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Original subtitles

(VOCE VIDEOGIOCO lN lNGLESE)

(RUMORl VIDEOGIOCO)

Thomas?

Thomas.

THOMAS: Mamma. - Ecco fatto.

PAOLA: È l'applicativo che non va.

Comunque non posso occuparmi di te durante le vacanze.

Quindi, andrai da tuo padre a Saint-Roman.

THOMAS: A Saint-Roman? - Sì, la campagna ti farà benissimo.

- No, è uno scherzo. - No, non è uno scherzo.

Cinque settimane. Un po' d'aria buona ti farà bene alla testa.

- Sono grande, posso rimanere da solo. PAOLA: Scordatelo.

Ti ammaleresti davanti a quello schermo.

Senti, mi dispiace, ma vai da tuo padre e basta.

- Non voglio andare laggiù. - La Camargue è meravigliosa.

- Ci sono i cavalli, il mare, il sole... PAOLA: Le zanzare.

JULIEN: Le zanzare. THOMAS: Sì, bello.

- Non ho fame. - Dove vai, Thomas? Non hai finito.

In pratica, ho studiato una traiettoria per le oche

che è molto meno pericolosa di quella che utilizzano abitualmente, capisce?

MENARD: No. CHRISTIAN: Sono sicuro che può funzionare.

E questo ci permetterà di riuscire a salvare la specie.

È piuttosto importante salvare una specie, no?

- Penso sia nostro dovere cercare... - Buongiorno. Senta, Christian,

glielo ripeterò per l'ultima volta, il Ministero ha chiuso i rubinetti, chiaro?

Hanno priorità come la disoccupazione.

Le oche selvatiche sono l'ultimo dei loro pensieri.

E poi è una spedizione che ha poche speranze di riuscita.

Buongiorno, signora.

Una specie in via di estinzione e il clima sono importanti quanto la disoccupazione.

JEANNE: Direttore, la signora ha un appuntamento con lei.

- Sa, per la foto sull'esposizione... - D'accordo.

Due minuti.

Non le chiedo una sovvenzione, ma solamente un timbro.

È obbligatorio per la convalida.

MENARD: Sa che la procedura prevede test genetici e analisi batteriologiche,

prima di un timbro, come dice lei.

Beh, una piccola eccezione...

E comunque anche se l'esperimento funzionasse con la sua ventina di oche,

poi bisognerebbe ritentare con almeno duecento oche

per pretendere di salvare la specie.

Vuole la verità? Non credo affatto nel suo progetto.

- Glielo rispiego. - No.

Ascolti, le ho firmato l'aspettativa, quindi, per il momento, è tutto.

Passi bene le sue vacanze e mi lasci in pace con le sue oche.

Jeanne, faccia entrare la giornalista.

- Signora, può entrare. - Ok.

MENARD: Ri-buongiorno. Può chiudere la porta?

- Celine, andiamo a bere un caffè. - Lei è una fata.

Ehi, signor Le Tallec.

CHRISTIAN: Sì? - Trovo il suo progetto appassionante.

- È un'idea geniale. - Grazie.

Mi fa schifo questa gente con il culo incollato alla sedia che non fa niente.

Il problema è che si danno per scontate le ricchezze della natura.

- Ma sì. - Ma se non preserviamo la natura,

- la distruggeremo. - Sì, certo.

Quindi, lei origliava alla porta, eh?

È il mio mestiere. Sono giornalista.

- Davvero? - E posso aiutarla.

Sì, beh, ascolti. Va bene, grazie, come ha sentito è finita.

Non dirà sul serio! Abbandona così, senza combattere?

Lascerà morire il pianeta? Lascerà morire le sue oche?

Sì, già, devo andare. Arrivederci, grazie.

(DIANE RICHIAMA L'ATTENZIONE)

- ll mio biglietto. Mi chiami presto. - Sì.

Posso veramente aiutarla, mi chiami.

(VERSl Dl UCCELLl)

(CLACSON)

(BIP DELLA MACCHINA)

(RUMORE Dl ACCENSIONE)

(VERSl Dl UCCELLl)

(RUMORl DEL CANTIERE)

Maledetti!

In 3.500 hanno firmato la petizione!

Il Prefetto ha promesso che questo smuoverà le cose. Che scempio!

Ma ti rendi conto? Bonificheranno tutto per una zona industriale.

Non dirmi che non c'era altro posto.

CHRISTIAN: Hai ragione.

PICHON: Ne prosciugheranno minimo il 50%. Minimo!

- Da palude a stagno. - Lo so, che ci vuoi fare.

(CLACSON)

Scusami, aspettavo una persona.

(BJORN RIDE) CHRISTIAN: Ciao, stai bene?

BJORN: Yes!

- Troveremo una soluzione, eh? CHRISTIAN: Sì, non ti preoccupare.

Ciao, Gerard.

È il sindaco. È un po' particolare, ma è coraggioso.

Allora, che novità riguardo alle uova?

Direi che il conto torna. Ne ho messe 20.

(BJORN RIDE)

Piano o ci mangiamo una frittata e scommetto che non hai la pancetta.

CHRISTIAN: Sempre spiritoso, Bjorn.

E chi non ha la pancetta, ha il pancione.

CHRISTIAN: Sì, certo. Aprimi la porta invece di scherzare.

(RUMORE DEL TAGLIAERBA DAL REGISTRATORE)

(BIP DELLA MACCHINA)

Staranno bene.

- Allora, ci sei? CHRISTIAN: Sì.

Ecco.

BJORN: Se li hai convinti, hai già fatto la cosa più difficile.

Si può dire che hai vinto una battaglia.

Bene.

Non so davvero come fai a vivere in un bordello simile.

Ascolta, tu pensa alle tue uova, che a me ci penso io, eh?

Evita di bere quando guidi.

Allora al mese prossimo.

THOMAS: Quello che cos'è?

PAOLA: Non ci credo, è tuo padre. - È papà?

Non rimango qui, è impazzito.

- Dov'è il mio vaso blu? - Rotto.

PAOLA: Che peccato.

CHRISTIAN: Vuoi una Coca o qualcos'altro?

- C'è il Wi-Fi qui? - Ah, no. ll router l'ho dovuto eliminare.

THOMAS: Cosa? - Le onde fanno male alle uova, quindi...

- Le uova? CHRISTIAN: Sì.

Ma se volete telefonare, potete andare in alto, sulla torre d'osservazione.

Lì c'è campo. lnsomma, ecco, a volte.

THOMAS: Che palle! - Thomas.

Questi sono i 14 anni.

Sì, beh, sta crescendo.

Perché indossi un saio?

È un abito da lavoro.

Vi spiego. Quando le oche nasceranno,

devono riconoscermi subito,

ma, soprattutto, non devono scambiarmi per un essere umano

perché è necessario che non si fidino degli altri uomini.

E grazie a questo saio, loro si fideranno solo di me.

