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Original subtitles

Che cazzo di roba è?

Ma che diavolo?

Pare ci sia un problema.

- Sì. C'è un... - È... Non è mio.

- È nel suo furgone, ma non è suo? - Sì. Beh, no...

No, sono i miei maiali, i miei maialini.

Sono anni che dico che bisogna rinnovarsi.

Lo ripeto da anni. È un'innovazione.

Vi presento il futuro.

Maiale kosher.

Sono in contatto con il gran rabbino di Parigi, e non vede l'ora.

Ne vuole 50 per lunedì mattina.

- Pazzesco. - Signore?

Sono i suoi maiali o no?

- Sì. - Certo.

Era una sorpresa per mio padre. E l'avete rovinata.

Ma non ne avete colpa.

Fate il vostro lavoro. E siete bravissimi.

- Però... - Non capisco.

Joseph ha ragione.

Beh, è una procedura complicata, la manipolazione genetica dello zoccolo.

- Esatto. - È il futuro.

Se avete dei soldi, dovresti investirli in questo.

Non in Bitcoin, sono superati.

A tutte le unità, furto...

Ok, va bene.

Ora andiamo.

D'accordo.

- Sì, buona serata. - Buona serata.

- Buona serata, signori. - Buona serata.

Cavolo.

- Aspettiamo che se ne vadano. Ecco. - Bravissimo, Jo.

- Cosa sono quei maiali? - No.

- Cosa sono? - Non chiederlo a me.

- Aure. - Cosa sono?

- Beh, sono... - Aure non c'entra. Sono stata io.

Cosa?

Ho comprato 10.000 euro di talee di cannabis.

- Non ci credo. - Incredibile.

Non sapevo che Yohan le avrebbe messe nei maiali.

UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX

Dobbiamo rifletterci. Ormai le talee sono qui.

Direi che promette bene.

Queste ti sembrano promettere bene?

Il carcere promette bene?

Piano, razza di bruto, sono delicate

Perché parli tu?

L'attività è mia e di Enrico. Punto.

Quale attività, scusa?

Se non inizi ora a coltivare quando la legge viene approvata,

avrai solo salsicce piccanti e pastrami da vendere.

Due milioni e mezzo.

Cosa?

Avevo sbagliato, sono due milioni e mezzo.

Se la nonna divide in quattro le talee,

con un capannone ben attrezzato,

il primo raccolto frutterà circa due milioni e mezzo di euro.

Però.

Due milioni e mezzo.

Bene.

Papà, ascoltami.

- Che c'è? - Siamo tutti d'accordo che comandi tu.

Con Enrico, sì, ma il vero capo sei tu.

Ok? Dico solo che sarebbe un peccato non gestire la cosa

come un'azienda di famiglia.

Facciamo un accordo, distribuiamo i compiti.

Tu ti occupi del negozio.

Sei lungimirante.

T'informerai su quanto costerà trasformare il negozio secondo i tuoi gusti.

La nonna e Aure si occuperanno della produzione.

La nonna ha il pollice verde, e Aure è bravissima nella gestione contabile.

Io e Olive troveremo i finanziamenti che servono per iniziare.

Mi capisci?

- Che ne pensi? - Che vuoi dire?

Cosa dovrei pensare?

Non penserò a nulla finché non parlerò con Enrico.

Dov'è? È qui?

Cazzo.

Non va bene.

Non va affatto bene.

Dai. Basta con la TV.

Come va? Le olive sono buone? O sanno un po' di tradimento?

Cos'è questa storia di fare a metà con mio padre?

Che cazzo significa? Non mi piace.

Mi spiace. Mi sono lasciato trasportare.

Ma è colpa vostra. Mi avevate detto che erano sigarette, non droga.

Ero malconcio.

Una volta a casa,

sono salito su una sedia

per provare a fermare il soffitto che mi girava sopra la testa.

- D'accordo. - Anzi...

...sai cosa faccio? Chiamo tuo padre.

- Sì. - Gli dico che è stato un malinteso

e che me ne tiro fuori.

No, Enrico. Non puoi tirartene fuori.

Mio padre pensa che ti abbia mandato mia madre.

Se tu molli, crollerà.

La faccenda si fa complicata, ho chiuso.

Enrico.

Se rimarrai,

ti daremo il due percento.

- Il due percento? - Sì.

Che gentili.

Mi credete scemo.

Non mi rispettate. Mi insultate.

Aspetta.

Si parla di 50.000 euro il primo anno.

Cinquantamila?

- Sì, 50.000 euro. - Sì, 50.000.

- Il primo anno? - Sì!

