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Original subtitles

Sì, sì, sì, sì...

Che volete, che è successo?

Silenzio, silenzio! Disgraziati che non siete altro!

Cosa vi credete di stare a teatro?

Ma guarda un po'. ..

Possibile che ogni volta che faccio un sogno a colori, in cinemascope,

me lo dovete interrompere con le vostre intemperanze!

Ah, non t'arrabbià, d'altra parte t'abbiamo chiesto un bis.

E io non faccio bis,! Io, Ninì Chantè Claire,

Kg 64, virtuoso in contrabbasso e in contro punto, non mi ripeto,

sono come Paganini!

No, non ci ripetiamo! - Non ci... cosa c'entri tu?

Eh anch'io sono virtuoso. - Ma che virtuoso, ma per piacere!

Virtuoso, sì virtuoso! Caso mai, grosso modo così... un virtuosino.

Virtuosino... sono sempre stato il tuo braccio destro!

Ma che braccio destro d'Egitto! Tutti lo sanno, io sono mancino.

Vabbè... - Eh... e il caffè?

Sì. - Muoviti!

Faje pure l'ovetto sbattuto!

Io l'ovetto sbattuto te lo sbatterei in faccia! Disgraziato!

Mantenetemi se no l'ammazzo! - Calma, calma.

Sta bono, bono. - Ti sfondo la pancia a te!

Mani giù. - Ti sfondo la pancia, sai!

Guardalo lì... e un'altra volta che ti fai arrestare...

fatti fare una cella su misura per conto tuo, magari all'aria aperta.

perché qui dentro puzzi! Hai capito che puzzi!

Ecco! - Chi è?

Il caffè - Dov'è?

Sporcaccione!

Mmh, questo caffè fa schifo, non è un caffè è una ciocia.

E lo so. - E poi è freddo...

Non lo senti che è freddo!

E per forza lo portano alle cinque, tu dormi fino a mezzogiorno!

Sono affari che a te non ti riguardano io faccio il mio comodo, hai capito!

Riscaldalo, subito! - E come lo riscaldo?

Vite et vite! - Eh, con che cosa?

Sì, accendi er bibbi gas, no?

Come si permette a interloquire nelle mie faccende questo imbecille!

Reggetemi che lo sgo.. - Basta, basta.

Ti sgonfio a furia di cazzotti sai! Ti sgonfio a furia di cazzotti!

Faccio un macello, faccio! - A professò non te compromettere,

se no vai a finì dentro.

Ah sì, perché adesso dove stiamo... fuori? lgnorante!

Non sai nemmeno dove ti trovi! Guardalo lì, agnostico!

Ma lo vedi, che per colpa tua, questa gentaglia mi manca di rispetto.

Come? Per colpa mia? - Io t'ammazzo, reggeteme che l'am...

Macchè minacciate un'altra volta? - L'ammazzo!

A voi piantà!

In mezzo a questa plebe io non ci rimango nemmeno un minuto di più!

No! Secondino, terzino, quartino, portiere!

Eh, eh, ma chi è che strilla? Che c'è?

Sono io il professore!

E già me lo dovevo immaginare, e chi poteva essere!

In possesso delle chiavi? - Sissignore!

- Apra! È aperto non c'è bisogno, cosa vuole?

Non ne posso più, sono stufo! Ne ho fino al collo!

Arrivederci! - 0h, che arrivederci, dove vai?

Giù le mani. - Come giù le mani, dove vai?

0vunque!

Come ovunque! - Io qui dentro non ci resisto più.

A no?

Questa è una gentaglia non consona alla mia personalità, ha capito?

Eh, ma chi ti credi di essere? - Chi mi credo di essere...

Io sono un musicista sa!

Io sono un divo... - Eh..

abituato a vivere nei grandi alberghi internazionali!

Ho capito! - Ha capito?

Sì, sì.

E non mi faccia lo gnorri, prenda le scarpe!

Che hai detto? - Mi prenda le scarpe,

e non faccia lo gnorri.

Lei è avvezzo, io la conosco!

Senti stai calmo con le parole! Quali scarpe vuoi?

Queste!

Quelle? - Sì, avanti!

E di chi sono? - Sono mie

Tue? - Sì.

E chi ce l'ha messe lì?

Ce l'ho messe io ieri sera per farle lucidare.

Come vede lei non si è nemmeno degnato di uno sguardo.

Ma guarda un po'. - Ha capito, ha capito?

Ma che fai, oh! Stai fermo! Mi sporchi la divisa!

Qui dentro il servizio non funziona!

E io pago, si ricordi, che io pago! - Ma che paghi?

Io pago! - Ma che paghi?

E giù le mani. - E giù le scarpe!

Io le mani le metto dove voglio!

E io le scarpe le metto dove voglio. - No signore!

Io con le scarpe ci faccio quello che voglio.

Senti non mi fare arrabbiare, eh!

Perché cosa fai? - Guarda, tu non mi conosci!

Io sono un tipo brutto eh... - Lei commette un oltraggio, sa!

Ah, nessuno oltraggio. - Lei non sa con chi parla, sa.

Io, ti metto in cella di segregazione!

Ah, mi fa ridere! - Hai capito?

In cella, lei? - Sì.

Con quale autorità? - Professò stai attento!

Perché? - Ti metto ai ferri.

Ai ferri? - Sì.

Ah, ah, mi ha preso per una bista... bistecca?

Mi faccia il piacere! - Che spiritoso!

Tenga le scarpe, faccia il suo dovere.

Le scarpe se... - Sono stufo!

... se non te le tieni, te le faccio mangiare! Hai capito?

Ah sì? - 0ra dentro!

Testimoni! Avete visto?

Bravo, bravo! Eh, così sì fa con questa gente, gente di galera!

Una pazienza! - Bisogna tenere il pugno duro.

Bisogna trattarli male, bisogna picchiarli, bastonarli, menare.

Eh, lei non mena, deve menare.

Io ti spaccherei la testa, che fai qua?

