All language subtitles for Film - Il.Fischio.Al.Naso.1967.iTALiAN.DVDRiP.XviD-SmAcK

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Original subtitles

"Signor Inzerna, buongiorno e buon lavoro.

Ore 8,30: La delegazione del Katanga I'attende per visitare la fabbrica,

doni in carta già predisposti.

Ore 10: Approvazione modello CL24 e SG37Z già da lei visionati

e ora modificati in base a schema export.

Non firmi con la penna a sfera sul tavolo delle riunioni

per non lasciare il segno sul tavolo di palissandro. "

Essere molto, molto onorato vostra visita.

lo sostenere necessità contatti diretti con popoli in via sviluppo.

Se voi non capire bene, voi domandare, pregare...

pardon... prego...

Più consumare, più produrre, più produrre, più lavorare,

più lavorare più arricchire, più arricchire, più consumare,

questo essere mio imperativo economico.

Mio prodotto deve essere funzionale ma adoperare una sola volta.

Questo garantire meraviglioso rinnovarsi della domanda.

Sembra impossibile, tutta carta igienica.

- Carta? - No fiori veri. Quelli di carta durare di più.

Consumare, distruggere, consumare, distruggere, consumare, distruggere.

A nome mio e dei miei colleghi le presento, signor Inzerna,

i sensi del nostro più vivo compiacimento per questo complesso.

Questo omaggio, prodotto del nostro artigianato, è un amuleto.

- Grazie. - Lo conservi.

- Devo scrivere? - No, devo concentrarmi. - Bene.

Mi dia la sala esperienze.

Mi mandi Irene. Prima però le faccia indossare questo.

- Gloria! - Chi è?

- Sono io, papà. Dov'è la mamma? - Mamma! C'è papà.

- Vengo... Che c'è? -Stasera abbiamo a pranzo Tascika Gava.

Sì, pranziamo a les Chan delles.

Posso venire a tavola anch'io?

- Papà, vuoi mangiare in cucina? - No, ma a volte ti arrabbi...

Solo quando vuoi intervenire nella fabbrica, Addio.

Sig. Inzerna, la signorina Irene è pronta.

Venga avanti.

- Come va? - Bene e Lei?

- No, dicevo il C.L. 24 come va? - Le mutandine aderiscono bene.

- E il reggipetto? - Abbraccia bene.

- Come respira. - Respiravo meglio prima.

- lo di solito non porto il reggiseno. - Passeggi su e giù.

Si rende conto della comodità?

Può contenere tutto in una borsetta come un fazzolettino.

Ogni sera getta quello usato e la mattina ne indossa un altro fresco.

- Sono sempre reggiseni e mutandine di carta. - Carta flessibilizzata.

Se non si rompe con lei, non si rompe con nessuno.

Provi a respirare, respiri profondamente.

Trattenga. Ora, respiri più forte.

Sgonfi. Più forte ancora.

Non si rompe! Avanti!

- Scusi, credevo fosse solo. - Venga pure, ingegnere.

Sig. Inzerna, volevo avvertirla che noi siamo pronti per quel collaudo.

- Ho convocato i tecnici... - Dica, dica a me...

Altrimenti crederò che lei non ha mai visto una ragazza in mutandine.

In sala collaudo ci attendono per la prova del S.G. 37Z.

- Va bene. - Poi avrei i merlettoni da farle vedere.

- Non è il momento. - Va bene, mi scusi. Buongiorno.

Procediamo.

- Contatto Epidermico? - Gradevole.

- Nota differenza, con un lenzuolo di cotone? - No, forse più rigido.

Copritevi.

- Sensazione termica? - Soddisfacente.

- Due, due e sei. - Controllo fonico.

Silenzio. Si giri ripetutamente.

1 e 2. 1 e 4.

1 e 6. 1 e 9.

1 e 7.

- Due e due? - La rumorosità mi sembra un po' eccessiva.

- Sì. - Pare anche a me.

Bisognerebbe cercare un coefficiente inferiore.

Procediamo.

Collaudo resistenza: Tirare con una mano.

- Con le due mani. - Forza.

Diciamolo che siamo degli incapaci!

Tre mesi per questi risultati!

Non metterò questa porcheria sul mercato!

Nessun pregiudizio, mamma.

Papà, perché continui ad annuire se non capisci niente?

- Di cosa parlavate? - Dell'erotismo in Giappone.

Bel discorso, ma delle magliette termiche di carta non si parla, eh?

Mi sembra che le basi del nostro accordo fossero due...

Gli chiedi se è disposto a cedere i brevetti?

Tesoro, ha detto che non ha voglia di parlare di affari a tavola.

Continuate a parlare di erotismo e io a fare la figura del cretino.

Tu non ridere perché la figura la fai con me.

Piatti e bicchieri di carta per il dolce.

- lo sono stato a Tokio, ho anche un kimono. - Papà, non ci interessa.

- Cosa diceva Gloria? - Ho... Caro.

Avrò il diritto di sapere cosa dice mia figlia?

Chiedevo se è vero che in Giappone fanno il bagno nudi con le donne.

Non potete fare domande più intelligenti?

Scusate.

Fingo di tradurre, caro, ti è tornato il fischietto.

Lo so, ma non si sente nemmeno.

Caro, lui se n'è accorto. Perciò va a mettere i tamponi

e non parlarmi, non saprei cosa rispondergli.

- Sai che bello con i tamponi. - Sempre meglio del fischietto.

Pardon. Torno subito.

Rigore!

- Papà! - Ti ho preparato I'eucalipto.

- Le inalazioni non le voglio fare. - Ti fanno bene.

- Ho detto di no. - I vecchi sistemi sono sempre i migliori.

- Papà, mi hai rotto le scatole. - Far del bene agli asini...

Che state facendo?

Ssss! Ikebana.

Fai le fumenta di eucalipto.

- Aprite il pozzo! - Che pozzo?

Che incubo! Mi avevano rinchiuso nel pozzo.

Ti devono aver fatto male i nidi di rondine.

Macché nidi! Sono questi maledetti tamponi nel naso,

non mi fanno respirare, mi gonfiano!

Sembra che mi scoppi il cuore.

E tu dormi... dormi, dormi.

lo potrei anche morire, per quello che t'importa...

Fai I'offesa?

Dai facciamo la pace dai. Su...

vieni qui non fare la bambina, vieni.

Vieni qui, togli la mascherina.

Vieni vicino a me. Vieni.

Basta, basta, basta! lo così divento matta!

- Questo fischio mi fa impazzire, sei un sadico! - Calmati.

Non posso! Questo maledetto fischio mi entra nel cervello!

Sembri una pentola a pressione!

Va bene, vado a dormire nello studio!

Però niente pentimenti perché non torno più.

Terza lezione di lingua araba...

Buongiorno, signor Inzerna.

Benvenuto alla Salus Bank. La stanno aspettando.

Prego.

Non riteniamo di poter utilizzare queste lenzuola di carta.

Ha ragione, la rumorosità è ancora un po' eccessiva.

Anche la permeabilità al sudore.

Sopratutto la resistenza è insufficiente, glielo dimostro.

Le dispiace? Prenda dall'altra parte.

Tirare senza paura. Tiri pure.

