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Original subtitles

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Oh, "io sono incazzato nero" e tu stai mangiando un gelato ?

Non hai mai un'idea buona !

Ah, io non ho buone idee ?

- E queste che cosa sono ? - Che cazzo sono ?

"Playboy".

Adesso le prendiamo.

Mamma mia, questa roba è una bomba ! E' una bomba ! Accelera, Vittorio !

Accelera !

Sono in paradiso !

- Andiamo a prenderne un'altra. - Andiamo, dai !

Permesso.

- Non si può entrare. - Perché no ? - Serve la giacca, non gli abiti che indossate.

- Va be', entriamo e usciamo, devo incontrare un tizio. - Ci metto 5 minuti.

Vi ha detto che non potete entrare. Vi togliete da qui e fate passare gli altri ?

Ma è la tua ragazza ? Credi di farmi paura con quegli scarabocchi ?

Adesso ti levi e io entro. E non guardarmi così, altrimenti mi innamoro.

Cesare, è arrivato Brutto, ce la facciamo dare da lui la giacca.

- Buonasera. Prego. - Brutto, ci servono due giacche.

- Due giacche ? E a cosa vi servono ? - Mi servono. Dammi la tua, Luca.

- Ma perché ? - Dammi la giacca. - Dai, andiamo ! - Tieni. Oh !

- Se lo avessi fatto a me, ti avrei rotto il culo. - Per questo non l'ho fatto, Brutto.

Oh!

- Oh, non si entra. - E' inutile che fate i furbi, non entrare neanche con la giacca.

- Non vedi che ti sta piccola ? - Adesso lo meno !

Adesso ti rompo il culo ! Prima mi dici di mettere la giacca e poi dici che non va bene ?

- Ma qual è il problema ? - Il problema è che qui non entrate. - E chi dice che non entriamo ?

Te lo dico io.

Oh, stai buono ! Cesare, stai buono.

- Oh, Cesare, che cosa fai ? - Volevamo prendere due pastiglie ma non ci fanno entrare.

- Qual è il problema ? Entro e le prendo io. - Sì, ma non ti fanno entrare questi stronzi.

Lo ci provo. Andiamo.

Dammi la giacca, Lungo.

- Ciao. - Ciao. Non potete entrare. Voi non eravate insieme a quello lì ?

Questi pezzi di merda li hanno fatti entrare ! Li hanno fatti entrare !

- Lo la incendio questa discoteca ! - Dovete farlo entrare, questo è totalmente matto !

- Non entrate perché la incendio ! - E smettila ! - Buono, Cesare, stai calmo.

- Ma è il caso di fare certe cose ? - Falla finita. - Perché gli hai detto che sono matto ?

- Per vedere se ci fanno entrare, no ? - Tanto per vedere ? - Tanto per dire.

- E tu tanto per dire gli dici che sono matto ? - E qual è il problema ?

Prego.

- Oh, Cesare ! - Basta ! - Falla finita, Cesare !

Eccoli, ci stanno aspettando.

Cos'hai di buono ?

- Il Braccio di Ferro. - Ce l'hai la Fragolina ?

Ci ammazziamo dal ridere con la Fragolina.

La Fragolina no. Quante "chicche" volete ?

Ferme tutte e non vi succede niente !

Dai, andate alla cassa e prendete i soldi !

- Oh, ti ho visto, tirali fuori ! Ha i soldi dentro le mutande. - Ma chi, io ?!

Hai capito questi due froci ? Non sono stati capaci di metterle la mano nelle mutande !

- Oh, vi date una mossa ? - I soldi ! - Che soldi ? Non ce ne sono !

- Questa non ce li vuole dare ! Vai tu ! - Forza, che andiamo via ! - Prendili tu !

Ma è stato lui a innervosirmi. Mi urlava: "Prendi i soldi, prendi i soldi".

- Non ho capito più un cazzo ! - AI posto vostro le avrei infilato la mano !

Ma che cosa dici ? Non sei stato nemmeno in grado di prendere una macchina che funzionasse.

- Dai, sali, dai ! - Dai !

- Oh, accendi la macchina ! - Non parte !

- Ma come non parte ? - Andiamo ! - Dai, non scherzare !

Non parte, non si accende !

Dai, scendi e spingi ! Spingete ! Forza !

Altro che spingere !

- Avevate paura che vi mordesse ? - Pensa ancora alla "figa". - La "figa" con i denti !

Mi sento male !

Vittorio, menomale che siete arrivati. Questi si stanno "allargando", non si regolano.

- Ti ho detto 200 volte che non devi aspettarmi. Sei ubriaca ? - No, ho bevuto solo un Campari.

- Va' a casa. Sbrigati, forza ! - E adesso chi sono questi ?

Adesso ti sfondo !

Lo ammazzo !

- Oh, cosa stai facendo ? - Vieni qua, vieni.

Dove andate ?

Dove cazzo andate ?

- Andiamo, dai. - Sei contenta ? Hai visto cos'hai fatto ? - Cosa ho fatto ?

Ah, non hai fatto niente ? Ci hai fatto litigare con quelli.

Vai a casa. Vai via, dai.

- Ti ho detto di andare a casa ! - Oh !

E togliti quella gonna, mi sembri una puttana.

VAI!

Perché la tratti sempre male ?

Franco !

- Sei cappuccini. Sei ! - Sette ! Sette cappuccini. "Settete".

- Con la schiuma. - Quello che ti pare, Franco, basta che fai qualcosa. - Sette cappuccini.

Non li hai ancora preparati ? Dai !

Franco, prestami 100.000 lire, "sono in bianco". Dai, fai questo sforzo.

Oh!

Poi te li restituisco.

- Le state facendo scappare. - Ma dove vanno ?

Ve ne andate ?

Buonanotte.

- Amore, devi mangiare, ti devi sforzare. - No. - Non devi fare i capricci.

- Cesare ! - Ciao, brutta !

- Guarda cosa ti ha portato lo zio. - Cosa mi hai portato, zio ?

- Tieni. Sono quelli che ti piacciono ? Sono questi ? - Sì.

Ora ce li mangiamo tutti. Ciao, mamma.

Tieni. E bevi anche il latte che ti ha preparato la nonna.

- No, dai, zio, il latte no ! - Il latte no ? Bevi il latte o mi arrabbio.

Bevi ! Ti rubo anche un biscotto.

- Mamma, e questi soldi ? - Sono stata dal pescivendolo. Ho preso un paio di milioni.

- Hai chiesto i soldi a quello strozzino ? - Sì, perché ci servono Cesare.