Io sono di passaggio. - Secondino apra!

Che t'è successo adesso?

Avanti sentiamo, che c'è? - C'è un evaso!

Eh, ahi! - E non spinga!

Sentite se mi fate perdere tempo, io non lo so che cosa vi faccio.

Vi insegno io a stare qua dentro!

Ah, sì. - Sì.

Lei non insegna niente a nessuno, sa!

Lei non insegna niente a nessuno!

Perché io e il mio partner abbiamo viaggiato il mondo...

in lungo e in largo...

in bicicletta, a cavallo, in aeroplano, in treno... a cavaceci!

Lei sa che cosa è per noi? Un sedentario!

Lei è un sedentario statale! Sappa!

Bravo c'hai ragione! C'ha ragione, il mio maestro!

Noi siamo un paio, un duo contrabbassistico formidabile!

Questione che in patria non siamo stati compresi,

Allora siccome io avevo un po' di soldi,

lui mi ha convinto a viaggiare,

andare a cercare il successo, in terra straniera!

Del resto come Marco Polo. - Ecco come Marco Polo.

E mi ricordo ancora, quella sera che siamo partiti...

Siamo arrivati all'aeroporto...

i velivoli e gli aerei che andavano e venivano, venivano e andavano

e noi con il nostro contrabbassotto dietro...

tic-tic ti, tic-tic ta...

Permesso, scusi, scusino? - Scusi?

Permesso... permesso - Buongiorno signori!

Buongiorno. Scusi, si può qui?

Che cosa? - Fare una domanda.

Prego signore, siamo a sua completa disposizione, prego.

Molto gentile grazie. Che ti dicevo?

Ecco qua, vorrei sapere se lei è della coscia qui.

Della coscia? - Della coscia.

0h, pardon lei voleva dire dell'ala.

0ps, per me o l'ala o la coscia fa lo stesso sa, tu che preferisci?

Il petto!

Ma che stai all'osteria, animale cosa hai capito?

Lo scusi sa è un incoscio.

Ecco noi siamo due gentleman...

A proposito you spik englisc? - Yes.

Io no. Allora vuol dire che glielo dirò in italiano.

Noi siamo due viaggiatori diretti a Parigi.

Turisti? - Sì turisti appunto.

E vi abbiamo appunto la classe turistica.

Io vorrei chiederle un favore, si può?

Dica pure, l'A litalia è sempre lietissima di servire i suoi clienti.

Grazie. - Come sono gentili, eh?

Ecco, a Cuneo io c'ho un mio cugino impiegato al comune.

Complimenti! - Ma scusi, complimenti di che?

Perché ha cugino impiegato al comune di Cuneo?

Ma è il cugino, non è mica il sindaco, sa.

Tutt'altro. È impiegato al comune... - No, ma...

...ma fa lo spazzino, bisogna dirgli la verità!

Ha capito la classe?

Sì, ma per l'A litalia, gli spazzini sono persone rispettabilissime.

Ah sì, bravo, hai sentito, rispettano gli spazzini.

Ecco, siccome è molto tempo che io non vedo mio cugino,

vorrei approfittare di questo viaggio per riabbracciarlo.

Per riabbracciarlo? Scusi... non capisco.

Scusi non capisco io adesso.

Come si abbraccia un cugino affettuosamente.

Così con due mani, ciao come stai, un caffè, ciao, no?

Sì ma... capisco ma, cosa dovrebbe fare l'A litalia?

Far fermare l'aereo a Cuneo.

0vvio. - A Cuneo, Cuneo, eh.

È ovvio. - Io abbraccio mio cugino,

due minuti e poi si riparte.

Mi dispiace l'aereo non si ferma a Cuneo.

Come non passa per Cuneo? Scusi, volendo...

Con uno sforzo...

una congrua mancia, marescià, ste cose le sappiamo...

L'aereo ha una rotta precisa.

Ah, no, non facciamo scherzi, se è rotta io non volo.

E no eh... - Neanche lui.

La rotta è la direzione dell'aereo.

Appunto dico, l'aereo per andare in Francia deve passare ovviamente...

... per Torino, no? - Appunto, Torino la sorvola.

Ecco, invece sorvola Cuneo, si ferma un minutino, un abbraccetto e via.

Non è possibile perché a Cuneo non c'è l'aeroporto.

Come è possibile?

Come nelle vicinanze non c'è un porto aereo?

L'aeroporto vuol dire? Sì, ma a Torino.

Ma perciò le ho detto di fermarsi a Cuneo, scusi.

Allora ci fermiamo a Torino. Lui fa un salto a Cuneo,

saluta suo cugino, lascia lo spazzino, piglia la mondezza e partiamo.

Sia gentile, sia umano, questo amico mio è orfano di parenti.

Ha solo questo cugino, glielo lasci abbracciare!

Non si preoccupi ai passeggeri ci penso io, e ci parlerò io,

magari gli farò un assolo di contrabbasso per tenerli su.

Li diletto!

Ma insomma come glielo devo dire!

Che questo aereo non si può fermare a Torino per nessuna ragione!

Ah sì, è per questo io gli avevo detto di fermarsi a Cuneo!

Eh! - Ma a Cuneo non c'è l'aeroporto!

Ma c'è uno spiazzo vicino ai giardini pubblici.

Sì!

Eh già! Adesso facciamo atterrare l'aereo vicino ai giardini pubblici.

Alla piazza del duomo! - Ecco proprio in piazza del duomo...

ci sta mio cugino. - Sì, sì, lo so.

Io me ne infischio di suo cugino! - Ah, sì, lei se ne infi...

...ah, questo è il rispetto che hanno per gli spazzini?

Se il cugino era... fosse il sindaco di Cuneo...

...lei l'avrebbe fatto fermare l'aeroplano, glielo dico io!

Lei non sa chi sono io! - No! No, l'aereo a Cuneo...

non si sarebbe fermato, come non si fermerà mai!

Ah, sì? E chi se ne frega!

Permesso! Buongiorno! Dove sei?

