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Original subtitles

(RUMORE DA SFREGAMENTO)

(Antonella) No.

(Katia, sottovoce) Fammi vedere.

(SCIABORDIO)

(sottovoce) Venite.

(RUMORE DI PASSI)

(SCHIOCCHI DI LINGUA)

- Perché? Che ore sono? - E' tardi.

Ma che... Lia!

Così si rompe. Apri, stronza, ridammi il panino. Ho detto "apri"!

- (Pinuccia) Apri, ti ho detto. Aprì! - II mio dov'è? - Apri, Lia!

(SUONO DEL CAMPANELLO) Chi è?

- (accento siciliano) E' Cangelosi. Non andiamo al Charleston? - Tu puoi anche stare qui.

(Pinuccia) Vai ad aprire. (Maria) Doveva passare oggi? - "Pulla!"

(Katia) Sì?

- (Katia) Ne vuole ottanta. - (Maria) Non poteva chiamare? - Sta salendo.

Vieni.

- (Pinuccia) Buongiorno, signor Cangelosi. - Buongiorno. Ne hanno chiesti ottanta.

- (Pinuccia) Prego. - (Cangelosi) Menomale che ci siete. Sono molti ottanta, eh?

- (Cangelosi, con accento siciliano) Adagio, non sbatteteli. - Buongiorno.

(Cangelosi) Buongiorno, Maria. Mettiamoli qua.

- Questa scala è bella tosta. - No, quella è rotta. Si segga qua.

- Li state prendendo? - Sì, Ii stanno sistemando. - Aiutatele.

- Possono salire? (Pinuccia) Certo.

- Prende un caffè? - No, grazie.

- Magari un bicchiere d'acqua. - Glielo prendo.

(Cangelosi) Devo arrivare fino a Monreale. La cerimonia comincia a mezzogiorno.

E' un matrimonio favoloso.

C'è la carrozza con i cavalli. C'è pure la banda.

- Volete venire? - Cosa veniamo a fare, signor Cangelosi?

(ragazzo) Grazie.

(CIGOLIO DELLA PORTA)

(Antonella) Vieni, prendine qualcuno.

(Antonella) Devi tenere bloccate le ali se no scappa.

- La prossima settimana mi servono rosa. - Ne abbiamo già fatti venti.

Quale venti? Almeno settanta, magari pure cento. Ci danno un sacco di "piccioli".

- (Maria) L'ultima volta ne sono morti due. - (Pinuccia) Cinque.

- Quando mangiano il colore si intossicano. - Va be', ma non Ii chiedono quasi mai colorati.

Sì, ma deve pagarmi quelli morti.

Li pago. Qual è il problema?

- (Antonella) Prendine qualcuno. - (Bambino) Quello? - No, ha la zampa rotta. Prendine un altro.

(Antonella) Attento.

- (Bambino) Quale prendo? - (Antonella) Prendi quello là, dai.

(Antonella) Devi prendere Ia coda se no gli fai male.

Devi bloccare le ali. Guarda! Vedi? Se no volano.

- (Cangelosi) Andate al mare? - (Maria) Sì, al Charleston. - A Mondello? - (Maria) Sì.

(Cangelosi) Facevo i bagni a Mondello. Ci andavo con tutta Ia mia famiglia.

- (Cangelosi) Mio padre aveva la Seicento. - (Pinuccia) Che stai facendo?

(Pinuccia) Pure l'acqua, no!

(Cangelosi) Avevamo tanta roba.

(Pinuccia) Che stronza!

(Cangelosi) Un tavolino, la ghiacciaia, un melone, la teglia di pasta al forno.

(Pinuccia) Non Ia sopporto più.

- (Cangelosi) Posso affacciarmi? - (Maria) Prego.

(Cangelosi) Qua c'è una vista mozzafiato. Ogni volta che vengo, rimango estasiato.

- Esci, bagni i vestiti. - No. - Ora basta! - Mi fai male, mi buchi Ia testa!

- Esci! - Quando se ne va il "sucaminchia"?

- Stavamo andando al Charleston, cornuta! - Zitta! - Lasciami!

Porca, schifosa, lorda, "pullaccia"!

- (Bambino) Noi cominciamo a scendere. - (Antonella) Va bene, arriviamo.

Aspetta, gli diamo da mangiare.

- Dove l'hai preso? - Nel mobile con il mare- - Maria Io sa? - E' un segreto, non glielo dire.

Se Io scopre, si arrabbia, è il servizio buono.

