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Bussano alla porta
- Chi è ? * Mimì, sono!
A quest'ora...
Bussano alla porta Arrivo...
Mimì che ci fai qui, che succede ?
- Ti devo parlare posso entrare ? - E certo !
- E' successa una cosa terribile! - Eh!
Sei in mutande ?
Stavo dormendo, la prossima volta dormo in pigiama di seta
così sono pronto a riceverti. Che domande, vieni !
- Allora è successo questo. - Aspetta, fammi prendere il caffè
- e poi ne parliamo. - Va bene !
- Allora ? - Allora...
- Meno di un'ora fa ero con una mia - Sì.
carissima amica, eravamo a casa sua.
-Che facevate ? Giocavate a scacchi? - Ti prego, Salvo, è una cosa seria.
- Vai avanti! - Eravamo in camera da letto.
Quando ad un certo punto...
Aspetta !
- Hai sentito pure tu ? - Ma che cosa ?
Carmelo, sei tu ?
* Sì.
Vai !
Ma porca...
Ma perché ?
* Morto morto ? Ne sei sicuro ?
* Salvo stecchito e imbalsamato e non respirava.
Ma perché sei venuto qua ?
- Che dovevo fare ? - Quello che non hai fatto.
Accendere la luce e cercare di capire perché era morto
Salvo mi spaventai, va bene ?
Va bene, allora ti faccio un'altra domanda, concentrati:
hai avuto la sensazione che lo avessero ucciso oppure no?
Quando mi avvicinai per sentire se respirava e non respirava,
avvertii come un odore, un odore dolciastro.
Sangue !
- Eh, sangue... - Guardati il polsino destro.
- E' sangue. Lo hanno ucciso. - Eh !
Allora... Era la prima volta che vedevi questa signora ?
- No. - No!
- E quante altre volte, figliolo ? - Non so...
Sei.
Ma perché mi fai queste domande ? Che c'entra ?
- E' un'alternativa. - Un'alternativa ?
Certo ! Perché a quest'ora di notte o scherzo o ti prendo a calci.
Quindi rispondi e non fare domande. Come si chiama questa signora ?
- Genoveffa Recchia. - Come si chiama ?
Genoveffa Recchia.
Scusa... Geno...
- Cosa c'è da ridere ? - Genoveffa... Genoveffa Recchia.
- Non ti arrabbiare ! Scusa! - No io mi arrabbio, Salvo !
- Cosa fa questa Genoveffa ? - Casalinga.
Il nome del morto sei riuscito a saperlo ?
Sul pianerottolo c'è scritto: Aurisicchio.
- Aurisicchio. - Aurisicchio.
Sei diventato muto ?
No ! Sto cercando di capire come dobbiamo muoverci,
per poter dire che in quell'appartamento c'è un morto.
E se si fosse suicidato ?
- Non cambia niente. - Come non cambia niente ? Cambia !
Perché se si è suicidato a noi che importa ?
Il cadavere lo troverà qualcun altro.
Mimì, sono veramente sorpreso dalla tua umanità e sensibilità
Comunque noi non possiamo rischiare,
perché tu, in quella casa, dovrai entrare primo
- Ah, sì ? - Certo !
Tu hai idea di quante tue impronte ci saranno in quell'appartamento ?
Madonna santa ! Se si viene a sapere, brucio il matrimonio
- e anche la carriera. - Esatto.
- Che facciamo ?
Levati di torno e ci vediamo domani al commissariato, ti va bene ?
- Mi sta bene. - Andiamo !
Bussano alla porta Avanti.
- Buongiorno ! - Mimì !
Hai trovato qualche soluzione per far ritrovare il cadavere ?
Eh... No.
La dobbiamo trovare,
non possiamo lasciarlo lì fin quando non diventa scheletro.
Lo so, io...
Domando scusa per il botto, dottore, mi scappò !
- Che c'è, Catare ! - Dottore, volevo dirvi
che sono due volte che telefonò una cameriera,
dice di chiamarsi Giuseppina, ma non capii se Lo voi o Lo Vai.
E che vuole ?
Dice che ha trovato il suo padrone morto ! Cadavere nel proprio letto.
Che culo !
No, dottore, del culo non abbiamo parlato
- non mi disse niente. - No, Catare', dicevo a te.
- No Catare', dicevo a te. - Sempre agli ordini, dottore.
E adesso ?
Adesso andiamo sul luogo delle tue prodezze notturne.
Salvo, stavo pensando a quello che ci siamo detti prima.
Forse sarebbe meglio non dirlo a Fazio.
- Perché ? - Per la mia reputazione.
Mimì, la tua reputazione è stata sputtanata tantissimo tempo fa,
quindi non mi rompere le scatole. Vieni!
A proposito, ricordati di toccare più cose possibili.
- Me l'hai detto, Salvo. - Allora inizia dal citofono!
Perché non risponde ?
Forse la cameriera si è spaventata a rimanere col morto.
- Chiama Catarella. - Sì.
* Pronto, dottore ? - Catarella ?
Dove ci aspettava la cameriera ?
* Dove l'omicidio è avvenuto, Dottore. In via Almarmaro 38.
Ma che minchia stai dicendo ? Siamo a via Biancamano.
Il morto è a via Biancamano !
* Che volete che ne sappia di questa Manobianca, Biancamano ?
* Aspettate che controllo, Dottore. - Sì!
* Ah, ecco: Via La-Mar-mo-ra ! - Via La Marmora ?
* E io che dissi, Dottore ?
- Che ha detto ? - Che l'indirizzo non è questo.
- Come non è questo ? - No è Via La Marmora.
- Via La Marmora ? - Via La Marmora.
Vieni, Mimì!
Aspetta, Salvo, io non ho capito.
Mimì, la segnalazione che riguardava il nostro morto,
in realtà era di un altro morto
- I morti sono due ? - Eh, già !
- Uno qua e uno in via La Marmora ? - Bravo !
- Salvo ? - Che c'è ?
Via La Marmora è di là.
Musica
- Ma tu ci credi che c'è un morto ? - Certo, Mimì, me lo hai detto tu.
- Prego, accomodatevi. - Grazie
Vi faccio strada io, commissario, è di là nella camera da letto.
- Salvo ? - Eh ?
E' una fotocopia con l'altro morto... Sono uguali.
- Si ? - Già.
C'è troppo poco sangue.
Fa una cosa: chiama Fazio e digli di venire qua.
- Poi chiama tutto il circo equestre. - Va bene.
- Prego. - Grazie.
Giuseppina, mi deve dire nome, cognome, mestiere e età del morto.
Carmelo Catalanotti, vigatese, diciamo cinquant'anni. Di mestiere.
Mestiere ?
Questo è il problema, Commissario.
Perché in apparenza sembrava che non facesse nulla.
La mattina si svegliava verso le dieci.
Poco dopo usciva di casa e andava a sedersi sempre al solito caffè.
Poi tornava verso mezzogiorno, mangiava quello che avevo cucinato
e poi riposava per un paio d'ore.
Poi non so, perché io me ne andavo, quello che faceva.
Ogni tanto partiva qualche Giorno, però per dove io non lo so.
Mi scusi, cosa faceva per campare ?
So che aveva qualche proprietà, però forse, e dico forse, trafficava.
Si spieghi meglio.
Che vuole che le dica, Commissario.
Quando andava a sedere al bar, sempre al solito posto,
Ogni tanto veniva qualche persona, Si sedeva con lui,
si mettevano a parlare senza sosta e poi se ne andava.
Ma scusi, lei queste cose come fa a saperle ? Che faceva, lo seguiva ?
No, Commissario ! Ma le sembro una pettegola ?
Io questo fatto io lo so perché. me lo raccontava mia cugina Amalia
che ha la bottega proprio di fronte al caffè.
Ah, ho capito. Senta, era sposato ?
Non era sposato.
I genitori erano morti e non aveva né fratelli o sorelle.
- Fidanzato ? - Neanche.
Però. Riceveva. Ecco, riceveva.
Me ne accorgevo la mattina dopo. spesso trovavo un rossetto scordato,
- delle mutande.... Capisce ? - Va bene, ho capito, ho capito...
- Senta e di carattere com'era ? - Una pasta d'uomo.
Ogni tanto, certo, quando si arrabbiava faceva spavento.
Ho avvertito tutti, stanno arrivando.
Bene! Senta, Giuseppina, ci farebbe cortesemente un buon caffè ?
Certo, Commissario ! Faccio del caffè buonissimo !
- Grazie. - Allora ? Che si facciamo ?
Mimì, che si fa ? Si aspetta il caffè.
Mi riferisco al morto nostro.
Ah, ancora ! Poi questo morto nostro
Morto nostro, il morto è tuo, l hai trovato tu.
Suonano alla porta
Grazie tante.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Lei chi è ?
Sono Antonia Nicoletti, la nuova responsabile della Scientifica.
- Ah! E da quando ? - Da una settimana. E tu ?
Domenico Augello, vicecommissario. Mimì !
- Molto piacere. - Piacere mio
Ti dispiace accompagnare i miei uomini sulla scena del crimine ?
Assolutamente. Venite con me !
- Tu devi essere Montalbano ? - Piacere.
Ciao.
Stavamo per prendere un caffè, lo vuoi ?
No grazie, vado a lavorare anch'io.
