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(paziente) Non ricordo se le ho mai raccontato di quando mia madre...
..mi ha dimenticato alle giostre. - Sì, qualcosa mi ha accennato.
Sta diventando più sciolto nel raccontare le sue sensazioni, senza troppi filtri.
- Questo è ottimo. - Lei ha idea di che cosa si provi a essere abbandonati ?
(Francesco) "Abbandonato". Il vocabolario dà questa definizione.
< "Lasciato definitivamente. Lasciato senza aiuto e senza protezione."
< Passi una parte della vita a non vedere l'ora...
..che l'ultima tua figlia lasci il nido e quando succede, c'è troppo silenzio.
< Io sono Sara, la figlia di mezzo.
< Faccio nordic walking ogni mattina come la mamma e poi torno da Filippo.
< Ci sposeremo perché ho preso qualcosa pure da papà e voglio una famiglia, credo.
< Da adolescente ho avuto qualche dubbio, ma è acqua passata.
< Io sono Marta, la figlia perfetta. Laurea con lode in Archeologia.
< Assegno di ricerca in università. Studenti e professori mi adorano.
< Vivo sola da cinque anni. A volte c'è Ettore, titolare della mia cattedra.
< Lo so, non si fa. È il mio professore.
< È anche sposato con figli.
< Va bene, faccio sempre la scelta sbagliata, ma ci sto lavorando.
< Io sono Emma, sto andando a Londra.
< Non proprio Londra. Croydon, un sobborgo.
< Mi piacciono i social, vorrei farli diventare il mio lavoro.
< So cogliere le opportunità, credo.
< Comunque me lo sento, questo viaggio mi porterà qualcosa di bellissimo.
< Se riesco ad arrivare in aeroporto.
(Francesco) In conclusione, sono davvero abbandonato ? Chi lo sa !
< So solo che, se entraste in camera mia...
..notereste che il letto è sfatto solo da una parte.
Se un centurione romano di riposo in Danimarca avesse voluto scrivere...
..una lettera nella sua lingua...
Come faceva un centurione ad andare d'accordo con i danesi ?
CAMPANELLA Sì, la comunicazione non era facile.
Parliamo di culture molto distanti tra loro.
Bene, grazie per la domanda. Se volete, la prossima volta approfondiamo l'argomento.
- Arrivederci. Buongiorno. - Buongiorno. - Professore ! Sandro.
- Allora ? Come procede ? - Io abolirei i corsi propedeutici, ma... Prego.
- Abbiamo novità ? - Ne parliamo dopo.
(Ettore) Ciao.
Bene, ragazzi.
(Filippo) Tre anni in questa casa e sembra ancora la prima volta in albergo.
Vediamo se adesso da sposati cambia musica.
Che stai pensando ?
(Sara) Tu scherzi, ma non è che adesso che ci sposiamo...
..ci succedono quelle cose terribili che capitano a tutti ?
- Tipo ? - Tipo che non usciamo più di casa.
Ci crescono le ciabatte ai piedi.
Passiamo le serate davanti alla TV in tuta, parte il rutto libero. Cose così.
Non sto scherzando.
Vabbè, faremo dei compromessi.
Come nei migliori matrimoni.
- Che ore sono ? - Non lo so. Perché ?
- Emma, sei in aeroporto ? - Ciao, Emma. Fai buon viaggio.
Devo andare al lavoro !
Non andare via.
(Filippo) Cinque minuti.
Una settimana fa ho dovuto spedire i vestiti perché 23 chili sono pochi.
Con mio padre ho usato la scusa che fa molto freddo nel posto dove vado.
Indovinate dove vado ? Vi lascio un box per le risposte, okay ?
(barelliere) Dai, su !
- Dai ! - Hanno preparato tutto ? Abbiamo un sospetto di infarto.
- È un infarto ! Come devo dirlo ? L'ossigenazione ? - È nei parametri.
Se smette di fare domande, le passa. È in buone mani.
Un paziente al ricovero ha una sensibilità emotiva maggiore. Lo dicono al corso ?
Vabbè. Dai, entriamo !
Mi manca l'aria, ho dolore al petto e...
