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Original subtitles

(STARNAZZARE DA UN CELLULARE)

- (Poliziotto) Dicevi che è più di un'ora che sono qui da soli? - (Poliziotta) Sono quelli.

(STARNAZZARE DA UN CELLULARE)

- Falla finita. - Non rompere. - Idiota. - Deficiente.

(STARNAZZARE DAL CELLULARE)

Guarda che hai fatto! Adesso pulisci, maiale!

- Se non la smetti con quel coso, te lo butto nel cesso. - Ridammelo o ti ammazzo!

- Spostati, "cosciona"! - Ritardato mentale!

- Cosa fate? - Secondo lei cosa ci fanno tre minori agli arrivi internazionali?

- (Poliziotta) Senti... - Simpatici. I vostri genitori dove sono?

Lasciamo perdere.

Cos'è successo?

(MUSICA ALLEGRA)

Andava tutto bene, l'anestesia aveva fatto effetto,...

..ma lei continuava a piangere, singhiozzava, era nel panico!

Nascono i bambini, e io le dico:...

.."I gemelli sono nati, sono bellissimi. Stanno bene. Non si preoccupi, va tutto bene".

Lei si tira su, mi afferra il camice e gridando mi dice: "Lo so! Lo so!"

"Ma non so chi è il padre!".

Del secondo. Non è: "Non so chi è il padre", ma "non so chi è il padre del secondo".

"Non so chi è il padre del secondo!"

Raccontata bene, è una bella storia. Tu l'hai raccontata male... Malissimo.

Quando mi fate sapere per il mare?

- Se vogliamo la casa sulla spiaggia, dobbiamo dare la caparra. - Già. - Sì...

Forse quest'estate è pò più complicato.

- Divorziamo. - Eh?!

Sì, insomma... io e Valeria ci separiamo.

- (ridendo) Che scemi! - Ma dai...

- La decisione l'abbiamo presa l'anno scorso. - Siamo andati in vacanza da soli dopo anni.

- Insomma, ci siamo resi conto che... Dai... - Eravamo diventati come due amici.

- Ma va bene, non c'è niente che non va. - Ma sì, anzi, non litighiamo neanche più.

- È vero. Però quello un pò mi manca. - Anche a me.

Insomma, non volevamo diventare come quelle coppie che fanno un pò finta di nulla,...

..che passano le serate a tenersi compagnia guardando la TV.

- No. - No, no...

- Ma non c'è niente di tragico!

- È vero. È così, è la vita.

E i ragazzi come l'hanno presa?

- Ma... Nel migliore dei modi possibili. - Sì, sono dei ragazzi davvero fantastici.

- Siamo fortunati. - Siamo proprio fortunati, sì.

- A questo punto dobbiamo dirlo anche ai ragazzi. - Scusa, mi è scappato.

Non ti preoccupare.

- Dici? - Ma certo! Certo.

(VALERIA SOSPIRA)

Scusa.

(sottovoce) Scusa.

(Nicola) Vedrai che ce la caveremo.

- (Valeria) Dici? - (Nicola) Certo.

(MUSICA ALLEGRA)

(VERSO DI UN GUFO)

- Eccoci. - (Demetra) Che macello! - Buonasera, Demetra. - Delinquenti!

Eccoci qua. Grazie, Demetra, di essere stata fino a quest'ora.

- Domani non posso andare a prendere Giulio agli scacchi. - Va bene, non c'è problema. Prego.

- Ah! E neanche giovedì. E nessun altro giorno della settimana. - Ok, ma c'è qualche problema?

- I suoi figli. - Cos'hanno che non va, i miei figli?

Io li odio.

(Demetra) "Và in mona"!

Va bene.

- (Valeria) Non ce la possiamo fare senza babysitter. - Non preoccuparti, ce la faremo.

Come? Domani ho il capo per il settore Europa e la settimana prossima la commissione tecnica.

Tu sei sempre di guardia.

È la terza babysitter in un mese!

Non ti preoccupare, mi faccio sostituire da Giorgio e vado io a prendere Giulietto.

Sono troppo nervosa, vero? Devo essere un pò rompicoglioni.

Molto! Molto rompicoglioni.

Speriamo che non se ne vada anche Maria.

- Nicola? - Eh?

Quando glielo diciamo?

- Domani sera. - Ok.

- Nicola? - Eh!

- Ce la faremo? - Ce la faremo, ce la faremo!

Buonanotte.

(MUSICA ROCK)

Ragazzi, sveglia!

(MUSICA ROCK)

- Buongiorno, amore, è ora di alzarsi. - Mamma? - Sì, amore? - Io non ho seno.

- Amore, hai dodici anni. - Carlotta porta la quarta. - Carlotta è ripetente.

- Pensi che avrò il tuo seno? - Come dici, amore?

- Oddio, mamma, sarebbe un incubo. - Va bene, amore, dai. Ne parliamo stasera.

- Mamma! - Sì? - Se a tredici anni non mi arriva il ciclo, io mi ammazzo.

Va bene, tesoro. Buona giornata.

Giulietto!

Forza... (VALERIA URLA)

- Cos'è? - "Chi" è, mamma.

È Nerone, il criceto di scienze.

- Nerone?! - Caligola è morto a Natale. - E pensi di tenerlo?

- Perché, ti dà fastidio? - No, no, assolutamente!

Va bene, amore. Ciao, io vado. (VALERIA URLA)

- E stai attenta! - Va bene. Scusa, amore. Scusa, Nerone.

Buona giornata, amore.

Matteo, in piedi, sono le sette! Rischi di fare tardi a... scuola!

- (Matteo) La scuola fa schifo, è una istituzione superata. - Va bene, a più tardi.

(MUSICA ROCK)

Questo è il pranzo al sacco di Giulietto per la gita. Qui c'è l'autorizzazione firmata.

Il succo di frutta è nel frigo. Metti tutto nello zaino.

Fai un assegno per la mensa di Matteo e uno per il dentista di Viola.

Ti lascio la mia tessera sanitaria. Ho tirato fuori la biancheria da stirare per Maria.

Le lasci tu i soldi? Se vai al supermercato, la lista della spesa è sul frigorifero.

Vado, buona giornata. Ciao!

(NERONE SQUITTISCE)

Sono un post-it. (NERONE SQUITTISCE)

- (Viola) Vai avanti! - (Matteo) Stà zitta, Ferma! - Quando si sono rotte le acque?

- Vai avanti con il sedile? - Stà zitta! - Stanotte, verso due. - Quanto è dilatata?

- Due centimetri, ma siamo qui da ore. - Spingi avanti il sedile. - Il collo dell'utero?

- (Matteo) Ferma, brutta puttana! - Bravissima...

- Papà, ma gli vuoi dire qualcosa? - Ragazzi, silenzio! - Nico, sbrigati.

- Sì, ma tu chiama l'anestesista per l'epidurale, va bene? - Vai avanti!

- Scusa, Giorgio, ti richiamo. - Vai avanti, cazzo!

- Oh! Ma chi vi ha insegnato a parlare così? - Voi!

Tu hai due anni di più, non ti insegnano la disciplina a quel corso di arti marziali?

- Il Krav Maga non è proprio un'arte marziale. - Zitto, "Wikinano", chi ti ha interpellato?

- (Viola) Vai avanti col sedile! - Zitta, mi hai fatto venire il mal di testa.

- Fermati, non voglio farmi vedere con te, mi rovini la reputazione. - (Nicola) Ma certo!

- (Matteo) Qui, fermati. - Vieni stasera direttamente a casa, vi dobbiamo parlare.

- (Matteo) Non posso. - Vieni a cena a casa, vi dobbiamo parlare. - (Viola) Scendo anch'io.

- Non c'è problema, signorina, il vostro taxi è sempre a disposizione. - Facevo prima a piedi.

E tu vuoi venire davanti?

Ok, grazie.

(MUSICA ALLEGRA)

- (Uomo) Buongiorno, ingegnere. - 'Giorno!

Facciamo una verifica più tardi, quando è finita l'ispezione. Torno fra un paio d'ore.

- (Uomo) Ingegnere, buongiorno. - (Valeria) 'Giorno.

(MUSICA ALLEGRA)

Questa è la persona di cui le ho parlato al telefono. L'ingegnere capo Valeria Mozzati.

Una donna!

Chi abbiamo qui? "Un'ingegnera", "un'ingegneressa"? Come dobbiamo chiamarla?

- Ingegnere va bene. - Già capo, la signorina? - Signora.

Ah, già sposata, non ci posso credere! Sembra una ragazzina.

- Li ha compiuti vent'anni o non ancora? - Diciassette a Novembre.

(con sarcasmo) Minorenne e già così sfrontata: complimenti.

Non mi dica che è pure ragazza madre. Ha già dei figli?

- Bè, a diciassette anni non sarebbe ragionevole. - Brava la nostra ingegnerina.

- Senta, scusi, anzitutto... - Chiariamo subito una cosa, signora cara.

Uno: non gradisco ironia nel rapporto con i miei dipendenti.

Due: non tollero il contatto fisico, quantomeno sul lavoro.

Se è possibile, mi stia lontana, e si ricordi che è un'ispezione, non è una visita guidata.