(Antonella) Anche i colombi devono mangiare nei piatti belli.

(Antonella) Andiamo.

(MUSICA DI UN CARILLON)

- (Cangelosi) Arrivederci. - (Maria) Arrivederci. - Andiamo. Adagio. Adagio...

(Cangelosi) Adagio! Adagio che qui si cade.

- (Maria) Quando Ii fa uscire, signor Cangelosi? - Come sempre, dopo Ia cerimonia.

La strada Ia conoscono, di sicuro sono a casa entro stasera.

Sei bellissima.

- Che fai? Non vuoi andare al Charleston? - Me Io metti? - Sei piccola. - Dai!

Va be', un pochino però. Vieni qua.

Fai così. Vediamo.

Andiamo, ti metto il vestitino. Vai.

"Tutto finisce, tutto si pareggia."

"Si tira una riga e si fa il totale. Amo la vita."

"L'ho amata forse già troppo, così tanto che mi fa schifo."

"Basta. Alla vita, colombello. Beviamo alla vita. Propongo un brindisi alla vita."

"Perché sono contento di me. Sono vile, ma contento di me."

"Tuttavia mi tormento per il fatto di essere vile, ma sono contento di me."

- "Miii..." - Ancora, continua. - Che hai fatto? Le hai messo il rossetto?

- (Pinuccia) Lo ha voluto lei. - (Katia) Sei fissata con i trucchi, Pinuccia.

- Non stai bene tutta pasticciata. - Sei bella tu. - (Lia) Sbrigatevi!

- Hai preso i panini? - Sono qua. - C'è il prosciutto nel mio?

Hai controllato? Lo ha mangiato Lia?

Pinuccia, parlo con te. C'è il prosciutto nel mio?

(Pinuccia) Ma perché, c'è mio e tuo? Dammi le chiavi. Dai.

- (Katia) II mio è quello col "cimino". - Sono tutti così. - (Katia) La prossima volta me Io faccio io.

- (Antonella) Katia, il pallone? - (Katia) Chi ha detto che dovevo prenderlo io?

(Maria) Sbrighiamoci, dobbiamo prendere due autobus.

(TUBARE DI PICCIONE)

(MUSICA DI "INVERNO" DI FRANCO BATTIATO)

(Franco Battiato) # Sale la nebbia sui prati bianchi... #

# ..come un cipresso nei camposanti. #

# Un campanile, che non sembra vero... #

# ..segna il confine tra la terra e il cielo. #

# Ma tu che vai. #

# Ma tu rimani. #

# Vedrai la neve, se ne andrà domani. #

# Rifioriranno le gioie passate... #

# ..con il vento caldo di un'altra estate. #

# Ma tu che vai. #

# Ma tu rimani. #

# Anche la neve morirà domani. #

# - L 'amore ancora... # - (Pinuccia) Fai il balletto, Maria.

# ..ci passerà vicino... #

# ..nella stagione del biancospino. #

# La terra stanca sotto la neve... #

# ..dorme il silenzio di un sonno greve. #

# L'inverno raccoglie la sua fatica... #

- Guarda! - # ..di mille secoli... #

# ..da un'alba antica. #

# Ma tu che stai perché rimani? #

# Un altro inverno tornerà domani. #

- (Antonella) Che belli! - # Cadrà altra neve a consolare i campi. #

# Cadrà altra neve sui camposanti. #

- Questo fa paura. - Guarda, Lia.

Che cos'è? Bello!

- Portiamocelo. - Si può? - Certo, andiamo.

- (Antonella) Cos'è? - (Lia) Un uovo.

- Che fai, la prendi? Mi riempi la casa di cianfrusaglie. Buttala! - Pinuccia, sparisci!

Va be'.

(Pinuccia) Dai, cammina.

- (Antonella) Dobbiamo scavalcare di nuovo? - Perché, tu hai Ia tessera? - No. - E allora?

(VOCIARE INDISTINTO)

- (Lia) No, no, no! - (Pinuccia) Vieni qua. - No, dai! - Si, sì. - No!

(Lia) Finiscila. No, dai, finiscila!

(Lia) Basta! Basta!

- (Lia) Maria! - (Pinuccia) Vengo anch'io, Maria!

- Katia, voglio ballare anche io! - Pure io. - Dai, dai, balliamo tutte!

(Gerardina Trovato) # Non c'è più niente che mi fa impazzire. #

# Non c'è più un uomo che mi fa morire. #

- # L 'unica casa bella è dormire, dormire, dormire. # - Dai, Antonella!

