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Original subtitles

(Apre la porta e poi la sbatte)

(Il vetro si rompe)

(Ticchettio delle lancette)

(Suono della sveglia)

(Musica allegra)

(Dj) Dopo questo brano torniamo a farci la nostra chiacchierata

con il sindaco uscente di Pietrammare, Gaetano Patanè.

Allora Sindaco in una sola battuta...

perché i nostri concittadini dovrebbero rieleggerla?

Il mio è il voto della continuità...

la politica intesa da me come sacrificio,

ha portato i risultati che tutti noi sognavamo!

(Sindaco) Amici carissimi ne abbiamo fatta tanta di strada...

ma io sono sicuro che insieme ne faremo ancora di più!

Ai cittadini dico... state tranquilli,

anche perché quello che abbiamo fatto io e il mio partito

a Pietrammare, è sotto gli occhi di tutti,

e vi assicuro che non è fortuna la nostra

ma semmai il risultato del nostro impegno.

Che vergogna che vergogna!

(Sindaco) E poi amici miei che dire del nostro meraviglioso porto

creato con enormi sacrifici che è diventato uno snodo fondamentale

del Mar Mediterraneo.

Il nostro fiore all'occhiello è che abbiamo creato posti di lavoro,

e Io abbiamo fatto rispettando l'ambiente

e combattendo ogni forma di inquinamento.

Insomma è bello vedere che è tornato il sorriso

sul volto dei nostri concittadini!

(Betti) Basta con la vecchia politica,

basta con l'arroganza con il clientelismo...

(Parcheggiatore) vai vai accozza accusii... così...

Buongiorno... lasciami la chiave e un euro!

E mi raccomando entro l'una che devo andare a mangiare! Vai! Vieni!

(Uomo) Buongiorno Antò.

Buongiorno. Guardi questo mi ha posteggiato dentro al negozio.

(Uomo) Questo paese è diventato uno schifo!

Perché i vigili sono tutti imboscati. 'Sti cornuti!

Vergogna! Buona giornata Anto!?

(Rumore moto) (Uomo) Bastar...

Di chi è questa? Camurria!

(Betti) Cari cittadini votate il cambiamento, votate Natoli!

Più energia Betti.

(Betti urlando) Cari cittadini di Pietrammare!

Troppa... piano...

Cari cittadini di Pietrammare...

Scusate il disturbo...

Zio!

Vota Patanè, senza chiederti il perché!

(Betti) Basta con la vecchia politica, basta con l'arroganza...

con il clientelismo, con la maleducazione...

(Salvo) Siamo tutti Patanè!

Vota Patanè!

Ma vedi tu?!

(Betti) Ma dove va?

Dove vai? Ma non Io vedi che sono entrato prima io!

È senso unico.

Ma tanto a quello che cosa gliene frega.

(Betti) Dove vai zio? Sei contromano!

Arretrate!

Sei contromano, vai indietro! (Clacson delle macchine)

(Salvo) Ripeto arretrate!

Arretra tu! Sei tu contromano!

Arretrate immediatamente e non vi succederà nulla!

(Suono dei clacson)

Devi arretrare sei in divieto!

E chi Io dice?

Come chi lo dice, non lo hai letto il cartello?

O guido 0 leggo i cartelli che così succedono gli incidenti.

Cose da pazzi, oh!?

Arretrate immediatamente e nessuno si farà del male!

Ma guarda che è... va bene ora andiamo indietro...

(Clacson delle macchine dietro) Per favore potete arretrare...

arretrate... così grazie...

(Salvo) Siamo tutti Patanè!

Vota Patanè senza chiederti un perché!

Te l'ho sempre detto che tu zio, uno ne dovresti avere non due, uno!

Vai vai indietro vai indietro... vai...

Grazie così... non c'è bisogno di lampeggiare... così...

se lo sapesse tuo padre che quello fa campagna elettorale per Patanè?!

Un ultimo sforzo.

Indietro... dai così piano grazie... Grazie signora grazie...

e un pò più indietro...

Ma che ci vuole!

(Rumore di botta tra macchine) (Clacson)

Ma chi te l'ha data la patente?

(Salvo) Siamo tutti Patanè! Vota Patanè!

Signora mi dispiace...

(Uomo) Le cose in questo paese devono cambiare.

L'immondizia ci sta seppellendo vivi.

E perché il traffico, non si può più camminare!

E le raccomandazioni? Qua vanno avanti sempre gli stessi.

Avete ragione, avete perfettamente ragione,

le cose non possono andare avanti così,

dobbiamo dare una speranza a questo paese,

Dobbiamo dare una speranza ai nostri figli.

Ecco io voglio dare loro un'alternativa.

Bravo Pierpaolo. Siamo con te... bravo!

(Uomo) Professore?

Prego...

Scusate se mi intrometto,

Professore secondo me quando uno viene eletto

poi diventa come tutti gli altri.

(Disapprovazione generale)

Potrebbe essere... e allora io vi chiedo una cosa...

mettetemi alla prova.

(Applausi) Bravo... Bravo Pierpaolo...

Massimo, allora?

Tuo padre ha fatto un discorso bellissimo.

(Clacson)

(Betti) Papà?

(Bacio) Come sta andando?

Bene! Benissimo la gente è stanca

e ha voglia di cambiamento. Sono tutti con te!

Vedrai che questo paese lo aggiustiamo.

(Rumore del paraurti che cade)

(Salvo) Vota Patanè!

(Patanè) Mi raccomando signora votatemi!

Vota Patanè, senza chiederti un perché!

(Patanè) Bravo Gaspare.

Salvo mi chiamo, no Gaspare. Va beh non importa...

quello che conta è che si ricorda il gazebo! Gazebo!

Ne parliamo dopo le elezioni, Gaspare.

(Salvo) Vota Patanè! Ecco qua.

(Patanè) Votatemi Patanè!

PA TA NÈ!

Buongiorno votate Natoli, votate il cambiamento.

Ci teniamo... signora Giovanna. Buongiorno.

Buongiorno.

Questo è il nostro programma elettorale.

Grazie ma lo conosco, lo conosco il professore.

Buongiorno. (Signora) Buongiorno!

E io la voto! Solo che questo me Io conservo,

così controllo se mantiene le promesse.

Per noi ogni promessa è un debito, signora Giovanna.

Sì, solo che finora loro hanno fatto le promesse

e noi abbiamo pagato i debiti!

E arrivederci in bocca al lupo.

- Grazie. - E speriamo bene.

Date questo ai vostri genitori e ditegli di votare per Patanè!

Patanè... sennò la maestra ve boccia!

Sapete quante volte sono stato bocciato io,

perché ho sbagliato a votare?!

Ma che fa? Ma che fa, la campagna elettorale qua?

E poi per questo delinquente che si è mangiato mezzo paese?

E va beh ma l'altro mezzo è rimasto.

Faccia meno lo spiritoso, piuttosto si occupi di suo figlio

che ha appena di nuovo quattro nel compito di matematica.

Nicolino vero è quello che dice la maestra?

Papà, io ho copiato dal mio compagno di banco

come mi hai detto tu.

Giusto!

Se lui è scarso io che ci posso fare?

E va beh maestra, però se lei me Io mette accanto a quelli scarsi?!

Me Io faccia arrivare alla sufficienza... da uomo a uomo.

Scusa amore.

Tu ora arrivi?

Mi dispiace!

Come sta andando che aria tira?

Benissimo quando tuo fratello parla, incanta tutti.

Bene, speriamo!

Questi sono per loro, loro hanno ordinato dei succhi di frutta,

e di là c'è la macchina del caffè da pulire.

Adesso scappo che mi comincia il turno al lavoro. Ciao ciao.

Però a casa comando io.

Siamo tutti nella stessa barca, Valentì!

(Musica funebre)

Mi ha detto muoio sereno perché so che vincerà Patanè.

- Te saluto. - Grazie.

(Musica funebre)

Ma non ti vergogni? Pure col morto?

La vedova vota!

(Suonano le campane)

(Salvo) E va beh! Ma chè questo di nuovo qua è compà ?

Avevamo detto che questo è territorio neutro,

non si fa campagna per nessuno!

A parte il fatto che non gliel'ho messo io.

E chi gliel'ha messo?

(Valentino) lo no! Ma poi non ti vergogni?

Fare campagna elettorale per Patanè?!

- Beh... Io faccio pure per te, io. - Per me?

Certo! Patanè mi ha promesso che appena viene eletto

ci autorizza la costruzione del gazebo. Ci leviamo sto' coso vecchio.

Sono anni che gli andiamo dietro... Salvo e tu credi ancora alle favole!

Ma adesso è diverso, c'è un rapporto fra me e Patanè di fiducia reciproca,

di collaborazione, quello mi stima.

Ma se manco si ricorda come ti chiami! Come t'ha chiamato oggi?

Gaspare. Che però è uno bello nome, è uno dei Re Magi, mica 0' pastorello!

Solo che quello portava la mirra e tu porti le buste della spesa!

(Uomo) Ragazzi... scontro al vertice!

Professore Natoli, i miei omaggi. Ho saputo che lei sarà il mio sfidante.