- Non voglio che manchi niente alla bambina. - Potevi dirlo a me ! Ci penso io !

Quando ? Non ci sei mai.

Ciao, Vittorio. Ciao, Cesare.

Non vi sforzate, eh ?

- Ma cosa vuoi ? - Niente. Non voglio niente. Volevo vederti.

E adesso mi vedi. Guarda quanto sono bello !

- Ehi, cosa facciamo ? - Cosa facciamo ?

- Andiamo a "fare due tiri". Lungo, vai a prendere il pallone. - lo ?! - No, tua sorella.

Vaffanculo, va' !

Fa pure freddo !

Tira !

- Porca puttana troia maledetta ! - Cos'hai fatto ? - Mi sono punto.

- Fammi vedere. - Stai fermo.

Questi drogati di merda si fanno "le pere" e lasciano le siringhe in giro.

Certo, vanno sempre lì dentro "a bucarsi".

Devi andare a farti subito le analisi, per vedere se hai preso l'AIDS.

Macché subito ? Ma cosa dici ? Se le fa subito non si vede niente, deve aspettare qualche mese.

- E sta per mesi in paranoia ? - Certo. - Non me ne frega un cazzo, faccio una strage !

Cesare ! Oh !

Oh ! Fermati !

Non possiamo stare qui tutto il giorno, Cesare.

Entriamo, dai. Se ci vedono, "mangiano la foglia" e stanno alla larga.

- Siamo qui da mezz'ora e non è arrivato nessuno. Possiamo andare via. - Se vuoi andartene, vai.

- Li prendiamo un'altra volta. - No, li prendo adesso. Adesso.

Ma guarda se uno deve stare qui ad aspettare un tossico.

- L'ha detto anche Viviana che vengono qui. - Sì, ora diamo retta a quella "sbroccata" !

Mia sorella non era una drogata. Gli ha attaccato lui l'AIDS, quel pezzo di merda.

Non ci posso pensare.

Così lei è morta e ci ha lasciato Debora.

Come sta ?

Come vuoi che stia, Vittorio ?

- Quante ne hai prese ? - 100 a 5000.

- Ma cosa sono, "Playboy" ? - "Playboy", "Colombine"... Un po' di tutto.

Non ci bastano, fratello.

Allora, Lenzetta, queste sono 30 e vanno a 50.

- 50. - Le devi vendere a 50, Lenzetta. - Certo.

- Vai al parchetto per un paio d'ore e vedi "come gira". - Fai avanti e indietro, cammini.

Poi vai agli Elefantini, per altre due ore.

Poi ci porti i soldi, hai capito ? Ripeti. Fammi sentire se hai capito.

- Allora, vado prima agli Elefantini... - No, prima vai al parchetto e poi agli Elefantini.

- Te lo devo scrivere, Lenzetta ? Te lo scrivo. - No, no, ti pare ?

- E dopo che fai ? - Va be', dopo... - Devi portarci i soldi !

- I soldi, certo. - Non ti dimenticare. - Sii preciso. - Preciso.

- E' un rincoglionito ! lo sto "facendo la retta". - Ho capito, ma non lo stai facendo gratis.

- Ciao, Riccardo. - Ciao. Come stai ?

Tutto bene ? Entrate.

- Ma sono tutti figli tuoi ? - No, solo tre, gli altri sono di mio fratello. Entra, entra.

Sedetevi.

Andate fuori.

Felipe !

Sono arrivati.

Tre milioni e mezzo.

Sono 35 grammi, eh ?

Per me non basta, è poca.

C'era questo a casa.

Abbonda, Vittorio, ora che recuperiamo quella che ci siamo "pippati"...

- Dammela. - Tieni.

Non bastano, mancano 200.000 lire.

- Tieni. - Cesare ! Vittorio ! - Sentite cosa ci è successo ieri sera.

- Ieri sera abbiamo presi due pezzi da Lenzetta. - E allora ? - Allora ?

- Uno era buono, con l'altro mi "frizzava" tutto il naso. - Ma che cazzo era, Cesare ?

- Che cazzo volete ? E' roba buona. - Tu dico che mi "frizzava".

Ho capito che "frizzava". Sarà stata la cocaina frizzantina. Non la conosci ?

Non avete mai sentito parlare della cocaina frizzantina ?

Va be', comunque stasera andiamo a ballare, ditelo al Corto e al Grasso.

Però portiamo due pezzi di quella normale, la frizzantina l'abbiamo finita.

- Se devo dirti la verità, io quella normale la preferisco. - Anch'io.

- Anche se... la frizzantina ha il suo perché. - Sì.

Aspettami qui.

"Bella", ragazzi !

Questi sono i soldi che hai dato a mia madre più due mesi di interessi.

- Ciao, brutta. - Ciao, zio.

- Sono tanto stanca. - Perché ti devi riposare.

Chiudi gli occhi.

Bisogna andare dal dottore per le medicine, sono quasi finite.

- Insomma, cosa dice questo dottore ? - Il controllo è a fine mese.

Bisogna vedere cosa vuole fare il Padreterno. Mi ha già portato via la madre...

La figlia no... Non la reggo un'altra botta !

Non te la porta via nessuno. Tu dalle le medicine e non te la porta via nessuno.

E' vero. C'è gente che sta vendendo per conto di un certo Penna e di un certo Gallina.

Fanno anche dei prezzi "stracciati". Il capo è una donna.

- Ma chi sono questi Penna e Gallina ? - Non li ho mai sentiti.

- Ora vattene. - Ma non vi può servire una mano ? - Ma quale mano ? - Vai, andiamo!

Va bene. "Bella", ragazzi.

- Vai ! - E questa pistola ? - E' da tanto che ce l'ho. - Sì...

- Vuoi tenerla tu ? - Oh, leva questa cosa, Cesare, dai !

Oh ! Penna e Gallina li conoscete ? No, eh ? Niente ?

- Tu non lo conosci ? - Chi conosce Penna e Gallina ?

Penna è il mio uomo ! Che cazzo vuoi, sei una guardia ?

- E' il tuo uomo ? - Visto ? - Di' a Penna che se non la smette lo facciamo diventare una matita.

- E con Gallina facciamo un brodo. - Questa è la nostra zona, non deve rompere il cazzo !

- Hai capito ? - Sì. - Dice che ha capito. Secondo me non capisce una cazzo questa !

- Andiamo. Andiamo, ha capito. - 'Sta stronza !

- Dammi la pistola. - Tieni.

- Vai piano, dai nell'occhio. - Va be', sbrigati.

