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Original subtitles

Il caffè è uscito. Luca! Lu'!

- Due scarpe, "shoes". - (in inglese) Perfetto.

- (in inglese) Tè! - Scusa, ti ho pure bruciato.

Finisci il latte? Vieni qua.

Ecco qua. (in inglese) Il tuo latte. Come si dice "finisci"?

Non posso, mi devo innamorare con Matteo Pagni.

Lo so. Ma se non mangi, sei debole. L'ultima volta sei svenuta.

(in romano) Cazzo, è tardi! Lu', amore!

SUSI: Sono le otto meno cinque. Mi aiuti?

- Chiudono la scuola. lo mi devo vestire. LUCA: Eccomi.

Non si può fare sempre 'sta storia.

Mamma mia!

Che bel culo hai! Vattene! Fai colazione che usciamo.

Invece è precisa. Le insegna l'inglese, è importante.

AI giorno d'oggi, "te lo ritrovi". Poi solo vitto e alloggio.

- Ami di più Matteo Pagni o me? - È uguale.

Allora un sorso anche per papà.

Buongiorno.

A lei. Ha conosciuto Mary Ann, la baby sitter?

- Sì. - Perind?

- Perito industriale. SUSI: Porca zozza, è tardi!

- Andiamo. Saluta. - Ciao.

- Ciao, Mary Ann. - Ciao!

- Ciao, Perind! SUSI: Vieni, amore.

(sottovoce) Non si dice "perind". Signor Tranò.

- Lo chiamate Perind. SUSI: Perito industriale, "per-ind".

- Metti la cintura. Arrivederci! Ciao. - Buongiorno.

Ciao!

- Buongiorno. - Buongiorno.

Dai, è tardi.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Mamma, ma io sono ancora qui. - Lucilla!

Lucilla, aspettami in macchina. Capito?

Ragazze, buongiorno. Sara, metti la musica, per favore?

Ester, su! Franca! Iniziamo con dieci minuti di riscaldamento.

Anatroccolo. Uno, due, tre, quattro.

Cigno. Sei, sette, otto.

Anatroccolo. Uno, due, tre, quattro.

Cinque, sei, sette, otto.

Sentitevi anatroccolo. Brutto, brutto.

Belli i cigni. Allungare e pancia in dentro.

Pancia in dentro, culo stretto. Su, su, su, su.

Giù, giù, giù, giù-

SU, SU, su, su.

Giù, giù, giù, giù. Cigno, cigno, cigno, cigno.

Anatroccolo, anatroccolo, anatroccolo. Continuate.

Cigno, cigno, cigno, cigno. Anatroccolo, anatroccolo...

Mi sono dimenticata di portare Lucilla a scuola!

Vai!

Le segui tu? Stai bene con quel taglio di capelli.

Come 40 euro. Sei pazzo? È la metà di prima e sono sempre 800 battute.

C'è una circolare per i contributi ai giornalisti free lance.

Sull'edizione online sono cliccato dai 500.000 al milione di volte.

Dati Audiweb. Guarda. "Nato agnello con due teste".

Che ti devo dire? Secondo Ads abbiamo perso altre 2300 copie.

Tagli a tutto. Prova a parlare con Botti.

Giovanni, scusa. Hanno detto dall'amministrazione...

Non posso passare che vengo assaltato?

Approfittate che non riesco a scappare? Non mi occupo di questo.

Stammi bene.

- Ciao. - Ciao.

Metti il distanziatore e dai quattro colpetti, uno ogni dieci secondi.

Tipo. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci.

Respira. Un altro. Due, tre, quattro.

- Quattro colpetti. - Cinque, sei, sette, otto, nove, dieci.

Oddio! Che è 'sta puzza?

- Oh! - Amore! Vieni qua.

- Fatta male? - No.

Mary Ann, guardala tu. Sento odore di bruciato.

Meno male che doveva stare attento! Vabbè, andiamo.

Si è bruciacchiato, ma appena appena.

A Lucilla piace. Vieni, amore. Siediti.

Mary Ann, mettiti qui. Amore, vieni? Lu'!

Arrivo.

Chiudono il giornale tra mezz'ora e chiedono un taglio di 200 battute.

Non ti preoccupare.

Viene dopo. Ecco qua.

- Buon appetito, diciamo noi italiani. - Lo dicono i burini.

- Lo ha detto Pierpaolo. - Sì?

(VERSI DI CORNACCHIA)

Vattene!

(CAMPANELLO)

- La devo portare a vedere Roma? - Vuole andare in centro.

Vedere chiese, quadri, musei. Conosce i pittori "difficili".

Mica Caravaggio e... Vuole vedere San Pietro, i Musei Vaticani.

- Pure Papa Francesco. - Papa Francesco ti attacchi al cazzo.

Mary Ann.

Parla italiano, mi aiuti con la conversazione.

- Che cosa? - "Susanna" l'ho capito.

Luca, io sono arrivato. Ciao. Come stai? Com'è andato il viaggio?

Impiego un'ora ad arrivare qui! Hai presente quelle cose paterne?

- Sì, scusa. Ho quasi finito. Poi... - Poi!

(CLACSON) Dai, Dio!

- Dai! Levati, gambe corte. - È pedonale!

- Pierpaolo, "tranquille". - Tranquillo, no "tranquille".

- Tranquillo. - Levati! Tutti 'sti neri! A migliaia.

Li avete in Irlanda o avete solo le pecore?

Pierpaolo, vieni! Per favore.

Santa Maria della Pace. Affresco di Raffaello, "Sibille e angeli".

Ingresso libero, è lì per te.

- "Demmerda"? (in inglese) Come in Italia? - Sì. Merda è "shit".

- A chi tocca? - Vieni. Perché giri con 'sta contadina?

Due settimane e mi faccio fare un pompino.

Una foto e ti do 500 euro.

Tie', pagaci il conto.

Oggi mica tocca a me.

Fai lo splendido. Investimento pre-pompino.

LUCA: Mary Ann! - Sì.

LUCA: (in inglese) Scusa. - Sì.

Scusa.

- SÌ. - Ok.

Grazie.

Lavori su programmi spaziali? In italiano, per favore.

Certo.

No. Oggi scrivo di un satellite fuori controllo.

Se lo colorisco, lo comprano.

- Che vuol dire "colorisco"? - Farlo più...

L'agenzia dice

che "il satellite si disintegrerà a contatto con l'atmosfera italiana".

Ma...

