All language subtitles for La Befana vien di notte (2018).720p.h264.ita.sub.NUita-MIRCrew

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Original subtitles

(CAMPANE)

GEMELLO 1: Ignazio, andiamo! GEMELLO 2: Sbrigati!

DONNA: � tardi, a letto!

BAMBINO: Corri!

Adesso a letto, subito!

Anche tu, Ignazio, a cuccia!

(RINTOCCHI DELL'OROLOGIO)

(SIBILO DEL VENTO)

BEFANA: Questo chi �? Eccolo.

No.

(CANTICCHIA)

(CANE RINGHIA)

No. (CANE ABBAIA)

No, no, no, no. Buono. Shh!

Buono, buono, bello. Buono l�.

Buono, buono. (CANE ABBAIA)

(SCHIOCCA LA LINGUA) Buono.

No! No, no, no!

Lascia! Ho detto lascia!

Lascialo!

Maledizione, lascialo!

(CANE RINGHIA)

Guarda, guarda.

(SOSPIRO)

Merda! Ho dimenticato un bambino.

No!

Chi sei? Chi sei?

Rovasio. Giovanni! Giovanni Rovasio.

Giovanni Rovasio.

GEMELLI: Prima io!

Ah! Ah! Vai! Vai!

(CIGOLIO DALLA SCOPA)

(VERSO) No, no, no!

Resisti! Resisti!

No, no. Non fare scherzi.

Non fare scherzi! Traditrice. Non abbandonarmi proprio adesso.

(URLA)

Ahia! Ahia!

Ahia!

Dieci minuti! Potevi aspettare dieci minuti? Maledetta!

(URLA DI FELICIT�)

Stavolta ti licenzio.

S�!

MADRE: La calza? PADRE: Che calza?

MADRE: Dovevi riempirla. PADRE: Sgobbo tutto il giorno.

- Devo pensare anche alla Befana? MADRE: Hai tempo solo per quella!

PADRE: Sei pazza! MADRE: Vi ho visti al ristorante.

Poi tutte le chiamate?

PADRE: C'� Giovanni, smettila! MADRE: Vai via!

(PORTA CHE SBATTE)

MADRE: Giovanni.

Vieni dalla mamma, non � successo niente. Hai trovato la calza?

E questo?

Maledetta Befana! Non voglio niente. Dovevi pensarci prima!

Non voglio mai pi� vederti! Mai pi�!

Mai Pi�!

PAOLA VO: S�, da secoli vivo in incognito.

Non � cosa per tutti.

Perch� io, ogni santo giorno, da mezzanotte alle otto del mattino

mi trasformo in una Befana, ma non in una vecchietta bruttina.

No, proprio la Befana, quella del 6 gennaio, della calza

la scopa volante, i doni ai bambini, i dolcetti se sono stati buoni

e il carbone se hanno rotto le pal...

S�, insomma, se...

Se sono stati cattivi.

Bello, no?

Eh, nelle favole! Perch� nella realt� � un inferno.

Primo. Essere vecchi fa schifo. Reumatismi, artrite, cervicale.

PAOLA: Gina!

(SCHIOCCA LA LINGUA) Ecco.

PAOLA VO: Secondo. Organizzare tutti i regali � un incubo.

Scegli i nastri, impacchetta, infiocchetta.

Leggi milioni di lettere.

Organizza ogni dettaglio per la notte fatidica. Tieniti in forma,

altrimenti non riesci nemmeno a sollevare i regali.

Stai a dieta,

perch� poi non entri nei camini e la scopa non si alza da terra.

Poi devo sopportare lui!

Facciamo da secoli lo stesso lavoro, mi pare.

Allora spiegatemi perch� lui viaggia comodo in slitta

trainato da renne scicchissime, ha un costume favoloso

ed � testimonial della bibita pi� famosa del mondo.

A me non hanno proposto nemmeno la pubblicit� del lassativo!

Vi dico io perch�.

Maschilisti!

PAOLA VO: Poi alcuni bambini scrivono cos� male da non capirci niente.

LUCIO: "Ti avevo chiesto la Play Station e mi hai portato una stazione."

PAOLA: Peggio del medico della mutua! LUCIO: "Sei rimbambita".

BAMBINA: "Tu sei buona. Mi porti un fratellino?"

BAMBINA 2: "L'anno scorso mi hai portato il carbone. Quest'anno ho ubbidito..."

PAOLA VO: Ma nonostante tutto, questi ragazzini

e queste lettere sono la cosa pi� preziosa che ho.

Renderli felici almeno un giorno all'anno,

beh, � la mia ragione di vita.

Se pensate che le mie notti siano un inferno,

� perch� non avete ancora visto le mie giornate.

Da secoli ripeto le stesse cose davanti alle solite facce annoiate.

� frustrante. Da quando la scuola � stata inventata

e io c'ero, non � cambiato nulla.

Io parlo, parlo, ma c'� sempre qualcuno che ha di meglio da fare.

Arezzo.

Volterra.

Perugia.

Juventus.

Al novantesimo entra Francesco Totti che segna di rigore

e porta gli etruschi primi in classifica.

RICCARDO: Ma Totti si � ritirato.

EMILIA: Gi�, se ancora giocava, era in squadra con gli etruschi.

Testone! Testone! Testone! Pure tu.

Pure... (CAMPANELLA)

(RUTTO) Eva!

Fai vedere.

- Non sono affari tuoi. - Chi lascia questa robaccia?

- Non so. Vedi la firma? - Solo un cacca-secca non firma.

- Se lo prendo, giuro... - Smettila. Non stiamo pi� insieme.

- Noi due staremo sempre insieme. - Lasciala in pace! E finita.

BAMBINI: Sasso, carta, forbice.

Raccogliamo i soldi per il regalo alla maestra. Voi ci state?

- Quanto? - Dieci euro a testa.

- Perch� non torni al tuo Paese? - lo sono nata a Cinisello Balsamo!

- Ci state? - Li devo chiedere ai miei.