- Mi permetti di farti strada ? - Prego.
Tu non vieni ?
No, vi sarei d'impaccio. La stanza non è molto grande.
Ah, dottoressa Barresi.
- Trovato traffico. - Come sta ?
- Bene, Lei ? - Non c'è male, grazie.
Non mi anticipa niente ?
No, vorrei che desse uno sguardo lei perché qualcosa non mi quadra.
Cioè ?
Non so. Se ne sta disteso sul letto, vestito di tutto punto,
elegantissimo, ha anche le scarpe ai piedi.
Si capisce che è morto solo perché ha un coltello nel cuore.
Non lo so, mi sembra che ci sia un po' troppo teatro.
- Dov'è ? - E' di là, in camera da letto.
- Vado. - D'accordo.
- Commissario ? Il caffè. - Grazie.
Adesso lo prendo volentieri anch'io quel caffè.
Prego. Grazie.
- Zucchero ? - No, grazie, va bene così.
- Com'è non con i tuoi uomini ? - Sanno benissimo cosa devono fare.
Che schifo.
Ma no è buono.
Secondo me questa storia ti darà del filo da torcere.
Perché ?
Non lo so. Ho una sensazione di falso, di messinscena.
Dov'eri prima di venire qua ?
In Calabria.
Il trasferimento è stata una punizione o una promozione ?
Un parcheggio. Non andavo d'accordo con i colleghi
e mi hanno trovato una soluzione temporanea.
Ma è una storia lunga.
Se t'invito a cena me la racconti ?
Io non vado a cena con i colleghi.
- I tuoi uomini ti reclamano. - Andiamo.
- Allora è stato un piacere... - Il mio.
Speriamo che questi omicidi continuino, così la rivediamo.
Intanto che aspettiamo il prossimo omicidio,
perché non gli dici del tuo morto ?
Commissario !
Sì, anche a me ha fatto un effetto un po' strano.
L'uomo dovrebbe essere morto per quella pugnalata, ma vedremo.
Va bene, grazie mille.
- Prego. Arrivederci. - Arrivederci.
Buongiorno. Commissario... - Oh, Fazio
Mi scusi per il ritardo. Catarella m'ha detto dell'omicidio.
Non preoccuparti per il ritardo. Lo porti a vedere il morto ?
Sì, certo. Vieni, Giuse !
Ah, lei m'aspetta ? - No, io me ne vado in ufficio.
Bussano alla porta Avanti !
Commissario. Disturbo ? - Vieni, vieni. Allora?
- Che impressione hai avuto ? Che devo dire, Commissario ?
E' stato ucciso con una pugnalata
ma la giacca e la camicetta non sono abbastanza sporche.
E poi la scientifica non ha trovato altro sangue nelle altre stanze.
Secondo me è stato ammazzato altrove e poi è stato portato là.
Io mi chiedo il perché di tutta questa messa in scena.
Non so che dire, aspettiamo i risultati dell'autopsia.
Ora devo andare. Ci vediamo tra due ore in cima a Via delle Scale,
ti devo far vedere una cosa.
* Fazio ?
Ah, commissario.
Lo vuoi un gelato ?
Un gelato.
No, Commissario, io poi i dolci non è che...
Vieni, ti offro un gelato. Vieni.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- E tu come lo vuoi ? - Limone.
- Limone. - Un gelato al limone e per me
- limone e fragola, ce l'ha ? - Sì.
Allora fragola. Limone e fragola.
- Li fate voi ? - Da noi solo artigianali.
- Artigianali !
- Limone ha detto e fragola. - Sì.
La vedi la casa al primo piano, quella col balcone ?
Sì !
Là dentro, sdraiato sopra il letto, vestito di tutto punto
c'è un morto ammazzato che è identico a quello di via La Marmora.
Sta scherzando ? - No, dico sul serio.
E lei come fa a saperlo ?
Grazie a quel grandissimo cornuto e donnaiolo di Mimì Augello.
Perché, che ha fatto il dottor Augello ?
Non te lo posso dire. Solo che noi, lì dentro,
non ci possiamo entrare per scoprire il morto
perché lì dentro, Mimì Augello, non ci doveva essere.
Allora, fai una cosa,
cerca di scoprire il più possibile
su questo morto, che si chiamava Aurisicchio
Aurisicchio.
Ti posso dire una cosa? Secondo me, questo Catalanotti,
è stato ammazzato in un altro posto.
Ci pensavo anche io. Però portare il cadavere dalla macchina,
portarlo al portone, farlo salire per le scale è un rischio grosso.
Certo ! Quindi che vuoi dire?
Che secondo me è stato ucciso nello stesso palazzo.
Quindi: dobbiamo mettere pressare i condomini, compreso il portinaio.
Questa è una bella intuizione. Fai una cosa:
- vai avanti tu, poi ti raggiungo. - Va bene.
- Pronto ? * Dottore, Dottore !
* C'è in linea una persona che dice di essere il capo della scientifica,
* Ma più che un capo mi sembra una capo.
Ah, passamela.
* Pronto? - Ciao.
* Ti ho chiamato perché ti volevo comunicare un primo risultato.
* Sul manico del coltello non ci sono impronte.
* O l'assassino le ha cancellate, o aveva i guanti.
* Vediamo se troviamo qualcosa nella macchina.
Ah, ho capito. Va bene.
- Grazie di avermi chiamato. * Ma figurati, ci vediamo, ciao.
Ciao.
* Commissario ? - Oh Fazio.
Porto notizie. - Ah, dimmi un po'.
Le posso dire, con assoluta certezza che il morto del dottor Augello
non è Aurisicchio.
- E perché ? Perché ci ho parlato al telefono.
Ah, racconta !
In via Biancamano un tizio mi chiese che cosa ci facevo là.
Gli risposi che dovevo parlare al signor Aurisicchio.
Mi disse che non abitava più là, che andò via da Vigata dopo l'estate.
L'appartamento è vuoto, in attesa di essere affittato.
Se deve fargli una comunicazione le do il numero del suo telefono.
- E tu l'hai chiamato. Sì e mi ha detto
che si è trasferito a Ravenna, per motivi di lavoro
e l'appartamento lo ha affidato a una agenzia che si chiama Casamica.
- Hai chiamato l'agenzia ? Sì.
Ma m'hanno detto di chiamare fra quattro giorni,
perché il titolare è in vacanza e le chiavi ce le ha lui.
Ma che agenzia immobiliare è ? Noi dobbiamo entrare in quella casa.
Una telefonata anonima ?
Una lettera ? - No, perché dopo dobbiamo indagare
su chi ha scritto la lettera anonima, su chi ha telefonato.
- Ho un'idea. Ah, dica ?
Ne devo parlare prima ad Augello. Anzi, sali che ci andiamo insieme.
Madre santa ! Escluso l'attico, dove c'è una quarantenne graziosa,
nel resto del palazzo l'età media, supera i cent'anni !
- Sei riuscito a sapere qualcosa ? - No, non si conoscono tra di loro.
Due ore perse e due piani ancora da fare.
Ti offro un caffè. Gli puoi dare dare il cambio, cortesemente ?
Mi è venuta un'idea su come scoprire ufficialmente il morto tuo.
- Ah, sì ? E dimmela. - Adesso te la dico, vieni.
- Quel morto non è Aurisicchio. - Non è Aurisicchio ?
- No. - E come lo sai ?
Fazio ci ha parlato qualche minuto fa, al telefono.
- E chi è ? - Che ne so, Mimì.
Lo dobbiamo scoprire. Invece, per quanto riguarda l'altra questione,
quella di sapere ufficialmente che in quella casa c'è un morto,
ho pensato che tu dovresti fare lo stesso percorso dell'altra sera.
- Cioè: dal balcone di Genoveffa. - Genny ! Si chiama Genny.
Dal balconcino di Genny scendi a quello di sotto. Entri in casa,
entri in casa, vedi il morto e dopo fai una denuncia ufficiale.
Ah sì ? E io che ci dico a Genny ? Giù, su, che faccio? !
Che devi trovare il portafoglio che hai perso la sera prima.
Sì ma in questo modo coinvolgerei ufficialmente Genny. E' sposata.
No, perché noi diremo che lei, sentendo dei rumori,
ha chiamato la polizia perché pensava che qualcuno voleva provare a rubare.
Sei andato tu, hai controllato, hai perso il portafoglio
nel balcone di sotto, sei sceso, eccetera eccetera.
- E mi quadra. - Bene.
- Desiderate ? - Che prendi ?
- Un caffè. - Due caffè, grazie.
- E un poco d'acqua. - Un poco di acqua...
Musica
"Giacomo.... Primo incontro".
Ho avuto la sensazione che mentisse.
... Giacomo sarebbe per me ideale.
Secondo incontro.
Raramente ho incontrato una persona che non sa rinunciare
* ad alcun piacere che la vita può offrirgli.
Il suo problema è il denaro. Lo incontrerò ancora.
Maria.
"Primo incontro. E' stato difficile riuscire a farla aprire",
"ci sono volute diverse ore".
"Apparentemente molto disponibile all'amicizia",
"ma appena tento di oltrepassare questa soglia di avere da lei"
"notizie sulla sua vita più intima e riservate, si chiude a riccio".
