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- È qui? - È qui, vendrai che ti troverai bene.
Dio, nino, che paura!
A soli 15 giorni e risolveremo ogni nostro problema.
Sì, amore, sarà il nostro segreto.
Mi raccomando Mimma, non pensare troppo a me.
- Suono? - No, no aspetta, preferirsco ndare via.
Fra 15 giorni!
Chi è?
- Buongiorno, sono la signorina che... - Sì, sì.
Entra.
Aspetta qua.
Benvenuta cara. Sei più bella di quello che avevano detto.
- Di dove sei? - Palestro, provincia di Pola.
L'avrei scommesso.
Gli Slavi hanno il culo alto e ci sanno fare con la lingua. Anche tu, spero.
Bè.. Io non ho molta esperienza.
Te la farai presto. Un giorno in un casino vale più di 10 anni fuori.
Mi fai vedere le mani.
Le mani sono lo specchio della mona.
Le tue sono belle... Si vede che sei una signorina di classe.
Grazie signora.
Non chiamarmi signora, sono Madame Colette, la direttrice della casa.
Mia madre era francese, e in gioventù,
Ballavo e cantavo fuori Bergeres.
Vieni, ti mostro la stanza.
Per lavorare lo sai, qui non serve un contratto.
Perciò non fare capricci e vedrai che andremo daccordo. Non dubiti Madame Colette.
La casa è sempre aperta, ma le signorine hanno diritto di un turno di riposo alla settimana.
- Va bene, Madame Colette. - Non si può rifiutare nessun cliente.
Salvo in caso di parentela.
- Come vuole, Madame Colette. - Non sono mio che lo voglio.
È il regolamento della polizia. Ho capito Madame Colette.
Questo è il salottino dei misteri. Per chi non vuole essere visto.
A volte i clienti pagano in camera.
In ogni caso tu consegni i soldi alla cassa e ritiri le marchette corrispondenti.
Alla fine della quindicina consegni le marchette e ritiri il denaro guadagnato.
La casa trattiene il 50 per cento.
Per luce, riscaldamento, servitù tasse, medico, eccetera...
Più le spese di vitto e alloggio.
Extra esclusi. Ah, le tariffe alla cassa.
Hanno un significato simbolico, come un menù a prezzo fisso.
Le prestazioni particolari richedono un suplemento.
- Questa è la tua stanza, ti piace? - Accidenti!
- Che lusso! È una delle migliori. Penso che te la meriti.
Grazie Madame Colette, vedrà sarà contenta di me.
E... lì hai il campanello.
Per la marchetta semplice suoni una volta.
Due per la doppia, tre volte per una mezz'ora.
Che poi sarebbe al massimo un quarto d'ora.
E per non perdere tempo è meglio che ti lavori il cliente con la bocca...
Dopo averlo esaminato a dovere. In che senso, scusi...
Ma in senso igienico, no!
Lo porti al lavandino, gli tieni in mano il manico... e glielo lavi.
Strizzandolo forte, fino a fargli aprire la boccuccia.
Se ci sono macchioline, una smagliatura, o se esce una gocciolina...
Niente da fare. Suoni una lunga scampannellata e lo mandiamo via.
Ah, per le malattie!
- Brava! - A proposito ce l'hai il libretto sanitario?. Certo.
Wasserman, esame istologico, striscio vaginale.
Si va bene, va mostrato al dottor Matteucci.
Lui sarà qui fra poco per ila controllo settimanale.
- Hai già mangiato? - Eh... no.
Vieni in tinello, così conosci le altre.
- Signorine, questa è la nuova arrivata, è di Pola.
Piacere, io sono Gina di Gorizia, siediti.
Fulvia, di Milano.
Roma. Genova.
- Bolzano. - Venezia.
Gulasch, anche per lei, la specialità del giovedì.
Io la mia specialita la faccio venerdì, sabato e tutti gli altri giorni comandati!
- Come ti chiami? - Ha un nome che non va bene... Mimma.
Ma d'ora in poi noi la chiameremo... Vediamo... Paprika?
Paprika! Sì!
In un che dipiccante come goulash che stai mangiando.
Ehi Paprika, questo lo dai?
Il culo! Ogni ragazza si fa conoscere per quello che fa.
I nomi servono a rendere l'idea.
Basta dire da dove vieni, e i clienti sanno già cosa li aspetta...
È vero, se dici Napoli o Messina si intende spagnola.
Bologna lo sanno tutti sta per pompino.
Venezia o Verona, per classe ed eleganza.
Combinate con le porcate più fantasiose.
- E Pola? - Il tuo pezzo forte è il culo a mandolino che ti ritrovi.
Dimenalo a dovere, e non te ne pentirai!
E se un cliente ti fa un segno così?
- Che cosa significa? - Che vuole le cose schifosissime.
Pipi, pupu, roba del genere. Comunque questo si paga.
E si paga profumatamente!
Tre dita sulla guancia invece è la bilancia.
Ovvero scopata a tre, col maschio inculatore a fare...
da contrappeso al cliente chianatore.
Una ragazza di rincarlzo a fare da ... rimpiazzo o altro.
Io andrei a fare un riposino.
Ecco si anche noi andiamo a fare sta pennica.
Sei molto cara lo sai, spero che diventeremo amiche.
Lo spero anch'io.
Dime er po, ce l'hai er ciancica?
Il pappone, il rocchettone, quello che ti frega er grano.
Namo, Sonia. E namo...
È arrivato il dottore.
Su svelte, andiamo in infermeria. Vieni.
- Dottore, ecco la nuova. - Spogliati!
- Sei nuova di quindicina o nuova nuova? - Comincio oggi.
Lo dici come se ti preparasti ad una bella festa.
- Ah... Bel mestiere ti sei messa a fare. Perché? - Bè... sa gravi motivi di famiglia.
Mamma malata, papà morto, così... io...
Respira, respira forte!
Purtroppo, non avevo altra scelta.
Con quel sospirone che hai fatto, la commedia pareva proprio vera.
- La conosco, la conosco la canzone! - Ma dottore, io parlavo sul serio. È così.
Si dite tutte così. ma io non ci casco.
Su dimmi la verità, come stanno le cose?
La verità è che lo faccio per aiutare il mio fidanzato, è elettricista.
Ei ha la possibilità di rilevare l'azienda del padrone,
Servono i soldi, e così abbiamo pensato...
Di farli in fretta in un casino. Bella pensata... davvero!
Ma solo per 15 giorni, poi ci sposiamo.
- L'idea è stata sua o tua? - Mia... cioè sua, di Nino.
Ma io ho accettato subito, perchè mi è sembrata una buona idea. Stenditi...
Vuoi che ti dica che cos'è il tuo Nino? È un gran ruffiano.
Dottore, lei dice così perchè non lo conosce.
Pensa bene a quello che fai. Non hai ancora cominciato.
Se vuoi puoi andartene anche subito. Nessuno può trattenerti.
Le ripeto che è stata una mia decisione.
Sei una bella ragazza, sana come un pesce, perché vuoi rovinarti?
Ma dottore sono solo 15 giorni!
Povera stupidina, tu da qua non esci più. Parola del Dottor Matteucci!
Lei mi spaventa dottore. Cosa dovo fare?
Raccomandati al cuore di Gesù, se ci credi.
So badare a me stessa! Lo sa perché ho bisogno di soldi?
Perché mio padre se li è mangiati tutti con le puttane!
