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NETFLIX PRESENTA
Sto pensando di finirla qui.
Quando il pensiero ti assale, non se ne va. Si fissa. Persiste. Domina.
Non posso farci niente. Credetemi.
Non se ne va.
È lì, che mi piaccia o no. Quando mangio, quando vado a letto.
È lì quando dormo. Quando mi sveglio. È sempre lì. Sempre.
Non ci penso da molto.
È una novità.
Ma, al contempo, sembra vecchia.
Quando è cominciato?
E se questo pensiero non fosse stato mio, ma mi fosse stato inculcato?
Un'idea taciuta è priva di originalità?
Forse l'ho sempre saputo.
Forse era così che doveva finire.
Jake, una volta, disse:
"A volte il pensiero è più vicino alla verità, alla realtà, di un'azione.
Puoi dire e fare qualsiasi cosa, ma non fingere un pensiero".
La strada è praticamente deserta.
C'è un gran silenzio. Il vuoto.
Più del previsto.
C'è tanto da vedere, ma non molte persone, edifici o case.
Il cielo.
Gli alberi, i campi, i recinti.
La strada e le sue banchine sterrate.
"Vuoi fermarti per un caffè?" "Non serve", dico.
"È l'ultima occasione prima dell'aperta campagna."
Vedrò i genitori di Jake per la prima volta.
Cioè, quando arriveremo.
Jake, il mio ragazzo.
Non è il mio ragazzo da molto. È il nostro primo viaggio insieme.
Il nostro primo lungo viaggio. È strano che provi nostalgia.
Della nostra relazione, di lui, di noi.
Il primo di una lunga serie, dovrebbe emozionarmi.
Ma non è così. Per niente.
Ho visto più stalle su questa strada che negli ultimi anni.
Forse nella vita.
Sembrano tutte uguali. Mucche, cavalli, pecore, campi.
E stalle.
Che cielo immenso.
Ho l'impressione di conoscere Jake da sempre.
Quanto è passato?
Un mese? Sei settimane, forse sette.
Dovrei saperlo. Direi sette settimane.
I presupposti ci sono. Sento la paura crescere.
Abbiamo una relazione vera. Un legame raro e intenso.
Non ho mai provato niente del genere.
...crescere. È il momento di rispondere a una sola domanda.
Una sola domanda.
Nevica!
L'inverno sta arrivando.
Sì.
Che cielo!
Sto pensando di finirla qui.
- Eh? - Che c'è?
Hai detto qualcosa?
No, non mi pare.
- Strano. - Sì.
Sto pensando di finirla qui.
Che senso ha continuare così?
So cos'è, dove andrà a finire.
Jake è un bravo ragazzo, ma...
non andrà da nessuna parte. Ormai lo so da un po'.
Forse è nella natura umana continuare nonostante questa consapevolezza.
L'alternativa richiede troppa energia.
Determinazione.
È più facile mantenere relazioni malsane.
È fisica di base.
Un oggetto in movimento resta in movimento.
La gente mantiene le relazioni anche dopo la data di scadenza.
È il 1° principio dell'affettività di Newton.
Vuoi fermarti per un caffè
o qualcosa da mangiare?
Tra non molto entreremo in aperta campagna.
- Non serve. - Sicura?
Non voglio rovinarmi l'appetito.
Va bene.
Sai, mia madre ultimamente non sta bene.
Dico solo...
- Mi dispiace. - …che forse non ha preparato un banchetto
e che magari non ha tanta voglia di cucinare.
- Non sta molto bene. - Che le succede?
Dico solo che se volessi fermarti per uno spuntino
o altro, non sarebbe un problema.
Non ti rovineresti l'appetito.
Anzi, te lo consiglio.
Non serve.
Va bene.
Venite, seguitemi, amici miei, e accogliete Gesù nei vostri cuori.
Come ci dice Isaia 1:18:
"Anche se i vostri peccati fossero scarlatti,
diventeranno bianchi come neve".
Non vedono l'ora di conoscerti.
Non voglio darti l'impressione sbagliata.
- Gli ho parlato molto di te. - Mi fa piacere.
Sì, anch'io non vedo l'ora di conoscerli.
Forse è ingiusto partire per questo viaggio con Jake...
quando sono così incerta sul nostro futuro, che non esiste.
Conoscere i genitori del tuo ragazzo è il proverbiale passo successivo, no?
Non ho nemmeno detto ai miei che sto con Jake.
Non l'ho mai nominato. E non credo che lo farò.
Non si è sentita molto bene.
Bette Davis diceva che invecchiare non è da femminucce.
È vero, anche se...
qualcuno potrebbe non essere d'accordo con l'uso della parola femminuccia…
- Sì, certo. - ...in senso peggiorativo.
Erano altri tempi.
Immagino sia curiosità.
Jake è difficile da comprendere.
Forse è come una finestra sulle sue origini.
Il bambino è padre dell'uomo.
Sei una fan di Wordsworth?
- Wordsworth? - Il poeta?
In realtà, non lo conosco. Perché me lo chiedi?
Non so perché, ma ci stavo pensando.
Mi è venuto in mente.
La sua poesia Ode: intuizioni di immortalità nei ricordi dell'infanzia.
Cavolo, è il titolo?
- Sembra l'intera poesia. - Beh...
- Penso di... - Le parole di Wordsworth hanno valore.
Colpita.
Vuoi sentire l'inizio?
- È che... - Non sono una tipa da metafore.
...mi sta particolarmente a cuore.
Tra l'altro, Wordsworth ha scritto delle poesie a una donna di nome Lucy.
Come me!
Una donna bellissima e idealizzata che muore giovane.
Accidenti.
Beh, avete in comune solo il nome.
E il fatto che tu sei l'ideale, ovviamente.
Come sei dolce.
Un attimo...
Chi è?
Un'amica, ma non ho voglia di rispondere.
- Rispondi pure. - Tranquillo.
Non c'è problema.
Che strano. Hai visto quell'altalena?
- Quale? - Che strano.
Un'altalena nuova davanti a una casa abbandonata.
- Me la sono persa. - Cosa?
Non l'ho vista.
Come mai era lì? Quella casa dev'essere disabitata da anni.
Magari qualcuno deve trasferirsi e...
ha portato prima l'altalena? Non mi viene in mente altro.
- Io... - È un'improbabile sequenza di eventi.
Sai, così i bambini ci giocano mentre i genitori sistemano la casa.
Strano.
Dicono che potrebbe esserci
- molta neve. - Sì?
L'hanno prevista.
Dovremmo tornare indietro?
Domani ho un po', anzi, un bel po' di lavoro da fare.
- Devo tornare a casa stasera. - Ok.
Ho le catene nel bagagliaio.
- A cosa stai lavorando? - A una tesina per mercoledì.
- Su cosa? - Predisposizione all'infezione da rabbia
nei neuroni sensoriali del ganglio dorsale.
Anche nel ganglio di Gasser, vero?
Sì, esatto.
Un punto per me.
Interessato e preparato sul lavoro della mia ragazza.
Un punto per Jake.
Come procede?
È a un punto morto.
Devo rientrare stasera per lavorarci prima possibile.
Ti riporterò a casa. Catene.
Catene.
Sì, mi piace Jake.
Ed è istruito.
Operiamo in campi diversi, ma è curioso e sta al passo.
È un bene. È decisamente un pro.
E, a modo suo, è carino.
E insieme siamo interessanti.
La gente ci guarda.
Chi è quella coppia? Da sola non mi succede.
E neanche a Jake.
Jake dice che lo sente.
Si sente invisibile.
Vuoi ascoltare qualcosa?
Come, scusa?
Ti ho chiesto se vuoi ascoltare un po' di musica.
Oh, sì, certo.
Da queste parti, il segnale è debole.
È una canzone strana.
Per…
- Qui in mezzo al nulla. - È un pezzo di Oklahoma!
Il musical.
Non sapevo che fossi un fan dei musical.
Beh, non lo sono.
Ne conosco solo alcuni.
Oklahoma!, Phantom, Carousel, South Pacific,
Guys and Dolls, Flower Drum Song, Wicked,
How to Succeed in Business Without Really Trying, The Music Man,
The Pajama Game, Cabaret,
The Lion King, Grease, The King and I, The Sound of Music,
Pal Joey, Charley's Aunt, On The Town, My Fair Lady.
Ma quello che conosco meglio è Oklahoma!
Non lo fanno molto spesso, per ovvi motivi.
Chi non lo fa molto spesso?
A volte vedo i ragazzi
che erano nelle produzioni passate...
al supermercato, a lavorare nei negozi in città.
Ora sono più vecchi.
Dal temperamento, sembra una tipa sana.
Buon per lei.
Alla fine, si scopre che protesta troppo.
Ci siamo passati tutti.
Da cosa?
Protestare perché va tutto bene.
