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UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX
Mi sdraiavo col mio amor
Sotto al salice piangente
Ma adesso lo faccio da sola
E piango con tutto il cor
Canto: "Oh, Willow waly!"
E quell'albero piange con me
Canto: "Oh, Willow waly!"
Finché il mio amore non torna da me
CALIFORNIA SETTENTRIONALE
Posso avere la vostra attenzione?
Vi lascio tornare subito alla vostra cena, ma prima...
la sposa mi ha chiesto di parlare.
Io pensavo scherzasse!
Chi vorrebbe che una tale catastrofe si abbattesse sul proprio matrimonio?
Ma poi lei mi ha spiegato: "No, caspita, no. Non al matrimonio.
Alla cena pre-nozze".
Si dice "cena di prova", santo cielo!
Da inglese leggermente sbronzo e col jet lag, mi avvalgo del diritto
di dire ciò che penso, a ruota libera.
Perché voglio avvertirvi:
voi giovani non sapete in che cosa vi state cacciando.
Parliamo di statistiche.
Sapevate che la metà dei matrimoni, oggigiorno, non finisce con un divorzio?
Quindi c'è una buona probabilità che vi farete compagnia fino alla morte.
Che è il risultato preferibile.
Amare davvero un'altra persona
significa accettare che l'impegno di amarla
valga il dolore di perderla.
E questo è quanto.
È così.
E se la cosa vi spaventa quanto spaventa me, io dico: "Scappate!"
Andate a drogarvi su una spiaggia a Bali,
dedicatevi a una vita spirituale.
Scappate finché potete. Siete giovani, siete forti.
Il mondo è...
No, davvero, ci siamo rifiutati di restare.
Lei, non io.
Io non sapevo nemmeno che si potesse.
Il castello ha tre stanze e Jack voleva dormirci.
- Per una notte. - Prima del viaggio.
Solo domani, così da fare poca strada dopo la festa.
Ma io ho sentito delle storie strane.
Solo le storie?
- Non l'hai vista? - No, per fortuna.
Se vedessi una suora morta che piange in un angolo
- non mi sposerei qui. - È solo una storia.
Questo posto era un convento negli anni '40. Fa parte del pacchetto.
Paghi di più se il posto è infestato.
Vanno bene le storie di fantasmi, ma non voglio dormirci insieme.
Il nostro viaggio di nozze è stato in Irlanda.
Parlavano tutti di Seamus, lo stalliere.
Oh, Seamus.
Un cavallo gli aveva spaccato la testa con un calcio.
Le storie peggiori sono quelle coi bambini.
Sono più inquietanti, vero?
Io ne so una.
Beh...
non riguarda me.
Ma una persona che conoscevo.
E non è proprio corta.
Il tempo non ci manca e...
nemmeno il vino.
Perché no?
Va bene, allora.
Una storia di fantasmi.
Ripeto, non è la mia storia,
ma è piena di fantasmi di ogni tipo.
E se trovate un bambino inquietante,
fate un altro giro di vite e ditemi:
cosa ne pensate di due?
LONDRA
L'insegnante era, per scelta, una ragazza molto solitaria.
Era arrivata a Londra trepidante in risposta a un annuncio
di un certo Lord Henry Wingrave
riguardante i suoi nipotini che necessitavano di un'istitutrice.
Una posizione full time con vitto e alloggio
in una vecchia casa nell'Essex.
Un gran bel posto, nella campagna isolata.
- Lei è la sig.na Clayton? - Mi chiami pure Dani. Salve.
Prego, si sieda.
- Lei è un'insegnante? - Sì.
Lo ero.
Quarta elementare.
In America.
È qui da molto?
Da circa sei mesi.
Sei mesi? E in questo periodo, lei...
Beh, mi sono innamorata della città di Londra.
Dio.
Tè? Caffè?
No, grazie. Non sono una grande esperta di tè.
Sono abituata a quello in brocca.
Pieno di ghiaccio.
E di fettine di limone.
Qui è molto diverso.
Infatti.
Non ha esperienze precedenti come istitutrice.
Beh...
ho molta esperienza coi bambini, sig. Wingrave.
In classe, ma questa è una posizione full time e in convivenza.
Sì, ho risposto proprio per questo.
I bambini sono fantastici. Davvero eccezionali. Sia lui che lei.
Bambini eccezionali, dicevo.
Ma molto difficili.
Miles, mio nipote, è stato mandato a casa prima dal collegio.
