All language subtitles for Il commissario Montalbano 12 - 02 - Amore

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Original subtitles

- Pronto ? - Dottore, l'ho svegliata ?

Catarella, no. C'è stata "un'ammazzatina" ?

No, dottore. Qui si sta facendo tardi, manca solo lei.

Ah. Qui dove ?

- Come dove ? A Marinella, sulla spiaggia.- Sulla spiaggia.

- Sulla spiaggia davanti casa mia ? - Certo, siamo tutti qui.

- Aspettiamo solo lei, di persona. - Ah.

Attenti !

Riposo !

Commissario, arriva in ritardo il giorno del suo matrimonio ?

- Livia, ma... - No, Salvo. Niente "ma".

E' il giorno più bello della mia vita, non rovinarmelo.

Bene. Possiamo procedere ?

Sono qui per unire in matrimonio Montalbano Salvo

e Burlando Livia.

Se c'è qualcuno contrario a questa unione, parli subito

o taccia per sempre. - Parlo io !

Questo matrimonio non si deve fare !

- Mimì, sei impazzito ? - No, Salvo.

Ti invito a ricordare che io vidi Livia prima di te.

- Va bene, ma che c'entra ? - C'entra, eccome.

- In ogni caso sono cose vecchie. - Vecchie ? No, ci sono cose nuove.

Come ?

- Beba, non dici niente ?- Che devo dire ? Quello è un "femminaro".

- Sono abituata. - Salvo, è colpa tua. Sei troppo preso dal lavoro

e trascuri Livia.

La lasci sola anche quando viene a Vigata ! La carne è debole.

- La carne è debole ? Ma... - Che importa ? Tu sei il mio amore.

Amore una minchia !

Rumore di sassi sulla finestra

Pasquale ! Che fai ? Sei impazzito ?

Scusate, dottore. Avevo urgente bisogno di parlare con voi.

- Eh.- Mi sembrava brutto suonare il campanello a quest'ora.

Prendermi a "pietrate" la finestra è una gentilezza ? Entra.

Dottore, stanotte avevo intenzione di andare a lavorare.

- Da quando rapinare le persone si chiama "lavorare" ?- No.

- Non faccio più le rapine.- Bravo. - Ho messo la testa a posto.

- Semmai qualche furto con scasso. - Allora è un'altra cosa !

Quante volte devo dirti che devi diventare una persona onesta ?

- Ti metto in carcere !- No, dottore. Mi sono spiegato male.

- Mi spiego meglio. - Bravo.

Stanotte avevo intenzione di andare a rubare.

- Poi ? Hai cambiato idea ? - Sì, dottore.

Voi conoscete l'officina di Loreto ?

- Quella sulla strada per Villa Seda.- Quella.

Sopra l'officina ci sono due appartamenti.

- In uno ci abita Tanino Braceri che voi conoscete.- L'usuraio.- Lui.

# Sono arrivato, ho aperto il portone e sono entrato.

# La scala era al buio.

# Mi accorsi che sullo stesso pianerottolo c'è l'altra casa

dove abita una coppia di vecchi. Mi sembra che si chiamino Di Giovanni.

# La porta era chiusa a metà.

# Pensai: "Forse Di Giovanni ha dimenticato di chiuderla ?"

# Commissario, in camera da letto ho visto una cosa.

# La donna era morta e il vedovo voleva spararsi.

- Tu che hai fatto ? - Che dovevo fare, dottore ?

Sono uscito da quella casa.

Quando ho chiuso la porta, ho fatto molto rumore.

Così al vedovo per un po' di tempo è passata la voglia di suicidarsi.

Poi sono venuto qui.

- Stai zitto.- Commissario, lo giuro su mia madre.

- Lascia stare tua madre Adelina che mi serve viva !- Sono sicuro.

La donna era morta e l'uomo si voleva sparare.

Un uomo e una donna dentro casa loro possono fare ciò che vogliono.

Se non c'eri tu, non sapevo niente e rimanevo a dormire !

- Perché se la prende con me ?- Lo vuoi sapere ?- Sì.- Sono come te.

- Se vedo una porta mezza aperta, devo entrare.- Commissario !

(altoparlante) Michela, dove sei ?

(altoparlante) Michela Prestia !

(altoparlante) Torna a casa, Michela !

(altoparlante) Michela Prestia ! Michela.

(altoparlante) Cerco Michela Prestia !

(altoparlante) Sono tuo padre !

(altoparlante) Per favore, se qualcuno sa mi dica qualcosa.

Michela !

- Mimì !- Non si preoccupi. - Salvo !

- Fatelo scendere.- Michela... - Non è semplice.

- Michela. - Vuole scendere, per favore ?

Venga con noi. Piano piano.

Non si preoccupi. Chi è Michela ?

# Si chiama Giuseppe Prestia. E' cieco, poverino.

- Non ragiona molto.- Signori, grazie. Lo spettacolo è finito.

Grazie a tutti. Arrivederci.

- Signor Prestia. Il commissario Montalbano sono.- Commissario.

Da un mese non ho notizie di mia figlia.

- Sua figlia vive con lei ? - No.

E' da molto tempo che non vive più con noi.

Mia moglie non vuole sapere nulla.

Io invece voglio sapere dov'è, voglio parlarle.

Non si preoccupi. La aiutiamo noi a trovare sua figlia.

- Me lo giura ? - Glielo giuro. Stia tranquillo.

- Commissario, la troviamo ? - La troviamo.

La troviamo...

- Che sappiamo di Michela Prestia ? - Lo so io, Salvo.

Ho capito adesso quale Michela Prestia stava cercando.

Michela è la femmina più bella di Vigata.

Ha capelli scuri, occhi neri.

Se la guardi, perdi la testa.

- Peccato che era... - Che cosa ?

Una prostituta, Salvo.

Ha cominciato quando era molto giovane.

E' una femmina per clienti da palato fino e portafoglio pesante.

Buongiorno !

- Permesso ? - Prego.

- Buongiorno. Il commissario Montalbano sono.- La conosco.

- Che ha fatto mio marito ? - Non si preoccupi.

Era in paese e cercava sua figlia Michela.

Michela non è più figlia mia.

Lei è mia figlia, ora ho solo lei.

Cinzia.

Commissario, ora mio marito non ragiona più molto bene.

Per questo ha fatto confusione in paese.

Lei non è preoccupata per sua figlia.

Michela non è più mia figlia.

E' una puttana. Facesse ciò che vuole.

Sono solo affari suoi.

Ha disonorato suo padre e me. Ora non ha più famiglia.

Commissario, forse è meglio se parlo io.

Per mia madre non è facile parlare di Michela.

Mi dica.

Michela ha avuto una vita difficile.

Perché difficile ? Tua sorella...

Mamma, per favore, vorrei parlare con il commissario.

Sì. Va bene.

In questi ultimi tempi mia sorella era riuscita a cambiare vita.

Aveva una relazione stabile con Saverio Moscato e conviveva con lui.

Un mese fa Saverio è andato a Milano per lavoro.

Quando è tornato...

ha scoperto che Michela era sparita.

Voi da un mese non avete notizie di Michela.

Sì, commissario. Un mese.

E' normale per sua sorella assentarsi per così tanto tempo ?

- E' normale, commissario. - Mamma. - E' normale.

Per lei gli uomini sono una banca. Ne avrà trovato un altro.

Sono convinta che stavolta mia sorella si sia innamorata davvero.

Ma quale amore ?

Non gli ha lasciato niente. Ha preso tutto da casa di quel poveretto !

E' tutto chiaro.

Andiamo. Signora, la ringrazio del caffè.

- Signorina, ci fa strada ? - Certo.

- Vi accompagno.- Signora. - Arrivederci.

Pensa che sia facile per una ragazza che ha fatto la prostituta

ricominciare una vita nuova qui ? In questo paese nessuno ti aiuta.

A Michela non piaceva stare con un uomo solo per farsi mantenere.