Vogliamo andare? Grazie.

Ma è uno stronzo totale o sono io?

No, no, non sei tu.

(MUSICA ALLEGRA)

(SIRENA DELL'AMBULANZA)

- Brava. - Grazie, dottore. - (Infermiera) Ecco qua il suo bel cucciolino. - (Mamma) Che bello.

- Nico, mi cercavi? - Sì. Puoi sostituirmi nel pomeriggio?

- No, il giovedì no. Lo sai che alle sette ho il coro. - Grazie. A buon rendere.

- Ti ho detto che non posso! - Siete in 50. Se manchi tu, chi vuoi che se ne accorga? Dai!

- No, il coro, no! Dai! - Signorina, mi prepari il kit per la medicazione.

- Sì. Mi scusi, dottore. - Sì? - So che ha fatto domanda per andare a lavorare in Mali con AMREF.

- Sì. - Sono in lista d'attesa. Conosco a memoria il suo progetto.

- Guardi, davvero... - Va bene, dai. Speriamo bene...

- Melania. - Grazie, Melania.

(Uomo) Il sopralluogo di oggi è finalizzato a capire quali aree dell'impianto...

..devono essere manutenzionate per sbloccare gli investimenti che daranno futuro...

..all'impianto stesso. (IL CELLULARE SQUILLA)

Fra queste attività la parte di maggior rilievo è quella che sta seguendo l'ingegner Mozzati...

..che ha preso a carico l'ampliamento dell'impianto di utilizzo...

- Pronto? Sì, sono io. - Le parti che... - Non è venuto a scuola?!

(MUSICA DI "WHATEVER YOU WANT" DEGLI STATUS QUO)

(IL CELLULARE SQUILLA) (Matteo) Mà, adesso no.

- (Uomo) Rifaremo l'intervento. - Lei ci stava seguendo, vero, ingegnere? - Eh... Sì.

- Finito il credito? - Come? - Vuole che le presti il mio cellulare?

No, la ringrazio. Faccio solo un ultimo tentativo. Mi scusi.

(CAMPANELLO)

(SQUILLI DI UN CELLULARE)

- Scusate. Scusate... - Ma non è possibile!

- Scusate, scusate. - Ma insomma!

- Pronto? - Nicola? Ascolta. - E nella parte che riceve...

- (Nicola) Scusate. - (sottovoce) Ma papà... - (sottovoce) Aspetta un attimo. Arrivo subito.

- (Uomo) Silenzio! - Scusate, signori giudici. - Per favore, un pò di rispetto!

(MUSICA DI "WHATEVER YOU WANT" DEGLI STATUS QUO)

(Poliziotto) Ma che state facendo?! Fermi!

Fermi!

- Ma, insomma, adesso sta esagerando. Se continua così, lo buttano fuori. - (Valeria) Lo so.

- Sì, dai, a dopo. Ciao. - A dopo, va bene. Ciao. - Tutto bene, possiamo andare.

- Sì. Tutto bene? Oh, l'hai vinta! - No, l'ho rubata. - Va bè...

Si ricordi che non tollero l'uso del telefono,...

..a meno che non me lo si chieda come favore personale in caso di emergenza. Grazie.

Sì, mi scusi.

(SQUILLI DI UN CELLULARE)

- Pronto? - (Uomo) Buongiorno.

È lei la mamma di Matteo Vignali?

- (Valeria) Sì, sono io. - Qui è il Comando dei Carabinieri di Treviso.

- (Valeria) Come?- C'è un problema con suo figlio. Potrebbe passare al comando?

- (Valeria) Arrivo. - Subito, grazie.

- Già ci lascia? - Scusate, è un'emergenza. - A causa dei figli che non ha.

Con le donne è sempre così: o sono incinte, o se ne vanno a metà pomeriggio.

Cosa pensi?

Penso che il padre del grande campione russo di scacchi Anatolij Karpov...

..ha abbandonato il lavoro per seguire la carriera di suo figlio.

- Ma forse non faceva il medico. - No, infatti era ingegnere.

Quindi... medico non va bene?

Andrebbe bene, solo se tu fossi un medico più evoluto, che aiuta gli essere umani a progredire.

- Ah. Scusa se li faccio solo nascere. - Lo sai anche tu che non basta.

(MUSICA ALLEGRA)

È giovane, influenzabile...

Sono sicura che si è già pentito di quello che ha fatto. Sei pentito, vero?

Per niente. Noi combattiamo per i nostri ideali, per il nostro pianeta.

- Sono ragazzi, vorrebbero cambiare il mondo. - E cosa c'entrano i SUV?

Noi siamo NO-SUV perché i SUV sono un'aberrazione della modernità.

- (Matteo) Producono la metà delle emissioni globali di CO2. - Tesoro, vuoi stare zitto?

Il signore è un carabiniere, non il presidente del vertice di Kyoto.

- Ufficiale dei Carabinieri, prego. - Ufficiale dei Carabinieri. Mi scusi, signor... Ufficiale.

Credi di salvare il pianeta?

- Io lo chiamo vandalismo. - E che sarà mai, per un pò di vernice!

Signor ufficiale, non esageriamo. Per due graffiti...

Due graffiti?

9750 euro.

Costosi come graffiti!

- 9750 euro! Ma ti rendi conto?! - Per una buona causa.

- Lo sai che ero nel mezzo di un'ispezione tecnica?! - Mica ti ho chiamato io.

È per quelli come voi che la Foresta Amazzonica sta diventando un parcheggio!

- Andiamo, cammina! - Io vado da Leo. Ci vediamo dopo.

- No, aspetta! Stasera no, vi dobbiamo parlare. - E di che cosa?

Allora, ragazzi, papà prenderà casa accanto a quella della mamma.

Quindi avrete due case: la casa del papà e la casa della mamma.

Allora?

Non lo so, forse sorridi un pò troppo.

- Mica posso arrabbiarmi. - No, infatti è giusto mantenersi positivi, ma non è una bella notizia.

Forse quello che manca è... un tantino di gravità.

- Positivo e grave. - (Valeria) Sì.

- Facile. - Prova.

Allora, grave. Papà e mamma... "divorziano".

No, questo no, è un gesto insopportabile.

- Allora fallo tu, scusa. - Mi hai chiesto un parere.

Senti, perché non rimandiamo?

Giulietto ha un compito di matematica, non vorrei che si turbasse.

- Annulliamo tutto e facciamo un'altra volta. - Nicola. - Eh?

- Glielo dobbiamo dire. - Glielo dobbiamo dire, sì. Positività e gravità.

- Alternare. - Alternare, ok. - Ci sei? - Sì, ci sono.

- Vado a chiamarli? - Va bene, vai. Positivo e grave.

- Alternare. - Alternare. Alternare, ok. Ok.

Allora, ragazzi, voi vi starete chiedendo perché vi abbiamo riuniti qui.

(STARNAZZARE DAL CELLULARE) Viola, puoi smettere di mandare messaggini?

- Non sono messaggini, è Snapchat. - Sì, ma è uguale, amore...

Su, andate avanti, non ascolto mica con le dita!

- (Matteo) Hai rotto le palle. Vuoi rimanere qua fino a stasera? - (Viola) Vaffanculo!

- Oh! Parolacce in casa, no!

- È colpa mia se questa è stronza? - Basta!

- (Matteo) Che palle. - Matteo, per favore! Viola, ci puoi ascoltare un momento?

Ma che cosa avete tutti quanti?! Sara sta male, molto male!

Mi scrive che deve prendere delle pastiglie perché i genitori divorziano.

E allora? Che cosa devo fare io? Siete troppo egoisti! Vi odio!

(RUMORE DI PASSI E PORTA CHE SBATTE)

Cosa volevate dirci?

- Sì... Bè, che noi... - Noi volevamo dirvi che...

- Ehm... Demetra non viene più. - Sì, esatto. Si è licenziata. Sì...

- Ottimo, ci siamo sbarazzati di un'altra stronza. - Sì. Infatti.

(RUMORE DI PASSI E PORTA CHE SI CHIUDE)

(Giulietto) A proposito di collaboratrici domestiche, qui dentro Maria non fa niente.

(MUSICA ALLEGRA)

- È subentrata qualche forma di contrarietà? - No, signor giudice.

Cioè, sì...

- I signori non vogliono più divorziare? - Sì! Sì. - Sì, certo!

C'è qualche problema con gli alimenti? Con la casa? Con la ripartizione delle azioni?

- No! - No, niente di tutto questo, no.

- Non volete più l'affidamento congiunto? - No! - No, al contrario!

Allora spiegatemi cosa succede.

Ecco... noi ci stavamo chiedendo se...

Insomma, se le andasse di venire a cena da noi.

Bè, questo è un pò insolito.

- Va bene. - Bene. - Perfetto.

Intanto, però, voi mi dovreste portare l'atto notarile relativo all'acquisto della casa.

- E quando sarà libera? - Per la cena.

- Bè, aspettiamo dopo che si è pronunciato il divorzio. - No, prima.

- Veramente noi avremmo voluto riceverla prima. - Prima?

Questo fine settimana, per esempio. Si potrebbe fare una grigliata in giardino.

