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Da quando siamo usciti dal supermercato, sei stranito.
Non ho niente. Devo avere per forza qualcosa?
Giriamo da un'ora e non hai detto neanche una parola.
Si porta la spesa in macchina, si arriva in centro e stai ancora zitto.
- Dimmi cos'hai, non fare quella faccia. - Non faccio nessuna faccia.
- Sei tu che sei sempre incazzata. - Andiamo di l�.
- Se ho ragione, non sto zitta come fai tu. - Gi�, tu hai sempre ragione.
- lo non ho sempre ragione, ma stavolta s�. - A te piace litigare.
Non sei mai mio complice.
Hai aggredito la signora pensando che fosse passata avanti, e non era vero.
Quando ho cercato di scusarmi, lei ha aggredito me e tu sei stato zitto.
- Che dovevo dire?. - Tu non vedi che faccia fai quando parlo con la gente.
- Tu ti vergogni di me. - Ma che dici!
E poi, non parlavi, urlavi. Anche la cassiera ha detto che avevi torto.
- Hai visto come mi puntava contro la matita quella? - S�, ho visto.
Per� non dovevi dirle dove se la doveva mettere.
Va bene, ho esagerato. Ma tu non hai sentito...
..quando ha chiesto alla rumena se aveva i soldi per pagare. Razzista!
Li metta in tasca, c'� gente. Sono tanti soldi.
Si � perso.
- Non sa nemmeno come si chiama. - Avr� dei documenti.
Ha una carta d'identit�?
- Non i soldi, un documento. Non ha altro in tasca? - Vuoi perquisirlo?.
Sono molto confuso.
Non mi ricordo pi� niente.
Rimetta in tasca quei soldi. Vedr� che poi si ricorda.
- Lo lasciamo cos�? - E che dobbiamo fare?.
Ci sta seguendo.
- Non sta seguendo noi. - lnvece s�.
La portiamo al commissariato vicino casa nostra. L� sapranno cosa fare.
Moltissima gente si perde, vero?.
Stasera c'� la partita in televisione.
Lei di che squadra �?.
- Ho capito, non le piace il calcio. - Smettila!
Emin�, mi dai una mano?
Lei non scenda, ora la porto io.
Ciao, mamma. Martina mi ha rotto il Gameboy.
- Tu sbrigati a tornare. - Ciao, bambini.
- Mamma, dammi una busta. - No, Martina, faccio io.
- E quello chi �?. - Non lo so, uno che si � perso.
A Filippo piace complicarsi la vita.
- Dove l'avete trovato?. - Al centro.
> Mamma, fammi giocare col telefono. > Aspetta, non mi tirare.
- Dov'� pap�?. - Vai a vedere la televisione.
- Chi era quel signore?. - Martina, non � giornata!
Ma non mi va di guardare i cartoni animati.
A destra i detersivi e a sinistra le confezioni a spruzzo.
Martina sta diventando pi� ossessiva di te.
> Sei una stronza!
L'ordine facilita la vita e non fa perdere tempo.
Tu mi fai perdere tempo, vai a vedere la televisione.
> Non farmi incazzare!
- Martina, non senti? - Non mi va di guardare le televisione!
- E' nata cos� o ci � diventata? - Non lo so.
- Giovanna, vieni, si sta spogliando. - Togliti di l�, ti vede.
- E' quasi nudo. Vieni, prima che chiuda le persiane. - Smettila!
RUMORE Dl VETRl lNFRANTl Ora basta!
> Vittorio, apri. Lascia stare Luciana!
> Stavolta chiamo la polizia!
Apri!
(in dialetto napoletano) Tu non devi immischiarti!
Vattene!
(in dialetto romano) Brutta stronza, ora la polizia la chiamo io...
..e faccio arrestare quel clandestino che ha lo stomaco di scoparti!
Scherzava!
Giambo!
Giambo!
Giovanni Battista!
- Che c'�? -Vittorio ha detto a me "brutta stronza"...
..e a te "sporco negro". - Ci penso io!
- Ma non l'ha detto. - Per� l'ha pensato.
> Stronzo, apri!
PORTA CHE Sl APRE Era ora!
- E' tornato pap�. - Ciao, pap�.
Mangi con noi o ti porto il piatto di l�?
Buonasera.
- Filippo! - Dopo la partita lo riporto.
- Me l'hai portato a casa! - C'era troppa gente.
E poi, vogliono sapere come l'hai trovato...
- Ecco, lo sapevo, una punta sola! - Che imbecille!
Mangiate.
- Ne vuole ancora?. - S�.
- Mamma. - Perch� ti sei alzata?. - Forse Simone � morto.
- Simone? - ll signore di l�.
- Come sai che si chiama Simone? - L'ha detto lui.
Ha riacquistato la memoria, ha detto a tua figlia che si chiama Simone.