Devo trovare un luogo di interesse dove oggi succede qualcosa. Jesolo.

A Jesolo c'è la finale di Miss Italia. Come si chiama quella?

Nadia, ciao. Sono Luca Attorre. NADIA: "Ciao, Luca. Come va?"

Bene.

Sto scrivendo un pezzo per "II Mondo Sera".

L'agenzia Reuters ha indicato Jesolo come possibile bersaglio

dei pezzi del satellite Corpas che si disintegra oggi?

NADIA: "Come? Un satellite si disintegra? lo sono a Jesolo."

Sei lì? Posso parlarne con una finalista?

- Scegli tu, la più impressionabile. NADIA: "Sì."

Grazie. Richiamami. Ciao.

Eh?

No, nessun pericolo.

È 250.000 volte più probabile vincere la lotteria.

- Perché lo scrivi? - Perché lo comprano.

- Aiuto? - Non è il momento.

Oddio! Mi sono scordata il portafogli. È che ho...

Ho la merenda della bambina. No, davvero! Mi sono dimenticata...

- Posso fare una telefonata? - Si sposti, faccio un altro conto.

"Miss Lucania ha commentato:

'II cielo è il posto del Paradiso.

Invece... la cattiveria dell'uomo...

lo ha fatto un inferno'."

- Davvero ha detto così? - Quasi. Ho dato un'aggiustatina.

(VIBRAZIONI DEL CELLULARE)

Non sarebbe male se un satellite precipitasse e distruggesse tutti.

Mi servivano proprio quei... Vabbè.

Dove sta Luca? Scappa sempre.

Le uova? Di qua.

Stai sempre a parlare male di Luca.

È fatto così. Mi piace così.

Questo... Andiamo, mi sono stancata e pure rotta i coglioni.

Adesso chiamiamo mamma.

Siediti qua. Guarda che bella sedia c'è!

Amore santo! Perché non fai merenda?

Guarda che c'è nello zainetto. Vedi un po'. Allora, Attorre...

Prima C. Attorre.

(LUCILLA RESPIRA A FATICA)

Che c'è? Che hai?

Shh! Il rospo sente.

BIDELLA: Il rospo? Quale rospo?

- Mi salta in gola e non mi fa respirare. - No.

Apriamo qua, così il rospo...

La mamma di Lucilla Attorre?

- Non sono la mamma. BIDELLA: "Chiamo dalla scuola."

- Quella è pazza. Ha lasciato il telefono. - Ora dove la trovo? Che casino.

Lucilla!

- Amore mio, come stai? - Bene.

- Rospo dove sta? - Sta qui, dorme.

Facciamolo dormire. Salve.

Vada e stia attenta, i ragazzini si impressionano.

- Poi vi "svenate" dallo psicologo. - Ok. Grazie, capitano.

Sono un appuntato! Volteggi meno.

Ok.

Incredibile, non è mai stata a Londra.

Fermi tutti, abbiamo un "deal". Pompino.

Zitto! È tutta santi e madonne.

- Perché la porti con te? - È mio padre.

Sì, tuo padre!

Dice che non conosce nessuno, ma se la vuole togliere dalle palle lui.

AMICO: Siamo sotto. Devi fare strike.

Pippa. Vai.

' Sì'. ' Sì'.!

No, prendo bus.

- In italiano, ho l'esame fra tre mesi! - Ok, scusa. Ti accompagno.

- Ti accompagno io! Mary Ann. - Che cos'è "pompino"?

Che cosa? Mai sentito prima.

Hai bevuto troppo. Anche altre... cazzate.

Sei veramente un bambino.

Mi viene da vomitare.

- (in inglese) Lì, gira a destra. - Giro lì?

Sì.

Amore.

- Ciao. - Ciao, mamma.

Vai di sopra, nonno aspetta visite.

- Ciao. - Benvenuta. Scusa.

Magari ci conosciamo più tardi.

- Papà. - Stai dritta.

Attento.

Qual è la tua stanza?

- Buonasera, ministro. - Che ministro!

- Chiamami Fulvio, siamo tutti uguali. - Certo. Come va?

Ammazza quanto sei bella, Azzurra!

- Prego. - Sì.

- Papà ti aspetta nello studio. - Bene. Andiamo.

Buonasera, avvocato. - Buonasera.

Buonasera.

Mi scusi, sono corso appena ho potuto.

In effetti ho fatto una cazzata.

Come ne esco?

Vestirsi da benzinaio non aiuta.

- Perché hanno divorziato? - Mai sposati. Sono... un incidente.

Vivevamo tutti qui. Luca non guadagnava un cazzo, meno di adesso.

Mamma è rincasata e ha trovato Luca a letto con la sua migliore amica.

Dormivo nel lettino. Sono stato svegliato dalle urla di mamma.

Spiegami bene questa cosa di Dio.

- Tu non credi? - In che?

Quella specie di Babbo Natale... sulle nuvole? No.

A una presenza dentro di noi che consiglia che cosa fare?

Nemmeno.

Non ti senti solo?

Ovvio. Tu no?

No.

(VOCI NON UDIBILI)

MADRE: (in inglese) "Ciao, tesoro!" MARY ANN: Ciao, mamma.

MADRE: (in inglese) "Ciao." MARY ANN: Ciao, mamma.

(VOCI NON UDIBILI)

(VOCI NON UDIBILI)

- Ciao. - Ciao.

Che strano, no? incontrarsi così.

Io ero in giro. Grazie.

Ne porta uno anche a me? Grazie.

Umido, eh?

- Allora com'è? Ti... ti piace stare qui? - Sì. Molto.

Non ti manca... la tua casa, i tuoi genitori?

No. Non credo, no.

Ma... hai un ragazzo a Galway?

Mi sembra strano parlare con te di questo.

Susi non ha mai chiesto.

Susi in qualche modo sa le cose... senza saperle.

Scusa... l'invadenza. Ma Pierpaolo?

Pierpaolo?

Pierpaolo... è un ragazzo maturo per la sua età.

Nel senso che ha sofferto molto, il nonno è...

così prepotente, autoritario.

Lo schiaccia e io non... non riesco a proteggerlo.

Lo sai, sono fatto male.

Io non... non riesco a proteggere nessuno.

Sei andato alla filiale?

LUCA: Dici a me?

Sì. Sei andato a parlare con il direttore?

LUCA: Quale direttore?

Della banca! Avevi detto che andavi.

No, non ce l'ho fatta.

