All language subtitles for Gastone (Alberto Sordi e Vittorio De Sica 1959)

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Original subtitles

Cancan.

La Grande Guerra.

La vittoria.

La pace. Il dopoguerra.

Ci regala come sempre i suoi prodotti:

tango, shimmy,

e un tipo strano che nessuno avrebbe osato chiamare ballerino, ma...

Bastone,

cilindro,

guanti bianchi,

un frac.

Si, sono io, Gastone.

Danseur mondain, viveur, frequentatore deI bar tabarin,

conquistatore di donne a getto continuo, uomo che emana fascino.

Affranto, compunto, vuoto e senza orrore di se stesso.

Come porta bene iI frac !

Se fossi ricca, gIi darei tutto.

Se fossi ricca, gi� staresti in bianco.

Con quello Ii !

Lei � una dea !

Lo credo bene, con quello che costa ! NeI mio IocaIe, soIo roba di cIasse.

- Quella Sonia ha moIta cIasse. - E' una principessa russa.

MogIie deI granduca Dimitrovich, cugino dello zar.

E adesso fa quello che fa !

- VoIgari questi principi romani ! - Il gran signore si vede sempre.

Non ti angosciare, piccoIa. Verr� anche iI tuo turno.

- Tre signore bevono champagne. - Dove ?

L�, Ie vedi ?

- Le vedo ? - Falle ballare.

Mi ha rovinato Ia guerra, a quest'ora sarei a Londra !

Permette ?

- Duchessa, permette ? - Cosa ?

- VuoIe ballare ? - Ho sete.

Duchessa, iI principe I'attende aI suo tavoIo.

Arrivo.

- Principe ! - Duchessa.

- Noi ci intendiamo... - Champagne ?

Moum o Veuve CIicquot ?

Moum e dopo CIicquot.

Che spudorata !

Yvonne nella sua creazione.

- Ho invitato Sonia a ballare. - E Iei ?

- Ha risposto: ''Ho sete''. - E' regoIare. Guarda.

Hai visto ? Quella rompe i bicchieri e iI principe ride.

Certo ! Non sa da dove gIi piove iI denaro, ma io me Io sudo.

- Mai visto sudare uno strozzino. - Cos'� ?

SuI vocaboIario � quello che strozza !

- E sarei io ? - Ah, no ? Dai 50 e vuoi 300.

Tu non mi dai Ie 300 delle 50 che ti ho prestato

- e neanche Ie 50 ! - E non te Ie dar� pi� !

Tu non hai tatto. Ti manca iI savoir-faire.

E vorresti ballare con Sonia ?

Lucy, hai una Iimetta ?

E' d'oro, ch�ri ? Che carina...

- Lui fuori. PerquisiteIo. - Io ?

- Andiamo, dov'� Ia droga ? - Non ho droga.

Ah, no ? TogIiti di mezzo !

E questa cos'�, cipria ?

- E questo ? - Questo � un ricordo.

Era deI povero babbo mio.

Aspetta che si vesta e portaIa aI commissariato.

Attento a chi frequenti, sei gi� stato condannato a due anni.

Con Ia condizionaIe, commissario. Ho rubato una voIta soIa.

Ero ragazzino, facevo iI cameriere.

Adesso sono cresciuto e sono quaIcuno.

Te Io dico per questo. Sarebbe un peccato interrompere Ia carriera.

Se non c'era Ia guerra...

A quest'ora stavi a Londra ! E' vecchia. Adesso fiIa dritto.

Brava !

Principe, frusta questa piccoIa voIgare donna.

- Fastidiosa come zanzara ! - Zanzara ?

Ti do io zanzara !

No, non dovete picchiarvi, donne !

- Che fai ? - Che ha fatto quella !

Quella non � tua sorella, parIa con pi� rispetto di un'artista.

FrustaIo, principe !

Sono desoIato. Mi scusi.

Ma figurati ! Io mi diverto, � uno spasso !

Su, ragazzi. Musica, andiamo !

Gastone, a quella Ie sono proprio antipatico.

Yvonne I'ha insuItata, io I'ho difesa e voIeva farmi frustare.

Te Io meriti, mi dovevi aspettare.

- Tu non c'eri ! - Stavo parIando con certe autorit�.

Hai ballato con Ia signora tedesca ?

- Chi, Ia grassona ? - Adesso vuoIe ballare Ia mamma.

Hai detto Ia mamma ? Avevo capito Ia nonna !

Ballaci tu, cosi ti diverti e ti alleni.

No, ti diverti e ti alleni tu ! Sei pagato per questo.

E cosa sto dicendo ? Vuoi divertirti con Ie mie cIienti ? Lascia perdere.

Devi caImarti. E poi non consumi niente !

Ho consumato pi� bottigIie io qui dentro che...

Si, di acqua fredda ! E fai confusione per 100 !

Vuoi che non metta pi� piede qui dentro ?

- Come ti chiami, piccoIo ? - Gastone.

Attenta, se cadi da Iass� ti ammazzi !

Principe, ora mi aspetta.

Vado a cambiarmi e poi andiamo aI CoIosseo.

Si, aItezza. Vi attendo.

Grazie, maest�. Adesso mi aIzo...

- Brava. - Mi sono aIzata !

Siete una gran donna, duchessa.

- Antonio ? - Comandi, principe.

- Portami queI sozzone di Achille. - EccoIo qua.

Mi voIeva parIare ? Anch'io voIevo...

In piedi. Guarda quante bottigIie sono e fai iI conto.

Una bottigIia di Moum, due di CIicquot,

una bottigIia di NapoIeon e 5 tartine di caviaIe.

- 1 .250. - Fatti pagare.

Sembri una iena incrociata con un maiaIe.

- Come va a pensarIe certe cose ! - Non penso, mi basta guardarti !

Ho fatto 3.000. Anche questa scade alla fine deI mese.

- Va bene ! DagIi 2.000. - Grazie, principe.

Peccato che aI CoIosseo non c'� un piccoIo bar !

Sarebbe un'idea, ne parIer� aI sindaco.

Si, parIagIi, principe. Mi piace un piccoIo bar !

Hai ragione tu, mi manca iI savoir-faire.

Non vogIio pi� Ie 50 Iire, presentami a Sonia.

Domani alla pensione, all'ora di pranzo.

- Mi ricever� ? - Lascia fare a me.

Domani vieni alla pensione. Se prende una cotta per te, stai a posto.

Oddio, ecco Ia vecchia Iunga ! Che vuoIe questa ? Va' via !

Andiamo aI CoIosseo, principe.

Principe, una bottigIia di Moum.

VogIio bere. VogIio bere alla saIute di Barba di Rame.

Non ti basta mai ? Adesso vuoi fare ubriacare anche Nerone !

Allora che si fa, principe ?

- Si va a ninna. - Andiamo.

Rientriamo, a quest'ora Ia consorte si sta infiIando gIi stivaIi.

- StivaIi ? - Si, si veste da amazzone !

Non si regge in piedi e vuoIe andare a cavallo.

Si aIza quando io vado a Ietto.

Abbiamo appena iI tempo di scambiarci i nostri pensierini.

Lei in americano e io in romano.

In itaIiano ha imparato a dire: ''Te possano ammazza' !''

- Che carino ! - Carino � quello che Ie rispondo io.

Come ti capisco, principe. Noi siamo come due gocce d'acqua.

Nati dalla stessa madre che dev'essere stata una gran donna.

I padri non contano. Chi sono, sono !

Le madri sono buone, te Ie danno tutte vinte. I padri invece...

E chi I'ha visto mai ! Neanche mia madre.

Sono bastardo, mi sono fatto da soIo e me ne vanto.

- Bravo, Gastone. Mi piaci. - Pure tu, principe.

Me ne frego di tutti, speciaImente delle donne, sono tutte fasulle.

Quella pure, Ia vedi ? EccoIa I� !

Ma a te... Guai a chi ti manca di rispetto !

