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Original subtitles

Gli passerà.

Tuo padre non è il tipo che se la fa passare.

E non venderà a Waldman. Non lo sopporta.

Il negozio è mio. Ho un buon presentimento.

Come con Clémentine?

Era strafatta l'altra sera.

Se si è inventata la storia della legalizzazione?

Lo scopriremo presto.

- Signori, buongiorno. Accomodatevi. - Salve.

Ha un maggiordomo.

UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX

L'altra sera hai accennato a una cosa, e vorremmo parlartene.

- Sì? Cos'ho detto? - Beh...

Parlavi della legalizzazione della marijuana.

Ti ricordi?

Oh, merda.

- Cosa? - Cosa?

Ero strafatta. Se mio padre lo scopre, mi uccide.

Quindi è vero?

Sì, ma è super segreto. Se fate la spia, sono morta.

Tranquilla, siamo discreti.

- Rimarrà fra noi. - Fra noi.

- Non una parola. - No.

Hai presente la macelleria di mio padre?

- Sì, molto trendy. - La rileverò.

L'idea è di rimodernarla,

e trasformarla in un coffee shop molto trendy nel cuore di Parigi.

"Cannabis Hazan".

- Punto d'incontro per chi ama la maria. - Sì, forse. E?

Abbiamo pensato a te, a come potresti aiutarci, visto che tuo padre è ministro.

Potremmo avere le informazioni per primi,

la nostra richiesta in vista...

E io cosa ci guadagno?

Quote della società.

Ok.

- Sì! - Fantastico!

- Non m'interessa. - Non...

- Cosa? - Cosa?

Sapete, ragazzi, io in genere seguo il mio istinto.

Ma la vostra idea...

...puzza.

I tuoi piedi puzzano? O l'idea?

Entrambi.

Peggio per te.

Scusa, Clémentine, il bagno...

Cacca o pipì?

Scusa, non c'è un posto per entrambi?

Sì che c'è. È solo che...

...mi piace saperlo.

È...

A sinistra... A de... A destra in fondo al corridoio.

Per... far tutto.

Fai in fretta. Non fermiamoci troppo.

Conosci bene Olivier?

Olivier, Olivier?

Sì.

Beh, sì.

Perfetto, allora.

Perfetto cosa?

Olivier.

Vi posso aiutare.

La vostra richiesta sarà in vista sulla scrivania di mio padre.

In cambio, voglio Olivier.

Sì. Ok. Vedo cosa posso fare. Non c'è problema.

Sì, no. Non capisci.

Non esiste: "Vedo cosa posso fare. Non c'è problema".

Io voglio Olivier.

Sennò il tuo negozio...

..."col cavolo".

Eccomi.

Allora? Com'è andata?

- Bene. Sì. - Bene?

Perfetto.

Attento, vado a controllare.

- Mi fa piacere. - È spiritosa.

Joseph non te l'ha detto?

Cosa?

Il vostro coffee shop. La vostra idea.

Mi piace. Ci sto.

- Fantastico. Allora, qual è l'accordo? - Ottimo.

L'accordo è che abbiamo deciso di... Qual è l'accordo?

Un piccolo anticipo.

- Un anticipo? Bene. - Sì.

- Ventimila. - Ventimila!

Se è complicato, ditemelo subito.

- I soldi non sono un problema. - I soldi e...

E...

- Sì, tranquilla. - E...

Ma certo.

Io non ho capito.

Non importa, è tutto a posto.

Cosa è a posto?

- Le nostre giacche le ha il tuo servo? - Sì.

- Bertrand, giusto? - Sì. Bertrand!

Che ci fai qui?

Beh, è ora di lavorare.

Non ti voglio più qui.

Papà.

Mi dispiace per ieri.

Scusami. Ho detto delle cose che non penso.

Ma non puoi vendere a quella merda di Waldman.