Dio mio! Come no? Avevi promesso. Ci deve "dare il rosso" fino a 5000.

Una signora che viene a danza dice di andarci "a brutto muso".

"Direttore, sennò cambio banca", gli devi dire. Che cacchio!

- Non voglio sentire voi. SUSI: Scusa.

LUCA: Poi domani ci vado. - Poi, poi.

Domani volevo prendere appuntamento con il professore per la bambina!

LUCA: Oggi non potevo. MARY ANN: Dov'è il rospo?

SUSI: Che hai fatto? MARY ANN: lo do da mangiare.

Ho lavorato. Sono uscito solo per fare le fotocopie.

Le fotocopie!

Giustamente.

Lo pneumologo della Asl la imbottisce di cortisone.

Una mamma mi ha detto che questo Marinoni ha un metodo nuovo.

SUSI: È un metodo naturale, cura l'asma con la respirazione.

Poi... sarà minimo 200 a visita.

Quante visite saranno?

- Che stai a fare? - (sottovoce) Il rospo mangia.

Il rospo mangia? Amore!

Come stai? Vieni qua.

Che è? Come stai? Fatti vedere. Vuoi fare un balletto con mamma?

Ricordi? Questo è il tuo spazio e questo è il mio.

Non invadere il mio spazio e io non invado il tuo. Via.

Cazzo, che freddo!

Corriamo.

Porca... Vai in macchina!

Luca!

- Lu'! - Che c'è?

Stasera torno alle nove.

- Perché? - Metà delle mie allieve

voleva andarsene per l'orario.

Faccio un altro turno più tardi sennò le perdevo. Capito, cazzo?

Buongiorno, signor Tranò. Scusi la parolaccia.

Buongiorno.

- Lavora il doppio per la stessa cifra. - Già. Che mente industriale!

- Arrivederci. - Grazie.

Comunque la parolaccia era opportuna.

SUSI: Non hai ancora messo la cintura? Daje, Luci', è tardi!

Scusa.

- Scusa per prima. - Non ti... preoccupare.

Chi era la ragazza bionda?

Niente, nessuna.

Sono infelice.

- Mamma. - Non sono mamma.

Sono puro spirito.

Torno mamma tra mezz'ora.

- Senti, nonno... - Stai dritto.

Siedi.

Luca è in difficoltà.

Parecchio. Hanno problemi con Lucilla. Sai... l'asma.

Dovrebbero andare da un medico, un professore molto caro.

Potremmo...

Potresti... aiutarlo?

Cioè se... Pagare almeno l'affitto.

Mi risulta che abbiano un mutuo a riscatto.

Appunto.

Hanno saltato delle rate. La banca gli riprende casa.

Sai, Paolino, nella vita ci sono delle regole.

Proprio per que...

Ascolta.

Tuo padre non aveva niente e noi lo abbiamo accolto.

Lui chiedeva, noi donavamo.

È una regola semplice. Chi chiede per bisogno deve rispettare chi dà.

Lui ha infranto la regola.

Ha mancato di rispetto a tua mamma, quindi a me.

(CITA UNA FRASE IN LATINO)

"Siamo schiavi delle leggi per potere essere liberi". Cicerone.

No.

Amore!

Che fame! Irina ha il giorno libero oggi.

Che palle cucinare!

Che dici? Ordiniamo il pranzo da Ottavio?

Spaghetti con le vongole? Spigola con patate?

- Per me tartare di branzino. - Mamma...

Lo dici tutte le domeniche come se fosse una cosa geniale, nuova.

- Quanto costa, cento euro? - Magari!

Amore, che c'è?

Che ti succede?

Non mi va più, lo rimetto in frigo.

Butta questo yogurt.

Spaghetto con le vongole.

LUCA: Quanti sono? PIERPAOLO: Settecento.

- Li hai presi di nascosto? - Anticipo contante dalla mia carta.

- Se mamma se ne accorge? - Luca, prendili.

Non se ne accorge, mica mi controlla il conto.

PIERPAOLO: Te Ii do tutti i mesi.

SUSI: Luca? - Che cosa?

Dov'è? Era qui fino a un momento fa.

Sparisce sempre al momento giusto. C'è da apparecchiare.

- È qui fuori con Pierpaolo. Ti aiuto io. - Mica devi fare tutto tu.

Ti aiuto con piacere, fidati di me. (LUCILLA RESPIRA A FATICA)

Come una cieca?

- Oh! - Eh?

Lucilla!

Amore mio, perché hai questo sguardo?

Mary Ann! Respira. Come stai?

Lu'! Luca!

- Lucilla non sta bene. - Chiudi il mantello. Subito!

Chiudi il mantello invisibile. Il rospo non può entrare. Chiudilo.

Chiudi. Brava.

- Il rospo è incazzato nero. - Lo vedi?

No, lo sento.

(con voce contraffatta) Cra! Vaffanculo, ha messo il mantello.

Chiudi gli occhi. Tienilo chiuso!

Respira. Chiudi gli occhi.

- Respira. - Pierpaolo, sei un genio.

A stomaco vuoto! Prendi il pane? Se torno alle nove, fai la cena?

Mary Ann non è una schiava. Sono quasi le dieci.

- Non si può mangiare a quest'ora! - Non capisco sempre con chi parli.

- Con chi parli? - Con il muro.

Tienilo chiuso. Respira.

Glielo do io.

Amore... ecco.

Lo diamo al rospetto? Eccolo qua.

Fratellone.

Mary Ann.

Mammina.

(sottovoce) Facciamo piano.

Dormo qui, così la sento respirare. Capflo?

- Mary Ann. - Sì?

- 'Notte. - Buonanotte.

Ehi.

(COLPI ALLA PORTA)

Buonasera.

- Buonasera. - Buonasera.

Avete problemi di luce, vero? Sono i contatori che...

Ormai...

Se volete, vi posso aiutare io. Se volete.

Sì, certo. Magari!

Lo abbiamo uguale.

Vediamo un po'.

Eh! Comunque questi contatori non sono a norma.

Li dobbiamo cambiare.

Sì, forse sì. Grazie.

Vabbè, se vi serve qualcosa...

sono qua. Lo sapete.

- A disposizione. - Buona serata.

A voi.

DOTTORE: Lucilla è un nome bellissimo. Poi ti sta bene, ti somiglia.

È magrolina e saltellante come te.

Adesso respira normale.

Anche Marinoni le sta bene. "Oni" è... bello grosso.

Da tanto volevo portare Lucilla da lei e pensavo...