Per questo adoro i viaggi.
È bello ricordarsi
che il mondo è più grande della tua testa.
Capisci?
- Prospettiva. - Prospettiva.
Qui è bellissimo.
In modo tetro e opprimente.
Qual è stato il mio ultimo viaggio?
Dovrei ricordarlo, ma non è così. Non mi viene in mente niente.
È strano. Ultimamente sono confusa su tante cose.
Ti piace questo paesaggio?
Sì, è bellissimo.
È malinconico.
Mi piace.
È la poetessa che è in te.
Immagino di sì.
Forse, non so.
Hai lavorato a qualcosa?
Ho appena finito qualcosa.
Sì. Non so.
- Posso sentirla? - Puoi leggerla.
Mi piace sentirle recitare da te, sei brava.
Non proprio, ma grazie.
Si addice al paesaggio poetico.
Non lo so, Jake, non ho molta voglia di recitare.
Dai, per passare il tempo.
Non voglio annoiarti.
Si intitola "Ossa di cane".
"Tornare a casa è terribile,
che i cani ti lecchino la faccia o no,
che tu abbia una moglie
o una solitudine travestita da moglie che ti aspetta.
Tornare a casa è terribilmente desolante,
tanto da farti pensare all'oppressiva pressione atmosferica
da cui sei appena uscito, con affetto, perché tutto è peggio quando sei a casa.
Pensi ai parassiti che si aggrappano ai fili d'erba,
alle ore passate in viaggio, al soccorso stradale, ai gelati,
alle forme bizzarre di alcune nuvole
e ai silenzi con desiderio, perché non volevi tornare.
Tornare a casa è...
semplicemente orribile.
I silenzi della casa
e le nuvole contribuiscono solo al malessere generale.
Le nuvole, così come sono, sono sospette.
Sono diverse da quelle che ti sei lasciato alle spalle.
Tu stesso sei stato ricavato da un tessuto nuvoloso diverso,
restituito,
avanzato,
pessimo al chiaro di luna,
infelice di essere tornato, allentato nei punti sbagliati.
Un completo squallido, stracciato, logorato.
Torni a casa,
stralunato,
straniero.
La forza gravitazionale terrestre,
uno sforzo ora raddoppiato,
trascini le scarpe slacciate
e le spalle,
incidendo più a fondo la preoccupazione sulla tua fronte.
Torni a casa incupito,
un pozzo prosciugato legato al domani
da un fragile filo di...
ad ogni modo.
Sospiri davanti alla bufera dei giorni identici,
andrebbero bene anche uno alla volta.
Beh...
ad ogni modo, sei tornato.
Il sole va su e giù come una puttana stanca,
il tempo è immobile come un arto rotto mentre tu continui a invecchiare.
Niente si muove, tranne le mutevoli maree di sale nel tuo corpo.
La tua vista si offusca,
porti con te il tuo tempo,
la grande balena blu, un'oscurità emaciata.
Torni
con la vista a raggi X…
hai gli occhi bramosi.
Torni a casa con i tuoi doni mutanti,
in una casa di ossa.
Tutto ciò che vedi adesso,
ogni cosa...
ossa."
Wow.
Beh, wow è un'esclamazione multiuso. Me ne accorgo solo ora.
Può significare che…
Può significare che ti è piaciuta
o che non trovi le parole per esprimere la sua bruttezza.
La adoro.
È incredibile.
È come...
se parlassi di me.
Oh, beh, è ciò che si spera quando si scrive una poesia.
Cosa?
Una sorta di universalità nello specifico, non so.
È come se parlassi di me.
Sto pensando di finirla qui.
Jake è fantastico.
È molto dolce. Sensibile.
Mi ascolta ed è intelligente.
Ma c'è qualcosa di indescrivibile.
Profondamente, indicibilmente, irreparabilmente sbagliato.
- Tutto bene? - Sì.
Sembri un po' distante.
Sto pensando.
A cosa?
Non lo so, vago tra i pensieri che ho in testa.
Vaghi tra i pensieri.
Stavo pensando al tempo.
- Davvero? - Sì.
Come se fossimo su un treno che ci porta dove ci porta.
Niente cambi di rotta, niente deviazioni, e, come il treno di Mussolini, è puntuale.
Non è vera la storia di Mussolini e dei treni.
I progressi della rete ferroviaria lo hanno preceduto.
Se ne è solo preso il merito,
e comunque non erano sempre puntuali.
Non parlavo del vero treno di Mussolini.
- E puoi sempre saltare giù da un treno. - Nei film.
Nella vita reale, moriresti saltando da un treno in corsa.
È vero.
Forse guardo troppi film.
Lo fanno tutti. È il male della società.
Mi riempio la testa di bugie per far passare il tempo
in un batter d'occhio,
in un batter d'occhio dolorosamente al rallentatore.
È come il virus della rabbia
che si attacca al nostro ganglio
trasformandoci in esso.
- I virus sono mostruosi. - Ogni cosa vuole vivere.
I virus sono solo l'ennesimo esempio.
Ma...
Perfino le pessime idee cinematografiche vogliono vivere.
Come se ti crescessero nel cervello, sostituendo le idee vere.
- Per questo sono pericolose. - Ma sapevi…
che ci sono insetti che si fanno esplodere?
- Sì. - Non vivono...
- Alcune formiche, gli afidi… - …per il bene della comunità.
Esistono anche i kamikaze.
GELATERIA TULSEY TOWN
Vieni, seguimi.
Quindi non ogni cosa vuole vivere.
Giusto?
Vero. Beh, vogliono che le loro comunità vivano.
In pratica, loro stessi, ma in grande.
E comunque, non sappiamo se vogliono qualcosa.
È molto probabile che siano stati programmati così.
Forse lo siamo tutti, no?
Ora siamo morti.
Non sono ancora pronto a entrare.
Ho bisogno di sgranchirmi le gambe.
- È stato un viaggio lungo. - Ma non è da maleducati?
Lei sa che siamo qui. È da un bel po'
che ci salutiamo.
Sanno che mi piace sgranchirmi. Facciamo un giro.
Jake, non lo so, fa freddo e si sta facendo buio.
Vieni, ti faccio fare il giro breve.
Magari...
ci torniamo in primavera, così possiamo sdraiarci a guardare l'universo.
Le pecore.
Salutiamole.
- Ciao, pecora. - Ciao, pecora.
Qui c'è qualcosa di malinconico e triste.
E puzza.
Chissà com'è essere una pecora.
Passare la vita in questo posto deprimente e puzzolente senza far niente.
Mangiando, cagando, dormendo di continuo.
Beh, ecco qui.
Le pecore.
- E gli agnellini? - Cosa?
- Cosa accadrà... - Non so che vuoi sapere.
Sono già morti, che altro gli potrebbe accadere?
- Beh, verranno sepolti? - Forse verranno bruciati in primavera.
Ma sono congelati, non c'è problema.
Non preoccuparti.
Ti mostro il vecchio recinto dove tenevamo i maiali.
Hanno dovuto abbatterli.
- Peccato. - Brutta storia, quella dei maiali.
Devi sapere che la vita non è sempre bella nella fattoria.
Allora, cos'è successo?
Ai maiali?
Lascia perdere.
Non posso. Ora devi dirmelo.
- Sì? - Sì! Cavolo.
Ok, beh…
Mio padre non andò a controllare i maiali per qualche giorno.
I miei genitori erano occupati. Gettava loro il cibo nel recinto.
Ma dopo qualche giorno, notò che erano sempre in questo angolo,
così entrò a controllarli.
Non stavano bene. Decise di provare a spostarli.
Erano pesanti.
Parliamo di maiali, no?
Ma, alla fine, riuscì a spostarne uno e scoprì...
che la parte di sotto era piena di vermi.
I maiali erano stati mangiati vivi.
La vita può essere crudele nella fattoria.
Entriamo? Fa freddo.
Ogni cosa deve morire. È questa la verità.
Ci piace pensare che ci sia sempre speranza,
che si possa sopravvivere alla morte.
Pensare che le cose miglioreranno è una fantasia unicamente umana,
nata forse dalla consapevolezza unicamente umana che non lo faranno.
Impossibile esserne certi.
Forse gli umani sono gli unici animali consapevoli della loro inevitabile morte.
Gli altri animali vivono nel presente.
Gli umani non possono, quindi hanno inventato la speranza.
Ehilà?
Ehilà?
Sono qui. Siamo qui.
Ehilà?
Ehilà?
Sono Jake.
Ehilà?
Ehilà?
- Scendiamo subito. - Ok.
Vuoi le pantofole?
- Io... - Il pavimento è freddo.
- Vecchie case. Lo reggeresti? - Sì.
Grazie, penso di sì.
Ti andranno grandi. Erano mie, ma tengono caldo.
Voilà.
- Per te non ne hai? - No.