- Lascialo perdere, Emilia. Andiamo. - Aspetta. Ti devo parlare.

BAMBINI: Sasso, carta, forbice.

- Mi fai passare? - Dammi un bacio.

- Ivan, non mi piaci pi�. RICCARDO: Scusate.

- Stiamo... - Sparisci, cacca-secca.

- Sono dieci euro. - Non capisci?

IVAN: Devi andare via!

Guarda. Un coltello.

Che ci fai, tagli le margherite?

- Ridammelo. - Se no? Che mi fai?

- Ridaglielo! - Zitto, ciccione.

- Era di suo padre. IVAN: Appunto.

Il padre � morto, non gli serve pi�.

- � vero, cacca-secca? - Smettila!

Non ti impicciare. � roba tra uomini.

Tu sei un uomo? A me sembri un ragazzino.

L'ho trovato io ed � mio!

Ahia, maestra!

- Dammelo. - E reato picchiare gli alunni.

Se non stai zitto, te ne do un altro. Che cosa vi ripeto sempre?

LEO: Gli etruschi? - No, che i bulli mi stanno sulle palle.

Volete capire che dovete restare uniti?

Fuori da qui, � un inferno.

Solo se vi aiutate a vicenda, forse ce la farete e sottolineo "forse".

Tieni. La prossima volta lascialo a casa.

Non mi piace vedere armi a scuola.

- Avete capito? - Grazie, maestra.

Ehi. Che � successo?

Niente, il solito Ivan. Gli piace fare il bullo.

Ivan!

Stasera � confermato, non accetto scuse. Cucino io.

Sarebbe un buon motivo per declinare l'invito.

Carina! Alle otto da me, mi raccomando.

Vabb�.

GIACOMO: Questo � fatto.

L'accendino � qua. Questo non serve.

Ci siamo quasi.

- Ah! - Che succede?

- No, niente, amore. - Arrivo subito.

Questa...

Hai fatto il tacchino alle noci?

- Certo. PAOLA: Che buono!

Ho detto che � una serata speciale.

A questo proposito, credo che sia arrivato il momento.

La vera sorpresa ancora non � arrivata.

- No? - No.

Devi essere paziente.

- Questo � per l'amore mio. - Grazie.

Questo � per me.

3:: 2::.

(SOSPIRO)

(SI SCHIARISCE LA VOCE)

Paola. Mi vuoi sposare?

Oddio! Scusa.

- Scusa, non volevo. - Tranquilla, non � successo nulla.

Perdonami.

Guardami, vieni qua. Vuoi diventare mia moglie?

Oddio, brucia.

- � l'emozione. Ho il cuore a mille. - No, il tacchino.

- Giacomo, il tacchino brucia. - No! Il tacchino, no!

GIACOMO: Mannaggia!

PAOLA VO: So che cosa pensate.

Giacomo � bello, intelligente, premuroso. Perch� mille dubbi?

� solo la pelle. Se la levo...

PAOLA VO: La verit� � che non invecchiare porta tanti vantaggi,

ma anche tante privazioni... e l'amore � una di queste.

Niente, mi dispiace. Dovremo ordinare la pizza o dal cinese.

Va bene.

Deve essere stata la temperatura del forno.

Giacomo, non fa niente. Va bene.

Vabb�.

Allora, che hai deciso?

Cinese.

No, intendo il matrimonio.

Ah.

Ascolta, Giacomo. lo non penso che... Non...

Ho capito, facciamo cos�.

- Pensaci e domani mi rispondi. - No.

Per� resti a dormire qui, una volta sola.

No, ne abbiamo parlato.

- Perch� ho bruciato il tacchino? - Dai!

PAOLA: Fidati, � meglio di no. GIACOMO: Dai, � meglio di s�.

Lass� c'� un bel tepore.

PAOLA: Piano. Piano.

Piano. Piano.

Un passo alla volta. Via! Via!

Merda!

IVAN: Brava, cos�.

Dai! Dai!

No!

(SOSPIRO)

IVAN: Sveva mia, tu sarai pure bella, ma tua madre � una gran figona!

Gli altri non crederanno a quello che sto per mandare.

(SBUFFA)

(FISCHIO)

UOMO: Ah!

Che palle! Una peggio dell'altra.

IVAN: Dio!

Che diavolo �?

� una strega.

(AVVISO DI SMS)

UOMO: "Sono arrivate le streghe. La fine dei tempi � vicina."

TESTIMONE: "L'ho vista volare, poi � scomparsa."

DONNA: "Anch'io l'ho vista."

ATTIVISTA: "Un'anziana donna con scarpe rotte e scialle rischia di cancellare

- i diritti conquistati dalle donne." UOMO: "Fandonie!"

Non � possibile.

"Questa donna rilascia scie chimiche. Attenzione..."

SPEAKER: "Continua a fare discutere un video comparso in rete.

Riguarda il paese di Val di Lana dove, a quanto pare, � apparsa..."

BABBO NATALE: La grulla s'� fatta beccare! TV: "� la verit� o � una bufala?"

JOHNNY: Dove stai? Dove sei?

S�.

Ingrandisci. Ingrandisci!

(ESULTA)

JOHNNY: Bingo!

(RUMORE DI BICICLETTA)

Cacca-secca, non si molestano le ragazze degli altri.

BAMBINO 1: Specie se gli altri sono quattro e tu sei da solo.

Prendetelo!

BAMBINO 2: Prendiamolo! BAMBINO 3: S�.

BAMBINO 1: Quando ti prendiamo, ti riempiamo di botte!

BAMBINO 2:: � inutile che scappi, cacca-secca!

BAMBINO 3: Tanto ti prendiamo. IVAN: Corri, cacca-secca!

Vieni qua!

- Vieni qua! BAMBINO 1: Sei spacciato.

IVAN: Adesso ti prendo.

Vieni qua, cacca-secca!

(URLANO)

Che avete da guardare?

RICCARDO: Maestra!

PAOLA: No. Aiuto!

