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Original subtitles

Ancora cinque minuti.

Buongiorno, orsetto.

- Ciao, tesoro. - Buongiorno.

Alzati, amore.

Beh…

peccato. Volevo invitarti a mangiare dei chilaquiles verdi.

Con delle deliziose uova motuleños.

Ma credo che dovrò invitare Mila.

Anche se volevo darti pure…

dei bacini mattutini

e qualche morso d'amore sul collo.

Ma, pazienza, credo che non potrò.

No!

No, non farmi il solletico!

- No, amore! Ti prego. - Che c'è?

Oggi ho la riunione. Dai, andiamo.

- No, aspetta. - Che c'è?

Non so più cosa fare.

Calmati, tesoro.

Amore, ti ricordi di Valentina Reina?

Sì. La direttrice di Inmujeres.

- Sì? - Sì, certo.

- È incinta. - Di nuovo?

Fantastico, no?

Non ha tipo 26 figli?

- Quattro. - Io non potrei neanche con uno.

- Si tratta di organizzarsi. - Non è vero.

Sì, e poi voi donne avete il chip della maternità .

Sì, certo.

- Sì. - Sì, proprio come quella donna.

- Tesoro - Guardala, ce l'ha.

- Ehi… - Guardala.

E se non fosse influenza, ma un virus mortante?

- Mutante, dici? - No, omicida.

- No, Bety. - No, non ce l'hai, amore.

Immagina quello moltiplicato per quattro. Povera, ha bisogno di essere salvata.

- Vado io. - Cosa? No. Non intendevo quello.

- Così vedi che bravo papà sarò. - No!

- Salve! Lasciami fare. - Alejandro!

Ahi! Scusatelo, che vergogna.

- Che bel bambino. Come si chiama? - Alaia.

- Ah, è una bimba! - Alejandro!

Posso?

- Ci so fare con i bambini. - Hai un documento?

Magari sei un rapitore,

- un criminale o… - Ho la patente, va bene?

- Calmati. - Sì, tranquilla, scherziamo.

Sì. Sì, vieni qui.

- Così, sì. - Perché lui è tranquillo, vedi?

- Tieni, il tuo caffè. - Grazie.

Come puoi berlo senza zucchero? No, Laurita!

No. Cosa avevamo detto? Sono intoccabili, sono sacri.

- Li stavo spolverando. - No, perché?

Guarda, questa è un'edizione limitata del 1982.

OK, devo pulirlo o no?

No. Perché?

- Va bene. - Grazie, Laurita, gentilissima.

- Con permesso. - Prego.

- Come va, bello? - Come stai?

Non benissimo.

Mussolini insiste che vuole la proposta al più presto.

Lo so, amico.

Ho perfino fatto un incubo con lei. Sognavo di essere nel mio periodo blu,

con uno spot all'avanguardia,

e, all'improvviso, arriva Mussolini furiosa e mi morde.

Poi mi son svegliato.

Sì, mi sono alzato spaventato.

Sarà orribile essere lei, no?

Insomma, non essere amati, non amare nessuno…

La sua vita ruota tutta attorno a quel cane…

Perché pensi che non abbia figli? Non ha voluto o…

Ci sono donne che non sono disposte a sacrificare bellezza e talento

- e a essere dimenticate, capisci? - Cosa?

Sentono che la loro intelligenza superiore serve nel mondo del…

Come si dice? Sì, nel mondo.

Certo, sì, come Ceci, mia moglie, che non vuole figli, proprio come Sylvia.

Le ho parlato molto di lei, la ammiriamo…

- Oh, basta. - Oh, Sylvia! Sei qui.

- Stavamo parlando di… - Molte chiacchiere, no?

La presentazione del progetto si avvicina. Devi concentrarti.

- Sì, perfetto. - E tu, Rafa?

Se vuoi che ti rinnoviamo il visto,

ricordami perché ti abbiamo assunto. Ok?

Ok.

Il progetto più solido sono

le micro-centrali idroelettriche nel Chiapas.

Richiedono un investimento di 50 milioni di dollari con un ritorno dal 12 al 14%.

Ma il punto più importante

è l'impatto positivo che genereremo nelle aree circostanti.

Non altereremo l'ecosistema,

non bruceremo combustibili fossili,

ma creeremo posti di lavoro e produrremo energia pulita.

Tutto ciò ci renderà un'azienda socialmente responsabile.

Bene. Dobbiamo solo verificare i requisiti legali.

Già fatto. I permessi ci sono

e il governo locale accetta investimenti privati.

Bene, quando avrai pensato a un investitore, ne parliamo.

Ho già alcuni potenziali soci negli Stati Uniti

interessati a finanziarci.

Beh, con Ceci come responsabile, noi soci potremo giocare a golf.

O a tennis, così non sprecate tanta acqua.

A tennis!

Questo è un investimento importante per i nostri clienti.

Quindi non andrò al Consiglio degli azionisti

senza un'analisi chiara, seria e verificata

sul contesto politico, economico, sociale e fiscale della zona.

Infatti, ciò che volevo dirti

è che tutti, questa mattina, avete ricevuto per mail

un rapporto con tutti i dati che chiedi.

Beh, io vado.

- Che ne pensi? - Fantastica.

Sì?

Sul serio?

Oh, no… sei imbarazzante, Rafa.

È lo stesso spot che vediamo da sempre.

- Oh… - Questi non capiscono.

Aspetta, che stai dicendo?

Il messaggio è strafemminista.

Che c'è? Dice che le donne possono essere tutto ciò che vogliono e anche madri.

- Per me è molto rivoluzionario. - Vero?

Vediamo, signori femministi.

Sarebbe davvero rivoluzionario se ci fosse un uomo nello spot:

un ometto che bada ai figli e alle faccende di casa.

Che carini. Ci vediamo dopo.

Radicale totale.

Non ha torto.

- Andiamo. - No, non andiamo da nessuna parte.

Dobbiamo darci dentro perché non lascerò che Guillermo

faccia uno dei suoi scherzi e butti all'aria il mio progetto.

Faremo tardi?

Io sì.

Tu dovresti lavorare di meno.

Questa non è vita.

Che potresti fare di più produttivo?

Bermi una birra, sorella!

Artigianale, messicana.

Così l'industria della birra genererà impieghi

per migliaia di messicani, incentivando l'economia del paese.

Te la sei meritata. Sì, vai pure.

Bum, ti ho appena ingravidato con questa mossa.

- Sì. -No, Rafael!

Che? Stavo per giocarla.

Andiamo…

restare incinta non è la fine del mondo, no?

È solo la fine del sesso, delle vacanze romantiche, dei risparmi…

Se vuoi li regaliamo.

Non potrei mai. Dovremmo giocarceli.

Non resisteresti neanche un giorno senza i tuoi figli.

Quattro birre scure.

- Alicia! - Grazie.

Quasi dimenticavo che ho dei vestitini dei miei figli per il tuo.

Grazie mille.

- Alicia, quanti anni ha Alan ora? - Uno.

Un anno? Che bello.

- Io non vedo l'ora di averne uno. - Dai, fatelo!

- Scusa, Alicia. - Sì, io vorrei, ma Ceci no.

Come sta? Non la vediamo da secoli.

Sta bene, ma lo sai, è sempre al lavoro.

Se lavorasse meno, allargheremmo la famiglia, ma vedremo.

E tu perché vuoi un bambino?

Come perché?

Per amarlo, per giocarci, per guardare Star Wars insieme, no?

Non hai detto per mantenerlo, educarlo, nutrirlo…

- Che noioso! - Sì.

Dove si mangia in due, si mangia in tre.

Volete qualcos'altro?

- No. Grazie. - Grazie.

Grazie.

Ehi, stai bene?

Sì, perché?

- Niente. - Beh, io mi arrendo.

Non va, ma non è la carta. Non c'è segnale.

- Vuoi che riprovi? - Sì, per favore.

Alicia, quanti anni hai?

Diciotto.

- Diciotto? - Beh, quasi diciotto.

Ma non dirlo o mi licenziano.

No, certo. Non lo dirò a nessuno.

Come fai a badare al bambino?

Cioè, chi ti aiuta?

Alicia, non puoi lasciarlo in cucina. Potrebbe bruciarsi.

Ahi, Alan, non si può mai giocare con te, eh?

Ciao! Oh, vieni.

Vieni. Dammelo un pochino. Così.

Oh, no.

Ci sai fare coi bambini.

- Sì, vero? - Sì.

- Ho una specie di chip, vero? - Ecco fatto.

- Eccoti la carta. - Grazie.

Guarda.

Questa è per te. La mancia.

- Perché così tanto? - Beh, per comprare qualcosa per Alan.

Buono.

Grazie.

Sì, figurati.

Senti, e se ti serve che qualcuno te lo tenga, chiamami.

Questo è il mio numero.

Chiamami, ok?

- Ok. - Ciao, Alan!

Fa' il bravo.

- Di' "ciao". - Ciao.

- Ciao. - Ciao.

- Ciao. - Ciao, ciao, ciao.

Hai visto?

Buongiorno, amore mio.

Buongiorno, amore. Buongiorno.

Dio, sei così bella quando ti svegli.

