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Digli di andare piano, a questi cretini. Qui c'è pur sempre la Regina.
(BUSSA) Oh, piano con le buche!
C'è pur sempre la Regina, qui.
Ma cosa ripeti, cosa ripeti?
Siamo in incognito.
La Regina va a urinare.
La Regina va a urinare.
Via questo coso.
Facciamolo sapere a tutti, eh?
Guarda che non venga nessuno.
Maestà, anche questi sono ugonotti?
Sì. Mazzarino è un sadico. Devo fermarlo.
Questo vizio di tenerlo su di te.
Belle bimbe, è questa la casa del moschettiere D'Artagnan?
Mio papà non è più moschettiere, adesso è maialaro.
OLIMPIA: Ah, è maialaro.
E dov'è?
BAMBINA 2: Sta facendo il duello dentro la stalla.
Quale duello?
- Quale duello? - Ha fatto cornuto il fornaio.
Credo che stavolta resteremo senza pane.
Senza pane.
(RIDE)
- Maestà... - Andiamo. "Senza pane."
(RUMORI DI LOTTA)
Simon, ci conosciamo da tanto tempo.
Proprio per questo!
Come hai potuto? Con mia moglie!
È stata lei ad infilarsi nel mio letto al buio.
Simon, metti fine alla spada.
No!
(COLPO) (GRIDO)
Simon, basta. Inizio ad innervosirmi.
E allora. Adesso basta, Simon.
(RANTOLI)
Vai a casa. Hai una famiglia, dei figli, una moglie...
elastica.
(SCRICCHIOLIO)
Questo è vile, Simon.
Non è un attacco da gentiluomo.
(GRIDANO)
(COLPO)
D'ARTAGNAN: Perché hai voluto morire?
Perché questa dannazione?
(SUSSURRA): Non sono morto.
(SUSSURRA): Non sono morto.
Sì, ma quasi. È una questione di secondi. Mi sento un verme.
(SUSSURRA): Ma se magari...
Un ultimo desiderio, alza la voce. Non riesco a capirti.
Se mi portassi da un dottore...
- Un dottore. - ...io mi salverei.
Ma come puoi salvarti? Ti ho trapassato.
Dio mio...
lo veramente non credo d'essere in punto di morte.
Sono le illusioni del moribondo.
Se mi porti dal dottore...
Ma quale dottore? Qui non c'è. C'è giusto un veterinario.
Per quanto...
D'ARTAGNAN: Muoviti.
Ma vaffanculo.
Muori in pace.
Raggiungi le anime di coloro che hanno guadagnato il Paradiso
grazie alla lama di D'Artagnan.
Mentre io mi guadagno l'inferno tra i maiali, io.
D'Artagnan.
Mia Regina.
Salute, moschettiere.
Mi scoppia il cuore nel mio petto a questa vista reale.
- Ma come parlate? - Non ho le parole corrette
per una regina, Maestà.
Parlate strano.
Non ho studiato, lo sapete.
Vedo che vi piace ancora fare lo spavaldo con la spada.
Sono costretto, ne ammazzo uno a settimana.
Vogliono la mia leggenda.
lo "chiedo la vena" per questa...
Eh? La...?
- La vena... Perdono... - Non capisco.
Per la violenza sotto i vostri occhi.
Alzatevi, moschettiere.
Siete ancora la più bella regina che abbia mai visto.
(RISATINE)
Ah, sì? Perché, quante regine avete visto?
Circa dodici, Maestà, ma voi...
- non "pareggiate" con nessuna. - Eh?
"Pareggiate"?
Ma stai zitta! Ma come osi?
. Perdonatela, D'Artagnan. E una gallina che non sa chi ha di fronte.
Una gallinella.
Guarda, sciocca. La Regina di Francia non abbraccia mai nessuno, no?
Direi che dopo trent'anni
possiamo concedercelo.
Avete un odore un po' forte.
È una cosa mia interiore, Maestà.
Moschettiere, la tua vita fa schifo.
Eh, sì.
Una moglie che non ti ama, lo so.
Due gemelle che crescono con la levatrice.
Ti vedono così poco che ti chiamano zio...
Ma vuoi venire qui?
Questo coso non è per bellezza, ma per coprirmi.
Grazie.
E poi non hai un soldo...
Ah, ti è appena morto il verro per la monta. Lo so.
lo dentro sono un soldato,
quella del maialaro è solo la mia facciata,
anche se mi chiamano "il re del porcello".
Ma so che alla mia età è quasi inutile sperare nel futuro.
Ho il gomito dello spadaccino che fa malissimo,
il ginocchio che scricchiola.
Cosa mai potrei fare per voi, mia regina?
Raduna i moschettieri. Vi voglio a palazzo tra dieci giorni.
Maestà, i moschettieri di cui parlate non esistono più. Non so neanche se sono vivi.
Vai da loro, convincili.
Si fidano di te, eravate grandi amici.
Gli amici migliori, Maestà, quasi fratellastri.
lo e la Francia siamo come amanti a singhiozzo.
Mi viene da ridere, come fossi un cretino.
Quante volte ho sognato questo momento.
E poi oggi, così, senza l'avvertimento del caso,
mi dite: "Vai, ancora." (GINOCCHIO SCRICCHIOLA)
"D'Artagnan, il tuo paese ti chiama.
Ha necessità di te, spargi ancora..."
Basta. Basta, D'Artagnan. Basta.
Non ho usato tutta questa retorica, no?
No.
E smetti d'inginocchiarti continuamente, è ridicolo.
D'Artagnan.
È l'ultima missione che ti chiedo.
L'ultima.
Fallo per me, eh?
REGINA ANNA: Forza.
Ma dove va?
(CAVALLO SI AVVICINA)
Non mi sovviene esattamente. Dove devo recarmi, Maestà?
Corri da Athos, dovrebbe abitare ancora al castello di famiglia,
sempre che la sifilide l'abbia risparmiato.
D'Artagnan, c'è di mezzo la Francia.
D'ARTAGNAN: È un uomo integerrimo, non come me che sono guascone.
Ehi, cos'hai? Andiamo?
Stai qua, stai qua.
- Cavaliere? D'ARTAGNAN: Sì?
Guardate che il cavallo se ne va.
Ehi, Zizou!
(FISCHIA)
Torna qua.
Lo prendo a testate.
No, ma torna. È timido. Si è messo paura di voi, non vi conosce.
In ogni caso, annunciatemi al vostro padrone.
Chi devo annunciare?
Come? Non mi avete riconosciuto?
Avete l'onore di avere al vostro cospetto D'Artagnan.
Ah, sì, il maialaro.
Ehi, servo.
Tieni a freno la lingua.
Andate, moschettiere. Non vi adirate.
# Disse un polacco #
# Un giorno ch'era sazio #
# Che la terra se ne va in giro per lo spazio #
# Ferma non sa stare #
# E non è più un mistero #
# Gira intorno al sole #
# E ci mette un anno... #
Tutti per uno e uno...
C'è uno.
D'Artagnan.
(IN LUCANO): Che entrata in scena, un fulmine a ciel sereno.
Scusate l'invasione. Ti credevo solo con la donna.
Senza...
Possibile che dopo tanti anni non riesci a fartene una ragione che io sia...
ambidestro?
Ambidestro.
(RIDE)
Signori, D'Artagnan.
Il più grande spadaccino di Francia.
- Dopo Cyrano de Bergerac. - Adesso ricominciamo.
Che bello vederti, fratello. (ANNUSA)
Ti sei lavato con lo sterco?
Abbracciami.
ATHOS: Hai sempre un certo stile. - Allora, dai.
- Alza questa spada. - Non ho voglia.
Cos'è, non si mette più in guardia lo spadino? Chiamo il ragazzo?
Via!
Dai, non ho voglia. Smettila.
(COLPI)
- Oh! - Cos'hai?
(IN LUCANO): Ho il braccio arrugginito. - Come?
- Il mio braccio è arrugginito. - Ricordi questo colpo?
Certi colpi non si scordano mai.
Para qua, para là!
Ah!
D'ARTAGNAN: Il calcio volante di Porthos.
Non sai niente della missione?
La Regina ha detto che la Francia è in pericolo.
"Ho bisogno di te per radunare gli altri, a te crederanno. Tu sei il capo."
Sono pieno di guai.
La mia seconda moglie s'è alleata con la terza. Mi vogliono spodestare.
Mi fanno la guerra.
L'unica consolazione è il sesso.
Ma, alla mia età, è più una fatica che un divertimento.
Metto la crema sul viso, l'olio nei capelli,
mi faccio massaggiare tre volte a settimana.
(COLPI)
Sono devastato dalla sifilide.
Ho paura d'invecchiare, amico mio.
Perché dici così? Tu sei già vecchio.
Figlio di una sveltina...
(COLPI)
Athos, tutti per uno...
Non dirlo, porta guai.
Come? L'abbiamo detto per 30 anni.
Vedi come siamo ridotti?
Adesso facciamo sul serio.
Vecchio da rottamare.
(COLPI)
(RUMORI DI LOTTA)
(COLPO)
Pezzo di...
E che schifo!
- Non ti è piaciuto? - No, il bacio no.
Vengo con te, amico mio. Solo ad un patto.
Quando sarà il momento, voglio che tu faccia un bel discorso sulla mia tomba.
Voglio che tu dica che ero una brava persona.
Anche se la mia morale
non è consona ai tempi che viviamo.
Prometti?
Prometto, amico mio.
Cosa vuol dire "consono"?
Guarda, due aquile.
Dove?
(RIDONO)
(NITRITO DEI CAVALLI)
D'ARTAGNAN: Ehi, ehi, ehi!
