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Zulu
"SLOBO! SLOBO! SLOBO!"
Questo è l'uomo la cui campagna nazionalista
è ritenuta responsabile per tutte le guerre in Jugoslavia.
Slobodan Milosevic.
Allora vinceremo.
Nonostante, che oggi come una volta...
I nemici interni si alleano con i nemici esterni
contro la Serbia.
A loro diciamo:
Non abbiamo affatto paura, faremo ogni battaglia!
Mi stavo chiedendo: "Se continuiamo così...
che cosa rimarrà della Patria?"
Lui insisteva;
ha forzato questo approccio
e noi lo imporremo a tutta la Jugoslavia.
È assurdo, nel corso degli eventi successivi,
Eravamo NOI quelli accusati di nazionalismo!
"Entriamo in ogni battaglia...!"
"con l'intenzione di vincerla!"
LA MORTE DELLA JUGOSLAVIA
L'INGRESSO DEL NAZIONALISMO
Nel 1980 Maresciallo Tito fece il suo ultimo viaggio
attraverso la Jugoslavia comunista. Paese che lui aveva creato.
Per 35 anni mantenne unite le sei repubbliche Jugoslave con la mano di ferro.
Qualsiasi accenno di nazionalismo da parte dei Serbi, Croati,
Musulmani, Macedoni o Sloveni, venne schiacciato.
Chiamò questa strategia politica "Fratellanza e Unità".
Sette anni dopo la Jugoslavia era ancora unita.
Gli eredi di Tito mantenevano sepolti i rancori tra le varie etnie.
Nella Repubblica Socialista della Serbia, Milosevic era la mano destra
del Presidente, Ivan Stambolic.
La tragedia Jugoslava ebbe iniziò quando Milosevic si voltò contro il Presidente.
Sono riuscito a evitare tutte le trappole.
Milosevic non era una trappola messa da qualcun altro.
L'ho scelsi io.
La storia ebbe inizio in Kosovo.
La provincia più povera della Serbia, al confine con l'Albania.
I compagni mi stavano di nuovo spingendo di andare in Kosovo.
Mi sono impegnato di mandare Milosevic ad incontrarli.
Il Presidente delegò al suo funzionario più fidato il compito
di calmare il conflitto etnico che si stava acuendo.
I funzionari comunisti della zona, per la maggior parte di discendenza albanese,
dovettero affrontare un gruppo di nazionalisti serbi.
Milosevic si riunì con i funzionari del Partito
e con degli esponenti industriali.
Non prende in considerazione nulla al di fuori della nomenklatura.
Noi nazionalisti di Kosovo Polje non gli avremmo permesso di venire.
Ogni altra strategia basata sull'odio tra le nazionalità,
sulla diffusione dei rancori etnici
non potrà mai essere una strategia progressista.
Compagno Presidente, sono 12 anni che aspetto
conosco a Azem Vllasi, conosco queste persone!
Anche il Partito sa chi sono, sono 12 anni che aspetto...!
Noi del Comitato Centrale dei Comunisti della Serbia riconosciamo
di non essere sodisfatti della velocità con la quale si lavora sulla questione.
Milosevic tenne un discorso
in linea con la funzione che allora svolgeva.
Era il presidente dell'Unione dei Comunisti della Serbia
Mi sono avvicinato al palco e gli dissi: "Signor Presidente!"
Perchè anch'io ero il membro del Partito.
Gli dissi: "Compagno Presidente, lei ha tenuto un monologo."
"Non l'abbiamo invitata per questo. Vogliamo parlare con voi."
E lui disse: "Va bene. Facciamo questo venerdì?"
E la folla rispose:"Facciamolo!"
- "Venerdì alle 17h?" - "Va bene!"
- "Viva la Fratellanza e Unità della Jugoslavia!" - "Viva!"
Avendo accettato di incontrare i nazionalisti,
Milosevic stava violando le linee guida della Jugoslavia di Tito.
Perloppiù nella zona più sensibile della Serbia.
Kosovo non è una parte qualunque della Serbia,
Kosovo è il cuore della Serbia.
Tutta la nostra storia si trova in Kosovo.
Tutti i nostri monasteri si trovano in Kosovo.
Nel 1389, sulla Piana dei Merli [Kosovo Polje ndt],
Re Lazar della Serbia condusse l'esercito nella battaglia,
per cercare di contrastare l'avanzata dell'Islam.
Sei secoli dopo la televisione serba ha riattuato la loro eroica sconfitta.
