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Original subtitles

Vuoi morire?

- Non funziona così. - Lo so.

Lo so, ma abbiamo un'offerta per te.

Che carino.

Non avete un'offerta.

Non vi lascerò mai andare.

Ti daremo la ricetta.

Ma di che parli?

C'è una cosa che non ti ho mai detto...

La Pastraerba è tutta Ludmila.

Noi siamo solo extra. Inutili.

Solo lei sa come farla.

Joseph, mi stai dicendo

che l'80% dei miei affari dipende da una nonnina di 85 anni?

Ne ha 87.

Per questo, se ti darà la ricetta, non avrai più bisogno di noi.

Già.

Capo?

Abbiamo Vadim.

È vero.

Ok.

Manderò il mio miglior botanico.

Ottimo.

Fantastico. Molto bene.

E siamo d'accordo che dopo saremo...

liberi?

- Se dice di poterla produrre, sì. - Ottimo, perfetto.

Lo manderò lunedì.

Questo lunedì?

O tra due settimane? Lunedì.

Tra cinque giorni.

È troppo tempo?

No.

È perfetto. Due settimane sarebbe stato tanto,

ma cinque giorni...

- Perfetto. - Sì.

Spero tu non mi stia facendo perdere tempo.

- No. - Perché ora che so che...

la tua sorellina

e tuo padre

sono superflui...

non esiterei ad annegarli in un sacco.

Preparare?

UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX

Altro

Che caffè

Di' alla tua famiglia: "Ho fatto un accordo con Jaurès".

Ma sei impazzito?

Non vogliono uscirne. Ci sono dentro fino al collo.

E tu sei nella merda.

Non lo tocchi. È cioccolato.

Sì.

Dammi due secondi.

- Lo sta toccando. - Lo so. La smetta!

Sei nella merda.

- Lo so. - Ma ascolta...

Jaurès deve pensare che siete d'accordo. O non funzionerà.

Fidati.

Come faccio?

Li inganni.

Come?

Devi far sì che loro vogliano uscire dal giro.

Devono credere sia un'idea loro. Capito? Non tua.

Tu vuoi andare avanti.

Bene. E come faccio?

Una banda rivale.

- Una banda? - Sì.

Cioè?

Di' che c'è una banda rivale in città. Spaventali.

Mi sembra una buona idea.

- Lo zio Youssef è qui. - Grazie, fratello.

MACELLERIA HAZAN

Papà, non dirai sul serio.

Che c'è?

Smetti di fare scontrini da 500 euro.

Sembra che vendiamo 30 chili alla volta.

Per riciclare denaro, deve sembrare vero.

Vuoi guadagnare 200.000 euro al mese.

Se li faccio da 18 euro, non finisco più.

Sì, è faticoso, ma l'idea è quella.

Per 8.000 euro al giorno, servono 360 scontrini.

- Lo so, Madame so-tutto-io. - Smetti di chiamarmi in quel modo.

E come faremo dopo? Con la produzione del nuovo magazzino?

Con le salsicce non ci arriviamo.

Grazie tante. Sto pensando a una nuova strategia.

Per ora facciamo così, e bene.

Non guardarmi così. Se controllano i conti, è finita.

Non facciamoci beccare per tre salsicce, ok? Merda!

Vieni qui.

Ecco una carotina.

Ok? Ecco.

Calmo. Sono tuo amico.

Mi serve solo la tua testa.

È per la mia famiglia.

Come nella scena de Il Padrino.

Non sentirai niente. È un coltello da pane. Uno...

due...

Non ci riesco, cazzo!

Non ci riesco.

E quello? Meglio.

Vieni qui, vecchietto.

Ecco qua.

Non sentirai niente.

Merda, che cazzo di collo ha?

È più grosso dell'altro.

Che seccatura! Cazzo!

Che idea di merda!

Vai. Vivi la tua vita!

È un coniglio americano, uno dei miei preferiti.

È molto buono e ha un ciclo del sonno simile al nostro.

Non ne avete uno malato? Magari...

depresso, che non mangia più

e dice: "Va bene così. Ho girato la gabbia.