Che fai, vieni qui a ripigliarteli?
Bè... almeno in parte, che male c'è?
Va la... Sei un gran bel tipo!
Un ultima cosa, lo sai che non tutti si mettono il preservativo.
- E allora? Cosa sucede se resti incinta? - Mi sparo!
Non c'è bisogno di arrivare a tanto, basta mettere questo!
Ma farà male?
Che male! Bisogna solo che la vagina sia un pò umidiccia, perchè aderisca bene.
Così.
- Ti faccio male? - Oh, no... Anzi!
- Ah... mi pare che ti stai lubrificando. - Altroche!!!
Dottore, lei è straordinario. la voglio come mio primo cliente!
Si, si... vai vai, e buona fortuna!
Allora bei signori, che aspettate la vergine?
E tu vedovello che ciai? Ti ha strozzato la ballia?
Vieni ai fare l'amore con Roma - doma?
Ciao.
Una semplice.
La mancietta per la ruffiana? Vai vai.
Allora che ne dici, tela senti di incominciare?
Bè tanto... Prima o poi. Meglio prima che poi.
Brava, la pratica vale più della grammatica.
La grande novità della quindicina,
Paprika di Pola. Culo che consola!
Andiamo Pola!
Per di qua.
Allora ti è piaciuto? Torna presto!
Aspetta, perchè? Prima il lavandino.
- Non hai malattie, vero? - No.
Che facciamo? Una mezz'ora?
Facciamo quello che ti pare.
- Oh Dio, ho goduto! - E allora?
Mascallzone, io non devo, non è così che si fà!
Vattene! Rivestiti.
- Perchè fai la puttana? - E tu... perchè vieni in casino?
- Perchè qui si trovano le ragazze più belle. - Ma cosa hai fatto? Ti sei dimenticata di suonare il campanello?
- È successo di peggio, Madame Colette, me ne sono venuta. - Oh mio Dio!
Se fai così con ogni cliente, questo mestiere non fà per te!
- Ciao. Ma come, la signorina ha goduto con te e non gli fai nemmeno un regalino?
Arrivederci, Paprika.
Devi imparare a controllarti, a fingere.
Digli che lo ami, ma non venire... O in quatttro e quatrotto mi diventi tubercolosa!
- Ma come faccio? - Distraendoti, Pensando ad altro.
Che ne so... a cose tristi, ai debiti, ai tuoi morti.
Pensa a Giuseppe Mazzini, a Garibaldi, a Carducci!
- Pensa al tuo parroco! - Ci proverò, ma quel ragazzo era veramente bello.
Saranno tutti così, stai tranquilla. La voglia ti passerà da sola.
Su coraggio, torniamo giù.
Per questa volta sei perdonata.
Signori, qui non si chiacchiera, si chiava.
39.
Però, quasi 50.000 lire, mica male!
Allora? Come ti senti?
Come se mi fosse passato sopra uno schiaccisassi.
Sei andata forte! Cazzo. Tu piaci davvero!
Fammi sentire.
Hai un pò di febbretta. Luana, il termometro.
Che è, che è, cos'è successo? Fammi sentì a me.
- È febbre da strapazzo questa. - Va subito a letto, fatti una bella dormita, persona guarita.
Namo a letto... và!
Ma come può dormire senza sonnifero?
Questo è un grande sonnifero.
La mia grappa ti farà dormire come un sasso!
Ma che vuoi farla ubriacare così poi vomita?
Impunita! Mi fa sempre arrabbià!
Cammina, cammina, su...
Uscite fuori, lasciatela tranquilla. Ahia...
Non è niente, solo stanchezza.
Ma perchè Sonia accetta di farsi trattare così da Tosca?
Sonia è tipo bambola. Ai clienti piace prenderla a serviettate sul culo.
Tosca è una che mena. E così a poco a poco ci hanno preso gusto e lo fanno anche fuori servizio.
Io questi rapporti fra donne non li capisco.
Ti dovrai abbituare, Madama Colette per prima se le fa tutte.
- Vedrai, lo farà anche con te. No, io non sono portata per queste cose!
Non potrai evitarlo... Se vuoi vivere in pace. E poi...
- Gina ma allora anche tu...! - Certo, e mi piace pure!
Adesso dormi su. Vedrai che farai tutto un sonno.
Appena chiudo gli occhi... vedo cazzi volare!
È per questo che le ragazze fanno l'amore fra loro.
- È una specie di liberazione. - Sarà, ma non mi piace.
Serve a cancellare tutte le sporcizie del giorno.
- No... che fai... mica sono lesbica! - Io si...
Dio, che bel fighino che hai!
No... Fermati.
Oh Dio, che bello!
Gina, non vedo più cazzi volare... Vedo nuvole in cielo...
Mi sento lavata, pulita.
Volo!
Avanti!
Buongiorno Madame Colette. Mi ha fatto chiamare?
Vieni avanti, cherie.
Volevo dirti che sono molto contenta di te, in una settimana hai smarcchettato quanto 3 ragazze.
Faccio del mio meglio.
Si vede che sei portata, che....
lo fai volentieri. se vuoi alla fine della quindicina puoi restare altri 15 giorni.
- Grazie, Madame Colette, ma io... e il tuo giorno libero potrai dormire fuori.
- Non è questo Madame, dite mi fido.
Si vede che sei una ragazza dolce... Gentile.
- Ben lontana dal diventare un maschiaccio. - Un maschio?
Si... Succede a tutte le donne che hanno avuto una intensa vita sessuale.
Ad un certo punto si sentono sviluppare la parte maschile.
Questo non lo sapevo!
E purtroppo noi donne non abbiamo il pistolino.
E per toglierci lo sfizio... dobbiamo metterne uno finto.
- Come questo! - Che cos'è?
Si chiama godemichet.
Lo comprato a Parigi.
Toccalo. Toccalo.
Stringilo!
Senti come è duro!
Ti piace eh... porcona!
- Perchè mi tratta così, Madame Colette? - Perché sei una gran troia.
Che muore dalla voglia di essere chiavata dalla sua padrona.
Sdraiati!
Apri le coscie sgualdrina, o ti sbatto fuori dal casino.
Subito, padrona.
Sono il tuo maschione, lurida bagascia.
E tu la mia schiava.
Sono contenta che sei tornato.
Dico sul serio sai... Anche se con te non riesco a trattenermi.
È luna questione di pelle, non c'è niente da fare. Siamo fatti l'uno per l'altra.
Ma se non so nemmeno chi sei. Che cosa fai.
Mio chiamo Franco,
Studio all'istituto nautico qui a Trieste.
- A si... E che cosa studi? - Da capitano di lungo corso.
Un marinaio come nei fotoromanzi.
Tu come fai a scopare con certi mostri?
Oh bè, non credere che qui sia molto diverso da fuori. Basta una occhiata antipatica ad uno che non ti va.
E quello si smonta, e se ne sceglie un'altra.
Io ti avrei scelto, qualunque occhiataccia mi avessi dato. - Sbruffone!
Comunque non mi ai gardato male. Dunque vuol dire che ti piaccio?
Beh, insomma... Un pochino.
- Vediamoci fuori allora. Perchè no? - Domani è il mio giorno libero.
Ti porto a cena in un bel ristorante.
No, niente cena, quella la faccio con Nino.
- È il tuo fidanzato? - Si gli farò una sorpresa.
- Insomma, vuoi tenere il piede in 2 staffe? - Beh... seno che puttana sarei?