- Vede? - Lo vedo.

Non si preoccupi, stiamo già trattato direttamente con Stoccolma

per una nuova fornitura di cellulosa.

- Scusi, è lei? - Io cosa?

- E' lei che fischia? - Allude al fischietto al naso?

- Sono io. - Mi scusi, che cos'è?

E' un inconveniente che mi succede ogni tanto quando respiro forte.

- Fastidioso? - Direi!

Mi occuperò direttamente...

- Non si è mai fatto visitare? - No, non ho tempo da perdere.

Giacché è qua... è un'ottima occasione.

Nella Salus Bank ci sono 20 primari, 64 medici specializzati,

- 250 infermieri... - Troppi, caro ragioniere, troppi!

- Mi tengo il fischietto! - Come vuole.

Fermo, fermo. Non le faccio male, fermo.

- Lei ha studiato il clarino? - Il clarino?

Lei non sa come funziona un clarino?

Ma guardi che io vendo della carta.

Il suonatore, buttando I'aria all'interno dello strumento,

fa vibrare una linguetta che produce dei suoni

che schiacciando i tasti fanno uscire fuori le note.

Vuole dire che il mio naso e come un clarino?

Non è che col suo naso si possa suonare la Rapsodia in Blu,

ma ad ogni modo lei ha nella narice...

Un tessuto mucoso infiammato

che quando respira vibra e la fa fischiare.

Adesso io decongestiono...

Così. Ecco fatto.

Non fischia più.

- Ha visto? - Allora sono guarito? - Vedremo.

Caro Inzerna, Scenda. La sua crociera è finita.

Proprio una crociera!

Ho nausea, giramento di testa e anche di qualcos'altro.

Che cosa mi avete trovato?

Ma quanta fretta ha lei, Inzerna.

Signorina, alla sala cibernetica.

Solo pochi istanti.

La pratica Inzerna.

- E poi sapremo tutto! - Siccome il fischietto al naso mi è passato,

e se mi ritorna lo posso decongestionare, io la saluto.

- Il check-up lo manda a casa. - Lei può anche andarsene,

però io ho il dovere di dirle che qualsiasi malattia...

Ancora con questa malattia! Il mio è soltanto un disturbo.

Ma anche il suo piccolo disturbo può essere la spia

di una disfunzione, di una rottura del suo equilibrio psicosomatico.

Finché noi non troviamo le ragioni di questa rottura...

Lei non ha mai cercato le ragioni della sua di rottura?

- Quale rottura? - Lei crede che quella pernacchietta che fa col naso

...sia meno fastidioso del fischio? - Questo è un fatto congenito.

E' il mio equilibrio, io dovrei preoccuparmi solo se mi scomparisse.

- E io mi devo preoccupare perché mi viene? - Vuole un consiglio?

- Dica. - Prima di andare parli con la dottoressa Jemmer Meher.

Donne? Le donne stanno bene soltanto a letto!

- E nude? - Bravo. - Arrivederla dottore, Claretta.

Chopin è sempre Chopin!

Trovo molto strano che un uomo come lei,

che in fondo si preoccupa di salvaguardare I'igiene altrui

con fazzoletti di carta, tovagliolini e lenzuola di carta

non si convinca a curare la propria di salute.

Capisco. L'ammalato può essere una grande industria.

Ma perché vi occupate della salute di chi è già sano?

Sarebbe come se io pretendessi di vendere le mie lenzuola di carta

a una fabbrica di stoffe!

L'influenza dell'ambiente è già stata salutare per lei,

...è diventato allegro. - Crede? - Sì.

Questo appartamento, che le abbiamo destinato,

influirà favorevolmente sul suo equilibrio.

Signor Inzerna, ha visto la camera da letto?

Io sono equilibratissimo, anche se con lei non è facile.

- Lei è cattolico? - Come?

- E' cattolico? - Sì, ma non praticante.

Molto carino, ma se fossi stato buddista?

Ecco.

- Geniale. - Però io parlavo di un altro equilibrio.

- Tutti ammalati? - Perché usa sempre questa brutta parola?

Nessuno è sano e nessuno è malato, questi sono ospiti.

Questa clinica è stata ricavata dai resti di una villa del XVll secolo

in seguito ampliata e modernizzata.

C'è voluto un gran chirurgo per sventrarla così.

Quello è I'emiro Schenkel Teynek,

la Shell gli passa un milione di dollari al giorno.

Ha accompagnato qui la moglie per un trattamento.

- Le altre donne che sono? - Le altre mogli.

Con la Shell alle spalle può permetterselo!

- Genny! Se arriva la signora Inzerna noi siamo al bar. - Ok.

Il corso di relax inizia fra 5 minuti. Porta N.7.

- Due Cinzani? - No. Un Cinzano per me e un analcolico per lei.

- Vuole comandare lei? - Certo, sono il dottore.

- E le valigie? - Verrà il facchino.

- Sua figlia lo attende nella hall. - Ma doveva arrivare mia moglie!

- Vada, Inzerna, ci vediamo presto. - Con permesso.

Dottoressa Immer!

I Rotschorn, come state? Prego si sieda. Come sta?

- Sentiamo molta Beethoven, siamo alla nona. - La nona?

Certo, alla nona operazione.

Io ne ho fatte quattro in questa clinica

e mia moglie è arrivata alla quinta!

Ma è un disastro. I tessuti non resistono più

mi cuciono qui e mi scucio da un'altra parte.

- Avete provveduta per i Rotschorn? - Sì, gli abbiamo assegnato la 250.

Questo è il terzo assegno che ti faccio durante la settimana.

Per forza, non vuoi aprirmi un conto corrente.

Perché non mi chiedi di entrare, nel consiglio di amministrazione?

- Noi ce ne andiamo. - Già?

Papà, non comincerai a fare la manfrina come tutti i malati.

- Lo dicevo solo per educazione. - Il suo ragazzo I'aspetta.

Va bene, allora non farlo più. Andiamo, vi accompagno.

- Il mio ragazzo studia Economia e Commercio. - Una bella carriera.

Sì, perché da lì vanno nelle dogane.

Può trovare qualcosa di meglio di un posto di doganiere.

Ma il denaro è lì. Non ha letto quanti scandali?

Se è un dritto non lo scoprono.

A me piace perché è serio e guarda alla vita con criterio.

Gli altri fanno gli industriali!

Un ditta può fallire da un momento all'altro, ma le dogane no.

Lo Stato non fallisce mai, basta non farsi beccare.

Perché non siete salite in auto?

- Volevo vedere questo bellissimo giardino. - Fortissimo!

Ma ora andiamo tanto di fretta, papà. Allora ce ne andiamo, eh?

- Ciao, paparino. - Arrivederci. - Arrivederci.

- A proposito, papà, il fischio al naso ti è passato? - Fischio?

Dove va con quel bagaglio?

Le signorine m'hanno detto di portarlo nel suo appartamento.

Credono che mi arruoli nella Legione Straniera?

Tra 2 giorni sono a casa. Porti solo il necessaire, rimandi il resto.

Soprattutto la P.M.K. Deve assumersi la responsabilità delle spese.

Finora ho speso 850 milioni, mica fichi secchi!

Suo padre aveva detto...

