All language subtitles for Night.Stalker.The.Hunt.For.A.Serial.Killer.S01E03.720p.NF.WEB-DL.DDP5.1.H.264-3cTWeB

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Original subtitles

UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX

Buongiorno. Oggi temperature massime 31 gradi, 35 nella vallata.

Uova fritte sul marciapiede, se non avete fatto colazione.

DeBarge, al sesto posto nella classifica ufficiale di L.A.

34 ANNI - UCCISA

20 ANNI - AGGREDITA

30 ANNI - UCCISA

64 E 44 ANNI - UCCISI

56 ANNI - STUPRATA

65 ANNI - UCCISO

83 ANNI - UCCISA

80 ANNI - AGGREDITA

40 ANNI - STUPRATA

12 ANNI - MOLESTATO

32 E 75 ANNI - AGGREDITE

16 E 63 ANNI - STUPRATE

60 ANNI - UCCISA

Avevamo due agenti fissi nello studio dentistico

in attesa che Richard tornasse.

Aveva un dente rotto che presto gli avrebbe fatto un male cane.

Sapevamo che se fosse tornato lo avrebbero preso.

Uno dei dirigenti del mio dipartimento

pensava che stessimo sprecando denaro,

e che probabilmente non sarebbe tornato.

Dato che lo studio dentistico era nella giurisdizione della polizia di L.A.

furono loro a installare un allarme antirapina nell'ambulatorio.

E una volta installato, noi ritirammo i nostri uomini.

15 LUGLIO 1985 GIORNO 120

Il giorno stesso in cui ritirammo i nostri e installarono l'allarme

il dentista mi chiamò intorno alle 22 dicendo: "Dove eravate?

Perché non c'eravate?"

Richard era stato lì quel giorno.

Lui continuava a suonare l'allarme,

ma evidentemente era guasto, o era installato male.

E così lo mancammo.

Ero deluso.

Quante altre vittime avremmo pianto?

In testa mia cammino per quella casa ogni giorno.

Ne conosco ogni centimetro, ogni macchia sulla moquette.

Come se la vedessi.

Mia nonna era appassionata di sport.

Non le potevi rivolgere la parola

durante una partita dei Dodgers o dei Lakers.

Erano le sue squadre, e le adorava.

Mio nonno era un pezzo di pane.

Aveva scatole di barrette di cioccolato intere.

Non ti dava mai un pezzo di barretta, sempre una intera,

se aveva deciso che te la meritavi.

Ricordo questa serie di delitti che erano successi.

Questo tizio che entrava nelle case.

Le vittime erano anche persone anziane.

Ne ricordo uno di due sorelle che vivevano insieme.

Primo giugno, Monrovia. Mabel Bell, 83 anni, è stata picchiata a morte.

Sua sorella invalida è sopravvissuta.

Quindi ero preoccupata per i miei nonni.

Andai da loro e dissi: "Nonna, chiudete la porta a chiave.

C'è un pazzo che entra in casa della gente".

La risposta di mia nonna fu:

"Siamo del Midwest. Non voglio vivere in quel modo.

Non voglio chiudere la porta a chiave,

né preoccuparmi di chi mi entrerà in casa.

Io non sono così.

20 LUGLIO 1985 GIORNO 125

LE VITTIME ERANO UNA COPPIA DI ANZIANI CONIUGI

MORTI PER COLPI DI ARMA DA FUOCO E FERITE DA ACCOLTELLAMENTO AL TORSO

Mio padre era avventista e mia madre andava in chiesa con lui.

Prendevamo il caffè insieme il sabato mattina.

Iniziai a chiamarli per avvisare che ero un po' in ritardo

e non mi rispondevano.

La trovai una cosa insolita.

Chiesi a mio marito che mi accompagnasse a prendere mia figlia

perché il fatto che non avessero risposto

mi aveva messo in agitazione e sentivo che era successo qualcosa.

Ci fermammo davanti casa.

