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[Carlo: Sono passati molti anni... pieni di guerra...]
[... e di quello che si usa chiamare "la storia".]
[Spinto qua e là, all'avventura...]
[Non ho potuto mantenere, finora, la promessa fatta...]
[... ai miei contadini...]
[... di tornare tra di loro.]
[Non so se e quando potrò mai mantenerla.]
[Chiuso in una stanza e in un mondo chiuso...]
[... mi è grato tornare con la mente a quell'altro mondo,]
[Serrato nel dolore e negli usi,]
[Negato alla storia e allo Stato...]
[Eternamente paziente.]
[A quella terra, senza conforto e dolcezza,]
[Dove il contadino vive nella miseria e nella lontananza,]
[La sua immobile civiltà,]
[Su un suolo arido nella presenza della morte.]
(RUMORE DEL TRENO)
(FISCHIO DEL TRENO)
(FISCHIO DEL TRENO)
(RUMORE DEL TRENO)
uovo! Fa bene alla salute.
Donna: Mangia l'uovo.
Che c'è? Non ti piace?
(BRUSIO INDISTINTO)
(SUONO DEL CLACSON)
(BRUSIO INDISTINTO)
(VERSI DELLE GALLINE)
(VERSI DELLE GALLINE) (IL CANE ABBAIA)
- Di chi è, questo cane? - Carlo: Posso tenerlo io?
Brigadiere: Sì, ma dopo lo deve chiedere al Podestà.
- Carlo: Sì... Il cane è mio! - E allora fallo stare zitto!
Donna: Dovrebbe mettere una museruola, al cane.
Donna: Almeno, tenetelo al guinzaglio!
Mi spiace, ma il suo cane dovrebbe restare legato.
Non voglio che si mangi le mie galline!
Carlo: Adesso lo tengo qua, seduto, con me.
- Buongiorno! Date a me! - Donna: Viaggio sempre.
Donna: Buongiorno. E voi, statemi bene.
- State comodi?
Benissimo! Andiamo!
[Carlo: Cristo si è fermato a Eboli, dove la strada...]
[... e il treno abbandonano la costa e il mare...]
[... e si addentrano nelle desolate terre di Lucania.]
[Cristo non è arrivato qui, né vi arrivò mai il tempo,]
[Né l'anima individuale, né la speranza, né il legame...]
[... tra le cause e gli effetti, la ragione e la storia.]
[Nessuno ha toccato questa terra...]
[Se non come un nemico, un conquistatore,]
[O un visitatore incomprensivo.]
[Le stagioni scorrono sulla fatica contadina...]
[... oggi, come tremila anni prima di Cristo.]
[In questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione,]
[Dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre...]
[Che sta sempre nelle cose,]
[Cristo non è disceso.]
[Cristo si è fermato a Eboli.]
La macchina, qui, sono solo io a possederla.
L'ho comprata coi soldi che ho guadagnato in America!
un affare, invece...
...tutto ciò che riesco a fare sono 2 viaggi a settimana...
...per portare il Podestà alla Prefettura di Matera!
(RIDE) E il nostro Servizio Postale?
Avete visto da che è fatto? Con un asino! (RIDE)
Nelle punte infilavano...
lasciavano lì tanto tempo!
Autista: Voi potete venire quando volete, perché...
(LA CONVERSAZIONE DIVENTA UN BRUSIO)
il Segretario Comunale!
il brigadiere deve parlarvi!
dare il foglio di consegna?
così fanno anche il timbro.
Io sono il Segretario Comunale.
Carlo Levi.
C'è un albergo, una locanda?
No, ma posso suggerirle un alloggio confortevole...
...da una mia parente. Fa anche da mangiare.
Va bene, grazie.
- Carlo: Da che parte? - Peppino: Di là.
- Carlo: Ah, il cane... (CARLO FISCHIA)
Carlo: Barone! Eccolo lì!
Carlo: Mi è venuto dietro lui... Su!
Carlo: Vorrei tenerlo, ma non so se è possibile.
Peppino: Credo di sì, ma va chiesto al Podestà.
E' alla scuola elementare. Glielo chiederà stasera.
Peppino: Aspettatemi qua. Vi vengo a prendere io.
Peppino: Signor Levi, venite!
Peppino: Entrate, entrate.
Carlo: Permesso.
- Carlo: Buongiorno. - Buongiorno, signore.
So già tutto. Vi faccio vedere dove dormirete.
- Carlo: Grazie. - Peppino: Io vado.
- Grazie, molto gentile.
Potete scegliere il letto che volete, per dormire.
Carlo: Grazie, signora. Non si preoccupi.
Carlo: Signora, per andare in piazza?
Andate sempre dritto di qui e poi girate a destra.
Carlo: Ma cosa sono tutti questi nastri sulle porte?
E' una nostra usanza. Quando muore qualcuno,
prendiamo i nastri delle corone, li appendiamo,
e li lasciamo sulla porta finché non cadono da soli.
Carlo: Grazie.
Carlo (FISCHIA): Barone!
(SUONO DELLE CAMPANE) (BRUSIO INDISTINTO)
Sono Luigi Macalone, il Podestà.
- Sono Carlo Levi. - Luigi: Ben arrivato.
Luigi: Qui in paese, oltre a voi, ci sono...
...una decina di confinati, ma vi è proibito vederli.
Luigi: Sono gentaglia... operai... robetta.
Luigi: Non sono alla vostra altezza. Voi siete un signore.
Luigi: Come mai vi siete fatto mandare al confino...
...proprio quest'anno che la Patria diventa così grande?
Luigi: Qui vi troverete bene. Il clima è buono, il paese...
...è salubre. C'è un po' di malaria, ma roba da niente.
Luigi: Però, dovete stare attento, perché, qui, c'è...
della gente cattiva. Meglio non frequentare nessuno.
Si evitano le occasioni e siamo tutti più tranquilli.
- Buonasera. - Luigi: Buonasera.
Rispettate il coprifuoco. Sono a sua disposizione.
Del resto, qui, tutti vanno a letto con le galline.
E, ogni giorno, firmate il registro dei confinati.
Sono solo delle formalità, ma, a Matera, ci tengono.
Noi dobbiamo attenerci.
Luigi: Quello è Don Traiela, l'Arciprete.
Attento. E' sempre ubriaco. Una disgrazia per il paese.
Non riusciamo a liberarcene,
E' qui da anni, per punizione.
a Mondragone, o a Napoli...
certe libertà con i suoi allievi.
(BRUSIO INDISTINTO)
Mirillo: Luigi! Luigi!
Luigi: Ecco mio zio, uno dei 2 medici condotti di Galliano.
- Dottor Mirillo... dottor Levi. - Mirillo: Piacere!
Voi siete un giovanotto. Un bel giovanotto.
- Magari fossi un giovanotto! - Mirillo: No, no, è così!
In questo paese, guardatevi soprattutto dalle donne.
Non accettate nulla da loro, né vino, né caffè,
nulla da bere o mangiare. Ci metterebbero un filtro.
Mirillo: Volete sapere di che cosa li fanno?
- Mirillo: Sangue cataminiale! (MIRILLO E LUIGI RIDONO)
Ho saputo che anche lei è medico!
Carlo: No, signori. Sono laureato in Medicina,
però non ho mai esercitato.
Sappia che i contadini, qui, non ci danno retta.
Non ci chiamano se sono malati e non vogliono pagare.
Oggi, uno di quelli che non ha chiamato è morto.
Mirillo: Sono cocciuti. Vogliono fare di testa loro.
Noi diamo loro il "Chinino", ma quelli non lo prendono.
Non c'è niente da fare. E la malaria li uccide.
Luigi: Dottor Levi, vi lascio ai vostri colleghi.
Carlo: Io volevo chiederle...
...posso tenere un cane. - Luigi: Un cane?!
Sì, va bene. Arrivederci.
Mirillo: Ecco il Brigadiere Pugliese.
della bella mafiosa siciliana,
- Carlo: Ah, sì?
- Mirillo: Sì. - Carlo: Bene.
da parte 40.000 lire...
dell'autorità sui contadini.
Posta! E' arrivata la posta!
Venite a ritirare la posta!
(SUONO DELLE CAMPANE) (BRUSIO INDISTINTO)
E' pronto.
Carlo: Basta, grazie.