Qua dietro a te! - Vieni!

È libero quel posto? - No.

Là là. - Dov'è?

Ah, qui, sì.

Prego signori, sono troppo ingombranti questi strumenti,

non si possono tenere in corsia. - Ah no?

Allora adesso li prendiamo e li buttiamo nel finestrino, va bene?

No signore, li mettiamo nel bagagliaio.

Nel bagagliaio? - Sì.

Ma che scherza lei? E se qualcuno se li frega?

Questi costano soldi sa! - Ma stiano tranquilli signori.

Si fidino di noi, oltretutto ne risponde la società.

Bisogna parlare con la società!

E come fai a parlare con la società? La società è a terra, è lontana.

Steward! Steward!

Eduard! Eduard! - Eduardo...

Chi è? Chi è sto Eduardo? N'amico tuo? Chi è?

No. - Steward!

Eh, eh... - Ma no!

Stuart eccolo, questo è Stuart! - Ah.

Hai letto la storia su Maria Stuart che gli tagliarono la testa.

Portiamo via gli strumenti. - Questo sarà il fratello!

Piano eh, piano, piano ragazzi non facciamo scherzi.

Guardi l'aiutiamo perché... - Salve eh!

Accorto! Non facciamo scherzi!

Dov'è , dove hai detto? Ah qui, qua.

Siedi, siedi, siedi!

Signorina! - Una caramella prego?

Piglia su! - Grazie!

Mah, signore...

Ho capito! Tenga si faccia la bocca dolce anche lei!

Ma no signore, mi scusi, ma sono in distribuzione!

Ah, - Sono di tutti?

E già, della comunità! - 0h...

Scusi eh... - Scusino loro.

Che faccia tosta che c'hai!

Però! Eh?

0h, caspita!

Dica, lei è... lei è fidanzata, sì? - Sì.

Eh, con chi? Se è lecito. - Con tutti...

...quelli che mi sono simpatici. - E noi?

Così, così? Possiamo sperare?

Rimaniamo nella lista, magari di straforo!

Bello! - Quella è una mia amica.

Ah, sì? - Sì, è una ragazza molto seria.

Casa, lavoro e letto... casa lavoro e letto.

Hai capito Mimì? - Eh?

La signorina è una amica della signorina qui presente.

Ah, sì? - Sì, sì. Una ragazza molto seria!

Lavora a letto. - No, lavora qui!

Ah. - Sì.

Mi aggiungi un po' di seltz. - Subito, Mimì...

Eh. - Mesci un po' di seltz alla darling.

Alla my friends.

Presto? - E già, non viene fuori.

Non lo sai trattare, scusa. - No.

Lascia stare, lascia fare, lascia fare ci penso io! pss, pss...

Pss pss pss... pss pss pss... pss pss pss...

Pss Pss Pss... - Che carino chi te l'ha insegnato?

La mamma da bambino.

Scusi, è una sua collega quella? - Quella no.

Quella si spoglia davanti alla gente. - Ah, sì? Non lo sapevo.

Hai capito Mimì? - Eh?

Quella si spoglia davanti alla gente.

Pubblica sicurezza? - No lo so.

Si spoglia davanti ai poliziotti, forse?

No, in pubblico. - Ah in pubblico, scusi, eh.

Beh, ragazzi, cosa si fa? Non si beve?

Sì, eh... vogliamo abbeverarle, eh? - Che l'hai prese per due cavalle?

E beh... ma dai, offriteci un tappo! - Un tappo?

E grazie! E cosa ne fai di un tappo? - Eh noi viviamo sui tappi.

Ah sì. Equilibriste? - No, noi viviamo con i tappi.

Ah, sono tappate! - Ma no, ma sì?

Ma guarda, guarda...

E se uno ammettiamo, puta il caso, ovvero come si suol dire...

volesse... eh eh, stapparle. - Eh, eh...

Come dovrebbe regolarsi? - Eh... dipende...

Ah sì... cameriere due cavatappi! Uno per me, uno per il mio collega!

Ma voi non avete capito! - No, no, io ho capito benissimo!

No! Per ogni bottiglia che voi consumate...

noi prendiamo la percentuale sul tappo.

Ah... buonasera. - Buonasera.

In bocca al lupo!

Non so, forse se lei volesse...

Ah... - Si può... sa...

(CANTA) Questo locale notturno ospita anche i bambini!

E no! I bambini no... è un night club, eh!

Scusa queste cosa sono? - Seggioloni!

Per i bambini, no? Parigi è una città di vizio.

Di perdizione! Qui si perdono tutti!

Anche i bambini! - E no?

Macché si perdono momentaneamente...

Siedi! Assiez...

Garçon del bar... Sì, s'il vu pless...

due coppe di champagne!

No, champagne costa troppo!

Hai ragione, hai ragione scusa ma sai alle volte mi monto!

Sì, devo fare economia! Allora una coppa di champagne per moi,

e un bicchiere d'acqua ristretto per il maestro.

Ça va, monsieur.

Combiè quanto pagò? - 300 francs.

Come? - 300 francs.

Hai capito? 300 francs.

Quanto? - 300 francs.

E quant'è? - Trecento franchi.

Ah e cos'è che dicevi? - Te l'ho detto in francese, dai!

Dai non contare, metti qui!

Due e uno tre... e il resto mancia.

Merci, monsieur. - Pas de qua!

Non facciamo altro che girare a Parigi,

e girare da un locale all'altro e non facciamo mai niente!

Ma scusa... cosa vorresti fare a Parigi tu?

Vorresti stare chiuso, tappato in casa?

Siamo venuti per cercare lavoro. - Ahh!

Non dire questa parola che mi fa male.

Noi non cerchiamo lavoro. Tu bestemmi nel dire ciò!

A noi ci devono cercare, capito?

Devono venire ai nostri piedi, inginocchiati a pregarci.

Venite a lavorare da noi!

Qualunque prezzo... non badiamo a spese!