- Lasciatemi! - Stai buona.

PAOLA: Aiuto! Lasciatemi!

Lasciatemi! Aiuto! Lasciatemi!

- Aiuto! - Vai l�.

Vado.

Uno. Ecco qua. Accendi!

RICCARDO: "Ragazzi, sono a casa della maestra Paola. Due uomini l'hanno rapita."

SVEVA: "Scherzi?" RICCARDO: "No, venite!"

(CAMPANELLO)

- Non c'� nessuno. SVEVA: Certo, l'hanno rapita.

Ragazzi, guardate. � della maestra, ci sono i nostri compiti.

LEO: Entriamo per cercare indizi.

EMILIA: Proviamo a entrare dalla finestra.

GIUSEPPE: Se cadi da quell'altezza, come minimo ti fratturi il coccige.

Giuseppe, non deve sempre andare tutto male.

Forse l� dentro c'� una scala.

EMILIA: Eccola. - Sicuri che sia una buona idea?

- Non � violazione di domicilio? SVEVA: Aiutami.

- Che cos'� questa puzza? SVEVA: Che puzza?

� di... di...

- Merda. - Esatto.

- Adesso me la paghi, cacca-secca! - lo non volevo!

SVEVA: No, fermati! EMILIA: No!

(SUSSULTD

Vacca boia!

(PAOLA ANSIMA)

(RISATA ELETTRONICA)

(MUSICA)

# Un bambino piange e sai perch�'? #

# La Befana non c'�. #

# Mister Johnny allora arriver�. #

# Porter� felicit�. #

# Uno, due, tre, quattro. #

# Mister Johnny canta e sai perch�'? #

# La Befana non c'�. #

# La Befana pi� non c'�. #

(PAOLA URLA)

(VERSO)

Bella canzone!

Ma tu chi diavolo sei?

- Non mi riconosci? - No.

Mi hai rovinato la vita e non ricordi chi sono?

- Eri un mio alunno? - Se avessi fatto bene il tuo lavoro

la mia infanzia sarebbe stata diversa e anche tutta la mia vita.

I miei genitori starebbero ancora insieme!

Si pu� sapere chi sei?

Sono un bambino che ti aveva chiesto le montagne russe K'Nex.

No! Ho detto lascia!

Lascialo!

Giovanni Rovasio!

- Adesso sono Mister Johnny. - Quello dei giocattoli.

Quello che prender� il posto della Befana e render� felici i bambini

di tutto il mondo!

Beh, non con le canzoni, spero.

(URLA)

Riportatela qui.

(VERSI DI STUPORE)

GIUSEPPE: � Occhio al Fantasma! - Il Froggy Party!

IVAN: Il K'Nex!

LEO: Le monete di cioccolata!

GIUSEPPE: Mi si alza la glicemia solo a guardarti.

EMILIA: Sembra un supermercato.

Invece � il quartier generale della Befana. Guardate.

RICCARDO: Mio Dio! GIUSEPPE: Non � possibile.

LEO: No!

� la maestra Paola.

TUTTI: La maestra Paola � la Befana?

(VERSO DELLA CIVETTA)

(VOCI CONFUSE) SVEVA: Ragazzi, basta! Seduti.

Adesso parlo io. Seduti!

- Seduti. RICCARDO: Non ci posso credere.

LEO: Questi dolci sono proprio buoni!

- Li mettiamo nello zaino, in tasca. SVEVA: La Befana � stata rapita.

Non era la maestra?

- Sono la stessa persona. SVEVA: Le cose sono due.

O salviamo la maestra.

- O? - Salviamo la maestra.

SVEVA: Non lo diciamo a nessuno.

Se la maestra � la Befana, dobbiamo proteggere il suo anonimato.

SVEVA: Immaginate se tutti i bambini scoprissero che � lei.

- Dovrebbe Iicenziarsi come maestra. - Se � stata rapita, niente compiti.

Poi la Befana non esiste, non diciamo cazzate.

Niente parolacce.

Oggi dopo pranzo, ci vediamo a casa mia e partiamo con le bici.

Portate cibo e acqua. Forse passeremo la notte fuori.

La notte fuori? Anche volendo, che dico a mia madre?

Diciamo che stiamo da Emilia per un pigiama party e tu che dormi da me.

Sveva, non posso mentire a mio padre.

Neanche io. Poi oggi � gioved�, mia madre fa gli gnocchi.

- Stasera c'� pure la partita. - Rischiamo di morire l� fuori.

- Sapete che cos'� l'ipotermia? - No.

Ma so che cos'� la mancanza di coraggio. Complimenti!

Andr� da sola. Spero di non avere mai bisogno di voi.

(MISTER JOHNNY CANTICCHIA)

JOHNNY: Che vergogna!

Dimenticarsi di un bambino cos�, come se niente fosse.

Non � stata colpa mia. Un cane aveva mangiato il quaderno con l'indirizzo.

- � la verit�! - S�.

Se un tuo studente "userebbe" questa scusa per non avere fatto i compiti

- tu gli crederesti? - Usasse.

"Se un tuo studente usasse..."

- La consecutio. - Vabb�, gli crederesti?

- � la verit�. - Gli crederesti?

- No. - No. Ecco, no.

Dimmi.

Dove tieni nascoste le lettere

che ti hanno scritto i bambini durante l'anno?

Perch�?

Voglio sapere cosa vogliono e dove abitano.

No, no!

Da oggi in poi sar� io a esaudire i loro desideri

perch� tu non meriti il loro amore.

No!

Senti, roscio.

Puoi farmi quello che vuoi, ma io non ti dir� dove ho nascosto le lettere!

Questo � da vedere.

- Lasciami! - Ferma.

(VERSO)

Ahia! Che cos'�?

Pentothal o siero della verit�, se preferisci.

Ascoltami bene.

Tu pensi di essere molto furbo.

Allora sai che ti...

(RIDE)

(in francese) Buonanotte, signora Befana.

JOHNNY: Smilzo!