Ma è stato l'unico modo per evitare di tornare a prostituirsi.

- Quando non ne poteva più, andava via.- Con Saverio ?

Con Saverio è stata un'altra storia.

Con Saverio era amore.

Era l'occasione che Michela aspettava.

Erano felici.

Lui l'amava, lei si era innamorata di lui.

- Da quanto tempo stavano insieme ? - Da due anni.

Per questo non capisco che è successo.

Michela non ha più dato notizie.

- Ha provato a chiamarla al cellulare ?- Non usava il cellulare.

Diceva che non le serviva.

Se non c'è una denuncia di scomparsa, non possiamo fare nulla.

- Fa lei la denuncia ? - Certo.

Quando viene in commissariato per la denuncia

porti una foto di sua sorella. Va bene ?- Certo.

- A presto. - Grazie.

Perché non ha denunciato la scomparsa di Michela ?

Per quale motivo ? E' maggiorenne.

Può andare dove vuole e con chi vuole.

Negli ultimi tempi ha notato qualche comportamento anomalo in Michela ?

Commissario, io sono partito il 7 maggio per Milano.

Michela non è voluta venire.

Ha detto che era stanca e che non voleva viaggiare.

Ora che ci penso era una scusa per stare sola e preparare la fuga.

La prima settimana che ero a Milano era tutto normale.

Le telefonavo la mattina presto e la sera.

Dalle telefonate ha capito se c'era qualcosa di strano ?

La mattina dell'ottavo giorno mi sembrava più triste.

Più angosciata del solito.

Disse che non ce la faceva a stare senza di me.

Poi la sera le telefonai più volte.

Ma non rispose.

Pensai che si fosse addormentata.

Ma la mattina dopo ancora niente e allora cominciai a preoccuparmi.

- Che ha fatto ?- Ho chiamato il mio amico Pietro Sanfilippo.

Gli ho chiesto di andare in ufficio, di prendere le chiavi di casa

e di andare a controllare. Niente.

Non solo non c'erano tracce di Michela

ma anche le sue cose erano scomparse. Non c'era più niente.

- Ha pensato che fosse fuggita con un altro uomo ?- Sì.

Non mi fu subito chiaro che...

Posso dare un'occhiata dentro ?

Scusi, stamattina sono uscito presto e non ho dato loro il becchime.

Sembravamo felici, commissario.

Io lo ero.

Si pensa sempre che anche l'altra persona lo sia.

- Invece... - Magari lo era anche Michela.

Se l'amore finisce, non era vero amore, ma qualcos'altro.

E' come un'equazione che non torna mai.

Chissà.

Forse veramente Michela non mi amava.

Forse lei non era capace di stare a lungo con lo stesso uomo.

Si riferisce a quello che faceva Michela prima di mettersi con lei ?

Commissario, non vorrei parlare di questo.

Un'ultima cosa. Lei è dirigente in un cementificio ?

Non sono un dirigente, ma un semplice ingegnere.

Lavoro nella ditta della signora Angela Liotta.

Ho capito, grazie della chiacchierata.

- Non si disturbi, conosco la strada.- Arrivederci.

Bussano alla porta

Avanti.

- Posso ? - Fazio, vieni.

Hai scoperto qualcosa dei Di Giovanni ?

Niente di molto importante.

- Sono vivi tutti e due. - Sì.

A casa non c'erano perché fanno volontariato in un centro anziani.

- Ho capito, che mi dici ? - Dunque...

Lui si chiama Andrea, ha 84 anni. La moglie Zaccaria Emanuela ne ha 82.

Sono pensionati senza figli e fanno una vita morigerata

ma non sono poveri perché vivono in un stabile che è di lui.

Ha venduto un appartamento a Braceri e ne ha tenuto uno

oltre ai locali di un'officina.

-Sono siciliani, ma vivevano a Roma. -Che cosa facevano ?-Gli attori.

Anche a un certo livello, lavoravano con attori importanti.

Poi, 15 anni fa non si sa perché sono tornati a Vigata.

- La pistola ? - Regolarmene denunciata.

- Venga, commissario. - Signor Sanfilippo.

- Si accomodi. - Grazie.

Io "mi sento preso dai turchi".

Quando Saverio tornò da Milano, mi presi tre giorni di licenza.

Volevo stargli vicino e andai a prenderlo alla stazione.

Sembrava un cane bastonato e in macchina non disse una parola.

A cena mangiò quasi niente.

- Avete parlato di Michela ? - No.

Lui ha parlato di Milano e di lavoro.

Sa se ci sono stati litigi o discussioni tra i due ?

Proprio litigi no.

- In che senso ?- Si volevano bene e andavano d'accordo.

A parte la gelosia di Saverio.

Lui aveva un tipo di gelosia particolare.

Non era geloso del presente, ma era geloso del passato.

Di quello che Michela faceva prima.

Non riusciva a dimenticarlo.

Caro commissario, Michela era...

Sì, lo so. Lui le faceva scenate ?

Scenate no, ma si intristiva. Si incupiva.

- Michela come reagiva ? - Era in imbarazzo.

A un certo punto rinunciò al cellulare

per farlo stare più tranquillo.

Secondo me è andata via

perché non sopportava la situazione con Saverio.

- Catarella. - Dottore.

- Devi cercare un certa Angela Liotta. Scrivilo.- Sì.

E' la proprietaria dell'omonimo cementificio. Quando la trovi...

- Che guardi ? - Sono un po' perplesso, dottore.

- Perché ?- Ho dimenticato il nome del cementificio.

Non te l'ho detto.

E' omonimo perché ha il nome della proprietaria.

- Qual è ? - L'hai scritto.

Io l'ho scritto ?

ANGEL è il nome e RICOTTA è il cognome.

Quale RICOTTA ? Angela Liotta.

- Cercala e dille di venire qui. - Subito, dottore.

Venite con me.

Prego.

Io sono convinto che Michela Prestia sia stata ammazzata

e che l'assassino sia Saverio Moscato, il fidanzato.

- E' una faccenda di gelosia. - Sì, Mimì.

Quando un uomo è così ossessionato dal passato della sua compagna

quella storia non finisce bene.

Colpi alla porta Scusi per la botta.

- Che c'è ?- La signora RICOTTA è fuori per lavoro.

La sua segretaria le dirà di telefonarmi.

- Va bene, grazie. - Prego, dottore.

- Ricotta sarebbe Liotta ? - Sì.- Voleva vederla ?

Voglio le prove del viaggio di Moscato a Milano.

Pensa che sia tornato prima per ammazzare Michela ?

Forse perdo tempo, ma controllo.

La gelosia del passato di Moscato è una cosa terribile e assurda.

Tu non sei geloso del passato ?

Io ?

No.

Tu dici di sì ?

Non lo so, devi dirmelo tu.

Posso dirti di no. Lo saprei !

Non ti interessano le mie storie passate.

Se sono passate...

Il passato che è passato non ti interessa e quello che può tornare ?

- Livia, stai "babbiando" ? - Salvo, io non sapevo come dirtelo.

Pochi giorni fa ho ritrovato su Pegaso, quel social network...

Non importa, vai avanti.

Ho ritrovato un amico di università con cui avevo avuto una storia.

Ah.

Una storia ! Sarà una cottarella.

Quale cottarella, siamo stati insieme cinque anni.

Una persona stupenda, si chiama Alessandro.

Ora so che questo non ti interessa e sono più tranquilla.

Salvo. Pronto, ci sei ?

Sì, ci sono.

Possiamo sentirci domani ? Ora ho da fare, buonanotte.

Aspetta. Domani vengo da te, vieni a prendermi alla corriera ?

Ciao, amore.

Dottore Montalbano !

- Sei già stato dai Di Giovanni ? - Sì, dottore.

Mi sono appostato fuori e ho aspettato.

Alle 22 i Di Giovanni non erano ancora a casa e quindi sono entrato.

Dottore, questa è la loro pistola. L'ho trovata nell'armadio.