- Facciamo il prelievo arterioso. Vuole avvertire qualcuno ? - Ho tre figlie.
Sono in buone mani ?
Ah !
- Come sta ? - Lo stavano visitando.
- Non dovrebbe essere un codice rosso. - Non dovrebbe o non è ?
Marta, è vivo !
- Dai, non piangere. Quando muore, come farai ? - Ho capito. È papà, Sara.
- Mi prendi così ? - Lo so, la tua ansia arriva sempre prima di te.
VOCI NON UDIBILI
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Se ne va subito ? - No !
- Scusi l'attesa. Oggi c'è un po' di confusione al reparto. - Si figuri.
Mettiamo subito uno stent coronarico ?
Tranquilla, ho familiarità. Mio padre era cardiopatico. Parli liberamente.
Lei ha avuto un attacco di panico.
È la prima volta che le capita ?
- Mi segue ? - Senta, io non ho bisogno di una psichiatra.
- Io avrei bisogno di un cardiologo esperto. - Senta, signor Taramelli...
- Dottor Taramelli, psicanalista. - So chi è lei.
Quindi sa che spesso il "panic disorder" esordisce con sintomi simili all'infarto.
- Certo, ma... - Lei sta attraversando un periodo di stress particolare ?
Ci sono fatti importanti ? Cambiamenti ?
- L'unica cosa è che nostra sorella piccola sta per partire. - Sì.
- Era l'ultima di noi a casa con papà.(Emma) È colpa mia se papà sta male ?
- Tirami su che vedo il pavimento così. - Che c'entri tu, Emma ?
Parliamo di papà, non di te. Poi basta con il senso di colpa.
- Quante volte l'ha detto papà ?- Hai rotto. Fatemi parlare con papà.
- Emma, ancora non... - Salve. Appena escono gli infermieri, vi faccio entrare.
- Mi rendo conto che non sono affari miei, però volete avvertire la mamma ? - No.
- È morta. - Emma, la smetti ?
Ehm... No, nostra madre non è reperibile.
Va bene. Papà è nella seconda porta a sinistra.
- Grazie. - Grazie. Dottoressa, mi scusi.
- Come dobbiamo comportarci con lui ? - Come sempre. A dopo.
- È forte la dottoressa. - A me non sembra preparata.
- Secondo me, per papà non è male. - La smetti ? - Adesso la chiami tu.
Non è niente, amore. Parti tranquilla.
In settimana mi faccio visitare da un mio amico cardiologo bravissimo.
Qui non hanno capito niente.
- Okay, papà. Adesso scusa, devo andare. - Ciao, Emma. Parti.
- Emma, vai e mi raccomando, pensa sempre a te, sempre. - Smettila !
- Devo fare il check-in altrimenti non parto. Capito ? - Basta.
- Lasciala in pace. - Emma, ci vediamo al matrimonio. - Basta litigare.
- Niente scherzi, devi accompagnarmi all'altare. - Vediamo, non è detto.
Dico che sto male, così la mia bambina non si sposa.
- Bevi. - Che è ? - Acqua. - Non ho sete.
- Hanno detto di bere ! - Con quel tono ? - Sì.
- Smettila, non deve affaticarsi. - Che sarà mai ! Per un po' di ansia.
- No, volevo dire nel caso... - Non è che, visto il tuo lavoro, tu non possa...
Il calzolaio ha spesso le scarpe rotte.
- Meglio l'infarto del panico. - Sì.
Ragazze, questa situazione vi provoca un'intensa reazione emotiva.
- Vogliamo parlarne ? - Papà, io ho un appuntamento e sono in ritardo.
- Io devo tornare in università. - Cinque minuti. - Ci sentiamo dopo e ci racconti.
- Queste cose vanno affrontate subito. - No. - Riposati. - Sì, mi riposo.
- Se parliamo subito... - Non farci stare in pensiero. - Grazie di essere venute.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Sono le mie figlie. - Sì, lo so. Tra poco la dimettono.
Per ogni evenienza, le lascio questi. Sono ansiolitici.
- In caso di bisogno. - Anche no. Grazie comunque. - Arrivederci.