Per lo sforzo gli � venuto sonno!
VOCl NON UDlBlLl
- Perch� parli piano?. - Per non svegliarlo.
Se non lo svegli, come lo porti via? In braccio?.
(sottovoce) Simone, si deve svegliare.
Dobbiamo andare, si svegli.
- Filippo, non lasciarlo qui, magari � un pazzo. - Giovanna, ora esageri.
Vuoi fare dormire uno sconosciuto in casa con i bambini?
- Tu sei pi� matto di lui! - Non urlare.
Lo sveglio io.
Si � accomodato!
- Ora tu risolvi questa situazione! - L'hai fatto piangere!
- Piantala con quel tono o ti arriva una sberla! - E a te una denuncia!
Vieni a letto?.
- Lui dorme, gli ho messo la coperta di mamma. - Spegni la luce, arrivo.
- Dormi. - lo dormirei, � lui che non dorme!
- Non mi va. - Dormiamo insieme una volta a settimana e neanche ti va?
No, lascia aperto, con quello di l� non mi fido.
- Per� cos� ci sente. - Lo facciamo col silenziatore!
- lo non me la sento. - Ma s� che te la senti, dai!
- Oh! (insieme) Buongiorno.
- Perch� non mi avete svegliato?. - Dormivi cos� bene.
- Guarda, mamma, le ha preparate Simone. - Dove sta?. - Di l�.
- Ha fatto una strage di uova! - Mangia una cr�pe. - Non mi va.
L'ho aiutato solo io, tu no!
- Martina, vai a fare la cartella. - E fai anche quella di Marco!
Oggi non hanno il doposcuola, escono alle 2,00.
- Tu a che ora attacchi? - Alle 7,00, come sempre.
- Non hanno cambiato i turni?. - S�.
Solo che a me hanno dato sempre il turno di notte!
- Ti fai sempre fregare. - Sono l'ultimo arrivato, pago pegno.
Adesso devo fare una corsa. Odio fare le cose di fretta!
(sottovoce) C'� lui. - Lui oggi se ne va!
Va bene, ci penso io.
Oggi!
- Cosa c'�?. - Hai visto Chen Sue Lang?
Certo. Perch�, non la vedi anche tu?
- Non � lei. - Che ti cambia se non � lei?.
- Dov'� Chen Sue Lang? - Ha un doppio lavoro.
La sostituisce la sorella che non ha il permesso di soggiorno.
Se ne sono accorti. Usare lo stesso nome per i parenti che arrivano...
..non funziona pi�. - Da quando fai il kap�?.
- Mi hanno chiesto di indagare. - E tu di' che non � compito tuo.
Tu fai il contabile, significa che devi contare la gente?
- Come faccio a dire di no?. - Con la bocca!
Ciao.
- Oh, ciao! - Mamma, guarda cosa abbiamo.
- Cos'� questa roba? - Aspetta, o ci fai sbagliare!
- Che hai fatto? - Poi te lo spiego. - Eh, spiegamelo!
- Ecco! Sei contenta?. - Adesso gioco io.
- Fai giocare anche Marco. - Ma lui non � capace.
Non l'ho pagato io.
- Hai preso i soldi al vecchio? - Me li ha dati lui.
- Questa si chiama "circonvenzione di incapace"! - Non urlare, ti sente.
Mi sente?.
Perch� non l'hai portato al commissariato?.
Ce l'ho portato, ho fatto pure la denuncia. Ma non potevo lasciarlo l�.
- Quanti soldi gli hai preso?. - Non gli ho preso niente! Sei matta?.
Voleva fare un regalo ai bambini e ha chiesto a Martina di sceglierlo...
..ma lei ha le manie di grandezza! - lo non dormo con quello in casa.
Portalo al pub e strada facendo lo molli al commissariato. Ciao.
Certo, cos� la figura della stronza la faccio sempre io!
- Non sono per noi, le vendo. - Fa la pasticciera?.
Per arrotondare.
Due volte a settimana le faccio per il pub di una mia amica.
Per� mi sarebbe piaciuto.
Avrei voluto aprire una pasticceria.
Perch� non l'ha fatto?.
Per i soldi.
Pu� cercare lavoro in una pasticceria se le piace tanto.
A 29 anni non posso lavorare come apprendista...
..con due figli a carico e un marito che si fa licenziare continuamente.
So che � difficile smettere...
..ma almeno quando fa i dolci, potrebbe evitare di fumare.
Ha usato l'acqua del rubinetto...
..e non l'ha nemmeno assaggiata per accertarsi se c'� troppo cloro.
La prossima volta uso l'acqua minerale, ha una marca da suggerire?.
Trovi lei quella pi� giusta, le provi.
Sia fredda che riscaldata, l'acqua dev'essere sempre limpida, inodore...
..gradevole di sapore e assolutamente poco alcalina.