Il cancello della piscina era aperto, e loro lo chiudevano sempre.

Così andai verso la porta sul retro e la trovai aperta.

Attraversai la stanza e il corridoio che mi separavano dalla camera da letto,

guardai dentro…

Mio padre era stato praticamente decapitato.

A mia madre aveva sparato in faccia.

La stanza era un bagno di sangue.

Mia figlia di cinque anni mi aveva sentito urlare,

quindi sapeva che era successo qualcosa di orribile.

Li feci sedere.

Dovevamo dirglielo,

dovevamo farlo prima che lo facessero altri.

Ci sedemmo e glielo dicemmo.

È stato difficile?

Sì, volevano un bene dell'anima ai nonni, un bene davvero incredibile.

Guardò mia sorella e disse: "I vostri nonni sono morti.

Sono stati uccisi".

All'istante tutto cambiò.

68 ANNI 66 ANNI

Contattammo la polizia di Glendale, e io e Gil incontrammo gli agenti.

A quanto pare c'era stata una lotta.

Non c'erano impronte di scarpe, ma l'arma usata era una calibro .22.

La calibro .22 usata su di loro consentì il collegamento coi casi precedenti.

Era la stessa pistola usata nel caso di Dayle Okazaki.

LA SECONDA VITTIMA È UNA DONNA ADULTA CHE È STATA STUPRATA…

Incontrammo la polizia di L.A. quella stessa mattina.

MASCHIO DI OTTO ANNI STUPRATO

Un altro omicidio.

Ci recammo presso la casa dei Khovananth, a Sun Valley.

Aveva commesso due delitti nella stessa notte.

Mentre percorrevamo il vialetto verso l'ingresso frontale,

nella veranda,

dissi: "Gil, guarda".

C'era un'impronta perfetta della scarpa dell'Avia in quella veranda.

Andammo sul retro, verso il punto d'ingresso,

una porta scorrevole rimasta aperta.

Lì c'era un'altra impronta dell'Avia sullo scalino che portava al soggiorno.

Il sospettato era entrato dalla porta sul retro,

era andato in camera, aveva giustiziato l'uomo,

sparandogli in testa con la calibro .22.

32 ANNI

Poi aveva stuprato

la moglie

e violentato anche il bambino.

Era rimasto parecchio a lungo in quella casa, forse due o tre ore,

e aveva portato via diversi gioielli e altri oggetti.

Questo era il caso che mostrava tutto.

C'era l'impronta dell'Avia,

la calibro .22,

il modus operandi dell'esecuzione dell'uomo,

lo stupro della donna,

e la violenza sessuale anche sul bambino di otto anni.

Tutti gli elementi in un unico caso.

La vittima donna

era molto traumatizzata,

ma fu molto dettagliata nel raccontare quello che ricordava.

La sua descrizione per l'identikit era ottima.

Era molto simile a quella di Okazaki/Hernandez.

E fu quella che decidemmo di diffondere.

Frank aveva già affrontato un caso con un serial killer.

Un giorno ricordo di avergli chiesto se fosse sbagliato

desiderare la morte di un'altra persona.

Mi servivano altre prove, doveva fare un errore.

E l'unico modo perché facesse errori era avere altre vittime,

ma non volevo morisse nessuno,

quindi mi servivano altri pezzi del puzzle.

6 AGOSTO 1985 GIORNO 142

Indicemmo una riunione di tutti i coinvolti

perché tutti avessero le informazioni per risolvere questo caso.

Durante la riunione venimmo interrotti.

Ci dissero che aveva colpito di nuovo quella notte.

C'era stato un altro caso a Northridge.

Avevano sparato a due persone.

La casa di Chris e Virginia Petersen.

Era entrato in casa,

aveva sparato a Virginia in camera,

alla narice sinistra, ma il proiettile

era entrato nel collo, senza interessare organi vitali.

Così lei aveva urlato.