Non è vero.

Meno dopo aver lavorato tutta la notte.

Ti amo così come sei, con le occhiaie e tutto.

E io ti amo così, bello e assonnato come sei.

- Senti… - Sì.

E se facessimo un figlio?

E se non lo facessimo?

- Dai, andiamo! - No.

Uno piccolo, cicciottello e paffuto tutto da mordere.

No, da mordere no.

- Ok, da allattare. - No, da allattare neanche.

No, e poi così stiamo benissimo.

- Ne abbiamo già parlato. - Quando?

Non ne abbiamo parlato.

Vieni, Cecilia, siediti.

Sì.

Mi dica, sig. Gonzalo.

Gran lavoro, complimenti. La idroelettrica è stata approvata.

Grazie. Mille grazie!

Mi fa piacere che tu sia felice. Te lo meriti.

Grazie.

Cecilia…

sai perché non ho avuto figli?

Perché non avrebbe potuto creare lo studio

se avesse speso il suo capitale in rette scolastiche?

No.

No, mia moglie e io non ci siamo riusciti

e l'ho sempre rimpianto.

- Mi dispiace. - Detto questo…

- Sì. - Voglio che mi ascolti

- e che rifletta sulla tua risposta. - Sì.

Presto andrò in pensione.

E non ho figli a cui lasciare l'azienda.

Forse tu puoi aiutarmi a trovare la persona giusta

a cui passare il testimone.

Ecco, certo, la aiuterò.

- Le proporrò dei nomi. - No.

- No? - E tu, Cecilia?

Tu, per esempio?

Dove ti vedi tra cinque anni?

Io…

mi vedo…

proprio lì, signor Gonzalo.

Meraviglioso.

Allora abbiamo molto di cui parlare.

- Sì. - Considerala una proposta formale.

Poi lavoreremo sui dettagli.

- Abbiamo una videocall alle 15:00. - Gran tempismo, Guillermo.

Parlavo con Cecilia della possibilità di prendere il mio posto.

E sì.

È interessata.

Ah, benissimo!

Beh, ora, sì, Ceci, eh?

Scoprirai cosa sono i viaggi d'affari express.

Sì, ne ho fatti molti.

Ehi, e saresti disposta a trasferirti in un altro paese, se necessario?

- Sì, certo. - Ok, di questo parleremo con calma.

Volevo solo vedere se era interessata.

Beh, alla grande.

Manca solo di sentire il parere dei consiglieri alla prossima riunione.

I risultati di Cecilia li convinceranno.

Sì, così sarà .

Andiamo?

Andiamo.

Grazie.

Hai deciso.

Amore.

Ehi, amore mio!

Ho una notizia da darti.

Oh, che bello.

- Amore? - Cosa?

- Non faccio che pensarci. - A cosa?

Voglio un bambino.

- Dai, Alex! - Che c'è?

Io voglio un attico a Manhattan, un milione di dollari e la pace nel mondo.

No, dico sul serio.

Anche io.

Pessimo tempismo.

Ogni volta che ne parlo, non è mai un buon momento.

No, e ora meno che mai.

Avevamo detto che un giorno avremmo avuto un figlio.

Abbiamo detto che, forse, un giorno.

Ma non ora, e non a breve termine.

Ah, no, certo,

perché è meglio aspettare che tu compia 40 anni,

spendere un'eresia in trattamenti di fertilitÃ

- e sperare che il bimbo sia sano. - Attacco inutile.

Ehi, mi dispiace, ma…

No, amore, sono giovane. Ho molti progetti.

Un bambino? Adesso?

No, è che ho troppo da perdere.

Ti aiuterò.

Non si tratta di aiutare, ma di volerlo.

- Esatto, io lo voglio! - Ma io no.

Ok, perché no?

Amore,

per favore, non pressarmi.

Sai quanto ho lavorato per i miei obiettivi.

Li sto raggiungendo.

Lo capisci?

Ahi, quindi…

io non sono un tuo obiettivo?

- No! Tu vuoi litigare. - No, sono serio.

Credo tu stia dedicando troppo tempo al lavoro e poco a noi.

- Cosa? No. - Sì.

- Io credo di no. - Sì.

Io credo di no.

Io credo che gli sto dedicando il tempo giusto.

- Ah sì? - Sì.

E poi, con o senza figli, non smetterò di lavorare.

- Ok. - Ok.

Vuoi cenare?

Non ho fame, grazie.

Questo è per la socia.

Non è ancora ufficiale.

Sì, ma sei la migliore, approveranno.

- E Alex che dice? - Ci credi che ancora non gliel'ho detto?

Perché?

Perché è ossessionato col diventare padre.

- Che bella notizia! - No, non è una buona notizia.

È come un bambino che fa i capricci.

"Mamma, mi compri un cucciolo? Giuro che raccoglierò la popò!"

E alla fine, fanno tutto le mamme.

Io credo che siamo sovrappopolati e nessuno dovrebbe mai più avere figli.

Cavoli, che commento.

Beh, tu ormai hai fatto. Non puoi restituirlo.

Ma questo e poi basta.

- Vai? - Beh, a dire il vero,

non credo che avere una famiglia

e allevare brave persone sia un male per il mondo.

Ad esempio, tu fai del buon pane, e io dei bravi figli.

Sì, ma io non sono la moglie del croissant o la mamma del pancake.

- Sarei la moglie del croissant? - No, di Fernando.

Sei una stronza se mi vedi come la moglie di Fernando.

Ma non m'importa, perché ho la vita che volevo.

Esattamente.

Tu sei madre perché è ciò che hai sempre voluto.

Ma io no. Io neanche sognavo di sposarmi. Lo sai.

Ho sposato Alex perché lui lo voleva

e oggi che compiamo tre anni, sono la più felice del mondo.

Però…

non so se voglio figli.

Non li vorrai avere mai?

Non lo so.

Ciao, amore.

Ciao, tesoro.

Possiamo parlare ora?

Sì.

Ma prima apri il tuo regalo.

Che c'è?

Buon anniversario! Dai, aprilo.

- Buon anniversario, amore mio! - Sì.

Mi hai comprato qualcosa!

No, l'ho fatto io.

- No. - Sì, guarda.

Ok, uno, due, tre.

No! È incredibile!

Davvero? Ti piace?

È incredibile, amore. Come fai a essere così bello e di talento?

Mi perdoni?

- Per cosa? - Io non t'ho preso nulla.

- Ah, non fa niente. - Mi sono scordata.

Beh, mi inviterai a cena o vedrai tu.

Forse ti ho solo lasciato una sorpresina di sotto.

Cosa?

Siamo la coppia più smielata del Messico con queste bici uguali.

Una sfida?

- Erano in saldo, vero? - Certo, amore.

Ecco, amore.

- C'è dell'alcol, eh? - Perfetto.

- Ehi, amore… - Tesoro…

- Cosa? - No, prima tu.

- No, tu. - No.

- Dai. - No, prima tu.

Ok.

- No, vado io. - Che…

- Ok, vai. - Stavo pensando…

- Che? - …che quella bici

sarebbe bellissima con un seggiolino, no?

- Cavoli, amore! - Che c'è?

Perché non lo capisci?

Non sono pronta, amore.

Tesoro, non devi essere pronta.

Voi donne avete un talento naturale che spunta quando diventate madri.

È la cosa più sessista che tu abbia mai detto.

- Davvero. - Come? No.

È come se pensassi che, in quanto uomo, debba piacerti il calcio.

- Sì, mi piace il calcio. - Non è…

- Con chi gioca Chicharito? - Beh…

- Col Winchester. - No.

- Rochester? - Manchester, ed è stato secoli fa.

- Beh, c'ero quasi. - No.

Sono giorni che voglio dirti una cosa, ma non me lo permetti.

Io voglio essere padre e tu non me lo permetti.

- Tesoro, perché vuoi litigare? - No.

- È il nostro anniversario. - Lo so, non voglio litigare.

- Allora? - Voglio un figlio col tuo sorriso.

- Non puoi biasimarmi per questo. - Guarda il mio sorriso.

Ok, va bene, la smetto.

Ok.

Il sig. Gonzalo vuole che diventi socia dello studio.

Come? Perché non me l'hai detto?

Perché non ci riuscivo. Parli sempre del bambino.

Amore, che bello! Congratulazioni!

Grazie. Anche se comporterà qualche cambiamento.

No, aspetta, quali cambiamenti?

Beh, una giornata lavorativa un po' più lunga,

viaggi…

E se va in porto, lo annunceranno al convegno di Valle.

- Ok. - Sarà incredibile.

Verrai, vero?

- Beh, non lo so. - Con l'abito e tutto.

- Cosa? - Formale.

- No. Quanto formale? - Elegante.

Cosa?

Ok.

- Elegante! - Amore, mi serve il tuo appoggio.

Amore mio,

insieme da qui alla Cina.

Ciao.

- Ciao. - Che ci fate qui?

Senti, ti ricordi che un giorno mi hai detto che avresti potuto tenermelo?

- Sì, ma l'ho fatto… - Ho un'emergenza,

e avrei bisogno che tu lo tenga.

Tre giorni.