Come fa a sapere tutte queste cose?
Forse conoscevo qualcuno che sapeva fare i dolci molto bene.
Allora qualcosa ricorda.
- Se faccio tardi al commissariato, li metti a letto coi tuoi? - S�.
- Vuoi che Giambo vi accompagni?. - S�, mi ci manca pure Giambo!
Ci metto due minuti, mi aspetti qui.
Potevi portarle pi� tardi, le servivamo a ora di chiusura!
- Ciao, Giovanna. - Ciao.
Scusa il ritardo, ho dei casini a casa.
Allora mandami tuo marito. O non ti fidi di lui?.
Non mi fido di te! E poi, lui lavora solo di notte.
S�, buona la scusa! Se mi capita sotto Filippo, lo castigo!
- Cos� me lo togli di torno. Ma credo che non ci stia. - lnvece ci sta!
- Giorgio non ti basta?. - Ancora? Dopo 15 anni, ormai � un incesto!
- lrene, cassa. - Arrivo.
- Stasera non posso, devo scappare. - Rilassati o ti scoppia il cervello.
A proposito, le crostate non sono molto richieste.
- Dimmi tu, cosa ti faccio? - Questa � la domanda che preferisco.
- Se me la fa uno "bono"! - Fai la seria, cosa vuoi?.
- lrene, tieni. - Giovanna, inventa qualcosa, stupiscimi.
- Fai qualcosa di nuovo. Tieni. - Ti pare facile! Ciao.
Ciao.
Mi scusi, credo che suo nonno non stia molto bene.
Mi ha detto delle cose molto strane e poi si � allontanato.
- Ma non � mio nonno. - Mi scusi, l'avevo gi� visto con lei e...
- lo abito nel palazzo di fronte al suo. - Ah!
Io non so nemmeno chi sia, l'abbiamo trovato per strada.
Alla polizia dicono che ci avvertiranno se scoprono qualcosa.
- Adesso dov'� andato? - lo l'ho incontrato davanti alla mia macchina.
Voi l'avete portato alla polizia e ve l'hanno lasciato in affidamento?
- Non � possibile, vero?. - Mi sembra strano.
Ha ragione, ma non ce l'ho portato io.
Comunque, non pu� essere lontano.
- Non sta bene. - Che cos'ha?. - Ha perso la memoria.
Come si chiama?
Giovanna.
Lorenzo. Per� io mi riferivo a lui.
Ah! Si chiama Simone.
Dovevo portarlo al commissariato prima di venire al pub.
Ma adesso che faccio? Non posso seguirlo tutta la notte.
Lei � stato gentilissimo. Per� adesso � meglio che io torni a casa.
Simone!
Simone, perch� � sceso dalla macchina?
Con tutti i casini che ho io, ci si mette anche lei!
Venga in macchina.
La porto dove vuole lei.
Possiamotornare a chiedere, magari hanno gi� scoperto dove abita.
Vi accompagno io.
- No, grazie. - Ma ho la macchina proprio qui.
E poi, � meglio essere in due.
Mi dispiace farle perdere tempo.
Non si preoccupi, domani non lavoro.
Alma!
- Ma stanno arrivando! - Chi?.
- Stia tranquillo. - Fatemi scendere!
- Devo scendere qui! - Fermo.
Simone, dove va?. Aspetti!
- lo vado con lui. - Va bene. Appena posso, vi raggiungo.
VOCl lN TEDESCO
No!
No! Vi prego, lasciatemi!
No, lasciatemi! Vi prego!
No!
Lorenzo, si sente male!
Simone.
Che cos'ha?
Niente.
Ho solo bisogno di sedermi un po'.
- Buonasera. - Buonasera, Mario.
- ll solito, per favore. - lo non sono Mario.
- Allora faccia venire Mario. - Ma qui non lavora nessun Mario.
- Cosa prende di solito? - Un vermouth.
- Un vermouth. - lo prendo una birra. - Due.
Lei chi �?
Lorenzo. Eravamo in macchina insieme prima.
- Ci siamo incontrati all'uscita del pub, ricorda?. - No.
- Che lavoro fa? - Lavoro in banca.
Le piace?.
S�, abbastanza. Sto per diventare direttore di un'agenzia.
Sar� contenta sua moglie.
Non sono sposato.
Alla sua et� non � ancora sposato?. Come mai?.
Non lo so.
Forse non ho trovato ancora la persona giusta.
- E lei? - Cosa?
- Le piace il suo lavoro? - Le piace il pollo?
- S�, abbastanza. - lo lavoro in una polleria industriale.
Al reparto contabilit�. Comunque, no, non mi piace.
A me piacciono molto i suoi dolci, quelli che porta al pub.
- Come fa a sapere che li faccio io?. - L'ho vista tante volte.
Vado spesso l�.
E poi, gliel'ho detto, abito proprio di fronte a lei.
