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[musica]
[Barone] Quando cerchi un latitante,
la cosa migliore che ti può capitare è individuare il suo autista.
Meglio dei figli che potrebbe non vedere per mesi.
Meglio di sua moglie.
L’autista è la persona di cui si fida di più.
Quello che custodisce i suoi segreti, che lo vede tutti i giorni.
E noi eravamo a un passo da Tony.
A un passo da Leoluca Bagarella.
Da un arresto per cui potevano bastare solo poche ore.
[musica]
[detenuto] Pasquale, salutiamo.
Salutiamo.
[Barone] La capacità di Pasquale Di Filippo
di tenere la bocca chiusa, pendeva su di noi
come una spada di Damocle.
Per lui era venuto il momento di tirare fuori i coglioni,
e dimostrare tutto il suo sangue freddo.
Perch� se gli altri detenuti avessero sospettato
il suo doppio gioco per conto dello Stato,
si sarebbero messi in fila per tagliargli la gola.
E per avvisare il boss di Corleone.
[musica]
- Bonanno, buongiorno. - Dottore.
Com’è che ti sei fatto convincere a farlo qua?
Si sta più larghi.
[Barone] Dovevamo solo restare concentrati.
- Grazie. - Prego.
[Barone] Dovevamo solo stare addosso a questo Tony.
[parole non udibili]
Tony...
Tony...
Tony chi?
Tony come?
[Tony] Stavo pensando di sti jeans,
ne dobbiamo prendere 40 di quelli scuri,
e 40 di quelli chiari, poi a gamba stretta no
- perch� non se li mette più nessuno. - Oh, fermati qua!
- Sono arrivata. - Dico a gamba larga,
- belli comodi, no? - Sì.
- Tu che ne pensi? - Mi piacciono quelli che vuoi tu.
Bacetto a mamma.
Noi dobbiamo prendere quelli che si mettono di più.
Sì, ciao!
Papà, andiamo al mare?
Amore mio, ma tu oggi a scuola non ci devi andare?
Andiamo, che papà oggi deve lavorare.
A lavoro!
[fischietta]
- E noi ce l’abbiamo? - Stiamo verificando.
Tony Calvaruso.
Più o meno quattro-cinque anni fa, Euromare Village.
Le chiamavano le Tours D’Orient,
vabbè insomma come cazzo si dice in francese.
Spolpavano i clienti, li facevano ubriacare
con champagne annacquato, mentre le ragazze
ci si strusciavano addosso. I clienti si eccitavano.
Lasciavano i soldi e andavano al piano superiore, dove c'erano?
- Le stanze. - Per l'appunto.
Tony Calvaruso si limitava a gestire il bar.
Ho rifilato pure a lui sfruttamento della prostituzione,
- perch� non poteva non saperlo. - Sembra che non sia servito.
Sembra di no.
Credo sia uscito fine del ’93.
Un paio d’anni se li è fatti tutti, eh.
- Pericoloso quanto? - All’epoca sicuramente no.
Lavorava lì da poco. Ce l'aveva messo...
...Tullio Cannella!
Cannella quello imprenditore, il prestanome dei Graviano?
- 'U truffatore. - Bella comitiva.
Il locale era suo.
Direi che anche Tullio Cannella entra nella nostra lista.
- Cerchiamolo e stiamogli addosso. - Sì.
Tony Calvaruso.
Ma tu ti rendi conto Saverio?
Sto Tony con quello che sa, potrebbe essere una miniera d’oro.
- Se lo prendiamo, siamo a cavallo. - Carlo.
Se lo prendiamo, glielo strappo dalla bocca quello che sa.
Buongiorno signora, prego si accomodi.
C’è qualche cosa che posso fare e...
...di essere... è per lei, oppure è un regalo?
Scatole arrivate.
[squilli del telefono]
- Pronto? - Ciao Tony.
[McGregor] È appena uscito dal negozio.
Si muove!
Sta attraversando P.zza Politeama.
[Barone] Dai Tony, dai portaci dal tuo padroncino, su.
Via Dante.
Via Malaspina, sta rallentando.
Ditemi che vedete quel pezzo di merda.