Torna qual!
Bestiaccia maledetta! Torna qua!
Ma non è possibile.
È il secondo cavallo in due giorni. Ma perché?
ATHOS: Rassegnati.
Non è "consono".
ATHOS: Buongiorno, fratello.
Buongiorno, figlioli.
Stiamo cercando l'abate Aramis.
L'abate Aramis...
Eccolo lì.
D'ARTAGNAN: Fratello!
ATHOS: Ahia!
D'ARTAGNAN: Ah, le ginocchia!
Attenzione, qua si "catacomba".
ARAMIS: Che cosa volete da me?
Stiamo inseguendo l'abate Aramis.
Cosa ne so, io?
lo sono un povero cieco timorato di Dio.
Un cieco che corre così veloce è piuttosto strano.
Vado a memoria, figlioli.
Tanto per sapere, chi è che lo sta cercando?
La Francia ha bisogno di lui.
Mi dispiace ma Aramis, l'abate Aramis,
è scappato dal convento qualche mese fa.
Chiedo venia.
Peccato, la Regina ha promesso che se veniva con noi,
lei gli "avesse ripagato" tutti i debiti di gioco.
"Avrebbe ripagato", usa il condizionale.
(SUSSURRANO)
La Regina ha detto veramente così?
Sì, l'ha giurato solennemente.
Ma è una notizia divina.
Aramis.
Sembra impossibile che voi due siate qui, come una volta,
a prendermi.
Che emozione.
Soprattutto perché la Regina paga i tuoi debiti.
Athos, amico mio.
Non sai come sono combinato.
Sono pieno di creditori. Non so da quanto non metto la testa fuori dal cappuccio.
Sei vecchio, Aramis.
Come, vecchio?
- Molto vecchio. - Molto vecchio?
Ti ricordi almeno come si usa una spada?
No, no.
Non tocco un'arma da più di vent'anni.
Ormai sono un uomo di Chiesa.
Beh, allora?
Allora non puoi venire con noi. Andiamo in missione.
Ci sarà tanta violenza,
nemici, combattimenti, sangue dappertutto, tortura, mutilazione...
E la Regina non pagherà i tuoi debiti.
lo non mi faccio comprare neanche da un ricatto reale.
Anche se braccato, ho un onore e una dignità da difendere.
lo sono René d'Herblay, Aramis de Vannes, visconte di "Cime de Rappè".
Dottore in dogmatica, grammatica, teologia.
Sono l'autore de "I trionfi della Fede",
un poema di 3.500 versi famoso su tutta la Terra.
(PERNACCHIA)
- Chi è stato? - Lui.
ATHOS: Porca...
Ma sei scemo?
- Ti ha fatto uscire il sangue. - Veramente?
(CAMPANE SUONANO)
Ehi.
Lui dimora qui?
(ASINO RAGLIA)
Non è possibile, adesso anche l'asino!
D'ARTAGNAN: E dai! ATHOS: Non te la prendere.
C'è qualcosa del demonio in tutto questo. Mi hanno fatto la fattura.
ARAMIS: Vieni, vieni.
Bellezza, dove possiamo trovare Porthos, il moschettiere?
"Salve" non si dice nel vostro paese, bifolco?
Scusatelo, è nato e cresciuto in campagna.
Stiamo cercando Porthos urgentemente.
Tu chi sei, vecchio?
Come mai tanta urgenza per quell'ubriacone?
Ha rubato i medicamenti per la prostata?
(RISATE)
lo sono Athos, lui ti avrà certamente parlato di noi, delle nostre imprese.
D'Artagnan, Aramis.
Ogni tanto vaneggia qualcosa di voialtri.
- La preistoria. - Ma quale preistoria.
(IN FRANCESE): La storia della Francia! Un, due tre e con Porthos, quattro.
A volte ti guarda negli occhi e ti fissa.
Tu parli, sembra che ti ascolti,
invece non sa nemmeno chi sei.
Troppo vino,
troppo oppio.
Porthos l'indistruttibile,
l'immortale.
Si è ridotto come una calza bucata.
Ma vive sotto quelle tette...
- Questo tetto? FARNESINA: Sì, sì.
FARNESINA: Andate a vedere com'è ridotto.
È sempre là fuori...
intorno a quel sasso maledetto.
È lui? No.
ARAMIS: No, non è lui.
È lui, è lui.
Ma come è lui? Ma guarda come si è fatto...
- Si è fatto magro. - E così.
ARAMIS: Porthos, Porthos!
Ehi, sono Aramis!
Non ti ricordi?
D'Artagnan, Aramis, Athos...
Siamo noi.
Te li ricordi, eh?
Te li ricordi chi?
Noi, te li ricordi noi.
Questo è "riconoscitivo personale", è corretto. Basta.
Perché fugge?
(MUGGITO)
(IMITA MUGGITO)
(MUGGITO)
(IMITA MUGGITO)
Ne volete?
Lo faccio io, è laudano.
Dentro ci metto oppio...
chiodi di garofano...
Hai capito chi siamo?
Te li ricordi, Porthos?
- Che volete? ATHOS: Siamo venuti a prenderti.
La Francia ti vuole ancora per difendere il suo onore.
- La Francia? - La Francia.
Ho le emorroidi.
Ci ha chiamati la Regina...
Avrà le emorroidi anche lei.
Porthos, adesso cosa c'entrano le emorroidi?
Mi sembra evidente che costui non è più il Porthos che fu.
È un vecchio insano.
Con la mente altrove.
Ma tu lo sai chi sei?
Tu sei un eroe.
Tu sei quello che si buttò dai merli di un castello,
con un balzo da dieci metri, si ruppe la zampa e continuò imperterrito
a "spadacciare" con le ossa infrante.
Tu sei quello con la forza suprema che piegava pugnali.
Ma come cazzo parli? Chi è? Chi sei?
No, chi sei tu? Chi sei tu?
lo?
lo sono un reduce.
Non dormo più, mi sveglio di notte e penso di essere morto.
lo ho perso 35 chili in 28 anni.
Un chilo e due l'anno.
Questa è bella, che dieta è?
Una dieta di mantenimento.
La mia testa a volte c'è,
a volte non c'è.
Ora c'è...
Ora non c'è?
(SCHIOCCA LA LINGUA)
Siamo tutti reduci, Porthos.
- Abbiamo tutti le emorroidi. - No, io no, scusa.
Ce le avrai.
Ho un alluce valgo che mi dà il tormento dentro gli stivali,
ma ti faccio una domanda.
Ti piace la vita che fai?
Quale vita?
La Regina ci dà un'altra opportunità, una missione segreta.
Tanto segreta che nessuno lo sa.
È per la patria, Porthos.
Quale patria?
Moschettiere,
domattina all'alba si parte. Se vuoi venire, svegliati presto.
Oppure continua a vivere qui coi tuoi fantasmi.
E sistema i capelli. Sei un moschettiere, non un mendicante.
(CANTO DEL GALLO)
Magari sta ancora facendo colazione.
Addio, amico mio.
(LAMENTI) (GINOCCHIO SCRICCHIOLA)
Il ginocchio ha fatto "crac".
ARAMIS: La tua previsione era giusta, Athos.
Dopo questo viaggio, mi verranno le emorroidi.
(FISCHIA)
Questi sono i nuovi moschettieri.
Quelli giovani.
Ammazziamoli subito, allora.
Non vedi come sono carini?
Questo era il mio letto. Sopra c'ero io, sotto Porthos.
Ho controllato personalmente stamattina che fosse in ordine.
C'era una famiglia di topi...
topolini, eh, ma ora è tutto pulito.
ARAMIS: La nostra roba c'è ancora?
Questo è il cappello di Porthos.
Gli farebbe piacere, se lo indossassi tu.
ATHOS: Sembra un po' piccolo.
A te è cresciuta la testa con l'età.
Siete bella, al buio.
La prendo come una lusinga, moschettiere.
Nel senso che le tenebre vi donano.
Non so se avete capito.
Vi portate dietro l'odore della terra.
Si sente tanto il porco, eh?
"Terra" mi sembrava un pochino più poetico, ma sì.
È maiale.
Maestà,
sono qui i moschettieri.
- Vuole anche urinare? - Cosa fai? Via con questo coso.
Ti sembra il momento di urinare?
Moschettieri.
Vai via con quel pitale, giù!
Vi ringrazio per essere qui.
La vostra stanca Regina ha ancora bisogno di voi.
REGINA ANNA: Athos, Aramis, D'Artagnan.
Ne manca uno.
Venivo a dirlo ora, Maestà. Si tratta di Porthos.
È ridotto molto male.
Non resta più dritto.
- Dovreste vederlo, è diventato... (IN PUGLIESE): Magro magro.
(IN PUGLIESE): Magro magro.
Con la licenza della parola...
Un vecchio rincoglionito.
"Rincoglionito."
Va bene.
Siete solo tre.
Meglio di niente.
Porthos!
FARNESINA: Porthos!
Ti avevo detto di prendere la legna.
Fa un freddo cane qua dentro.
Porthos?
Un altro moschettiere, Sua Maestà.
Maestà.
Chiedo scusa per il ritardo, mi sono perduto.
Arrivato a "Shatush", c'era una deviazione.
Da una parte andavi a "Garzonniat", dall'altra a "Culotte".
- Non ho capito più niente. - Se scendevi a "Lingerie", facevi prima.
È vero, non ci ho pensato.
È vero, si è fatto più... Come si dice?
- (IN PUGLIESE): Magro magro. - (IN PUGLIESE): Magro magro.
Ne vuole? È laudano, con lacrime di coccodrillo...
- Volentieri... D'ARTAGNAN: No, no, no!