Quello è mio marito. E' morto tre anni fa d'una brutta morte.
Gli hanno fatto una fattura.
Carlo: E perché? Chi gliel'ha fatta?
Una strega contadina! Lui era stato con un'altra!
E' nata una bambina. Mio marito voleva lasciarla,
ma lei gli ha dato un filtro malefico,
che l'ha fatto diventare tutto nero, finché è morto.
- Carlo: Strega contadina? - Carmela: Quella zoccola,
brutta puttana, troia, che ha rovinato la mia casa!
Io mantengo un figlio di 10 anni che studia a Potenza.
- Mi ha lasciato questo peso. (BUSSANO ALLA PORTA)
- Chi é? >- Sono Peppino! Apri!
- Peppino: Buonasera. - Buonasera, Peppino.
Peppino: Stasera si muore dal gelo!
Peppino: Ho tutte le ossa intirizzite dal freddo.
Peppino: Madonna Santa!
Mettetevi vicino al fuoco e sedetevi.
- Peppino: Salve, Carmela. - Carmela: Buonasera.
- Peppino: Buonasera. - Carlo: Buonasera.
- Peppino: Posso sedermi? - Carlo: Prego.
- Peppino: Che mangia? - Carlo: La minestra.
Peppino: La prendo anch'io. Non mangio da ieri sera.
Peppino: Sono a digiuno.
Carlo: Che significano quelle 2 lettere sul cappello, "U.E."?
"Ufficiale Esattoriale".
Peppino: Io maledico chi ha cucito queste lettere.
Peppino: Nessuno vuole pagare le tasse.
Peppino: La scusa è che siamo tutti poveri,
però tutti hanno il maiale appeso sotto i tetti.
Peppino: Salsiccia, soppressata, ventresca...
Peppino: Hanno tutto. Ma se viene a casa mia...
...mi arrangio con un pezzo di pane e del formaggio.
Carlo: Vuole del vino? Signora, ha un bicchiere?
Carlo: Grazie.
- Carlo: Alla salute. - Peppino: Alla salute.
Carlo: Sa, le tasse sono un po' alte...
Peppino: Son ciò che sono. Non li prendo io, i soldi.
Peppino: Io sono solo quello che le fa pagare.
Peppino: Che vogliono da noi?
Carlo: E così lei va lì e prende ciò che c'è.
Quel che hanno, prendo.
Non hanno mobili. Hanno il letto,
ma il letto, per legge, non si può togliere.
- E che cosa le danno? - Quello che hanno.
Per esempio, se hanno una capra, me la prendo.
Hanno un coniglio? Me lo prendo.
Una forma di formaggio? Prendo anche quella!
Alcune volte mi prendo pure una bottiglia d'olio!
E' un mestiere brutto.
E mi odiano. Mi odiano tutti.
L'altro giorno, a Migliano,
con una mazza con la testa grossa così,
mi rincorrevano e volevano spaccarmi la testa.
A Ferrantino, uno ha tirato fuori il fucile,
e mi ha rincorso perché voleva spararmi.
Peppino: Brutto mestiere.
Peppino: Purtroppo, dobbiamo campare.
Che cosa c'è dentro quell'astuccio?
Quella è la mia salvezza.
Mi fa passare tutta la rabbia che ho verso questa gente.
Quando me ne vado da tutta quella gente...
...ti faccio vedere che faccio.
- Vede quant'è bello? - Sì, è bello.
Mi toglie tutta la rabbia e il veleno che ho dentro.
Peppino: Lo suono nella banda di Stigliano.
(SUONO DEL CLARINETTO)
- L'asciugamano. - Carlo: Grazie, signora.
Donna: Peppino è un buon Cristiano, è un uomo pulito.
Prendete il letto vicino alla finestra. State più comodo.
Carlo: Grazie, signora.
(SUONO DELLE CAMPANE)
(RUMORE DI PASSI) (BRUSIO INDISTINTO)
(L'UOMO RUSSA)
(BRUSIO INDISTINTO)
(SUONO DELLE CAMPANE)
(BRUSIO INDISTINTO)
- Ma chi è, questo? - Un medico!
(VERSO DEL GALLO)
- "Good morning"! - (RIDENDO) Buongiorno!
Carlo (RIDENDO): "Good morning"...robe da matti!
(VERSI DEL CANE) - Carlo: Barone!
Carlo: Dove sei stato? Andiamo... andiamo!
Carlo: Buongiorno... Barone, vieni qua!
(MUSICA DA UN DISCO)
- Carlo: Buongiorno! - Buongiorno.
Stavo ascoltando il suo disco.
E' l'arrivo di De Pinedo a New York. Le interessa?
- Non voglio disturbare... - No, no, mi fa piacere!
- Si accomodi, prego. - Carlo: Grazie.
Era il 1925, il volo dei tre Continenti.
Carlo: Ha comprato qui, questo disco?
l'ho portato dall'America.
I dischi sono l'unica cosa rimasta dal mio viaggio là.
(RIDE) La nostalgia frega! Sono stato fregato 2 volte:
Sono tornato e poi ho sposato una di Galliano.
La Sicilia, purtroppo, la vedo da lontano, ormai.
- Carlo: E' Siciliano? - Sì.
dei miei amici, dall'America.
Presidente Roosevelt!
Carlo: Lei c'era, quando De Pinedo è atterrato?
Certo! C'erano tutti gli Italiani d'America!
All'inizio l'apparecchio sembrava un puntino!
Noi gridavamo tanto che non si sentiva più la banda!
Tornato a casa, non avevo più le maniche della giacca!
Si erano strappate, perché la gente tirava!
- Io sono Levi, un confinato. - Lo so. Io sono La Sala.
La Sala: Un paese sa tutto. Non so se mi spiego.
- Carlo: Bene, la ringrazio. - Grazie a lei. Arrivederla!
(URLA DELLA FOLLA DAL DISCO DI LA SALA)
>(VOCE DALLA RADIO): L'Italia si fa più grande!
>Dovete essere orgogliosi di dire d'essere italiani!
>L'Italia ha sacrificato i suoi figli per la sua grandezza...
>e voi, per rispetto ai martiri, dovete saper essere Italiani!
>Dovete essere Italiani di nome e di fatto,
>ricordando queste parole: Civiltà, onestà e lavoro!
>Per fare ciò, prendete esempio dal nostro Duce,
>- Benito Mussolini! (URLA DELLA FOLLA)
(MUSICA DAL DISCO)
Carlo (FISCHIA): Barone! Barone, vieni!
Datemi una mano.
Solleviamolo.
La capra, in questo modo, non si sciupa.
- Dobbiamo ucciderle tutte. - Carlo: E perché?
Lo Stato ha messo una tassa su di loro, perché...
...le capre rovinano le piante e danneggiano l'agricoltura.
Questa legge va bene per il Nord Italia, ma non per noi.
E' la nostra unica ricchezza, altrimenti moriamo di fame...
...se ci tolgono le capre. Noi l'abbiamo ammazzata.
(BRUSIO INDISTINTO)
(L'UOMO FISCHIA)
(L'UOMO FISCHIA)
Don Carlo!
Sono due confinati, come lei.
Il biondo è un comunista di Ancona, un marinaio.
E' stato preso con un manifesto con la falce e il martello.
L'altro è uno studente di Pisa, comunista pure lui.
Prima, i confinati potevano stare insieme, ma, dopo,
il Podestà ha dato ordine di non vedersi nemmeno.
Quei due fanno cucina in comune per economia.
Eh già, perché mangiare insieme gli spaghetti...
...può essere un pericolo per lo Stato.
(URLA DEI BAMBINI)
Carlo: Ma cosa fate?! Andate via! Via!!
Traiela: Maledetti! Scomunicati!
Traiela: Questo paese ha perso la grazia di Dio!
Vengono in Chiesa solo per giocare! Meno male,
perché, altrimenti, non ci viene nessuno, a Messa.
Io la dico ai banchi! Non sono neanche battezzati!
Traiela: E' un paese di animali, non di Cristiani!
Infatti, solo i muli possono andare su queste strade.
Traiela: Lo vede? Guardi che disastro!
Traiela: Quando piove, la terra cede,
perché non ci sono alberi o rocce, per trattenerla.
Traiela: Allora, l'argilla si scioglie e scorre...