È ora di gettare la spugna".

O uno morto?

Se ne aveste uno già morto, sarebbe davvero perfetto.

- Quello non è morto? - No, sta riposando.

- Vuole comprarne uno per ucciderlo? - No.

- Mi ha frainteso. - Mi ero spaventata.

Sono un macellaio.

- Non è il mercato alimentare. - Certo che no.

Esatto. Anche meglio.

Io sto cercando un animale bello in carne,

con l'apparato digerente intatto, le budella e, se possibile, il pelo folto.

Il mercato ha solo carcasse.

Qui non mangiamo gli animali.

- Devo chiederle di andarsene. - Non capisce.

È uno scherzo.

- Ho capito. Vuole mangiarlo. - No!

- È per uno scherzo. - Non sto ridendo.

- Deve andarsene. Baptiste? - Aspetti.

- No, non si disturbi. - Lo porti fuori.

- Se non ne avete di morti, ok. - No.

- Ok. - Grazie. Arrivederci.

- Quella è l'uscita. - Arrivederci. Buona giornata.

- Non l'ho mai chiesto. A papà piace. - Aure, l'apriamo nel fienile?

No, è per il nuovo capannone. Mettila nella rimessa.

Dai, tira.

È troppo pesante. Cerchiamo un carrello.

Abbiamo il concime?

Che concime?

Avevo ordinato concime,

granuli di argilla, dadini Rockwood e fibra di cocco.

Perfetto. C'è tutto.

Ma non so se...

Non è troppo grande per il capannone?

- Ne produrremo una tonnellata. - Una tonnellata?

Una tonnellata.

Dovrò iniziare a investire in beni immobili.

Potremmo dare qualcosa ai dipendenti.

Sì, andrebbe bene.

Cazzo! Lo sapevo!

Che c'è?

- Siamo nella merda! Lo sapevo! - Che succede?

Ce la siamo cercata.

Perché urli?

- Guardate che ho trovato. - Che cos'è?

- Cos'è? - Niente.

- Si è spaventato per un corvo morto. - Tutto qui?

Cosa? Siete pazzi?

È un corvo sventrato! Non siete terrorizzati?

Un corvo, amici miei. Un corvo.

- È molto simbolico! - Di cosa stai parlando?

Che vuoi dire? Nonna, il piccolo Grégory. È il corvo!

È una minaccia.

È una minaccia, sicuramente da parte di una banda rivale.

- Basta, Jo. Non c'è nessuna banda rivale. - Merda!

Ma che stai dicendo?

Non è una cornacchia?

- Come? - È una cornacchia.

- Sei sicuro? - Sembra di sì.

- Ok, è ancora peggio. - Cosa?

- Perché? - Moriremo tutti.

Che vuoi dire, papà?

Il cantante Corneille.

"Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo."

Giusto.

Sì, non ci sono dubbi.

- Non è una coincidenza. È una minaccia. - Calmati, figliolo.

Non è una testa di cavallo.

Non sai quanto è dura tagliare la testa a un cavallo. È difficile, credimi.

La cornacchia è già una bella minaccia, sul serio.

Aspetta, probabilmente è ketchup.

Ali, che cosa fai?

Cazzo, è sangue.

- Ovviamente! - Smettetela.

Ce l'ha portata un gatto. Andiamo.

Forza. Non c'è tempo.

Ma siete pazzi?

Vi dico che una banda rivale ci ha mandato un chiaro segnale

e a voi non frega niente?

ARMERIA

Allora?

Ecco la bellezza che volevi.

- È fantastico. - Un fucile da bracconiere.

Quanto costa?

- Sono 12.000. - Ok, lo prendo.

- Riflettici. - Ho 10.000 qui e gli altri...

Spendi 12.000 per un fucile?

Sei tu il pazzo. È stupendo. È vintage.

Cosa? È robaccia. Fai sul serio?

Hai comprato un'auto di merda

e spendi 12.000 euro per uno schifo di fucile.

Come?

Hai detto "schifo di fucile"?

Non hai gusto, plebeo.