Ha bisogno di rigore e disciplina, ora più che mai.
Perché l'hanno mandato a casa? Il semestre finisce...
Avrà bisogno di lezioni per non rimanere indietro.
La sua esperienza in classe potrebbe tornarci utile.
Lo stesso vale per Flora, mia nipote.
Insegnerebbe anche a lei.
L'annuncio parlava di una casa in campagna.
A Bly,
nella tenuta di famiglia.
I bambini sono abituati a Bly,
ci passavano sempre estati e festività con i genitori,
prima che loro morissero.
È un gran bel posto, il maniero.
C'è altro personale in loco.
Un cuoco e una giardiniera che vivono in paese.
C'è una governante che alloggia lì, ma i bambini...
sarebbero una responsabilità sua e sua soltanto.
Non deve chiamarmi, a meno che non ci sia un'emergenza.
Sono incredibilmente occupato.
Capisco.
Sa, a scuola ho avuto un incarico molto particolare.
Dovevo aiutare un ragazzo in difficoltà che aveva perso i genitori...
Cosa c'è sotto?
Come dice?
Cosa c'è sotto? Lei ha...
trent'anni?
Venticinque?
Mi chiedo...
cosa ci sia sotto.
È più giovane delle altre candidate.
Come mai una donna della sua età
rinuncerebbe alla propria vita per badare ai figli di qualcun altro?
A una vita in America, poi.
E a tempo pieno.
A dirla tutta, a me sembra proprio strano.
Sembra strano anche a me.
L'annuncio, dico.
Una posizione full time in un bel maniero con due bambini eccezionali.
Ma ho visto l'annuncio 6 mesi fa,
al mio arrivo a Londra.
E ogni mese, da allora.
Dovrebbe essere un posto ambito.
Per come l'ha descritto.
Quindi glielo chiedo io:
"Cosa c'è sotto?"
Questa è la domanda giusta.
Grazie.
Ciao, James.
So che non mi assumerà
e mi sta bene.
Ma è stato davvero un colloquio assurdo.
E credo che dovremmo brindare all'esperienza.
O lo preferisce nel tè?
Allora, adesso può dirmelo, vero?
Sono davvero curiosa.
Che cosa?
Cosa c'è sotto.
- No. - Oh, avanti!
Beh...
l'immaginazione, credo.
- Nessuno accetta il lavoro. - Ma dai, non ci credo.
Avevamo trovato qualcuno, per un po'.
La scorsa estate.
Una giovane molto promettente.
I bambini l'adoravano.
E poi lei...
Beh, immagino sia morta.
È stata colpa sua, a essere sinceri. Una sua scelta, a esserlo ancora di più.
Ma è morta sul posto.
La gente è superstiziosa, soprattutto in campagna.
È diventata una storia.
Questi bambini in un'enorme casa, coi genitori morti
e ora anche l'istitutrice morta.
Anche se i genitori sono morti all'estero e l'istitutrice si è suicidata.
Quindi la storia precede il lavoro,
almeno nelle agenzie.
E nessuno l'accetta.
Superstizione,
immaginazione.
E lei?
Cosa c'è sotto?
Io...
dovevo andarmene da casa.
Ha mai insegnato in una classe di 25 bambini?
Direi proprio di no, mi dispiace.
Beh,
ti affezioni.
Gli vuoi bene.
Anche ai peggiori.
È inevitabile.
E provi ad aiutarli,
ma sono sempre troppi.
E tu non basti.
Quindi ti...
L'annuncio parlava di due bambini.
Non so i dettagli, ma so gestire i bambini.
Forse posso fare la differenza.
Potrei. Potrei farla.
Una vera differenza.
Con solo due bambini.
Poi ho notato che il posto era...
full time, con vitto e alloggio.
E ho capito che avevano perso qualcuno.
E io capisco la morte.
Conosco la perdita.
Rimarrò qui un altro po'.
Un bel po', in realtà.
Ho trovato un lavoro.
Farò un periodo di prova fino a fine estate.
Ma potrebbe durare...
Sì, so che è più di quanto avessi detto, ma ho un lavoro.
No.
Non sto scappando da niente,
e mi ferisce che tu lo dica.
Sai che mi ferisce sempre.
Comunque...
potrai chiamarmi quando sarò lì.
Appena so il numero, ti telefono.
Ti voglio bene, mamma.
- Sig.na Clayton? - Sì.
- Owen. - Ciao.