- Dove saranno andati ? - Che ne so ?- Non sai mai niente.

La casa era in ordine.

Il letto era rifatto e non c'erano piatti sporchi.

Va bene. Ti ringrazio, vai a casa.

- Arrivederci. - Ciao.

Alessandro.

Una cottarella. No, quale cottarella !

No, cinque anni.

Cinque anni.

Alessandro !

- Fazio.- Sì.- I Di Giovanni dove fanno volontariato ?

- Al Dolce Tramonto. - Dolce Tramonto.

-E' la loro pistola, controlla se ha sparato.-La porto alla Scientifica.

- Il dottor Augello non è arrivato. - Lo so.

- Mi serve il computer. - Le serve il computer ?

- Sì. - Dica a me, ci penso io.

- Cosa ? - Se le serve il computer, mi dica.

Fazio, tu devi andare alla Scientifica.

- Vai. - Vado.- Eh.

Beh ?

Che significa "il programma non risponde" ?

"Error system." Quale errore ?

"Riavviare il sistema."

"Desidera riavviare il sistema ?"

Io non voglio riavviare il sistema. Computer di merda !

- Posso ? - Vieni.

E' vero.

- Hai preso il mio computer personale ?- Sì.

Volevo fare una ricerca su Internet su un vecchio caso.

Potevi dirlo a Catarella come fai di solito.

Mimì, volevo fare da solo.

Andiamo a interrogare i vicini di Moscato.

Andiamo !

Hai cercato "Livia Burlando Pegaso".

Come lo sai ?

Esiste la cronologia, Salvo.

Volevi guardare il profilo Pegaso di Livia ?

Come sai che Livia ha un profilo su Pegaso ?

Io ce l'ho e lei è tra le mie amicizie.

Che succede ? Perché vuoi guardarlo ?

Mimì, fatti i cazzi tuoi.

Questa tua mancanza di fiducia...

Poi sono cazzi miei perché hai preso il mio computer personale.

E' una questione di proprietà privata ?

No, una questione di amicizia.

Non vuoi dirmi niente ? Lo chiedo a Livia.

Va bene. C'è un vecchio amico di Livia con cui ha studiato insieme

e con cui ha avuto una storia.

Dopo tanto tempo lui l'ha cercata su questi minchia di social network.

Io volevo vedere... Eh !

Una storia.

- Come si chiama ? - Alessandro.

Alessandro.

Bene, allora.

Livia Burlando.

"Adriano, Albert..."

Ecco questo bastardo.

Si chiama Alessandro Galbiati.

Ah.

- Cosa ? - Cattive notizie, Salvo.

- Perché ? - La chat è bloccata.

- Che significa ?- Soltanto loro possono vedere le cose che scrivono.

- Perché è una cattiva notizia ? - Salvo.

Se un uomo e una donna nascondono le conversazioni che fanno...

Allora...

- Poi... - Poi ?

Mimì, parla ! Poi cosa ?

E' un bell'uomo.

- E' un bell'uomo ? - Non è brutto.

Salvo, devi entrare nel profilo di questo Alessandro

per vedere che cosa scrivono.

Ci vuole un esperto, ma devi farlo.

- Vieni. - Comandi, dottore.

- Catarella, conosci Pegaso ? - Certo, ci sono pure io di profilo.

Sai entrare in un profilo bloccato ?

- E' vietato dalla legge. - Non dalla Costituzione.- No.

Potresti entrare nel profilo di questo signore

che si chiama Alessandro Galbiati ?

- Mi serve il tuo aiuto. - Che emozione !

- Sono felice di aiutarla. - Catarella, guardami.

E' segreto segretissimo.

Io aiuto il dottore !

Che "camurria" ! Ci dividiamo gli interni ?

- Io prendo i dispari e tu i pari. - Va bene.

- Ci rimangono due appartamenti. - Io controllo questo.- Sì.

Sapevo che era una perdita di tempo.

# Chi è ?

Sono il commissario Montalbano.

(urla) Che "sona" ? (a voce alta) Non "sono".

Sono il commissario Montalbano, non suono niente.

Perché urla ? Mi crede sorda ?

- Che gridi ? Chi c'è ? - Uno che urla e "sona".

Sono Cesare Diliberto, suo figlio.

Sono il commissario Montalbano, posso entrare ?

- Si accomodi. - Grazie.

Non abito qui, sono venuto a trovare la mamma.

Ho capito, io volevo chiedervi questo.

Come saprete la signorina Prestia che abita con l'ingegnere Moscato

circa un mese fa è sparita

nel periodo in cui il fidanzato era a Milano dal 7 al 16 maggio.

- Che dice, Cesare ? Non capisco. - Se lo fai parlare, capisci.

La mamma non sente bene

e dovrebbe scandire le parole perché legge il labiale.

Io vorrei sapere

se la signora ha visto o sentito qualcosa.

No, la mamma non sa niente riguardo alla scomparsa di Michela.

Invece sì ! Te l'ho detto e tu insisti che non è così.

Che cos'ha visto, signora ?

La mamma non è soltanto un po' sorda, ma anche...

Io ragiono bene

e non permetterti di farmi fare brutta figura davanti a estranei !

Di' al commissario che cosa ho visto.

Il 13 maggio la mamma festeggia il compleanno

e io e mia moglie siamo venuti a trovarla.

La sera siamo rimasti a cena, ma alle 23 siamo andati via.

- Allora ? - Zitto, parlo io.

Quella sera ho esagerato con il cibo.

A letto non riuscivo a dormire

e alle 3 di notte ho ricordato che non avevo buttato la spazzatura.

Sono uscita e dalla tromba delle scale al secondo piano di sotto

ho visto un uomo scendere di corsa con una valigia molto grande.

Lo ha visto in faccia ?

No perché correva come un furetto, ma la valigia era molto pesante.

Perché non crede a sua madre ?

La scorsa settimana ha detto

che ha visto suo fratello e mio zio Renato per strada.

Allora ?

- Lo zio Renato è morto dieci anni fa. - Basta !

Signora.

Io vi ringrazio, arrivederci.

- Alla prossima volta. (a voce alta) Arrivederci ! Grazie.

- Buongiorno. - Buongiorno.

-Sono Vito De Caro, responsabile del centro.-Commissario Montalbano.

- Posso aiutarla ? - Cerco i coniugi Di Giovanni.

- E' successo qualcosa ? - No.

E' una vecchia storia di una denuncia.

Andrea ed Emanuela non sono qui, sono andati via per qualche giorno.

Domani faranno una lettura sulla tomba di Pirandello.

- Sa quando tornano ?- Entro sabato per la prima dello spettacolo.

- "Romeo e Giulietta." - Sì, è stata una loro idea.

Andrea interpreterà Romeo ed Emanuela sarà Giulietta.

Sì, commissario. L'amore non ha età, dico bene ?

- Certo. Grazie tante. - Di niente, arrivederci.

Saverio Moscato ci ha detto

che la sera del 13 maggio chiamò Michela da Milano e non gli rispose.

La stessa sera la vedova Diliberto vide un uomo uscire da casa Moscato

con una grossa valigia.

Dobbiamo valutare quello che vide la signora perché è anziana e sorda.

Sì, ma non cieca.

Però secondo il figlio vede cose che non esistono.

Se la sua testimonianza è credibile, chi dice che l'uomo era Saverio ?

- Fino a prova contraria Moscato era a Milano.- Certo.

Forse era il nuovo amante di Michela che portava via le sue cose.

Poteva essere chiunque che portava il corpo di Michela nella valigia.

Bussano alla porta

Avanti.

- Commissario. - Vieni.

- Giuseppe. - Dottore.

Commissario, ho delle notizie.

Michela fu violentata 13 anni fa.

- Come ?- Da un mafioso che si chiama Nicola Magnano.

E' un "pesce piccolo", ma pericoloso e arrogante.