Lei non mi ha mai visto?.
Forse s�, nel quartiere. Oppure dalla finestra.
Ma non lo so, io ho sempre molto da fare.
- Signore. - Ah, scusi.
Hai visto Sara? Non la trovo.
Portano via anche i bambini. Aiutami a cercarla, ti prego!
Si ricordi di togliere i soldi dalla giacca.
Questi sono di Filippo, dovrebbero starle.
Forse sono un po' stretti. Comunque, presto riavr� i suoi.
- ll maglione non mi piace. - Non l'ha neanche provato.
Non mi piace il colore.
Va bene, gliene prendo un altro.
Questo � l'accappatoio, � blu!
Metta qui i vestiti, domani li porto in tintoria.
SQU'lLLl Dl TELEFONO Tutto chiaro?.
- Pronto? - Giovanna, sono Lorenzo.
Mi scusi per l'ora.
- Ho trovato il numero sull'elenco e ho visto che � ancora sveglia. - S�.
Dopo avervi lasciato alla macchina vi ho perso per la strada.
Volevo solo sapere se lui stava bene.
S�, ora sta facendo una doccia.
Prima non potevo dirle cosa mi ha detto quando mi ha fermato.
Eccoci qua.
I miei amici erano andati via, io stavo salendo in macchina...
..e me lo sono trovato addosso.
Mi parlava come se parlasse con qualcun altro.
Mi ha fatto una dichiarazione d'amore.
Adesso non ricordo bene le parole.
"lo ti amer� per sempre."
Pi� o meno diceva cos�.
- E poi? - "Dobbiamo amarci di nascosto."
"Perch� nessuno ci perdonerebbe il nostro amore."
- Lei cosa gli ha risposto?. - lo non sapevo cosa dirgli.
Era anche un po' imbarazzante.
A un certo punto si � staccato e mi ha guardato negli occhi.
"lo non voglio rinunciare al nostro amore. E tu??"
- Ha detto proprio cos�?. - S�.
Per un momento sono stato tentato di dargli una risposta.
Chiss� come avrebbe reagito?.
- Lei ha capito con chi parlava? - No.
Era convinto di parlare con la persona amata...
..quindi non ha detto niente di me... cio�, di lei...
..insomma, di questa donna che non poteva amare.
A cosa pensa?.
- Chiss� com'� finita?. - Domani lo porti al commissariato.
Devo portare i bambini a scuola, fare la spesa, ma...
Se ha bisogno di aiuto, mi chiami. Le do il numero del cellulare.
Va bene.
Va tutto bene?
Va tutto bene?
Io entro.
Che cosa sta facendo?
Non riesce a dormire?.
Neanche lei.
I bambini sono rimasti dalla sua amica?
S�.
Spesso anche i bambini di Emin� dormono qua.
Mi piace come suo marito gioca con i figli.
- Filippo � un buon padre, lo so. - Vi conoscete da molto?.
Siamo sposati da nove anni, ma ci conoscevamo gi� da prima.
All'inizio era un po' diverso tra noi.
Poi le preoccupazioni, i figli... come succede a tutti, insomma.
Dev'essere bello veder crescere quell'amore...
..che all'inizio era solo passione...
..e aiutarlo a cambiare, proteggerlo dal passare del tempo.
Non � sempre facile.
SUONANO:. "HlSTORlA DE UN AMOR"
Le piace ballare?
- S�, ma non lo faccio da anni. - Si figuri io!
- Martina, sbrigatevi. - Fra due minuti siamo pronti.
- Che ore sono? - E' troppo presto per te.
Io porto i bambini a scuola e vado a fare la spesa con Emin�.
Oggi lo porto al commissariato e ce lo lascio, giuro.
No, devo ancora portargli i vestiti in tintoria. Ci penso io dopo.
Va bene, per� poi non ti lamentare.
Ieri sera al pub stavo per perderlo.
Per fortuna mi hanno aiutato. Sai quel tizio che...
Va bene, te lo dico un'altra volta.
- Tu non parlare, ci penso io. - Ssh!
- Pettina tuo fratello, ha i capelli dritti. - Glieli ho fatti io cos�!
Non strillare.
(sottovoce) Non capisce niente, � antica.
A quello non interessa del vecchio, ti si vuole fare e basta!
Ma che cosa dici?. Se fosse cos�, me ne sarei accorta.
Come lo spiavi tu, ti spiava anche lui.
- lo non lo spiavo. - Da mesi ci stai facendo una telenovela!
- Sono pronti oggi pomeriggio? - Minimo fra tre giorni.
- Ti prego, � urgente. - E' sabato, di pomeriggio siamo chiusi.
E' un caso umano. Se uno ti prega, una ragione c'�.
Accontentale. Sono casi umani, non vedi?.
- Passate pi� tardi, bussate alla serranda. - Grazie.