Te credo ! Se comandassi io, tu saresti quaIcuno.

- Mi ha rovinato Ia guerra. - AItrimenti stavi a Londra.

La guerra e Ie donne. E poi ho avuto Ia sfortuna di trovare quella.

Dice che � scappata nuda dalla rivoIuzione.

E' una duchessa, amica dello zar...

Ma che mi frega !

Sei sempre ubriaca. Come mi presento in pubbIico con te ?

Ecco perch� dico che mi ha rovinato Ia guerra... e Ie donne.

Scusami tanto, principe.

Ogni mattina mi sfogo con te e tu mi ascoIti !

Ma perch� mi ascoIti ?

Perch� non ritorni in campagna, nelle tue terre ?

Tu sei padrone di mezza provincia.

Ti metti dentro un castello con una frusta e fai Iavorare i contadini.

Diventerai padrone di tutta Roma, come Io eravate nei tempi antichi.

Principe !

Principe, che bello andare in barca...

Buonanotte, principe. SaIuti vostra mogIie.

Duchessa. Gastone, attento a non cadere per Ie scaIe.

- Buonanotte, principe. - Vai !

Gastone, mi dai una sigaretta ?

- Ciao, Mignonette. - Macch� Mignonette !

Ora sono Rosa Ia tardona, mi chiamano cosi da queste parti.

Stai da queste parti ?

Non aver paura, non ti comprometto. So bene che ormai tra noi...

Che vuoi fare ? E' Ia vita.

E' un'aItaIena, una voIta stavo su e adesso...

Mi hanno promesso una scrittura all'AIcazar, ma non ci spero.

Adesso cantano tutte. E cosi giro.

- E ti va bene ? - Macch� bene !

Anche a passeggiare siamo in tante.

Vedi ? Tra poco esce iI soIe e ancora niente.

Ma adesso vado a dormire contenta, ti ho visto. Addio, Gastone.

Che fai, Gastone ? Non si fa attendere signora per scaIe.

Sempre maIeducati voi itaIiani !

Di me di' quello che ti pare, ma Iascia stare I'ItaIia !

- Sempre prepotente ! - E tu sempre ubriaca.

Non dire voIgarit� o ti frusto !

Attento, se mi arrabbio sono doIori !

Ah, si ? Arrabbiati.

Ti piace, eh ?

- Chi � ? - Noi ! Gastone... E staccati !

Siete tornati presto stasera, � appena I'aIba.

Sono stanchissima, questo numero mi affatica enormemente.

- Buonanotte, duchessa. - Buonanotte.

- Ti aspetto, Gastone. - Aspettami.

- E tu non vai a dormire ? - Giocano ancora di I� ?

C'� una partita seria, ma non � per te.

Gastone � nato in mezzo ai signori.

Signori, fate iI vostro gioco.

Addio, maestro.

- Banco 2.000. - Banco chiesto.

- VuoIe 100 ? - VoIentieri.

Grazie.

Carta.

Vince iI banco.

- Lei con 5 chiede carta ? - Sempre.

- Bravo. - 4.000 di banco.

Hai visto quelli ?

Scherzano con i bigIietti da 1 .000 e tu sempre con Ie note musicaIi.

- Che stai scrivendo ? - Una canzone in cui credo moIto.

- Fammi un po' senti' ! - Senti.

Come pioveva, come pioveva...

- Niente, non farai successo. - Perch� ?

Pioggia, come pioveva... Non piace aI pubbIico, non far� una Iira !

- E chi Io dice ? - Gaston Le Beau.

- 10.000 iI banco. - Nessuno chiede banco ?

Vediamo Ie puntate.

- 1 .500. - 200.

300.

Ci sono 10.000 di banco, chi parte ?

- Vediamo Ie puntate. - Io vado per 3.000.

Cadano Ie aItre 5. Dia pure Ie carte.

VogIio veder cadere io Ie 5.000. Mi scusi, Ie faccia vedere.

Scusi, Iei non � mai stato in un casin� ? Cadono.

Con questa mossa Ie faccio cadere, Ie vedo e iI banco d� Ie carte.

Se iI puntatore perde, Ie fa cadere. Se vince, ritira Ia puntata.

E' tanto chiaro ! Dia pure Ie carte.

No, se non vedo Ie 5.000, no.

E abbiamo fatto quattro anni di guerra per arrivare a questo ?

Facciamone un'aItra, vediamo dove andiamo a finire.

Le proibisco di parIare cosi !

Lei parIa con iI capitano Negri deI 6" reparto d'assaIto.

Sono stato due anni suI Carso, uno suI Montello,

e mio padre � stato trucidato dai somaIi.

Non sa com'� stato trucidato iI mio, aItrimenti non parIerebbe cosi !

- Che vuoi ? - Vieni, Gastone, ho sete.

Lascia perdere, Sonia. Conosco Ia sete tua !

Fai Ia ninna, Gastone si � gi� guadagnato Ia giornata !

Mi sono caricato gi� una vecchia !

Hai capito che roba ?

Dice: ''Faccia cadere Ie 5.000''.

Ma come ?

Mi presento con te addosso, con questo frac che sei

e quello si permette di dire ''Faccia cadere Ie 5.000'' ?

Lascia perdere. Ciao, buonanotte.

Brava, gi� aIzata ? Mattiniera ! Che ora � ?

- Le 3 meno 10. - Non si mangia oggi ?

Tra poco � pronto.

- Che ti ha promesso ieri Gastone ? - Non ricordo.

- Che ti faceva un beI regaIo. - Tu un regaIo a me ?

- Che mi hai detto 15 giorni fa ? - Non ricordo.

''Ad ogni costo vogIio un collo di voIpi bianche dell'AIaska.''

E tu... Ma no !

Ora ci sono ! Ieri sera hai giocato e hai vinto.

Non ci siamo. Gastone non ha mai trattato quelle bestie.

- E allora ? - Permesso.

Si, avanti.

Signora, sono per Iei. C'� iI signor Achille.

EccoIa, � arrivata. La bestia dell'AIaska.

Il bell'Achille che negIi affari � un dritto e con Ie donne un pollo.

- Bisogna spennarIo. - ArrostirIo.

- E poi disossarIo. - Sei una gran donna.

Hai Ia cIasse. Sbrigati, dai.

Il pollo � in tavoIa !

Ricorda che una coscetta e un pezzo di petto � per me.

Signori, a tavoIa.

Tutto fatto. I fiori hanno avuto un grande effetto, Sonia ha pianto.

- E perch� ? - Perch�.

Vai a conoscerIa, ti aspetta nell'anticamera.

- Ti presenti e via ! - Via dove ?

Fuori, all'aperto.

Quelle hanno bisogno d'aria, sono abituate alla steppa.

PortaIa aI Castello dei Cesari.

La chiami steppa ? E' un ristorante che costa un occhio della testa !

Vuoi Ia cotta ? Allora scuci ! Hai una fortuna tu !

Donna FIora, buon appetito.

Gastone, mi porti a visitare Roma ?

Tu che a quest'ora potresti stare a Londra, vuoi vedere Roma ?

Io ci sono nato. Che vuoi farmi vedere ?

- Non vuoi ? - E chi va a scuoIa ?

Andate ancora a scuoIa ?

Sono professore di danza e ho Ia mia scuoIa !

Belli, morbidi, Ieggeri, vellutati.

Con sIancio, fatemi vedere Io sIancio.

Belli, Ieggeri, morbidi, vellutati.

Margherita, fa' vedere.

Bella, Ieggera... Lei � crocerossina ?

Che dicono alla comunit� ? Invidiose ?

Vattene... Brava.

- Come sta pap� ? - Bene, professore.

- E' contento ? - Contentissimo.

Anch'io sono contento, vattene.

- Lei balla con Ie gambe. - E con che devo ballare ?

Con iI cervello ! Lei non � impiegato di concetto ?

Belli, morbidi, Ieggeri come una piuma.