Sarò il loro padre.

Quindi, con quel coso addosso ti scambieranno per il loro papà.

È così? ll loro papà oca!

Lo scopo è questo.

JULIEN: Quindi, tu, cioè, lei alleva delle oche?

Dammi del tu, dai, ti prego.

Sì, io allevo oche selvatiche, è una specie in via di estinzione

e quello che guardava lei, quello che guardavi tu...

Scusa, ho fatto come te. Quello che guardavi sulla cartina

è lo studio di un nuovo itinerario migratorio, meno pericoloso,

però, per fare in modo che...

loro lo seguano, devo indirizzarle.

E come si fa per indirizzare un'oca?

Beh, si vola.

Prego, servitevi.

(RUMORl DAL PORTATILE)

PAOLA: Thomas! Scendi, noi andiamo.

(VOCE VIDEOGIOCO lN lNGLESE)

- È stato un piacere conoscerti. - Anche per me.

- Buona fortuna. - Grazie.

PAOLA: Passerà presto. Prenditi cura di lui.

Sì.

- Amore mio, sì. - Mamma...

Ok. Grazie per l'ospitalità.

Hai visto? È andata bene. È veramente simpatico...

- Paul? - No, Julien.

(RUMORE DEL TAGLIAERBA)

Non puoi almeno spegnere quel coso?

No, non posso, le oche devono abituarsi al rumore del motore.

Certo.

(SQUITTll) (PASSETTl)

Perché?

(RUMORl DEL CANTIERE)

Porca...

Sono dei maledetti, se ne fregano di tutto. Ma non finirà così!

Basta! Di giorno le zanzare e di notte quel topo.

Quella specie di criceto che corre impazzito nella mia camera.

Non mi fa dormire.

Sei un genio. Sai che sei un genio?

Un genio.

CHRISTIAN: "Jeanne, non abbiamo una coppia di criceti nel nostro piccolo serraglio?"

Ehm, dei criceti? Sì.

Mi dica, se si trova una specie in via di estinzione

nel luogo in cui stanno costruendo degli edifici,

i lavori si fermano per quanto tempo?

JEANNE: "Erano tre mesi, ora sono sei." - Sì!

Il tempo che serve al Prefetto per fare delle verifiche.

CHRISTIAN: "Bene, Jeanne, ho un favore da chiederle."

Grazie, Jeanne, grazie. Un abbraccio. A presto.

Yes!

Ah, sei qui. Vado a fare un giro, vieni con me?

No, grazie.

Se hai paura del sole puoi restare in casa. Ci sono ancora i tuoi giocattoli.

Ci sono i tuoi Playmobil.

No, ma è meglio se resti fuori, perché sei bianco come un paio di chiappe.

A più tardi.

Ah, attento al maestrale, rischi di spettinarti.

Sì, mamma, sono io.

Non c'è niente da fare qui. Mi annoio. Vieni a prendermi, ti prego.

- Ti ho detto che sei un genio, vero? - Sì.

Ecco la prova che lo sei.

- Ah, sì? - l rumori in camera tua.

In soffitta.

- E allora? - Criceti.

- È cacca di criceto? - Esatto.

Diane Eva? Sì, buongiorno, sono Christian Le Tallec.

Ricorda, ci siamo incontrati al... Sì, sono io.

Senta, mi chiedevo se potesse interessarle uno studio

su una specie in via di estinzione che si potrebbe salvare. Criceti.

PRESSE: A nessuno interessano i problemi dei topi e dei criceti selvatici.

Bisogna che la smetti con questa roba naturalista.

Non interessa più a nessuno, non è più di moda.

E poi sono troppo noiose queste storie di salvaguardia delle paludi, non pensi?

Queste associazioni che proteggono la natura

ci raccontano sempre la stessa storia.

DIANE: Questo è il problema, dopo anni, le persone non fanno ancora niente.

Ad esempio, il riscaldamento climatico. Le conseguenze sono disastrose.

E la biodiversità. Ecco, parliamo della biodiversità...

- No. - Ma ascolti quello che dico?

Sparisci, devo lavorare.

Tieni, è per domani. È già approvato.

(FRENATA)

PICHON: Christian!

- Hanno bloccato i lavori, un miracolo. - Buongiorno, Gerard.

PICHON: Hanno trovato degli escrementi. - No.

Incredibile, eh? Un criceto selvatico che vive qui.

CHRISTIAN: Un criceto? - Sì, una cosa assurda.

Qualcuno ha chiamato un'associazione, sono venuti e "Paf!".

CHRISTIAN: "Paf!" (SUONERIA Dl UN CELLULARE)

Hanno trovato la merda di questo topo. Ecco, a proposito di merda.

Sì, Nicole?

- Sì, che c'è? - Ciao, Gerard.

PICHON: Questo non è un problema del Municipio.

- È strano il tuo amico. - Sì, è strano.

(RUMORE DEL TAGLIAERBA)

(MUSICA DALLE CUFFIE)

(lL VOLUME DELLA MUSICA Sl ALZA)

Ah, merda!

Vieni, entra.

- Papà, ho fatto uno sbaglio. CHRISTIAN: Quale sbaglio?

THOMAS: È grave? - Non è grave, è molto grave.

Sai perché?

No.

Saremo genitori.

(TROMBETTA)

(TROMBETTA) (lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

CHRISTIAN: Stai benissimo. - Sembro un matto.

(CHRISTIAN lMITA lL VERSO DELLE OCHE) (TROMBETTA)

Sai perché gli parlo?

Li abituo alla mia voce. Vedi? Guarda.

(TROMBETTA) Avvicinati, guarda.

(lMITA lL VERSO DELLE OCHE) (TROMBETTA)

(PIGOLll) CHRISTIAN: Guarda, cominciano a muoversi.

Vedi la piccola punta nera che esce? Quello è il becco.

Ascolta, Hai sentito?

Li senti? Guarda. Loro ci sentono, è la prima volta che ci sentono.

(lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

(PIGOLll) Ascolta. Ci rispondono, infatti.

Guarda quello.

Il suo primo sguardo su di noi.

Avvicinati, vieni.

Prendi, tieni questo.

Ecco.

Adesso lo facciamo uscire per riscaldarlo.

Piano, bene.

Ma guardalo.

Ecco qui. Che cosa c'è?

Anche tu eri così quando sei nato: tutto viscido e bruttino.

Alcuni uccelli riconoscono come genitori le prime persone che vedono.

Si chiama imprinting.

Quindi, tu, teoricamente, sei suo padre.

Scherzi?

Tieni, sei tu il padre.

CHRISTIAN: Va bene, io sono il padre, ma tu sei la madre.

Dai, lo mettiamo qui. Ecco.

Si riscalderà bene.

(PIGOLll)

THOMAS: Ma tu sei strano.

Sei veramente strano.

Potrei darti un nome, che ne pensi, eh?