Dovresti prenderle tu. Sono tue.
Oh, no. Che razza di gentiluomo sarei?
Le mie pantofole sono le tue pantofole.
- Sicuro? - Sì.
Siediti.
Scendono subito.
- Musica? - Certo.
Le camere da letto sono al piano di sopra.
Non c'è molto altro.
La stanza da cucito di mia madre, la camera da letto, l'armadio.
Te le mostro dopo mangiato, se ti va.
Non è lussuosa, come puoi vedere.
È bella. Mi piace.
- Sì? - Sì.
Mi ricorda la mia vecchia casa.
Immagino che tutte le fattorie si somiglino.
Come tutte le famiglie felici.
Non so se Tolstoj avesse ragione.
In una famiglia, la felicità ha più sfumature, come l'infelicità.
- Penso si riferisse al matrimonio... - Ah, arrivano!
Intanto, accendo il caminetto.
Sapevano che saremmo venuti, vero? Cioè, ci avevano invitati...
Un invito è un po' formale per la mia famiglia,
- ma sì, ne abbiamo parlato. - Ok, bene.
Si sta bene col fuoco acceso.
È accogliente.
- Cosa c'è lì? - Il seminterrato.
Capisco.
Lo teniamo sempre chiuso,
perché le vecchie case sono piene di spifferi.
Giusto.
Comunque, il seminterrato non è finito.
- È solo un buco nel terreno. - Un buco nel terreno?
Ci sono solo scaldabagno, lavatrice e asciugatrice.
Non lo usiamo per nient'altro.
È uno spazio sprecato.
Se proprio vuoi saperlo, odio il seminterrato.
Provi dei forti sentimenti.
Da ragazzini,
i seminterrati fanno paura.
Noi non lo avevamo, vivevamo in un appartamento,
ma, guardando i film horror, te ne fai un'idea.
Non andare nel seminterrato.
Esatto.
Si nasconde lì dentro.
- Chi? - Cosa?
E i graffi sulla porta?
Più che altro sono del cane.
Adoro i cani.
Non sapevo che i tuoi ne avessero uno!
Di solito, capisco quando c'è un cane in casa.
- Ci sono giocattoli in giro... - I miei sono ordinati.
Dov'è? Di che razza? Come si chiama?
Quante domande. Jimmy.
È un Border Collie.
Probabilmente è fuori o...
Ciao, Jimmy!
Ciao!
È tutto bagnato.
- È... - Eccoli che arrivano.
- Il viaggio è andato bene? - Sì, bene.
Piacere di conoscerti, Louisa.
Jake ci ha parlato tanto di te.
Mi ha parlato tanto anche di voi.
E sei venuta lo stesso?
Ciao.
Beh, mangiamo. Il cibo sarà freddo come un cadavere.
- Che profumino. - Spero tu abbia fame.
Tutto fatto in casa. Ogni cosa proviene dalla fattoria.
Sembra squisito.
Allora, Jake ci ha detto che sei una pittrice.
Sì! Jake ha detto la verità.
Non ne so molto di arte, ma mi piacciono le immagini ben definite.
Come si chiama? Astrattismo. Non lo capisco.
Potrei farlo anch'io. Spalmare la vernice su... come si chiama?
La tela. Secondo me, è solo una truffa.
Mi piacciono i dipinti che sembrano fotografie.
Io non potrei mai riuscirci. Quello è talento.
Perché non fai una foto, papà, se ti piacciono le foto?
È più veloce, e le foto sono esattamente come le foto.
Mi piacciono, soprattutto quelle sportive.
Qual è il tuo stile, Lucy?
Beh, non sono un'astrattista, punto a mio favore.
Bene! È proprio questo che intendevo. Visto? Bene!
Dipingo soprattutto paesaggi.
Come i quadri di esterni?
Sì! En plein air. Che è la pittura all'aperto.
Cerco di cogliere la percezione della luce e dell'atmosfera.
Che bello. Anche Jake dipingeva.
- Mamma! - Si impegnava molto.
Non lo sapevo.
- Era bravo. - Mamma.
Cerco di infondere al mio lavoro una specie...
- di interiorità. - Interiorità. Quindi dipingi all'interno?
Nella mia testa. Il paesaggio esprime ciò che provo in quel momento.
Solitudine, gioia, preoccupazione, tristezza.
Molto interessante.
Come il quadro della ragazza seduta nel campo che guarda la casa.
- Christina's World. Wyeth. Sì. - Esatto.
Ma senza persone.
Come fa il dipinto di un campo a essere triste
senza una persona triste con aria triste nel campo?
È un problema interessante.
Sì. Per me, non è semplice.
Beh, ho delle foto delle mie opere, se volete vederle.
Oh, sì!
- Sì? - Sì?
- Sì! - Sì?
CHIAMATA PERSA CHIAMATA PERSA
Eccole qui.
Sono belle, ma non capisco come dovrebbero farmi provare qualcosa
se non c'è una persona che prova qualcosa.
Se non c'è una persona con aria triste o allegra
o qualsiasi altro stato d'animo.
Beh, provi a considerarsi come la persona che guarda la scena.
Dovrei vedermi lì dentro.
Se fosse lì, non si vedrebbe, giusto?
Sì, se guardassi in basso. Non sono un fantasma.
Posso confermarlo. Soprattutto in camera da letto.
Voglio dire, ma se fosse lì,
senza guardare in basso, vedrebbe la scena e proverebbe qualcosa.
Il sentimento che le suscita un ambiente riguarda lei, non l'ambiente, giusto?
Nessuna...
Nessuna sensazione è innata in un luogo.
È troppo complicato.
Sono molto belli. Hai talento.
- Grazie. - Mi piacciono i colori.
Grazie.
Non ci avevi detto che la tua ragazza aveva tanto talento.
In realtà, l'ho fatto.
Comunque...
A volte...
Avrei pensato...
Perché...
Allora, Jake...
ha detto che studi psicofisica quantistica all'università.
- Sì. - Fisica.
- Davvero? - Sì.
Insolito per una ragazza, vero?
In realtà, sì.
È solo una curiosità.
Oggigiorno un po' meno, il che è un bene.
Beh, dopo la seconda media, non capivo di cosa parlasse Jake.
È meraviglioso che abbia qualcuno con cui condividere le sue idee.
Jake dice che ci sono stati molti famosi fisici marito e moglie.
Papà!
Sì, ce ne sono stati alcuni.
Pierre e Marie Curie hanno vinto un Nobel per la fisica.
Li conosco. Ho sentito parlare di lei, le radiazioni.
- Radioattività. - Radio.
- Sì. - È bello che Jake abbia trovato qualcuno.
Perché non ci dici come vi siete conosciuti?
Jake si è rifiutato.
Adoro le storie romantiche. Come in Forget Paris.
- Billy Crystal? - Non mi piace quel film.
Billy Crystal è un effeminato.
Dunque...
andai con un'amica in un bar vicino al campus
e scoprimmo che c'era la serata quiz.
Oh, finora mi piace, Jake adora i quiz!
Giocavamo all'edizione Genius di...
- Giocavamo all'edizione Genius... - Genus!
di Trivial Pursuit. Come?
Edizione Genus.
Oh, ho sempre pensato che fosse Genius. Sbaglio da anni.
Questo dimostra che non sono un "genus"!
Questa è bella.
No.
Genus non è...
uguale a Genius. Un genus è una categoria.
Ho sempre detto "edizione Genius",
e che lui sapeva tutte le risposte dell'edizione Genius. Ne ero molto fiera.
- Perché non avevamo la Genius? - Non esiste...
- l'edizione Genius. - Ok.
Jake era con la sua squadra,
io e la mia amica trovammo un tavolo vicino a lui e io lo guardavo.
- Pensavi che fosse carino! - Sì.
Era così serio quando giocava e io lo trovavo affascinante.
E come si chiamava la sua squadra?
- Brezhnev e Company. - Giusto.
E io chiesi chi fosse Brezhnev, solo per parlargli.
E lui mi disse che Brezhnev era un ingegnere sovietico.
E un generale del...
- Capo Sezione... - Segretario del Partito Comunista.
Durante la stagflazione.
- Stagnazione. - Stagnazione.
Comunque, quei nomi mi urtano. Li usano sempre le squadre di gradassi.
Ma con Jake non mi infastidì molto.
Forse perché lo trovavo carino.
Oh, è carino, vero?
Quindi volevo trovare il coraggio di parlargli, perché,
anche se mi guardò più di una volta, sapevo che non avrebbe detto niente.
Ma non avevate parlato di Brezhnev?
Sì, è vero.
Intendevo dire che dopo non parlammo più.
Così dissi una cosa stupida, tipo: "State andando bene".
E dovetti urlarlo, perché c'era molta confusione.
E Jake alzò il bicchiere e disse: "Beh, sì, grazie al nostro carburante".