Si ferma, si ferma.
Sembra un box sotterraneo.
Ci si infila, lo perdiamo!
Siamo in via passaggio MP1.
Mc che cosa vedi?
Un posto di merda, capitano. È un comprensorio.
Più palazzine, box sotterranei, credo comunicanti.
Sicuramente ci sono più uscite.
[Di Filippo] Voi siete convinti che siete voi
che state addosso a lui.
E' lui che sta addosso a voi. Ma da anni ormai.
Non avete capito niente.
Guarda che facce.
Devi vedere che facce, non se l’aspettavano.
- È davanti casa mia Savè. - Carlo.
È davanti casa mia, così vicino no. Ma perch�?
[McGregor] Capitano,
se ci sono sentinelle qua sotto siamo fottuti.
Che facciamo? Ci mettiamo in osservazione?
Da molto lontano!
Sì ma senza radio, perch� se è vero quello che ha detto Di Filippo...
...Bagarella ha modo di ascoltarci.
Carlo ascoltami, va bene?
Non è detto che ci sia Bagarella.
Tony potrebbe essere lì per qualsiasi motivo.
Forse è casa sua, d’accordo.
Ma forse adesso esce e ci porta dritti da lui.
Interrompiamo qualsiasi altra operazione sui Corleonesi!
Ce ne stiamo buoni, fermi, invisibili e aspettiamo!
Carlo sei d’accordo? Rispondimi.
Carlo, sei d’accordo?
Dobbiamo solo aspettare che esca!
D’accordo? Solo aspettare che esca!
Per questo mi hai fatto venire?
- Per vedere come ti sei sistemato? - Ti piace?
- Facciamo notte, Giovà? - No.
Signor Franco ecco qua.
Patente, codice fiscale e carta d’identtà.
Perch� c'hai messo tutto questo tempo?
Vedi la filigrana?
E' cambiata.
L'ho dovuta rifare due volte.
Aspè...
Ora è buona.
Ho pensato che magari ti faceva piacere tenerle lo stesso.
Ho saputo, mi dispiace.
Che hai deciso di cambiare aria?
Se la cambio te lo faccio sapere.
Sono belli i picciriddi, eh?
Davide!
Davide, vieni da papà che ti presento a zio Luchino!
Non l'hai conosciuto mio figlio.
Nessuno sa che è nato.
- Quanti anni ha? - Quattro.
- Che dice tuo padre? - Mio padre?
E' innamorato.
Pensa che si fa mandare le foto in carcere.
Vedi Giovà, i figli sono debolezze.
Sono sempre meno di te.
Passano la vita a cercare di piacerti, ma non ci riescono mai.
Pensa se l’avessi avuto io un figlio, che vita di minchia gli facevo fare.
Ah!
Visto che ti piacciono così tanto i picciriddi,
togligli le pene al piccolo Di Matteo.
Visto... che c'hai tutti sti pensieri, spezzagli il collo.
Non è che ti sei intenerito ora.
Riguardo a quella storia non ho saputo più niente da nessuno.
E che dovevi sapere?
Sei il figlio del capo.
Prendi una bella decisione.
[chiude la porta]
- Mi piacciono questi pantaloni. - Ah.
Pure sta camicia mi piace, è bella.
E' che finalmente ci comincio a capire qualche cosa.
Insomma, che questo si abbina con quello, quello con quell'altro.
Portali pure a me.
Li voglio pure io, io così non ce li ho.
- Che dici, mi stanno? - Certo, sono belli, comodi.
Questi hanno un taglio nuovo, con le tasche belle aderenti.
I suoi, diciamo, sono un po' vecchi, ecco.
Piacevano a Vincenzina.
Certo, le femmine sono una debolezza.
Ma io so cambiare, Tony. Evolvo.
Tu la conosci questa parola? Evolvo, continuamente.
E tu sei pronto a evolvere, a cambiare vita?
Portami pantaloni, camicia, giubbotto, fai tu.
Basta che sono diversi, completamente diversi.
Assolutamente.
[brusio]
Ehi!
Compà, tutto a posto?