Porca puttana, sì che è un bel guadagno.

Quindi?

- Ci sto. - Benissimo.

D'ora in poi, basta con i giochetti.

Siamo onesti.

Più onesti che mai.

- Allora tutto a posto. - Aspettate!

Siamo sempre d'accordo per il nuovo album, vero?

Certamente.

Ci stiamo mettendo d'impegno.

Mi date un assaggio?

- Faremo... A noi piace questo. - Vai.

L'abbiamo già fatto.

È l'intro, è un po'... lunghetta, ma fa così.

Il sole di Costantino è una meraviglia

Un raggio di sole negli occhi

Ma che bella canzone Ma che bella

Ma che bella canzone

Ma che bella canzone Ma che bella

La terra è già umida,

perciò basta metà della quantità d'acqua consigliata.

Come per i pomodori.

- ...invece che un quarto. - Davvero?

Mai piantati?

- ...innaffiare... - No.

Metto i vasi sotto le lampade

impostandole su 18-6.

TOMOKO SMETTILA DI SCRIVERMI

Diciotto ore di luce e sei di oscurità.

Dimentica quella stronza di Tomoko.

Non mi va di parlarne.

Pensa a cosa non ti piaceva di lei.

Il sesso era bello?

Sì, era bellissimo.

Non ti chiederò del nonno.

Te lo dico. Faceva pietà.

È terribile. Come facevi?

Mi arrangiavo.

- Davvero? Sporcacciona. - Sì.

Vieni qui.

Vieni.

Dammi un bacio.

Gliel'hai detto, è pazzesco.

Avresti dovuto farlo tu.

Giuro che stavo per farlo.

Che ci facevi ad Amsterdam?

Sono andato con mio padre per affari.

Quali affari?

Secondo te?

Per la carne.

La carne, eh?

Aure ha perso l'aereo, Ali ha incontrato la mafia olandese, non capisco.

È normale, nessuno te l'ha spiegato.

- Ti ascolto. - È semplice.

Mio papà ha conosciuto Macias...

Se non mi ascolti, me ne vado.

Ha conosciuto Enrico in macelleria.

Si sono trovati, hanno parlato di Costantino, dei vecchi tempi...

Una cosa tira l'altra, e a mio padre, mi vergogno a dirlo,

viene voglia di farsi una zoccola ad Amsterdam.

Per farla breve, litiga con una puttana,

che è invischiata con la mafia.

Ok, vattene.

No, è la verità.

- Vattene. - È così.

- Credimi. - Non posso.

Ho bisogno di andare avanti.

Anch'io, credimi.

Io ce la metto sempre tutta e...

Merda, è Olive. Devo rispondere, scusa.

Sì, fratello, sbrigati, devo andare avanti.

Cosa? Che vuole?

Vedermi?

Benissimo. Ci sentiamo dopo. Grandioso. Ciao.

Devo andare.

Ok, mi dispiace.

È inutile, vattene via.

No, non dire così, è una stupidaggine.

E comunque non finisce qui.

- Sì, invece. - No.

No, non è finita.

Questa storia è una gran stronzata.

Un giorno ci rideremo sopra.

Talmente tanto,

ma talmente tanto,

che la gente dirà: "Basta ridere così tanto,

state dando fastidio". Torno presto.

Clém, scusa. Non puoi restare. È il nostro laboratorio e...

...è una questione d'igiene.

- Scusa. - Non vi sentite in colpa a vendere carne?

Gli animali soffrono.

Chi è?

Eccomi. Ciao!

Tempismo perfetto. Devo vedere Gilbert per le dichiarazioni. Fai tu?

- Ok. - Scusa, Gérard.

- Come va? - Sì.

Come stai?

Simpatico tuo padre.

- È forte. - È simpatico.

Ho una buona e una cattiva notizia.

- Iniziamo dalla cattiva. - D'accordo.

Bene, la buona notizia.

La legalizzazione procede bene, e vi ho fissato un incontro al ministero.

- Bene. Brava. - Ottimo, no?

Sono contenta. Ma la cattiva notizia è che ancora non ho...

- Sì! I soldi. - Cosa?

Parla dei soldi.

Esatto.

- Ottomila euro, il resto l'avrai presto. - I soldi, sì. Ma non così.

Tieni i tuoi spiccioli.

Non faccio le cose a metà.

- Ok - Voglio tutto fra 48 ore.

- Cosa? -Sì, capisco.

- Tutto. - Tutto.

- Tutti i soldi, Olivier. - Ho capito.

Vuoi pranzare?

Io?

No, tu.

Intendi me?

Sì.