Non vi ci abituate.
- Bel taglio, � roba fine! Di chi �? - Che ti frega?
Quello ci prova. Sa tutto di te, pure che il caff� lo bevi amaro.
In tasca aveva questa roba.
- Che ci far� coi sassi? - Li tira ai ficcanaso!
SQUlLLl Dl CELLULARE
Pronto?.
Buongiorno!
Adesso? Non lo so, come faccio?.
(sottovoce) Vai! - Zitta!
S�, � una buona idea.
Dove?.
Ah, al solito bar! Bene.
Il solito bar!
Avete anche la vostra canzone del cuore?
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Prego. - Grazie.
Vuole bere qualcosa? Un caff�?
- S�, un caff�. Grazie. - Due.
- E lui?. Simone?. - Quando sono uscita, stava dormendo.
Ieri sera ho dovuto lavarlo io.
Ho visto che sul braccio ha quei numeri...
- Quelli del campo di concentramento?. - S�.
D'altronde, ci ha portato lui qui nel ghetto.
Io mi sono permesso di chiamare una mia amica che � in polizia...
..e dice che non risulta che sia statotrovato un vecchio.
- lnsomma, non sanno niente. - lo lo immaginavo.
Per� mi far� sapere se qualcuno ha denunciato la scomparsa.
- Si sta appassionando. - S�, un po'.
- Prego. - Grazie.
Grazie.
- Un po' di latte? - Solo un goccio. Grazie.
- No, io lo prendo amaro. - Ah!
- lo non posso rimanere tanto. - Allora sbrighiamoci.
Come fa una come lei a prendere in casa uno sconosciuto?.
Non sono stata io, � stato mio marito.
E' sempre pronto se c'� da aiutare ualcuno, ma a volte esagera.
Infatti mi sembrava strano. Con dei bambini in casa poi...
- Che c'entrano i bambini?. - Niente, solo mi sembrava strano...
E che le sembrava? Scusi, lei che ne sa?
Infatti � vero, non so quasi niente di lei.
So solo che esce ogni mattina alle 8,00 per portare i bambini a scuola.
Con lei c'� sempre una sua amica con dei bambini di colore.
So che la sera, dopo aver lavato i piatti, rimane in cucina a fumare.
E spegne la sigaretta sotto l'acqua del rubinetto.
So anche che la notte spesso gira per casa.
Si avvicina alla finestra e guarda fuori.
Ma non so cosa vede.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Scusi, volevo solo un'informazione. - Mi dica.
Conosce un signore molto anziano che si chiama Simone?.
- Simone? - S�.
No, non mi viene in mente nessuno.
Si � perso e non ricorda niente.
-Ora lo ospita lei. - Penso che sia reduce da un campo di concentramento.
Comefate a dirlo?
Perch� sul braccio ha quei numeri...
Ieri sera si � fermato davanti al vostro negozio.
Bussava alla saracinesca come se conoscesse bene questo posto.
Magari � un vostro cliente.
Siete sicuri che si chiami Simone?.
E' l'unica cosa che ricorda.
VOCE NON UDlBlLE
- Avete fatto una denuncia?. - S�, ma la polizia non ci ha dato risposte.
Io lavoro qui da molto tempo...
..se venite qui con lui, magari lo riconosco.
Mi dispiace, non stiamo cercando nessuno che si sia perso.
Prima mi � sembrato che il nome "Simone" le dicesse qualcosa.
Mi ha colpita perch� il fratello della signora si chiamava cos�.
Ma non pu� essere lui, Simone � morto molti anni fa...
..in un campo di concentramento.
SQU'lLLl Dl TELEFONO
- Scusi. - S�?. - Lei dove ha la macchina?.
- Sul Lungotevere. - lo dall'altra parte.
Arrivederci.
PORTA CHE Sl APRE
Filippo.
- Perch� avevi il cellulare spento?. - Non era spento, stavo al bar.
Magari non c'era campo.
Guarda, � acceso. E' sempre stato acceso.
Sar�!
- Simone? - Non � uscito stamattina con te?.
- S�, me lo portavo a fare la spesa! - Quando mi sono alzato, non c'era.
- Avevi detto che te ne occupavi tu. - S�, dovevo farlo...
..ma dopo aver portato i vestiti in tintoria.
- Non l'hai mai voluto. - Tu non lo hai neanche portato al commissariato.
- Filippo, sono stufa! - Anch'io! - Allora prendi un'iniziativa.
No, tu non sai neanche farti cambiare turno!
- Dammi tempo, � un lavoro nuovo. - Lo chiami "lavoro"...
..controllare il carico di benzina dei tir?
E' colpa mia?. Dall'officina mi hanno cacciato per assumere un parente.
Sto l� a respirare la puzza di benzina solo per i bambini.
Con quello che guadagni, puoi anche smettere!
Mi rinfacci pure i soldi adesso?.