# E sognare, sognare, sognare. #

# E sognare dei topi che mangiano gatti... #

# ..o dei pettirossi che mangiano falchi...

# ..e poi rubare il vento a un aquilone. #

# Gridare senza una ragione. #

# Correre forte come pazzi... #

# ..a piedi nudi sopra i sassi. #

# Vivere adesso e non domani, come gli zingari sui prato. #

# Bere la pioggia dalle mani. #

# Senza tempo e senza nome. #

(MUSICA DI "SOGNARE, SOGNARE" DI GERALDINA TROVATO)

# Senza nome. #

(MUSICA DI "SOGNARE, SOGNARE" DI GERALDINA TROVATO)

Resta qui. Lo vuoi un Kinder?

Mi dai un Kinder?

(Pinuccia) Basta, Maria, così le cadono i denti.

Vieni qua.

- Guardami. Questo è l'ultimo, ok? - Ok.

- Secondo te mi sta guardando? - (Pinuccia) Chi?

- Quello che ha su il gel. - (Pinuccia) Ma chi? Quello?

- (Maria) Zitta, cretina! Coricati, dai. - No, faccio un giro.

Ti lascio da sola con lui.

(Pinuccia) Ciao.

(Serena) Ciao.

(Pinuccia) Abbiamo fatto tardi stamattina.

Si muore di caldo, al mare non si può stare.

- E' nuovo questo costume? - No, è di mia sorella.

Quale?

- Secondo te? - (ridendo) Pinuccia!

- Com'è andata ieri? - II film era bellissimo.

- Non ce l'ho fatta a venire. - Ti ho aspettato.

- Veramente? - Sì, veramente.

Lo rifacciamo martedì, per Ia festa della Madonna. Vieni?

Tu mi aspetti di nuovo?

(Antonella) Katia!

(Katia) Pinuccia!

- (Pinuccia) Lia! - (Antonella) Lia!

- (Katia) Toccava a te chiamare. - (Lia) E' un gioco cretino.

- (Pinuccia) Dove vai? - (Lia) AI Charleston.

- Ma non si riesce a salire. - (Lia) Stavolta ce Ia facciamo. Venite.

(Pinuccia) Dai, andiamo. Vieni, dai.

Ci sei?

(Pinuccia) E' troppo in alto, non ci arrivi.

- (Lia) Salimi sulle spalle. - (Pinuccia) Sei testarda, però!

(Lia) Ci sei? Ci sei? Ah!

- (Antonella) Pure io! Pure io! - Siete due sciocche!

- No, tu no. Vieni qua. - (Antonella) No, pure io!

No, no, no!

(Katia) Basta!

- (Lia) Riproviamoci. - (Antonella) Voglio farlo anch'io! - No, smettila.

(Lia) Ci sei?

(Katia) Non ci riesco!

- (Pinuccia) Basta! - (Lia) Passami Antonella. - No! - Dai! - E' troppo alto, non ce la fa.

Ce la fa, non preoccuparti, penso io a lei. Tu puoi andare.

- (Antonella) Aiutami. - Aiutami, Katia. Forza!

- (Pinuccia) Katia, falla scendere. - Ci stiamo divertendo, Pinuccia.

- Va be', io vado a fare una nuotata. - (Lia) Ci riesci?

- (Lia) Forza, dai! - (Antonella) No! Aspetta. - Forza, sali!

- (Antonella) Lia, ce l'ho fatta! - (Lia) Bravissima!

Lui ha un amico pazzo.

E' uno scienziato pazzo che ha costruito una macchina del tempo e gli fa fare un giro.

Ti immagini?

Quello torna prima di nascere e incontra sua mamma da ragazzina, che si innamora di lui.

Quindi lui rischia di non nascere.

Perché se sua mamma si innamora di lui, lui come fa a nascere?

Sua mamma come potrebbe generare lui?

- Aspetta, mi sono persa. Lui chi? - Lui!

Quindi deve convincere sua madre a sposare suo padre, altrimenti scompare dalla fotografia.

- Hai capito? - Sì.

Io voglio diventare una ballerina.

- Tu vieni a vedermi a teatro? - Tutte Ie sere.

- Veramente? - Sì, veramente.

(Uomo) Angelo!

- (Uomo) Permesso? - (Uomo) Guarda chi è! Chi è?

- (Maria) Pinuccia! - (Pinuccia) Lasciami! - (Maria) Katia! - (Pinuccia) Lasciami!