- Ehi, piano ah. - Ciao Pasquà.
Ciao Tommà.
Mimmo, che hai messo la pancia? Si mangia bene qua, eh?
- E' tutta salute! - Masino sta ancora all’Asinara?
No, a Pianosa.
E che dice? Come sta?
E che deve dire? Sempre la solita vita.
[detenuto] Ti ricordi o no quando siamo venuti con lui a Mondello?
- Venne pure Nino Mangano. - E Nino che fa?
- Sempre... - Sì, sempre a fare i conti.
- Tutto sotto controllo. - Chi ti ha fottuto Pasquà?
A me?
- Quelle merde della DIA. - No, di magistrati intendo.
Magistrati avevo... Mazza e Barone.
[uomo] Cornuti!
Cosa di farli saltare in aria come a Falcone.
Stai tranquillo Pasquà, che prima o poi sistemiamo loro
e tutte quelle merde di pentiti che ci parlano.
Non mi ci fare pensare va, che mi vengono certi nervi...
Va!
[si schiarisce la voce]
Rispondi su. Su dai, rispondi.
Andiamo, rispondi.
Dottore, Calvaruso è ricomparso al negozio.
E noi non abbiamo visto niente.
E se non ci avviciniamo quelli fanno quello che gli pare.
La piantina l’ha vista anche lei. C’è un’uscita per ogni via dell’isolato.
I cortili sono attivi, qualche tetto è confinante ed io...
Sì, lo so.
Dottore, mi faccia stringere le maglie soltanto un po'.
No, Cesare no.
Almeno finch� non siamo sicuri che sia lì dentro.
Qualche conferma è arrivata però.
Certo stiamo ancora controllando, ma pare...
...che gli appartamenti di questo comprensorio
fanno capo alla società di Tullio Cannella.
Ah.
Mazza lo sa?
Lei lo vede?
[musica]
È come se la tana del Bianconiglio alla fine fosse nel giardino di Alice.
- Non era così? - Non mi ricordo.
- Ma perch� tu l'hai letto? - Certo.
Ah.
Io pensavo che era uno di quei libri che tutti citano,
e poi alla fine non l’ha letto nessuno.
Fammi qualche domanda.
Figurati.
Senti Carlo, non significa ancora niente.
Alcuni appartamenti dello stabile sono di Cannella.
Quindi potrebbe anche essere casa di Tony.
- Anche se ci sono chiare possibilità... - Ma finiscila, Savè!
Lo sappiamo tutti e due che è lì dentro, dai.
Quello è furbo, si è preso un fortino in mezzo a Palermo.
L’unico posto dove non l’avrei mai cercato.
Pure io l’avrei scelto.
E avresti fatto male. Perch� l’abbiamo trovato Carlo.
A questo devi pensare tu.
E ora lo lasciamo nella sua sicurezza.
Ce ne stiamo silenziosi, tranquilli, concentrati.
Aspettiamo il momento giusto e lo prendiamo.
Sì.
Bagarella, Brusca, Provenzano, tutti.
Tutti cadono prima o poi.
E qualcuno che mi dice dov’è il bambino, io lo trovo.
Bagarella non si pentirà mai. Mai!
Brusca non sappiamo dov'è.
- E chiedi del picciriddu, Savè. - Se prendiamo Tony,
me lo faccio dire da lui. Ci riesco, fidati.
Scommettiamo!
Tre giorni.
Tre giorni e riportiamo a casa Giuseppe Di Matteo.
È così che finisce Carlo!
E' così che finisce.
Hai mangiato?
Ti leggono questo? Pure io lo conosco.
- Sono... - Giovanni?
Allora non mi sposti più?
No.
[chiude la porta]
[frenata]
Non ti girare, non guardare.
- Non ti girare, non guardare. - Come ha detto, dottore?
Niente Rosario.
Niente.
- Non fare discussioni. - Almeno dimmi perchè?
Perch� è così e basta.
- Tanto è solo per qualche giorno. - Qualche giorno?
Ma sei impazzito! Quanti?
Dio, Aurora. Ti sto mandando da tua nonna.
Non ti rinchiudo in un campo di concentramento.