Petersen si era messo seduto, il killer gli aveva sparato

sul lato destro della testa, ma il proiettile non era entrato.

Aveva sparato a marito e moglie,

entrambi alla testa.

Chris Petersen si era alzato e lo aveva inseguito.

L'assassino aveva la pistola, Petersen una ferita in testa,

ma era lui che inseguiva il killer.

Se avessi sparato a qualcuno in testa e mi inseguisse, scapperei.

Il sospettato aveva detto "stronza", un termine comune,

che apparteneva a una terminologia che apprezzava.

La pistola era nuova. Una calibro .25 automatica.

All'epoca non l'aveva ancora mai usata.

La cosa insolita dei bossoli era che c'era un innesco di colore rosso.

La nostra balistica ci disse che erano munizioni vecchie.

Dissero che non ne facevano più con l'innesco rosso.

Così anche quello diventò rilevante.

Ho affrontato situazioni molto rischiose.

Se fai una cosa così tante volte

prima o poi succede il peggio.

Per catturare un serial killer

serve un errore del killer stesso

o un colpo di fortuna della polizia.

Quello, oppure…

devono entrare nella mente del serial killer.

Tanti assassini vogliono sapere cosa sa la polizia.

Sapevamo che leggeva il giornale,

perché nell'omicidio dei Doi,

il marito aveva chiamato il 911…

…e quella chiamata era finita sui giornali.

Da quel momento, sulle scene, i telefoni venivano rubati o disattivati.

Linea e comunicazione interrotte

significavano che il sospettato si teneva informato.

Il Los Angeles Times contattò il Dipartimento

dicendo di voler pubblicare un servizio

sul mio lavoro al caso dello Strangolatore di Hillside

seguito dal mio coinvolgimento in questa serie.

IL POLIZIOTTO DELLA OMICIDI È LA SCELTA PERFETTA

Dissi con leggerezza: "Questo ultimo caso, il più recente

mostra di che stoffa è fatto questo assassino".

Intendevo che è un vigliacco.

Spara a due persone a letto, marito e moglie.

Chris Petersen si alza dal letto e insegue il killer fuori di casa.

È un vigliacco.

Forse non avrei dovuto dirlo, ma ero incazzato.

Non sapevo sarebbe finito in prima pagina del Los Angeles Times,

con una mia foto.

Con un mucchio di dettagli personali.

I figli vivevano ancora a casa.

Un detective della Omicidi sul caso più importante al mondo,

lavora 20 ore al giorno e non ha il dono dell'ubiquità.

È una cosa che fa paura.

È stata l'unica volta in tutta la mia vita in cui ho dormito con la pistola.

Ve lo assicuro.

Chi non una pistola, se l'è comprata.

- Comprerà una pistola? - Senz'altro.

- Sa come si usa un'arma? - No.

L'uomo è sospettato di aver ucciso

dalle 6 alle 8 persone e aggredito dalle 25 alle 30.

Ho paura per tutti. Anziani, giovani, tutti.

E il settore sicurezza continua a trarne vantaggio,

che si tratti di cani da guardia,

o corsi di autodifesa, come in questa scuola di karate,

in cui si usano anche i portachiavi.

Anche i lucchetti vanno a ruba.

Non capisco perché non lo identifichino.

Avrà una casa, qualcuno deve sapere. È un personaggio strano.

Qualcuno lo conoscerà!

I giornalisti volevano dare un nome a questo mostro sconosciuto.

Alla KNBC, il nostro capo lo chiamava "Il killer a domicilio".

Il cosiddetto "killer a domicilio". Il killer a domicilio.

Poi "l'intruso della valle".

La task force contro "l'intruso della valle" è al lavoro.

E poi, una mattina di agosto, ci svegliammo…

e per l'Herald Examiner era il "Night Stalker".

E questo fu il marchio che rimase.

C'è stato un nuovo sviluppo nelle indagini

sugli omicidi del cosiddetto Night Stalker in California.