Dividiamoci.

Tienimela.

Scusate, sapete dove abita Linda ? Una ragazza mora...

- Gira a destra, è la palazzina che trovi di fronte. - Grazie.

La pistola.

L'ho buttata.

- Come l'hai buttata ? - Tanto non era vera, era un giocattolo.

Sto cazzo era un giocattolo, era una 7,65 ed era anche carica.

Lui è mio figlio, Tommasino.

Ciao, Tommasino.

Senti, amore, perché non vai a prendere il latte così parlo un momento con il signore ?

- Va be', però mi prendo anche le figurine. - Prendi anche le figurine.

Guarda che lo sapevo che era vera, non sono mica scema.

Sta salendo il caffè, lo vuoi ?

- No, grazie, vado via perché ho... - Cinque minuti.

Siediti.

Che mestiere fai ?

Niente, perché ?

Pensi che io faccia il bandito ?

Non è neanche mia la pistola. E' di un amico che me l'ha dato quando ha visto le guardie.

- E tu me l'hai messa nella borsa. - Mm ! Tanto non ti perquisiscono.

- Ma non è che è una faccenda di droga ? - Che droga ? La gente è fissata con la droga.

- Tu che cosa fai ? - La madre.

"Tiro su" Tommasino e qualche volta Tommasino "tira su" me.

La mattina lui va a scuola e io vado a fare i servizi in alcune case.

Non abbiamo molti soldi, però... però facciamo tante cose.

Quanto zucchero ?

"La balena" davanti ! Con questo culo ci vogliono due sedili.

- Ma quanto siete stronzi ! - Dai, tira fuori "il pezzo". - Brava, tiriamolo fuori.

- Dai, scemo, facci "tirare". - Oh, mi fate "tirare" ? - Oh, stai buona !

Sei tutta eccitata... Fammi sentire come ti sei seduta.

Ti dà fastidio ? E allora ?

- Bella roba, fa tutto da solo. - Ma che cazzo ci hai fatto salire a fare ?

- Oh, falla "pippare", Vittorio ! - E non rompere il cazzo !

- Fammi "tirare", però ! - Oddio, questa si sente male.

- Buona, "me lo smonti" ! - E dai !

- Dai, oh ! In posta ci mettono di meno ! - Eccola, amore ! Eccola !

Tieni e fai una striscia, però, non la mangiare ! Vai, così !

Guarda che roba, è un chilo e 200. Vai ! Vai ! "Pippala" !

- Ma tu sei un testa di cazzo ! Porca troia... - Ma fatti 'sta "botta" !

- Cerca, cerca, vai a cercarla ! - Ma vaffanculo ! - Parti, con questa macchina !

Dai, Cesare, schiaccia il pedale, andiamo !

- Andiamo subito al bagno a fare "una botta". - E tu che cosa mi dai ? - Sorpresa.

Mi servono due grammi.

- Li hai due "pezzi" ? - Così ce la facciamo anche noi, dai. - Dai, è già passata mezz'ora.

- Caspita, come siete agitate, oh ! - Andiamo.

Ma che fai ?

- Ehi, Chicca ! - "Bella", Pamela.

- Ce l'avete "una botta" ? - Oh, vieni, vieni. Ne abbiamo quanta ne vuoi.

- Ci vediamo. - Ciao.

- Oh, la diamo questa "botta" ? - La facciamo ? - Dai...

- Oh, ci facciamo anche quella ? - Dai, dai ! Dai, ti prego, Vittorio.

- Dai, dai ! - Dai, Vittorio. - Oh, però non dovete toccarmi. - Dai, Vittorio.

- Dai, Vittorio, poi scopiamo. - Sì, sì, dai scopiamo ! - Oh, ma...

- Porca troia ! - No !

Dove cazzo è ?

- Dov'è ? - Guarda se è caduta qui. - E' qui sotto... Guarda di là !

Ma cosa guardi, i sassi ? Ma dove l'ha buttata questo coglione ?

Eh, non lo so !

- Cazzo ! Hai guardato bene ? - Magari è caduta qui, levati !

- Porca troia ! - Cazzo !

- Porca troia ! - Che testa di cazzo !

- Oh, levatevi dal cazzo, forza ! - No ! Il peperoncino no ! Che cazzo fai ?

- Dai, andiamo, forza ! - Ma vaffanculo ! - Levati dal cazzo !

- Testa di cazzo ! - Che cazzo ti abbiamo fatto ?

Hai dimenticato la borsetta ! "Li mortacci tua" !

- Che dici ? Bastano per tornare a casa ? - Perché, andiamo a casa ?

- Dove vuoi andare ? - Boh, da qualche parte.

Dove andiamo ?

Eh, dove andiamo ?

Tieni, prendila.

Perché ti sei fermato ?

C-c-c'è il pullman. E' pieno di gente, faccio una strage.

Vittorio, ma non c'è niente.

Ma mi prendi in giro ? Guarda che casino che c'è ! Altro che non c'è niente !

Vittorio, non c'è niente. Sono le pastiglie.

- Non c'è niente ? - Niente.

Ah...

Guido io.

V-vai piano che c'è la gente.

Sì, adesso andiamo via, non ti preoccupare. Non gli facciamo niente.

Questi ci sono o non ci sono, Cesare ?

Be', Vittorio, è possibile che ci siano, però noi guidiamo con prudenza.

Non c'è niente nemmeno su ?

Perché, cosa vedi ?

I dischi volanti ?

Andiamo, dai.

Viviana, questo ha preso troppe "chicche", vede i dischi volanti.

- Che cosa significa i dischi volanti ? - No, ma quali dischi volanti, sto benissimo.

- Ehi, merda ! - Deficiente ! - Stronzo !

Ma che cazzo fai ? Te ne vai e ci lasci a piedi ?

- Ma che cazzo di modi sono ? - E poi perché ci hai spruzzato il peperoncino ? - Sta male !

- Ma sei fuori di testa ? - Piano, sta male ! - Ah, sta male ? - No, povero, ti senti male ?

E chi se ne frega ! Così impari a "pippare" da solo, coglione !

- "Chi mangia da solo, si strozza", deficiente ! - Oh, ma che cazzo gridi ?

Oh, adesso ci mangiamo dei buoni bucatini così Vittorio si riprende, vero, fratello ?

- E chi è capace di farli ? lo no. - lo non so farli. - Non li sapete fare ? - No, embé ?

- Eh, certo, voi sapete fare i bocchini. - Sì, sono andata a scuola da tua madre, è brava.