(Maria) Pinuccia!

(SIRENA DI UN'AMBULANZA)

(RUMORE DEL BATTITO DI ALI)

(GEMITI DI PIACERE)

(RUMORI DALLA PORTA CHE SI APRE)

- (Pinuccia) Aspetta! - (Marco) Che c'è? - (Pinuccia) Hai sentito?

- (Marco) No, vieni qua. - (Pinuccia) Quella stronza è riuscita a entrare.

(Marco) Non ti muovere.

(Pinuccia) Dai, fammi vedere se ho lasciato le chiavi "appizzate".

(Marco) Fammi toccare le "minne". (PINUCCIA GEME)

- (Marco) Sì! - (Pinuccia) No, ti prego, un attimo.

(Marco) Mi fai impazzire! Girati, girati! (PINUCCIA GEME)

(Marco) Girati! Sei mia, solo mia. (PINUCCIA GEME)

(GEMITI DI PIACERE)

(Pinuccia) Dammi di più! (URLA DI PIACERE DI PINUCCIA)

(Marco) Così. (GEMITI DI PIACERE)

(Pinuccia) Dammelo tutto!

(Pinuccia) Dammelo tutto! Tutto! Tutto!

(RUMORE DI CHIAVI NELLA TOPPA)

(GEMITI DI PIACERE)

Quanto ci metti, zozzona?

Hai finito? Ora posso salire?

- (Gioacchino) E' un vero schifo! - (Katia) Antonino, finiscila!

- Posso venire anche io, mamma? - (Katia) Tu resti con tuo padre.

- Devono darti come minimo 30.000 euro, è tua parte. - Non hanno soldi.

- Allora vendete Ia casa. Convincete tua sorella, la pazza. - Lia non la vende.

Ma la casa è di tutti, anche se è intestata a lei.

- E' la vostra eredità, te Io metti in testa? - Comunque la casa non vale 120.000 euro.

Certo, è diventata uno schifo con quei piccioni.

- Con i colombi ci abbiamo campato. - Sì, ma adesso tu che ci guadagni?

- Almeno fatti pagare l'affitto. Un tanto al mese. - (Antonino) Prendiamoli noi i piccioni.

- Li mettiamo in garage. - (Gioacchino) Stavolta devi riuscirci, Katia.

(Gioacchino) "Non farti mettere i piedi in testa". Che faccio? Devo venire a parlarci io?

- Tu non c'entri, ci penso io. - Sentito, Antonino? Ci pensa tua madre.

- (Dottoressa) Ah, Maria, è lei. Come va? - Oggi va meglio.

- Ieri non è venuta? - No, ieri mi sono fatta sostituire.

- (Dottoressa) Ha sentito il primario della clinica Candella? - Sì, la saluta.

- Quindi? - Niente, mi ha detto la stessa cosa.

Comunque grazie per avermi messo in contatto con lui. E' stato gentile.

Sì, è anche molto bravo. (SEGNALE ACUSTICO DA UN CELLULARE)

(SEGNALE ACUSTICO DAL CELLULARE)

(SEGNALE ACUSTICO DAL CELLULARE)

Ma funziona? Oggi c'è una puzza insopportabile.

- (Maria) Lo hanno riparato Ia settimana scorsa. - Lo hanno riparato male.

Più tardi le mando il numero di un collega di Verona. Provi a parlare anche con lui.

- Lo avviso che Io chiamerà. - Grazie, dottoressa.

- Qua ha finito? - Sì, per oggi basta così.

Vada a casa pure lei. Ci vediamo lunedì.

Pulisco e vado.

Buona serata.

(GORGOGLIO DELLO SCIACQUONE)

(SCROSCIARE DELL'ACQUA)

(MUSICA LIETA)

(MUSICA LIETA DA UN PIANOFORTE)

(MUSICA LIETA)

(sottovoce) "Non mi importa quello che faccio, così mi diverto sempre."

(sottovoce) "L'ultima volta che sono stata qui, mi sono strappata il vestito sulla sedia."

"Lui mi ha chiesto nome e indirizzo."

"Dopo una settimana mi è arrivato un pacco postale..."

"..con dentro un nuovo vestito da sera."

(TRILLO DEL CAMPANELLO)

(TRILLO DEL CAMPANELLO)

(COLPI ALLA PORTA)

(Katia) Maria!

(COLPI ALLA PORTA)

- Perché non apri? - (Lia) Sto facendo un'altra cosa. - Pure io!