- Maestà, lasciamo perdere. D'ARTAGNAN: Mettilo via.
Athos, credo che questo sia tuo.
- Siamo felici di vederti, Porthos. - Sì.
Ora che ci siamo tutti, seguitemi attentamente.
È in atto un massacro.
Gli ugonotti fuggono perché Mazzarino,
il Cardinale maledetto, li perseguita.
Salpano, scappano da un piccolo porto nascosto che nessuno conosce.
Sono navi da carico,
ma il carico sono centinaia di famiglie ugonotte in fuga.
Secondo voi dove va la maggior parte di loro a chiedere aiuto?
- In Inghilterra. - Bravo.
Bravo, Athos. Sei sempre il più lucido.
(SUSSURRA): Leccaculo.
Adesso il Cardinale si è messo in testa di far esplodere quelle navi.
Vuole terrorizzare gli ugonotti, costringerli a rimanere in Francia
e convertirli con la forza, con la tortura.
Persino io sono terrorizzata, dormo in cantina da mesi. Voi direte: "Perché?"...
Perché vi piace il vino.
(BORBOTTII)
Smettila.
Mazzarino e i suoi sgherri vanno fermati.
Voi dovrete scoprire dov'è quel porto nascosto
e far sparire la polvere da sparo.
REGINA ANNA: Stasera incontrerete il re, Luigi XIV.
Non è come suo padre, Luigi XIII, no.
È molto cattivo. Molto.
Obbliga chi viene a corte ad indossare dei ridicoli parrucconi bianchi
perché lui è pelato.
Ha preso due volte lo scolo e una la gonorrea perché va a mignotte.
Stai zitta, bocca strappata! Ma come osi? Stai parlando del Re!
Sì, comunque è vero, si circonda di...
Di cortigiane, di donne poco, poco...
Sono mignotte, Maestà. Mignotte.
- Si può dire? - Poco...
Sì, mignotte. È vero. Beh, è il Re e va a mignotte.
Non è il primo né l'ultimo.
Eh, si figuri.
LUIGI XIV: Luigi non mi basta.
E poi non ricordo mai. Che Luigi sono io? XV? XVI?
- No, XIV, Luigi. LUIGI XIV: Mi fa schifo.
E poi che vuol dire? È solo un numero.
Mio padre era solo un numero.
Quel vigliacco.
Che numero era lui?
- XIII, quello prima. - Che schifo.
lo voglio un nome per passare alla storia.
Su, signore, sbizzarritevi. Tiratelo fuori.
Potreste chiamarvi Re Notte.
Re Fiume, Re Mare, Re Oceano.
Maestà, voi siete un abile amante,
il nome più giusto è Re Toro o Re Stallone.
(VERSO) No, no, no. Sbizzarritevi di più.
Trovate un nome degno di un grande re.
È la vostra occasione per passare alla storia, su.
Re "Puzz".
(COLPI DI TOSSE)
Moschettiere, come osi?
No, no, è Porthos. (RISATE)
Porthos è famoso per le sue battute senza senso, figlio mio.
Vostra Maestà non deve prendersela. Porthos è una capra.
L'ha visto così piccolo, allora...
È uno scherzo, ecco.
Sappiate, moschettieri, che Sua Maestà, sebbene così giovane,
ha già fatto impiccare 26 persone...
- Cazzo. - ...bruciare 16 streghe
e torturare i suoi precettori solo perché l'hanno chiamato "bambino".
- Davvero? MAZZARINO: Assolutamente sì.
E 'sti cazzi?
(SUSSULTI)
Dai, si scherza.
Mio Re, ha passato ogni limite con la sua ironia.
Maestà, Maestà. Voi non siete un bambino.
- Voi siete il Re di Francia. - Sì.
Voi siete la gloria di Dio in terra.
Non consideratelo.
Ecco, bravi. Ricordatelo.
Ora voglio presentarvi la mia preferita, Milady.
È una personalità mutevole, forse è pazza.
È anche una mirabile poetessa.
Questa sera reciterà una sua breve lirica per il vostro ritorno.
MAZZARINO: Prego, cara.
Beh, non è male.
L'alba è un pugnale alla gola della notte.
MILADY: Ogni lacrima riga il viso
ogni ritorno è un fallimento.
Fortunato chi vive una vita sola.
Chi vuole viverne due, due sepolcri prepari per sé.
LUIGI XIV: Brava, Milady. Sempre originale.
MAZZARINO: Brava. MILADY: Grazie.
Ma chi è?
Ah, bentornati ai nostri eroi per questa loro seconda vita.
Perdonate, Maestà.
Se avessi saputo che la festa sarebbe stata così durevole,
avremmo schiacciato un "pisellino"...
ATHOS: Ma che sta dicendo?
La stanchezza ci prende di brutto.
È il caso di riposare le nostre stanche membra
nelle braccia di Morfeus.
Vostra Maestà, D'Artagnan intendeva "nelle braccia di Morfeo".
Detto "Morfeus".
ATHOS: Maestà.
Morfeus.
D'ARTAGNAN (IN FRANCESE): Morfeus a tutti!
ATHOS: Morfeus.
CHERI: Andate alla taverna di Cheveux, sono nostri informatori.
Non fidatevi di nessun altro.
- Guardate un po'. ATHOS: Fai vedere.
Pisto-pugnale.
L'avessimo avuto 20 anni fa con gli spagnoli, li avremmo sterminati.
Ecco il servo che non muore mai. E qui dall'età di cinque anni.
È abituato a soffrire. Ha una soglia del dolore altissima.
A 15 anni gli abbiamo tagliato la lingua, così non rompe i coglioni.
Questo è buono.
- Athos, dagli una martellata. - Sei matto?
- Gliela do io. - No, lascia stare.
Vedi? Soffre, ma molto meno di noi.
- Posso dargliela io? ARAMIS: Lascia stare quest'infelice.
- Athos, possiamo tenerlo? - No, che ci facciamo?
È in dotazione, se non lo volete, lo rifilo alla Marina.
- Dice che non rompe i coglioni. - Va bene, se ci tieni...
Ragazzi, ecco il prodigio della scienza e della tecnica:
gli occhiali controsole.
Un'invenzione dell'italiano Galileo Galilei
grazie agli studi su ottica e telescopi.
CHERI: Sono cavalli instancabili della Norvegia.
Potenti, non molto veloci, ma fedeli come dei cani.
Si chiamano, Uno, Due, Tre e Quattro.
Non vi sprecate molto coi nomi qui.
Come li riconosciamo? Sono tutti uguali.
Porthos, te l'ha detto, dal nome. Uno, Due, Tre, Quattro.
Hai contato da lì, prova da là.
. Porthos, per favore. E la prima volta che entrano in servizio.
Nella sella troverete una riserva di polvere da sparo.
Vedete quest'oggetto? È preziosissimo.
Si chiama Condizione Estremamente Pericolosa.
Richiesta d'aiuto.
Quando siete nella merda, lo accendete.
(SIBILO)
(URLANDO): Cercate di buttarlo il più lontano possibile.
Quando qualcuno lo vede, verrà a salvarvi.
Questa è veramente una stronzata.
(URLANDO): Athos, i tuoi commenti sono inutili.
Dovete seguire le mie istruzioni,
non potete fare come volete...
(URLA)
(SCOPPIO)
Una questione, "mon cheri".
Questi cavalli sono di quelli che se io salto al volo,
sono mobili o immobili?
Uno, Due, Tre e Quattro si farebbero uccidere per il padrone.
Questo l'ho inteso, ma si farebbero uccidere da fermi o scappano?
- Faccio una dimostrazione. - Un'altra?
(SPARO)
(CANI ULULANO)
Ho notato che Tre ha mosso la coda, te lo sconsiglio.
Ma infatti vado per Uno.
Vai per Uno.
Non è che sono sordi?
ARAMIS: Qua, fratello. Qua.
(BRUSIO INDISTINTO)
D'ARTAGNAN: Vieni qua.
Come facciamo a "saperlo vedere"?
"Saperlo vedere" non si può sentire.
È una costruzione francese, è corretto.
Ad ogni modo, come facciamo?
Qualcuno troverà il modo di farsi riconoscere.
Salute, moschettieri. Posso servirvi del buon vino?
- Certo. - Torna al nido, rondinella.
(SUSSURRANDO): Due di voi seguiranno mio padre nel retrobottega
senza dare nell'occhio.
Qui è pieno di spie.
Gli altri due resteranno qui a controllare la sala.
lo esco a fare la guardia.
Cos'ha detto? Non ho capito un cazzo.
Due di noi rimarranno in sala a controllare... la sala.
ATHOS: Vieni con me.
ARAMIS: Non sculettare, Athos. Ha detto di non dare nell'occhio.
- Chi ti scrive le battute, Molière? - Di qua.
Porthos, basta. Concentrati.
Dobbiamo controllare la sala.
- Avon, i moschettieri del Re. - So chi sono.
Sono Avon, ho questo per voi.
Dovete raggiungere Cicognac. Lui vi condurrà al porto segreto.
- Chi è? - Un doma cavalli.
Coordina lui le partenze. Siete già nella lista della prossima.
I vostri nomi in codice sono: Braccos, Ferdinan, Barlum e Loreal.
Assegnateli voi.
Ora ascoltatemi bene, d'ora in poi voi non siete più voi.
Mi basta non essere lui.
Mazzarino ha spie ovunque. Non prendete la strada maestra,
passate per le montagne. Cicognac abita in questo borgo.
Adesso, per controllare la sala, vi faccio sentire il mio amico Porthos.
Fa' il verso del cane, dai.
- Dai, fai sentire. - No, no.