- Ehi, anche un cieco capirebbe che siete due mignotte. - Vaffanculo ! - Oh, non mi toccare !

Oh, dovete stare zitte ! lo e Vittorio dobbiamo concentrarci sulla pasta !

Mute ! Mute ! Adesso ti tiro la padella !

Mute! Mute!

- Vuoi una mano, Cesare ? - No, vai a sederti.

Allora...

- E il guanciale... - E' "sti cazzi del guanciale", Vittorio.

Vieni.

Oh ! Cosa c'è ? Che cosa c'è ?

C'era il diavolo dentro la padella, Cesare.

L'ho visto, era rosso, aveva anche le corna.

- Ma che cosa dice ? - L'ho visto, aveva le corna. Guarda.

- Ma gli si sta bruciando il cervello ? - Va be'... - Non toccarmi ! Non mi toccare !

- Dai, Cesare, li faccio io. - Andate a sedervi.

Andate a sedervi, io devo fare la pasta.

Posso fare questa pasta o no ? lo ho fame !

Ma io cosa sono, una stronza che ho dovuto saperlo dagli altri.

Dopo 2 anni ? Ma si fa così ?

Sali.

Lo potrei anche capirlo se fosse una bella ragazza, ma per una racchia come quella no !

Ma tu la conosci ?

Lo non mi ricordo nemmeno come si chiama.

Linda ! Si chiama Linda.

- Pensa che a me Vittorio ha detto che vuole andare a lavorare. - Vedi che non è normale ?

Mi hanno detto che ha anche un figlio.

Stai zitta, Viviana.

"Ti stai cagando sotto", eh ?

Uh ! Sai che paura che mi fanno...

Oh, guarda che se ci mette ancora un po' il Limoncello finisce che se lo bevono loro.

Abbi fede, ragazzina.

Lo beviamo noi il Limoncello.

Dai, vieni qui !

Oh, da vicino mi sembri un marziano.

Anche tu. Siamo due marziani.

Sì, magari... sarebbe bello.

Però credo che abbiamo sbagliato pianeta.

Andiamo, dai, il "carburante" è finito !

Ma che cosa fai ?

- Ciao, bello. - Ciao. Non fare tardi domani.

Eccolo.

Lavoratore...

Mamma mia, sei tutto sporco !

- Be', che c'è ? - Noi volevamo sapere se ti ha picchiato per farti andare a lavorare.

- E sì che ti ha picchiato. - Ma non avete un cazzo da fare voi ? - Tieni, fratello.

- Mettila via, non mi interessa. - Ha detto che non gli interessa. - Non gli interessa ?!

- Andiamocene, su. - Non gli interessa... - Andate, io resto qui, ci vediamo dopo.

Sì. Ciao, ragazzi.

Non ti sei ancora stufato, eh ? Non ti basta.

Ma per quanto pensi di potere andare avanti ?

- Trovati una donna, Cesare, "sistemati" anche tu. - Vieni, devo dirti una cosa. Vieni.

Cosa c'è ?

Oh, ehm...

Alla fine me la sono scopata Viviana, però non è colpa mia, è lei che mi è saltata addosso.

Va be', non me ne frega un cazzo, non è mica la mia ragazza. lo sto con Linda.

Però me lo potevi dire, no ?

Che cosa ti devo dire ?

Che era così brava.

E Linda com'è ?

- Com'è ? - Smettila, Cesare. - Le piace ?

- Eh ? Come fa quando... - Ti ho detto di smetterla !

Oh ! Oh, a me non lo vuoi dire come fa...

- Ti ho detto di finirla ! - Oh ! - Ti ho detto... Falla finita, ti ho detto !

Sei tu che mi ha tradito, pezzo di merda ! Sei tu ad essertene andato per i cazzi tuoi !

A me non ci pensi, eh ?

- E adesso come faccio a lavorare ? - Ma che cazzo vuoi lavorare ?

"Sei fatto come una pigna", guardati !

Riprenditi.

Dammi queste cazzo di pastiglie. Dammi queste cazzo...

- Oh ! - Ti ho detto di darmi le pastiglie. - Che cosa ci devi fare ? - Dammele !

- Che ci devi fare ? - Le butto: dammele. - Ma che butti ? - Dammi 'ste pastiglie.

- Ma che butti ? - Dammi 'ste pastiglie. - Ma che butti ? - Dai. - Ma che cazzo butti ?

- Sta' buono, te le do io. Tieni. - Bravo.

- Che cosa ci devi fare ? - Le butto nel cesso e tiro la catena. - Ma che butti nel cesso, oh !

- Vittorio, ma cosa butti nel cesso ? - Vai a dormire, domani vengo a prenderti alle 06:00.

- Alle 06:00 ? E dove andiamo ? - AI cantiere.

Al cantiere ?

- Mi porti con te ? - Sì, ti porto con me.

Alle 06:00.

Oh!

Ci mancava solo quello.

Linda, lui ha solo me.

- Se non lo aiuto io, chi lo fa ? - lo so che è matto. E secondo me sbagli a portarlo con te.

- Va be', ma non lo posso abbandonare. - Oh, tu sei nuovo nel cantiere.

E con tutti questi polacchi, è già tanto se ti fanno lavorare, ricordatelo !

Ma chi è questo Cesare ?

E' un mio amico. E' un fratello, ci conosciamo da quando eravamo piccoli.

- Ma che cosa stai scrivendo ? - E' un tema.

La professoressa ci ha detto di scrivere quello che succede a casa.

Vuole farsi i fatti nostri la professoressa.

Posso ?

"Vittorio, quello che dorme con 'mi' madre...". 'Mia madre', correggi.

"Dice che vuole portare al lavoro Cesare, un suo caro amico fin dall'infanzia."

Bravo, Tommasino, ricopialo in bella.

- Ma dove vai a quest'ora ? - Al cantiere. - Al cantiere ?!

E' un'idea di Vittorio.

- Ciao, mamma. - Ciao.

Proviamo, se ci fanno lavorare, bene, se no proviamo da un'altra parte, è pieno di cantieri.

- Oh, guarda chi c'è ! - Lenzetta, chi comanda qui ?

- Il capo è Mario, ma siamo al completo, oggi non prende più nessuno. - Ma dov'è...

- Mario ! - Mario !

- Chi è Mario ? - Mario ! - Mario !

- Oh, sono io ! Che cosa vuoi ? - Ciao, Mario. Sono venuto con un mio amico per lavorare.

- Che cosa dobbiamo fare ? - Che cosa volete fare ? Sono pieno !

- Puoi scendere ? Così parliamo un attimo. - Oh, sono pieno !

