Stia indietro, sorella.

Fate scorrere la porta grande!

- Sono alianti! - Ero sicura che fossero qui.

- Ma sono tutti senza elica. - Succede, alle volte.

Raggiungo la strada in direzione sud.

Non ho capito. Ripetere!

Ripeto: Raggiungo la strada in direzione sud.

Sì! Ricevuto! Molto bene!

- Peter, controlla i comandi! - Sissignore!

Spingete, là dietro!

Ma io spingo. Ingrani la seconda, per Diana!

- Scusi, sorella. - Stacchi la frizione.

Che stacco a fare? Non c'è benzina!

Ma ce c'è un litro, basta! Avanti, scenda e spinga.

- Come, scenda? - Comincia a venirmi il nervoso!

- Stia buono, sa? - Se aspettassi lei...

Io sono un maestro!

- Dov'è la seconda? - Dentro la macchina!

- Ma dove?! - Tra la prima e la terza!

Ah, sì, grazie. Avanti, spingete.

Spingete. Scusi. Già che c'è, spinga.

- Come faccio? - Con la forza della fede!

Forza, gente, andiamo!

Spero che sia agganciato bene.

- Okay, sali. - Che ha detto?

Che può aver detto? Salite!

- Saliamo? - Avanti.

Ah, no, no, no. Io non posso salirci.

- Che cos'ha, fifa? - Io non ho fifa! - Oh, no.

È che questo qui è fatto per due, noi siamo in tre.

Ehi, guardi lassù!

Io salgo.

No, prima io. Si ricordi che sono il maestro.

Sempre prepotente! Faccia presto, almeno!

- Dammi il crick. - Eccolo.

Bene.

- Lasciami provare. - Sì.

Sarà il battesimo dell'aria, io non sono mai stato in aeroplano.

- Spostatevi, fatemi salire! - Io casco!

Vai!

- Sono di fuori, col coso sul vuoto! - Svengo.

- Sali. - Su.

Ehi, piano.

Più veloce, forza!

Adesso tornano su.

Tornano qui!

Bada, non di là!

È la corrente che ci trascina!

- I tedeschi! - Maledetto vento!

Prepariamoci a fare fuoco!

Kaufmann!

Muovetevi, stanno arrivando!

Non vede che stanno arrivando?

Avanti, si alzi!

Là!

Ma è pazzo? Cosa fa?!

Ma come le è saltato in mente?!

Vittoria!

Vittoria!

Vive la France!

Permettete, sorella?

Anch'io!

Perdonaci, mio Dio!

[ITALIAN]

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