- Lieto di conoscerla. - Piacere.
- Lasci, la prendo io. - Ok.
Ne ho un po'.
Non fa niente. Grazie.
Grazie.
Scusi. Strade di campagna.
- Quanto ho dormito? - Un po'.
- È ancora abituata al fuso americano? - Oh, no.
Ma non dormo molto, ultimamente.
Beh, gli ostelli non sono rilassanti.
Qui troverà molta più pace.
- È stupendo. - Trova?
- Come? - Personalmente, non so cosa pensare.
Io sono nato a Bly.
Il paese, non il maniero.
Sono scappato per un po', ho vissuto in Francia.
- Davvero? - Ho studiato cucina.
E io che pensavo che fosse un autista.
No, lo faccio solo quando Henry me lo chiede.
E non mi riesce nemmeno tanto bene.
La cucina sì, però.
Perché è tornato?
- Dalla Francia. - Famiglia.
Con questo lavoro pago le bollette.
E le rimango vicino.
Mi creda, esistono posti peggiori di questo.
A me Bly non piace.
La maggior parte della gente, qui, ci nasce e ci muore.
Il paese è un pozzo gravitazionale.
Ed è facile rimanervi bloccati.
Dio, è...
Come dicevo, c'è tanto da apprezzare.
Posso fare il resto della strada a piedi?
Canto: "Oh, Willow waly!"
E quell'albero piange con me
Canto: "Oh, Willow waly!"
Finché il mio amore non torna da me
Che bella canzone!
Che canzone?
- Quella che cantavi. - Lei è la sig.na Clayton!
Deve essere lei. E com'è carina.
Ho detto a Miles che lo sarebbe stata. Perfettamente splendida!
Tu devi essere Flora. Spero di non averti spaventata.
Niente affatto. L'aspettavamo.
Sono felice che sia qui.
La sig.ra Grose e Miles vorranno conoscerla.
E anche Owen e Jamie.
Ho già conosciuto Owen.
- E dove? - Mi è venuto a prendere.
Cos'è questa?
Ah, questa.
Solo una sciocchezza. Un attimo.
- Che lago stupendo. - Non scherzi.
È solo uno stagno puzzolente. Ci sono le sanguisughe, dentro.
Delle orrende lumache vampiro e degli schifosi scarafaggi.
Andiamocene via.
C'è tanto altro e di meglio da vedere.
È davvero perfettamente splendido conoscerla.
Miles!
È arrivata!
Ed è più carina di quanto pensassi.
Eccola!
- Ciao, Miles. - Piacere di conoscerla, mia cara.
Che gentiluomo.
E lei è la sig.ra Grose?
- Salve! - Scusi.
Ero persa nei miei pensieri.
Sono Dani.
Piacere di conoscerla. Hannah Grose.
È arrivata tutta intera.
- Ha viaggiato bene? - Sì, molto bene.
- Fantastico. - Sì.
E Owen è un ragazzo gentile.
Un tipo a posto.
Avanti, andiamo a casa. La sig.na Clayton vorrà vederne l'interno.
Sì.
Bene, andiamo.
- Ok... - Chiamatemi pure Dani.
Sciocchezze.
Bambini, chiamatela sig.na Clayton, come deciso.
A prima vista, Bly non le creò alcun disagio,
alcuna inquietudine.
Era proprio come descritto da Lord Wingrave.
Un gran bel posto.
Che l'accolse sonnacchioso al suo arrivo.
Questo è l'ingresso
ed è perfettamente splendido.
- Stupe... - Andiamo.
Questa è la cucina
ed è perfettamente splendida.
E lui è Owen.
È il cuoco
ed è splendido.
Perfettamente.
Ciao a tutti.
Ciao di nuovo.
- Ciao. - Ciao, Flora.
Per di qua.
I quadri sono tutti originali, cioè dipinti a mano,
e sono perfettamente splendidi.
Questa è la classe.
È...
abbastanza noiosa.
Questa è una bella scalinata, ma non ci si deve correre.
Se cadi, ti fai male, e le scale non perdonano.
Nemmeno un po'. Vede?
La sig.ra Grose dice che affaticano le ginocchia,
ma io non ho problemi.
- Stupenda. - Sì.
È un paradiso per i bambini.
Ma attenta alle scale, affaticano le ginocchia.
Qui stavano i nostri genitori.
- Non ci andiamo più. - Non ci andiamo.
- È tutto coperto. - Quest'ala è chiusa, ora.
