All language subtitles for Emma -] Il.Colore.Nascosto.Delle.Cose.2017.iTALiAN.DTS.1080p.BluRay.x264-BLUWORLD.HI.ita

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Original subtitles

(PASSI)

(CIGOLIO)

(Emma) Allora, com'è andata?

(Lily) All'inizio mi sono sentita un pò persa!

(Paolo) Io mi sentivo un orso ubriaco.

(Lilli) Perché siamo abituati ad avere tutto sotto controllo...

(Emma) Bisogna lasciarsi un pò andare e per alcuni è un problema.

(Teo) Sembra facile... Ma Flavio dov'è?

- (Flavio) Sto ancora qua al tavolo. - (Lilli) Ma sei ancora lì?

- (Emma) Ti vengo a prendere? - (Flavio) No, arrivo!

(Lilli) Dopo che ci hai fatto fare la corsa, per me è diventato un gioco.

(Teo) Hai scambiato una mucca per un cane!

(Lilli) Parla lui che stava per rompere il bastone!

(Paolo) Quand'è più grande ci porto mio figlio. A che età possono i bambini?

- (Emma) Almeno cinque o sei. - (Paolo) Allora c'è tempo.

(Emma) Per i bambini è più facile.

(Emma) L'altro giorno uno mi ha detto che si sentiva come un eroe invisibile.

(Paolo) Giustamente.

(Emma) Volete chiedere ancora qualcosa?

(Lilli) Come dire... che ce ne dobbiamo andare.

(Emma) Si, ma non vi sto cacciando. Chiedi pure.

(Teo) Te l'hanno mai detto che hai una voce sexy?

- (Lilli) Questa era l'ultima domanda? - (Teo) La smettete?

(Emma) Sì, me l'hanno già detto.

(Paolo) Ecco, originalissimo Teo! Complimenti.

(Emma) Ma dici che avrò un futuro sulle hot line?

- (Lilli) Te lo sconsiglio, pagano male. - (Paolo) Ci hai provato?

(Teo) Emma scusami, fai questo di lavoro?

(Emma) No, io sono osteopata. Vengo qui una volta a settimana. Mi piace.

- (Flavio) Eccomi. - (Teo) Eccolo!

- (Flavio) Manca molto all'uscita? - (Emma) Ci siamo.

- (Teo) Paura? - (Flavio) No!

(Emma) Eccoci. Ciao, ragazzi. Buona serata.

(tutti) Grazie. Ciao.

(Uomo) Che flash questa luce.

La cruda realtà.

È incredibile come lì dentro perdi il senso del tempo.

(Flavio) Anche dello spazio.

(Lilli) Grazie.

(Flavio) Che esperienza...

- (Lilli) Finalmente. - (Flavio) Dopo un pò manca l'aria.

Scrivo che è piaciuto a tutti tranne a Flavio.

(NOTIFICHE SUL CELLULARE)

Aspetta almeno di avere gli occhi aperti.

La cruda realtà, prima l'affronti e meglio è.

Ben arrivato, Teo.

Ciao, Stefy.

Ma che sei scema?

(SQUILLI DI CELLULARE)

Se rispondi, ti ammazzo.

Sei sicuro che non vuoi una pasta? Ci metto un attimo.

Va benissimo così. Vieni qua.

mai niente da mangiare.

Dove l'hanno spedito stavolta? Nelle Azzorre?

Mar Cantabrico. È partito ieri.

Un reportage sulle acciughe?

E tu, con la tua acciuga, quando ci vai a vivere?

Va bene, mi arrendo.

Tu come stai?

Bene, a parte il lavoro. Ogni giorno fanno fuori qualcuno.

Non dormo proprio sonni tranquilli.

Se ti consola, io mi sveglio ogni mattina alle sei con gli occhi sbarrati.

Veramente?

Come mai?

Non lo so, è da un mese.

- Buongiorno, Alice.

- Che carina, oggi! - Ti ho girato una mail della Mariani.

Vista, grazie.

- Sei stato alla mostra di Klee! - Domenica, con Livia.

Bravi, fateli respirare questi cervelli.

Scusi un istante. Scusa, Teo. Dobbiamo parlare del budget di Penwood.

- Ci danno più soldi? - Come no.

Ne parliamo dopo. Buongiorno ragazzi!

(Lilly) Se vuole posso farle preparare un'altra proposta.

(Lilly) Benissimo. Mi farò sentire.

(Teo) Ciao.

Come mai in questi giorni arrivi sempre prima tu?

Ho un bambino di due anni che soffre di insonnia.

Se vuoi te lo presto.

Hai visto che hanno spostato la riunione delle sei?

Sì, che palle.

Avevo promesso a Carla che l'accompagnavo dal tappezziere.

- Ma dai, è il lavoro più bello del mondo. - Vai in mona!

(BUSSANO ALLA PORTA)

Buongiorno.

Ragazzi, in questo ufficio c'è una porta, usiamola.

Oscar, te l'ha detto il tuo socio che lo stavamo perdendo nel buio?

- Più o meno. A te è piaciuto? - (Teo) Sì, grazie della dritta.

- Abbiamo fatto due schizzi. - No, dopo.

- Vai con l'idea. - (Paolo) Facci sognare.

- Buonasera. - Finalmente, l'uomo di casa!

- Non esageriamo, come stai? - Bene, dai.

Ciao!

- Complimenti, è bellissima. - Ha fatto tutto Greta.

È ancora mezza vuota. Ciao. Il gelato l'hai preso?

- No, mi sono scordato! - Teo, una cosa ti avevo chiesto!

Cretino che sei!

- Ehi, Sara! - Ciao!

- Come stai? - Bene.

- Ciao, come stai? - Bene.

(SQUILLI DI CELLULARE)

Ciao!

- Ciao. - Ciao, Teo.

Pronto?

(Claudia) Teo...

Claudia, che succede?

(Claudia) Il babbo... è morto.

Ma come...

Stava bene l'ultima volta.

(Claudia) L'ultima volta era Natale.

(Claudia) La situazione è peggiorata negli ultimi giorni.

- Quando è successo? - (Claudia) Stamattina alle sei.

- La mamma come sta? - (Claudia) Come vuoi che stia?

- (Claudia) Ci vuoi parlare? - No, sono a una cena di lavoro.

Ci sentiamo con calma, va bene?

(Claudia) I funerali sono domani alle 11.

Va bene, ho capito. Ciao.

(Greta) Chi era al telefono?

Mia sorella.

(Greta) Tutto bene?

Sì, sì.

(Greta) Possibile che quando parli della tua famiglia

tu ti esprima sempre a monosillabi?

(Greta) Di loro non so niente, non ho mai visto una foto.

- Li vedrai. - (Greta) Perché non li invitiamo?

Adesso abbiamo anche una stanza in più.

È assurdo che io non conosca nessuno della tua famiglia.

- Conosci il meglio, fidati. - (Greta) Appunto.

Sei sicuro che non è successo niente? Avevi una faccia quando sei rientrato!

No, le solite rotture. Questo chi te l'ha portato?

È il regalo di Fabrizio. L'ha fatto la sua fidanzatina.

- Non ti ha invitato alla sua mostra? - Sì, ma non credo di andarci.

- Magari preferisci portarla a cena. - Ma chi?

Ho visto come la guardavi.

Sei scema? Hai visto com'era vestita? Era piena di foglioline!

Sì, certo. Da quand'è che hai il pollice verde?

Mettila tu una camicia con le foglioline e vedrai come ti guardo.

Me ne metto una piena di banane.

- Hai bevuto troppo? - No.

- (Uomo, radio) Al mare dai miei. - (Donna) Che noia!

- (Uomo, radio) In Finlandia.

- (Donna) È freddo.

- (Uomo, radio) Allora dove? - (Donna) In Perù.

(Uomo, radio) Certo, con i suoi paesaggi mozzafiato

il Perù è la meta ideale per la tua vacanza.

Cosmopolita, bellissimo, moderno e soprattutto economico.

- (Donna, radio) Però! - (Uomo) Perù!

