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Original subtitles

MUSlCA

Sette, un numero magico.

Come i nani, come le note, come i colori dell'arcobaleno.

Sette, come l'ora dell'aperitivo. E a quell'ora... conosco Davide.

Beve birra, io margarita.

È uno che legge Dan Brown, io Dostoevskij.

Non abbiamo niente in comune... Siamo felici.

Primo anno: facciamo l'amore una volta, poi una seconda.

Ci portiamo la colazione a letto.

Il mio letto, lui sta ancora dalla madre.

Davide mi chiama... - Baby, la colazione.

Siamo in estasi.

Secondo anno. Lui mi chiede di liberargli un cassetto in casa mia,

io gli libero anche un armadio e due pensili in bagno, perché:

Voglio convivere!

Siamo innamorati.

Terzo anno. Per il mio compleanno lui mi regala un viaggio in Nepal,

ma io ho una sorpresa più grande. Niente Nepal, sono incinta!

Siamo pazzi di gioia.

Quarto anno. Pietro è bellissimo e lo abbiamo fatto tutto da soli.

Amore!

Non faremmo la colazione a letto nemmeno se dormissimo in cucina,

ma siamo felici.

Quinto anno, Pietro è uno spasso. E ci fa ridere un sacco.

Collaudiamo tutti gli scivoli di Torino.

Siamo innamorati... di Pietro.

Sesto anno. Una sera lui mi dice:

"E se ripensassimo al Nepal?"

Guardiamo Masterchef, mmh?

Sono incinta.

Compriamo casa, nasce Anna.

Lui ora lavora a Milano, ma torna ogni sera per lei.

La chiama baby.

lo torno ad essere Dora, ma va bene così.

Siamo innamorati di Pietro ed Anna.

Settimo anno.

Una mattina lui si sveglia, innamorato solo di Pietro ed Anna.

La sera resta a Milano.

Fine. Sette anni insieme...

Sette, come i vizi capitali e gli Angeli dell'Apocalisse.

Pochi rispetto a tutta la vita,

ma troppi per ricominciarne una da capo.

< VAGlTl

No, no, no, ecco maialowski! Pietro sbrigati, è tardi.

Non esce.

È perché non ti rilassi... Dai, dai, dai, dai!

Essere madri è una questione d'esercizio

e il mio si ripete ogni giorno.

ll mio corpo ed i miei gesti sono programmati in una sequenza

che non deve interrompersi.

Latte, chiudi, chiudi Anna,

cappello, maiale, chiudi, ascensore.

Non temo la fatica, temo di perdere il ritmo!

Dai, dai, dai, dai, dai...

La verità è che non ho la minima idea di cosa fare a parte correre.

Ma questo non lo deve sapere nessuno.

Soprattutto non lo devono sapere Pietro ed Anna.

Forza, amore! Viva, viva, viva...

Diamo la caccia al bruco... Diamo la caccia al bruco...

Dai, dai... Diamo la caccia al bruco...

- SQUILLA lL CELLULARE - Ah, guarda un secondo Anna.

- Ehi! -

- Sì. -

Ma che fine hai fatto? T'ho chiamato tre volte ieri.

Ah... certo, quello nuovo... E che cosa fa?

ll bidello-poeta le mancava.

Si aggiunge al designer cantante, al postino dj, al fotografo PR,

al bagnino surfista, al dj surfista,

al designer surfista, al designer snowboarder,

al suonatore di cornamusa surfista.

Il suo presepe vivente è quasi al completo,

la mia sacra famiglia invece ha perso un pezzo.

Diamo la caccia al bruco... Diamo la caccia al bruco...

MUSlCA

Ma non è l'unica differenza tra me e Sara.

Sara non vuole figli, vuole fare serata.

MUSlCA

lo sono un casino... lei si può riassumere in 3 parole:

È una figa pazzesca!

No, niente, è che ieri sera Davide mi ha chiamato

e mi ha fatto sclerare. -

lnsiste con questa storia dello psicologo infantile.

Comunque stamattina mi ha scritto che vuole vedermi

e viene a Torino apposta. -

No, no morto... un pò morto...

Salve!

Buongiorno! Vola, vola! Uno, due...

Eccoci! Scusi il ritardo,

ma la mattina Pietro fa fatica a liberarsi la pancia.

Mamma, non lo dire!

Ma mica ho detto cacca. Eccoci qua.

- Salutate la mamma. - Ciao!

Ciao!

Sì, perfetto.

La mia collega Paola, 32 anni, 5 gatti,

un letto singolo e casa dei genitori.

Ha più veleno di una vipera, ma io ho l'antidoto.

Che pallida! Uhm... Che ti è successo?

Dormito poco.

- Ci credo, con tutti quei figli... - No, notte di follie!

Dora, ricordati di mettere le foto sui social. Fallo subito però! Dai!

Sì.

Certo che Davide non lo lasci proprio riposare, eh?

Quello? Ma se non farebbe altro!

Uhm... pensavo che con i bambini fosse un pochino più complicato.

No, ci si organizza. Tu, piuttosto, ti vedo in forma!

Sì, abbastanza... Mi do da fare anche io.

Sì.

Mica scopi solo te.

Che ore sono?

Presto ancora. Cos'hai? Sei nervoso?

- Sì, un pò. - Eh, si vede.

Sai com'è Dora? Con i bambini, è superprotettiva,

non fa avvicinare nessuno.

Sì, lo so, Davide, però tu devi stare tranquillo.

lo te l'ho detto, una mano ve la do volentieri,

poi se volete fare un percorso vero e proprio,

io vi metto in contatto con una collega e...

Sandro, tu devi aspettarti il peggio... Sei pronto?

Mamma mia, mi stai facendo venire un'ansia!

Tra l'altro, Sandro vorrebbe darci qualche consiglio sui bambini.

Veramente io preferirei darvi il numero di una collega.

Ma no, è fantastico!

ln queste situazioni avere uno psicologo è importante.

Che è anche un nostro amico... Poi è laureato in psicologia!

Va beh, ma non conta nulla, io la tesi l'ho copiata.

Davvero?

Va beh, dai, ora però lasciamolo parlare, dai.

Eh, ma dobbiamo anche dargli del materiale, scusa.

Sì, perché ha avuto un ictus la nostra storia.

Eh?

Dai, Davide, siamo in questa situazione, per favore.

La nostra storia ha avuto un ictus!

Un momento prima stava bene e poi "pff", spacciata per sempre.

Dora, ti mandavo segnali da mesi.

- Fermi, fermi... - Segnali!

La permanenza al successo

era un grido di aiuto e io non l'ho capito!

Che c'entra, quello è un problema ereditario,

che aveva mio padre e ha anche Pietro.

Ok, vi do il numero della collega.

Dora, quante volte io ho provato ad affrontare i problemi?

Stop, stop, stop, stop. Allora. Si parla solo dei bambini.

Che tra l'altro stanno molto meglio da quando non c'è lui,

ma non per lui, in generale, sono più sereni.

A parte che io ci sono sempre, e poi in cos'è che starebbero meglio?

Per esempio... Pietro... disegna. Prima non disegnava, assolutamente.

Ora fa dei disegni, ma dei disegni, che sembra Giotto!

Non me l'hai detta questa cosa.

Va beh, dille... quella cosa che mi avevi detto prima.