"Marinoni aggiusta tutto, la guarisce".

È proprio come lo avevo sognato.

- Grazie. - Prego.

Adesso fai un bel respiro.

Allora, Lucilla. Adesso, con un po' di pazienza, devi fare le analisi.

- Le ha fatte tre settimane fa. - Voglio le mie, sono più grosse.

Ok.

- Può rivestirla. - Sì, certo.

- Quanti anni ha? - Trentacinque.

Trentasei. Cazzo, tra un mese trentasette!

- No, dicevo la bimba. - Ah.

- Io lo so, sei anni e mezzo. - Siediti.

Adesso lei mi porta prima possibile queste prove allergeniche

che le sto prescrivendo.

Poi spirometria, broncoscopia

e una Rx del torace.

Smetta di avere quell'espressione, risolviamo tutto.

Che espressione?

Non lo so...

Le faccio pena?

- È separata? - No.

- Scusi, mi sembrava fosse... - Scema?

Sola.

Mary Ann!

Dove vai?

Vado a iscrivermi all'esame di Italiano.

Lo possiamo fare online.

Anche tu mi disprezzi come tutti.

Ti disprezzo? No!

Resta.

LUCA: Un giorno prendi un calcio, il giorno dopo un pugno in faccia.

Poi un giorno muori.

In mezzo...

regole, divieti, precetti.

Una cosa potrebbe darti un po' di felicità, ma... non la puoi toccare.

Possiamo vivere così? In una prigione... nera.

In mezzo al buio pesto... si è accesa una Iucina.

Sei tu quella Iucina.

È molto ingiusto quello che dici.

- Perché? - Perché fa male ad altri.

Io amo Susi, amo Lucilla.

Devo sapere di che cosa sai.

Di che cosa so?

(in inglese) Il tuo sapore.

SUSI: Non mi fate questo!

- Non si può. - Fatela.

- Quando arriva, porta la prescrizione. - Non si può.

Se la bambina è allergica a qualcosa?

- La prego! - No.

Luca, di' qualcosa!

- Lu'! - È possibile che ti scordi sempre tutto?

Ho un cervello solo, non entra tutto.

Le analisi, la spesa, i passi di danza, i panni.

I bianchi con i bianchi, i colorati con i colorati. Oh!

- La cartella. - Grazie.

Vieni, Luci'. Eccola qui!

Ti ricordi quando è nata?

- Dormiva sempre a letto con noi. - Come un sasso.

Quante volte l'abbiamo schiacciata scopando!

- Non protestava! - E così buona.

RADIOLOGO: "Un respiro, trattieni."

"Girati e alza le braccia."

- Scusa. - Scusa tu.

RADIOLOGO: "Un bel respiro. Trattieni."

Siamo troppo stressati.

RADIOLOGO: Un respiro. Trattieni.

"Brava."

- Troppo. RADIOLOGO: "Un respiro. Trattieni."

"Un bel respiro. Trattieni."

- Ecco l'avvocato. - E arrivato, vai.

Aspetta.

Dicembre, gennaio e febbraio. Contali.

- Se non ci fidiamo fra noi. - Contali!

- Se scopro che ci è andato qualcuno... - Che mi fa?

(VOCE NON UDIBILE)

DOTTORE: A casa come va?

- Fa il misterioso? - No, che misterioso!

Ma qui non risulta niente, né di allergenico, né di fisiologico.

- L'asma può essere anche psicosomatica. - Lo sapevo.

È colpa mia.

Come madre, ha presente? È che...

non ci sto proprio con la testa.

Questo sicuramente non è vero.

Mi dice che cosa è vero?

È vero che fumavo in gravidanza.

Mia madre dice che a Lucilla è venuta l'asma per colpa mia.

È vero che di Luca... mi sono presa una cotta che mica ragionavo.

Bello, intellettualissimo... ma come una buccia vuota.

La banana l'ha mangiata qualcun altro.

È vero che il figlio di 17 anni... ci passa i soldi del mutuo a riscatto

e mi "rifà il verso" perché non so l'inglese.

Mi immaginavo su un palco de "II lago dei cigni"

e sono rimasta incinta.

Insegno danza alle culone che vogliono dimagrire.

Non dimagriscono e se la prendono con me. Posso continuare, se vuole.

Grazie.

Facciamo così. Autocommiseriamoci insieme.

Vuole sapere che cosa è vero per me?

È vero che sono vedovo da cinque anni.

È vero che ho due figli grandi che vivono all'estero.

Non so più da quanto tempo. E vero che da cinque anni ceno...

tutte le sere solo.

A Lucilla penso io, lei non ha colpa.

- Smetta di preoccuparsi. - Madonna!

Scusi, scusi, scusi.

Scusi, scusi, scusi. Grazie.

(TUONO)

(CAMPANELLO)

(COLPI ALLA PORTA)

- Non c'è nessuno? - No.

- Perché? - Non lo so.

- Perché? - Non lo so!

Io sto vedendo i cartoni. Vuoi venire?

- Ti piace la cioccolata? - Sì.

Perind, so fare la ruota.

- Che sai fare? - La ruota.

Fai vedere. Che è?

Allora sei un fenomeno!

Sai fare tutto. Sei un campione.

Dove lo hai imparato?

- Mamma. - Allora hai preso da lei.

Non ho il succo di frutta e ho finito il latte.

Vuoi un po' di vino, rosso?

No?

- Mamma non me lo permette. - Scherzavo.

Secondo te ti davo il vino? Non lo bevo nemmeno io! Mi gira la testa.

Mamma!

- Mamma! - Amore.

Lucilla! Amore mio.

Stai là che piove. Perché stavi dal Perind? Vieni qui.

Aspetta!

- Hai dimenticato questo. - Signor Tramò, scusi.

Si figuri!

- Ranocchio e questo. - Grazie.

Aspettate, questi.

- Ormai... li mangia. - Grazie.

- Poi mi portate il piatto. - Sì. Poi glielo portiamo. Arrivederci.

- Grazie. - Dov'è papà? E Mary Ann?

Papà stava dentro al computer e Mary Ann...

Fa freddo, andiamo.

- Io ho suonato e... - Chiudi la bocca, ti entra l'aria.

Non prendere freddo. Non parlare, me lo racconti dopo.

SUSI: Dai!

Porca zozza, ci siamo bagnate!

Lu' Luca...

Lu'! La bambina stava dal Perind.

Amore!

Ho suonato, non hai sentito e Perind mi dava il vino.