Un delinquente che voleva Michela. Lei lo ha respinto e l'ha stuprata.

Michela lo ha denunciato malgrado le minacce di Nicola e degli amici

e lui è stato condannato per lo stupro e per altri reati.

- Magnano è in carcere ? - No.

- Come ? - No, è uscito un mese fa.

Cinzia.

- Commissario, buongiorno. - Buongiorno.

- Avete novità su Michela ? - Purtroppo no.

- Volevo farle qualche domanda. - Certo, andiamo all'ombra.- Sì.

Quando Nicola Magnano si innamorò di mia sorella

in paese tutti sapevano che era un delinquente.

Michela era piccola, aveva poco più di 18 anni e lo rifiutò

così Magnano pensò di violentarla.

Non la violentò solo per togliersi uno sfizio.

Lui voleva possederla

quindi disse ai miei genitori che voleva sposarla.

Gli propose una sorta di matrimonio riparatore.

- I suoi genitori che fecero ? - Il peggio è arrivato allora.

I miei genitori invece di dirgli no, gli dissero sì.

- Michela ? - Michela disse di no.

Lei insistette convinta perché non voleva sposarlo.

Michela, non andare via. Non lasciarmi.

Cinzia, non si può fare più niente.

Come non si può fare niente !

Michela, devi solo ritirare la denuncia. Quello aspetta te !

Basta, papà. Ho deciso, lo sai.

Vuoi capire che con quelli come lui noi non possiamo fare niente ?

Quello non farà più vivere né te né noi !

Invece finirà in carcere e ce lo manderò io.

Tu sei una ragazzina e non sai niente !

Quelli come lui non vanno in carcere oppure ci stanno per poco.

Non voglio più parlare con un muro.

- Hai preso le tue cose ? - Sì.

Allora vai via !

Cinzia, dove vai ? Torna indietro.

Cinzia, ti ammazzo di botte. Cinzia, dove vai ? Cinzia !

Cinzia.

Non preoccuparti, amore mio.

Troverò un lavoro in paese e cercherò una bella casa

così potremo stare insieme tutto il tempo che vogliamo.

Io non potevo aiutarla, lei è rimasta sola.

- Michela che fece ? - Cercò lavoro.

Nessuno glielo dava, tutti avevano paura delle minacce di Magnano.

Commissario, Michela iniziò a frequentare brutta gente

e a fare la prostituta.

Come conobbe Saverio Moscato ?

Saverio è la parte bella perché...

Si incontrarono a una festa a Capodanno.

Michela non voleva andarci e uscì in terrazzo per rimanere sola

dove incontrò Saverio che era stato trascinato lì dai colleghi.

Michela mi raccontò che lo guardò e risero

perché erano lì per lo stesso motivo.

Cominciarono a parlare e decisero di frequentarsi.

Lei si innamorò e...

Ricordo che era così contenta ! Era felice.

# Michela era tornata la ragazza sorridente e allegra di prima.

# Questa cosa l'aveva fatta rinascere.

Michela ! Vieni a fare il bagno.

- E' fredda ? - No.

- Sicura ? - Dài !

- Vado. - Dài !

Parole incomprensibili

Sono certa che Michela fosse felice e non capisco che cosa sia successo.

Come le ho già detto, non lo so.

Lei sa che un mese fa Nicola Magnano è uscito dal carcere ?

Non lo sapevo.

E' possibile che per vendicarsi abbia fatto del male a sua sorella ?

Commissario, non lo so.

- Pensi tu alla cena ? - Sì, mettiti comoda.

- Riscaldo la pasta 'ncasciata e siamo pronti.- Bravo.

Che ne dici domani di andare a visitare la casa di Pirandello ?

- Sì, che bella idea ! - Vero ?

- E' vero che è in un posto che si chiama Caos ?- Sì.

La contrada si chiama Causi per l'esattezza, però...

- Viene da "caos". Che c'è ? - Che guardi ?

No, niente.

Vai a pensare alla pasta !

Catarella.

- Fazio. - Sì.

- Catarella non c'è ?- Sì, è strano anche per me. Non è venuto.

Ho chiamato a casa e al cellulare. Non risponde.

- Non è da lui non avvertire.- No. - Metti qualcuno al centralino.

- Novità ? - No.- Bene.

Mi prendo la giornata libera. Ora vado che Livia aspetta in macchina.

- Se c'è qualcosa, mi chiami sul cellulare.- Sì, ma lo tenga acceso.

- Lo tengo mai spento ? - Sempre.- Oggi lo tengo acceso.

"La donna com'è ? Ci guarda aizzosa, invitante."

"L'afferri, ma appena presa chiude subito gli occhi."

"E' il segno della sua dedizione."

"E quando non li chiude più ? Quando non sente più il bisogno"

"di nascondere a se stessa il rosso della vergogna ?"

"E vede invece con occhi impassibili quello dell'uomo"

"che pur senza amore si è accecato."

"Perché quando si è costretti a semplificarla la vita così"

"buttando via tutto l'ingombro umano"

"da ogni puro sentimento, idealità"

"i doveri, il pudore, la vergogna !"

"Niente fa più sdegno e nausea di certi rimorsi."

"Lacrime di coccodrillo !"

- Anche noi siamo di Vigata. - Piacere, la mia compagna.

- Livia Burlando.- Andrea Di Giovanni. - Emanuela, piacere.

Che posto ! Si chiama Caos, ma c'è una pace.

Per noi questo posto è magico. Noi siamo attori e siciliani.

Per noi Pirandello è una sorta di divinità.

In tutta la carriera avremo messo in scena una sessantina di spettacoli

dalle opere del maestro. - Sì, ma non eravamo mai venuti qui. - No.

E' una specie di pellegrinaggio.

Diciamo che è la realizzazione di un ultimo desiderio.

Commissario, noi siamo giunti quasi alla fine del viaggio.

Per noi venire sulla tomba dell'autore che amiamo di più

era una cosa che volevamo fare prima di...

- Insomma, prima che fosse troppo tardi.- Perché dice così ?

- Siete in splendida forma. - Le apparenze ingannano, mia cara.

Il maestro diceva: "In questo male della vita"

"ove la metà è un inganno, sempre"

"l'importante è camminare, andare avanti."

- Emanuela, così li abbiamo intristiti. - Oh, scusatemi !

Noi non siamo tristi, abbiamo avuto una vita bellissima.

Ci siamo conosciuti da ragazzi e non ci siamo più lasciati.

Abbiamo amato tutto quello che abbiamo fatto.

Gli spettacoli, le tournée e i nostri progetti insieme.

Ogni giorno che abbiamo vissuto ci ha regalato qualcosa di magico.

Commissario. Il revolver di Di Giovanni non spara da un po'

ma è funzionante. - Bene.

- E' arrivata la signora Liotta, l'ho fatta accomodare.- Bene.

- Senti, ma Catarella ha telefonato ?- No, è sparito.

Vieni con me.

Signora Liotta, da quando tempo Saverio Moscato lavora per lei ?

Saranno circa sette, otto anni.

- Che tipo è ? - E' una brava persona.

E' un collaboratore prezioso. Perché fa queste domande su Saverio ?

Indaghiamo sulla scomparsa della sua compagna, Michela Prestia.

-Pensate che Saverio sia coinvolto ? -Non possiamo escluderlo.

Dal 7 al 16 maggio Saverio è andato a Milano per lavoro. Lo conferma ?

Sì, lo confermo. C'era una convention del settore.

Di solito ci vado io, ma quella volta non potevo e ho chiesto a lui.

- E' stato a Milano per tutto il periodo ?- Certo.

Saverio ha partecipato a tutte le riunioni, alle cene di lavoro.

-Ho gli scontrini di bar, ristoranti, alberghi.-Può darmeli ?

Sì, ma in questo momento ce l'ha il commercialista.

Appena me li restituisce, glieli mando.

Commissario, mi sembra che fosse tutto a posto.

Per lei non ci sono dubbi, in questi dieci giorni Saverio era a Milano.