Oh, ti abbiamo detto di venire giù ! Scendi !

Dai !

Stai buono, se non facciamo così questo coglione non ci fa lavorare.

Oh, ma non ci senti ? Ho detto che non ho bisogno, andate in un altro cantiere.

Mario, vieni bello ! Senti, volevo dirti una cosa.

Non hai capito che se oggi non lavoriamo noi qui non lavora nessuno ?

- Che cosa sai fare ? - Siamo muratori specializzati. - Macché specializzati...

- Come no ! Siamo muratori specializzati. - Siete specializzati o no ? - Siamo spec...

Lenzetta, diglielo tu che siamo muratori specializzati. Non sai che sono specializzato ?

- Boh! - Boh?!

- Va bene, andiamo, fatemi vedere che cosa sapete fare. - Grazie.

Cesare, e che cazzo con quest'acqua, dai !

Invece di ringraziarmi... L'ultima doccia l'hai fatta a ferragosto !

- Ma che cazzo stai facendo ? Ma vuoi solo spruzzare ? - Calma.

Ma guarda cosa hai fatto ! E' meglio che torni a fare quello che facevi prima.

- Stai buono o chiamo Mario e ti faccio licenziare. - Addirittura !

Dai ! Tira, tira !

- Sotto ! - Oddio ! Scusate, sono scivolato.

- Mario, dacci i soldi, dai. - Avete fatto solo danni e volete anche essere pagati ?

- Certo, abbiamo lavorato. - Avete lavorato ?! Ma se non avete fatto un cazzo ! - Dacceli !

- Stai calmo ! - Cos'è questa confusione ? - Vogliono i soldi che "non si sono sudati".

- E lui chi è, un altro coglione come te ? - Pezzo di merda ! - Infame !

- Cinquanta a testa e ve ne andate. - Facciamo cento, Mario.

A te. A te. E non vi fate più vedere.

Ma come "non vi fate più vedere" ? Adesso che ci fidiamo entrambi...

Voglio farti fare un affare. Alcuni miei amici hanno un tir con dei televisori nuovi enormi.

Come essere al cinema. Hai presente ?

- Affare ? Ma se costano tanto ! - Certo, se li vai a comprare al negozio.

Lo te li faccio avere per poco, ma mi devi dare un piccolo anticipo.

- Di che marca sono ? - Sony, Philips... Televisori da due milioni...

lo te li faccio avere per 500.000 lire. Però mi devi dare subito 200.000 lire.

Va be', fammici pensare. Ci sentiamo domani.

"Fammici pensare"... Te lo fai raccontare da chi se li è presi. Andiamo, Vittorio.

- Va be', aspetta. Ti posso dare 100.000 lire. - 200.000. Ti sto facendo un favore.

Però, hai ragione, tu prima sei stato gentile con me e io devo ricambiare.

- Va be', dai. - Lo sapevo che "avevi fiuto" !

- A te non serve ? - Scusa, ma non ho i soldi con me. - Fatteli anticipare da Mario.

- Lo vuoi ? - Mi serve. Te li porto dopo. - Grande, Mario.

- Cos'è questa storia dei televisori ? - E' un affare.

Sì, ma non puoi rubare i soldi a chi ti fa lavorare !

Vittorio, la vita è dura e se non sei duro come la vita, non vai avanti.

Tieni, ce li dividiamo.

- Non ci posso credere ! Ma è un'epidemia di lavoro ?! - E allora ? Mi piace lavorare.

Voi che state nell'ambiente dei lavoratori, perché non ci rimediate una fiamma ossidrica ?

- Hai sentito, Vittorio ? Gli serve una fiamma ossidrica ! - A cosa ti serve ?

- Devo aprire una cassaforte. - Sì... - Sì, ma quando mai? - Andiamo.

- Franco, due birre. - Ciao, Franco.

Cosa c'è ? Cosa guardi ?

Si stupisce. Abbiamo lavorato, eh ?

Non siamo come quei quattro là fuori, noi ce lo "sudiamo" il pane !

Che c'è ? Mi piaceva e me lo sono preso.

- Quanti ne hai fregati con questa storia dei televisori ? - Non me lo ricordo, ma un bel po'.

- E quanto hai tirato su ? - Due o tre milioni.

Guarda che i soldi servono. Con tutti i problemi che ho, con Debora che sta male...

- Allora perché me li hai dati ? - Perché anche tu hai una famiglia.

- Tieni. - Perché ? - Servono più a te. Tieni.

Brutta ! Ma non mi vieni incontro proprio oggi che ho una cosa per te ?

- Cosa c'è, mamma ? - Sta male, Cesare. Ha la febbre alta. E' venuto il dottore.

- La ricoverano dopodomani. - Ma come dopodomani ? - Appena si libera un letto.

Devi arrangiarti.

Il dottore prova a farmi mettere un lettino in camera per non lasciarla sola.

Ehi, brutta...

Cosa fai, dormi ? Lo sai cosa mi è successo ?

Ho incontrato uno per strada che piangeva disperato.

Mi sono fermato e gli ho chiesto: "Cos'hai ?".

"E' da anni che cerco una brutta. Mi piaccio proprio quelle brutte."

Gli ho detto: "Fermati. lo conosco una proprio brutta, non si può guardare. Vieni con me".

E l'ho portato a casa con me. Che faccio, te lo presento ?

Sì? E' uno un po' timido...

- Tieni. - Dormi con me ?

Ma come "dormi con me" ? Ma lui si offende ! E' venuto fino a qui...

Non farla agitare, Cesare.

E va be', vorrà dire che ci stringiamo.

Hai capito, Cesare ? Non posso lasciarla da sola, devi arrangiarti.

Certo, mamma.

Ehi !

- Quante macchinette mi hai chiesto ? Quante ne devo portare ? - Cinque.

- Ma basta lo spazio ? - Sì, tu portamele, poi lo spazio lo trovo.

Ricordati lo spazio per le birre. Quando bevono stanno più tranquilli.

- Lo ti do le cinque macchine e la nostra parte è il 50%, ok ? - Va bene.

- Il 50%. Vittorio è uno preciso. - Dai.

Si vede che fa il pittore, eh ?

- Senti, Vittorio, a me questa storia dei videopoker non piace. - Guardami.

- E' per fare un po' di soldi velocemente. Poi chiudiamo e facciamo ciò che vogliamo. - Sì...

- Chiusi. - Sì. Cosa devo fare ? - Niente. Devi tenere gli occhi chiusi.