Scusa!

- Mary Ann dov'è? - Non lo so, sarà uscita.

La potevi guardare tu?

Ma chi? Stavo lavorando! Mi devo concentrare.

Non posso andare avanti senza uno studio.

Concentrati, va!

Andiamo. Sei tutta bagnata, porca miseria!

Andiamo a fare il bagnetto.

(VIBRAZIONI DEL CELLULARE)

Come ha fatto a trovarmi?

- Ha compilato la scheda. - Oddio, è vero, che scema!

Grazie! Eccola.

Scusi, non... non volevo essere invadente.

No! Un gesto così... galante.

È un sacco di tempo che non parlavo così con qualcuno.

Così come?

Con qualcuno che mi ascolta.

Allora parli e io la ascolto.

A lei capita mai di... pensare di cambiare identità come nei film?

- Tipo farsi biondo o sparire? - lo biondo?

- Era per... - No, io vorrei apparire.

Vorrei esistere per qualcuno.

(UNA PORTA SBATTE)

- È lei, signora. - Irina.

Le metti nel cestino in camera sennò poi le perdo?

Ok.

Amore! Niente bowling oggi? Come mai?

Boh, non mi andava.

Spostati un po'.

Che vuoi?

- Che hai? - Niente.

A casa di tuo padre come va?

AI solito, scannati. Però Mary Ann è parecchio brava.

Aiuta Luca sul lavoro e Lucilla è andata da un medico famoso.

- Con quali soldi? - Non lo so.

A volte mi "accollano" Mary Ann, ma è simpatica.

- Susi è sempre "svalvolata". - Beh...

Però secondo Mary Ann è molto meno scema di quanto sembra.

Dice così?

Stai tranquillo. Questa ragazza riparte.

- Non... ci pensare troppo. - Chi ci pensa!

Perché dici 'ste stronzate?

L'hai nominata tre volte in dieci secondi.

È giovane, carina e aiuta tuo padre a cercare altre stronzate.

Quando torna al suo Paese?

Vabbè. lo vado su.

LUCA: È pericoloso, non ci deve andare. SUSI: Perché mi sei capitato tu?

Perché mi sei capitato tu!

A Pasqua ci va! Va tutta la classe. Sennò passa da malata, una diversa.

Stanno ad Anguillara.

Male che va, tocchiamo ferro, in un'ora siamo lì, cazzo.

- Un'ora è tantissimo per una crisi. - Ho chiesto a Marinoni.

- Che dice il profeta? - Ha detto: "Certo". Non ha detto sì.

- Ha detto: "Certo"! - Porca miseria, Susi!

Con te non si può parlare? Scambiare opinioni senza sbraitare?

Se non urlo, manco ti accorgi che sto parlando, manco mi vedi!

Tu non mi vedi, cazzo! Non mi vedi! Manco ti accorgi che...

sto a parlare!

Andiamo, Luci', è tardi.

Dove vai?

Stai bene?

- Ehi! - Dici a papà se mi manda alla gita?

Dormiamo in tenda.

- A mamma non l'ascolta, a te sì. - Chiudono i cancelli. Andiamo.

Andiamo!

(VOCI NON UDIBILI)

Ricordi quel giorno... che ti ho incontrato con la donna bionda?

Hai detto... che eri fatto male.

Non lo sapevo, ma sono fatta male anch'io.

Tutti siamo fatti male.

Torniamo indietro. Torniamo in quel bar!

No!

Luca, no...

MARY ANN: "Cara Susi.

Scusa i miei errori di scrittura.

Voi siete così speciali...

che mi sono dimenticata di studiare, guardare, imparare.

Tutte le cose che mi 'friggevo' di Italia.

Scusa se vado via di botto.

Vi voglio così bene che mi addolora dirvi addio."

- Non ha detto niente? - Stavo lavorando.

- Non ti sei accorto che faceva lo zaino? - No!

Che può essere successo, così... di botto?

Era troppo giovane peri nostri problemi.

I soldi, l'asma, la fatica.

Ma andare via così... Mi sa che in Irlanda si fa.

Mary Ann?

SUSI: Amore! Non c'è.

- Dov'è? - E andata via.

- È morta? - No!

Diciamo che con papà siamo sorpresi perché...

Ecco, se n'è... Capito? Senza dirci nulla.

Io so perché.

Lucilla!

LUCA: Lucilla! (LUCILLA RESPIRA A FATICA)

Lucilla, amore.

- Perché dici che lo sai? - Lo so.

Dimmelo, dillo solo a me.

No!

- Lucilla... dimmelo a un orecchio. - No!

Dai, guardami.

Che ti ha detto Mary Ann? Dov'è?

Non è niente. Non è successo niente, tutto a posto.

Che ti ha detto Mary Ann?

Vieni. Ecco mammina.

Il Cortinal. Prendiamo due pasticchette. Eccole.

- No, amore. - Prendi la medicina.

_ No!

Lucilla!

- Prendi la pasticca, amore. - Prendi la pasticca.

Lasciala stare.

Vieni qua. Prendi.

Allora... respira.

Respira. Ecco, brava! Quanto sei brava!

- Buona. - Prendi i colpetti.

- No! - Prendi i colpetti?

- A Mary Ann fa schifo il rospo. - Come?

Eh?

- Prendi i colpetti. - No!

- Li devi prendere! Amore di mamma. - No!

- Quanto sei brava! - Brava.

Lucilla, ti prego.

- Dammi. - Lucilla!

Lucilla, respira! Apri il mantello.

Apri il mantello?

Ha le unghie blu. Ha le unghie blu!

- Che vuol dire? - Cazzo, ha le unghie blu!

Chiama un'ambulanza! Sai chiamare un'ambulanza?

Qui il letto non c'è. Sentiamo al Policlinico.

No, il letto c'è.

Marinoni è il suo pneumologo.

- Lui è in un reparto di eccellenza. - No. Il letto ci deve stare.

INFERMIERE: Un po' di pazienza. UOMO: Sono 12 ore!

Lo chiami.

INFERMIERE: Non può stare qui. UOMO: Sei mio dipendente, pago le tasse.

No! Sì, pago le tasse!

- Vigilanza! - Fai il tuo lavoro!

- Voglio sapere il cambio turno. - Vigilanza! Digli di uscire!

Digli di uscire! Digli di uscire!

Fuori, non può stare qui! E un ospedale. Fuori!