- Dille di calmarsi. Mi sta rompendo. - Ok. Un secondo.

Solo pensieri positivi, dai, amore.

Uno schifo di fucile. Fallito.

- Come? - Ho detto "stronzo".

Certo.

Vieni qui, Thibault.

- Ma che hai? - Voglio parlarti della cornacchia.

- Cosa? - Credo sia una minaccia.

L'avrà uccisa un cacciatore?

No, non c'erano ferite da arma da fuoco. Non c'era nulla.

Sono d'accordo. Per questo dico che ce l'ha messa qualcuno.

No. È un uccello. Si è schiantato contro una finestra.

È caduto per terra. E poi l'avranno sventrato i procioni.

Cos'è? Un film della Pixar? I procioni non esistono.

Siamo in campagna.

Oggigiorno, gli uccelli simboleggiano una banda rivale.

Ora è così.

I cavalli sono superati.

- Ok. Thibault? - Sì?

Abbiamo finito.

Prendi il fucile.

La custodia è in regalo.

Vale 20 euro. Meno male che è gratis.

- Ecco. - Grazie.

Ok.

Tieni.

Dammi la grana.

Non dirlo a nessuno, ok?

Come al solito.

Prima tu, così non arriviamo insieme.

- Vuoi uccidermi? - Vai.

Buonasera a tutti.

Scusate il ritardo.

Purtroppo, stasera inizierò con delle brutte notizie.

Abbiamo appena saputo che Claude è caduto dalle scale di casa sua. È grave.

Sembra che la causa siano le droghe.

Una ricaduta.

Una ricaduta.

Mi dispiace, Catherine, ma ora non hai un mentore.

Dovrai sceglierne un altro.

Beh, vorrei scegliere Gérard.

Mi ha colpita l'ultima volta.

Gérard, per te va bene?

Se va bene?

No, perché io non...

mi sento pronto.

No. Beh...

Sono ancora in lotta con me stesso. È complicato e...

Quindi, no.

Catherine, qualcun altro?

No...

- Devo pensarci. - Mi dispiace.

Non credevo che avrebbe detto di no. Non me l'aspettavo.

Scusatemi.

Mi dispiace!

No, Catherine. Aspetta.

Non voglio che tu pianga. Non piangere, per favore.

Non ti lascerò sola. Va bene, accetto.

Grazie.

Come sapete, ci stiamo espandendo

e guadagneremo molto.

Dato che abbiamo prodotto l'album peggiore di Enrico,

venduto in tutta la Francia,

useremo quel grande flop per riciclare denaro.

Andiamo.

Ali!

Eccoli.

Quando qualcuno compra un album, Enrico riceve il 15% in diritti,

ma quasi tutto il resto va a noi.

Lì.

Pagando per ogni album in contanti, riavremo i soldi come entrate.

Diventa denaro pulito.

Ne compreremo molti per riciclare molti soldi.

Avremo ore di musica!

Ma, ovviamente, tre persone non bastano.

Ehi, ragazzi. Ciao. Come va?

Dobbiamo reclutare gente che compri gli album in tutta la Francia.

- Sarebbe stato meglio rivenderli. - Sì.

Pare sia troppo rischioso. Aure?

Sì. Non deve saperlo nessuno, neanche la fabbrica di CD.

Ma mi spezza il cuore. Sono gli album di Enrico.

È un peccato.

Lo so, papà.

Merda.

Sì, pronto?

Sì, lo so, ma...

Non credo che ce la farò per cena.

Qui al lato, Ali.

No, non l'ho dimenticato.

Papà mi ha mandato a fare una consegna fuori città.

- Gliel'avevo detto. - Lì?

Non me ne frega niente. Cosa vuoi che ti dica?

Aure! Dacci una mano. Non vedi che è difficile? Dai!

Sì!

Dai, Ali.

No, non ha detto "dyke"!

Non lo sto difendendo, Elodie. Non l'ha detto.

Ecco. Fa male...

La spalla. È bloccata.

Va bene. Ha detto che siamo delle lesbiche grassone.