No, niente, Davide diceva che...

che Pietro crede che lui sia via solo per lavoro...

Ed invece dovete dirgli la verità, su questo non ci sono dubbi.

Perché lei dice che è ancora troppo piccolo per capire.

No, semmai è troppo grande per non capire!

- Eh! - Oh! E tu...

E adesso tu ci aiuterai a trovare il modo giusto per dirglielo.

No, io adesso vi metto in contatto con la collega,

perché sennò dovrei vedere il bambino prima e non ho tempo,

invece lei potrebbe, per cui...

Ok ragazzi, ultima offerta, eh!

Allora portami questi disegni di Pietro e gli do un'occhiata.

Può essermi utile a capire come sta.

Questa me la paghi!

Perché non mi hai detto che Pietro disegna?

Me ne sono scordata.

E ti sei scordata altro? Concentrati!

Anna ha iniziato a camminare? Parla? Si è sposata?

È andata a vivere all'estero? Si è laureata? Eh?

Comunque per la babysitter ho chiesto io a delle mie colleghe,

mi hanno dato qualche nome...

Ma che carino! Ha chiesto alle sue colleghe!

Non voglio una babysitter!

lnvece io penso che sia un ottimo aiuto.

Non mi serve qualcuno che mi aiuti. - Che ci aiuti!

- Ah! - Hai il rossetto sui denti.

(In dialetto torinese) Mi scusi, vuole anche il dentifricio?

MUSlCA

Finché non gli ho detto

che gli avrei fatto vedere i disegni di Pietro, capito?

Uffa, ma non puoi fermarti? Non vedi che sono disperata?

Ho bisogno di endorfina.

Ma poi scusa, Pietro da quand'è che disegna?

Ma infatti non disegna, l'ho detto per farlo incazzare.

Signorina, se si vuole unire a noi va bene, altrimenti...

Comunque secondo me dovresti dare retta all'amico di Davide.

Per il bene dei bimbi. Basta negazione!

- Ma io non nego niente. - Ah no, e che stai facendo ora?

Senti, io non sto male! Ok?

Ma anche se stessi male... che faccio?

Devi andare avanti.

Davide è andato avanti. Ha 38 nuovi followers!

lo solo uno: l'asilo di Anna.

Ci credo, perché sul profilo hai ancora "impegnata".

Poi non esci.

Allora, facciamo così, un passo alla volta.

Tutte le donne, quando vengono lasciate, si tagliano i capelli.

Domani andiamo dal parrucchiere?

Ti porto da quelle cinesi. Che è un'esperienza violenta, sai?

Ti danno questi colpi di spazzola fortissimi... Ta-ta-ta-ta!

Una mia collega triste è andata da una massaggiatrice cinese...

E quella alla fine del massaggio le ha detto: "Lecco patata?"

E allora depilati!

Che c'è?

Sono triste.

Lo so, amica, lo so... Però io non "lecco patata".

Oh!

VERSI

lMlTANO lL VERSO DEGLI INDIANl

Dai, Pietro!

Mamma, ma non avevi smesso di drogarti?

Ma non lo faccio più dal '79, dai!

Ma rilassati ogni tanto, tesoro, fatti una risata, eh!

SUONA LA SVEGLIA

Latte, chiudi, chiudi Anna,

cappello, maiale, chiudi, ascensore.

Grazie del passaggio. Ciao, mamma.

No, no, no, amore, non mi baciare che mi sparecchi tutta, scusa.

Uhm... Amore, aspetta un attimo, stamme a senti'...

Mi prometti che ci pensi bene prima di parlà con Pietro?

Guarda che dopo che ci hai parlato, non puoi mica più cambià idea!

Mamma, non riattaccare questo disco.

Ma non è che riattacco il disco, scusami, io non riesco a capire,

tu sei l'unico uomo al mondo che io conosco

che molla moglie e figli senza manco avere un'amante.

Che c'è? Ti sentivi oppresso? Ti sentivi frustrato?

E va beh, capirai che novità.

Ti facevi un paio di massaggi con l'happy ending e ti passava tutto.

- Mamma, è una cosa seria.

- Certo che è seria. È serissima.

Sono le persone serie che si fanno i massaggi con l'happy ending.

Poi tornano a casa, danno il bacetto alla moglie

e mettono a letto i figli.

Però se ne stanno dove devono stare loro, al posto loro.

Stai forse parlando di qualcuno?

Sì, sto parlando di qualcuno, sì,

sto parlando di me e di tuo padre, pace all'anima sua.

Siamo stati molto meglio di tante altre coppie!

Non è che mo', siccome mi sono fatta mettere incinta a 1 5 anni,

gli dovevo restare fedele per tutta la vita. Pensa che palle.

Ma pure per lui, eh!

lnvece noi ti abbiamo fatto nascere, ci siamo sposati...

Ci siamo riempiti di corna, perché è vero,

sì, però siamo rimasti insieme per te!

Mamma, io ti ho trovata al letto con il piastrellista.

Va beh, ma che c'entra, quel giorno dovevi stare a scuola, dai.

Avevo il morbillo!

E allora dovevi stare a letto!

Va beh, ciao.

Ciao.

Buon lavoro!

Il piastrellista... Era pure bono il piastrellista, mi pare.

C'è uno squalo bianco, veloce!

Pietro, salva Anna! - Scappa, Anna!

Dai, corri!

Sono il capitano della zattera, benvenuti a bordo!

Capitano, come va con il bidello-poeta?

Ah... è strano, è molto strano, mi sembra di conoscerlo da sempre.

E questo non è positivo.

No, no! Lei mi conosce, io mi annoio in fretta.

E questo dopo 2 ore, lo conosco da sempre,

dopo 3, farà pipì con la porta aperta.

E dopo 4, è meglio che non lo dica!

Se non ti conoscessi, direi che sei innamorata.

Oh no, l'amore ha le ore contate, amica.

No, Anna, non si cammina sul mare!

Oddio, cammina... Mia figlia cammina!

Sulle acque per giunta.

Allora, domani mattina sollecito la relazione,

così finiamo questo benedetto progetto e ce ne andiamo a casa.

Davide ci sei? - Sì!

Dormono. Glielo hai mandato il video?

Sì, è on-line ma non visualizza.

Dora... sarebbe questo?

Beh, tecnicamente gli somiglia, no?

Sono due mamme!

Si vede molto?

MUSlCA

- FlSCHlA - Dai!

MUSlCA

All'arte!

Ciao.

Dov'è?

È uscito a fare due passi?

Non ce la facevi proprio ad aspettare sabato, eh?

- Ma mi hai mandato il video. - Che tu hai guardato con calma.

- Stavo lavorando... - Sì.

- Papà! - Amore mio, ciao!

Stringimi forte, stringimi fortissimo!

Li porti tu all'asilo?

Non posso, devo tornare subito a Milano.

Ma tu sei triste da solo a Milano?

- A volte sì, mi mancate. - Allora prenditi Anna.

Eh no, no, perché poi diventiamo tristissimi noi...

Allora fatti mettere un altro fratellino nella pancia

e poi lo prende lui.

MUSlCA

Guardami. Così... benissimo.

Spostati. Un pochino...

Adesso girati...

Ancora un pochino... grazie.

Un pò più intensa... Perfetto!

Guardami...

Grazie!

- Aloh! - Ciao! Prego.

Permesso... Cazzomerda!