- Ciao, Joseph. - Ciao, Jérémie, non ti avevo visto.

Torno con l'architetto.

- Ci sono dei lavori da fare. - Sì, certo.

No, papà, non farlo, ti prego.

Ho un'idea fantastica.

Scordatela, ho già venduto.

- Cosa? - Sì.

- Non vuoi ascoltarmi? - Non vuoi questo posto di merda.

- No? Dammi le chiavi. - Invece lo voglio.

- Ti ho chiesto scusa. - Già. Grazie.

E anche le chiavi del furgone.

Che classe.

Fratello, è una catastrofe.

Niente negozio.

Che c'è?

Youssef?

Come ti sta?

Taci, mi sto abbottonando.

L'hanno rilasciato stamane.

Stamattina. Grandioso.

Guarda chi c'è!

Cos'è quella faccia?

- Quale? - Non sei felice di vedere lo zio Youssef?

Sono felicissimo. Non sapevo saresti uscito.

- Come stai? - Che fai?

- Cosa? - Dammi un bacio. Dai.

Un bacio!

Ecco.

Che problema ha?

Quegli stronzi mi hanno rilasciato per buona condotta.

- Cavolo, fratello. - E tu che fai?

- Tutto bene. - Lavori sempre con tuo padre?

Un po', ma faccio anche altre cose.

Mi fai morire.

Io condannato a cinque anni, e tu a fare il macellaio a vita.

No.

Sei sempre uguale.

- Davvero? - Stesso schifo di camicia.

Il solito sciattone.

Ok, Youss, ti piace il completo?

È fantastico, ma è un po' corto.

Si vede il bracciale.

Mi allunghi i pantaloni?

JP, c'è la mamma. Prendi lo zaino.

JP!

Non dai un bacio allo zio Youssef?

Sbrigati! Ciao, JP.

Come stai? Mi sei mancato tanto.

Sali dietro, arrivo.

- Come va? - Ciao!

- Come stai, Mélanie? - Bene. Ciao.

- Ali! Vieni qui. - Come stai, Virgile?

Perché non fai più gli aeroporti?

Troppa tensione fra taxisti e autisti.

Tira una brutta aria.

Non me ne frega niente. Davvero.

È la mia compagnia. Se ti dico di fare gli aeroporti, tu che fai?

Gli aeroporti.

Esatto.

- Ricordati che ti ho assunto per Mélanie. - Lo so. Grazie.

Non per te.

- Quanto? Tre? Quattro? - Trecentocinquanta.

Tieni 400.

- Grazie. - Stasera venite.

Festeggiamo da Moktar.

- No, fratello. - Perché?

- Ho un... - Me ne fotto. Disdici.

Disdite tutto.

Stasera venite. Ci sarà un sacco di figa.

No, siamo fidanzati.

- Scherzi? - Sul serio.

Con quella faccia? E chi è?

Una ragazza...

- Va bene? - ...fantastica. Ci amiamo.

Le infili la salsiccia nel culo.

No. La rispetto.

Già: "La rispetto."

Ha detto di averle pisciato sui capelli...

Che stai dicendo?

Sì, mi hai detto...

Sei fuori?

- Di che parla? - Scherza.

Sta scherzando.

Tu hai scopato in prigione?

Che razza di domanda è?

Ok, non venite stasera. Mi avete disgustato.

Prendi questo.

Ci vediamo, amico.

- Ciao. - Ciao, Youss.

Bello rivederti.

Che stronzo. Che razza di stronzo.

Che hai detto prima? Niente negozio?

Sì.

Troveremo un altro posto.

Con che soldi?

Sai quanto ci vuole?

Certo.

La macelleria era perfetta.

È finita. È finita.

Se solo convincessimo tuo padre, ma è irremovibile.

Nemmeno se Dio gli chiedesse di aprire un coffee shop,

ascolterebbe.

Ho un'idea.

Quale?

Hai fame?