Ma papà, dimmi il motivo almeno.
Domani mattina ti voglio trovare con lo zaino e la valigia fatta.
Chiaro?
Che palle!
Lo so che cosa stai passando.
Però potevi dirle qualcosa. Che so io, spiegarti.
- È grande ormai. - E che cosa dovevo dirle?
Che suo padre non c’è mai perch� cerca uno che gli abita di fronte?
Tutti questi anni, tutta sta fatica.
Mi sarebbe bastato fare il giro dell’isolato
tutte le mattine, per trovarlo.
[segnale di linea libera]
Giada... come state?
- Ma lo sai che ore sono? - Sì, lo so che ore sono.
Ma sono giorni che non rispondi!
Tuo padre mi ha detto che sei partita. Sono preoccupato.
Dove siete? Come state?
Lontane da te. Come volevi, no?
No Giada.
Io non volevo questo. Io volevo soltanto...
Che mi togliessi dai coglioni.
E ci sei riuscito.
Mi dici dove siete?
Ma non ci penso nemmeno. Quando mi va mi faccio sentire io.
Ma avrò diritto di sapere dov'è mia figlia o no?
Io adesso te lo dico e tu te la vieni a prendere subito.
Va bene così?
Allora?
Fanculo! Vaffanculo.
[la porta non si apre]
Ma vaffanculo!
Mi scusi.
Sono della macchinetta?
Questo è il vero motivo per cui qui
noi non faremo più una sala operativa.
- Cesare, ascolta una cosa. - Mh.
Per rintracciare una persona, mh?
Avendo solamente la targa dell’auto e il numero del cellulare,
quanto tempo ci si mette?
Se la persona in questione si muove parecchio,
qualche cella il cellulare l'aggancia di sicuro.
Se poi ci sono i posti di blocco,
direi... massimo un giorno.
Certo, dipende se la persona si sta nascondendo o meno.
Sì... cioè, no.
Ma scusi Dottore, ma di chi stiamo parlando?
Niente Cesare, niente. Idee.
- Cose sue? - Cose mie.
[rumore indistinto] - Oh, Tony!
- Ma che mi vuoi ammazzare? - Chiedo scusa.
- Ma che c'hai in testa 'sti giorni? - Mi dispiace.
Mettigli questa qua, va.
- Ce l’abbiamo un altro materasso vecchio? - No.
E allora questa bellezza l’accompagni al prossimo giro.
[Bagarella] Che mi dici del deposito nuovo?
[Mangano] Troppo aperto di lato.
Non c’è la copertura esterna. Ma come l'hai trovato?
Che se lo domandavi a me trovavo qualcosa di meglio.
Comunque, se volevamo cambiare il deposito
- c’è quello del Monte... - Nino... tiè!
Questo lo tieni tu.
Un regalo.
Se guardi bene, vedi pure l’indirizzo.
Alla cortese attenzione della sig.ra Procura di Palermo.
Lo ficchiamo nel culo ai giudici.
Che dici, ci passa?
Nino... lo facciamo?
Io dico solo che sono anni
che stai aspettando questo momento, Don Luchino.
Lo vedi?
Ogni tanto bisogna cambiare.
[Bagarella] Io sopra sono già a posto.
Ora dobbiamo organizzare qua sotto, quindi...
Che c'è Tony? Va...
Fammi verificare un po' di cose,
e ti faccio sapere un posto.
- Va bene? - Sì.
Alza qua.
Tony... che fai festa oggi?
- Non apri il negozio? - Sì, ci vado subito.
[mette in moto]
[musica]
È appena uscito da Passaggio MP1,
- su una Fiat Tipo grigio scuro. - E' da solo?
- Sì. - Allora, hanno almeno due vetture.
La Tipo e la Swing... probabilmente fanno il cambio nei sotterranei.
[Bonanno] Avviciniamoci ancora un po'.
Io divento pazzo a pensare che questi due pezzi di merda
ci vogliono pigliare per culo. Usiamo due unità.
Sì lo so che ci vorrebbero, lo so.