Cazzomerda anche a te.

- Piacere, Simone. - Dora.

Sì... Sì... Sì...

Mone...

Prego!

- Pum! Pum! Pum! Pum! - Ah, ah, ah!

- Piacere... Simone. - Pum!

- Un ultimo desiderio... - Puoi crepare da un'altra parte?

ll poeta...

Ero al supermercato, ero confusa

e ho scambiato il passeggino per il carrello.

Che poi, non so se ti sei mai fermata

a guardare i soffitti dei supermercati.

Il soffitto? E perché?

Perché uno non ci fa mai caso,

perché stai sempre lì a comprare 'ste cose, il materialismo,

le cose... invece il soffitto del supermercato!

Che c'hanno?

Poesia.

Ah, è poesia...

Perché deve ancora imparare a veicolare le sue emozioni,

ma io ci sto lavorando, la sto aiutando.

Magari tu dovresti imparare a veicolare me,

visto che ancora non hai la patente.

Ringrazia! Ringrazia! Così non ti lascio in autogrill.

- Forse si è... - No, no...

Amore mio...

lo pensavo che fosse allergica ai bambini.

Per i miei fa un'eccezione.

Cioè, quando sono rimasta incinta, non l'ha presa benissimo,

a dire la verità,

perché finché c'erano uomini in mezzo a noi, ok,

ma un bambino...

Va beh, certo, le hai dato un pò un colpo basso.

Ti piacciono i bambini?

Ah... È come dire se... mi piacciono le persone.

Alcuni sono più simpatici, altri... va beh, un pò odiosi.

Però, "Peter" è a posto!

- È a posto! - Sì.

Sì, però non sa ancora la... la cosa.

Cosa? Ah, sì! La separazione. Sì me lo ha detto Sara, sì.

lo vorrei solo che lui fosse felice.

lo ho una teoria tutta mia, sai, sulla felicità dei bambini.

Si misura da quanto sporco lasciano nella vasca da bagno

dopo il bagnetto serale. Più è sporco, più felicità!

- Wow! Bello! - Che poi, se ci pensi, Dora...

guarda che la vita dei bambini mica è facile, eh?

Per esempio, ti sei mai seduta su uno scivolo incandescente

sotto il sole d'agosto?

Perché a temperatura ambiente con i pantaloncini corti, no? Scintille!

lo per esempio a scuola so come farli felici.

Mi faccio prendere a mazzate

e poi scelgo sempre il personaggio più sfigato al gioco

del "facciamo finta". - Allora saprai anche

che non devi mai parlare con il loro amico immaginario!

No, va beh, è l'ABC!

E se ti fanno una chiamata con un telefono finto,

devi rispondere: Cazzomerda, eh!

Trr - trr - trr - trr...

- Pronto! - Pronto!

- Sì, chi è? - Come chi è? Dora.

- Ehi, Dora! Come stai? - Bene, grazie.

- Senti, devo dirti una cosa. - - Vai.

Fai sul serio con Sara?

Ehm... ..ento! ..onto?

Ho detto, fai sul serio con Sara?

Sì, serissimo! Perché?

Perché sto per chiederti di diventare la "tata" dei miei figli.

Pronto?

Una tata uomo?

Bell'animale. Belle gambe.

Ma perché il kilt, scusa?

- Sarà alcolizzato. - Eh, magari.

- Mamma, è un poeta! - Questo qua?

Allora, prima che tua figlia cominci a chiamare papà

questa specie di cartone animato qua, vedi di tirare fuori le palle!

Vai lì! Marca il territorio.

l tuoi figli devono stare con te, non con questo qua.

Questo qua, fa ridere i miei figli. Ed io voglio che ridano!

Non capisco a cosa ti serva un babysitter

dal momento che ci sono io. Eh?

Magari ad uscire la sera senza chiedere il permesso

come quando avevo 1 5 anni!

Sai che mi eri più simpatica a 1 5 anni?

Pensa, io non ti sopportavo.

Ma veramente?

Ma lo sai che ti sei sistemato bene qua.

Bello 'sto ufficio, figo, accessoriato.

Sì però non stare qui tumulato tutto il giorno,

fammi il favore, esci! Divertiti! Fai qualcosa!

Comincia a guardarti intorno.

Ehi, amore... andiamo a rimorchiare insieme stasera? Che dici?

Che ho detto? Che ho detto? Davide, che ho detto?

Ehi! Mercurio, cucù! Mercurio, cucù! Cucù! Cucù, cucù...

A volte mi piace perdere il controllo. Eh!

Ma dai, non si direbbe! Sei vestita da centrotavola siciliano.

Beh, a Pietro piace come sono vestita. Vero, Pietro?

A Pietro piace anche la Pimpa, ma io non vado in giro a pois!

Beh, sbagli, perché staresti benissimo.

Ehi, facciamo canguro fino al muro? Canguro fino al muro!

Vai! Vai! Vai! Vai...

Dai, canguro fino al muro!

- SQUILLA lL CELLULARE - Ciao!

- lnaugurazione? -

- Domani sera? -

- E che mi metto? -

No, no, no... ce l'ho!

MUSlCA

Ah! Il cigno nero quindi, eh!

E ci ho pure pensato!

- Vai, balla! - Sì...

Amica, quello con la barba ti fissa.

Ma chi, Mosè? Quello divide le acque e ci fa surf!

È bellino, però.

MUSlCA

SQUlLLA lL CELLULARE

No, no! Non rispondere! No! No, no, no, no... No!

Ah, ah, ah, aspetta... Sì?

Ciao Dora, senti, avevo pensato per la prossima settimana...

Chiedimi se mi disturbi.

Ti disturbo?

Molto! Sto facendo serata!

Ti rubo solo un minuto.

Ehm, stavo pensando, magari prossimo fine settimana

potrei portare i bambini con me qui a Milano,

così gli faccio vedere la casa dove sto. Che ne dici?

MUSlCA E RlSATE

Ah, riprendila! Oh! Eh! Ah! Dai! Dai... No!

Va beh, dai tanto faceva cagare. Dai.

- L'avevo fatto io all'asilo... - Come?

L'avevo fatto io all'asilo.

Peter, guardami, non c'entra niente che l'hai fatto tu all'asilo.

Bisogna essere obiettivi!

Anche io ho scritto delle poesie che fanno cagare.

Però, lo dico, capito? Sennò uno non può mai migliorare.

Nonna Mimì!

Ah, salve! Lei è la nonna di...

Serve una mano?

No, ce la stiamo cavando... - Sicuro?

Sai cambiare un pannolino?

Eh!

Vai!

Quarantotto.

Vai.

Vai!

Olè!

- Trentadue... - Ah...

Eh?

Rispetto.

Cioè, paradossalmente, tu puoi essere un surfista

senza mai alzarti dal divano, mi segui?

Questo fa surf sul divano.

Non ci devi fare un figlio! Sei andata dall'estetista?

No!

l Re Hawaiani, prima di costruire una tavola da surf,

offrivano un pesce alla terra,

una sorta di comunione con il tutto, mi segui?

Molto toccante.

Davide vuole portare i bambini a Milano, questo weekend!

Possiamo non parlare di lui?

- Ah! Pam, pam... - Nascondiamoci!

- Spara una bomba a mano! - All'attacco!

Amore, riparati!

Passami maialowski! Ah!

