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Original subtitles

Nonna, stai bene?

Stai bene, nonna?

- Sto bene. - Grazie a Dio.

Chiamo il dottore.

Nonna, hai avuto un infarto.

Un infarto? Sono solo inciampata.

Nonna, riconosci quell'uomo?

È Gérard.

- Sì. - Sì, è Gérard.

- E lui? Sai chi è lui? - Quello stronzo di Olivier.

Bene!

Grazie a Dio stai bene. Ottimo.

Dov'è tua madre?

Béné, dove sei?

Nonna, lei è...

Non è più con noi. Lo sai.

Ci stai prendendo in giro?

Certo che sì.

Riderà quando glielo dirò.

Dov'è?

Chiama tua madre, Joseph.

È un disastro.

UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX

Altro

Che caffè

È una cosa seria.

Non è in sé.

Jean Jaurès?

- Cazzo, è Jaurès. - Pastra cosa?

- Cosa devo fare? - Riattacca.

No! Se lo fa, Jaurès darà di matto.

Non so cosa dirti.

Scusa, stavo scherzando. Qui non prende bene il telefono.

Ho visto che siete in ospedale. Che state facendo?

Beh, è che...

Gérard ha avuto un prolasso.

Ci siamo spaventati, ma ora sta bene.

Non mi sorprende.

Dovete tornare a casa. Vadim arriverà presto.

Vadim? Che razza di nome stupido è?

Il botanico, Ludmila.

Per la Pastraerba. Conto che sarai lì ad accoglierlo.

Conta su di noi. Gli daremo un benvenuto da principe.

Va bene. Ciao.

Sei stata perfetta.

Aspettate. Il tizio, Vadim, verrà presto a casa per vedere Ludmila.

Siamo fottuti. Ci serve una soluzione.

Cazzo.

Devo comprare i macaron per la festa di Isidor.

Sì. È proprio fuori di testa.

Qual è la soluzione?

Io conosco la ricetta della Pastraerba. Sto sempre con la nonna.

Ma Jaurès è stata chiara. Vuole che gliela dia Ludmila.

Merda.

Ti ha creduto con la voce.

Sì. Ha continuato a parlarmi.

Forse ho un'idea.

Faremo uno stampo del tuo viso.

Ci vorranno circa 30 minuti.

Rilassati.

Chiudi gli occhi.

Per la miseria! È notevole.

È pazzesco.

Sono sbalordita.

Non lo so, papà. Non le assomiglio per niente.

È ridicolo. Che roba è?

Capirà subito che è un trucco.

No, ti assicuro che è sconcertante.

È perfetto. Il tipo non conosce la nonna.

- Funzionerà. - Chi è la vecchiaccia?

Siete sicuri che sia stata una buona idea dimetterla?

Le cavigliere non ci hanno dato scelta.

Nonna, se hai un segreto per la Pastraerba, devi dircelo ora.

Non so di che parla.

Non vedi che non sta bene? Lasciala stare. Non ci sono segreti.

Conosco la ricetta.

- Conosco gli ingredienti. Basta. - Va bene.

È il botanico.

Ok, nonna, devi nasconderti. Non puoi farti vedere.

Aure, ho i guanti.

Andiamo.

Cavolo, è armato.

Salve. Joseph.

- Salve. - Dov'è Ludmila?

Sta arrivando.

Piacere, sig. Vadim... Vadim e poi?

Vadim.

Molto bene.

Siamo felici di lavorare con te.

No. Siamo qui per lavorare. Dov'è Ludmila?

Sta arrivando.

Abbiamo preparato una stanza per...

È questa, la mia stanza. E rimane qui fino alla raccolta.

La raccolta? Quanto tempo resterai?

- Tre mesi. - Tre mesi?

Ottimo. Tre mesi va bene.

- Ecco la nonna! - Eccola.

- La star! - Nonna.

Che c'è?

Qualche problema?

Salve, Ludmila.

Ciao, Vadim.

Ok.

Non stiamocene qui a grattarci il culo. Ti mostro il fienile.

Grazie.

Di qua.

Piano.

Funzionerà.

Cosa?

Funzionerà.

- Sì. - Dannazione.

Gli ingredienti sono la chiave.

Limoni, carote... Perfetto.

Alcune patate, perché ci serviranno.

Il sedano.

E il coriandolo.

Coriandolo freschissimo.

- Lo senti? - Sì.

Il brodo è la cosa più importante.

Annaffia con il brodo?

- Sì, col brodo. - Brodo.

Puoi darmi del tu, comunque.

Ferma! Non toccare nulla!

- Faccio tutto io, chiaro? - Sì.