Eh, ma se non ci conoscono, come fanno a cercarci?

Bravo fesso! E perché giriamo i locali notturni noi?

Per farci conoscere, per farci notare!

Ti pare, qui Parigi bisogna fare amicizie,

intrecciare conoscenze, relazioni, specialmente femminili.

Maurice! - Che hai detto?

Niente. - Come hai detto? Maurice.

Io no, non ho parlato. - Come non hai parlato.

Ah, guarda un po' questo... questo pezzo di donna che c'ho alle spalle.

Guarda... dove guardi?

Guarda, dietro, dietro, dietro a me! Dietro a me!

Dietro a me! La vedi? - Ah sì...

Questa deve essere una donna conosciutissima,

deve avere un sacco di amicizie - Eh.

Questa frequenta l'alta società.

E chi ti dice a te che questa, non sia anche l'amica di De Gaulle.

Eh, eh! - 0h, oh,!

0h, che ne puoi sapere, che è il primo caso questo?

Adesso la intreccio subito, vedrai. Io c'ho il fascino latino.

Eh, mademoiselle s'il vous plais.

Voulè vu dansè, ballè pardon, avec moi?

Avec plaisir, monsieur.

Porca miseria!

Donne di tutti i colori... di tutti i pesi... di tutti i sessi!

Eh, i tuoi racconti di donne nude non m'impressionano!

Perché sei passato all'altra sponda? - Ma quale altra sponda...

ne ho spogliate tante di donne io!

Ah sì! Sei dottore? - Medico!

0ra capisco perché sei finito qui dentro!

Chissà quanti clienti hai mandato all'altro mondo!

Li ho guariti sempre tutti invece! Sono qui per un errore!

Giudiziario? - No professionale.

Invece di dare il calcio a mia moglie...

Gli hai dato una coltellata, di la verità?

Peggio! Ho sbagliato fiala e se n'è andata col curaro.

Ah sì, e il vescovo che cosa ha detto?

Ma quale vescovo? - Dici che se n'è andata con il curato.

Il curaro. - Ah scusi, avevo capito il curato.

Le ho iniettato un veleno potentissimo!

L'hai avvelenata, eh? Divorzio all'italiana!

Eh, un tragico errore. - Come mio nonno.

Perché, medico anche lui? - No, no, uxoricida.

Eh allora non fu un errore! - Come non fu un errore, scusami.

Invece di prendere il piroscafo per il Venezuela...

pigliò il vaporetto per Porta Longone, capirai!

Vedi, con una bella faccia rotonda come la tua, la barba si fa bene.

Ma non hai finito ancora?

- Si perde solo tempo a girati attorno, ecco fatto!

Sei a posto. - Ma il contro pelo non me lo fai?

No, guarda, il contropelo non son tanto pratico.

Non vorrei farti dei dispiaceri, capisci, per me vai bene così, vai!

Posso andare? - Sì, sì, vai pure.

Guarda che se hai bisogno dell'infermeria...

... la prima porta lì a sinistra. - Grazie.

Sotto! - Ah pronto.

Fammela bene, eh. - Sì, fa vedere...

vedi, sei un po' magrino, ci vuole qualcosa per gonfiarti il viso.

Guarda, apri la bocca... lì!

No, no e la mela... come invece di tenerla in bocca la mangi?

Come faccio a farti la barba?

Ma magno pe nu famme rade, no! - Perché?

Co qua mano da chirurgo che c'hai, a quer povero pressore...

gli hai fatto a plastica facciale!

E beh qualche taglietto scappa, qualche taglietto... su su dai!

A co l'altri lasciatelo scappa!

Senti tu a me, me fai solo l'insaponata, guarda...

Senti e poi me faccio lavà dal professore...

perché c'ha a mano più leggera, hai capito?

Hai sentito?

La capoccia cià cià cià, la capoccia cià cià cià...

Et voilà, il signore è servito! Ragazzo, spazzola!

Grazie... la prego.

Ma che hai fatto? - Eh?

M'hai tagliato i capelli a zero!

Non t'avevo detto de farli come Umberto?

Umberto li porta così. - Ma quale Umberto?

Umberto i capelli li porta così.

Vieni, non aver paura, adesso li metto apposto io!

M'hanno rovinato! - Sta zitto te!

Chi è che l'ha conciato in questo modo?

Sei stato tu? - Io sono innocente!

Allora sei stato tu? - Io no!

Eh, vuoi vedè che sono stato io! - Ah, fa il barbiere lei?

Manovalanti! Chi è che gli ha fatto la barba, tu?

Io no, io faccio solo capelli.

Ah, allora sei stato tu a fare la barba?

Quasi. - Come quasi? Sì o no?

No, ma è colpa sua, lui muoveva la testa,

io il rasoio lo tenevo fermo ma lui girava sempre la testa...

e s'inciampava. - Sei tu, che non sai fare la barba!

E non sanno fare neanche i capelli, guarda come m'hanno rovinato!

Doveva farmeli come Umberto. - Eh beh, non fare il buffone tu!

Domanda al superiore come si chiama.

Ma che c'entra? - Domanda al superiore come si chiama

Come si chiama? - Umberto, perché?

Lo vedi Umberto come porta i capelli, lo vedi?

Te lo faccio vedere io! - Imbecille!

Come li porta Umberto! Ne sentirete parlare di Umberto!

E farà proprio al caso vostro! Ve la farò vedere io!

Non urli! Non urli, sa!

Che ne abbiamo le tasche piene degli urlatori!

(MUSICA DI S0TT0F0ND0)

Che è? - Io sento un odore di vettovaglie.

Da dove viene? - Sì, sì, di là, di là, guardalo là.

Là! - Ah sì, sì, vieni vieni!

Eh! - Giorno!

Ehilà! - Eh, eh, eh.

Pacchi, pacchi... eh?

È inutile che state a guardà tanto questo non dà niente a nessuno!

Certo, me vogliono bene. Sò l'unico che riceve i pacchi qua dentro!