Do semplicemente voce a quelli che non la pensano come te.

E fai bene. Questa si chiama democrazia.

Solo che poi ci sono le elezioni. Eh?! (Ridacchia)

Però non è che ci saranno solo queste di elezioni.

Ah no?!

Prima o poi il vento del cambiamento arriva!

Ah sta arrivando il vento?

Picciotti, ci dobbiamo andare a comprare un bello cappotto.

(Ridono tutti, anche Salvo)

Professore... i miei omaggi.

Buona giornata.

(Vociare vario dell'allenatore e dei bambini)

(Le campane suonano)

Caro cognato siamo tutti con te! Me lo sento che vinciamo!

Grazie Salvù, ma la vedo molto dura.

Tu che fai suoni? La conosci quella che fa papap papappa.

Zio ma è una chitarra, non è un pianoforte! (Clacson suona)

Ah... e ste' cose te le insegnano al conservatorio?

Sono arrivati gli zii.

Nicolino, a mamma vatti a lavare le mani che tra poco si mangia.

Finalmente!

(Francesca) Ciao Salvo!

Trovo parcheggio e arrivo.

Va beh... mettila là!

Ma quello è il posto per i disabili!

E va beh... io gliela metto sempre.

E se poi arriva?

E quando arriva suona. Pinuccio è abituato, lo sa che sono io.

Fammi stà cortesia... trovo parcheggio e arrivo.

E va beh, però sbrigati che i bambini hanno fame!

Un minuto e arrivo.

Lucio, mangia perche vedi che non sembra ma...

a stare in panchina si consumano le calorie, eh!

Non è educato, aspetto mio padre.

(Salvo) Bravo. Lo vedi come è educato tuo cugino?

Non si mangia se non hanno iniziato tutti gli altri...

(Maria) Ma anche tu stai mangiando!

Eh certo, se lui mangia che faccio lo faccio mangiare da solo?

Gli faccio compagnia. Lo vedi che mi hai fatto litigare con tua madre?

Ma come devo fare io con te?

(Francesca) lo il secondo l'ho dovuto tirare fuori dal forno, si asciuga...

E che facciamo l'aspettiamo?

(Salvo) Per me non c'è problema aspettiamo. Ma che hai fatto?

Carciofi e patate.

Vieni qua fammi assaggiare...

- Salvo! - Eh... una!

(Rumore della porta)

(Pierpaolo) Finalmente!

Scusate ma trovare parcheggio è un'impresa...

(Salvo) E l'hai trovato?

Per fortuna sotto casa!

Buono!

No, sotto casa mia.

Comodo, rimane parcheggiato per domani, così.

Però comunque ragazzi, scusate ma potevate cominciare senza di me!

No, non è educato, se non siamo tutti.

Avanti lo facciamo questo brindisi ora che siamo tutti insieme?

- Sì! - E certo!

A te papà.

AI nuovo sindaco! (Ride)

Grazie Salvo, però quello è difficile.

A me basta sapere che voi siete tutti con me.

Auguriiiii!

Auguri.

(Tv) Prima di chiudere, vi ricordiamo che da questa notte

entrerà in vigore l'ora legale.

Non dimenticate di portare avanti le lancette...

(Salvo) Che stai facendo? Le lancette avanti, no indietro!

Ma invece di parlare perché non reggi la scala, che posso cadere.

Magari cadessi compà.

Ragazzi l'orario si cambia stanotte alle due, non ora.

Sì e stanotte vieni tu alle due a cambiare le lancette?

(Auto con sirene spiegate in sottofondo)

Anche questi in macchina.

(Patanè) Che volete che vi dica, sarà una semplice caccia al tesoro.

Comandante... ma che si vince?

Un bel viaggio premio sulla nostra volante.

Ah sì! (Ride)

Deve seguirci.

Dopo di lei.

Si accomodi. Prego.

Va bene.

(Tg) È di pochi minuti fa la notizia che il Sindaco di Pietrammare,

Gaetano Patané, e tutta la giunta comunale sono finiti nel mirino

della Guardia di Finanza. L'accusa è di commissioni farsa

convocate al fine di incassare i gettoni di presenza,

abuso d'ufficio, concussione, abigeato e appalti pilotati

in cambio di tangenti. Gli inquirenti non escludono che l'inchiesta

possa portare ulteriori e clamorosi sviluppi.

Questo purtroppo è l'ennesimo scandalo

che si abbatte sulle amministrazioni. (Gino) Vergogna questa è la fine!

No, no questo è l'inizio.

Ma quando mai ragazzi questo è un fuoco di paglia.

Già domani in paese non se lo ricorda più nessuno! (Ride)

(Operaio) Stiamo scherzando signori miei, questi sono dei delinquenti...

è una vergogna!

No. La vergogna è che fino ad oggi lo avete votato.

Avete? Perché tu non l'hai votato?!

Sì. Vuoi vedere che questo per quindici anni si è votato da solo?!

(Operaio) Non se ne può più! Ragione hai... ragione.

(Urla della manifestazione) Buffoni! Buffoni!

(Urla della manifestazione) Ladri! Ladri!

(Prete) Questa povera gente che ha perso la dignità

nella pratica delle tangenti, porta con sè non il denaro guadagnato

ma la mancanza di dignità. Preghiamo per loro...

(Betti) Cambiamento! (Manifestanti) Cambiamento!

(Patanè ride) (Giornalista) Signor sindaco...

teme per la sua rielezione?

Signorina, la gente mi ama, io vinco a piede libero, ai domiciliari

e pure se mi danno il quarantuno bis.

È chiaro?

Ciao ciao! Tanta pace a tutti.

(Betti canta) (Patanè) Tanti auguri, grazie.

(Canta) Democrazia portami via, sennò sto male...

c'è una valanga un filo d'erba e un funerale.

Ci sono cose dette e altre solo scritte. Ci sono vuoti di palazzo

ma questo è il prezzo... mutano le case... mutano le cose,

mutano le mele da renette a deliziose, muta questa vita,

ancora in cosa non si sa. Muta l'aria intorno, mutano le rose,

muta pure l'inno nazionale del paese e muta la distanza

tra ciò che è stato e tutto quello che sarà.

Tra l'illusione e la mia serenità!

(Musica)

Democrazia che vuoi che sia non ti arrabbiare,

se chi ti esporta in tutto il mondo è un militare

che affronta la paura per questa dittatura, ha una famiglia

che lo aspetta e tiene botta! Muta il mio dolore, muta il mio rispetto,

muta l'illusione del mio segno maledetto,

muta questa vita, ancora in cosa non si sa.

Muta l'aria intorno, mutano le rose, muta pure l'inno nazionale del paese

e muta la distanza tra ciò che è stato e tutto quello che sarà...

(Musica)

(Tv) Pierpaolo Natoli sfidava Gaetano Patané, storico sindaco del paese.

Ebbene Natoli già al primo turno, ha nettamente battuto Patanè!

(Festeggiamenti e urla di gioia) Natoli! Natoli!

Mamma sarebbe stata orgogliosa di te.

(Sostenitori) Natoli! Natoli!

Minchia... e il gazebo?!

(Sostenitori) Natoli! Natoli!

(E mentre si festeggia Patanè piange)

(Applausi dei sostenitori di Natoli)

Eccolo il sindaco. Abbiamo vinto... ce l'abbiamo fatta. Mio cognato!

Cittadini! Italiani stasera tornerete a casa e troverete i vostri figli

dategli una carezza e ditegli che questa carezza va la manda

il cognato del sindaco! (Applausi)

Natoli! Nato Ii... vai vai parla... parla vai vai vai.

Grazie... oggi tutti insieme cominciamo una nuova storia.

(Applausi e incitazione della folla)

Bravo papà!

Grazie amore...

Con il vostro voto avete dimostrato che cambiare è possibile.

Sìììì!

(Festeggiamenti) (Salvo) Bravo!!! Natoli Nat to Ii!

(Folla) Natoli! Natoli! (Salvo canta Natoli Natoli!)

(Salvo) Mio cognato!

Ce l'abbiamo fatta!

Zio, ma sei salito sul carro del vincitore?

Io non salgo sul carro, io Io guido!

(Natoli) Viva Pietrammare!

Scusi, ci può fare una foto?

(Natoli) Amici è arrivato il momento di riprenderci quello che è nostro!

(Urla festanti)

(Natoli) Viva Pietrammare!

Spero di essere all'altezza di questo compito.

E mi raccomando, trattate bene il mio sostituto.

(Risate dei ragazzi)

Mi mancherete ragazzi...

(I ragazzi applaudono)

(Applausi delle persone)

Finalmente aria nuova... Benvenuto quella è la sua stanza!

(Festeggiamenti della folla) Abbiamo vinto!

Grazie... grazie!

Grazie! (Folla) Abbiamo vinto!

Grazie, grazie!

Ma sei senza dignità.

Lo so è un dono di natura! Grazie, grazie, grazie...

Questo è un giorno bellissimo per la nostra martoriata Sicilia.

Yes we can! (Ancora applausi)

(I bambini applaudono) (Maestra) Vieni Nicolino vieni.