Questa sera Nino non può, ha una cena d'affari.
- Allora ce ne andiamo a mangiare noi 2 soli. - Ma si, ti invito io. Ho già guadagnato un mucchio di soldi.
E no... questo mai. Non sono mica come il tuo Nino io!
Senti bel marinaretto, se vuoi che andiamo daccordo non devi parlare male di lui.
- Nino è un tesoro. E noi ci vogliamo bene e basta. - Non ti arrabbiare.
Quanto tempo pensi di continuere a fare la vita?
Il tempo per fare i soldi che servono a Nino, e ci sposiamo.
- Auguri! - Grazie.
E tu invece? Quando è che finisci di studiare?
Fra un mese, e poi via sul mare.
Mi basta un peschereccio. Ce ne sono che vanno fino in Giappone.
- Sai che fresco il pesce che riportano in Italia. - Che centra. Lo tengono nel ghiaccio.
Questa aragosta, dove credi sia stata pescata? Come minimo in Senegal!
- E la signora chi è? - Lo saprò subito.
- Eh... Mima. Cosa ci fai qui? Cosa stai facendo tu? Non dovevi essere ad una cena d'affari?
Appunto, la signora è interessata ad entrare nella combinazione.
- Ma chi è questa signorina? - Sono la sua fidanzata.
Oh... fidanzata. Ma se io e Nino stiamo insieme da 3 anni!
Dimmi che non è vero!
Ecco... ora ti spiego. Devo chiarire una cosa con tutte e due.
- Sei un porco! - Lliliana, posso spiegarti. Lilliana.
Lilliana, aspetta, ti spiego.
Su dai, non fare così.
Non te la prendere, i tipi come lui meglio perderli che trovarli.
Paprika.
Puoi chiamarmi Mimma se vuoi, è il mio nome vero.
- Cosa fai, dove vai? - È stato bello, ma ora devo andare.
No aspetta. Resta con me, tra poco sarò capitano, trovo un ingaggio e ci imbarchiamo insieme.
- Come anch'io? - Certo, la moglie del capitano!
Solo a sentirtelo dire mi viene la nausea.
- Perchè sofri il mal di mare? - Soffro il matrimonio!
Con questi discorsi m hanno già fregato una volta, ma adesso non ci casco più. Ho appreso la lezione.
Che lezione?
Grazie a Nino, ho imparato un bel mestiere. Che rende parecchio e mi va a gonfie vele.
Bene, continuerò a farlo, ma stavolta soltanto per me.
Senza mai più farmi incantare da promesse e belle parole.
Se vuoi vedermi ancora, sai dove trovarmi.
Ci sono rimasta come quando sotto la doccia l'acqua se ne va via di colpo.
E restim li insaponata. In merda!
Essnziale è adesso non finisci fra le grinfie di un altro come lui.
Mai più. Sola e libera, e i soldi tutti per me.
- Se lei mi vuole rimarrei un'altra quindicina. Certo che ti voglio.
Oh madonna Nino!
Non aver paura, non può farti niente. Se vuoi lo puoi mandare in galera.
- Cosa faccio? - Niente, stai calma, serena.
Scusa, volevo dirti una cosa.
La signorina oggi è indisposta. Trovatene un'altra, bel moretto.
Stiatranquilla, Madame Colette.
Volevo parlare solo un minuto con Mimma.
Io stò qui.
- Doppia. Allora uccelli mosci, che c'è, oggi non si vola? Con te ho chiuso!
Mi fai semplicemente schifo!
E no bella, troppo facile. Io ti ho trovato questo lavoro, tu mi devi tutto!
- Piuttosto ti mando in galera. - E con quali accuse?
Non ho mica preso soldi da te.
O non ancora, almeno.
Quello che mi darai.
Lo verserai su un conto che ti dirò. Oh oh... non certo a mio nome.
Come vedi non c'è reato... Cara la mia puttana!
Posso andarmene di qui quando voglio, la mia vita mi appartiene!
Non più, non più... ormai sei una prostituta schedata.
Se non fai la brava, in quattro e quattrotto ti ritrovi a Trieste con un foglio di via.
Alla fine del mese il primo versamento, il 60 per cento.
Allora? Mascalzone, devo andarmene, farabutto Devo andarmene da Trieste.
Ho la prego Madame Colette, ho paura. Quel farabutto mi ha minacciato.
Ma certo, tesoro. Ti aiuto io, senò che amica sarei?
So con chi parlarne. Ti proteggerà. A proteggerti da Nino ci pensiamo noi.
Madam Colette, ci ricorda il nostro duetto al concerto majol?
Oh la prego, per favore.
Tu sei Paprika, vero? Io sono il padrone della casa. Mi hanno parlato bene di te.
Sono felice di conoscerla signor Tommei.
Vieni qui, sediamoci. Signorine...
Namo và... lasciamoli soli che gle deve fà la festa!
Madame Colette ha ragione. Sei il più bel fiore del mio giardino.
Come galante, signor Tommei.
Io amo le cose belle.
La mia casa serve per questo., ad offrire le belle donne a chi sa apprezzarle.
Sono un esteta, io. Solo chi ha un animo nobile ama la musica.
Tu mi piaci molto. Io sò apprezzarti. Le ragazze qui hanno un protettore, ma tu non ne hai bisogno.
A te ti proteggo io, vuoi essere mia?
Oh... sig. Tommei, così all'improvviso? Mi sento turbata.
- Cos'è questa, forse questa ti fà schifo? - Ma cosa dice!
Non mi toccare la gobba, non sono un portafortuna!
No la prego, non avevo intenzione di offenderla.
Dio... che gaff!
Vai, vai, vai pure, ti lascio il tempo per riflettere.
Ma ci rivedremo.
Fatti furba mia cara! Che con Tommei ti troverai bene.
Tanto a lui non si può mica dire di no. Ci siamo passate tutte! Eh...
Oltre tutto, ciò un pistolone formato gigante.
Come tutti i nani e gobbi del resto.
Sei fortunata. Un'occasione così ti fa diventare regina!
Un bel culo non basta a far cariera, se non c'è qualcuno che te lo spinge avanti.
Baciamo le mani...
Potrei parlare un momento con fru fru?
Se proprio vuoi.
- Rocco ti prego, non qui. - Anmmo Ni!
- Ma chi è quello li? È il pappone di fru fru. - Un vero maschio!
A me un tipo così fa paura.
È matto, dobbiamo stare attenti.
Rocco... Rocco, apri immediatamente!
Chiedo scusa e a lei ci bacio le mani,
ma questa puttana, con me ha finito.
- Rocco, finirai sulla forca!
Cosa tiha fatto quella brutta persona?
Mi ha picchiato perchè ho datto la caparra, ma che caparra? Per comprare un bar a sua insaputa.
Voi due portatela in infermeria e chiamate il dr. Matteucci. Su svelte.
Signorine, prego in sala.
Signori non c'è niente d vedere, su tornate di sotto.
E per chi ama la boxe, abbiamo i guanti.
Madam Colette, mi è venuto male al ventre. Potrei ritirarmi un attimo in camera mia?
Vai pure signorina, vai pure quanto vuoi, basta che fai prestino.
- Si può? - Ma... la prego.
Mi hanno detto che hai male al pancino, poverina. Ti sei spaventata?
E purtroppo, questi brutti fatti succedono.
Tieni, bevi questo. Ti tirerà su.
- È il vin santo che facciamo a casa. - Lei è troppo buono, sig. Tommei!