Caro Orazio, finché fanno roba così, noi lavoro ne avremo sempre.

(radio) Il centro-sinistra si prepara alle primarie...

(Claudia) Pronto?

Senti, Claudia, io... Domani proprio non ce la faccio.

(Claudia) Ne ero sicura.

(Claudia) Avrà fatto tanti sbagli, ma per lui eri anche tu come un figlio.

Dì alla mamma che poi la chiamo.

(Claudia) Tanto poi non lo fai.

- (Vittorio) Chiedono solo una modifica. - Cioè?

Lo spot è bellissimo, va tutto benissimo

ma di giorno non funziona, lo vorrebbero di notte.

Di notte? No, scusate...

I palloncini della bimba che volano dal tettuccio come li vediamo?

Mettiamo una didascalia? Era tutta lì l'idea.

Abbiamo vinto una gara. Ci hanno chiesto solo una cosa.

Fari full led e luci interne multicolor. Gli ho detto di sì.

I dettagli li sa Lilli.

Ma così dobbiamo stravolgere tutto.

E allora lo stravolgerete.

Io, a un anno di lavoro con la Seat, non ci rinuncio! Capito?

(Commessa) Prego, da questa parte.

Qui ci sono tutte le nostra fantasie.

Una con le banane, però, io non l'ho mai vista.

- Le lascio dare un'occhiata. - Grazie. - Prego.

(Emma) Mi serve solo quella più grande.

(Emma) No, Fede...

- (Emma) No, mi fa il culo grosso... - (Fede) Ma se non ce l'hai!

(Emma) Non ce l'ho?

- (Emma) È rosso rosso?

- (Fede) È più sull'amaranto..

Come il golf che mi hai regalato l'anno scorso?

Sì, più o meno. Mettiti un pò su. Vediamo come stai con i tacchi.

Vediamo. Mi sembra perfetto.

(Emma) No, non va bene.

(Teo) Scusate...

- Lei è Emma. - Sì, sono io.

Ciao, ci siamo visti... al "Dialogo nel Buio"

una decina di giorni fa.

O meglio, forse ci siamo sentiti.

Teo, ciao.

- Teo... - Sì, ero con dei colleghi.

Paolo, Lilli...

Sì, tu sei quello della voce sexy.

Sì, no... In realtà eri tu con la voce sexy.

- Ciao. - Ciao.

Lei è Federica, la mia personal shopper.

Nei ritagli di tempo, una sua collega.

- Anche lei fisioterapista? - Faccio agopuntura.

- Io in realtà faccio l'osteopata. - Giusto, comincio a perdere colpi.

- È l'età. - Perché? Quanti anni hai?

Ne ho quaranta. Ma praticamente sono già a pezzi.

- Venga a trovarci. Le diamo un'occhiata. - Come no?

- Dove siete? - In Via Ceccano, 36.

Perfetto.

- A presto, allora. - A presto, ciao.

- Ciao, Emma. - Arrivederci, ciao.

4 km... e 420 metri.

Direi che ce la possiamo far bastare. Almeno io.

Non mi sembri in gran forma. Troppo sesso ieri notte?

Và in mona!

Se ti dico che mi è successo ieri sera, non ci credi.

Dimmi.

Ero in un negozio e cercavo una camicetta per Greta.

A un certo punto, sento una voce.

Una voce roca, sexy...

- Amanda Lear. - Sì, ciao!

- La conosco? - L'hai sentita ma non è una cantante.

Non ci credo. La cieca?

Ci hai parlato?

Com'è?

Non è niente male. Tutto fuorché un cesso.

Ti dico solo una roba.

Se te la timbri, ti porto a cena in un tre stelle Michelin.

Ma mi racconti tutto.

Tu stai diventando davvero una brutta persona.

(Emma) Il bicipite femorale si ribella ma noi lo domeremo.

- Grazie, arrivederci. - Arrivederci.

- Moscone. - Eccomi.

Prego.

Grazie.

Ma noi ci conosciamo?

Sono Teo, ci siamo visti al negozio di vestiti in via...

Ah, certo, sì. Sempre a pezzi?

Sì, mi fa anche male la spalla.

La destra.

Va bene, adesso vediamo.

Si spogli.

Sì. Qui?

Al paravento.

(Teo) Non ci davamo del tu?

Ah sì? Scusi, di solito ai miei pazienti do sempre del lei.

Devo levarmi tutto?

Tranne mutande e calzini.

No, i calzini no. Mi vuole proprio umiliare.

Non si preoccupi, non la vedo. Ha avuto traumi di recente?

No, tranne una caduta a calcetto.

Adesso si fletta in avanti. A partire dalla testa, lentamente.

Ecco, lasci pendere le braccia.

Si rialzi.

Piano, piano.

Testa dritta.

Mi dia il braccio.

Braccio in alto.

Adesso io spingo e lei resiste.

Lei, chi?

Va bene.

Resisti.

- Ti faccio male? - Un pò sì.

(NOTIFICA CELLULARE)

- Scusa, l'ho lasciato acceso. - Succede.

Ecco.

Hai trovato, poi, il vestito?

No, non ho ancora avuto tempo.

Rilassa il collo. Non ti irrigidire.

Se vuoi provare con un personal shopper maschio, io sono pronto.

Va bene, lo terrò presente.

Lì sento un pò di dolore.

È normale. La sofferenza è l'unica via per la guarigione.

Mangi bene?

Mangio una piadina o una lasagna a pranzo.

Se sono in riunione, un tramezzino.

E la sera? Aperitivo, immagino.

Sì, o apericena.

-"Apericena"! - Che brutta parola.

Bruttissima.

Adesso inspira.

Butta fuori l'aria.

Inspira.

Ti va bene tra due settimane? Facciamo giovedì 21 alle 18:00?

- Sì, penso di sì. - Benissimo.

Quindi? Com'è la situazione?

(NOTIFICHE CELLULARE)

Grave, c'è un rischio di paresi permanente.

Avrai capito che sono ipocondriaco.

Ti ho sbloccato il diaframma e anche il collo.

Dovresti respirare meglio e fare più attenzione a cosa mangi.

Meno tramezzini, meno pizzette...

Un frutto ogni tanto.

Nel Bellini c'è la pesca, nel Kir il ribes.

Nella Pina Colada c'è...l'ananas?

L'ananas, sì.

- Non ero mai entrata in questo bar. - Aspetta, c'è il tavolo.

- (Emma) Ecco, sì. - Va bene?

C'è un cane?

No, non mi sembra.

Strano.

- Salve. - Buonasera.

- Che prendi? - Un bianco fermo. Cosa avete?

Dei Castelli, Falanghina, Sauvignon.

Un Sauvignon, grazie.

Per me un gin tonic.

- E una mela. - Una mela?

Va bene, vedo che posso fare.

Parlava solo a te, vero?

Direi di sì.

Quando vedono che sei cieca, credono che sei anche sorda.

- Perché? Non sei sorda? - Non del tutto. Questo lo sento.

(SQUILLI DI CELLULARE)

- Scusa... - Fa un pò torre di controllo.

- Spengo subito. - Di che cosa ti occupi?

Sei molto ricercato.

Io... pubblicità.

Sono un creativo. Cerco idee.

Sei il primo pubblicitario che conosco.

E tu, la prima osteopata. Carina.

Il mio ex marito diceva sempre che non si esce mai con i pazienti.

Soprattutto le prime sedute.

Sarà stato geloso.

No, era molto riservato. Era professionale.

Mi ha insegnato lui questo lavoro.

Finché non è tornato in Francia... Scusami, ora comincio io.

(SINTESI VOCALE)

Sì? Patty, ma che numero è questo?

Come, ti sei persa?

Non lo so dov'è via Valdombrone, ma prendi un taxi, no?

Madonna, Patti...

Va bene, resta lì. Ti richiamo.

Va bene, dai. Ciao.

- C'è qualcosa che non va? - La mia amica si è persa.

Come sarebbe?

Sì, lei è di Vicenza ed è qui ospite da me.

Insomma, una gran casinista.

- Oltre che essere ipovedente... - Ipovedente?