- Assolutamente sì. - Grazie mille.

- Buona giornata, commissario. - A lei.

Prego.

- Che ne pensi ? - Dobbiamo cercare un'altra strada.

Sì, ma fai un controllo. Dobbiamo aspettare gli scontrini.

Chiama le compagnie aeree per vedere i voli di quei giorni, l'albergo

e fatti dare la conferma che sia stato lì.

- Parla con quelli che hanno organizzato la convention.- Sì.

Magnano lavora per una cooperativa di pescatori.

A quanto pare la sua vera attività è il contrabbando per i Sinagra.

E' quello con la camicia a scacchi.

Signor Magnano, buongiorno. Sono il commissario Montalbano.

- Posso parlare con lei un attimo ? - Non vedete che sto lavorando ?

Non ho tempo per gli sbirri.

Possiamo convocarla in commissariato

ma ti ci porto io a calci nel culo ! Preferisci parlare qui ?

Da quanto non vedi Michela Prestia ?

Non so niente di Michela. Venite qui a scassare la minchia per lei ?

Michela è una puttana e a me non interessa.

Se non vuoi fare il bagno, rispondi alle domande e basta !

Noi sappiamo che lei è uscito dal carcere il 24 aprile.

- Dal 7 al 16 maggio che cosa ha fatto ?- Dal 7 ?- Eh.

Ho lavorato, commissario ! Ero in mare con il peschereccio.

- Chiedetelo ai miei compagni. - Va bene, grazie.

- Si tenga a disposizione. - Michela avrebbe dovuto sposare me.

Avrebbe fatto molto meglio, te lo dico io.

Forza.

Signor Di Giovanni, gliela restituisco anche se non vorrei.

Che cosa vuole dire ?

Non c'è stato nessun furto, io ho preso quella pistola.

- Ero preoccupato e volevo capire. - E' entrato qui ?

L'altra notte io ero in appostamento nel palazzo

per una cosa che non riguarda voi.

Ho visto la porta socchiusa e quel cartello "prova generale".

Mi sono incuriosito, sono entrato e vi ho visto.

Commissario, gli attori provano sempre in casa. E' normale.

No, signor Di Giovanni. Quella che ho visto io

non era una scena di teatro, una cosa di fantasia.

Voi stavate provando la vostra morte.

Da quando ci siamo sposati, siamo stati sempre insieme.

Non abbiamo mai accettato una scrittura in due compagnie diverse.

Per questo qualche volta abbiamo patito anche la fame.

Poi quando siamo diventati troppo vecchi per continuare a lavorare

ci siamo ritirati qui... - E sono cominciati gli acciacchi.

Prima pensavamo che fossero per l'età. Poi ci siamo fatti visitare.

Il medico ci ha detto che avevamo entrambi il cuore malridotto

e che la fine sarebbe stata prossima e improvvisa.

Così ci siamo messi a fare le prove. Quando l'uno se ne andrà

non resterà a lungo solo.

La grazia sarebbe di morire insieme, ma difficilmente ci sarà concessa.

Ho capito, ma da due persone come voi mi aspetto qualcosa di diverso.

Non si dice che gli attori vorrebbero morire sulla scena ?

Commissario, verrà a vedere il nostro spettacolo ?

- Certo.- Porti anche la signorina Livia.- Con piacere.

Le lascio questa. Mi raccomando, la custodisca con cura.

- Stia tranquillo. - Arrivederci.

- Dottore. - Eh ?- C'è una lettera per lei.

Per me ?

Catarella ?

(Con la presente APPRESENTO le mie dimissioni dalla polizia ?)

Catarella ha dato le dimissioni dalla polizia ?

-Catare', ma che succede ? -Dottore, che grande onore mi fate !

- E' venuto a casa mia ! - Che sono queste patate ?

Ora che mi sono dimesso per risparmiare mangio solo patate !

Mi spieghi cos'è questa minchiata delle dimissioni dalla polizia ?

Cose private, dottore. Non insista.

- Sicuro che non vuoi parlarne ? - Sono cose private !

Sono dimissioni irrevocabili ! Non mi metta in imbarazzo.

Queste cose private hanno a che fare con l'incarico che ti ho dato ?

Dottore, così mi sta mettendo in profondo imbarazzo.

Mi lasci in pace con le mie patate.

E' un ordine, parla !

Dottore, sono entrato nel profilo Pegaso di Alessandro Galbiati.

Dopo quello che ho visto sono rimasto troppo male.

- Che hai visto ?- Cose che non le direi mai e poi mai !

Queste cose hanno a che fare con la signorina Livia ?

Allora sa tutto. Non vi volevo darle questo grande dolore.

- Così ho deciso che era meglio dimettermi.- Che cosa hai visto ?

Cose brutte, sporche !

Catarella, fammele vedere.

Promette di non commettere un delitto d'onore ?

Catarella, fammele vedere.

Ecco, dottore. Controlli lei, a me il cuore non regge !

Queste sarebbero le cose terribili e sporche ?

Dottore, non vede che si abbracciano, si baciano.

Ho capito, ma erano studenti !

Io e Livia non stiamo insieme da quando eravamo alle elementari !

Vuole dire che la signora Livia al tempo di quella BACIATINA

non era ancora fidanzata con lei ? - Certo, è tutto a posto.

Montalbano ride

E' un prete !

No, sono due amici che si scambiano foto, ricordi.

- E' tutto a posto.- Dottore, io lo dicevo ! Che piacere.

- Bravo. Domani torni al lavoro, questa è la lettera.- Grazie.

- Chi mi scrive, dottore ? - E' la tua lettera di dimissioni.

- Come ? Allora lei mi licenzia ? - No !

- Questa è la tua lettera... Catare', bentornato.- Grazie.

Ci vediamo domani.

Squilli di telefono

- Pronto ? - Dottore.

- Catarella. - Volevo darle il buongiorno.

e dirle quanto sono contento di essere tornato al mio centralino.

- E' un sogno ! - Mi fa piacere.

Mi hai chiamato per dirmi questo ?

Mi scusi, ma sono troppo emozionato.

C'è stata un'ammazzatina. Un picciotto di nome NICOLAI MAGNATO

è stato ucciso.

- Come ? Hanno ammazzato Nicola Magnano ?- Sì, dottore.

- Dove ? - Al porto.

Vengo subito.

Commissario.

- Non hanno risparmiato i proiettili.- No.

Aveva appena parcheggiato quando gli hanno sparato alla schiena.

- Hai parlato con i pescatori ? - Sì, nessuno ha visto niente.

Alle 6 sono già nei pescherecci. Hanno sentito gli spari.

Sono corsi qui, ma l'assassino o gli assassini erano già scappati.

Forse in questo mese di libertà aveva già fatto danni.

- Pensa a un'ammazzatina di mafia ? - No.

- Cerca di capire se Saverio Moscato possiede una pistola.- Sì.

- Moscato ? - Eh.

- Per te l'ammazzatina è collegata alla sparizione di Michela ?- Sì.

A me Moscato sembra un uomo tranquillo, mite.

Hai mai sentito di uno che ha scritto "assassino" sulla fronte ?

- No, ma in questo caso mi sembra tranquillo. Ciao, Giuse'.- Dottore.

- Senti, ma quella faccenda... - Quale ?- Livia e...

Niente, Catarella è entrato nel profilo di questo Alessandro.

- Allora ?- Un vecchio "zito". - Un ritorno di fiamma ?

- Quale ritorno di fiamma ! Fa il prete.- Fa o è prete ?

- E' prete.- Anche ai preti piacciono le femmine.

- Mimì, vaffanculo ! - Ma...

- Buongiorno, Jacomuzzi ! - Salvo, vieni.

- Mangia un hamburger, sono la fine del mondo.- No, grazie.

Mangialo tu che sei diventato americano. Che mi dici di Magnano ?

Ho controllato i bossoli. Gli hanno sparato con una pistola da tiro.