(COLPI ALLA PORTA)

- Perché lasciate le chiavi "appìzzate"? Io che ci faccio con queste? - Ciao, Katia.

- Ho fatto il pesce finto. - Mm!

- Li hai presi al kiwi? - Erano finiti. Li ho presi con le pesche sciroppate.

- Sì, va be'... - Come puoi pensare che non te Ii prenda al kiwi?

Mettili nel frigorifero, qui finisco io.

(RUMORE DEL PIATTO INFRANTO)

Va be', oggi non è giornata.

- (Pinuccia) Che è successo? - (Katia) Ho rotto un piatto.

- (Katia) Mi dispiace. - Va be', non fa niente.

Tieni, ne abbiamo tanti di piatti!

- Perché il servizio buono? - Lo ha voluto Maria.

(con sarcasmo) Non aiutarmi, comunque.

(SIRENA DI UN'AMBULANZA IN LONTANANZA)

(ABBAIARE DI UN CANE IN LONTANANZA)

- (Maria) Ciao, Katia. - Ho rotto un piatto. - (Pinuccia) Non metterli nel frigo, non c'è posto.

- L'importante è che ci siano abbastanza per noi. - (Lia) Dove Ii metto?

- Dobbiamo mangiare nei piatti belli, stasera. - (Pinuccia) Dove vuoi, ma non nel frigorifero!

- Antonino come sta? - Sempre più "cornuto".

- Sei tutta sudata. - Ho caldo.

(Pinuccia) Prendi l'acqua. No, quella fresca, dal frigorifero.

- (Pinuccia) La vasca è piena. - Grazie.

(Katia) Ecco qua.

- (Pinuccia) Mi è venuto bene, eh? - Bello.

Sbrigati, è quasi pronto.

Katia!

Così rovini tutto!

- (Katia) Dov'è la tovaglia con le roselline? - (Lia) E' qua. - Perché non mettiamo quella?

(Katia) E' più allegra. Dai, dai, dai!

(MARIA EMETTE DEGLI SCHIOCCHI CON LA LINGUA)

- (Katia) Ho fame! - (Pinuccia) Sto scolando la pasta!

(Katia) # Ciatu di Iu me cori, l'amuri miu si tu. #

(KATIA CANTICCHIA "CU TI LU DISSI" DI ROSA BALISTRERI)

(RUMORE DELLA PORTA CHE SI APRE) (Katia) Mi scappa. Posso?

(RUMORE DELLA PORTA CHE SI CHIUDE)

Perché questa cena?

Dopo mangiato ve Io dico.

(RUMORE DELLO SCIACQUONE) (Katia) Sbrigati, ho fame.

(GOCCIOLARE DALLO SCIACQUONE)

(Katia) # Ahj, ahj, ahj, ahj, moru, moru, moru, moru. #

(Katia) # Ciatu di Iu me cori, l'amuri miu si tu. #

(Katia) # Ahj, ahj, ahj, ahj, moru, moru, moru, moru. #

(Katia) # Ciatu di Iu me cori, l'amuri miu si tu. #

(KATIA CANTICCHIA "CU TI LU DISSI" DI ROSA BALISTRERI)

(Pinuccia) A tavola!

(RISATE DALLA SALA DA PRANZO)

(Pinuccia) Siete proprio cretine. completamente cretine!

(RISATE DALLA SALA DA PRANZO)

- (Katia) Era una battuta, Pinuccia. - (Pinuccia) Non c'è niente da ridere?

(RISATE DALLA SALA DA PRANZO)

(Katia) Pinuccia! Pinuccia! (LIA E KATIA RIDONO)

(Pinuccia) La finite?

(Katia) Io non ce la faccio più, sono sempre appresso a mio figlio.

(Katia) Suo padre non fa niente, passa il tempo a torturarmi.

(Katia) In macchina mi ha fatto una testa così per la casa.

(Katia) Sempre la stessa "litania". Pinuccia, mi ascolti?

- (Pinuccia) Tuo marito è più "piccìriddu" di tuo figlio. (Katia) Che cosa c'entra?

(Pinuccia) Va be', quando finisci di mandare i messaggini, ne riparliamo.

- (Lia) Prendi i dolcetti? - (Katia) Prima mangiamo Ia frutta. Maria dov'è?

(Pinuccia) Quella non è capace di stare con noi.

(Katia) Maria!