Almeno per capire qual è lo stabile, perch� per quello che sappiamo
potrebbero non uscire per giorni, per mesi. E Di Filippo crolla.
[Bonanno] Entriamo nei sotterranei e stiamoci qualche ora.
Ho detto di no! Niente finti operai, finti spurghi.
È più furbo di così Carlo sei d’accordo?
Sì.
- Adesso dov'è? - Via Dante, sta tornando al negozio.
Va bene, dai eh! Troviamo una soluzione!
Dai che lo prendiamo!
Saverio!
[Mazza] Che sono questi urli, questa tensione?
Io lo so che stai vivendo qua, che non dormi, che vai a mille.
Forse hai bisogno di riposo, ecco.
- E di fare i turni come fanno tutti gli altri. - Non me lo posso permettere.
- E perch�? - Da chi mi faccio dare il cambio?
Da uno che c’è rimasto sotto?
Che appena gli faccio una domanda mi risponde come un automa?
Io lo so che hai preso un brutto colpo, fidati.
Ma ti devi riprendere compare.
Ripigliati, poi ne parliamo.
- Sai che sei stronzo? - Sì, stronzo bla-bla-bla.
Fatti venire un'idea piuttosto, eh?
[rumore]
Che c’è Di Filippo?
Lo lasci stare. Ha vomitato tutta la notte.
Devo andare in infermeria.
Ahò!
Vai, Luca.
Di Filippo...
E' peggio se stai qua.
- Peggio... lo capisci? - Ho capito, un momento!
Posso restare un altro po'? Ora me ne vado.
È un’infezione, ok?
Ti hanno dato il Plasil e l’antibiotico per vena.
Per questo ci hai messo tanto.
- A tutti devi ripetere la stessa cosa. - Va bene, ho capito.
Io devo capire che dicono da quella parte.
Le hanno fatto sapere qualcosa oppure no?
- [voci indistinte] - Dura la vita, eh?
- Sbattuti a dirigere il traffico. - Ha parlato Rambo.
A guagliò, non ci rompere.
Minchia!
Concentrazione per piacere!
Allora, un’unità deve prendere il posto dei militari dei vespri.
Un’altra deve sostituire quelli che sono di guardia
sotto l’abitazione del dr. Mazza.
Altri nostri uomini sono travestiti da vigili urbani
- nel gabbiotto fisso di via Dante. [Barone] - Via Dante?
Cesare è troppo lontano. Che ci facciamo?
Dottore, è il posto più vicino di meglio non si poteva fare.
Almeno così siamo coperti su tutti e tre i lati.
Il semaforo di Malaspina.
Quello si blocca un giorno sì e uno no.
Lo facciamo saltare così i vigili si avvicinano.
E se si crea confusione, tanto meglio, ci può fare solo comodo.
- Così controlliamo anche il lato sud. - Allora...
Il primo blocco di soldati può partire tra poco
che tra un'ora c’è il cambio della guardia.
Con gli altri aspettiamo e rispettiamo i normali turni quotidiani.
E per quello che riguarda il semaforo
- vedrò di risolvere quanto prima. - Lo vedi che avevi bisogno di una mano?
Ti abbiamo fatto avere tutte le forze dell’ordine d’Italia.
A dir la verità mi rode il culo,
ma devo ammettere che è stata una buonissima idea.
- Ci siamo? - Sì.
Signori tutti qua per piacere, grazie.
Un attimo di attenzione.
Se avete delle domande fatele ora o mai più.
Mi raccomando l’uso del gergo appropriato con i civili per strada.
Ma soprattutto per radio vorrei sentire soltanto
indicazioni inerenti alla divisa che avete addosso.
Se c’è una vecchietta che vuole essere aiutata
ad attraversare la strada voi l’aiutate,
o se c’è una bambina che è preoccupata
perch� il gattino è rimasto sopra all’albero
voi l’aiutate a tirarlo giù. Possibilmente senza sparare.
Certo capitano.
I proiettili ce li teniamo per questo figlio di puttana.
Inutile dirvi...
Se va tutto bene, noi qua facciamo la storia.
- Andiamo, forza! APPLAUSI
[voci concitate]
[musica]
[squilli del cellulare]
Pronto?