Sveva, hai preso gli spariti per il pianoforte?

S�, mamma.

- Non fare tardi a lezione. - No, mamma.

- Ciao. - Ciao.

(SVEVA SUSSULTA)

- Potevamo mai lasciarti da sola? - Specialmente con questi sfigati.

Grazie a Giuseppe siamo riusciti a rendere chiaro il numero di targa.

RICCARDO: Abbiamo il nome del proprietario del furgone.

Magnifico! Chi �?

- Mister Johnny. - Quello dei giocattoli?

- Perch� ha rapito la maestra? - Lo scopriremo tutti insieme.

- Forza, allora. SVEVA: Siete pronti?

Diamo inizio all'operazione "salva Befana"!

TUTTI: Uno, due, tre. Evviva!

- Dai, forza! - Dai! Veloci.

- Dai! LEO: Evviva.

Chi arriva ultimo mi d� la sua porzione di dolce.

Aspettate, amici.

Andate piano. Ci riposiamo un po'?

- Leo, siamo appena partiti. - lo ho fame.

RICCARDO: Pedala, cos� ti passa.

GIUSEPPE: Ragazzi, la prima tappa � la citt� fantasma.

Poi proseguiremo verso il palazzo di Mister Johnny.

SVEVA: Vuoi? GIUSEPPE: No.

- Non sono infetta. - Non � per quello. Ho la mia, grazie.

SVEVA: Come vuoi.

- Ric, posso farti una domanda? - Certo.

Sei tu che tutti i giorni mi lasci un cuore di carta sulla bici?

Lo? No.

- Giuro. Sei matta? - Ok. Peccato.

# Tutti insieme, senza paura. #

# Tutti uniti, senza paura. #

Da qui non si passa. La strada � troppo ripida.

Ma come?

Cacca-secca ha ragione, � impossibile.

Dobbiamo tornare indietro di tre chilometri e fare il giro

oltre quella montagna.

Impieghiamo duemila ore e si fa buio. IVAN: Appunto.

Torniamo a casa. Stasera c'� pure la partita.

Se te la fai sotto vai tu a casa.

Io faccio questa discesa a occhi chiusi

- anche con la bici. - Allora buttati.

Che guardi, cacca-secca? Perch� non ti butti tu?

RICCARDO: lo?

Sto parlando a te. C'� nessuno in casa? Forza.

Buttati per la scarpata. Fallo per tuo padre.

- � vero, tuo padre � morto. - Non dargli retta, � uno sbruffone.

Perch� lo difendi sempre?

Poi che parola � "sbruffone"? Perch� non dici "stronzo"?

- Tua mamma non vuole. - Te lo dico io. Stronzo e pure coglione.

Emilia!

Forza, cacca-secca. Ti butti o vuoi che tutti sappiano che sei un codardo?

Come previsto, se la fa nei pantaloni! Forza.

Torniamo indietro e facciamo il giro.

Che fa?

Riccardo, non lo fare! Rischi di romperti l'osso del collo.

LEO: No!

- Se lo fai tu, lo faccio anche io. EMILIA: Sveva, ti prego!

No!

(RICCARDO GRIDA)

Oddio!

(IRCCARDO GRIDA)

- � arrivato! - S�. Vai!

Che diavolo fai? Togli questa scopa. Ehi!

JOHNNY: Ho esagerato con la dose?

Sveglia! Apre gli occhi.

JOHNNY: Ciao. Apri gli occhi.

Eccola! Ciao.

Come ti chiami?

- Che confusione! - E normale.

- # Sar� perch� ti amo. # - Questo non � normale.

# � un' emozione che cresce piano piano. #

No, no, no.

Il tuo vero nome.

Il vero nome.

Mi chiamo Paola Sostegni.

Ecco.

Perfetto, funziona!

- Fate domande! - Dove sei nata?

Sono nata nel 1481 a Palestrina, in provincia di Roma.

Quando sei diventata la Befana?

Cinque secoli fa, gli abitanti del mio paese mi hanno dato fuoco.

PAOLA: Pensavano fossi una strega. L� � apparsa una donna.

Nel fumo del rogo, mi ha promesso che mi avrebbe salvato la vita,

a patto che accettassi di diventare la Befana.

A questa donna che "gli" hai detto?

_ IILell. - Non mi correggere, rispondi!

"Le", � femmina.

Va bene. Che cosa le hai detto?

Le ho detto...

# Cade una stella, ma dimmi dove siamo. #

- Dove sono le lettere dei bambini? # Che te ne frega? #

# Sar� perch� ti... #

Ti odio! A che gioco stai giocando?

Aspetto la mezzanotte, cos� mi trasformo nella Befana e scappo.

Ma prima prendo la scopa e ti gonfio.

JOHNNY: Sar� sincero con te.

Tu non hai alcuna speranza, perch� io ti distrugger�

sia se mi dai le lettere, sia se non me le dai.

Non vorrei deluderti, ma ho 537 anni.

Io non posso morire.

- A meno che... - A meno che?

- A meno che non mi dai fu... - "Non mi dai 'fu'?"

Fungo? Ahi!

Fumo? Ah!

"A meno che non mi dai "fu"... Fuoco!

"A meno che non mi dai fuoco". Certo, benedetto Pentothal

e chi lo ha inventato! Forza! Alzatevi!

Andate a preparare un grande fal�. Ci sar� da divertirsi.

Ti brucer� come Giulio Cesare ha fatto con Roma!

- Nerone. - Nerone.

- S�. - Il rogo di Roma, fu Nerone.

- Lo so. - Hai grosse lacune.

- Non � vero. - Sei intelligente.

- Zitta! - Per� non ti applichi.

(URLA) � finita la carica!

(SOSPIRO) Povera me.

IVAN: Sapevo che era una cazzata.

Abbiamo due biciclette rotte e non prende neanche il cellulare.

- Vuoi? - No, grazie.

- Ragazzi, torniamo a casa. - Perch� siamo venuti?

GIUSEPPE: Ragazzi.