Non è cieca, ma quasi.

È qui a fare un corso.

Se devi andare a recuperarla...

- La mela, te l'ha portata? - Sì, me l'ha portata.

Eccola.

È verde.

È verde!

- Eccoci. - C'è un tabaccaio?

Sì, ma la tua amica non c'è.

Che palle.

Scendo, vado a vedere un attimo.

Sì, grazie.

È bruna, con i capelli lunghi.

Va bene. Aspetti un secondo!

(Ragazzo) Ho capito, ma sono fratelli!

È un cartone giapponese, mica sono repressi come i cattolici.

Gli autori sono giapponesi.

Georgie e i fratelli sono australiani, non possono "scopare"!

Mi dispiace distruggerti un ricordo ma io quella puntata l'ho vista.

Scopano nel lettone di casa tutti e tre insieme.

- Scusate se rompo. - Chi è?

- Tu sei Patti? - E tu chi sei?

Teo, un amico di Emma, che ti aspetta nel taxi.

Alla buon'ora! Ti saluto, eh!

- Grazie per la sigaretta. - A te, per la compagnia. Posso?

- Sì, certo. - Simpatico. - Ah sì?

Un pò bigotto, ma a posto.

Quando sono scesa dal tram non sapevo dov'ero,

non avevo un soldo e non passava nessuno, deserto.

A un certo punto vedo un cameriere fuori da un ristorante.

Mi avvicino per chiedere dove siamo. "Sono qui, mi sa dire dov'è questa?"

Lui, una sfinge. Allora penso che è un cameriere sordomuto.

Mi avvicino, lo tocco... Era finto!

No, come finto? Ma dai!

Era un pupazzo di plastica con la lavagnetta in mano.

Certo che anche loro... Non siamo più negli anni '70!

La beffa è che non avevo neanche i soldi per entrare a mangiare qualcosa.

(Teo) Attenzione qui.

(Patti) Eccoci.

- Mi scusi. - Niente.

Certo che con questa musica così forte non so come faremo a parlarci.

- (Patti) Gli dico di abbassare. - Vado io.

- Patti, vieni qui. - Sì.

Secondo me è terrorizzato da quello che possiamo combinare.

Prima al "Dialogo nel Buio" poi in studio per la spalla...

- Ma era vero? - Forse ha un pò esagerato.

L'hai rimorchiato!

Ma che dici? Semmai lui...

- Allora buttati, no? - (Teo) Adesso l'abbassa.

- Cosa? - L'abbassa.

Versa tu che sei avvantaggiato.

Dove l'hai presa?

Dopo una giornata così, speriamo che siano buone.

- Emma... - Non è che ci cacciano?

Patti, te lo metto qui davanti al vassoio.

Se insistevamo, veniva anche il tassista.

(Patti) Che tipo... Sentito come rideva?

Era un tipo da barba. Ce l'aveva?

- Sì, ma come fai? - Aveva il 50% delle probabilità.

- No, l'ho capito e basta. - Era un bel tipo?

No, sì... Beh, carino, insomma...

Sulla quarantina, un padre di famiglia.

Magari con la moglie va male e lei lo tradisce.

E lui gioca sempre a biliardo.

Sai quel tassista in quel film inglese. L'avete visto?

Se ci dai qualche dettaglio in più...

In realtà la protagonista è la moglie.

È una donna normalissima che il mercoledì sera va da un altro uomo.

Fanno l'amore, buttati per terra, sulla moquette sporca, senza dire niente.

Io l'ho visto, lui vive in un appartamento squallido...

- E si è appena separato dalla moglie. - Esatto.

- Ti è piaciuto? - Sì, era di qualche tempo fa.

Sì, loro però erano bravissime.

- E a me Londra piace tantissimo. - Io sono per Parigi, non c'è confronto.

La Tour Eiffel, il Louvre... (SQUILLI DI CELLULARE)

(Patti) Di chi è?

Scusate. È il mio.

- Scusate un attimo. - (Emma) Prego.

Ma è fidanzato?

Non lo so, so solo che ha gli occhi azzurri e un bel sorriso.

Me l'ha detto Federica.

Saprai qualcos'altro, l'hai toccato per più di un'ora!

Pronto?

(Greta) Dove sei? Qui sta cominciando.

Non sai che è successo.

(Greta) Cioè?

Stanno arrivando anche i pompieri. Li senti?

Paolo e Flavio sono rimasti in ascensore con due clienti.

(Greta) In ascensore? Ma dove siete? In agenzia non c'è l'ascensore.

No, siamo da loro. Per fortuna io ho preso le scale.

(Greta) Poverini, ma com'è successo? Da tanto sono chiusi lì dentro?

- Ecco la reggia. - Casa dolce casa.

Che meraviglia!

Metti il casco sul tavolino altrimenti io e Patti inciampiamo.

(Patti) Teo, visto che tu vedi, prendi i bicchieri.

(Patti) Sono nel pensile vicino alla finestra.

(Emma) No, li prendo io. Quelli della festa.

Beviamo qualcosa, se ci capita...

Barolo chinato 2007.

Stai facendo un corso da sommelier?

No, l'ho già fatto. Adesso faccio informatica.

Però!

Un attimo!

Dai da bere agli assetati.

Allora, ecco, attenzione.

Uno a te.

E questo lo prendo io, grazie.

Senti, senti...

- Che ne pensi? - Buono.

- Santé! - Un pò più basso.

(COLPI)

Ci credo che ballate a letto. C'era un perno che si era sfilato.

(Patti) Mi sembrava di dormire su un'amaca!

Perché non me l'hai detto?

(Teo) Aspetta un attimo, non adesso.

- Voglio salire anche io. - (Patti) Magnifico.

Oddio!

Scusami!

È vero. La smettete voi due?

- Ti penserò stanotte. - Ma che ore sono?

Aspetta, sono le...

Sono le due e mezza.

Ho la sveglia tra neanche cinque ore.

- Siete due pazze. - Grazie, sei un angelo.

- Grazie di tutto. - Ciao.

Ciao. Aspetta, ti accompagno.

(Patti) Buonanotte.

Madonna mia...

Credo sia meglio che chiami un taxi perché sono ubriaco.

- Mi arrestano. - Sì, meglio.

Ecco il casco.

La sciarpa.

- Ma dove ho lasciato la moto? - Al mio studio.

È vero, al tuo studio. La prendo domani, ciao.

- Ciao. - Grazie.

- Che c'è? - Non volevi sapere com'è con una cieca?

Non è vero?

(Emma, segreteria) Sono le 7:15 e siamo in ritardo.

(Emma) Ho provato a svegliarti ma niente da fare.

(Emma) Latte e caffè sono in frigo, i biscotti nella credenza.

- (Patti) I gioielli nel riso. - (Emma) Scema.

(Emma) Prendi quello che vuoi ma rimetti tutto a posto.

(Patti) Altrimenti non troviamo niente.

(Emma) Le chiavi sono nella toppa, lasciale al portiere.

(Emma) Buona giornata, ciao.

(orologio, sintesi) Sono le ore 08:26. La temperatura è di 24,3 gradi.

Se facessimo una cosa... Come si chiama quell'artista...

- (Chiara) Buongiorno. - Ciao, Teo.

Quell'artista che imballa tutto nel cellophan...

Ragazzi, sapete fare meglio di così.

Io proverei l'ipotesi dei superpoteri.

Il bagagliaio che si apre senza usare le mani.

Claim...

I supereroi di ogni giorno.

No, vi prego...

L'idea di ieri delle lucciole che avvolgono la macchina

è stata abbandonata?

No, non funziona.

Io ci pensavo anche venendo qui.

Avete tirato fuori tante idee belle.

Quella del tettuccio e dei palloncini era meravigliosa.

Adesso, però, bisogna correre. Il tempo stringe.

Forse voi avete dato tutto. Paolo?

Non ve la prendete, dai.

Sono cose che capitano.

Grazie.

- Ciao. - Ciao.

Chi avevi in mente?

Emilio e Anita.

Emilio è tre giorni a Catania.

- Perché?