Cosa? Tre giorni? No, aspetta…

Me l'avevi promesso, ricordi?

- Di' "ciao"! - Ciao, Alan.

- Beh, sì, ma non posso. Ho da fare. - Alex, per favore.

Giuro che non so con chi lasciarlo.

Ok, ma va tutto bene?

Sì. Tutto bene. Ma ora non posso spiegarti.

Devo andare, ma sono solo tre giorni.

- Ti ho portato i suoi vestiti. - Ok, sì. Va bene.

Grazie mille, davvero, grazie.

- No, aspetta… - Giuro che sono solo tre giorni.

Solo tre giorni. Te lo affido.

Ciao. Ecco…

E ora dove ti nascondo?

Ciao.

- Niente caffè oggi? - No, scusa, oggi no.

Buongiorno.

- Ciao. - Ti trasferisci o cosa?

- Come? No, sono cose per il lavoro. - Per il lavoro?

- Sì. - Perché la scatola?

- Sai… - Si è mossa.

Come? Non è vero.

Si è mossa!

- No, non ho visto niente. - Cosa hai lì?

- Zitto! - Cosa c'è?

- Siediti! - Cosa c'è?

No, no!

Cos'è questo?

Tu che dici? Un bambino.

È tuo?

Come può essere mio?

È di Alicia, la cameriera.

- Mi ha chiesto di tenerlo tre giorni. - Ehi, ehi!

Sapete quante email ho ricevuto sul progetto?

Esatto.

Zero.

La scadenza è alle 12:00.

- Quindi dateci dentro, ok? - Ok.

- Va bene. - Sì.

Allora?

Cosa farai?

Come cosa farò?

Tenerlo per questi tre giorni e beh…

Ahi, Ceci mi ucciderà .

Non so che stavo pensando.

No, chiaramente non stavi pensando.

Cosa volevi che facessi?

Alicia è apparsa col bambino, me l'ha lasciato ed è scappata.

Beh, credo che un bambino abbia solo bisogno di essere amato, no?

E poi Ceci deve capire.

Anzi…

forse è ciò di cui hai bisogno.

Convivere con un bambino per non averne più paura, no?

Dai. Aiutami.

- Alzo la musica. - Sì.

- Buona idea. Sì. - A palla.

Metto un po' di musica. È un mortorio qui.

Ehi, signori, che succede? L'idraulico non è venuto ieri?

Sì.

Questo odore è troppo forte. Mi prudono anche gli occhi.

- Vado a chiamare Laurita. - Grazie.

E chi ha alzato la musica?

Te l'ho detto, la puzza è insopportabile, sembra una gogna.

Una fogna!

Sì, quello, mi sta uccidendo!

- Fa' qualcosa, amico. - Che?

Non lo so, qualcosa.

Alicia mi ha dato solo i vestiti, non i pannolini.

Ci sono! Tieni.

Guarda. Va' in farmacia e compra dei pannolini.

- Ci vediamo in bagno. - Sì.

- Ciao, come va? - Bene, e tu?

Bene.

Ti sei tagliata i capelli, no?

No, ho la coda davanti. Ora te li do. E ho un nuovo lubrificante organico.

No.

Mi serve un'altra cosa.

- Cosa? - Ecco…

dei pannolini.

Pannolini?

- I preservativi erano difettosi. - No!

No, no.

Sono per te?

- No, sono per un amico. - Ah, ti servono pannolini per adulti.

No, ti spiego. Sono per un amico che ha un bambino.

Ah, ok. Che taglia ti serve?

Non so, quella per i bambini.

Quanti anni ha?

Che ne so io? È un bambino, solo un bambino.

Ahi, ahi, ahi.

Prima ti mettono incinta,

poi non sanno nemmeno l'età dei bambini.

- Signora. - Non mi chiami "signora".

Su, faccia due conti.

Quando è andato con la mamma? A quella data aggiunga nove mesi.

E poi ci aggiunga i mesi trascorsi fino ad oggi.

Quella è l'età che ha suo figlio, ok?

- Di sicuro questi andranno bene. - Sì, certo che sì.

Non ci credo, porca troia!

Alex. È fuori servizio, coglione.

Cosa? Non essere stupido, l'ho messo io.

Aspetta, apro.

Ecco. Vediamo.

- No, che schifo. Sembra dulce de leche! - Dammi le salviette, questo non pulisce.

No, quali salviette? Ho solo i pannolini.

Non hai le salviette?

Volevi i pannolini e quelli ho.

Ok, passami un pannolino.

- Aspetta. Ecco. - Tieni.

Ecco qua. No!

- Prendilo! - Che schifo, amico!

- Vieni qui. No! Rafa? - Che c'è?

- Che? - Questi sono per neonati.

- Cosa sono? - Che ne so.

Non me l'hai detto. Che schifo!

- Sta mangiando la cacca! - No! La cacca no!

No, aspetta. È popò! Vai.

- Non fargliela mangiare. - Prendine altri.

No. No!

Una socia?

Al posto tuo?

Pensi che ce la farà ?

Che il marito glielo permetterà ?

Perché, all'improvviso, arriverà con una pancia così grande

e scaricherà il lavoro.

No, Guillermo.

Cecilia non è di quelle che scaricano il lavoro.

È una donna molto seria.

E poi vede le cose in un modo che farà bene all'azienda.

Tu sei il socio di maggioranza.

Io?

Non lascerei tutto in mano a una donna.

Sono molto emotive. Pensaci.

Pensarci.

Amore?

Amore!

Vieni.

Non è ancora tornata. Vieni.

Guarda.

Questa stanza

è tua per ora, ok?

Resterai qui.

Questo è un momento molto delicato, ok?

Ho bisogno del tuo aiuto.

Non fare rumore finché non abbia detto tutto a Ceci.

Ok?

Ok, perfetto.

È arrivata.

Resta qui. Torno subito.

Ciao, amore.

- Perché la musica è così alta? - È bellissima.

- Da uno a dieci, quanto mi ami? - Cavoli, ora? Direi otto.

Ma puoi guadagnare punti.

Beh, a proposito di guadagnare punti, tu mi perdoneresti tutto, vero?

Oh, cos'hai fatto, orsetto?

Niente.

Ho un bambino qui.

Cosa?

Tesoro, abbassa, ti sento a malapena.

No, adoro questa parte.

Credo di aver lasciato il PC acceso.

Torno subito. Aspettami.

Ok.

No!

No! Cos'hai fatto?

Cos'hai fatto? No! Non le ho ancora detto nulla.

Ok, andiamo. Vieni qui.

Vieni qui.

Siediti qui.

Ecco.

Guarda.

Tieni.

Teoria Quantistica. Leggi un po'.

Resta qui, per favore. Ok? Con Snoopy.

Così. Ancora non le ho detto nulla.

Aspetta. Hai detto che mi avresti aiutato. Ti prego, ok?

Fatto, eccomi.

- Sì. - Tesoro…

- Che c'è? - Senti…

Credo sia importante…

No!

Voglio parlare della nostra situazione familiare.

Bene.

Ora che parli di famiglia…

non so bene come dirtelo,

ma…

abbiamo qui un piccolo…

Un piccolo problema.

Non c'è cibo in casa, e dobbiamo andare al supermercato.

- Abbiamo solo dei ravanelli. - Lo so.

Giuro che vorrei far la spesa in tempo ed essere la moglie perfetta,

ma ho così tanto lavoro che non ci riesco.

- No, amore. Sei perfetta. - Non lo sono.

Sì, quando sarà il momento, sarai una grande mamma.

No, ascolta.

È proprio di questo che voglio parlarti.

Che c'è?

Se fossi sterile…

- Cosa? - Non sarei più la moglie perfetta?

No, per niente.

- Ok. - Saresti comunque perfetta.

Sì, potremmo adottare un bambino e punto.

E se non volessi proprio avere figli,

né adottivi né biologici, né di nessun altro tipo?

Beh, penso che sarebbe egoista.

Perché staresti pensando solo a te e non a noi.

No! E poi, tutti abbiamo traumi per colpa dei nostri genitori.

Non voglio traumatizzare un bambino, capisci?

Tu, per esempio, odi tua madre.

- Io non odio mia madre. - Sì.

- No, non la odio. - Un po'.

No, avrei voluto che venisse ai miei festival a scuola,

alla mia laurea, all'abilitazione, al matrimonio, ma non ce l'ha fatta.

Perché stava lavorando.

E ora ho così tanto lavoro che non ho tempo nemmeno per me stessa.

Beh, dobbiamo passare più tempo insieme.

Sì.

Fare più esercizio.

E pensare alla questione bambino.

Fare esercizio?

Sì.

Avere dei figli?

No.

Perché?

Dai, amore.

Un bambino ora sarebbe la cosa peggiore che mi possa capitare.

- Sì? - La peggiore.

- La peggiore? - Sì.

Un gatto.

Come lo sai?

Beh, perché ha miagolato, no?

- Oh, no. - Sì.

Che c'è?

- Sento la gola che inizia a chiudersi. - Vedi? È un gatto.

Sì. Sappiamo come ti senti.

- È terribile. - Resta qui. Io vado a controllare.

- Ok? - Cavoli, no, un gatto!