- Una pistola da tiro ? - Una Glock per l'esattezza.

Non è una scelta strana ? E' anche difficile da portarsi dietro.

Che devo dirti ? Dalle tracce di polvere da sparo suoi vestiti

è chiaro che hanno sparato da una distanza ravvicinata.

- Quei colpi da distanza ravvicinata con una pistola da tiro ?- Sì.

Pasquano mi ha detto che quei colpi erano inutili.

Magnano è morto dopo i primi due.

Commissario, volevo chiederle se è vero

che Nicola Magnano è morto perché gli hanno sparato ?

Ho sentito uno che ne parlava in strada.

Così sono venuto subito qui.

Sì, è vero. Nicola Magnano è stato ammazzato.

O Signore, benedici chi l'ha ammazzato...

Quell'infame è stato la nostra rovina.

Mi scusi, signor Prestia.

Quando Michela si è rifiutata di sposare Magnano

lei e sua moglie l'avete cacciata via di casa.

Da allora fu una femmina perduta.

Non dovevamo buttarla fuori.

Dovevamo risolvere insieme questa cosa, ma mia moglie...

- Quando si è riconciliato con sua figlia ?- Dopo qualche anno.

Non mi importava più di quello che Michela era diventata.

Mi mancava. Sapevo che Cinzia la vedeva regolarmente.

Allora le chiesi di farmela incontrare.

Michela era buona. Non ce l'aveva con me.

Appena mi vide mi abbracciò. Così iniziai ad andarla a trovare.

Tornammo a parlare come un padre con una figlia.

Commissario, dentro questi occhi morti...

Per me Michela è come l'ultima volta che la vidi

prima di diventare cieco.

Aveva dieci anni, era una ragazzina.

Mi correva incontro tutta contenta quando tornavo dalla campagna.

Per me... per me è sempre una ragazzina.

Se sei d'accordo, comincerei con un antipasto di terra

con caponatina tiepida. Poi vediamo.

- Allora due antipasti. - Subito.- Antipasti di terra.

Voglio dire... Siamo venuti in questo ristorante

perché Internet dice che si mangia bene.

Se non ha i nostri stessi gusti ? Alla nostra.

I Di Giovanni al centro anziani fanno un nuovo spettacolo.

"Romeo e Giulietta". Non sarà... però sarebbe carino se andassimo.

Certo.

Sei di cattivo umore ? Ti vedo strana.

- No, sono solo un po' preoccupata. - Perché ?

- Ti ricordi di Pegaso ? Te ne avevo parlato.- Sì.

Stamattina mi ha chiamato il mio amico Alessandro.

Mi ha detto che qualcuno è entrato nel suo profilo

e ha spiato le nostre conversazioni private.- No ?

- Come fa a esserne sicuro ? - Gliel'ha detto il tecnico.

Ha cancellato l'account e riformattato un hard disk.

Non dovrebbero esserci più problemi.

- Però... - Però ?

Alessandro ha paura

che anche il mio computer possa essere stato infettato.

Io non lo sto più usando.

Non lo so, questo hacker può avere copiato i miei codici bancari

le password. - No.

Senza computer non so più vivere.

E' una vita che io vivo senza computer.

Quando torno a Boccadasse

passo da Alessandro a riformattare l'hard disk.

Sì. Questo Alessandro non vorrà andare in fondo alla faccenda ?

- Vuole far denuncia alla polizia ? - Alessandro ?

Figurati, è la persona più buona che conosca.

Anche lui avrà un punto negativo.

- Sì. - Ah.

- E' un prete. - No ! E' un prete ?

Davvero ?

Madame.

Prego.

Guarda come cadono sulla mousse.

Devo dire che è delicata.

Ma la caponatina non perdona.

Sentiamo.

E' buona anche la caponatina.

Hai capito !

Squilli di telefono

- Pronto ? - Dottore, sono Fazio.

- Fazio, che c'è ? - La chiamo da contrada Maroncelli.

- Allora ? - Braceri è morto.

- E' stata un'ammazzatina. - Vengo subito.

- Buongiorno. - Ciao.

Commissario.

- Qualcuno ha visto qualcosa ? - No, nessuno.

Neanche i Di Giovanni ?

Dicono di avere sentito il rumore dei colpi, ma non avevano capito.

Erano a letto, dormivano. Poteva essere l'una passata.

Che idea ti sei fatto ?

Braceri era il peggiore usuraio di Vigata.

- Potrebbe essere stato uno dei suoi clienti.- E' probabile.

Braceri sarà entrato, qualcuno nascosto dietro al portone

gli ha sparato alle spalle.

Doveva detestarlo molto. Otto colpi.

Vieni.

- Jacomu', hai trovato i bossoli ? - Uno.

Secondo te questo bossolo è di una pistola normale

o potrebbe essere di una pistola da competizione ?- Non lo so.

Però sembra il bossolo di una pistola da competizione.

Potrebbe essere la stessa pistola da competizione dell'altra volta ?

- Potrebbe, potrebbe ! Che devo dirti qui ?- Non sai mai niente !

Io sono un uomo di scienza, di fisica.

"E' in te la gioia"

"non nel patto scellerato che abbiamo concluso stanotte."

"Improvviso, violento come il lampo che cessa prima ancora di esistere."

"Prima che tu abbia il tempo di dire sta lampeggiando."

"Buonanotte, amore mio."

"Vuoi lasciarmi così insoddisfatto ?"

"Che soddisfazione vorresti stanotte ?"

"Scambiarci la promessa di un amore fedele."

"Il mio amore te l'ho dato prima che tu me lo chiedessi."

"Eppure vorrei dovertelo dare di nuovo."

"Vorresti riaverlo indietro ?"

"Perché mai, amore mio ?"

"Perché sono generosa e vorrei amarti ancora."

Va bene, per oggi le prove sono finite.

- Commissario Montalbano ! - Vi ho disturbato ?- No.

- Benvenuto. - Lei non disturba.

- Volevo farvi qualche domanda. - Prego, andiamo nei camerini.

Ci segua.

Voci non udibili

- Commissario, le piace il teatro ? - Sì, ne ho fatto tanto da giovane.

- Sì ? Perché non ha continuato ? - Signora mia, è la vita.

La vita !

Volevo sapere se avevate mai visto Braceri insieme a questa ragazza.

Sì, certo. Emanuela, come si chiamava ?

Sì, ma questa è... Michela !

- Michela, sì. - Poi è andata via, non la vediamo più da tanto tempo.

- Sì, sì. - E' stata l'amante di Braceri per un po'.

E' stata un po' di anni insieme a lui.

Poverina, era giovanissima. Aveva una faccia da bambina.

A noi piangeva il cuore a pensare che stesse con un tipo come quello.

Abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando è andata via.

Michela.

- Dottore !- Catarella. - Meno male che lei è qui.

- Siamo fottuti ! - Perché ? Che è successo ?

C'è la signorina Livia, è nella stanza del signor Augello.

- Livia è qui ? Che fa ? - Firma la mia condanna a morte !

Quale condanna a morte ? Devi spiegarti o non ti capisco.

- Non preoccuparti. Facciamo la denuncia un'altra volta.- Come ?

- Salvo. - Che bella sorpresa ! Che fai qui ?

- Cercavo te e ho trovato Mimì. - Che è successo ?

Niente, una maldestra intrusione nel profilo Pegaso

di un amico di Livia.

Quello... allora ?

Non trovo i moduli per la denuncia informatica.

- Non si può fare. - Quali moduli ?

- Quelli nuovi che ci ha mandato il ministero.- Ah, quelli nuovi !

- Quelli.- Tanto loro non vogliono fare la denuncia.

Alessandro non vuole farla, io sì.

Dài, Livia. Che ti importa di fare la denuncia ?

Non sottovaluto la gravità di questa intrusione.

Qualcuno ha i miei dati personali

e io voglio denunciarlo.

Se vuole denunciare...