Fino a quel momento, la maggior parte dei Serbi hanno abbandonato questa provincia desolata
Però le comparse nel ruolo degli infedeli si trovavano in abbondanza.
La maggioranza degli abitanti del Kosovo erano musulmani albanesi.
I pochi Serbi rimasti sostenevano di essere stati cacciati via dal loro antico Regno.
Senza battere ciglio, la Serbia credeva
alle storie sulle atrocità albanesi, per quanto incredibili potessero risultare.
In quelle circostanze, la presenza di qualsiasi personaggio pubblico serbo
che avrebbe dato ragione al popolo serbo di doverlo proteggere,
di affermare l'uguaglianza tra popoli, che non avrebbe permesso le violenze sulle ragazzine,
gli incendi delle case, le profanazione dei cimiteri.
Ha dovuto agire in modo fulmineo.
Milosevic adesso ebbe l'opportunità di sfruttare la questione kosovara.
Invitò i suoi consiglieri più fidati.
- Su questo Milosevic rimase zitto, mentre noi continuammo a bisticciare.
Lui aveva il quadro più completo della situazione, e la maggior reponsabilità
non lo vedevo preoccupato, però ci pensava molto.
Ci stavamo consultando se permettergli di parlare o se doveva affato farlo.
Ritenevo che doveva parlare in modo chiaro, per offrire il sostegno ai Serbi kosovari,
La situazione in Kosovo era insostenibile. La gente è stata privata dei diritti.
Non abbiamo mai preso in considerazione
di permettere che chiunque venisse discriminato in questo Paese.
Il capo dei Comunisti di Kosovo sentì che Milosevic stava pianificando qualcosa.
Milosevic mandò il suo segretario privato,
la persona che faceva i lavori sporchi per Milosevic.
Ha incontrato il capo dei Serbi kosovari,
e gli disse cosa fare
Non avevamo altro tempo, solo tre giorni per organizzare tutto!
Ci siamo organizzati per zone, per incontrare le persone,
e abbiamo indicato a tutti i ragazzi che sanno menare le mani di portare tutto il necessario!
Abbiamo portato due camion pieni di pietre per allargare i marciapiedi
Era per allargare i marciapiedi, non per la polizia.
E stava lì, nel caso ne avessimo bisogno.
Milosevic venne a prendermi in macchina,
la folla era già agitata...
fino al momento in cui siamo arrivati.
Il capo del Partito Comunista kosovaro ha affiancato Milosevic
incerto a cosa andava incontro.
Lasciateli passare, il compagno Presidente Milosevic gli ha permesso di entrare.
Uno alla volta!!
Quando l'incontro ebbe inizio,
un serbo dopo l'altro sosteneva che gli albanesi in Kosovo gli avevano reso la vita insostenibile.
"Voglio vivere qui dove mia madre mi ebbe"
"voglio che i miei figli vivano qui, che ci sia la mia tomba"
"se devo andarmene, sono disposta a morire!"
Fu la prima volta che sentì lo slogan: - Etnicamente pulito
Allora si trattava di Kosovo.
Il loro obiettivo era il Kosovo etnicamente pulito.
Le persone venivano ammazzate, cimiteri dissacrati, monasteri incendiati, frutteti, campi...
L'esodo dei Serbi del Kosovo ebbe inizio.
Continuavo a suggerire a Milosevic:
"Stanno mentendo tutti."
L'atmosfera era tossica
Più ci insultavano, noi Albanesi, più si applaudiva
O fermiamo l'esodo, o si inizia a rientrare,
le persone torneranno alle loro case, oppure dobbiamo andarcene tutti quanti.
Vogliamo solo rimanere a vivere qui,
ma non in questo modo! NO e NO!!
E adesso noi abbiamo iniziato con la riunione,
gli altri entrarono, e fuori si sentirono dei rumori come questi...
Non avevamo idea di cosa stava accadendo.
Una zuffa ebbe inizio fuori tra i Serbi e la polizia kosovara.
Tutto andava secondo i piani.
I nostri si sono dati alla fuga e la polizia si mise ad inseguirli
fino a quando i nostri raggiunsero i cumuli si pietre
Quando gli si voltarono contro,
nessun poliziotto ne uscì senza un "regalo" delle masse popolari.
Sulla testa, sull'elmetto, sulle spalle...
Ci avicinammo a Milosevic
e gli dissi: "Là fuori la polizia sta picchiando il nostro popolo."
In quel momento non poteva passare la patata bollente più a nessuno.