E io risi rompendo il ghiaccio,
e credo che la mia risata l'abbia incoraggiato, perché mi disse
che era un cruc...
- Verbalista. - Verbalista.
Non sapevo cosa significasse, ma non volevo ammetterlo, così dissi:
- "Forte". - Forte.
E ricominciò a darsi malamente delle arie
e pensai: "È strano. Non ci sa proprio fare".
Ma c'era qualcosa che mi attraeva.
Ma poi continuò.
E mi disse che voleva che la sua squadra si chiamasse Ipseità,
e io pensai...
Non ti piaceva più?
No.
Mi piaceva.
Volevo solo che la smettesse. Così gli dissi:
"Sai che non conosco quella parola. Perché non ci dai un taglio?"
E lui disse: "Sono uno stronzo.
Non sono bravo a parlare con la gente e ipseità è sinonimo di individualità".
Comunque, dopo parlò come una persona normale ed era spiritoso.
Sapevo che voleva chiedermi il numero,
ma era timido.
E io stavo per andarmene. La mia amica voleva tornare a casa.
E Jake...
mi chiese di sfuggita il numero.
Ben fatto, Jake.
Era ora.
E il resto è storia.
È successo...
sei settimane fa?
Sembra molto di più.
Sembra una vita.
Non riesco...
nemmeno a ricordare quanto tempo è passato.
Arrivo subito.
Salve, benvenuti al Red Line. Sono Yvonne. Oggi vi servirò io.
Dietro di te c'è un tizio.
Sul serio?
Lui è Nimrod.
È il cameriere apprendista idiota che mi pedina.
- Salve, sono Nimrod. - Ehi.
Volete ordinare o avete qualche dubbio sul menù?
- Com'è il Santa Fe Burger? - Molto richiesto.
Ok, quale preferisci? Il Santa Fe Burger o il Natchez Burger?
- È difficile. Sono entrambi buoni. - Il tuo preferito?
- Beh, direi il... - Senti, è vegana, quindi...
- Che stai facendo? - Quello che non sa
di questa donna eccezionale è che non è una cameriera.
- Te ne vai? - È una cameriera.
Ma solo per pagarsi gli studi per diventare
avvocato per i diritti degli animali.
Non mangia carne o latticini da quando aveva cinque anni,
da quando capì che un hamburger è solo una mucca macinata.
Ha dedicato la vita a...
Ha dedicato la vita a rendere il mondo
un posto migliore per gli animali e io la amo!
La amo perché è la più bella...
È stato bellissimo, Yvonne. Sei licenziata.
Quel lavoro mi serviva, idiota.
Lo so.
Hai detto che mi ami?
Sì.
Idiota.
- È stato bello, ma dobbiamo andare. - È sempre stato un bravo ragazzo.
Ricevette anche un premio della diligenza a scuola, ricordi?
- Ha finito? - Sì.
Diligenza. A otto anni, ci credi?
Io e suo padre non abbiamo mai ricevuto una spilla a 8 anni.
- A nessuna età. - Vero. A nessuna età.
Ho vinto dei trofei sportivi, ma mai uno della diligenza.
A 8 anni non sapevo nemmeno cosa significasse!
Ma Jake lo sapeva. Lo sapevi.
Jake lo sapeva.
- Ricordi quanto eri emozionato? - No.
- La indossava a scuola. - No.
Sì, tutti i giorni. Sì!
No, ero deluso, volevo il premio dell'acume.
Diligenza... è da falliti.
"Ti sei impegnato, non sei molto sveglio, ma ci hai provato comunque."
Non essere amareggiato. Era una spilla adorabile, tesoro.
Jakey.
Dessert?
Ho fatto la torta al cioccolato preferita di Jake.
Splendido.
- Non rifiuto mai qualcosa al cioccolato. - Adorabile.
Non sarebbe stupendo?
Dammi una mano.
Servirò il dolce in salotto.
È tratta da My Fair Lady.
Sei stato tu! Sì!
- Lei ha detto che era un effeminato. - Tu lo dici da anni!
Oh, non puoi continuare così!
Sei silenzioso.
Tutto bene?
Ti piacciono?
Sono molto gentili.
Genitori molto gentili.
Ottima scelta.
- Sì. - Sì.
- Sì. - Sì.
Certo.
Ti amano molto.
- Sì. - È fondamentale nei genitori.
Immagino di sì.
- Abbiamo avuto qualche problema. - Come tutti.
Ehi, dov'è Jimmy?
Oh, eccolo qua.
- Sei un mostro puzzolente, eh? - Scusa!
- Scusa. - Per cosa?
La puzza.
Jake, è un cane.
Non importa. Jimmy…
Ehi, chi è?
Non lo riconosci?
No.
Sono io.
No, ero io. Giusto?
- Ma... - Scusate l'attesa.
- Oh, Dio. - Un'emergenza in cucina.
Il preferito di Jake. Ta-da! Tronchetto di Natale al cioccolato.
Anche se il Natale è già passato.
Mi fa pensare a quando Jake si succhiava il pollice.
Ben oltre l'età in cui avrebbe dovuto smettere.
Diceva "Natale", mentre lo succhiava.
Tronchetto di Natale. Assomiglia a un pollice!
Sembra buonissimo.
Buon appetito!
Grazie.
Sembra squisito.
Grazie. Buon appetito.
Oddio.
Ho dei problemi alle orecchie,
se mai vi chiedeste perché è da tutta la sera che le tocco.
Non pochi problemi.
Acufene. È quel che è, come si dice.
Cos'è l'acufene?
Non è divertente, ecco che è.
Per niente divertente.
Come si dice, cose che capitano.
Sento un ronzio nelle orecchie.
Non proprio un ronzio, più un sibilo. Più che altro...
un sussurro.
Oh, sempre?
Sì!
Come se mi sussurrassero nelle orecchie di continuo.
Forse vuole condividere con me i segreti dell'universo.
Ma chi può dirlo.
Forse mi dà consigli sul mercato azionario.
Oh, saremmo ricchi!
Scusate.
Pensavo fosse spento.
- Vedi i miei occhiali? - Eccoli.
È solo un'amica.
- La chiama spesso. - Rispondi pure.
Non saresti scortese.
No, non è importante.
Come fai a saperlo? Fuori c'è una tormenta.
- Magari è bloccata. - Tranquilli.
Una tormenta? Non vogliamo rimanere bloccati.
Tranquilli. Ho le catene.
Domani devo lavorare.
Hai messo le catene?
No, non ancora, ma sono nel portabagagli.
Le catene dovrebbero bastare.
Cosa? Mi spiace.
Le catene.
Oddio. I sussurri, li chiamo.
- La notte è peggio. - Cosa?
- La notte! - Oh, la notte è peggio.
Non dormo più.
Dev'essere un vero tormento. Mi dispiace.
- Scusa? - Ho detto che mi spiace.
Ci stiamo scusando entrambe.
- Rispondi pure. - Potrebbe essere un'emergenza.
Sta bene.
So...
- perché sta chiamando. - Ascolta almeno il messaggio.
Ok!
Certo.
Resta una questione da risolvere. Ho paura.
Mi sento pazzo. Non sono lucido. I presupposti ci sono.
Sento la paura crescere.
È il momento di rispondere a una sola domanda. Una sola domanda.
Sta bene.
- Cosa voleva? - Solo salutarmi.
Che carina.
Gli amici sono importanti.
Jake non ne ha mai avuti molti da giovane. O anche dopo.
Ricordi il tuo 50° compleanno?
- Ventesimo? - Cosa ho detto?
Cinquantesimo.
Santo cielo, dove ho la testa?
Comunque.
Gli amici sono utili.
L'ho sempre sostenuto.
Perché la vita può essere difficile.
In una fattoria.
E mentre avanza a fatica, non diventa più facile.
- Cosa? - Non diventa più facile.
- Cosa? - La vita!
Oh, no, per niente. È un treno rapido per l'inferno.
Santo cielo, mamma!
Va bene, sì. Sto esagerando. Sono d'accordo.
È un treno rapido per l'aldilà!
Tua madre è sempre stata spiritosa.
È ciò che ho amato di lei.
È la prima cosa di cui mi sono innamorato.
Con l'età... si è un po' sbiadita.
Ti logora, immagino.
Non è più così divertente.
Lei mi manca terribilmente.
Quindi Lucia studia gerontologia.
Oh, davvero?
Oh, affascinante.
Affascinante.
Sì.
I problemi legati all'invecchiamento mi hanno sempre interessata.
La nostra società ha quasi un rifiuto nei confronti degli anziani.
Una sciocchezza, visto che è una parte inevitabile
e naturale della vita degli esseri viventi.
Senza contare che è decisamente scortese.
Interessante. E compassionevole.
Non lasciamola andare, Jake.
Com'è gentile.