- E se mai dovesse piovere, un roast beef con il purè. - Buono!

- Sì, buono. - Buono. Roast beef con purè, perfetto.

Sì, e dopo cena, la lasceremmo un attimo da sola con i ragazzi per "parlicchiare".

Voi mi volete dire... che i ragazzi non sono stati informati del divorzio?

- Loro ancora non lo sanno? - Vede, Anna Maria... Posso chiamarla Anna Maria?

Anna Maria, io sono un ginecologo e, quando devo dare una brutta notizia,...

..non mi tiro mai indietro, mi faccio carico io di dare la notizia. Mai la famiglia!

È uno sguardo professionale sul fatto. Il distacco! Lo capisce, vero?

No. Non proprio.

Anna Maria, esattamente quale parte non ha capito?

- Ma vaffanculo! - Che stronza!

- Burocrate di merda! - (Nicola) Poi siamo stati tanto gentili.

(Valeria) Sì, infatti. Abbiamo chiesto una cena.

(MUSICA DI "READY STEP GO" DI JÉRÔME REBOTIER)

- (Nicola) Per favore. - (Uomo) Scusate.

(Nicola) Via con questo coso!

(MUSICA DI "READY STEP GO" DI JÉRÔME REBOTIER)

(Nicola) Oh!

(MUSICA DI "READY STEP GO" DI JÉRÔME REBOTIER)

- Ciao. Come stai? - Buongiorno.

- Posso tenerti compagnia? - Ci mancherebbe!

(MUSICA DI "READY STEP GO" DI JÉRÔME REBOTIER)

Scusi se rido, ma mi fa strano stare con lei.

(Valeria) Intanto, se non ci sei oggi...

(MUSICA DI "READY STEP GO" DI JÉRÔME REBOTIER)

(MUSICA TRISTE)

(NERONE SQUITTISCE) Ah!

(NERONE SQUITTISCE)

(MUSICA ALLEGRA)

- Tutto bene ieri sera? - Bene.

- Sei riuscito a dormire un pò? - Non tanto.

- E perché? - C'era una guardia un pò complicata.

- Cioè? - Dei casi... Un caso un pò complicato. Ma niente di che.

(MUSICA ALLEGRA)

- Io vado. Buona giornata. - Ciao.

(PORTA CHE SI CHIUDE)

(TUONI)

- Ciao. - Ciao! Già qui?

- Sì. - Ci prendiamo un caffè?

- Senti, Valeria, io... ti devo dire una cosa. - Cosa?

- Mi hanno promosso. - Stupendo! E quale incarico?

- Capo. - Capo di cosa?

(MUSICA ALLEGRA)

- Cos'è questa stronzata? - Innanzitutto buongiorno.

Sono giorni che sopporto le sue battute di cattivo gusto e le sue osservazioni sessiste.

- Che problema ha? - Nessun problema. - Lei non mi toglie la direzione del cantiere.

- Perché no? - Ho sempre fatto il mio dovere. - Lei pensa di aver rispettato i termini?

- Il giorno preciso. - Di essere rientrata nel budget? - Ho speso meno del budget.

- Ha causato scioperi? - Neanche un giorno. - Provocato incidenti? - Nessuno.

- Magnifico. Siamo perfettamente d'accordo. - Su cosa siamo d'accordo?

Che ha sempre fatto un lavoro eccellente.

In questo cantiere fila sempre tutto liscio, chiaro?

Trattenerla ancora sarebbe un grande spreco. La Svezia ha bisogno di lei.

- Chi? - La faccio trasferire in Svezia, cantiere a Ostvik.

Se non mando lì una come lei, non mi riconvertono la centrale neanche tra cent'anni.

- Ah... - Bè? Non è contenta?

- Mm... - Non mi dica che è incinta un'altra volta.

- Eh? - Per un attimo, ho temuto.

Comunque, nel caso, mi faccia sapere.

E metta qualcosa di pesante in valigia. La Svezia non è Napoli.

(MUSICA ALLEGRA)

- Buongiorno, professore. - Buongiorno, Vignali. Complimenti.

- Grazie. Per che cosa? - Per AMREF. Parte per il Mali, l'hanno accettata.

Ci vediamo nel mio studio per la sostituzione, siamo già pronti. A presto.

(MUSICA ALLEGRA)

(VIBRAZIONE DI UN CELLULARE) (Uomo) Guarda, amore. Che bello...

- (sottovoce) Pronto? - Scusa, Nicola, ti disturbo?

- No. Hai ricevuto il mio messaggio? - Sì. Possiamo vederci un momento?

(Nicola) Sì, aspetta. Vieni, vieni. Sì, un attimo solo.

- Aspetta. - (Uomo) Hai visto? - (Donna) Bellissimo.

Anch'io ti devo dire una cosa.

(PORTA CHE SI CHIUDE E BATTITO CARDIACO)

- Devi partire tu. - No. Perché devi rinunciare tu?

È una grande occasione, lo so, ma quello che fai tu, dai, è più importante.

È da quando ti conosco che sogni di partire.

Dovevi andare dopo la laurea, poi sono arrivati i bambini. Hai fatto il medico per questo.

No, non voglio che rinunci, dai. Va bene così. Prendilo come il mio... regalo di divorzio!

Io sono fortunato ad averti nella mia vita.

(MUSICA ROMANTICA)

- Devo andare. - Sì.

(MUSICA ROMANTICA)

- Ciao. - Ciao.

(MUSICA MALINCONICA)

(MUSICA DRAMMATICA)

Scusate, vi rubo solo un istante. Ho dimenticato le chiavi... della macchina.

- Valeria, Melania. - Melania... Che bel nome...

Io sono la moglie... La ex moglie... No, effettivamente ancora no.

Cosa sono io?

Sono la futura ex moglie di Nicola.

- Piacere. - Piacere, signora.

- Bene, allora io... chiamo il giudice per quello che ci siamo detti. - Certo.

- Rientri tardi, immagino. - Bè, sì. - Sì. Bene...

No, perché pensavo di fare l'arrosto.

- Però, forse, per quattro è poco. - Come vuoi tu.

- Magari faccio... spaghetti! I ragazzi li adorano... - Perché no?

Spaghetti...

- Va bene, allora, ciao. Arrivederci, Melania. - Arrivederci, signora... Valeria.

(MUSICA WESTERN)

La signora mi ha chiamato per informarmi che, a causa di una partenza all'estero,...

..vogliono modificare temporaneamente le regole dell'affidamento condiviso, giusto?

Sì.

Allora restiamo d'accordo che, ad eccezione del periodo di tempo di sette mesi...

..in cui l'affidamento condiviso sarà esclusivo di uno dei genitori, per il resto sarà 50 e 50.

- Mm-mm. - Mi scusi, credo ci sia un errore, ho sentito "sette mesi".

- Sì. Non è così? - Sì, è così.

Ma no, sono solo cinque, massimo sei.

- Quindi lei parte per cinque mesi? - No. - Sì. Ma sono io che parto.

- Cioè, è lei che va in Svezia? - No.

- Scusate, chi parte? - Io! - Io!

- E chi accudisce i ragazzi? - Lui. - Lei. - No, non capisco, scusate.

- Nemmeno io. Valeria, cosa succede? - Succede che ho accettato il cantiere in Svezia.

- Ma, scusa, non mi potevi avvertire? - Perché, tu mi hai avvertita?

- Valeria, stiamo divorziando. - Tu mi hai preso in giro.

Tu vuoi che me ne stia buona qui, mentre ti scopi la tua Melissa a Bali!

- Mali. E poi si chiama Melania. - È uguale. - Non è uguale. - Sempre puttana rimane.

- Sei gelosa? - Io? Ma figurati! Sai cosa me ne frega di te.

Ecco, allora vuoi tornare alla realtà? Stiamo divorziando.

- Oh, guarda, mi ci hai fatto tornare eccome, alla realtà! - Tu sei pazza.

- Io voglio divorziare, subito. - Anche io! - Siamo qui per questo! - Appunto, sbrighiamoci.

- Prima facciamo, meglio è. - Mi hai letto nel pensiero. - Anche tu. - Basta!

È un anno che dura questa commedia! Questo è l'ultimo avvertimento:...

..la sentenza di divorzio ci sarà a fine mese, cioè fra tre settimane.

Quindi o vi mettete d'accordo, o saranno i vostri figli a decidere.

- Scusi? - Non ho capito. Cosa vuol dire?

Vuol dire che visto che gli adulti non sanno fare gli adulti,...

..io ascolterò i ragazzi e saranno loro a decidere se stare con mamma o papà.

(RUMORE DI PORTA CHE SI APRE E CHE SI CHIUDE)

(Nicola) Allora...

Ragazzi, vi starete sicuramente chiedendo perché vi abbiamo riuniti qui.

(STARNAZZARE DAL CELLULARE)

Viola, amore bello, lo metti giù quell'affare, per favore?

(STARNAZZARE DAL CELLULARE E RISATA DI MATTEO)

- Basta. - Ma... - Silenzio!

E tu zitto! Stà zitto! Fermi.

(Valeria) Allora, io e papà vi abbiamo riuniti qui...