Da oggi questo è il tuo posto, accanto al primo della classe.

Salutami tuo padre.

(Mister) Dai dai dai dai... giovanotto in campo!

E salutami tuo zio!

Signora carissima per lei tutto il pesce che vuole.

Abbiamo gambero, pesce spada, orata, Calamaro...

La ringrazio, ma spigole, ne ha?

E certo!

Almeno queste corde te le posso regalare?

Proprio adesso che mio papà è diventato sindaco?

Pare brutto. Facciamo come al solito che pago.

Valentino, c'è mio genero che ha bisogno di lavorare...

ma ora che tuo cognato è sindaco niente può fare?

Ma che è l'ufficio di collocamento questo, Marcello?

Ah no?!

No.

(Salvo) Avanti un altro fai conto tredicesima e quattordicesima

assicurato... vai prego! Buongiorno.

È da quindici anni che aspetto una concessione edilizia.

Patanè, quello non me la dava, perché doveva favorire i suoi amici.

Era una vergogna, caro mio col vecchio sindaco...

se non eri parente un amico, non ti favorivano, niente,

ora invece è per fortuna tutto diverso. Ora c'è mio cognato!

- Ce penso io! Te saluto. - Arrivederci.

Ciao ciao.

Avanti un altro.

Buongiorno devo rinnovare la carta di identità.

Nome e cognome.

A casa mia non arriva l'acqua da quindici giorni!

(Salvo ride)

Mi devo sposare... vorrei fare le pubblicazioni.

Vorrei una casa popolare.

Mio marito è morto tre anni fa avrei bisogno di una sepoltura.

Vorrei una playstation nuova.

Vorrei fare l'assessore.

(Suono delle campane)

Cioè 'sto tirchio non mi ha mai tolto un centesimo,

e adesso invece mi voleva regalare pure le corde della chitarra.

(Ridono) Assurdo!

Perché a me... sono andata dal pescivendolo

e le spigole me le voleva regalare.

(Ridono) Assurdo!

A me in fabbrica mi hanno accolto come se fossi la regina d'Inghilterra.

(Ridono) Assurdo!

E invece di quelli che hanno fatto la campagna elettorale per Patanè

e poi sono saliti sul carro del vincitore, che ne pensate?

Assurdo.

Ma io sarò il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi hanno votato.

Va beh, io vado a fare un bel caffè che dite?

No io lo piglio.

(Maria) Franci, mi aiuti?

Sì, io sparecchio.

Senti Pierpaolo, a proposito di questa cosa che hai detto

che sei il sindaco di tutti, non è che ora te la rimangi, giusto!?

Oh... allora noi c'abbiamo il chiosco in piazza, che per carità...

d'estate lavoriamo tanto. D'inverno purtroppo col freddo

non si ferma nessuno, ci vorrebbe un bel gazebo invernale.

- Che vuole soprattutto lui. - No!

Perché a me, non... a me piace l'estate.

No... non è che Io voglio io...

Libero... liberati liberati lo puoi dire, è tuo cognato, capito?

No, nel senso che sarebbe giusto averlo ma...

a parte che non c'entra niente lui.

Ora per avere questo gazebo, ci vuole l'autorizzazione del comune.

Tu che ne pensi?

E va bene ragazzi presentate regolare progetto e poi si vedrà!

(Betti) Papà i dolci.

Ma che ha detto?

Di presentare regolare progetto.

No, progetto l'ho capito, ma regolare che significa?

(Suono di un clacson)

Questo è Pinuccio!

(Salvo) Pinuccio Pinuccio... ma che suoni?

Ma che sei musicista che suoni così?

Te Io devi togliere questo vizio, Salvo.

Questo posto è riservato a me.

Ho capito ma io a quest'ora mangio.

O vieni prima o vieni dopo. Ci vuole rispetto per la gente.

Ah pure!

Comunque mi piglio il caffè e scendo!

Sbrigati però!

Beh, ma tanto non è che aspetta all'impiedi...

(Salvo) Fidati di me compà, guarda il progetto quant'è bello!

(Valentino) Non lo so Salvo a me mi pare esagerato.

(Salvo) Che c'è di esagerato compà?

Il gazebo nuovo dieci tavoli meno di quaranta coperti.

Ma che ci fai oggi?

Salvo, sono assai quaranta coperti per un gazebo!

- Assai? - E certo!

E metti che vengono per una laurea, un battesimo, una convention,

dove meli metto io?

Perché, che è una sala trattenimenti Salvo?

All'occorrenza si può sfruttare, se poi facciamo il tetto bello coperto,

possiamo fare anche una terrazza sopra.

Ti è venuto troppo grande, non lo possiamo fare qua,

ci sono gli alberi, che facciamo con gli alberi?

E gli diciamo a Pierpaolo di abbatterli!

Abbatte gli alberi?!

Ma compà, ma c'hanno trecento anni, ma quanto deve campare un albero?

Non ci campo io, ci deve campare l'albero.

Non lo so Salvo, pure ste' colonne doriche, non mi convincono.

Quello è bello, compà la colonna dorica fa rinascimento.

Ma che rinascimento Salvo, non lo so non si può fare.

Non me Io chiedere più.

Dimmi la verità, ma tu questo gazebo, Io vuoi fare o non Io vuoi fare,

perché mi pare che vai trovando tutte le scuse.

Ma io Io voglio fare, però Pierpaolo è stato chiaro.

Ha detto il progetto deve essere regolare.

Eh va beh, ma quello usa regolare come intercalare,

capito, come noi usiamo minchia lui usa regolare,

speriamo che non lo dice davanti ai bambini che è brutta stà cosa...

(Forte fischio di un vigile)

Ma...

(Forte fischio)

Minchia i vigili.

Papà, ma che cosa sono i vigili?

(Uomo) Ma che è un'astronave?

Dovrebbe essere un carro attrezzi, ne ho visto uno anni fa a Palermo!

(Uomo) Ragazzi veloci che al municipio stanno controllando

cartellini e presenze degli impiegati!

- Ma va. - Vero è!

Oh.. i tazzini!

Tutte ve Ii dovete portare. Così facciamo pulizia.

Evviva Natoli!

Evviva.

Uè, Michele, vestito così, non ti avevo riconosciuto.

Lo so.

Peppino, ma tu ce l'hai il permesso per occupazione di suolo pubblico?

Suolo pubblico? Qua dentro al mio negozio siamo, perché?

Permesso... ci vuole il permesso.

Ma quale permesso?

Ma tu il permesso per vendere frutta e verdure, chi te l'ha data?

Mio padre.

Quindi secondo te, io dovrei raccogliere la cacca del cane?

Mi dispiace sono ordini dall'alto.

Ma perché quando faccio la cacca io lui la raccoglie?

Sono in difficoltà, avanti nome e cognome?

Gianni, tuo zio sono!

Eh. Mi dispiace...

la nuova ordinanza dice che i rifiuti si possono buttare solo dopo le 19.

(Signora) Ma io infatti non è che le stavo buttando,

gli stavo facendo prendere un pò d'aria!

Un euro grazie, prima dell'una mi raccomando.

Buongiorno Gianni, ma come ti sei vestito da Carnevale?

Vittorio sono in difficoltà... però purtroppo te ne devi andare.

Qua non ci puoi stare più.

Ma che cosa stai dicendo Gianni?

Ordini dall'alto.

Ohhhhh! E voi si può sapere dove state andando in tre senza casco?!

A prendere mio figlio a scuola.

E a Michele il fornaio gli hanno fatto duecentocinquanta euro di multa

perché dice che non aveva i guanti.

Ma scusa, ma se non era in regola non è che poteva fare finta di niente.

Ma noi non è che lo abbiamo votato per farci fare le multe!

Salvo tu non Io hai votato proprio, come te lo devo dire...

(Uomo) lo invece l'ho votato a sto' cretino e ora guardate qua.

Che succede, Marcè?

Mi ha raddoppiato l'immondizia, perché dice che ho la casa a 2 piani.

Scusa Marcello ma tu la casa a due piani ce l'hai.

Sì, ma loro ufficialmente questo non lo possono sapere,

perché il secondo piano è abusivo.

Questa è violazione della privacy!

- Giusto! - Eh.

Queste cartelle ora stanno arrivando a tutti, guardate qua!

(Sospiro)

(Uomo) Era un sabato sera, illuminato da un chiaro di luna speciale,

come il nostro anniversario, e per festeggiare avevo preso

una cassetta di aragoste fresche, sequestrate la mattina stessa.

Ma quando sono tornato a casa ho trovato mia moglie sconvolta

le ho domandato cosa avesse, ma lei.. lei mi ha detto

che anche a noi era arrivato un aumento dell'immondizia.

Signor Maresciallo signori state tranquilli, è una cosa passeggera

l'euforia dei primi giorni, vedrete che Pierpaolo tornerà normale,

\ lo conosco e una brava persona.

Ma qua lo abbiamo votato tutti, non è che si fa così.

Lo dovete fare ragionare!

Scusate ma Pierpaolo ha adeguato la tassa, alle visure catastali

ora se tutti voi avete dichiarato una casa più piccola di quella che è

ma non è che è colpa sua!