Cavolo...
il tempo non promette bene.
Non so, Jake, forse dovremmo...
Jake?
Jake?
- Jake? - Che c'è?
Dovremmo andare.
Non promette bene.
Ho le catene!
Dove sei?
- Di sopra. - Salgo.
Volevo solo avvisarti.
Jake?
Jake?
Dove sei?
CAMERA DI JAKE DA BAMBINO
Jake?
OSSA DI CANE
"Tornare a casa è terribile,
che i cani ti lecchino la faccia o no,
che tu abbia una moglie o una solitudine travestita da moglie che ti aspetta.
Tornare a casa è terribilmente desolante."
Mi scusi, mi ha spaventata.
Mi dispiace.
Questa è la camera di Jake da bambino.
Sì, ho visto la scritta sulla porta.
Ah, quella.
Come posso spiegartelo?
La mia memoria sta svanendo.
Sono i primi segni di...
Alzheimer?
Demenza?
- I corpi di Lewy. - Esatto.
Abbiamo iniziato a etichettare le cose.
Vedrai delle etichette in tutta la casa.
Non ci ho fatto caso.
Le noterai.
Mi dispiace che lei...
Non importa.
La verità è...
che non vedo l'ora che peggiori,
così non dovrò ricordare che non ricordo!
A quanto pare, sarà...
un modo migliore per...
Oh, ma dai.
- Sì. - Dicono che non tutti i mali vengano...
- Per nuocere. - Per nuocere! Esatto. Per nuocere.
Dicono che non tutti i mali vengano per nuocere.
Credo che sia vero.
Questa è la vecchia stanza di Jake.
Potete dormire qui stanotte.
Sua madre e io non siamo all'antica su queste cose.
- Sullo scopare o cose del genere. - Stasera devo tornare a casa.
Domattina devo lavorare.
So che questo letto...
sembra un po' piccolo per due...
Oh, ma dai.
Adulti.
Dopotutto, è un letto per un bambino. Nemmeno per gemelli.
Solo per un bambino. Ma per una notte può andare.
Lei è molto generoso, ma devo proprio...
Suppongo che non scoperete in questo letto.
Non è fatto per scopare. È il letto di un bambino.
Solo per un bambino, non due.
Giusto.
Sicuramente mia moglie avrà una vecchia...
cosa che potrai indossare stanotte.
Dovrò scavare nei bauli.
Troverò una delle vecchie cose di mia moglie da farti indossare.
Per stanotte. Oh, guarda, è...
la vecchia stanza di Jake.
Jake.
Oh, è la ragazza.
Apri.
Jake, la neve. Devo andarmene.
Gli ho detto più volte che è ora che se ne vada!
Mamma, devi mangiare.
Scendo subito.
Mamma!
Jake è sempre stato un bravo ragazzo.
Mamma.
Diligente.
Vinse una spilla.
Forse non aveva un talento naturale come gli altri studenti,
ma si impegnò molto.
Il che è ancora più notevole.
Essere un genus...
Genio, mamma.
È solo una questione di fortuna.
La lotteria genetica, come si dice.
Ma dare il meglio come ha fatto Jake,
senza talento o capacità particolari...
è ancora più notevole.
Sì.
- Forse dovresti... - Presto!
Va bene.
Ce ne andremo presto.
Fammi finire qui.
Mamma?
Sono colpita da come accudisci tua madre.
È raro.
Tendiamo a depositare gli anziani.
La tua devozione è davvero speciale.
È bello sentirtelo dire. Mi fa sentire meglio.
A volte...
sembra che nessuno veda ciò che fai di buono.
Come se fossi solo.
Io lo vedo.
Ti aspetto al piano di sotto.
Vi lascio da soli.
Non voglio vivere in un deposito.
Dovrei finirla qui.
Chiudere. Dare un taglio netto.
Senza indugiare. Senza aspettare che migliori.
A tutto c'è un limite.
Non so più chi sono in questa storia, dove finisco io e dove inizia Jake.
Sono un flipper. Il mio stato emotivo rimbalza dappertutto.
Jake ha bisogno di vedermi come qualcuno che lo vede.
Ha bisogno di essere visto con approvazione.
Come se questo fosse il mio scopo nella vita.
Approvare Jake. Farlo andare avanti.
E ha bisogno di sapere che la mia approvazione è valida
perché gli altri mi approvano.
"Guardate la ragazza che ho trovato. È sveglia.
Ha talento. È sensibile.
Sa fare questo. Conosce quello. Ha fatto questo. Ci tiene a quello."
Lo accompagno in bagno e poi ce ne andiamo.
Devo finirla.
È lei la ragazza?
Sì, papà, Louisa.
Bene. Ho portato questa...
CAMICIA DA NOTTE
...camicia da notte.
Per lei.
Lei è... davvero gentile. Io...
Stasera devo tornare a casa.
Presto.
Non capisco. Che significa?
Non lo so, papà.
- Non lo so. - Domani ho il turno.
Fa la cameriera.
Ci siamo conosciuti mentre mi stava servendo.
È una storia dolce.
Le feci delle domande sul...
Santa Fe Burger.
Mi sento confuso.
Ti sto accompagnando in bagno.
Non vogliamo altri incidenti.
- Ricordi ieri sera? - Che ci fa qui questo vecchio straccio?
- Non lo so. - Oh, mio Dio, è sporca di pappa di Jake.
Cosa ci fa qui?
Ti assicuro che perderei la testa se non fosse sulla mia testa.
La butteresti in lavatrice? L'ho appena caricata.
Io devo raccogliere questi giocattoli.
Jake lascerebbe la testa per terra se non fosse sulla sua testa.
Certo.
- Dov'è? - Nel seminterrato.
Jake non vuole che ci vada.
Jake è un maniaco del controllo. Non permettergli di controllarti.
Credo sia l'altro lato della sua personalità. La diligenza.
Deve controllare tutto. Ci sono tante,
tante cose che lo fanno innervosire.
Si estranea sempre di più dal mondo. È un problema.
E le persone che fa entrare nella sua vita devono seguire delle regole.
È un vero problema. Sì, forse è colpa mia.
Tutto questo senso di colpa mi fa sentire in dovere
di farmi in quattro per assecondare i suoi capricci.
È un circolo vizioso.
Cosa sta cercando di dirmi?
Voglio dire,
porta quella maledetta camicia da notte nel seminterrato.
Sii audace.
L'hai mandata giù?
Per la lavatrice.
Mamma! Sul serio?
Non devi fare il bucato per mia madre.
Sei un'ospite
e ti daremo una camicia da notte pulita per stanotte.
- Non è un problema. - Dobbiamo…
metterci in viaggio.
- Potresti aiutarmi con le catene. - Ok, arrivo.
È terribile che poche persone posseggano l'anima prima di morire.
"Niente è più raro in un uomo",
dice Emerson, "di un atto che sia suo".
Ed è proprio vero.
"La maggior parte della gente è altra gente.
Le loro idee sono opinioni altrui.
La loro vita un'imitazione, le loro passioni una citazione."
È una citazione di Oscar Wilde.
Resta solo una questione da risolvere. Ho paura. Mi sento pazzo. Non sono lucido.
I presupposti ci sono. Sento la paura crescere.
È il momento di rispondere a una sola domanda.
Una sola domanda.
Oh, mio Dio.
Jake, tua madre è...
È...
Sta dormendo.
È...
Dovremmo andare.
Comincia a essere pericoloso.
Sicuro che stia bene?
Dorme come un sasso.
Meglio andare.
E tuo padre?
Sta...
armeggiando da qualche parte.
Il tritarifiuti è di nuovo rotto.
È stato bello conoscerti.
È stato bello anche per me.
Grazie mille dell'ospitalità.
Sei sempre la benvenuta. Sì.
Jake è un bravo ragazzo, vero?
- Sì. - Sì?
Anzi, un brav'uomo.
Sei d'accordo?
Sì.
Ok, allora...
Allora?
Ti sono piaciuti?
Sì, sono molto gentili.
- Davvero? - Sì.
Sono un po' invadenti, ma sono persone perbene.
Si vede benissimo.
Comunque, ti hanno adorata.
Bene. Mi fa piacere.
- Mia madre ha detto che sei sveglia. - Davvero?
Beh, non a te. Ti avrebbe messa a disagio.
Ma mentre la aiutavo con i piatti.
Non ricordo che Jake abbia aiutato la madre.
Molte cose accadute stasera non mi sono chiare. Sembrava...
Quando tu e papà parlavate...
Cosa?
Quando tu e papà parlavate...
Sembrava che tutto fosse...
- Delle tariffe. - Giusto. Le tariffe.
Sì, ora ricordo. Sono un po' confusa.
Hai bevuto molto vino.
- Era felice che sapessi la differenza. - Davvero?
Sì.
Continuava a riempirti il bicchiere.