- ..perché in questa casa ci siamo sempre detti tutto. - Assolutamente.

- Magari non proprio tutto. - Il giusto. - Abbiamo forse tralasciato qualche dettaglio.

- Non è il momento. Proprio per questo volevamo dirvi... - Semplicemente...

- Demetra ritorna? - No. - Meno male! Mi ero spaventata.

Divorziamo.

- Cosa? - Divorziamo.

- Chi? - Come chi? Io e lei. Noi due.

- Mamma e papà, finito.

- È uno scherzo?

Ti sembriamo due persone capaci di fare ironia su un argomento così importante?

- No. - Sono esterrefatto.

- Questa cosa mi mette ansia. - Sì, lo so, è tutto molto destabilizzante per voi.

- Però noi siamo sicuri che saprete distinguere benissimo... - Sì.

..la differenza tra la coppia innamorata e la coppia parentale.

(LA MUSICA SI INTERROMPE)

E comunque vada, noi saremo sempre una famiglia unita dall'amore,...

..anche se non vivremo più sotto lo stesso tetto.

E per quanto riguarda l'affidamento, siccome sappiamo che siete inseparabili,...

..abbiamo pensato che sarebbe stato meglio che foste voi a decidere.

- Se restare con la mamma. - O col papà.

- Certo, con la mamma... - O col papà! - ..o col papà.

Mi viene da vomitare.

(RUMORE DI PORTA CHE SBATTE) Sono esterrefatto.

- Quando? - Quando cosa, angelo mio?

Quando dobbiamo decidere se stare con mamma o papà?

- Ma c'è tempo! - Certo, decideremo con calma e tranquillità.

- E comunque non prima di sabato. - Ma oggi è giovedì!

- Appunto! Te l'ho detto, abbiamo tempo. - Eh!

(COLPI ALLA PORTA)

- Scusa un attimo. Cosa c'è? - Non credi che dovremmo parlare?

No.

- Fatto. - Bravissima, non devi avere pietà! - Credi? - (Sonia) Certo!

Noi dobbiamo essere tutto: madri, mogli, amiche, amanti.

Poi arrivano i quarant'anni e bam! Ci gettano come un pacco di biancheria usata per la Caritas.

- (Sonia) Hai capito? - Sì. - Parliamoci chiaro, non farti illusioni.

Certo, sei ancora una bella donna, ma quarant'anni, tre figli, divorziata.

Non sei certo nello scaffale delle primizie. Chi ti prende alla tua età con tutto il pacchetto?

Questo viaggio in Svezia è la tua occasione. Non dico l'ultima, ma poco ci manca.

- Non fartelo scappare! - Grazie. - (Sonia) Ciao.

(Federico) L'unica cosa che ci dicono è: "Stai attento a non sporcare il tappetino",...

..oppure "Sei passato in tintoria?". E poi si meravigliano se uno si guarda in giro.

- Un uomo ha bisogno di spazio. - È vero, ma ho fatto una stronzata, dovevo dirglielo.

(Federico, ansimando) Non sentirti sempre in colpa. State divorziando, o no?

- Perché ansimi così? - Sono sull'ellittica. - Alla fine l'hai comprata. E com'è?

- Fa schifo. Ma è l'unico modo che ho per prendere un pò d'aria. - Sull'ellittica?

Sì. Nicola?

Aspetta, ti richiamo. Ci sentiamo domani. Ma cosa bevi?!

- Ma lascia stare, Giulietto! Hai otto anni. - Sì, e già tante cose da dimenticare.

(FEDERICO RESPIRA AFFANNOSAMENTE)

Come sta?

Come vuoi che stia? A pezzi. E Nicola?

Un uomo distrutto.

Ho provato a buttare un pò di acqua sul fuoco ma, quando non si comunica, è la fine.

Eh, sì. Il dialogo è tutto.

(NERONE SQUITTISCE) Ah!

(FORTE COLPO) Oh!

Buongiorno. Sono commossa. Vedo che hai preparato la colazione per tutti.

In quindici anni l'avrai fatto, sì e no, una volta. Ora parto per la Svezia molto più serena.

Non cantare vittoria, non ci sei ancora sui fiordi.

- I fiordi sono in Norvegia. Io vado in Svezia. - Fà come ti pare, ma non hai ancora vinto.

Neanche tu. Ah, sbrigati, perché oggi Viola ha il tema. Rischi di fare tardi.

Hai circa sette minuti per farli lavare, vestire e portarli a scuola. Ciao.

(RUMORE DI PORTA CHE SI APRE E CHE SI CHIUDE)

(MUSICA ALLEGRA)

Ragazzi! Ragazzi! È tardi, dai!

- Sono le otto! Forza! - Perché svegli sempre prima me?!

Perché non cominci da Matteo? Perché sono femmina e tu sei un sessista e maschilista!

(RUMORE DI PORTA CHE SI APRE) Non si usa più bussare?

Scusami, volevo chiederti, puoi preparare la colazione a Giulietto? Devo fare la doccia.

- Che cosa? - E già che ci siamo, volevo dirti, quando la mamma partirà, tu sarai l'unica donna.

Insomma, mi dovrai aiutare a fare il bucato, la spesa e a preparare da mangiare.

Vedrai un pò meno gli amici, ma ce la caveremo io e te, no?

Forza, sbrigati che siamo in ritardo, dai!

(COLPI ALLA PORTA) - Forza, sveglia! - (Giulietto) Papà!

- Avanti, sveglia, forza! - Cos'è questo casino? - Silenzio! Silenzio.

Sveglia! E allora, dai! Sveglia, sveglia, sveglia!

- Tuo padre è tanto caro ma, parliamoci chiaro, vi farà fare qualunque cosa. - Cioè?

Tutte le sere pizza, hot dog, hamburger e patatine,...

..senape, ketchup, maionese a ruota libera. Già vi vedo, voi due, davanti alla TV.

Una cannetta tranquilli, magari... un film porno...

(VALERIA SOSPIRA)

Tesoro...

No! Finché ci sono io, niente schifezze.

Anzi, via anche questi.

- Guarda lì che bei cavolfiori! Guarda! Buongiorno. - (Donna) Buongiorno.

- Senti che buono. - Che schifo!

- Ti fa bene, questo. Quanto le devo? - (Donna) Due euro.

- Grazie. - (Donna) Grazie a lei. - Aiutami, dai. Reggilo tu, pesa. Dai che sei grande, forza.

(MUSICA ALLEGRA)

- Papà? - Dimmi. - Non serve che mi accompagni.

È vicinissimo e ci vado sempre da solo.

(Nicola) Lo so, ma voglio sfruttare questo momento buono per stare insieme io e te...

..prima che tu vada a vivere con la mamma.

- Perché pensi che sceglieremo la mamma? - Non si può andare contro natura.

Io lo vedo tutti i giorni anche nel reparto maternità.

Il neonato si dirige naturalmente verso il seno della madre.

- Mamma non ha seno. - Ma cosa c'entra?

I cuccioli si aggrappano istintivamente alla madre per proteggersi dai predatori.

Non si può recidere questo cordone.

Diventa troppo duro, sia per la mamma, che per il bambino.

Insomma, la lupa può lasciarsi morire se le portano via i lupacchiotti.

Immagina la mamma.

No, non ci posso pensare. Non ci posso pensare.

(MUSICA ALLEGRA)

Allora, con questa scatola il papà ha fabbricato una piccola urna elettorale, con una fessura qui.

(Nicola) Mentre la mamma ha realizzato queste schede.

- È molto semplice: rosa per la mamma, blu per il papà. - Non siamo idioti.

- Era per facilitare lo spoglio. - Ed è molto semplice.

(Nicola) Si inserisce la scheda nell'urna come in questo caso. Rosa per la mamma...

- O blu per il papà. - E si vota. Insomma, è molto semplice. Vi lasciamo le schede.

(Valeria) Voi sentitevi liberi di votare come...

(Nicola) Sì, noi andiamo nella stanza e aspettiamo. Vi ricordo, rosa per la mamma...

- Blu per il papà. - Sì, sono due colori. Buon voto.

(RUMORE DI PORTA CHE SI CHIUDE)

(MUSICA ALLEGRA)

Se vinci tu, non farò storie.

Cosa vuol dire "se vinci tu"? Che scelgono me, o che scelgono te?

- Che scelgono te. - Quindi, quando tu dici "se vinci tu", vuol dire se tu perdi?

- Come "se tu perdi"? - Se io perdo.

Quindi se io vinco?

(Matteo, Viola e Giulietto) Abbiamo fatto!

(MUSICA MALINCONICA)

Cosa vuol dire?

La mamma ieri mi ha detto che, al mio posto, sarebbe andata a vivere con te.

- Hai detto questo? - No. - Sì.

(Giulietto) E tu, papà, hai detto che mamma sarebbe morta, se non fossimo andati con lei.

- Hai detto questo? - No. - Sì.

(Viola) Questo vuol dire una cosa sola: che vi amate ancora.

(Matteo) Ci avete chiesto di scegliere e noi abbiamo scelto: vogliamo che rimaniate insieme.

Siamo contro il divorzio.