Te l'avevo detto che era un coglione.

Ti richiamo. Baci.

Dannazione. Ci vorrà un po'.

Grazie di essere qui.

È bello vederti.

Beh, è normale.

È il mio ruolo di mentore.

Ho riflettuto su quello che hai detto

sull'avere un buon sistema di supporto e una famiglia.

Credo di avere bisogno di te.

Ascolti la sua musica?

Sì. Sarò un po' all'antica, ma sono una grande fan.

Sai che io sono il fan numero uno di Enrico?

- No. - Ok, se lo dici tu.

Potrei perfino dire...

che è un amico.

- Incredibile! - Un caro amico.

È stato mio figlio a comporre il suo ultimo album.

- Stai scherzando? - No, Catherine.

Beh, devo ammettere che l'ultimo non mi piace molto.

Sì, lo so.

Non è il grande Enrico.

No.

Mi chiamano "L'Orientale"

Bruna con lo sguardo fatale

E mi chiamano "L'Orientale"

Dato che sono un sentimentale

Ascolta, Catherine.

Mi piaci molto. Davvero.

Penso che tu...

sia davvero bellissima.

Ma...

non mi sento pronto per...

una nuova relazione.

A volte è meglio non pensare.

Prendi le cose come vengono

e lasciati andare.

Sì.

Cazzo! Brucia in fretta!

Scusa, furgone.

No! Cazzo!

Cosa sta facendo quell'idiota?

Porca puttana!

- Dannazione! - Cazzo!

Cazzo, avevi ragione.

Grazie, Olivier. Almeno tu hai capito.

È una banda rivale. Vuole che usciamo dal giro.

Non parlo di quello.

La spia del motore. Avevi ragione. Dovevo andare dal meccanico.

Così impari a comprare sui siti Internet.

Per fortuna non c'era nessuno.

- Ovviamente. - Aspettate! È un incendio doloso!

Le auto non vanno a fuoco da sole.

Di certo ci saranno delle prove all'interno.

Delle schegge di vetro di una Molotov, magari. Usano quelle.

Avrebbero dovuto bruciare il furgone. Sarebbe stato di maggiore impatto.

Forse ci hanno provato, ma non è andata come previsto.

Ma è un messaggio!

No, è colpa mia.

La prossima volta, la prenderò in garanzia.

Ok.

- Torno a dormire. - Anch'io.

Ce n'era solo una in Francia! Cazzo!

Ma non direte sul serio?

Quanti messaggi servono ancora?

Va bene.

- Che c'è, Clém? - Niente.

È pazza.

Dov'è la Molotov che ho lanciato?

Non è possibile.

Cazzo, è un casino.

Cazzo! Clém, che stai facendo?

Sembra un film horror. Torna dentro.

È impazzita.

- Devo dirti una cosa. - Non è il momento.

Non ho neanche assicurato l'auto.

- L'ha incendiata Joseph. - Che vuoi dire?

L'ho visto io.

Basta. Te la prendi sempre con lui. Chi me l'ha tagliato il mignolo?

Non m'interessa. L'ho visto!

Non hai visto niente. Fuori è buio.

Ti sbagli. Non è successo niente.

Pensaci un attimo.

Perché dovrebbe farlo?

- Non lo so. - Ecco. Non lo sai, cazzo!

È mio fratello. Non lo farebbe mai.

- Non mi credi? - No, mi dispiace.

Ottimo. Fantastico!

Cazzo. Andiamo.

Dannazione. Porca puttana!

Cazzo.

Ti ho visto bruciare la sua auto, stronzo.

Sono qui.

Ti ho visto bruciare la sua auto, stronzo.

- Non ti piaceva la vernice? - Ma che dici?

Non so che stai facendo, ma lo scoprirò.

Tu sei pazza.

Sei pazza. Non c'entro niente. Sei fuori di testa?

- L'ho già detto a Olivier. - Cosa? Che hai detto?

- Visto? Sei stato tu. - No. Che ha detto?

Quell'idiota non mi crede.

Ti vuole troppo bene.

- Perché l'hai bruciata? - Non è così.