Che c’è?
Da quanto?
Ho capito e dopo?
Adesso dov'è?
Prima di domani mattina, te l'ho detto!
T'ho detto di sì, cazzo!
Allora?
- Di Filippo sta crollando. - No.
Ha passato tutta la mattinata in infermeria
e quando è stato il momento di tornare con gli altri
- è andato nel panico. - Se crolla manda tutto a puttane.
Se crolla l'ammazzano e ci manda tutto a puttane.
Ce lo meritiamo.
Abbiamo fatto finta di niente, manco ne abbiamo parlato più.
Alla fine i cazzi tornano sempre.
- Io me l’ero dimenticato. - Sì, vabbè.
Dobbiamo incontrarlo Carlo.
Un boss appena arrestato a colloquio con noi?
- Non è proprio discreto. - Lo so.
Ma ci dobbiamo assicurare che resista ancora un po'.
Abbiamo bisogno di tempo.
E poi avremmo dovuto incontrarlo comunque.
Tu gliel’hai chiesto se il negozio di Calvaruso
c’ha una doppia uscita? Ecco bravo eh, nemmeno io.
Siamo due coglioni.
- Adesso è in cella no? - Certo.
E allora fino a domani mattina non l’ammazzano.
- Speriamo. - Dai, andiamo a lavorare.
Ci sentiamo dopo. Facciamoci venire un’idea per parlarci.
Ok... ragazzi!
Dottore?
Guardi che io lo vedo che le gira la testa.
- Ma da quant’è che non dorme? - Leonardo, non mi fare la predica.
Prenda questo qua.
Uno ogni ora, sotto la lingua.
Poi si mette un bel po' di acqua gelata sui polsi
e se ci riesce si fuma qualche sigaretta di meno.
Piana?
- Ti piacciono? - Ti stanno bene.
- Guardalo il mio sartino. - Me lo sono scordato.
Ahia, ma che fai?
Ma sei pazza?
Oh, ma che hai?
Secondo me quello se ne vuole andare.
Già si è fatto cambiare tutti i telefoni,
si è fatto portare via un po' di cose.
E se quello decide che il negozio non gli serve più,
me lo fa chiudere dalla mattina alla sera.
Invece io quel negozio lo voglio, Monica.
Io non ho mai avuto niente in vita mia, ma quel negozio... è mio.
E chiediglielo Tony. Chiedigli che cosa vuole fare.
Non è che funziona così.
Io non posso andare da lui e chiederglielo così direttamente.
Quello è uno strano, chissà che gli dice la testa.
Sono due anni che gli dedichi ogni giorno della tua vita.
Lui si è sempre confidato con te, no?
Le cose te le ha sempre dette, giusto?
E adesso una risposta te la deve Tony.
Me la deve.
Lo vedi che neanche tu vuoi fare i turni di riposo?
E' questo il mio turno di riposo.
Zucchero?
Ho smesso.
Dottore quella cosa che poi lei mi aveva chiesto,
della targa, del cellulare... è tutto risolto?
Te l’ho detto Cesare, è un’idea.
Ho capito, ma era un’idea piuttosto importante credo, no?
- Tu sei sposato? - Da sette anni.
- Siete in crisi? - No.
Veramente ce la siamo fatta al sesto anno la crisi.
Ma come l’avete superata?
Guardi dottore, io non ho problemi ad aprirle il cuore,
a darle consigli matrimoniali.
- Però veramente io le chiedo una cosa. - Ma certo.
Fate qualcosa per questo caffè che fa veramente schifo.
Rimediate, non lo so, scrivete una protesta.
Dico io, ci sarà un modulo da compilare!
- Genio! - Eh?
Ma tu sei un genio!
Hai capito perch� lavoriamo insieme? Perch� sei un genio!
Domani hai il caffè pagato al bar per tutta la giornata.
Genio sei!
Ho capito, però...
...dei miei sentimenti, non importa niente a nessuno!
- Genio! - Grazie!
[Barone] L'alba del terzo giorno.
Caldo torrido per noi.