- È morto suo zio, non lo sapevi?

Lo so che sono tanti ma non potevo dirgli di no.

No, hai fatto bene.

Che si fa?

E che si fa?

Ci pensiamo noi. Non sarà la prima volta.

Chiamo Ridolfi e gli dico che oggi non possiamo.

(Teo) Va bene.

Stamattina che mi hai mandato? La foto di un letto?

Guarda bene.

Bastone bianco su letto sfatto.

Non ci credo.

Mi accontento anche del ristorante a una stella.

Se rinasco, voglio essere te.

- A volte può essere un inferno. - Ma và in mona!

È scaduta due mesi fa.

E io cosa posso fare?

Calmo, l'ho presa l'altro ieri.

Fai il finto tonto, eh?

- Questa me l'ha cambiata. - Meno male!

- E questa, leggi... - Cos'è?

Agenzia delle Entrate.

- Jerome Benoit. - Che palle, un'altra multa?

Ma quest'uomo ha fatto qualcosa di buono in vita sua?

- Sì, mi ha sposata. - Sarà stato buono per lui.

Anche per me, finché è durata.

(Patti) Questi pelati sono buoni.

- Non ti fidi? - Del tuo indiano, no.

(Patti) Ti sei arrabbiata?

(Emma) No, scannerizzo la multa e chiamo Jerome.

(Patti) perché non chiami Teo? Quando senti Jerome ti deprimi.

- Lo chiamo io, così mi scuso.

Ma di cosa?

Per averlo fatto bere troppo, è colpa mia.

- Questa, poi! - Ti dico una cosa.

Quando un maschio fa cilecca, le cose sono due.

Ci riprova entro 24 ore o scompare.

Diamolo per scomparso.

Dopo un anno che stai sola finalmente qualcuno che ti piace!

- Otto mesi. - Va bene, mica te lo devi sposare!

Ma cosa ti ha preso? Teo ti ha assunto come cupido?

Se la fortuna è cieca, cupido non può essere ipovedente?

Cretina!

(SMS CON SINTESI VOCALE)

- Buonasera. - Ciao.

(Emma) Prego, entrate. Vi va una tazza di tè?

No, deve andare.

Magari un'altra volta.

Sono andata a scuola a prendere i programmi d'esame.

- Sono usciti? - Sì, finalmente.

Quello di francese glielo spedisco via email?

Email va benissimo.

Ho dato un'occhiata, mi sembra tanta roba.

- Io non lo so... - Mamma, ci vediamo dopo.

Facciamo così. Leggo quello che mi manda e la richiamo.

- Grazie, arrivederci. A dopo. - Arrivederci.

Non è colpa sua.

Mi sta sempre addosso, mi tratta come una bambina.

Impara a usare il bastone così poi vieni da sola.

- Sì, va bene. - Stà attenta.

(in francese) Allora, del tè nero?

Del tè verde?

Un tè alla menta?

Ah, alla menta. Va bene.

Buona, la menta.

Allora... Un tè alla menta per la signorina.

Anzi, versalo tu.

È facile.

No, non lo voglio.

Qui c'è la tua tazza, prendila.

È questione di peso e di calore.

Versa, però dentro la tazza.

No, aspetta...

Ti ho detto che non ci riesco. Non mi va.

(in francese) Come vuoi.

Allora...

- Li hai fatti gli esercizi? - No.

Allora, dimmi. Che hai "fabbricato" nel weekend?

"Fabbricato?"

Sì, che hai fatto?

Niente.

In francese.

"Rien".

Allora...inventa.

"Je ne suis capable".

"Pas capable".

Nadia, avevo capito che la decisione fosse di non andare a scuola

non di essere bocciata.

Se continui così, gli esami non li passi.

(a bassa voce) Per fare la centralinista il diploma non serve.

- Non ho capito. - Non mi serve il diploma.

Da quand'è che vuoi fare la centralinista?

- Fanno tutti quello. - Ma tutti chi?

Tutti i ciechi.

Io faccio l'osteopata, per esempio.

E quindi?

Io non sono come te.

A me toccare la gente fa schifo.

Ci sentiamo tra un paio di giorni e mi dice come va.

D'accordo. Grazie e arrivederci.

Moscone?

Non c'è.

(sintesi vocale) Ti farebbe cominciare la vita con un casino terribile.

e ritorneremo in America all'stante.

della freschezza delle sue labbra,

stava assumendo toni troppo forti.

(BUSSA ALLA PORTA)

(Teo) Scusa, ho fatto tardi.

Ciao.

Come va?

Insomma, un pò di stress.

Sono in cerca di un'idea geniale, ma...

Stavolta, oltre al diaframma, devi sbloccarmi il cervello.

- Vediamo. - Mutande e calzini.

Hai gli occhi aperti? Chiudili.

Scusami per l'altra sera. Di solito non sono così.

Chiudili!

Scusami anche tu, di solito sono un pò più performante.

Non ne dubito.

Devo crederti?

Fianco sinistro.

Gambe piegate, un pò più vicino a me.

Qualcuno ha perso una sciarpa.

- (Emma) Dove? - Per terra.

Deve essere della paziente che è appena andata via, poi la chiamo.

C'è del rosso, vero?

Come lo sai?

Mi ha detto che prima si vestiva sempre di nero.

E dopo i 40 si è buttata sul rosso.

Anche a te piace il rosso, mi sembra di ricordare.

Sì, mi è sempre piaciuto.

Anche gli altri colori sono importanti per me.

Cioè?

Dare un colore alle cose mi aiuta a vederle.

E se non hai nessuno a cui chiedere?

Decido io.

Per voi è un pò più difficile.

Che cosa?

Siete più legati all'apparenza.

Certo, per noi se una cosa è blu, è blu.

È difficile che cambi colore.

Noi, invece, anche volendo non possiamo fermarci all'apparenza.

Dobbiamo andare oltre.

(CLACSON)

No.

L'auto gira per la città ma appare e scompare continuamente.

Gira, entra in una galleria, viene coperta da qualcosa in primo piano.

Ogni volta che riappare

è di un colore diverso, dentro e fuori.

Una volta è blu e dentro è rossa.

Una volta arancione e dentro gialla.

Stacchiamo sullo sguardo incredulo dei passanti

e su quello soddisfatto del guidatore.

Poi chiudiamo con "Nuota Seat Ateca".

"Guidare oltre l'apparenza".

A me questa sembra meglio dell'altra.

Anche secondo me potrebbe piacere.

Portiamo anche questa. Ce la fate per mercoledì?

Tanto noi non abbiamo niente da fare!

Dai, che siete bravi.

- (Lilli) Bravi. - Grazie. - Grazie.

(VOCE DELLA SINTESI VOCALE DAL CELLULARE)

(Antonia) Me l'ha tutta rotta!

- Antonia? - Emma?

Sono incazzata nera. Un idiota si è attaccato alla mia collana.

- Guarda qua. - Ma come ha fatto?

Stava cadendo e si è aggrappato. Sono proprio scemi!

Sai una che mi ha chiesto?

"Ma come fate a pettinarvi senza guardarvi allo specchio?"

Scusami.

- Sì? - (Teo) Ciao. - Ciao.

- (Teo) Disturbo? - No.

Emma, ti devo una cena.

(Emma) È passato il dolore e anche lo stress?

No, no... Sì, anzi sì.

Ricordi il discorso sui colori che abbiamo fatto?

Mi ha fatto venire un'idea per uno spot di una macchina.

Abbiamo fatto un figurone. E lo devo a te.

- Non esageri un pò? - (Teo) No, è vero!

Un giro in barca, in elicottero?

- Ma che elicottero! - No, Emma, davvero.

Mi voglio sdebitare. Chiedimi qualunque cosa.

Ce l'hai una macchina?

Non c'è problema.

- Devo prendere delle piante. - (Teo) Delle piante...

(Emma) Un vivaio, sabato mattina, ma solo se puoi.

Certo che posso. Sabato mattina.

- Ti chiamo domani. - Grazie.

- Ciao. - (Teo) Ciao.

- Antonia? - Sì?