Ragazzi! Ho un'idea per salvare la maestra e continuare il viaggio.

Dobbiamo trovare qualcosa per tenere ferme le bici

di qualsiasi misura, abbastanza dritto e resistente.

Tipo legno. Avete capito?

RICCARDO: Passami quello.

EMILIA: Tirate! LEO: Bravi, cos�.

Stringi forte.

RICCARDO: Dai, Leo! Forza, Sveva! IVAN: Ahi!

# Tutti insieme, senza paura. #

# Tutti uniti, senza paura. #

# Tutti insieme, senza paura. #

# Tutti uniti, senza paura. #

EMILIA: Via!

LEO: Avete visto? Ci stava seguendo qualcosa.

RICCARDO: Che diavolo era? GIUSEPPE: Un rapace.

No, era qualcos'altro.

LEO: Non lo voglio sapere.

- Forse era un fagiano. - No, era un falco.

GIUSEPPE: Quale falco? Era un... SVEVA: Ragazzi.

EMILIA: No, niente di tutto questo.

SVEVA: Guardate. RICCARDO: La citt� fantasma.

EMILIA: Vacca boia! IVAN: lo mi fermo a bere.

LEO: Anch'io. EMILIA: Magari c'� un posto dove fermarsi.

GIUSEPPE: Che ansia! - Il solito cacasotto.

Non c'� niente di cui avere paura. E solo una citt� abbandonata.

(GOCCIOLIO)

(URLANO)

SVEVA: Che succede? LEO: Aiuto!

SVEVA: Che cosa? - � una tomba.

LEO: Amici! EMILIA: � pieno di tombe.

- � un cimitero. - lo non resto qui.

RAGAZZE: Neanche io. - Muoviamoci.

(GRIDANO)

EMILIA: Vacca boia! SVEVA: Merda!

IVAN: Sono lupi! GIUSEPPE: Stiamo vicini.

(LUPI RINGHIANO)

Ce l'ha con me?

- Forse sente l'odore del cibo. LEO: Quale cibo?

Ho solo un panino con la sottiletta.

(LUPO RINGHIA)

Allora lanciaglielo.

Lanciaglielo!

Ma � la mia merenda.

TUTTI: Lanciaglielo! (SPARO)

RICCARDO: C'� mancato un pelo. GIUSEPPE: Un pelo di lupo.

LEO. Devo fare la pip�.

TUTTI: Grazie. Grazie, signore.

Che ci fanno sei marmocchi nel bosco a quest'ora?

- Cerchiamo la Bef... - La beffa.

- La beffa barbuta. SVEVA: � un uccello raro.

- � stato avvistato in questa zona. - Qui non ci sono uccelli rari.

Ci sono solo lupi, volpi e neve.

EMILIA: Ce ne siamo accorti.

IGOR: � in arrivo una tormenta.

Io ho il camino acceso e le salsicce da abbrustolire. Venite!

Ha detto "salsicce"?

Forza e ricordate di prendere la vostra fuoriserie. Come si chiama?

TUTTI: Bici-nave. IGOR: La Bici-nave!

La beffa barbuta!

Dove siete diretti? Dovete tenere tanto agli uccelli

per mettervi in cammino con questo tempo.

� per scuola.

Ehi! C'� di nuovo campo!

- Di dove siete? - Val di Lana.

- Il paese della Befana. - Esatto.

S�, la Befana! Chi ci crede, non esiste.

Lo dico da stamattina.

Esiste, esiste.

IGOR: lo vado nella stalla. La cavalla sta per partorire.

Visto che fuori fa freddo e c'� pure un branco di lupi,

stanotte potete dormire qui.

- Grazie! - Grazie, signor Igor.

Per� domani mattina all'alba andate via.

Certo.- S�, signore.

Buonanotte.

E chiudetevi.

'Vai! 'S�!

- Grandi! - Andiamo!

Dopo esserti dimenticata di me, mia madre � stata male per due anni.

Poi � morta. Mio padre neanche al funerale � venuto.

Ho vissuto in un piccolo paese con una zia, senza soldi n� giocattoli.

- Adesso quel paese � mio. - Che vuoi da me?

Vai a rompere le palle a Babbo Natale.

Me ne frego di quel ciccione barbuto.

- Detto da te! lo voglio le tue lettere!

Non le avrai mai!

JOHNNY: Ascolta bene.

Ascolta molto bene, vecchia strega.

Devi avere un quadro completo della situazione.

- Vedi questo pupazzetto? - Carino, mi somiglia.

Sembra non avere niente di strano, eppure... Ti svelo un segreto.

- Un'altra canzone? - No.

Guarda. I miei giocattoli hanno questa polverina.

� un potente elisir d'amore.

Ogni bambino che ne ricever� uno ne diventer� inseparabile

e saranno i miei giocattoli. Non potranno pi� fare a meno di me.

Di quello che vuoi fare?

Ottima domanda, perch� qui viene il bello.

Se si esagera con le dosi, la polverina pu� uccidere.

Questa meravigliosa Befanella

cos� simile alla nostra Befana, amata

ne contiene in eccesso.

(JOHNNY RIDE)

Ora, se tu mi darai le lettere dei bambini, non succeder� niente.

Se non me le darai, il prossimo 6 gennaio

ogni bambino di questo maledetto Paese ne ricever� uno

e morir�.

Indovina a chi daranno la colpa.

(RIDE)

A chi gli ha portato il regalo, cio� alla Befana e cio� a te!

# Mister Johnny allora arriver�. #

Emilia. Tieni, stenditi tu.

- Tu? - lo sto bene.

Sicuro? Non hai freddo?

- No, sto benissimo. - Grazie.

Secondo te, dopo avere salvato la Befana

possiamo chiedere quello che vogliamo?

- Non lo facciamo per interesse. - Lo so.

Per� ci abbiamo rimesso le bici. Almeno quelle!

Tu le chiederesti la bici?

No. Tu?

Niente.

Ho gi� quello che voglio.