...scorre, scorre, come un torrente...
...che si porta via tutto e le case crollano!
Traiela: Guardi! Questa era la piazza principale.
Traiela: Quella là sopra era la mia Cattedrale,
non quella "chiesupola" bianca, nella piazzetta!
Traiela: La gente, qua, è peggio della terra.
- "Profanum vulgus"! (URLA DEI BAMBINI)
Traiela: "Profanum vulgus"!
- Pugliese: Buonasera. - Carlo: Buonasera.
- Carlo: Buonasera, signora. - Buonasera.
- Carlo: Prendo del vino. - Certo, versate.
Ora mi lavo le mani e vi porto la minestra calda.
Carlo: Mi scusi, signora, ma stasera non ho fame.
- Carlo: No...
Carlo: Sono stanco.
Carlo: Vieni. Me lo porto di là, così non vi disturba.
Carlo (IN DIALETTO): Che facciamo qui io e te?
Carlo: Io son qui perché mi ci hanno mandato,
- ma tu... (VERSO DI CARLO)
Tu sei qui perché l'hai voluto.
E allora...
Io sono venuto perché mi ci hanno mandato,
venire... e allora...
(SI SENTE VOCIARE NELL'ALTRA STANZA)
Eccolo qui, il dottore!
(VOCIARE DELLE DONNE) - Carlo: Che succede?
Carlo: Scusate, io... no, aspettate un momento...
- Signora, che succede?
Carlo: No, no! Ma chi vi ha detto che sono un dottore?
Non ho mai fatto pratica!
alcuna esperienza!
Non sono in grado di darvi dei buoni consigli!
Carlo: Posso darvi solo delle medicine...
...che ho portato per me! Va bene? Fa' vedere...
perché ha le tonsille grosse.
Dovete portarlo a Matera e fargliele togliere.
(VOCIARE DELLE DONNE)
Io vi do delle medicine che ho portato per me, va bene?
(URLA DELLE DONNE)
Io non ho mai esercitato! Non ho mai fatto il medico!
Dottore, mia moglie è malata. Vuole visitarla?
Carlo: Senta, io...
Dottore... mia moglie...
- Io non sono un medico... - Va bene, entrate.
(VERSI CONTINUI DELLA DONNA NEL LETTO)
un momento, signora.
Muova il braccio, così le sento la temperatura.
Quando ha avuto la febbre ha sentito dei brividi forti?
- Sì... sì... (VERSI DELLA DONNA)
- Carlo: Ha vomitato? - Sì.
Carlo: Soffre di "erisimbola". Non è una malattia grave...
...però le ricette per le medicine...
...vanno date dai medici di qui, io non posso farle.
Va bene.
Carlo: Posso lavarmi le mani?
un asciugamano pulito.
Carlo: Le tolga la moneta dalla fronte... non serve.
- Va bene. - Serve, serve.
Serve per i dolori.
Carlo: No, i dolori passano con le medicine.
La moneta li fa passare.
(BRUSIO DEI BAMBINI)
Mi dica quali sono i limiti che non posso superare.
Lei può arrivare fino al cimitero, non oltre.
Carlo: Al cimitero ci sono arrivato. Torniamo indietro.
(RUMORE DELLA MOTO)
(BUSSANO ALLA PORTA DELL'ALTRA STANZA)
>- Donna: Signor Barone! (IL CANE ABBAIA)
>- Donna: Come sta? - Carlo: Buono, buono...
Donna: Prego, entrate. Scusate, Don Carlo.
- Nicola: Buonasera. - Carlo: Buonasera.
Nicola: Cambiatemi le federe, come al solito.
Nicola: Mi dispiace di averla disturbata.
Nicola: Permette che io mi presenti? Rotunno...
Barone Nicola Rotunno, Di Avellino.
Carlo Levi.
Nicola: Possiedo delle terre a Galliano e nei dintorni...
...e vengo qui, ogni tanto, per riscuotere il dovuto.
Nicola: Anche lei sarà qui per affari, suppongo.
Carlo: No, io sono un confinato politico.
- Donna: Buonanotte. - Nicola: Grazie, signora.
- Nicola: Da dove viene?
Sarà solo una punizione per motivi precauzionali.
Nicola: Posso permettermi di fare qualcosa per lei?
Sono amico dell'amica più cara dell'amica...
...del Senatore Bocchini, Capo della Polizia.
di farla ritornare a Torino.
- Carlo: Ah... - E come si trova, qui?
C'è il fatto dei limiti, che uno non può...
...superare, ma va bene.
E di che distanza avrebbe bisogno?
Dato che lei si è offerto di farmi tornare a Torino...
...è assurdo preoccuparsi per qualche metro in più.
Nicola (RIDE): Giusto.
Nicola: Il nostro obiettivo è Torino.
Nicola: Posso spegnere la luce?
Carlo: Sì, prego.
La signora che conosco...
...e che è amica dell'amante di Bocchini,
è, come me, devota...
...della Madonna di Monte Vergine.
Santuario e anche in altri.
Io non so se ha sentito mai parlare di S. Rocco di Tolfe.
Ho assistito di persona ai suoi miracoli.
C'è un pellegrinaggio, tutti gli anni, ai primi di Agosto.
Quando può, ci vada.
un permesso dalle Autorità.
potrà rendersi conto.
da ogni parte della regione.
Degli uomini, delle donne, dei bambini...
E San Rocco è là, che li aspetta.
Sceso dal cielo, immobile.
Sopra la sua Chiesa.
(URLA) Tutti lo possono vedere!
paese è un buon Santo.
Si chiama Maurizio.
Quanto a me, servo Messa ogni mattina.
A 84 anni, mi sento...
...come il più umile dei chierichetti.
Cosa c'è che non ci sia già stato dato?
(IL CANE ABBAIA) - Carlo: Buono, buono...
Carlo: Scusi.
In nome di Gesù Bambino, Salvatore del mondo,
io ti benedico.
Nicola: Buonanotte.
(CANTO DEI CONTADINI)
Ehi! Sveglia, Don Carlo!
C'è il Carabiniere che vi cerca.
- Carlo: Sono qui! - Contento voi...
Certo! Questo è il posto più fresco del paese!
Carlo: Dovrebbe essere anche il più tranquillo.
Questo paese è fatto delle ossa dei morti.
- Carlo: Che cosa? - E' fatto d'ossa dei morti!
Se fai una fossa, saltano fuori i nostri cari parenti.
- E se li mangiano i cani! - Carlo: Com'era la storia?
Ah, quella di Nico Nanco!
Carlo: No, quell'altra che che mi stavi raccontando,
quella dei carri con le ossa, che passavano nel paese.
Ah, sì! Quando è venuta la frana!
E quando andò sotto terra la Chiesa della Madonna!
- Carlo: Poi, che accadde? - Accadde che una notte...
...passando davanti alla Chiesa della Madonna,
ho sentito che le forze mi lasciavano,
e mi sono dovuto sedere sui gradini della Cappella.
Non potevo più rialzarmi, qualcuno me lo impediva.
Carlo: E allora?
E allora la voce di una bestia feroce...
...mi chiamava per nome.
Era il Diavolo, che mi impediva...
...di camminare e parlare.
E allora io mi feci il Segno della Croce.
Il Demonio cominciò a digrignare i denti.
Come la voce di una bestia scannata!
(VERSI DELL'UOMO)
Poi, nell'ombra, vidi una capra...
sulle rovine della Chiesa e il Diavolo, allora,
- sprofondò nel precipizio! (VERSI DELL'UOMO)
(BRUSIO INDISTINTO)
Tornate indietro! Oggi non si lavora!
Oggi, nella piazza, c'è il discorso del Podestà!
(VOCIARE INDISTINTO)
(APPLAUSI) - Luigi: Gallianesi,
in Abissinia continuano le provocazioni del Negus!
Folla (URLA): Abbasso il Negus!!
Per quanto ce ne dovremo stare con le mani in mano?
Fino a quando durerà la pazienza del Duce?
Folla (URLA): Duce! Duce!
Carlo: Bravo, Barone, dormi... non ascoltare.
Luigi: Le Legioni romane dominarono il mondo,
splende sui sette colli!
"Splende sui sette colli", ma, qui, i colli...
...franano e si riducono in polvere.
(URLA DEI BAMBINI)
Devi stare dietro di me.