(Brusio) Ma che cosa stai dicendo?!

Ma da dove ti vengono in mente certe cose...

(Ribellione di tutti)

Ma no signori scusate, ma Valentino ha ragione,

e allora noi che cosa dovremmo dire,

anche a noi giustamente ce l'ha raddoppiata l'immondizia.

Sto curnutu!

Ti vuoi fermare per favore?

Compà, questo mi ha aumentato l'immondizia.

Veramente tu immondizia non l'hai pagata mai!

E non è un aumento? Compà da zero a cento è aumento!

Ci sono delle regole da rispettare.

Allora le regole si aggiustano,

non è che ci possiamo aggiustare noi sulle regole.

(Uomo) Trattienila trattienila a papà che ci possono essere i vigili!

Ora glielo spiego io a questo come funzionano le cose in questo paese!

In questo paese non ha mai funzionato niente!

E ci siamo sempre trovati bene.

(Salvo) Buongiorno.

Ma dove state andando?

A parlare col sindaco.

No, mi dispiace non vi posso far entrare.

C'è un turno da rispettare.

Un turno? Che stai dicendo Gino, ma io sono il cognato del sindaco!

(Donna) Vero è! Lui è il cognato io lo conosco!

(Uomo) Scusa Salvo, ma tu vuoi parlare con il Sindaco

in quanto cognato o in quanto sindaco?

In quanto cornuto perché mi ha raddoppiato l'immondizia.

E allora la fila chissa è!

(Uomo) Forse non avete capito... quello è il cognato del sindaco.

Lo so ma il sindaco ha dato disposizione

che tutti quanti devono fare la fila.

Senza distinzione di amici 0 parenti.

Ah, cioè io che sono il cognato del sindaco devo fare la fila

co 'sti quattro cretini che sono qua?

Ha ragione! Ma se pure il cognato deve fare la fila,

ma dove dobbiamo andare a finire.

Io sono cugino di Patanè, quando Patanè faceva il sindaco

c'avevo pure le chiavi del Municipio t'ummagini?!

Amuni, digli che sei incinta cosi ti fa passare.

Digli che sei incinta così passiamo.

Ma che incinta, tutti e due!

(Uomo) Signori scusate, io sono in fila da questa mattina,

e non ho detto niente. Se ora siamo arrivati al punto

che pure il cognato del sindaco debba fare la fila come tutti noi...

Io chiamo i carabinieri!

(Tutti si ribellano)

Calma!

Salvo Valentino, avete ragione...

ma io non è che posso perdere il posto per colpa vostra.

Eh... ma una soluzione la dobbiamo trovare.

Ma anche per salvare la faccia!

(Musica vivace)

Piano piano, più piano... così... ah l'orecchio.

Compà, ho capito ma questo mi hai messo a disposizione.

(Valentino) Grazie ragazzi!

Mi raccomando, noi non vi abbiamo detto niente.

(Salvo) Vieni...

(Pierpaolo) Lei ha ragione ma io non la posso aiutare.

(Uomo) Ma insomma, andavo a rubare e mi hanno arrestato,

vendevo le sigarette di contrabbando e mi hanno sequestrato tutto.

Adesso non posso più fare manco il parcheggiatore.

Ma io per campare che cosa devo fare, devo andare a lavorare?

Mi dispiace, però io per la piazza ho altri programmi.

Programmi... ma che sta facenno la televisione, sta facenno.

E pensare che t'ho votato pure gratis, t'ho votato!

E che gli potevo dire...

Lo sapevamo che sarebbe stata dura. Forza.

L'importante è tirare dritto!

Pierpaolo? Scusa se ti disturbiamo...

Entrate entrate. Finite ste' cose veloci, ragazzi.

Pierpaolo carissimo...

No, sono confuso perché qua si lamentano tutti,

uno si lamenta di una cosa, l'altro si lamenta di un'altra, ma perché?

E infatti Pierpaolo perché la gente è frastornata, capito?

Cioè stanno succedendo un sacco di cose tutte assieme.

Ma tutte giuste, tutte giuste, infatti Salvo questo vuole dire.

Diciamo tutte giuste, però Pierpaolo la tempistica,

dico io, una cosa dietro l'altra.

E lo so, però siamo pochi e ci sono tante cose ancora da aggiustare.

Più di queste?

Figuratevi che abbiamo scoperto che la maggior parte

degli impiegati comunali si passava la giornata al bar.

Infatti i bar prima erano pieni, Pierpaolo, eh?!

Tutti imboscati, vigili urbani, operatori ecologici, giardinieri.

Perché i forestali, no?

I forestali!

(Canzone degli alpini)

Torna papà?

Torna, ma non prima delle sette.

(Canzone degli alpini)

(Betti) Io vado.

Ma ti ho preparato la colazione.

Eh lo so, ma sono in ritardissimo anzi scusami...

ma che è stà faccia?

Che faccia?

La tua.

Ma niente è che alcune volte uno pensa di fare la cosa giusta

e magari invece sta sbagliando tutto.

Tu non stai sbagliando niente,

stai facendo tutto giusto, io sono fiera di te.

Speriamo.

Sei pesante, eh?! Aveva ragione la mamma quando ti chiamava Pierpall.

(Ridono)

E come va il conservatorio?

Benissimo! Ciao.

Ciao.

(Canzone alpini)

Ahi ahi ahi ahi... acqua ne hai?

(Canzone alpini)

(Salvo) Acqua... acqua. Ahi... ahi ahi ahi.

Ahi ahi ahi. Ahi ahi ahi. Ahi ahi ahi.

Compà... ma come ti viene in mente stà cosa dei forestali?!

Salvo scusa, ma io me lo ero dimenticato che tu eri forestale.

Ma manco io me lo ricordavo,

però io quando non mi ricordo le cose mi faccio i fatti miei

no che me so diventati i piedi cinquantaquattro!

- (Prete) Ehhh!! - Oh oh padre Raffaele.

Che piacere. Grazie perché tutti i giorni i piedi... Ahhh!

Volevo raccontarvi una storiella.

Ah!

C'era una volta in Sicilia, un paesino dove tutti quanti vivevano

sereni felici tranquilli e in mezzo alla piazza c'era una chiesa

e questa chiesa era gestita da un uomo di Dio. Un prete.

Un panino e questo prete, questo parrìno aveva un bed and breakfast.

E perché le pecorelle di Dio un tetto dove rifugiarsi, na' stanza

lo devono trovare, no? E che fai, le pecorelle di Dio

le facciamo dormire in mezzo alla strada?

Ci mancherebbe altro, eh.

Per questo motivo, che il bravo parrino ha fatto il bed breakfast.

Eccerto, infatti lei c'ha un bed breakfast bellissimo.

Ora succede che a un certo momento arriva un sindaco

un nuovo sindaco che decide una cosa che nessun altro prima, aveva fatto.

Lui decide che questo bed breakfast deve pagare l'IMU.

Scusi, non è che con la scusa della chiesa lei non vuole pagare l'IMU?

(Salvo) Per cortesia fatti i fatti tuoi!

Lo dico per...

(Salvo) Amuni, non... mi dia qua padre Raffaele, che ci pensiamo noi.

Gliela do, mi raccomando, è una cosa importante, eh?

Tanto poi ripasso per vedere se lei l'ha fatta, eh?

Una cosa consegnata è sta ben conservata!

(Ride) Sempre sia lodato!

Sempre sia lodato!

Tra tu e tuo cognato mi state facendo diventare pazzo!

(Urlando) Nooooooooooooooo!!!!!

(Urla e rumori da stadio)

Ma che stai facendo?

La carta va con la carta, la plastica con la plastica, l'umido con l'umido.

Ma che significa?

Pierpaolo ha introdotto la differenziata.

E il piatto di plastica?

Prima lo lavi e poi lo butti.

Lo posso buttare bagnato o lo devo asciugare?

(Donna) 'Sto pannolino pieno di pipì dove lo butto?

E che ne so, forse la pipì nell'umido e il pannolino nella carta?

Mangiati la frutta che ti fa bene!

No mamma, perché poi non so dove buttare il nocciolo.

Nell'umido o nel secco?

(Donna) Cosa stai facendo?

(Uomo) All'antica, come mi ha insegnato mio padre!

(Colpisce un gatto)

Sii fiero di me papà!

Ho capito. Voi a Milano i tovaglioli sporchi di sugo dove li buttate?

(sospira) Amore sugo di carne o sugo di pesce?

- È di pesce. - Di pesce!

AI bambino, gli piacciono i fichi d'india!

(Musica allegra)

(Prete) Un mondo dove regnano le regole

non è detto che sia adatto ad essere la casa di Dio.

Abbiamo sempre criticato il popolo perché a quel tempo scelse Barabba...

un ladro, delinquente. Siamo sicuri che quella scelta fu sbagliata?

Domandiamo perdono a Nostro Signore...

Dio mio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati...

(I fedeli pregano e ripetono) peccando ho meritato il tuo castigo

(Preghiere sommesse)

e sopratutto perché ho offeso te infinitamente buono

e degno di essere amato sopra ogni cosa...