Piccolo!

Vieni.

Vieni con me, ce ne andiamo.

Orsetto?

Orsetto?

È un gatto.

- No. - Sì, l'ho già bloccato dietro il divano.

- Sì, tu va' in camera. - Sì, ok.

- Chiudi. - Sì.

E poi?

- Lo faccio uscire e ti dico. Chiudi. - Ok.

Amore, va tutto bene?

Sì, lo sto portando fuori. Ora ti dico.

Ok!

Stai attento!

Oh, è terribile.

Odio i gatti.

- "Ciao, Rafa, possiamo entrare?" - No.

- Sì. - No

- Sì. - No.

- Non puoi lasciarci fuori. - Non ora.

- Perché? - Non posso.

Fammi entrare.

- No. - Ti spiego.

- L'ho nascosto a Ceci e poi… - No…

Ciao!

Ciao.

Lorena, Alex.

- Il mostro mangiabiscotti. - Com'è carino, è tuo?

- Sì, è suo. - No, è suo.

- Cosa? - Accettalo.

- No. - È tuo, Rafa?

- È suo. - Giuro di no.

Perché dici che è suo?

- No… - Fa sempre così.

- Quando ha un appuntamento… - Posso spiegarti.

- Ti spiegherò tutto. - Ah sì? Spiegale dai.

Sai una cosa?

Non mi devi spiegare nulla. Non capisco e voi due dovreste parlare.

- Scusa. - Vado.

Non lo conosco. Non so nemmeno il suo nome.

Sei disgustoso.

Già , come puoi rinnegare tuo figlio?

Non posso crederci.

Aspetta, domani ci sei al pool party, no?

Sì, certo.

Pool party?

Sì, idiota, pool party.

Hai visto com'era sexy?

Sì, ma ci serve il letto.

Ah, tieni.

CECI AMORE - 5 CHIAMATE PERSE

- Che c'è? - Ceci. Tieni, prendilo.

- Tieni. - Nient'altro?

Di' "Per favore, zio Rafa", ok?

- Ehi, che succede? Ti sto aspettando. - Ciao, tesoro.

Scusa, ero impegnato in un'altra chiamata.

Abbiamo un'emergenza di lavoro e dovrò lavorare con Rafa tutta la notte.

Ok, hai ragione. Il lavoro è lavoro.

- Quindi, com'è andata? - Con cosa?

Beh, con il gatto.

Ah, il gatto?

L'ho lasciato da un veterinario.

Con un dottore molto gentile e paziente.

- Su, dormi, dai. - Cazzo, che gli hai dato? Una Red Bull?

Cioccolato.

Ah, ma che stupido che sei, Alejandro.

E se accendiamo la TV?

Cosa? No, sai che non dormo con la TV accesa.

Ma puoi dormire con questo casino?

Cioè, hai l'udito selettivo, bello?

Io devo riposare. Vivo delle mie idee, Alejandro,

e se non riposo, non mi vengono delle buone idee.

Oh, come sei sensibile.

Se non dormo io, non dorme nessuno, caro.

Che fai? Spegni la luce e smetti di urlare o non si addormenterà mai.

Urlare? Ti sembra che stia urlando, Alejandro?

Sì, mi sembra che ti stia affogando in un bicchiere d'acqua.

Bene che dici così perché ho fatto di tutto per questo bambino.

E tu non hai fatto niente. Non mi aiuti.

Cosa? Io non ti aiuto?

Chi è andato a comprare il biberon?

Cosa?

Il biberon. E con questo freddo, eh?

Sì, io lo stavo cambiando.

E chi ha preso i pannolini?

Tu, ma io li ho pagati.

No, aspetta. Provvedere a un figlio non ti rende un padre.

Tu non hai pulito una sola cacca!

E tu non sei stato umiliato in farmacia!

Non hai perso la ragazza più sexy mai esistita su Tinder!

Io ho fatto tutto per te. E tu per me?

Non hai fatto niente per me!

Guarda, la brocca è vuota.

Nella brocca non c'è acqua e non la riempi.

Perché non la riempi? Riempila!

Va bene.

Riempirò la brocca d'acqua.

- Non ci credo. - Guardalo.

- Sì. - Non farti vedere piangere.

No.

Mi dispiace, so che non è colpa tua.

È colpa di quello scemo.

È colpa di quel… Ok, basta. Ehi!

Ehi!

Che c'è?

Senti, sai dove lo nasconderai domani?

Non puoi tenerlo tre giorni in ufficio in una scatola forata.

Puoi trovare un nascondiglio migliore, no?

Quale nascondiglio?

Lascia fare a me.

Ma prima riempi la brocca, non fare scherzi.

Fino in cima.

Su, dormi, dai.

- Ciao, buongiorno. - Giorno.

Come va?

Ciao. Come stai, Erica?

- Scusa, niente caffè neanche oggi. - Sì, non preoccuparti.

Cavoli, che seccatura.

Cos'è quello?

Alcune proposte per imballi ecologici.

Sì, per lo spot dei pannolini.

Così, almeno l'imballo è ecologico, no?

Volevi che ti dimostrassi perché mi hai pagato il visto, no?

Eccellente.

In fondo pare che a qualcosa servite.

Ma voglio una presentazione impeccabile per lunedì mattina.

Sì, certo.

E se mi fai perdere il cliente, Alejandro, ti tolgo i premi produzione.

- Sì. - Ok?

Ok.

- Ok. - Ok.

Ce l'abbiamo fatta.

Ehi, che bella proposta, eh?

Mi è piaciuta un sacco, è fantastica.

Sì, è un'idea di Rafa.

Fate vedere. Wow!

- I cestini sono fantastici. - Sì, vero?

Guarda qua. Non avrete sfruttato gli artigiani, no?

- No. - Al contrario, è per sostenerli.

- Vuoi un caffè? - E i pannolini vanno qui?

- Sì, certo. - Sì, beh…

- È stupendo. - Diverso, no?

Sai quanto amo gli artigiani. Da sempre vorrei collaborare con loro.

- Mangiamo qualcosa? - No!

Sapevo che stavate combinando qualcosa!

Cos'è questo?

È per la campagna o cosa?

Che ne dici se andiamo in cucina e ti spieghiamo?

- Ok, vi aspetto lì. - Sì.

- Vai. - Bene.

- Andiamo. - Sei impazzito?

Se Mussolini scopre che hai portato un bambino in ufficio, ti caccerà .

Ricorda cos'ha fatto ad Amanda, perché allattava all'ingresso.

- Sylvia odia i bambini. - E ogni essere vivente.

- No. - Abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Il mio?

- Sì, nascondilo. - Dai!

Per favore, sei l'unica che può aiutarci.

Solo per un giorno. Domani torna sua madre.

Jackie, per favore!

Ok.

Ma tutto l'ufficio dev'essere complice.

Come?

Ci penso io.

Manderò un messaggio criptato.

BIMBO IN UFFICIO. SE ENTRA MUSSOLINI, FISCHIATE!

MISSIVA EDIBILE - DISTRUGGERE

Va' e esplora, piccola speranza del mondo.

Oh, sì, piace anche a te?

Fare il padre è il mio forte.

- Ah, ma se non hai fatto nulla. - Come?

Papà non si nasce, si diventa. Quindi, sforzati.

Ehi, ma sto facendo tutto bene, vero?

Sto facendo tutto bene, no? Ehi, salame.

Ti ho chiesto una cosa.

Cosa? Non so di che parli.

Chatto con una su Tinder, aspetta.

Sai che sarai solo, grasso, tinto e correrai dietro alle ragazzine, vero?

No. Grasso no.

Sì, ecco…

- Che vi prende? - Mi serve una firma.

Lo so, ma la riunione non è ora. Che vi prende?

Allontanatevi, mi stressate il cane.

No, tesoro, va tutto bene.

La Gestapo se n'è andata. Via libera.

Come sai,

i soci internazionali verranno tra due settimane

- alla riunione annuale a Valle de Bravo. - Sì.

E invece di presentare io i progetti…

Sì.

…vorrei che lo facessi tu, così ti vedranno in azione.

Sì, certo. Ovvio.

Signore, grazie per l'opportunità . Non la deluderò.

Te la sei meritata, Cecilia. Te la sei meritata.

Ah,

un'altra cosa.

Se la cosa va in porto, dovrai andare a vivere a Hong Kong per un anno,

per occuparti del nuovo ufficio.

I nostri principali clienti sono lì

e devi stargli vicino durante la transizione.

Qualche problema per te?

Nessuno.

No. Aspetta. È Hong Kong.

Ovvio che gli piacerà l'idea.

Oh, tesoro…

- Si è addormentato. - Sì.

Ahi, Ceci.

Ciao, amore.

Tesoro,

ho pensato tantissimo al nostro futuro.

E c'è una cosa che voglio dirti che ci cambierà la vita per sempre.

Wow, fantastico, dimmi.

No, sai una cosa?

Te lo dirò più tardi, quando torni a casa, ma non ci crederai.

Dobbiamo festeggiare, ok?

Ok, sì, certo, quando torno a casa, festeggiamo.

Solo che…

farò tardi.

Oh, orsetto, non fa niente, amore.