- Cosa guardi? - Niente. Cosa fa?
Come cosa faccio? Vengo a cogliere il più bel fiore del mio giardino.
Oh... la prego sig. Tommei, sono ancora tutta sconvolta.
È ben per questo che sono qua. Per strippa strappa.
Sig. Tommei, lei è così buono, la prego rimaniamo solo amici.
Apri le cosce, puttana, o ti rovino!
Speriamo almeno che mi porta fortuna.
Poverino, mi ha fatto anche pena. Ma adesso vorrà continuare.
Ah... questo è sicuro, Almeno per un mese, tutti i giorni.
Insomma, un pò per questo, un pò per Nino, un pò per Franco, Cosa ne pensi di questo stato.
- Vedrai che torna. - Ma speriamo.
Comunque mi sono detta basta, ho deciso che smetto. Tu cosa mi consigli?
Bè sai, di strade ce ne sono tante per una come te.
Certo non puoi presentarti a fare la segretaria d'azienda.
- Ormai noi siamo schedate, lo sai? - Si lo so, in ogni caso non la farei comunque.
Appunto. Quindi diciamo... nello spettacolo. Sì!
Io ho lavorato molto nei night, li si che si fanno i soldi.
- Dove lavoravi? - Un pò dappertutto, ma principalmente a Roma.
Li ce ne sono tantissimi, posso darti degli indirizzi.
- Scrivere tutto. Mi raccomando. - Se vuoi ti posso fare delle letterine di raccomandazione.
- Che fà, va a Roma? - Mi pare evidente, se sto su questo treno.
- Ti ho già visto da Madame Colette. - Anch'io.
Ma non ti vergogni di quello che hai ftto alla povera fru fru?
Dopo che ho buttato il sangue per lei. Quella puttana,
mi ha ripagato mancandomi di parola!
Quando uno manca di parola a Rocco.
Ha finito!
Vuoi fare scenate anche qui?
- In quale casa vai? - Nessuna casa, cambio vita.
E fai bene, con quelle minne puoi fare quello che vuoi.
Sei scemo!
E bè... hai fottuto con tutti nel casino di Madame Colette.
- Con te no! - Possiamo rimediare subito.
- Ma va in mona! - Hi.. è proprio quello che volevo fare.
- Cammina, vai di là. - Sei impazzito?
E cammina! Lo hai mai fatto in treno? È la cosa migliore che c'è. Non chiavero mai con te. Ahi...
Chiamo le guarie!
Ti piace?
Dai, dai, si.
Amore, sei un maschio stupendo.
- Le 12,20, Dio com'è tardi! - Dove vai?
- A cercare lavoro. - Aspetta, che ti accompagno.
No, non serve. Gina mi ha già scritto tutto, indirizzi, telefoni, raccomandazioni.
E referenze.
Qualcosa di interessante lo trovo di sicuro. Comincio una vita nuova!
Guarda che i night di Roma io li conosco tutti. Se vuoi ci andiamo insieme.
No! È più carino se mi presento da sola.
Ciao amore, ci vediamo stasera.
Saró qui!
Pronto Begiu? Si, sono Rocco.
Devi darti subito da fare.
Sta a sentire. C'è qualcosa da combinare.
Non mi aspettavo tanti rifiuti. Sembra che il settore sia in crisi.
Ma ci proverò ancora.
Non ci sono solo i locali che mi ha indicato Gina.
Sai che bella prospettiva?
I night club sono postacci dove ti rovini la salute.
Vuoi mettere una bella casa di lusso, dove vengono attori, uomini politici,
Monsignori e ricchi stranieri.
Non voglio più fare la puttana!
E che... una entreneuse cos'è?
In più ti schiatta il fegato. E come minimo ti becchi lo scolo.
Lascia fare me. Te la trovo io una sistemazione degna di te.
Non ho bisogno di un pappone, non sono mica come fru fru, io!
Ah ma allora mi svendi? Ma ti pare che io accetterei una lira da te?
Lasciamo perdere va, sei una malfidata.
Senti ma davvero potrei incontrare attori, e uomini politici?
Come no! Basta che lo dico a Milvo.
- Chi è? - Il più grande ruffiano d'Italia.
Un uomo di primo ordine, anzi lo chiamiamo subito così vi incontrate.
Senza impegni eh... s'intende.
La guagliona è bella, alta di mammella, fresca.
- Quanti anni tieni? - 18.
Fammi una passeggiata la, fino alla porta.
Si, tiene unu bello culo.
Fammi toccà.
Bello tosto!
Grazie figliola. qua ci vuole una casa di prima cattegoria.
Potrei mandarti da Madame Saffo a Firenze.
- O agli specchi di Milano. - Bè... veramente preferirei stare a Roma.
Bene, allora ci sarebbe donna Olympia.
- Bè, magari, li si che ti troveresti bene? - Tu statti zitto, parlo io!
Athos, per piaciere fammi il numero di donna Olympia.
Tu le fai tutte le prestazioni, si?
- Garantisco io. - Taccio detto statte zitto, parlo io!
Mica è facile entrare da donna Olimpia.
Ma se parla Milvo è cosa fatta.
Ti aspetta domani mattina.
Le darai questo.
Una quindicina o due. Dipende da te.
Fra una settimana mi paghi la mediazione. Rocco ti dirà quanto.
È sempre un gran signore il signor Milvio!
E statte zitto! Io i magnacci non li sopporto.
Ciao figliola.
Ah... domattina prima di andare da donna Olympia, non te fà ù bagno.
- Perché? - Vai, vai. Farai carriera.
Sono stata campionessa di nuoto alle Olimpiadi di Berlino nel '36.
Per questo mi chiamano donna Olympia. Senti che muscoli!
- Duri come l'acciaio! - Più duri di un cazzo duro!
- Vuoi fare a braccio di ferro con me? - Per carità, mi batterebbe subito!
Fammi compagnia, mentre faccio Toilette.
Approposito... hai fatto il bagno stamane?
- No. - Brutta sporcacciona!
Lo sai che le bambine per bene devono lavarsi ogni giorno?
- Mi veramente mi... ma zitta là!
Ora la tua mammina.
Ti prepara subito il bagnetto. Spogliati. Marsh...
Bella saponata. È proprio quello che ci vuole.
Entra.
Ecco... Molta schiuma profumata.
Adesso alzati, che ci puliamo il culetto. E il resto...
- Che bella saponata! - Ti piace, sporcacciona?
Oh, che fai godi? Che pazza che sei!
Ti amo!
Come ti permetti, di darmi del tu? Sgualdrina!
Adesso fuori!
Fuori, al lavoro! Marsh...
- Mezz'ora. - Brava.
Vai bene.
Allora bei maschioni, che aspettate. Sono tutta un peperoncino.
Nessuno vuole un pò di Paprika sull'uccello?
E tu... ce li hai i soldi?
Lo sapevo, prima o poi doveva capitare.
Cosa? Quell'uomo, con il cappotto di cammello vicino alla porta... è mio zio.
Ci penso io, melo porto in camera con me.
Ehi... bel signore, che ci fai con le mani in tasca?
Ah ma ce l'hai già bello duro!
Vieni con me che ho voglia di farmi sbattere.
Cretino!
Andiamo.
Allora che aspettiamo?
Su, sportivi.
Se vi piace il tennis... fuori le palle, se vi piace il ciclismo... pompate!