Quanti anni hai?

Beh...

non è una domanda da fare a una donna.

È guerra, Ludmila.

Il mio compito... è assicurarmi che la Pastraerba abbia una ricetta.

Ma certo.

E che possa riprodurla senza gli Hazan. Quindi...

non toccare gli ingredienti

o ti ammazzo.

Cazzo, ero terrorizzata.

Per me sei stata magnifica.

Funzionerà.

Funzionerà?

Mi ha quasi beccata, con la pentola.

Non importa. Credi in te stessa.

Vado a chiamare la nonna.

È di sopra da un'ora.

- Cazzo, non lo sa. - No.

E mancano tre mesi.

- Tre mesi? - Sì.

Non ce la farò. Siete pazzi?

Non abbiamo scelta. Che possiamo fare? Tre mesi fino alla raccolta.

Di chi è la colpa?

È assurdo. Non funzionerà mai.

Grazie, papà. Davvero incoraggiante.

- Dov'è la nonna? - Cosa?

- Non è nella sua stanza? - No.

Maledizione!

Sta parlando col tipo.

- Jo! - Che c'è?

- Sei scalzo. È sospetto. - Dammi le scarpe.

Che succede?

Nonna!

Che succede? Lascialo in pace.

- Ha rovinato il mio prato. - Non importa.

L'erba ricrescerà.

Scusa. È un po' stanca dopo tutto il lavoro di oggi.

- Certo. - Sì.

- Dovrebbe tornarsene a letto. - Certo.

Piano.

Ok, buonanotte.

- Ti ha fatto del male? - Nonna, calmati.

- Va' a letto. - Non sono stanca.

Dai, ti avevo detto di restare in camera tua. Non va bene.

Resta qui, Ludmila, ok?

Aspetto una persona. Non mi muovo...

- Olivier, sul serio? - Che c'è?

Hai chiuso a chiave?

Sì, è troppo rischioso.

Perché non la metti in gabbia?

- Non è una cavia. - Calmatevi.

La coccoleremo. Sta meglio qui che in ospedale.

- Con lo psicopatico là fuori. - Cosa?

Immagina se vi vedesse insieme.

- Non va comunque bene. - Ti abbiamo forse interpellato?

Così mi deprimi.

Lo so, ma Olivier ha ragione. Non abbiamo scelta.

Non abbiamo scelta. Noi...

Accidenti.

Ciao, nonna.

È ora di pranzo.

Ecco qua.

Grazie.

Portami una tazza di salsicce.

Con due palle.

Nonna...

una tazza di tè.

E quelle non sono palle.

- È zucchero. - Ok.

Non restare troppo.

- Ho un appuntamento con de Gaulle. - Dai.

E si merita tutte le medaglie, fidati.

Nonna!

Perché sei fissata con gli anni '40?

- Il prossimo è Churchill? - Non mi piace.

Clemanceau.

È un leone.

A che ora viene de Gaulle?

Presto. Smamma.

Ok, vi lascio soli.

A dopo, nonna.

Sì, a più tardi.

È proprio elegante.

Certo che lo è.

È un completo stupendo. L'ho aggiustato io.

C'è una sorpresa nella tasca interna.

- Davvero? - Sì.

Beh, sì.

Per forza. Se la tua donna si eccita...

Youssef mi ha mandato un video della bambina. Che carina!

Guarda.

- Sputa il cibo! - L'ha mandato anche a me.

- Davvero? - Sì.

È un peccato che non possa vederli.

Sì, anche per me.

Sì, ma è una tua scelta.

- Cosa? - Una tua scelta.

Sono i miei unici nipoti, ok?

Non l'ho voluto io. No.

E, se non l'avessi notato, stavamo parlando...

Per quanto tempo ce l'avrai con me?

Tu pensi di non aver mai fatto nulla? Ricordi il capannone?

Non c'entra niente. Ho lasciato io la cornacchia alla porta?

Ho dato io fuoco all'auto? Ho fatto io l'accordo con Jaurès?

Come ti permetti? Va' a dormire!

Non è mai colpa tua.

- Voi restate qui. - Vattene.

- Non me ne frega niente. - Coglione.

Lascialo crogiolare nella sua rabbia.

Non importa. Si sbaglia.

Dimmi solo una cosa.

Come lo farai con la tua donna con la cavigliera?

Merda.

Già.

Non ci avevo pensato.

Viene spesso qui.

Buonasera.

Enrico, io ti adoro.

Grazie. E io adoro te, Catherine.

Ok, Gaston. Basta così.

Che vuoi dire?

Andiamo.

Dimmi, signorina. Non sei della stessa generazione di Gérard.