Se gli portiamo Enrico, mio padre accetterà.

Questo è il suo ristorante?

No, ma lo frequenta.

È ovunque.

Ha addirittura un telecomando personale. È risaputo.

Cosa gli diremo?

Lascia fare a me, ho un'idea.

Brik con merguez.

- Limone. - Il miglior ristorante.

- Cazzo! - I due "completi".

Prendete i piatti.

Queste sogliole enormi si trovano solo in Tunisia.

- È buonissima. - Incredibile.

Couscous fatto in casa. Fate spazio.

E gli spaghetti.

Ecco qua.

Avete tutto.

Abbiamo dato.

Mi cago addosso.

Per finire, il dolce.

- Oh, no! - No!

- È troppo. - Il conto.

Mi scusi. Sa se oggi viene Enrico?

Il Sig. Macias è di casa. Ma non sappiamo quando viene.

- Il suo tavolo è sempre pronto. - È quello?

È ciò che ho detto.

- E... Torneremo. - Beh, un tipo amichevole.

Duecentoventinove?

- Scherzi? - No!

- È troppo caro. - No!

Cazzo, è vero.

- Offri tu? - Cosa?

- Dai, smettila. - Ti prego.

Farò figurare la spesa a carico del negozio, ma onestamente...

Includerai anche i ventimila per Clémentine?

Che dici? Perché pagarla?

Non abbiamo né la macelleria, né Enrico.

Va be', a quello ci pensiamo dopo. Dobbiamo averla dalla nostra parte.

Ventimila e non lavorerà con nessun altro.

Baski, quanto vengono i tuoi completi meno cari?

Trentacinque euro, ma fanno schifo.

Perfetto.

Puoi farmi delle etichette "Made in Italy"

e ce le cuci sopra?

Che nome metto?

Qualcosa di italiano.

Tipo "Gardnarella".

Fanno schifo, Olivier.

Smettila, voglio quelli.

- Dico solo che fanno schifo. - Sì, ma...

Mi hai chiamata dieci volte, al diavolo il poker.

Sì, lo so,

ti lascio stare, ma è importante. Se vinco, sarò fuori dal tunnel.

- Va bene, dimmi. - Allora, il tizio ha scommesso tutto.

Pronto? Pronto?

Il flop è il jack di cuori...

- È disturbato, non ti sento. - Il jack di cuori...

Dimmi qual è il flop.

Aure? Mi senti?

Pronto?

- Perché è attivata? - Pronto?

Oh, cazzo! Ho detto "tunnel"!

- Che idiota! Aure, non attaccare. - Non ti sento.

- Ti prego! - Pronto?

- Mancano sei secondi. - Pronto?

- Non sento nulla. - Che faccio?

- Aure! Cazzo. Cinque secondi. Pago. - Pronto?

Sì!

Dai!

No!

- Joe? Joe? - No!

Gardnarella è l'eccellenza italiana.

Mi credi stupido?

Conosco "Garndnanella".

Quanto vengono?

Al pezzo, 150.

Sono cari.

Sì, lo so. Non fanno per te.

Ehi, mi hai preso per un barbone?

Te li compro.

Hai fatto tombola. È un affarone.

Ti piaceranno un sacco.

Sì. Tombola.

Purtroppo devo subaffittarlo perché mi servono soldi.

Non è semplice tirare l'acqua, ma ti spiego.

Devi essere un po' snodata.

- Qui c'è un rubinetto. - Ok.

Lo apri tenendo il dito su questo,

e aspetti finché non vibra.

Vuol dire che si sta riempiendo. Aspetti circa sette secondi.

Sei, sette. Ok.

E ti garantisco che poi scarica tutto.

Cacca...

Puoi mangiare indiano.

Puoi anche mangiare messicano.

Ok. E per l'affitto, le sei mensilità anticipate in contanti,

ti vanno bene?

- Sì, nessun problema. - Ottimo.