Fece l'uscita, sicuramente si sentiva molto a disagio e impaurito,
era spaventato perchè capiva i rischi della partita che si stava giocando lì.
Inizialmente esitò per un po'...
...nella sua tipica posa
- Compagni!
- Compagni!
Questo fu il momento decisivo per Milosevic.
Fummo maltrattati dalla polizia, picchiano donne e bambini
Gli Albanesi si sono infiltrati tra noi, siamo stati picchiati!
Con permesso, grazie...!
Ci stanno picchiando!
Quello che disse Milosevic, cambiò tutto.
Nessuno vi picchierà mai più!
Quella sera la TV serba rese Milosevic leggendario.
Serbia assistette a Milosevic che stava difendendo i Serbi in Kosovo.
A nessuno sarà permesso di picchiarvi mai più!
Abbiamo fatto quel servizio per la nostra solita programmazione,
abbiamo tre canali.
Milosevic era molto sodisfatto del nostro punto di vista
perchè era convinto di aver fatto tutto quello che c'era da fare.
Lei, come Presidente, come piò permettere che la polizia alzi la mano sul popolo!?
Compagne e compagni!
Dobbiamo sentire le deposizioni di tutti i vostri delegati.
Al pubblico in Serbia non venne mostrato il modo in cui i Serbi provocarono la polizia.
Il mito di Milosevic si basava su una menzogna.
Milosevic rientrò da Kosovo spaventato, a testa calda,
Ne abbiamo discusso tra pochi intimi,
era patetico, gridava: "Si tratta della nostra Madrepatria!"
Milosevic venne accusato di aver abusato della politica del Partito.
Stambolic allora fece la domanda: "Perchè Milosevic parlò con quei toni in Kosovo?"
Milosevic disse: "Qualcosa deve cambiare"
Perchè il potere viene detenuto dai Shiptari [dispregiativo per Albanesi, ndt]
I Serbi non si trovano più nelle cariche istituzionali.
Gli Albanesi erano il problema, le loro ingerenze avevano innalzato Kosovo
conferendogli praticamente lo status di una Repubblica federale.
Mentre quelli che detenevano il potere, potevano inseguire un obitettivo di stampo palesemente nazista.
Mi chiedevo durante quell'incontro...
"Se continuiamo così, cosa rimarrà della Patria?"
Allora ho capito che non solo i suoi metodi erano diversi.
Che in realtà si stavano formando due strategie diverse nei confronti di Kosovo,
e due politiche diverse riguardo la risoluzione dei problemi nelle Republiche e nelle Provincie.
La distanza tra noi diventava sempre più grande.
Il Presidente della Serbia cercò di evitare uno scontro aperto col suo vice.
Allora il il terzo uomo più potente del Partito fece una critica pubblica.
"Dragisa Pavlovic dichiarò che, ultimamente, in alcune dichiarazioni pubbliche
si nominano certe idee e certi personaggi pubblici apertamente anti-comunisti.
Lo dichiarò in conclusione dell'incontro.
Andai a casa di Milosevic per avere delle informazioni.
Lo trovai completamente rilassato, senza la cravatta,
...ha messo la giacca sportiva pronto per il suo weekend.
Seduto nella poltrona a guardarsi il TG della televisione di Belgrado.
Che cosa ci vuole per farci capire che le dichiarazioni del genere potrebbero innescare dei disordini?
La sua apparizione pubblica non era solo un basso colpo per i Serbi del Kosovo,
ma anche per le riforme in programma.
Appena finita la conferenza stampa, Milosevic si alzò
Ebbe un'espressione decisa e disse: "Questo lo discutiamo lunedì".
Milosevic si consultò col suo consigliere tattico
Suggerì che l'attacco sarebbe la difesa migliore.
Fui categorico.
Gli ho personalmente suggerito di escludere quell'uomo dalla Presidenza.
Uno degli ostacoli era...
...la vecchia nomenklatura dei burocrati alla guida della Serbia.
L'idea gli piaceva,
Però fu evidente che si preoccupava delle sorti di questo piano.
Non sapevamo se partire, si tratta di una decisione cruciale per il Presidente.
Lo spettacolo ebbe inizio alcuni giorni più tardi.
in occasione dell'incontro dei vertici del Partito Comunista Serbo.
Non ci può essere del compromesso qui.
La crisi in Kosovo si acuisce sempre di più ogni giorno.
Ogni esitazione è causa di ulteriori pressioni...
Per mandare via l'uomo del Presidente, Milosevic ha sollecitato ogni voto possibile.