(CANTO EUCARISTICO: "TANTUM ERGO")

(VOCI NON UDIBILI)

Le visite sono dalle 14 alle 16. Può andare. Venga.

Si può ricoverare con la bambina.

(VOCI NON UDIBILI)

Ti pareva! Ti sei scordata il pigiama.

Mamma.

Manco adesso attacchi il cervello? Ti deve morire la bambina?

Eravamo di corsa. Siamo dovuti venire all'improvviso.

NONNA: Bella!

Ho visto Luca. Scappava, come al solito.

Signora... non c'è nessuna prova scientifica a conferma del fatto

che l'asma severa venga ai feti da donne che fumano in gravidanza.

- L'ho letto su Facebook. - lo ne ho condotta una

alla Johns Hopkins University di Baltimora.

Poi le visite sono dalle 14 alle 16. Non può stare qui. Arrivederci.

Grazie, mamma.

- Ci vediamo dopo. - Sì.

Mi serve il recapito.

- Ciao. - Luca...

No! Luca...

Basta! Sono venuta per sapere di Lucilla.

Ha avuto una crisi e...

la tengono una settimana.

- Grave? - No, ci hanno rassicurato.

- Però devono capire perché. - Susi?

- È con lei.

- Le hai detto? - Che cosa?

Che cosa? Non stai male? Non ti senti sleale a non dire la verità?

- Che cos'è questa verità? La sai tu? - Quello che è successo.

I fatti.

I fatti non sono la verità. La verità non la sappiamo né io né te.

- Perché sei qui? - Perché sei qui?

Per Lucilla?

È la verità?

Guardami.

(VOCI NON UDIBILI)

- Buonasera. - Buonasera.

- Porta le pastarelle! - Secondo me porta i preservativi.

Ciao!

Buonasera.

Oddio! Ho "intruppato".

Ciao. Ho pensato che... ti fossi stancata di pollo e patate lesse.

Allora ho preso del sushi.

Porca zozza, c'è pure il vino!

- Andiamo nel mio studio. - Va bene.

Un attimo.

Povero Pierpaolo! Bussi, ma non ti apre nessuno.

Dai, giù. Fai un po' di allenamento.

Oh!

Dai!

AI saggio mia madre era dietro le quinte.

Ha detto: "Tanto cadi alla piroetta".

Alla prima piroetta, sbrang!

Sono caduta e per poco non si rompeva il menisco. Che figuraccia!

La vita è un mistero. Che ho detto?

"La vita è un mistero". Come mi è venuto?

Non avrei mai immaginato di restare a cena qui

nel mio studio con una ballerina. Scusa, è stato un gesto istintivo.

Menisco lanciato?

C'è anche un gomito niente male.

- Sta succedendo. - Facciamo finta di niente.

Così non ce ne accorgiamo.

- Tu sai quanto sei bella? - No.

- Sei bellissima. - No.

No...

(COLPI ALLA PORTA) INFERMIERA: Professore!

- La bambina piange, vuole la signora. - Lucilla!

Non è successo niente.

Non ho fatto niente e pure se avessi fatto qualcosa, che ti frega?

Io parlo da sola.

In genere metto l'auricolare.

Così pensano che parlo con qualcuno al telefono.

Per me è successo tantissimo.

Lo so.

Come faccio?

Permesso. Scusi.

Lucilla! Amore mio. (LUCILLA PIANGE)

Amore, ecco mamma!

Amore!

- Eri andata via pure tu! - No, io ero...

lo ero... un attimo...

Capito?

Il rospo non c'è più.

Basta.

- Dici a Mary Ann di tornare? - Certo.

Basta, amore... Amore mio!

- Ciao. - Com'è andata la notte?

Respira bene.

Faccio la doccia e torno. Qualcuno ha chiamato per la macchina?

No.

- C'erano ancora soldi al Bancomat. - Mi devi aiutare.

C'è benzina?

Devi chiamare Mary Ann.

- Mettile questo subito. È quello pulito? - Sì.

Lucilla vuole che torni, la vuole a casa con noi.

- Non so se è una buona idea. - Non me ne viene una migliore.

Questo sull'eczema. Mettilo qui intorno. Questo cavolo di cortisone!

Ok.

Che c'è?

C'è.

Aiutami tu, Susi.

Non è il momento di "squartasse".

Sta da certe suore all'Aventino. Sono suore irlandesi.

Grazie. Metto dieci euro e torno il prima possibile.

Ok.

Vai, vai!

SUSI: Che ne so chi gli ha dato l'indirizzo! Che ti frega, mamma?

LUCILLA: Sei molto stanco, papà?

Molto.

Sei malato anche tu?

Forse.

Apri la bocca, non fare capricci.

Questo è per lo stomaco.

Questo è per il cuore.

Mary Ann!

Hai paura di me?

Perché? Che ti ho fatto?

Mary Ann... mi devi dire una cosa.

Guardami. Per caso Luca ti ha fatto...

Capito? Hai presente quella cosa? Ti ha fatto molestia?

No, Susi. No!

- Non sei andata via per quello? - No!

Perché Luca è solo, capito? Non c'è nessuno. Sono morti tutti.

Hai presente quelli nel deserto de "L'isola dei famosi"?

Non conta nessuno per loro, conta solo sopravvivere.

Luca è così, mica combatte.

Luca si nasconde. È lui la caverna, si nasconde dentro se stesso.

- Solo solo, si rannicchia. - Ci siete voi.

Da quella cosa non si guarisce. Ha l'ombra della mannaia sulla testa.

Sembra sempre inseguito dall'assassino.

- Morti come? - Cancro.

Prima il padre. In sei mesi, zac! Poi pure la madre.

Era alle medie.

No... Susi, Luca non ha colpa.

Che paura mi era venuta! lo avevo capito...

Ate...

che sei fuori dalla caverna, sei tutta per gli altri.

Perché non torni a casa? A Lucilla manchi tanto.

Anche a me manchi.

- Mica solo per apparecchiare! PIERPAOLO: Uno.

Due.

Tre!

SUSI: C'è pure l'insalata.

(VOCI NON UDIBILI)

- (in inglese) Ok. Così? - Sì.

Attenta. Come stai?

- No, fa male esagerare. - Pierpaolo...

No.

Andiamo.

Andiamo a casa. Mary Ann, no!

Mary Ann, andiamo. Prendi.

- Ciao, ragazzi. - Ciao.

Chissà che le è successo!

- Che hai? - Che ho!

Sembri un po' strana.

Ho assunto della cocaina.

"Assunto"?