- Sei contenta? - E di cosa dovrei essere contenta?

- Ho perso. - Anche io ho perso.

- Abbiamo perso. - Adesso cosa facciamo?

- Fai quello che ti pare, io vado in ospedale. - Cosa?

Sono di guardia, non te lo ricordi?

Perché non metti solo la maglietta, così fai prima a spogliarti.

Con lei mi piace prendermi tutto il tempo.

- Vaffanculo. - Anche tu.

(MUSICA ALLEGRA)

A tavola!

(SQUILLO DI UN CELLULARE) Scusa, devo rispondere, è casa. Sì?

Arrivo.

- Dove sono? - Di là, in camera da letto.

(LAMENTI E URLA DI DOLORE)

- Cos'hanno mangiato? - Ma...

- Non è una domanda difficile. Che cosa hanno mangiato? - Sì, ehm...

- Della... pasta. - Pasta, sì. - In bianco. Spaghetti.

- In bianco come? - Un classico: olio e parmigiano.

(MUSICA DI SUSPENSE)

- Valeria, puoi venire un momento? - Sì?

- Assaggia. - No, grazie, non ho fame.

Questa pasta fa le bolle, porca puttana. Che cosa ci hai messo?

- Te lo giuro, non volevo. - Tu sei una criminale.

Me ne sono accorta dopo, l'avevano già assaggiata, giuro!

- Hai avvelenato i tuoi figli. - Pensi davvero che possa fare una cosa del genere? - Sì!

Ma è stato un incidente, come te lo devo dire?!

Comunque è un detersivo bio, all'aloe vera, atossico...

- Valeria, va bene tutto, ma ucciderli no. - Ma come ti viene in mente?!

- Li hai avvelenati così scelgono me. - Ma sei matto?! Ma che dici?!

- Tu sei completamente pazza. - Tu mi fai diventare pazza!

Comunque è tutto a posto, perché io non ti voglio vedere mai più.

Bene, allora da oggi in poi, con i figli si fa così: un giorno tu, un giorno io.

- Perfetto, e così anche con la camera. - E cominciamo adesso! - Con molto piacere!

- (Valeria) E cominci tu. - D'accordo. Perché comincio io?

- Perché l'ho detto prima io! - Ma sono di guardia! - Peggio per te. Me ne frego!

(RUMORE DI PORTA CHE SBATTE) Stronza.

Continuate a respirare! Respirate! Ora facciamo una bella lavanda gastrica...

..e poi un bel prelievo di sangue, così siamo tutti più sereni, va bene?

Va bene? Dai, respirate, respirate. (I RAGAZZI SI LAMENTANO)

(Nicola) Respirate, continuate a respirare. (I RAGAZZI SI LAMENTANO)

Anche tu, respira. (MATTEO SI LAMENTA)

(Nicola) Bravi.

(RUMORE DI PORTA CHE SI APRE)

Buone notizie, ragazzi: tutto bene.

Possiamo tornare a casa adesso?

Sì, certo.

Solo che, già che siete tutti e tre qua, e quando mi ricapita...

Voglio farvi vedere una cosa. Sapete che questa è un pò la mia seconda casa, la mia vita.

Ecco, finalmente vostro padre può condividere tutto questo con voi.

Perché, diciamocelo, far nascere i bambini è il lavoro più bello del mondo, no?

Siete d'accordo.

Non preoccupatevi, continuate, continuate. Fate come se non ci fossimo.

(Nicola) Venite da questa parte, si vede meglio.

- Chi sono questi? - Signora, si concentri sul parto.

Non si preoccupi di tutto quello che succede in sala operatoria.

(Nicola) Vedete? Per questo cesareo, Giorgio utilizza una nuova tecnica, la "Misgav Ladach".

Esegue un'incisione orizzontale che, tuttavia, sarà totalmente coperta dai peli pubici.

- (Viola) Papà? - Sì? - Non mi sento proprio benissimo.

Ma no, tesoro. Adesso arriva la parte più bella.

Divarichiamo i muscoli addominali con le mani,...

..raggiungiamo l'utero e tagliamo con il bisturi. (SUONI DI MACCHINARI MEDICI)

Ed ecco la vita, vedete? (IL NEONATO PIANGE)

Non è bellissimo? Guardate, cosa arriva?

- Papà, cos'è quella roba? - Bè, non avete mai visto una placenta?

È come un grosso fegato di vitello. Non è bella, scusate?

(TONFO)

È sempre stato il più sensibile.

- Vi lasciamo soli. - Sì, grazie.

- Ciao. - Ciao. Se avete bisogno, siamo fuori. - Sì, grazie.

- I ragazzi dove sono? - Da Giorgio.

(Coro) # Alleluia! Alleluia! Alleluia! Alleluia! ALLELUIA! #

Senti, per una volta volevo che ci incontrassimo in campo neutro.

Ok. Dimmi.

Abbiamo esagerato. Ora, per favore, smettiamola e comportiamoci da adulti, da persone normali.

- E sei tu che decidi? - Cosa? - Tu decidi quando divorziare,...

..quando litigare, quando è arrivato il momento di calmarci, di comportarci come due adulti.

- Nicola... - Io non sono un operaio della tua centrale, io non prendo ordini da te.

Tu non decidi, sono io che decido questa volta!

- È la tua crocerossina che ti dà tutto questo coraggio? - Tu credi che io parta per lei?

Io parto per stare lontano da te.

Tu non hai mai sopportato che io avessi più successo di te!

Tu mi hai trasformato in un post-it!

Poverino, sei andato tre volte al supermercato e nessuno ti ha dato la medaglia?

Bello, tu hai fatto tre volte quello che io faccio da quindici anni!

Tu sei un'enorme rompicoglioni, sei la regina della rompicoglioni!

Almeno in questo sei coerente, perché lo sei sempre stata: una rompicoglioni!

- Io vado in Svezia, è deciso. - Tu non vai da nessuna parte. Sono i ragazzi che scelgono!

- Allora vuoi la guerra? - Sei tu che vuoi la guerra.

- Sì, voglio la guerra. - Va bene, ci sto. Dai.

- Sono pronta. - Prontissimo. - Ma vaffanculo.

- Ciao, Valeria. - Vaffanculo tu! Io sono prontissimo, quindi più pronto di te.

Bene. (RUMORE DI UN CANCELLO CHE SBATTE)

(MUSICA AD ALTISSIMO VOLUME) Basta.

(MUSICA AD ALTISSIMO VOLUME)

- Sì? - Di' a tua figlia di spegnere quella musica, se no la ammazzo.

È il tuo giorno. Ammazzala pure.

(MUSICA AD ALTISSIMO VOLUME)

(NERONE SQUITTISCE) Ah!

(MUSICA AD ALTISSIMO VOLUME)

(NERONE SQUITTISCE) "Vai in mona" anche tu!

(SQUITTIO) (in dialetto veneto) Topastro!

- Matteo! - Ah! Papà, cosa fai?

- Ho avuto un incubo. - Cosa? Ti prego, papà, sono le quattro.

- Sì, lo so, ma sono veramente sconvolto. Posso raccontartelo? - No.

- Per favore. - Oddio, papà, ti prego, domani ho il compito.

Sono a Shanghai, ma non è proprio Shanghai, è Sidney.

E sono in un hangar, ma non è proprio un hangar, è un hotel, tipo un due stelle,...

..e fa caldo, molto caldo.

Vicino a me c'è una vecchia, che mi prende le spalle.

Io faccio finta di niente e continuo a mangiare un rognone di vitello in una ciotola,...

..che non è proprio una ciotola, è un elmetto militare.

E intanto la vecchia mi sale sopra e mi violenta,...

..e mentre lo fa, mi ricorda che non ho portato Giulietto a scacchi.

Inizio a piangere, Matteo, il papà piange.

La vecchia non è più una vecchia, è diventata un cavallo e io ci entro dentro.

Io entro dentro le viscere di un cavallo, ma non sono Leonardo Di Caprio, sono sempre io.

E il cavallo dove sono entrato

non è morto, Matteo. È vivo.

- Si gira, mi guarda... e ha la faccia di tua madre. - Basta, papà. Basta.

(RUMORE DI UN RASOIO ELETTRICO)

- Uh! - Perché hai urlato, mamma?

- No, niente. - Ma è normale che sento aria?

- Non toccare, ora lo pareggio. - Pareggi cosa?

- Lo pareggio. - Fammi vedere. - Lo pareggio, ti dico.

- Matteo... Matteo! Fà vedere. - Porca puttana, mamma, che cazzo hai fatto?

- Ma stai bene. - (Matteo) Ma come sto bene? Non posso più uscire adesso.

- Ma quanto manca? - Parla piano.

Due mosse ed è scacco matto.

Vai, Giulietto! Rimandalo a mangiare la zuppa di miso! Ma che tristezza è la zuppa di miso?

Fallo nero, il "giappo"! Vai, dai, dai!

Quando si divorzia, i figli hanno bisogno di essere sostenuti. Ecco, questo.

(MUSICA MALINCONICA)

Non ci pensare.

Poi tu e Nicola siete due persone così civili. I ragazzi capiranno.