Adesso vi faccio ballare in coppia. Accoppiatevi.

- Permette, professore ? - Si.

Come vado, sono Ieggera ?

Leggera ? Sei una piuma. Ti faccio ballare soIa.

Capitano, senza caricarIa. Beccati questa piuma !

- Lei ? - Vorrei iscrivermi alla scuoIa.

- Conosce quaIche rudimento ? - Non capisco.

Sai fare quaIche passo ?

So ballare discretamente, ma vorrei perfezionarmi.

Hai detto discretamente ? Poi vedremo.

Ragazzi, per oggi basta.

Tra 10 minuti ho Ia Iezione privata con Ia contessa di Parma.

Perci� andatevene, ci vediamo venerdi alle 5.

Addio a tutti.

Bravo, dottor Gori, compIimenti. Sta migIiorando.

Ragazzi, un momento. Fate circoIo, per favore.

Non dimenticate iI vostro dovere.

Venerdi scade Ia rata settimanaIe. Mi raccomando Ia precisione.

Per un ballerino Ia prima quaIit� � Ia precisione.

Arrivederci e non fatemi fare brutta figura.

Se avete un amico sicuro, portateIo.

Ragazza mia, vogIiamo metterci in regoIa con I'iscrizione ?

- Nome e cognome. - Nannina Barbetti.

- Pap� e mamma ? - Non ce I'ho.

- NN ? - Che dice, professore !

Perch�, ti vergogni ?

Ci sono degIi NN che sono arrivati moIto in aIto.

- Che fai nella vita ? - Vivo con mio zio.

- Che fa tuo zio ? - Professore d'ingIese.

- E sta a Londra ? - Si, da moItissimi anni.

Dovevo andarci anch'io, ma poi purtroppo � scoppiata Ia guerra.

VogIiamo vedere quello che sai fare ?

Un minuto, non posso perdere tempo. Un paio di contesse mi aspettano.

- Pronta ? - Si.

Hai capito ? Brava, vai benino.

Bella vocina... Continua pure.

Te Ia sentiresti di cantare e ballare cosi davanti a un pubbIico ?

Magari, � iI mio sogno !

- Ti ho pizzicata ! - Chi va I� ?

Me I'avevano detto, ma non ci voIevo credere !

Questo � Io zio tanto maIato ?

Signora, questo � iI professor Gaston Le Beau.

Macch� professore, si vergogni !

Ho girato mezzo mondo, sono a Roma per combinazione...

- Per ballare con Ie serve ! - Non offenda Ia signorina.

La signorina � Ia mia serva, anzi adesso non Io � pi�.

La caccio via. Vieni a casa a prendere i tuoi quattro stracci.

Poi torna daI tuo povero zio !

Fare scendere una signora come me in un simiIe Ietamaio !

Se iI mio povero marito mi vedesse ! Che vergogna !

- E adesso che faccio ? - Vai da tuo zio.

Non ce I'ho. Non ho nessuno, sono soIa aI mondo.

Ma che maIe ho fatto ! Mi piaceva tanto ballare !

Bambina, non piangere.

Una ragazza come te ha tante strade, basta saper scegIiere Ia migIiore.

Adesso dove vado ?

Andiamo a prendere Ia tua roba, ti accompagno io.

E poi ?

E poi...

Non mi abbandoni, professore. Lei � cosi buono !

Nanni', dove vai ? Parti ?

Non ha Ietto iI giornaIe ? Il Po ha travoIto tutto.

Vado a trovare i miei parenti.

- Non mi dicevi niente ? - Leggi i giornaIi !

- Devo andare via. - Ti accompagno.

No, c'� mio zio. Mi � venuto a prendere Iui.

Mi dispiace che ci conosciamo in questo momento disgraziato.

- Mi dovevo Iegare ufficiaImente... - Non puoi, abbiamo I'alluvione !

Ciao, Fernando. Stammi vicino con iI pensiero.

- Dove scrivo ? - Rovigo, centro alluvionati.

Che bugiarda ! Sei pi� bugiarda di me, andiamo bene insieme.

CoIpirono mio Boris con baionetta. UItimo grido: ''Sonia !''

Poi ci sparano, cocchiere coIpito a morte. Io... soIa.

Un boIscevico avanza verso di me

e con mano rapace afferra mia pelliccia e rimango nuda.

- Nuda davanti aI boIscevico ? - Non guard�, fuggi sghignazzando.

L� sghignazzano davanti alle donne nude !

Cosi mia pelliccia scomparsa. Riuscii a varcare confine,

traversai Europa e giunsi a Roma, ma mio pensiero sempre Ii.

Morbida come seta, bianca come neve.

Ora sono certa, � arrivato grande giorno !

Chi compra voIpe di AIaska per Sonia ?

- Tu stai megIio nuda. - Si, ma sotto pelliccia.

Promettimi !

Io prometto, prometto, ma...

- E poi ? - Mi chiedi quello che gi� sai.

Ho un quarto di pollo. Quanto costa Ia pelliccia ?

- Non ricordo. - Ora te Io ricordo io !

- Sempre voIgari voi... - Dillo e ti faccio cadere un dente.

- MascaIzone ! - Mannaggia...

Che Iagna !

Non se ne pu� pi� !

PiantateIa, ho sonno !

E' straniera, non capisce che � ubriaco. Pardon, gentiIe pubbIico.

Cafone, maIeducato !

- E se Ia prendessi a caIci ? - Tu che ne dici ?

Sono arrivato in tempo.

Mi ha dato uno schiaffo, che devo fare adesso ?

Lo devo ammazzare ?

- Lasciatemi ! - Si, cosi gIi gonfio Ia faccia !

Musica, musica !

Ecco Paris !

Dovevamo immaginarIo ! Avevo detto di cambiare numero !

Sono due mesi che ballate Io stesso tango !

Cavallini, non dimentichi che sono Sonia AIessandrovna.

A Pietroburgo ho ballato davanti allo zar !

Duchessa, bisogna dimenticare iI passato, i tempi gaIoppano.

- Lo zar non esiste pi�, capito ? - Non c'� pi�.

Sentito ? Gi�, tu non senti mai niente !

Ha ragione Cavallini, iI mondo gaIoppa, ci vogIiono cose moderne.

Quando vedrai questa Nannina, principe... !

Un fiore. In fatto di donne non mi sono mai sbagIiato.

Questa Ie batte tutte. E non sai come mi imita.

Mi guarda fisso e... L� ! Mi frega un gesto, un modo di dire.

Tra un mese sar� io vestito da donna. Principe, dobbiamo IanciarIa.

La Ianceremo. Domani teIefono a donna FIora,

Ie riserver� Ia migIiore camera. Passer� per una mia protetta.

- Ti farai vedere con Iei ? - Certo.

Diranno che sono rammollito, ma me ne frego. E poi mi diverto.

SoIo un signore come te poteva farmi un favore deI genere.

Le spese Ie faccio io. Nessuno Io deve sapere.

Nessuno deve sapere che Ia conosco. Me Ia presenter� donna FIora.

Se dicessero a Sonia che paghi per una donna...

Non capirebbe. Sonia non pu� capire.

Non Io deve capire ! Guai se Io capisse.

- Sei cotto ! - Dici ?

Te Io dico io.

Buongiorno, signor conte.

La nipotina ?

La sente ? Tutto iI giorno cosi.

Ora ci penso io, Ie faccio Ia sorpresina !

Ti mangio !

Ti mangio !

- Brava, continua pure. - Continuo ?

Si.

Basta ! Ma che � 'sta roba ? Queste mosse coI pancino ?

Mi vengono naturaIi, sono ritmi africani.

Sei una negretta ? Dove I'hai visto fare ?

In un fiIm. C'erano tutti negri che ballavano una danza frenetica.

Certo che sono frenetici, sono cannibaIi !

Ballano intorno aI pentoIone con dentro I'espIoratore.

Quando Ii ho visti mi sono piaciuti.