- Davvero? - Sì.
- Sì. - È vero.
Non me ne sono accorta.
- Sì. - Ingannevole.
È dura tenere il conto.
- Già. - Come dicevo…
tutto sommato, credo sia andata bene.
È stato un gran successo.
Sì.
- Così vi siete conosciuti. - È vero. Sono molto gentili.
- Ti sono piaciuti? - Sì.
Anche tu gli sei piaciuta. Secondo me... è un buon segno.
- Un segno? - Un segno.
Forse segno non è la parola giusta.
È bello.
- Sì. - Bello.
È bello quando le persone che ti piacciono, si piacciono.
Alla gente piace pensare di essere punti che si muovono nel tempo.
Ma, secondo, me è il contrario.
Siamo immobili,
e il tempo ci attraversa...
come un vento gelido,
che ci priva del calore e ci lascia avvizziti e congelati.
- A che pensi? - Non so, morti.
Stasera mi sono sentita come quel vento,
che attraversava i genitori di Jake.
Ho visto come erano. Ho visto come saranno.
Li ho visti dopo la morte.
- A che... - Quando rimarrò solo io.
- A cosa stai pensando? - Solo il vento.
A niente.
Davvero?
Sono stanca, Jake. Sarà il vino.
- Hai bevuto molto. - Sì.
Sai che è un sedativo.
- Certo che lo so. - È importante ricordarsene
prima di prendere decisioni dopo aver bevuto.
- Una moglie. - Un film fantastico.
Non credo di essere d'accordo.
Ho guardato quel film più volte per la mia tesina di mercoledì.
Ho sentito un'affinità...
con Mabel.
È un personaggio così potente e terribilmente maltrattato.
Davvero?
Credo che...
Mabel Longhetti venga presa di mira, perché cerca di compiacere tutti,
per essere considerata un'altra eroina della liberazione femminile.
Ma solo dalle donne pro-liberazione che sono disposte a considerare arte
gli spin-off da manuale. La giunonica Gena Rowlands,
la sig.ra Cassavetes, è un'attrice biblica che non esce mai dal personaggio.
Sono d'accordo. Era fantastica nel ruolo.
Sembrava aver compreso...
Ora che la sua bellezza è più profonda dei ruoli ingenui,
può essere vecchia o giovane.
Le sfumature espressive trasformano Mabel Longhetti
da una bellezza provocante a una triste ubriacona di quartiere.
La Rowlands esterna la dissolutezza schizofrenica.
Mabel si frantuma davanti ai tuoi occhi.
Il suo volto è come un circo a tre piste.
La performance della Rowlands è sufficiente per decine di tour de force,
una sfilza di Oscar. È estenuante.
Sarà anche una grande attrice,
ma niente di ciò che fa è memorabile, perché fa troppo.
È la più grande performance transitoria che abbia mai visto.
Non mi è chiaro cosa intendi per transitoria.
Mabel cerca di tagliarsi il polso, Nick mette un cerotto sul taglio.
Il simbolismo ti fa venire voglia di urlare.
Ma questo film di 2 ore e 35 minuti ti fa penare, da tanto ti stordisce.
I dettagli che dovrebbero mostrare la natura patologica
dei personaggi che circondano Mabel
e il suo isolamento diventano invece momenti fiacchi e falsi.
Sono i personaggi a essere inconsapevoli o è Cassavetes a non sapere ciò che fa?
I bambini continuano a sussurrare di amarla.
Non c'è modo di decifrare quella solfa.
La stanno coccolando?
Invertono i ruoli, trattandola come una bambina da rassicurare?
O sono spudoratamente amorevoli come lei?
E che dire di Nick, lo spappolatore di assertazioni?
"Assertazioni" esiste?
- Non si dice "asserzioni"? - Esistono entrambe. Controlla.
E che dire di Nick, lo spappolatore di assertazioni d'amore?
Il film è totalmente tendenzioso.
È pianificato, ma non è ponderato.
Capisco ciò che intendi.
Sei sicuramente l'esperta di cose cinematografiche.
Sì.
Infatti.
Forse mi sono fatto ingannare...
dalla compassione che Cassavetes ha mostrato per lei.
Credo che alla nostra società manchi una certa gentilezza,
una certa volontà di comprendere le lotte di coloro...
che sono alle prese con i problemi causati da...
Una società alienante?
Non saprei. Credo di sì.
Sì. Sembra irrecuperabile.
Cosa?
Ogni cosa. Tutto.
Come sentirsi vecchi,
il corpo, l'udito, la vista cedono.
Non vedi e sei invisibile.
E hai fatto tante scelte sbagliate.
È tutta una bugia.
- Cos'è una bugia? - Non lo so! Che...
Che migliorerà. Che non è mai troppo tardi. Che...
Dio ha un piano per te.
- Che l'età è solo un numero. - Basta.
Che...
il momento più buio precede sempre l'alba. Che...
non tutti i mali del cazzo vengono per nuocere.
Che c'è...
Che c'è qualcuno per tutti.
Tutti luoghi comuni.
Zitta, Mabel. Siediti, Mabel.
E Dio non ci dà mai più di quanto possiamo sopportare.
Dio è una brava persona.
Ti va qualcosa di dolce?
In che senso?
- Un dessert. - Non l'abbiamo mangiato da tua madre?
Penso ci fosse una torta enorme o...
Vero.
Ma sono un patito di dolci!
Non so.
Così non mi addormento.
Sicuramente!
Jake deve rimanere sveglio. È troppo pericoloso.
C'è una Tulsey Town proprio allo svincolo più avanti.
Una Tulsey Town?
Aperta adesso? Qui? Si gela.
È il clima perfetto per un gelato.
Non credi?
Credo di sì.
Entrate a Tulsey Town.
Siamo qui per servirvi il gelato espresso!
Tulsey Town.
Cavolo, non ci avevo mai pensato.
- Secondo te, cos'è Tulsey Town? - Pensando al clown,
direi che è una città circo.
Magari quel posto...
in cui vanno i circensi in bassa stagione.
Governato dalla clown?
Beh, sì, indossa una corona.
Ha... una corona da clown?
Una regina clown del gelato benevola e tollerante.
- Fatta interamente di lattosio. - È tollerante al lattosio!
È dolce, ma fredda.
Come tua madre.
- Che vuoi dire? - Niente. Mi è uscito così.
- Mia madre ti è sembrata fredda? - No.
Era adorabile, davvero.
Perché non sono d'accordo
che la madre è la causa di tutte le cazzate psicologiche.
È una sciocchezza misogina. Una stronzata freudiana.
È allettante...
- avere qualcuno da incolpare. - Incolpare di cosa?
Di tutto. Perché ti senti o sei in un certo modo.
È una sciocchezza misogina. Una stronzata freudiana.
Una persona, un adulto, prima o poi, deve assumersi la responsabilità di chi è.
Non credi?
Sì. Le madri hanno i loro dolori.
Con un passato di abbandoni e abusi.
Eppure, ad un certo punto,
nel corso del XX secolo, ogni tratto infantile era imputato a loro.
Schizofrenia, autismo, narcisismo, omosessualità.
Non che l'omosessualità sia paragonabile alle altre cose.
- Ovviamente. - Certo.
Dire che l'omosessualità del figlio sia colpa della madre
implica che l'omosessualità sia qualcosa di negativo.
Dicevo solo che quando l'omosessualità era considerata una patologia
nel DSM precedente il 1973,
una madre condiscendente...
- veniva considerata colpevole. - Giusto.
È spregevole il modo in cui etichettiamo, classifichiamo e liquidiamo le persone.
Osservo i ragazzi che vedo a scuola ogni giorno.
Osservo quelli che vengono emarginati. Sono diversi. Sono fuori posto.
E vedo le vite che vivranno per questo motivo.
A volte, li vedo anni dopo, in città, al supermercato.
Capisco che si trascinano ancora dietro quelle cose.
Come...
un'aura nera.
Come un fardello.
Come una ferita aperta.
Jake.
- Sto pensando... - Ecco! Ta-da!
Mamma mia, è una crudeltà.
La terra di Tulsey Town è un luogo crudele.
Anche qui il clima cambia.
Hai letto Ghiaccio?
- Non credo. - Di Anna Kavan?
Non credo.
1967, è una specie di favola su...
Prendiamo il gelato e andiamo, si gela.
Voglio prima vedere chi c'è stasera.
Conosci chi lavora qui?
Qualcuno.
A volte, mi fermo dopo essere stato dai miei.
Alcune delle ragazze non mi piacciono.
- Cos'hanno che non va? - Non so.
A volte la gente è fredda con me.
- Aspetto in auto. - No! Saluta.
Non vengono se vedono me.
- Ehilà, c'è nessuno? - Un attimo!