- Pum! Pum! Pam! Pam! - Ta, ta, ta, ta, ta...

Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Oddio! Ah!

Guarda, era un personaggio incredibile, eccezionale,

ha lottato fino alla fine, anche contro la sua stessa malattia.

Non voglio che li porti lì!

Che c'è? Hai paura che abbia un'altra donna?

..sul letto di morte:

PARLA UN lDlOMA ANTlCO

E che significa, scusa?

Sono un uomo gravemente malato.

Posso dirti una cosa, Davide non ti ha lasciata per un'altra donna,

ti ha lasciata per un'altra vita!

È o non è una grande storia?

- BUSSA ALLA PORTA - Pietro, amore, ti manca tanto?

Shh, zitta mamma!

No, scusa amore, non voglio metterti fretta,

ma siamo in ritardone! - Più parli, meno esce.

E certo, Pietro! Mangi troppe porcherie!

Stasera ti faccio le verdure. - No... le verdure no!

Latte, chiudi, chiudi Anna,

cappello, maiale, chiudi,ascensore.

Anna!

Sì...

- Occupato... - Scale!

Ah!

Ahia!

Dai, dai... Dai, che è tutto a posto.

- Signora, tutto bene? - Niente, niente, grazie.

Aiuto. Mi sono fatto male.

È tutto a posto... Sì, amore, sì!

Ce l'avete un'auto? Vi porto al Pronto Soccorso.

Ehi, ancora male il ginocchio?

Così!

Cinque?

Sì, il 5 è il suo numero preferito. Guarda, eh: quanto pesi, amore?

- 5 chilometri! - Ah... Visto?

lnsomma Barbara non ti ha detto che ha un nipote?

Mah, l'ho vista poco ultimamente, solo in ascensore...

Questa macchina strattona... Sono in lndia adesso, lo sai?

Un mese per ritrovare la pace! Che fricchettoni!

No, macché fricchettoni! Con noi come vicini di casa, hanno ragione.

Ma se vi adora! Non fa che parlare di te, dei bambini, di tuo marito.

Fidanzato! Non siamo sposati.

Ah, ok.

Quindi tu fai il custode di casa di tua zia?

ln teoria do l'acqua alle piante,

ma in realtà vado là per studiare che c'ho un esame.

Se l'esame è quello di terza media, sei scusato per il "signora".

Non mi ha ceduto il femore, sono solo scivolata sui tacchi.

Scusa, è che conosco un sacco di "milf" e quindi...

Però tu sei ancora giovane! - Ah! "Però tu sei ancora giovane".

Quindi vuol dire che a breve cadrò a pezzi.

- E tu quanti anni hai? - 25.

Beh, vedi, giusto un paio meno di me. Non è che...

Cos'è quello?

Ah, questa? Questa è una barca dei pirati.

- Tu sei un pirata? - Certo! Un pirata dei Caraibi.

Lo sai che io ho dormito nella barca?

Davvero?

< Visto che corri, amore?

Gli ho fatto fare un'intera rampa di scale con i denti.

Sono una madre orribile.

No, le madri orribili fanno cose che tu non fai.

Tipo?

Tu non usi quell'espressione: "mio figlio non mi mangia",

che io mi immagino sempre Hannibal Lecter a 2 anni.

lo per farli mangiare chiamo Gargamella.

Ok, sei una madre orribile!

Beh, però anche mia madre mi diceva sempre "pensa ai bambini africani".

Anche la mia.

- Oddio! - Che c'è?

Ssh! Vieni via, vieni via! Mamme a grappolo!

- Mamme che? - Ssh, mamme a grappolo! Vieni!

A grappolo, come le emorroidi!

Girano in branchi. l loro figli non hanno anni,

ma mesi: 1 7 mesi, 26 mesi... come la grappa barricata.

Organizzano di tutto: pizzate, apericene, ludotecate...

Se ti tirano dentro una volta, sei fottuta per sempre.

Ssh! Ah, guarda lì! Guarda lì! Guarda lì, la vedi?

Quello è un esemplare di mamma "speed-date".

Lei arriva al parco e se ne frega dei figli. Si trucca, fuma,

si pettina, è sempre connessa, ammicca a destra ed a manca...

Per lei il parco è un'occasione social.

Carina, però.

Guarda lì, quella è la mamma "Madre Teresa"!

Se i figli della mamma speed-date tornano a casa sani e salvi,

è merito suo e della sua infinita misericordia.

Lei si preoccupa e sfama nidiate altrui.

Guarda lì, quella è una mamma "Una su mille ce la fa".

Ma lei... non ce l'ha fatta.

La riconosci, guarda: sguardo perso nel vuoto, è triste,

sciatta, sempre in ciabatte.

ln quel caso è il figlio che la porta al parco,

nella speranza di perderla probabilmente.

E lì, guarda, lì vicino, quella è la mamma "Nostradamus".

E cioè?

Lancia anatemi a destra ed a manca. Dice cose ai bambini del tipo:

"Non bere veloce che ti viene il mal di pancia",

o "Non fare gli occhi storti che diventi strabico",

"Se cadi ti do il resto"

e l'intramontabile "Non correre che sudi".

Mamma mia!

E tu, che mamma sei?

lo?

Beh, alla fine non sono poi così male, no?

No.

Oddio... E Pietro?

- lh, Pietro! - Pietro!

Pietro!

ln effetti l'assenza di fumo dai camini,

indica una carenza affettiva. - No, ma per me

è perché io gli ho spiegato che il fumo inquina.

Gli ho fatto una testa così! - Sì, scusa...

A me sinceramente preoccupa di più come vede la figura paterna.

Guarda qua. - Eh, sì, certo.

La figura paterna è evidentemente rappresentata come uno sgorbio.

È tutto nero, con queste mani nere, i piedi neri...

È evidente che la vede come una figura violenta.

Ma quello che mi preoccupa di più, in realtà, è tutto questo grigio.

Lui ha rappresentato tutto il cielo grigio, con il sole grigio,

le nuvole grigie... - E anche il papà è grigio!

È grigio, infatti, tutto grigio.

Ah, ma non solo, anche lui, se guardate questo disegno,

ha disegnato la casa grigia. - Mamma mia...

La casa è tutta grigia, con le finestre rosse,

e la porta rossa, che è peggio, praticamente.

Questa è in assoluto la cosa che mi preoccupa di più.

E si sa che la casa rappresenta chiaramente la figura materna.

- Li ho fatti io! - Che cosa?

Li ho fatti io! l disegni li ho fatti io!

Così tu proprio hai dato il peggio!

Certo, il meglio l'ho speso con te!

Dora, perché con te non ci può essere mia niente di normale?

- Che noia, normale! - Va meglio facile?

Ecco, perché non ci può mai essere niente di facile?

Lasciarmi è stato facile!

Siete sicuri che non volete prendere il caffè prima...

No! Voglio andare dai miei figli!

- Sono con mia madre. - No. Sono con mia madre.

- No, sono con mia madre. - No, con la mia.

- Sono con mia madre! - Sono con mia madre!

- Sono con mia madre. - No!

Nonna!

No, no, macché nonna, amore. Amore, nonna no,

lo sai che nonna non mi piace.

Non mi devi chiamare nonna, mi devi chiamare zia. Capito? Zia!

- Nonna! - Eh, va beh. Allora parlo turco!