- Ti devo aspettare ? - Mi vedi ? - Eh ? Dai, Cesare...

Andiamo. Dammi la mano. Scendi.

- Mamma mia... - Aspetta, fammi chiudere. - Ma che freddo fa ?

- Dove mi hai portato ? - Occhi chiusi, non barare. - Sono chiusi ! - Vai avanti tu.

- Corri, corri, corri... - Reggimi !

- Fermati. - Ancora ? - Chiusi ! - Quando arriviamo ?

Tienili chiusi.

- Siamo arrivati ? - Fermati. Ferma... Ferma così.

Mi dici dove mi hai portato ?

A casa, Viviana.

Ti ho portato a casa nostra.

Vieni. Aspetta.

Salone. Eh ? Qui ci mettiamo un tavolo grosso per fare le feste.

- Facciamo qualche festa qui dentro, eh ? - Cesare... sì ! - Come la vuoi ? Dimmelo !

- Dimmi come la vuoi. La facciamo come la vuoi. Come la voglio ? - Dimmelo ! - E' bellissima !

- Ti piace ? - Sì. - Qui si sta bene, Viviana !

- Non siamo in mezzo alla strada. Prendi, reggi questa. - Dove vai ?

- Ta-ta ! E ora brindiamo. - "Sei fuori" ! - Tieni questi.

- Ora facciamo un bel brindisi a questo rudere. - Certo.

Guarda che buco ! Non lo chiudiamo, eh ?

Quando vai in bagno e hai paura che ti cada una mattonata in testa... è un brivido !

Vuoi provare almeno un brivido nella tua vita ?

Sediamoci. Vieni qua. Sediamoci.

- Ma come l'hai trovata, Cesare ? - Ho espresso un desiderio.

Qui ci si sta bene in due... si sta bene anche in tre.

Tre ?

- Non vuoi fare un bambino ? Eh ? Non lo vuoi fare ? - Un figlio nostro ?

E di chi se no ? Anche una bambina... Anzi, non una sola.

- Sai come la chiamiamo ? Viviana. - Come me. - Voglio tutta la casa piena di "Viviane".

Tutte Viviana... "Viviana, è pronto, sali !" "Viviana, dove sei ?" "Viviana !" "Viviana !"

La voglio piena di Viviana, questa casa !

Fatti guardare.

- Voglio guardarti per tutta la vita. - Per tutta la vita ? - Per tutta la vita.

- E' una rapina. Ora mi dai tutti i soldi... - Continuate a giocare, non è successo niente.

- Cos'hai addosso ? - Buono, buono. - Mi servono i soldi, mi devo sposare. Lasciami.

- E dobbiamo pagartelo noi questo matrimonio ? - Guardami... - Dammi questo orologio!

Ehi ! Oh, oh ! Continuate a giocare.

- Ma vaffanculo ! Ma va' ! - Devi stare fermo ! Siediti.

- Portalo al circo il tuo amico ! - Andate, dai ! - Mettigli la testa sotto l'acqua !

- Ma che cazzo stai facendo ? - Mi devo sposare, Vittorio. - Ma che cazzo me ne frega ?

E rapini me ?!

Hai ragione.

- Hai ragione, sono una testa di cazzo. Però non è colpa mia. - E di chi è ? Di 'sto cazzo" ?

Cos'hai preso ? - Cosa ? - Dimmi cosa cazzo hai preso. - Niente.

- Anzi, non è che hai qualcosa ? Una pastiglia. Una. - Ah, vuoi una pastiglia ? Una sola ?

- Cos'hai fatto ? - Ma sei scemo ? - Cos'hai fatto ? Dimmelo. - Ma sei proprio scemo !

- Che cazzo vuoi ? - Ti faccio male ! - Su, avanti, fammi male !

Sai che sei uno scemo ?

"Mortacci tua" !

Fa' piano, svegli tutti, Cesare.

Ma chi sveglio ? Mia madre è in ospedale con Debora.

E' morta con il buio, Cesare. Di notte.

Non doveva morire di notte. E' tutto buio.

Se n'è "andata" prima di mezzanotte.

Mancavano due minuti a mezzanotte.

Che facciamo senza Debora ?

Il funerale, Cesare... Bisogna organizzare tutto. Dobbiamo parlare con il prete.

Non si preoccupi, signora, ci penso io.

Non si deve preoccupare di niente. E' vero, Cesare ?

Pensiamo a tutto noi.

Tommaso ? Tommasino ?

- Sta' zitto, lo svegli. - Cosa stai facendo ? - Hai visto che sono capace anche io ?

Che cazzo fai con questa roba ?

Avevi detto che non l'avresti più fatto. Me lo avevi giurato !

- Ho fatto una cazzata ! - Hai fatto una cazzata ? Allora anch'io faccio le cazzate !

- Vieni qui, tu non devi fare cazzate. - Se inizi "a farti", mi faccio anche io !

Non devi fare le... Tu non lo devi fare, capito ?

Non ti credo più, Vittorio. Non credo più a un cazzo !

E' per quel cazzo di locale, eh ?

Lo restituiamo questo cazzo di locale. Torno a fare il manovale, guarda.

E quanto dura, eh ? Quanto ci metti a ricominciare tutto da capo ?

Mamma ?

- Ma che cosa state facendo ? - Tommaso...

Tommaso... Tommaso !

Vieni, vieni, vieni !

Vieni, vieni, vieni !

Vieni, vieni, vieni ! Fermati, a posto !

- Che posto ! Ma dove abitate ? - Non ti piace ? - Se piace a voi...

- Buongiorno, signora ! - Ci piace, e anche parecchio ! Vero ? - "Ammazza" !

- Oh, e poi qui non paghiamo l'affitto. - Ci mancava solo che te lo facessero pagare.

Dai, forza con questi mobili !

- Cosa sono ? - Sono i soldi che avevi dato al mio amico per i televisori.

- Quel truffatore ? - Sì. Non ce ne sono più, sono finiti.

Ah, sono finiti ?

E tu pensi di sistemare tutto così ?

- Fammi lavorare, Mario. - Non mi serve nessuno.

- Ma serve a me, ho bisogno. - E va be', a me no.

Senti, facciamo una cosa. Il primo giorno non mi paghi.

Guarda come lavoro e poi...

- Fammi questo favore. - Non ti pago ?

Fammi provare.

Madonna, c'è sempre tutto in mezzo...

- Ciao. - Ciao.

- Come è andata ? - Non lo vedi ?

Allora ti hanno preso !

Come possono farsi scappare uno che gli spreca il doppio di calce ?