- Abbiamo fatto male a lasciarlo solo ? - Non ricominciare con i sensi di colpa.
- Io devo andare in atelier. Se arrivo tardi, Filippo mi molla. - Sì.
Io devo andare in facoltà. Oggi assegnano i fondi per i progetti di ricerca.
- Vedi ? Poi più gli stiamo addosso, peggio è. - Sì.
- Siamo sicure che non sia il cuore ? - Marta, basta.
(Sara) Papà ha solo l'ansia, come te.
Scusi, permesso ?
- Congratulazioni. Propongo un brindisi. - Sì. Bravo !
Sandro ha fatto un lavoro eccezionale.
- Lui ha meritato i fondi. - Grazie. (Marta) Come li ha meritati lui ?
La ricerca è mia e i fondi dovrebbero essere miei. Lui non ha fatto niente.
- Perdonami, ma abbiamo una riunione. - Tu sai che io ho lavorato su quel sito.
Attirerà centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo.
- Che è questo psicodramma ? - La ricerca è mia.
Non ho chiuso occhio per mesi per consegnarla in tempo.
Non è di quell'analfabeta che non sa una parola di inglese, è mia !
- Abbassa questo dito. - Lo hai fatto apposta.
Marta, avrei dovuto attribuire i fondi a te ? Sputtanare la nostra relazione ?
- Ragiona ! - Che c'entra la relazione ? Tu dovevi riconoscere una cosa oggettiva.
La ricerca è mia. Ma tu hai la coda di paglia, ammettilo !
- Ne parliamo una di queste sere a cena, per favore. - No !
Marta, ormai sono andati.
Prego, signori. Continuiamo in aula.
È perché siamo amanti e adesso non vuole il conflitto di interessi ?
Marta, ti rendi ridicola.
Mi dispiace.
Raccomandato di merda !
(accento romano) Chi dice che a Milano lavorano tutti ? Guarda che bordello !
Dove andate ? SQUILLI DI CELLULARE
- Sì. - Ciao, zietto. Come va ? - Quando inizi così, è grave.
- Che vuoi ? - Scusa se ti chiamo così, ma papà è al pronto soccorso.
- Come ? Che ha ?- Nulla di grave.
- Un attacco di panico. - Peggio mi sento ! - Sì.
È che Marta deve tornare in facoltà, io devo provare l'abito e...
- Ho capito, penso io a tuo padre. - È al Santa Chiara. - Niente di meno.
- Devo attraversare tutta Milano. Va bene. - Grazie. - Mi dovreste fare santo.
- Santo ! - Ciao. - Ci mancava l'attacco di panico.
- Eccomi qui. - Ciao, Niki.
- Come stai ? - Come stai ?
- Siete pronti per il grande passo ? - Sì !
- A me questi tre mesi di preparativi sono volati. - Hai cambiato pettinatura ?
- Sì, non ti sfugge niente. - Stai benissimo. - Grazie.
- Avete trovato qualcosa che vi piace ? - Stavo guardando le composizioni.
- Sì, i fiori. - Quindi ? - Non so, i fiori rendono tutto...
- Convenzionale. - Esatto.
- Voglio dire, sono bellissimi. Però poi si buttano. - L'anima ecologista.
- Da un po' non ti usciva. Comunque scegli tu, io mi occupo del pagamento. - Amore !
Scherzo.
Vabbè. Mentre aspettiamo l'abito, vediamo qualcosa per gli invitati ?
- Sì. - Okay, io passo in albergo. Voi continuate, tra donne ne capite di più.
- Ciao, Niki. Grazie. - Buona giornata. - A dopo.
- Ne capiamo di più. - Così dicono, ma... - Sono cazzate.
- Che pensavi per gli invitati ? - Profumi. Ti faccio vedere.
- Allora. Essenze naturali, non testate sugli animali... - Mi piace.
- Veramente ? - È perfetto.
- Tu quanti matrimoni hai seguito ? - Ho perso il conto.
- Tutti andati a buon fine ? - Per fortuna il mio lavoro inizia e finisce qui.
- È buono questo. - È il mio preferito.