"Sono arrivata alla conclusione che non è un fatto caratteriale",
"deve avere subito una qualche esperienza fortemente negativa",
"che ne ha condizionato il modo di fare".
"E' proprio questo che mi interessa di lei."
"Adalberto Lai".
"Io sottoscritto, Adalberto Lai, ricevo in prestito"
"dal signor Carmelo Catalanotti la somma di quindicimila euro",
"che mi impegno a restituire entro sei mesi".
"a far data dalla presente", eccetera eccetera
"Io sottoscritto, Carmelo Catalanotti",
"ricevo in data odierna dal signor, dal signor Adalberto Lai",
"la somma in precedenza convenuta. Non ho altro a pretendere".
Un usuraio dal cuore buono.
- Scoperto qualcosa ? - Niente di niente !
In questo palazzo nessuno conosce nessuno.
Secondo me non fanno neanche le riunioni di condominio.
- Rimetti tu i sigilli ? Sì.
Ricordati quel che devi fare stanotte !
Certo !
Credo che sia caduto proprio lì sotto.
Mimì, preferisci il portafoglio a me ?
Non preferisco il portafoglio a te, però io devo recuperarlo.
- Lo recuperi dopo. - No, lo devo recuperare, scusami.
Faccio subito, ok ?
Solo due minuti, amore.
Non ferirti !
Ti sei fatto male ?
No è tutto apposto. Solo che non vedo il portafoglio.
- Dev'essere caduto dentro. - Va bene.
Entro !
Bussano alla porta
Chi é ?
Bussano alla porta
- Che succede ? Entra ! - Salvo... Non c'è !
- Genoveffa non s'è fatta trovare ? - Ma quale Genoveffa ?
Il nostro morto non c'è più, sparito !
- Sul letto non c'era ! - E dov'è andato ?
- Non lo so ! Non lo so ! Sparito ! - Qualcuno lo avrà portato via ?
Di sicuro sulle sue gambe non può essere sparito !
Sì ma a noi che ce ne fotte ?
Ma che dici ?
Ci libera dal problema che dobbiamo essere noi a trovare il morto.
Adesso, quando qualcuno scoprirà il morto ce lo farà sapere
- Giusto ! Allora aspettiamo ? - Aspettiamo.
Tu aspetti a casa tua, che io vado a dormire.
Buonanotte ! Buonanotte.
Sta diventando un'abitudine.
Dottore, ci sarebbe il signor, ingegner, Rosario Rosario
che chiede voi, in persona, personalmente.
- E' sulla linea? * No, dottore, è qua.
- E fallo entrare ! - Sempre agli ordini.
Prego, si accomodi, signor Rosario.
Buongiorno, sono il commissario Montalbano.
Buongiorno, sono l'ingegnere Rosario Lo Savio
Ah, prego, si accomodi. Mi dica.
Ieri ho saputo della morte di Carmelo Catalanotti.
Era un mio amico.... Mi scusi.
Sono qui perché credo di essere stato l'ultimo a vederlo vivo.
L'ultima persona a vederlo vivo è stato sicuramente l'assassino
- Giusto. Allora la penultima. - Ecco.
Mi racconti come è andata.
Io sono socio della "Trinacria Arte",
la più importante compagnia di teatro amatoriale della provincia.
L'altro ieri abbiamo terminato di recitare intorno alla mezzanotte.
Come le sembrava ? Agitato ? Diverso dal solito ?
No, era assolutamente tranquillo.
E lei ha avuto l'impressione che potesse avere un appuntamento ?
- Direi di no. - Ho capito.
Senta, quanti siete nella compagnia ?
Gli iscritti siamo diciotto, dieci uomini e otto donne.
Senta, Catalanotti che cosa faceva ? L'attore? Il regista?
Era il principale sovvenzionatore della "Trinacria Arte".
Era anche un ottimo caratterista, soprattutto un regista molto serio.
Preparatissimo, con una sua particolare idea di teatro.
Mi faccia capire meglio?
- Provo a spiegarglielo. - Sì.
Carmelo voleva che ogni attore, per interpretare il proprio ruolo,
partisse da qualcosa di profondamente personale.
Cioè ?
Non so: un trauma, un momento di vita, un amore sbagliato.
Insomma un'esperienza privata profonda, intima,
che potesse servire a quello che il testo richiedeva.
Ho capito.
Quindi se nel testo c'era una vedova, lui cercava un'attrice vedova ?
Non era così didascalico.
Cominciava, però, a scavare nell'intimo di un attore,
per trovare l'equivalente di un senso di assenza.
Come può essere, appunto, una vedovanza
E in questo era abilissimo.
Senta cosa state preparando, attualmente ?
- "La Tempesta" di Shakespeare. - "La Tempesta".
E Catalanotti vi prendeva parte ?
No, lui preparava una sua regia, ma non si perdeva una nostra prova.
E che regia stava facendo ?
Una commedia di un autore inglese, moderno. Non lo conosco.
Mi piacerebbe assistere a una prova dello Shakespeare.
Quando vuole. Noi siamo in Via dei Frati 21.
Via dei Frati 21.
- Di nuovo, arrivederci ! - Arrivederci !
- Fazio ? Sì ?
Ti ricordi del morto di Augello ?
Certo che lo ricordo.
Si è fatto tutto più complicato, perché il cadavere è irreperibile.
Ma che significa ?
Significa che Mimì è tornato in via Biancamano
e il cadavere non c'era più, scomparso.
Vuol dire che qualcuno ha le chiavi dell'appartamento.
Ora tu chiama l'agenzia e chiedi se c'è un altro mazzo di chiavi.
Chiamo subito.
- Mimì ! Ma lo sai che ore sono ? - Scusami, Salvo, ho dormito poco.
- Il pensiero del morto scomparso ? - No ! Sono andato da Genny.
L'altra sera è stata due ore sul balcone, preoccupata,
sono sparito nell'appartamento e non mi sono fatto più vedere.
- Allora sono andato a confortarla. - Non gli hai raccontato del morto ?
- No, per carità. - Ecco !
Le ho detto che quando sono entrato nell'appartamento,
ho notato che c'era qualche cosa di strano,
Poi sono venuto qua, in commissariato, a fare delle ricerche.
- Indovina cosa mi ha detto? - Che cosa ti ha detto ?
Che nei giorni precedenti, da sotto, aveva sentito dei rumori.
Solo che l'appartamento è vacante, non ci abita nessuno.
Commissario ? - Cosa ?
Ho chiamato in agenzia ma non hanno saputo dirmi niente.
- Chiama il proprietario. Già fatto e non ci sono copie !
Le uniche chiavi le l'ha il titolare dell'agenzia.
Ho capito. Io vado a mangiare,
- ci vediamo dopo. - Sì !
- Buongiorno, Enzo. - Buongiorno dottore.
* Vi porto una tartare di tonno da leccarsi i baffi.
- Buongiorno... - Ciao.
- Aspetti qualcuno ? - No perché ?
E' che Io mangio sempre a questo tavolo.
Ah, prego.
- Posso? - Certo !
Grazie.
Vuoi che mi sieda da un'altra parte ?
No, anzi, ci mancherebbe.
- Non hai finito il dolce. - Come ?
- Il dolce, non t è piaciuto ? - Ah, me lo sto gustando.
Musica
E che cosa avete scoperto nella macchina di Catalanotti?
Niente di che, nessuna traccia biologica rilevante.
Non l'hanno né trasportato né ammazzato in quell'automobile.
- Posso farti una domanda ? - Prego ?
Sei fidanzata ?
E me lo chiedi così ?
- Scusa, sono stato inopportuno. - No.
Comunque, no, sono sola. Non ho ancora trovato quello giusto.
E tu ?
Io. vivo da solo, ma non sono solo.
Ho capito...
Notifica di cellulare
Devo andare.
Grazie della compagnia.
Questo te lo lascio.
Rintocchi di campane
E' lei che ha suonato ?
Sì, buonasera. Il commissario Montalbano, sono.
- Piacere. - Piacere.
Avvocato Antonio Scimè della Trinacria Arte. Posso aiutarla ?
L'ingegner Lo Savio mi aveva invitato ma non vorrei disturbare le prove.
No, quale disturbo ? Non stiamo provando perché
stiamo organizzando le celebrazioni per il nostro amico Carmelo.
Ma se vuole entrare lo stesso...
- Con piacere, grazie. - La precedo, allora.
Signori è venuto a trovarci il commissario Montalbano.
Commissario, benvenuto, grazie ! Venga, si accomodi.
Le presento la signora Elena Saponaro, membro del direttorio.
Giovanna Zicari, prima attrice.
- Filiberto Vullo, primo attore. - Buonasera, commissario.
Buonasera a lei.
Calogero Granturco, il nostro amministratore.
- Buonasera, non volevo interrompere. - Buonasera.
No, nessun disturbo. Guardi, siamo riuniti per stabilire
come rendere omaggio al nostro grande amico Carmelo.
Sì, me l'ha detto l'avvocato.
Guardi, noi stiamo per finire, se lei si vuole accomodare.
Sì, mi posso mettere là ?
- Assolutamente sì. - Grazie !
Elena, cos'è che stavi dicendo ?
Io penso che nessuna parola, nessun canto, nessun inno al mondo
possa essere all'altezza dei meriti di un grandissimo regista ...
E basta ! Finiamola con questa buffonata !