(Pregano tutti insieme)

(Donna sindaco) Non capisco perché si deve arrivare a questo punto.

(Natoli) Colleghi, questa fabbrica sono anni che inquina la nostra aria

e il mare dove ci facciamo il bagno.

Ma così lei fa chiudere una fabbrica che dà lavoro a migliaia di persone,

lo capisce o no? Solo nel mio paese ci sono più di cinquanta famiglie.

Anche mia sorella ci lavora in questa fabbrica,

anche alcuni dei parenti di questi ragazzi ci lavorano...

Ma se non fanno i lavori di bonifica che è una vita che promettono,

io non ci posso fare niente.

Sì però Pierpaolo pensiamoci bene, prima di prendere una decisione.

Ragazzi Io sappiamo che il tasso di mortalità nel nostro territorio

è il più alto di tutta la regione.

(Sindaco uomo) Collega faccia come hanno fatto tutti i suoi predecessori

prima di lei, chiuda un occhio.

No basta. Questo occhio chiuso lo abbiamo tenuto per troppo tempo.

Procediamo!

(Sindaco donna) Collega perderà i consensi e non la rieleggeranno più.

Vuol dire che ritornerò a fare l'insegnante. Buona giornata.

Dammi tre euro e ottanta di resto, ma perché stai facendo questa faccia?

Non lo sapevi che non te l'avrebbero approvato?

E tu perché hai la faccia felice? Sicuro lo volevi questo gazebo, o no?

Certo che lo volevo! Ma se tu avessi presentato un progetto più misurato

Pierpaolo probabilmente ce Io avrebbe approvato.

Manco l'ha visto il progetto.

Proprio perché l'ha visto non te l'ha approvato! Hai capito?

Scusate dove possiamo scaricare?

Ma che hai ordinato il materiale del gazebo, senza dirmi niente?

Ma che mi aspettavo che ci bocciava il progetto?

Ma poi che devi fare un'ambasciata greca, devi fare?!

E ora queste cose chi le paga?

(Fattorino) Non si preoccupi è tutto pagato.

Hai pagato con i soldi del bar?

E che dovevo pagare coi soldi del monopoli?

- Quelli sono soldi pure miei Salvo! - E va beh!

Tu non dovevi ordinare un gazebo, tu dovevi ordinare un cervello.

Scarica, quando ti ordiniamo il cervello, scarichi il cervello,

intanto scarica questo!

Ah.

(Tg) È per questi motivi che il primo cittadino di Pietrammare

ha firmato un'ordinanza urgente con la quale dispone

la chiusura del Petrolchimico.

È doveroso difendere la salute dei cittadini, ha dichiarato...

Ringrazia a tuo fratello!

(Maria) Buongiorno.

Prego.

Volevo tre fette di pesce spada.

Non ce n'è.

Ah no? E quello lì che cos'è?

Triglia.

E va beh, e mi dia tre fette di triglia.

È prenotato. Tutto il pesce è prenotato.

Vai all'ultimo banco! Vai!

(Mister) Ok. Andiamo a fare gol, andiamo a fare gol. Vai vai.

Ma che state facendo, ragazzi?

Quello che dovevamo fare prima. Andiamo.

- Dottore, buongiorno, solito caffè? - Ma va va.

Ma lo vedi la gente come ci schifa? Per colpa di Pierpaolo

e di tutto quello che sta combinando.

Ma sono le regole, io le regole le rispetto e la notte dormo tranquillo.

Rocky a papà trattieniti, che stiamo arrivando a casa.

Dove stai andando?

A lavorare compà, grazie a tuo cognato sono di turno.

Basta. Non si piange, anch'io sono rimasto senza amici

da quando faccio le multe, ma siamo uomini, Natoli prima o poi passerà.

Sì, però la colpa è della famiglia, perché loro sapevano

ce Io dovevano dire che questo era onesto veramente.

E comunque Nicolino alla fine non se l'è presa

era abituato a stare in ultimo banco, anzi magari si trova pure meglio.

Sì, il marito di mia sorella che mi boccia il gazebo!

Salvo, ma mi ascolti quando parlo?

Che se mia sorella fosse viva sai quante gliene direbbe!

Amore, ma sono le regole.

Ma basta pure tu co' ste' regole... amuni ah.

Ma Salvo dove vai? Salvo?

Le regole... le regole...

(Tg) Il diverbio sarebbe scaturito dal mancato rispetto

delle regole condominiali, regole che l'aggredito non avrebbe rispettato.

Il fuorigioco è una regola scritta per regolare il gioco del calcio.

Per una barba regolare usate il rasoio...

Regolati amore, ma non regolare le regole del cuore.

Le regole in amore regolano amori regolari.

(Attore) Ma noi abbiamo sempre avuto un rapporto regolare...

Amore ma che fai non ti piaceva?

No, è che sono stanco e vorrei andare a dormire, tutto qua.

Sei preoccupato perché mi hanno licenziata?

Ma stai tranquillo riusciremo a trovare un modo.

E poi ci sei tu che lavori.

Lavoro? Amore, ma che lavoro?

Ormai co' sto fatto di tuo fratello dal chiosco manco passano

più le zanzare. La gente è arrabbiata, ci schifano tutti.

Ma Pierpaolo sta facendo la cosa giusta!

Lo so ma forse tuo fratello co' sto fatto delle regole sta esagerando.

Ma che esagerando Vale?!

Ma che secondo te cosa dovremmo fare tornare come eravamo prima?

Amore, ma perché t'arrabbi? Ma chi vuole tornare come eravamo prima?

Amore, io ormai senza regole non saprei vivere, mi mancherebbe l'aria.

Telo giuro.

(Schiocco del bacio)

(Ridacchia)

(Musica vivace)

(Sbatte rumorosamente)

(Salvo fa il verso di un gatto)

E sono 120 euro, per non aver fatto la differenziata. Ecco a lei.

Ma che mi da del lei! Michele ci conosciamo da una vita! Miche...

(Ridacchia)

(Musica vivace)

(Dà una forte botta e poi fa il verso del cane)

(Fa il verso del gatto)

(Salvo abbaia)

Ottantacinque euro, sosta sulle strisce pedonali.

Velo giuro ragazzi, questa notte la macchina era ferma là.

Si vede che è sonnambula!

(I vigili ridacchiano)

(Musica vivace)

(La lavatrice sbatte e Salvo fa il verso del cane)

(Musica vivace)

(Vigile) Ah... vi siete divertiti ieri sera, eh?

Michele c'è un errore.

Uno? È pieno pieno d'errori.

Ma non te Io potevi scrivere sulle corna?!

Dico tu Michele stai facendo un errore.

Io l'unico errore che ho fatto... quando ho dato il voto a tuo cognato.

Lei faccia il suo lavoro, che mio fratello sta facendo il suo.

E io il mio lavoro sto facendo!

Calma.

O vuole un occhio di riguardo? Andiamo va!

Ma guarda tu che maleducato questo.

E ma pure tuo fratello sta esasperando gli animi però.

Valentino, sono le regole.

No, sono altre trecento euro da pagare.

C'hanno cacato tutti, in questo paese

solo la cacca del mio cane dà fastidio.

Hai visto? Sono diventato bravo. Quasi quanto te e tuo cognato.

Amico mio! Finalmente sei guarito!

Mi sei mancato!

Anche tu Salvo! Troppo cambiamento Salvo!

Troppo! Cos'è che ti ha fatto cambiare idea amico mio?

La gente mi odia, tu non sai quello che mi stanno facendo la notte...

Me lo posso solo immaginare.

Mi spostano la macchina, mi sabotano l'immondizia...

Adesso ci sono io, non ti succederà più niente, amico mio te lo prometto.

(Piangono insieme)

(Fischio forte del vigile)

È sua, ah!

E va beh, ma l'ho posata un attimo, poi la riprendo.

(Il vigile piange)

(Vigile) Basta non ce la faccio...

Valentino io ti devo chiedere scusa, per tutte le multe che t'ho fatto.

Finiscila l'ho superata la cosa Michè, l'ho superata.

Io devo chiedere scusa a tutto il paese...

ma io in trent'anni non ne ho mai fatte le multe le ho solo tolte.

Vero, vero è! Noi in famiglia siamo vigili da tre generazioni.

Lo so.

Oggi mio figlio mi ha detto papà pure io voglio fare il vigile.

Gli ho detto no Gemi fuggi sto' paese non ti merita.

(Piangono tutti insieme)

Ma... ma che è... na' manifestazione?

Dove?

Ma non era prevista...

Oh... Vale? Vale? Ma dove vai?

Ma dove andate? Rimanete qui a piangere con noi altri cinque minuti.

Ma perché solo cinque minuti?

Perché poi finisce il turno andiamo a casa.

È successo lunedì mattina, una bella giornata di sole,

ho parcheggiato la macchina in doppia fila per comprare le sigarette.

Quanto sono mancato un' ora un'ora e mezza,

il tempo di salutare gli amici.

E quando sono tornato ho trovato una multa,

perché avevo lasciato la gazzella in seconda fila.