Furio, sinceramente, ti potresti innamorare di una donna con tre figli a carico?

Bè, sì.

E non ti sentiresti di avere accanto... una zavorra, una prugna avvizzita,...

..una vecchia?

Bè, direi proprio di no.

E proveresti desiderio per questa donna?

Oh, guardami bene.

Vorresti dirmi che tu faresti l'amore con una come me?

Bè, senti, io credo proprio di sì.

Sto molto meglio. Grazie.

(MUSICA RILASSANTE DALLO STEREO)

- Ti piace? - Mm-mm.

(VERSI DI PIACERE DI NICOLA)

Vuoi che ti porti qualcosa da bere?

No...

(MUSICA RILASSANTE DALLO STEREO)

(NICOLA SOSPIRA)

(Viola) Cucù! Sono Viola. Lasciate un messaggio.

(VALERIA RIATTACCA)

(SUONO DI LINEA LIBERA)

- (Matteo) Pronto? - Tesoro, sono la mamma. Volevo sapere...

(Matteo ridendo) Questa è la segreteria telefonica di Matteo. Se sei carina, ti richiamo.

Altrimenti scordatelo.

Dove siete? Dove siete?

Il paintball è uno sport, ma può essere molto pericoloso.

(Uomo) A meno di due metri fa male. A meno di un metro fa molto male.

Giù le maschere.

Via le sicure.

Date inizio i giochi. Via! (MUSICA ROCK)

- (Matteo) Basta, Papà! - (Viola) Papà, PIANTALA!

(Matteo) Ma papà, siamo nella stessa squadra!

(MUSICA ROCK)

(Giulietto) Papà, non sparare! Papà, il piede!

(NICOLA URLA) (Viola) Papà!

(VIOLA URLA)

(Matteo) Papà, ma che fai? Papà!

(VIOLA SINGHIOZZA)

- Ma cosa è successo? - (Viola) Papà ci ha portati al paintball.

- Papà vi ha portati al paintball? - Non si vede? - Ci ha fatto male.

- Papà vi ha fatto male? - Io odio papà.

Questo è un pazzo! Ora chiamo l'avvocato e lo denuncio.

(Viola) Con lui non ci starò mai! Mai!

(MUSICA ALLEGRA)

(STRIDIO DI PNEUMATICI)

- Mamma, dove hai messo il computer? - L'ho dato via.

Cosa? E come faccio a fare la tesina di storia?

Apri un libro, va bene? Sarai capace, per una volta nella vita, di aprire un libro?

- Dov'è la televisione? - L'ho buttata. Guardate troppe scemenze.

- Da oggi, in questa casa si cambia regime. - Ahia, mamma! Il piede!

E che sarà mai, Giulietto!

(Sonia) Ti vedo stanca. Ma non devi mollare, devi lottare.

Che cos'hai tra i capelli?

Maionese. Devo lottare?

Lo sai com'è Nicola. È come tutti gli altri.

Non ti farà sconti, cercherà di prendersi la macchina, la casa, i soldi...

..e naturalmente anche i ragazzi.

- Li ha portati al paintball. Bastardo... - Lo vedi? Cosa ti ho detto?

Sta cercando di comprarseli. Figlia mia, è ora

che ti dai una mossa. È il momento di agire.

(Viola) Mamma! Mamma!

- Sì? - Non c'è più acqua calda. Mi devo preparare, devo andare alla festa.

Ah, sì, mi sono dimenticata di dirvelo. L'ho razionata.

A partire da stasera, avrete tre minuti di acqua calda al giorno.

- Ha ragione vostro fratello, bisogna rispettare la Terra e alla Terra manca acqua. - Giusto.

- Stronzo! - Ma che ho fatto io? - Ehi!

(MUSICA DA DISCOTECA)

- Sono le 21, torno a prenderti alle 23. - Mezzanotte?

- Va bene, dai. - Grazie, mamma.

(MUSICA DA DISCOTECA)

Ti adoro.

(MUSICA ALLEGRA)

(Viola) Oggi Franza ha buttato l'astuccio fuori dalla finestra. E sai cosa ha fatto la prof.?

- Ha messo una nota a tutta la classe. - Ma veramente? - Ti giuro.

- Cosa ci fai qui? - Sono venuta un pò in anticipo. - Ma sono le 21:10.

Non mi presenti il tuo amichetto? Ciao, caro. Io sono Valeria, ma tu puoi chiamarmi "Vale".

- Simone. - Ah, Simone! Ma è lui quello di cui parli in continuazione?

- Mamma! - Forse vi ho disturbato. Eravate insieme...

Ma cosa dici?! Stai zitta!

Bè, cosa si beve di buono qui? Vieni con me, Simoncino.

Qua, sicuramente. Scusate, ragazze.

Lo sapevo. Tieni.

Alè, via. Ora cominciamo a ragionare.

(MUSICA DA DISCOTECA)

- Allora, come va tra voi due? Come la trovi? - Ma... - Perché lei si preoccupa del seno.

- Mamma! - Ha paura che le venga come il mio. Però, voglio dire, non è poi così male, no?

- Mamma, smettila! - Guarda. - Mamma, smettila! Smettila!

Mamma mia, voi ragazzi siete ossessionati dalle apparenze e dalle misure.

- Ora, io non conosco le tue misure... - Mamma!

Comunque, Simone, non te ne fare assolutamente un "cruccio". Queste non sono cose importanti.

- Per esempio, il papà di Viola... - Mamma, stai zitta! - ..ce l'ha molto bello.

- Stai zitta! - Molto ben tornito e di dimensioni ragguardevoli.

Eppure io divorzio! Quindi lo vedi? Non conta niente, Simone!

(MUSICA DA DISCOTECA)

(VIBRAZIONE DI UN CELLULARE)

Scusa un attimo.

È mia figlia, devo rispondere. Pronto, Viola?

(MUSICA DI "PRAYER IN C" DI LILLY WOOD & THE PRICK & ROBIN SCHULZ)

Troppo bella.

Bella, sì.

(MUSICA DI "PRAYER IN C" DI LILLY WOOD & THE PRICK & ROBIN SCHULZ)

- Queste MILF ti mandano fuori di testa! - Ma cosa fai con questo coso? Dai!

(MUSICA DI "PRAYER IN C" DI LILLY WOOD & THE PRICK & ROBIN SCHULZ)

Ciao, bello. Balli?

Andiamo.

(MUSICA DI "PRAYER IN C")

Bye-bye, Bali!

(MUSICA DI "PRAYER IN C" DI LILLY WOOD & THE PRICK & ROBIN SCHULZ)

Non so se è per via del divorzio, ma è messa veramente male.

- Mi dispiace tanto, tesoro. - Io non andrò mai a vivere con lei, mai!

(STRIDIO DI PNEUMATICI E CLACSON) No, aspetta. Tu non devi dire una cosa così.

Hai visto come si toccava, si massaggiava? Ma che vergogna! Ma cos'è?

(STRIDIO DI PNEUMATICI) - (Viola) Papà? - (Nicola) Sì?

- (Viola) Dove andiamo? - (Nicola) Andiamo.

(MUSICA SENSUALE)

- Papà? - Dimmi.

- Possiamo tornare a casa adesso? - Tesoro, è importante che io e te parliamo.

- E dobbiamo farlo proprio qui? - Ormai sei grande. Devi conoscere le abitudini di tuo padre.

Non è che per caso hai i 20 euro che ti ho dato ieri sera per il cinema?

Perché?

Grazie.

(MUSICA SENSUALE)

Mi scusi, signora...

- Dimmi, caro. - Il suo seno è magnifico.

- Grazie, caro. - Prego, signora.

- (Uomo) Vignali! Tutto pronto per il Mali? - Prontissimo. Mi manca solo la crema solare.

(MUSICA ALLEGRA)

- (Ispettore) Buongiorno. - (Valeria) 'Giorno. - Preparativi per la Svezia?

Benissimo! Mi manca solo il cappello di pelliccia.

Ingegnere Mozzati!

Una di queste sere, senza impegno, accetterebbe un invito a cena?

Si ricordi che sono minorenne, non è il caso.

- Grazie lo stesso. - Prego.

(MUSICA ALLEGRA)

(Istruttrice) Il papà di Matteo ha insistito per assistere a una dimostrazione di Krav Maga.

Prego.

Il Krav Maga è un sistema di difesa personale. Lei mi attaccherà e io parerò il suo attacco.

- Posso fare tutto quello che voglio? - Tutto quello che vuole.

(L'ISTRUTTRICE URLA)

(Matteo) Fermi! Lasciatelo stare! Papà!

(Matteo) Papà!

Venga, signora.

- Ma cosa è successo? - Ha preso le mie difese.

Nicola, ti posso parlare un attimo?

Bè, magari gli do una cosa da bere. Vieni.

Scusate.

- Hai portato Viola in un locale di puttane! - Puttane... Una banalissima lap dance.

- Hai rotto un braccio a tuo figlio. - E tu hai spezzato il cuore a tua figlia!

- Dove vogliamo arrivare? - Dipende da quanto sei motivata.

- Vincerò io, Nicola. - Ah, sì? - Io vinco sempre, sì.