Buongiorno, mi scusi... Forse ho fatto male...
- Traiela: No, no, anzi! - Ripasso più tardi...
- Carlo: Mi perdoni. - Traiela: Per cosa?
Carlo: Don Cosimino mi ha detto che lei dipinge,
- e dato che anche io... - Traiela: Ah, bene!
Traiela: Si accomodi pure, dottore.
- Carlo: Salve, signora. - Traiela: Mia madre...
...è un po' sorda. Ha 90 anni. "Vetula et Infirma"!
Traiela: Prenda un bel bicchiere di vino. Beva.
Traiela: Mi dica com'è.
Carlo: E' buono, grazie.
Traiela: Sta guardando i miei libri, eh?
Carlo: Sì, perché qui, senza libri...
Traiela: Qui, in paese, non vale più la pena di leggere.
Traiela: Avevo dei bei libri, anche alcune edizioni rare.
Traiela: Quando io sono arrivato qui, quelle canaglie...
...che li hanno portati, me li hanno sporcati con la pece,
per farmi un dispetto. Mi è passata la voglia di aprirli.
(VERSO DELLA GALLINA) - Traiela: Sciò!!
Traiela: Li lasciai per terra. Stanno lì da parecchi anni.
Carlo: Questo "S. Calogero di Avila" lo ha scritto lei!
Traiela: E' un Santo spagnolo poco noto.
Traiela: Ho fatto anche dei quadri..."temporibus illis",
che rappresentano i diversi episodi della sua vita.
Traiela: Una specie di polittici.
Carlo: Me li fa vedere?
- Le interessa davvero? - Carlo: Sì, certo!
- Carlo: Sono qui apposta! Traiela (RIDE): Bene!
Traiela: Allora, volentieri! Venga.
a fare queste cosette,
ma, in questo paese, non si può fare niente.
Carlo: Sono belli! Con tutto questo arancione... belli!
- Traiela: Vuole altro vino? - Carlo: No, devo andare.
- Traiela: Sciò! Sciò!! (VERSI DELLE GALLINE)
- Andate via!
Autista: Siete contento che è arrivata vostra sorella?
- Carlo: Porti la valigia a casa.
Carlo: Luisa!
in questi casi, no?
fanno vivi per prudenza,
gli altri non li cerchiamo, per non comprometterli,
e i più coraggiosi vengono da noi e chiedono di te.
Carlo: E' uscito, poi, il libro di Mario Soldati?
Luisa: Sì, ti arriverà insieme agli altri.
Ho saputo come hai finito di disegnarne la copertina.
Luisa: Proprio mentre ti arrestavano.
Ah, ve l'ha raccontato...
Vengo!
Questa casa va bene per dipingere, con tutte queste finestre.
vorrebbe una donna, qui.
Sì, ci vorrebbe una donna, ma non è facile.
Beh, non esageriamo! Non dirmi che, qui,
anche trovare una donna di servizio è complicato.
Carlo: Una donna non entra nella casa di un uomo solo.
Stare qui insieme vuol dire aver fatto l'amore, per loro.
- Luisa: Ma che mi racconti?! - Carlo: Eh, che ti racconto...
- Carlo: C'è un terrazzo, no? - Luisa: Sì, qua sopra, credo.
Carlo: Andiamo a vedere.
Luisa: Bello, eh?
Carlo: Questa casa ha un pregio inestimabile!
Luisa: Perché?
Carlo: C'è un gabinetto con la tazza di porcellana.
Carlo: Credo che sia l'unico, nel giro di questo orizzonte!
Luisa: Ho detto al Questore di trasferiti in un luogo più...
...salubre, lui mi ha risposto che, qua, la malaria non c'è.
Luisa: "Al massimo un caso all'anno!" lui mi ha detto.
Luisa: Io gli ho detto che sono un medico,
e allora lui ha ammesso che la malaria c'è,
ma se ci vivono loro, qui, ci puoi vivere anche tu.
Carlo: Un ragionamento ineccepibile!
Alla Farmacia di Matera, non sanno cos'è uno stetoscopio.
Carlo: Almeno, a Matera, hanno una Farmacia. Qui non c'è.
Luisa: E in tutto questo disastro, tu fai il pittore.
Carlo: Non ricominciare con questa storia. Io faccio ciò...
...che so fare e che mi piace fare. E non dipingo da oggi.
Luisa: Non mi pare giusto. Tu fai bene anche il medico,
ma non lo fai perché hai paura. Paura di cosa?
Luisa: Questo è un posto perfetto per fare esperienza!
Carlo: Ho trovato le cavie...
Luisa: Ma cosa dici, Carlo? Che mi tiri fuori?! Le cavie!
Luisa: Muoviti! Fa' qualcosa!
Luisa: Ma perché nessuno fa niente per questi paesi?
Luisa: Bisogna agire e non rimandare a domani!
Carlo: Sei una persona costruttiva ed efficiente,
e ciò che dici si sarebbe dovuto fare da un pezzo.
Carlo: Però, qui, le persone sono...
...complicate.
Carlo: Se stessi 15 giorni qui, cambieresti anche tu.
Appena li incontri, dicono che vogliono andare via.
Prima vanno in America, poi Napoli, Roma...
"Andiamo in Africa! L'ultima nostra speranza!", dicono.
Dopo ciò che ho visto a Matera, non do loro torto.
Ho visitato quel cratere con le caverne... i "Sassi".
Ci vivono, ammassati, 20.000 uomini e animali.
Mi è sembrata una città distrutta dalla peste.
La piccola borghesia si è ridotta così.
Non hanno mezzi per vivere col "decoro del galantuomo"
e, quindi, devono dominare e sfruttare i contadini.
Si assicurano i posti da prete, farmacista, Podestà,
Maresciallo dei Carabinieri e così via...
...e, data la ristrettezza dell'ambiente,
la lotta si fa feroce e meschina.
E' questione di vita o di morte.
Luisa: E la guerra diventa una fuga da questo mondo.
Carlo: Sì, ma vanno verso la distruzione.
Sai, può anche darsi che quello che li attira...
...sia la prospettiva di sconfitta e annientamento.
Luisa: Le cose si vedono diversamente, da Torino.
Carlo: Torino è più lontana dell'India o della Cina.
Carlo: A Torino ci sono altri ritmi, altre leggi...
...che, qui, sono incomprensibili.
Qui arrivi a capire perché i giovani diventano fascisti.
Ridotti così possono fare le spie, rubare, uccidere...
...o morire in Africa, come degli eroi.
Quindi, secondo te, vanno in guerra per disperazione.
Certo.
I più rimangono...
...e le loro passioni crescono,
chiuse fra quattro case.
per me, per quanto tempo,
l'orizzonte del mondo degli uomini sarà chiuso...
...nel cerchio di queste loro oscure passioni.
- Luisa: Che ora è? - Carlo: Non lo so.
Carlo: Non guardo più nemmeno l'orologio.
Luisa: Allora, non devo dire niente a nessuno?
- Luisa: Proprio niente? - Carlo: Saluta tutti.
Carlo: Ho l'impressione di essere sempre vissuto qui.
Autista: Date a me, Don Carlo.
(VOCIARE DEI BAMBINI) - Bambini: Don Carlo!!
Carlo: Mi spiate, adesso?
ho avuto risposta positiva.
Si chiama Giulia Venere, detta "Santarcangelese".
Luigi: La Santarcangelese?! Quella è una strega!
Luigi: Fa i filtri, le fatture... Ha l'amante barbiere.
E' l'unica, qui, che può frequentare uno scapolo.
E' una donna pulita, però, e lavoratrice.
Vogliamo scendere? Fa un caldo...
Giulia conosce la casa mattonella per mattonella.
Luigi (RIDE): Si capisce! Era la padrona della casa...
...e del letto dell'Arciprete che ci abitava.
Luigi: Avete visto il pozzo, nell'orto? Il prete metteva
le bottiglie di vino in fresco lì dentro, se aveva ospiti.
- Carlo: Oh, che bello! - Luigi: Fatelo anche voi!
Luigi: Le calate nel pozzo, piano, con un panierino,
quando volete le tirate su e le bevete alla nostra salute,
belle fresche!
Carlo: Don Luigino, ho qui due lettere, però...
...me le controlli subito. Voglio che arrivino presto.