Pensi a quella danza fatta da una bianca coI pancino nudo !

- In coppia con me ? - Magari !

E mentre tu balli coI pancino nudo, io sto dentro a Iessare ?

AItro che tango ! Questa � un'idea nuova, Ie piace ?

- No, non mi piace. - Invece piacerebbe a tutti.

Allora poich� sai tutto e non ti servono consigIi,

sai che fa Gaston Le Beau ? Se ne va.

No, professore. Ho sbagIiato, non Io far� pi�.

- Far� quello che mi dice Iei. - Me Io prometti ?

- Si. - Prometti di non fare sciocchezze ?

Se Gaston Le Beau vuoIe, pu� creare daI niente una grande vedette.

Ma se vuoIe, anche in meno Ia distrugge.

Ti dispiaceva se me ne andavo ?

- Gastone ? - Che c'� ?

Io ti amo.

- Smorziamo i caIori, piccina. - Allora tu non mi ami ?

Sono stato in coppia con donne francesi, russe, spagnoIe, ingIesi.

Bando ai sentimentaIismi. Formiamo una coppia d'arte e nulla pi�.

Per creare dell'interesse intorno a te e farti della pubbIicit�,

ti ho trovato un amante.

Un amante ?

Una persona che ti introdurr� neI giro della grande societ�.

E chi � questa persona ?

E' un principe.

Un principe ? E' giovane ?

Giovane o vecchio non ha importanza.

E' una messinscena per far parIare Roma di te.

- Non sei un po' geIoso ? - Ma di che !

Non so che sia Ia geIosia.

Primo perch� Gastone non teme rivaIi...

e poi perch� se ti faccio questa proposta, so che posso fidarmi di te.

Buongiorno, vengo da parte deI principe.

Si, donna FIora Ia attende. La camera � pronta, si accomodi.

Grazie.

- E' arrivata I'amica deI principe. - Ne sei certa ?

Me I'ha detto Ia cameriera, sa tutto.

- Com'� ? - Le gambe non Ie ho viste bene.

Le gambe sono tutto !

Ci vuoIe pure quaIche aItra cosa.

Roma � paese di seIvaggi e voi itaIiani...

Te I'ho gi� detto, Iascia stare I'ItaIia.

Si, Iascio I'ItaIia per sempre. Torno a Parigi, mi aspettano.

Certo che Paris... !

A chi Io dici ! Se non c'era Ia guerra...

Tu stavi a Londra. Ma Parigi � megIio.

Vedrai, vicino a me avrai grande soddisfazione.

Vieni, mi piace Iitigare con te.

Mio direttore ci fa subito serata d'onore.

- E' tanto che I'aspetto. - Parto stasera.

- Io fra una settimana. - Perch� ?

- Il passaporto ? - Un artista senza passaporto !

Proprio perch� sono artista non mi fanno uscire. Patrimonio nazionaIe.

BeI Paese ! Conosco un commissario...

Stai zitta, Io conosco anch'io. Sono conosciuto in Questura.

Non si deve perdere tempo.

Ti faccio trovare contratto pronto. A che ora parte iI treno ?

Rapido 8,15. Prima devi regoIare iI conto qui in pensione.

Sciocchezze !

E' pi� di 2.000 Iire, non hai mai pagato. Mai !

- Duchessa, c'� iI signor Achille. - Va bene, che attenda.

Il conto � pagato e anche iI treno. BigIietto di prima e vagone Ietto.

Bisogna caImarIo, per�. Ieri sera era moIto nervoso.

- Chiss� cosa vuoIe ! - Sonia, che vuoIe ?

Vedi un po' tu... Se prima di Iasciare I'ItaIia...

- Scusi. - Scusi, che c'� ?

VogIio presentarti una nuova pensionante.

- Bene, voIentieri. - Signorina, Ie presento...

Anna La Belle. Oriunda francese, sono qui per combinazione.

- Che bella combinazione ! - Lui ha una scuoIa di danza.

- Interessante. Ha moIte allieve ? - No, poche ma buone.

Signori, iI caff� � pronto.

La ballerina parte, non c'� pi�. Tentiamo iI coIpo.

- Sai chi balla con Gaston Le Beau ? - Anna La Belle.

Ammazza, sei furba !

Mettiamo Ie cose in chiaro. Di' a Sonia che non sono un pollo.

- Ti ha detto pollo ? - Io mi riprendo Ie voIpi !

La duchessa I'attende in camera.

Viene subito, che fortuna che hai ! Hai sentito ?

- Non Ie dici quello che ho detto ? - Che hai detto ?

- La cosa deI pollo. - No, Io sa !

Donna FIora, prendiamo iI caff� ?

- Si pu� ? - Siediti.

All'Apollo possono pure dimenticarsi di Sonia AIessandrovna.

Non ci Iavoro pi� neanche se mi copri di brillanti.

Sono stanca, stanca !

VogIio allontanarmi da questo Iuogo che mi fa orrore.

Anche questa pensione mi togIie iI respiro.

Ti prego, Achille.

Portami via con te, a casa tua. Per sempre.

- A casa mia ? - Si, ti aspetto stasera alle 10.

- Vengo via con te. - A casa mia ?

VogIio essere tua donna. Non pi� tabarin e champagne.

- SoIo mio uomo e basta. - Io sono tutto tuo.

Sar� piccoIa compagna della tua vita.

La mia casetta non � una reggia, ma � comoda e piena di Iuce.

Luce dopo tanto buio !

C'� una camera da pranzo, una camera da Ietto, un bagno...

C'� una cucina non grande e uno stanzino per Ia domestica.

No, niente serve. VogIio curarti soIo io, sono geIosa.

MegIio cosi, niente domestiche.

Allora vieni alle 10 ? Oggi saIdo iI conto di donna FIora.

E' I'uItima voIta che devo pagare, vero Achille ?

Dico che � I'uItima voIta che devo pagare ?

E quanto devi pagare ?

- Poco... 3.000 Iire. - 3.000 ?

Si... dai 3.000 Iire a Sonia AIessandrovna.

Da' queste 3.000 Iire

e promettimi di non dare pi� denaro per pensione.

- Prometti ! - Prometto. Fatti dare una ricevuta.

Che vergogna !

Ti aspetto questa sera alle 10.

Non gingillarti, iI treno parte alle 8,15.

Se Io perdi, devi andare a Ietto con iI bell'Achille.

Non parIare di Iui, mi viene Ia pelle d'oca !

Stasera alle 10 ci rimetter� Iui Ia pelle !

- Non spingere, rovini voIpe. - Tanto sono morte !

Hai una vaIigia soIa e un magazzino di reggiseni !

Vai in bagno a mettere a posto pinze, Iame, unguenti...

- Io non Ii tocco ! - Chi canta in saIa ?

Qui cantano tutti ! Vai in bagno, sbrigati !

- Questa voce non � brutta. - No, � bella !

- Anche questa � fatta ! - Non canta maIe...

No, canta benissimo. Per� se senti quella, perdi iI treno !

MoIto brava. Ma bisogna studiare per impostare Ia voce.

Certo che studier�, vogIio diventare brava.

- Signorina, iI principe I'attende. - In camera mia ?

- Certo. - Gi�.

- Scusi, maestro. Devo andare. - Prego.

Quella ragazza far� carriera !

Certo, ha debuttato con un principe !

- Principe. - Lascia stare iI principe !

Appena sono entrato, ho sentito Ia tua voce.

Ora ti vedo. Gastone ha ragione.

Sei deIiziosa.

Lei � moIto gentiIe. Ma � Iogico, un signore come Iei !

Io sono maIeducato, mia mogIie dice: ''Sei un facchino !''

Ma in americano fa un aItro effetto.

- La signora Io dir� per scherzare. - No, Io dice suI serio.

VuoI dire che gIi americani non sanno giudicare.

Lei � proprio un principe. E' come I'immaginavo io.

Preparati, usciamo insieme.

Dove mi porta ?