(Katia) Che cosa facciamo con Ia casa? Mio marito mi tortura.

- Dovete aiutarmi a trovare Ia soluzione. - Che soluzione?

Andiamo via di casa? A me fai un favore.

Tieni. (SEGNALE ACUSTICO DEL CELLULARE)

Intanto liberiamo su. A che servono i piccioni?

- Sporcano e basta. - Ma se tornano loro! Che facciamo? Li ammazziamo? Muriamo le finestre?

- (Katia) Chi comprerebbe una casa ridotta così? - Così come? - Non offenderti, Pinuccia.

- Prima i colombi ci servivano per vivere, ora non più. Mio marito... - Che cazzo gliene fotte?

Non ti fissare, non è lui il problema!

Maria, tu non dici niente?

A me i piccioni non danno fastidio, mi fanno compagnia.

Anche noi dobbiamo farci compagnia. Dobbiamo stare vicine.

Ma che cazzo fai?

- Sparecchio. - E mi prendi il telefono?

Ti rendi conto?

(SQUILLI DA UN CELLULARE)

(SQUILLI DAL CELLULARE)

(Katia) Ehi! Non ancora.

(Katia) Aspetta.

Sì, va bene.

Ok, ciao.

(SIRENA DELLA NAVE)

- (Pinuccia) Maria, che c'è? Sei pallida. Che hai? - (Maria) Niente.

- (Katia) Che succede? - (Maria) Niente. - (Pinuccia) Non è vero, non sta bene.

(Maria) Ma non è niente. Vado un attimo in bagno. Ci vado da sola!

- Forse le ha fatto male qualcosa? - (Pinuccia) Non ha mangiato. Non mangia niente.

E' sciupata.

Invece c'è chi mangia come un porco.

Ormai cucino soltanto per lei.

(Pinuccia) Io capisco Maria. Anche a me fa schifo mangiare vicino a lei.

A te non fotte niente di noi. Tu cucini solo per il tuo "boy-friend".

- Perché, Marco si è trasferito qua? - Quasi. - Fatti i cazzi tuoi. - I cazzi miei?

Quando mi chiudi fuori per "ficcare", mi faccio i cazzi miei o tuoi?

(LIA IMITA I GEMITI DI PINUCCIA)

(Pinuccia) Guarda come è esperta la "picciuttedda". Continua, dai!

(PINUCCIA RIDE)

(Pinuccia) Ti piacerebbe, eh?

(LIA IMITA I GEMITI DI PINUCCIA)

- Hai capito? - Tutto! Tutto!

- Tutto! - Sei bravissima. Ti sei esercitata?

(Pinuccia) Bravissima, veramente.

(LIA IMITA I GEMITI DI PINUCCIA)

Peccato che è finto. Tu non sentirai mai quello che si prova veramente.

Perché non ti vuole nessuno.

(PINUCCIA URLA)

- Pazza! Lasciami, pazza! - (Maria) Lia! - Questo è mio, capito?

- Pinuccia! - Non vedi come mi guarda? E' una pazza furiosa! - (Maria) Lia, calmati.

- (Lia) L'ammazzo! - (Maria) Fermati, Lia. - (Lia) L'ammazzo! - (Maria) Fermati!

Mi spia, fruga nei cassetti, entra senza bussare.

- Non può continuare così. Devi andartene. - E come facciamo, la lasciamo da sola?

Ti immagini che combina?

Tu non Io sai nulla. Te ne sei andata e mi hai lasciato un peso.

- Io mi sono sposata, ho fatto un figlio. - Te ne sei fottuta!

(Pinuccia) Via! Porca puttana, state sempre qua? Via!

(Pinuccia) Via! Sciò!

E' una "buttana", una stronza. Si interessa solo delle cose sue.

- (Lia) Non guarda in faccia nessuno, è una porca! Fa tutto a convenienza. - Calmati.

Ti ho portato un libro.

Vendiamo la casa, convinciamo Lia.

- Così tu vai da Marco e mio marito mi lascia in pace. - E quella dove va?

Questa casa non si venderà mai. Quella mi starà addosso per tutta la vita.

Io che dico a quello stasera quando torno?

Fate quello che volete.

Io vado a "ficcare"!

"Un certo giorno mi guardai intorno e vidi che anche il mondo nasceva."

"Nascevano montagne, acque, nuvole."

"Livide figure."

Sai perché la pazza prende sempre il mio telefono? Lo sai?

- Guarda i selfie che mi manda Marco. - Non ascoltarla.