In California è conosciuto come il Night Stalker.

La caccia al Night Stalker della California continua.

I vicini fissavano la casa

chiedendosi perché il Night Stalker avesse scelto la coppia

e ringraziando Dio di essere vivi.

CACCIATORE DELLA NOTTE

8 AGOSTO 1985 GIORNO 144

Stavamo dormendo

quando squillò il telefono alle 2 o 3 del mattino.

Gil andò a rispondere.

Quando riagganciò, ricordo che gli chiesi: "Dove ha colpito stavolta?"

E lui mi disse: "Diamond Bar".

Diamond Bar era a circa cinque, sei minuti di macchina da casa mia.

Diamond Bar.

Mi dissi: "Santo cielo".

È troppo vicino casa.

Ero terrorizzata e mi chiedevo come avrei protetto me e i miei figli.

Disse: "Resta finché io e i bambini non saremo partiti.

Torneremo quando sarà finita".

E io risposi: "Ok".

Uscimmo di casa tutti insieme, lui salì in macchina e noi partimmo.

Ce ne andammo.

Era…

spaventata.

Dovette andarsene perché io non c'ero mai.

Non sono niente senza la mia famiglia.

La mia famiglia è tutto.

Andammo a Diamond Bar.

Gil arrivò prima perché abitava lì vicino.

Il punto di ingresso era sul retro.

Il segno di riconoscimento

era un melone bianco mezzo mangiato ancora sul tavolo.

Di nuovo si era sentito a casa.

C'era un marito morto con un colpo alla tempia.

La calibro .25 semiautomatica,

la stessa pallottola calibro .25 che avevamo visto dai Petersen.

Quella con l'innesco rosso.

35 ANNI

La donna era stata violentata

e ci disse che lui le aveva detto: "Non guardarmi".

E lei: "Giuro su Dio, non lo farò".

E lui: "Non giurare su Dio, giura su Satana".

Ricordo di avere attraversato la scena del crimine

con la rabbia che saliva.

Cerano passate così tante persone.

Capitani, tenenti, altra gente coinvolta

che era stata convocata.

Li chiamerò impropriamente "curiosi", perché ora tutti volevano assistere.

La vittima era Elyas Abowath, un ingegnere informatico di 35 anni.

Ho paura. Come tutti, penso.

L'assassino sarebbe entrato da una finestra o una porta aperta,

modo in cui il cosiddetto "killer a domicilio"

è entrato in altre proprietà nella San Gabriel Valley.

Andai in una delle nostre centrali.

CENTRALE DI FIRESTONE

C'era un sergente che stava dicendo ai suoi tutto quello che sapeva sul caso.

Gli stava dicendo che era un rammollito, non particolarmente pericoloso.

Un mio amico si alzò e disse:

"Gil, puoi darci un'infarinatura

su quello che sta succedendo, è il tuo caso".

E io dissi: "Certo. Innanzi tutto quello che dice lui è sbagliato.

Quest'uomo è molto pericoloso, ha commesso delitti atroci,

non sottovalutatelo mai.

Cerchiamo l'impronta di questa scarpa". E gliela mostrai.

Poi tornai in ufficio e dissi: "C'è una cosa che dobbiamo fare.

L'ufficio tecnico ce l'abbiamo.

Registriamo 23 nastri e mandiamoli a tutte le centrali

così tutti sapranno tutto,

saremo tutti allo stesso livello e non corriamo il rischio

che ci sia chi si inventa cose per farsi bello con gli altri".

E così facemmo.

SEZIONE OMICIDI SCERIFFO DELLA CONTEA DI L.A.

Il sospettato viene descritto…

VIDEO INTERNO RISERVATO

…come un maschio bianco

o ispanico con la carnagione chiara,

tra i 20 e i 35 anni,

alto tra 1,70 m e 1,88 m, magro di corporatura,

capelli castani di media lunghezza, ondulati o ricci.