Mio padre può dire le fregnacce che vuole, io non sono alle Hawaii.

Al ministero hanno provveduto per quella compensazione?

Il ministro se ne occupa personalmente.

Allora per un anno rimane tutto insabbiato.

Meglio evitare il ministero e trattare direttamente con Stoccolma.

Avanti!

Disturbo?

Ingegnere, trascorrerebbe le ferie in questa clinica, eh?

Venga pure.

- Scusi, ha riempito la provetta? - Provetta?

- Dell'urina. - Ah!

- No, m'è passato di mente. - E' necessaria per i controlli.

I miei collaboratori.

Noi ci occupiamo di ministri e loro si occupano della pipì!

- La provetta è nel bagno? - Sì, è nel bagno.

Ma... dovrei farla...

Come faccio?

Mi dispiace, ma è molto urgente per i controlli del laboratorio.

Ma io adesso veramente...

Va bene, tenterò.

Signorina, lei le analisi le fa anche a domicilio?

Buona questa!

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno dottore. - Siamo in grande riunione oggi!

- Buongiorno, dottore. - Come va il fischio?

Sparito. Aspetto che mi dica di andarmene.

Certo, ma avevamo stabilito un grande riposo,

lei invece qui ha trasportato qui tutta la fabbrica!

Cosa pretende? Che io mandi in malora la mia azienda?

Preferisce mandare in malora il suo fisico?

Lei non deve sottoporsi a eccessive eccitazioni psichiche!

Eccitarmi io, vuole scherzare? Non sono mica I'ingegnere!

Con le infermiere di questa clinica si ecciterebbe anche un eunuco.

Non faccia il bambino e cerchi di non affaticarsi troppo.

- Buongiorno, signori. - Buongiorno, dottore.

- Dovrei dirle una cosa. - Mi dica.

- Lei può benissimo rifiutarsi, è solo un piacere. - Cioè?

La figlia dell'ambasciatore inglese a Tokyo verrebbe parlarle.

Mi dispiace, io non parlo inglese.

- Parla francese? - Sì, il francese sì.

- Milady domanda la sua collaborazione. - Sì, certo...

Non ho capito.

Milady vorrebbe che le cedesse il suo appartamento al primo piano.

Purtroppo non ne abbiamo altri disponibili al primo

e lei caro Inzerna dovrebbe trasferirsi al secondo.

- Ma vaffanculo! - Pardon? - Niente, sono bambini.

Le dica che sono lieto di mettermi a disposizione di una mamma.

Soprattutto perché fra tre o quattro giorni me ne vado.

- Intestino? - Due volte al giorno. - Anche durante le ore notturne?

- Durante le ore notturne no. - Sente stimoli sessuali.

- Beh, normali. - Normali come?

- Normali. - Come prima di arrivare qui. - Bene.

- Accusa pruriti cutanei? - No. Veramente fino adesso no!

- Sente il bisogno di bere? - Sì.

- Anche durante la digestione? - Sempre.

Un gran bisogno di ingerire liquidi, però cerco di evitarlo.

Molto bene, prenda queste pillole rosse prima dei pasti,

questa verde immediatamente dopo i pasti

e questa gialla prima di andare a letto.

- Ma che succede? - Se non lo sa lei!

Io ho schiacciato un bottone.

Lei ha schiacciato il bottone del massaggiatore, benedetto figliolo.

Ecco.

Adesso basta!

Mi sono stancato questi sono scherzi di pessimo gusto, chiaro?

Signor Inzerna, vogliamo puntualizzare?

Non puntualizziamo un accidente! Mi scusi, io non ce I'ho con lei.

- E' la prima volta che la vedo. - Io sono il dottor Naga.

Io fino adesso ho parlato solo col dottor Claretta.

Il dottor Claretta appartiene al 1 º piano, qui siamo al 2º.

Facciamolo salire perbacco, non saremo mica sull'Himalaya!

Ma non può salire, qui siamo al secondo piano

e pertanto lei appartiene al mio staff terapeutico.

Sono al 2º piano solo per una cortesia.

Se sono ancora qui è per parlare col primario dottor Strongmind.

- Ma poi perché m'arrabbio? - Questa è una giusta osservazione.

- Lei si arrabbia senza scopo. - No! Invece lo scopo c'è!

Ma chi sarà questo dottor Strongmind? Il Padreterno?

Non ha voglia di vedermi? Lo dica che me ne vado.

Adesso me ne vado io. Tornerò quando lei è meno nervoso. Arrivederla.

Il professor Strongmind I'aspetta.

Bravo, Signor Inzerna, come sta?

- Io sto, bene. - Non dica nulla la prego.

Interessante, un panorama clinico molto interessante.

Bene, bene.

Carini questi soprammobili. Plastificati?

Ibernati!

Non posso guardarlo in faccia il professore?

Per ora si limita a sottolineare solamente

gli aspetti ipotalamici, è vero dottoressa?

Esattamente.

- Come? - Bravo, bravo!

Molto bene.

Torni nel suo appartamento del 2º piano e stia tranquillo.

Lei è in buone mai, vada. Claretta, resti qui.

Dottore.

- Come ha reagito al trasferimento? - Per ora ci è andato.

Il signore è servito.

Ragazzo.

- Arrivederci. - Buongiorno, grazie.

- In gamba oggi, eh, Inzerna? - In gamba, colonnello!

- Buongiorno. - Buongiorno.

Il motto di mio figlio: "Produrre, consumare, gettare via!"

E' andato bene in questi ultimi tempi,

grazie al materialismo che come voi sapete, ha dominato la società.

Ma ora I'uomo tende a nuova spiritualità

e allora anche noi torniamo alle origini.

- Quali origini scusi? - A queste.

I santini prima di tutto! C'è stato il concilio, ricordatelo!

La Chiesa ora si prepara a vivere una nuova età d'oro!

Perciò: Spiritualità, spiritualità!

E... poesia! Soprattutto molta poesia!

- Signor Gerolamo, noi abb... - Un momento! Un momento!

- Dica. - Noi abbiamo fatto uno studio di mercato,

...ma non risulta... - Questa cartiera I'ho creata io con questo.

Gli studi di mercato li facciano gli svedesi

e tutti quei barbari del nord. Noi al nostro mercato!

Vergini, Santi, calendari, decalcomanie per i bambini!

- Questo è il nostro mercato! - E' una follia!

- Io non credo che... - Spero vorrà consultato suo figlio, su questa...

Abbiamo una clientela affezionata, sarebbe un peccato...

Ora comando io e già conoscete le mie decisioni, ho finito.

Gli indici di produttività, li ho nella borsa.

- Ti sei tinto i capelli? - Chi? - Tu! Li hai tutti neri!

Non son mica tinti, è una cura per il bulbo, fantastica!

Ho portata una bottiglietta anche per te,

è un estratto di grasso di unghie di maiale.

Sai chi me I'ha data? Lo sohnitzel quello dei salumi.

Quello, se potesse, del maiale frutterebbe anche il grugnito.

Lo metto qua.

Papà, con tutte le preoccupazioni che ho non mi importa del bulbo!

E invece non ti devi preoccupare, ci sono io!

Certo.

Porcaccia miseriaccia!

Chi ha fondato I'Inzerna Cartiera? Il sottoscritto non dimentichiamolo.