No.

Forse puoi aiutarmi.

È tutto il giorno che il mio telefono vibra.

E continua a mandarmi di continuo degli uccellini.

Lo rimanderò in fabbrica.

- Fammi vedere. - Uccellini?

Sono le notifiche di Twitter.

Stai creando un buzz, Enrico.

Ma che cos'è? Non l'ho chiesto io.

No, sei al primo posto nelle classifiche.

- Cosa? - Sì.

- Non può essere. - Al primo posto.

È straordinario, Gaston.

Lo dicevo io che era il mio album migliore.

È vero. L'ha detto.

Sarà una hit intergenerazionale.

Intergenerazionale. La mia preferita.

L'anno prossimo, organizzerò cinque concerti a L'Olympia.

No, aspetta.

Non farti prendere la mano, Gaston.

Vacci piano. Con calma.

Me ne occupo io.

Ti troverò un manager.

Che manager?

Un giovane manager...

Si chiama...

Ali.

Ed è...

eccezionale.

Festeggiamo le buone notizie, Gérard.

- Ok. - Stasera paghi tu?

Certo.

Nel senso che va bene oppure...

Certo, va bene.

Ok.

- Noura. - Sì, signore?

Vorrei la sogliola,

gli spaghetti, le merguez,

la costata, la triglia,

l'orata, la spigola,

l'agnello, il vitello,

il couscous, la paella,

il couscous con fagioli, un'altra orata e Boukha per tutti.

Boukha per tutti. È...

Grazie.

È...

costoso. Molto costoso.

- Chi è? - Non lo so.

Chi è?

Elodie.

- Cazzo. - Che...

Nasconditi.

Elodie?

Sì. Posso entrare?

Elodie!

- Buonasera. - Come va?

- Ok. - È tanto che non ci vediamo.

Avete un furgone nuovo?

Cosa? Sì.

È di mio padre. È un grande fan dei furgoni anni '80.

"Quando un uomo ama un furgone."

Percy Sledge.

Vorrei vedere Ludmila, se possibile.

Perché?

Sta dormendo. Qualcosa non va?

Ha detto alla polizia di essere stata chiusa in camera.

Fantastico.

Che burlona! È assurdo.

Vi ha chiamati?

Ha 90 anni e ancora fa gli scherzi.

Non smette mai.

L'altro giorno ha sollevato la cornetta.

Ha detto: "Pronto? Ciao, Louis!

Come stai?

Allora?

Come stai?"

Ok. Posso vederla?

E poi ha riattaccato.

Sono solo delle burle. Ha 90 anni, dopotutto.

Posso vederla?

Ma certo.

Gliela chiamo subito.

Scusa, te la chiamo subito. Aspetta qui.

Vuole vedere Ludmila.

- Devi andare a parlarle. - No.

- Sei pazzo! - Per forza!

- No! - Smettila!

- Aspetta. - Non lo farò.

Merda!

Olivier! Tu e quel maledetto ferro arricciacapelli!

Hai fatto saltare il fusibile.

Scusa, Elodie. È saltato il fusibile.

Siamo nel buio più totale.

- Non fa niente. - Nonna!

Nonna, dove sei?

Nonna.

- Dov'eri? - In bagno.

Ci credo! Puzza da morire.

Non avrai mangiato il riso, vero?

Che c'è?

Andiamo.

Eccola.

- Nonna, è venuto a trovarti qualcuno. - Chi c'è?

- Elodie. Te la ricordi? - C'è qualche problema?

Dovrei chiederlo a te.

È per la telefonata?

Lo so.

Io e Gérard ci siamo ubriacati.

Eravamo patetici.

Ero ubriaca fradicia.

- Non dirai sul serio. - Ok.

Ti senti meglio dopo l'infarto?

Sì.

Che buffo! Sai dell'infarto?

Me l'ha detto Aure.

Voi due parlate ancora... con Aure?

Sì, stiamo insieme.

Quindi parliamo, sì.

Ok.

- Pensavo... - Idiota.

Lo sapevamo.

Certo che lo sapevamo.

Io lo sapevo. Lo sanno tutti.

- Non è che lo stia venendo a sapere... - Ok, Joseph.

Zitto.

Beh, buonanotte.

- Abbi cura di te, Ludmila. - Sì.

E... vacci piano con gli scherzi.

Hai sentito, nonna? Basta scherzi.

Brava.

Anche tu.

Tranquilla, non lo dirò agli altri.

Grazie.

Non farle vedere la cavigliera.

Sì.

Puoi farcela.

Che fai?

Un rodeo?

Non ti piace?