Don Carlo, voi lo sapete, scrivete molto bene.
Le vostre lettere, io, le trattengo 2 o 3 giorni.
- Sì, l'avevo capito. - Luigi: Eh sì.
Mi piace leggerle lentamente.
Luigi: Però, c'è un'altra cosa che non è regolare.
Carlo: Ah, sì? Che cosa?
Luigi: Tra i suoi libri, prima, ho visto un libro francese.
- Luigi: Questo è proibito. - Ma è un autore classico.
Luigi: E' della Rivoluzione Francese. Va sequestrato.
- E' un autore pericoloso. - Carlo: Ah, sì?
- Giulia: Carmelo, che fai? (CARMELO PIANGE)
Giulia: No, non piangere, amore mio! Andiamo, dai.
Giulia: Andiamo dentro, mangiamo qualcosa...
Giulia: Stai qua, gioca e non disturbare Don Carlo.
(CARMELO PIANGE)
Giulia: Che cos'hai da piangere?
Giulia: No, non piangere.
Giulia: Non piangere, su.
Giulia: Ti do un bel panino! Lo mangi?
alle formiche!
(VERSI DI CARMELO)
Giulia: Stai tranquillo. Vuoi un po' di pane?
Giulia: Io lascio qui, che lo mangiano le formiche!
Giulia: Zitto, eh?
Carlo: Giulia, quanti figli ha, lei?
Ho fatto 17 gravidanze.
17?! Ma roba da matti!
(CARLO RIDE)
- Suo marito cosa fa? - (RIDE) Mio marito!
Dopo il primo figlio, se n'è andato in America,
E non li ho più visti.
I figli nati dopo non hanno mai visto i loro padri.
- Giulia: Dov'è papà? - Carmelo: Qui...
Giulia: No, non è qui. Qui c'è solo la mamma.
- Carmelo: America...
Giulia: E' andato via. Tutti vanno in America.
Giulia: La mamma fa da mamma e da papà.
(CANTO DEL GALLO)
Carlo: Giulia, per favore, mi toglie questa roba?
Carlo: Non devi bagnarlo, questo.
ma non è necessaria.
Carlo: Ecco fatto.
Carlo: Finito.
Mi sento meglio, ora.
Carlo: Vieni domani, va bene? Ciao.
Carlo: Voi buttate tutte le porcherie fuori, in strada...
(IRONICO)... questa roba, invece, la conserviamo?
Giulia: E' già sera, non posso buttarla. L'Angelo si inquieta.
- Carlo: Quale Angelo? - Di sera ne arrivano tre.
porta, l'altro vicino al tavolo,
e il terzo sta vicino al letto.
Ah, sì?
- Giulia: Guardano la casa.
Se butto la spazzatura ora, va in faccia all'Angelo,
così quello si inquieta e non torna mai più.
- Che si fa con la spazzatura? - Giulia: La butterò domattina.
Giulia: Quando esce il sole, l'Angelo se ne va.
(VERSI DI CARMELO)
Giulia: Sì, l'Angelo...
(BRUSIO INDISTINTO)
(RUMORE DI UN TUONO) (RUMORE DELLA PIOGGIA)
(BRUSIO INDISTINTO DEI CONTADINI)
Uomo: Avete chiamato l'acqua? Ora è venuta!
(MUSICA) (UN UOMO CANTA)
(TUTTI CANTANO)
(APPLAUSI E GRIDA)
(VOCIARE INDISTINTO)
Napoli è la nostra capitale! E' il paese della miseria!
Ma a Napoli non ci sono più i Re. Ci si va solo...
...per imbarcarsi per l'America!
Roma appartiene ai signori! A noi fa più male che bene!
New York sarebbe la nostra vera capitale,
- se potessimo averne una! - Tu hai ragione!
- Quella è una grande città!
...ma anche tu sei tornato! - E che ci vuoi fare?
Io, invece, sono l'unico che viene e va.
- Beato te! - Ogni 2/3 anni io vado...
...in America col piroscafo, sto un po' lì e poi ritorno.
Io... potrei rimanere qui...
I soldi non mancano. Ma io sento la radio...
Tra poco scoppia la guerra e io non mi faccio prendere!
Mi preparo le valige e me ne ritorno in America!
siamo tutti divisi.
Metà qua, e l'altra metà dall'altra parte dell'Oceano.
E le famiglie hanno tutto separato.
Per quelli che sono rimasti, l'America si è allontanata...
...e con lei, è sparito tutto. - E' rimasta solo la posta...
...e, a volte, arriva qualche lettera con qualche dollaro
...dai parenti fortunati.
Da Roma non arriva e non è mai arrivato niente.
Don Carlo, io, in America, avevo un salone enorme
con 3 lavoranti, non questa "botteguccia" che vede qui.
Anzi, Don Carlo, vuole venire a vedere le foto?
- Carlo: Ma, non so... - Venga, venga.
Venga a vedere le foto del grande salone in America!
- E' mai stato in America? - Carlo: No... no...
- E allora venga a vedere! (VOCIARE INDISTINTO)
La colpa è stata nostra! La malinconia ci ha fregati!
Certo che sempre in mezzo ai grattacieli di cemento!
Sempre case, palazzi, strade e mai un po' di terra!
La domenica mattina prendevamo il treno e...
facevamo i chilometri prima di arrivare alla campagna!
E allora sotto un albero, tutti insieme...
...ci calavamo i pantaloni e si sentiva l'aria fresca,
la natura, non come quei cessi americani,
- che sono tutti uguali! - Eravamo tornati ragazzi!
Quando avevamo finito, gridavamo: "Viva l'Italia!"
(TUTTI RIDONO) (URLA INDISTINTE)
>Mussolini (ALLA RADIO): Non è solo un esercito...
>... che marcia verso i suoi obiettivi,
>ma sono 44 milioni di Italiani...
>... che marciano con questo Esercito...
>... tutti uniti!
>Si tenta di commettere contro di loro...
>... la più nera delle ingiustizie!
>Quella di toglierci un po' di posto al sole!
(URLA DELLA FOLLA DALLA RADIO)
In Africa la terra è migliore e la roba cresce da sola.
Dicono che ci daranno tutta la terra che vogliamo.
Qua ce n'è tanta, di terra, ma è il resto che manca!
Hai ragione. Andiamo a togliere la terra agli altri.
- Porta male. (VOCE DALLA RADIO)
>Mussolini: Abbiamo pazientato 40 anni!
>- Ora basta! (URLA DELLA FOLLA)
Se a Roma hanno così tanti soldi da fare una guerra,
perché non li spendono qua, per fare una fontana, o per...
piantare gli alberi, invece di tagliare quelli che abbiamo?
Potrebbero riparare il ponte. E' crollato quattro anni fa...
...e nessuno si preoccupa. - Non si sa come va a finire.
L'Inghilterra possiede una grande flotta.
Carlo: Noi abbiamo Marconi, che ha inventato un raggio...
che, anche a mille chilometri di distanza, può fermare...
...i piroscafi, le automobili, gli aeroplani...
Un momento... basta che non fermino il piroscafo...
- che mi riporta in America! (TUTTI RIDONO)
- Signori... buongiorno! - Tutti: Buongiorno!
Donna: Che devo dirti, di più, per convincerti?
Donna: Resta con tuo fratello e tua madre!
La guerra è brutta! C'è pericolo che tu muoia!
Ho fatto tanti sacrifici per farti diventare grande.
Dici che vuoi andare per i soldi, ma non mi servono!
Donna: Io ti voglio bene...
(LA VOCE DELLA DONNA DIVENTA UN BRUSIO)
Va volontario in Africa! Non gli basta l'Africa che ha qui?
- Ci vediamo dopo la guerra. - La Sala: Speriamo.
(VOCIARE INDISTINTO)
Giulia: Carmelo, vai a giocare con Barone!
Carlo: Stia riguardato!
Giulia: Quel vecchio era un brigante.
Giulia: Conosce i segreti della gente.
Giulia: Sa persino dove sono i tesori dei briganti.
- Esistono ancora, i tesori? - Giulia: Certamente.
Giulia: Il falegname ne ha trovato uno. L'ho visto io.
Aveva messo un tronco d'albero sul fuoco e vide...
...qualcosa che brillava. Erano monete d'oro!