Sì, sì e ne ricevi molti? - Tre alla settimana!

C'è chi mi vuole bene, chi mi ama! - La mamma è mamma, ricordalo!

La mamma è mamma? E chi ce l'ha la mamma!

Non c'hai la mamma? - Sei orfanello come noi?

Non c'ho nessuno io! - Non c'hai nessuno?

Ma allora vuol dire che sei un singolo.

Eh, eh. - Questo è un singolo!

Sei nato con la camicia!

Sei nato con la camicia! Io ti posso adottare!

Tu diventi mio figlio io divento tuo padre!

Questo qui, tuo fratello più piccolo, va bene? Figlio mio!

0h, piantatela! Tanto non ve do niente lo stesso, eh!

Ah, no? Allora sai cosa sei tu? Un figlio de na mignocca!

Chi non mangia in compagnia è un ladro o è una spia!

0h, non te permette, sa. Io non faccio la spia e non ho mai rubato.

Assassino? - Ma che assassino!

Lo sai perché sto qua dentro? - Eh...

Per sfruttamento e per corruzione! Io faccio er pappa!

E per quello che ti pappi tutto da solo?

Co.... cosa hai capito? Imbecille!

Pappa da solo, questo pappa sulle donne, hai capito?

Mangia sulle donne, ecco! - Perché no, senza piatti?

Macché senza piatti, secondo te mette la donna eh...

La donna lavora e lui la sfrutta, lui mangia, ecco perché si dice pappa.

Pappa? - Perché pappa viene dal greco!

Papis, papus! Hai capito? Questo è un papus in greco.

Ho capito. - C'ho tre bambole fori...

che lavorano per me. - Ah.

Eh eh il frutto del loro lavoro è tutta sta roba che ti arriva?

Sì, chiamalo lavoro tu, chiamalo lavoro!

Dimmi un po'. .. - Me vonno bene... me vonno...

Ma dimmi un po' ma tu mangi quel pollo lì?

Perché che c'ha? - Ma allora sei un incosciente!

0h, ma se è bono! - Vuoi morì?

Ma non lo vedi il colore di quel pollo, non lo vedi?

Ma guardate che è fresco! - Che fresco, è cianotico!

Questo non è morto di morte naturale! - Ma che siete matti!

Questo è morto di malattia, questo è un pollo sifilitico!

Eh il pollo, il pollo!

(GRIDA INDISTINTE)

Vedi, t'ho portato il pollo! - E beh?

Eh, giocavano al pollo ovale e io l'ho beccato!

Ho visto, mangialo te! - No, perché non lo vuoi?

Ma sei pazzo? Tutto sporco. L'hanno pestato per terra nel terreno.

Eh... - E poi anche se fosse pulito...

io il pollo non lo magio così. - Come no? L'hai sempre mangiato!

In Spagna come lo mangiavo il pollo io?

Beh con le mani? - Ma che mani, ma che mani!

Con lo champagne, no? - Ah sì?

Pollo e champagne! - Sì, allora qui non c'è lo champagne

Mangialo te! - Mangio io? Eh, oh, state fermi!

(GRIDA INDISTINTE)

Ma che cosa state facendo qua? - Ehilà.

0h in riga, subito!

Se non la finite vi mando a zappare! - Ehi facciamo il zappa teodor, olè!

0lè, te lo do io olè! Cammina!

Queste sigarette in Spagna... sono deliziose.

Ti piacciono? - 0h! Sai come si chiamano?

No. - Spagnolette.

Invece in Italia si chiamano nazionali?

Quelle non valgono una cicca. A proposito di chica...

Eh. - Guarda che bella chica.

Chi? - Quella donna lassù.

La chica? - Già è una chica.

Perché? - In Spagna, ragazza si dice chica.

0h, oh sul serio?

Sai sono... laps. - Ah.

Che bella, che bella! Finalmente vediamo una donna vestita!

Eh... - Fa piacere!

Ma mi pare che gli manchi qualche cosa, no?

Dove non lo vedo. - E guarda non c'ha più...

Ah, sì sì. Il costume dici? - Sì.

Qualche disgrazia. - Come?

Sarà cascato per disgrazia: un incidente può capitare a chiunque...

... e ovunque. - Ah!

Che chica!

Muchaches spagnole sivigliane! - Buongiorno señor.

Io vorrei un cocktail di mia invenzione!

No compriendo señor! Usted habla español?

Se io hablo español? - Sì.

Ma certamente... e ussè? - Yo soy español!

Appuntos dicos! Io quero un cocktail di mia invenzione.

Diceme señor. - Est pronto?

Sì. - Pochito de pepes...

Pochito de pepe... - Un'anticchia de sales...

Un'anticchia de sales... - Due anticchias de limones.

Ecco señor! - Pochito d'agua frizzante.

Ah dice agua frizzante? - Adicio agua frizzante.

Sì, señor. - Un pochito de cognac...

Sì, señor. - Un po' de vermouth...

... tre anticchie de sugos de pomodoros... frescos.

Sì, señor. - Sugo de peperones....

e sugos de limones... tutto quanto lo mescòli.

Menzechita? - Menzechita.

Menzechita!

Muchas gracias! - Señor ha seguido?

Bevi. - Nooo.

Bevi!

Eh? Com'è?

Che schifo! - Ma che sei pazzo?

E come è possibile? Ho ordenado de metterse un piccolo ingredientes.

Ussè àve un olivas? - Sì, señor.

Ah.

Adesso bevi.

Com'è?

Buona. Buona. E per forza ci mancava l'oliva!

(MUSICHE DI S0TT0F0ND0)

Vedi quella è una coppia. - Saranno marito e moglie.

Mah! - Lui non mi piace.

Che bella bionda, che bella biondona!

Ma chi? - Lei, quella che balla.

Ma ci vedi bene? - Eh.

Ma quella è una negra! Eh, ma se fosse bionda!

Sono tue? - No.

Ehi, le hai perse tu? - No, no.

Eh? Hai visto? - Hai studiato.