Presenta denti radi e macchiati

e porta il 44 e mezzo di scarpe.

A proposito di scarpe, le scarpe che cerchiamo…

18 AGOSTO 1985 GIORNO 154

Io e il mio collega Carl Klotz, fummo convocati su una scena del crimine

a Eucalyptus Avenue,

che si trova vicino allo zoo di San Francisco,

e lo spettacolo era orribile.

Il signor Pan aveva un colpo alla testa.

Era morto, nel suo letto in una pozza di sangue.

La signora Pan era stata violentata e anche lei aveva un colpo alla testa,

ma il cuore batteva ancora

e fu stata portata al San Francisco General Hospital.

AGOSTO 1985

La scena del crimine era piuttosto grottesca.

Dopo l'omicidio, l'assassino aveva aperto il frigorifero,

aveva mangiato quello che c'era dentro,

e poi aveva rimesso sul pavimento della cucina,

dopodiché si era masturbato sul tappeto del soggiorno,

per poi intagliare un simbolo satanico sul muro.

Avevamo a che fare con un soggetto freddo e manipolatore

che cercava di essere il più malvagio possibile.

66 ANNI

LE FERITE SONO STATE CAUSATE DA UNA PISTOLA SEMIAUTOMATICA CALIBRO .25

Diramammo un comunicato con l'elenco dei dettagli del caso.

Questo attirò l'attenzione della polizia di Glendale, a Los Angeles.

Ci suggerirono di fare un controllo balistico dei proiettili

sui cadaveri delle vittime

per verificare eventuali collegamenti.

Avevamo la semiautomatica calibro .25, ma il vero colpo di scena fu…

"Che mi dici della munizione del proiettile usato?"

"C'è un anello rosso nell'innesco."

- "Bingo." - "Bingo."

Il collegamento.

"Stiamo arrivando."

Dall'ufficio assegnazioni dissero:

"Ehi, c'è stato un altro omicidio a San Francisco collegato a questo".

Noi ci guardammo e dicemmo: "Andiamo".

Dalla redazione andammo direttamente

all'aeroporto di Burbank vestiti come eravamo, senza bagagli.

Mentre salivamo sull'aereo, dissi a Gil: "Guarda chi c'è".

Non credo fossero felici di vederci.

Non era una coincidenza.

Laurel Erickson vide me e Frank e fece: "Ehi, ragazzi".

Secondo me risposero: "Ciao, Laurel".

Salutammo. Loro volevano parlare, noi ci rifiutammo.

Eravamo decisamente nel posto giusto. L'istinto non aveva fallito.

Capimmo che se era davvero la stessa persona,

si era… propagato, come una malattia, un'epidemia.

Si era allontanato di 800 km per fare la stessa cosa.

Era un'ondata di terrore che interessava tutto lo stato.

Passammo davanti alla casa, facemmo qualche foto.

Tre o quattro case più su, un tizio lavava l'auto.

Così iniziai a parlarci.

"Roba grossa, eh?" "Sì, brutta storia davvero."

Gli chiesi: "Che lavoro fa?" E lui: "Sono un poliziotto".

E io: "C'erano i suoi colleghi".

E lui: "Sì, infatti".

"Che le hanno detto?"

"È come quei casi a Los Angeles. Tutta quella roba scritta sui muri."

Cercai di non mostrarmi scioccato,

ma nessuno ci aveva mai parlato di scritte sui muri nei casi di L.A.

È una storia alla Manson, con le scritte sui muri.

Improvvisamente questa serie di crimini assumeva una dimensione diversa.

Quando venimmo a sapere dei pentacoli

disegnati sulle pareti,

e quindi di un elemento demoniaco, la gente cominciò ad avere paura.

Non appena si fece strada il concetto di adorazione del diavolo

la redazione fu invasa di segnalazioni di persone

che ci dicevano di aver visto pentacoli nei parchi, o alle fermate del bus,

e che avevano trovato prove di sacrifici animali.