Beato te che hai potere decisionale sui tuoi sabati.

Io saranno anni che proprio...

No! Merda, maremma puttana!

Cosa?

(Emma) Sabato devo portare Greta al mare.

- Allora? - Ho appena preso un altro impegno.

Che cazzo mi invento?

Boh, sei tu la massima autorità in materia.

- Permesso. - (Greta) Ciao, sono qui.

- Ciao. - (Greta) Chi ha vinto?

L'indiano, perché il cinese era chiuso.

- Che cos'è? - Me l'hanno dato col pollo tandori.

Apri, apri.

No...

Ma è orrenda! Ma dove l'hai presa?

Questa in Costarica è all'ultima moda.

Ah sì?

Magari comincio a sfoggiarla questo weekend.

A proposito, oggi ha chiamato Rainer.

E...

Ha detto che la campagna social per l'Italia non lo convince.

Vuole...

Vuole vederci sabato per fare il punto.

Si fermerà solo qualche ora quindi per mezzogiorno mi libero.

- Quando? - Sabato.

Ah, perfetto.

Arriviamo a Porto Ercole sabato sera, domenica ripartiamo.

Sara e Giovanni saranno felicissimi, praticamente non li vediamo.

Ma se voi partite prima, io vi raggiungo in moto.

Geniale, così mi fai stare anche con l'ansia della moto.

Non si riesce mai a organizzare niente con te.

Hai tutte le ragioni del mondo ma che devo fare?

- Ci devo andare, è importante. - Non voglio avere ragione.

Voglio andare a Porto Ercole con te.

Ti prometto che alle 15 sei a Porto Ercole.

Buongiorno.

Ciao.

Hai visto che bel sole?

Eh sì.

- Che carini. - Cosa?

Gli orecchini. Uno giallo e uno verde.

Ho messo la macchina qui. Attenta al marciapiede.

Eccoci. Grazie.

Ecco.

C'è il tettuccio aperto?

- Sì, vuoi che lo chiudo? - No.

Mi piace molto l'aria.

È tua la macchina?

No, ce l'hanno data in agenzia per la pubblicità.

- Odora di nuovo. - Metti la cintura.

Non prendiamo la tangenziale?

Sì, giusto. Non so bene dove...

Ti porto io.

Siamo all'edicola?

Sì, c'è un'edicola.

Vai subito a destra.

E poi...

La prima a sinistra.

(NOTIFICA CELLULARE)

Qui è più grande?

Qui ci sono i fiori.

Orchidee.

Sì, orchidea...

"Falenopsis".

Di che colore sono?

Quella è bianca. Poi ci sono viola, arancioni...

Questa è diversa.

- Questa è... - Com'è?

È maculata.

Quanto costa?

Meno di una cena sicuramente. Se permetti, te la regalo io.

- Ma no, dai. - Sì, invece.

Grazie. Grazie.

Questa la prendo io.

Avevi detto "piante" e piante furono.

- Ops. - Fatta male?

- No, davvero. - Tutto bene? - Sì.

- Qui c'è la porta. - Grazie.

- (Teo) Buongiorno. - (Emma) Che buon odore!

- Buongiorno. - (Uomo) A lei.

- (Emma) Posso usare il bagno? - Sì, è qua dietro.

Mi accompagni? Grazie.

È qua.

- C'è la porta. - Sì.

- Mi puoi dare qualche indicazione? - Sì, certo.

Scusa. Il water è qui a sinistra.

Invece, a destra, c'è il lavandino.

- Per tirare l'acqua? - Qua.

- Grazie. - Va bene? Ti aspetto fuori.

Attenta, c'è un gradino.

Dove ci mettiamo?

Ci sono degli alberi, vero?

Sì.

Andiamo.

Non hai mai avuto un cane?

Ti sei già stancato, vero?

- No, figurati. - Scherzo.

Ce l'ho avuto. Si chiamava Matisse.

Era un labrador, col pelo molto bello.

Quando è morto, è stato troppo doloroso e non ne ho più voluti.

Poi mi sono sposata...

Tu, invece?

Cani? Non ne ho mai avuti.

Ma, dico... Mogli, fidanzate? Altri animali domestici?

Il massimo che ho avuto sono stati due pesci rossi.

(SQUILLI DI CELLULARE)

Scusa.

Torre di controllo. Spento!

Se hai da fare, andiamo.

No, figurati. Almeno nel weekend!

- Ma com'è questo posto?

- È bello.

È particolare.

Se cancelli qualche schifezza...

Cancellata.

E dopo, cosa c'è?

Noi siamo in un boschetto. Oltre il boschetto c'è un prato.

In fondo ci sono degli alberi e un casermone.

Di qua natura, natura, natura.

Boschetto, e da questa parte...

Un vecchio furgone coperto da piante accanto a una 500 ridotta malissimo.

Sembra un quadro.

Pensa che a 13 anni volevo fare la pittrice.

Ho provato acquerelli, tempere...

Da mia madre devono ancora esserci le mie "opere"...

Credo terribili!

E tu? Che facevi a quell'età?

Io, a 13 anni?

Oltre a misurarmi il pisello con gli amici?

Ti dispiace parlare di te, vero?

No, preferisco fare domande.

Domanda, allora.

(TEO SORRIDE)

La birra.

Ma quando ti è successo? Quand'è che sei...

Quando hai perso la vista?

A 17 anni.

Ma è stato graduale.

Finché una mattina non mi sono svegliata e...

Non vedevo neanche la sagoma dell'armadio.

Cazzo.

Non vedi niente ora? Nero?

No, nessuno vede nero.

Qualcuno addirittura vede bianco.

Io vedo dove sta la luce, se è forte.

Un pò come quando tu chiudi gli occhi.

- Non è un pò troppo umido qui? - Zuppo, direi.

Non lo so, io forse...

Preferirei non aver mai visto.

Ma sei matto?

Io so che cos'è il mare, cos'è una montagna...

Uno sguardo...

Ricordo la faccia dei miei genitori, la faccia di mio fratello...

La mia.

E com'è?

Io?

Piccola.

Il bello è che non invecchiano mai.

Chi?

Le facce.

Anche quella di mio padre non invecchia mai.

Se n'è andato che avevo sei anni.

Mi ha lasciato solo questo cognome di merda.

E una foto. Mai più rivisto.

Mia madre si è risposata con uno.

Con "uno"?

Non andavamo molto d'accordo.

Hanno fatto due figli.

Lei si è occupata di loro, io ero il più grande.

Lui mi voleva fare da padre ma io non lo sopportavo.

Mi chiudeva in un ripostiglio buio.

Per punizione.

Una volta, per poco, non lo ammazzo con un bastone.

A 14 anni mi hanno mandato in un collegio.

E poi...

Sono venuto qua, ho fatto l'Università,

l'ho mollata e ho iniziato a lavorare.

Non sei mai più tornato a casa?

Sì, a Natale, se capita.

Non glielo hai mai perdonato.

A mia madre?

Un mese fa è morto suo marito.

Io non sono andato.

Lo sai che ore sono?

Sara e Giovanni hanno chiamato otto volte.

- Scusami, ho fatto tardi. - Che è successo?

Paolo è stato rapito dagli alieni

o hai dovuto fare la respirazione bocca a bocca al tedesco?

Perché non mi rispondi al telefono?

- Che vuoi che ti dica? - La verità. Una volta si può?

Sto facendo volontariato.

- Tu? Volontariato? - Sì, con una cieca.

Ogni tanto le do una mano, poverina.

Proprio oggi dovevi aiutarla?

Rimando da un mese, dovevo portarla a prendere delle piante.

Pensavo di fare in tempo.

Perché hai inventato la storia del tedesco?

Perché non mi avresti creduto.

Sei un cretino. Tieni.

Nadia?

- Ciao. - Eccoti.

- Sei venuta da sola? - No, con mia madre.

- E dov'è adesso? - L'ho mandata via.

Il bastone l'hai portato?

Me lo sono dimenticato.

Non puoi farti accompagnare per tutta la vita.

Dai, vado a prendere un altro bastone.