Maria? Perché buffonata ?
Perché voi non avete mai apprezzato il valore di Carmelo.
L'avete sempre considerato troppo strano !
Maria, noi gli abbiamo dato sempre tutto quello che voleva,
ma lui era sempre scontento !
Ma figurati !
La migliore commemorazione che potete fare per lui è il silenzio.
Mi scusi, chi è ?
Maria del Castello.
Una che sperava di lavorare con Carmelo,
forse l'avrebbe chiamata nella commedia che stava preparando.
Io avrei bisogno di una lista dei componenti della compagnia.
E che problema c'è ? domani gliela porto io in commissariato.
Perfetto, grazie mille. Io mi scuso per l'interruzione.
- Arrivederci. - Buonasera.
Sempre la stessa storia !
Musica
Mi scusi ?
- Maria ? Le posso parlare ? - No ! Non parlo con gli sconosciuti.
Il commissario Montalbano, sono. Le voglio parlare di Catalanotti.
E se io le rispondo poi mi lascia in pace ?
Beh, certo.
Allora mi dica ?
Lei ha lavorato con Catalanotti ?
Speravo, però è stata solo una fatica inutile.
Perché fatica inutile ?
Perché Carmelo mi ha sottoposto a dura prova, come faceva con tutti.
Ma io sono stata forte, sa ? Perché la volevo quella parte.
Solo che alla fine lui, alla fine, ha deciso che io
non ero in grado di affrontarla ed è finita così, ecco !
Però questo non mi vieta di riconoscere la genialità.
Nessuno di loro è al suo livello, sono tutti dilettanti.
E lei come ha reagito a questa esclusione ?
Certo non posso dire di esserne stata felice, ecco.
Però me ne sono fatta una ragione.
Allora, buonanotte.
Buonanotte.
- Buongiorno, Enzo ! - Oh, Dottore, a lei pensavo !
Sono arrivati gli antipasti di mare, freschissimi. Li faccio preparare ?
- Glieli faccio preparare ? - Facciamo sto sacrificio, va .
- Buongiorno, Enza. - Dottore !
Dottore, che mi può dire su l'omicidio di Catalanotti ?
- Lo conoscevi ? - Era cliente da circa tre settimane.
Però veniva solo di sera.
- Siediti un po' ? - Veramente non potrei...
Allora, dimmi, veniva da solo ?
No, era sempre con la stessa donna: quarantenne, tutta truccata, bionda.
Ma non so come si chiama.
Dottore, una enorme seccatrice, una scassa palle fenomenale !
Non c'era una volta che le andasse bene un piatto.
Una volta era troppo cotto, una volta troppo crudo.
Con lui andava d'accordo ?
No ! Una sera ci chiamarono per parlare con il Dottore.
Quanto tornò al tavolo, lei fece un macello.
Come fanno a sapere che sei qui" ?
- "A chi l'hai detto ? - E lui ?
Lui cercava di farle capire che non era una cosa importante.
Ma lei non volle sapere ragioni.
Si alzò e se andò via urlando.
E da quel giorno non sono più tornati ?
Sì, due giorni dopo come se non fosse successo niente.
Tranquilli al loro tavolo.
Senti, sai se venivano con due macchine o con una sola ?
Penso con una, perché la sera del putiferio,
Catalanotti mi chiese di chiamargli un taxi.
Finalmente !
- Ecco qua. - Grazie, Enza.
- Adesso te ne devi andare. - Quando si mangia...
- Bravo. - ..Non si parla.
- Permesso ? - Mimì, beati gli occhi che ti vedono.
Guarda che è da ieri che sono impegnato col morto nostro.
Sono arrivato pure al porto, a chiedere a quelli dei pescherecci,
se avevano incontrato un cadavere in mare.
Tutto bello vestito, con la giacca, la cravatta...
- Che ti hanno detto ? - Niente.
Mimì, non te la prendere, prima o poi uscirà fuori il morto tuo.
Piuttosto mi devi dare una mano sull'altra indagine.
A disposizione.
Cominciamo col dire che Catalanotti era un usuraio medio.
Medio che vuol dire.
Significa che prestava i soldi a un tasso non tanto elevato.
Proprietario di immobili, regista, attore in una compagnia teatrale
e si dilettava facendo lo psicologo.
E io che posso fare ?
Lui, di tanto in tanto, andava a mangiare da Enzo con una bionda,
tutta tirata e con un caratteraccio. Devi scoprire chi è !
- Questo faceva l'attore ? - Sì !
E allora bisognerebbe cercare tra le attrici della compagnia.
Eccoti l'elenco.
D'accordo. Ti faccio il prima possibile.
Le sono veramente grato per avermi telefonato,
perché così mi dà l'opportunità di parlare della morte di Carmelo.
Vede, dopo la morte dopo la morte di Catalanotti,
mi è sembrato che tra di noi ci fosse un sospetto reciproco.
Come se ognuno di noi si fosse convinto, che ad uccidere Carmelo,
sia stato uno della compagnia.
Quindi la cosa migliore da fare era non fidarsi di nessuno.
Mi scusi, ci sono state liti tra la compagnia e lui ?
Certo, accadeva, ma non è questa la questione.
- Lei si intende di teatro ? - Non proprio.
Ecco, vede, Catalanotti aveva un metodo particolare.
Sì, me l'ha già detto Lo Savio del suo metodo.
No, Commissario ! Rosario non ha mai voluto provare con Carmelo.
Non ha subito questa esperienza. Io sì, invece.
E allora me ne parli.
Vede, la prova a cui era candidato l'attore
non veniva fatta qui, ma in ambienti particolari.
Lui una volta mi portò in un ambiente tutto diroccato.
Ma non solo, ero bendato.
Carmelo voglio smettere !
Ti prego, Carmelo !
Basta, per favore ! Smettiamola qui, Carmelo !
Carmelo ?
- Nooo ! - Perché urli ?
- Perché... Immaginavo che... - Cosa? Che cosa ?
C'erano dei topi.
Siediti !
* Aveva una capacità straordinaria di penetrare all'interno
* dei pensieri, ma più reconditi.
A volte anche inconfessabili.
Successivamente, dopo la terza prova, rinunciai a lavorare con lui.
Anche perché nessuno di noi voleva più farlo.
Dopo ci furono diverse liti, nella compagnia, può immaginare.
E poi lui voleva immettere altra gente nel gruppo,
anche persone senza esperienza teatrale.
E spesso erano persone con problemi mentali.
Come quella Maria dell'altra sera, si ricorda ?
Sì ! Secondo lei, tra tutti gli attori e le attrici della compagnia,
chi era più in intimità con Catalanotti ?
Sicuramente due attori, un uomo e una donna,
che tra l'altro avevano lavorato recentemente con lui
in Giorni felici di Samuel Beckett.
Lei si chiama Eleonora Ortolani ed era una caratterista.
Invece il mio collega, Ernesto Lopez.
L'ingegner Lo Savio mi ha detto che stava preparando
un nuovo spettacolo.
Sì: Svolta pericolosa di Presley, una commedia inglese.
Ma se vuole ho un copione.
Sì, magari, grazie. Di che si tratta ?
Sembra una trama gialla con introspezioni dell'intimo umano.
C'è una locandina di 'Giorni Felici' con Ortolani e Lopez.
- Questo è il copione ! - Grazie.
"Giorni felici" ! "Giorni felici" ! Che spettacolo indimenticabile !
Uno di quelli che rimangono impressi, nella vita di una attrice.
E' qualcosa di irripetibile, di magico !
Catalanotti, con lei, per farle interpretare questo personaggio,
che metodo ha usato ?
Mi portò, fuori stagione, in uno splendido albergo sul mare.
Passammo tre giorni bellissimi. O almeno credo...
- In che senso "almeno credo" ? - Vede, il primo giorno,
mi portò in spiaggia in un posto isolato.
* Ci seguiva anche un bagnino, con una pala e un ombrellone, e poi...
Musica
Torno tra mezz'ora
Musica
Aiuto ! Aiuto !
Ma non c'era nessuno nei paraggi.
Un altro giorno successe qualcosa di ancora più stravolgente.
Carmelo mi chiese di entrare di nuovo dentro la buca.
* Era un grosso revolver a tamburo.
Pesava molto e ad un tratto diventò un tutt'uno con la mia mano.
La voglia di usarlo cominciò a crescere lentamente dentro di me.
Allora lo gettai lontano, ma non abbastanza da prenderlo di nuovo.
Infatti, dopo un po', cominciai a scavare la sabbia attorno a me.
Volevo uscire, raggiungere il revolver, volevo sparare.
Non so a chi, volevo sparare ! Al bagnino, a Catalanotti, non so !
Ferma !
Da quel giorno è stato tutto chiaro per me.
Ho capito qual è il problema di chi affronta 'Giorni Felici'
e perché Winnie, la protagonista, ha un revolver.
Senta, mi tolga una curiosità, voi siete una compagnia amatoriale.
Allora perché vi sottoponevate a prove così impegnative ?
Commissario, era come una cura.
Io e il mio compagno, dopo ogni spettacolo,
avevamo voglia di correre.
Ci sentivamo... Come dire ? Liberati, sciolti.
E secondo lei, questo metodo,
Catalanotti, lo usava solo in ambito teatrale ?
Non lo so.