Guardavi in mezzo.

- Vuoi...? - No, non posso adesso.

Nemmeno io.

Allora perché l'hai chiesto?

A che ora allora?

Ti ho appena detto che non posso venire.

Ottimo, mi sta bene.

Non capisco.

Neanch'io.

A dopo allora.

- A dopo. - Ciao.

- È psicopatica. - Sì.

Ma ci serve, dobbiamo racimolare i soldi.

E trattala meglio. Sei stato antipatico.

- Io... No. - Invece sì, fidati.

È da tanto che fumi?

Ho iniziato per i reumatismi.

E ho continuato.

Mi rilassa.

Tantissimo.

Ammetto che...

...ti fa star bene.

Ne ho bisogno, la mia famiglia è una seccatura.

Sì. Dimmi...

...conosci qualcuno che...?

Fa ristrutturazioni?

Vogliamo rinnovare...

Bello quel comò.

Vogliamo...

...rinnovare la...

...la macelleria.

Lascia stare i costruttori.

Sono la razza peggiore.

- È vero. - Mi volevano dissanguare per la veranda.

Alla fine l'ho fatta io.

Mi è costata dieci volte meno.

È quello che farò io.

Mi credono un perdente.

Ma quel coffee shop...

...sarà un gioiellino.

Rimarranno a bocca aperta.

- Mille. - Mille.

Cercherò fra le tue cose, fra le calze.

Lasciami stare. Ho perso tutto, non ho più nulla.

- Arrangiati. - Cazzo.

Se chiedo alla nonna? Magari ha qualcosa sotto al materasso.

Ho investito tutto, e non sono sorda.

- Ecco. - Scusa, nonna.

Davvero, niente?

- Dei risparmi? - Dio, scordatelo!

Siamo entrambe al verde. Lasciami stare. Ti arrangerai.

- Che cazzo. - Calma.

- Sono calma. - Non parlarmi così.

Capisco le scarpe, ma calmati.

Non c'entrano nulla.

Vai a parlarle.

Ok.

Che c'è?

Che cos'hai?

- Mi ha scaricata. - Non ci credo.

- Invece sì. - Mi dispiace.

Non sapevo che avessi un ragazzo.

Non era un ragazzo.

Già.

Sì.

In realtà, l'avevo intuito.

Certo.

Va tutto bene.

Non preoccuparti.

La nonna lo sa?

- Lo sa? - Se lo sa?

Tu lo sapevi?

Sì che lo sapevo.

Voi e i vostri segreti. Papà lo sa?

No, assolutamente.

Non voglio dirglielo adesso.

Ma sarebbe ora, siamo nel 2019.

Sì, quando me la sento.

Grazie.

Anche io e Aïda abbiamo dei problemi.

- Lo so. - Facciamo entrambi pena con le donne.

Ti fa ridere.

- Tre ore? - Mi ha chiamato all'ultimo momento.

- Che stress. - Siediti, sta arrivando.

- Chi è? - Non preoccuparti.

È l'unico che ha accettato di farci un prestito.

Ci darà 20 mila euro?

Ne ho chiesti 50.

Impossibile. Stai scherzando?

Ne dobbiamo già 20.000 a quella pazza.

- La ristrutturazione, l'attrezzatura... - Come glieli ridiamo?

Sei scemo?

Due milioni e mezzo, amico.

- Vaffanculo tutti. - Già.

E non lo conosco?

- La famiglia! - Ehi!

- Youss! - Come va?

- Joseph, come stai? - Come va?

Vi serve lo zio Youss?

No, non ci servi. Ma sono felice di vederti.

Parlavi di 50.000 euro.

- Sì. È vero. - No, assolutamente.

Decidetevi. Uno dice sì, l'altro no, allora?

- No. - Sì.

Sì o no?

Non vogliamo disturbarti.

Che c'è, disprezzi i miei soldi?

No, i tuoi soldi sono fantastici.

È che fai parte della famiglia.

Sei il fratello di Ali e Aïda. È complicato.

Che c'entra Aïda?

- Cosa? - Mia sorella.

Perché la tiri in ballo?

Perché è tua sorella.

Mi prendi in giro?

No, perché ti arrabbi?

Ti spacco il culo?

- Cosa? Calmati. - Perché parli di mia sorella?

- Rico! - No!

- Sei pazzo? - Perché gli avete sparato?

Su, era uno scherzo.

Bella mira.

Tranquilli, stiamo scherzando. Sentite,

visto che collaboriamo, io voglio divertirmi.

Barzellette sporche, battute.

Niente barzellette sporche!

- Tranquillo . - No!