Roberta! Cosa ci fai qui?

Sono venuta a prendere Pietro, tu che ci fai?

Ah, no! Scusa eh, sono io che vengo a prendere Pietro.

Ma cosa gli hai regalato? 'Sto schifo, è tossico!

- No, l'ha fatta lui! - Ma l'ho fatta io!

- Oddio! Amore, no... - L'aveva fatta lui.

- E va be'... - Bella figura di merda!

- Lei è la mamma di Pietro? - Prego?

- È lei la mamma di Pietro? - Sì, sono io.

Ah! Questa è bella!

Questa mattina suo figlio ha dato un calcio a Milo.

- No? - Sì!

Cos'hai fatto tu?

Me lo aveva chiesto Lorenzo per favore.

Non è un buon motivo, sei cattivo, non si fa.

E tu non sei sua mamma.

Mamma, per favore, stai buona, eh!

Scusami, mia madre ha l'Alzheimer.

È una tragedia, scusami.

Mi dispiace.

Oh, stai attenta a quello che dici che ti denuncio!

Ehi, tu! Guardami negli occhi!

Io non sono sua mamma e lei non è

la mamma del bambino. È la nonna.

No, lei è la zia. - Allora...

Va bene così, non fa niente... lo vado via, arrivederci.

No, no, assolutamente, non se ne parla nemmeno.

Ora prendiamo i bambini

e li portiamo a prendere un bel gelato. Eh? Ti va?

Et voilà! Ometto... Naso, naso.

Ah, mi raccomando il segreto, eh?

Ssh!

Andiamo.

Dai, dai, dai! - Eccoci!

- Ecco qua, hai tutto. - Sì.

Se scopro che a Milano hai un'altra, sei morto.

Bene, siamo alle minacce.

Forza Pietro, andiamo! Dai! Sennò la mamma morde.

Morde?

Ehi, ehi, attento alle parole! Davide?

Sì?

- Maialowski. - Eh!

Ciao, ciao!

MUSlCA

Vai, Pietro!

< SUONANO ALLA PORTA

Ciao, scusa, ho bisogno di parlare con qualcuno

che mi conosca abbastanza poco da non darmi dell'idiota.

Ti prego, fammi entrare e offrimi da bere!

Lo sai che il nuovo amico di mamma è un pirata?

Eh? Scusa, ma il nuovo amico di mamma, in che senso? ll "tato"?

No, quello che ci ha portato all'ospedale.

Come all'ospedale?

Niente vino.

È kiwi!

Pare... - Pare.

Senti, ma questo amico della mamma,

il pirata, com'è? È simpatico?

Sì, perché quando parlano la mamma e lui, la mamma ride sempre.

Ah...

Però poi ieri lui ha portato i bambini a Milano.

Che mazzata! Un'altra...

- Quindi lo ami ancora? - Eh?

Lo ami ancora?

Ma che c'entra. La domanda giusta è se lui ama ancora me. No? Eh!

lo poi ho sempre avuto un pessimo rapporto con il "ti amo".

Da ragazzina volevo talmente sentirmelo dire,

che alla fine lo dicevo prima io. Ma a me sembrava così giusto...

Se ti può consolare,

io quando ho detto la prima volta ti amo alla mia ragazza,

lei mi ha risposto: "Sì, è tardi!", perché ha capito "andiamo".

E poi dopo un anno se ne è andata veramente.

- Ed è stata durissima... - Lo è ancora... A tratti.

- Come si chiama? - Viola.

- Anni? - 23.

Mmh... Piccola, maneggevole, bel culo...

Ha fatto l'Erasmus a Parigi, però lei sogna la Finlandia,

è fan di Wes Anderson.

Lo ha sempre riempito di regali eccentrici,

un giorno ha messo tutti i libri che lei ama in una scatola,

quelli che anche lui avrebbe dovuto leggere,

lui si è presentato impreparato all'appuntamento

e lei si è incazzata e se n'è andata.

Perché t'ha lasciato?

Perché devo andare a fare la tesi a Mosca e parto a fine mese.

Bello!

Quanto stai? - Un anno.

Quindi lei ha pensato che fosse troppo tempo e non ce l'ha fatta.

Sciocca ragazza.

Sciocco ragazzo.

Chi?

Davide.

E adesso se mi permettete vorrei improvvisare una poesia

per una persona speciale che è venuta stasera qui a trovarmi.

Vi saluto con questa.

"Ti va di essere... la donna della mia vita,

nella buona e nella cattiva sorte ma anche in quella media,

visto che comunque la media sorte è quella che va per la maggiore?

E ti va di giocare a tutti quei giochi con gli occhi e con le mani

e con la voce e con il silenzio e con i corpi e con la pelle,

fino a quando avremo 1 00 anni?

Ed i tuoi capelli saranno bianchissimi

e io, facile, che non ne avrò più.

Se ti va, ma sempre se ti va,

allora, quando arriva la sera,

accendi quella lampada che sta dietro il vetro

della finestra della camera che dà sulla strada, ed io sarò lì,

ad aspettare di scorgerti dietro i vetri.

Dovresti sorridere".

Mi porti una matrioska da Mosca?

- Ti piacciono? - Sì.

Mi immagino che tutte le donne dentro,

siano tutte le "me" del passato. - Mhm, fico!

Fico!

- Vuoi? - No, no, no, no, grazie.

Se mangio dopo mezzanotte divento come Gizmo, un casino.

Chi?

Cioè, non dirmi che non hai mai visto i Gremlins!

Ma che adolescenza hai avuto?

Cosa guardavano quelli della tua età?

Batman, Dragon Ball... Supereroi.

Ah, quindi... tu hai dei superpoteri?

So dire San Benedetto del Tronto, ruttando.

- Wow! - Già!

- Bello. - Vuoi sentire?

No, no, grazie.

- E tu? - Ed io partorisco esseri umani.

Ma quello lo sa fare anche mia mamma.

Bene...

No, dicevo più... palle di fuoco?

No.

- Telecinesi? - No.

Non dirmi che non sai neanche volare.

No, però... guarda.

Faccio... salti altissimi. Guarda. Oh!

Eh, no. No... Non così in fretta.

MUSlCA CON VERSl Dl ANlMALl

Ma sì, vai con lo scrub!

VERSO Dl ELEFANTE

- Eccoci! - Ciao, amore!

Ciao, ciao, ciao, ciao patato!

Quando cadete dalle scale, vorrei saperlo.

Non ci siamo fatti niente.

Niente? Siete andati al Pronto Soccorso.

Dove ci hanno detto che non ci siamo fatti niente.

lo come faccio a stare tranquillo, se non mi dici le cose.

Ciao, Pietro! - Ciao!

Vieni, vieni, vieni, vieni!

Allora? Com'è la casa del papà, bella?

Sì, ma ho pochi giochi. Però abbiamo fatto il divano-zattera.

Wow! E c'erano anche gli squali?

Perché mi gratti la gamba? - Perché mi prude.

Ti prude la mia gamba?

- < TUONO

- È il diavolo che gioca a bocce.

Davvero?

Se hai paura, abbracciami! - Uh... Sì.

Così tu non mi fai volare via.

No, perché io mi stringo forte alle mie mutande.

Ah! Allora stringiamoci fortissimo! Fortissimo, fortissimissimissimo!

MUSlCA

- Non ci credo! - Ciao!