Vede, per quanto, Carmelo,
avesse questa capacità di andare così in intimità, sul palco
io, fuori dal teatro, non l'ho mai frequentato.
E lo sa ? io non vorrei che la morte di Carmelo mi rivelasse adesso
Io non vorrei che la morte di Carmelo
mi rivelasse, adesso, degli aspetti personali che noi due ci siamo
volutamente nascosti in vita, con un tacito patto.
Carmelo, prima di assegnarmi la parte,
mi fece strisciare per un mese consecutivo.
Spiegandomi la differenza che correva tra il modo di procedere
di un serpente e quello di un verme.
E lui pretendeva che io diventassi assolutamente un verme,
- anche nel modo di pensare. - Senta, signor Lopez,
lei lo sa che era un usuraio ?
No !
- E non è sorpreso ?
- No. - E perché ?
Vede, Commissario,
ho sempre pensato che un uomo come lui fosse capace di tutto
Io credo che provasse un certo piacere quando...
Quando scopriva una nostra vergogna nascosta, ecco !
Il suo dono straordinario era di coinvolgerci nel suo gioco
facendo cadere, a poco a poco, tutte le nostre resistenze.
Rintocchi di campane
Posso dire la mia? - Sentiamo !
E se Catalanotti fu vittima di una specie di ribellione ?
Cioè?
Se Lopez ha detto la verità e Catalanotti era uno capace
di ridurre un uomo a una marionetta. Non può essere che uno di loro,
di fronte a una prova particolare, si ribellò e perse la testa ?
Hai ragione, c'è tanto da lavorare. Mimì, porti notizie ?
Sono stato a parlare con Enzo, e gli chiesi di Catalanotti.
Al ristorante di Enzo? Cosa c'entra lui con questa storia ?
Andava sempre lì a mangiare con una bionda. Allora ?
Si ricordò che una sera,
dove Catalanotti stava proprio con la bionda, la chiamò Anita
Per adesso è quello che so.
- Anita ! - Anita, sì !
Io vi lascio, devo andare a controllare una cosa, a dopo !
Musica
- Ma che cazzo ci fai qui ? - Io ? Tu che cazzo ci fai qui !
Mi hai fatto prendere un colpo.
Oddio...
Non sai che cosa ho scoperto in questi documenti.
Catalanotti faceva l'usuraio, prestava soldi a strozzo, non solo !
Trascriveva i dialoghi che aveva con tutti i suoi creditori,
di là ce n è un armadio pieno.
- Lo so. - Come, lo sai ?
Io so tutto.
Musica
Guarda che mi hai fatto con la barba.
Scusa.
Che facciamo ? Ceniamo fuori o vieni da me ?
Nessuna delle due.
Perché dobbiamo pensare al nostro dovere.
- Vieni qua! - Non ci siamo capiti: al lavoro.
D'accordo, allora senti, questi registri riguardano il Catalanotti,
diciamo così, usuraio, mentre invece nell'armadio ci sono
i resoconti dei provini che lui faceva con i propri attori.
Andrebbero letti tutti, comunque.
Infatti ti volevo fare una proposta: dividiamoceli !
Gli diamo uno sguardo veloce, vediamo i profili più interessanti
- e li esaminiamo. Che dici ? - Sono d'accordo.
Quanto mi piace quando dici che sei d'accordo.
Montalbano, mi meraviglio di te, vai a fare il tuo dovere.
Andiamo a fare il nostro dovere.
Musica
- E voi due che ci fate qua ? - Come sarebbe a dire, Salvo ?
Stamattina te ne sei andato, dicendo che saresti tornato in ufficio,
Hai il cellulare spento,
a casa non risponde nessuno, non c'è nessuno !
Dopo un po' ci siamo preoccupati !
Ma di cosa vi siete preoccupati ?
Non lo so ! Magari sei andato a fare un'indagine da solo !
Ma che "minchia" dici ? Piuttosto, avete mangiato ?
No.
Perché Adelina ha fatto gli involtini con le patate.
Però ad apparecchiare ci pensate voi, va bene?
Io non so apparecchiare, ci pensi tu !
Io proporrei una causa di beatificazione per Adelina.
- Adelina, santa. Santa ! - Sempre !
Comunque, parlando di lavoro,
mi è venuta in mente di fare una cosa a cui voi non avete pensato.
- Cosa ? - Ascoltate!
A casa di Catalanotti ci sono due mobiletti
con dentro un centinaio di carpette, di fascicoli.
Sono i resoconti dei provini che lui faceva a questi attori.
Io sono andato là e me li sono guardati tutti.
Ecco dov'era.
Una decina di questi fascicoli sono molto interessanti.
Io domani torno là e me li guardo con tranquillità.
Vuole che venga anche io ? - Dove ?
A casa di Catalanotti. - E perché ?
Perché potrebbe essere utile. - No, ma è...
Sarà pure utile, ma ho trovato un metodo mio. No, fatti i cazzi tuoi !
Io, invece, sulla bionda di Catalanotti,
non so chi sia ma credo di essere sulla buona strada.
Invece io ho le chiavi. - Che chiavi ?
Le chiavi dell'appartamento di via Biancamano.
Il responsabile dell'agenzia è tornato prima da Stromboli.
- E' l'appartamento del morto mio ? - Sì !
- Ci vado io, dammele a me. - Fermi tutti, ci vado io !
Squilli di telefono
- Pronto ? * Sono Livia !
Livia ? Ciao.
* Salvo è da ieri che ti cerco, non so più dove sei finito.
Veramente sono qui, con Fazio e c'è anche Mimì, e stiamo parlando
- di un caso molto importante. * Scusa, volevo solo dirti
* che arrivo domani con il primo aereo - No !
* Ma no cosa ? Non mi devi venire a prendere, arrivo con l'autobus.
No è che... Scusami, domani ti chiamo e ti spiego per bene.
Però adesso, ti voglio solo dire, è inutile che tu venga.
Perché non mi troveresti, ecco.
* D'accordo... Allora aspetto una tua telefonata.
- Ciao, ciao... - Ciao.
E adesso possiamo fare il punto.
Squilli di telefono
- Pronto? Dimmi. * Sono io...
Puoi aspettare due secondi ?
Ve ne dovete andare !
- Ma non dovevamo rimanere... - No, dai, alzatevi ! Alzati, dai.
- Mi fai finire di mangiare ? - Mangi qualcosa a casa, dai !
Forza, dovete andare ! Dovete andare !
Neanche un poco di caffè.
- Ci vediamo domani in commissariato. - Perfetto, grazie.
- Sei ancora lì ? * Certo.
Ma come hai fatto ad avere questo numero ?
* Non ti dimenticare che sono sempre uno sbirro.
Comunque è bello sentire la tua voce.
* Ma non ho chiamato mica per quello. - Ah, no? E perché ?
* Per dirti che domani non possiamo vederci.
Come ? E allora vediamoci subito.
* Dai... Devo andare a Palermo, non lo so quando rientrerò.
- Ti chiamo nel pomeriggio ! * No ! Ti chiamo io.
Musica
Svolta pericolosa
Bussano alla porta Avanti.
Commissario.
Vieni vieni, leggi qua.
Ti ricordi quando avevamo fatto la supposizione che qualcuno
si fosse ribellato ai provini crudeli che Catalanotti faceva ?
Certo. - Ascolta !
Questa è la commedia che stava per mettere in scena.
Offriva a Catalanotti la possibilità di scatenare
la sua fantasia, fino ai limiti estremi.
Qua dentro c'è di tutto: un omicidio, forse due,
denaro prestato, denaro mai restituito. Tutto !
E quindi lei vorrebbe restringere il campo delle indagini
a tutti quelli che fece un provino per lo spettacolo ?
Sì !
Ma ha appena detto che si parla di soldi rubati, soldi mai restituiti.
E quindi ?
Catalanotti era anche uno strozzino Commissario.
Quindi il campo delle indagini comunque largo rimane.
Hai ragione pure tu, scusami
- Pronto ? Sei tornata ? * No !
* Volevo dirti che torno da Palermo nel pomeriggio.
Ah, bene. Allora stasera andiamo a cena fuori !
* No, ci vediamo a casa di Catalanotti alle nove. Per lavorare.
Va bene, a dopo.
Salvo !
Oh, Mimì...
Che ci fai qua ?
No, che ci fai qua tu ?
Ti stavo cercando, ti ho visto e allora ti ho fermato.
Come mai mi cercavi ? Hai trovato un altro morto ?
Non parlare del nostro morto, perché mi vengono le palpitazioni.
Te l'ho già detto: il morto è tuo, l hai trovato tu !
Comunque, dimmi !
Ho una notizia bomba !
So chi è la bionda.
- La bionda di Catalanotti? - Sì !
Va bene, ne parliamo domani mattina.
Ma quale domani mattina ? So come si chiama, Salvo.
Anita Pastore ! E' proprietaria di una fabbrica di cioccolato,
ereditata dalla famiglia.
Hai saputo altro ?
Sì, il numero di telefono, dove abita volevo sapere da te cosa fare.
E non ne possiamo parlare domani mattina ?
Salvo... Mi guardi un attimo negli occhi ?
- Eh... - Dove stai andando ?
- Perché ? - Perché ?
Il vino.. Sei tutto elegante, hai fretta di andare... Dove vai ?