Senti, senti, sembra di avere il cane qua dentro.
Senti, senti, senti qua.
(IMITA SCIMMIA)
No, no, questa è...
(VERSI DA SCIMMIA)
Questa è la scimmia.
(RISATE)
No, Porthos, è uno scimpanzé.
(VERSI DA SCIMMIA)
Così no.
(VERSI DA SCIMMIA)
Ah, la sta spulciando.
Fai la marmotta. (VERSI DA SCIMMIA)
Ma è sempre un macaco. Porthos.
(RISATE) D'ARTAGNAN: Scendi.
Dai, tu il cane, io il cavallo.
(IMITA CAVALLO)
La parola d'ordine è:
"La crisalide di fumo in somma campagna.
Coriacei condottieri, barlume di vittoria..."
- Capirai. AVON: Non è finita.
"Calunnie peregrine lambiscono infanti nel meriggio oltreoceano.
Impallidito dalle onde giganti."
- Non scordatela, buona fortuna. - Non scordarla.
- Non la ricordo. - Sei tu il capo, tu devi ricordare.
Questa la date a me.
Cheveaux, che fai?
Mi sono fatto comprare, e non sono Cheveaux.
È mio figlio maggiore, s'è fatto comprare con me.
Curvè, Vieni qui.
Questo è mio figlio minore, Curvè.
- S'è fatto comprare anche lui? - Certo.
Vi hanno fatto l'offerta speciale.
Curvè, saluta i moschettieri, prendi quella corda e legali.
Cheveaux, o come cazzo ti chiami,
- non scherziamo. - Dai, su...
(VERSI DA SCIMMIA)
Non sto scherzando affatto.
(VERSI)
OSTE: Curvè, vieni qua.
Tieni. Se si muovono, non esitare a sparargli in testa.
Ehi, ha detto: "Se si muovono."
lo sto immobile.
(BRUSIO)
D'ARTAGNAN: Sì?
La gola? Sì, cosa? La gola.
Ho capito. Bassa. Abbassamento di voce! Può succedere.
È un grande onore avere nella mia umile locanda gli eroi di Francia.
I moschettieri del Re.
OSTE: Bevete, offro io.
Meglio evitare, in servizio.
Grazie.
Che modo di comportarsi è questo?
(RANTOLI)
Figlio di una cagna...
Cheveaux!
(RUMORI DI LOTTA)
(VERSI DI LOTTA)
Servo, Servo!
Porthos, nel radio... Nel...
Nel magazzino!
Porthos!
(SPARO)
Perdono, Padre.
(COLPI)
Basta, Porthos! È un ragazzino.
È un mondo difficile, vanno abituati da piccoli.
- Non si picchiano i bambini. - Peccato, è così carino.
- Ma sei proprio fissato. D'ARTAGNAN: Sei pentito?
(URLA)
- Fagli dire sì. - "...somma campagna, coriacei..."
- Ci slegate? - Non la ricordo.
Così è esagerato.
D'ARTAGNAN: Alè.
(SINGHIOZZI)
Alè...
Aramis, visto che voi di Chiesa amate i martiri,
dacci un consiglio su come uccidere il nostro amico oste.
Volete davvero ammazzare quell'uomo così, a sangue freddo?
Perché?
Noi non siamo giustizieri.
Ha appena cercato di ucciderci.
Che significa? Anche il peggiore dei nemici merita un processo.
Quale processo? "Sei un assassino?", "Sì, lo giuro, Vostro Onore." Ecco fatto.
Perdiamo tempo. Come muore muore, chissene importa.
- Lo strozzo in due minuti. - No!
- Fermo, Porthos. Fermo. - Calma.
Ha tirato fuori la spada.
- Calma, calma. - Fermo.
Un conto è morire in battaglia, ma questa è un'esecuzione in piena regola.
ATHOS: Allora facciamo solo prigionieri.
Ti ricordo, Aramis, che ne hai uccisi a centinaia,
anche di spalle.
(IN PUGLIESE): Certo, avevo 30 anni.
All'epoca non avevo ancora incontrato Dio.
Perché, tu hai incontrato Dio?
. - E dove? - E un modo di dire, D'Artagnan.
- So che è un modo di dire. - Se chiedi "dove", non lo sai.
Se mi va di dire "dove" a cazzo, lo dico.
- E dillo. - Dove?
- Senti, Aramis... - Dove?
- Aramis... - Dove, dove, dove?
Per favore, puoi dirgli dove hai incontrato Dio?
Aramis, forse hai ragione.
Ma non possiamo permetterci di lasciarlo vivo.
Pietà, vi prego!
Tu non parlare, zitto.
Se non possiamo uccidere a sangue freddo, lasciamo baracca e burattini...
Dove.
Aramis.
Amico mio.
Facciamo una cosa.
Decidi tu.
Ce ne andiamo, ognuno torna alla propria vita di merda
e facciamo finta d'aver scherzato,
oppure facciamo il nostro dovere di moschettieri fino in fondo
e Porthos lo strozza.
(SINGHIOZZI)
Il dovere di noi moschettieri non è strozzare la gente.
Ammazzare un uomo così,
disarmato, implorante,
a sangue freddo,
è un crimine.
Vieni, figliolo.
Padre, Padre!
(ARAMIS PREGA IN LATINO)
Mi dispiace, figliolo.
È andata così.
Mi raccomando, questa è l'ultima volta. Sia ben chiaro.
Che significa: "È andata così"? Questi mi ammazzano!
OSTE: Pietà, pietà.
Porthos, fai un bel lavoro pulito, ho bisogno di dormire.
- Ti serve una mano? - No, grazie.
È voluminoso.
PORTHOS: Non fare così, sembri il topo davanti al pitone.
Dai, respira. Guarda davanti a te. Che vedi?
Niente, sta per finire.
Alè, morbido...
(VERSI)
Non muoverti così che...
Oh, Dio.
(COLPI DI TOSSE)
Non ce la faccio.
Perché non ce la faccio?
Non è che puoi morire da solo?
Non hai paura? Non può venirti un infarto?
Tu nemmeno di fame puoi morire.
Dai, ci riprovo. Concentrato.
Stai buono.
(VERSI)
(RANTOLI)
Non ce la faccio.
Non ce la faccio più.
Sono stanco.
Esci da Îì.
lo non ti ammazzo, ma non devi più tornare qui, va bene?
E da oggi sei morto.
- Ripeti: "Sono morto". - Sono morto.
Vattene e non tornare.
Dillo: "Sono morto".
Sono morto!
Sono morto.
Per me è un grande onore conoscerla.
Lascia stare.
E allora?
Eminenza, sono vivo per miracolo.
Quelli sono dei demoni.
Hanno ucciso mio figlio, io sono scappato.
Loro sono ancora Vivi, però io so dove sono diretti.
Parla, cretino.
Hanno una mappa segreta.
vanno in un piccolo borgo a nord di Taverneux
ad incontrare un allevatore di cavalli di nome... Cicognac, Cicognac!
Hai fallito, ma sei fedele.
Meriti comunque una ricompensa.
Grazie, Eminenza.
Non in denaro, è volgare.
È un oggetto importante.
È tutta d'oro.
È ancora perfettamente funzionante.
Guarda.
Odio chi si fida di me. Andiamo.
CICOGNAC: Non so se lo vendo, l'ho visto nascere.
So tutto di lui.
Ha gli anteriori perfetti, i denti più bianchi dei miei.
Quello dovrebbe essere Cicognac.
(SCHIOCCA LA LINGUA)
(VERSI)
Bravo, bravo.
Avrebbe fatto un ottimo affare, Messer Aupat.
(BACIO)
- Dai. - Tu stai qua, Sergio.
Se non torniamo al tramonto...
È già il tramonto.
Se non ci vedrai tornare proprio,
racconta al mondo che i moschettieri "furono morti" per la Francia.
Oh, è muto.
(URLANDO): Disegna, fai gesti! Mima, mima...
- È muto, non sordo. - Ho capito. Volevo dare epicità.
Dovete rompermi i coglioni...
PORTHOS: Perché lo chiami Sergio? - Hanno detto che si chiama Sergio Muto.
- Servo Muto. - Servo non è un nome.
ATHOS: Complimenti, bella bestia.
Grazie. Siete qui per vendere o per comprare?
Per trovare.
Trovare cosa?
Cicognac.
Non c'è.
Tornate domani, lo troverete al mattino.
Due di là, due di qua.
- Ah! - Dai, D'Artagnan.
Perché mi seguite?
- Sei Cicognac? - No.
Chi siete? Che volete?
Fermo!
Ti ripeto la domanda:
sei Cicognac?
Cosa volete da me?
"Crisalide di fumo in somma campagna,
coriacei condottieri, barlume di vittoria..."
Non la sa.
Aspetta un attimo.
PORTHOS: Non la sa. - Invece la sa.
Ci stavano dei pellegrini che facevano una cosa al pomeriggio...
Comunque non vale se suggerisci.
- Dai, Athos. - Non mi ricordo.
Ah!
Coriacei...
- Coriacei no. Eh... - Non la so.
Vedi che s'impalla?
- Non la sa. ARAMIS: Non è facile.
- Senza astio. - Com'era...
Ha sempre avuto problemi di memoria, ora ce la fa.
Coriandoli, no...
ARAMIS: Corridore? - No...
PORTHOS: Corrimano?
Aspetta, aspetta... Mi fate confondere.
Eh...
ATHOS: Cor... Cor...
PORTHOS: "Cor cazzo". - "Cor cazzo."
Dai, su. Dai.
"Carugne peregrine lambiscono infanti..."
- Poi? - Nel...
Nel?
"Nel meriggio oltreoceano...