- State insieme da tanto ? - Due anni.
Sì, viviamo insieme.
Poi lavoriamo insieme, nell'albergo dei suoi.
Tu perché non ti sei mai sposata ?
Ehm... SUONERIA DI CELLULARE
Scusa un attimo.
Pronto ? Sì, è qui con me.
(sottovoce) Ah, sì...
Va bene, d'accordo. Sì, arrivo subito.
Sono mortificata. L'abito è al ricamo e ci vorrà almeno mezz'ora.
- Io ho un'altra coppia e... - Tranquilla, tornerò un'altra volta.
- Mi dispiace, perdonami. - Tranquilla.
- Ti avviso quando l'abito è pronto. - Sì.
Buona giornata.
- Non può parcheggiare qui. È un pronto soccorso. - Lo so.
- Perciò parcheggio là, è un'emergenza. - È un medico ? - Di più, un NCC.
- Hai preso tutto ? - Ci vediamo presto. - Tie' !
- Hai preso il catetere ? - Ma che catetere ! - Guarda come corre, vai !
- Dai ! - Uno psicanalista che ha l'attacco di panico.
- Attento alla barella. Scusi. - Attenzione. - C'è gente che sta male.
La vedo un po'...
- Dai, Matteo ! - Che è ?
Io per venire qui, ho dovuto rinunciare alla corsa della Semenzini.
- Quella di Via Montenapoleone, 120 euro. Si fida solo di me. - Vuoi i soldi ?
No, per dirti a che cosa ho rinunciato. Tanto mi richiama perché è innamorata.
- Hai avuto paura ? - Pensavo di avere un infarto. - Invece non l'hai avuto.
- Arrivati. Pensi di farcela con le gambe tue ? - Sì, preferisco.
Se me lo consenti, andrei a piedi.
- Andate, questo è un ospedale. - Scusi. - Dice che è un ospedale. Lo sapevo !
Una cosa. Per evitarmi una ricaduta, puoi guidare meno alla romana ?
- Com'è alla romana ? - Come prima. - Era alla ciociara, con la giravolta.
Perché non approfitti di questa cosa ? Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno.
- Cioè ? - Prendi una pausa dai matti e ti metti a scrivere quella roba.
- Che roba ? - Il libro del padre che fa la madre che mi avevi detto...
Hai un tempismo ! Ti pare che adesso mi carico del libro ?
- Non riesco a pensare a niente, ho il vuoto. - Prima aveva troppi pensieri.
- Ora hai il vuoto ? - Adesso ho il vuoto. - Dove ti porto ? - A casa.
A casa da solo ? Ti porto da Sara, da Marta, no ?
- Non voglio pesare su di loro. - Quindi ? - A destra, taglia di qua.
- Questo mi stava venendo addosso, andavo a destra ? Quindi a casa. - Sì.
Perché stasera non andiamo alle terme ? Facciamo i "termali", ti farebbe bene.
- Magari chiamo un paio di amiche, ci tengono compagnia. - È un'idea.
- Ci penseremo. Adesso voglio stendermi. - Capisco.
- Però se ti senti male, chiamami. - Non mancherò. Grazie di essere venuto.
- Che fa quella ? - Chi ? - Quella.
- È la Polizzi, una mia paziente. - Paghi il mutuo con questa.
- Quando la risolvi ? Te la porti fino in vecchiaia. Auguri. - Ciao. - A dopo.
Signora Polizzi.
Dottore ! Ho suonato e non ha aperto. Ero preoccupata, ho provato anche a casa.
- Lei è sempre puntuale. - Ho avuto un contrattempo, mi scusi.
Ho pensato che lei fosse morto in studio.
Mi sono messa, mi vergogno a dirlo, ad annusare in caso ci fosse una salma.
Stamattina mi sono svegliata senza palpitazioni e non ho preso nulla. Senta !
Lei sta bene, io sono libera. Possiamo recuperare i tre quarti d'ora perduti.
COLPI ALLA PORTA < Dottore ! Dottore !
(segreteria) Dottore, il mio vecchio analista mi ha consigliato di chiamarla.
Riprovo più tardi. SUONERIA DI CELLULARE
Non si arrende. Porca miseria !