Milosevic mi disse: "Azem, prendimi i voti dei delegati kosovari
"Aiutami con questa cosa"
Gli risposi: "Impossibile!"
In Kosovo, ci aspettavamo dei disordini da parte dei separatisti kosovari.
Però non ce li aspettavamo qui, tra le file del Partito Comunista
Coloro che procrastinano o ostacolano le nostre riforme,
violano le linee guida del Partito, nonostante alcuni lo negano.
Temo che Ivan non abbia potuto resistere all'approccio autoritario
Certo, questa è stata la mia resa dei conti politica
Decisero di mandarmi via.
Con le motivazioni che giocavano a loro favore.
Davvero non capisco. Perchè mi devo vedere etichettato come autoritario?
Questo non è un mio problema personale.
Una volta terminato, Milosevic chiamò a votare
Era tutto successo così in fretta, non sapevano cos'era successo.
Alzi la mano chi è in favore.
Fu indubbiamente una grande vittoria per Milosevic.
Alzi la mano chi è contro la proposta!
"Uno, due, tre, quattro, cinque..."
"Sei, sette otto. Otto contrari"
Mi ricordo Ivan Stambolic seduto in prima fila
durante la votazione rimase stupito
che solo otto delegati votarono contro. Un fiasco totale.
Con le rendini in mano, Milosevic spinse la Serbia
in crociata contro la Jugoslavia.
Rimase coinvolto dall'atmosfera
...e versò della benzina sul fuoco.
Quando si ha a che fare con i Serbi kosovari...
...venne recepito da tutti i Serbi come un grido di battaglia.
Le reliquie di Re Lazar, che morì nella battaglia del Kosovo,
vennero portate in processione attraverso tutta la Jugoslavia,
richiamando i Serbi a ritrovare la loro antica gloria.
Fermeremo la controrivoluzione in Kosovo
Riformeremo il sistema politico
in modo che la Serbia riprenda possesso di tutto il suo territorio!
Serbia dominava la Jugoslavia.
Per ridurrene l'estensione, Tito ne ricavò due Provincie autonome,
Kosovo e Vojvodina, con i propri governi.
Nelle riunioni federali potevano usare i propri voti per allearsi con le repubbliche settentrionali,
Croazia e Slovenia, contro la Serbia.
Milosevic puntò a riprendersi quei voti.
Iniziò qui, dove fece portare dei nazionalisti serbi dal Kosovo.
Non l'abbiamo messo noi al potere. chi lo dice ha torto.
Però l'abbiamo reso più forte e più saldo, è vero.
Attirati da una gita gratis, del mangiare e del bere a sbaffo,
i nazionalisti trasformarono le proteste locali in una rivoluzione popolare,
contro la burocrazia del vecchio regime.
Bastava una parola di Milosevic per raggiungere l'obiettivo.
Questo significa che tutti i funzionaro provinciali verranno rimossi dalle loro posizioni
ai quali giustamente, ripeto, giustamente, le masse votarono sfiducia.
Pur non essendo un traditore,
pur avendo agito con la coscienza pulita,
sono disposto a dimettermi.
Vojvodina diventò il feudo di Milosevic.
Il prosimo bersaglio fu la Repubblica Socialista del Montenegro,
storica alleata della Serbia.
Il vecchio Presidente non potè farci nulla.
Vennè insediato un altro fantoccio di Milosevic.
Magari faranno finta di non aver sentito i nostri richiami,
...così come di non conoscere i veri motivi dei nostri malumori.
Questo raduno è stato convocato dal popolo!
Decide il popolo ed è così che dev'essere.
All'inizio del 1989, Milosevic controllava la metà della Jugoslavia.
Però qui, in Kosovo, gli Albanesi erano la maggioranza.
E loro reagirono.
I minatori convocarono lo sciopero generale,
chiedendo che venisse ripristinata la poltrona al loro rappresentante.
Il più grande sostegno per me è rimanere tutti uniti,
la fratellanza tra tutte le nazionalità ed etnie...
Ero a letto da un paio d'ore, quando squillò il telefono,
Era Milosevic da Belgrado.
Fu molto aggressivo.
Sembrava veramente preoccupato
Credeva che fossi responsabile delle manifestazioni contro di lui,
Continuava a minacciarmi,
"Qualcuno pagherà per questo"
Per aiutare Milosevic nel suo intento, Serbi kosovari arrivarono a Belgrado.
Mentre la folla si radunava davanti al Parlamento,
Milosevic chiese poteri straordinari alla Presidenza della Jugoslavia.