Eh... A cena da Adelina. Posso ?
Sono io.
* Sono qui, nello studio
Hai mangiato ? Ho portato delle schiacciatine meravigliose.
- No, grazie, non ho fame. - Ah !
Prendi La sedia, vieni qua, ti faccio vedere una cosa.
Hai fatto tardi ?
Sì ! Ho incontrato Mimì e mi ha fatto perdere tempo, lasciamo stare.
- Leggi qui ! - Qui ?
Giuseppe Fusaro, usciere comunale, particolarmente nevrotico".
"Provocato a dovere, ha reazioni impreviste e incontrollate".
"Forse troppo pericoloso da trattare .
E qui c'è una sigla: GF. Secondo te che significa ?
GF saranno le iniziali di Giuseppe Fusano.
Ma no ! Qui c'è il nome e il cognome per esteso e non avrebbe senso, no ?
Aspetta un attimo !
Ma certo.
Che cosa ?
Le sigle sono le iniziali delle commedie che Catalanotti
aveva messo in scena o su cui stava lavorando, vedi ?
GF è per Giorni felici , SP è per Svolta pericolosa .
E quindi ?
Quindi dobbiamo trovare le cartelline dei provini che Catalanotti
aveva fatto per la commedia che stava preparando.
Giorni felici la conosco è di Beckett. Svolta pericolosa , no.
Te la racconto io... Però ci facciamo un bicchiere di vino ?
- Sì. - Prendiamo la bottiglia.
* La verità è troppo pesante per tutti".
"Decidono che non ne parleranno mai con nessuno".
"Olwen, che aveva premuto il grilletto",
"sembra l'unica a uscire pulita da tutto".
"Robert, invece, è disperato".
"Perché si rende conto che la realtà in cui ha vissuto fino ad allora"
"è solo un mondo di illusioni".
La Verità è totalmente diversa... Buio.
Che angoscia... E ora?
Ora ci dobbiamo concentrare sui provini di "Svolta Pericolosa".
Soprattutto ci dobbiamo concentrare su quegli attori, o presunti tali,
che sono stati scrutati per dei ruoli ambigui o che hanno commesso un reato
Tipo?
Secondo me ci possiamo limitare a tre ruoli:
Martin, morto suicida
ma accusato di essersi appropriato di una grossa somma.
Olwen che è la vera assassina,
anche se ha ucciso per proteggersi da un tentativo di stupro.
Infine Gordon, sposato con Betty ma è anche innamorato di Martin.
Sembra di stare in un racconto di Agatha Christie !
Sì... Mettiamoci a lavoro, va.
Musica
- Che c'è ? - Pausa.
Musica
Grazie !
- Che ore sono ? - Circa le sei. Vuoi zucchero ?
- No, grazie, lo prendo amaro. - Anche io.
- Ho fatto un sogno stranissimo. - Quale ?
C'era un morto su un palcoscenico.
- Catalanotti ? - No, non era Catalanotti.
Pera vestito di tutto punto come lui.
Aveva il completo, la cravatta, le scarpe lucide.
Infatti all'inizio non si capiva, ho realizzato dopo che era morto.
E come hai fatto a scoprirlo ?
E' questa la cosa strana perché ero l'unica a sapere che era morto.
Tutti gli altri spettatori non lo sapevano,
erano tranquillissimi. Invece io,
anche se non riuscivo a vedere bene il viso,
a un certo punto mi sono resa conto che aveva la camicia sporca di sangue.
Squilli di telefono
Hai sognato il morto di Mimì Augello !
- Chi è il morto di Mimì Augello ? - Adesso te lo racconto.
- Mi scusi un attimo ? - Prego.
Squilli di telefono
- Livia ? * Salvo !
* Aspettavo una tua chiamata, non ti ho più sentito. Che succede ?
Salvo ?
- Adesso non è il momento. * Come non è il momento?
Senti, io sono stanca,
se c'è qualcosa che non va devi avere il coraggio di dirmelo.
Ti ho detto che non è il momento, non posso perdere tempo.
Non puoi perdere tempo ? Parli con me e perdi tempo ?
* Ma no, certo che no è che non è il momento.
Dimmi quando ti posso chiamare ?
Ora come ora non te lo so dire.
Va bene, se tu non parli più tu, parlo io.
Sono stanca di dover aspettare sempre una telefonata, una visita
* una proposta qualsiasi. Sono stanca !
* Aspetto, aspetto... E' una vita che aspetto.
Ma per te è normale che tu non mi cerchi da giorni ?
Che non vuoi sapere dove sono, come sto, cosa faccio. E' normale ?
C'è una sola spiegazione, che non mi ami più.
* Oppure non abbastanza da fare qualcosa per me.
Sono stanca di dover sempre mettere te in primo piano.
Voglio pensare un po' anche a me !
Bello eh... Bello parlarsi così per telefono
* Non c'è altro modo.
Allora finiamola qui.
Pronto ? Salvo ?
Sì.
Non dici niente ?
Musica
Bussano alla porta Avanti !
C'è la bionda di Catalanotti.
Anita Pastore ? Fai una cosa: chiama Fazio ed entrate.
Fazio? Prego signora.
Io non capisco perché sono stata convocata qui.
Buongiorno signora, il Commissario Montalbano sono.
Prego, si accomodi.
Noi vorremmo sapere della sua familiarità con Carmelo Catalanotti,
che come sa è stato ucciso.
Non sono stata certo io.
Io non lo metto in dubbio. Però vorrei sapere lo stesso
la natura dei vostri rapporti.
Allora non ci potevamo fare una chiacchierata al bar qui di fronte
che è pure ora di colazione ?
Senta signora, se la mette così, questo è un colloquio informale
ma se vuole procediamo per vie ufficiali.
Lei si cerca un buon avvocato,
la chiamerà il PM e la interrogherà per due ore.
Che cosa volete sapere? Se avevo una relazione con Carmelo ?
No, niente affatto.
E che cos'era ?
Uno strano rapporto di lavoro.
Lavoro ?
Ci siamo conosciuti tre mesi fa, ci ha presentato una mia amica,
E appena Carmelo ha saputo che avevo una azienda di cioccolata,
mi ha cominciato a subissare di domande.
Io ho capito che il suo interesse era autentico
e quando mi ha invitato a cena ho accettato.
Lui aveva un pregio, mi sapeva mettere a mio agio.
Mi faceva parlare di me.
Quindi i nostri incontri sono diventati un'abitudine.
Quindi era un rapporto di amicizia ?
Amicizia ?
No, non direi proprio, nel senso che parlavo solo io.
Io e del mio lavoro, di Carmelo non sapevo niente.
Lui era interessato a tutte le dinamiche aziendali,
dei rapporti con i miei fratelli, di quelli con i dipendenti.
E come mai ?
Voleva scrivere un romanzo ambientato in un'azienda familiare.
E modestamente mi avrebbe fatto leggere la prima stesura.
Cosa di cui sinceramente sono molto orgogliosa.
Giustamente. Senta, lei mi ha parlato di impresa di famiglia.
Chi partecipa all'azienda oltre a lei ?
Siamo io e mio fratello Paolo.
Fino a due anni fa c'era pure mio fratello Giovanni ma è morto.
Va bene, cosa cambia, si è suicidato.
Ah, mi dispiace. Me ne può parlare ?
Mi scusi ma questo che cosa c'entra con la morte di Catalanotti?
Lasci decidere a me.
E stata una storia triste e complessa.
C'è stato un ammanco in azienda e mio fratello Paolo si è convinto
subito che la colpa era di Giovanni.
Io un po' meno.
Giovanni si è offeso, si è depresso, si è svilito.
Ma non s'è difeso.
E per me, il suo suicidio, è stato una prova della sua responsabilità.
Senta ma Catalanotti le faceva domande su questo suicidio ?
Mamma mia, mi ha tormentato.
Non la finiva più, ha voluto pure una foto di Giovanni.
Poi però mi ha detto che pure suo fratello si era suicidato.
Ah !
Giovanni era troppo fragile.
Non ha saputo reagire alle difficoltà della vita.
Allora che dobbiamo fare ? Dobbiamo chiacchierare ancora per molto ?
No, perché io ho pure delle cose da fare.
Signora, se vuole può andare. Abbiamo finito.
- Posso andare ? - Certo. Fazio, accompagna la signora.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Com'è che l'hai lasciata andare ?
Perché ho capito la vera ragione dell'interesse di Catalanotti.
Se ce la fai sapere anche a noi.
L'avere incontrato una famiglia che ha avuto, più o meno,
gli stessi problemi della famiglia della sua prossima commedia.
Anche lì erano due fratelli e uno si è ammazzato.
Lui partiva sempre da un dato reale.
Era strano questo Catalanotti, eh!
Ma a lei risulta che stava scrivendo un romanzo ?
Ma quando mai ! Ma anche la storia del fratello suicida,
ma quando mai ha avuto un fratello suicida ?
Era un manipolatore.
Lui le persone le rivoltava come calzette,
me ne sono accorto leggendo gli appunti delle sue cartelle.
A proposito, a che punto sei con la lettura ?
Eh, Mimì... E' una faccenda lunga e complicata.
Ecco ! Questa è la stanza e questo è il letto.
Aspetta ad accendere la luce ! prima controlla che ...