Ti preparerò una sorpresa che ti piacerà .

Tu e io insieme da qui alla Cina, amore.

Da qui alla Cina, amore. Ti amo!

Credo che devi portarlo subito a casa.

Io dico di sì, no?

Sento che Ceci mi dirà che vuole diventare madre.

L'ho sentita molto contenta. Credo sia un buon momento.

Sì, vedrai, è fantastico.

L'interruttore è qui, così sai già dov'è. E qui…

E quel

bambino?

Alan, Ceci. Ceci, Alan.

Di chi è?

È di Alicia, la cameriere del Cortés, ricordi?

Dov'è sua madre?

Non lo so. Me l'ha lasciato per tre giorni.

Cosa? Tre?

Sì.

Che c'è?

Perché reagisci così?

Cosa? Sei allergica ai bambini come ai gatti?

Che c'è?

Era lui il gatto?

Lo tieni qui da ieri e non me l'hai detto?

Hai detto che la cosa peggiore che potesse capitarti era un bambino,

così, per non farti stranire, l'ho portato via.

Certo che mi sarei stranita, proprio come ora.

Ma se me ne avessi parlato,

invece di tirarlo fuori dal nulla…

probabilmente, avrei reagito in modo diverso.

Alan, aiutami.

Amore.

Che c'è?

- Alan dice che sei bella arrabbiata. - Non fa ridere.

Ok.

Perché?

Perché…

l'ha lasciato a te?

Ecco…

Perché non mi hai chiesto se io fossi d'accordo

ad avere un bambino per tre giorni in casa?

- Non ti importa di me. - Cosa? No.

Senti, credo che il bambino sia stanco, quindi…

lo metto a letto e torno subito per parlare, ok?

Torno subito.

Ehi,

ti sto aspettando, eh?

Non pensare che…

Che profumino!

Ce n'è per me?

- Aspetto ancora una spiegazione. - Oh, sì. Sh! Sta dormendo.

Non farmi "sh".

Non farlo.

Ok.

Che fai?

- Come? Gli do il latte. - No.

Freddo? Sei pazzo?

Grazie.

Ok, ti spiego.

Sua madre ha avuto un'emergenza e…

non aveva nessuno che la aiutasse.

E perché non me l'hai detto?

Perché pensavo non saresti stata d'accordo.

Ma non potevo dirle di no.

Senti, tranquilla.

Oggi la mamma viene a prenderlo e sarà tutto come prima. Ok?

- Oggi? - Sì, oggi.

Niente, non ha detto nulla.

Ma ha lasciato qualcosa per te.

Ah sì? Ehi, attento.

- Ecco. - Vediamo.

Vediamo. Guarda.

Tieni, questo è per te.

Ehi, Mike.

- Non le sarà successo qualcosa? - No, l'aveva già fatto.

Chiamava per dire che aveva la febbre e spariva una settimana.

Buonanotte.

- Ciao, Ger. - Ciao, notte.

- Cavolo! - Già dorme.

- Sì? - Sì.

- Ottimo. - Devo andare.

- Riposati. - Anche tu.

Ehi, io resterei, ma ho un appuntamento.

Sì.

Senti, hai trovato il tizio al bar? Ci hai parlato?

Sì, dice che Alicia non è andata al lavoro e nessuno sa di lei

e la chiamo al cellulare, ma risponde la segreteria.

Quindi, diciamo

che tra tutte le madri premurose del mondo,

e ce ne sono milioni, un sacco,

che combattono per i loro figli, si sacrificano e fanno tutto per loro,

tu hai scelto di aiutare l'unica che abbandona il suo?

Rafa, grazie, ma è l'ultima cosa che ho bisogno di sentire.

- Riposati. - Anche tu.

T'ho lasciato della zuppa, ho ordinato in farmacia una crema per il rossore

e Karime ci presterà lo zaino fasciatoio. Ed è tutto ciò che farò per te.

- Ok. - Ah…

ti ho anche mandato un tutorial per fargli il bagno.

Ah, la cosa più importante:

a breve ci sarà l'evento a Valle e hai promesso che saresti venuto.

Sì.

Alan, piccolo, niente di tutto questo è colpa tua.

Buonanotte.

- Amore. - Che c'è?

Grazie.

Ti giuro che troverò Alicia e le darò il mio bambino.

- Come? - Il suo bambino.

- Il suo bambino. - Il suo, sì.

- Dormi tranquilla. - Ok.

Alan dice se ci dai il bacio della buonanotte.

- Ma che bacio! - Dai! Ohi!

Buonanotte, coinquilina.

Vieni. Andiamo a divertirci.

Wow.

Da quello che mi ha detto,

è di San Luis Potosí.

Sembra che i suoi fossero molto cattolici

e l'abbiano costretta a tenere il bambino.

Così lei è scappata di casa perché…

oltre ad essere molto cattolici,

sono anche molto alcolizzati.

Ironico, no? Venire fin qui per servire altri ubriachi.

Senza offesa.

No.

E sai qualcosa del padre?

Non me ne ha mai parlato.

Brutta storia, molto brutta.

Salute.

Guarda. Questa è la copia del suo documento.

Non so se ti aiuterà , perché è falso, ma c'è un indirizzo.

Beh, buona fortuna, amico.

E se la senti, avvisami.

Che dici, Alan?

Ricordi queste strade?

Buongiorno.

È qui? È qui che vivi?

Salve, signora.

Sì, mi dica.

Alicia vive qui?

No, non la conosco.

No! Signora.

Signora, la prego.

Signora!

Si accomodi.

Vieni.

Sì, è qui.

Si sieda lì.

Sì.

Buongiorno.

Devo ridare il bimbo ad Alicia.

Beh, come le ho detto, non la conosco.

Fa la finta tonta, vero?

Beh, sì…

Affitta una stanza e qui e ogni tanto le tengo il bambino,

ma non me lo lasci, perché ne ho già molti.

Ah sì?

E dove sono? A scuola?

No, lavorano.

Io devo restare qui, sennò mia madre esce.

Ok, quando parla con Alicia o la vede,

le dica che questo bambino è responsabilità sua,

che non può lasciarlo a un estraneo

e che, soprattutto, non può sconvolgergli la vita.

- Tenga. Glielo lascio. - Ahi, no.

È che

alcuni teppisti di qui volevano portarle via il figlio.

Credo sia per questo che gliel'ha lasciato.

Ah. È che a volte li affittano per chiedere l'elemosina ai semafori.

Ma vedremo cosa fare.

Finalmente si è addormentato.

E allora?

Sono stato chiaro con la signora della stanza.

Le ho detto che non possiamo più stare con il bambino.

E perché è ancora qui?

Perché lo vogliono degli sfruttatori.

Qualcuno deve proteggerlo.

Degli sfruttatori?

Certo, merita una famiglia che se ne prenda cura e lo ami.

- È vero, no? - Sì.

Certo che sì.

Perciò dovresti portarlo al DIF perché venga adottato.

Al DIF?

È l'unica cosa che mi viene in mente.

Lì le assistenti sociali se ne prenderanno cura.

Né tu né io siamo pronti per badare a un bambino.

Io sì.

Cosa?

Dico che dovremmo aspettare un paio di settimane nel caso Alicia torni.

- No. - E nel frattempo ce ne occupiamo noi.

No.

Quello che dobbiamo…

Quello che devi fare tu

è chiamare la polizia

e dire che c'è una ragazza scomparsa e un bambino abbandonato.

E ti prego di farlo prima del mio evento di Valle.

Amore, capisci quanto questo sia importante per me?

Sarò la prima donna ad avere una posizione simile in questo studio.

E poi ci sarà il trasferimento a Hong Kong,

le valigie,

la ricerca di un appartamento.

Hong Kong?

Davvero?

Vogliono che gestisca l'ufficio di lì.

E quando me l'hai detto?

Sappi che te l'ho chiesto

prima di dirgli che accettavo.

L'hai detto tu: "Insieme da qui alla Cina".

E mi hai preso alla lettera.

Hong Kong, davvero?

Amore, Hong Kong…

è il mio sogno.

Senti,

teniamo il bambino qui

qualche giorno mentre fai la denuncia.

Ma poi, le nostre vite devono tornare alla normalità ,

sei d'accordo?

Ok.

Mi prometti che risolverai la cosa da adulto?

Giurin giurello.

Giurin giurello.

Quindi, se mia moglie mi chiede perché sono qui,

devo dirle che sto lavorando come spia?

Investigatore privato.

- Rafa. - Che c'è?

Pensi sia necessario quel travestimento? Cioè…

Pensi che stia improvvisando, caro?

È tutto sotto controllo, rilassati.

- Rilassati. - Senti, sai cosa?

Dille quello che vuoi, ma promettimi che non ti muoverai.

E appena vedi Alicia, chiamami, ok?

Ahi, ahi, ahi.

Rafa.

Non credo che dovrebbe sembrare uno spacciatore. Ci metterà nei guai.

Digli qualcosa.

Dai, vieni, andiamo.

Che c'è? Non vuoi leggere?

Va bene. Ok, basta.

Non leggiamo. Molliamo il libro.

Divertiamoci un po'. Sì.