Impallinato da onde giganti. Non scordatelo, buona fortuna."
Ah! Bravo!
Potevate dirlo prima, no?
Dammi.
Era "nel meriggio impallidito", non "impallinato".
- Visto? Non la sa. - Ne ho sbagliata una.
ATHOS: Che palle.
ARAMIS: Sì, però "impallinato". Che vuol dire "impallinato"?
(RUMORE DEI FILARI)
(URLANDO): Qui non ci sente nessuno.
(URLANDO): Come?
Qui non ci sente nessuno!
Neanche tra di noi!
Non dobbiamo dirci niente, soltanto i vostri nomi.
Bene.
Ferdinan.
Barlum.
Eh? Ah!
Roland Garros!
- Braccos. - Braccos, scusa.
E io sono Loreal.
Ma che nomi sono?
Ecco, infatti.
Ci troviamo qui a mezzanotte.
Senza torce, mi raccomando.
Non portate più di un sacco a testa, le navi sono troppo cariche.
La nuova parola d'ordine sarà "Pio pio".
E basta?
Sì. "Pio pio."
Non ricorderà neanche questa.
Eh, ce la fai?
- Memorizza. - Andiamo.
ATHOS: Pio, pio.
DONNA: Pio, pio. UOMO: Pio.
PORTHOS: Pio, pio, pio.
ARAMIS: La parola d'ordine è due "pio".
PORTHOS: Se ne dico tre è uguale. Pio, pio, pio. Visto?
D'ARTAGNAN: Ne dico uno, vediamo.
Pio.
DONNA: Pio, pio. UOMO: Pio, pio.
D'ARTAGNAN: Pio?
Scusi, ho sbattuto.
(UGONOTTI GRIDANO)
CAPO GUARDIE: Coccodè.
Ma che bella covata di pulcini.
(LAMENTI)
(GRIDA)
Questa fissazione della tortura.
Voglio vedere nel futuro. Nell'Ottocento esisterà ancora la tortura?
Guarda come mi hanno stretto.
(UGONOTTI GRIDANO)
GUARDIA: Fermo, fermo. Stai buono.
Bastardo.
Aramis, se mi chiedono...
Avvicinati.
Non ho capito in cosa devo credere.
Ma sei capoccione!
- Lo so, è la tortura... - Tu sei ugonotto.
Credi solamente in Dio.
Tutto quello che sta in mezzo, la Chiesa, i santi, la Madonna,
il divino amor, tutto quello non conta.
- Non credono nella Madonna? - Eh.
Allora "miscredono".
Ora dovremmo fare la lezione di Teologia?
Ma guarda dove siamo.
Appunto, sto qua per gente che non crede nella Madonna.
Prega. Prega, se hai un Dio.
Ma Cicogna...
Prima era maschio, ora è donna.
È perfetta per me.
Ma tu sei una donna.
Sei una donna! (COLPO)
CAPO GUARDIE: Lurida cagna.
Adesso vediamo quanto resisti. Legatela!
Vili, marrani. Non ce la si prende con una bella donna!
- E se era brutta? - Non esistono donne brutte.
Athos, credo sia finita.
Devo confessarti una cosa.
Non ce l'ho fatta ad uccidere l'oste.
Non so cos'è successo.
Forse ha ragione Aramis.
Alla nostra età non si può uccidere a sangue freddo.
- Lo dici adesso? - Lo so.
Ecco perché sapevano tutto. Altro che "pio pio".
Perdonami.
Perdonami.
Perdonatemi.
(COLPO)
Maledetti!
(VERSI)
Stai zitta.
In cosa credi?
Le chiacchiere stanno a zero. Nella Madonna no, sicuro.
Nemmeno ai santi.
Per la Chiesa, inutile girarci intorno.
Non ho capito come stiamo messi.
Però so una cosa.
lo sono "agnolotto" fino alla morte.
(COLPO) (VERSI)
(RUMORI DI LOTTA)
Occhio.
(RUMORI DI LOTTA)
Che cazzo, devo fare tutto io?
Liberate i miscredenti!
(RUMORI DI LOTTA)
Athos!
(VERSI)
(RUMORI DI LOTTA)
(RUMORI DI LOTTA)
(VERSI)
Attento! Ah!
ARAMIS: Athos!
Lo porto via!
La porto via!
(RUMORI DI LOTTA)
(GRIDO)
Ma sei matto?
Mi arrendo.
ATHOS: Ci hai creduto, eh?
Scappi, signora.
- Arrendetevi. - GIÙ le armi.
Giù le mani dalle armi!
Giù anche le armi, questo è ovvio.
Beh, giù tutto!
Veloci, ho la schiena a pezzi.
ARAMIS: Andiamo, giù tutto.
Ci sono cascati.
(UGONOTTI ESULTANO)
ATHOS: ...molto, molto orgoglioso di avervi incontrato, maestro.
"Il malato immaginario" è un capolavoro!
ARAMIS: Fai bere anche me, fratello.
- Non esagerare, eh. - Aramis, sai chi è lui?
- Chi è? - Molière.
- Ma no! - Sì.
L'ho visto spesso a teatro, ho l'abbonamento.
UGONOTTO 1: Chi siete? Diteci i vostri nomi.
Athos, Aramis, D'Artagnan e Porthos.
Non c'entra che ho scoperto che Cicognac non è maschietto.
(RIDONO)
Moschettieri del re!
(UGONOTTI ESULTANO) ATHOS: Non eravamo in incognito?
Non ce l'ho fatta, l'euforia della vittoria è troppa.
Ma chi, i vecchi moschettieri?
Vecchio sarai tu. lo sono ancora molto richiesto.
Basta con questa storia dei vecchi. Ti abbiamo salvato, cos'altro vuoi?
Calmati, D'Art. Siamo tutti fratelli.
Va bene, siamo fratelli, però attenzione.
Perché io credo, anche parecchio, nella Madonna.
D'ARTAGNAN: Non transigo. - Succederà un disastro.
Ma quale Madonna. Esiste solo Dio!
UGONOTTI: Sì!
Allora ti faccio una domanda. Da dov'è nato Dio?
Gesù Bambino?
D'ARTAGNAN: Dalla Madonna.
Chi era la Madonna? La sua mamma.
Scusa, scusa!
La mamma è sempre la mamma. (RISATE)
ARAMIS: Proporrei un brindisi.
Popolo ugonotto, un brindisi per la Francia.
E per la Madonna.
Ma sì, questa volta brindiamo anche noi alla Madonna!
UGONOTTI: Alla Madonna!
Da bambina eravate i miei eroi.
Però non siete poi tanto vecchi.
Ahia, che male.
Non devi muoverti, tieni. Bevi un po' di questo, ti fa bene.
Lo faccio io.
C'è oppio, lacrime di cinghiale, fiori morti...
- È buono. Sì. - Buono, vero?
Comunque siamo vecchi eccome.
Per leggere devo fare così.
Quando uno fa così, cos'è?
A me piacciono i vecchi.
Com'era quella frase?
- Ti prego, per carità... - Tutti per uno....
- Porta male. È antica... - ... uno per tutti.
Invece è forte, lega.
È amicizia.
Ma che amicizia.
lo sono fortunata, stavo per morire tra le braccia di un vecchio moschettiere.
Tu non puoi morire, Cicognac.
Sei bella, sei forte, sei giovane.
E poi non ti chiamerai veramente Cicognac.
Qual è il tuo vero nome?
Purparlè.
Sì, qual è il tuo vero nome?
- Purparlè. - Ah, proprio...
Guarda, mi metto qua.
Se vuoi, puoi darmi un bacio.
Lo accetto da un vecchio moschettiere.
(BACIO)
ATHOS: Moschettieri, in riga.
Saluto d'ordinanza.
Moschettieri!
MAZZARINO: Sono ancora vivi, capisci?
Certi diavoli vanno uccisi da bambini.
Posso fare qualcosa con la bocca per placare la vostra ira?
Sì, con la bocca!
Eh? Come?
Cantare.
Ma stai buona.
Va bene, prendo la frusta.
Ma perché hai sempre il sesso in testa, in bocca...
Ma dove sei cresciuta, in convento?
- Milady. - Sì?
Senti,
forse tu puoi aiutarmi.
sì?
Non ho detto niente agli altri dell'oste,
forse dovrebbero sapere che non sei più quello d'una volta.
Nessuno è più quello d'una volta, Athos.
Quindi il porto segnato da Cicognac è così a nord?
D'ARTAGNAN: Sì, lassù fa freddo.
La corrente fa proprio...
La corrente di mare va di qua, di là.
È proprio un posto segreto.
Infatti si chiama Porto Segreto, no?
Nessuno partirebbe mai da lassù.
"Nessuno partirebbe."
Uso perfetto del condizionale. Siamo orgogliosi di te, D'Art.
- L'ho "imbroccata"? MILADY: Cavalieri!
Aiuto, aiuto! Grazie a Dio siete voi.
Non mi riconoscete? Ci siamo incontrati a palazzo.
Sì, voi siete quelli della poesia che "porta scalogna".
- Sì. - Un po' crepuscolare, diciamo.
Ha bucato?
Ascoltatemi, vi prego. Dovete aiutarmi.
Gli sgherri di Mazzarino mi inseguono perché hanno scoperto che sono ugonotta,
mi attende carcere e tortura.
Dovete salvarmi, io devo scappare via di qua.
Devo andare in Inghilterra.
È un viaggio pericoloso per una donna tutta sola.
(SOSPIRA)
(RUMORE)
(LAMENTO SOMMESSO)
ATHOS: Moschettieri, ai moschetti!
(SPARI)
(GRIDA)
Sicuri che io sappia usare questi cosi?