Diventava sempre più inquietante.

CASA DEI PAN

Entrammo in casa e ci mostrarono tutto.

Era a due piani, quindi salimmo le scale…

e sentimmo bussare.

Era Laurel Erickson.

Chiese se Frank poteva uscire a parlarle.

Una volta avuto quell'indizio,

eravamo in ballo.

Avevamo informazioni che nessun altro aveva.

Gli dissi: "Frankie, vuole parlare con te, vai".

Brutte notizie oggi

per gli investigatori della task force di L.A. Frank Salerno e Gil Carrillo.

Ci è giunta voce delle scritte sul muro "Jack lo Squartatore",

e che sarebbe un legame con i casi di L.A.

Non so dove prendiate le informazioni.

Di questo caso parlerà la polizia di San Francisco.

Ok? Grazie.

Frank deve essere fortissimo a poker. La sua faccia non mostrava nulla.

Stava ovviamente negando.

La polizia di San Francisco

sta cercando di fare ciò che non sono riusciti a fare a L.A.

- La vostra prossima mossa? - Provare a prenderlo, suppongo.

Informammo la polizia di San Francisco su tutto il nostro lavoro.

Gli dicemmo della scarpa dell'Avia, dell'identikit, di ogni singolo caso.

Vi chiediamo inoltre che al vostro arrivo prestiate attenzione

all'area circostante l'abitazione,

alla ricerca di eventuali impronte di scarpe lasciate dal sospettato.

Questa suola, un brevetto americano,

ha un motivo molto particolare unico nel suo genere.

È fondamentale che questa informazione

riguardo all'impronta resti riservata,

soprattutto in caso di contatti con altri soggetti e/o gente comune.

A San Francisco, sono ormai più di 60 gli agenti di polizia

della speciale task force locale.

Le pattuglie notturne aumentano stanotte,

soprattutto in questo quartiere in cui nel weekend è stato ucciso un uomo.

Chiesi se il sindaco avesse intenzione di fissare una ricompensa

in caso di informazioni utili all'arresto e alla condanna del killer del signor Pan.

L'ufficio del sindaco contattò l'ufficio del capo,

per sapere di che si trattava.

Lui spiegò al sindaco di San Francisco, Dianne Feinstein,

che c'era un legame col Night Stalker.

Attenzione, prego, una breve dichiarazione.

Osservate bene tutti questo identikit.

Si tratta di un individuo che entra nelle case di notte e uccide.

La situazione è molto seria.

C'è una ricompensa di 10.000 dollari per qualsiasi informazione

che porti a un arresto e condanna.

La balistica dell'arma

che ha ucciso i coniugi Pan sulla Eucalyptus nel weekend,

è la stessa balistica, così mi hanno informato,

usata in oltre una dozzina di omicidi nel sud della California.

Quando tornammo a Los Angeles,

scoprimmo che il sindaco Feinstein aveva tenuto una conferenza stampa,

in cui aveva vomitato tutti i dati importanti al pubblico.

Disse che avevamo collegato i casi grazie a un'impronta di scarpa,

e alle prove balistiche.

Parlò della scarpa dell'Avia,

di un'auto e del calibro della pistola.

Non si rilasciano informazioni che conosce solo l'assassino.

Eravamo bruciati.

L'assassino sapeva che sapevamo

della sua impronta lasciata su diverse scene.

Ero fuori di me dalla rabbia.

Senza dubbio, il sindaco Feinstein fece un grave errore.

Non credo che il capo

abbia mai detto al sindaco

di non divulgare queste informazioni.

Dopo che Feinstein fece quello che fece,

non trovammo più quelle scarpe.

Fu devastante. Pensavo fosse finita lì.

Dire che eravamo arrabbiati…

Insomma eravamo incazzati, furibondi.

Andai all'ottavo piano, nel suo ufficio,

e dissi: "Frank, andiamocene. Non serve a un cazzo".