- (Pinuccia) E' cotta per lui. - "Questo paesaggio lo vidi azzurro solo poche volte." - Si è innamorata.

"Di un intenso azzurro che straziava. Per Io più era cinereo. Era inverno."

- Io e Marco moriamo dalle risate! - Finiscila, Pinuccia. Finiscila!

Non me ne fotte più niente di voi.

Tanto non mi ascoltate, non mi avete mai ascoltata.

E' vero o no?

- Che cosa vuoi dire? - Se mi avessi dato retta, sarebbe stato tutto diverso.

Anche questo, questa casa. Anche lei sarebbe stata diversa. Tutto.

- (Katia) Che cosa avrei dovuto fare? - La dovevi fermare.

Dovevamo andare tutte insieme al largo, a nuotare, a guardare i pesci.

Era una giornata così bella!

Stavamo giocando, eravamo piccole.

E' stata colpa sua. Tutte sappiamo che è stata colpa sua.

- Non posso sentirla questa cosa! - (Pinuccia) Lia, maledetta! Lia, maledetta!

(Katia) Io vado.

(piangendo) Aspetta! Aspetta. Ti prego, portala con te.

- Ti prego, portala con te! - (Lia) Che cazzo dici, pezzo di merda!

- (Katia) Ferme! Ferme! - (Lia) La casa è mia! - Ferme!

- Maledetta, è tutta colpa tua! - Ferme! (LIA URLA E PIANGE)

- E' tutta colpa tua, maledetta! - Mi buchi la testa! Mi fai male!

- (Pinuccia) Hai rovinato la vita a tutte! - (Lia) Tu devi andartene a calci in culo!

- (Katia) Oddio! - (Lia) A calci in culo! Vai a fare la "pulla" sui marciapiedi!

- (Pinuccia) Mi hai rovinato la vita! - (Lia) Ahi! - (Katia) Vattene, Pinuccia! - (Pinuccia) Bastarda!

- (Katia) Vattene, Pinuccia! Via! - (Lia) Ti ammazzo, troia!

- (Katia) Basta! Basta! - (Pinuccia) Hai rovinato la vita a tutte!

(LIA URLA) - (Pinuccia) Maledetta! - (Katia) Basta!

- (Katia) Vattene, Pinuccia! - (Pinuccia) E' tutta colpa tua!

(Pinuccia, piangendo) E' tutta colpa tua.

(Pinuccia) Maledetta, dovevi morire tu! Dovevi morire tu!

(Lia) "Pullaccia", vattene a fare in culo! (PINUCCIA PIANGE)

(Pinuccia) Dovevi morire... Dovevi morire tu.

(PINUCCIA PIANGE)

Ho il cancro.

(MARIA PIANGE)

(MUSICA MALINCONICA)

(ROMBO DI UN AEREO)

(SCIABORDIO DI ONDE)

(PAROLE NON UDIBILI)

(Antonella) Katia!

(Katia) Pinuccia!

- (Pinuccia) Lia! - (Antonella) Lia!

- (Katia) Toccava a te chiamare. - (Lia) E' un gioco cretino.

- (Pinuccia) Dove vai? - (Lia) AI Charleston.

- Ma non si riesce a salire. - (Lia) Stavolta ce Ia facciamo. Venite.

(Pinuccia) Dai, andiamo. Vieni, dai.

(Lia) Ci sei?

(Lia) Ci sei? Ci sei? Ah!

- (Antonella) Pure io! Pure io! - (Katia) Siete due sciocche!

- (Katia) Basta! - Vieni qua, per favore.

- Passami Antonella. - E' troppo alto, non ce la fa. - Ce la fa.

Tranquilla, penso io a lei. Tu puoi andare.

- Ci sei? - Katia, falla scendere. - Ci stiamo divertendo, Pinuccia!

- Prova! - Va be', io vado a fare una nuotata.

(Lia) Aiutami.

- Ci sei? - Sì!

Forza, sali, sali!

- (Antonella) Oh! Aspetta. - Sali. Forza!

- (Lia) Sali, sali! - (Antonella) Lia, ce l'ho fatta! - Bravissima!

(ROMBO DI UN TUONO)

(TICCHETTIO DELLA PIOGGIA SUL TETTO)

(MUSICA MALINCONICA)

(Maria) "Ritengo gli animali piccole persone...

"..fratelli diversi dell'uomo."

(Maria) "Creature con una faccia..."

"..occhi beiii e buoni che esprimono un pensiero e una sensibilità chiusa..."