Porthos, ci hai insegnato tu!
Non ci chiamiamo moschettieri a caso, eh.
Moschetto, moschettieri.
Sono 30 anni che ci chiamiamo moschettieri e usiamo sempre le spade.
Ci saremmo chiamati "spadacceri".
(BRUSIO)
Concentrati, vedrai che prima o poi tornerà l'istinto omicida.
(SPARI)
(NITRITI DEI CAVALLI)
(FRECCIA)
(SPARI)
(UNO NITRISCE)
UOMO: Via, via!
D'ARTAGNAN: Uno?
Uno, ti prego, non morire.
Uno?
Perché proprio Uno? C'erano Due, Tre, Quattro.
C'era il mulo, perché proprio Uno?
D'ARTAGNAN: Maledetti.
Non avrò più un cavallo così fermo come Uno.
Era immobile, mi aspettava,
non scappava per il puzzo, lui.
Uno.
Era statico.
(SINGHIOZZI)
Uno mio.
# Perché noi moschettieri #
# Viviamo la battaglia #
# Schivando frecce e morte #
# Sfidando la marmaglia #
# Con grande dispiacere #
# Di tutti i miei eredi #
# lo sono ancora vivo e ringrazio #
# L'incantevole Milady #
Brindo a Milady,
l'unica donna che mi ha salvato la vita, invece di rovinarla.
- Grazie, amici. D'ARTAGNAN: Alla vostra.
Faccio la prostituta da vent'anni.
- Ma va? - Sì, ho iniziato che ne avevo tredici.
MILADY: Ormai faccio sesso.
Qualsiasi tipo di sesso.
E con chiunque.
All'inizio nemmeno mi pagavano.
Mi davano dei grandi calci in culo.
Era terribile, un incubo.
Poi sono entrata in un bordello.
E lì, sì, mi pagavano e anche bene.
Ma io volevo un'altra vita.
Un giorno ho conosciuto un ragazzo.
Ci siamo innamorati ma lui era ugonotto.
Siamo scappati via insieme, era maggio.
(MILADY SOSPIRA)
L'hanno ucciso davanti ai miei occhi e non ho fatto niente, non l'ho difeso.
Vigliacca che sono.
A voi, Milady, perché la vita doveva essere meno dura con voi.
Da questo momento, siete sotto la nostra protezione.
Ecco, siamo diventati quattro protettori.
Appunto.
lo stanotte voglio rendervi felici.
Capirai.
MILADY: Davvero. - Stai fermo.
Uno ad uno.
Non ti appoggiare.
Anzi, tutti per uno.
Tutti per uno!
(D'ARTAGNAN RIDE)
Aspettatemi nelle vostre stanze.
- Ha detto: "Aspettatemi." - Ha fatto il posatore tutto il tempo.
Moschettieri, non mi fido.
E voi mi chiedevate a cosa serve Servo.
A cosa serve Servo?
È quasi una allitterazione. Bravo, Athos.
In tutti i casi, è una notevole giumenta da coprire.
(RIDE)
Ma perché?
Perché noi non siamo più gli stessi e lui è rimasto là?
PORTHOS: Perché?
D'ARTAGNAN: Sei arrabbiato?
- Là dove, scusa? PORTHOS: Là, là.
Si è arrabbiato per "giumenta"?
O per "coprire"?
(SUSSURRA): Athos.
Amore, sei pronto?
ATHOS: Sì, amore, prendimi così.
Sì, ti prendo così.
Vai di là, di là.
Lo so, brucia. Ma tu alza la soglia del dolore.
Alza questa cazzo di soglia, dai!
Fa la mignotta da vent'anni, ci avrà messo il veleno. Vai di là.
(SUSSURRA): Padre, ho molto peccato.
Sono venuta a confessarmi.
(SUSSURRA): Allora vieni e datti da fare.
In ginocchio, padre?
In ginocchio no, figliola.
Uno sopra all'altra, matrimoniale.
Che noia.
ARAMIS: Ti ha colpito, eh?
Brucia? Brucia.
(LAMENTO)
Scusa, che sarà mai? Per te è come una puntura d'insetto.
Corri da Porthos.
Servo, Servo!
Hai ancora la freccia dietro la schiena, levala.
PORTHOS: Dai.
MILADY: Porthos, cosa mugugni? PORTHOS: Eh?
Se mi prendi di schiena.
Ah, vi piace a tutti uguale.
Dai, non è niente. Togli le mani, la levo io.
Dai, vai. Vai, veloce. Vai.
Non esce nemmeno il sangue.
D'Artagnan?
Ti ho lasciato per ultimo, amore.
Dolce sta "in fundis".
Preparati a morire di piacere.
Bravo il nostro Sergio Muto
che non muore mai.
Vostra Maestà, il Cardinale chiede di conferire con voi.
Fatelo entrare.
MAZZARINO: Maestà, fatevi coraggio. Una notizia terribile.
I moschettieri sono morti.
Cosa dite?
Sono caduti vittima di un attentato degli ugonotti.
Quei maledetti miscredenti li hanno torturati a lungo
ma loro non hanno parlato.
Non hanno parlato?
E cosa dovevano dire?
Non hanno parlato in generale.
Sembra che gli eretici abbiano usato un veleno acidissimo.
I moschettieri sono morti rantolando, soffrendo molto, molto, molto.
Poi sono affogati nella loro bava...
- Che schifo. - La bava era verde marcio.
Basta, non voglio sapere questi particolari.
Oh, Dio.
È colpa mia, solo colpa mia. Dovevo lasciarli vivere in pace.
Mia Regina, io li invidio intensamente.
Sono morti per la corona.
Sì.
Cosa fate annusare a questo animale?
È il mantello di D'Artagnan, sa di maiale. Non si ferma finché non lo trova.
Però c'è un problemino. lo...
(CAVALLO NITRISCE)
lo mi spezzo la schiena su questa bestia. Non sono capace.
Possiamo mandare un'altra?
Dai, Ginevra... Olimpia.
Devo sapere la verità, devo sapere se sono vivi o morti.
Non credo più alle parole di Mazzarino.
Sì, Maestà. Mazzarino.
lo lo capisco, ma oggi mi faccio male. Lo sappiamo?
È pericoloso.
Va bene, lo faccio solo perché sono devota a voi.
Guarda come mi spezzo l'osso del collo.
OLIMPIA: Piano, piano, cazzo!
Oh, Madonna santa!
REGINA: Attaccati. CHIERI: S'è attaccata!
D'ARTAGNAN: Quello là.
Metti qua sopra il "pollicione".
Bravo, bravo, bravo.
PORTHOS: Fermo, stai fermo. - Guarda lui.
Non devi muoverti.
Non ci posso credere.
È incredibile.
Sì, ma bisogna colpirlo qui, alle giunture. Stendi il braccio.
(CANTA)
Stendi bene. Ti rompo il gomito qua, ok?
Guarda l'upupa.
- È incredibile. D'ARTAGNAN: Vediamo se è infiammabile?
Alza la gamba.
Basta, ehi, basta! Fatela finita.
- Cosa? ARAMIS: Avete rotto.
La tua ignoranza non può spingerti così in basso.
Sono stanco che mi attacchi per la mia ignoranza. Basta...
E tu non puoi accanirti con tutto e tutti perché sei depresso.
Questo è un essere umano, se permetti. Va bene?
Allora, primo: non devi toccarmi.
Non toccarmi mai più.
Secondo: non sono depresso, ma triste e infelice.
È diverso. È molto diverso. Hai capito?
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Basta, moschettieri.
Mai vista una cosa simile.
In tanti anni di servizio mai nessuno ha alzato il dito contro l'altro.
PORTHOS: Ma dove punti? Togli quegli occhiali per favore?
Perciò non vedevo un cazzo.
Siamo sempre stati uniti, è questa la nostra forza.
Scusa, vuoi dirlo ai tuoi amici che si divertono a torturare Servo senza ragione?
- Allora, Sergio è una dotazione... - Servo, Servo!
Servo, per Dio!
Sono l'unico ad avergli dato un nome da cristiano.
Sergio è in dotazione ufficiale del nostro corpo.
Non è tortura, è un collaudo.
Non si tortura senza motivo.
Che vuol dire?
Non è che va benissimo con un motivo.
Se non si fa la tortura, come fai a sapere le cose?
Se uno ha un segreto, come fai?
Non dico che non si può fare.
Dico solo che ci vogliono delle ragioni, motivi validissimi per torturare.
Come... se uno sgraffigna un cavallo?
Ecco, uno...
No, non va bene, è troppo poco!
Se uno sgraffigna un cavallo, non puoi ammazzarlo.
Allora non va bene niente. Sei veramente cambiato.
Non si può ammazzare l'oste a sangue freddo.
Sergio non si può torturare, sgraffignare il cavallo non vale, allora diccelo tu.
Dacci tu le tavole della legge, Mosè.
PORTHOS: Come fai a parlare, tu?
Come puoi ancora parlare?
Non hai sensi di colpa per i figli resi orfani, per le mogli rese vedove?
Avrà ammazzato 200 uomini.
E poi? Poi è invecchiato, ha incontrato Dio,
non vuole dirci dove, ma lasciamo perdere.
Per mettersi l'anima in pace che fa? Si fa prete, e ci fa la morale.
Aramis, e dai.
Comunque per la precisione erano 161
in 13 anni di servizio.
E me li ricordo tutti.
ARAMIS: Le loro facce, i loro sguardi.
Li ho tutti stampati qua.
Che tristezza, moschettieri.
La vecchiaia vi ha reso tignosi come un gatto malato.
Questa missione è un dono divino.