Milosevic insisteva che la Presidenza riconoscesse
i colpevoli per gli eventi in Kosovo, e li punisse.
Diceva: "Noi Serbi abbiamo il diritto di difendere i nostri interessi"
"Non ci importa se questo viola o meno la Costituzione jugoslava."
Il leader Sloveno capì quali conseguenze questo potrebbe avere sul resto della Jugoslavia.
All'indomani dei fatti del Kosovo
ci trovammo di fronte ad un motivo concreto per contrastare i Serbi.
A seguito dell'incontro, Milan Kucan rientrò subito in Slovenia.
Quella sera fece un discorso al suo popolo.
Qui non si stanno difendendo i soli diritti dei minatori in sciopero,
oppure degli Albanesi in Kosovo.
Qui si difende la Jugoslavia,
e tutte le sue Repubbliche, inclusa la Slovenia.
Queste parole hanno molto infastidito la nostra gente
...e l'hanno vissuta come una sorta di tradimento sloveno.
Il responsabile della TV monitorava la trasmissione,
...e sapeva cosa doveva fare.
Secondo me, dovevamo far vedere a tutto il popolo
...quello che stava succedendo nell'altra Repubblica.
Si è assicurato che la Serbia ricevesse il messaggio.
"Milan Kucan diventò ancora più provocatorio."
Schierandosi a difesa del separatismo in Kosovo, stava difendendo il separatismo sloveno.
La trasmissione fece scendere le folle sulle strade di Belgrado.
Nel corso della notte i miei uomini della sicurezza
...mi informarono sullo scoppio delle proteste nella zona universitaria,
che si stava ingrossando,
che si stava per riversare sulla città...
Con le prime luci dell'alba, prima della decisione finale riguardo il Kosovo,
ai lavoratori serbi venne dato un giorno di permesso, e si incamminarono verso il centro di Belgrado.
Milosevic venne avvisato quando la folla raggiunse il Parlamennto.
Stavano chiamando Milosevic: "Sloba, Sloba, Sloba!"
E credetemi, allora come adesso, Milosevic era un santo per loro.
Mi disse: "Tratteneteli fuori, sono all'incontro con la Presidenza.
Stiamo discutendo quello che è successo in Slovenia.
Con mezza Belgrado ad esigere l'esercitazione dello stato di diritto in Kosovo,
Milosevic mandò uno dei suoi uomini a dare l'ultimatum al Presidente della Jugoslavia.
Doveva conferire poteri speciali a Milosevic, oppure occuparsi personalmente della folla.
Ah, l'idea non andò proprio giù al Presidente.
Insistevamo: "Avete organizzato voi le proteste. Tenetele voi sotto controllo."
Erano molto spaventati.
Temevano che la folla li avrebbe gettati nel Danubio.
Milosevic ci disse:
"Se non date le dimissioni, non potremo più tenere la folla sotto controllo."
Confrontati con quello che consideravano un ricatto serbo,
i presidenti delle Repubbliche scesero per spiegare i pericoli di questa scelta.
Iniziai a parlare della Jugoslavia....
...come preservare la Fratellanza e Unità del Paese...
I nostri padri edificarono questo Paese!
Non intraprenderemo la strada dei conflitti nazionali!
Intraprenderemo la strada per ricostruire la Fratellanza e Unità!
Il presidente Jugoslavo non riuscì a soddisfare la folla.
Sarebbe bastato che qualcuno lanciasse un petardo nella folla...
...avrebbero messo la città a ferro e fuoco.
Ho detto questo alla Presidenza:
"Se un milione di persone lo chiede, a nessuno di noi è permesso di ignorarlo"
"Nonstante fossimo arrabbiati...."
Il Consiglio del Partito cedette.
Gli permisero di usare l'Esercito Jugoslavo in Kosovo.
Jovic era euforico: "La Serbia si infiammò!"
Il compagno Milosevic sta arrivando, come abbiamo promesso!
La folla attese tutto il giorno, per sentirsi dire da Milosevic che il Kosovo sarebbe stato di nuovo loro.
"Non c'è il prezzo, non esiste quella forza..."
"...che possa dissuadere la leadership serba..."
"e i cittadini della Serbia dai loro legittimi obiettivi!"
Mentre stavo lasciando Belgrado ascoltavo la radio.
Sentì un grido dalla folla: "Arrestate Vllasi!"
Milosevic fece finta di non averlo sentito.
Arrestate Vllasi!
Voglio dirvi...!
Non vi sento bene!!