Ma allora c'erano 100 operai, ora ce ne sono 2500.

La nostra è la classica azienda che si tramanda di padre in figlio.

No! Qui mi pare che si sta tramandando di figlio in padre!

- So che non ti va di andare in pensione. - Fino a prova contraria.

Fino a prova contraria il bastone di comando ce I'ho sempre io.

Anche la mia cara mogliettina è contenta,

una telefonatina ogni tanto... Fa comodo che io rimanga qui!

Ma io qui non ci rimango perché io me ne vado subito a casa!

- Terminata la colazione? - Sì.

Dottore, è arrivato a proposito, perché me ne vado a casa.

Come? Se ne va a casa?

Vediamo un po'... "se ne va a casa".

- Lei se ne va a casa con 37 e 7 di febbre. - Sì!

37 e 7?

La misurazione di stamane parla chiaro

e poi non è solo questo lei ha anche delle extrasistoli...

In una situazione come questa lei può andarsene quando vuole,

ma io come medico debbo dirglielo lei fa un'imperdonabile sciocchezza.

- Sentito, figlio? - Papà, sta zitto, non è il momento!

Non si agiti in questo modo, caro uomo.

In questo modo si innervosisce e finisce di abusare anche del cuore.

Oddio! Che c'è al cuore?

Non c'è niente ma lei deve lasciarsi curare, è qui per questo.

Metta lì. Si levi la giacca.

A volte mio figlio bisognerebbe sculacciarlo sul sedere!

Come posso curarmi se ogni giorno mi trovano un male nuovo?

Prima la febbre, adesso I'extrasistole,

stavo così bene al primo piano! Perché m'hanno cacciato al secondo?

Infatti lei dovrebbe ritornare al primo piano

stiamo facendo tutta una nuova organizzazione.

Ci saranno i malati di categorie A, e i malati di categoria B.

Gli A andranno di sopra, i B di sotto.

E' tutta una nuova organizzazione terapeutica.

Crede che io potrò tornare nell'appartamento del primo piano?

- Certo! Ma soprattutto se lei lo vorrà! - La bocca.

Sarà un errore di trascrizione!

Qui sulla lista è scritto che il 515 si trasferisce al 3º piano.

Prima di tutto io non sono il 515, ma il signor Inzerna.

Grazie signorina, le farò avere disposizioni.

Lo fate apposta? Prima devo andare al secondo per una cortesia

e ora per un errore mi trasferite al terzo!

Se c'è un errore rimedieremo stia tranquillo, Inzerna.

Ma come faccio se qui ti fanno la terapia a singhiozzo!

- Senta Inzerna, vuol farmi una cortesia? - Ma certo!

- Vada al terzo. - No!

Le liste sono firmate dal Professor Strongmind

che ora è a Londra per un congresso e io purtroppo non posso modificarle

...senza il suo con senso. - Se c'è un errore correggiamolo.

Non mi dirà che non conosce la burocrazia lei che fabbrica carta?

- Gradisce una mela? - Una mela a me, non grazie.

Per chi m'ha preso? Per Adamo? Dottoressa, ci vuol ben altro!

Me ne sono accorta.

- Dal polso accelerato. - Per forza, non mi controllo più.

Non ha capito che io rimango qui esclusivamente per lei?

Io sono sanissimo, e glielo posso anche dimostrare, non sente?

- Si controlli! - Come faccio? Lei è una continua tentazione!

Porco Giuda.

Medicina d'urto.

Non qui nel corridoio.

Perché non vieni più spesso nella mia camera?

- A che fare? - A curarmi.

Giovanna!

- Come mi trovi? - Una telefonata potevi anche farla.

E' successo così all'improvviso!

- Non ci voleva niente a fare un telegramma! - Ho capito. - Scusa.

Poi dici che sono la solita egoista e penso solo a me.

- Ma come mi trovi? - Splendido! Hai fatto due occhioni!

- Due occhioni? - Grandi! Belli!

- Sono dimagrito? - Sei un pochino più asciutto.

Sei in una clinica, altrimenti la scenatina di gelosia...

Questa non è una clinica, è un centro di Relax.

Ho visto solo infermiere qui.

Perché io provvisoriamente sono al terzo piano, ma per errore,

...io sono uno che scende non che sale, capito? - No, ma non importa.

Invece importa perché io appartengo al gruppo A

...se avessi appartenuto al gruppo B... - Saresti tornato a casa.

Non mi interrompere per favore.

Se ero del gruppo B invece di trovarmi a questo piano, sarei...

- Tra quelli del gruppo A? - Mi interrompi sempre!

Ti spogli di già!

Ti conosco!

- Da che cosa I'hai capito. - Dagli occhioni.

- Dagli occhioni? - Mi sono sembrati un po' vogliosetti.

O mi sbaglio?

- Il bagno dov'è? - Qui, guarda.

Il mio amore con la pancerina!

- Me I'hanno fatta mettere dicono che protegge. - Il pancino?

Ma che pancino, il rene, il rene.

Perché ti gratti sempre?

- Perché mi pizzica! - Ma che cos'è?

Una specie di eczema, dicono che siano i postumi della febbre.

Adesso la temperatura è normale, ma m'è rimasta...

- Una gran debolezza. - No.

Mi ha lasciato una forma di orticaria secca qui alla scapola

e sulla mano destra, per questo porto il guanto.

Vuoi fare I'amore, Inzerna?

Ora?

- Che cos'è? - Un'altra trovata: Il numero di matricola.

Sembri un marine.

Mi gratti un pochino dietro la scapola?

- Qui? - Sì.

- Così? - No, un po' più sotto. Grazie.

No, aspetta, guarda, ti faccio segno io col dito.

Stai attenta, vai più sotto... più... così...

No, più sotto...

e più a sinistra. Così.

Ahi! Cosa fai?

- C'era una pietrina di sole. - Mi schiacci i foruncoli adesso?

- Scusa. - Ecco... lì, lì, lì... che bello.

Grattino, grattino, al mio amore con la pancerina.

E dai con la pancerina.

Non ti arrabbiare, a me piaci con la pancerina.

Che bello... sapessi che sollievo!

Anche perché quello è il punto più difficile da grattare.

- Ti piace? - Moltissimo.

- E' meglio così, o così? - Come vuoi.

- Con le unghie? - Ma leggero.

Adesso che ci sei tu è tutto più semplice.

- Sai che cosa facciamo? - Facciamo I'amore?

No, ti facciamo assegnare una camera comunicante.

Passeremo dei giorni bellissimi.

Pronto? Ah, ciao.

Certo sto benissimo, la febbre è sparita m'è venuta I'eczema.

E' mia moglie, gratta, gratta, non ti preoccupare. Pronto?

Certo, se aspettavo voi stavo fresco.

Figurati se non sbagliavo anche questa volta,

ma certo che non sono venuta di proposito,

avevi telefonato che saresti tornato a casa dopo due giorni,

che dovevo fare con uno che giura e spergiura di non avere niente?

Dovevo convincerti che sei ammalato?

Qui c'è Bertino che ti vorrebbe venire a salutare.

- Bertino chi è? - Bertino Forges, non ti ricordi?