Divertiamoci un po'.

Sì, siamo ottimisti riguardo questo meraviglioso progetto.

Allora, signori,

grazie per la vostra attenzione.

Ci vediamo la prossima settimana a Valle de Bravo.

- Eccellente. - Perfetto.

- Ottimo lavoro. - Andiamo.

Cosa?

- Era "a palla" in cinese. - Ma va!

Cioè, significa "palla".

No, Alan.

Guarda come ti sei combinato.

Vediamo, vieni.

Oh, guardati le mani. No, sul viso no!

Jackie,

puoi chiamare il cliente e chiedere se le referenze vanno bene?

Così ci avvantaggiamo per l'incontro.

Ti mando il numero del cliente.

- Ma che ti prende? - Scusa!

Alan, stai bene? Scusa. Sono un idiota.

Ci serve un seggiolino.

Via libera. Se n'è andata.

E ha una riunione a sud della città . Quindi non tornerà fino a tardi.

Oh!

- Siamo liberi da Mussolini, tesoro. - Vai.

- A passeggio con zia Jackie. - Sei un uomo libero.

Andiamo a passeggio.

Pronto. Che dici, Charlie?

Vieni a domino?

È già venerdì?

- Sì. - Non mi sono reso conto.

Non credo, non so con chi lasciare il piccolo.

- È ancora con te? - Sì.

Portalo qui. Stasera c'è la baby-sitter.

No, perché faremmo tardi

e se fa freddo, mi si ammala e mi sento male.

Scusi, sto parlando con Alejandro Ã

Dai, smettila. Aspetta, ho una chiamata sotto.

- Aspetta, non riattaccare. - Sì, ok.

- Pronto? - Sì, Alex?

- Sì. - La mamma del bimbo è tornata.

- È tornata? - Sì.

- Che bella notizia! - Ti aspetto?

- Sì, certo, arrivo. - Ok, a tra poco.

Ehi, forse vengo stasera.

- Ok, noi ci siamo. - Ti richiamo.

- Ok, ciao. - Ciao.

Oh, è buono quel pane?

È buono quel pane?

È buono, vero?

Pronto?

- Amore, indovina? - Che c'è?

- Alicia è tornata. - Davvero?

Le restituisco il bambino e tutto tornerà alla normalità .

Grazie, amore, sapevo che avresti risolto tutto. Come stai?

Bene, amore.

Sì, ora potremo concentrarci sui tuoi progetti.

I nostri progetti, orsetto. I nostri.

Giusto, i nostri progetti.

- Sì. - Ti amo!

- Ti amo. A tra poco. Ciao! - Ti amo!

Sei sicuro che sia lì dentro?

È entrata quando ti ho chiamato. Non è uscita.

Ok.

Grazie.

- Grazie, spia, ottimo lavoro. - Buona fortuna.

Sì. Andiamo.

Ti restituisco.

Siamo già a casa tua.

Alicia.

Dov'eri finita?

Salve, signora.

Buon pomeriggio.

Vi lascio soli.

Vado da mia madre.

Piccolino, perdonami.

- Io ti amo tanto. - Senti, Alicia…

Non so dove fossi, ma non puoi sparire così.

Non puoi dimenticare una responsabilità come Alan.

- Insomma, sei sua madre… - Ero ricoverata in oncologia.

- Come? - In oncologia.

Ho un tumore

in testa.

Il dottore dice che non c'è molto da fare.

Come?

Sei sicura?

Cioè, ti hanno fatto le analisi, gli esami?

Sì, ho fatto molti esami.

Eh…

Non so cosa dire.

Cioè…

Di cosa hai bisogno? Come posso aiutarti?

Adottalo.

Io?

No, come?

No. No, aspetta.

Alicia, neanche mi conosci bene.

Sì, ti ho visto tante volte al ristorante

e sei sempre gentile con tutti e tratti bene la gente.

E da quando conosci Alan, sei stato molto buono con lui.

Quando hai detto che volevi un figlio, ho pensato fossi un dono del cielo.

Appena uscita dall'ospedale, ho fatto qualche ricerca

e dovresti firmare soltanto un paio di carte.

- Io… - Non dirmi di no.

Sei la cosa migliore che possa capitare ad Alan.

Alicia, io voglio molto bene ad Alan e gli sono affezionato, ma…

Insomma,

ho una moglie.

Non posso decidere da solo.

E poi la questione dell'adozione è complicata.

No, guarda.

Io non ho registrato il bambino.

Quindi possiamo registrarlo ora dicendo che tuo e fine.

Non lo so.

Quello che mi chiedi è difficile.

Sì.

Sì, hai ragione.

Non so perché ho pensato che mio figlio potesse avere una vita migliore della mia.

No, aspetta, non intendevo questo.

Senti,

facciamo una cosa.

Ti porterò da un altro medico, da uno specialista che…

che ci darà una seconda opinione. Ok?

Sicuro troverà la soluzione.

Non preoccuparti, non vi lascerò soli. Starai bene e anche il tuo bambino. Ok?

L'unica cosa è

che ora devi prenderti cura di Alan, sei sua madre.

Vuole stare con te, gli sei mancata.

Ok? Chiamami se hai bisogno.

Stai bene?

Sì.

Grazie mille, eh?

Ok. Sicura di stare bene?

Ok. Bene.

Io ci sono.

Chiamami se hai bisogno.

Bene.

Ciao, Alan.

Ciao.

Ah, il suo biberon.

Arrivo.

Signora!

Signora!

Alicia è svenuta! Signora!

- Alicia. - Ahi.

Povera, le succede sempre.

- Come? - Tra poco si riprenderà .

- Alicia? - Vado a prendere l'alcol.

Sì, grazie.

In abito?

Credo di non averlo mai visto in abito. Beh, al matrimonio.

Certo perché li odia.

Ma guarda la bellezza che indosserà a Valle.

Sarà così bello.

- Ti vedo molto contenta. - Sì.

Com'è andata col bambino?

Problema risolto.

La madre è tornata, finalmente.

Oggi ho visto degli appartamenti a Hong Kong.

- Sono incredibili. Vuoi vedere? - Certo. Sì.

- Cavoli. - Guarda che panorama.

Guarda questo. È a mezzo isolato

dalla più importante galleria di fumetti in Asia.

- Alex sarà entusiasta. - Forte.

Alicia, sono serio, non sei sola.

Qui abbiamo una stanza in più dove potrete vivere voi due.

Come? Non posso.

Non preoccuparti.

Qui non mancherà nulla né a te né al bambino. Ok?

E Cecilia dovrà capire.

Torno subito.

No.

Amore, per favore, ascoltami.

- Ascoltare cosa? - Beh…

Hai invitato due persone a vivere qui.

Di nuovo senza chiedermelo come se fossero loro la tua famiglia.

Per essere la mia famiglia, non sei molto comprensiva.

Capisco che le tue intenzioni siano buone, ma non è così che si fa.

Che significa "Cecilia dovrà capire"?

Beh, sì…

- Possiamo aiutarli. - Per quanto ancora farai l'eroe?

O pensi di portarli a Hong Kong?

Quando mi hai chiesto se voglio venirci?

- Te l'ho chiesto. - Non è vero.

- No. - Sì.

- No. - Cosa farò a Hong Kong?

- Sarò il principe consorte? - Pensavo ti piacesse.

Tu pensi solo ai tuoi sogni, a ciò che vuoi, al tuo lavoro.

- Ai tuoi sogni. - No.

E io? Dove sono i miei sogni e ciò che voglio?

Dovresti pensare a me. Dovresti pensare a noi.

Dovresti darmi un figlio.

Dovrei darti un figlio?

Io per te valgo come donna solo se ti do un figlio?

Perché ci siamo sposati?

Perché stiamo insieme?

Se non avremo mai un bambino…

questo non ha senso.

Il tuo abito.

Ovviamente non lo perdonerai, no?

Su, parlaci. Parlate, ma senza essere arrabbiati.

- Basta rabbia. Parlate a mente fredda. - Ma di cosa?

Le ha già detto che la vede come una macchina sfornabambini.

Non lo pensa davvero. Stanno insieme da anni. Lui non è così.

È un maschilista.

- Sì, un po' lo è. - No.

- Si dicono sciocchezze da arrabbiati. - Sì, ma una base c'è sempre.

Non l'ha inventato. Lo pensa davvero.

Quindi tu mi vedi davvero come la moglie del croissant?

- No, non iniziate. - Sei o non sei la moglie del croissant?

- Lo pensi davvero? - Scusa,

ma c'è gente che ti vede come "la moglie o la madre di".

- È così. - Sul serio…

ORSETTO AMORE

Lascialo spiegare.

Ascoltalo.

Non è mai morto nessuno per aver ascoltato qualcuno.

- Sì, ok. - E gli spieghi cosa, signora?

Gli uomini sono tutti uguali. Sicuro che il bambino è suo.

- No. Che dici? - Non può essere.

- No, no. - Senta, signora, io ci sono passata.

Questo è come un cerotto, va strappato di colpo.

Pili, no!

- No! Cos'hai fatto? - No! No!

- Pili, oddio! - Signora,

lei può comprarsi un cellulare nuovo quando vuole.