Tieni.

Beh, benvenuta a casa tua.

Lascia stare. Papà non capisce che vado in Giappone a vendere le mie scarpe.

- Questa valigia vale 40,000 euro. - Sì, ma...

Non andartene arrabbiata.

Ho provato a parlargli tante volte. Sono stufa.

Alla fine lo accetterà.

Dovrà fare i conti con la realtà.

È questo che odio.

Hai programmi per l'ultima sera?

Magari un appuntamento?

Conosco già qualcuno in Giappone.

E mi piace molto.

Perché non me l'hai detto?

Sono un'ashkenazita, ma alla tua età amavo la salsiccia.

Nonna!

Non lo voglio sapere.

Non fare la santarellina.

E poi...

A dire il vero,

la salsiccia, non è un cibo...

...che mi piace molto. In realtà, non mi piace per niente.

Non so se...

Da quando?

Da sempre.

Lo dissi alla mamma a 15 anni.

Davvero?

Bene.

- Sì. - Benissimo.

Abi gezunt, anche le patate sono buone.

Nonna!

Ti sto dicendo una cosa importante e tu mi parli di patate.

Questo completo non è beige.

Cazzo, Olive. Sembro un vasetto di salsa tonnata.

Scalda le tartine e spalmamici sopra.

- Sei bellissimo, amore. - No, faccio schifo.

Ho visto tuo fratello in negozio, tra l'altro.

Lo so, mia madre mi ha detto che è uscito.

Non m'importa. Per me è morto.

Tesoro. È sempre uno della famiglia.

La mia famiglia sono i miei genitori, e stanno arrivando, perciò...

Se non ti piace il completo, cambialo.

Fa schifo, concordo. Mi metto i jeans.

- I miei sono tranquilli. - Lo so.

ENRICO È QUI! VIENI SUBITO!

Merda!

- Cosa? - Il droghiere dice

che ci sono i vigili, porteranno via il furgone.

- Davvero? No, ti prego. - Sì.

Tranquilla. Mal che vada, ci metterò 25 minuti a parcheggiare.

- Sono quasi qui. - Lo so, farò in fretta.

- Più in fretta possibile? - Sì.

- Veloce, ok? - Sì, veloce.

Il mio piccolo salmone.

Buonasera.

Buonasera, Sig. Macias.

- Come va? - Ragazzo.

Scusi il disturbo mentre guarda la TV.

Volevo dirle che sono un suo grande fan.

Da sempre.

Sai una cosa? Un ragazzo come te che ama la mia musica

mi rende molto felice.

Non ha idea. L'ascolto ogni giorno.

E non solo io, i miei amici, la mia famiglia.

- L'adoriamo. - Grazie.

Per noi sarebbe un onore

averla al nostro tavolo stasera.

Se vuole.

Mi spiace, ma sono molto stanco.

Accidenti.

Insisto,

perché onestamente...

Onestamente, no.

Sicuro?

- Sì. - Offriamo noi.

Enrico Macias al nostro tavolo!

Grazie mille. Carla?

Mi porti un "completo" con sogliola,

spaghetti, merguez,

loubia e grano,

pkaila, spigola, triglia...

Siccome offriamo, sta ordinando tutto il menu.

E boukha per tutti.

AÏDA DOVE SEI???

Su. Mangiamo!

È un incubo trovare parcheggio.

Un'ora e mezza.

Noi l'abbiamo trovato subito.

Qualunque fosse il vostro annuncio, spero ne valga la pena.

Era bella Come il sole

Voleva solo mangiare Roba fritta e dolci

AÏDA CHE CAZZO STAI FACENDO?

Bravo!

- Bravo. - Grazie mille.

Bene. Avete talento.

Siete così bravi,

sì, che vorrei che scriveste il mio nuovo album.

Due improvvisatori nati.

- Sarebbe fantastico. - Era tutto buonissimo. Wow! L'ultimo?