Allora digli se mi restituisce quei soldi che gli ho prestato.

Ho capito! Non vuoi vedere nessuno.

Altrimenti I'assegno lo metto in banca.

I compiti ingrati i sempre a me! Va bene, ho capito... Ciao.

Bertino?

- Come sta? - Domandava se può mettere all'incasso il tuo assegno.

Negriero.

- Mamma! Io vado al maneggio! - Sì, ciao.

Io non avrei niente in contrario, ma è contro i regolamenti,

...questo non è un albergo. - Ma il signor Inzerna mi ha detto che...

Inzerna è un uomo pieno di iniziative, non sempre felici.

Allora non posso stare in clinica.

I regolamenti della clinica non ce lo consentono.

Il signor Inzerna è suo amico, ma anche un nostro paziente

e noi dobbiamo aver cura di lui.

Le dirò, da molto tempo volevo farmi visitare,

...potrei approfittare di questa occasione. - Mi dica i sintomi.

Se accusa qualche disturbo è diverso,

salviamo i regolamenti e accontentiamo lei.

Ho un piede che ogni tanto si addormenta. Forse è una sciocchezza.

No, un amico mio scrittore dice:

"La morte parte sempre dalla caviglia!"

Una manina elettrica, molto più comoda del guanto.

Questa manina è più pratica, più igienica.

Questa è la mano, questo è il sostegno con le batterie,

dieci ore di autonomia, due batterie di ricambio.

- Mi ha portato un giocattolo? - No lo usi, è molto buono.

- Dottore, lasci perdere. - Guardi.

Lavora... lavora molto profondo.

Lo vede? Lavora in profondità.

- Io non ho voglia di ridere. - Ora glielo provo io.

- Ma questo mi scortica vivo. - San Bartolomeo I'hanno scorticato.

- Questo le porta sollievo, ecco provi. - Faccio io.

Ma scusi, dottore... dottore scusi?

- Dottor Salamoia. - Dottor Salamoia?

- Salamoia? - Sì.

La battuta "gli ammalati del terzo piano sono sotto Salamoia,

I'han già detta dal 1957. Un avvocato argentino fu il pioniere.

Io non ho nessun voglia di ridere.

Rida pure, intanto continui a grattarsi.

- Lei è al 3º piano? - Sono il medico del 3º piano, il suo piano.

Perché a ogni piano cambiano medico?

- Non si fa a tempo a farsi un amico. - Molti piani, molti amici.

Lei non può diventare mio amico? Mi dia la mano!

- Sì, tenga. - Non, la manina, I'altra.

No, col guanto è antigienico.

Anzi, la mano la disinfetti se la usa da un'altra parte.

- L'eczema si estende. - Perché le macchie continuano?

Perché lei gratta dietro poi si gratta davanti senza disinfettare...

vada avanti, vada avanti.

Le dispiace se vado un momento a prendere un po'd'aria?

Lei deve prendere aria e sole, lasci la parte scoperta!

A me il sole non fa bene per questo faccio all'antica.

Giovanna?

Giovanna? Giovanna, sei nel bagno?

- Riposato bene, signor Inzerna? - Lasciamo andare.

- La signora che era con me dov'è andata? - Quale signora?

Quando lei mi ha portato il calmante c'era una donna accanto a me.

- Io non ho visto nessuno. - Non sono mica scemo!

Ricordo benissimo, come mai lei non ricorda la donna?

Scusi se insisto, ma io non ho visto nessuno. Su prenda le compresse.

Ho capito, il regolamento come discrezione,

lei è come quelle scimmiette che non vedono, non parlano, non sentono...

No! Io parlo, sento e vedo benissimo.

Ma non ho visto nessuna signora.

- Desidera? - Cerco una persona.

- Chi desidera? - Niente, niente.

Cosa fa? Vada via!

Inzerna! Non fischia più?

- No, canto. - Ciao!

Inzerna, sta cercando di scappare?

- Se volessi andar dovrei scappare? - Sì, ma non è tanto facile.

Lei è sempre indisciplinato non si può restare nel reparto femminile.

- Ma io cercavo Giovanna! - Chi è Giovanna, sua moglie?

- No, è quella signorina... - Un flirt?

Ma che flirt! Sono dieci anni...

Sono cose private. Per I'eczema che si può fare?

Un rimedio c'è, ma è inutile che glielo dica, direbbe di no.

- Non è vero. - Lo dice per principio.

- Che cos'è? - I raggi: Inverness. - Che sono? - Non si arrabbi!

I raggi Inverness sono...

Caro collega, come va?

Bene. Ti ricordo che oggi c'è la partita di golf, ci sei?

Sì, certo. Uno, due...

Cammina bene per essere una doppia frattura tibotarsica.

Solo un po' troppo marziale.

La manina è solo un pagliativo psicologico.

La cura dei raggi è una cosa seria, tre applicazioni al giorno,

e io non voglio che faccia su e giù tre volte al giorno.

Non mi importa andare giù e su tre volte al giorno.

No guardi, su e giù!

- Non è uguale? - No, i raggi Inverness stanno al 4º piano.

Perciò su, non al 2º piano giù.

- E lei sta al terzo, in mezzo. - Andrò su e giù 3 volte al giorno.

- No, non deve andare su e giù, deve stare su. - Perché?

Allora tenga il suo prurito, tenga la sua manina,

si gratti quanto vuole, non segua quello che dice il medico.

- Lei che fa qui? - Ispettore, non si preoccupi.

Mi vado a cambiare.

- Sai che mi hanno trovato? - Che sei incinta? - Sai che non posso.

- Ho I'occhio che non collabora! - Che?

L'occhio, non collabora, non collaborazione del nervo ottico.

- Cosa? - Se io guardo da una parte, un occhio ha la sua velocità

...e I'altro arriva in ritardo. - Insomma... sei guercia!

No, ho semplicemente un ritardo nella messa a fuoco.

Guarda, ti sembra che sia strabica?

No, i tuoi occhi sono bellissimi.

Davvero? Me lo dici ancora?

I tuoi occhi sono bellissimi.

- Oddio, non sarò strabico anch'io? - Fai vedere.

No, i tuoi occhi sono bellissimi!

Meno male che hanno trovato questa "non collaborazione"

così posso rimanere qua con te. Sai mi hanno assegnato il 327.

- A che piano? - Qui, al terzo.

- Non sei contento? - Sì, sì.

Per combinazione... è che... non ti preoccupare.

- Sistemo tutto io. - Grattatina?

No.

Ecco fatto!

- Allegro, campione, abbiamo finito. - Finito?

La prima applicazione, ancora quattro e I'eczema è liquidato. K.O.

K.O. Sono io altro che balle!

Signor Gerolamo, permette?

Fagli firmare i documenti e che non si preoccupi, qui va tutto bene.

- Sarebbe meglio che gliene parlassi tu. - No, io ho tanto da fare.

Vai piano e digli di stare tranquillo.

Tuo padre dice che dovresti guardare e firmare queste carte.

Se crede che io firmi queste cessioni si sbaglia.

Digli che... no, non dirgli niente, gli telefono io poi domani.

Non trattarlo male. E' così contento adesso che lavora,

...sembra ringiovanito dì 10 anni. - Per forza, si tinge i capelli.