Non vi sento bene, però voglio rispondere alle vostre richieste...!
Quelli che hanno manipolato le persone...
...per i loro fini politici contro la Jugoslavia...
...saranno arrestati e puniti!!
IL GIORNO SEGUENTE
Con i poteri straordinari attribuiti a Milosevic,
il Parlamento kosovaro non aveva altra scelta se non cedere i poteri alla Serbia.
Sapevo che avevano deciso le mie sorti,
Non sapevo se mi avrebbero messo in carcere,
...o se mi avrebero liquidato.
L'ex capo del Partito Comunista del Kosovo venne accusato di aver fomentato la controrivoluzione.
Venne soffocato ogni dissenso.
Bisogna ricordare che tutte le riforme riguardo l'assetto costituzionale della Serbia,
sono state implementate coi mezzi perfettamente legittimi e in linea con la Costituzione.
In totale ossequio delle procedure.
La piccola repubblica slovena si mise contro il gigante serbo.
Nuova "Mladina"!
La Slovenia stava godendo il periodo della nuova libertà di parola,
in faccia al vecchio sistema comunista.
Gli editori della rivista "Mladina" spesso facevano le pernacchie rivolte a Belgrado.
Abbiamo fatto l'elenco di tutte le cose non tollerate dal sistema;
come rivolgere la parola al Partito, polemizzare sul sistema scolastico
Era la classifica di tutti i nostri "sintomi".
Il Pubblico Ministero non trovò illegali gli articoli della "Mladina"
Altri, invece, non la prendevano alla leggera.
Il Ministro della Difesa jugoslavo sfruttò le esercitazioni militari in Slovenia per affrontare Kucan.
In piena vista della sua potenza militare.
"Chiedo a voi di fermare tutto questo,"
"solo voi due siete in grado di farlo"
"E non ditemi che non potete farlo."
Era evidente tutta la cricca tra Milosevic e l'Esercito,
andavano a bracetto con i compagni del Partito e della Presidenza jugoslava.
Kucan non fece nulla.
I giornalisti della Mladina si accorsero della gravità della situazione in cui si trovava Kucan.
Fu una giornata di festa nazionale,
Il nostro corrispondente sulla Difesa, Janez Jansa, arrivò in macchina a casa mia,
facendo finta che si trattasse di una visita casuale,
e mi consegnò in mano un documento, sembrava una trascrizione.
Lo lessi velocemente...
Si trattava della trascrizione della riunione del Partito Comunista Jugoslavo.
Milosevic e l'Esercito Jugoslavo misero Kucan alla gogna.
"Mladina viene finanziata dalla CIA"
"Slovenia sta proteggedo i controrivoluzionari che mettono in pericolo la sopravivenza della Jugoslavia.
Il prossimo passo poteva essere solo la dichiarazione dello stato d'emergenza.
La situazione era veramente tesa.
Ci aspettavamo un intervento militare.
Ci venne l'idea di pubblicare un articolo dal nome "Tutto questo sarebbe impossibile".
L'articolo conteneva gli estratti della trascrizione segreta.
Questo fu una palese violazione della legge jugoslava.
La leadership slovena era impaurita.
Hanno capito che stavamo per colpire in Slovenia.
Il Presidente Kucan cedette alle pressioni di Belgrado.
La sua polizia segreta andò ad arrestare Janez Jansa, il corrispondente di Mladina,
Stavano facendo finta di fare la perqusiizone per un po'...
poi si sono fiondati direttamente sul cassetto dove tenevo i miei documenti
Si capiva esattamente che sapevano cosa e dove cercare.
Tra i fogli si trovava un documento militare segreto.
L'asso nella manica che Kucan usò per far pace con Belgrado.
Cedette tutto il caso all'Esercito Federale Jugoslavo.
L'occhio del ciclone si trasferì nella cella carceraria.
Il vice dirigente dei Servizi Segreti venne mandato a condurre l'interrogatorio.
"Posso portarti del caffè, oppure del té?"
Gli offrì un caffè, o un té. Non voleva nulla.
Ho scherzato che avrei bevuto per primo...
...se sospettava che le bibite erano drogate.
Che idea ti sei fatto del documento?
Ho pensato che, magari...
...forse era una trappola.
O magari volevano incastrarmi.
Mi stavano minacciando che non avrei più visto la mia famiglia...
...che mi avrebero dato 15 anni di galera, poi altri 15 anni...
Gli dissi che, se fossimo nel 1941
...non ci sarebbe stato l'interrogatorio, il tira-molla,
...il documento ce l'ha lui, si rifiuta di parlare...