E ringrazia che la gazzella non caca!

(Uomo) Signori, sta rovinando un paese, ha piantato fiori ovunque...

(Voci di approvazione generale) stanno venendo allergie a tutti!

(Approvazione di tutti)

E queste strisce pedonali che ha messo in tutto il paese?

Ma a che servono?

Ma ce lo deve dire lui dove dobbiamo attraversare la strada?

(Tutti sono d'accordo)

(Uomo) Signori miei. Ha bloccato tutti gli appalti.

Perché dice che vincevano con gare truccate.

È assurdo. Ma come può pensare una cosa del genere?

(Si sente il caos in lontananza)

Scusate se mi intrometto ma secondo me...

con questo nuovo sindaco il paese è più bello.

(Ribellione di tutti i presenti)

(Grida di disapprovazione)

(Donna) Signor sindaco ci aiuti lei.

Ah sì... signor Sindaco?! Ex sindaco!

Eppure io a te ti ho fatto entrare al Municipio, giusto?

La concessione edilizia a te, te l'ho data!

A te t'ho dato la licenza...

Non ci dormivo la notte per cercare di dare una sistemazione a tutti voi!

Tutto il paese ho aiutato... Tutti!

Invece poi alla fine avete voluto che io diventassi un cittadino semplice.

Bene e io da semplice cittadino,

io oggi sono qua perché oggi mi è arrivata l'immondizia da pagare.

E questo è quanto.

(Uomo) Ha ragione. Sta rovinando il paese. Lo dovete cacciare.

(Ribellione generaale) Buoni, calma, per cortesia calma.

Stop! Non perdiamo la lucidità... ammazziamolo!

(Caos generale)

(Uomo) Signori scusate, io sono qua da un bel pezzo...

e ancora non ho detto niente.

Ma se ora tutti quelli che siamo non troviamo una soluzione...

io chiamo i carabinieri!

(Ribellione di tutti i presenti)

Calmatevi eh che è stasera... calmatevi, momento!

Ohhh. Prima di decidere quello che tutti quanti sappiamo

io vi invito ad ascoltare un signore che viene da Roma,

appositamente da Roma per incontrarci.

Sò venuto pe divve che nun c'è sta più tempo da perde'.

'Sto virus dell'onestà deve fini'.

AI ministero so' tutti preoccupati,

so' nervosi i capi mia stanno a sbroccà!

E poi signori miei parlamose chiaro.

Se quello che è successo qui si espande in tutt'Italia, semo rovinati.

Co' stà crisi che ce stà, l'Italia l'onestà nun se la po' permette.

E poi voi del sud che in crisi ci siete sempre stati...

Ma come cazzo v'è venuto in mente de votà a uno onesto?

- (Maestra) Che bella sorpresa! - (Entrambi) Ahia ahia. Piano.

Guardate chi è venuto a trovarci.

Non è che... noi passavamo per caso, però se disturbiamo, torniamo...

(Prete) No no, venite, accomodatevi!

(Urla di tutti) (Prete) Forza forza, avanti!

È inutile che ci diciamo quello che tutti quanti sappiamo.

Qua c'è un problema e questo problema lo dobbiamo risolvere.

Perché vostro cognato ha fatto tanto danno ma proprio tanto!

Il problema non è il danno che ha fatto, ma quello che ancora farà.

Scusi, ma lei come fa a sapere quello che farà?

Questo è il suo programma elettorale.

Scusate ma non si è mai visto un politico che fa quello promesso...

in campagna elettorale.

Ah no? Allora realizzazione dell'area pedonale in piazza.

(Donna) Fatto.

(Signora) Introduzione differenziata. Chiusura della fabbrica.

E... abbattimento delle case abusive in riva al mare.

(Ribellione)

(Prete) Calma... zitti! Eh che è?!

La cosa che ha tenuta unita nostra comunità, in tutti questi anni,

È il rispetto. E voi due il rispetto lo avete perso.

C'è un solo modo, uno, per riconquistarlo.

Ce lo dovete togliere dai piedi!

- Sì, ma infatti... - Subito!

(Squilla il telefono)

Pronto?

(Valentino) A te ti finisce male, hai capito?

Ti scanniamo e mettiamo le budella nell'umido

e le ossa nell'indifferenziata, u capisti?

Boh.

Ma che hai fatto la minaccia ecosostenibile?!

Ormai c'ho l'abitudine, Salvo.

(Uomo) Delinquenti, disonesti, ma ce lo deve dire lui dove

dobbiamo costruire le nostre case... delinquenti.

Il mare è di tutti e ora io le vacanze dove me le faccio?

Cornuto lui e tutti i suoi parenti.

Salvo noi a Pierpaolo Io dobbiamo fermare.

- Hai ragione. - Ma subito.

No prima!

(Il contenitore sbatte e Salvo fa il verso del cane)

Ma perché hai scritto penultimo avvertimento?

Perché ancora l'ultima minaccia la dobbiamo fare compà,

la più terribile di tutte quella che si vede nei film di mafia.

E qual è?

Gli facciamo trovare una bella testa di cavallo a casa!

(Salvo ride)

(Rumore di una motosega)

Non me la sento Salvo, il cavallo è un animale troppo nobile.

(Nitrito del cavallo)

(Rumore della motosega)

(Belato)

Non me la sento, Salvo.

E se gli faccio l'anestesia?

(Pierpaolo urla spaventato)

(Un cane abbaia)

(Salvo) C'è caldo qua, eh...

(Valentino) Molto caldo, perché non fai una bella tettoia qua, Pierpaolo?

Ti ci vorrebbe.

Ci starebbe pure bene.

Sì avete ragione, però non c'ho tempo e ci sono cose più importanti

a cui pensare, anzi scusate se vi ho fatto venire fino qua...

però a casa son successe cose...

Che è successo Pierpaolo? Ti vedo scosso!

Vi devo dire una cosa importante.

Io lo so che voi ce l'avete ancora con me per il fatto del gazebo...

Quale gazebo?

Te lo ricordi che noi volevamo costruire un gazebo

e lui non c'ha dato l'autorizzazione?

E chi ci pensa più. Sono cose vecchie Pierpaolo, io manco ci pensavo più!

Superate.

(Salvo) Dicci.

Dobbiamo mettere da parte tutte le nostre incomprensioni, tutte!

Certo!

Siamo una famiglia unita o no?

Certo!

E allora dobbiamo dimostrarlo.

Certo!

Dovete sapere che stanotte ho trovato nel mio letto

la testa di un pesce spada.

(Sospirone)

Voi Io sapete cosa vuol dire questo?

No, Pierpaolo come facciamo a saperlo?

Noi non è che guardiamo i film di mafia...

Non lo sappiamo noi Pierpaolo diccelo tu che significa.

Significa che mi vogliono fare dimettere.

Vigliacchi!

- Vigliacchi! - Vigliacchi!

Però Pierpaolo ne esci a testa alta.

Cioè quello che dovevi fare l'hai fatto, capito...

alla fine ti rimane la targhetta che sei stato sindaco... il ricordo.

Se pensano che mio padre si possa intimorire così...

si sbagliano di grosso.

Betti vai in cucina tu a suonare la chitarra per piacere,

che già tuo padre è nervoso co' sto' fatto delle dimissioni... ah!

Che però fa bene a dimettersi...

Certo, che eroe è!? Bah. Eh?!

Ma io non ho nessuna intenzione di dimettermi.

- No? - No.

Scusa Pierpaolo ma allora perché ci hai chiamato?

Per dirvi che questa è gente cattiva,

e appena capiscono che con me non attacca,

cominceranno a minacciare voi.

Dobbiamo restare uniti non dovete avere paura! lo vado avanti così.

E noi il pesce spada ce Io mangiamo pure. Alla faccia loro.

(Pierpaolo) Brava Betti.

(Betti) Com'è?

Buonissimo.

Cinquanta euro 0' chilo.

Lasciatemi lasciatemi lasciatemi o chiamo i carabinieri.

Sara mi dispiace, ma qua risulta tutto abusivo.

E poi tuo marito facendo così sta complicando le cose.

(Marito) Sara non mi lasciano... chiama i carabinieri.

Ma, amore, loro sono!

(Marito) Chiama i carabinieri.

(Betti) Ragazzi ma che succede?

Succede che stasera non si suona. Hanno messo i sigilli al pub.

Betti tuo padre sta esagerando.

Mi dispiace ma qua non risulta pagato il suolo pubblico.

Fosse solo questo...

qua non risulta pagato manco il canone di concessione.

E quindi?

Tanto lo so dove abiti!

Questa è la legge, Salvo per favore.

A me il bar melo ridanno a te i capelli, no! E dai. (Sputa)

- Non si sputa. - Vale, dove vai? E lasciami!

'U sceriffo.

Ragazzi.

Pierpaolo, ma come ti viene in mente di fare

una cosa del genere contro la tua famiglia?

Essere una famiglia Valentino,

non vuol dire avere un trattamento diverso dagli altri.

Pierpaolo, lo capisci che ci hai buttato in mezzo a una strada o no?

Ragazzi, ditemi una cosa, ma che cos'è per voi l'onestà?