Akka. Ti piace Akka?

Shh! Akka.

CHRISTIAN: Ricordati che sei sua madre.

THOMAS: Ma che dice? Sono tua madre?

CHRISTIAN: Stop.

Bene.

È difficile da pilotare?

Ma in un giorno come oggi, con questo vento, sì, è difficile.

THOMAS: Potresti insegnarmi?

CHRISTIAN: A fare che? - A volare.

Quanti anni hai?

Papà, dai. 14, lo sai.

Il brevetto di volo è dai 15 anni.

Ma potrei fare una piccola eccezione. Se mi aiuti, ti insegno due o tre trucchi.

Comincia col dare da magiare ai pulcini.

- Due o tre trucchi? - Magari anche quattro o cinque.

THOMAS: Promesso?

Metti l'abito da lavoro.

THOMAS: Facciamo la pappa. Dai, venite.

(THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

Andiamo. Anche tu, Akka. Vieni.

Bravi, così. Su, venite!

Dai, Akka.

A tavola.

Akka?

Merda!

Akka?

(PIGOLIO)

Akka?

(PIGOLIO)

Akka.

Non farlo mai più, eh?

Sai, Thomas,

Bjorn si è sbagliato,

ha mischiato le uova.

Che cambia?

Cambia che Akka non è una lombardella minore, è un'oca facciabianca.

E allora? Che importa? È sempre un'oca.

Guarda quanto è carina.

Però, è un problema.

Perché non bisogna mai incrociare le specie.

Ma questo è razzismo.

Mi dispiace, Thomas, ma dobbiamo allontanarla dal gruppo.

No, mai.

Beh, va bene. Lo vedremo più in là. Proseguiamo, vieni con me.

Avanza lentamente, immagina che le oche stiano dietro di te.

E attento che non finiscano sotto al tagliaerba.

Tranquillo, ho tolto la lama, ma non si sa mai.

(TROMBETTA) (THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

Akka, Non restare indietro.

Come va là? lo ho già fatto tre giri.

CHRISTIAN: Fanne altri due, piccolo scarabeo!

Avevi promesso di insegnarmi cinque o sei trucchetti.

CHRISTIAN: "Se il compito del diavolo è di pungolare,

il compito di Thomas è di pazientare!"

Proverbio turco con variante personale.

Pure il proverbio!

(THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE) (TROMBETTA)

Bene, il percorso è perfetto così.

THOMAS: Ma perché le porti in Artico con il furgone e non col deltaplano a motore?

Sì, questa è un'ottima domanda.

Beh, lo sai perché? Perché, in effetti, gli uccelli

riconoscono il luogo di origine. ll luogo di origine è la loro casa.

E non è il luogo dove nascono,

ma è il luogo dove voleranno la prima volta.

Dato che sono uccelli migratori, loro, in maniera istintiva,

hanno bisogno di passare l'inverno al sud e quando la neve si scioglie,

di andare al nord per motivi alimentari e non solo, capisci?

Veramente no.

Per forza, non so spiegare bene.

Beh, guarda. Qui...

in Lapponia c'è un parco protetto dove le oche potranno fare il nido,

perché sono tranquille, non ci sono rischi.

Allora, che cosa farò?

Qui c'è casa.

Prendo le oche e parto in furgone. Saliamo fino a quassù

e da qui col deltaplano motore riscendo insieme a loro

e gli mostro la rotta. Vedi gli spilli blu?

Si passa per il Mare del Nord, la Danimarca,

la Germania, il Lussemburgo, poi per la Hauts-des-France, da Bjorn,

fino a dove siamo noi.

Ma perché non fate una rotta diretta?

Perché? Beh, alle oche non dispiacerebbe fare una rotta diretta.

Solo che una rotta diretta sarebbe pericolosa per loro,

perché incontrerebbero moltissimi ostacoli. Per questo si estinguono.

Perché ci sono molte cose che non vanno bene per loro,

come, per esempio, gli aeroporti,

i cavi elettrici, i cacciatori, c'è l'inquinamento luminoso.

Sai cos'è l'inquinamento luminoso?

- Sono le città. CHRISTIAN: Sì, proprio così.

Quindi, ho scelto questa rotta,

perché, ovviamente, evita tutti questi possibili pericoli.

La cosa pazzesca è che loro la faranno solo una volta, insieme a me,

e la ricorderanno. Come se avessero un GPS in testa.

E immagini, di anno in anno, cosa succederà?

Ci saranno sempre più pulcini, quindi sempre più oche.

Così la specie si salverà.

È una grande cosa. E grazie a chi? Grazie a me.

Ma quindi, io non vedrò volare le oche.

- Ti piacerebbe vederle volare? - Oh, sì!

Sta cominciando a delirare.

JULIEN: Beh, è divertente, no?

(TROMBETTA)

PAOLA: No, non ci credo. Thomas!

CHRISTIAN: Ah, siete qui! Bene. - Thomas, scendi da quel coso.

No, calma, non ti preoccupare.

Va tutto bene, guarda, non c'è pericolo, ho tolto l'ala.

JULIEN: Che cosa fate? - Thomas, sei pronto?

- Sì. CHRISTIAN: Adesso libero le oche, ok?

Tu intanto puoi accendere il motore.

Ok. (RUMORE DEL MOTORE)

CHRISTIAN: Bravo!

THOMAS: Ciao, mamma. Buongiorno, Julien.

CHRISTIAN: Dai.

Dai. (PIGOLll)

(TROMBETTA) Dai, andiamo.

Sì, così. Chiamale, Thomas.

(THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

Oh!

Forza! Andiamo, venite.

Dai. Andate.

THOMAS: Forza.

Dai, Akka.

Vai, parti.

- Hai visto la piccola? JULIEN: Sì.

(lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

Forza.

Dai.

(THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

Guardate.

- Incredibile. CHRISTIAN: Avete visto?

Andiamo, Akka.

Lo stanno seguendo.

Lo seguono, guardate.

Non è come arrivare in Artico, comunque.

Dai!

Hanno tre settimane, vi rendete conto?

Vi dico che funzionerà! Bravo.

- Guarda la piccola. CHRISTIAN: Bravo, Thomas.

Sei il migliore, sei un campione. Bravo! Non devo farlo, se no tornano.

(lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

Tu che cosa cerchi là sotto?

JULIEN: La mia specialità, poi mi direte.

(SCHIAMAZZO DELLE OCHE)

CHRISTIAN: Che profumino. PAOLA: Grazie.

- Ah, beh, c'è un problema, però. PAOLA: Quale?

THOMAS: Non puoi solo rilasciarle in natura.

Altrimenti si perdono e finiscono per morire.

PAOLA: Comunque, fanno un sacco di rumore.

CHRISTIAN: Tra poco scenderà la sera. Sbrigati, devi riportarle nella voliera.

JULIEN: Prego, ti servo? CHRISTIAN: Molto gentile.