Ma, Enrico,

ci farebbe molto piacere, ma in cambio,

a essere sinceri, ci servirebbe un favore.

Certo, nessun problema.

Bene. Mio padre...

...ha una macelleria, fa il macellaio.

Stravede per lei.

Noi vorremmo trasformare il negozio in qualcosa di nuovo,

di diverso, ma mio padre è come un muro di cemento.

Lei è l'unico che può fargli cambiare idea.

Altrimenti è impossibile.

Perché no?

- Davvero? - Che tipo di attività?

Un'attività...

Si tratta di marijuana.

- La cannabis? - Non si allarmi.

- Hashish? - Sì.

Le svelerò un segreto.

L'ho saputo...

Enrico...

L'ho saputo... Enrico?

Enrico?

- Sì. - L'ho saputo dal ministro in persona.

La marijuana sarà legalizzata fra tre mesi.

- Davvero. - È la verità.

Chi si darà subito da fare

diventerà ricco sfondato.

Ok? Perciò, dobbiamo tenere la macelleria,

- è importante. - E io che ci guadagno?

Dieci completi su misura.

Firmati Gardnarella.

- Questo è un modello. Eccezionale. - Di prima qualità.

Non vedo di buon occhio la droga.

- Non posso. No. - Chi sta parlando di droga?

Sarà tutto regolare, legale, pulito.

- Deve credermi. - Spiacente, ma...

Non posso immischiarmi in roba simile.

Impossibile.

Gaston.

Le parlerò col cuore in mano.

Ecco.

L'anno scorso mia madre è morta.

Sì.

Va tutto bene.

Lei l'ammirava tantissimo, non so nemmeno descriverglielo.

Vederla stasera davanti a me è come se...

...mi avesse mandato un segno.

Sarò sincero, non la lascerò stare.

Sono mortificato. Ho guidato per due ore.

Buonasera. Come state?

Mi dispiace tantissimo.

La macchina...

...non trovava parcheggio.

- Come va, Djamel? - Buonasera.

- È tutto freddo. - Non importa. Chiedo scusa.

Avete fatto bene a iniziare senza di me.

Cazzo, veramente?

Ops.

Scusate.

Ho mollato una scoreggia.

- Non ci credo. - Ho scoreggiato.

Davanti ai genitori.

- Come l'hanno presa? - In piena faccia.

Tutta.

Sarebbe stato complicato

dirgli che stavamo insieme, dopo una cosa del genere,

perciò, ho inventato una storia su un video di addio

per Aure.

Da stupido.

Hai sgommato?

Cosa? "Sgommato"?

Ti sei cagato un po' nelle mutande, o era una scoreggia liscia?

Ti sto dicendo che Aïda sta per mollarmi e tu mi parli di mutande sporche?

Lo dico così per dire. Ti perdonerà per una scoreggia.

Ti ama. Le passerà.

- Festeggiamo. - Festeggiamo cosa?

- Andiamo avanti. - Ma dove?

Non abbiamo nemmeno il 25 percento della somma per Clémentine.

E Enrico?

- Non è ancora fatta. - Sì che lo è. Smettila.

L'ho istruito. Gli ho dato degli spinelli finti.

Gli ho insegnato a fare i soffioni. È bravissimo.

Funzionerà.

Me lo auguro.

Buon...

Non è possibile.

- Non ci credo. - Perché?

Ma lei... Mi scusi.

Bene.

Mi dica.

Che merguez ha?

Sì.

Solo le migliori.

- Sì. - Enrico Macias.

Nel mio negozio. Io sono un suo grande fan.

- Il più grande in assoluto. - Grazie.

Guardi.

Questa è la sua chitarra.

Un'Olympia del 1973.

Firmata.

Autografata.

Crede che suoni con una chitarra simile?

Uso solo Fender o Favino.

Lo sanno tutti.