È tutto coperto, ma sotto...
è tutto...
perfettamente splendido.
Lasciamo che si sistemi.
Certo. Ma poi dobbiamo mostrarle
- il giardino delle statue. - Ci sarà tempo.
- Ci vediamo dopo. - Poi le mostreremo il resto.
Flora!
Arrivo!
Mi scusi. Posso entrare?
Sì, certo.
La prossima volta, bussa.
Certo.
Volevo dirle che siamo felici che lei sia qui.
E darle questo.
So che non è molto.
Un pensierino di benvenuto.
Grazie.
È molto carino.
Finisco di prepararmi e ci vediamo tra poco.
Va bene.
Grazie.
Spero sia buono.
Sono ancora inesperta con il tè.
È buono, cara.
La cena è servita.
- Ecco a te. - Grazie.
Owen cucina benissimo.
Una volta mi ha fatto un panino con maccheroni e formaggio
ed era divino.
Cosa porta un'americana come lei in Inghilterra?
E a Bly, nientemeno.
Volevo vedere il mondo.
E cosa ne pensa, finora?
- Di Bly? O del mondo? - Io voglio andare in Australia.
O in Florida, perché si chiama quasi come me.
Eh, già.
- È stupendo, qui. - Sì.
So che continuo a dirlo, ma non trovo parole migliori.
- A me ne vengono in mente altre. - Dai.
- Adora darmi sui nervi. - A lei piace che io lo faccia.
Ti unisci a noi?
Non stasera, cara. Devo andare da mia madre.
- Che delusione. - Proprio ciò che direbbe lei.
Si sente meglio?
Molto. Sta un po' meglio ogni giorno che passa.
Bene.
Buonanotte, adorabile signorina.
E anche a te, Flora.
Che tipo, mio Dio.
Buon appetito.
Vive con sua madre?
In pratica, vive per lei. Per questo è tornato da Parigi.
Si è ammalata gravemente.
- Mi dispiace. - Già.
Dice che sta meglio.
Sì, meglio ogni giorno che passa. Ma va via sempre prima, la sera.
Prima rimaneva a cena.
Forse ora sta meglio e riesce a mangiare, quindi lui le prepara la cena.
Sono certa che è così.
- E lei non mangia? - Sì, beh.
- Mangerò dopo. - Ok.
Le darò qualche consiglio.
Grazie.
Vorrei assomigliare a uno gnomo.
Uno gnomo di bolle.
Sei sulla buona strada.
Che c'è?
È davvero sciocco, eh?
Sì, tu sei una sciocchina.
Dove l'ha preso?
- Cosa? - Il fermaglio a farfalla.
Me l'ha dato Miles.
Non avrebbe dovuto.
Perché no?
Perché non le appartiene.
A chi appartiene?
- Alla sig.na Jessel. - E chi è?
L'altra.
- Prima di lei. - Mi...
Mi dispiace.
Io... Mi dispiace tanto.
Mi sbagliavo, può tenerlo.
Posso uscire, ora?
- Posso giocare con le bambole? - Solo 15 minuti.
- Sai, ho frequentato ogni tipo di scuola. - Davvero?
Sono stata anche in collegio.
So che può essere dura.
Non è così male.
Beh,
ora sei a casa, no?
Puoi parlarmi di qualunque cosa.
Della scuola.
Di quello che è successo lì.
Davvero, le ho sentite tutte.
Gentile da parte sua.
Buonanotte, Dani.
Buonanotte.
La sig.ra Grose dice che devi chiamarmi sig.na Clayton.
Non le piaceva?
Cosa?
La farfalla.
Oh, io...
Sai, Flora...
- ne sembrava turbata. - Lei è sempre turbata.
Che lo ammetta o meno.
Ma è felice che sia qui.
E anche io.
Grazie mille per l'accoglienza.
È ora di dormire!
E ho finito.
Tempismo perfetto.
- Sono io? - Ma no, sciocchina. Lei è lei.
Questa è solo una bambola.
Touché.
- Chi sono queste persone? - Sono bambole, ovviamente.
Hai tante bambole, signorina,
e dovremo imparare a raccoglierle e a riporle, prima di andare a letto, ok?
La rimetta dov'era.
Lei rimane...
lì.
Tutti pronti per la notte.
Adesso si dorme.
- Sono felice che lei sia qui. - Grazie, Flora.
Ma deve promettermi una cosa.
Dimmi.
Deve promettermi
di rimanere nella sua camera.