Dicevi?

THOMAS: Di solito, sono i loro genitori che mostrano la rotta della migrazione.

Quindi, se riusciamo a fargli seguire il deltaplano a motore, è fatta.

- Hai capito? - Sì, ho capito.

JULIEN: E quanto tempo si può restare in volo senza rifare il pieno?

Non è un problema, cinque o sei ore. Non consuma quasi niente.

Invece, dobbiamo stare molto attenti alle condizioni climatiche.

JULIEN: lmmagino, sì.

Buonissimo.

Quindi, sei d'accordo, mamma?

Su cosa?

THOMAS: Posso andare in Norvegia con papà?

E poi viene anche il suo amico.

PAOLA: Chi? Bjorn?

Sì. Ma, sai, è cambiato molto.

PAOLA: Ah, se c'è Bjorn sto tranquilla.

Comunque credo che sia una buona idea. Gli farà bene.

Dai, ti prego, mamma.

Insomma, basta! È una persecuzione. No, dico sul serio.

- Che parola grossa! Persecuzione. - Beh, non mi lasciate scelta.

CHRISTIAN: Ma andiamo, è solo un viaggio in Norvegia in furgone.

Sì, ma la Norvegia è lontana e il tuo furgone è un catorcio.

(RIDONO)

(THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

CHRISTIAN: Domani mattina dagli da mangiare.

THOMAS: Appena mi alzo. - Come minimo a mezzogiorno.

No, la mattina è in piedi alle otto.

- Davvero? - Sì, fa una cosa che gli interessa.

- Sono contenta che la faccia con te. - Anche io.

Bene, tieni. Ehm...

Per la Norvegia, Thomas non volerà con quel coso.

Mi sembra ovvio.

Volete dormire qui stanotte?

PAOLA: No. Tesoro, a domani.

THOMAS: Ciao, mamma. - A domani.

JULIEN: Ciao, Thomas. THOMAS: Ciao.

(TROMBETTA) (THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

Forza.

CHRISTIAN: Paul, sei pronto?

- Julien, papà. CHRISTIAN: Ah, già.

Julien, sei pronto?

JULIEN: Sì, ecco. Pronto.

PAOLA: Ma almeno lo sai usare quello?

JULIEN: Tranquilla, è caricato a salve. È per insegnargli a scappare dai cacciatori.

- Non ti si addice. CHRISTIAN: Vieni, cerchiamo le oche.

JULIEN: Sì.

PAOLA: Ridicolo.

Ridicolo.

(THOMAS E CHRISTIAN lMITANO lL VERSO DELLE OCHE)

(PAOLA FA LORO lL VERSO)

(THOMAS E CHRISTIAN lMITANO lL VERSO DELLE OCHE)

(URLANO)

CHRISTIAN: Aiuto, i cacciatori!

I cacciatori cattivi, aiuto!

- Ascolta papà. THOMAS: Sì.

- Tu non lo perdere di vista. - Certo.

Mi raccomando, non mangiare solo pasta, capito?

- Ma io non faccio solo pasta. - Sì, fai sempre la pasta.

PAOLA: Fai sempre la pasta. - Meno di prima.

- Beh, chiamami se hai bisogno di me, ok? THOMAS: Sì, tranquilla.

Me l'hai promesso, eh?

- Sì. THOMAS: Promesso cosa?

Che tu non volerai su quel trabiccolo.

- Come? - Bene, buon viaggio.

- Buon viaggio. PAOLA: A presto.

CHRISTIAN: Grazie.

Immagina di dover surfare su un'onda invisibile. Così.

Se vai troppo veloce, cadi, ma anche se vai troppo piano, chiaro?

CHRISTIAN: Sei pronto? - Sì.

Si parte.

Bisogna trovare il punto di equilibrio. Si chiama la portanza.

(MOTORE)

Vai.

Quella è la manica a vento. Ti dà la direzione del vento.

Quando decolli, devi sempre farlo col vento contro.

Così prendi il volo, parti!

Sì!

Guarda avanti.

Il deltaplano ha un'ala e ha un trapezio.

Allora, se spingi il trapezio che cosa succede?

THOMAS: L'ala si alza.

Esatto, l'ala si alza e tu sali. Se tiri, invece...

lnterrogazione a sorpresa domattina alle otto.

Che poi non è a sorpresa, perché te l'ho detto.

Mettiti sotto, figliolo.

Non è buono, vero?

Non è buono.

Bene, faccio la pasta.

Così.

Tienilo bene, spingilo un poco in avanti.

Secondo te, lo tengo o no?

Dai, ce la fai. Guarda davanti a te.

Vai così, sei bravo.

Vai, riscendiamo adesso. Dolcemente.

Lì ce ne sono altri, guarda! Lì!

Guarda, i fenicotteri.

THOMAS: Che bello!

CHRISTIAN: Faccio la pasta. Che dici?

Bene, possiamo cominciare.

CHRISTIAN: Proviamo ad ammarare lì.

Allora, sei pronto? Dai, tira verso di te!

Tira. Così! Attento.

Oplà!

Non fa niente, non fa niente. Dai, riproviamo.

Guidi e ti lasci guidare, eh?

THOMAS: Sì, ok, guido e mi lascio guidare.

Esatto, guidi e ti lasci guidare.

Vieni, aiutami.

Beh, come si dice, "il mattino ha l'oro in bocca!"

Tu ami ancora mamma?

Perché me lo chiedi?

- Così, per sapere. L'ami ancora o no? - Beh...

lei è una bellissima persona.

- Ma ora c'è Paul. - Ma lo fai apposta, si chiama Julien.

Sì, lo so, ma è anche colpa sua, ha la faccia da Paul.

Mi sembra un brav'uomo, comunque.

Sì, è bravo.

Bene, l'importante è questo.

THOMAS: Anche se sono solo tre mesi.

CHRISTIAN: Eh? - No, beh, dicevo che sono solo...

tre mesi che vive a casa.

Ah!

- Che c'è? - No, niente.

Sveglia! Tirati su.

Svegliati. Siamo quasi arrivati.

CHRISTIAN: Allora, nella prima cassa hanno tutte il chip.

- Bene. - Tranne una.

- Che cavolo! - E già.

Succede quando si mischiano le ghiacciaie, le uova, le oche, le birre.

Dev'esserci stata una facciabianca che ha...

Che ha deposto nella stessa ghiacciaia? Direi che è evidente.

Beh, non possiamo portarla.

Sì, ma glielo spieghi tu a lui.

THOMAS: Qui che cosa fai?

Io gli inietto un microchip elettronico.

THOMAS: No, poverine.

BJORN: No, guarda. Ti faccio vedere.

Ecco. È minuscolo, non gli fa male.

Ah, sì.

Che cosa fate con Akka?

Niente, le scannerizziamo tutte,

per verificare che siano correttamente identificate.