No, dai, ti prego.

Per favore, Emma.

La prossima volta, promesso.

- Dai. - Va bene, attaccati.

Ci sei?

Allora, qu'est-ce que tu as fabriqué dans le weekend?

- Moi? - Oui.

Je suis sortie avec un ami.

- Cieco? - No. Ci vede benissimo.

(Emma) Il n'est pas aveugle.

- Pas...? - Aveugle.

(Emma) Fa il pubblicitario. C'est un publicitaire.

- (Nadia) Publicitaire. - (Emma) Attenta, c'è un palo.

(Emma) E toi, en revanche, qu'est-ce que tu as fait?

(Nadia) Rien.

L'ile la plus importante de la Polynesie.

(Nadia) Haiti?

(Emma) Presque. Il manque un "T".

- (Nadia) Un "T"? - Oui.

- Je ne sais pas. - Allez, l'ile de Gauguin!

Non mi frega niente della Polinesia.

Peccato, è nel programma d'esame.

Il programma è per quelli che ci vedono.

Non ti piacerebbe andarci?

Ma dove? A fare che?

Non iniziare coi tuoi racconti supereroici.

Ma che cavolo dici?

Che voglio tornare a casa.

Accompagnami.

Emma?

Dai, per favore.

- Lo vuoi un gelato? - Non ho tre anni.

- Quattro? - E non sono tua figlia.

No, non lo sei.

Meno male che hai avuto la decenza di non fare figli.

Se fossero venuti, li avrei.

Si chiama Nadia. Viene da me due volte a settimana.

Le do lezioni di francese.

- Quanti anni ha? - Quasi diciotto.

Non vuole andare a scuola, si vergogna di usare il bastone.

- Si è completamente isolata. - Sarà incazzata con il mondo.

Sì, questo è il momento peggiore.

- Sicuro di non averlo già passato? - Oddio, aspetta.

Ha un'insegna blu.

(SQUILLI DI CELLULARE) Scusa, è il lavoro.

Non stacchi mai.

Adesso lo spengo. Dimmi, Andrea.

Lasciate stare il giallo e ingrandite i caratteri.

Io la lascerei in basso a destra.

Ok, ciao.

Borsetta arancio corredata con borchie in gomma nera.

Poi un foulard grigio arricchito di stelle...

Smettila!

Dimmi se c'è un vestito con del turchese a vita alta.

Stile impero?

Sì.

Sei il primo maschio che sa cos'è lo stile impero.

Sono un pubblicitario, non so se mi spiego.

Adesso sta andando in bicicletta per una strada di campagna.

Si è fermato davanti a una villa.

Apre il cancello...

E entra.

E c'è un cane...

Non è un orso che abbaia.

Un pò orso è.

E...?

E lui? Lui chi è?

Mi sono distratto.

- Dormivi. - No.

Shh.

Vi trattano bene! La dura vita dell'organizzatrice di eventi.

(Greta) Ha parlato il metalmeccanico. Sabato arrivo alle 23, vieni a prendermi?

Se non sono di turno alla pressa...

(Greta) Cretino! Hai il volontariato?

Mi devono confermare. Credo di sì.

Ma organizzo qualcosa di carino per la serata, va bene?

No, è solo una libera associazione sui colori.

Anche per me il kamut è rosso.

Il grano dei faraoni, i tramonti sul Nilo...

Ma perché non partiamo dallo strallo che non è un cracker né un grissino,

e puntiamo sul biologico?

che non ne esistano di simili?

Tutti e due.

Così rischiamo di fare confusione.

O è tradizionale, o è innovativo.

Basta con questa storia che tutto l'antico è sano.

Mi sono rotta delle ambientazioni campestri

e degli uccellini cip cip.

- (Teo) Ho fatto! - (Patti) Ma sei un campione!

(Emma) Stappiamo il vino, quello tuo?

- (Teo) Sì, quello bianco. - Prendo io. - Sì.

Che bollente!

E questa cos'è?

(Emma) La palla da baseball! Ma dov'era?

Sotto al lavandino. È bucata. Suona.

Se non suona come faccio a giocare?

- Tu giochi a baseball? - Sì, ed è anche bravissima.

Ho trovato il mio sport. Prima facevo vela.

- Anche io, ma che fatica! - (Emma) Tutti i weekend...

Mi prendete per il culo o no?

(Patti) Allora, questo vino?

Questo è buonissimo, sono due vitigni.

Se li indovini, lavo io i piatti.

- Assaggia questo. - Aspetta.

Buono.

Oggi perfetti.

Uno è Sauvignon.

- (Emma) Un bicchiere per la cuoca? - Ecco.

Il secondo... mah.

- Allora? - Non saprei.

- Oh, cazzo. - Cosa c'è?

- Un topo. - Un topo? - Un topo.

- Sei sicuro? - Sì, sotto i fornelli.

(Patti) Coccodrilli, piranha, tutto, ma i topi no!

- Come ha fatto a entrare? - Chi se ne frega, usciamo noi!

- L'hai visto davvero? - Sì, è andato sotto i fornelli.

Allora c'è tutta la famiglia. Io la notte coi topi no.

- Ho paura, vado in albergo. - State calme.

È un topolino di campagna. Non succede niente.

Quanto piccolo? Così o così?

Aspetta. Eccolo! (GRIDANO)

Scherzo. Adesso stavo scherzando.

Eccoci.

(Patti) Teo, ci hai salvate.

Solo per non perdere la cena, che sia chiaro.

- A destra c'è l'appendiabiti. - Chiudo la porta.

Le valigie mettetele a terra. Io appoggio questi.

- A terra? - Sì.

- Che bel calduccio. - Sì.

Siete pronte per la visita guidata?

Allora, siamo nel soggiorno.

A destra c'è un divanetto.

Carino, finta pelle.

Invece di qua... attenta che il tavolo è in ferro e in legno.

Il tavolo da pranzo.

Biancherie!

Invece, a sinistra, c'è la cucina.

Che succede? Ti sei fatta male?

Ma cos'è? Una sedia trasparente?

Ma ti pare il caso?

Ma che casa!

Vieni assieme a noi.

Qui c'è un salottino, con un divano.

- Dove dormiamo noi. - Dove dormo io.

(Patti) Teo, domani parto.

- Non fare il letto. - Figurati.

Non è un divano letto, neanche c'entrate.

Voi dormite in camera da letto.

Però devo mettere in salvo Orazio.

Il tuo gatto?

Una specie, ma invece di sporcare, pulisce.

(Emma) Che bello, lo voglio anch'io.

- (Emma) Cos'è? - (Patti) Senti.

Un piccolo carro armato.

È un robot aspirapolvere.

Senti, sembrano ciglia giganti.

Questo è un bernoccolo?

- No, è il suo occhio. - Ah.

Con questo lui fa una mappa della stanza, così sa bene dove muoversi.

Beato lui.

Mi sta già sulle balle, questo Orazio.

Orazio, tranquillo che sono buone, non cattive.

Il vino bisogna metterlo in frigo, eh.

- Sennò si scalda. - Lo prendo io.

Seguitemi.

Andiamo in cucina.

Vado troppo forte?

No!

Tieniti meglio!

Tutto bene?

Mi ero dimenticata com'è bello andare in moto.

Sono contento, bene.

Lo levo io?

Grazie.

Oh. Ecco, attenta.

Ma... il portone?

È qui di fronte a te.

- Perfetto. - Però stai attenta alla ruota davanti.

Grazie.

Ecco.

Ma tu stasera?

Tu fai le tue cose. Le chiavi me le hai date.

- Capito quale apre? - Tutto chiaro.

- L'indirizzo? - Me l'hai detto prima.

Smettila, dai! Ci vediamo dopo cena.

- Ciao! - (Emma) Ciao!

Buon lavoro!

(STEFANIA ANSIMA)

Sai perché... funziona così bene tra noi?

(ANSIMANO) Niente interferenze.

C'è solo... piacere,

desiderio,

sesso.

- Oh. - Perché, con tuo marito che c'è?

Tutto quello che ti annoia.