Chi và con Napoli. E voi audaci militi, coraggio drizzate le baionette!
Cosa facciamo cocco, una mezz'ora?
- Mimma, Mimma. - Bel mestiere che ti sei messa a fare, eh.
Zio Lele, mi hai riconosciuta? Sono passati tanti anni.
Di faccia magari sarai cambiata.
Ma il tuo culetto lo riconoscerei fra mille. Che vergogna! Eri una bambina così per bene.
Oh ti prego zietto, non dire nulla a casa.
Sono qui in via provvisoria. Ho fatto un errore, ma...
- Vero che non glielo dirai? - Ma come hai potuto?
Perchè vedi, anche se io non dico nulla, Lo scandalo prima o poi verrà fuori.
No no no, non si saprà mai. Finita questa quindicina lascio per sempre le case.
Ma giurami che non dirai niente! Me lo prometti?
Provo tanta pena per te.
Ma zio, mi metti la lingua in bocca!
Sai perchè ho riconosco subito il tuo culetto? Mi ha sempre fatto tirare.
Davvero, me lo tastavi sempre. Credevo fosse per gioco.
Ma quale gioco, sono più di 10 anni che aspetto questo momento.
Zio è vergognoso quello che stai facendo.
È come quando eri bambina, io e te giocavamo a nascondino.
No, no.. io ti acchiappavo e ti toccavo il culetto. Come adesso.
COh che bello! Facciamo una mezz'ora, un'ora.
Tanto non mi costa niente. Non farai pagare il tuo zietto, eh?
E dai non piangere che mi bagni le palle.
Lo so, lo so che sono meno del solito.
Daltro canto? Daltro canto che? Che ti è successo perdi i colpi.
Non ho mai lavorato tanto come adesso.
E allora... qua mancano almeno 100 cash!
Va bene, bisogna che tu lo sappia.
C'è un tale, mio zio che mi ricatta.
M a che minchia mi và a incucchià?
È vero, mi ha riconosciuta e viene tutti i giorni.
Mi fa perdere le ore e non mi paga.
Non ho detto niente a donna Olympia per non fare scandalo..
- Ti prego Rocco, tirarmi fuori da questo... Ma si capisce che ti tiro fuori. - Questo è uno sgarro anche verso di me.
Dagli appuntamento al Caffè Grande Italia.
E tieniti questo.
E anche stanotte ho fatto tardi a poker. e ho anche perso un sacco di grano. Ma va...
Ehi... guarda quello come ti sta guardando le cosce. Fagliele vedere... su.
Dai a me piace che la gente si arrappi con la mia nipotina puttanella.
Sono proprio felice di averti ritrovato.
a senti, siccome stanotte voglio rifarmi al gioco,
Dovresti prestarmi qualche lire?
Anche... Ma non ti bastano tutte le marchette che mi hai fatto perdere?
Non fare l'avaraccia! Scopri le cosce un altro pò.
Gaurda que 2 sulla porta. Ti stanno divorando con gli occhi.
Scusate.
Rocco, ti presento il mio caro zietto... che mi vuole tanto bene.
Magnaccio bavoso e pervertito.
Se non lasci in pace la donna mia, io ti buco!
Sei sudato caro zio, e pure sporco!
Fuggi! Fuggi!
Bravo Rocco. Ora mi sento meglio.
Cameriere, tre Negroni.
Lo sai che ti proteggo e ti ringrazio.
Di che? Quando ho detto la donna mia, hai fatto un gesto di approvazione.
Bè... lo sai che ormai ti voglio bene.
Alla donna mia e all'uomo tuo, che ti ha combinato un bel movimento.
Cosa hai combinato?
Un bella quartusa dal principe del Brando, il principe, il grande playboy.
- E dove, nel suo palazzo? - E si capisce, tu e una tua amica.
Ho già sistemato tutto con donna Olympia. Tutto OK!
Evviva! Oggi è proprio una bella giornata!
A brave ragazze, siete puntuali.
Accomodatevi.
Venite, venite avanti carine, venite.
- Piacere sig. principe, ma che principe, non famo ride. - Io sono Ascanio, mi devi chiamare Ascanio.
E questa è mi moglie.
La Duchessa Silvia Dolgorouki, antica famiglia polacca.
Sedetevi, cocche.
Bevete un goccetto di champagne.
- E tu cara di dove sei? - Di Pola.
Quasi, provincia.
Ah... Pola, ce l'hanno fregata gli jugoslavi.
Ma primo o poi ce la ripigliamo. Tornerà Mussolini un giorno o l'altro!
Bello quell'affresco. Si sente la mano di un maestro.
Sì, non c'è male un Giulio Romano.
Silvia, non te vai a preparà? Tra poco andamo a tavola.
Torno subito. Brava.
Non c'è meglio aperitivo di questa.
Mammina la tirava sempre col cannello d'oro.
Che le aveva regalato papà per le nozze d'argento.
Io preferisco così, è più alla mano.
Sentite quanto è buona!
Vi piace, eh...
Forza, alè, metteteve comode. Via le mutande!
Che dolce profumo de rose!
Venite cocche belle, andammo a tavola. Solo cose buone.
Sedetevi, cocche belle.
Silvia, e versa il vino alle signorine.
Ma che fai, scema! Sei buona a niente.
Mi scusi signorina.
Ma che tela cavi così. Dagli uno schiaffo.
Ma... dagliè unoo schiaffo, che gliè piace.
- Più forte, uno schiaffo vero. - Posso?
Grazie signorina. Permetta che l'asciughi.
Ma no, non così. Asciugala col tovagliolo.
Mè cascato sotto la tavola.
Ti piace, eh?
La fà bene la capretta che bruca mi moglie?
È bona la fregna!
Magna, magna, magna...
È una lesbicaccia furiosa.
Per questo l'ho sposata. A mè però, me piace de più bere.
Prendi. Ma no.... non così. Dalla fonte.
Ma no principe, si è bevuto piscia di cavallo?
Dom Perignon, cocca mia, è un frutto di lusso!
La pisciatina te la bevo adesso, che moro de sete!
Dai, schiava mia, leccami... sono la tua puttana ardente.
Dalla fonte alla foce.
Mostrami il culo ora.
Che bella la casa di un principe!
Ah, il culo!
Versatelo tutto!
Rotta in culo. Culo sfondato!
- Ti è piaciuto Ascanio? - Io non parlo coi rotti in culo!
Beba che cos'hai. Che ti prende?
Non lo so.
Un colpo di tosse, forse il vino. Ho bevuto troppo stasera.
L'ho ricevuta oggi, è del mio Franco.
- Simpatico chi è? - L'uomo della mia vita, Voglio rivederlo.
Voglio stare con lui, donna Olimpia. Non voglio più fare la vita.
Padrona di fare come credi. Però pensaci bene.
- Qui stai guadagnando un fracco di quattrini. - Appunto, ne ho fatti abbastanza.
- È ora di piantarla. - Fra poco la smetteremo tutti. Stà tranquilla.
Dicono che sta per pasare la legge di chiusura.
Allora basta sfruttare la situazione finchè si può.
Magari cambiare, vai a Milano.
Posso parlare allla sciura Angelina degli specchi.
- È una casa extra lusso. Il problema è Rocco. - Chissà come la prenderebbe una decisione del genere.
Se è per questo al uo pappone ci penso io.
Basta una parolina col questore che è mio amico e te lo faccio arrestare in quattro e quattrotto.
Poverino... in fondo voglio bene anche a lui.