E' inutile cercare il posto.
I tesori vengono in sogno solo a chi li deve trovare,
oppure te lo dice il "monachicchio".
- Cos'è il "monachicchio"? - I "monachicchi"? (RIDE)
Sono gli spiriti dei bimbi morti senza Battesimo.
Sono buoni, ma possono essere cattivi, dispettosi!
i piedi, fanno cadere...
i bicchieri di vino, fanno volare i panni! (RIDE)
Levano le sedie da sotto il culo e ti fanno cadere!
Ti danno i pizzicotti, ti tirano i capelli...
Ti fanno tutto.
Ma sono creature innocenti.
Giulia: E' pronto.
Giulia: Perché non mi avete chiamato per lavare le spalle?
Giulia: Ve le lavo io. Qui si usa così, sa? Alzatevi!
Carlo: Non lo sapevo...
Giulia: Siete ben fatto. Non vi manca niente.
Carlo: Allora, si è decisa a posare per il ritratto?
Giulia: No, il ritratto no...
Si resta prigionieri di chi l'ha fatto.
Chi ti racconta tutte queste scemenze?
Non sono scemenze.
- Il ritratto, te lo faccio. - Perché proprio il mio?
- Fatelo a qualcun altro! - No, no, io lo faccio a te.
- Allora, io me ne vado. - No, fai ciò che voglio io!
No, me ne vado!
(CARMELO PIANGE) (GIULIA RIDE)
Giulia: Carmelo, che c'è? Perché piangi, Carmelo?
(VERSI DI CARMELO) - Giulia: Dammi la calza.
Giulia: Facciamo il bagno, lì dentro. Ti faccio il bagno!
Giulia: Te lo faccio subito!
Giulia: Eccoci! Che cos'hai?
Giulia: Ti metto qua.
- Giulia: Togliamo questo... (CARMELO PIANGE)
Giulia: Sì! Ecco che lo leviamo!
Leviamo anche questa e facciamo il bagnetto!
- Giulia: Ecco qui! (CARMELO PIANGE)
(VERSI DI ANIMALI SPAVENTATI)
Ecco l'eclissi! Chissà che porterà, al paese!
(BRUSIO INDISTINTO)
Uomo: Sta diventando tutto buio. Che accade?
- Padre, Figlio, Spirito Santo. - Gesù mio, misericordia!
(SUONA UNA CAMPANA) (CANTO DEL GALLO)
Traiela: E' un segno di Dio per i nostri peccati.
Sarà per i gas asfissianti che buttiamo in Abissinia.
Vi ho convocato per una questione delicata.
E io voglio parlarne con voi da amico, da uomo di studi,
il quale ammira la vostra cultura, non da Podestà.
Insomma, si tratta di questa.
Luigi: Se questa lettera, che avete scritto a vostra sorella,
a Torino, passa sotto gli occhi di quelli di Matera,
voi, qui, ci starete non tre anni, ma cinque...
...sette e forse di più. Mi capite?
Carlo: Ma no... Senta, Don Luigino,
facciamo così: Mi legga lei i passi incriminati,
non si faccia scrupoli, per carità,
- mi dica che cosa non va. - (SOLLIEVO) Oh!
Sono felice di discutere di queste cose con voi.
Intanto, lo capite che, ormai, siamo in guerra?
In guerra non contano le idee, ma la Patria.
Luigi: Anche voi siete per l'Italia, non è vero?
Luigi: Credo vi abbiano mandato qui per errore.
Luigi: Mussolini non può essere informato di tutto.
Luigi: C'è chi pensa di fare bene, e invece non è così.
Luigi: In città, si possono avere molti nemici.
Già...
- Parlavamo della lettera... - Luigi: La lettera, appunto.
Trova che nella lettera io non sia per l'Italia?
Ma cosa dite? Non l'ho nemmeno mai pensato!
Ma altri potrebbero farlo.
La Prefettura riceve, ogni giorno, lettere anonime...
...e la Prefettura non è mal contenta, tutt'altro.
Ve l'ho già detto, qui c'è molta gente cattiva
e in questa lettera ci sono delle affermazioni che...
- Per esempio? - Per esempio...
"Qui, nessun contadino è iscritto a un Partito politico"
Ci mancherebbe anche questo!
"Non sono fascisti come non sarebbero di un altro Partito
che potesse, per avventura, esistere."
Ciò non attenua la gravità della vostra affermazione.
Poi scrivete: "Che cosa hanno, essi, a che fare...
...con il Governo, con il Potere, con lo Stato?
Lo Stato, qualunque sia, sono quelli di Roma,
i quali ci sono sempre stati e ci saranno sempre,
come la grandine, le frane, la siccità e la malaria."
Qui l'allusione è pesante. A Roma vi è il Duce.
"Per i contadini, lo Stato è più lontano del cielo...
...e più maligno, perché è sempre dall'altra parte.
Lo Stato è una delle forme del destino, come il vento...
...che brucia i raccolti e la febbre che rode il sangue."
E' scritto bene, non dico di no,
ma vi sembrano belli, questi paragoni?
Luigi: E poi... chi sono "quelli di Roma"?
Perché dare tutta questa importanza ai contadini?
Li lasci perdere, non dia retta alle loro chiacchiere.
Luigi: I contadini sono superstiziosi e ignoranti.
E più sono beneficati, più sono irriconoscenti.
Dovete stare con i galantuomini come voi.
Lo Stato siamo noi e voi parlate male di voi stesso!
Sì, sì, su questo non posso darle torto.
Oh! Vedete che mi dovete dare ragione?
Sì, sì... I ragazzi della "GIL"...
...quelli delle scuole, i maestri, le maestre...
...le vedove di guerra, le signore fiorentine...
...le dame della Croce Rossa, le mamme...
...bottegai, giornalisti, poliziotti, impiegati...
...dei Ministeri di Roma... Insomma, Don Luigino...
...tutto quello che si usa definire "popolo Italiano"
le darebbe ragione, in questo momento.
Noi facciamo questa guerra anche per i vostri contadini.
L'ho detto anche in piazza. Per loro la terra è poca...
...e, allora, andiamo a prendergliela in Africa.
Vogliamo lo spazio vitale per loro, soprattutto.
"Vitale", ha detto bene.
Qui non riescono a vivere, io lo vedo tutti i giorni.
Però sono i galantuomini che partono volontari...
...per conquistare la terra! Qui ne è partito solo uno.
anch'io...
...ma sapete che io ho poca salute, purtroppo.
E poi, se io fossi partito, chi sarebbe rimasto...
...a mantenere l'ordine? - Carlo: Beh, sì...
Don Carlo, venite, voglio farvi vedere una cosa.
Luigi: Vedete quella lapide? Sono scritti...
...tutti i nomi dei morti della Grande Guerra.
Sono circa 50. Sono molti, per un paese come questo.
Ci sono i nomi di tutte le famiglie Gallianesi:
Guarini, Lupilotto, Ricciotti, Borelli...
...Cannovale, Marino... Non ne manca nessuno.
Luigi: Nessuna casa è senza un morto.
Luigi: E di più sono stati i feriti ed i malati.
Luigi: E invece, voi, cosa scrivete nella lettera?
"Anche la Grande Guerra non interessa ai contadini.
Perché nessuno ne parla, o ne racconta le battaglie,
mostra le ferite o vanta le glorie come al Nord?"
"Anche la Grande Guerra è stata una grande disgrazia.
Fu sopportata come le altre. E' stata la "guerra di Roma".
Luigi (RIDE): Voi ce l'avete proprio, con Roma?
E' pericoloso scrivere delle frasi come questa:
"Oggi muoiono in Abissinia, ieri sull'Isonzo e sul Piave...
...per una storia altrui, che non li riguarda."
Carlo: Mi darebbe mezzo bicchiere del suo vino?
- Luigi: Con piacere. - Carlo: Grazie.
Carlo: Le giornate si sono fatte corte...
Luigi: L'inverno è vicino.
Luigi: Che intendete dire con "una storia altrui"?
Carlo: Ha letto il libro sulla storia della città di Melfi?
Luigi: Gli diedi un'occhiata, quando mio zio ve lo prestò.
Carlo: Mi censura anche le letture, adesso?
- Luigi: Ma che dite? - Carlo: Scherzavo.
Carlo: Lo trovai frugando tra i vecchi libri di suo zio.