Scusa, devo dire una cosa a Giuseppe. Torno subito.

- Giuseppe. - Guarda, ho appena...

- Giuseppe, � successo un casino. - Cio�? Che � successo?

Senti, ma... Tu hai mai baciato una ragazza?

- In che senso? - In bocca, con la lingua.

Che schifo!

- Come? - La bocca � un ricettacolo di germi.

Chi se ne frega!

Voglio baciare Sveva.

- Allora che vuoi da me? - Insegnami.

Devo baciarti?

No, per� non so come si fa. Dove metto la lingua?

Di qua, di l�, a pennello

o tipo serpente? Non lo so, io non l'ho mai fatto.

Figurati io!

Per� tu sei un'enciclopedia vivente, lo saprai.

Aspetta.

Che fai?

Bacio con la lingua.

Ecco, guarda.

Tu la prendi per la vita.

(SCROSCIO DI SCIACQUONE) La baci prima sul collo, poi...

Scusate, non volevo disturbare.

- Grazie. - Figurati.

(ROMBO DI MOTORE)

Ragazzi, sveglia! Dobbiamo scappare.

- Ragazzi! - Che succede?

Lasciaci dormire.

Leo, sveglia! Svegliati!

- � un uomo di Mister Johnny. EMILIA: Dai!

Dai, Leo.

SVEVA: Dai, ci siete?

(URLANO)

Dove credete di andare?

(ULULA)

(GRIDANO)

SVEVA: No, per favore.

- Aiuto! - Facci uscire.

Per favore!

- No, per favore. - La prego.

Aiuto!

- Aiuto! - No!

BAMBINI: Aiuto! Per favore.

Aiuto!

Facci uscire!

(SIRENA)

Aiuto! Facci uscire.

- Aiuto! - Aiuto!

(ULULA)

Aiuto! Ci faccia uscire.

(RIDE)

PAOLA: Vuoi uccidermi? Fai pure. lo vivo da 500 anni.

Per� non pensi ai bambini?

Non ti preoccupare.

Mister Johnny riporter� loro il sorriso e il buon umore.

Puntuale, ogni anno, il 7 gennaio.

# Mister Johnny allora arriver�. # (CELLULARE SQUILLA)

Chi diavolo � adesso?

- Igor, che c'�? IGOR: Il gatto ha catturato sei topi.

- Come? IGOR: "Abbiamo ospiti."

� un gruppo di giovani marmotte.

Vogliono liberare la Befana.

BAMBINI: Aiuto!

Puoi ripetere? Non ho capito.

Sei mocciosi, scolaretti della Befana, hanno deciso di liberarla.

IGOR: "Ma non ti preoccupare, non ne sentiremo pi� parlare."

JOHNNY: Che hai fatto? - Li ho chiusi nella pressa.

- No! - No.

Non lo fare.

- Senti come frignano. BAMBINI: Aiuto! No!

GIUSEPPE: Sono rimasto impigliato. - Aiuto!

Non lo fare.

Dipende solo da te. Dimmi dove sono le lettere.

EMILIA: Dobbiamo reagire!

- Ho detto di fermarlo! - Dove le hai nascoste!

Fermalo!

- Per favore! - Aiuto!

- No. - Ti dico tutto, fermalo!

Cos� va meglio. Igor, ferma la pressa.

Mi senti, Johnny?

- Cretino, fermalo! - Ferma la pressa.

(URLANO)

BAMBINI: No! Aiuto! Facci uscire!

Se � importante, richiamer�.

- Mi dispiace, � spento. - Non puoi lasciarli morire!

La colpa � solo tua!

Richiama adesso!

(BAMBINI URLANO)

Sei un assassino.

- Non dire cos�. - Sei stato tu!

- Non � vero. - Sei un assassino!

- Basta. Zitta! Taci! - Li hai uccisi tu.

- Tu! - Bruciate la strega!

- No. - Bruciate la strega!

No!

(BAMBINI URLANO)

Incapaci! Tutto da solo!

- Dov'�? - No.

(RISATA DIABOLICA)

RICCARDO: Sono incastrato!

LEO: Anch'io.

BAMBINI: Aiuto!

(IL MOTORE SI BLOCCA)

SVEVA: Bravo! Bravo, Riccardo.

(RISATA DIABOLICA)

(RINTOCCHI DELL'OROLOGIO)

(SUSSULTO)

Andiamo!

Bu! (GRIDA)

(FISCHIO)

JOHNNY: Dov'� andata?

- Falla smettere! SMILZO: Ahi!

No, no!

Fermatela, sta scappando! Portatemi il Johnny-board.

No! Torna gi�!

(CANTICCHIA)

(SUONO ELETTRONICO)

(RISATINA)

Ah!Ah!

Maledetta Befanaccia!

Dove scappi, brutta strega?

JOHNNY: Ferma!

Vieni qui!

Ferma!

Ah! Ah! Vai! Vai!

No!

(IL MOTORE SI BLOCCA)

(GRIDA)

PAOLA: Merda!

(VERSI DI SFORZO)

LEO: Andiamo.

RICCARDO: Sbrighiamoci. IVAN: Dai!

GIUSEPPE: Forza. SVEVA: Veloci.

(IGOR RUSSA)

GIUSEPPE: Se non mi � venuto un infarto oggi, non mi viene pi�.

EMILIA: Mi � passata tutta la vita davanti.

SVEVA: A me la voglia di suonare.

Odio il pianoforte. Voglio andare a cavallo.

LEO: A me � passata la fame. IVAN: A me � venuta.

Mi dispiace per il coltellino di tuo padre. Sei stato coraggioso.

- Lui sarebbe fiero di te. - Grazie.

- Ora? Che facciamo? GIUSEPPE: Seguitemi.

Se ho fatto bene i calcoli, proseguendo per questo sentiero

dovremmo arrivare al palazzo di Mister Johnny.

Va bene? Forza, andiamo!

(CAMPANELLO)

GIACOMO: Paola!

Dove sei finita?