- Perché gli hai bruciato l'auto? - Non l'ho fatto.

- Invece sì. Perché? - Volevo bruciare il furgone!

Ok? È stato uno sbaglio.

- Perché volevi bruciare il furgone? - Cazzo, che casino.

Volevo spaventarvi.

Perché vuoi spaventarci?

Ho un accordo con Jaurès.

Tra 48 ore, dovremo accettare di uscire dal giro. Oppure mi ucciderà.

- Merda. - Sì.

- Sei proprio un idiota. - No. Sto proteggendo la mia famiglia.

- Dovresti esserne felice! - Perché?

Se lasceremo l'attività, avrai Olivier tutto per te.

Non è quello che volevi?

Ok. Lasciami fare, allora.

- Affare fatto. - Ok.

- Non dirò niente. - Grazie.

- Ma voglio partecipare. - A cosa?

A quello che farai per spaventarli.

No, Clém.

È troppo complicato. Richiede esperienza.

- Ok. - Capito?

Sì, ma fa lo stesso.

Clém, ho detto di no.

Ok, ho capito.

- Mitico. - Ottimo.

- Ci sto. - No, Clém.

- Joseph. - Clém.

- Oppure lo dirò a tutti. - Allora... sì.

Ma comando io e decido io.

- È chiaro? - Sì.

Ok, bene.

- Domani, da te, 9:30. - No.

Non hai capito. Il capo sono io. Domani, da me, 9:45. Ok?

Va bene.

- Non fare tardi. - Tu non fare tardi!

E chiamami "capo".

- Ti chiamo "Jo-capo". - Non è male.

- A domani, Joseph. - Avevamo detto... Ok, vai.

Clém, guarda se viene qualcuno.

Cazzo. Dannazione.

Ok, bene. Ho finito.

Non male, eh?

"Béné, la tua famiglia presto si..."

"Unirà a te."

Non avevo spazio.

È penoso.

No, basterà a spaventarli.

No, manca qualcosa.

- Non esagerare. - Sì, sì.

No! Sei pazza! Ma che ti prende?

- Idiota! Cos'hai fatto? - Beh...

Non sulla tomba di mia madre. Cazzo! Che idiota!

- Che fai? - Aspetta.

Lo stai rovinando.

Fammi fare e basta.

Che cos'è?

Una casetta.

Non spaventerà nessuno.

Invece sì, perché la casa...

Non lo so...

Ho aggiunto una mini-camera a gas al primo piano.

E c'è il fumo.

È una camera a gas?

Ovviamente. Ed è accesa.

In questo caso, ok. Bravo.

- Bravo... - Bravo, Jo-capo.

Bene. Andiamo.

Mio padre arriverà tra poco.

La tomba è stupenda.

- Papà, è perfetta. - Se lo merita.

MESSAGGI CATHERINE - TI PENSO

Chi è? La tua ragazza?

Ma di che parli?

- No, è solo il GPS. - Ah, sì? Il GPS si chiama Catherine?

Smetti di fingere.

Mia figlia sarebbe lieta di vederti con qualcuno.

Perché parli di Béné?

È una schizzata della riabilitazione. Non mi lascia in pace.

Merda.

Penso sia la tua ex.

Già.

Ci penso io.

Elodie, come stai?

- Ciao, Ludmila. - Ciao.

- Tutto ok, Aure? - Sì, a te?

Messaggiare al volante è vietato.

Non stavo proprio usando il telefono.

Quindi starei mentendo?

No, certo che no! Non ho detto questo.

È che non c'è nessuno in strada, e siamo a 200 metri da casa.

Sì, ma è comunque in strada, quindi devo farle una multa.

No, Elodie...

- Sempre uguale con quelle come voi. - Quelle come noi?

Sai bene che voglio dire.

- Sì, ho capito. - Già.

Elodie.

- Che fai? - Il mio lavoro.

E il coglione omofobo se lo merita.

Bella mossa.

Esci dal veicolo, per favore.

Comportati con naturalezza.

- Credo che calcherò la mano. - No...

- Sì... - Dannazione!