Dunque, Ghiaccio... ha luogo durante un cataclisma ambientale,
che trasforma il mondo in un deserto ghiacciato.
E il fulcro...
Ciao!
Ciao.
Come posso aiutarti?
Allora, prendo un Oreo Brrr.
E lui prende...
Lo stesso.
Due, per favore.
Due uguali.
Scusate, dobbiamo rimetterci in viaggio. Possiamo averli il prima possibile?
Scusa, ciao.
Scusa per la puzza, stanno verniciando sul retro.
Verniciando?
Gli scaffali.
Nessun problema.
Conosco questa ragazza. L'ho già vista. Ho già visto la sua faccia,
quello sfogo. Ce l'ho sulla punta della lingua.
Sulla punta del cervello, come dice Jake. L'ho vista da qualche parte.
Ne sono sicura.
C'è una bufera di neve.
- Strano che siate aperti. - Fuori c'è una bufera,
qui c'è il Brrr del cazzo.
Sì, stavo pensando la stessa cosa.
Sei gentile.
Non sei come loro.
Scialba, cattiva e carina.
Grazie mille.
Non intendevo quello.
Adoro il tuo aspetto.
Sei gentile e, ovviamente, sei molto attraente.
- Non intendevo quello. - Tranquilla. Capisco.
È solo che sembra...
che un certo tipo di bellezza sia sinonimo di durezza. Tu non sei così.
Forse anche i belli soffrono. Non so, forse…
Forse la loro bellezza li fa soffrire.
Non sono una psichiatra.
Che cosa strana da dire. Ovvio che non è una psichiatra.
Non avrà più di 15 anni.
Li ho riempiti di più, perché sei gentile.
Grazie.
Sono otto dollari.
Jake?
Tieni il resto.
- Grazie. - Prego. Grazie.
Sono preoccupata.
Come, scusa?
Non dovrei dirlo.
Stai bene? Vuoi che chiami aiuto?
Non è vernice.
Non è per questo che puzza.
In che senso?
- Non devi andare. - Dove?
In avanti. Nel tempo.
Puoi... restare qui.
Ho paura.
Di cosa? Di cosa hai paura?
- Ho paura per te. - Grazie.
Buona serata! Guidate con prudenza.
Hai notato le braccia della ragazza?
- Quale ragazza? - Nella Tulsey Town.
Quale ragazza? Ce n'erano molte.
Molte? Erano in tre.
Molte è più di due.
Davvero?
- Controlla. - Controlla? La smetti di dirlo?
Comunque, quella con lo sfogo sulle braccia.
Non l'ho notato.
Sei deliberatamente ottuso.
- Non è mia intenzione. - Non è mia intenzione.
Comunque.
Com'è il Brrr?
- Troppo dolce? - Sì, è dolce.
Dimentico sempre quanto siano dolci. Ne basta una porzione piccola.
Non riesco a mangiarne altro.
L'hai solo assaggiato.
È molto dolce.
Sì, molto.
- Freddo? - Sì. Forse per il gelato.
Siamo nel bel mezzo di una tormenta.
Di chi è stata l'idea di andare alla Tulsey Town?
Non dirò una parola.
Che strano.
Forse è l'ultima volta che sarò in un'auto con Jake.
Presto sarà un ricordo lontano.
Ci ritroveremo in posti diversi a ricordare questo momento.
Le nostre risate.
E forse lo rimpiangeremo.
Forse il tempo addolcirà le cose più brutte e…
entrambi penseremo che è stato bello.
Perché è finita? A quel punto, non si può tornare indietro.
Non si può mai tornare indietro.
- Di colpo non parli più. - Osservo la tormenta.
Se non riesci nemmeno a dire all'altro cosa pensi, non è un buon segno.
- Sembra che tu abbia finito. - In che senso?
Una fermata sprecata.
Potrò dire di essere stata da Tulsey Town nel cuore della notte,
nel bel mezzo del nulla, nel bel mezzo di una tormenta.
Sono il tuo clown preferito di Tulsey Town Dove il gelato cresce sugli alberi
Non aver paura, seguimi Mangiane a volontà
Capovolgerò il tuo broncio
Non appena darai il primo morso
Vaniglia, cioccolato o fragola
E siamo aperti giorno e notte
Non lo farò mai più.
Una cosa divertente che non rifarai.
- Sì. - L'hai letta?
Cosa?
È una raccolta di saggi di David Foster Wallace.
No. Non l'ho letta.
È una raccolta di saggi.
No. Non l'ho letta.
Dovremmo trovare un posto per buttarli.
Si scioglieranno e sporcheranno i portabevande.
Ok.
Contiene un saggio sulla televisione.
Le persone belle tendono ad attrarre...
Le persone belle tendono a essere più piacevoli da guardare
delle persone non belle.
Ma, parlando di televisione,
la combinazione di dimensione del pubblico e confronto fisico,
tra immagini e osservatori avvia un ciclo che esalta il fascino delle belle immagini
e intacca la sicurezza di noi spettatori
di fronte agli sguardi.
È scritto nel saggio.
Interessante.
Si è suicidato.
Sì, lo sapevo.
Sì, lo sanno tutti.
Persino chi non sa nient'altro di David Foster Wallace,
chi non ha mai letto i suoi scritti.
Il suicidio diventa la storia.
Il mito.
Una storia ammonitrice. È irritante.
È irritante.
Forse non sappiamo più come essere umani.
Chi?
La nostra società, la nostra cultura, le persone.
Qualunque cosa sia tutto questo.
Ognuno di noi.
Hai mai letto qualcosa di Guy Debord?
- La società dello spettacolo? - Esatto. Sì.
Sì. Certo.
Debord dice:
"Lo spettacolo non può essere inteso come un semplice inganno visivo
prodotto dalle tecnologie dei mass media.
È una visione del mondo che viene materializzata".
Guardiamo il mondo attraverso una lente,
pre-interpretato per noi.
E infetta il nostro cervello. Ci trasformiamo in esso.
Come un virus.
Senti, queste cose che si sciolgono mi stanno facendo impazzire.
Sporcheranno tutto.
Beh, hai un sacchetto di plastica?
- Un tovagliolo? - Non ho niente.
Voglio trovare un posto per gettarli.
Beh, qui non sembra esserci niente.
Poco più avanti c'è una stradina che conosco.
Ci sarà un cassonetto.
Non lo so. Forse dovremmo andare a casa.
- Alla fattoria? - No, in città.
Ho paura di restare bloccata.
Se deviassimo e restassimo bloccati, non ci troverebbero.
Non sarò tranquillo finché non li butterò. Diventeranno un'ossessione.
Ok? Cazzo.
Cazzo.
Ehi! Non è...
Non è la fine del mondo.
Sul serio.
Lo so, Ames.
- Ames? - Lo so.
È il diminutivo di Amy?
C'è qualcosa che non va.
Non sembra il mio nome. O il mio soprannome.
Andiamoci al volo.
Ti mostrerò il mio liceo.
Questa strada porta al liceo?
Il mio liceo, dove ho passato giorni di tortura.
Per così tanto tempo.
Per così tanto tempo, cazzo.
Possiamo tornare indietro? C'è qualcosa che non va.
- Non capisco. È solo un liceo. - È uno sbaglio.
Non posso fare inversione. La strada è stretta.
Raggiungo la scuola, buttiamo i bicchieri e ce ne andiamo.
No, non so cosa sia.
Non ha alcun senso. Come ci arrivano qui gli scuolabus?
È un liceo di campagna.
Ho vissuto in una fattoria. Ho frequentato un liceo di campagna.
C'era... un ingresso normale con una strada asfaltata.
Tranquilla. È tutto sfumato.
Ok, è questo che devi capire.
- È sfumato? - Colorato dall'umore, dall'emozione,
dall'esperienza passata.
Non esiste una realtà oggettiva.
Sai che nell'universo non ci sono colori.
Giusto? Solo nel cervello.
Solo frequenze elettromagnetiche che il cervello tinge...
Sì, sono un fisico. So cos'è il colore.
Sì, lo sei.
- È vero. - I colori sono l'azione della luce.
Sono azione e sofferenza.
Che bello.
Non è un discorso da fisico,
ma estremamente poetico.
Sì, beh, dopotutto sono una poetessa.
Lo sei. È bellissimo.
- Questa strada sembra troppo lunga. - Sembra.
È la parola chiave.
Il tempo è un'altra cosa che esiste solo nel cervello.
- Eppure invecchiamo. - Sempre più vecchi.
O così sembra.
A volte, mi sento molto più giovane...
di quanto non sia. Come se dentro fossi ancora bambino.
Finché non passo davanti a uno specchio.
- Più giovane è meglio? - Sì.
Credo di sì. È ammirevole.
La giovinezza è ammirevole?
Come fai ad ammirare una persona per l'età?
È come ammirare un certo punto di un ruscello.
È più sana,
più brillante,
più divertente.