Freddo e gelo per Pasquale Di Filippo che in carcere tremava di paura.
E per parlargli senza dare nell’occhio,
gli avevo fatto firmare un modulo. Modello tredici.
Il foglio riservato alle richieste dei detenuti
scontenti del trattamento nelle patrie galere.
Dalla mancanza di saponette nei bagni,
alle domande di colloqui in più con i famigliari.
Per un carcerato, roba di vitale importanza.
[clacson]
Centro, siamo sul posto. Via MP1 angolo Malaspina.
[agente] Il semaforo è ancora fuori uso,
attendiamo conferma per fermarci e occuparci dello scorrimento.
Confermato, procedete pure.
[brusio]
[musica]
[brusio]
[detenuto] Dottore, ha capito?
Mio suocero sta morendo e io sono chiuso qua dentro.
Manco un po' di conforto a mia moglie posso dare?
La capisco, davvero.
Facciamo così, le firmo un'autorizzazione straordinaria
per un colloquio con sua moglie. Va bene?
- Va bene, grazie dottore. - Prego, vada.
[brusio]
Vieni.
Dottore, io non ce la faccio più.
Pasquale, non ti preoccupare.
Abbiamo stretto le mani intorno al negozio.
- Ci serve un giorno, due al massimo. - Sta minchia!
Che un giorno o due, io devo uscire subito.
Ascoltami.
Il negozio di Calvaruso ha un’uscita secondaria?
Non lo so.
No, no.
Pasquale sei sicuro? Perch� è fondamentale.
Sono sicuro dottore.
Lei mi deve fare uscire subito da qua o mi ammazzano.
L'ha capito pure lei che mi ammazzano.
- E tu quanti ne hai ammazzati tu, quanti? - Che c'entra.
C'entra, perch� mi sto ritrovando davanti a un coglione
che si schianta perch� qualche mezza sega lo guarda brutto.
Te lo ricordi Bagarella, Pasquale?
Quando ti diceva di ammazzare qualcuno, quando dava un ordine,
tu che facevi? Piangevi, frignavi?
Adesso ascoltami bene, testa di cazzo.
Ora sono io il tuo Bagarella e se tu non ce la fai,
se ti fai ammazzare a me non me ne fotte niente!
Adesso tu vai fuori e tieni la bocca chiusa
finch� non te lo dico io.
Finch� non ti dico di respirare tu non respiri, hai capito?
Alzati, il tempo è finito.
T'ho detto alzati!
E stai dritto con le spalle,
perch� tu sei un uomo d’onore, giusto?
[musica]
Che succede dottore?
Tutto a posto, dottore?
[Zaza] Dottore...
Sì, andiamo.
[motore dell'apecar]
Abbiamo finito.
[clacson]
ApeCar Palermo 54031, azzurrina, in lista d’attesa.
È in via Malaspina.
Seguiamola.
[Barone] Buonasera.
[uomo] Buonasera.
Abbiamo pure Tullio Cannella.
- Sappiamo dove abita, dove lavora. - E forse c’è anche qualcos’altro.
Un mezzo è uscito da passaggio MP1
e si è fermato nei capannoni di cui ci parlava Di Filippo
e noi gli stiamo ancora dietro.
A proposito, com’è andata?
È uscito con le spalle dritte, ma non so ancora per quanto.
Non importa Savè, perch� ormai ci siamo.
Ovunque siamo, ovunque!
Ragazzi che prendo da mangiare, pizza o cinese?
- [agenti] Pizza. - Pizza?
- Sì, una piazza. - Pizza per tutti.
- Carlo, ti posso parlare un secondo? - Sì.
Se ci sono novità chiamami.
Vattene a casa, Carlo.
Vedi che quello che ha bisogno di una doccia sei tu.
Non fare lo stronzo. Non sto scherzando.
Hai cambiato le abitudini, e le abitudini sono fondamentali.
Io stasera non me ne vado.
Perch� lo so che sta per succedere qualche cosa, me lo sento.
- Quindi te lo puoi scordare. - Ragioni un secondo, per favore.
Lavori fino a tardi tutti i giorni, hai mandato via tua figlia
dall'arresto di Di Filippo.