(TONO LINEA LIBERA)

SEGRETERIA: "Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico."

Paola, dove sei? Che succede?

Ti cerco da giorni. Non farmi preoccupare.

Forse ho esagerato con la storia del matrimonio, ma non sparire. Ti amo!

Chiamami.

(BATTITO DI ALI)

Paola?

Paola?

Paola?

Paola!

Che cos'� questo posto?

Non � possibile.

Per questo non voleva fermarsi da me.

(VERSI DI SFORZO)

PAOLA: Fatemi uscire. Liberatemi!

Maledetti.

GIUSEPPE: Ci siete tutti?

Io vado dal capo, tu sorvegliali.

Shh!

(VERSI DI PIACERE)

Capo.

Che diavolo vuoi?

Brutte notizie. I ragazzini sono vivi.

- Sono appena entrati. - Questa � una magnifica notizia!

- Liberate le libellule. - Quante?

- Tutte? - S�.

- Tutte. Vai! - Tutte.

(RONZIO)

Vai. Adesso!

(RONZIO)

- Che � questo rumore? - Quale rumore?

GIUSEPPE: Oddio, che cosa sono?

"Sembrano libellule giganti. Ci vengono addosso!"

Sono droni!

(GEMITO) TUTTI: Ivan!

RICCARDO: Stai bene? EMILIA: Rispondi!

LEO: "Dobbiamo andare!" SVEVA: "Muoviamoci!"

(VERSI ELETTRONICI)

(SPARI)

RICCARDO: Di l�. SVEVA: S�.

(RIDONO)

RICCARDO: Aiutiamolo. EMILIA: Va bene.

- � morto? RICCARDO: No!

Speriamo di no.

- No, � solo sedativo. EMILIA: Dai!

(VERSI DI SFORZO)

Amici! Ho trovato una porta.

- Leo, aiutaci! - Aiutaci!

- Ragazzi! - Maestra Paola!

PAOLA: Ciao. IVAN: Come si apre?

SVEVA: Come si apre?

- Di l�. LEO: Si apre da qua.

Da qui.

Bravi.

SVEVA: Ok. - Bravo!

BAMBINI: Maestra!

- Ciao! - Fermi cos�.

(BAMBINI URLANO)

L�! (RIDE)

Che patetico quadretto!

Forza, andate. Mettete comodi i ragazzi.

- No, no! - S�, s�.

PAOLA: No, no. - S�, s�.

(RIDE)

Ci dispiace, maestra, di averla delusa.

Io vi ho delusi.

Non ho saputo proteggervi e di questo non mi perdoner� mai.

- Ma l'importante � che siete vivi. - S�. Vivi, ma non per molto.

- Perch� adesso vi ammazzer�. - No!

A meno che tu non mi dica dove sono le lettere!

SVEVA: Che lettere?

- Le lettere dei desideri dei bambini. - Perch�?

Perch� io sono Mister Johnny.

Mister Johnny. # Mister Johnny allora... #

Non sapete la canzoncina di Mister Johnny?

- No. - Che gli insegni?

- Maledetto! RICCARDO: Non gli dica nulla.

Non � cos� semplice la situazione, pidocchietto!

Allora. Da chi cominciamo, da lui?

- Fermo! - Oppure dal pidocchietto?

Cominciamo da lui? Guarda che paura.

No, cominciamo da te. Che cosa preferisci?

Lo faccio a fette come un arrosto oppure sottile come un culatello?

Puoi fare regali a tutti i bambini del mondo, ma non ti ameranno mai.

Dimmi dove hai nascosto le lettere.

PAOLA: Ti prego! - Dimmelo!

Maestra, non lo dica.

Amici, vi ho voluto bene.

Date un pezzo a mio padre e uno a mia madre. Almeno non litigano.

Signora maestra, anzi signora Befana,

non dica nulla a questo prepotente.

I prepotenti non devono averla vinta.

Le idee sono pi� forti e importanti. Lo ha detto lei, ricorda?

- Lo hai detto tu, ricordi? - No, fermo!

- Ti dico tutto. - Ti ascolto.

Sono sulla montagna, al sedile delle streghe. Le lettere sono l�.

Bene. Slegala.

- Adesso lasciali andare. - Non ti preoccupare.

Quando avr� le lettere, ti do la mia parola che saranno liberati.

- La tua parola non conta niente. - Tu non sei di parola, non io.

JOHNNY: Andiamo! PAOLA: Bambini, prometto che torno!

JOHNNY: S�, s�!

PAOLA: Lasciatemi, maledetti!

Ric.

- Aspetta. Aiutami. Provate ad avvicinarvi.

LEO: Dai, Sveva. GIUSEPPE: Ci sei quasi.

- Ecco. GIUSEPPE: Lo hai preso?

DINOSAURO: Buongiorno. (BAMBINI URLANO)

- Buongiorno, ragazzi. RICCARDO: Questo chi �?

Non mi riconoscete?

No, scusate.

- Maestro Giacomo! - Siamo salvi!

State bene?

Stiamo bene, ma dobbiamo andare.

- Paola dov'�? TUTTI: L'ha portata via Mister Johnny.

(VOCI ACCAVALLATE) GIACOMO: Ehi! Shh!

Uno per volta. Sveva.

La maestra dar� le lettere a Mister Johnny

per salvarci. Si dirigono al sedile delle streghe.

Quali lettere?

Non possiamo dirlo.

Le lettere della Befana! So tutto.

- Mister Johnny vuole diventare il Befano. GIACOMO: Fuori ci sono delle bici.

Prendetele e andate. lo distraggo i droni. Via, via!

(VERSI DI SFORZO)

RICCARDO: Bisogna proseguire verso nord. EMILIA: Non ce la faccio!

GIUSEPPE: Basta, ragazzi.

Andiamo a piedi.

JOHNNY: Allora, dov'�? - Pi� avanti.

Pi� avanti dove?

PAOLA: Eccole, sono qui.