"..ma dello stesso valore della sensibilità e del pensiero umano."

"Le piccole persone sono pure e buone."

"Non sono avide. Non conoscono né l'accumulo né lo sperpero."

"Hanno cura dei loro piccoli e prestano mille servigi preziosi all'uomo."

(MUSICA MALINCONICA)

"In altri tempi Io hanno nutrito, allevato, coperto proprio come madri."

"Gli hanno fatto compagnia. Sulla Terra non c'era nessuno che Io consolasse."

"Una famiglia particolare, il cane ha preso a proteggerlo..."

"..e milioni di volte è morto per lui."

"Gli uccelli, altra famiglia di origine angelica..."

"..nel fitto delle foreste hanno cantato per lui..."

"..ricordandogli che il cielo non Io aveva dimenticato..."

"..e nel cielo, egli sapeva istintivamente, era la sua origine."

(MUSICA MALINCONICA)

Sei bellissima.

(Katia) Sì.

(Katia) Può portare via i mobili quando le consegno le chiavi.

(Katia) Certo. Possiamo lasciarla anche subito, signor Scuderi.

Domani mattina alle otto, va benissimo.

Il funerale è alle dieci.

Grazie. L'aspettiamo, arrivederci.

(FRAGORE DI UN TUONO)

(FRAGORE DI UN TUONO)

(APPLAUSI)

(ROMBO DI UN TUONO)

(Uomo) Fai salire il montacarichi.

(L'UOMO FISCHIA)

(Uomo) Nino! (RUMORE DI UN AVVITATORE)

(Scuderi) Forza, sbrigatevi. Appena finite, chiudete e mettete le chiavi Iì.

(Uomo) Va bene, signor Scuderi.

(Scuderi) Vi saluto.

(RUMORE DI PASSI CHE SI ALLONTANANO)

(Uomo) Carmine, aspetta, dobbiamo imbragarla meglio, se no facciamo un danno.

(Uomo) Non te la prendere, io so che cosa fare. Fammi fare il nodo corretto.

(Uomini) - Aspetta. - Aspetta, un minuto.

Vieni, prendiamo questo mobile, ci sta giusto sulla piattaforma.

- Prendilo da Iì. - Aspetta. - Ok.

Aspetta che mi giro io. Vieni, piano piano. Dai!

Dai, dai, andiamo.

(Uomo) Così non esce fuori. Fammelo appoggiare.

(Uomo) Appoggialo. (QUALCUNO FISCHIA)

(Uomini) - Hai preso le chiavi? - Andiamo avanti - Andiamo, dai.

(RUMORE DI UNA PORTA CHE SI CHIUDE)

(MUSICA DI "MERAVIGLIOSA CREATURA" DI GIANNA NANNINI)

(Gianna Nannini) # Molti mari e fiumi attraverserò. #

(Gianna Nannini) # Dentro la tua terra mi ritroverai. #

# Turbini e tempeste io cavalcherò. #

- Forza, sali, sali! - # Volerò tra i fulmini... #

- (Antonella) Ci sono riuscita! - Ci sei? - # ..per averti. #

- Sì! - Brava! - (Antonella) Oh! Aspetta! - Sali!

- Forza! - (Antonella) Ci sto riuscendo!

# Meravigliosa paura di averti accanto. #

- Lia, ce l'ho fatta. - Bravissima! - (Bagnino) Ragazzina!

(TONFO) - (Katia) Antonella! - (Lia) No!

(Gianna Nannini) # Meravigliosa... #

(MUSICA DI "MERAVIGLIOSA CREATURA" DI GIANNA NANNINI)

(Gianna Nannini) # Luce dei miei occhi brilla su di me. #

# Voglio mille lune per accarezzarti. #

# Pendo dai tuoi sogni, veglio su di te. #

# Non svegliarti, non svegliarti ancora. #

# Meravigliosa creatura, sei sola al mondo. #

# Meravigliosa paura di averti accanto. #

# Occhi di sole, mi tremano le parole. #

# Amo la vita. #

# Meravigliosa... #

# Meravigliosa creatura, un bacio lento. #

# Meravigliosa paura di averti accanto. #

# All'improvviso tu scendi nei paradiso. #

# Muoio d'amore. #

# Meraviglioso. #

(MUSICA DI "MERAVIGLIOSA CREATURA" DI GIANNA NANNINI)

# Meraviglioso. #

(SCIABORDIO DI ONDE)

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