Ho il certificato di autenticità. Ne è la prova.

Quella roba non dimostra nulla.

- Davvero? - Odio i farabutti

che ingannano la povera gente come lei. È una vergogna.

Una vergogna.

È vero.

Signor Macias.

Non si sente bene?

Sig. Macias, aspetti. Venga, si sieda.

Un po' d'acqua?

Un po' d'acqua?

No, grazie.

Conosco un rimedio.

- Un rimedio? - Sì.

Sig. Macias.

- Le spiace se la fumo qui? - Ok.

Fuori non è vista di buon occhio.

Sì, ma la droga non le fa bene, Sig. Macias, se mi consente...

Questa droga, come la chiama lei, se non ci fosse,

sarei cieco per via del mio glaucoma.

No. Soffre di glaucoma?

Sì.

Vuole provare?

Non sa cosa si perde.

È gentile, ma...

Come non detto.

Tutto bene?

E tu? Come va?

Sono ancora dentro.

Da tre ore. Credo stia andando bene. Chiacchierano.

Si divertono.

Pare funzionare.

Bene, perché ho fatto una pazzia.

Cioè?

- Hai presente i finti spinelli? - Sì?

Sono veri.

Già.

Mi prendi per il culo?

Non suono così da...

...Constantine.

Guarda la mia artrite, guarda come le muovo.

La marijuana fa miracoli, Enrico.

Chiamami pure Gaston.

- Cosa? - Sì.

- Enrico è per il pubblico. Siamo amici. - Ok.

- È gentile. - Sì, ma certo.

Sai...

La chitarra...

È così che sedussi...

...Béné.

Davvero?

Amava la chitarra.

Bellissima.

- Mi manca. - Va tutto bene.

Non ci pensare.

Avvicinati.

Ascolta, ho un segreto.

Sono amico di un grande ministro.

Davvero?

Ho saputo da lui...

...che la marijuana sarà legalizzata.

Ad Amsterdam si guadagnano miliardi.

I soldi scorreranno a palate per chi si muoverà per primo.

Meglio del GSM.

GSM? Oh, giusto.

Pioveranno miliardi.

- Dammi qua. - Miliardi.

Il miliardario della domenica

- Rinuncerà a tutte le fatiche - Fatiche!

- È felice come un re - Come un re!

Sveglia, Olive. Sta uscendo.

Cazzo.

Enrico!

Siamo qui.

Enrico. Stai bene?

Com'è andata?

Gli ho elencato le motivazioni migliori.

Davvero?

Ma non ha ceduto.

- Merda. - Mi spiace, ragazzi.

Merda!

Parleremo dei completi domani. Adesso, sono...

...messo malissimo.

Vi siete comportati male.

Mi avete drogato a mia insaputa.

È colpa sua, gli piace fare scherzi.

- Come no. - Mi dispiace.

Siamo fottuti.

- È finita. - È finita.

Cazzo.

Andiamo a dormire, sono stanco.

- Stasera è un po' un casino. - Perché?

C'è una che mi aspetta a casa.

Ti chiamo quando se ne va.

Alle due, tre al massimo.

- Lascia stare. - Dai.

- Farò in fretta. - Non importa.

Non sono un barbone.

Cosa stai cercando di dirmi, amore mio?

Ma che...?

- Hai delle monete? - Smettila!

- Delle monete! - No...

...no, non posso. È la terza volta!

Ti ho dato tutto.

- Dai. Guarda in tasca! - Rompicoglioni.

Basta. Ora va' a casa.

Lascia in pace la gente.

- Una sigaretta? Una cartina? - Non fumo.

Non sono una tabaccheria. Mollami.

- Dove vai? - Cosa? A casa. Grazie.

È pieno di perdenti in giro.

Che noia.

Che rottura di coglioni.

E ora che c'è?

Ehi!

Ehi! Sono qui dietro!

Sottotitoli: Massimiliana Rossi

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