Guarda! L'indice di produttività da 28 a 4 è calato a 24 e 5.

Per quale motivo devo dare delle precise disposizioni telefoniche

se poi lui fa quello che vuole?

Va bene, non parliamone più.

Perché Gloria non è venuta e perché hai fatto venire quello lì?

Gloria è scappata di casa.

Mi ha telefonato stamattina da Stoccolma è con Leo,

quando Gloria è in crisi si rivolge sempre a Leo.

- Perché è scappata? - Preferirei non parlarne.

- Non parlarne. - Te lo ricordi Manolo?

Manolo quello alto, magro, il figlio dei Ramirez.

- Te lo ricordi? - No.

Gloria, ha combinato un guaio con Manolo.

- Ma porca... - Era meglio che non te ne parlavo.

Quando me I'ha detto ci sono rimasta malissimo.

Io sono moderna... ma a quell'età!

Io volevo denunciare quel verme.

Sai cosa mi ha fatto leggere?

Una carta bollata in cui cinque ragazzi dichiarano

che con Gloria ci sono stati anche loro!

Io I'ho schiaffeggiata e chiusa in camera sua.

Ieri sera non I'ho trovata più.

Ma come ti ho detto stamattina mi ha telefonato da Stoccolma.

A Stoccolma certe cose si fanno meglio che qui.

Porca...

Non dovevo dirtelo.

Allora, perché me I'hai detto? Anita...

Mio padre è rimbambito, tu non hai autorità...

Lo sapevo che era colpa mia!

- Se Gloria va a letto con qualcuno non posso stare lì! - Per favore!

- Io devo tornare a casa subito! - Hai ragione appena sei guarito.

Io non sono ammalato. Qui ti fanno ammalare!

Lo sai che fanno i medici in questa clinica?

Ti addormentano, ti ipnotizzano fino a quando c'è da pagare.

A proposito, è arrivato il conto. E' una bella somma!

- Che c'è da ridere? - Hai ragione tu, i medici son tutti uguali.

Bella scoperta!

- Signor Inzerna, buongiorno. - Buongiorno.

Rieccoci dal nostro campione... la signora Inzerna?

Piacere signora, io sono il dottor Paul Daning.

Suo marito sta bene. Ogni tanto fa la vittima, ma sta proprio bene.

Stamattina è un po' sbattutello, ma noi gli facciamo un bel doping.

Scusate.

- Io vado e ti lascio queste carte. - Va bene. Ciao.

- Se vuole può restare. - No, devo proprio andare.

- Ti telefono domani mattina. - Ciao.

- Allora... ci vediamo. - No. Tu resti qui!

- E la macchina? - Sei venuto con la macchina di mia moglie? - Sì...

Allora? Prenderai un taxi.

Dottore, al primo piano usavate lo "sportellino".

Qui siamo al 4º Piano...

Ecco fatto. Vedrà che domani si sentirà un leone!

Risotto con tartufi e bistecca alla Bismark, Ok?

- Roberto, ti sembro il tipo da lasciarsi fregare? - No, perché?

- Perché io ho capito tutto. - Ah!

Fino adesso mi son lasciato trattare da imbecille, ma ora basta.

Se è per quell'assegno ho avuto qualche difficoltà, ma...

- Cosa c'entra I'assegno? Io scappo! - Scappi?

- Se non scappo qui mi fregano. - Che bisogno hai di scappare?

- Basta che tu dica di volertene andare. - Sai cosa ti rispondono?

Prego, prego! Vada pure, però...

E con quel "però" ti bloccano! Ma io sto bene!

- Roberto, ti prego, aiutami a scappare! - No...

certe responsabilità non le posso proprio assumere.

Per il prestito non ti preoccupare, lo lasciamo stare ancora un po'.

Sintomatico in queste forme di dispnea non è il tono cardiaco,

ma una forma tachicardica controllabile all'ascolto.

Ha passato un momento critico con quella fuga, ma ora sta meglio.

Io sospenderei le applicazioni inverness che possono causare

screzi renali e inizierei il trattamento sintomatico.

- Sarebbe opportuno... - Che ha detto? - Silenzio.

Devo anche restar zitto!

Sì, è meglio che stia zitto,

altrimenti avrei troppe cose da dire su questa clinica.

- Vogliamo prosegire? - Certo, professore.

- Cosa fate in camera mia? - Lei che è venuto nella nostra.

Mi hanno narcotizzato.

Ore 20 e 44... ore 20 e 44... ore 20 e 44...

Provi a fare il 10.

Ore 20 e 44... ore 20 e 44...

- Ma... - Allora provi il 92.

- Ore 20 e 45... ore 20 e 45... - Cosa vuol dire?

Che manca un quarto alle 9.

- Mi state prendendo in giro? - Lo fa il telefono.

Risponde sempre I'Ora Esatta.

- Ma questo che piano è? - Il 5º.

Il 5º?

Voglio controllare.

Non finisce qui. Scrivo al ministro della Sanità.

Faccio un esposto, è un abuso di potere, un sequestro di persona.

Ah! Facciamo lo sciopero della fame!

- E' suo? - Sì, noi abbiamo mangiato.

Ora mangi anche lei, non faccia il bambino, mangi qualche cosa.

Io faccio quello che voglio!

Voglio è una parola che non si conviene né a un re né a un amante!

Cosa vuol dire?

Vuol dire che chi può... non deve dire voglio!

E io invece voglio scrivere.

Come crede solo che nelle sue condizioni farebbe molto meglio

...a mangiare che scrivere esposti. - Come sa che scrivo esposti?

Qui al 5º piano li scrivono tutti, io li capisco, si sentono soli...

specialmente quelli che non confidano nel Signore.

Sorella, se vuole fare delle prediche le vada a fare in chiesa.

Inzerna, soffriamo il caldo?

No, che c'entra? Io parlavo con la suora mica con lei.

Certo, ma stia calmo, non vede i suoi compagni come sono buoni?

Ora deve mangiare, mangi poi torno.

Vai, vai... brutta, vecchia e antipatica.

Lei le monache del 5º piano le vorrebbe

belle carine, simpatiche e magari che ci stanno?

Non dico questo, ma più sono brutte più sono scortesi.

Forse quando sono brutte siamo antipatici anche noi.

Allora come si spiega che le suore quando sono belle e giovani,

sono anche gentili?

Una suora bella e giovane non può essere che un angelo

altrimenti perché sarebbe una suora?

- Se ha bisogno di qualcosa, il campanello è lì. - Grazie.

Ora che sono qui non ho più bisogno di niente.

- Si può avere della liquirizia? - La liquirizia sporca le lenzuola!

- Cosa ha detto? Le piace stare al 5º? - Sì.

- Perché? - Qui I'aria è migliore.

- Ma tengono sempre le finestre chiuse! - A me piace lo stesso!

Prima si sale, e prima si arriva.

Si arriva dove?

La verità è che siete dei vigliacchi!

Vi lasciate mettere sotto come delle pecore, lui con la liquirizia,

quell'altro canta, quest'altro è contento, ma io no!

Io scrivo e se non basta scrivere faccio una denuncia

perché io ho bisogno di guarire, capito?

Se per guarire bastasse desiderarlo, sarebbe molto semplice.