Ecco, guarda. Vedi? Ognuna ha un numero.

E dato che sono oche migratrici,

dobbiamo anche vaccinarle o non possono uscire dall'Area Shenghen.

THOMAS: Ah, ok.

CHRISTIAN: Eh, sì, è tutto computerizzato, ormai. Lo chiamano progresso!

Progrediamo tecnologicamente, ma dal punto di vista ecologico, regrediamo.

CHRISTIAN: Già.

THOMAS: Sì, tieni. Mettile il chip, vaccinala e annotala. Parte con noi.

BJORN: Ehm... - Forza!

Ok. Sì, allora mi aiuti? La tieni?

Sì.

- No, tranquilla, non fa male. BJORN: Ecco fatto.

Ecco fatto.

- Portala di là, dai. - Tieni. Vai allo scanner.

THOMAS: È finita, Akka. - Complimenti, bravo.

- Sei tu? - Sì.

- Eri un cacciatore? - Sì.

Cacciavamo tutti, nelle paludi. Pescavamo anche.

Ci serviva per mangiare. La palude era magnifica! Tempi d'oro, eh?

Da allora ho cominciato a interessarmi agli uccelli.

Uccidendoli?

Sembra strano, ma non lo è.

Poi ci siamo battuti contro la bonifica della palude.

CHRISTIAN: Grazie. - Ma ovviamente abbiamo perso.

Così ho smesso di cacciare e ora gli uccelli li salvo.

CHRISTIAN: Bjorn. - Eh?

Controllavo solo se dormivi.

Niente vale più di una buona birra!

CHRISTIAN: Avanti. BJORN: Ehi.

CHRISTIAN: Che cos'è questo schifo? BJORN: Maniaco dell'ordine.

Faccio due o tre ore, non di più.

(RUMORE DELLA NAVE)

Ci vorrebbe un'altra birra.

(SQUILLO DEL CELLULARE)

- Ciao, mamma. - "Ma che ore sono lì da te, tesoro?"

Beh, siamo in Artico adesso.

- "Wow!" - Qui è sempre giorno.

Guarda.

THOMAS: Vedi? - "Shh!"

THOMAS: Come va, Akka? Sei molto stanca?

Vedrai, ti piacerà qui.

(PARLA lN NORVEGESE)

- Che dice? - È contento di vedermi.

(PARLANO lN NORVEGESE)

Che ha detto?

- Vogliono fare dei prelievi alle oche. - Cosa?

(lN lNGLESE)

- Otto giorni? - No, va bene.

(lN NORVEGESE)

(lN lNGLESE)

- No, non... - Christian.

(lN lNGLESE)

BJORN: Reggerà.

THOMAS: Johansen è molto severo. BJORN: Già.

Sì, Johansen è severo, ma io non mi sono fatto volere molto bene da lui.

Qualche anno fa, ero qui con degli studenti

abbiamo messo delle uova di lombardella nei nidi delle facciabianca

perché le adottassero e apprendessero la migrazione.

All'inizio, è andato tutto bene, ma...

Ecco, non avevamo le autorizzazioni.

Allora, Johansen ci ha chiesto di andarcene e hanno...

ucciso le lombardelle per non farle riprodurre con le facciabianca.

Quindi, troverò un marito per la tua Akka.

Questa volta funzionerà.

Ma sì, funzionerà.

Deve funzionare.

Abbiamo fatto tutto.

Ehi, hai mai visto un uccellino nel suo nido?

No.

(lMITA lL VERSO Dl UN UCCELLO)

Bene, basta! Sono dieci giorni, sono stufo!

Tieni, Thomas. lnfila questo.

Ecco, prendi. Non ho intenzione di perdere l'imprinting.

Christian, ho dato la mia parola a Johansen.

Ma guardati intorno, non c'è nessuno! Siamo soli qui.

- E poi, è domenica, sono tutti a messa. BJORN: Molto divertente.

Dai, Thomas, vieni! Andiamo. Si parte, signorine.

È ora di uscire, forza! Dai, avanti. Chiamale, Thomas.

- Dai. THOMAS: Avanti, venite.

- Direzione aeroporto. Dai, in fila. (THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

CHRISTIAN: Fatti una birra, intanto.

- Avanti, andiamo. THOMAS: Dai, Akka.

Akka!

È il loro primo volo e questo luogo rimarrà impresso dentro di loro.

Lo ricorderanno ed è qui che torneranno l'anno prossimo per riprodursi. Guarda.

CHRISTIAN: "Prova radio."

BJORN: Ti ricevo perfettamente.

CHRISTIAN: "Allora, vado. Ok, Bjorn? Va bene per te?"

BJORN: Tutto bene, quando vuoi.

Bene così. Stanno arrivando dietro di te.

Vai, ti seguono.

Maledizione!

CHRISTIAN: "Stanno ancora seguendo?"

No, si sono staccate. Se ne fregano.

CHRISTIAN: "Maledizione!"

BJORN: Ti hanno chiaramente perso di vista, vanno dall'altra parte.

Prova a tornare, prova a fare un altro passaggio.

CHRISTIAN: "Ma che è successo?"

BJORN: Non lo so.

Se ne fregano!

Tornano verso di noi. All'inizio ti seguivano, ma adesso stanno tornando qui.

Non ne ho idea.

CHRISTIAN: "Thomas, tu hai visto qualcosa?

Maledizione, e adesso?"

(SCHIAMAZZO DELLE OCHE)

No, c'è qualcosa che non va, ma non so cosa.

BJORN: Magari non sono pronte.

Ma sì, sono pronte. Le hai viste anche tu, hanno volato, quindi sono pronte.

Non è questo. C'è qualcos'altro.

- Il vento? - ll vento? Che c'entra il vento?

Ma che dici, il vento non c'entra proprio niente! È il vento adesso.

BJORN: Non ti arrabbiare.

Non mi arrabbio, ma non dirmi di non arrabbiarmi, o mi fai arrabbiare.

Che cavolo!

(lN NORVEGESE)

(BJORN lN NORVEGESE)

(lN NORVEGESE)

(CHRISTIAN lN lNGLESE)

(lN lNGLESE)

(lN NORVEGESE)

(PARLA lN NORVEGESE)

BJORN: Le oche sono positive all'influenza aviaria.

CHRISTIAN: Ma è ovvio, sono state vaccinate.

(PARLA lN lNGLESE)

Che cosa fa?

- Vanno a prendere le oche. CHRISTIAN: No, fermi. Stop!

(URLANO lN lNGLESE)

Thomas, se mi ricevi, fammi un segno.

Bene! Porta le oche al centro del lago. Calmatevi tutti.

(lN NORVEGESE)

(PARLA lN NORVEGESE)

Dice che ha chiamato il Museo di Parigi, e che lì non risulta il tuo progetto.

Dev'esserci un disguido burocratico.

Chiamali.

Christian.