- Eppure non mi sembri così motivata. - Ah, no?

- C'è qualcosa di diverso nel tuo sguardo. - Ma dai! - Percepisco come un dubbio, sì.

Tu sei troppo debole. Se fossi stato forte,...

..non saresti andato a cercare rassicurazioni dalla tua crocerossina.

- Rassicurazioni su cosa? - Sulla tua virilità. - Ah...

- Non ti avvicinare. - Vieni. - Non ti avvicinare, Nicola! - Vieni.

- Nicola, ti faccio male. - Tanto meglio.

(NICOLA URLA)

Ti basta come livello di motivazione?

Puttana!

Matteo!

- Perché non la denunci?

- È quello che vuole.

- Ti fa male? - Ma questa volta gliela faccio pagare.

- Io conosco una medicina... che fa sparire... - No, scusa, adesso proprio... Scusa.

- Amore! - Prego?

- Mi prendi per il culo? - Ma no.

Credi che avermi pagato due pranzi alla mensa ti dia il diritto di chiamarmi "amore"?

- Ma no, dai. - Ti dico una cosa, Nicola.

Tu, forse, pensi di essere un dio del sesso perché riesci a resistere due ore.

Invece io ho il sospetto, anzi, ho la certezza che tu abbia un bel problema di prostata.

Ma no, Valeria... Malaria... Melania! Melania!

(RUMORE DI PORTA CHE SBATTE)

(MUSICA ALLEGRA)

- Grazie, Giorgio. - Prego, accomodati.

(VOCIARE INDISTINTO DALLA TV)

Buonasera, Armida. La prendi tutti i fine settimana?

Quando posso. La casa di cura non è male, però non è proprio il massimo per lei.

- Che cos'è? - Cedrata.

- È dal 1982 che non la bevo. - La prendo per la mamma.

- Però la mamma la vedo bene. - Sai, con l'Alzheimer c'è poco da migliorare.

Ormai non mi riconosce neanche più.

- Senti, Nicola, premetto che tu puoi restare qui quanto vuoi. - Grazie.

Ci tenevo a dirti di stare attento.

Se abbandoni il tetto coniugale anche solo per qualche giorno,...

..rischi di perdere la custodia dei figli.

- Davvero? - Certo. - Sei sicuro? - Sicurissimo.

- E se poi affittassi un appartamento? - Non ne parliamo neanche.

Ma infatti, non scherziamo. Ma nemmeno a parlarne!

- Assolutamente. - Certo!

(Uomo) Cinque vani, tripli servizi, triplo salone, lussuosamente arredato.

Qui ci sono le finestre panoramiche con vista sul Duomo a 360 gradi.

Nelle giornate terse, di là si vede la montagna e di qua si vede il mare.

- Rumori? - Nessuno.

Per questa metratura, in questa zona, siamo al 40% in meno del prezzo di mercato.

- Insomma, un buon affare. - Certamente.

No, non ci siamo. Non ci siamo proprio. No.

(Valeria) No! Questa turbina non è fatta per andare a 400 megawatt!

Forza, mettetevi al lavoro! Veloce, dai!

- In forma, eh? - Mi sono tolta di mezzo Nicola.

No! Veramente? Ottimo!

(Nicola) No. Qui, per esempio, c'è troppa armonia. Troppa armonia.

(SUONO DEL CAMPANELLO DELLA BICI) (Nicola) No, no.

- Certo, il giudice lo massacrerà. - Dici?

Scherzi? Certo!

Abbandono del tetto coniugale durante il divorzio? Si può scordare i figli!

- Brutto bastardo... - Eh. L'abbandono di mio padre mi ha segnato per la vita.

- È quasi il ricordo più brutto che ho del divorzio dei miei. - Perché dici "quasi"?

- Perché ho un ricordo ancora più brutto. - E cioè quale?

Quando mia madre mi ha presentato la persona che mi ha allontanato definitivamente da lei.

- E chi era? - Il suo nuovo compagno. Uno stronzo.

(Ispettore) Non tollero l'incompetenza.

Poi non vi lamentate se faccio saltare qualche testa.

(MUSICA ALLEGRA)

(Nicola) Quattro piani senza ascensore. Ci capiamo, sì.

(MUSICA ALLEGRA)

(Nicola) Bene, bene... E questo odore di cadavere cos'è?

- È una discarica che è qui davanti. - Ottimo!

(Uomo) Però è chiusa durante il week-end. (MUSICA AD ALTO VOLUME)

- E questo rumore? - È il "Grappa assassina", un locale per ragazzi qua sotto.

(Nicola) Il "Grappa assassina"? Ah, ecco!

(MUSICA AD ALTO VOLUME)

Ma è aperto solo nei week-end.

- Quindi... o c'è il rumore o gli odori. - Purtroppo sì.

Mi servono insieme. Dai che ce la possiamo fare! Dobbiamo cercarli tutti e due.

Insieme. Sono le due cose che mi servono insieme.

Come dite voi, "oggetto particolare", no? Insieme. Insieme.

(RUMORE DEL CANCELLO CHE SI APRE)

- (Matteo) Ciao, papà. - (Viola) Ciao. - (Giulietto) Ciao.

- (Viola) Ciao, mamma. - (Giulietto) Ciao. - Ciao, ragazzi. Accomodatevi.

- (Giulietto) Che bella! - (Matteo) Cos'hai fatto?

(Viola) Che eleganza!

(MUSICA ALLEGRA)

Questa sera vorrei presentarvi una persona.

Su, coraggio.

(RUMORE DI PORTA CHE SI CHIUDE)

Eccoli qua. Loro sono Giulietto, Viola e Matteo.

(Ragazzi) Buonasera.

Chiamatemi pure Gianrico.

(Valeria) Tesori... Sono un pò selvaggi, ma tanto carini.

E me li ha tenuti nascosti per così tanto tempo.

Il problema è che hanno un padre troppo permissivo...

..che gli ha sempre fatto fare tutto quello che volevano.

- Forma obsoleta di educazione autarchica. - Mm-mm.

Nicola è sempre stato una specie di... hippy.

- Sul serio? - Sì. Un accanito fumatore di canne.

- Canne vere? - Sì. Pensi che alle ultime elezioni ha votato per...

(PAROLE NON UDIBILI)

- In totale stato confusionale. - Si rende conto?

(Valeria) È per questo che a loro è mancata una figura paterna vera,...

..un punto di riferimento, che desse loro delle regole.

- Mamma, cosa dici? - Vostra madre ha ragione.

Ora avete bisogno di un punto di riferimento paterno, di un padre moderno, vero.

- Di un nuovo padre. - Abbiamo capito.

Credo che andremo molto d'accordo, io e te. E bravo, il nostro caro Matteo!

Giulietto, non Matteo.

(Gianrico) Puntiglioso, il ragazzo. Come la madre. (VALERIA RIDE FORZATAMENTE)

(MUSICA ALLEGRA)

E non posso dimenticare quando, al mio dipendente che mi chiedeva le ferie a febbraio,...

..io dissi: "Le posso concedere 29, 30 e 31" e l'anno non era neanche bisestile!

(VALERIA E GIANRICO RIDONO)

(Valeria) Carina, questa! Bisestile!

(Valeria) Allora, per omaggiare la presenza di Gianrico,...

..ho preparato pasta, "patane" e cotiche.

- Alla faccia! (con ironia) Leggere! - Eh, sì! Poi salsicce con i "friarielli".

- Questa è una meraviglia. - Eh, sì.

(Valeria) E ultima, ma non ultima, la regina: la frittata di maccheroni.

(Gianrico) Oh, un applauso!

- Allora, Gianrico, posso cominciare da lei? - No, non si "incomodi", Valeria.

Anzi pensavo, visto l'entusiasmo incontenibile dei suoi pargoli,...

..se non fosse il caso di far "incomodare" uno di loro. Ma uno così a caso, tipo Matteo.

- Perché no? - O forse non riesci neanche a tagliare una fetta di frittata per i commensali?

- Scusi, sta parlando con me? - Ho sbagliato un'altra volta? Sei Matteo o Giulietto?

- Matteo. - Ah. Allora in piedi, scattare! Tagliare, affettare! Non siamo in vacanza!

Cos'è questa apatia? Forza! Energia, vigore, senso di collaborazione!

Vostra madre non è una schiava, siamo tutti sulla stessa barca, comunemente denominata "famiglia".

- Ma chi è questo? - Non ho capito. - Ma chi sei?

Bertelli Gianrico e, da oggi, "signor Bertelli" per tutti e tre.

La cena è finita, vai in camera. Ed impara a portare rispetto verso chi rispetta tua madre.

Mamma, ma di' qualcosa!

- Valeria, devono imparare. Se no prendono

il sopravvento. - È giusto, Gianrico.

(RUMORE DI PORTA CHE SBATTE)

E tu smettila di giocare con le palline di pane!

Non si allevano passeri a tavola! Credi di essere San Francesco?

Se ti metti con questo, mi drogo.

- Che ha detto? - No, niente. Niente, niente.

(STRIDIO DI PNEUMATICI)

- (Valeria) Grazie per la serata magnifica. - Non ho capito, ma già vado via?