- Catarella ! - Che succede...- Catarella !

E' caduto, come Giulio Cesare.

- Fuori. - Non ti preoccupare, andiamo fuori.

Catarella ! Grazie.

Catarella.

- Catarella. Ecco. - Sta piovendo, dottore ?

No, Catarella, non piove. Sono io. Stai tranquillo. Ci penso io

- Ci pensa lei, dottore ? - Ci penso io.- Grazie, dottore.

Bussano alla porta Avanti.

- Commissario. - Vieni.

Ha indovinato. La pistola che ammazzò Braceri

è la stessa dell'ammazzatina di Magnano.

- Ero sicuro. - Aveva ragione lei.

I due omicidi sono collegati a Michela Prestia.

- Bisognerebbe chiedere ai Di Giovanni.- Già fatto.

Dicono che Michela visse lì per un po'.Bussano alla porta

- Avanti. - Buongiorno.- Buongiorno.

Oggi il vicecommissario Mimì Augello si merita i complimenti.

Come mai ?

Stamattina presto

ho pensato alla pistola, alla Glock che ha ammazzato Magnano.

Ha ammazzato anche Tano Braceri.

Davvero ?

- Sì, poi ti spiego. Vai avanti. - Salvo, mi hai interrotto tu.

Ho capito. Vai avanti.

Comunque... la pistola non è un modello nuovo, è di 50 anni fa.

Allora ho controllato presso il commissariato di competenza.

E' vero.

Moscato non ha mai posseduto un'arma.

Però suo padre Vito, che morì tre anni fa

ne aveva una regolarmente denunciata.

Guarda caso era una vecchia Glock da tiro.

Saverio potrebbe aver usato quella.

Sì.

Mimì, anche se non è mio costume farlo

devo presentarti i miei complimenti.

E' stata una bellissima pensata.

Scusate, che c'entra la scomparsa di Michela con la morte di quell'uomo ?

Vorrei mi raccontasse la storia

che Michela aveva avuto con Tanino Braceri.

So che le costa molto, ma ho bisogno di sapere.

Magnano la violentò.

Dopo fu cacciata di casa.

Non la aiutò nessuno.

Avevano tutti paura delle minacce di quel delinquente.

L'unico a non aver paura di Magnano era Braceri. La ospitò a casa sua.

E poi ?

Poi Braceri cominciò ad avanzare pretese che le lascio immaginare.

Michela diventò la sua amante.

No, direi la sua mantenuta.

L'ha costretta ad avere rapporti con i suoi amici, a pagamento.

Fu Tanino Braceri

a instradare Michela sulla strada della prostituzione.

Un'altra cosa. Possiede una pistola appartenuta a suo padre ?

Sì... sì, ce l'ho io. E' qui.

- Perché me lo chiede ? - Per un controllo. Posso vederla ?

- Subito. - Grazie.

Mio padre era appassionato di tiro.

Era sempre al poligono. Lo so, avrei dovuto consegnarvela.

- Non c'è...- E' sicuro che la scatola sia questa ?

Certo, commissario.

Chi sapeva della pistola ?

Solo io e Michela.

Oltre a lei e Michela, nessuno sapeva della pistola nella scatola.

- Sì, commissario. - Potrebbe averla presa Michela.

Ha delle ipotesi sul perché Michela potrebbe aver preso la pistola ?

Per farla pagare, commissario.

Per farla pagare a quelli che l'avevano rovinata.

Non se lo merita. E' più forte di me, dottore.

Se lo sapessi, lo direi. Come glielo posso dire ?

Catarella mormora tra sé

Non ci dormo la notte. Come faccio ?

Dottore, mi deve capire...

- Catarella ! - Dottore, dottore !- Che fai qui ?

Aspettavo lei, di persona personalmente.

- Perché ? - Voglio liberarmi la coscienza

e confessare ogni cosa. - Catare', che hai fatto ?

Non ce la faccio più, dottore.

La signorina Livia potrebbe fare una cosa "tinta" e "laria"

contro di me ? Mi rispondo di no, mai e poi mai.

Mi sono sentito un verme luridissimo.

Ho fatto una cosa "tinta" e "fitusa"

contro una persona come la signorina Livia.- Catare', calmati.

Hai ragione. Abbiamo fatto una cosa davvero "fitusa", ma la colpa è mia.

Solo mia. Il verme "fitussisimo" sono io.

No, dottore. Non lo dica neanche per scherzo.

Lei è commissario. Solo io sono il verme solitario.

E' così, Catare'. Ora vai a casa e stai sereno.

Scusami per quello che ti ho fatto fare. Va bene ?

- Buonanotte, dottore. - Vai. Buonanotte.

Catarella mormora tra sé

Livia.

- Ciao. - Ciao.

Devo dirti una cosa.

- Che è successo ? - Niente.

E' successo che sono stato io a entrare nel profilo di Alessandro.

Non hai neanche il computer.

No, ho chiesto a Catarella di farlo.

Però lui non c'entra niente. E' tutta colpa mia.

- E perché ? - E perché...

Perché ero geloso.

Ero geloso di Alessandro, del vostro rapporto

del fatto che condividevate.

E' inutile che mi giustifichi. Ormai l'ho fatto...

Perché ridi ?

Tu non eri geloso del passato.

Mi perdoni ?

Salvo...

Pensi che i social network siano il demonio.

No, quale demonio ?

- Non li so usare e mi sembrano inutili.- Non è vero.

E' un modo per ritrovare vecchie amicizie e farsene nuove.

Se due amici si sono persi per tanto tempo, era meglio che si perdessero.

Io e Alessandro siamo felici di esserci ritrovati.

- Alessandro... - Anche se è un "parrino"

è molto simpatico.

Anzi... la prima volta che viene a Boccadasse te lo presento.

- Andiamo a trovarlo. - No, dài...

Me lo devi.

Va bene.

Al perdono.

- Ho sonno. - Vai a dormire, ci penso io qui.

Guardo un po' di televisione.

(Tv) Questa collana è eccezionale. La vedete.

(Tv) Ha minerali e cristalli formidabili.

(Tv) Porteranno benefici al vostro fegato...- Che imbroglioni.

- E' il "richiamo degli angeli". - Che significa ?

Quella collana, la portano le donne incinte.

E' un campanellino, lo sentono i bambini. Li protegge.

(Tv) Ora passiamo a un articolo formidabile...

Lei è tornato per questo ?

Sì. Vede questo ciondolo ? Non è un ciondolo qualsiasi.

Si chiama richiamo degli angeli. Lo portano le donne incinte.

Emette un piccolo tintinnio

e sembra che i bambini nella pancia lo sentano.

- Durante la vostra relazione, Michela è rimasta incinta ?- No.

Michela aveva questo ciondolo da prima che si mettesse con me.

Lo teneva per ricordare quella gravidanza sfortunata.

- Racconti. - Cinque anni fa rimase incinta.

L'uomo con cui stava non voleva il bambino.

La convinse ad abortire.

- Però l'operazione andò male. - Che successe ?

Complicazioni, un'infezione. Non lo so.

Però, alla fine, Michela non poteva avere più figli.

- Michela li avrebbe voluti ? - Sì, li volevamo.

Chissà... forse, con dei figli, mi sarei liberato della mia gelosia.

Sa chi è il padre del bambino ?

No, non me l'ha mai detto.

- Dottore, buongiorno. - Buongiorno.

- Dottore, ieri sera ho dormito come un "angelino".- Come ?

- Come un angioletto. - Beato te. Io un po' meno.

- Mi dispiace. - Lo so.

Commissario, porto carico.

Ti posso chiamare tra un po' ?

Va bene.

Mi sono informato sull'aborto di Michela Prestia.

Lo fece a Villa Zirafano, una clinica privata.

Ci sono andato e ho parlato con un infermiere

che ricordava perfettamente la "picciotta".- Che ti ha detto ?

I medici la avvertirono che c'erano dei rischi, ma lei voleva abortire.