Non preoccuparti. Piuttosto, vuoi debuttare cosi all'Apollo ?

Che figura facciamo ? Andiamo a comprare un beI vestitino.

- E Gastone ? - Lo sa, sono io iI responsabiIe.

Non sei Ia mia amante ?

Principe.

Ma che fai ? SoIo in pubbIico.

Qui � inutiIe, non c'� nessuno. Che Io facciamo a fare ?

Su, vestiti, ti aspetto in saIa da pranzo.

Fa' presto.

Non raccontarmi storie. Sono iI padrone e decido io.

Va bene.

Devo darIe una notizia.

Alle 8,15 parte un treno per Parigi. SuI treno c'� Sonia.

- FinaImente se ne va ! - Bene, � d'accordo !

Tanto pi� che per iI numero di stasera I'ho sostituita.

Giovane, fresca, spiritosa. Frizzante come spuma di champagne.

- Basta un nome: Anna La Belle. - E chi sarebbe Anna La Belle ?

La vedr� tra poco. Mi sono permesso di farIa venire.

Il pubbIico ci sar� grato per questa scoperta.

Lascia stare, Ie scoperte Ie faccio soIo io.

Stasera ballerai con Carmencita.

Chi � ? Non posso ballare con una con cui non ho mai provato.

C'� bisogno di provare ? GuardaIa.

Questo � Gastone.

Modestamente sono iI primo danseur di tango in ItaIia.

In ItaIia non sapete ballare iI tango.

Gi� comincia a offendere I'ItaIia !

Non importa se non sai ballare. Mi presenti,

ti metti in disparte e io faccio iI numero.

- E io ? - Sempre in disparte.

Quando ti guardo, fai soIo un coIpo di tacco.

Attenzione. SoIo quando ti guardo.

Io mi vado a preparare. Ricorda, tutti i proiettori su di me.

Ma chi � ? Chi si crede di essere ?

Argentina !

- Tu Io sapevi ! - Certo.

- Quella � una put... - So anche questo.

Non voIeva Ia domestica, voIeva curarmi da soIa. E' una put...

Achille, che ci vuoi fare ?

- Dimentica e ridici sopra. - A me non viene da ridere.

Ho speso pi� di 15.000 Iire, potevo comprarmi un appartamento.

Se ti dicessi quello che ha fatto a me ! Mi dovrei sparare.

A te non � costato un soIdo.

Io ho dato tutto quello che un uomo pu� dare e Iei se n'� andata.

- Dovrei piangere, invece rido. - A me non viene da ridere.

Devi ridere, se n'� andata Sonia ed � arrivata Carmencita.

- Chi � Carmencita ? - E' iI tipo tuo, � argentina.

Antonio, dai un tavoIo aI signor Achille.

Quando � finito iI numero, fai sedere Carmencita da Iui.

Gastone, tu me Ia porti aI tavoIo, ma se mi va...

Macch� dici ! Questa � argentina.

Signor Achille, ecco iI suo tavoIo. Metto dello champagne ?

Un momento, prima Ia vedo, Io champagne viene dopo.

Stasera ci sono tutte Ie novit�.

Un'aItra conquista. Un genere nuovo.

Dove I'avr� pescata ? Non si arrende mai queI principe !

Il fascino deI titoIo !

Li vedi ? Stanno tutti parIando di te.

- Crede davvero, principe ? - Tutta Roma Io sapr�, Ii conosco.

- Principe. - Ciao, Antonio.

Che champagne preferisci bere, Moum o Veuve CIicquot ?

- Facciamo tutti e due. - Hai capito ? Tutti e due.

- Brava, cosi mi piaci. - Scusi, ma non conosco Ie marche.

Cosi per non sbagIiare... Le imparerai.

- Tocca a me. - Che c'� ?

Gastone ha detto di tenermi pronta quando si spengono Ie Iuci.

Carmencita e iI suo danseur.

Rimettiti seduta.

- Che � successo ? - Non Io vedi ? C'� Carmencita.

- E io ? - Hai tempo, sei tanto giovane !

Un'occasione cosi non si presenter� pi�.

Se Ie occasioni non ci sono, si creano.

Ma Gastone non balla mai ? Sta sempre fermo !

Ti pare poco ? Quello � iI difficiIe.

Quando ti guardo, batti iI tacco !

Sei fuori tempo.

'Tacci tua ! La straniera sta offendendo I'ItaIia.

Bene. Bellissima, spIendente. Che d�collet� meravigIioso !

E come ti dona ! Bravo, Iei ha sempre buon gusto !

Mi diverto a vestire Ie donne, invece ci sono quelli che...

Bene, stai proprio bene, Nanni'. Bene.

Scusa, mi vuoi dire che � successo ?

Di che ? Che � successo ?

- Non hai capito ? - No.

La sente ? Non ha capito. Certo, non � dell'ambiente.

Non � ambiente tuo. Per te ci vorrebbe quaIcosa di pi� importante.

Un teatro, iI SaIone Margherita...

- Il SaIone Margherita ! - Si fa per dire.

- Il primo variet� d'ItaIia. - Il primo.

- Domani parIo con I'impresario. - Si, � amico mio.

Dobbiamo puntare in aIto, tentare iI gran coIpo !

Ho sempre sognato un teatro... Non Iasciamoci scappare iI SaIone !

Principe, non facciamoci scappare iI SaIone Margherita !

Quello sta Ii. Domani facciamo iI contratto.

Ci facciamo dare iI teatro per 15 giorni, se va bene aItri 15...

- Dobbiamo pensare aI finanziamento. - Non � un probIema, c'� Achille.

EccoIo I� !

Prendiamo pure Carmencita.

Perch� ?

Va bene, prendiamo pure Carmencita.

Mettiamoci bene d'accordo. SuI manifesto...

E che scherziamo ?

- Delle signore vogIiono ballare. - E a me ?

Butta gi� Ie mani e con Ie vecchie signore ballaci tu

perch� da questo momento sono Gaston Le Beau, iI signor cIiente.

- Principe, cos'� ? - Che ci vuoi fare, � Ia vita.

Maitre, portaci da bere, muoviti !

Bevo quest'uItimo goccetto in segno d'augurio e di rispetto.

Bevo alle nostre fuIgide stelle Carmencita e Anna La Belle.

Bravo, Achille, anch'io ci sto. Bevo alla saIute di Gaston Le Beau.

- A me. - Se permetti, pago io.

- Senz'aItro. - Achille, paga.

Lo mettiamo in conto ?

- Achille, tira fuori Ia penna. - A che ti serve ?

Il principe firma Ie cambiaIi,

tu finanzi Ia compagnia e poi riprendi i soIdi con gIi incassi.

- E se sar� un fiasco, pagher� io ? - Non sar� un fiasco.

- Comunque ci sono Ie mie terre. - E' taImente chiaro !

Tu firmi Ie cambiaIi, io Ie tengo sempre pronte,

e io anticipo. Ma se Io spettacoIo fa fiasco, io mi mangio Ia terra.

- DammeIe, usuraio ! - Ci sono 5 differenti scadenze.

4 o 5 per me � Io stesso.

Lo faccio per te e per iI tuo successo.

Io ti do tutto, ma tu... niente. Quando ?

Quando tengo certezza deI tuo corazon.

Sono tanto feIice, Gastone.

- Anch'io. - Ma che fai, Gastone ?

E' venuto iI momento di dire ci� che non ho mai detto a una donna.

Attento, Gastone. Niente sentimentaIismi.

- Perch� ? - Sei tu che me I'hai insegnato.

Hai ragione, voIevo metterti alla prova.

Cosi va bene.

Gasto', che fai ?

- Ecco, � arrivato, vedi ? - Chi ?

L'impresario miIanese, poi verr� quello di Parigi.

AIt, aIt, basta. Fermi, su con Ia testa !

- Sempre chiodi ? - Attacco Ie scene con Ie spille ?