Carlo: Molti raccontano delle storie locali.
Questo racconta ciò che capitò nel 1500, a Melfi,
che era una popolosa e fiorente città.
Sì, era una delle più fiorenti, da queste parti.
Ma cosa c'entra la città di Melfi col nostro discorso?
C'entra, perché...
...accadde che per caso, per puro caso,
un Ufficiale francese, in guerra con gli spagnoli,
si trovasse fra questi monti e decidesse di accamparsi.
Gli spagnoli assediarono la città, la presero...
...ammazzarono tutte le persone che trovarono,
le quali non sapevano neppure chi fossero...
...Carlo V, Francesco I, la Spagna, la Francia...
Distrussero tutte le case e regalarono...
...ciò che rimaneva a Filippo d'Orange,
il quale, a sua volta, poco dopo,
regalò il tutto ad Andrea Doria,
che i cittadini superstiti della città di Melfi...
...conoscevano ancora meno!
ai vassalli, e così gli eredi.
delle tasse a riscuotere e...
per i misteriosi voleri di una storia che non li riguardava,
i contadini sprofondarono nella più nera miseria...
...per tutti i secoli a seguire.
Ecco, questa sarebbe una storia altrui.
E con questo esempio, voi vorreste dire che...
anche la Grande Guerra e questa, in Abissinia...
No, dico che è naturale che i contadini...
...non si entusiasmino e diffidino delle bandiere.
Gli Stati, gli Eserciti organizzati saranno...
...sempre più forti del popolo perso dei contadini.
Devono rassegnarsi.
Carlo: Rassegnati, lo sono.
Carlo: Ad essere dominati. Non possono sentire...
...come loro le imprese di quella civiltà a loro nemica.
Carlo: Ogni tanto...
...si ribellano alla storia e agli Stati e allora...
...e allora, Don Luigino, si danno al brigantaggio.
Carlo: E' la sola guerra che sentono propria.
Una guerra infelice, che sarà sempre perduta,
disperata, incomprensibile agli storici, feroce...
- Difendete il brigantaggio?
però c'è da chiedersi...
perché i contadini vedono nei briganti i loro eroi.
Perché, col brigantaggio...
...la civiltà contadina difendeva la propria natura
contro quell'altra civiltà, che le sta contro e che,
senza comprenderla, eternamente l'assoggetta.
Don Carlo, parlate come se ci fossero due Italie.
Ricorda i versi di Dante in cui cantò dell'umile Italia...
...per cui morì la vergine Camila, Eurialo, Turno,
e Niso?
Parlava dell'Italia dei contadini,
che si oppose come potè e fu sempre sconfitta.
I conquistatori portavano lo Stato e la sua religione.
Prima si oppose ad Enea, poi a Roma...
...e infine, oggi,
(RIDE) ai Piemontesi!
Luigi: Siete un sognatore, poeta, pittore, un artista...
...anche se, lasciatemelo dire, siete un po' anarchico,
con questo odio contro lo Stato. Vedete le cose...
...a modo vostro e le abbellite con le parole,
ma, se ve lo fate raccontare dai vecchi che lo ricordano,
i briganti tagliavano le orecchie, il naso...
...e la lingua, ai signori, per farsi pagare i riscatti...
e i soldati tagliavano le teste ai briganti che acciuffavano,
e le infilavano sui pali, all'ingresso dei paesi.
Ecco cosa accadeva nelle due Italie di cui parlate voi.
Luigi: Meglio un'Italia sola, datemi retta, ma unita,
sotto la guida di un uomo che il mondo ci invidia.
Luigi: Pare che Marconi abbia scoperto dei raggi...
...che, se la flotta Inglese si azzarda ad attaccarci,
salta in aria tutta in una volta!
Questa, io, ve la ridò, ma seguite il mio consiglio...
...distruggetela. E' meglio per voi.
(UN UOMO SUONA UN CORNETTO)
Donne, è arrivato il castratore di maiali!
Donne, uscite fuori!
- Portate i vostri maiali! (VOCIARE DELLE DONNE)
(L'UOMO SUONA UN CORNETTO)
Donne, è arrivato il castratore di maiali!
Donne, uscite fuori!
Portate i vostri maiali!
(L'UOMO SUONA UN CORNETTO)
(BRUSIO INDISTINTO DEGLI ANIMALI)
(VERSI DEL MAIALE)
Venga, signora.
Carlo: E meglio raccoglierle quando cadono a terra, no?
No, le abbiamo sempre raccolte dalla pianta.
Se cade a terra, l'oliva inacidisce.
- Carlo: Vanno raccolte subito. - Sempre dalla pianta.
Carlo: Tre "scope". Quanto può dare una pianta?
- Quanto può dare? - Alcune danno 50 chili,
- E sono grandi, le piante?
Dipende.
- Carlo: Io ho fatto 7. - Io non ho fatto niente.
guardano e vedono?
Carlo: Vedono anche di notte, mentre dormite.
Carlo: Dovete guardare bene tutte queste cose,
un rametto secco,
i granelli di sabbia...
guardare l'aria.
Continua a fare l'albero.
Allora, cosa fa l'aria?
tremolare le stelle.
ferme o tremano?
- Vai da Don Carlo!
regalo! (APPLAUSI)
(VOCIARE DEI BAMBINI)
- Carlo: Ha portato i fichi! - Bambini: A me! A me!
Carlo: C'è anche Giulia.
- Buon Natale, Don Carlo. - Buon Natale, Giulia.
Io sono venuta a dirti che da domani non vengo più.
- Carlo: Perché? - Abbiamo deciso così.
Il barbiere è diventato geloso?
Giulia: Bambini, ma che state facendo?!
Queste cose le abbiamo portate per Don Carlo!
- E tutte queste carte?! - Carlo: No, lasciale lì!
- Giulia: Datemi i pennelli!
(BUSSANO ALLA PORTA)
- Carlo: Zi' Nicola! Che bello! - Nicola: Buon Natale!
Carlo: Zia Rosa, anche tu! Come stai?
Carlo: Che bello rivedervi!
- Rosa: Buon Natale. - Giulia: Io me ne vado.
- Carlo: No, aspetta un attimo. - Vi ho trovato un'altra donna.
Giulia: Andiamo via... via tutti! Che stai facendo?!
Carlo: Voglio salutare Carmelino! Vieni qua!
(RISATE DEI BAMBINI)
(SUONO DELLE CAMPANE)
Don Luigino, sono le 23:45 e Don Traiela non si vede!
- Forse sta male! - Luigi (IRONICO): Sta male!
Luigi: Si ubriaca persino a Natale! Vai a vedere.
Presto, Don Traiela! Vi stanno aspettando tutti!
- Traiela: Sto arrivando. - Andiamo! Andiamo!
Luigi: Andiamo, Don Traiela! Andiamo!
(CANTANO "TU SCENDI DALLE STELLE")
Miei cari fratelli...
...miei carissimi fratelli...
...fratelli miei... (BRUSIO INDISTINTO)
- Luigi: E' ubriaco. - Traiela: Ero venuto qua...
...con animo pastorale per parlare un po' con voi,
mio gregge dilettissimo, in occasione di questa Festa.
una bellissima predica.
L'avevo scritta per leggerla, perché io ho poca memoria.
L'avevo messa in tasca, ma ora non la trovo più.
L'ho perduta e... non mi ricordo più niente.
(BRUSIO INDISTINTO) - E' uno scandalo!
E' la profanazione della casa di Dio!
Gesù, in quale imbarazzo mi trovo per i miei peccati.
Aiutami tu, Signore! Fammi uscire da questa situazione.
come va a finire...
Traiela (URLA): Miracolo!!
Traiela: Miracolo!! Gesù ha voluto sentire!
(BRUSIO INDISTINTO)
E' la parola...
figlio di questo paese.
E' la migliore, la più fedele delle mie pecorelle.
Ubriaco la notte di Natale!
Aspettate! Aspettate!
"Il Santo Natale s'avvicina...
...e il mio pensiero vola verso Galliano...
...e verso tutti gli amici e i compagni del paese...
nostra piccola chiesetta...
la Santa Messa.
Combattiamo per portare la nostra Santa Religione
a queste popolazioni infedeli.
Combattiamo per convertire alla Fede tutti questi pagani
e portare loro la pace...