- Bè, si è fatto un pò tardi. - Ma per me non c'è nessun problema.

- Domani devo essere in cantiere alle 8. - Le concedo mezza giornata di permesso.

Guardi, è stato tutto talmente intenso...

..che non voglio rovinare una serata già perfetta.

- Ma io non voglio rovinarla, voglio solo concluderla. - Gianrico!

Io sono una donna di sani principi e so che anche lei è un uomo di sani principi,...

..che ama le donne di sani principi, che amano gli uomini di sani principi.

E un uomo di sani principi non può che stimare una donna di sani principi.

Infatti la stimo tantissimo.

E quindi un uomo di sani principi, che stima una donna di sani principi, cosa fa?

- Cosa fa? - Cosa fa?

No, Gianrico.

- Evidentemente dev'esserci stato un malinteso. - Evidentemente.

Ci vediamo domani in cantiere. Mi raccomando, non faccia tardi. Chiaro?

Gianrico!

(MUSICA ALLEGRA)

(STRIDIO DI PNEUMATICI)

(MUSICA ALLEGRA)

(Nicola) Siamo arrivati! Ecco la nuova casa! (FORTI RUMORI DI TRAFFICO)

Io sono sicuro che tutti insieme staremo benissimo! Questa casa è nostra!

- Qui c'è il vialetto e intorno c'è il giardino. - (Matteo) Che schifo!

Sì, ci sono vari nidi di piccioni, ma non volevo cacciarli, sono malati.

- (Matteo) Che schifo... - (Nicola) Eccoci. Benvenuti!

Avanti, ragazzi. Allora, cosa ne dite?

Vi piace? Non male, eh?

(VOCIARE INDISTINTO DALLA TV) E lei chi è?

- La zia Armida. - Ma non era morta?

No, la nonna è morta. La zia Armida è la sorella ed è in gran forma. Salutate la zia Armida.

- Buongiorno - Ciao. - Buongiorno. (ARMIDA FA UN PETO)

Buongiorno, zia Armida. Lei starà un pò con noi.

- Dopo il divorzio, non potrò più permettermi la casa di riposo. - Ma c'è una stanza sola?

Ma sì, Giulietto, dormiremo tutti insieme! Non è bellissimo?

(Nicola) Avanti, dai, sistemiamoci.

Chiudiamo la porta. L'umidità del giardino può far male alla zia Armida.

E dobbiamo sistemare la casa, preparare il pranzo e lavare la zia Armida.

(RUSSARE DI ARMIDA E SFERRAGLIARE DI UN TRENO)

(FORTI RUMORI DI TRAFFICO)

Dai, zia, un altro pò.

Mi passi la marmellata? (SFERRAGLIARE DI UN TRENO)

Oh-oh.

- (Giulietto) Papà? - Sì? - Ti dispiace tanto se la mia festa la faccio a casa di mamma?

Assolutamente no. (FISCHIO DI UN TRENO)

Oh!

Come va, zia Armida?

Benvenuti nel castello incantato!

Allora, chi di voi bambini vuole rompere la pentolaccia e liberare le caramelle?

Forza! Giulietto, tesoro, vuoi venire a liberare le caramelle?

Però, se non prendete l'iniziativa, è difficile che questo coso riesca a cagarle da solo!

(Nicola, in spagnolo) Ciao! Allora, che succede?

- Cosa ci fai qui?

- È evidente.

(in spagnolo) Io sono Don Diego de la Vega.

Vattene via.

(in spagnolo) Ohi, che bella!

Smettila.

(in spagnolo) Chi è questa principessa così bella?

Piantala!

(in spagnolo) Ciao, piccolo! Questo è un regalo per te, Giulietto de la Vega.

- Un aspirapolvere? - Spero che tu non ce l'abbia già.

- Vattene, oggi è il mio giorno. - Vuoi campo libero per il tuo topo, il tuo nano?

E la tua crocerossina, dove l'hai messa?

Ma la volete piantare! Giulietto è incavolato nero!

(in spagnolo) Ciao.

- È colpa di tuo padre. Prenditela con lui. - Vuoi rovinare la festa a tutti i tuoi figli?

Sì, vuoi rovinare la festa al tuo bambino, eh?

Io non ti voglio vedere mai più! Noi abbiamo deciso: vogliamo stare tutti con papà!

- Ehi! No! Che cosa? E non parlare con quel tono a tua madre! - Ma papà...

- Stai zitta! - Ma che ho detto? - Zitta!

- Mi ha dato uno schiaffo! - E con questo sono due! - Esattamente.

- Mamma, cosa fai? Basta! - Di cosa ti impicci tu?

- Di cosa ti impicci, eh? - Voi siete pazzi! - Basta, fermatevi!

- Ohi. - Valeria!

- Ohi! - Nicola, cosa fai? - Ohi!

- Andiamo, tesoro. Comunque voi state male, molto male! - Decisamente male.

- Ne ho dato uno in più io. - Non credo proprio.

Ah!

(VERSO DI DOLORE)

(NICOLA URLA DI DOLORE)

Stronza! (VALERIA URLA)

(MUSICA ROCK) (Nicola) Ti ammazzo!

(VALERIA URLA) Stronza! Stronza!

- Vattene! Vattene! Vattene! - Stronza! T'ammazzo...

Venite. Lucy, andiamo via.

(MUSICA ROCK)

(LA MUSICA SI INTERROMPE)

No, il mio computer no, Valeria. No, Valeria.

No!

(MUSICA ROCK)

(LA MUSICA SI INTERROMPE)

No.

(MUSICA ROCK) (Nicola) Fermati, stronza!

(NERONE SQUITTISCE)

Non muore mai!

(MUSICA ROCK)

- Lasciami! - Io ti ammazzo. Vieni, vieni!

- Ahia! Ahia! NO! - SI'!

(VALERIA URLA) (Nicola) COSI'!

- No! No! - Sì!

(VALERIA URLA E NICOLA RIDE)

Stronza!

(MUSICA ROMANTICA)

Vieni.

(MUSICA ROMANTICA)

(VIBRAZIONE DI UN CELLULARE)

Nicola!

(MUSICA ALLEGRA)

(NERONE SQUITTISCE)

(MUSICA SUSPENSE)

(NERONE SQUITTISCE)

(MUSICA SUSPENSE)

(NERONE SQUITTISCE)

(MUSICA SUSPENSE)

- Li abbiamo trovati. - Stanno bene? - E dove sono?

Alla stazione degli autobus. Stia tranquillo, c'è anche sua zia con loro.

- Ma quale zia? - Ti dico dopo.

- Quale zia? - (Nicola) Andiamo.

(NERONE SQUITTISCE)

Sei uno psicopatico. Ecco, andiamo a casa, mamma, tranquilla.

Ciao, zia.

- Siamo stati degli idioti. - Dai, ora torniamo a casa, su.

Vi vogliamo bene.

Vi vogliamo bene, sì.

- (Viola) Ma cosa è successo? - (Valeria) Oddio...

(MUSICA SUSPENSE)

(CREPITIO DEL FUOCO)

(MUSICA ROCK)

Avete vinto. Siamo d'accordo per il divorzio.

Forse è meglio così.

(ESPLOSIONE E RUMORE DI VETRI INFRANTI)

(CREPITIO DELLE FIAMME)

(RUMORE DI CROLLO)

Finalmente ce l'abbiamo fatta! Non era poi così complicato.

(MUSICA MALINCONICA)

- Buongiorno. - Buongiorno.

(MUSICA MALINCONICA)

(Donna, dall'altoparlante) Tutti i passeggeri sono pregati di recarsi all'uscita di imbarco 13.

(STARNAZZARE DAL CELLULARE)

- Ciao. Come stai? - Bene, e tu?

Che bello rivederti. Mi sei mancato.

Papà!

Ciao! Che bello, ciao! Ciao!

Ma come siete diventati grandi! Come è andata in Svezia?

- Gli svedesi sono stra-carini. - Davvero? Hai visto l'alce?

- Sì! - Tutta storta, eh? E mamma?

- La mamma è andata a prendere il carrello. - Ah, ecco. Che belli che siete.

Ciao.

(VALERIA SI SCHIARISCE LA GOLA)

- È uno scherzo?

- No. È una bambina.

Una bambina?

E per l'affidamento, come facciamo?

(MUSICA DI "PAPÀ E MAMMA" DEGLI EQUIPE 84)

# Un bebè che urla sai che ti dà gioia, uh! #

# È un richiamo che fa svegliar nel cuore di papà e mammà. #

# Un sentimento di protezione ma ma ma ma ri pa pa mama, uh! #

(IL NEONATO PIANGE)

# Pa pa pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma... #

# Se però di notte comincia a strillare, uh! #

# Le sue urla faranno finire il sonno di papà e mammà. #

# Che lo dovranno riaddormentare ma ma ma ma ri pa pa mama, uh! #

# Pa pi pa pi pa pahuuuu ti ri ti... #

# Pa pa pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma pa pa hum... #

# Ti ri ti ti ri ti pa pa pa pa pa ma ma ma pa pa hum ma ma di di di... #

# Pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma di di di pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma di di di... #

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