Cosa c'è? Un problema al cimitero?

Il cimitero? Cosa?

È furioso perché Elodie gli ha tolto la patente.

- Cosa? Elodie, la tua ex? - Sì.

Quella stupida poliziotta ce l'ha con me.

- Non è colpa mia se l'hai mollata. - Beh, in realtà sì.

È risultato positivo alla cannabis.

Cosa?

Non siate sorpresi. Io sapevo che non aveva smesso.

Non vedete che occhi che ha?

Sì, non ti fa bene, papà.

Non ci riesco. Cosa vuoi che dica?

Dai, nonna.

- E il cimitero? - Il cimitero cosa?

Ci vado ogni giovedì. Tutto come al solito. Niente di nuovo.

Bene.

Cazzo, non ha funzionato.

Già. Te l'avevo detto! La tempera non è idrorepellente.

Non sapevo che avrebbe piovuto, ok?

Non sono così pazzo

da usare vernice permanente sulla tomba di mia madre.

Joseph, è solo pietra.

Jo-capo.

Jo-capo.

Non importa. Ho un'idea geniale.

I miei piccoli! Porta un cappellino.

Guardalo! Ha in braccio Ibrahim.

Lo sta allattando.

Questo è per l'album dei bambini.

"Ciao, Joseph. Spero tu stia bene. Bruceremo i tuoi bambini."

Ma che problemi hai?

Sei pazza? Sono i miei figli!

È falso. Dobbiamo fare le cose in grande, dopo il casino della vernice.

- Chi è quel fico? - Cosa?

È attraente.

Porca vacca!

La carne in quei pantaloni...

- Il meglio della macelleria. - Che vuoi dire?

Vediamo. Cosa c'è?

Chi è quello stronzo?

Vediamo la bistecca...

Hai ragione. Ha anche il contorno.

È proprio gonfia.

Starà marinando. Puzzerà parecchio.

Stronzo. Guarda!

- Se l'è pure dovuta aggiustare. - Gli darà fastidio, certo.

Diceva che non importavano le dimensioni.

Di solito non lo nota.

Cazzo! L'ha guardato. Ehi!

Ehi! Fa' silenzio, idiota!

Comunque, dopo tre gemelli non è pronta a tornare in campo.

Che significa?

Dev'essersi allargata. E tanto.

Dilatata.

- Ok, ho capito. - Beh...

Con una bistecca simile, potrebbe funzionare.

Basta, ok? Continuiamo a parlare di bistecche?

- Hai le foto? Andiamo? - Un'altra.

Non importa. Io me ne vado.

Bistecca.

Altro

Che caffè

Joseph, ho scopato tua moglie con la mia bisteccona.

Fermo! Non toccarlo. Cazzo!

Clém, smetti di fare la stupida. È molto costoso.

Perché siamo qui?

Per incontrare un truccatore.

Cazzo, Clém.

È un truccatore per il cinema che fa questo genere di cose.

- Gli effetti speciali. - Giriamo un film.

No.

Vedrai.

- Ha finito. - Sì.

- Venite con me. - Ottimo. Arriviamo.

Mi occupo di trucco che invecchia, come per Édith Piaf.

La Vie en rose?

No, il docudrama belga.

Per un pestaggio come si deve, mi servono circa due ore e mezza.

Devo gonfiare la faccia, creare i lividi...

- Bene. - Ferite con sangue secco...

Per un film, sono 5.000 euro netti.

- Ottimo. - Sul serio?

È troppo!

Devono davvero credere che mi abbiano pestato.

Lo scopriranno quando ti cureranno.

Clém, smettila.

- Ok. - Va bene?

Ma che ti prende?

Sei pazza?

Perché mi hai dato un pugno, cogliona? Porca puttana!

Neanche un livido.

Ma che cazzo fai?

Ma la smetti di picchiarmi? Non ci posso credere.

Non è male.

Non è male.

- Fa male, ma non è male. - Sì.

A che ti serve il verginello? Lo faccio gratis.

- Cazzo. - Posso riaverlo? È fragile.