Prima controlla che le imposte siano chiuse, altrimenti ci vedono.
Hai ragione.
Mi innervosisci lì impalato. Perché non ispezioni le altre stanze ?
- Certo. - Vai.
Ho ispezionato la casa, ma non ho trovato niente d'interessante,
a parte una collezione di quadri.
Io, invece, ho trovato una macchia che potrebbe essere sangue.
- Ah... Dove ? - Lì !
Ho tagliato un pezzetto di lenzuolo.
Hai fatto bene... E che mi dici ?
Non lo so.
C'è qualcosa che non va.
Cioè ?
Non lo so, questo letto è troppo pulito.
Pulito in che senso ?
Nel senso che, a parte questa cosa, io non ho trovato altro
è molto strano perché di solito si trova sempre qualcosa.
Non so: informazioni pilifere,
peli, capelli, qualsiasi cosa.
Un essere umano, vivo o morto, lascia sempre qualche traccia.
E quindi non lo so. Così, su due piedi, non te lo so dire.
Faccio analizzare quella in laboratorio e vediamo cosa dicono.
Anzi, dammela.
Ecco fatto.
- Dio che profumo, cos'è ? - Senti ?
Zucchero e cannella.
- Beh, meraviglioso. - Io direi di fare così, però.
Facciamo così.
- Ah, direttamente dalla teglia ? - E certo.
- Andiamo ? - Assaggio ?
- Vai, assaggia !
* Com'è ?
E' strepitoso,
- Chi l'ha fatto ? - Adelina.
E chi è Adelina ?
Adelina è la mia governante.
Grazie.
- E' calato il vento. - Già.
Ti sarai resa conto che sono rimasto molto turbato
dalla telefonata che ho ricevuto la mattina
dopo la nottata che abbiamo passato a casa Catalanotti ?
Sì... Però non ti preoccupare, non mi devi spiegazioni.
E invece ne voglio parlare perché è una cosa che ti riguarda.
- Mi riguarda ? - Sì.
La telefonata era della mia compagna, Livia.
Mi pare che ti avevo accennato che non ero solo.
Certo, come no.
Livia e io stiamo insieme da molto tempo, lei vive in Liguria.
E' il modo migliore per far durare un rapporto.
Come ?
Stare insieme senza stare insieme. No, però ti prego, continua.
Perché sono molto curiosa di sapere come mi riguarda direttamente ?
Sì...
Livia per me è una persona importantissima.
E' una moglie, una compagna, un'amica.
Stiamo insieme non mi ricordo nemmeno più da quanto.
Però mi sono accorto che da un po' il nostro rapporto è cambiato.
Per esempio la lontananza, che prima era un motore
per cercare di fare delle cose insieme, alimentava il desiderio.
Adesso è solo distanza.
Io mi sono accorto che non abbiamo più fatto niente
per stare insieme, per coltivare il nostro rapporto.
E io che c'entro ?
Tu c'entri, perché io mi sono reso conto di questo con te.
- Io, non so, voglio stare con te. - Salvo, io sto partendo.
Sì, io ho pensato anche a questo.
Chiederò il trasferimento, farò qualsiasi cosa non ti voglio perdere.
Voglio che andiamo a vivere insieme.
Ti posso chiedere una cosa ?
Certo.
Ma tu, te lo sei chiesto cosa voglio io ?
Ti sei chiesto se anche io voglio andare a vivere con te?
Se quello che senti è corrisposto ?
Se anch'io ho desiderio di averti accanto a me, nel mio futuro ?
Perché devi pensare che una donna giovane, più o meno gradevole
e con una carriera che procede anche abbastanza bene,
non veda l'ora di stare con un uomo, perché ?
Non ti passa per la testa che se sono sola è perché lo voglio ?
E non perché sono lesbica, o perché sono misantropa
o perché sono delusa dagli uomini, ma solo perché sto bene così.
Sto bene senza un marito, sto bene senza figli.
Sto bene con me stessa !
Scusami.
Musica
- Ciao. - Ciao.
Squilli di telefono
- Pronto * Che fai, dormivi ?
- Sì ! Tu come mai già sveglia ? * Scusami, forse è troppo presto.
* E' che ho lavorato tutta la notte. - Dove ?
* Dopo che mi hai riaccompagnata non avevo sonno
* e sono andata in laboratorio.
* Allora: ho analizzato i reperti di via Biancamano.
- E quindi? * Non ci sono tracce organiche.
Come non ci sono ? E la macchiolina di sangue ?
* E' finto ! Un composto che si usa per effetti speciali del cinema
- Gli effetti speciali del cinema ? * Sì, proprio così.
E gli altri prelievi ?
*Niente di che: miscele di esteri, alcoli, acidi saturi.
* Insomma, cera. - Cera ?
* Sì. Cera, Salvo. comune cera.
- Beh, scusa, che significa ? * Questo non lo so.
Non é che qualcuno ha messo delle candele vicino al morto ?
* Direi proprio di no, erano scaglie minuscole di cera in vari colori.
- Sono distrutta, me ne vado a dormire. - Sì, buon riposo. Grazie.
* Ciao Salvo.
Bussano alla porta Avanti !
- Permesso ? - Venite, venite, accomodatevi.
Allora: queste sono le cartelle di Catalanotti.
Sono il risultato di una attenta e lunga selezione che abbiamo fatto.
- Chi ? - Cosa ?
No, tu hai detto:
"Sono il risultato di una attenta e lunga selezione che abbiamo fatto".
- Eh! - Chi ?
Io l'ho fatta, Mimì, io ! Io, Mimì !
Allora: qui ci sono i profili degli attori che presentano
anomalie psichiche o una naturale propensione
verso ogni forma di trasgressione.
Cioè i più disposti a ribellarsi alle imposizioni di Catalanotti.
Esattamente ! Solo che Catalanotti non mette nome e cognome,
indirizzo e il numero di telefono.
C'è solo una foto. Quindi li dovete identificare.
Non sarà un lavoro facile, però cominciate subito.
Va bene.
Squilli di telefono
Pronto ?
* Buongiorno, Commissario, sono la dottoressa Barresi.
Dottoressa Barresi, buongiorno ! Mi dica, ha scoperto qualcosa ?
* Sì e mi ascolti con attenzione perché la faccenda è singolare.
* La morte di Catalanotti sembrava causata dalla pugnalata.
* Ma osservando la ferita al cuore si nota un'altra gravissima lesione
* di pochissimo precedente.
Cioè è stato pugnalato due volte ?
* No, l'altra non è una pugnalata, una lesione causata da un infarto.
- Un infarto ? - Sì.
Cioè, mi vuole dire che al momento della pugnalata era già morto ?
* Esattamente ! L'uomo era da poco deceduto.
Ah !
* Comunque le invio il referto quanto prima.
- D accordo, grazie. Arrivederci ! * Arrivederci !
Catalanotti è morto d'infarto.
Musica
- E' permesso ? - Avanti.
Buongiorno. Il commissario Montalbano, sono.
Scusi, Commissario, non l avevo riconosciuta.
Michele Tedesco, titolare di Casamica.
- Molto piacere. - Ma la prego, si accomodi.
In che cosa posso esserle utile ?
Allora: io sono venuto per alcune informazioni sull'appartamento
del signor Aurisicchio in via Biancamano.
Ma ho consegnato le chiavi a qualcuno dei vostri.
Sì ma infatti le chiavi le ho qua.
Io sono venuto per parlarle della doppia denuncia.
- Doppia ? - Sì !
In che senso, scusi ?
Allora: la prima è della signora Genoveffa Recchia,
che abita sopra l'appartamento del signor Aurisicchio
e che ha sentito, nonostante sappia che l'appartamento è sfitto,
dei strani rumori, tra cui grida soffocate di donna, nella notte.
Quando mai ? Io poi non so nulla, sono appena tornato da Montelusa.
Questo lo chiariremo dopo. Le dico della seconda denuncia più grave.
Ma lei è mai entrato in quell'appartamento ?
- Certo che sì. - Ha visto i quadri ?
Certo, una collezione molto importante.
Tant è che pretendeva che fossi presente durante le visite.
Io ho fotografato i quadri e ho mandato le fotografie
al proprietario, il quale si è accorto subito
che mancavano alcune tele tra le più pregiate.
Lei capisce che si trova in una situazione molto delicata.
Siete sicuri che... Intendo dire, siete sicuri
che la porta non sia stata forzata ? - No, nessun segno di scasso.
- Buongiorno - Buongi...
- Buongiorno, Commissario. - Ah !
Buongiorno, signorina.
Musica
Dunque, dicevamo...
..Qualcuno probabilmente si sarà impadronito delle chiavi
del signor Aurisicchio per rubare i quadri.
Può essere.
Ma mi scusi, chi le custodiva queste chiavi ?
- Eh, io. - Dove ?
In questo cassetto... Chiuso a chiave.
E allora, guardi, faccia una cosa, le metta dentro e chiuda a chiave.
Ecco fatto. Adesso ci vorrebbe una attache, una...
..Signorina, mi scusi, avrebbe una forcina ?
- Certo. - Potrebbe venire cortesemente ?
Che devo fare ?
Inserisca la forcina lì, nella serratura, e provi ad aprirlo.
Ma io non lo so se lo so fare.