(Angelica) Finalmente abbiamo gli sponsor per la mia traversata in solitaria.
- Se ti succede qualcosa ? - Che cosa mi deve succedere ?
Sai quanto è importante questa traversata per la mia ONG.
- Non è un gioco o un capriccio. - Dipendono le sorti del pianeta. - Sì.
Invece Emma che fa l'asilo è un problema secondario.
Lo so. Questa sarà la parte più dura.
- Mi mancheranno da morire tutte e tre. - Capisco.
Però considera che un cucciolo di orso dipende dalla madre solo per venti mesi.
Poi diventa autonomo.
Non ci pensavo. Ma sei seria ? Marta, Sara ed Emma non sono orsi.
- Io non sono orso, tu... - Era una metafora. - Ora faccio io una metafora.
- Se fai il giro del mondo e ti salvi, qui non metti più piede. - No.
- Non è giusto. - Perché ? - Perché sei troppo emotivo.
Sì, sono emotivo e tengo alle nostre figlie.
Non è una metafora e tu qui non metti più piede, ricordalo. Gli orsi !
- Vede ? Sono io. - Dottor Minisci... - Malesci.
- Malesci, risulta già registrato. - È impossibile.
- Sono qua. - Allora qualcuno è entrato con la sua carta d'imbarco. - Trovatelo.
- Mica posso trovarlo io. - Entri.
- Prego. - Grazie. - Prego.
- Buongiorno. - Buongiorno.
(Emma) Sono nella super sala VIP. È tutto stupendo !
Immagino quando il signor Malesci non potrà entrare.
Che nome è Malesci ?
Che nome è Malesci ? - Salve. - Ci chiamiamo nello stesso modo, Claudio Malesci.
- Salve. - Ci chiamiamo nello stesso modo, Claudio Malesci.
Emma Taramelli. Scusi, ho trovato la sua carta d'imbarco per terra.
- Dovevo fare delle foto qui, quindi... - Se non mi avessero fatto entrare ?
Avrei detto che mi ero intrufolata e le avrei ridato la carta d'imbarco.
Faccio l'influencer, cioè quasi.
L'influencer detta le mode, dà consigli di abbigliamento.
No, ho capito bene. Ci lavoro, ho un'agenzia mia. Come ti chiami ?
- Qual è il tuo nick ? - EmmaTara. - Andiamo a vedere. EmmaTara.
- In troppe volete fare questo mestiere. - Io ci credo più degli altri. - Sì ?
Allora in settimana passa a trovarmi in agenzia.
Vediamo se possiamo fare qualcosa insieme.
Sto partendo per l'Inghilterra per un anno a perfezionare l'inglese.
- Allora quando torni. - Okay.
- Io vado. - Buon viaggio. Ma se vuoi, resta. - Meglio di no.
- Tieni questo per ricordo. - Grazie.
Okay.
Vediamo se hanno lasciato messaggi. Figurati ! "Family".
Ragazze, sono papà. Se chiamate e trovate staccato, non vi spaventate.
Non lo avete fatto finora e non lo farete.
Ma se trovate staccato, non vi spaventate. Sono alle terme con Matteo a rilassarmi.
Una giornata così lo merita. Emma, appena arrivi a Londra, dai un segnale di vita.
Avvisa che sei arrivata. Grazie, ragazze.
- Okay. (Matteo) Francesco !
< Francesco ! - Perché non telefona ? Cazzo !
Francesco !
- Shh ! Che urli ? Non siamo a Testaccio, siamo a Milano. Che c'è ? - Mica urlavo.
Hai presente la "pischella" con la quale vorrei uscire da sei mesi ?
- Sì. - Dice che stasera è libera. - Quindi ? Niente terme ?
- Ti scoccia ? - No, figurati ! Lo immaginavo. Divertiti, comunque.
- Grazie. Poi la prossima settimana organizziamo. - Tranquillo.
Sto meglio a casa. Sono quindici anni che rimandiamo, volevo solo ricordartelo.
- Che fa in casa mia ? - Casa mia, vorrà dire. Sono la moglie di Ettore.