MUSlCA

Mamma!

MUSlCA

Guarda! Che buono!

MUSlCA

(In romano)

(In siciliano)

(ln veneto)

- - Sara?

- - Vi ho portato la colazione!

SUONA ALLA PORTA

- < Dora? - < VAGlTl

Ssh! Zitto! Zitto! Ssh!

Sara... Sara è spa.. sparita... Sara è sparita! Pff!

- Ma che dici? Dove, sparita?

- È andata via, è andata mi sa...

Legge i messaggi! Legge, ma non risponde!

Non risponde. Perché? Perché? Tu lo sai perché!

- Ssh! No non lo so perché! Ssh! - Ha un altro! Vero?

Uno di quei surfisti palestrati con i pettorali che piacciono a lei.

lo non ho pettorali, ma ho dei gran bei capezzoli! Guarda...

Belli... Ah...

Mamma, fai smettere Anna di piangere?

- Oh, Peter! Grande Peter! - Saluta!

Dammi il cinque, Peter...

Ho capito! Non ho la patente...

È perché non ho la patente, Dora! - Sì...

È perché non ho la patente! - SUONANO AL CITOFONO

Mio padre!

Sì!

Certo, papà... Sali!

Doveva passare a prenderci alle 9 e invece è arrivato alle 7 e 30.

Mio padre è così,

sempre in anticipo sugli eventi, come l'ansia.

- Dai, forza, vieni! - Chi è?

- È Sara? - No, no, è mio papà!

E quindi noi andiamo di là.

Ce l'ha la patente? ce l'ha la...

Sì, ce l'ha.

Gli dici se me la presta. Così almeno... Ehi, Peter!

Pietro, vieni, amore! Vieni qua. Amore, vieni.

No, amore! Vieni, vieni, vieni, vieni, dai!

Oh! Eccola, eccola, eccola, eccola. Dai, dai, dai, Pietro!

Uh, eccoci, evviva!

Pietro impazzisce per i treni.

Tra un negozio di giochi e una stazione,

lui sceglie la stazione. Perché qui c'è tutto:

Le macchinette della manutenzione, i fischi del capotreno,

le macchine della polizia e, soprattutto, c'è...

la corsa del carrello! Via!

Nonno, perché quel signore è triste?

- Eh, non lo so. - Allora diamogli Anna.

- Ehi! - Ma come?

Dimmi qualcosa in più su questo babysitter,

sei sicura che sia una persona affidabile?

No papà, affido i miei figli a un pazzo squilibrato.

Scherzavo!

- Posso avere una caramella? - Sì, tesoro.

Fa il bidello in una scuola materna e scrive poesie.

Dora, tutti scrivono poesie, eppure nessuno compra libri di poesie.

Quindi chi scrive poesie, non legge poesie.

E se non leggi poesie, scrivi brutte poesie.

Bella teoria.

Scusi... posso riavere mio nipote?

Oddio, Pietro!

Pietro!

Pietro! Pietro!

Ma sei impazzito? Vieni qui!

Andiamo. Pietro, vieni, vieni...

Scusi, qual è la prossima fermata?

La prossima fermata è Milano, tra 90 minuti.

Comunque c'è un treno lì che torna subito indietro.

Ma non ha soldi! Devo andarla a prendere.

Dora?

Alè! l pomodori...

ll... basilico...

Non mi abbandonare anche tu!

Sara! Sapessi che è successo... Dai, sali.

Quindi sto salendo per prendere le chiavi del bolide.

Le ho lasciate su.

- Dino, ci vado io a prendere Dora. - No.

Prestami il bolide. Ti prego, ci devo parlare subito.

Ti prego, ti prego, ti prego!

(CANTA) Quando il sole del mattino ci sveglia...

tu non vuoi lasciarmi andare via...

ll tempo passa in fretta quando siamo insieme noi...

< SI APRE LA PORTA Dl CASA

- Ecco, è dietro l'edicola. - Grazie!

Dora? Sai per caso dov'è...

Sara... - Oddio!

- Dove eri finita? - Tu chi sei?

Che ci fai qui?

- Ero ubriaco e ho citofonato. - ln mutande?

Ma perché sei sparita così?

lo non ti devo dire niente. Grazie!

Ma come non... Aspetta... lo comunque sono la tata.

Sara!

Perché sei salito sul treno? Cosa c'è che non va?

Chi?

Ti manca il papà? Sei triste?

Chi?

Chi? Chi? Chi? Chi? Pietro, tu!

Sangue del mio sangue, carne della mia carne.

Svisceriamoli i tuoi problemi! Aiutami ad aiutarti.

Mamma, fai ridere.

Lo so. Dai, forza...

guardiamoci negli occhi e diciamoci la verità!

- Sei triste? - Chi?

Ma cosa c'hai in questa zucca?

- Le patatine fritte. - Ah... grazie!

Finalmente qualcuno mi ha detto la verità.

Voi in testa avete le patatine... - (lnsieme) Fritte!

Biglietti!

- Sara, non so che dire. - Eh, non dire niente.

Te lo giuro, me ne devo andare, devo stare un pò da sola.

Se vuoi, ti do le chiavi della casa al mare di mio padre.

Volentieri.

Sì, però tu a lui devi dirglielo. Simone è innamorato di te!

L'amore non esiste, te l'ho già detto.

Anche i figli non esistono... prima di farli.

Non c'è...

Va be'...

Dora! Ciao!

Barbara... siete tornati?

Sì, oggi. Siamo ancora tutti un pò sballati.

Ma ti avevo detto che partivamo? E stato stupendo!

L'lndia ti cambia, ti apre gli occhi...

O forse sono 'ste tavolette modificate che...

Ho visto un folletto stamattina davanti alla porta!

Ma tu? Ti serve qualcosa?

Sì, volevo della farina integrale, di carrube, bio... bio.

Ne ho vagonate. Torno subito.

Ecco, Mercurio, la pappa! Eh, eh!

Mamma, ma quando dicevi che l'amore arriva quando meno te lo aspetti,

ci credevi? - Sì, certo.

Solo che saltavo la seconda parte.

"Quando meno te lo aspetti l'amore arriva e ti incula".

Appunto.

E parlavi di papà ovviamente? - E di chi sennò?

Mi dici sempre che ho poca esperienza!

Anche se, secondo me, l'esperienza è sopravvalutata, sai?

Siamo dei principianti quando ci innamoriamo

e continuiamo ad esserlo fino a quando ci lasciamo. Oh...

Ma quindi anche il divorzio... - No, no!

Quello è stato il più grande gesto d'amore che ci siamo fatti.

- E io? - Ma sì, certo, anche tu, si sa.

Ecco la carotina, amore! - No, basta, mamma. Così scoppia!

Ma ha fame. Ha famona Mercurio, vero?

Ah, adesso gli do lo spaghetto.

Sara è incinta.

- Cosa?

- È incinta.

- Wow! Che notizia, ragazzi... - No, ma che notizia, non lo vuole.

Ecco, che ti dicevo? Dora, principianti, siamo principianti.

Ecco lo spaghettino! Uno a me, ah... ed uno a te!

Tra l'altro Simone ancora non lo sa.

Perché lei non vuole dirglielo. Dice che è frastornata...

Io vorrei aiutarla, ma non so come.

- Beh, puoi solo dirle com'è. - Cosa?