Che cos'è? Che quando c'era Patané sindaco, comandavano gli altri

e adesso che c'abbiamo il cognato sindaco onestamente comandiamo noi.

Ah bella idea c'avete dell'onestà...

Senti ma secondo te Pierpaolo, ma quest'onestà a noi due

ma quanto ci deve costare?

Vi deve costare quanto costa a tutti.

E poi se voi non siete in regola ' \ la colpa non e mia. E vostra.

Ah pure! Alè Pierpà... ma vaffanculo!

Ma vacci piano sennò ti devi prendere la multa da solo! Mah!

Quest'uomo è incredibile, non ha scheletri nell'armadio,

non fa un'infrazione, non piglia una multa, paga tutte le tasse.

Guarda qua, guarda in che condizione ha ridotto il paese.

Uno schifo compà! Non fa manco puzza.

Niente.

Ma la gente che mangia?

- Di questi tempi aria mangia! - Bravo... bravo.

Fammene andare a casa.

(Salvo) Te ne stai salendo così?

Vale?

Ma sto' presepe qua sotto quanto deve rimanere?

Amore, ti prometto che un paio di giorni e Ii tolgo.

Ma perché? Ti danno fastidio?

Direi Vale!

Ma che le hai detto?

Che un mio amico è partito in vacanza e che non sapendo a chi lasciarli...

Ii ha lasciati a me.

Buono.

Però solo questa settimana, la prossima settimana Ii tieni tu.

- Io? - Sissignore.

Compà nel congelatore Ii posso mettere.

Salvo, trova una soluzione.

- Stai salendo? - Sissignore.

Vedi di riflettere su quello che dobbiamo fare, compà,

quest'uomo non ha scheletri nell'armadio,

non esiste una prova per incastrarlo, come facciamo a farlo dimettere?

- Salvo sei un genio! - Piccheé?

Hai detto che non ci sono le prove per incastrarlo.

Due ore che te lo dico.

Sì, ma quando uno le prove non ce l'ha, che cosa fa?

Boh!

Le costruisce.

Bene... a me mi sembra una bellissima idea.

(Approvazione generale)

\ Naturalmente chi non e d'accordo lo dica subito

oppure taccia per sempre.

Non è che poi ci scassate la minchia e vi tirate indietro, no? No.

Scusate se mi intrometto.

Ma secondo me non stiamo facendo una cosa giusta.

Perché per me Natoli è una brava persona.

(Tutti si ribellano)

Buoni... State calmi oh...

- Procediamo! - Sì.

Invochiamo la benedizione di nostro signore Gesù Cristo

pe' Salvo e Valentino.

(Tutti) Nel nome del padre e del figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Amore? Amore io vado a pesca.

Eh... poi me lo spieghi quando t'è venuta sta passione per la pesca...

Salvo vuole compagnia che faccio lo lascio solo? Eh. Ciao amore.

Ma che fai non me lo dai un bacio?

Certo.

Allora, amore io vado a pesca.

Lo so.

Qualunque cosa dovete pescare fategliela pagare a quel cretino.

Ciao amore.

- Ehi. - Ehi.

Ma sei ancora arrabbiato con Pierpaolo?

No, amore che c'entra, se il chiosco non era in regola mica è colpa sua.

Eh. Ciao amore. Sogni d'oro...

(Si rompe il catenaccio)

Meno male che non ho buttato i vecchi attrezzi del mestiere.

Vai vai.

(Fischio del vigile)

(Rumore di un furgone)

(Vigile) Dai! Basta basta.

(Forte rumore del cancello che sbatte)

(Salvo fa il verso del cane)

perché i nostri fratelli Salvo e Valentino possano riuscire

questa notte nell'intento da noi tanto sperato.

(Tutti) Ascoltaci 0 signore...

(Vigile) Abbiamo la nostra auto civetta davanti alla casa di Natoli,

se lui si muove noi vi avvisiamo.

Domani mattina, quando finite alle nove in punto,

fate una telefonata anonima al comando dei vigili urbani

tempo dieci minuti facciamo succedere lo scandalo.

Eh ma lo scandalo dev'essere scandalo scandalo, ah.

La sorella del Direttore del tg aveva una villetta al mare qua vicino...

E allora?

Gliel'hanno abbattuta due giorni fa.

Insomma la stampa è con noi.

Signori io non ho detto niente sino a questo momento...

ma se domani mattina alle nove non è tutto montato...

(Tutti) Chiami i carabinieri!

(Prete) Perché il mandato del nostro fratello Pierpaolo

possa concludersi prima possibile.

(Tutti) Ascoltaci 0 signore...

(I vigili russano)

(Prete) Perché il nostro fratello Pierpaolo...

possa ritornare al più presto possibile al suo antico lavoro.

(Tutti) Ascoltaci 0 signore...

(Ticchettio della sveglia)

(Suona il campanello)

(Suona il campanello in modo insistente)

Papà, hanno citofonato.

A me sembrava la sveglia.

(Suona ancora il campanello)

Chi è? (Versi del cittadino onesto)

(Natoli) Chi è? Chi è?

(Natoli) Chi è?

(Betti) Ma chi ha suonato?

Non lo so o hanno sbagliato o era qualcuno che ci vuole intimidire.

Torna a letto.

(Sputa)

Per la chiesa che torni ad essere la casa di Dio

e il bed and breakfast delle pecorelle smarrite.

Preghiamo!

(Tutti) Ascoltaci o signore...

(Tutti) Ascoltaci o signore...

(Prete) Perchè i nostri fratelli Salvo e...

(Tutti) Ascoltaci o signore...

(Padre) Perché la serenità possa tornare al più presto.

(Tutti) Ascoltaci o signore...

(Prete) Perché la vita di ognuno di noi, possa riprendere.

(Tutti) Ascoltaci o signore...

(Prete) Perché il sole torni ad illuminare.

(Tutti) Ascoltaci o signore... (Prete) Preghiamo.

(Tutti) Ascoltaci o signore...

(Tutti) Ascoltaci o signore...

(Squilla il telefono)

Registra potrebbero essere loro. Pronto?

(Salvo) Vigili urbani di Pietrammare?

Sì.

Volevo dirvi che abbiamo costruito una veranda abusiva nella villetta...

(Vigile) Non potete dire che l'avete costruita voi!

È una telefonata anonima.

Certo. Giusto.

Cancella.

(Squilla il telefono)

Pronto?

Pronto? Vigili urbani di Pietrammare?

Sì.

Volevo dirvi che mio cognato si è costruito una veranda abusiva...

(Vigile) Non puoi dire che è tuo cognato!

Sennò si capisce che siete voi!

Certo.

Cancella.

(Squilla il telefono)

Pronto?

Vigili urbani di Pietrammare?

Sì!

Volevo dirvi che il sindaco si è costruito una

veranda abusiva nella sua villetta al mare.

Invece a noi ci ha chiuso il chiosco che abbiamo davanti al municipio!

Che faccio cancello?

Ma certo. Perchè te la volevi conservare?

Pronto? Vigili urbani di Pietrammare?

Questa è una telefonata anonima,

neanche noi lo sappiamo chi siamo!

(Sirene spiegate)

(Inviato) Sembra proprio di essere nell'antica Grecia.

Guardate il sindaco non ha badato a spese

per la sua veranda abusiva ci sono le colonne addirittura doriche.

Da questa parte poi l'acquario...

È la solita storia: uomini senza scrupoli

che tengono in prigione gli animali per il proprio divertimento.

È finita qui nella villetta degli orrori? No.

C'è anche un camino che oserei definire monumentale.

Non ci resta che aspettare l'esito dell'inchiesta

che la magistratura ha già avviato.

(Tutti esultano)

È una buffonata! Una buffonata!

Ma come si può credere che io abbia fatto una cosa del genere?

Non so che dirle, guardi...

(Rumore della porta che si apre)

(Salvo) Dai Vale ti pigli il caffè e te ne vai.

(Valentino) Ma io poco posso stare, non è che posso stare assai!

Amore?

(Salvo) Ciao France'! Che piacere... non aspettavo...

Come mai qua?

Vedi c'è il caffè pronto, proprio manco a saperlo.

Allora ci pigliamo il caffè magari che dici?

Certo.

- E poi andiamo a casa. - Sì.

Ma dove siete stati?

Come dove siete stati? A pescare, te l'ho detto amore.

Ah sì? E dov'è il pesce che avete pescato?

Ce lo siamo mangiati. Tutta la notte in barca...

L'abbiamo fatto a sushi.

Certo a sushi. E perché sei conciato così?

Ho pescato un pesce pennello che schizzava da tutte le parti.

Un pesce pennello.

È inutile che ci girate intorno,

lo sanno tutti quello che avete combinato.

(Salvo) Oh senti France, sinceramente,

tuo fratello a noi ci ha buttato in mezzo a una strada.

Appunto Salvo stai parlando di mio fratello, vostro cognato.

Eh ma lui se l'è dimenticato che era nostro cognato

quando ci ha chiuso il chiosco.

Ma stai zitto. Io lo so che tu non sei capace di fare certe cose.