Ehi, Christian.

Avanti, chiama il Museo. Dai!

Ho firmato io i documenti.

Merda.

Christian. Non l'avrai fatto davvero.

Christian.

THOMAS: "Che faccio adesso?"

Non abbiamo le autorizzazioni e poi... Spiegaglielo tu, Christian.

Beh, allora che cosa faccio?

Sì, Thomas? Sono papà.

Ho falsificato i documenti, e...

Sono un idiota, insomma.

Non abbiamo le autorizzazioni del Museo, quindi fine.

Prendono le oche.

Ecco.

Prendono le oche.

Come hai potuto fare una cosa simile, eh? Non hai pensato alle conseguenze?

Sì, ma non mi avresti dato le uova.

BJORN: Che cavolo!

Forza, Akka.

(THOMAS lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

(SCHIAMAZZO DELLE OCHE)

CHRISTIAN: Che stai facendo, Thomas?

Thomas?

Thomas, mi senti? Fermo, torna subito a riva.

(lN NORVEGESE)

CHRISTIAN: Thomas, mi ricevi?

Thomas?

- Christian, fallo tornare. - Thomas.

Il meteo sta cambiando. Thomas, fermati.

BJORN: No. CHRISTIAN: Fermati, Thomas.

(URLA)

BJORN: Lo seguono.

Non seguono il deltaplano, seguono Thomas.

CHRISTIAN: Thomas, scendi. Torna subito qui.

Thomas!

Thomas, no! Scendi.

Thomas!

Maledizione!

Thomas!

(SEGNALE Dl SPEGNIMENTO) THOMAS: Zitto ora.

Ok.

Regime motore: ok.

Anemometro: ok.

Benzina: ok.

GPS: ok.

Voi ci siete. Attenzione.

Anche voi.

Statemi vicino, ragazze.

Devo trovare un lago per ammarare prima che sia troppo tardi.

Ah, laggiù.

Ok.

Guido e mi lascio guidare.

(SQUILLO DEL CELLULARE)

Non ti voglio più sentire, hai capito? Le batterie servono per il GPS.

Quindi metto modalità aereo.

Fatto.

(SCHIAMAZZO DELLE OCHE)

Beh, meglio sistemarsi subito. Venite.

CHRISTIAN: Non mi risponde.

- Come farà a mangiare? BJORN: Calmati.

E poi deve ammarare, ma porca... Merda!

BJORN: Tuo figlio è in gamba, sta' tranquillo.

Sì?

(lN lNGLESE)

Senti, non me ne frega niente, hai capito?

Non me ne frega niente dei tuoi giochetti, è chiaro? C'è mio figlio là fuori.

- Zitto tu! Lasciami stare! BJORN: Christian, calmati.

Non mi toccare! Chiaro? C'è mio figlio là fuori! Hai capito?

Ora esco e lo vado cercare, lo capisci questo?

POLIZIOTTO: Si sieda. - Lasciatemi andare.

BJORN: Christian, se fai così affondi di più nella merda!

(lN lNGLESE)

(lN NORVEGESE)

(SQUILLO DEL TELEFONO)

Sì, Paola.

JULIEN: Penso di potermi liberare. Se chiedo a Marc di sostituirmi al lavoro...

No, Julien, sei gentile ma non... Tu hai i tuoi impegni e...

- Parto da sola, è più facile. - Mi organizzo e vengo con te.

Julien, no! Questa è una questione familiare.

JULIEN: Come vuoi. PAOLA: Sì.

(SCHIAMAZZO DELLE OCHE)

(RUGGITO)

Va' via.

(URLA)

Va' via.

Dov'è mio figlio?

- Me lo avevi promesso, Christian. - Sì, lo so. Ma...

Me l'avevi promesso, Christian.

- No, lasciatemi. Dov'è mio figlio? No. BJORN: Non fare così, calma.

Ehi.

(PAOLA PIANGE)

Bene, ragazze, ammareremo vicino alla spiaggia che si vede laggiù.

Allacciate le cinture, alzate il sedile e sistemate i bagagli.

Si scende.

BAMBINA: Wow!

(lN lNGLESE)

(BAMBINA lN NORVEGESE)

Francese?

(PARLA lN NORVEGESE)

Benzina.

Niente, allora carburante. Carburante per la macchina.

(PARLA lN NORVEGESE)

(lN lNGLESE)

(THOMAS lN lNGLESE)

(lN lNGLESE)

Nils Holgersson.

(THOMAS lN lNGLESE)

(lN lNGLESE)

Sì, ma le ricerche sono già in corso.

Che significa che ci vuole tempo per contattare le autorità norvegesi?

Ma la chiamo io l'ambasciata, mi scusi, la chiamo io l'ambasciata, se serve.

(SQUILLO DEL CELLULARE)

- Non so chi sia. - Beh, rispondi.

(PARLA lN lNGLESE)

(lN lNGLESE)

Ok. Sì, pronto?

Lo sapevo, non poteva mollare così.

Diane, non è il momento.

DIANE: "A dispetto di quegli idioti." - Diane...

DIANE: "Gli farà vedere che ad assumersi dei rischi, si ottengono risultati."

Diane, mio figlio è scomparso.

Scomparso? Come sarebbe, scomparso?

Mio figlio ha 14 anni, capito?

Lui è partito insieme alle oche con il deltaplano a motore.

Allora è suo figlio.

No, non è scomparso. È lì, sta volando.

CHRISTIAN: Cosa? Dove?

DIANE: "Nel video. 150.000 visualizzazioni."

ll video? Quale video?

- Non ha visto il video. CHRISTIAN: "Quale video?"

- Ma sì, per forza. - Diane, quale video?

Gli ha insegnato a pilotare il deltaplano?

CHRISTIAN: "Diane..." - Mi scusi.

Sì, aspetti. metta in vivavoce, lo metto anch'io. Le invio il link.

- "Fatto, ce l'ha?" - Aspetti.

DIANE: "Clicchi."

Un video.

(PARLANO lN NORVEGESE)

Lei mi parla di disguido. È totalmente...

Oh!

Oh, ma...

Vieni. Thomas.

Scusi, la richiamo.

Le ho inviato anche le coordinate di dove è stato girato il video.

Arrivo, mi aspetti.

- È Thomas, vieni. - Cosa? Thomas?

Guarda, è vivo.

(PAOLA RIDE)

- Dov'è? CHRISTIAN: Beh...

- Non ti può sentire. BJORN: Le oche lo seguono, ci sono tutte.

(POLIZIOTTO PARLA lN NORVEGESE)

(SEGNALE COMUNICAZIONE RADIO)

(POLIZIOTTO lN NORVEGESE)

(lN NORVEGESE)

Chi è quella ragazza?

- Una giornalista, credo. - Ah, bene.

CHRISTIAN: Comunque, deve ancora dirmi come ha fatto a trovarlo.