Sia forte, si stacchi da lui.

Lei è la padrona del suo destino.

- Non le serve un uomo per vivere. - Pili, mettilo nel riso, per favore.

Che sta succedendo?

- Perché? - Scusa, non me ne sono resa conto.

Scusa. Se il riso non funziona, te ne compro un altro.

Ehi, vi siete perse quello che ha detto Pili.

È una guru! Tu sei padrona della tua vita.

Il cellulare non importa.

Lasci un messaggio dopo il bip.

Ceci, questo è il 39° messaggio che ti lascio.

Sai cosa? A pensarci bene, l'offeso dovrei essere io.

Perché mi stai mollando troppo facilmente.

Mi stai trattando come un criminale.

Ti ho già chiesto scusa,

ti amo.

Chiamami.

Senti, io non so molto di queste cose,

ma mi sembra che quando sei padre devi sacrificare molte cose.

E forse devi sacrificare Ceci per il bambino.

Proprio non la capisco. Il fatto è che…

Se mi si presentano con un bambino,

giuro che la mia reazione sarebbe peggiore.

Perché non è per me.

E forse non è neanche per Ceci.

Non mi ha lasciato spiegare niente.

Ma tu hai bisogno di qualcos'altro, tipo…

Non hai mai pensato di rivedere tua madre dopo tutto questo tempo?

Pensaci.

Arrivo!

Ciao.

Ciao.

Possiamo entrare?

- Sì, certo. Entra, per favore. - Grazie.

- Avanti. - Grazie.

Sì.

E questo bambino?

È mio nipote?

Come ti chiami, amore?

Si chiama Alan.

E no, non è tuo nipote.

Ma potrebbe esserlo.

Come?

È una storia lunga.

Hai tempo per me o hai qualcosa di meglio da fare?

Vuoi un caffè?

Senti, mamma.

forse non mi capirai

perché non sei mai stata una madre molto presente o affettuosa e…

quindi immagino che starai con Ceci.

Senti, ascolta.

So che l'hai vissuta come un distacco o perfino come un abbandono.

Mi dispiace.

Beh, se l'ho vissuta così è perché così è stata.

Il mio unico ricordo d'infanzia sei tu con una valigia in mano.

Facevo l'hostess.

Dovevo essere dove il mio lavoro mi portava.

E non sei venuta a nessuno dei miei eventi. Neanche al matrimonio.

Caro, ti ho cresciuto da sola.

Ho fatto del mio meglio e non ti è mai mancato nulla.

Mi sei mancata tu.

Ascolta,

non so cosa succederà con Ceci,

ma io sono tua madre

e voglio starti vicino.

Lascia che ti aiuti.

Devono baciarsi, ma dato che nessuno dei due è un attore…

Come ti senti? Cos'hai pensato?

Che consigli ti ha portato la notte?

- Karime, sei inopportuna. - Quella inopportuna sei tu.

Ecco…

ho già deciso.

Non starò con un uomo che pensa che io sia un'egoista.

- Giusto. Sì. - Sì.

- E che mi chiede sempre di lavorare meno. - Esatto.

Esatto!

E che pensa che io valga come donna in quanto madre.

- Sì, bene! - Bene.

Che si fotta. Io sto con te.

- Sì, io sono padrona del mio destino. - A chi serve?

- A nessuno! - Aspetta un attimo.

- Fanculo! - Fanculo!

Ceci, sei la padrona del tuo destino,

- ma credo anche che voi… - Cosa credi, sentiamo?

Ha già deciso, è tranquilla. Dicci, cos'è che pensi?

Sì, che pensi?

Non penso più nulla.

Non credo nulla. Ok.

Non penso nulla, non credo nulla. Non ho cervello, il bambino l'ha mangiato.

Cosa?

Cos'hai detto?

- Il bambino l'ha mangiato. - Che scema.

Torno subito.

CECI AMORE

Ok.

Basta.

Ceci.

Che bello vederti qui.

- Dimmi, Guillermo? - Ehi…

Sì.

Ho visto il tuo progetto.

È buono.

Molto ben fatto.

- Grazie. - Complimenti.

Grazie.

Ehi, e…

Beh, sai che…

se mi lasciassi aiutare un po', faresti molto meglio, no?

Posso presentarti i miei fornitori.

E posso far quadrare i numeri.

No, grazie, ma non mi interessa.

- Stai bene? - Sì, sto bene.

Sembri un po' stressata.

Un consiglio: non lasciare la tua vita privata interferire col lavoro.

Cioè, soprattutto se sei…

Donna.

Sei candidata a socio, mia cara.

Se gli altri soci lo notano,

potrebbero dubitare.

- È un consiglio. - Grazie.

Che stronzo.

- Ciao, finalmente ti sei degnata. - Alejandro.

Chiamo solo per dirti che domani passerò da casa a prendere le mie cose.

E non esserci perché non voglio vederti.

Non complicare le cose.

Ma…

Non so cosa pensi, ma le procedure per l'adozione sono molto lunghe.

Io ho una stanza in più in casa e sembra che tu venderai il tuo appartamento.

Quindi tu potresti venire a casa mia.

Aiutiamo Alex a prendersi cura del bambino

e io mi prenderò cura di te.

- Davvero? - Grazie, mamma.

- Certo, ne sono felice. - Grazie.

Sapevi che i pannolini usa e getta

producono 900.000 tonnellate annue di rifiuti?

Credo che dovresti considerare i pannolini di stoffa, Alan.

Ehi, che ti prende?

Lascialo in pace. È un bambino, povero.

Deve imparare. I bambini capiscono.

- Sì, ma a poco a poco. - Lo traumatizzi…

Che succede qui?

Che ci fa quello nel mio ufficio?

Voglio una spiegazione, subito.

È solo un bambino.

Alejandro,

ti sforzi per essere licenziato?

Hai saltato la presentazione della tua campagna,

non sei venuto ieri né l'altro ieri.

Non ti toglierò solo i premi produzione, ma…

Ti ho mandato una mail dicendo che avevo problemi familiari.

Non l'hai letta?

Questo è un ufficio.

Qui non risolviamo problemi familiari.

Mi hanno affidato il piccolo.

Sta attraversando un periodo difficile, ma io ho fatto tutto qui.

Cioè, Rafa mi ha coperto alle riunioni.

Io ci sono stato via Skype. Ho lavorato da casa.

Sylvia, su. Dovresti essere più tollerante.

Tollerante?

Dovrai andartene.

Qualcun altro vuole dire qualcosa?

- Sylvia… - No, aspetta, non dire niente.

Andiamo.

E le tue cose?

Sylvia.

Se qualcuno ti avesse amata da zero a sei anni,

saresti una persona migliore.

Andiamo.

- Piccolo, entra nella scatola. - Al lavoro!

E pensare che tutti siamo stati bambini.

Poi, chissà cosa succede

che diventiamo complicati e ci feriamo a vicenda.

Ci costa tanto fare pace.

Io devo molto a questo bambino.

Che dici?

Che vuoi?

Sylvia,

sono qui per chiederti scusa.

Siediti.

Grazie.

Senti, Sylvia…

vorrei scusarmi per quello che ti ho detto.

A volte, quando mi arrabbio, dico delle sciocchezze.

Scusa.

Tutto qui?

Sì.

Ok.

So tutto quello che dite di me alle mie spalle.

Oh, Sylvia…

Senti, dato che non lavoro più qui, vorrei dirti che…

Non so, sii un po' meno dura.

Sì, più flessibile.

Tutti abbiamo una vita privata.

E dietro il lavoro, di solito, c'è una motivazione.

E quella motivazione è la famiglia.

Immagino che tu abbia una tua motivazione, no?

Sì, Yecapixtla.

Ah, certo. Sì. Dicono che i cani siano come una famiglia, no?

Sono sicuro che Yecapixtla

apprezzi ciò che fai per lei, che ti sia molto grata…

Uno…

Se mi hanno amato o no da bambina, non sono affari tuoi.

- Sylvia, lo so, scusami… - Due:

se sono severa, dura, o come cavolo voglia essere,

- neanche questi sono affari tuoi. - Ok, sì.

Tre…

il tuo lavoro è impeccabile.

Ti restituirò il tuo posto di lavoro,

perché mi stai parlando in faccia.

Ok. Sì.

La vita non è facile, Alex.

Non sempre si ha la vita che si vuole, ma quella che ci tocca.

Non sono d'accordo. Si può scegliere la vita che si vuole,

perché possiamo decidere. Cioè, le cose succedono,

ma l'importante è quello che fai con ciò che ti succede, no?

Viene Rafa?

- Come? Non ve lo ha detto? - Cosa?

Sta uscendo con una di Tinder per la terza volta.

- Per la terza volta? - Sì, un'altra ragazza di 20 anni.

No, questa ne ha 43 e ha un figlio.

- Wow! - Pensavo non sarebbe mai maturato.

Ehi, alcuni di noi ci mettono un po', ma poi cambiamo.

Anche se sarebbe meglio non perdere persone per strada, no?

Cecilia è una tosta, eh?

- E ti ama tanto. - Tu credi? Dopo quello che le ho detto…

Hai esagerato, ma credo che tu possa rimediare.