...e la beatitudine eterna."
Io non posso accettare le ragioni date dalla lettera.
(BRUSIO INDISTINTO) - Che si combatte per...
...portare la nostra Santa Religione a quel popolo.
- Gli Abissini sono cristiani! - Luigi: Sono negri!
Traiela: Credono in Dio! C'è poca differenza...
...tra la nostra religione e la loro. Sì...
Lottiamo per avere più terra da lavorare,
ne abbiamo bisogno!
Traiela: Ma io vorrei che il giorno di Natale...
...fosse un giorno di pace e serenità per tutti quanti,
- anche per i nostri nemici! - Luigi: Ora basta! Andiamo!
Luigi: Discorsi sovversivi in Chiesa! Non li tollero!
...dobbiamo fare un esame di coscienza...
(SI SENTE CANTARE FUORI DALLA CHIESA)
...e chiederci se abbiamo fatto il nostro dovere,
per ascoltare con purezza di cuore la parola di Dio.
"Pax in terra, hominibus male voluntatis."
(TRAIELA RIDE)
Traiela: Voi non sapete il Latino. Che significa?
Traiela: Che oggi, la Vigilia di Natale, avreste dovuto...
...regalare un piccolo capretto al vostro pastore,
secondo l'usanza. Ma non l'avete fatto...
perché siete miscredenti.
Perché in voi non c'è la buona volontà.
E così non avrete la benedizione di Dio.
Traiela (FA UN VERSO DI STIZZA): Pensateci.
Traiela: Pensateci.
Traiela: Portate al vostro pastore questo capretto!
Pagategli i debiti che gli dovete dall'anno scorso,
se volete che il Signore vi guardi con misericordia,
che ponga la Sua mano sul vostro capo,
e faccia scendere la pace nei vostri cuori,
e se volete che torni la pace nel mondo,
e finisca questa guerra che vi fa trepidare tutti...
...per la sorte dei vostri cari
e per quella della nostra amatissima Patria.
(BRUSIO INDISTINTO)
Luigi: Andate a Gallianello e non venite più a Galliano!
(TUTTI CANTANO "FACCETTA NERA")
- Buongiorno, Don Carlo. - Carlo: Vieni avanti.
- Carlo: Siediti un attimo. - Mio fratello sta male.
Ho portato anche il cavallo.
Da Matera è arrivato l'ordine che io non posso esercitare.
Rivolgiti ai medici di qui.
E' così.
No, dottore. Solo voi potete salvarlo.
Luigi: Non posso assumermi questa responsabilità!
Luigi: Ho troppi nemici!
Luigi: Se si viene a sapere della cosa, perdo il posto!
- Luigi: Vai dai medici locali. - Ma quelli non sono capaci!
Vero! Lo zio è troppo vecchio e, dell'altro, non parliamone.
Con questo tempo e senza strade, poi, non ci andranno.
Ho capito, ho capito. Andrò a cercarlo io.
Pugliese: Don Carlo, me la prendo io, la responsabilità!
Gli altri dottori hanno detto di essere malati!
Carlo: Va bene, arrivo.
(VERSI INDISTINTI DEL MALATO)
- Dottore, che cos'ha? - Peritonite avanzata.
Carlo: Anche portarlo a Matera...
...sarebbe inutile. Non arriverebbe.
Gli faccio un'iniezione per calmargli i dolori.
Carlo: Ecco... fate bollire la siringa.
(LE DONNE URLANO E PIANGONO)
(URLA INDISTINTE)
- Don Carlo è buono! - E' una brava persona!
E' l'unica persona che ci abbia aiutati!
(LE URLA DIVENTANO INDISTINTE)
Luigi, di che hai paura? Manda loro i Carabinieri!
Carlo: Vi assicuro che non si poteva salvare!
Don Carlo, parlate così per tenerlo buono.
Carlo: No, non voglio tener buono nessuno.
Carlo: Io dico che non si poteva salvare!
E se ricapita, ma il malato si salva? Che facciamo?
Firmeremo una carta per avere voi, come medico!
(BRUSIO INDISTINTO DI APPROVAZIONE)
Carlo: Questa è una cosa che si può fare.
Carlo: Andate a dirlo agli altri, in piazza.
Dite loro questa cosa e fateli tornare a casa,
altrimenti i Carabinieri verranno qui a sparare.
Carlo: Questa è una cosa che si può fare!
Tornate a casa o arrivano i Carabinieri e sparano!
Il dottore ha detto che dovete tornare a casa!
Tornate tutti a casa!
(SUONO DELLE CAMPANE) (BRUSIO INDISTINTO)
Carlo: Non ci penso proprio. La Legge è uguale per tutti.
Il divieto vale anche se si ammala la figlia del Podestà.
- Gli devo dire così? - Carlo: Sì.
Va bene.
Solo uno! Fallo per tua zia!
Solo un pochino! Dai!
- Ecco! Uno per me... - Luigi: Brava...
...e uno per te! - Luigi: Allora?
- Il divieto vale per tutti. - Digli che deve venire,
perché sono un'autorità, al di sopra della Legge!
Luigi: Vai! Vai!
Luigi: Hai preso la medicina?
Luigi: Brava, Annuccia!
Carlo: No, no... lo gli curerò la bambina...
solo se, poi, potrò curare ogni abitante del paese.
- Carlo: Vai a dirglielo. - Riferirò.
(BRUSIO INDISTINTO)
Luigi: Prima curi mia figlia e poi si vedrà!
Cosimino! Digli che va bene!
Curerà la bambina e quelli che vuole lui!
Luigi: Va bene.
(BRUSIO INDISTINTO)
Bravo, Don Carlo!
(SUONO DELLE CAMPANE) - Cosa succede, in paese?
Le campane!
Suonano le campane! Cosa sarà successo?
(SUONO CONTINUO DELLE CAMPANE)
(SI SENTONO LE URLA DI UNA FOLLA)
>Mussolini: Camicie Nere della Rivoluzione!
>Mussolini: Uomini e donne di tutta Italia!
>Mussolini: Italiani e amici dell'Italia...
>... al di là dei monti e al di là dei mari...
>... ascoltate!
>Il Maresciallo Badoglio telegrafa:
>"Oggi, 5 Maggio, alle ore 16,
>alla testa delle truppe vittoriose,
>sono entrato in Addis Abeba!"
(URLA DELLA FOLLA)
>Mussolini: "Annuncio al popolo italiano...
>... e al mondo che la guerra è finita!"
(URLA DELLA FOLLA)
>Mussolini: Ufficiali e Sottufficiali...
>... delle Forze Armate dello Stato,
>in Africa e in Italia,
>Camicie Nere, italiani e italiane,
>il popolo italiano...
>ha creato con il suo sangue, un Impero!
(URLA DELLA FOLLA)
>Mussolini: Lo renderemo fertile con il nostro lavoro!
(URLA DELLA FOLLA)
>Lo difenderemo contro chiunque, con le armi!
(URLA DELLA FOLLA)
- Madonia Carmela!
- Finalmente liberi! (BRUSIO INDISTINTO)
- Dottor Levi, auguri! - Auguri! Tante cose!
Lo Russo Vincenzo! Libero!
Rossini Mario!
Auguri! (RIDE)
- Auguri, professore! - Carlo: Auguri!
- Tanti auguri! - Levi Carlo!
Anche Don Carlo! Hai visto? Auguri!
- Firmate. - Ho finito.
- Complimenti e auguri! - Sono contento per voi!
Carlo: E' tutto così improvviso...
- Carlo: E' finito? - Sì.
Carlo: Per quei due nessuna amnistia?
Quelli sono comunisti. Come ve lo devo dire?
(BRUSIO INDISTINTO) - Auguri, Don Carlo!
- Mi raccomando! - Tanti auguri!
(I SALUTI DIVENTANO BRUSIO INDISTINTO)
(UN UOMO FISCHIA) (RUMORE DI PIOGGIA)
(VOCIARE INDISTINTO DEI BAMBINI)
Carlo: Andate a casa, che piove! Andate!
(VOCIARE INDISTINTO)
Buon viaggio e tornate presto! Vi aspettiamo!
- Buon viaggio, dottore! - Carlo: Grazie! Ciao!
Carlo: Carmelino, ciao! Portatelo via, che piove!
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