Maestro, mi raccomando. Garantisco iI successo deI duetto

- se manteniamo iI tempo... - Largo !

Largo, sempre Iargo.

Maestro, andiamo avanti. Il tempo stringe.

Tocca a Iei, se vuoI provare.

- Dobbiamo metterci d'accordo. - Lo siamo gi�.

- Sulla paga, ma non sulla r�cIame. - Dica.

Sui manifesti iI mio nome dev'essere stampato con i caratteri pi� grossi.

Non posso accontentarIa. Il nostro direttore ha deciso.

- Chi � iI direttore ? - Io. Gaston Le Beau.

- Mai sentito nominare. - Io si.

Non hai mai Iavorato aI SaIone Margherita, io tre stagioni !

- E questa � Ia stagione mia ! - Non Ia far� con me !

Anch'io vogIio Ia r�cIame della grande vedette !

Lei � una grande vedette ?

SuI programma ci sono due nomi pi� grandi: Anna La Belle e Carmencita.

Perch�, non Ie gusta ?

E' Iei... E' curioso, non ci siamo mai incontrate.

Eppure ho Iavorato in tutti i pi� grandi variet� d'ItaIia !

Ora Ia gran vedette sono io !

Faccia pure, ma Ia sera deI debutto qui non ci metto piede !

Star� in pIatea a farmi quattro risate !

Vieni qua.

Guarda quelle... Oddio !

Achi', riporta iI cappello !

Che fai ? Sono due zozze che Iitigano, non impicciarti.

EccoIo I� ! Achi', che hai fatto ?

Mi ha cecato. Mi hai mandato a portare iI cappello !

- Perch�, non era suo ? - Mi ha dato un cazzotto.

- Non � niente. - Per te � sempre niente !

Invece di darmi quello che mi deve dare, mi ceca un occhio !

Pensa aI successo dello spettacoIo !

GIi artisti migIiori se ne sono andati, come facciamo ?

Faccio un saIto aI Caff� della Posta, ce n'� un mucchio.

Faccio un fischio e formo tre compagnie.

Sono tutti artisti di periferia, morti di fame.

C'� da vergognarsi a presentarIi.

Il pubbIico se ne frega. Quando c'� iI nome di Gaston Le Beau,

gIi aItri non contano ! Non preoccuparti.

Ti trovo iI megIio che c'� sulla piazza.

- Comici, duettisti, bestie feroci. - Non ci vedo pi�.

Faccio un saIto a cercare gIi artisti.

Mi dispiace dirgIieIo, ma qui finirete maIe.

Il SaIone Margherita ha una tradizione.

Qui sono passate Ie pi� grandi vedette d'Europa,

MaIdacea, Ia Bella Otero, tutte artiste di gran cIasse.

Oggi un MoIinari, un Pasquariello, un PetroIini !

E queI Gastone chi � ?

Un megaIomane incosciente ? E quella Carmencita ?

Quella va bene per I'Apollo, per berci Io champagne.

Quella ragazza chi � ?

Quella credo che sia una vera scoperta.

Lei I'ha vista provare con Gastone, ma Ia dovrebbe sentire da soIa !

Si, una bella ragazza.

Venga alla pensione, Ie far� cantare due canzoni. E' una riveIazione !

Ti ringrazio per aver pensato a me per farmi combinare questo programma.

Ma anche tu devi ringraziarmi.

- I migIiori attori sulla piazza. - Dove stanno ?

Cafiero ! Duo Cafiero, due artisti internazionaIi.

- Questo non muore ? - No !

- In quaIe teatro avete Iavorato ? - AI San Martino di MiIano.

AI PoIi di Firenze, aI Massai di Torino.

- A La Fenice di NapoIi. - All'Eden di BoIogna.

- AI SaIone Margherita mai ? - Si, 20 anni fa.

Assieme aI grande MaIdacea, quello si che era un artista !

Adesso dove Ii trovate pi� !

Se suI manifesto c'� un nome come iI mio, gIi aItri non contano !

Dopo passate in ufficio da me.

Contenti ? Vi faccio Iavorare insieme a Gaston Le Beau.

- Chi � ? - E chi Io conosce !

Questo te Io posso garantire, � un illusionista che spacca tutto !

A me non piace moIto parIare,

ma all'uItima piazza a Bergamo Ii ho fatti diventare matti !

Appena sono entrato in scena !

Io non chiacchiero per poi non combinare niente.

Sono di poche paroIe. Una paroIa � poca e due sono troppe.

Vado diretto aI mio Iavoro. Entro e faccio Iavorare Io sguardo.

Con quello inchiodo iI pubbIico, e quello di Bergamo � fastidioso.

SpeciaImente in inverno con quelle correnti d'aria, da poImonite...

Veniamo aI sodo senza preamboIi. Le chiacchiere stanno a zero. Dunque...

- Stai zitto ! Quanto vuoi per sera ? - A Bergamo...

Qui stiamo a Roma. Dimmi Ia cifra e basta.

- La cifra e basta ! - 50.

- Andiamo... - 40, 30, 20.

- 5. - No, 6.

- 4,50 e stai zitto o ti Ievo Ie 50. - Fatto, a me gIi occhi !

Brava, veramente brava.

Il maestro mi aveva preparato, ma non mi aspettavo tanto.

- E' moIto gentiIe. - Ho detto Ia verit�.

E' un peccato che debba debuttare con quella gente.

Non avremo successo ?

Lei avrebbe successo... ma dovrebbe Iavorare da soIa.

Gastone non vuoIe, dice che da soIa non reggo iI paIcoscenico.

Quello non regge neanche se stesso.

- Allora che devo fare ? - Dia retta ai suoi consigIi.

Accetto i suoi consigIi, ma stasera devo debuttare.

Certo, ha preso un impegno. Ma ricordi quello che Ie ho detto.

Lei da soIa arriver� dove vuoIe. Ha gi� sceIto iI suo nome d'arte ?

- Mi chiamo Nannina. - In arte � Anna La Belle.

A me piace Nannina, ma Anna La Belle Ie sta benissimo.

- Che ne dici ? - Ma...

Questi artisti Ii ho visti 20 anni fa !

Lui � decrepito con queI pancione. Che ne dici ?

In fondo hanno ancora della verve !

- Il principe � tranquillo. - Non avr� Ietto i giornaIi !

- Se ne frega di tutti ! - In fondo fa bene.

- Mi gira Ia testa. - Perch� ?

- Fischi e pernaccchie. - Si divertono, pubbIico festoso.

- Hai Ietto iI giornaIe ? - ParIano dello spettacoIo ?

No, iI principe � stato interdetto, sua mogIie non gIi d� pi� una Iira !

Chi mi rid� iI denaro che ho dato ?

Piangi sempre ? Se perdi da una parte, guadagni dall'aItra !

Dopo iI grande successo, i soIdi arriveranno a fiumi !

Non so nuotare !

- Nanni' ! - Gastone, che si fa ?

Dopo Carmencita tocca a noi. E' iI momento nostro.

Non vado dopo quello che � successo.

E' un pubbIico un po' allegro, iI pubbIico deI Margherita.

Ha pagato, si vuoI divertire. LasciamoIo fare.

Ti avevo promesso di aprirIo aI momento giusto. E' arrivato.

E' iI primo regaIo che Anna La Belle riceve daI suo impresario.

- E' troppo. - No, questo � niente.

Presto, in scena.

- Andiamo, sei pronta ? - Si.

Le consigIio di non entrare dopo quello che � successo.

Ma che � successo ? Adesso anche Iei.

Il pubbIico di Roma � cosi, forse a MiIano � diverso.

MiIano � un'aItra cosa, vedr� che successo avremo neI suo teatro.

- Piaccio moIto neI Nord. - Presto !

Andiamo.

FinaImente !

Hai sentito ? In ItaIia non ci Iavoro pi�, domani parto. Ti saIuto.

Le ho dato tutto e non mi ha dato niente.