Come tutti quei matti dei clienti.
E a tutte le ragazze.
- E a lei donna Olimpia.
Ricordati piccola, che il casino è una grande famiglia.
- Che cosa dovo fare? - Intanto chiudo. E poi ti faccio un bel bagnetto.
Signori flanellisti... si chiude!
Smammare!
Siete froci, oppure la sconfitta della Roma vi ha ammosciato le palle?
Beba sta male! Ha avuto uno sputo di sangue! Dio mio ha perso i sensi, correte!
Permesso fatemi passare. Lo sapevo che sarebbe andata a finire male. Povera creatura!
Un dottore, chiamate subito un dottore.
Io sono un medico.
Non c'è più niente da fare, purtroppo.
Voglio il prete. Voglio il prete.
Don Vincenzo, faccia qualcosa.
Figliola, ti penti dei tuoi peccati?
Stringi appena la mano, basterà.
L'abbiamo accompagnata tutti. La madre sembrava impazzita.
Non sapeva nemmeno del mestiere di Beba.
La casa è chiusa per 3 giorni, lutto di famiglia.
E cara mia, tocca a tutti. Tu fotti fotti, Dio perdona tutti.
Mi sono vista anch'io finire così, no.
Non ci stò più, mollo tutto, me ne vado.
E come sarebbe lasci tutto?
Sarebbe che voglio finirla con questa vita.
I soldi li ho fatti, mi sono anche divertita. Adesso stop!
Dici minchiate. Ma che ti sei impazzita? Smettere adesso che vai come un treno!
I spiccioli li hai fatti anche per merito mio. Sono io che combinando gli incontri da 30.000 a botta!
Si e te ne prendevi la metà. Sei un pappone. E ti potrei anche denunciarti.
Denunciare a me?
Ma tu sei cretina, tu non esisti. Senza di me non hai lavoro, non hai niente!
Il lavoro io ne trovo quanto voglio. Faccioil mio mestier, faccio l'entrenouse.
E dove a Roma? A me è bastata una chiamata e tutti i night club ti hanno sbattuto la porta in faccia!
Che cosa? Sei stato tu? Mascalzone, farabbutto!
Io faccio il brutto e il cattivo tempo. Sono mamma santissima io.
Tu non mi fai paura, mi fai schifo!
Non mi provocare che ti lascio il segno, capito!
- Ehi che stà succedendo? - Chiamate la polizia!
Non è niente, niente!
Se non sporgi denuncia, fra pochi giorni lo rilasciano.
Cosa decidi di fare?
Non so, mandarlo in galera mi dispiace.
Se vuoi posso parlarne con il mio amico questore.
Farlo sorvegliare e alla prossima sciocchezza sbatterlo dentro e indurlo al suicidio.
Ecco si, magari questo.
Cominque alla fine della quindicina me ne vado.
Dopo quello che è successo a Beba, non me la sento più di continuare.
Fra pochi giorni avrai cambiato idea. In ogni caso, fai come credi.
Ti va un bagnetto? Ho una nuova schiuma tedesca che è una cannonata!
Oggi no signora Olimpia, meglio di no.
Mi gira la testa.
Non mi vengono le mie cose.
Ma che dici. E il diaframma?
- Mi sono accorta che era rotto. - O Dio bono, ci mancava anche questa!
Signora Olimpia, mi sento così triste, così sola.
Non te la prendere.
Stai allegra, non è mica detto che tu sei incinta.
E poi se anche cosi fosse, conosco il posto adatto.
Ci sono stata anch'io... anni fa.
In Francia.
Scusi Dr. Bavarelli, io non parlo francese.
Ai fatto una stronzata. Sono italiano anch'io,
Qui a Marsiglia siamo tutti un pò italiani.
- Mi si era rotto il diaframma. - Già, può arrivare.
Ai fatto bene a venire in Francia, In Italia ci sono di qui ostange terribili.
Le mammane, ambienti sporchi, senza igene.
- Durerà molto l'intervento? - Pochi minuti.
E dopo, soffrirò? Come starò dopo?
Niente paura, dopo ti sentirai benissimo.
Serena, rilassata.
E anche molto sensuale.
Prendi questo uovo, ti servirà a rimetteri in forza.
Anche se... ne avrei più bisogno io che di te.
Tu mi sfianchi.
Farò almeno le 7 stasera.
- Cosa fi qui a Marsiglia? - E tu?
Sono appena sbarcato!
Usciamo.
Comprerò una pensioncina e ci vivrò da signora.
- Con te se vorrai. - Ormai la mia vita è sul mare.
Ma se navighi appena da un mese! Buffone.
Ma ho sempre avuto la vocazione, e poi noi due saremo sempre a litigare.
- Colpa tua, sei scorbutico. - Sono geloso.
Con te ne avrei i motivi, mi pare.
Te lo già detto, ho cambiato vita, niente più uomini, solo te se mi vuoi.
- Bè ci sarà da fidarsi? - Ma non hai visto con chi ero al bar.
Un ragazzino. Più innocente di così!
Vieni piuttosto tu in mare con me.
- Come? - Dove? Sulla barca mia.
Quale barca? Ma cosa dici.
Un cargo bellissimo, in vendita a Livorno.
- Ho deciso di comprarlo. - Con quali soldi?
- Me li farò prestare. - E da chi?
Da te.
- E dove andremo? - Alle Molucche!
Pensa, una vita nuova in Oriente!
- Si. In Oriente, in Oriente.
Invece il cargo era ipotecato e la polizia l'ha messo sotto sequestrato.
- E i tuoi quatrini? - Chissa se li rivedrò!
Abbiamo fatto un monte di pratiche, avvocati, tribunali.
Povera Paprika e Franco?
Quello scemo! È ripartito su un'altro cargo.
E ora, eccomi qui col culo per terra, senza nemmeno i soldi per il treno.
Questo culo non sarà mai a terra.
Proprio un bel casino!
E allora, bel ugaldino, uccello di mare... Ce l'hai duro, eh?
Perché non entri?
È la prima volta che mi sento la sensazione di trovarmi un un bordello!
Meno male che hai trovato me. Vedrai che ti riprenderai presto.
Questo sarà un bordello ma si guadagna eccome!
Fermo! Lasciala stare!
Fuori! Farabutti!
Tutti via! Via!
Ve Remo, aspettiamo nu poco a riaprire!
E intanto pulisci per terra!
Dio Gina, come siamo cadute in basso!
Dici bene te! E io allora che ho fatto le meglio case!
Ho conosciuto certi signori, ma signori!
Che mi hanno messo addosso i brillanti da qui a qui!
A Vespasià, dove li hai messi tutti sti brillanti?
Alza le scarpe Vespasià! Se ti scopo i piedi, non scopi più.
Perchè la chiamano Vespasiano?
Tal dè mè el perchè... Perchè ho visto più cazzi di un Vespasiano.
E me ne vanto bene!
Ma 30 anni di marchette, donne!
Una volta che si entra qua dentar, non si va più via!
Ma perché dici questo?
Ah lo vedrai anche te.
Non lo lasci più! Mai più!
Remo, và a riaprì la porta, và!
Gina dimmi la verità, finiremo anche noi come Vespasiano?
No, giuro di no. Noi faremo un mucchio di soldi,
Staremo con i nostri nostri uomini.
E li cornificheremo continuando a slinguazzare!
Appena scade questa quindicina, cambio aria.
Hai già un ingaggio?