L'accento è quello che è, ma ho preso cento centesimi all'esame.

Sai che chiedo, chiedo, ma non mi risponde più nessuno.

- A chi chiedi? - A Babbo Natale sulle nuvole.

Domani ti porto dal Papa.

MARY ANN: Sai che mi fai veramente ridere?

Ma perché hai 17 anni?

E quattro quinti.

Cazzo, quanto somigli a Luca!

Che succede?

Credo un gran casino, il solito casino di Luca.

I casini di tutti quanti, direi.

- Buonanotte, tesoro. - Buonanotte, papà. Ciao.

Ciao. Scusa il ritardo, ma... ho ricominciato la scuola di danza.

- Sono ingrassate? - No, ora faccio le bambine.

Non hanno ancora finito.

- Che fanno? - Esercizi di respirazione.

I bambini asmatici respirano più del necessario.

Alterano il rapporto tra anidride carbonica e ossigeno.

L'iperventilazione diventa un'abitudine.

Grazie.

Aspetta a ringraziarmi.

Senti, ho pensato di...

Sì, perché...

Arrivi sempre in ritardo, sei sempre senza soldi.

Se devi venderlo, vendilo. Non mi offendo.

Però se lo tieni, guardalo spesso. Così ti ricorda... di me.

Ti ricorda anche che ore sono e ti ricorda chi sei...

étoile.

"Pas de valse", "pas de valse".

"Chassé", "chassé" e "grand jeté".

Daje.

Elegante!

(SUSANNA PIANGE)

Amore, che c'è?

- Lasciami stare. - No, vieni qui.

Ti prego, lasciami stare! Non mi toccare.

Tu manco mi vedi!

Siamo in due e sono sola.

Ormai io non ti dico più quello che ho fatto, quello che penso.

Non ti dico niente.

- Perché non lo dici? - Non lo so.

Penso che è tutto inutile, che è tutta colpa tua.

Poi penso che è pure tutta colpa mia.

Ma se ci lasciamo?

Magari stiamo tutti meglio.

È che...

Magari tu hai un'altra... io ho un altro.

Pure Lucilla, stiamo meglio.

Eh?

Sei matta?

Oh!

No.

Non si rimette tutto a posto con il zumpa-zumpa. Ti prego!

Non mi fare questi discorsi, poi non dormo.

Hai capito?

Dài, Lu'. Ti prego!

Ti strizzo le palle.

Amore...

Amore.

(BRUSIO INDISTINTO)

LUCA: Che è successo? - Quello che doveva succedere. Vieni.

Ehilà, vieni?

(LA DONNA PIANGE)

- Lei è Moreno? - Presente.

Che vogliamo fare? Qui nessuno vuole fare casini.

Però bisogna convincere loro.

Ci penso io. Penso a tutto io.

A quanto ammonta il danno?

- Duecento. - Trecento.

- Ragazze, duecento. - Trecento. lo prendo questa.

- Cazzo, è originale. - Basta! Siete iene.

Andate via! Portategli rispetto. Garantisco io.

- Questa è gente perbene. - Andiamo.

- Te l'ha regalata lui, vero? - Sì.

Color vinaccia.

A me, verde brughiera.

Tu sei Pierpaolo.

Quanto sei bello!

Tu sei il padre, un po' sfigatello... e stronzo.

Scusate, ma vi conosco. Mi parlava sempre di voi!

Tanto buono. Tanto dolce, Bibo.

Bibo?

No! Perché?

Lo portiamo in una clinica. Faranno un certificato diciamo... evasivo.

Diciamo "falso".

Sì, a una cifra che tu ci campi due anni. Scusa.

- Prego. - Andiamo.

- Ci sentiamo domani? - Non ti lascio da sola.

Fai come ti pare!

Grazie.

Presi al semaforo?

(VOCI NON UDIBILI)

Guarda chi c'è. Vieni.

- Buongiorno. - Buongiorno. Condoglianze.

- Grazie di essere venuto. - Era un grande uomo.

Sì, è vero.

- Conoscete Luca. - Ciao, Luca.

Vi lascio.

Lui è Luca Attorre, di cui ti parlavo prima.

Chi cerchi? - Mary Ann. Hai visto dov'è?

No.

- Lui ha scritto quegli articoli. - Le ostie... allucinogene.

Un milione di click. Passa a trovarmi.

- Buongiorno. - Buongiorno, professore.

Prego. Prego.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Conoscevo De Sanctis, era amico dei miei amici.

(sottovoce) Speravo di rincontrarti.

Da quando non rispondi più, non dormo. Io...

lo voglio dirti... che sono pronto a darti tutto...

tutto quello che desideri. La mia casa, la mia vita è tua!

Grazie, condoglianze anche a lei.

(sottovoce) Gli ho fatto le condoglianze davanti a tutti!

Non avevo alternative.

Che fai qui?

Ma che hai?

(VOCE INDISTINTA)

- Hai fatto solo il test? - Sì.

Tre volte.

È successo... quando sei andata via?

- Sembravi strana. - Che devo fare?

Mary Ann... Vuoi un bambino, sì o no?

Lo voglio.

- Ma c'è e se c'è... c'è un motivo. - Allora "stai fresca"!

- Sto fresca? - Stai fresca.

- Quando mai c'è un motivo? - Forse Dio lo ha sempre.

Allora è stronzo.

Ma parecchio.

Susi...

- Perché non mi chiedi chi è il padre? - Mary Ann, sveglia!

Non c'è nessun padre, nessun bambino. C'è solo uno...

sputacchio di cellule. Ci sei tu, c'è la tua vita. Pensa a te.

Eh, Mary Ann? lo prendo appuntamento.

Poi abbiamo una settimana per decidere. Va bene?

Stai zitta con Luca. Gli uomini non servono a niente in questi casi.

Prima sì, quando te lo infilano da qualche parte. Poi... a niente.

Ma proprio a niente.

SUSI: Stai lì, riposati. Metto io la lavatrice.

Buongiorno!

(sottovoce) Buongiorno.

- No, non stavo... - Non si giustifichi.

So che state passando... un brutto momento, un momento difficile.

Quindi? Che c'è?

Nel senso... Posso aiutarla io. Se vuole.

La vostra macchina, la posso comprare io.

Sì, certo. Scusi.

- Che pensava? - No, niente.

- Mi fa sapere lei? - Sì, io o mia moglie.

- Anche. - Va bene.

- Io sto qua. - Sì.

- Quando volete. - Siamo qua.