Così andammo in un locale di Chinatown,

bevemmo un bicchiere col capitano

e gli chiedemmo di parlare con lo sceriffo.

I politici dovevano smettere di interferire col nostro caso.

Mi disse: "Ci vediamo dopo. Ora devo andare".

Ci richiamò mezzora dopo e ci disse:

"Smettete di bere, mangiate qualcosa e tornate in ufficio tra 45 minuti".

45 MINUTI DOPO

Ci siamo?

Ok.

SCERIFFO DELLA CONTEA DI LOS ANGELES

Buonasera, prima di tutto vi ringrazio

per essere qui a quest'ora e con così poco preavviso.

A causa del collegamento

tra omicidi e aggressioni nella nostra comunità,

e quelli di San Francisco,

ci è sembrato necessario diffondere

alle forze dell'ordine di tutta la California

delle delicate informazioni chiave.

Disgraziatamente

alcune agenzie dello stato

hanno rivelato alcune informazioni ai media,

mettendo così a rischio

le indagini tuttora in corso.

Una settimana fa, non avevamo molti elementi su cui lavorare,

ma adesso ne abbiamo parecchi di meno.

Lo sceriffo Block ci convocò nel suo ufficio

e ci disse "Ragazzi.

Come pensate sia andata?"

Così, io dissi allo sceriffo: "Sceriffo Block,

due uomini distrutti e sfiduciati

possono ricominciare a sorridere

e sono pronti a tornare al lavoro domani".

24 AGOSTO 1985 GIORNO 160

Poco prima delle 3 di domenica notte, un intruso avrebbe sparato in testa

al ragazzo di una donna di 29 anni per poi passare a lei.

Dentro il Mission Community Hospital,

Bill Carn, 29 anni, si trova tra la vita e la morte.

La fidanzata, una vittima anche lei, è al suo capezzale.

L'intruso l'avrebbe immobilizzata, stuprata e legata.

Frank Salerno, il sergente a capo delle indagini,

aveva predetto che l'assassino avrebbe colpito ancora.

Mentre il sospettato si trovava con la donna in casa sua,

avrebbe detto alcune cose tra le quali: "Sono il Night Stalker".

Guardava i telegiornali, e il soprannome gli piaceva.

A quel punto non avevamo alcun dubbio che il nostro sospettato

fosse andato e tornato da San Francisco,

per poi colpire nella Orange County.

Fortunatamente per noi,

un giovane del quartiere…

TESTIMONE

…stava riparando la moto quando vide la macchina arrivare,

e muoversi lentamente.

Lo trovò strano, e poi la vide andare via.

Quel ragazzo ricordava parte della targa del veicolo

e la descrizione dell'auto.

L'informazione fu data alla stampa

e ci chiamò una persona che disse

di avere un amico con una macchina simile.

che gli era stata recentemente rubata a Chinatown.

Ho pensato: "La Toyota di Bill è arancione. Magari c'è un collegamento".

La targa su quell'auto rubata corrispondeva alla targa

che ricordava il ragazzo di Orange County.

L'auto usata dall'assassino è stata rubata a Chinatown Los Angeles questo weekend.

È una Station Wagon Toyota del 1976,

colore arancione, numero di targa 482 RTS.

L'auto era tra la Sesta e la Alexandria, in un parcheggio di Los Angeles.

Laurel Erickson, dall'area Rampart dove è stata avvistata l'auto rubata.

Decine di detective presidiano la zona sperando di catturare il killer.

Ci riflettemmo su e ci rendemmo conto che non sarebbe tornato a quell'auto.

La Scientifica di Orange County la esaminò

e fu in grado di recuperare un'impronta latente su uno specchietto

che il sospettato aveva probabilmente sistemato.

Avevamo un'impronta digitale,

ma non sapevamo a chi appartenesse, perché non erano automatizzate.

La scheda delle impronte di un sospettato

veniva confrontata con l'impronta latente.

Ma per farlo serviva un sospettato.