Vede che bisogna fare per I'arte ? Anche iI cameriere se occorre.

- E' preoccupato ? - No.

Stia a vedere.

- Chi � ? - PoIizia.

Questa pelliccia I'ho pagata io.

Se vuoIe dire quaIcosa, venga aI commissariato.

AI commissariato vengo io, bisogna chiarire. E' un equivoco.

Nanni', stai moIto megIio cosi che con queI peIaccio !

- PeIaccio ? Costa una fortuna ! - Andiamo.

Andiamo aI commissariato.

Deve entrare in scena, abbiamo iI numero insieme.

Il primo numero posso farIo da soIa. Poi, quando torni...

Non pu� entrare da soIa, non regge iI paIcoscenico.

- Non puoi, caschi ! - Macch� casca ! Non perdiamo tempo.

Spostiamo iI numero, facciamo entrare iI giocoIiere.

Qui ci giochiamo iI teatro. In scena !

Non possiamo soprassedere, casca. Nanni', aspettame !

GentiIe pubbIico, mi scuso per essermi fatta aspettare.

E' successo un fatto imprevisto. Stavo per entrare in scena,

quando a un tratto mi � mancato iI coraggio.

Il direttore mi ha dato una spinta ed eccomi qua.

- Come andr� a finire ? - Bene !

Grazie, far� iI possibiIe per non farIe fare brutta figura.

Maestro.

- Hanno arrestato Gastone. - No !

Maestro, ritmo !

Adesso si !

- Brava, Nanni' ! - Anna La Belle !

Vabb�...

Adesso vi canter�: ''Cosi � I'amor che viene e va''.

E' una denuncia che viene da Parigi.

La pelliccia � un maIinteso. Anzi, un atto di riconoscenza.

Era sempre ubriaca, Ie ho dato Ia mia giovinezza e Ia mia arte.

Quando se n'� andata,

ho sentito iI bisogno di tenere una cosa sua.

E' umano, andiamo ! Ha iI coraggio di dire che gIieI'ho rubata ?

Commissa', stia attento alle donne.

Lascia perdere e piuttosto pensa a quello che fai.

Appropriazione indebita...

La spedizione della pelliccia Ia facciamo a tuo nome,

cosi facciamo credere che tu stesso I'hai restituita.

- Questa voIta puoi andare. - Grazie.

Ma non tornare pi� qui.

No. Mi faccia andare, ho Iasciato quella povera ragazza.

E' una mia allieva. E' come iI puIcino senza Ia chioccia.

Il puIcino becca anche da soIo.

No, stavoIta non becca. E' gi� cascata.

Vado. Faccio in tempo a farIa entrare con me aI secondo numero.

Le faccio prendere un appIauso, dopo tanta speranza una soddisfazione !

Grazie tante, commissario.

Faccia una corsa, si venga a godere iI finaIe.

- Brava ! - FenomenaIe.

Aspettami, Nanni' ! Ci sono io !

Ma chi � ?

Signore e signori, buonasera.

Dopo un giro trionfaIe per tutta I'Europa e Ie due Americhe,

dove ho ricevuto Ie pi� aIte onorificenze,

ho iI piacere di dimostrare a questo pubbIico,

che Ia mia forza magnetica non ha Iimiti.

Io ordino e voi obbedite.

A noi ! A me gIi occhi.

Pronti ! Arrivo, Nanni' !

- Mai visto uno spettacoIo simiIe. - E' proprio una vergogna.

- Per� Anna La Belle � bravina. - Un fiore neI Ietamaio !

Ma che fai ? Dove Io porti ?

- Principe, � finito ? - Da un pezzo e ti aspettavo.

- Com'� andata ? - Poteva andare megIio.

Il guaio � stato I'illusionista. Appena entrato...

- Si � messo a parIare ! - Non gIi hanno dato iI tempo.

Appena apriva bocca, una pernacchia. Quello ha protestato

e allora hanno caIato iI sipario ed � iniziata Ia soIita confusione.

- Me I'aspettavo, mancavo io. - Noi romani siamo maIeducati.

Non c'� niente da fare, siamo nati cosi.

E Nannina ? Chiss� che disastro !

Disastro ? AppIausi a non finire, � stato un successo !

Un successone, ma Iei non si � accontentata e ha voIuto iI trionfo.

Si � fatta cascare Ia veste e ha cominciato a fare una danza...

CoI pancino ? Lo sapevo !

Un trionfo, Ie hanno fatto fare quattro bis.

Non Ia mandavano pi� via !

Si � dovuta scusare che non aveva pi� niente in repertorio.

Lo immaginavo, che soddisfazione !

Vado da Nannina, stasera stiamo insieme.

Noi si, ma Nannina se n'� andata.

Dove ?

E' andata a cena con quell'impresario di MiIano.

E' brava, proprio brava.

Forse pure troppo.

Andiamo all'Apollo, forse mi aspetta I�.

Aspettano anche a me. E' un'idea, andiamo.

Andiamo a farci due risate. Il principe interdetto !

Sai quante chiacchiere ! Mi sembra di sentirIi !

Signor Cavallini, � arrivato iI principe.

Che nessuno si avvicini aI tavoIo e non prendete ordinazioni.

Ha una bella faccia tosta !

Non c'�.

E' Ia prima voIta che iI cameriere non mi accende iI sigaro.

Gastone, sai che ti dico ?

Ci si prova pi� gusto.

I camerieri questa sera sono spariti.

No, ci sono, ma girano alla Iarga.

Le cattive notizie voIano.

Me ne vado, forse Nannina � tornata alla pensione.

Scusami, ma devo andare a vedere.

- Chi � ? - Io, Gastone.

Un momento, vado a chiamare Ia signora. C'� Gastone.

Ma che c'entra Ia signora ? Fammi entrare.

Prima di entrare, devi saIdare iI conto. Sai quant'� ?

2.000 per I'affitto, 1 .700 i pasti, 650 di biancheria.

Tutto questo senza Ie mance per Ie cameriere, fa 4.350. Li hai ?

- No. - Allora buonanotte.

- Il bagagIio ? - Quando avrai pagato.

Ci ho gi� messo Ia naftaIina !

Fammi entrare, parIo con Nannina e me ne vado.

Ha teIefonato daI Grand HoteI, non viene a dormire qui.

E domani parte per MiIano.

Gasto', che fai ? Stai a prendere iI fresco ?

Non ho sonno.

- Andiamo. - Dove mi porti ?

- A casa tua. - No !

Si !

Ti ricordi quando uscivamo dall'AIcazar dopo Io spettacoIo ?

Che successo avevamo con iI duetto !

- Tutto passa. - Ma che passa !

Cominciamo adesso noi due ! Sono sempre Gaston Le Beau.

Anna, ormai ci siamo.

Dopo una Iunga tourn�e all'estero, aI SaIone Margherita a Roma.

A Roma, a Roma !

Bisogna andarsene da Roma, non c'� niente da fa' !

E' iI paese dell'antichit�. Sono retrogradi e ingrati, non capiscono.

Vuoi mettere Londra e Parigi ? Li � tutto illuminato !

Da quaIunque parte ti voIti, c'� un teatro.

E iI pubbIico ? Gran cIasse ! Quando sei quaIcuno, sei veramente quaIcuno.

Gasto', verr� pure per noi.

Macch� noi ! Sempre aI caff� ad aspettare Ia manna.

- Ha ordinato caff� con panna ? - Macch� panna !

- Allora ? - Portaci un caff�.

- Un po' Iungo. - Ho capito.

Morti di fame ! Un caff� Iungo in due, si sono sprecati !

Non te Ia prendere, verr� iI momento tuo. Sei un grande artista.

Un giorno o I'aItro, sono sicura...

Intanto passano i giorni e noi Iottiamo coI pranzo e con Ia cena.

- Ecco MicheIe ! - Dove ?

Vai a parIargIi, ci aveva promesso una scrittura all'AIcazar !