- Una mano lava l'altra. - Sì.

- E tutt'e due? - E... tutt'e due?

Eh.

Lavano il viso.

Già, è vero.

Che ridi? Che ti ridi?

- Che ho fatto? - Mary Ann! Hai mamma e Susi!

- Che cazzo sei, una specie di babbuino? - È finita.

Non so nemmeno perché è iniziata.

- Scusa, scusate tutti! - È incredibile quanto sei incosciente.

Scusa, scusa.

Scusa...

Luca... che fai, piangi? Basta.

Luca, ci guardano tutti. Andiamo, dai! Cammina normale.

Normale, ho detto!

Fermo qui, arrivo subito.

Il giornale mi chiede di fare una inchiesta sul nonno riferendo tutto.

- Tutto che cosa? - Tutto... tutto.

- Vabbè, ma che gli frega? - Vogliono... smascherarlo.

Il nonno aveva un ruolo politico molto oscuro e...

attaccando la sua vita privata, attaccherebbero anche quello.

- Gli volevi bene? - Sì. Certi giorni, tantissimo.

Con tutte quelle arie che si dava... mi faceva pena, non so perché.

- Tu vuoi fare questa inchiesta? - Mi assumerebbero.

Uno stipendio.

Una pensione, una scrivania... un posto nel mondo.

Dai! Luca, stai lì. Già sembriamo due froci su questa barchetta.

Se ogni tanto cominciassi a chiamarmi papà... aiuterebbe.

Accetta.

A mamma penso io.

GUIDA: Guido Reni ritrae una fanciulla che attraverso la lussuria

riesce a fare trionfare la propria femminilità.

Giovanni.

Luca. Siediti.

Ho parlato con il capo del personale.

Tra poco viene a prenderti. Ho pensato di mandarti in Cronaca.

La Cronaca. Al terzo piano.

Era il mio sogno, da anni.

Ho pensato a cinque pezzi. Scusa.

Come va?

Lasciamo perdere.

Un reportage a puntate.

Alla fine parlerai dei rapporti di amicizia fra l'avvocato De Sanctis

e il giudice Barresi della Corte di cassazione di Roma

che ha annullato processi storici.

Da anni si sapeva che avevano un giro di viados insieme.

Erano chiamati Bibo e Ninni.

- Lo so. - Ecco.

Tu devi applicare ai pezzi su tuo suocero

lo stesso stile e la stessa classe delle cazzate che inventi.

- Tutto chiaro? - Sì, certo.

Ma...

Ma?

Non posso accettare.

Come?

Sai da quanto tempo non assumiamo al giornale?

Sì.

Forse non hai capito. Se vuoi, posso mandarti anche all'estero.

Posso mandarti a New York, a... Che cazzo ne so! Pure alle Olimpiadi.

Era il nonno di mio figlio. - Era uno stronzo!

- Lo so. - Ti ha rovinato la carriera.

Era il padre di Azzurra.

Vaffanculo, Luca.

- Ciao. - Ciao.

Grazie di essere venuto.

- Come stai? - Non lo so.

Quando ci troviamo davanti a un bivio, siamo noi a decidere

o è il destino o la volontà di Dio?

- Come, scusa? - Niente. Niente.

Vedi le due chiese gemelle?

Ci ho fatto la tesi all'università di Galway senza averle viste.

Il professore diceva: "Rinascimento, come spagnolo".

Mary Ann, perché mi hai fatto venire qui?

Non sono... gemelle.

Sembrano.

Le ha realizzate Carlo Fontana su disegno del Bernini.

Il terreno era storto, non c'era armonia.

Bernini ha risolto. Santa Maria dei Miracoli ha pianta circolare.

Santa Maria in Montesanto è ellittica per mantenere simmetria.

Ma non è vero.

È tutta un'illusione, un imbroglio. La genialità italiana.

Che cosa volevi dirmi?

Questo.

Dove vanno? A quest'ora.

Boh.

(in inglese) Molto bene. Yeah!

(in inglese) Mio Dio!

(in romano) Se ti ribecco al bar a fare casino, resti qua tre giorni.

- Dov'è la scozzese? - E irlandese, Mary Ann.

Capirai la differenza!

Ammazza! Già immagino il coglione di ariano che ti ha fregato, vero?

- Deve andare via. - Mary Ann, io sto qui. Capito?

- Ti aspetto, mi ritrovi qui. - Sì. Ok.

Insomma? Hai paura?

- Un po'. - Un po', va bene. Pochina.

Facciamo subito. In Scozia mica se la fanno alla moicana come voi!

(RISATE) Queste sono tremende!

Da quanto stai qua?

- Da quanto sei in Italia? - Un anno.

Non ti sei stufata?

MARY ANN: (in inglese) (Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.)

(Tu sei benedetta fra tutte le donne)

(e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.)

(Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori)

(adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.)

- Facciamo Skype quando arrivi? - (in inglese) Promesse.

- Non se "piaghe". - Non se piaghe.

Daje, eh? Mi raccomando.

Ho messo Dublino tra le possibili scelte di facoltà.

Sarebbe bello.

Luca.

Mary Ann!

Mary Ann!

Mary Ann!

Vieni qua.

Mary Ann, la moicana. Capito che vuol dire?

Se la rapano là sotto. Se la fanno come la testa degli indiani.

- Con la striscetta di pelo. - Sì.

Voleva dire quello. Capito?

Pure questo devi sapere.

Grazie, Susi.

Grazie per tutto.

(VOCI NON UDIBILI)

SUSI: Signor Tranò!

Signor Tranò?

Salve. Le ho riportato la macchina.

Eccola qua. Grazie, è stato gentile.

- Grazie a voi. - A lei.

- Non ne avete più bisogno? - No, il figlio di Luca ce la presta.

A casa del nonno ne hanno quattro o cinque. "Avoja" a macchine!

Prenderemo una che consuma meno.

- A proposito, condoglianze. - Grazie.

- Lo sapeva? - So tante cose di voi!

Scusi, siamo così... invadenti.

Lei è così... educato, gentile.

Vi vedo correre, sempre in ritardo.

Vi sento urlare, vi sento ridere.

Vi sento... litigare.

Vi vedo piangere.

Vi vedo vivere.

Abbiamo passato un brutto momento.

Ci staremo attenti adesso.

Che cosa?

Susi, che cosa?

Io vi invidio.

Vi invidio.

Arrivederci, signor Tranò.

- Buone cose. - Arrivederci.

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