Queste idee te le mette in testa questo cretino.

No, Francè adesso stai esagerando.

Io è tutta la mattina che ti ascolto e finora sono stata pure zitta,

ma se te la devo dire tutta è tuo fratello che ha rovinato a tutti noi.

- Maria ma stai scherzando? - Eh no, quando ci vuole ci vuole.

(Salvo) Lo so però dai...

Sta solo facendo il suo lavoro e lo sta facendo nel migliore dei modi.

Siete voi che non ve Io meritate.

(Maria) Lui poi si è eletto paladino della legalità...

come se non avesse scheletri nell'armadio...

(Francesca) Scheletri nell'armadio... addirittura scheletri!

Lascia perdere, Francè.

No no no adesso parli.

Sentiamo l'ennesima falsa accusa, dai facciamoci una risata.

Ti ho detto che è meglio di no.

Eh certo Maria non hai niente da dire!

Allora te lo sei dimenticata quando ha raccomandato Betti

per farla entrare in conservatorio?

(Quaderno che cade)

(Sospiro)

Betti? Betti!

Lei deve rispondere a queste false accuse.

Infatti se lei si dimette gliela darà vinta.

Il popola la ama.

Appunto faccia una bella conferenza stampa e spiegherà tutto.

(Natoli) E va bene, facciamo questa conferenza stampa

e spiegherò tutte cose.

Francesca ciao. Non crederai pure tu a queste scemenze spero, vero?

Non sono qui per questo, devo dirti una cosa, ma non qui.

Lasciateci soli un momento per favore.. e procediamo allora grazie.

(Pierpaolo) Che c'è?

(Francesca sussurra)

Betti? Betti?

(Musica)

(Suonano le campane)

(Suono del videogioco)

(Porta che si apre e poi si chiude)

(Francesca) Pierpaolo. Ti stiamo aspettando da un pò...

ma che fine avete fatto?

Betti è scomparsa. Non è tornata a dormire a casa.

L'ho chiamata al telefono non risponde,

nessuno dei suoi amici sa dov'è. Che devo fare?

Ti aiutiamo a cercarla pure noi. Andiamo Francè.

(La porta sbatte)

E ora che facciamo?

(Salvo) Tanto lo so che lo sai dove si trova. Parla.

Io non ve lo posso dire. Ho fatto una promessa.

Che me ne frega a me delle tue promesse, me lo devi dire.

Parla Rapunzel.

Le ho prestato le chiavi della casa in campagna dei miei genitori.

Bravo e fattu' sciampu, andiamo!

Pinuccio, ma che hai fatto?

Ah, vostra era? Scusate non lo sapevo.

Ma pure tu, ma qua la dovevi mettere,

non vedi che è il posto per disabili?

Non trovavo parcheggio...

E ora che facciamo?

(Musica allegra)

Leva sta musica!

Ma è per incoraggiarlo...

Ma che incoraggi.

- Ma la strada giusta è? - Giusta...

Compà il muschio cresce a sud, il sole sorge a ovest.

Stiamo andando bene. Fai fare a me che sono forestale.

(Musica avventurosa)

Salvo.

Che c'è?

Ci siamo persi te Io dico io.

Non ci siamo persi, compà, fai fare a me che c'ho le idee.

Che cosa stai facendo?

Gli faccio sentire l'odore di una maglietta di Betti,

così lui sente l'odore e parte alla ricerca.

Cioè secondo te il cavallo sente l'odore e parte alla ricerca?

Ah il cane con un naso piccolo così, lo fa,

questo che ha un naso tanto non lo fa?!

Fai fare a me... dai fiuta fiuta... si rifiuta.

(Valentino) Mi hai fatto fare il giro del mondo,

meno male che sei forestale.

(Salvo) Compà, ma io sono forestale per hobby

è per colpa tua che è diventato un lavoro. Ahi ahi.

(Betti) Ma con che coraggio siete venuti qua?

Dopo quello che avete fatto...

Betti, noi non volevamo.

Ah. Quindi avete costruito una veranda senza volerlo?

- Sì. - Ah sì?

Cioè sì. Lui ha messo un mattone, un mattone l'ho messo io,

Io sai come sono i mattoni, sono come le ciliegie.

Uno tira l'altro, specialmente in Sicilia.

Va beh, tanto io a casa non ci torno.

Betti, guarda che tuo padre è molto preoccupato.

Eh.

Ma mica gli avete detto che sono qua?

No, però tuo padre ha mille pensieri per la testa.

Ma lui mi ha detto una bugia. Tutta la mia vita è basata su una bugia.

Sì, Betti però lo ha fatto per te.

Non mi venire a dire queste cose, zio!

Mi...

Intendeva dire che comunque sia tuo padre rimane una persona per bene.

Eh. Alla fine una raccomandazione...

E che significa, allora che ci dobbiamo fare raccomandare tutti?

Eh. E che ho detto?!

Intendeva dire lo zio che comunque sia uno nella vita può sbagliare.

Eh... lui non è che pensava...

E invece doveva pensare!!!

Ohhhh e decellera mica te la puoi fare tutta impennata in prima

che quello fa il traduttore...

(Macchina in arrivo)

Ma chi è?

Ma chi è?

Betti mi hai fatto spaventare.

Papà, come hai potuto giocare con il mio futuro,

come hai potuto giocare con i miei sogni?

Guardami papà...

tutto quello che tu vedi che io sono, non è reale

perché non me lo sono meritato, lo capisci?

Lo so che ho sbagliato Betti lo so, non ho scuse

e non è l'unico errore che ho fatto nella vita, ne ho fatti tanti.

Ma imparando dagli errori che ho fatto

sono diventato quello che sono ora.

Non cambierà mai niente, vero papà?

(Musica malinconica)

(Suonano le campane)

(Gruppo di persone) Dimissioni dimissioni dimissioni!

(Grande gruppo di persone) Dimissioni dimissioni dimissioni!

Eccolo qua, certo siamo molto dispiaciuti che lei si dimetta...

però lo scandalo della veranda è montato troppo.

(In lontananza) Dimissioni dimissioni dimissioni!

(Tutti) Dimissioni dimissioni dimissioni!

(Betti) Silenzio... per favore fate un attimo di silenzio,

grazie... grazie per l'attenzione...

è bello vedervi così appassionati,

fino a qualche mese fa eravate tutti qua a inneggiare a mio padre

e oggi con la stessa forza gli gridate contro dimissioni.

Anche se non è stato lui a costruire quella veranda

e voi lo sapete benissimo.

Mio padre non è soltanto un buon padre, è anche un buon sindaco.

E lui mi ha insegnato che l'onestà è un percorso

e che non è mai troppo tardi per iniziarlo.

Se oggi si dimettesse farebbe un errore

e sarebbe il primo da quando è sindaco.

Papà smettila di fare le cose per me.

Sbaglieresti un'altra volta.

Mi avete eletto perché volevate il cambiamento.

E io c'ho provato.

Questo ha comportato dei sacrifici, lo so, alcune volte grossi.

Tutti abbiamo rinunciato a qualcosa,

io per esempio ho rinunciato al vostro affetto.

L'onestà non è solo una bella parola,

l'onestà non dobbiamo solo pretenderla dal nostro vicino,

l'onestà dobbiamo pretenderla soprattutto da noi stessi.

Guardate Pietrammare come è diventata bella.

Non l'ho fatta io bella,

io l'ho solo ripulita da tutte le schifezze che ci avevamo messo.

E non si tratta di applicare la legalità,

si tratta di essere ragionevoli.

Ma io da solo non ce la posso fare.

Concittadini di Pietrammare,

voi che pretendete il cambiamento siete disposti a cambiare?

Te ne devi andare a casa!

(Tutta la folla si ribella con rabbia)

(Urla rabbiose e fischi)

(Folla) Dimissioni! Dimissioni! Dimissioni!

(Rullo di tamburo)

(L'orchestra di paese suona festante)

(Salvo) Bravo! Signor sindaco... il gazebo invernale, nostro.

Non ti preoccupare Giuseppe.

Salvo, va beh è uguale... bravo!

Lo sapevo lo sapevo!

Ce l'abbiamo fatta! (Musica festante)

(Musica festante) Eh, ce l'abbiamo fatta!

(Musica festante) Lo sapevo, lo sapevo.

(Applausi)

E adesso andiamoci a riprendere quello che è nostro!

(La folla esulta e la musica continua)

(Tg) Prima di chiudere vi ricordiamo che questa notte termina l'ora legale

ed entrerà in vigore l'ora solare.

Non dimenticate di portare indietro le lancette del vostro orologio.

(Clacson impazziti e traffico nel caos)

(Fruttivendolo) L'anguria, i meloni, signora.

(Parcheggiatore) Vai vai... (Traffico in tilt)

(Musica della banda cittadina)

(Il cittadino onesto mugugna bendato)

(Lo imita)

(Continua a brontolare bendato)

Ma mo' co' questo che ce famo?

(Brontola bendato)

Oh non t'aggità!

E noi mica semo cattivi, eh. Siamo necessari.

(Mastica la nocciolina e sputa)

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