Sono affari miei! - Ho trovato queste: cosa sono?

Come cosa sono: stupido sono chiavi.

Sì, son chiavi, le vedo: ma dico, io ho domandato dappertutto: nessuno...

nessuno le ha perdute? - Nessuno le he perdute.

Sì, povero disgraziato, non parlare. Non alzare la voce!

Queste chiavi sono la nostra fortuna! - Perché?

Eh sì, perché noi con queste chiavi possiamo aprire tutte le porte!

La libertà, libertà! Queste chiavi vengono come il cacio sui maccheroni!

Ehilà! L'ho prese al volo! - Hai sempre l'idea dell'evasione?

Si capisce! - Eh già, già.

È ovvio! - Attento, vedi che arriva, arriva...

Buongiorno. - Buongiorno.

Buongiorno. - Buongiorno.

Cerca forse qualche cosa?

Eh? - Sì, perché l'avete trovato voi?

Che cosa? - Quello che ho perduto io.

Cosa ha perduto il signore? - Cosa ha perduto lei?

Io ho perduto le cose là... e come si chiama? Aiutatemi a dire...

... le... ehm... - Le nacchere!

Le nac... - Le nacchere?

Le nacchere? - No?

Ma che nacchere! Io perdevo le nacchere?

Lei ha fatto così... - Ma che nacchere d'Egitto!

No! Le nacchere sono spagnole, eh? - Siamo andati...

Ma che me ne importa a me! Come facevo a perdere le nacchere...

che vado in giro con le nacchere io?

Quello che dico io. Che il secondino va in giro con le nacchere ora?

Io sono il superiore e non sono il secondino, ricordatelo!

Sissignore. - Non sono le nacchere che ho perduto.

Cosa ha perduto? - Ho perduto il coso... il ...

Il cavallo? - Ma no il cavallo. Il cavallo?

Cavallo? Perché ho un cavallo? - Non lo so, domando.

Eh, a volte uno lo può anche perdere. - Eccome no?

E già un superiore a cavallo in carcere... Ma fatemi il piacere.

È per fare più svelto. - Non diciamo sciocchezze!

Sissignore! - Non era un cavallo!

Che cos'era? Un asino? - Un asino a cavallo?

Un asino a cavallo. I cavalli vanno a ... Gli asini vanno a cavallo ora?

Scusi, lei va a cavallo? - Ma che vado a cavallo.

Io vado a cavallo. - Ma che me ne importa!

Io sono stato in cavalleria. - Ah sì, lui sì.

Io ero fantino a cavallo. - Lui era fantino a cavallo...

poi l'hanno appiedato! - Non me ne importa niente!

Ah neanche a me, sa. - Comunque non ho perduto...

né un asino, né un cavallo. - 0h perbacco!

Quello che ho perduto sono le chiavi. - Ahhhh.

Le chiavi! - Sissignore.

Ha perduto... - Sì, le chiavi perché?

Le avete trovate voi? - No. Hai trovato chiavi tu?

No, io no. - Non le avete trovate?

No. - Beh, mi dispiace, perché...

se qualcuno avesse trovato quelle chiavi, potrebbe anche avere diritto

ad un trattamento di favore. - Ah sì?

Comunque non le avete trovate voi. Pazienza. Arrivederci.

0h! Trattamento di favore. Ragioniere! Ragioniere!

Che ragioniere, non sono ragioniere, ma superiore!

Lei per noi è un ragioniere superiore. - Sì.

Ci può dire per cortesia ad entrambi, in cosa consiste...

questo trattamento speciale?

Che ne so... per esempio in un vitto migliore,

come quello a cui voi aspirate... - Fettuccine, le tagliatelle...

pasta asciutta... - Agnolotti.

Ti piacciono gli agnolotti? - Eh...

Allora due porzioni. - A me senza formaggio.

A me con un pizzico di pepaccio. - Ma che siamo in trattative qui?

Dicevo così per dire. Tutta questa roba, con, per esempio, anche vino.

Ecco, vino a volontà. - Vino!

A me asciutto pastoso. - No, a me birra.

Sì perché lui beve birra e io campo cento anni.

Ma sì, vino, birra, formaggio, frutta, sigarette a iosa, ma...

ma tanto le chiavi non le avete trovate voi. Quindi, pazienza.

0h, sigarette a iosa. Commendatore! - E dai, commendatore, superiore!

Non è commendatore? - No.

La faranno commendatore! Glielo garantisco io che sono un musicista.

Senta queste sigarette a iosa di che marca sarebbero?

Eh, la marca che uno preferisce: nazionali, estere, tutto quello

che volete: la quantità... - Varia?

- Ma sì, venti...

Quanta? Perché io fumo molto. - Trenta, quaranta...

E noi dobbiamo fare na sessantina. - Eh sì. E io due toscani al giorno.

Sessanta sigarette, due toscani al giorno, riviste, libri...

e magari anche la libera uscita una volta la settimana, va.

E sa che cosa ci dico signor menagèr? - Che cosa?

Che se lei aggiunge a tutto ciò che ha già detto, è vero...

una camera, cioè una cella singola... - Sì.

con sala da bagno annessa... - Ah!

con una cameriera giovane friulana... - Anche.

a tutto fare e con un televisore a ventisei pollici e due canali,

uno per me uno per egli? - Eh no, al massimo...

sono ventiquattro pollici. - Non si preoccupi...

i due pollici ce li mettiamo noi. - Vabbè, e allora?

Siamo uomini di mondi. - Se vi do questa roba?

Le chiavi sarebbero sue? - Ah!

Eh benissimo, tutto quello che volete meno la cameriera friulana.

E allora niente chiavi. - No, no. Venite qui. Avanti.

Non vorrete mica essere così cattivi? - No. No.

Andiamo, io... - No! Non te le do!

Ma sì, mi rivolgo al vostro buon cuore.

Ragazzi, pensate che anch'io sono un padre di famiglia.

Se qui la direzione sapesse che io ho perduto le chiavi...