Mi piace... fare l'amore con gli stivali.

Per questo la prima volta non è andata.

E non c'entra niente la cavigliera che indossi?

La...

O l'erba che fumi di nascosto?

Ok.

Pensavo di essere discreto, ma...

Non ti giudico. Non m'importa. Smetterai quando ti sentirai meglio.

E non vuoi chiedermi della cavigliera?

Mi piaci.

Mi basta sapere quello.

No, non te li togliere.

Credo mi piacciano.

No, arriverà.

Non è abituata a lavorare così tanto.

Per questo è così stanca.

- Non me ne frega un cazzo. - Certo. È normale.

Ok. Vado a vedere che sta facendo.

Torno subito.

Cazzo!

- Che stavi facendo? - Avevo messo la sveglia.

Non ho collegato bene il telefono prima di andare a letto.

Eccola, è qui.

Vadim, tutto ok? Hai dormito?

Mia cara nonna! Oh, quanto ti voglio bene.

- Che stai facendo? - Riaggiusto la guancia. Si è staccata.

Il mio Bubélé.

Basta. Potete abbracciarvi dopo.

Guardami un'ultima volta. Perfetta. Ecco fatto.

Che birbante!

Questa è l'ultima volta, chiaro?

Scusa, Vadim. Non mi sono svegliata. Non succederà più.

- Buona giornata, nonna. - A dopo, Bubélé.

Mettiamoci subito al lavoro.

Non ti metti sotto le coperte?

Sento caldo.

- Davvero? - Sì.

Ti comporti in modo strano, Aure.

Non ti vedo mai. Non scopiamo da tre settimane. Che succede?

Lo so, mi dispiace. Sono esausta.

Sul serio.

Mio padre ci sta uccidendo di lavoro.

Basta. Dimmi la verità. C'è un'altra?

Non essere drammatica. Non c'è nessuno.

Allora dimmi che succede.

Beh...

Ok.

È vero. Sto avendo dei dubbi.

Forse dovremmo prenderci due o tre mesi di pausa.

Prenderci del tempo per respirare.

Dici sul serio?

Ti sembra questa la soluzione? Ma dai.

Aure, se c'è un'altra, dimmelo. Chi è?

Smetti di ripeterlo.

La farò semplice.

È finita. Non ti ho ammanettata. Te ne puoi andare.

Ok.

Ottimo.

Se c'è un'altra, lo scoprirò.

Cazzo.

È incredibile che ci abbia ingannati.

Jo mi ha davvero ferito. Non posso fingere che...

Ho sempre detto che ha pessime idee.

Lo so.

Stai spaventando tutti gli animali.

Fai troppo rumore.

Andiamo via.

Lontano dagli Hazan. Da soli, io e te.

Daremo la ricetta a Jaurès e poi andremo a...

mangiare tacos a Miami.

Beh, per prima cosa...

Che cazzo fai?

Era un cinghiale? Cos'hai visto?

Niente. Volevo solo sparare. Mi sto annoiando.

Sì, hai ragione.

Ok.

- Andiamo? - Sì.

- Stai fumando, nonna? - No, sono io, idiota.

Chi è?

Nonna, sono io, Jo. Tuo nipote. Non ricordi?

Si dimenticano tutti di me.

Non vedo i miei figli da due mesi.

Voglio morire.

Tieni.

Vadim mi sta rompendo le palle.

Sto per scoppiare.

Temo che non mi riconosceranno.

Sei pazzo? Certo che sì.

Ma saranno incazzati.

Non importa.

Sarà un cambiamento rispetto a qui, dove tutti mi vogliono tanto bene.

È vero.

Ho fatto una sega a Jean Moulin.

Nonna, di cosa parli?

Mi ha montata e mi è venuto nei capelli.

- Nonna. - Nonna, smettila, per favore.

La porto di sopra...

- Sta aprendo... - Non va bene.

Non è possibile.

Prima di addormentarci, ho un regalino.

- È il tuo cazzo? - No.

Che cos'è?

Alla fine del mese, tre concerti a L'Olympia.

Poi un talk show pomeridiano.

Pomeridiano?

Che cos'è?

Partiamo?

Perché non al serale?

Non avevo i contatti della rete.

- Gaëtan a Elodie, sei in posizione? - No, arrivo.

Quando posso uscire?

Fa' silenzio, Ludmila.

Non è ancora ora.

Quando sarà ora?

Non ancora.

La ribalta di Enrico è iniziata. Tutti i CD esauriti in pochi giorni.

La stampa è venuta a sapere del fenomeno,

e poi si è sparsa la voce.

Stai ancora spiando la tua ex? Lasciala...