Se le dimostrassi

che non deve rinunciare alla sua vita perché tu sia papà …

Cioè, è difficile e ti servirà una rete di supporto enorme,

- ma su di noi ci puoi contare. - Certo.

Grazie. Ma non lo so.

Ma mi sarebbe piaciuto esserci alla nomina.

- Quando è? - Oggi.

- Cosa? La nomina? - Che diavolo ci fai qui?

La nominano socia. Che ci fai qui?

Rispetto la sua decisione di non volermi più vedere.

Dai! Quante volte ti ho detto che non voglio più vederti da arrabbiata?

Due volte alla settimana.

Certo.

- Ehi, è l'amore della tua vita, sì o no? - Sì.

Allora non arrenderti.

- L'abito! - Ok.

- Puoi tenere Alan? - Certo.

- Te lo affido. - Certo.

Siri, chiama Ceci.

Questo è ciò che ho trovato su Lexi.

No, chiama Ceci!

Siri, chiama Ceci.

Il numero di Cici, ad Acapulco…

Sei proprio inutile!

Sei nervosa?

Sì, no. Sì, un po'.

- Ma sei preparatissima - Sei una bomba.

Oh, lo sto dimenticando!

Tranquilla.

È che sento che mi manca qualcosa.

Sì, gli orecchini.

No, non…

non sono solo gli orecchini.

Grazie, campione.

- Le chiavi, signore. - Oh, scusate.

Oggi è il mio giorno, e nessuno me lo rovinerà .

- Sì. - Né Guillermo, né Alejandro né nessuno.

Sì, non pensarci. Ha rovinato tutto.

Su, non ha rovinato tutto. Sicuro avrebbe voluto essere qui.

- Dovevi ascoltarlo. - Sei inopportuna.

Ora a Cecilia non serve sapere di Alejandro.

- Ne hai parlato tu. - E…

Ehi! Perché non andate a prendere i posti?

- Magari ve li rubano, no? - Non erano assegnati?

- Kari, vieni. - Me l'hanno detto all'entrata.

- Hanno detto… - Sì, lo so.

Forza. Oggi è il mio giorno.

Scusi.

Salve. Mi scusi, la stanza di Cecilia Méndez?

- Non posso darle questa informazione. - Per favore, è urgente.

Davvero, non sa…

Mila! Karime!

Mila!

E Ceci?

Dov'è?

- Sul serio? - Beh…

Stanza 206.

Ok. Grazie.

Come un film di Julia Roberts.

Ciao.

- No. - Amore.

- No. - Amore, ti prego.

Dammi un minuto.

Solo un minuto. Poi, se vuoi, me ne vado.

Per favore.

- Un minuto. - Ok.

Perdonami per le stupidaggini che ti ho detto.

Se ti ho sposata è perché ti amo.

E voglio passare tutta la vita con te.

Con o senza figli?

Con o senza figli.

Ma, ti prego, lascia che ti spieghi.

Io non ho programmato nulla.

Alicia, la madre di Alan

ha un cancro molto avanzato.

E non ha nessuno che si prenda cura di lei o del bambino.

E non potevo portare il piccolo in una casa famiglia.

Poi compiono 18 anni e nessuno li adotta.

Quando sono andato a restituirle Alan, Alicia è svenuta.

- Che? - Sì, davanti a me e non sapevo che fare.

Per questo li ho portati a casa. Non potevo lasciarli lì.

E perché non me l'hai mai detto?

Non lo so, non ci sono riuscito. Mi dispiace.

Sai che voglio essere padre.

E la vita mi sta dando questa opportunità .

Non voglio obbligarti a nulla, né tagliarti le ali,

ma, senti…

Cosa succederebbe se io fossi padre senza costringerti a essere madre?

Resteresti con me?

Ma come?

Beh…

io lavorerei da casa,

mi occuperei di Alan e di tutto.

Certo, con le tue regole.

Lasciami solo fare il padre.

Amore, io non te l'ho mai impedito.

Ti ho solo chiesto di aspettarmi.

Alex, ti amo. Voglio che realizzi i tuoi sogni, ma…

che ne è di tutto il resto? E di Hong Kong?

- Che ne è… - Hong Kong.

Io ti aspetterò tutto il tempo che serve.

Senti, se vuoi, dopo ne parliamo.

Ora l'importante è il tuo evento.

- Ok? - Sì.

Posso restare?

Voglio vederti brillare. Voglio applaudirti.

Sono molto fiero di te.

Ho messo il vestito elegante.

- Ti amo. - Ti amo.

Sei bellissimo.

Tu sei splendida.

- Aspetta. - Andiamo?

Andiamo, sì.

Forza, sbrigati.

- Mario, perfetto, pensaci tu. - Grazie.

Sig. Gonzalo.

- Alejandro, che piacere. - Piacere mio.

- Pronta, Ceci? - Sì.

Bene. Andiamo. Allora…

Pronto?

Che c'è, mamma?

No, non ho risposto perché ero per strada e non c'era campo.

Cosa?

Ok, ti richiamo.

- Amore. - Cos'è successo?

Hanno portato Alicia in ospedale.

Non so che succederà , ma devo firmare dei documenti,

- sennò prenderanno Alan. - No. Vai.

- Cosa? - Vai.

- No… - Devi esserci. Vai!

- E tu? Non voglio deluderti. - Amore, vediamo. Ci penso io.

Sig. Gonzalo.

Io e mio marito abbiamo un'emergenza familiare.

Posso essere la prima a presentare per andare con lui? La prego.

Certo, Ceci. Lascia che lo dica a Mario.

- Mario - Scusate. Ceci…

Al primo problema domestico, vuoi abbandonare la nave?

- Non farci questo. - Non hai sentito?

Cecilia ha un'emergenza e ogni persona responsabile della propria famiglia

- c'è quando serve. - Grazie.

Questo è il suo esame finale per il resto dei soci.

- E anche per lei è importante, Gonzalo. - No, Guillermo, è solo una formalitÃ

per far sentire tutti partecipi.

Le carte perché Cecilia prenda il mio posto, sono già pronte.

Deve firmare soltanto l'atto costitutivo.

- Cosa? - Mario!

- Che significa? - Che è il capo.

- Sì. - Come?

- Tu lo sapevi? - Certo, cara.

Su, firma.

Sì, certo.

- Con questa. - Sì.

Straordinario.

Signor Gonzalo, grazie di tutto.

Prendi, tienila.

- No. - Sì.

Corri, risolvi ciò che devi risolvere. Vai.

- Grazie mille. - Perfetto.

Congratulazioni, amore.

- Andiamo. - Andiamo.

- No. - Cosa?

- Dammi un attimo. - Ok.

- Aspettami. - Sì.

Guillermo.

- Il tuo CV è aggiornato? - Sempre.

Ottimo.

Perché ora che sono socia,

non permetterò che nella mia azienda lavorino uomini

corrotti e maschilista come te.

Quindi puoi iniziare a mandare il tuo CV ad altre aziende.

Signor Gonzalo, grazie di tutto.

Vai. Risolvi il problema.

Vedi come con un po' di potere, una donna impazzisce?

Che le prende?

Cosa farai?

Non la lascerai fare.

Gonzalo, non stai pensando con la testa.

No, Guillermo.

Io non sono più il capo.

Anche se mi vedi qui…

con un abito,

in realtà , io sono alle Bahamas a bere margarita con mia moglie,

in costume da bagno, che prendo il sole.

Wow, che meraviglia!

Con permesso.

Brindiamo a Cecilia.

Siete ancora qui?

Sì, certo.

- Siamo ancora qui. - Siamo qui.

Vuoi qualcosa? Vado a vedere come stanno Alan e mia madre.

- Un po' d'acqua. - Ok.

- Tu, amore? - No.

- No? - Beh, portami un caffè.

Ok.

- Grazie, amore. - Sì.

Ehi,

prima non te l'ho detto…

ma mi prenderò cura di Alan.

Giocherò molto con lui e lo amerò molto,

mentre tu guarisci.

Grazie mille.

A te.

Digli che lo amo, eh?

Glielo dirò ogni giorno.

E anche tu.

Sai che Sylvia creerà un angolo allattamento in ufficio?

- No. - Sì!

Wow.

È anche diventata triste quando le ho detto che me ne andavo.

- Perché? Cosa le hai detto? - Le ho detto la verità .

Che sarei tornato all'animazione, ma da casa,

per occuparmi del piccolo.

E le ho anche detto che le avrei mandato cartoline e dumpling da Hong Kong.

- Amore. - Che c'è?

Per favore, non scherzare con questo.

Mi fa male sapere che staremo tanto tempo separati.

Non scherzarci.

Se ci porti, veniamo con te.

Alex, smettila!

Davvero, amore, non è divertente.

Da qui alla Cina.

Cosa?

- Sì, sono per Hong Kong! - Certo che sì.

- Andiamo a Hong Kong? - Sì!

Andiamo a Hong Kong, Alan!

- Alan, andiamo a Hong Kong! - Sì.

- Andiamo a Hong Kong! - Sì.

- Ti amo. - Anch'io.

Sottotitoli: Giulia Palmieri

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