Comunque è normale, devo fare un po' di pratica. Domani ricomincio.

Ma non ha ancora terminato l'album ?

- A parte il fatto che alla fine sono tutte doppie. - Va be', si sa, lui non molla.

Neanche io, Linda.

Stavolta voglio imparare bene.

Sei stanco ?

Sono contento.

Si vede che sei contento.

Sono contenta anche io.

- Oh ! - Che c'è ? Che c'è ?

- Ti fai venire il magone ? - No, mi capita sempre quando sto bene.

- Mi chiedo quanto potrà durare. - Oh, quanto potrà durare ? Dura !

Vedrai che dura !

Tu devi pensare di goderti il momento.

- Cin. - Cin.

Devo battezzare la casa.

- Il mio non si è rotto. - Ma è una superstizione !

Adesso però lo rompiamo.

Dopo scendo e lo spacco.

Quanto rompi il cazzo !

- Allora è vero che "chi non muore si rivede". - Mi servono dei soldi, Brutto.

- "Che cos'hai per le mani" ? - Dipende, Cesare.

Dipende se ti sei rincoglionito stando dietro a Viviana e a quel testa di cazzo di Vittorio.

Brutto, non posso perdere tempo. "Hai del movimento o no" ?

- Una cosa ci sarebbe. - Sentiamo.

Servono due persone con la pistola per un trasposto, da Roma a Ostia.

- Trasporto di cosa ? - Di eroina.

- Quanto ci frutterebbe ? - Mezzo etto ciascuno.

Facciamolo.

Finché non ritorno, tenetela voi. lo porto con me solo un assaggio.

- Ci sei mai salito su una barca come questa ? - No.

Non ti piacerebbe, Brutto, andare via da tutta questa merda ?

E dove andiamo ?

Dove andiamo ?

Cesare, non guardare il mare, altrimenti ti fai prendere dai pensieri.

Cesare !

Oddio, ma che hai ?

- Che cazzo hai fatto ? - Niente, è tutto a posto.

E' tutto a posto.

"Ma ti sei fatto" ? Quanta cocaina hai "tirato" ?

Non è mica cocaina.

E' "roba", è eroina !

Hai preso l'eroina ! Ma sei matto ?

No, no, la devo provare. Me l'hanno data per lavoro.

- La devo vendere. - Cesare, non provarci più, hai capito ?

Non ti devi più permettere ! Mi prometti che non lo rifai ?

- Me lo prometti ? Oh ! - Oh, non sono mica matto.

Viviana, non sono matto.

Andiamocene a dormire.

Comunque hai ragione, in appartamento è meglio che in cantiere. Si è più riparati.

Sì, e poi Mario ne ha sempre due o tre da fare, il lavoro non gli manca.

Non si può dire che Mario sia uno che porta rancore.

Non ti ha mai chiesto di quel televisore ?

Guarda che non è scemo, se non andavo a dargli i soldi col cazzo che lavoravamo.

- Ma glieli hai ridati davvero ? - Sì.

- Però non si è accorto che era una truffa, non ha capito. - Non l'ha capito ? - No.

Allora facciamoci ridare l'anticipo e lo dividiamo.

- Dici che accetterà ? - Sì, sì. Vedrai che gli va bene.

Eccolo.

- Ciao, Cesare. - Bella mia !

Oh, mi devo preoccupare o è una sfilata di moda ?

Oh, ma come fai a sopportarlo, Viviana ?

Lo al tuo posto ne avrei cercato uno meno spiritoso. Non si può ridere tutto il giorno !

Ho chiamato Samanta per quella cosa.

Viviana mi ha detto che hai mezzo etto di "roba".

- Dice che la può vendere. - Sì, ma per il mio giro dev'essere buona, non bicarbonato.

Bicarbonato ? Adesso te lo faccio sentire il bicarbonato.

Quando l'hai mai "tirata" una cosa del genere ?

Mi sa che è buona davvero. Buona quasi come me.

Ecco, adesso che hai capito, lascia i soldi e vattene a 'fanculo !

Quanto è venale il tuo uomo, Viviana, ma che cos'ha ?

Samanta dice che la può vendere, e man mano che guadagna ti ridà i soldi.

Ma ti sembro un fesso ? Se è un passaggio di soldi non ne parliamo.

Cesare, non fare così, non le dire di no.

- Lo sai che non mi piace avere questa roba in casa. - Se la vuole, mi deve dare i soldi.

- Cesare, ragiona ! - Oh, non l'hai capito che non mi fido di questi tossici del cazzo ?

Ma perché, tu che cosa sei ?

Vattene ! Esci da questa casa, frocio di merda !

Esci !

Viviana !

- Dov'è la "roba" ? - L'avevi lasciata sul tavolo.

Eh, adesso dov'è ?

L'ho data a Samanta. Mi ha detto che te la vende e poi ti ridà i soldi.

Ma che cazzo stai dicendo ? Ma che vende ? La "pippa" con i suoi amici !

- Conosci Samanta ? - Chi ? - Samanta... - Che vuole ?

Sa dove abita Samanta ? Una con i capelli neri, lunghi.

Sì, è laggiù. E' quella casa verde, in fondo.

Oh!

Apri questa cazzo di porta !

Apri questa porta, frocio di merda ! Non farmi incazzare, devi darmi i soldi !

- E vattene ! Quando li ho, te li porto ! - Apri questa cazzo di porta !

Oh, non puoi fare così ! Qui c'è gente che riposa.

- Oh, ma che cazzo vuoi ? Fatti i cazzi tuoi ! - Se non vuole aprire, non ti apre !

- Ma sono cazzi nostri ! - Madonna come sei incazzato, ma che cos'hai ?

Apri 'sta porta ! Apri 'sta cazzo di porta !

Apri 'sta porta !

Apri 'sta cazzo di porta !

- Allora, che cosa succede qui ? - Menomale che siete arrivati.

- C'è questo matto che vuole buttare giù la porta. - Allora, giovane. - Non succede niente.

- Ma portatelo via, è meglio. - Ma che cazzo vuoi ?

- Oh, basta, forza, andiamo. - Allora, andiamo.

- Oh, finalmente, menomale che siete arrivati. - Che succede ?

E' lui, brigadiere, è solo lui che grida, sono giorni che mi infastidisce.

- Sono io che ti infastidisco ? - Ma che ne so ?

Da quando ha provato il prodotto mi cerca in continuazione, mi segue giorno e notte.

- Si sarà innamorato. - "Mortacci tua" ! - Allora ! - Mi deve dare 5 milioni !