Non esca di notte.
Stia a letto fino al mattino.
Non posso promettertelo.
Ma è una buona regola per te e tuo...
Ma deve farlo.
Ok.
Almeno stanotte.
Ora dormi.
Quella notte, l'istitutrice era inquieta.
Era come aveva detto Flora.
Le stanze erano più ampie, di notte,
come se la casa avesse respirato profondamente
al calare del sole,
espandendosi trattenendo il respiro.
E il senso di espansione non si limitava all'interno.
Guardando fuori, scoprì che il terrazzo e la proprietà,
il prato e il giardino dietro e tutto ciò che vedeva
erano vuoti di un vuoto immenso.
Un vuoto che voleva essere esplorato.
A me sembra buono.
Che bella giornata.
Non mi stancherò mai di questo posto.
- Che succede? - Sono arrabbiata con lei.
Sig.na Clayton! Guardi cos'ho trovato.
Non ha mantenuto la promessa di non uscire dalla camera.
- Sig.na Clayton! - Come lo sai?
Deve rimanere in camera.
Venga!
- Perché? - Così lei non la vede.
Chi?
La signora.
Che signora?
- La signora nel lago. - Flora.
Flora, guarda.
Sig.na Clayton,
guardi.
Sai, ho fatto l'insegnante per nove anni.
Quasi quanto la tua vita.
In tutti questi anni, molti bambini hanno provato a spaventarmi in molti modi
e sai cos'ho imparato?
Che sono molto coraggiosa.
Più di quanto credessi.
Non volevo spaventarla.
So che è coraggiosa.
Ah, sì?
Certo, l'ho capito immediatamente.
Li facevi anche in collegio?
Gli scherzi?
I trucchetti?
Non ne ho mai capito il senso.
Tuo zio dice che hai avuto problemi a scuola.
Ha parlato con lui?
Certo, mi ha assunta lui.
Ha chiesto di noi?
Non ha fatto altro che parlare di voi.
Gli mancate tanto.
Tantissimo.
Non è vero.
Ma certo che è vero.
Lo chiamiamo, allora?
L'istitutrice si intristì per il dolore del bambino,
ma il suo umore si rivelò presto mutevole come il clima di Bly.
Come il sole, le nuvole e la pioggia apparivano senza preavviso,
così repentinamente cambiava l'umore dei bambini.
Come se tempo e natura seguissero regole segrete,
valide solo per loro.
Eccola qui.
Mi sono scappati.
Ci penso io. Tranquilla.
Si rilassi.
Se ci riesce.
Pronto?
Cosa si mangia?
- Salsicce e purè. - Pronto?
Pronto?
Flora, no.
- Chi era? - Non so, hanno riattaccato.
- Di nuovo? - Ancora?
Ci fanno scherzi telefonici.
- Avranno sbagliato. - Grazie.
Prego.
Sig.na Clayton.
Grazie.
La giardiniera non si presentò all'istitutrice.
La ignorò completamente.
La trattò come se fosse sempre stata lì.
Tutti diedero per scontato che si conoscessero
e, a dire il vero,
anche all'istitutrice sembrava di conoscerla già.
Perché date da mangiare a questi Gremlin?
Non siamo dei Gremlin!
Siamo bravi bambini!
Oh, davvero?
Non ne sono sicura.
Owen, tu che dici?
Non saprei.
Dovrei provare a bagnarli con l'acqua.
Così?
Ecco a te.
- Tieni, caro. - Sei un angelo.
C'erano operai...
in giro, oggi?
- Un tuttofare, magari? - No, non credo.
Perché ho visto un uomo sul parapetto, entrando.
- Sul parapetto? - Sì.
- Ma dai. - Io non ci sono andato.
Perché avresti dovuto?
- Sicura di aver visto qualcuno? - Sì. Ho salutato, ma lui non ha risposto.
Magari era un escursionista. Vengono a guardare i giardini.
Sono invadenti, sì, ma il parapetto...
Ci si accede solo dall'interno.
Passando dalla vecchia ala. E dove non andiamo noi?
Nella vecchia ala.
L'avrà immaginato, cara.
- Non mangia? - Ho già mangiato.
Sono qui per compagnia.
- Prova questo. - Flora, no.
Ha trovato qualcuno?
No.
Nessuno.
Ma ho trovato un...
Scusi, la sto interrompendo?
No, niente affatto.
Cos'ha trovato?
È di Flora.