Non è stato complicato. Allora, chi è questo Johansen?

È il responsabile dei parchi. Aveva deciso di uccidere le oche.

- Aggiornamenti su Thomas? - Nessuno, non so niente.

- Ha uno smartphone? - Sì, ma c'è sempre la segreteria.

DIANE: Mi dia il suo. - Dai.

DIANE: Ecco. Così, quando lui lo riaccenderà, lei saprà dov'è.

- Fatto. CHRISTIAN: Grazie.

Lei pensi a lui, io mi occuperò di Johansen.

- In che modo? DIANE: Me la caverò, teniamoci aggiornati.

- Si muova. PAOLA: Vai.

THOMAS: Yu-uh!

È la mia isola. La mia isola deserta segreta.

Sono il re dell'isola. Posso fare quello che voglio.

(lMITA lL VERSO DELLE OCHE)

(DIALOGO lNDISTINGUIBILE)

(JOHANSEN lN lNGLESE)

(lN lNGLESE)

(PILOTA lN NORVEGESE)

(SEGNALE GPS)

- È Thomas. - Ah.

"Non vi preoccupate, tutto bene, torno al parco da Bjorn."

PAOLA: Cosa? CHRISTIAN: Non vorrà...

BJORN: Ma sono io. No. PAOLA: Fino in Francia?

CHRISTIAN: Chiamalo. PAOLA: Non può tornare in Francia.

Digli di fermarsi, non importa dove.

- Allora? - Niente, c'è la segreteria.

Andiamo, Akka. Forza, ragazze. Troviamo da mangiare per la traversata.

Dai, andiamo, venite.

(SCHIAMAZZO DELLE OCHE)

Shh, non fate rumore.

- Che succede? - Niente.

Christian, dimmelo.

- No, tutto a posto, solo che Thomas... PAOLA: Thomas cosa?

CHRISTIAN: Attraverserà il Mare del Nord.

- Il Mare del Nord? È uno scherzo? CHRISTIAN: Andrà tutto bene.

Andrà tutto bene? Tu non lo sai come andrà, Christian.

Non lo dire se non lo sai. Tu non sai niente, Christian.

Ti affido mio figlio tre settimane.

Non riesci a occupartene nemmeno per tre settimane.

Basta mentire!

No!

Ho il punto.

Bjorn...

è lì.

BJORN: Ha fatto 50 chilometri.

È già a più della metà.

È il vento che lo fa derivare.

Ma qui deve dirigersi verso est perché, altrimenti...

- Altrimenti cosa? - Guarda.

È mare aperto qui.

(PAOLA PIANGE)

BJORN: Thomas è forte, ce la farà.

THOMAS: Non vi allontanate, restate con me.

(URLA)

Akka!

Ehi, non l'avete vista voi? Dov'è Akka?

Akka!

Vieni.

Vieni, Akka.

Non avere paura, vieni.

Tranquilla, riposati.

CHRISTIAN: L'ultima volta che l'abbiamo localizzato, non era qui.

(SEGNALE GPS)

Eccolo, ho il punto. Eccolo, è qua.

CHRISTIAN: Dove? - Qua. Ecco.

BJORN: Non vedo niente. - Aspetta.

- Aspetta, eccolo, ci siamo. - Qui, la tengo io.

Questa è la corrispondenza.

- Allora? - È di là.

- Ha attraversato. - Ce l'ha fatta.

- Sì? BJORN: Ce l'ha fatta.

CHRISTIAN: Bene. - Andiamo, presto.

- Dai, andiamo. - Sì, andiamo.

CHRISTIAN: Bjorn, la cartina.

- Ah, sì. PAOLA: Muoviti, Bjorn.

(PARLANO lN DANESE)

(THOMAS lN lNGLESE)

Vai, raggiungi le tue amiche.

(PESCATORE lN lNGLESE)

(PARLA lN DANESE)

(RISPONDE lN DANESE)

Grazie.

(PARLANO lN DANESE)

Un'oca, oppure una nocciola, una noce piccola.

E anche un'oca, o... beh, c'è una relazione.

Mangiamo?

THOMAS: Aspetti, la prendo io. - No, la posso portare.

THOMAS: Grazie mille.

Siamo tutti, così va bene.

UOMO: Thomas, un saluto, per favore. Sorridi.

Dormi?

Christian!

- Christian! CHRISTIAN: Sì?

PAOLA: Thomas!

Cosa?

- Thomas? CHRISTIAN: Thomas.

- Amore mio, Thomas. ll casco, aspetta. CHRISTIAN: Thomas.

PAOLA: Come stai, amore? Rispondi.

CHRISTIAN: Thomas. PAOLA: Cos'ha?

- Un po' d'acqua, Bjorn. lo lo tengo. CHRISTIAN: Thomas.

- Thomas. - Thomas, cos'hai?

Sei in ospedale, tesoro.

Hai dormito 20 ore.

Eri disidratato, ti hanno messo una flebo.

E le oche dove sono?

Le oche stanno bene, sono in salvo al parco da Bjorn.

Thomas.

Devo dirti una cosa.

Stiamo abbandonando tutto.

THOMAS: Cosa?

Ci arrendiamo?

Sì.

THOMAS: E le oche dove andranno?

Non andranno da nessuna parte.

Non capisco.

CHRISTIAN: Non abbiamo i permessi per continuare, Thomas, e...

- gli taglieremo le penne. - Christian, non è il momento.

THOMAS: Gli taglieremo le penne?

CHRISTIAN: Beh, comunque, non gli farà male.

Siamo obbligati, o dobbiamo tenerle rinchiuse.

Che è anche peggio.

Peggio di tagliargli le ali?

CHRISTIAN: Mi dispiace, Thomas, non...

avrei dovuto coinvolgerti, è stato rischioso, ma non...

non me ne sono reso conto.

Ecco.

E...

THOMAS: E quindi questa è la soluzione?

Non vedi l'ora di mollare?

Abbandoni? Dopo tutto quello che abbiamo fatto?

CHRISTIAN: Mi dispiace.

Amore mio.

Sai qual è la buona notizia?

Puoi uscire domani.

Non mi importa.

Potrai riprovarci.

E ripetere lo stesso errore?

- Lo faccio io? - No.

Devo farlo io.

Questa spedizione è stata uno sbaglio, sei d'accordo?

Ho sacrificato tutto. E per cosa? Per delle oche?

Ma ti rendi conto?

Ha ragione Paola, io non penso che a me stesso.

No.

È inutile che dici di no senza motivo.

È quello che penso.

Ho messo in pericolo mio figlio, capisci? L'ho quasi ammazzato.

- Tuo figlio sta bene. CHRISTIAN: Sono un idiota.

No, hai fatto un casino, ma anche una grande cosa.

Perché la tua idea ha funzionato.

Le oche hanno seguito il deltaplano, hanno seguito Thomas, ha funzionato.

Eh?