Scusa. È fuori di testa.

Seriamente, lui mi ha detto

che vi servono 50.000 euro per commerciare maria?

Gliel'hai detto?

- Dovevo. - Ma...

- Ne ho chiesti 50... - Ma che hai in testa?

Basta!

Ecco quali sono gli accordi.

Vi do 50 mila euro adesso.

E li rivoglio in due mesi.

Con un interesse del 30 percento.

- È tanto. - Sì, ma è legale. Taci.

No, ma io...

Ho detto taci.

Poi 2000 euro in più per ogni giorno di ritardo.

È tanto.

Taci.

E ovviamente, dopo due settimane di ritardo... Rico!

- No! - No!

- Cazzo! - Merda!

- Abbiamo detto basta! - Zitti!

Smettila, fratello.

Ti blocco subito.

Una volta avuti i soldi, niente più "fratello".

Non m'importa! Ma basta spararci!

- Altrimenti che fai? - Cosa?

Tieniti i soldi e andatevene!

- Ah, sì? - Sì, fuori!

Già, sarà facile trovare 50.000 euro in 48 ore.

Soprattutto con le vostre facce da culo.

Tu non preoccuparti.

Peccato, era la tua occasione per lasciare la macelleria.

Andiamo. Stiamo perdendo tempo.

Forza, ragazzi.

Un attimo. Aspetta!

Che c'è?

- Ci stiamo. - Cosa?

- Cosa, amico? - Che hai detto?

Ci stiamo, va bene.

Perfetto.

Nessun problema.

Pensavo...

...che fosse una farsa.

Col cazzo.

Ma come ho già detto a Olivier,

Ali deve starne fuori.

A mia madre non servono altre preoccupazioni.

Ok.

E ovviamente,

se cercate di fottermi,

giuro su mia madre... Rico!

- Dai! - Fermo.

- No, fermo. - No, dai.

- Fermo! - Sto scherzando.

Giuro su mia madre, è velocissimo.

Ciao, coglioni.

- Ci stai mettendo un po'. - Sì.

C'è tutto.

No.

- Scherzi? - Ci sono i 20.000 euro.

Ma non Olivier.

Clém, sono un suo amico, non un magnaccia. Lui è libero.

Bene, lo sono anch'io.

Che fai?

Sì, papà. Come stai?

- Bene, tesoro. - Fai finta.

E sei pessima.

- Sì. - Dimmi.

Come va con le deroghe?

Non finiscono mai. Perché?

- Ho saputo che... - Basta.

Sono innamorata.

Posso organizzare una cena.

- D'accordo... - Sì, ma se non vuole altro,

io non c'entro.

Chiaro?

Sì.

Basta con i ricatti.

Ok. Ad ogni modo, per dessert,

lui avrà un'albicocca.

A buon intenditore...

Un litchi.

- Una caramella da succhiare. - Ok.

Ho capito.

Sicuro che non è pericoloso?

Non abbiamo scelta.

La corrente che utilizzeremo ci farà scoprire.

Se qualcosa non torna, la compagnia elettrica chiama la polizia.

- Davvero? - Sì.

- Dovrebbe andare. Provate. - Ok.

- Andiamo. - Cosa fate?

Ci allacciamo abusivamente alla corrente.

Grandioso.

Dai, nonna, proviamo.

Un attimo.

Devo parlarti.

Adesso?

Sì, adesso.

- C'è un problema con Clémentine. - Cosa?

Che vuole quella pazza?

Cenare con te.

O addio richiesta.

- Problemi tecnici. - Che cazzo hai fatto?

Ho sbagliato.

Va tutto bene. Sai che c'è?

Quella mi dà i brividi, non voglio uscirci.

È solo una cena. Dai!

Io ti conosco.

Cosa c'è sotto?

È solo una cena, o qualcosa di più?

No.

È una cena normale... con qualcosa di più, sì.

Merda. Sai che ti dico? Ok.

Ok.

- Ci esco a cena. - Sì.

- Qualche bacio con la lingua... - No.

- Sì, e basta. - Olive.

Devi resistere fino alla legalizzazione, o sarà un incubo.

Ma sei pazzo?

Dovrei sprecare tre mesi con lei?

Spiacente. Ci dev'essere un altro modo.

Col cazzo.

Scherzi? Nessun cliente in 48 ore?

È pazzesco. Dov'eri?

Ho avuto un'emergenza.

Un'emergenza?

Sei licenziato.

Aspetta.

Aspetta. Mi riprendo.

No, non ti mantengo più.

Ti pago, cresco tuo figlio, lo porto in vacanza.