Ci ha riuniti, fortificati, ci ha resi più vigorosi.
I doni divini sono un'altra cosa, Athos.
La pietà.
La carità.
L'amore.
Tutte cose che...
Che ve lo dico a fare? Guardate che facce, a voi che importa?
ARAMIS: Voi andate in cerca della morte.
Ma non quella del nemico.
La vostra.
E io, se permettete, voglio morire in grazia di Dio.
(IN PUGLIESE): Per piacere, non essere sciocco, Servo. E fatti rispettare.
Ti hanno tagliato le palle oltre che la lingua? Togliti.
Ecco, grazie.
(IN PUGLIESE): Cammina, dai.
(FUOCO D'ARTIFICIO)
(NITRITO DEI CAVALLI)
È la luce che segnala quando siamo nella merda.
È Aramis, andiamo.
ATHOS: Servo, rimani a guardia del campo.
(RUMORI DI LOTTA)
(COLPI)
E muori.
Ecco, ci mancavano i lebbrosi.
Non confondiamo, a ognuno i lebbrosi suoi.
(RUMORI DI LOTTA)
(COLPI)
Sì!
(GRIDA)
A quanti siamo arrivati?
166, ce ne sono cinque per terra.
(GRIDO)
167!
...68!
169.
Cento...
MOSCHETTIERI: Settanta!
(GRIDANO)
Dai, dai!
170!
- Cento? - Settanta!
(ESULTANO)
170!
D'ARTAGNAN: Lo faccio per il puzzo di porco,
altrimenti il bagno è una pratica da non compiere mai.
Tu non puzzi, D'Artagnan.
Ti porti dietro l'odore della tua leggenda.
È questo che gli altri non sopportano.
Questo mi piace.
(ARAMIS PREGA)
Non è porco...
è leggenda.
ARAMIS: Santa Pausania...
Leggenda!
- Aramis, quanti sono? Perché... - Aspetta, aspetta.
È anche più lunga, io faccio una sintesi delle parti più significative.
Questo è il riassunto?
Mazzarino ci ha mandato contro anche i lebbrosi?
Certo, ci stavano seguendo.
Ci avrebbero attaccato durante la notte, volevano la mappa.
D'ARTAGNAN: Chi ha detto loro della mappa?
ARAMIS: Bella domanda.
Amici,
devo dirvi una cosa.
PORTHOS: Non sono più quello di una volta.
L'avevo preso bene, se l'era fatta addosso,
era una crèpe suzette,
stava per diventare vitello tonnato, ero prontissimo.
(OLIMPIA GRIDA)
Siete vivi!
(OLIMPIA GRIDA)
Cazzo.
Che botta.
Gallinella.
OLIMPIA: Bestia maledetta.
Maledetto tu, la Francia e tutte le guerre di religione.
Donzella! Qual buon vento vi porta?
Donzella sarà tua moglie.
Quella...
- lo sono Olimpia. - E gelosa.
Avrai delle notizie importanti, Visto quanta strada hai fatto.
Bravo.
La notizia è che voi siete la notizia.
Mazzarino ha detto alla Regina che voi eravate morti.
Gli eroi non muoiono mai.
Come sapevi che eravamo qui?
Con la puzza di porco che si porta dietro l'eroe,
il cavallo mi ha portato da voi.
Non è porco, è leggenda.
(RISATA INUDIBILE)
La Regina ti saluta tanto.
Vedessi come piangeva, sembrava una fontana.
Ripeteva: "Il mio D'Artagnan, il mio D'Artagnan...
il mio D'Artagnan."
Sei innamorato, vero?
Sono di natura devota in amore.
Avvicinati, lo senti?
- Cosa? - Il profumo. Qua, qua.
Schiaccia il naso.
- Inalo? - Sì, inala.
(ANNUSA)
Glielo prepara un artigiano svizzero, un nano.
Sa di cieli stellati,
di fiocchi di neve e di rape rosse. L'ho rubato per te.
Ah, ah...
lo non posso amare due amori.
Donzella, il mio cuore è impegnato.
(ANNUSA)
Però ho qualche altro organo libero.
(BACI)
Quel ragazzo è sempre un rubacuori.
Quale ragazzo? Ha cinquant'anni.
Donzella!
MAZZARINO: Sono ancora vivi?
Non ci posso credere, non ci posso credere!
Maledetti, maledetti.
(RANTOLI)
MAZZARINO: Milady, no! Fermatela!
Presto, sgherri. Tagliate la corda, tiratela giù!
Non devi morire così, Dio non vuole!
Perché...
Perché mi avete salvata?
lo non voglio vivere.
La missione è stata un fallimento.
Non decidi tu se morire o no.
(RIDE)
- lo non credo in Dio. - No.
- Dio non esiste. - Zitta, per carità.
Zitta, per carità.
(PREGA SOTTOVOCE)
Ma cosa pregate a fare?
Ma chi pregate?
Aiutatemi.
Proprio voi, Eminenza,
con tutto il male che avete causato.
Se Dio esiste, sarete il primo ad essere dannato.
Che sta facendo?
Adesso mi butto, provo a volare.
MILADY: Batto le ali.
Sono il corvo di Noè,
maledetto per aver portato cattive notizie.
Sono l'uccello del malaugurio, Cardinale.
(PREGA SOTTOVOCE)
D'ARTAGNAN: Speriamo che questo cavallo sia di indole stazionaria.
ATHOS: Che hai, Porthos?
ARAMIS: Sarà finita la dose di laudano.
PORTHOS: No.
Pensavo che la vita...
è un insieme di privazioni.
D'ARTAGNAN: Com'è la tettona a letto? E zozzona?
Perché t'intrometti in discorsi che non puoi capire?
Parlo della vita,
del vivere.
Tettona, chi è tettona, cos'è tettona?
Ha un nome: Farnesina, animale.
- Non lo sapevo. Scusami. - Verro.
Non lo sapevo.
Siamo al punto che non posso parlare con la mia bocca?
Se ti dà fastidio che dica "tettona", smetto. Non mi pesa.
Se vuoi lo dico lontano da te.
Se mi scappa di dire "tettona", lo faccio lontano da te. Va bene, eh?
Allora...
D'ARTAGNAN (URLANDO): Tettona!
Tettona, tettona, tettona...
PORTHOS: Ma quant'era bello quando eravamo solo noi tre?
Maestà, Maestà! Maestà, sveglia.
- Cos'è successo? - Sveglia, sveglia!
Sono sveglia! Cosa c'è?
- È finito. - Il vino?
No, è finito tutto!
- Hanno rapito il Re. - L'hanno rapito?
L'aiuto cuoca è corsa da me dicendo: "L'hanno portato via.
L'hanno messo nel sacco nero quello dove mettiamo le cose in cucina.
Aspetta, stai zitta.
Zitta, mamma mia. Fammi pensare.
- Dio, che mal di testa. - Sono sconvolta.
- Fate svegliare subito Mazzarino. - Sì.
Fatelo convocare immediatamente nelle cucine...
No, nella sala del trono!
Porca puttana! Sì.
- Ma cosa dici? Vai! - Vado.
Vado!
Ahi, ahi, che è successo?
Adesso cosa faccio?
C'è un rapitore.
Un goccetto.
Maestà, Sua Eminenza, il Cardinale Giulio Mazzarino. Eccolo.
Ho appena saputo.
Quei maledetti ugonotti la pagheranno cara.
Inginocchiatevi, Cardinale, siete al cospetto della Regina di Francia.
(SUSSURRA): Il ginocchio.
Luigi XIV non è soltanto Re di Francia.
È anche mio figlio.
Se gli verrà torto un capello,
parrucca compresa,
io vi riterrò personalmente responsabile.
Sono un povero ecclesiastico, cosa posso fare?
È una questione molto delicata.
Non possiamo mandare dei soldati qualsiasi.
Magari potremmo usare i vostri.
Con permesso.
(SOSPIRA)
CHERI: Lascialo, lascialo.
OLIMPIA: Oh, Dio mio! No!
E dopo che succede?
Prima facciamo saltare il carico con la polvere da sparo...
- Poi... - No, dico dopo.
Dopo quando?
Dopo che abbiamo salvato la Francia.
Magari ci danno un altro medagliere...
Ci dimenticheranno di nuovo.
lo sono arrivato a 170 ammazzamenti.
Quando troverò un convento che mi riprenda?
Abbiamo rinunciato alle nostre vite per essere moschettieri.
Ci hanno fatto credere d'essere dei supereroi
e poi ci dimenticano ogni volta.
lo non vi dimentico, però.
Non vi ho mai dimenticato.
A casa ho tre tacchini
che si chiamano
Athos,
Aramis e D'Artagnan.
Da trent'anni parlo con tre tacchini che si chiamano così.
Ho tre tacchini dentro casa per non sentire la vostra mancanza
e ci parlo, ci faccio delle belle chiacchierate.
Athos, Aramis...
(VERSO DEL TACCHINO)
- "Come stai"? - Va bene.
- Calma, non pensarci. - Parlo con tre tacchini da 30 anni!
- Porthos parla con tre tacchini! - Non ci pensare.
Lascia stare questi tacchini.
Hai proprio un cuore nobile.
Questa cosa del triste tacchino mi ha...
È proprio commovente.
(OLIMPIA URLA)
Hanno rapito il Re!
Fermati. Fermati, cazzo!
Vaffanculo.
Che palle, questa.
Ogni volta che uno si apre, arriva questa rompicoglioni. E dai.
(VERSI)
Donzella, tutto bene?
Porca vacca, che vita di merda.
- Hanno rapito il Re. - Cosa?
- Quand'è successo? - Era ora.