- Niente, essere madri, no? - E com'è?

Mah, non lo so. Ma ti sembro una madre io?

Mamma mia, senti che casino 'ste cicale, oh!

Ma proprio a casa tua lo dovevamo festeggià il compleanno di Anna?

Volevi festeggiarlo in discoteca, eh?

Ma poi il papà di quel bambino te lo sei portata a letto?

Ma che dici? Ma dico, ma che dici? Ma che ti frega?

Ma fatti un pò i fatti tuoi! - Basta con 'sto fumo!

Sì, brava, mettici un altro pò d'olio su quelle lì!

Mamma mia, mi viene un culo così, poi.

Allora, te lo sei fatto o no? Vuoi dirlo alla tua mamma?

Quello che mi fa incazzare di te è che parli sempre di me

come se fossi una specie di... di milf, non lo so!

Più zoccola, veramente. E tira giù quei piedi dalla sedia.

Che tristezza infinita che mi fai...

Sei diventata proprio una vecchia borghese, moralista, del cazzo!

Non eri così, lo sai?

E tu una vecchia, adolescente e perversa.

Perversa!

- Nonna? - Eh?

No, amore!

Non mi chiamare così, lo sai che mi dà fastidio!

- No, nonna Mimi'! - Che c'è? Che c'è?

Perché Mercurio non si muove più?

- Come non si muove? - Mimi'!

Eh?

Pietro, vai a giocare con la mamma ed Anna.

- Mi sa che... la tartaruga... - Cosa? La tartaruga, cosa?

Ha uno spaghetto infilato in gola...

È morta? Morta...

No, no... Ma... no...

Oddio! Oddio, no...

- L'hai ammazzata tu, assassina? - Mamma!

- Animalista del cazzo, scusa.

- Mamma! È una cosa seria.

Ma ti pare serio dare uno spaghetto in bocca ad una tartaruga?

- Beh, che gli diciamo? - La verità.

Per esempio, che è solo un animale.

Solo un animale?

Gli animali sono meglio degli uomini.

Uhm... dei tuoi sicuramente sì!

È morto, vero?

- Sì. - Eh, amore mi dispiace...

Ma adesso dove va?

Che nessuno pronunci la parola Paradiso.

- Cielo si può dire? - No.

- No, ma dico va nel "mumido"? - Sì, va nell'umido.

- Ma no! No! - Davide, ma sei scemo, scusa?

- Pietro lascia quella tartaruga. - No, la devo mettere nel mumido.

Pietro, metti giù la tartaruga, per favore!

- No! Tu non comandi. - Sì che comando!

- E io vado a Milano con lui! - Cosa?

Lui è andato a Milano perché tu vuoi comandare su tutto.

Tu sei cattiva! - Pietro!

Bravo, sarai soddisfatto adesso che l'hai convinto.

No Dora, cosa dici? Stai scherzando spero!

No, non sto scherzando. È evidente che quelle sono parole tue!

- Io non gli ho detto niente! - Senti, Davide, vaffanculo!

Quindi, non si mangia?

Un brodetto di tartaruga?

Dormono.

La prossima volta che mi fai una piazzata così davanti a tutti,

non faccio finta di niente e mi incazzo, ok?

Ah, tu? Tu ti incazzi? Mi hai messo contro Pietro.

Ah, abbiamo una nuova paranoia. Perfetto, benvenuta nuova paranoia.

Non ti ho messo contro nessuno, forse ho fatto una battuta

e chissà cosa ha capito, però... stai tranquilla, ora glielo spiego.

Gli spiego che non sono andato a Milano per colpa tua, va bene?

Si vede che ci sei andato per qualcun altro.

Ah, certo, perché io sono andato a Milano a scopare! Eh?

Oddio...

Vuoi che ti presenti una bionda? Così puoi fare meglio la vittima.

Se ti fa comodo, ora esco, vado a prendere una bionda

e te la porto, così tu stai più tranquilla, eh?

Dora vuoi farti una domanda, ogni tanto?

Ti puoi mettere in discussione, per favore?

lo tutte le volte che ho provato a fare una domanda,

risultavo un paranoico, uno che creava problemi inutili.

lo volevo solo semplice... - Ssh! Ssh!

E allora ho provato a concentrarmi solo sui figli, sui nostri bambini.

Ma non funziona così, Dora, perché io non sono una macchina.

Dora...

io adesso sono un padre migliore!

Certo, tu mi dici è facile perché non ci sei mai...

No Dora, è più difficile.

Tu ti ricordi quando è nata Anna, eh? Te lo ricordi?

Non mi hai fatto entrare in sala parto...

per farmi capire che non avevi bisogno di me.

Perché stava nella tua lista: lmparare a fare a meno di Davide.

Stava sotto la voce "Fare secondo figlio",

se controlli, sicuramente ci sarà. Hai insistito così tanto

a farmi capire che non ero più indispensabile per te.

Dora tu devi smetterla di chiederti perché me ne sono andato,

devi chiederti perché non mi hai fermato.

MUSlCA

SQUlLLA lL CELLULARE

Ehi...

Abbastanza.

È sempre bello qua.

Tu, come va?

Che succede?

Ma stai piangendo?

No, è che tutta questa storia del bambino mi ha commossa.

Non è vero, Sara!

Cioè, sì, anche... ma non sai cos'è successo!

L'ho baciato!

MUSlCA

SUONANO ALLA PORTA

- Beh? - Fare la carogna, a volte,

è l'unica cosa che resta a una donna... ma oggi, no.

Oh! No! Che tenerezza! Piccolino lui!

Vedi di non strozzà pure questa, 'mo, eh!

Oh... Grazie!

No, no, no, per carità, che mi sparecchi tutta, eh!

Ciao!

Che stronza.

No, Simone, non posso, cerca di capire.

No, grazie, ne faccio volentieri a meno.

< SUONANO ALLA PORTA

- Scusa un attimo!

Ma non dovevi portarmela da Mosca?

Ho anticipato, per sicurezza.

Eccoci tutte qua...

lo credo di aver conosciuto questa.

- Uhm, questa è quella incinta. - Scusami.

Scusami.

Beh, almeno... ti mancherò?

- Mi mancherai cinque. - Ma sei sicuro?

Guarda che cinque è il massimo. E tanta roba.

- Ok... - Ok...

Beh, devo andare.

- Ma se vuoi c'ho ancora tempo... - Vai, vai, vai, vai, vai, vai!

MUSlCA

Ritrovare certi reperti, mi dà sempre una grande emozione,

ma oggi l'emozione è ancora più grande, perché, come sapete...

M'ama... non m'ama...

M'ama, non m'ama...

- Sono pronto. - Sì.

Ok... Uno, due, tre...

(lnsieme) Abracagata!

VERSl DI SFORZO

Simone?

< RUMORE DELLO SClACQUONE

Simone, ti devo parlare.

ll Cleopatra, in cui Sida Berra indossava questo oggetto,

andò perduto nell'incendio del... - Dora Biagi!

- Simone! Ma dove sono i bambini? - l bambini?

- Salve. - I bambini stanno con tua madre,

una donna che ha un cuore, al contrario di te.

So tutto, dov'è Sara? - Simone, non è il momento.

Ah, non è il momento?

Dimmi dove sta, sennò rompo questo coso!

- Questo è un reperto importante! - Questo pezzo di ferraglia?