Marta, giusto ?
- Questa non è casa sua. - Ma pago l'affitto. - Lo pagava a me.
Poi oggi mi hanno informata del suo spettacolo all'università.
Io pagavo l'affitto a lei che sapeva della mia esistenza ?
Lei ed Ettore vi siete proprio trovati.
Lasciaci in pace.
- Ehi ! - Ciao. - Che fai qui ?
- Ti ha chiamato qualcuno per l'abito ? - Non mi ha chiamato nessuno.
- Perché ci tengo ai miei clienti. - Non volevo andare al lavoro oggi.
- Nervosa ? - Preoccupata.
A te l'abitudine non ti spaventa mai ?
- Io non ho tutta questa esperienza. - Sei single ?
E convalescente, dopo una storia di tre anni.
Alba, affascinante anestesista anaffettiva.
Teneva più ai suoi pazienti in sala operatoria che a me.
- Quindi tu sei... - Sì.
Preferisco le donne in tutto e per tutto. Come clienti, come amiche.
Anche come amanti.
È stata stupida a lasciarti, Alba.
Dici ?
Buonasera.
- Buonasera. - Dove la porto ?
- Via Nullo, per favore. - Perfetto.
Grazie.
- A lei. Buonasera. - Grazie. Buonasera.
Che ha di speciale questa stanza ?
Per prima cosa è la mia stanza e questo la rende veramente unica.
Poi oggi stavo per partire e invece la vita mi ha fatto una sorpresa.
Questo è il mio trolley.
Ma un trolley non era abbastanza perché da questa casa che adesso sembra vuota...
..io volevo portare via tutta la mia vita.
Questo è il posto dove sono cresciuta.
Come fai a mettere tutto in un trolley ?
Dai, cavolo !
- Oddio ! - Marta, che fai ? - Sei pazza ? Emma, cavolo !
- Mi hai fatto prendere un colpo. - Tu mi hai fatto prendere un colpo. - No, tu !
- Che cavolo fai qui ? - Tu ?
- Che hai fatto in faccia ? - Lascia stare. Non dovresti essere a Londra ?
Croydon non è Londra, è un sobborgo.
- Sembra che hai fatto a botte. - Hai avvisato papà ? - No.
- Non volevo disturbarlo, è alle terme. Tanto quando viene, mi trova. - Okay.
Comunque sei gonfia.
NOTIFICA DAL CELLULARE
- Problemi ? - No. - Sei sicura ? - Sì.
Vieni con me.
È stato quello stronzo del preside di facoltà ?
- Perché io faccio presto a denunciarlo. - Ma figurati !
Marta, quello è uno stronzo. Anche se è il tuo amante, è uno stronzo !
- È stato lui ? - Ma no !
Okay. NOTIFICA DAL CELLULARE
Per chi è tanta felicità ?
RUMORE DI PORTA
Non si slaccia.
- Ah ! - Ah !
- Sara ? - Emma ?
- Oddio ! Stavate veramente per farlo ? - Metti giù quel coso !
- Emma, non ci provare ! - Ma dai ! (Francesco) Ragazze !
Ragazze, che succede ?
- Dottor Taramelli, piacere di rivederla. - Lei è... - Niki Furlan.
- Esatto. - Ci siamo visti all'atelier. - Mi sembrava di...
Ci vediamo all'atelier.
- È solo un'amica, non fatevi strane idee. - Sì. - Solo un'amica, dai !
- Tu non eri alle terme con Matteo ? - Che fai qui ?
Io faccio le domande. Tu non dovresti essere a Londra ?
- Non era Londra. - Vabbè, Croydon. Quindi ? Marta, che hai fatto ?
Niente, un incidente con la bici.
Io stavo partendo e mi è successa una cosa.
- Che ti è successo che non ti ha fatto partire ? - Possiamo parlarne domani ?
- Sono arrivate anche loro, lei ha portato l'ospite. - Che palle ! - Non litigate.
Mi dovete chiarire alcune cose. Ho la mia età, non sono scemo.
Il motorino, è solo un'amica, è capitata una cosa.
- Giusto ? - Bicicletta. - Marta.