Basta. Zitto.

È l'album più venduto dell'anno.

Ha superato i dieci milioni!

- Mai successo a Enrico Macias. - Pazzesco.

- Incredibile. - È pazzesco.

E poi, molto lentamente... lo porti a 2.700K di temperatura.

Ok, 2.700K.

Guarda. Si illumina dappertutto.

Che ci fai qui?

Devo vedere i bambini.

- Che rottura! Ho già detto di no. - Lo so, ma mi mancano, Aïda.

Sono depresso. Ho bisogno di vederli.

Cinque minuti. Poi me ne vado.

Per favore.

Entra.

Grazie.

Non ti sento!

Pronti a partire?

Tesoro.

Sei stanco del DJ?

Va bene.

Hai preso un acido? A me puoi dirlo.

Mi siete mancati da morire.

Tesori miei, papà è quasi uscito da questo casino.

Presto tornerà a trovarvi ogni settimana.

O anche ogni giorno, se la mamma mi rivorrà.

Ma questa è un'altra storia.

Partiamo con un altro DJ set.

Lì. Alla radice.

Taglia.

Bene.

Così. Va bene.

Spasibo, Ludmila.

Appendila a testa in giù.

Mi farà strano non vederti, Vadim.

Sarà uno shock.

Che cazzo è quella roba?

Cazzo!

Cosa hanno fatto a Ludmila?

È andato a letto.

Ok, bene...

È ora di vedere quanto è buona la mia Pastraerba.

Chi ha staccato il misuratore?

- È scarico. - Io no.

Sono stata io, Bernard. Sto caricando l'iPhone.

Non importa. La analizzeremo alla vecchia maniera.

- Andiamo. - Sì.

- Tieni. - Non posso.

Scusa, non dovevo offrirtela.

E io?

Non credo che sia opportuno nella tua condizione.

Bastardi.

Piccoli bastardi.

Cinque secondi e già senti l'effetto. Pazzesco.

La tua Pastraerba è proprio buona.

Sei stata perfetta. Ci hai salvati.

- Brava, davvero. - Bene, Aure.

Brava, Aure.

Brava.

- È inaspettato. - Brava, Aure.

Sei una vera perla.

- Grazie, fratello. - Brava, Aure.

Brava, Aure.

Brava, Aure.

Brava, Aure.

Ti stai ripetendo, figliolo.

- No, farò un discorso. - Cosa?

Sarei dovuto restare seduto!

No, volevo solo dire qualche parola.

Beh, adesso che siamo... grazie a te, Aure...

"hors" o fuori pericolo...

e possiamo dare questa a quella pazza...

Volevo cogliere l'occasione per scusarmi...

con tutti voi...

per avervi tradito.

Ecco. E...

E perché, in realtà, volevo proteggervi.

Tutto qua.

Pensavo di fare del bene ma, come al solito,

ho sbagliato. È stato tremendo.

Perdonatemi, per favore.

- No, non piangere, Jo. - Non sto piangendo. È la Pastraerba.

Sì, invece.

Andiamo, figliolo.

Forse hai ragione, sai? Non siamo fatti per questa...

Sì.

- Che tristezza. - Mi dispiace.

Non voglio litigare. Mi dispiace per la tua auto.

- È stato un incidente. - Non importa.

Scusa, ho scorreggiato.

Sono pieno di gas. Spostati.

- Scusate, è l'emozione. - Cazzo!

- Anche tu? - Me ne è sfuggita una.

Vi state sfogando. Che succede?

Cazzo!

- Non sto bene. - Neanch'io.

- Aspetta! - Aure, due secondi.

Non farlo! No!

Sta uscendo!

Mi caco sotto!

Clém, apri la porta!

- Prima io! - Ero qui prima!

Cazzo!

No, Jo. Il ficus no! Dannazione!

Scusa, papà.

- Che hanno? - Sarà qualcosa che hanno mangiato.

Abbiamo mangiato le stesse cose.

Sono tutti...

- Sono... - Mi sto cacando sotto!

L'erba ha qualcosa che non va.

- Dammi la ciotola! - Falla qui.

Il ficus mi punge il culo! Cazzo!

Che disastro. Ho cacato sui piatti.

Il THC è a 19. Normale.

Le neurotossine sono a 90?

- Novanta invece di 33? - Sì.

Non è Pastraerba.

No, Ali. Quella non è Pastraerba.

Ho riempito il vaso del ficus.

È Lassaerba.

Cazzo.

Quando arriva Jaurès?

Domani.

Ludmila?

Ludmila?

Porca puttana.

Sottotitoli: Fabrizia Caravelli

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