- L'uomo che stava con lei faceva pressione.- Sì.

L'intervento fu fatto, andò male e lei non poté più avere figli.

Altro ?

- Sì, il carico più grosso. - Cioè ?

- Ho scoperto chi ha pagato il conto della clinica.- Chi è ?

Pietro Sanfilippo.

- L'amico di Saverio ? - Esatto.

- L'amico di Saverio Moscato ? - Sì, commissario.- Vieni con me.

Quindi ?

Però questo è un affare da 450.000 euro.

Esatto. Possiamo essere più precisi.

Controllate...

Sanfilippo.

Ferma.

Metti giù la pistola.

Cinzia, metti giù la pistola.

Mettila giù, Cinzia.

Mettila giù. Mettila giù.

Così.

La prendo io.

Lascia.

Ti sei convinta

che a uccidere tua sorella sia stato Magnano, è così ?

Sì.

Quello era una bestia.

Sono sicura che si è vendicato di Michela

una volta uscito di prigione.

Michela aveva paura ?

Certo che aveva paura, commissario.

E' per questo che non voleva coinvolgere Saverio.

Aveva paura anche per lui.

Saverio è partito per Milano...

Magnano prima l'ha rapita e poi l'ha ammazzata.

L'ha ammazzata.

Così ti sei voluta vendicare.

Sei andata a casa di Saverio

hai preso la pistola che apparteneva al padre e hai ucciso Magnano.

Volevi punire anche Braceri.

Aveva instradato tua sorella alla prostituzione.

Poi volevi finire con Sanfilippo.

Aveva tolto a tua sorella la possibilità di diventare madre.

E' giusto ?

Commissario.

Per me Michela non era solo una sorella.

Era tutta la mia famiglia.

Nessuno mi ha voluto bene come lei, capisce ?

La dovevo vendicare.

Dovevo farla pagare a tutti quelli che le hanno rovinato la vita.

Volevo bene a Michela.

Però avevo la famiglia contro.

Mio padre mi disse...

Mi minacciò che avrebbe dato l'azienda ai miei fratelli

se non l'avessi lasciata.

Qual era il problema ? La sua reputazione ?

Ci ho provato, ma non ho avuto il coraggio.

Ero con le spalle al muro.

Le dissi che potevamo continuare a stare insieme

ma dovevamo rinunciare a un bambino.

Ho capito, ma lei la lasciò subito dopo l'aborto.

Ritenni fosse la cosa migliore, sia per me sia per lei.

Sì, è orribile quello che ho fatto.

E' orribile.

Non me lo perdonerò mai.

Colpi alla porta

Non si deve preoccupare, dottore.

La riparo subito.

Ho lo scotch e l'attaccatutto.

Vedi lo sguardo assassino ?

Lo vedo, dottore.

- Dimmi. - La signora RICOTTA vuole parlarvi.

- La signora RICOTTA ? - RICOTTA.

Falla entrare.

Subito.

Prego, si accomodi, signora...

Signora Liotta.

Buonasera, commissario.

- Buonasera. - Sono venuta a portarle questo.

- Che cos'è ?- Le ricevute del viaggio di Saverio a Milano.

Il commercialista me le ha riportate.

Commissario, ho controllato io stessa.

E' tutto in ordine.

Ero sicura. Di Saverio non c'è da dubitare.

Bene, meno male. La ringrazio.

- Arrivederla. - Arrivederla.

- Ehi. - Ciao.- Ciao.

Hai portato il lavoro a casa ?

Sono le ricevute del viaggio di Saverio a Milano.

Vedi ? Il 15 maggio arriva da Milano con l'aereo.

Da Punta Raisi a Vigata prende la corriera.

Sanfilippo ha dichiarato di essere andato a prenderlo alla corriera.

Qui c'è il biglietto, ma è uno solo.

Quando è partito per Milano, il 7 maggio

com'è andato da Vigata a Punta Raisi ?

Qualcuno lo ha accompagnato in macchina. Michela.

Sì, eccola qua. Il 7 maggio.

E' la ricevuta della benzina.

Pensi che Saverio possa averla... ?

A me Saverio non è mai piaciuto, non mi ha mai convinto.

Tutto quello che provava per Michela non era amore

piuttosto era un'ossessione. A me sembra così.

Signor Moscato, sono Montalbano.

Bussa alla porta Signor Moscato.

Che è questo "mutuperio" ?

Ora chiamo la polizia.

Così ti danno due calci nel culo come meriti, stronzo !

Che modi sono ? Piano con le parole. Sono io la polizia.

Mi deve scusare.

Non importa.

Ieri il signor Moscato è uscito con due borse da viaggio.

- Chissà quando torna. - Con due borse da viaggio ?

- Sissignore. - Ho capito.

E' permesso ?

Signor Moscato, sono il commissario Montalbano.

E' permesso ?

Commissario.

- Buongiorno.- Buongiorno. - Avrei bisogno di parlarle.

- Prego, si accomodi. - Grazie.- Vuole un caffè ?

- Sì, grazie. - Arrivo subito.

E' qui che l'ha sepolta, vero ?

Sì.

Il giorno prima di partire per Milano

io e Michela siamo venuti qui per fare pace.

La sera precedente avevamo litigato.

Perché ?

Per il mio solito chiodo fisso.

La mia gelosia. La mia gelosia per la vita che aveva fatto.

Avete litigato anche qui.

No, anzi.

# E' stata una giornata meravigliosa.

# Pensavamo di passare qui tutta la giornata.

# L'indomani mattina avrei accompagnato Michela a Vigata

# e nel pomeriggio avrei preso l'aereo per Milano.

# Abbiamo fatto l'amore.

# Poi lei è andata via.

# E' tornata dopo cinque minuti.

# Mi disse che mi avrebbe dato una cosa

# che gli altri non avrebbero avuto mai.

# E che non avrebbero potuto avere mai più.

# Le chiesi cosa fosse.

# Però lei non mi rispose.

# Solo dopo capii che cosa mi aveva dato.

# Mi aveva dato la sua vita.

# Si era avvelenata.

La notte stessa scavai una fossa.

La misi qua.

L'indomani presi la macchina, andai a Punta Raisi e partii per Milano.

Il 13 maggio tornò in Sicilia e poi ripartì subito per Milano, è vero ?

Sì.

Quel giorno i lavori sono finiti prima.

Non dissi niente a nessuno e decisi di partire per Palermo.

Perché lo fece ?

Volevo raccogliere tutte le cose di Michela.

Metterle in una valigia e portarle qui.

Mi scusi, signor Moscato. Se quello di Michela è stato un suicidio

perché si dava tanto da fare per occultare la verità ?

So che è difficile da credere.

Nella mia mente... Michela non era morta.

Fino a due giorni fa era accanto a me, era viva.

La vedevo.

Lei era mia.

Lo so, non ho detto niente a nessuno.

Non so...

La sua morte...

E' stata un dono.

Voleva dirmi che ero l'unico uomo della sua vita.

Per sempre.

- Signor Moscato...- L'altra notte mi sono svegliato di colpo.

Non l'ho sentita più.

L'ho cercata.

Mi sono messo a urlare, ma non c'era, non la trovavo.

Quel dono...

Non era un dono.

Era una condanna. La mia condanna, commissario.

Che dovrò pagare per sempre.

Pagherò per sempre.

Commissario, sapesse quanto la amo.

Signor Moscato...

Io la devo arrestare per occultamento di cadavere.

Livia, non ti prepari ?

No, non c'è più lo spettacolo.

Perché ?

Mi hanno chiamata dal centro anziani.

Mi hanno raccontato che...

La prova generale di ieri è andata benissimo.

I Di Giovanni sono tornati a casa. Erano stanchi, ma contenti.

Sono andati a dormire e...

La mattina, quando Andrea si è svegliato

ha visto che Emanuela era morta.

Forse avrà cercato aiuto al telefono.

E' morto anche lui.

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