Emma?

Emma, ci sei?

Non c'è.

(VOCI DALLA TV)

(SEGNALE ACUSTICO SMS)

(TEO TOGLIE L'AUDIO ALLA TV)

(TELEFONO SUONA LIBERO)

(BRUSIO DAL TELEFONO) (Emma) Teo? Tutto bene?

Sì, certo. Tu?

Ah, ok.

E allora... buona serata.

La ditta. Domani posso tornare a casa.

Hanno già fatto?

Aveva ragione Patti!

(ridendo) Va bene, perfetto.

(EMMA RIDE)

(VOCI NON UDIBILI)

(RUMORE)

Teo? Sei qui?

(Teo) Buongiorno.

Buongiorno.

- Oddio.

- No.

Niente baseball, oggi. Due allenatori su due malati.

Vuoi del caffè? Fatto ora.

- Sì, grazie. - O preferisci...? - Caffè va bene.

- Zucchero? - Uno, grazie.

Da quanto sei sveglio?

Un paio d'ore.

Come mai? Sono tornata alle 3.

E com'è andata?

Ti sei divertita con il tuo amico?

(Emma) Molto.

Mi stai guardando?

- Sì. - Dai.

Non c'è da mangiare?

No, faccio sempre colazione al bar. Non c'è molto.

A meno che tu non voglia macedonia di pesche sciroppate e gamberetti.

(EMMA RIDE) Oddio.

Ho interrotto qualcosa?

Con Thierry?

Ma va, è un caro amico! Era il testimone di nozze di Jerome.

È qui per un paio di giorni. Non ci vedevamo da anni. Ma no.

Lo devi rivedere questa sera, oppure vuoi uscire?

Sei libero di sabato sera?

Mah, mi libero.

Certo che... io ho veramente fame.

"Spezia preziosa conosciuta fin dall'antichità in Medio Oriente."

Sì.

"Si ricava dagli stimmi essiccati e macinati

del 'Crocus Sativus', pianta..."

Ti ho detto di leggermi gli ingredienti, non la storia.

Va benissimo. Riso ce l'abbiamo, zafferano pure.

C'è.

- Cipolla sì. - Sì.

(Emma) Chiodi di garofano... Che manca?

- (Teo) Un dessert, no? - (Emma) Va bene.

Allora, eccoli qua.

Panna cotta al caramello, crème caramel, profiteroles e tiramisù.

- Profiteroles! - Profiteroles?

Sì.

Leggi gli ingredienti.

- Ancora? - Sì.

- Facciamo in un altro modo. - Ma che fai?

- Mmh. - Lo apri?

- L'hai aperto? - Senti l'odore.

- Senti quanto è buono? - Ma...

- Senti? - Ma sei scemo?

Greta.

Ehm, lei è Emma.

Sei uno stronzo, io un'idiota.

(Greta) "Faccio volontariato, aiuto una povera cieca." E io...

- È lei! - Vaffanculo!

Vaffanculo!

Greta, aspetta un attimo. Greta!

Emma?

No.

- Cosa fai? - Vado a casa.

Ti accompagno.

- La povera cieca non ha bisogno di aiuto. - Non l'ho mai detto.

- Quella era la tua fidanzata? - Non è così.

E perché si è messa a urlare?

- Non lo so. - Perché... - Non lo so.

Ma... levati!

- Voglio chiudere! - Hai le cose da me!

Mi ascolti un attimo?

- Che facciamo? - (Emma) Andiamo.

- Fammi andare. - Che faccio?

- Mi metto in ginocchio? - Ahi!

La volete smettere?

(Emma) No!

(ANSIMANO)

(GEMITI)

Hai la faccia felice.

Mmh.

Anche il corpo.

Tu? Come stai, bene?

Molto.

Chiudi.

Mi addormento.

Così ti posso guardare finché mi va.

È un pò che volevo farlo, sai?

Ah, sì? Da quando?

Shh.

Quello è il pomo d'Adamo.

Ah sì, quello è il pomo d'Adamo.

Non sei il primo uomo della mia vita.

No?

Ah, no?

No? Eh?

Dove hai messo la mia maglietta?

Io? Dove l'hai messa tu.

- Rimani senza. - No!

- Ti guardo. - Devo andare in bagno.

Appunto.

Mi metti in imbarazzo.

Allora...

Vado bene?

(Teo) Sì.

(TEO SOSPIRA)

(RUMORE)

(Emma) Sai che pensavo?

(EMMA RIDE)

Con i gamberetti e le pesche sciroppate possiamo fare la pasta! Eh?

Che dici?

Dormi?

Dove sei?

Sono qui.

(EMMA SOSPIRA)

- Tutto bene? - Sì.

Sì.

Pasta con pesche sciroppate e gamberetti: mi sembra un'ottima idea!

Che fame!

Eccoci.

- Vuoi che ti accompagno? - No. So la strada.

- Allora ti passo a prendere alle 8? - Sì. Ti aspetto.

A dopo.

Ciao.

(SQUILLI DI CELLULARE)

(RUMORE DELLA SERRATURA)

- Patti? - Oh!

- Ah, ma sei qui? - Sì.

- Non dovevi uscire con Teo, tu? - Sì, ma non arriva.

Il concerto è cominciato da mezz'ora. Irraggiungibile. Ho lasciato due messaggi.

Sei preoccupata?

Sarà davvero stronzo.

Forse si è addormentato. A un mio fidanzato è successo.

Abbiamo fatto l'amore stamattina.

Perché lo dici così?

È andata male?

No, anzi.

Ma è fidanzato. Cioè, forse. Non lo so.

Perché lui dice che è finita, e io non ci credo più, ecco.

Ha una fidanzata?

(sussurra) Non lo so.

È arrivata una urlando.

Dove? (EMMA SOSPIRA)

Al supermercato.

Ma che gran pezzo di merda! E tu cosa stai facendo seduta qui?

Cosa devo fare?

- Andiamo! - Ma dove?

(Tassista) Sono 15,80.

- Questo è il 28?

- Ma se risponde, cosa gli dico? - Scusi, può farci un favore?

Ci schiaccia Moscone?

Vi devo schiacciare un moscone? Che vuol dire?

Al citofono. Se ci suona Moscone. Si chiama così.

- Sì. - Sì.

- Grazie.

Non preoccuparti.

Greta, ti ho detto che vengo.

Quando?

È così importante?

Teo, mi ascolti quando parlo?

Sono due ore che spiego quanto conti per me vivere insieme.

Dopo due anni non hai capito?

Ti ho già detto di sì. Ho detto che va bene.

Sì, ma quando?

(CITOFONO)

Chi è?

Non lo so.

Chi è?

- Teo?

Sono Emma.

Non sento.

- Sono...

- So... Teo?

- Siamo noi.

Non sento. Pronto?

- Chi è a quest'ora? - Non lo so, uno scherzo.

- (Patti) Che dici, stronzo! - (Emma) Shh!

(Patti) Ha messo giù.

per cortesia?

- (Tassista) Sicura? - (Patti) Sì.

(Patti) Schiacci.

- Pezzo di merda. - Schiacciato.

(Patti) Non risponde.

Patti?

Patti!

(Tassista) Andiamo. Che figlio di mignotta.

Siamo sul Lungotevere?

Sì.

Dopo il sottopassaggio, mi può lasciare al primo semaforo? Grazie.

(Patti) Che hai?

Niente.

Ho solo voglia... di fare due passi, ecco.

Mi dispiace, non mi immaginavo...

Vai, Patti.

(FRENATA, CLACSON)

(RUMORE) Ahi!

Ahia!

(VERSI DI DOLORE)

Cazzo!

(Allenatore) Avanti. Eccola.

Così, dai. Posizione.

- Emma. - Cazzo.

Senza fretta, ok?

(Giocatore) L'hai mancata!

(Allenatore) Più avanti. Più a sinistra.

Un passo avanti.

(Giocatrice) Emma, una delle tue solite bombe!

Oh! Dai, Emma!

(Nadia, in francese) Niente, te l'ho detto.

(in francese) Ero a casa con i miei genitori.