Bè sì, in un certo senso, gli specchi a Milano.
Caspita che lusso!
Alle camere, signori! Fate commercio, il contatore gira!
Bentornato, Ammiraglio!
Non mi chiami Ammiraglio qui. Lei e lei.
Subito. Ragazze voi due.
Ferma la!
Impotenti, non abbiamo tempo da perdere!
- Ma chi è quello? - L'Ammiraglio Sancalaspi. Un porco!.
Gli piace frequentare i bordelli più malfamati, in incognito.
Tu sopra di lei!
Mordile il culo, sbrigati!
Più forte, cretina!
Di più!
Più forte cazzo, mordila a sangue!
Zitta, troia!
E no caro, il mio culo non è un posacenere!
- Su puttana, culo in aria! - Gina ho paura, questo è matto!
Lo so, è meglio non contrariarlo.
Allarga.
Te lo infilo. Ti sfondo!
- Questo no, come no!
- Il culo no! - Come ti permetti di rifiutarti?
Mettilo pure in culo ai tuoi cadetti! A me, nix!!!
Ammiraglio.
Se lei vuole, io.
Il culo, il culo ho detto! Baldracca schifosa!
- Che succede a cà? - Questo brutta puttana non vuole darmi il culo.
Ma come ti permetti di rifiutare il culo ad un Ammiraglio?
Il culo lo dò a chi voglio io! E a lui no, perchè mi è antipatico!
Obbedisci, o ti caccio via!
Ma va a ramengo anche tu!
Se hai voglia di lavorare, Milano è la tua città.
La percentuale della casa è il 60%.
- Ah... Pensavo il 50. - Qua i dane se fanno alla svelta.
Ma devi far presto. Si sentoni certe brutte voci.
L achiusura? Ne ho sentito parlare anch'io.
Quella brutta troia di quella senatrice li.
A Ferrara ne hanno già chiuse tre.
Questa lè la Meris. Tanto piacier.
Te ghe vist che bela tusa che lè rivada?
A Genova hanno chiuso quattro case.
Cos'è cos'è, venite tutte qui a vedere la nuova avrete tutto il tempo giù in sala. Su.
Andè a lavurà! Meris portala di sopra,
Falle vedere la casa e trovale un bel vestitino.
- L'è un tipo da odalisca. - Ah no, l'odalisca no!
Alura, bei fiò, non vi funziona la pertegheta?
Vedè no che le smaniose di darvela!
Vai bene, vai bene ma tira fuori le tette.
Che bel posto! Sembra di stare al cinematografo.
E che belle bambole.
E ce ne sono anche di straniere!
Lei è Karin è svedese. Guarda che bel culo!
- Tu mi vuoi sverginare? - Ciao belesse!
We te sè la nuova quindicina?
Ma ven chi che facciamo l'innaugurazione.
- Sciura Angelina, la me dica commendatur? - La me manda su anche il solito caffè.
Non dubiti, un bel caffè forte.
Pronto, lè ul baretto? Parla la sciura Angelina degli specchi.
La mi mandi il solito caffè, mi raccomando, grazie.
- Un importante uomo d'affari. Un cummenda. - Propri in sci!
Bè, ma quand'è che al riva stò caffè? Mica ciò tempo da perdere io?
Secondo te, in quale banca è meglio mettere i risparmi?
- In Svizzera? - Ma quale Svizzera! Quale Svizzera!
Tel disi mi com'è fa fruta i thò danè,
Cara la mia tusa, ghè pensi mi!
Sera... Sono il caffè.
We, ma ti te se minga el Bertelli reparto vulcanizzazione?
Ho bisogno di arrotondare, gli aumenti che ci ha dato se ne vanno tutti in trattenute.
Ma se siete semre lì a scioperare. Ma come fa l'azienda ad andare in attivo!
Deve rinnovare i macchinari commendatur, sun vech.
Con quai danè? I sussidi del governo vanno tutti al mezzogiorno. Voi parlate sempre perchè ci avete la bocca!
Già, e intanto lei i quattrini.
Se li mangia tuttii al casino.
E a noi ce lo mettete in culo!
E sei proprio tu a dirlo.
Sciura Angelina, scusi se la disturbo, posso fare una chiamata almio amore?
- Interurbana? - A Lodi.
Fala, ma fala corta.
Non và mica bene.
Siamo finiti in mezzo alla chiesa.
Va a finire che ci chiudono davvero.
Doppia!
Guarda che sole. È mia figlia! Stà in collegio a Firenze.
Carina. I invece ho un maschetto, è dalla nonna a Geteborg.
Ma che bella la Svezia! Mi ci porti amore?
Questo invece è l'uomo mio.
Fa vedere. Bel giovane, è marinaio.
- Capitano. - Vorrei tanto regalargli una barca.
E brava, così se ne scappa per mare! Li conosco io i marinai.
Svela, stalloni.
Cosa state aspettando? Le amazzoni del bidè vogliono cavalcare! Forza la monta!
O chiudo baracca ed anche burattini!
Bel timidone... Cos'è hai paura della figa?
Ma che fai, mi diventi rosso?
Lo sai che sei proprio bellino.
Vieni maschiaccio!
- Non mi tradirai vero? - E perchè, mi diverto.
- Sei una lesbica? - Sono una giornalista.
Voglio scrivere degli articoli su quello che succede qui dentro.
Come vuoi che succeda, come dapertutto, gente che fotte e gente che è fottuta.
Parlami un pò della tua professione.
È la più bella del mondo.
Regaliamo gioia, e la speranza, siamo illusionisti.
Perchè dici questo?
Perchè fingiamo, li amoiamo, per dare al cliente l'illusione di esere maschio.
E farci godere, anche se ha il pistolino delle dimensioni di una sigaretta.
- E non ti pesa tutto questo? E perchè? - Certo bisogna amare il mestiere, farlo con divertimento.
Senza vergognarsi, altrimenti è solo.
Gelato! Bisogna avere l'orgoglio della figa.
Parli bene sai. Si vede che sei una ragazza intelligente.
Se fossi una stonza farei un mestiere come il tuo. Oh senza offesa.
Figurati. Senti ma con il cliente cosa fai? Come ti comporti?
Ognuna ha la sua ricetta.
La mia è come una torta paradiso, fatta da mille ingredienti.
Mani al miele, bocca di rosa,
Lingua al caramello.
Vuoi provare?
Si dai, trattami come un cliente! Voglio scoprire tutto.
Per prima cosa ti spogli.
Poi guardo attentemente se l'uccello.
Ha qualcosa che non và..
Come ce l'hai grande!
Poi?
Bocca di rosa e lingua al caramello!
No! Lasciami, lasciami.
Sei matta!
Lasciami, lasciami!
Sei matta! Basta. Basta.
E lo sapevo, voi donne intellettuali.
Siete più troie di noi puttane.
Via, tutti fora!
Usei mort... sciò!
Eccoti nel tempio dell'eros.
Devi conoscerlo prima della sua imminente chiusura!
Urca, che bel!
Conte... Sciura Angelina ben trovata.
Questo è è mio figlio, gli faccio il regalo per il 18° compleanno.
La visita delle sette chiese!
- Cominciando da lei. - Onoratissima!
Signorine tutte qui, prego!
Guarda che fiori. Tutte a disposizione di quegli stronzi dei clienti.
Perle per i porci, orchidee per lo sterco.
Ma prima di fare le tue scelte, guardale bene!