Ma io sono ricco, non sono un poeta,

e soprattutto non sono un vecchio rincretinito!

Si mette a piangere adesso?

Che dovrebbe fare? Sbellicarsi dalle risa?

Ma lei crede di essere simpatico? Ma chi crede di essere?

Qui siamo tutti uguali!

- Non sarà mica morto? - Non si preoccupi, al 5º non muore nessuno.

- Come lo sa lei? - Lo so.

Comunque, se la cosa, può tranquillizzarla...

Gordon viaggia su raggi cicloscopici e sta per raggiungere Mercurio.

Che fa? Vuoi buttarsi di sotto?

Mi serviva il cordoncino.

Se gli serviva la tenda, buttava giù il palazzo.

Giovanna? Perché non sei al 3º Piano?

Non ho capito bene, pare ci sia stato uno sciopero.

No, ci vogliono intrappolare.

Questa lettera deve arrivare con urgenza al ministero della Sanità!

- Sì, ma tu come stai? - Al ministero della Sanità, subito!

Sì ho capito! Ma tu come stai?

Non mi interrompere continuamente, il tuo occhio migliora?

- Seguita a non collaborare. - Sono i medici che non collaborano.

Che succede? Campione, fa il "terzo grado"?

No, volevo solo parlare con la signorina.

E le fa prendere freddo? Bravo! Vogliamo farla peggiorare?

Rientri, rientri.

Perché si è alzato dal letto? Che ha fatto?

Niente! E' cascata la tenda.

Non è colpa mia se qui la roba è attaccata con lo sputo!

La faccia riparare.

Far lavorare degli operai, in un ospedale non è semplice!

- Per fortuna il personale del 5º va in ferie e... - Cosa significa?

Che faremo riparare la tenda quando i ricoverati saranno smistati.

- Smistati dove? - Agli altri piani naturalmente!

Vogliono mandarci al sesto!

No! Ciascuno sarà portato nel posto più acconcio!

E' un trucco ci vogliono mandare tutti al sesto!

Io ci vado volentieri.

Lei! Perché regge I'anima con i denti, ma io no!

Io pago, prenderò degli infermieri privati io sono ricco...

E io no! Eppure ce ne andiamo insieme!

- Io da qui non mi muovo. - Infatti lei scende al quarto.

Vede che non bisogna mai disperare nel Signore?

515... 4º piano... stanza 418... ci crede ora?

Ragazzi! Scendo al 4º!

Bella la mia suora!

Perché questo pigiama party?

- E' I'ultima notte di carnevale. - Come sto?

- Bene. Abbastanza esotica. - Perché c'è la guardia?

C'è dentro una nobile I'hanno trovata alla dogana con la droga.

- Champagne! - Bravissimo!

Come ha fatto a procurarselo Signor Inzerna?

Ho corrotto un minorenne: Il ragazzo dell'ascensore.

- Cara, signora. - Sono contenta di partecipare alla sua gioia.

Sono così rari coloro che riescono a scendere di un piano!

- Ha portata il bicchiere? - Naturalmente!

Grazie. Benissimo allora andiamo a prendere qualche cosa. Giovanna?

- Beviamo qualcosa. - Piacere.

- Cosa prende, signora? - Un dolcetto?

- Cioccolatini? - Grazie. - Cioccolatini? - Grazie.

- Vuole? - Sono cioccolatini della clinica? - No.

- Sua moglie è più giovane di lui. - Non è la moglie, è I'amica.

- Signora che la trovo splendida! - Grazie!

E' la signora del 316!

Io sto al 318 e non ho mai avuto occasione d'incontrarla!

Esco così raramente!

- Un liquore? - Grazie.

- Non ve lo consiglio, arriva lo champagne. - Allora aspettiamo.

- Ci è riuscito? - Ecco il ghiaccio per lo champagne,

ma ho dovuto aspettare che si addormentasse I'infermiera.

Attenzione, piano o farà il botto.

- Sono bottiglie di champagne. Il 515 dà una festa. - Una festa?

Sarebbe proibito, ma facciamo finta di non saperlo.

- E' caduto! Ho perso! - E' tutta colpa sua!

- Vuol provare lei? - Io? Grazie.

- Vuol provare con me? - Volentieri.

Ora provi lei!

- Sei stanco? - No, solo... - Un po' accaldato.

No, sono solo sudato, sudore freddo.

- Asciugati, ci sono i fazzolettini. - Grazie.

Guarda. Fazzolettini svedesi, che schifo!

- Bevi un po' di champagne, ti fa bene. - Sì.

E' riuscito bene il pigiama party!

Meno male un po' di musica!

Posso ballare con lei signor Inzerna?

Permetti?

Permette?

Stellina, balli?

Poveri vecchi, si divertono. Sono già morti e non lo sanno!

Signori! Changez les dames!

Ad maiora, Signor Inzerna! Sempre più in alto!

Vorrà dire sempre più in basso!

- Hai la febbre? Sei accaldata. - Sarà I'eccitazione.

Sono felice di stare fra le tue braccia.

Il signor Inzerna figlio ha sottoscritto un'assicurazione

sulla vita con la nostra compagnia sin dal 1961.

Un'assicurazione sulla vita per un valore di mezzo miliardo.

Mi scusi, allora la sua visita vuole dire che mio marito...

Signora, in questo momento suo marito

è quello che la Salus Bank definisce un sesto piano.

Non mi sembra il caso di drammatizzare.

Ma mezzo miliardo risolverebbe tanti problemi per la cartiera.

Scusa papà. Questa assicurazione a favore di chi è?

Della cartiera... o... nostra?

La beneficiaria è lei signora, soltanto lei.

Questi sono solo dettagli, la cartiera ha bisogno tanto di te,

quanto di me, lei ci vorrà scusare vero?

Ma non ho finito, il motivo della mia visita è un altro,

qualche anno fa io non sarei venuto. Una volta scomparso il cliente

I'assicurazione avrebbe provveduto a liquidare la somma.

Allora c'è qualche cosa che non funziona in questa assicurazione?

No, si tratta di una semplice e meravigliosa possibilità di scelta.

- Quanto zucchero? - Tre, grazie.

Amare le donne, ma dolce il caffé.

Naturalmente loro sapranno cos'è I'ibernazione.

Una persona viene congelata e continua a vivere

in uno stato latente per un periodo indefinito di tempo.

La scelta da fare è questa:

O lasciamo che la malattia segua il suo corso,

e in questo caso morendo vi farebbe riscuotere il mezzo miliardo,

oppure la Salus Bank finanziata dalla nostra compagnia

ibernizza il cliente dando così la possibilità

alla medicina di scoprire il segreto della immortalità.

In questo caso che cosa succede?

L'assicurazione non paga almeno per il momento,

ma nel caso che non si scoprisse il segreto dell'immortalità

la compagnia pagherebbe scrupolosamente.

Chissà dopo quanti anni! E la cartiera?

Non credo che sia una cosa seria il segreto dell'immortalità.

In fondo tutto si riduce a protrarre la sofferenza.

No! Questo no. L'ibernazione assicura la totale insensibilità.

Comunque io mi rendo conto che dobbiate riflettere,

non vogliamo fare alcuna pressione.