...viene messo davanti al plotone d'esecuzione, sparano e si va avanti.
Per fare più ordine, potresti finire davanti al rito abbreviato,
Sarebbe più efficace.
Rubi un frutto, vieni messo al muro. Fine della storia.
Una volta che stai dentro, finisci col credere a tutto.
Sembrano capaci di qualsiasi cosa.
Stabilimmo un contatto e potevamo parlare.
Accettò il caffè, il té...
L'esercito raccolse prove sufficienti per mandare i giornalisti al processo,
e sbatterli in galera.
Volevano dimostrare che i separatisti sloveni dovevano rispettare le regole della Jugoslavia unita.
Però il piano gli si ritorse contro.
L'incontro però è sfociato in una campagna antimilitarista e contro la Jugoslavia.
Kucan si trovò constretto a giocare secondo le nostre regole.
Diventò una sorta di complice.
Kucan stava cercando di sagomare il suo comunismo per conformarlo ai dissidenti.
Questo avrebbe scosso le basi del Partito Comunista nazionale.
Ha sempre usato il clima politico in Slovenia come una scusa.
Mi diceva: "Vasil..."
"Possiamo farcela, però dobbiamo farlo in Slovenia"
"Ci stanno facendo una tremenda pressione politica, però non possiamo cedere il potere."
Kucan annunciò che avrebbe modificato la Costituzione della Slovenia,
per tenere Belgrado fuori dai piedi.
Come se gli ideali del popolo e della Repubblica si rinforzassero se ci dividiamo,
anziché unirci per formare un unico mercato, favorendo in questo modo l'economia.
Dissi a Kucan che eravamo disposti ad usare tutti i mezzi militari per prevenirlo.
Gli chiesi: "Quali mezzi?"
Gli dissi: "Consulta i tuoi legali
e ti spiegheranno quali sono i nostri diritti."
Mica posso farti l'interpretazione della Costituzione.
Lo spettacolo di Milosevic gli fece portare alcune migliaia di sostenitori a Lubiana.
Li avrebbe mandati per dire agli Sloveni che ero un traditore.
Serbi kosovari si sono mobilitati di nuovo.
Il Raduno della Verità e la Solidarietà si terrà il 1 dicembre 1989
nella piazza centrale a Lubiana.
Stavo per essere eliminato.
Per quanto possa conoscere la mentalità di quelle persone
sapevo che non si sarebbero fermati davanti al nulla.
Kosovo si trovava all'altro capo del Paese rispetto alla Slovenia.
E la Slovenia trovò un alleato nel suo vicino, la Repubblica di Croazia,
la quale si rifiutò di far passare gli agitatori attraverso il suo territorio.
La piccola protesta inscenata da pochi Serbi venne facilmente sedata dalla polizia di Kucan.
Lunga vita alla Jugoslavia!
Abbasso i traditori di tutti i colori, di tutte le Repubbliche!
- Suvvia salga, andiamo! - State arrestando la bandiera!
Milosevic avrebbe dovuto escogitare un altro piano per piegare gli Sloveni.
14° CONGRESSO STRAORDINARIO UNIONE DEI COMUNISTI JUGOSLAVI
Lo strumento d'elezione di Milosevic fu il Partito Comunista Jugoslavo.
Convocò un Congresso straordinario del Partito.
Mentre i delegati si alzavano in piedi per l'inno nazionale sulla Fratellanza e Unità
sapevano che il motivo dell'assemblea fu quello di fare gli Sloveni a pezzi.
Gli Sloveni, o forse dovrei dire i capi del Partito Comunista Sloveno,
erano intenzionati ad imporre una loro visione della futura Jugoslavia...
Kucan aveva solo una speranza...
La seconda repubblica più grande della Jugoslavia. Croazia.
I colleghi sloveni mi tenevano al corrente sulla loro tattica,
persino nei momenti di grande discussisone tra le loro fila.
Milosevic nominò come Presidente del Congresso la persona che gli doveva la propria carriera.
Fu il primo Congresso al quale partecipò il Presidente montenegrino.
Innanzitutto vi devo dire quanto erano orgogliosi i miei genitori del loro figlio in gamba,
che arrivò così giovane ad occupare una posizione politica di tale rilievo.
Come Presidente fui bersaglio di grosse pressioni
da parte della delegazione Slovena che voleva prendere la parola per esporre il caso.
Mi ricordo che si votò per mezzo dei cartonicini verdi e rossi...