JOHNNY: Dove? - Bisogna calarsi per cinque metri.

Le lettere sono nascoste nell'albero cavo, chiuse a chiave in un forziere.

- La chiave? - Ce l'ho io.

- Forza, dai! - Piano!

Ma che piano!

(RIDE)

Allora, che aspetti? Calati.

- Da qui? - Certo.

- Vai e recupera il forziere. - Come faccio?

Come hai fatto quando lo hai portato!

Era notte e avevo la mia scopa. Adesso � impossibile!

- Gino, Smilzo. - Eccoci.

- Stiamo qua. - Calatevi.

In che senso?

Vi calate e recuperate il forziere.

(RIDONO)

- Stai scherzando? - Scherzi.

Gi�! Subito.

- Prima tu. - No, prima tu.

- No. Guardava te. - Sei pi� vicino.

Siete due...

RICCARDO: Eccoli! SVEVA: Non gli dia le lettere.

Maledetti ragazzini! Come sono scappati?

Lasciala!

Fai il bullo a scuola perch� qui prendi solo schiaffi.

- Da te? - S�, da me!

Uno, due, tre! Carica!

RICCARDO: Prendi la barba.

Tienilo gi�! Fermo!

Ahia! Mi fai malissimo!

(GEMITI) EMILIA: Bravo, Ivan!

SMILZO: Che fai, mozzichi?

Scendi dalla pancia!

(VERSO DI DOLORE)

Smettila!

Sveva! (MISTER JOHNNY GEME)

- Stai bene? Sveva! - S�.

- Ric. - Stai bene?

Tutto a posto.

(LAMENTI)

GIUSEPPE: Tiralo! - No, che fate?

LEO: Ok. GINO: No!

Che fai? Ferma! No!

Maledetta Befanaccia!

LEO: Bravo!

(GEMITI)

Maledetta Befanaccia! Vieni qui.

- Voglio quella chiave. - � mia.

- Dammela! - E mia!

(VERSO DI DOLORE)

- Voglio quella chiave, dammela! - No.

JOHNNY: Dammi la chiave! - No.

(URLA)

- Maestra! SVEVA: Maestra, no!

IVAN: Andiamo! EMILIA: Maestra!

IVAN: Dove sta? GIUSEPPE: � caduta.

BAMBINI: Maestra!

Aggrappati!

Tutto bene, maestra?

PAOLA: Non c'� male. SVEVA: Dai!

- Qualcuno ha una corda? - Usiamo la sciarpa.

Giusto!

- Ci riesce? - Forza!

IVAN: Resisti, maestra!

BAMBINI: Forza! Maestra, no!

LEO: Giuseppe, puoi trovare qualcosa?

GIACOMO: Paola!

Ci vuole una corda, ragazzi.

GIACOMO: Paola! - Tu chi cavolo sei?

- Sono io. - Amore!

Ti salviamo noi. Ci penso io, fatemi spazio.

BAMBINI: Prendilo! Prendi questo, maestra!

Maestra! Tirala!

Paola, dai!

Ancora un po'.

GIACOMO: Prendila! PAOLA: Non ci arrivo.

Vai, ci sei quasi!

PAOLA: Non ci riesco. - Vai!

Un ultimo sforzo, dai!

- No! - Lasciala!

Lasciala andare!

Lasciala!

Ti prego, lasciala!

GIACOMO: Lasciala!

No!

No!

Leo, ti ho portato il panettone con la cioccolata.

No, mamma. Non mi va. Abbiamo il latte di soia?

(COLPI ALLA FINESTRA)

EMILIA: Ivan!

Ti ho riportato questo.

Riccardo, ti ho portato le calze per la Befana. Quale ti piace?

Appendila, altrimenti non ti porta niente.

No.

Non credo che stanotte la Befana verr�.

- Buonanotte. - Notte, mamma.

(COLPI SULLA FINESTRA)

GIACOMO: Eccomi.

Lo porto io. Grazie.

Ehi, cacca-secca.

RICCARDO: Ragazzi. LEO: Amico!

Che bello rivedervi!

IVAN: Palle di neve? TUTTI: S�! Andiamo.

IVAN: Tutti contro tutti.

JOHNNY: Maledetta Befanaccia!

# Al posto delle scarpe ho due aeroplani #

# Cos� leggera che cammino sulle mani #

# Sulla met� fra piacere e fastidio #

# in equilibrio #

# Dentro il cuore, uragano Nella testa, vulcano #

# Ci mandiamo faccine S�, ma non ci parliamo #

# Droni sulla citt�, nuvole e verit� #

# Sorrido al cielo Una foto per Google Maps #

# Siamo come pixel #

# Di tutti i colori #

# Su uno schermo rotondo, gigante #

# E funzioniamo da soli #

# E siamo in mondovisione #

#Ioete#

# Visti dagli occhi del sole #

# Siamo un gran casino, ma in equilibrio #

#Ioete#

# Siamo un gran casino, ma in equilibrio #

# � un mondo in bilico #

# Amore e R�s�ko #

# Un tuffo a bomba nell'Oceano Pacifico #

# Ho un sacco pieno di carbone Ho un sacco pieno di regali #

# Quindi non fatemi incazzare Vi conviene fare i bravi #

# lo la notte non dormo Esco e mi trasformo #

# E la gente mi parla S�, ma io non ascolto #

# Punto in alto lo shuttle Salto su come Jordan #

# Vedo te dallo spazio #

# Siamo come pixel #

# Di tutti i colori #

# Su uno schermo rotondo, gigante #

# E funzioniamo da soli #

# E siamo in mondovisione #

#Ioete#

# Visti dagli occhi del sole #

# Siamo un gran casino, ma in equilibrio #

#Ioete#

# Siamo un gran casino, ma in equilibrio #

#Ioete#

#Ioete#

# Siamo in mondovisione #

#Ioete#

# Visti dagli occhi del sole #

# Siamo un gran casino, ma in equilibrio #

#Ioete#

# Siamo un gran casino, ma in equilibrio #

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