Ma che ferraglia! Questo qua è un reggiseno del 1 91 7.

Ah, è un reggiseno questo. Bah, complimenti. Molto fine.

Senti, è a casa al mare da mio padre.

Dai, da bravo... Su, su! Da bravo, da bravo...

Da bravo...

- Dov'è la macchina? - Dal meccanico!

Andiamo a piedi!

Andiamo al mare!

Non andiamo da nessuna parte

se tua nonna non tira su il finestrino.

Col cavolo che lo tiro su, voglio il vento tra i capelli!

Mi fa sentire "On the road"!

Ti ci sbatto il muso on the road.

- Simone, vuoi guidare tu? - No, no, io non ho la patente.

- Dai? - Ma va, e perché?

Perché... io sono quello che canta in macchina.

Oh, dai, che bello! Dai, canta qualcosa, su!

(CANTA) Dammi il tuo amore, non chiedermi niente,

dimmi che hai bisogno di me!

(TUTTl) Tu sei sempre mia, anche quando vado via,

tu sei l'unica donna per me!

Quando il sole del mattino ci sveglia...

tu non vuoi lasciarmi andare via...

ll tempo passa in fretta, quando siamo insieme noi,

è triste aprire quella porta, io resterò se vuoi,

io resterò se vuoi!

Dammi il tuo amore, non chiedermi niente,

dimmi che hai bisogno di me.

Tu sei sempre mia, anche quando vado via,

tu sei l'unica donna per me!

Tu sei... tu sei...

oh, sì, tu sei l'unica donna per me!

Tu sei... tu sei...

oh, sì, tu sei l'unica donna per me!

Tu sei... tu sei...

Ma che sta facendo?

Tan-chi-chua, no? È evidente!

- Mimì! - Eh?

- Che fai? - Preparo i letti per la notte.

Abbiamo solo due camere, dobbiamo stringerci.

Ma... volete fermarvi qui?

Sì! lo mi fermo, finché tu non mi parli!

- Voglio stare da sola. - Perché?

Grazie, Dora, grazie davvero.

Ehi, ehi, ehi! Cerca di calmarti! Eh!

Primo, piantala di fare la ragazzina.

Secondo, fino a prova contraria, questa è casa mia.

Ehi... Ma ti sono rifiorite le palle... Uhm!

Mi potevi avvisare, no?

Saresti scappata.

Poi senti, ci ho pensato e hai ragione,

tu non sei pronta per essere madre. - Certo che no!

Hai la soglia del dolore troppo bassa.

E il dolore del parto è uguale a 20 ossa rotte, tutte insieme.

Venti ossa?

Mmh-Mmh... Sì, poi il dolore un pò te lo dimentichi, eh!

Quello che non ti dimentichi mai è l'attesa. Dovrai sempre aspettare.

Aspettare che nasca, aspettare che pianga, che dorma,

che mangi, che cresca, che parli, che cammini, sempre aspettare.

lo non ce l'ho questo tempo, dai.

E poi la cosa fondamentale è che tu non sei innamorata di quello.

Quello, si chiama Simone.

Grazie.

Mamma mia, deve essere un incubo essere madri.

No... è come l'amore, Ti spezza le ossa.

Ah!

Oddio mio!

MUSlCA

Eccomi.

- E Sara? - Non viene. Dice che non ha fame.

Ciao.

Che ci fai qui?

Ero un pò triste a Milano da solo... Pietro?

- Papà! - Ciao! Vieni qua...

- Ciao, Davide. - Ciao!

Dobbiamo dormire nella barca, come l'altra volta!

Non si può, fa troppo freddo.

Però possiamo chiedere il canotto al nonno.

- Canotto? - Eh!

A quest'ora?

VERSl Dl DOLORE Pietro, avvisa!

Ciao!

BACl

E a me?

Che cos'hai qui?

Qui ci sono le costole.

C'è la gabbia toracica, ce l'hai anche tu, senti...

E a cosa serve?

Serve a non far scappare il cuore.

Perché il cuore scappa?

A volte.

Vedi di non farti uscire niente da quelle chiappe!

Hai abbandonato il canotto, eh?

Non riuscivo a dormire.

Queste donne non ci fanno dormire...

Che c'è?

- Avevo visto la luce accesa e... - Sto leggendo.

Veramente, è sottosopra.

- No. - No?

No!

Ok... Buona lettura!

- Non ci... - No! No! No! No! Aiuto!

Non ci provare!

Scusa.

Scusa di cosa?

Perché non sono stata onesta.

E l'hai capito stanotte?

No.

Allora adesso puoi dirlo.

Non ti amo più.

Oh...

E da quanto tempo?

Un anno... Prima...

È stato difficile dirlo?

Un pò.

Vieni.

MUSlCA

Che succede?

E Sara?

Con Simone?

Ah!

Lo sapevo... Eh sì, lo sapevo...

Eh? Lascia stare, su...

E l'amore della nonna?

Mamma, ma perché non possiamo vivere lo stesso in una casa sola?

Perché quando l'amore diventa amore senza baci, bisogna avere due case.

Lo dice la legge.

Sai che ogni amore ha le sue regole?

È come un gioco, hai presente?

Però l'unica regola che vale per sempre

è che nessuno potrà mai smettere di amare Pietro.

Non mi piace questo amore.

Ed io allora te lo faccio piacere piano piano.

Sì, però dovrai dirmi la verità come ai grandi!

Ci sto!

- Mamma? - Amore...

Posso smettere di amare Anna?

No!

Ciao, buona serata! Ah, Davide mi ha lasciata!

Lo vuoi un gatto?

Davide mi ha lasciata!

Cosa? Ma avete appena comprato casa!

È stato lui, vero?

Ma io... io gli taglio le palle e gliele servo con il seitan!

Ssh! Ssh! Vai, vai, vai, vai! Vieni...

Pietro!

Che bello, amore!

Ti piace?

È stupendo... Una pioggia di palle di neve!

- No.

- È un piatto di polpette...

- No.

- È un branco di pesci palla...

Ma no, mamma! Non vedi, sono dei cerchiolini e dei cerchioloni.

Cerchiolini e cerchioloni... Facile.

Pietro si è fissato, continua a chiedermi la verità sull'amore,

ma forse dovrebbe spiegarmela lui,

visto che è così bravo a chiudere i cerchi.

Quando ne chiudo uno io, mi esce sempre così sbilenco

che somiglia a... Ehi, forse a un cuore!

- Mamma? - Amore!

Quello che amore è?

Quello è l'amore che ti toglie il respiro.

È per questo che fanno la respirazione bocca a bocca?

- lnvece quello? - Quello è l'amore arcobaleno.

- Ma vale? - Vale! Eccome se vale!

E quello lì... è l'amore che ha vinto!

Perché?

Eh, perché gli occhi di quei due signori hanno già visto tutto,

ma loro non si sono mai lasciati la mano.

Sì... un pò come noi due!

- Mamma, guarda che pancione! - Ah, e quello è l'amore bio.

La maestra dice che il papà mette un semino nella pancia della mamma.

Eh, funziona più o meno così, sì.

Ma io non ho capito, ce lo mette con la zappa?

Andiamo a vedere la fontana, eh!

Guarda l'acqua! Bella vero? - Mi arrivano gli schizzi.

Guardiamo Anna, adesso. Ciao...

MUSlCA

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