Gaston Le Beau all'AIcazar ? Ma che dici ?

Che ci vuoi fare, bisogna accontentarsi.

No, deve venire Iui. Mi conosce, sa chi sono !

Ha tante cose per Ia testa.

Vai, Gasto'. Non abbiamo pi� una Iira.

Ecco iI caff� Iungo.

Prendi iI caff�.

Un goccio pure a te. E' caIdo, ti fa bene.

Ti� !

Portami un Vermut.

Ciao, Gasto'. Scusa, ti avevo scambiato per iI cameriere.

Non faccio pi� iI cameriere, sono Gaston Le Beau.

Che c'� di maIe ? Abbiamo iniziato tutti cosi.

Chi ti dice niente ? Sono iI primo a dirIo.

Gaston Le Beau ha cominciato facendo iI cameriere.

Pi� si � quaIcuno... Ford non ha cominciato facendo iI meccanico ?

La vita � una paraboIa.

Eppure erano bei tempi ! Allora Ia Iira era veramente una Iira.

- La guerra ! - A me Io dici ?

- Vuoi bere quaIcosa ? - No, ho preso un caff� con panna.

Scusa, ma ho un sacco da fare con i contratti,

gIi impresari che non pagano... Il pubbIico non va pi� a teatro.

Il cinema ci ha fregato in pieno.

Adesso non si parIa che della Bertini e di RodoIfo VaIentino.

Perch� non vai alla Cines ? Stanno girando un gran fiIm storico

con migIiaia di comparse: cristiani, gIadiatori...

Tu potresti fare iI gIadiatore.

Ti danno 5 Iire aI giorno e se piove e non Iavori te ne danno 2.

Senti, ti vogIio bene. Anche perch� quando hai potuto, hai pensato a me.

Non dubitare, se mi capita I'occasione di una parte...

Ma che stai a di' ! Ma di che parIi ? Di chi parIi ?

Il cinema, Ia comparsa, RodoIfo VaIentino...

Bono quello ! Mi ha fregato Ie basette e Iavora con Ia faccia mia !

MicheIe, stai scherzando ? Sono venuto a saIutarti,

non a domandarti come fare per guadagnare.

Credi che abbia fame ? Grazie a Dio ho mangiato adesso.

Siamo venuti qui a prendere un po' d'aria... io e Mignonette.

- Ricordi Mignonette ? - Dove sta ?

EccoIa I�.

- Si � un po' ingrassata. - Sta bene.

E soprattutto � in gran forma.

Si sa... Ia vita comoda, tranquilla !

Stavo pensando...

Non ti meravigIiare per quello che dico.

VoIevo fare una sorpresa a Mignonette e un regaIo a te.

A me ? Ma che mi vuoi regaIare !

Una rentr�e all'AIcazar, con Io stesso numero deI debutto.

Ti ricordi iI successo ? E ancora non ero Gaston Le Beau !

Ma Mignonette pure, non era quella che �.

Scusami, � brava, tanto brava. Ma gIi anni passano per tutti.

- E poi i tempi sono cambiati... - Ma che dici ?

- Non fai un saIto di gioia ? - Macch� saIto !

Miche'... io devo Iavora' !

Hai capito che devo Iavora' !

Hai detto che mi vuoi bene. Io ho bisogno di Iavorare !

Vabb�, una settimana all'AIcazar te Ia faccio fare.

- Fatto. - Fatto.

Gasto', hai sempre iI frac ?

Il frac ? Quello non mi ha mai Iasciato.

Ma anche se voIesse, dove va ? Che pu� fare senza di me ?

Allora ?

Non c'� niente da fare !

E' un amico, non gIi ho potuto dire di no.

Ci tocca Iavorare all'AIcazar.

A Gasto'... ! Cameriere, un aItro caff�.

La mossa !

Fa Ia mossa !

Mucchio di stracci !

Andiamo, Rosa. Non piangere.

Scusa, ma non � coIpa mia.

Il pubbIico non ne vuoIe pi� sapere di me.

E' megIio che Iavori soIo oppure te ne trovi un'aItra.

Ma che dici, ho certe idee ! Lo sturbiamo iI pubbIico domani !

Dicevo a Mignonette che domani sera...

Non c'� domani sera.

Non c'� pi� niente da fare.

L'impresario dice che iI programma � troppo Iungo.

Ma iI duetto ha iI tempo suo.

Si, ma non ho tempo da perdere. Se avessi sentito che ha detto !

- Che ha detto ? - Che devi andare via.

- Subito ? - Subito.

Ma come ? Una settimana...

- Lo conosci, sai come Ia pensa. - Si, Io conosco. Fallo venire !

No, Gastone, andiamo via. E' megIio.

- SoIo per farIa contenta. - Cosi facciamo contenti tutti.

Metti iI paIt�, non senti che freddo ?

Certo che hai freddo, con questo vestito trasparente !

- No... e tu ? - Non ti preoccupare, sto bene cosi.

Quando sto in frac mi sembra di stare a casa davanti aI caminetto.

- Vattene a casa, ho da fare. - Dove ?

- Ho un'idea. - Oddio !

Stai tranquilla. Non vedi che io sono tranquillo ?

Credi che sia emozionato ? Sono contento.

- In fondo � una creazione mia. - Ma che dici ?

Che dico ? La vedi questa ?

Le ho insegnato io a camminare

e stasera debutta aI SaIone Margherita, Ia grande stella !

La vogIio andare a vedere, mi vogIio fare due risate !

Vattene a casa, Rosa. Mi vogIio proprio divertire !

- Principe. - Non ti fare sentire.

- Che successo ! - Strepitoso.

L'ho inventata io, pensi. Non mi sbagIio mai.

Sei come me, ti sbagIi soIo per te stesso.

E' vero, a me non ho mai pensato. Ho Iavorato sempre per gIi aItri.

- Ho dato tutto, ma da oggi... - Levati iI frac.

No, ho soIo iI frac. Se mi Ievo questo, che mi resta ?

Non serve pi�, vanno tutti in giacca con Ia camicia fantasia.

C'� anche quaIche camicia nera, � I'uItimo squillo.

Ma io sono nato coI frac e Ia camicia bianca inamidata.

E con questo frac vogIio rifare fortuna.

Se c'� stata confusione, I'ItaIia deve ricordarsi di Gastone.

Brava, un genere compIetamente nuovo.

E' un parente tornato dall'America. La raggiungo in macchina.

Sono tanto feIice di rivederti, Gastone.

Hai visto Io spettacoIo ?

Che ne dici ?

Che vuoi che ti dica ? Ti ho appIaudito perch� tutti Io facevano.

Poi mi sono guardato attorno e ho visto che gente era.

Io soIo stavo in frac.

La nuova generazione che si presenta in giacca e camicia fantasia !

Brava, Nannina, continua cosi. Per Ioro vai benissimo.

- A te non sono piaciuta ? - Me Io domandi ?

Se sei piaciuta a quelli, come puoi piacere a me ?

Sei cattivo.

Ma hai ragione, ti ho fatto deI maIe.

Il maIe Io hai fatto a te stessa.

Ti sei ridotta a fare Ia marionetta in mezzo a queste facce sporche.

Io invece sono sempre rimasto quello coI frac e Io sparato bianco.

Ma sotto a questo sparato c'� un cuore

che ti fa rubare e ti manda in gaIera

per fare un regaIuccio a una a cui vuoi bene.

Non piangere, Nannina. Io non mi muovo.

Tutto torner� come prima e allora...

vieni pure da me: Gaston Le Beau � sempre un gran signore.

- Addio, Gastone. - Macch� addio ! Arrivederci.

Non aver paura, ti aspetto.

Le faccio piangere tutte... Ma che avr� !

Che ho ? Ho te !

E quello mi dice: ''Levati iI frac'' ?

Sta' tranquillo, non te Iascio.

Gastone... sei davvero un bell'adone.

Ho Ie donne a profusione.

E ne faccio collezione...

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