A rompermi le palle.

(in francese) C'era la torta? Com'era? Aveva le candeline?

(in francese) Non ho mangiato.

(in francese) Ti ho preso un piccolo regalo. Tieni.

(in francese) Cos'è?

(in francese) Buon compleanno.

Tanti auguri.

Hai capito cos'è?

Un rossetto?

(in francese) Sì, un rossetto.

Rosso ciliegia.

La tua mamma ha detto...

La rincoglionita non ha detto che non li uso più?

Piccola, questo è facile da usare.

Non li uso più!

- Prendilo tu.

- È un regalo.

Veramente, dai.

- È un regalo. - Per favore, non lo voglio!

Ma lo sai che sei proprio stronza, eh?

E tu, allora?

Un rossetto? Mi dovrebbe servire a fare ancora più pena?

Perché dici così? Credi di essere l'unica a cui è successa una disgrazia?

Io non ci credo alle favole, non sono come te!

- Io credo alle favole? - Sì!

La cieca e il pubblicitario. Ma quanto durerà?

Allora sai cosa devi fare? Vai a casa, apri l'armadietto del bagno,

e ficcati in gola tutte le pasticche che trovi.

Non fare come me. Non aspettare in bagno.

Vattene in cantina.

Vai dove cazzo vuoi. Nasconditi, così non rischi...

che ti salvano con la lavanda gastrica.

(RUMORI DI TRENO DALLO SCHERMO)

Buongiorno.

No.

È già Natale?

Ciao, Lucio.

- La mamma? - Non c'è. La vedi?

Altro?

Eh?

Altre informazioni?

Che stronzo.

Che ci fai qui?

Non sapevo aspettassi un bambino.

Già.

(SQUILLI DI CELLULARE) Come facevi a saperlo?

(Lucio) Lasciaci in pace!

Mamma sa che sei qui?

No.

Quanto manca?

Sei settimane.

È una femmina.

- Diventi nonna. - Sì.

Visto com'è bella tua sorella?

Sì, è bella.

Si è addolcita.

E tu, Matteo?

Io cosa, mamma?

La tua ragazza.

È quella di cui mi hai parlato a Natale?

Sì.

Vivete insieme?

Vi piace stare da soli?

No.

Ma le vuoi bene?

(Nadia) "Qu'il finisse."

"Que... que nous... finissions."

"Que vous finissez."

"Que vous finissiez."

(SQUILLI DI CELLULARE)

"Que vous finissiez."

Scusa un attimo.

(Emma) Dimmi.

Perché non rispondi?

(SOSPIRA) Teo, cosa vuoi?

Devo vederti. Posso passare da te in studio?

Non sono in studio.

Non sono a casa, e non sono in studio. Sono partita.

Sono in Francia.

Da tua madre?

Quando torni?

Non lo so.

Emma, ti prego, devo vederti!

Ma io no! Non ti voglio più vedere, hai capito?

Ma perché? Solo parlare!

Perché non voglio saperne più niente di te! Basta! Vaffanculo!

Eccomi.

- Riprendiamo. - Dall'inizio?

(Emma) Sì.

"Que je finisse, que tu finisses, qu'il finisse."

Sì.

(Nadia) "Que nous finissions, que vous finissiez."

(SQUILLI DI CELLULARE)

"Qu'ils finissent."

(EMMA SOSPIRA) Sì.

Brava.

(SQUILLI DI CELLULARE)

Non si arrende, eh?

(EMMA SOSPIRA)

Dai.

(CELLULARE)

(Madre) Pronto?

la macchina in centro.

e c'è quell'insegna che ti manda giù.

(TICCHETTIO DEL BASTONE)

(Tassista) Aspetta un attimo.

Ha bisogno di una mano?

Sì, mi servirebbe un taxi.

Questo è il mio taxi.

Aspetta. Ti richiamo. Ciao.

(Tassista) Dove?

Mi porta a questo indirizzo?

Sono 18,70.

- Tenga il resto. - Grazie.

Vuoi una mano?

No, basta che mi dice dov'è il portone.

Sta proprio qui di fronte a... Aspetta che ti aiuto.

Manca molto?

Qualche metro.

Allora... Grazie, continuo da sola.

- Sicura? - Sì, grazie.

- (Nadia) Dritto? - (Tassista) Sì.

- Arrivederci, grazie. - Arrivederci.

Posso aiutarti? Cerchi qualcuno?

Sì, Teo.

Non so il cognome.

Teo?

Sì, ehm...

Mi dispiace, ma al momento è impegnato con dei clienti.

- Posso riferire qualcosa? - No, devo parlarci di persona.

- Ci vorranno un paio d'ore. - Ok, aspetto.

Come vuoi.

Ti faccio sedere, ok?

(NADIA ANNUISCE)

Qui c'è una poltrona.

- Grazie. - Prego.

Scusa, Teo, c'è una persona che vorrebbe...

Dopo.

(Vittorio) Immagini da mille parole.

(Paolo) Trovato?

Eccolo.

Abbiamo semplicemente apportato le modifiche che ci avete chiesto.

Mi spiace, ma lo spot così non va.

Manca la parte informativa.

Allora mettiamoci un voice over con le info mancanti.

(Paolo) Ma la gente adesso le cerca su internet.

Mi scusate un momento, per favore?

(Cliente) Non tutti usano internet.

(Vittorio) Appunto.

(Teo) Chi sei?

Sei Teo?

Sì. Tu sei...?

Nadia.

- Ti ha chiesto Emma di venire? - No, lei non sa niente.

Lei non è in Francia.

Però questa volta devi essere sicuro. Hai capito?

(Paolo) Teo?

Ohi. Ma che hai?

Ti stiamo aspettando. Dai.

Andiamo, forza.

Scusi, eh.

Dov'è?

- Teo, andiamo, forza. - Aspetta.

- Aspetta cosa? - Dopo ti spiego.

Cosa mi spieghi?

- (Uomo) Buona serata. - (Emma) Aspetto Antonia.

- (Uomo) Ciao. - (Donna) Ciao.

- Ciao, Emma. Alla prossima. - Ciao Filippa.

Sei tu?

No, sono un altro.

Teo, non ho voglia di giocare.

- Cosa vuoi? - Non sto giocando. Mi ascolti?

Perché dovrei? Ti senti in colpa?

Ti vuoi scusare? Va bene, sei scusato. Ciao!

- Emma, non ce la faccio senza di te. - Senza una povera cieca?

- Dai, ti prego, smettila! - Eh?

Una che si mette a parlare col cuscino pensando sia tu?

Che devi accompagnare dappertutto, perfino al cesso?

Che devi aiutare a attraversare la strada?

Smettila!

Smettila.

Teo, non può funzionare, e lo sai.

Non è vero. Ce la faremo, fidati di me.

Fidarmi di un bugiardo che tempo fa si è occupato di ben due pesci rossi?

Emma, io voglio te! Voglio stare con te!

Lasciami stare!

Emma!

(VOCI INDISTINTE)

(Teo) Emma?

- (Antonia) Che succede? - (Teo) Emma?

- (Antonia) Lei chi è? - (Teo) Cerco Emma.

- (Antonia) Esca! - (Teo) Emma?

- (Antonia) La smetta! - (Uomo) Che c'è?

- (Donna) Farà parte del percorso. - (Uomo 2) Antonia?

- (Antonia) Arrivo. - (Teo) Emma, sto qui.

(Donna) Emma, lui sta qui.

(Antonia) Ma no, venga con me!

- (Teo) Mi lasci! - (Antonia) Mi sta staccando i bottoni!

- (Teo) Mi scusi. - (Antonia) Venga, o chiamo la sicurezza.

(Emma) Antonia, aspetta.

(Uomo) Allora c'è!

(Antonia) Emma, ma lo conosci? Chi è?

- (Uomo 2) È una messinscena? - (Uomo) Ci stanno mettendo alla prova.

- (Uomo 2) Ma come?! - (Donna) Fatemi sentire!

(Teo) Emma, dove sei?

(Emma) Shh, sono qui.

(BACI)

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