- Ah, Flora, Flora... - Ne ho viste altre.
Non possiamo giudicarli.
Dopo ciò che hanno passato.
Il sig. Wingrave le ha detto dei genitori?
Solo che sono morti.
Due anni fa, ormai.
Miles aveva otto anni. Flora, sei.
E se ciò non fosse abbastanza pesante, immagini...
quanto accaduto dopo.
L'istitutrice prima di lei.
- La sig.na Jessel? - Sì.
Rebecca.
Dio... Rebecca. Povera Rebecca.
Era...
una ragazza giovane e brillante.
Era ambiziosa, intelligente,
gentile.
Ma...
c'era un uomo.
L'unica cosa che può fermare una donna così.
Tutti i vizi del mondo sotto mentite spoglie.
Comunque, meglio non parlare di lui.
Se n'è andato.
Coi soldi di Henry e il cuore di quella poveretta.
Quante cose ha rubato. Che mani lunghe.
Doveva vederla, nei suoi ultimi giorni.
Era distrutta.
Vuota.
Non c'era più ben prima di gettarsi in quel lago.
L'ha trovata Flora.
E Jamie ha trovato Flora.
Mi ha detto che il corpo di Rebecca era in acqua...
a faccia in giù.
E la piccola Flora
se ne stava lì impietrita
a fissarlo.
Io... E pensare che mi infastidiva sentire i bambini...
urlare in casa, correndo e facendo capricci.
Ma dopo la morte della sig.na Jessel
il silenzio era davvero terribile.
E ora...
Ora, quando li sento...
piangere,
urlare o strepitare...
Dio, è il suono più bello che esista.
- Scusi. - No.
- Va tutto bene. - Come sono ridotta.
È un talismano.
Un gioco di Flora per tenerci tutti al sicuro.
Noi.
Dio, questi bambini.
Provano a fare del loro meglio.
Sarebbe bene rientrare. Tra poco, Owen e Jamie andranno via.
Se vuole stare da sola, ci penso io ai bambini.
Per chi sono le candele?
Per i morti.
Ahimè, più invecchio e più ce ne sono.
- Mi dispiace. - Non serve.
Sono stata e rimango una donna molto felice.
Buonasera, sig.na Clayton.
A letto.
Di già?
Non penso.
Basta giochetti, Miles.
Le piace giocare, Dani?
Non a quest'ora.
Questa è l'ora migliore, invece.
Basta fare lo stramboide, Miles!
È uno stramboide, a volte.
E tu...
dolcezza.
Immaginazione.
Io adoro...
la tua immaginazione.
Tutti, in questa casa, sono fortunati
che la usi per tenerci al sicuro.
Ma promettimi che, mentre ci tieni al sicuro,
pensi prima a te stessa.
- E non andare sul parapetto. - Ok.
Lo è davvero, sa?
Cosa?
Perfettamente splendida.
Buonanotte, dolcezza.
Scusami!
Devi imparare a mettere in ordine, o potrei romperne...
Dove la metto, stasera?
Nella casa o sotto il comò?
Sig.na Clayton?
Stavo per raggiungerti.
C'è un ventilatore nell'armadio di Flora. Senza, non riesco a dormire.
Sì, è vero. Nel mio armadio.
Può prendermelo? Scusi il disturbo.
Ma certo.
Beh, ecco a te.
Può dormire con te stasera.
Va bene, diamo un'occhiata.
- Non lo vedo! - Sarà sotto i vestiti.
Ok.
Bambini.
Niente scherzi. Aprite!
Aprite la porta!
- Apritela! - Ci sto provando!
Miles!
Ci sto provando!
Flora!
Si è bloccata! Stiamo provando!
Ok, non è divertente. Aprite la porta!
Dobbiamo trovare la chiave, è bloccata.
- Ci dispiace. - La chiave è lì, Flora.
Girala.
Non c'è, non la troviamo!
Dico sul serio.
Aprite la porta!
Miles!
Flora?
Aprite la porta!
Aprite la porta!
Aprite la porta!
No!
Aprite la porta!
Bambini!
Fatemi uscire!
Fatemi uscire!
Fatemi uscire!
Fatemi uscire!
Fatemi uscire!
Ci dispiace.
Terribilmente.
- A letto! - È stato un incidente.
A letto! Subito.
Mi dispiace.
- Non si arrabbi con noi. - Ne parliamo domani.
Siete andati fuori?
Sottotitoli: Marta Di Martino
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