Io ho sempre lavorato. Questa casa chi ce l'ha data?.
Tua madre, � lei che ti ha passato il contrattino d'affitto!
Almeno io ho avuto dei genitori che ci hanno aiutato.
S�, io non li ho avuti.
Per� io non sono come te.
Io, almeno, non sono come te!
Perch�?. Come sono io?.
AVanti, dillo, cosa sarei io per te?.
Sono un fallito?
Sei proprio una stronza!
PORTA CHE SBATTE
"Mio caro Simone..."
"..dopo di te, il rosso non � pi� rosso..."
"..I'azzurro del cielo non � pi� azzurro."
"..gli alberi non sono pi� verdi."
"Dopo di te, devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi."
"Dopo di te..."
"..rimpiango anche il dolore che ci faceva timidi e clandestini."
"Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati..."
"..gli sguardi rubati in un mondo di ciechi che non volevanovedere..."
"..perch� se avessero visto, saremmo stati la loro vergogna..."
"..il loro odio, la loro crudelt�."
"Rimpiango di non aver avuto il coraggio di chiederti perdono."
"Per questo non posso pi� nemmeno guardare dentro la tua finestra."
"Era l� che ti vedevo sempre quando ancora non sapevo il tuo nome..."
"..e tu sognavi un mondo migliore...
"..in cui non si pu� proibire a un albero di essere albero..."
"..e all'azzurro di diventare cielo."
"Non so se questo � un mondo migliore."
"Ora che nessuno mi chiama pi� 'Davide'..."
"..ora che mi sento chiamare soltanto 'signor Veroli'..."
"..come posso dire che questo � un mondo migliore??"
"Come posso dirlo senza di te??"
Fra pochi giorni devo partire, mi trasferisco.
L'agenzia � a lschia.
- Dev'essere una bellissima isola. - S�.
Ma non adesso.
E' sempre cos�...
..non indovino mai i tempi giusti.
Fino a poco tempo fa la promozione mi sembrava una salvezza.
Adesso, invece, � l'ultima cosa che vorrei.
Mi sembra sempre di ottenere quello che desidero nel momento sbagliato.
Finch� si tratta di sognare qualcosa, va tutto bene...
..ma quando cerco di farlo diventare realt�...
Non mi so spiegare, scusami.
Ma io...
Io resterei per sempre su questa panchina.
Anche se so che non sar� mai possi...
Guarda come ti sei conciata!
Dovete sempre essere pi� puliti e pi� educati degli altri.
- Se gli altri sono tutti come te, � pi� facile. - Martina, chiedi scusa!
L'avete proprio svezzata con latte di vipera!
VOCl NON UDlBlLl
> Buonasera, posso parlare col signor Davide Veroli?.
> Lei chi �?.
> ll mio nome non gli dir� niente, gli dica che sono un'amica di Simone.
> Simone? > S�. > Aspetti un momento.
> Ora il signorVeroli sta riposando.
> Pu� richiamare pi� tardi oppure pu� lasciare un suo recapito.
Buongiorno, abbiamo parlato al telefono ieri.
- lo ho un appuntamento col signor Davide Veroli. - Entri.
Non porta brutte notizie, vero?
- Perch� brutte notizie?. - Eh!
Non si sa mai! Dalla vita mi aspetto sempre di tutto.
Davide non doveva riceverla. Comunque, non lo agiti.
Ha il diabete, dei problemi al cuore e la depressione. Le basta cos�?.
- Mi dispiace. - Sapesse a me!
Che fatica devo fare per fargli prendere una pillola!
Niente � peggio di uno che non vuole farsi curare.
Smetti di spettegolare, Sara.
Preparaci due caff�.
> "Come ti chiami??"
Martina me lo chiedeva in continuazione.
E l'unico nome che avevo fisso in testa era quello di Simone.
L'ho letta, mi dispiace.
Ho pensato che potesse darmi qualche informazione per rintracciarla.
Infatti mi ha trovato.
Simone non ha mai letto questa lettera.
Quando mi avete trovato quella mattina...
..ero uscito per andare nel nostro posto.
Io e Simone avevamo un posto segreto.
Ci lasciavamo l� i nostri messaggi.
Scrivevamo ci� che non potevamo dire davanti agli altri o al telefono...
..e nascondevamo i biglietti tra le pietre della fontana.
- Dunque, l'ho fatta preoccupare. - S�.
Perch�?
E' pronto.
Io non sento pi� i sapori come una volta.
Venga qui, assaggi questo cioccolato.
- Si � spaccata subito?. - Non ci ho fatto caso, si sta sciogliendo.
- Rapidamente. - S�. - E' la sabbia.
Deve avere una sabbiosit� quasi impercettibile.
E una volta sciolto, deve dare una sensazione di dolcezza per un attimo.
Alla fine, quello che conta � l'amaro.