- Attento. - Sì.

- Attento. - Ecco.

Ok, Clém, ricapitoliamo.

Entrerò in preda al panico. Aspetta cinque minuti

e lancia il mattone contro la finestra del soggiorno. Ok?

Dov'è quella finestra?

- Quella. - Ok.

- Da lì. - Ok.

- Cinque minuti. Finestra. Soggiorno. - Ok.

Deve funzionare, Clém, ok? Il botanico verrà domani.

- Posso fidarmi? - Sì.

Tieni.

- Buona fortuna, dai. - Grazie.

- No, augura a me buona fortuna. - Cosa?

Cazzo. Ok.

Mattone. Finestra.

- Cinque minuti. - Cinque.

Si va in scena.

Cazzo!

Mi hanno attaccato cinque tipi mascherati. Cazzo.

Sono spuntati fuori dal nulla.

Mi hanno preso e hanno iniziato a menarmi.

Non ho capito che dicevano.

Cose tipo: "Fanculo gli Hazan!

Lasciate il giro. È l'ultimo avvertimento.

Prima la cornacchia, e non avete capito, anche se era chiaro!

Poi l'auto bruciata. Che altro volete? Ci facciamo la vecchia?"

E io: "Cosa? Siete pazzi! Non osate toccare la nonna".

"Siamo una banda rivale, facciamo come ci pare.

Quando capirete che siamo una banda rivale?"

Che stai facendo, Joseph?

No.

Sono stato assalito da cinque uomini...

Taci. Jaurès ci ha detto tutto.

Che vuoi dire?

Il tuo accordo.

Per farci uscire dal giro.

Non doveva essere domani?

Ho deciso di passare per preparare tutto per Vadim.

È stata un'ottima idea.

Ok, posso spiegarvi tutto.

- Credo sia chiaro. - L'ho fatto per proteggervi.

Non ci serve la tua protezione. Stiamo bene.

- Hai messo tu la cornacchia. - Ovviamente.

Sei un idiota, Joseph.

Nonna, ti giuro...

Sei una vergogna!

- Giuro che... - Smetti di giurare. Sei pazzo.

- Ora fingi... - Basta!

Pensavo che gli Hazan fossero la famiglia perfetta.

Chiaramente, mi sbagliavo.

- Jaurès, posso spiegare... - Chiudi il becco, Joseph!

Jaurès, ti spiegherò tutto io.

Sono io il capo della Pastraerba.

Mio figlio aveva un piano egoista.

Non me ne frega un cazzo, Gérard.

Ok?

Rispetterete il suo accordo

e mi darete la ricetta della Pastraerba.

Perché mi guardate così? Non vi darò niente.

Come vuoi.

Mirko.

Ok!

Va bene. Ve la darò.

Grazie, nonna.

Perfetto.

Ne parlerete domani con il mio botanico.

E, se la ricetta non funziona...

vi ammazzo.

Mirko,

metti a questa famiglia di perdenti le cavigliere elettroniche.

Il piede.

Potete andare al negozio, al parco acquatico, a prostitute...

Ma, se tenterete di scappare,

vi troverò

e vi ammazzerò.

Il telefono, Joseph.

Ludmila, d'ora in avanti, sarai tu il mio contatto, e nessun altro.

Se ti chiamo e non rispondi...

ti ammazzo.

Va bene?

Shabbat shalom, come dite voi.

Andiamo, Mirko.

Cazzo! Lascia stare il mattone. È finita. Se ne sono andati.

Sono andati via.

Cos'è successo?

Niente. Mi si è impigliato il maglione tra i rovi.

Sono incazzata.

Cazzo, 700 euro buttati.

Nonna?

Nonna, dove sei?

Nonna?

Che fai? Ti ho cercata ovunque.

Stai bene?

Sì, sto bene.

Sto bene.

È...

tutta questa pressione.

Sì, certo. Capisco.

Sei pallida.

Vuoi sederti? Ti porto dell'acqua.

Torno subito.

Ciò che ha fatto Joseph non va bene.

Sottotitoli: Fabrizia Caravelli

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