Basta approfittarsene.

Dammi le chiavi.

Farò le notti.

Dormirò in aeroporto, ci vivrò.

Dammi quelle cazzo di chiavi.

Joseph sta venendo a parlare di affari,

e poi arrivo. Un attimo, è qui.

Ci hai messo due ore...

Lo so. Dovevo farmi bella.

Scusa, ti richiamo.

Farti bella per...?

Joseph non ti ha detto di me?

No.

Beh...

Ok, allora... me ne vado.

- Clémentine. - Sì.

- Visto che sei qui... - Bene. Tieni.

Spero non ti abbia detto che ti amo.

Cosa?

Che hai detto?

Ho detto...

Oh, beh.

Davvero, Khabib è il migliore della UFC.

- Sul tappeto è imbattibile. - Siamo d'accordo.

Ma a calci e pugni non è messo...

Hai visto come ha steso McGregor?

Ok...

- Te ne intendi proprio. - Sì.

Amo le arti marziali.

Cintura viola di jiujitsu.

Stai scherzando?

Niente affatto. Se vuoi,

ci mettiamo per terra e ti anniento in un secondo.

Sei molto sicura.

Certo, ti spacco.

- Io ti spacco. - Ti spacco io.

- Io. - No, io.

- Ti spacco. - Ok.

- Allora? - Cazzo, staccati.

Aspetta, ti metto giù.

Ok. Lasciami!

- Non posso crederci. - Ok.

Scusa.

Ti piace così.

Forse.

Ti prego.

Cazzo.

ESPERIENZA

"Luglio 2016 rottura amorosa."

Mi ha lasciato lei.

- "Settembre 2016, ricaduta catastrofica." - È stata dura.

PER IL MIO AMORE

Aïda?

Facciamo 1300?

Millecinquecento e siamo a posto.

- Serve aiuto, è pesante. - Sto contrattando.

Non è sufficiente.

E parlo inglese.

Parla inglese?

Come?

Oh, cazzo!

Sta uscendo ovunque!

Le mie fibre muscolari!

Non funzionerà mai.

Oh, cazzo.

Ce l'abbiamo fatta!

Un negozio così bello,

ridotto così? Non posso crederci.

Ho combinato un casino.

Come hai potuto ridurlo così da solo?

Devo ingaggiare qualcuno per finire.

Ma ho dei problemi...

...dieci mila.

- Cosa? - Mi servono 10.000 euro.

Già, 10.000.

Chiedi alla tua famiglia, perché io...

No, non posso chiedere alla mia famiglia. Non sono al corrente di questo.

Doveva essere una sorpresa.

Che bella sorpresa.

Da quando Béné non c'è più, sono un disastro.

Non piangere.

Andrà tutto bene.

Mi spezzi il cuore.

Le hai fumate tutte tu?

- Sì. - Vuoi morire? Sei pazzo?

Sto facendo delle stronzate, aiutami.

Aiutami, ti prego!

D'accordo.

Ti aiuterò.

Ma non ti darò dei soldi.

Ti darò dell'oro.

Li ho trovati sul retro.

Dietro le assi.

Vostra madre amava dipingere.

Aveva le stelle negli occhi.

Ma delle mani di merda.

Ho avuto un attimo paura,

perché siamo tutti d'accordo che

- fanno cagare. - Quello in basso è bello.

Mi è venuta la depressione vedendoli.

- Questo è un disastro, quello blu... - Lascia stare.

Ehi, tutto bene?

Ho chiuso.

Sono qui per lavorare.

Non è possibile.

Mi spiace.

Capisco.

Quando lo dirò ad Aïda, sarà felice di sapere cosa fate qui.

Aspetta.

Fai sul serio?

Sì.

Vieni.

Dai.

Benvenuto.

Ali, visto che sei qui,

ti presento la nostra Pastraerba.

Che bel nome.

Per Ludmila, Cantiamo tutti Mazel tov

Per Ludmila, Cantiamo tutti Mazel tov

Buonasera, polizia.

Buonasera.

Volevo avvisarvi che ora ci vedrete spesso.

- Davvero? - Sì.

Accanto ci sarà il nostro poligono di tiro ufficiale.

Wow.

Tranquilla, spariamo solo ai bersagli.

O ai criminali.

- Non dovete temere. - Benissimo.

Ora vado, vedo che siete in famiglia.

Festeggiamo.

- Beh, allora ci vediamo. - Sì, ci vediamo.

- Arrivederci, buona serata. Grazie. - Buona serata.

Bene... siamo fottuti.

Sottotitoli: Massimiliana Rossi

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