- E' proprio cos�. - Sente il profumo di vaniglia?
S�, ma lontano.
Lontano!
Lontano!
Lei ha trasformato la sua passione in un hobby.
Non deve trattare cos� il suo talento.
VOCE NON UDlBlLE
- Conosce la pasticceria in via Giustini? - Veroli!
Davide Veroli, era sua.
E' stato un grande pasticciere, un vero artista, famoso in tutta Europa.
- Lei lo conosce da molto tempo?. - Da una vita.
Gli devo la vita.
E' stato lui a salvarmi il 16 ottobre del 1943.
- Lei non sa nemmeno di cosa sto parlando, vero?. - No, mi dispiace.
I nazisti, dall'alba e per tutta la mattina...
..caricarono sui camion intere famiglie...
..uomini, donne, vecchi e bambini.
E non solo al ghetto, ma pertutta Roma.
Davide fece di tutto per avvisare il maggior numero di persone.
Salv� anche molti bambini quel giorno.
Per questo gli hanno dato medaglie, onorificenze.
Per quello che servono!
- Ma che gli ha fatto?. - Perch�?.
Non aveva mai permesso a nessuno di fare un dolce con lui.
Addirittura le ha regalato i suoi strumenti!
- Anche lei fa la pasticciera? - No.
No.
Forse � stato tutto l'amore che c'era nella lettera...
..a non farmi pensare che si trattasse di due uomini.
Neanch'io ci avevo fatto caso.
Poi...
..dopo, ripensandoci...
- Mamma. - Sono al telefono. - Ma � da un'ora!
Perch� Pollicino, quando deve tornare a casa, non ritrova pi� le molliche?
- Non me lo ricordo. - Le avevano mangiate gli uccelli.
- Gli uccelli le avevano mangiate. - Ecco perch� Pollicino non le trova.
- Per me erano sassi, non molliche. - Ognuno sa le favole a modo suo.
- Ne hai ancora per molto con quegli scatoloni? - Credo di s�.
Quello � una gatta morta! Credimi, ti vuole solo portare a letto.
E poi, chi si � visto si � visto! Tanto lui sta a lschia e tu qui.
Scusa, uno ti spia per mesi solo perfarsi una scopata?
Allora digli che molli tutto e corri via con lui...
..per coronare il vostro sogno d'amore sull'isoletta.
Vedrai che fugone prende!
- lo faccio un'ora di straordinario, mi aspetti? - No, prendo l'autobus.
Scopatelo.
S�, fatti una bella scopata!
E' l'unico modo per togliertelo dalla testa.
Torni a casa, ti fai bella, lasci i bambini a dormire da me...
..e non se ne parla pi�!
Non fare quella faccia, non � una tragedia.
Se lo fai bene, fa pure bene!
CAMPANELLO
Entra.
Ho cercato di creare un po' di atmosfera, ma forse ho esagerato.
Se vuoi, le spengo.
No, � molto carino.
Sapessi da quanto tempo l'ho immaginato!
E adesso sei qui.
Posso baciarti.
Posso baciare la tua bocca...
..il tuo viso...
..i tuoi occhi...
Tu non ti fermi mai, lo so. Sei sempre in movimento.
Giorno dopo giorno a guardarti...
..per me era diventata come un'ossessione.
Tornavo a casa prima per guardare te.
Mi nascondevo dietro la tenda...
..e aspettavo che uscissi per vedere dove andavi.
Mi bastava sapere che c'eri.
A volte, la notte non riuscivo a staccarmi dalla finestra.
Speravo di vederti anche solo per un istante.
Da quella finestra?.
S�.
Avrai tante responsabilit� ora che ti trasferirai.
La tua vita cambier� completamente.
Un nuovo posto, un nuovo lavoro, nuovi amici.
- Non sar� facile, ma poi... - lo non ti chiedo di venire con me.
Posso darti tutto il tempo che vuoi.
No.
Perch� dobbiamo rinunciare?
Io so che per te � difficile.
E' difficile restare con me.
Ma per me � ancora pi� difficile lasciarti.
PORTA CHE Sl CHlUDE
Ti devo dare 13 euro.
Te li do alla fine del mese.
- Buongiorno. Ho portato il vestito. - Giovanna, entri, presto!
- lo sono venuta solo per riportare il vestito. - La prego, venga.
E' successo qualcosa?.
C'� troppa umidit� nell'aria, non fa bene ai dolci.
Si fa pi� fatica a impastarli.
Non mi ha detto se il dolce che abbiamo fatto insieme...
..� piaciuto ai bambini.
Mi scusi, � piaciuto tantissimo, anche Emin� � impazzita.
Quella dovrebbe impazzire per una bella dieta!
Oggi non � giornata per i dolci, non mi vengono.
> Nessuno si accorger� di niente. > Sicuro che abbia detto la verit�?.