- Ma papà, cosa fai? - All'antico.
Si dà uno schiaffo al figlio perchè non dimentichi quello che ha visto.
Belle troie, mostrate i vostri gioielli al mio rampollo!
E tu, con quella bocca da pompini, chi sei?
- Paprica. - Paprica... bel nome per una puttana!
Io sono il Conte Bastiano Rosasco.
- Avevo capito che lei era un Conte. - A si, e come mai?
Solo i nobili sanno essere così volgari!
Tushè, vai con lei Gualtiero e vedrai che ti divertirai!
Poi mi racconti tutto, pirla! Son sicuro che quella ci sà fare!
Carissima!
Ma che bel vestito è tuo o della casa?
Signor Conte perchè mi ha invitato alla sua festa, per burlarvi di me?
Cosa dici, ti stimo moltissimo.
Gualtiero mi ha detto meraviglie sulla tua performance.
Vieni, vieni che ti presento.
Vi presento Paprika, una cara amica e un culo imperiale.
Oh Bastiano, sei il solito ragazzaccio, anche se oggi compi 70 anni.
Lo scusi signorina, è il suo modo di fare.
In fondo lo ha detto solo per farmi un complimento.
Lo ha fatto anche a me.
- Ma io a te ti conosco. - Si signorina.
- Dove ci siamo visti? - In casino signorina, davvero.
Non ricordo.
Però, ce l'hai bello duro, però!
Se la signorina vorebbe seguirmi per caso nei locali del guardaroba,
- Ti ficcio un culo così! - Che idea graziosa!
Andiamo.
- Nico, l'hai portata la coca? - Sempre con me.
- Bravo, poi la metti nella saccarina della zia. - La vuoi fare crepare, povera vecchia?
Magari. Non vedo l'ora così mi becco l'eredità!
A porcellone, ti ho sorpreso!
- Usci subito, mascalzone! - Signor Conte mi licenzi?
Anzi, semmai ti raddoppio lo stipendio.
Ma adesso vattene!
Me lo avete fatto venir duro! Tu sei la donna che me lo ha fatto tirare dopo 3 anni.
Prego, si accomodi. È un onore per me.
Oh che bel! Oh che bel! Oh che bel!
Paprika! Paprika mia.
Tu sei la donna che cercavo, tu!
Sposami, Paprika.
Si! Sposami!
Eccoci qui, vi presento la mia futura moglie, si chiama Mimma.
Paprika per gli amici. Mia zia Rinalda.
Mia cugina Eleonora, padre Bardelli, che predica bene e razzola male.
Mio figlio Gualtiero che già conoscete,
Mia sorella Giuseppina, mio fratello Gustavo, e l'amico Ginetto.
- Piacere. Bastiano ti devo parlare. - Che c'è?
Sono proprio contento di avere come matrigna una puttana.
Noi due andremo daccordo, vero?
Dora in poi dovrai rispettarmi, se non per me per tuo padre.
Insomma Bastiano lo scherzo è durato anche troppo.
Non ti vergogni a trascinare il nostro nome nel fango.
E tu allora che lo hai trascinato in tribunale per bancarotta fraudolenta!
Allora miei cari vogliamo brindare al nostro matrimonio?
La signorina è veneta se non sbaglio?
Quasi, di Pola.
Brava gente gli Istriani. Laboriosi, generosi, caritatevoli.
Oh la signorina è molto generosa. Molto dà, Molto volentieri, si dà a tutti!
Ognuno fa quello che può.
Chi ha denaro dà denaro, chi ha un bel corpo dà il corpo.
Ma anche un bel corpo è un dono del signore.
Bravo Fra Carlo, lo sempre detto io che solo i frati sanno sempre apprezzare un culo ben fatto!
Paprika amore, vogliamo brindare alle nostre nozze? E anche voi tutti brindate!
Su Giuseppina, brinda anche te!
Va bene brindo.
Mi scusi!
Però cara, non puoi restare con la camicetta bagnata.
- Sarà meglio che te la togli. - Hai ragione amore, aiutami tu.
Non basta amore, spogliati ancora. bebbono conoscerti bene.
Guardatela bene, coglioni, è la donna che cercavo.
È l'unica che me lo fà tirare ancora.
È la gioia di vivere! E perciò per me
Lei sarà sempre la Contessa Rosasco!
Bravo Bastiano! Brindiamo!
La posta, signora Contessa.
Grazie, mettila giù.
Sono tutt per te caro, lo vedi quanti ti volevano bene!
Tutti uguali, senza fantasia.
Questo poi!
Rallegramenti per le tue nozze. Notizia giuntami solo adesso.
Auguri dalla Giamaica.
Brindo a tè e ai quatrini che hai sposato. Ti amo sempre, Franco.
Anch'io ti amo sempre.
A te non dispiace, vero Bastiano?
Senato ha approvato definitivamente la legge Merlin.
Dopo infiniti rinvii, la legge sulla chiusura delle case di tolleranza.
Ha finalmente superato gli ultimi ostacoli. Da oggi l'Italia non tollera più.
Hai sentito, Bastiano?
È la fine di un'epoca. Come dicevi tu!
Che peccato!
Fate le vostre offerte signori! È un bidet del 1920.
Ha conosciuto le passere e i culi più belli d'Italia.
Io, io... lo voglio a qualunque prezzo! Lo voglio io.
Madam Colette, me lo cede? Anche se ormai lo conosco a memoria.
Prendete, prendete tutto, che problema è adesso!
Prendere pure le marchette, tanto ormai non servono più a niente.
Una canula vaginale coi fiocchi, a chi offre di più!
Mutandine, reggiseni, reggicalze! Una delizia per i feticisti!
La specchiera, le lampade, le quattro stagioni. Domani le mando a prendere. Sono già daccordo col signor Tommei.
Metto all'asta 2 tette, un culo
e un mona di Contessa? Chi li vuole?
Paprika! Mi scusi, Contessa.
Scusa a chi?, Vecchia troia vieni qua!
Oh Madame Colette, non potevo non venire a portare l'ultimo saluto
alla casa dove ho cominciato la carriera.
Oh Paprika, siamo forti nella sventura!
Pensa adesso cosa succederà? Malattie, delinquenza.
Un bordello nelle strade.
Una civiltà che se ne và! L'antica arte dell'erotismo che scompare!
Proprio come diceva il mio povero marito.
- Sei libera? Andiamo in camera? - Ma come ti permetti cafone? Questa è una Contessa, cosa credi!
No! Sono una puttana, e me ne vanto!
Grazie a queste tette, culo e mona.
Sono diventata ricca e rispettata.
Olè... Godiamoci la vita, champagne per tutti! Offro io!
Addio, amori furtivi e passioni di mezz'ora!
Addio bidet conlo schizzo e borsa piena di marchette!
Addio maritini in cerca di stravaganze, che con le loro mogliettine non posso fare.
Addio... feticisti dll'occhio tenero.
Addio, gli studenti dal sorrico incantato!
Addio a tutti!
Ma adesso basta, se no mi metto a piangere!
Beviamoci sopra! Che la vita è breve, e la mona è eterna!
Oggi la dògratis a tutti.
Non la vendo, la regalo!
Guarda! Guarda!
È il battello che ho regalato a Franco, il mio dono di nozze. Bello.
Sapessi come stà bene in divisa! A si?
Eccolo è lui!
Eh... Naviga naviga mio bel marinaretto, tanto ormai non mi scappi più!
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