- Eh... Mi licenzierebbe in tronco!

0hiboh! - Pensate, tutta una famiglia...

sul lastrico! - lh.

Ed è una famiglia numerosa. - Figli?

0tto figli! - 0tto figli?

Uella. - Capezzoli! 0tto figli!

La moglie è incinta... - Ah, ma lei però... uei!

Lei fa lo straordinario! - Cosa volete, la vita è fatta così.

E non è tutto. C'ho mio nonno... che è paralitico!

No! Il nonno! Paralitico! - Eh, paralitico.

Sulla sedia? - A rotelle!

A rotelle? - Pattina, pattini a rotelle?

Che pattina! A rotelle, va sulla sedia con le rotelle!

La sedia a rotelle. È paralitico, no?

Paralitico di rotelle. - Ma non m'importerebbe...

niente del nonno? - Nemmeno a me.

Se non fosse per la nonna! - Anche lei?

A rotelle? - Macchè!

Disgraziata famiglia! - La nonna...

Giustizia sociale! - La nonna è morta!

Povero te! Lo vedi, chi va con le rotelle muore!

Ma quale rotelle. È morta dieci giorni fa.

E noi ancora non troviamo... - Le rotelle per portarla...

al cimitero. - Ma che rotelle! Non troviamo ancora

la somma necessaria per costruirle una tomba.

Una bella tomba a rotelle, che specialmente in discesa,

fila bella... via in volata al cimitero. Largo! Arriva la nonna!

La nonna con le rotelle.... Vrrr... Pow!

Avanti vi prego, se non volete farlo per me, fatelo per dare una tomba...

a mia nonna. Datemi le chiavi! - Queste sono le chiavi. Buon uomo...

compri le rotelle a sua nonna. - Sì, compro tutto. Ma tu...

...stai fermo con le mani! E adesso che mi avete dato le chiavi...

pensate a lavorare! Altrimenti vi metto in cella

di segregazione! Capito? A lavoro!

Hai capito? Io ti spaccherei la testa! - A me?

- Perché gli hai voluto dare le chiavi per forza?

lo? - Ti sei commosso...

t'è venuta la lacrimuccia, come il formaggio parmigiano?

Cretino! Cosa te ne frega a te delle rotelle della nonna...

che anche la moglie, la zia, la sorella abbiano le rotelle...

cosa ce ne frega a noi? Disgraziato che non sei altro!

Vado a dormire se no ti ammazzo!

M'ha riconosciuto! - Ma no.

Sì. Questa è la figlia della fruttarola di Porta Palazzo.

Ma che sei pazzo? - È scappata di casa.

Ma chi? - La Marietta.

Ma non dire stupidaggini! - È la Marietta.

Ma che Marietta, qui siamo in Inghilterra. Quella è una girl.

Cos'è? - Una girl.

Una volta tanto hai ragione tu. - Sì?

Quella è proprio Marietta! - L'hai riconosciuta?

Eh! - Da che cosa?

Non te ne sei accorto? Dal... ehm... Ma quante domande, poi ti spiegherò.

E pur si muove!

Maronna! - 0h!

Eh, non guardare, non guardare. - Eh?

Guarda me piuttosto. - Come te?

(M0RM0RI0) - Cosa c'hai da brontolare?

(M0RM0RI0)

(VERSI)

Eh, non c'eravamo sbagliati: è proprio la Marietta.

Fai vedere.

0h! Quarta taglia.

Non applaudire forte, capito?

(FISCHI)

(FISCHl0)

Prego, prima... - Prego, prima...

No, perché... - Grazie.

Cameriere!

Zitto! Non fare lo spiritoso.

0h, è sempre costui, sa!

Ragazzi, sentite questa: trentadue.

Sentite quest'altra: ottantaquattro.

... ottanta...

...all'improvviso!

Ventidue!

0h! Ventiquattro!

Ventisette.

Come le conta lui, a me mi fa morire.

Ehi. Non capisco. Perché ridono? - Perché, vedi, qui in carcere...

le barzellette non si possono dire. Allora i detenuti cosa hanno fatto...

le hanno enumerate... - Eh...

quindi quando un detenuto vuol dire una barzelletta, dice il numero

allora tutti quanti si ricordano, e ridono. Hai capito?

Ventiquattro.

All'improvviso me la dici? - Ehi, vorrei dirne una anch'io.

Vuoi dirne una anche tu? - Eh.

Dì la quattordici... - Eh...

No. La quattordici è troppo spinta per te. La dodici, vai!

Dodici!

Dodici!

Ehi, non ridono. - Non le sai dire le barzellette.

Stai a sentire... Dodici!

Lui le racconta bene le barzellette!

(VERS0)

A proposito... adesso ve ne dico una africana: la duecentoventi.

A proposito dell'A frica, lei che è africano...

Io non sono africano. - Non è africano?

Ci avrei messo la mano sul fuoco, sa. E di dov'è?

Di Pechino. - Pechino, che razza è?

Come che razza è? Pechinese! - Pechinese?

E già. - Ma se sembrava un bulldog.

Ma che bulldog! Sì bulldog... ma che l'hai preso per un cane?

Sai a chi assomiglia? A quella là, che abbiamo visto a Shangai...

che danzava... quella tutta... vero che le somiglia?

Sì, hai ragione. Glielo volevo dire, hai ragione... sì..

e quella è pechinese anche lei... è cinese, no?

(MUSICA)

(VERSI)

(TEMP0RALE)

(MUSICA)

Giovanotto questo suite fammela a dovere,

perché voglio sognare a colori.

Ieri me l'hai fatto male, ed io ho sognato in bianco e nero!

Dunque vediamo un po'. ..

30 giorni a settembre con aprile, maggio... di 28 ce n'è 1...

Meno 3... ecco qua... ancora 363 giorni e poi saremo liberi!

Viva la libertà!

Eh, beati voi, io ancora c'ho da fa 5 anni. Tutto per colpa della pasta!

Ah sì. - Della pasta?