Ma tu sogni ! E dillo che ti sei innamorato !

Oh ! Forza ! Forza...

- Frocio ! - Devi stare calmo. - Frocio ! - Buono...

- Non mi rompete il cazzo ! - Ascoltami un momento.

Mi ha fatto passare per frocio. Ha detto che la stavo infastidendo.

- Guarda che quella i soldi te li dà, ma l'ha giurato. - Devi stare zitta.

Poi mi spieghi chi ti ha autorizzato a dargliela.

Lo l'ho fatto per te. Avevi iniziato a "farti". Non voglio che ti "fai" !

- Hai capito che non voglio ? - Ma vaffanculo !

Lo ce la sto mettendo tutta, Vittorio.

Lo gli voglio bene.

Gli vogliamo bene tutti a quel matto.

Devi stare zitta. Zitta.

Fermati qui.

- Scava. - Ma perché ? - Scava.

- Ora ti scavi la fossa da sola. - Ma "sei fuori" ? Stai facendo sul serio ?

Dammi questa cosa ! Togliti.

Devi fare così.

Devi fare così.

- Ma cosa state facendo ? - Buona, Viviana, vai a letto. Continua tu.

Scava!

- Se non mi dai i soldi della mia roba, finisci qui dentro. - E' una pazzia, lo capisci ?

- Viviana, digli qualcosa. Guarda cosa mi sta facendo fare questo matto ! - Sei impazzito ?

Stai zitta, Viviana, non intrometterti.

Scava.

Vai a casa, Viviana.

Scava.

Viviana !

Viviana !

Eccolo.

Cesare, cosa hai fatto ? Mi sembri Cristo il giorno prima di Pasqua.

Avete visto Samanta ? Se la trovo, la ammazzo.

- Ma chi ammazzi ? Vieni con noi, abbiamo un "movimento" sicuro. - Un appartamento ai Parioli.

Quando ti ricapita di entrare con la chiave ?

- Un mio amico, che lavora da un ferramenta, mi ha fatto la copia. - Chiedilo a Brutto.

Non gli interessa. Quel figlio di una mignotta sta facendo affari per i cazzi suoi. Andiamo !

Fatelo da soli.

- Ti ammazzo come un cane, dammi tutto quello che hai in cassa. - Sta' calmo...

- FORZA ! - Ecco, ecco. Non mi fare male. Non mi ammazzare.

- Tieni. - Ti ho detto di darmi tutto. - Sì, basta che non mi fai male. Tieni.

Rilassati, non ti faccio niente.

Cesare !

- Oddio, ma che cosa hai fatto ? - Aiutami, Viviana. - Cesare !

- Aiutami. - Che cos'hai fatto ?

Oddio...

Stai fermo, eh ? Aspetta.

Cesare, guarda quanto sangue. Dobbiamo andare in ospedale.

E' inutile.

Ci dobbiamo andare, Cesare. Per favore !

Fermo. Stai fermo. Stai così, eh ?

Stai fermo, eh ? Buono.

Cesare... Cesare !

Oh!

Guarda.

Guarda, sono cinque milioni. Me li ha dati oggi Samanta.

Hai visto ?

Te l'avevo detto che dovevi fidarti.

Ma non vedete che è ferito ? Portatelo in ospedale !

- Se ti fosse venuta fame cosa avresti mangiato ? - Ehi, piccolo.

Ti è andata bene perché la mamma se n'è accorta. Ti ho portato anche una birra.

Bravo. Appoggiali qua sopra.

- Cosa stai facendo ? - Fai una cosa, togliti il giubbotto e appoggialo lì. Dammi una mano.

Vieni. Gira questo collante, impastalo bene.

Guarda, devi fare così. Lascia. Lascia, lascia... Così, da sotto.

Di' alla mamma che cosa è successo oggi.

- Mi hanno assunto al cantiere. - E magari ti hanno anche assunto in regola.

Guarda che è vero.

Piastrella meglio di me quando ho cominciato.

Ma dici sul serio ?

Ma non sei contenta ? Di questi tempi è una fortuna.

Ci ha creduto !

- Ci mancava solo di crescere un altro manovale. - E' un operaio.

- Quello che mette le piastrelle è operaio, non manovale. - Lo so, ma i soldi sono sempre pochi.

Ha ragione la mamma, Vittorio, il lavoro che fai mi piace, però è vero che ti pagano poco.

Mi Pagano poco, capito ?

Pensavo di andare ad aiutare Pina in lavanderia. Ha bisogno di gente.

Ma come fai con il lavoro alla cooperativa ?

Posso fare anche questo. Per tre volte alla settimana, di pomeriggio.

Almeno porto a casa ancora un po' di soldi.

Ma perché, Linda, che cosa ci manca ?

Dipende, Vittorio. A te basta quello che abbiamo ?

Ciao, ciao, ciao.

- Puoi salire un momento ? - Che cosa abbiamo dirci io e te, Brutto.

Vittorio, che cosa gli hai detto a tuo figlio ? Posso dire che è tuo figlio ?

- Che cazzo vuoi da Tommasino, Brutto. - E' venuto a chiedermi di lavorare. - Cosa ?!

Si è offerto di portare le buste. Dice che gli servono soldi e voi non gli date niente.

- Tu che cosa gli hai detto ? - Ma ti sembro un pezzo di merda ?

Lo tuo figlio non lo faccio lavorare. Non lo voglio mettere in mezzo.

Va bene, ci conto, Brutto.

Però, Vittorio, se ti serve qualche soldo per fare stare bene la famiglia, io sono qui.

"Fai la retta" per un po' di tempo e ti rimetti in piedi.

- Sono uscito da questo giro, Brutto. - E hai fatto male.

Quel ragazzino non ha tutti i torti, non lo puoi "tenere sempre a stecchetto".

I soldi servono !

E poi lo sai come funziona nella borgata: "senza merce non si va avanti".

Molta gente ci vive, Vittorio.

E' meglio se me ne vado.

Pensaci bene, Vittorio. Sono tanti soldi alla fine del mese, mica pochi.

Ciao, Brutto.

Ehi, Viviana !

Aspetta, ti do una mano.

Vittorio, caspita, quanto tempo...

- Ma adesso abiti qui ? - Sì, è stata un'idea della madre di Cesare.

Quando è nato lui ci ha voluti qua.

Lo non lo sapevo.

Guarda quanto è bello...

Vieni qui.

Oh, Cesare ! Cesare...

Eccolo qua.

Glielo fai un bel sorriso a Vittorio ?

Lo sai che lui e tuo padre erano come fratelli ?

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