Senti io non lo so se Bagarella ti guarda veramente dentro casa,
ma tu ci devi tornare adesso Carlo.
Invita un amico, fai una festa, fai bordello.
Deve pensare che te la spassi perch� non hai niente da fare.
- Mi dai retta? - Ma che è, una doppia condanna?
Io non posso, non ci riesco.
Non ci posso tornare a casa, divento pazzo. Lo capisci?
Calvaruso ha chiuso il negozio e si è diretto al passaggio MP1.
Mi dispiace Saverio, io resto qua.
- [Bonanno] Ti dissi lo stesso dottore. - Dammi la cuffia.
Eccoli, sono questi qua.
Ma tu davvero sei venuto per portarmi queste cose?
Sì, certo.
Poi per le camicie, per i giubbini,
per quello devo capire un poco meglio.
Che devi capire?
Lo stile ancora neanche questi si è messo addosso.
Io non lo so se le piacciono o non le piacciono.
Ho capito.
Sono belli.
- E sono già della mia misura? - Sì.
L'orlo è tagliato bello corto, come i jeans.
Proprio sopra alla scarpa, come piace a lei.
Lo vedi che mi conosci!
Lo sai quello che mi piace. Bravo.
Io... vorrei sapere anche... che cose le piacerà domani.
E che vuoi sapere Tony?
Ecco se lei se ne va
Che fa, me lo lascia il negozio?
Io ci so fare Don Luchino, non me lo tolga.
Il negozio?
Tu sei preoccupato per il negozio?
Mettiamola così non è ancora deciso.
Per te è un problema se ci penso un altro po'?
No.
Il negozio?
Ma dici davvero?
Il negozio.
Lo sai come voglio le giacche? Militare.
Mi piace militare.
Mi fai diventare militare Tony?
Sì certo, si puo' fare. Militare.
- Militare. - Assolutamente.
Il negozio.
Il negozio.
Dicono che al modello tredici, oggi, c’era qualcuno dell’antimafia.
Ha detto che ci pensa. È buono no?
Oh.
Ma non ti senti meglio adesso che ci hai parlato?
Ho fatto un brutto sogno.
Tesoro... adesso papà ti accompagna di là
- e resta un po' con te. - Vieni qua.
Ma non avevamo detto che non dormiva più nel lettone?
Vabbè, dai... che fa?
Per stasera dormiamo tutti insieme.
[musica]
Oh!
Ma perch� tu pensi che te la dice la verità?
Me la dice.
E se non me la dice, vedi che gliela tiro fuori.
Tu intanto trovami un cellulare
che se le cose stanno come penso io,
Don Luchino va avvertito subito.
[musica]
[brusio]
[campanello]
Savè!
Entra.
Nino Mangano.
- Non è vero. - Nino Mangano.
- Non è vero! - Sì.
Tagliamo la testa alla cosca di Brancaccio, capisci?
Ma certo, ma vieni.
Hai fatto le cose in grande, eh? Esibizionista.
- [Mazza] Io? - Eh... bastava una cosa così.
[Mazza] Dillo tu a Teresa.
Quella è fatta così.
- Per me? - Mh.
Grazie, ma non dovevi disturbarti.
Tu sei un cretino.
Ma cretino vero!
- E che sono, tutte figure? - Certo.
Perch� hai tempo di leggere?
E' vivo Carlo.
- Io me lo sento. - Cristo, Savè.
- Io non lo so, però noi non dobbiamo... - Non mi interessa.
Veramente.
Perch� domani lo troviamo.
È così che finisce.
Gliel'ho promesso.
- L’ho sognato. - Ah...
Notizie di Giada?
No, figurati.
Non mi risponde, se mi risponde mi insulta.
Non so neanche dov'è.
- E tu continua a chiamarla. - E' inutile.
- Prova. - E' inutile.
Savè, nessuno resiste da solo.
Nessuno.
Prova.
[digita i tasti del telefono]
[segnale di linea libera]
- Lo apriamo? - No.
Questa è per domani.
- Carlo? - Mh?
Bella festa.
Vaffanculo.
[musica]
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