Sifilitico cattivo.
Cos'hai contro la sifilide?
Donzella, parla. Cos'è accaduto?
Eh, cosino, D'Artagnan.
L'ho già detto, "donzella" ci chiami quella maiala di tua moglie.
Divorata dalla gelosia.
Ho appena detto cos'è successo: hanno rapito il Re.
O il sifilitico, come volete.
- Partiamo subito. - Per dove?
- Suppergiù. - Al confine con la Spagna.
Eh, suppergiù.
(SUSSURRA): Questo dovrebbe essere il confine.
Non si vede niente di strano.
Dov'è il confine?
Dev'essere qua intorno, Suppergiù.
ARAMIS: Perciò hanno chiamato così questo posto.
Dato che non sapevano dove fosse il confine,
hanno costruito quella casa apposta, è metà in Francia
e metà in Spagna.
Suppergiù.
L'hanno chiamata Suppergiù.
Sissignore, Porthos. Cosa c'è di strano? Suppergiù.
A te sembra normale che un posto si chiami Suppergiù?
Forse erano indecisi.
Tu come l'avresti chiamato, scusa?
È che non bisogna per forza dare un nome ad un posto.
Questo è il confine e basta.
Suppergiù, però. Non ne siamo sicuri.
Suppergiù non è un nome, è una considerazione. Va bene?
È come se chiedessi: "Come si chiama mamma?", "Quasi Quasi."
"Hai figli?", "Sì, due", "Come si chiamano?" "Di qua e Di là."
PORTHOS: Come ragioni? - Oh!
Scusate se interrompo questa interessante conversazione.
Vi ricordo che hanno rapito il Re. Non so se...
Però è come "paglia e fieno".
I capelli "cacio e pepe" sono una via di mezzo.
Qualcuno mi può dire perché non capisce mai niente?
Shh!
- Cosa? - Qualcosa si muove nella casa.
La parte francese o quella spagnola?
Noi andiamo, ragazzi.
Voi due restate qua.
Sergio, se non ci vedi tornare al tramonto,
racconta alla Francia che i moschettieri...
(IN LUCANO): Hai rotto il cazzo con questa litania!
Porta anche sfortuna.
Andiamo.
Non siamo più in armonia, ecco.
Prendiamo i cavalli, andiamo sul retro.
Ehi, ehi, ehi.
(GINOCCHIO SCRICCHIOLA)
(LAMENTI SOMMESSI)
(VERSI)
Prova ad aprire normalmente.
Apri normalmente.
Non è...
Portatemi subito a palazzo, non resisto in un posto così.
Pazienza, Maestà. Meglio attendere la tenebra, è più sicuro.
È un ordine, a palazzo voglio tornarci adesso.
Con tutto il rispetto...
(IN LUCANO): Siete un dito nel culo.
Moschettieri, è il nostro re.
- Eh. - Ho capito,
ha 15 anni ma rompe come uno di 50. E dai.
CAPO GUARDIE: Moschettieri, siete in trappola!
Arrendetevi.
Ah, no, no. Tranquilli, non preoccupatevi.
- Non sono tanti. Circa 22. - Sono cinque e mezzo a testa?
Siete in arresto per aver rapito il Re di Francia.
CAPO GUARDIE: Uscite con le mani in alto.
Non potete farci niente.
Siamo in territorio spagnolo. Siamo in missione per conto della corona.
Maledetti, siete senza Dio!
Aramis, vieni di qua, lì sei ancora in Francia.
Avete capito? È una trappola.
TUTTI: No!
Davvero?
È una trappola, non prendetemi in giro. L'ho capito.
Va bene, è una trappola. Ma abbiamo ancora una possibilità.
Se usciamo dal retro, siamo in territorio spagnolo.
- Non possono seguirci. PORTHOS: Andiamo, Maestà.
Servo, proteggi il Re, fagli da scudo.
Noi pensiamo alla fuga.
PORTHOS: No, no, no. Non sparate, siamo in Spagna.
Non sparate. Vai, Servo.
Non sparate.
ATHOS: Spagna.
Siamo in Spagna. Eh, in Spagna.
D'ARTAGNAN: Dai, dai.
Se qualcuno ci segue, entra in conflitto con gli accordi tra Stati, intesi?
Quale sarebbe questa missione per conto della corona, moschettiere?
Eh... è una missione segreta.
ATHOS: Non posso dirvela.
Però ve la dico perché intuisco che siete brave persone
e vi stimo.
- E basta, però. - E dai!
Dai!
Portiamo il Re, sua Maestà, in Spagna...
a trovare la moglie.
- Che sarebbe... - Che sarebbe...
Una spagnola!
"L'enfanta" di Spagna.
OIè!
"Crisalide di fumo in somma campagna!"
Ma che cazzo dici, sei rincoglionito?
Signore, li lasciamo andare via così?
In nome della Francia, no.
(RANTOLO)
No!
(SPARI)
Servo.
Oh! Come stai?
(SPARI)
GUARDIA: Via, via!
- Forza, forza! - Andiamo!
Via, Maestà.
Sta morendo, Porthos.
Sta morendo.
PORTHOS: Oh, ferma!
Datemi una mano, dai.
Moschettieri, uniti.
In nome del Re...
Ecco, appunto, che importa? Dai...
Zitto, Maestà.
Voi, Servo, giurate al cospetto del vostro capitano
fedeltà ad esso e a sua Maestà, Luigi XIV.
Giurate che nell'oscurità troverete la luce per il futuro.
ATHOS: Giurate che onorerete la divisa che indossate.
lo, Athos,
vostro capitano,
ho udito il vostro giuramento e adesso vi vincolo.
Col potere conferitomi da Sua Maestà,
vi dichiaro...
cadetto del corpo dei moschettieri.
Sei l'unico che ha avuto l'onore di morire salvando la vita al Re.
Moschettieri, giù il cappello.
ATHOS: In ginocchio.
OLIMPIA (IN LATINO): Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Benedetta sei tra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù...
Antonio, andiamo, dai.
Portano via lo zio Zitto.
Lo zio Zitto.
Ciao, Cicognac.
- Farnesina. - Amore.
Vieni, vieni.
Non devi essere triste, capito?
Lo zio Zitto adesso è salito in cielo.
Non sale in cielo e basta. Va in Paradiso.
Lo zio è stato sfortunato, era muto.
Tutti gli sfortunati vanno in Paradiso.
Mi siete mancati tanto.
Ma fammi il piacere.
Entri ed esci dalle comunità, ma che vai trovando da noi?
Va a cercare i soldi, ecco cosa.
Va bene, possiamo fingere d'essere una famiglia normale almeno oggi?
(IN FRANCESE): Ho capito.
Perdonate, signori. Potreste allontanarvi? Dobbiamo chiudere la bara.
Dai, vai da mamma.
Ciao, Sergio.
(IN FRANCESE): Addio.
(BACIO)
Hai 150 euro? Devo prendere la corriera.
Devi comprarla, la corriera?
ARAMIS: È stato un uomo meraviglioso,
il Signore Dio Padre sarà felice di averlo nel suo Regno.
In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Ciao, Sergio.
Oh, Oh.
Che fai con quelle mani?
GIORNALISTA: "Nemmeno a Natale si ferma l'emergenza dei migranti.
Novecento persone sono state soccorse nel canale di Sicilia..."
(BRUSIO INDISTINTO)
UOMO: Mi passate il vino?
ARAMIS: Sembrava che avrebbe iniziato a parlare.
Non mi piace la trippa, puzza.
(VOCI INDISTINTE)
Effettivamente puzza, è anche un po' volgare.
REGINA ANNA: Senti, è Natale. Per favore.
D'ARTAGNAN (IN FRANCESE): Basta così.
- Tieni, amore. Vuoi? ATHOS: Ti piace parlare francese.
- È stato a Parigi un anno in croce. - Sono stato due anni,
se lui non fosse stato male, ero ancora Îì.
Ti faceva un favore piccolo.
- Spiegaglielo tu. - Buoni.
Tu devi ringraziare i franchi francesi che t'hanno pagato la comunità!
La Francia t'ha salvato la vita. Stai zitto!
Bella salvata mi ha dato. Guarda che vita di merda.
Sembra che lo facciamo apposta.
Sappiamo che la Francia è un argomento...
A te pare normale?
D'ARTAGNAN (IN FRANCESE): Lasciamo stare.
Quelli sono stati gli anni migliori della mia giovinezza.
(VOCI ACCAVALLATE)
Non mi toccare.
Basta, basta. Non vi ferma neanche un morto in casa.
So cosa pensavate durante il funerale, era meglio se morivo io.
Papà, non ti ci mettere pure tu.
Invece mi ci metto. Nell'aldilà non voglio andarci, sto bene nell'aldiquà.
Vi faccio aspettare un sacco di tempo prima di sperperare tutto.
Merde.
ARAMIS: Magari nell'aldilà sarai più sereno.
Non esiste l'aldilà. Non c'è niente!
Allora io che faccio?
- Stai perdendo tempo. - Non si sa. Non si sa. D'accordo?
Guarda...
Lo zio Zitto è andato in cielo, dove vuole lui, è molto felice.
Vero, Antonio?
E poi con la fantasia si può andare anche in Paradiso.
Senti questa, ora vogliamo sostituire la Fede con la fantasia? Dai.
(TINTINNIO)
Che c'è?
ARAMIS: Dobbiamo fare un ricordo dello zio Zitto.
Passi il vino, per favore?
No, hai problemi al fegato.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
MAZZARINO: Allora? Brindisi? - Salute.
ARAMIS: Un brindisi allo zio Zitto con le parole che gli sarebbero piaciute.
A Sergio.
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