Quindi, fammi un favore, amico mio:

riprenditi presto.

- Comunque puoi aspettare. - Sì.

Sì, ci ho riflettuto bene. Thomas ha già saltato abbastanza la scuola.

Quindi basta con le cavolate.

A proposito, tieni, senza non può decollare.

(SCHIAMAZZO DELLE OCHE)

Quando lo dimettono, allora?

Domani. Lo trattengono ancora stanotte.

Sei stata tu?

Beh, allora sei pazza più di me.

Sei completamente incosciente.

È una pazzia, te lo dico. Una pazzia pericolosa.

- È un ragazzino. - No, non è più un ragazzino.

Ti sembro un cretino, vero?

PICHON: Sì, va bene. - ll problema della Camargue, lo sai...

PICHON: Scusami un attimo.

TV: "...un adolescente che insieme alle sue oche si è messo in viaggio

sulle orme di "ll Meraviglioso Viaggio di Nils Holgersson"..."

PICHON: Francette!

TV: "...che ha fatto sognare tanti lettori. Un sogno che padre e figlio

stanno cercando di realizzare.

Partiti dall'Artico, in venti giorni attraverseranno la Francia

da nord a sud, fino alla Palude di Saint-Roman,

guidando nella loro scia una ventina di oche, in volo dalla Lapponia.

Una specie in via di estinzione,

che loro sperano di reintrodurre nella fauna selvatica.

Questo esperimento scientifico e umano,

questa incredibile avventura, ha avuto una risonanza straordinaria,

assolutamente meritata. Ecco il servizio di Eric Orlay e Olivier Guichard."

DONNA: Signor Prefetto.

Bene, lasciamolo fare. Non abbiamo altra scelta.

E poi, in fondo, è solamente un ragazzino che vola con delle oche.

Abbiamo cose più importanti, no? Chiuderemo un occhio, proseguiamo.

Sei troppo bello.

Anche voi.

Va tutto bene.

Dai, Akka, lasciami dormire.

PAOLA: Lo so che non dovrei dirtelo, piccolo mio, ma te lo dico lo stesso.

- Sta' attento, eh? - Sì, tranquilla.

- Così è stretto? THOMAS: È perfetto.

PAOLA: Bene, hai capito tutto? THOMAS: Sì, tutto chiaro.

PAOLA: Le tue manine... Sei così dolce! Fa' attenzione.

CHRISTIAN: Paola, c'è tutta Saint-Roman che ci aspetta.

Sì.

- Non è più un ragazzino. - Sì.

- Dai. - Mamma, mi spingi, per favore?

PAOLA: Sì, ti spingo. Vai, tesoro.

CHRISTIAN: Muoviti, dobbiamo sbrigarci. - Sì.

- È molto più veloce di noi, lo sai. - Ok.

THOMAS: Bene, ragazze, è il nostro ultimo viaggio insieme.

Il prossimo lo farete da sole.

Adesso spengo il motore, non è un guasto. Sarà un momento tutto per noi.

(SOFFIO DEL VENTO)

(RIACCENDE lL MOTORE)

PICHON: No, ti sento male. C'è il vento.

Eh? Cosa?

Tra 35 minuti? Ah, no, cinque minuti.

D'accordo, ok. Cinque minuti.

Arrivano tra cinque minuti.

Cinque minuti!

Buongiorno, mi scusi.

- Buongiorno. - Dove scenderà esattamente suo figlio?

Laggiù, vede dove c'è scritto "Thomas eroe"?

- Sì. - Dove c'è il cuore.

- È per mettere la telecamera in asse. - Certo.

- Grazie. - Guillame, spostati un po'.

(BRUSIO lNDISTINTO)

Oh!

FOLLA: Thomas!

Thomas!

- Thomas! - Thomas!

Vieni.

PICHON: lncredibile.

Ma perché va da quella parte?

CHRISTIAN: Vieni.

Aspetta.

- Vieni. - Che c'è?

Vieni, questo è solo per noi.

Guardalo.

- Mamma. PAOLA: Bravo, piccolo mio. Ce l'hai fatta.

Basta!

Ehi, Christian, ci sono volute le tue oche per salvare la palude,

che tra l'altro sono meglio della merda di topo.

No, ma è un criceto, Pichon.

- Sì, comunque... CHRISTIAN: Un criceto.

PICHON: Siamo noi, shh!

GIORNALISTA: "Grazie di essere qui." MENARD: "Grazie a lei."

"Possiamo definirla semplicemente una bella avventura?"

"Beh, possiamo dire che si è trattato di una specie di addestramento,

più che di un esperimento scientifico.

Come si possono reinserire delle oche convinte che i genitori sono degli uomini?

Mi sembra ovvio che non torneranno mai a fare il nido in Artico.

Quindi è stata una bella avventura,

ma non si può, scientificamente, parlare di condizionamento migratorio,

come pretende il signor Le Tallec..."

È vero quello che dice?

Che se non ripartono, l'esperimento non ha valore?

È vero. Se le oche non tornano in Artico, siamo fottuti.

Ma se funziona, allora, riparto anche io, con molte più oche.

E sai una cosa? Salverò la specie.

Ma quando dovrebbero ripartire?

Al massimo a marzo.

PAOLA: Allora?

BJORN: Beh, ho visto qualcosa, ma erano delle anatre.

PAOLA: Torneranno. BJORN: lo comincio a dubitarne.

PAOLA: Dobbiamo crederci.

BJORN: Hai ragione.

Dovrebbero già essere qui.

Sì, che vuoi che ti dica.

Forse hanno deciso di nidificare altrove.

Sono libere, eh?

Ma non preoccuparti, loro stanno bene.

Arrivano delle oche.

Sono loro, papà. Guarda. Sono loro.

Sono loro, guarda.

Papà, guarda. Ha funzionato.

- Ha funzionato. THOMAS: Akka, sono qui.

Akka!

BJORN: Ha funzionato, avevi ragione.

Ha funzionato, amico mio. Ha funzionato!

È grandioso. Bravo, Christian. Avevi ragione.

Yes!

È bellissimo, è incredibile.

Il merito è anche un po' suo.

Bentornato a casa.

NARR.: "ln Europa sono scomparsi più di 420.000.000 di uccelli in meno di 30 anni,

mentre cemento e asfalto avanzano di 80.000 ettari all'anno

in paesi come la Francia.

Oggi, più che mai, dovremmo ricordare questo proverbio indiano:

Non ereditiamo la terra dai nostri antenati,

la prendiamo in prestito dai nostri figli."

No. Ti prego, no.

CHRISTIAN: Stai bene? PAOLA: No.

Guarda davanti a te.

Smettila di scherzare.

PAOLA: Piano.

CHRISTIAN: Guarda! PAOLA: Va bene.

- Che cosa c'è? - Guarda là.

Proprio davanti a te, davanti al mio dito. Guarda.

- Sì, là! - Sì.

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