- L'accompagno. - Ossequi.

Saremmo lieti se ci comunicate le decisioni al più presto possibile

e se vogliono possono visitare I'impianto di Ibernaziene.

Questo è un calendario omaggio della nostra compagnia. Arrivederla.

Sì? Oh, la Salus Bank!

Sono io.

Oplà 1-2-3! Ho vinto ancora io, cara!

Inzerna?

Amore?

- Come stai? - Mi sentO molto debole, perché...

- Non hai appetito? - No, quello ce I'avrei ma mi stanno facendo...

- Delle cure troppo forti. - Dio mio... perché mi interrompi sempre!

- Amore, scusami. Allora perché? - Perché che cosa?

Perché ti senti così debole?

Perché... ma come hai fatto ad arrivare quassù?

Mi sono fatta aiutare dall'infermiera del piano di sotto.

Del piano di sotto?

Sì, c'è stato un caso di scarlattina al 4º piano.

Proprio la stanza vicina alla mia e allora mi hanno trasferita al 5º.

Non devi lasciarti trasferire, devi reagire, ti vogliono intrappolare.

Signorina, cosa fa qui?

Lo sa che non si può, questo è il reparto riservato agli uomini!

- La lasci stare, non fa niente di male. - E' proibito, esca subito.

Venga!

Ciao, amore. Cercherò di tornare.

Giovanna!

Giovanna, non ti far convincere! Non sei malata!

Come si apre questa maledetta porta?

Questa porta la apriamo solamente noi, da qua.

Mi risulta che ci dai molto da fare, figliolo.

Non possono prendersela anche con lei.

- Andiamo a letto. - Lei non ne ha colpa.

Ma cosa c'entra lei, cosa c'entra?

Qui tutti si danno da fare per esservi utili, per aiutarvi.

Qui ci vogliono mandare tutti al 7º piano.

Secondo te che cosa c'è al 7º piano?

Lo so io cosa c'è al 7º piano!

Non ci sei mai stato, non lo puoi sapere, te lo dico io?

C'è una gran pace, una gran tranquillità, i medici migliori,

cure più efficaci, che cosa credi?

- E allora perché non ci va lei al 7º piano? - Non ne ho bisogno.

Se fosse necessario al 7º piano andrei, mai al 1 º,

con quella confusione, quella specie di kermesse...

- Lei non mi convince. - Non volevo convincerti, figliolo.

Ma siccome tra qualche giorno ci lascerai, volevo solo consigliarti.

- Vi lascerò? - E' stato deciso, fra qualche giorno te n'andrai.

- Lei non giura il falso, vero? - No!

Allora giuri che sto per andarmene.

Certamente, figliolo, ma ora copriti, è meglio.

Per questo ti consigliavo di andare al 7º piano,

adesso però riposa che così questa sera verrò a darti un salutino.

- Va bene? - Posso fare un telegramma a casa?

Certo.

E' una sistemazione provvisoria, abbiamo una convenzione

con la Ibernation Company di New York che provvede al trasporto

e alla conservazione del corpo nel deposito in Alaska.

Questo è il primo stadio.

Non possiamo ancora garantire la resurrezione al 100%,

ma siamo in grado di dare il massimo delle probabilità.

Una specie di sospensiva.

I signori, hanno bisogno di qualche chiarimento?

- Grazie, ci basta vedere. - No, grazie, da questa parte.

Ibernazione? Per me questo è un obitorio!

Bisognerebbe sapere che cosa ne pensa la religione.

La religione non può condannare I'ibernazione,

per ora è un'avventura che rimane circoscritta al campo scientifico.

Si però prima sentirei il parere del nostro reverendo.

Il reverendo non avrà niente da obiettare,

poiché I'ibernato, che debba vivere...

voglio dire rivivere, non è detto che non debba morire mai più.

La Chiesa non si oppone alla medicina.

Piuttosto, qual è la volontà di suo marito?

Di guarire naturalmente!

Se posso darti un consiglio...

Se c'è qualche possibilità, è sempre meglio fare un tentativo.

Guarda qui, Anita.

Cara, vedi questo signore?

Ha 30 anni, tempo di ibernazione 25 anni,

ciò vuoi dire che quando uscirà ne avrà sempre 30 e sua moglie...

Così tuo marito tra 25 anni ne avrà sempre 40 e tu 65 anni.

Uno straccio, una cosa da buttar via.

Allora? Cosa abbiamo deciso?

Andiamo a vedere papà, forse lui ha un'idea.

Seguendo questo corridoio troveranno I'ascensore per il 6º piano.

E' qui.

Che fenomeno!

Scusi, può abbassare I'audio? Mi fa venire il mal di testa!

Certo.

Dai! Dai! Picchialo! Allo stomaco.

Allo stomaco! Mena allo stomaco!

Se lei grida così è inutile che io le abbia detto di abbassare I'audio.

Ha ragione, ma io quando vedo la box non capisco più niente.

L'ha buttato giù! Dio che K.O.!

Arbitro, ma che conti? Quello è morto e tu conti?

L'aveva promesso alla settima lo butto giù!

Buongiorno, le ho portato I'Osservatore Finanziario.

Non voleva vedere il listino di Borsa?

No, adesso non ho voglia mettilo lì.

- Sono stanco. - Anche io. Ho dovuto fare sette piani a piedi.

E per la biancheria come fanno?

Ci sono gli ascensori di servizio, ma io non posso col carrello.

- Perché sono dei porconi! - A chi lo dice, buongiorno!

Signor Inzerna, lei che ne dice?

- Che cosa? - Che non lo fanno salire col carrello.

Cosa vuole che me ne importi! Abbia pazienza!

Era per parlare!

- Allora, lo facciamo questo esperimento? - Sì.

- Dottore, le ho portato il suo giornale. - Grazie.

Prego.

- Posso dare un'occhiata anch'io? - Va bene, guarda.

- Ma io non vedo niente. - Regola il fuoco.

Questa tintura è fantastica. Dove I'ha trovata?

Non è una tintura, è una cura per il bulbo.

- Vuole un po' di mentolo? Fa la pelle più morbida. - Va bene.

Mio padre ha inventato un decotto di malva.

Io avevo lo stomaco che andava per conto suo... adesso, un orologio!

E poi sa che le dico? Se arrivano i cinesi...

chi se ne frega!

Non mi posso mica preoccuparmi anche dei cinesi!

E poi i cinesi si faranno la barba pure loro, no?

Bello. In confronto a prima, sembra il figlio.

Ecco fatto. Va bene?

Signore? Scusi per la chiacchierata, qui è un mortorio!

Ci vediamo domani, arrivederci.

Chi I'avrebbe detto, per un fischio al naso!

Lei è davvero fortunato, si è appena reso libero un posto al primo piano.

Venga, lei è in buone mani!

Perché? Stiamo così bene con le parrucche nere!

Non lo so, lo sai com'è la gente!

Mamma, perché non dobbiamo metterle?

Non lo so, non vorrei che fosse interpretato male.

Ma cosa c'entra? Anche Consuelo e sua sorella le avevano messe,

in fondo era un disastro aereo.

- Che ne pensi, papà? - Io non avrei alcun dubbio!

Ha ragione Gloria, è una forma di rispetto.

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