> All'inizio non voleva parlare.
> Ma quando ho puntato la pistola alla gola della bambina...
..mi ha fatto un elenco di quelli che nascondono ancora roba di valore.
Io non mi muovo di qui.
- E' tutto pronto? - S�, sono gi� arrivate le squadre dalla Germania.
Fra mezz'ora circonderemo il ghetto e nessuno potr� pi� uscire.
L'ebreo che lavora con te potrebbe avvisare qualcuno?.
No, il frocetto � inoffensivo.
- Ma se si azzarda ad uscire, ci penso io. - Va bene, io vado.
Controllalo.
> Quella notte ho salvato molte persone.
Le stesse persone che ridevano di me...
..che non credevano ai miei sentimenti...
..che non accettavano che io potessi amare Simone.
E per salvare loro...
..ho perso lui.
Ero di fronte a un bivio, mi capisce?.
Ma invece di correre da Simone...
..ho scelto di andare prima ad avvertire gli altri.
Dovevo dimostrare di essere degno di loro.
Salvarli per primi sarebbe stato il mio riscatto.
Dove ha lasciato i bambini?
Da Emin�.
Non deve fidarsi di nessuno.
Ogni vicino pu� essere un delatore, una spia.
- Ma non sono in pericolo. - lnvece s�, vada a nasconderli!
- Li porti lontano! - Si calmi, Davide, non � successo niente.
Non c'� un momento da perdere, stanno per arrivare!
- I bambini sono al sicuro. - La vostra malattia � l'indifferenza!
Siete cieche, sorde!
Vi hanno rimbambito con la loro propaganda!
Lei deve correre ad avvertire tutti quelli che conosce.
- Giovanna, prima che sia troppo tardi! - Va bene, Davide.
Lo far�, ma lei stia tranquillo, non pu� succederle niente.
Non � per me che ho paura.
Io non posso fare pi� niente ormai.
Lei, invece, pu� ancora scegliere.
Lei pu� ancora cambiare, Giovanna.
Non si accontenti di sopravvivere.
Lei deve pretendere di vivere in un mondo migliore...
..non soltanto sognarlo.
Io non ce l'ho fatta.
- Ti sei gi� alzata? - Non sono mai andata a dormire.
E' successo qualcosa?.
Ho deciso di licenziarmi.
Fra due ore accompagno i bambini a scuola, vado al lavoro e mi licenzio.
Ma per quale motivo?
Scusami.
Credevo che ti fosse successo qualcosa sul lavoro...
..che fossi costretta a farlo. - No.
E' stata una mia scelta.
Avrei dovuto farla prima, ma penso che non sia troppo tardi.
Cosa facciamo adesso?. Cosa farai?
Voglio lavorare in una pasticceria.
Aiutami, Filippo.
Aiutami!
> L'altra valigia?
Vado a prenderla.
- E' fatto bene. - Lo so.
Allora perch� vuoi che lo controlli?
Per farti vedere quanto sono brava.
Ma io non l'ho mai messo in dubbio.
PORTA CHE Sl APRE > Sono io!
Ciao.
Hai trovato lavoro?.
No. Ho fatto dei colloqui, ma sono un po' vecchia per fare l'apprendista!
- Questi li hai fatti per il pub?. - No, questi sono per noi.
- Non fanno ingrassare, vero? - No!
- Pi� di cos�! - Tu...
Lui � gi�, sta facendo il trasloco.
Nei biscotti metto l'uvetta o le mandorle?.
Entrambe!
- Abbiamo finito. - Bene. Chiuda lei.
"Caro Davide, da quando non ci sei pi�, Martina mi chiede spesso di te."
"Lei ti chiama ancora 'Simone', ma presto le racconter� la tua storia."
"leri, al lavoro, mi hanno chiesto di fare un dolce da sola."
"lndovina quale ho fatto!!"
"ll capopasticciere l'ha aggiunto alla lista di quelli della domenica!"
"Credo che sia un buon segno."
"Filippo � riuscito a farsi cambiare di turno."
"Sembrava che avesse vinto alla lotteria, era cos� entusiasta."
"E io ho capito che non posso chiedergli di pi�."
"Quando penso a Lorenzo..."
"..ho paura di avere gi� cominciato a dimenticare il suo volto..."
"..a non ricordare pi� la sua voce."
"Cosa sta facendo in questo momento?. A chi sta sorridendo?"
"Ho ancora bisogno di una tua parola, Davide..."
"..di un tuo sguardo, di un tuo gesto."
"Ma poi, all'improvviso, sento i tuoi gesti nei miei..."
"..ti riconosco nelle mie parole."
"Tutti quelli che se nevanno, ti lasciano addosso un po' di s�."
"E' questo il segreto della memoria??"
"Se � cos�, allora mi sento pi� sicura."
"Perch� so che non sar� mai sola."
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