- Fatemi capire, dormite qui stanotte ? - Sì. - Anche tu, Sara ? - Sì !
- Prendi le lenzuola. - Non riesco ad aprire. - Scusa, calma.
- È un uomo. - Sì. - Emma, spiegami perché non sei andata a Londra.
- Hai avuto visioni di attentati aerei ? Disastri ? - No. - Allora perché ?
- Quello è mio. - Allora aiutaci. - Prendi le federe. Queste sono tue.
Se non vai a Londra a studiare, devi fare qualcosa qui. Chiaro ?
- Sì, sono rimasta apposta. - Sei rimasta apposta ! Ti conosco. - Fidati.
- Dove metto i cuscini ? - Dove li metti ?
- Non metti a posto un capello ! Senza offesa. Sono là. - Immaginavo.
Dai, Emma. Non fare il sorrisino da bambina !
- Quale sorrisino ? - Hai i tuoi anni. Quanti anni hai ? - Quanti anni ho ?
Lo so, sei maggiorenne. Quindi non puoi svolazzare qua e là.
Studi o lavori. Chiaro ?
- Quanti cuscini hai preso ? - Due, il suo è fatto.
- Sono matrimoniali, due e due. - Altri due cuscini.
- Comunque non è colpa sua, tu l'hai viziata. - Fatti i fatti tuoi.
Non ti permetto di dire questo. Mi offendi.
Io ho avuto più attenzioni verso Emma perché era la più piccola.
Marta è sempre stata gelosa.
- Sei vestita ? Allora aiutaci. - Non è vero.
- Comincia a fare il letto. - Papà ! (Marta) Zitta !
- Non farli cadere, si sporcano. - Ahia ! - Vai.
- Fai qualcosa ? - Ho mal di schiena. - Vabbè.
Marta, che ti è successo ?
- È stata la moglie di Ascione. - Chi ?
- Quello che sfrutta il tuo dottorato ? - Lui. - Come mai ? - Siamo amanti.
- Tu e la moglie di Ascione ? - Che dici ?
- Che ridete ? Vista la giornata, era possibile. - No.
- Io e il preside e affittavo una casa che era di sua moglie. - Fammi capire.
I soldi che ti davo per l'affitto andavano alla moglie del tuo amante ?
- Sì, però non parlarmi così. L'ho scoperto oggi. (Sara) Che stronzo !
Le spacco la faccia. Come si è permessa ?
- Fai il letto. - Ho mal di schiena.
Ti voglio bene, ma non svenderti così. Meriti più di una relazione clandestina.
- Mica è clandestina, lo sa la moglie. - Porca di quella, Sara !
- Porti una sconosciuta a trombare... - Tardona !
- Alla vigilia del tuo matrimonio. - Mamma mia, stai calma !
- Basta ! - Ma che cazzo !
Analizza lei, ha detto "cazzo".
Ha parlato la puritana. Guardami, Sara.
- Che ti è saltato in testa ? Perché ? - Primo, mi imbarazza parlarne.
- È normale, no ? - Sì. - Secondo, ho sbagliato.
- Dovevo andare da un'altra parte. - Non per quello hai sbagliato !
Se tu vuoi bene a Filippo e tra un po' lo sposi, non dovevi farlo.
- Dico bene ? - Poi perché con una femmina ?
Non ho mai sopportato le vostre sedute di analisi collettiva perché non state bene.
- Buonanotte. - Prima o poi dobbiamo parlarne ! (Sara) Va bene.
- Siamo stanche, parliamo domani. - Vabbè. Il letto ?
Lo facciamo noi. Tu non ne hai mai fatto uno. A domani.
- Ciao. - Papà, sei contento ? Siamo di nuovo tutti insieme. - Emma !
- Mi dici perché non sei a Londra ? - Croydon. - Croydon. - Domani.
Domani ne parliamo. Adesso vado in bagno, così non ci si barricano quelle due.
- Marta ! Sei caduta in bagno ? (Marta) Non usare quel tono con me.
(Sara) Piano, lo abbiamo rincoglionito. - Ho sbagliato.
Freud, dove ho sbagliato ?
Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma
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