E votammo, con i cartoncini verdi e rossi
Rifiutammo molte delle loro proposte, senz'altro.
E quando una delle proposte veniva rigettata si alzavano in piedi e dicevano:
"Se continuate in questo modo, farete saltare il Congresso!"
Gli Serbi erano convinti che la delegazione slovena non avrebbe avuto il coraggio
di porre fine a questa agonia.
Questo ennesimo esempio di manipolazione serba diede fu una scossa per le altre delegazioni.
Vedevo la passione e gli applausi con i quali venivano rigettati gli emendamenti sloveni.
Mi auguro che tutte le proposte servano come spunto per una discussione
con una maggior tolleranza.
Per capire sul da farsi riguardo l'Unione dei Comunisti della Jugoslavia.
Se ora ci metessimo ad analizzare le proposte, la riunione durerebbe un paio di mesi.
Il blocco serbo non dimostrò alcuna pietà.
Durante la pausa gli Sloveni tennero un incontro d'urgenza.
Se avessero abbandonato il Congresso, Kucan sapeva che l'avrebbero incolpato
per il caos che avrebbe spaccato la Jugoslavia. Fece una proposta.
Le sue condizioni erano di non batterli numericamente in ogni votazione,
chiese che alcuni di loro emendamenti venissero accolti.
Che cosa vorrebbe dire questo? Un emendamento si discute e viene votato.
Insistevano:"Se succede ancora una volta, abbandoneremo il Congresso!"
Ma che modi sono? Non ha senso.
Come potremmo controlare i voti in una plenaria con 4000 delegati?
Gli Sloveni avrebbero dovuto già fare i conti con questo, anziché farci un ultimatum.
Propongo che la loro posizione non venga accettata
e loro sono benvenuti di andarsene, di lasciare l'organizzazione a noi zoticoni.
La tensione si stava alzando, stavano sudando tutti
in quel momento la situazione inizio ad andare a rotoli.
Un secondo prima che venisse annunciata la ultima votazione
mi trovavo ancora al microfono.
quando Ribicic chiese la parola, nessuno gliela diede. Semplicemente salì sul podio.
Ribicic, uno dei delegati sloveni, fu incaricato a lanciargli il segnale.
Disse che, purtroppo, gli Sloveni non potevano accettare il clima che si respirava.
Devo constatare che si sono create le condizioni
dove siamo costretti ad abbandonare il 14° Congresso dell'Unione dei Comunisti Jugoslavi
In quel momento tutti i delegati Sloveni si alzarono in piedi
ed iniziarono a lasciare la plenaria attraverso un'unica porta.
Era un gioco, piuttosto sporco, ma anche abbastanza lampante.
Hanno persino annullato le loro prenotazioni alberghiere
per non pagare un'altra notte. Sono pratici questi Sloveni.
Quella mattina hanno lasciato i loro bagagli alla reception.
Milosevic volle sminuire la gravità della situaizone
e propose di continuare regolarmente, come se nulla fosse.
Ho una proposta molto pratica
La Presidenza si prenderà una pausa
durante la quale possiamo fare il riconteggio del nuovo numero di delegati
rimasti dopo l'abbandono della delegazione slovena.
e di stabilire il nuovo quorum.
La risposta di Milosevic fu audace.
Avrebbe convinto il Partito che poteva sopravivere alla defezione dei problematici Sloveni.
La sua scommessa dipendeva dalla tenuta in fila di tutte le altre delegazioni.
Mi ricordo quando Milosevic mi chiese a fare un giro con lui.
La cosa più importante era prevenire i Croati dal sostenere i loro vicini Sloveni.
Se i Croati rimangono, la Jugoslavia continuerà ad esistere.
Alla fine non potevano sapere quale sarebbe stata la loro posizione.
Milosevic mi chiese:"Ve ne andate anche voi?"
Gli risposi:"Sì, se continuate a comportarvi così senza scendere ad alcun compromesso"
Mi chiese: "Che cosa volete in cambio?"
Gli risposi:
"Non possiamo accettare il Partito Comunista Jugoslavo senza gli Sloveni"
Milosevic rimase quasi muto.
Quella fu la prima volta che lo vidi estremamante serio
Privo del suo fascino e, direi quasi, il suo senso dell'umorismo.
In quel momento ci alzammo e abandonammo il 14° Congresso.
Fu così che ebbe inizio la crisi jugoslava.
Sono stati gli Sloveni ad aprirne la porta
anche se non gli attribuirei la completa responsabilità.
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