- Più attraente, piena di speranza. - Come uno spot della Coca-Cola.
Quasi tutti i lavori rivoluzionari...
nella scienza e nell'arte sono opera dei giovani.
Gli anziani sono la pattumiera della giovinezza.
Senti, Jake, forse dovremmo...
Ta-da!
Non mi aspettavo una cosa così grande.
Centotrenta aule,
palestra, due spogliatoi, ragazzi, ragazze,
auditorium, dieci bagni, sei uffici amministrativi,
sala insegnanti, consultorio.
È regionale, ci confluiscono 11 città.
- Conosci bene il tuo liceo. - Come il palmo della mia mano.
- C'è qualcuno. - Manutenzione della scuola?
Un custode? Chissà.
Che c'è?
Ecco.
Un cassonetto. Torno subito.
Dai! Sì!
Dov'eri andato?
Quel cassonetto era pieno di sale antigelo.
Per il ghiaccio.
Mi sono ricordato che c'era... un cassonetto vicino alla zona di carico.
- Missione compiuta. - Andiamo.
È umido qui.
Che tranquillità.
Più inquietante che tranquillo.
- Non mi pare. - Andiamo.
- Adesso hai fretta? - Adesso?
È da tutta la sera che dico che voglio andarmene, come un disco rotto.
Ti avrò dato 40 motivi per cui devo rientrare stasera.
- Forse è vero. - Forse?
Pensavo che....
qui è tranquillo, silenzioso.
Tesoro, fuori fa freddo.
Davvero?
Citi una canzone sullo stupro?
Non è una canzone sullo stupro.
Lei dice di volersene andare. Lui la ignora. Come lo definiresti?
Lei vuole restare. Ha solo paura del giudizio della gente.
Lei gli chiede cosa le ha messo nel drink.
Cavolo. La canzone è stata scritta nel 1936.
Non parla di sedativi!
Sedativi o no, la fa bere per abbattere le sue difese.
E negli anni '30 esistevano le droghe. È una canzone sulla coercizione.
Non so perché sei così arrabbiata.
Voglio tornare a casa.
- Alla fattoria? - Non alla fattoria, a casa mia!
Jake, a casa mia!
Va bene.
Grazie.
E poi dice: "Perché ferisci il mio orgoglio".
Come se lei dovesse farlo sentire sessualmente attraente,
a prescindere dai suoi desideri, come se fosse compito suo.
Ho capito.
Mi hai convinto. Mi dispiace.
Mi dispiace.
Tranquillo.
- Cristo. - Che c'è?
Qualcuno ci osserva.
- Non ho visto nessuno. - C'era un tipo.
Un maledetto pervertito.
- Andiamocene. - Credimi, conosco bene quello sguardo.
Jake, voglio... Ma che significa?
- Vado a dirgliene quattro. - Non essere sciocco.
- Non è accettabile. - Andiamocene.
No, torno subito.
È...
- È inaccettabile! Torno subito. - Jake! Andiamo.
Jake! No, ti prego!
Jake!
Cazzo!
Non sarei dovuta venire.
Cazzo!
È difficile dire di no. Non me l'hanno insegnato.
È più facile dire di sì.
A volte, ti prendono alla sprovvista: "Mi dai il tuo numero?"
E il modo più semplice per uscirne è dire sì, e a quel sì ne seguono altri.
Non è un mostro, è...
Jake?
Non ti picchia.
Giusto?
E il sesso non è stato male.
Almeno qualche volta.
È che...
Dopo quanto subentra l'ipotermia?
Non è poi un brutto modo di morire se devo farlo.
Jake?
Jake?
Jake!
Merda!
Oh, mio Dio.
Pezzo di merda! Merda!
Merda!
Oh, Dio.
Jake?
Jake, voglio andarmene. Ti prego.
Salve.
Salve.
Mi dispiace. Il mio ragazzo è entrato qui.
Ha frequentato questa scuola tempo fa.
Forse lo conosce, non...
non so se lavorava qui quando lui era uno studente.
Come potrei saperlo? Comunque...
Non ha visto entrare nessuno?
Che aspetto ha il tuo ragazzo?
Descrivere le persone è difficile.
È stato tanto tempo fa, me lo ricordo a malapena.
Insomma...
non abbiamo nemmeno parlato.
Non so nemmeno se l'ho memorizzato. C'era tanta gente.
Ero lì con la mia amica... festeggiavamo il nostro anniversario.
Ci siamo fermate per un drink e quel tizio mi fissava.
È una seccatura.
Il rischio del mestiere di essere una donna.
Non puoi bere qualcosa senza che ti fissino.
Era inquietante! Capisce?
Ricordo di aver pensato: "Magari fosse qui il mio ragazzo".
Il che è un po' triste.
Se sei una donna, un ragazzo ti ignora solo se stai con un altro ragazzo.
Come se ti avessero reclamato. Come se fossi una proprietà.
Comunque, non riesco...
Non riesco a ricordare com'è fatto.
Perché dovrei?
Non è successo niente.
Forse è stata solo...
Forse è stata solo...
una delle migliaia di non-interazioni della mia vita.
È come chiedermi di descrivere una zanzara che mi ha punto
una sera di 40 anni fa!
Non ha visto nessuno che corrisponde alla descrizione, vero?
Non ho visto nessuno.
Va bene.
Cioè, a parte te. Vedo te.
Sono... un po' preoccupata per lui.
Sicuramente non ce n'è bisogno.
Se è qui, è al sicuro.
Qui è sicuro.
È tranquillo.
Posso cercarlo in giro?
Togliti le scarpe bagnate. Ho appena lavato i pavimenti.
Sono sue.
Arrivederci.
Sì. Arrivederci.
Jake?
Jake?
Jake?
Vieni, seguimi.
Vieni , seguimi.
Sono il tuo clown preferito di Tulsey Town Dove il gelato cresce sugli alberi
Non aver paura, seguimi Mangiane a volontà
Capovolgerò il tuo broncio
Non appena darai il primo morso
Vaniglia, cioccolato o fragola E siamo aperti giorno e notte
- Ah. - Vieni.
Seguimi.
Non è male quando la smetti di compatirti perché sei solo un maiale
o, peggio ancora, un maiale infestato dai vermi.
Qualcuno deve pur essere un maiale infestato dai vermi.
Persino tu. È solo una questione di fortuna.
Giochi la mano che ti viene data. Ti accontenti. Vai avanti.
Non ti preoccupi di niente.
- Quella canzone mi commuove. - Mi è sempre piaciuta.
Esiste la gentilezza nel mondo, sai?
Devi cercarla, ma esiste.
- Tu sei gentile. - Mi sto evolvendo.
Anche adesso. Anche da fantasma. Da ricordo.
- Da polvere. Come farai tu. - Siamo uguali.
Se osservi attentamente, ogni cosa è uguale.
Da fisico, lo sai.
Tu, io, le idee. Siamo una cosa sola.
Andiamo a vestirti.
Grazie.
Grazie.
Accetto.
Accetto...
tutto.
Accetto il vostro riconoscimento, questo premio.
Accetto tutto ciò che comporta.
Questo premio arriva in prossimità della fine di una lunga e feconda vita,
come riconoscimento del lavoro che ho fatto decenni fa.
Le mie ricerche mi hanno portato nel mondo fisico, in quello metafisico,
nelle illusioni,
e indietro.
E ho fatto la scoperta più importante di tutta la mia carriera,
la più importante della mia vita...
È solo nelle misteriose equazioni dell'amore...
che si trova la ragione logica.
Stasera sono qui solo grazie a te.
Tu sei la ragione per cui esisto.
Tu sei tutte le mie ragioni.
Grazie.
Il pavimento scricchiola
La porta cigola
C'è un topo di campagna Che mordicchia una scopa
E sono seduto da solo
Come una ragnatela su uno scaffale
Da solo
In una stanza desolata
Ma la luna dalla mia finestra
Fa pendere un raggio sul mio letto
Poi l'ombra di un albero
Inizia a ballare sul muro
E un sogno inizia a danzare Nella mia testa
E tutte le cose che desidero
Vanno come voglio
E sono migliore Di quel mandriano saccente
Che pensa di essere migliore di me
E la ragazza che voglio Non ha paura delle mie braccia
E le sue braccia morbide Mi tengono al caldo
E i suoi lunghi capelli aggrovigliati
Mi cadono sul viso
Proprio come la pioggia
In una tempesta!
Il pavimento scricchiola
La porta cigola
E un topo inizia a mordicchiare la scopa
E il sole mi apre gli occhi
Erano solo un mucchio di bugie!
Sono sveglio
In una stanza deserta
Non sognerò più le sue braccia
Non la lascerò in pace
Esco
Troverò una sposa
Troverò una donna che sia
Tutta mia
Sottotitoli: Stefania Morale
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