E' semplicissimo: provi a inserirla e poi ruoti in senso orario.
Ecco qua.
Questo mi conforta oltremodo, perché significa che chiunque
avrebbe potuto prendere le chiavi.
Eh, già. Quanti impiegati ha qua nella sua agenzia ?
Uno. La signorina Del Castello.
Sì ma io non sono stata.
- Ma certo. - Certo.
Senta, io adesso devo andare, si è fatto tardi, ci sentiremo presto.
- Va bene ? Grazie mille ! - Va bene, Commissario, quando vuole.
Arrivederla.
Un attimo di pazienza, stiamo portando il santo a riparare.
- Avanti, sbrighiamoci, forza ! - Ma che state facendo ?
Stiamo portando San Francesco Di Paula a riparare.
- A riparare ? Ma perché ? - Si, perché praticamente
una torcia accesa gli ha squagliato i piedi.
- "Squagliato i piedi" ? - Sì, Commissario, è fatta di cera.
Di cera !
Capisco... E dove lo portate ?
A Fela, dove c'è una fabbrica di statue di cera.
- Va bene... - Due minuti e abbiamo finito.
Prego, prego, buon lavoro.
- Buona serata. - A voi.
Dai, forza, spicciamoci che...
E' di cera.
Bussano alla porta Avanti.
Permesso ?
Mimì, vieni vieni.
- La vuoi sapere una cosa ? - Eh ?
Secondo me, tutte queste donne ti hanno rincoglionito.
Che vuoi dire ?
Mi riferisco al tuo morto:
visto che l'hai toccato ti potevi accertare di una cosa.
- Di che cosa ? - Che non era un morto vero.
- E che morto era ? - Un morto di cera.
- Di cera ? - Già.
Ma che "minchia" vai dicendo ?
Proprio adesso, tornai dalla cereria "Palumbo" di Fela.
Furono loro a costruire il morto tuo:
grandezza naturale, vestito di tutto punto e sparato al cuore.
E tutto questo teatrino per cosa ?
Per fare teatro, appunto. Catalanotti se ne serviva per i suoi provini.
Il morto tuo interpretava Martin Squilli di telefono
Pronto ? * Dottore, Dottore !
Ci sarebbe un tedesco che non riesco a capire.
- So solo che ha urgenza di parlarle. - Ma che parla tedesco ?
* No, ma che tedesco, parla italiano. - E allora passamelo.
* Pronto ? Sono Michele Tedesco, dell'agenzia immobiliare
Ah, signor Tedesco, mi dica.
* Dopo la sua visita ho messo sotto torchio Maria,
la mia assistente e ha confessato! Così l'ho licenziata su due piedi.
Ah ! E le ha detto che cosa ci faceva con quell'appartamento ?
* Ci portava l'amante.
* Ma ci ha tenuto a ribadirmi che lei non è una ladra
* e che con i quadri non ha niente a che fare !
Ho capito. Senta, però io con questa Maria ci vorrei parlare.
- Come posso fare ? * Maria è un'attrice, così si ritiene.
* Proprio stasera debutta con uno spettacolo
* al teatro "Satyricon" di Montelusa.
E va bene, la ringrazio molto. La terrò aggiornato, eh.
Ti devo dire una cosa, a te e a Fazio, vieni con me !
Va bene.
Fazio!
Allora, ragazzi, statemi a sentire !
Questo è l'indirizzo di Maria.
Io voglio andare a perquisire l'appartamento di questa ragazza.
Il PM non darà l'autorizzazione, non abbiamo elementi, Salvo.
- Io ci voglio andare ! Senza Mandato ?
- Senza mandato ! Commissario ma come si fa ?
Si fa che stasera lei ha uno spettacolo a Montelusa.
Tu, nel tardo pomeriggio, vai sotto la sua casa e lo piantoni.
Quando la vedi uscire mi chiami
E io ?
Tu stai qui, al commissariato, fino a che non ti chiamiamo
per dirti che siamo fuori dall'appartamento.
Così, per qualsiasi eventualità, ci copri le spalle. Va bene ?
Oh, io adesso devo andare a riposare perché sono stanco.
Ci vediamo dopo.
- Che ha detto ? Ha detto che è stanco.
- Stanco ? Eh !
Ma tu, in questi anni, hai mai sentito dire che era stanco ?
Io mai.
* Ciao, Salvo.
* Ti stavo per chiamare io.
Ah ! Per dirmi cosa ?
* Per salutarti... Domani parto.
Sono stata trasferita d'urgenza...
* Salvo ? - Possiamo vederci ?
* E' per questo che ti chiamavo.
* Tra un'ora vengono a prendermi e mi portano a Siracusa.
* Il mio ex capo ha organizzato una festa di addio e...
Posso venire a Siracusa domani.
Ci terrei molto.
* Come vuoi. Però ho il treno alle dodici.
E allora vediamoci alle undici e trenta in stazione. D'accordo ?
* D'accordo...
Squilli di telefono
Fazio !
* Dottore, Maria Del Castello è uscita ora.
Credo che abbiamo campo libero. - Bene, arrivo.
Musica
Madonna santa! Commissario, qua sotto c'è un morto.
- Un morto ? Già !
Il cerchio si chiude !
Buonasera.
- Buonasera. - Posso avere un biglietto ?
Stasera lo spettacolo non si fa, non c'è pubblico.
Come ? E io che sono ?
Mi scusi un momento.
Questa sera avrei dovuto recitare "La voce umana" di Cocteau.
Ma data la presenza qui di uno spettatore molto speciale,
improvviserò per lui... E solo per lui.
Per lungo tempo...
..Ho cercato di essere una ragazza rispettata e rispettabile.
Come mi avevano insegnato in famiglia.
E solo qui, sulle tavole del palcoscenico io...
...Ho sentito che ero veramente me stessa.
E in teatro conobbi Carmelo... Che mi spiegò che potevo essere libera
anche fuori, dal palco.
Ma soprattutto, fu grazie a lui... Che diventai donna.
Mi prese una sola volta,
Ma questo bastò a rendermi assoggettata completamente a lui.
E poi, finalmente, arrivò "Svolta Pericolosa".
Allora mi disse che potevo provare ad essere Olwen.
Poi ci ripensò: Tu dovresti eccitare un uomo e poi ucciderlo" ?
"Non ce la farai mai. Me ne trovo un'altra".
Io lo supplicai, lo supplicai almeno di farmi fare una prova.
Così mi spinse a dimostrargli che ero pronta a tutto.
Mi chiese di provare in un posto segreto e io...
..Rubai le chiavi dell'appartamento, nell'agenzia, e gliele consegnai.
Mi diede appuntamento per la sera dopo.
Quando arrivai la porta era socchiusa...
...E la casa era completamente al buio.
Così lo chiamai ma non rispose.
Allora, piano piano, entrai.
E una volta giunta in camera, vidi un cadavere sul letto e urlai.
Allora lui accese la luce e mi disse: "Ma lo vedi" ?
"Ma lo vedi che non sei pronta" ?
"Non farmi perdere tempo che me ne torno a casa" !
Io, io lo seguii. Lo seguii fino a casa sua,
come un cane abbandonato
Una volta lì, mi gettai ai suoi piedi.
Per supplicarlo !
Allora lui mi guardò beffardo e mi disse : Va bene, Maria" .
"Ti faccio un ultimo regalo."
Poi... Prese delle pillole dalla tasca e le ingoiò.
Vieni, Maria, vieni. Sdraiati qua, sul letto accanto a me".
"Metti la mano sui miei pantaloni e quando senti che sono pronto",
fai, fai quello che devi fare.
Io... Obbedii.
Ad un certo punto, lo guardai e aveva un sorriso ebete.
Così, senza pensare, presi il coltello e glielo ficcai nel cuore.
Ma lui non si mosse, anzi. Anzi, continuava a sorridere.
* Lo lasciai lì e me ne andai.
Tornai in via Biancamano, smontai il pupazzo e me lo portai via.
Mi crede, Commissario, se le dico che...
..Non ho mai avuto un solo momento di rimpianto ?
Maria.
Mi può dare ancora cinque minuti prima di arrestarmi ?
Io non ho nessuna intenzione di arrestarla.
E perché ?
Quello che le ho detto è la verità !
Io l'ho ucciso, sono un'assassina !
L'autopsia ha rivelato
che quando lo ha pugnalato lui era già morto per un infarto.
Lei non ha ucciso nessuno !
L'aspetto domani mattina in commissariato.
* Dottore, mi dica. - Fazio !
La ragazza ha confessato.
Io le ho detto, però, che Catalanotti era già morto.
L'ho convocata per domani mattina alle dieci.
Verbalizza e portala dal PM,
che ha già ricevuto il referto della dottoressa Barresi.
Se la caverà con poco.
* Ah ! Ma perché lei domattina non viene ?
No, ho un impegno. Starò fuori Vigata tutto il giorno. Buonanotte.
* Buonanotte.
Musica
Ciao.
Sono contenta che sei venuto.
Come procede l'indagine su Catalanotti ?
Risolta !
Avevi ragione tu, era a possibile Olwen della commedia.
Ma non è stata lei ad ammazzarlo.
Chi ?
E' una lunga storia. Sei sicura di volerla sapere adesso ?
No.
Musica
Salvo ?
Musica
- E ora ? - E ora siamo qui.
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