27 AGOSTO 1985 GIORNO 163

Qualsiasi sospetto, vogliamo che chiamino.

SCERIFFO DI ORANGE COUNTY

Un dettaglio apparentemente poco importante

per qualcun altro, potrebbe essere fondamentale per noi.

Ricevemmo una chiamata da una donna

che disse che il padre

era una specie di senzatetto.

A quanto pare girava dalle parti della stazione dei pullman di Skid Row

e aveva fatto amicizia con un certo Rick,

che pensava potesse essere il Night Stalker.

Così mandammo immediatamente una squadra sul posto,

che trovò il padre, e il padre disse che Rick era di El Paso.

Una delle cose fondamentali

era che Rick aveva nominato un omicidio a Monterey Park di una coppia di asiatici

con una pistola semiautomatica calibro .22.

Quell'informazione non era pubblica.

E inoltre ci disse

che aveva avuto quella pistola da Rick

e l'aveva portata a Tijuana per darla a qualcuno.

Così, due nostri detective lo portarono a Tijuana

e recuperarono quella pistola,

insieme a uno stereo, o una grossa radio.

A quanto pare, la radio era stata rubata

durante l'omicidio Bell e Lang.

Il nipote di Bell e Lang aveva regalato la radio ai nonni

e aveva ancora lo scontrino col numero di serie,

e riuscimmo a confrontarli.

Disse: "Non so il cognome. Non me l'ha mai detto".

Però… era ovvio che Rick probabilmente era l'assassino.

Un informatore della polizia di nome Earl Gregg consegnò un bracciale

che pensava potesse essere collegato al caso del Night Stalker

e mi disse di averlo avuto dalla madre di sua moglie.

Lei viveva a San Pablo, in California.

Così, andammo a trovarla quella mattina.

Ci disse che il bracciale era un regalo del suo ragazzo, Armando Rodriguez.

Lo aveva avuto dal suo amico di El Paso, che lei conosceva solo come Rick.

Non credevamo alle nostre orecchie.

Ci disse che Rick indossava un berretto nero degli AC/DC,

un giubbotto Members Only, e che aveva i denti messi male.

Più parlava e più ci rendevamo conto

che eravamo vicinissimi al Night Stalker.

Armando Rodriguez viveva a El Sobrante, in California,

a pochi minuti da noi.

Stavamo parcheggiando a casa sua,

eravamo fuori dal cancello,

quado vidi Armando che mi veniva incontro a piedi.

Così gli dissi: "Armando, ci serve il tuo aiuto.

Devi aiutarci a risolvere il più grosso e importante caso

della storia della California.

Il tuo amico Rick è un violentissimo assassino.

Ci aiuterai a risolvere il caso del Night Stalker".

Il suo tono cambiò.

"Lui non è il Night Stalker. Non ci penso nemmeno ad aiutarvi."

Lo presi per la camicia e lo misi fisicamente in macchina.

Mi girai e gli dissi: "Armando, faresti un favore a te stesso.

Collabora con noi.

Ci serve il cognome del tuo amico Rick.

Capisci quello che dico?"

"Vaffanculo!"

E mentre lo guardavo mi venne da chiudere il pugno.

"Quindi vuoi fare a botte, brutto figlio di puttana?"

Così alzò le mani,

io gli detti un pugno,

non il migliore della mia vita, ma neanche il peggiore.

Lui si toccò la guancia.

"Non sai colpire più forte di così?"

Lo guardai e ripensai a tutte le scene del crimine.

I Pan,

il vomito,

la masturbazione.

Gli dissi: "Bel bambino,

ora ti spacco la testa e ti apro il culo".

Così misi il pugno vicino al finestrino

e partii per il sedile posteriore,

determinato ad annientare quel tizio.

Lui incrociò le braccia davanti a sé,

cadde a sedere

e disse: "Richard Ramirez, Richard Ramirez".

Sottotitoli: Rachele Agnusdei

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