Hai rubato, qualche carico di spaghetti forse?

Sì, spaghetti... C'ho a banda io!

La banda? Ma allora è un musicista! - Un collega?

È un collega. - Sì sonavo l'arpa!

Così grasso! - C'avevo la banda der buco, no?

Che è? Che sarebbe? - Facevamo un buco no...

Entravamo dentro a gioielleria e facevamo man bassa.

Eh. - Non avete letto mai sui giornali...

Gioielleria svaligiata col sistema der buco dei soliti ignoti.

Sì! Allora che è? - Io ero uno dei soliti ignoti.

Ma no! Ma io volevo dire... Io dicevo tra me e me guardandolo...

Questo ignoto... -Eh.

Mi sembra una faccia conosciuta... era lui!

Modestamente...

Ah, ma cosa c'entra la pasta, gli spaghetti che hai detto?

0h già.

La pastasciutta m'è sempre piaciuta tanto. Apposta me so ingrassato!

E il buco gli s'è ristretto! - Proprio così!

Infatti m'hanno beccato, mezzo dentro e mezzo de fori!

Ce sò voluti i pompieri per tirarmi via!

Che spettacolo!

Invece noi, stiamo qui in gatta buia per via della dogana...

Beh! - Che non segue il progresso,

che è indietro di 300 anni! - Sagge parole, sagge parole!

Ma scusate non siete musicisti? - Come no!

Siamo due contrabbassisti famosi! Io ho già detto anche a lui.

Ma da quando in qua, i musicisti vengono arrestai dalla dogana?

Beh, adesso vi spiego, siccome la nostra tournè all'estero...

non era andata troppo bene...

Anche poi perché non c'avevano mai permesso di suonare.

E l'invidia dei colleghi dove la metti?

L'invidia! Noi ci siamo trovati senza soldi,

per poter rientrare in Italia abbiamo venduto il contrabbasso...

per passare al contrabbando! - Del resto come Marco Polo!

Cosa fai? Cosa ti fare chi si? Con che cosa ti abbeveri?

L'ho trovata qui è fresca!

E te la metti in bocca senza sapere che cos'è , che cos'è?

Pe...Pepsi-Cola - Come?

Pepsi- Cola. - Se viene Pepsi...

Vede la bottiglia di Nicola,

lascia stare Nicola là sopra, datti un po' di contegno, datti un'aria!

Non stare così impacciato, questi mangiano la foglia.

Sì, sì. - Senta noi siamo in gita,

e dobbiamo ripartire al più presto per Milano,

per prendere l'aereo per New York.

Ma insomma che cosa sta facendo con le nostre borse?

Non abbiamo niente.

Non le basta aver rovistato la macchina da cima a fondo!

Signorina abbia pazienza, ma io sto facendo il mio dovere!

Bravo ispettore, il contrabbando è una piaga che va estirpata!

Bravo. - Grazie.

Prego. - Grazie.

Bravo. -0h!

Eh! - Ma mi faccia il piacere!

Dove vuole che lo nascondiamo noi il contrabbando.

Eh,eh... - Le donne ne sanno più del diavolo!

Ispettore, permette una parola? - Certo.

S'accomodi, venga.

Dica. - Non si lasci infinocchiare!

Ah, no! - Ma di che s'immischia lei?

Io m'immischio, perché mi posso immischiare! Io sono un gentiluomo,

che ha viaggiato il mondo, in lungo e in largo...

e ne ho viste di tutte i colori e di tutti i sapori!

Io so, che certe donne, si nascondono preziosi... nei posti più impensati!

Dove, dove, mi dica? - Lasci fare...

No, mi dica. - Lasci fare!

No, mi dica, m'interessa. - Ma dica...

Ci vogliamo guastare una giornata?

Ma guastiamoci la giornata, ma dica, la prego.

Allora gliene dico una, così a casaccio?

A casaccio. - E poi ne fa ciò che vuole.

D'accordo a casaccio. - C'è una capitale...

quella capitale col buco... - Capitali ce ne sono tante!

Sì, ma questa c'ha il nome e il cognome.

Nome e cognome... - No, col buco...

Quella del coso? - Buco?

Del... c'ha il resto! - Ecco il cognome è il resto!

Buco è il cognome... - Ah, Bucarest...

La capitale della Romania! - Sì, sì.

Ah, bene! Cosa è successo a Bucarest? - Come?

A Bucarest! Che è successo?

Non lo so, cosa è successo? - Le mi ha detto in Romania

... a Bucarest. - Sì, ma lei m'ha detto cos'è successo?

Dico, cosa è successo? - Non lo so, cosa è successo?

È successo qualche cosa? - Ragazzi, parliamoci chiaro qui!

Qui siamo in un momento politico...

Ma lei che m'ha proposto politica, cosa c'entra la politica adesso?

Ma scusi ora lei mi viene a domandare a me, cosa è successo?

Io che sono ignaro! - Ma lei mi ha detto a Bucarest...

capitale della Romania, è successo una volta, che cosa? Mi dica...

la prego, parli! - Ma lei alludeva...

Io non alludo e lei che allude! - Alla frontiera?

Ah, sì! Alla frontiera, una signora... - Ah, ecco.

che aveva un seno così! - No, così no! Era un po' più a punta!

Equatoriale! - Com'era questo seno equatoriale?

Un seno, e dentro queso seno... - Sì...

Si nascondeva... due cacicavalli!

Ah, vabbè! Due cacicavalli...

Eh, sì, se i due cacicavalli non fossero stati Auricchi!

Auricchi? Cos'è Auricchi? - Eh...beh, beh!

No, Auricchi! Cosa vuol dire Auricchi?

Ma lasciamo perdere... - No, siamo chiari...

non lasciamo perdere, questa è... - Caciocavallo, via!

Caciocavallo d'accordo. Sì, ma... cacicavalloni, ecco!

Ah, grossi! Eh, va bene, ma il caciocavallo non è...

una merce di contrabbando.

Eh, no, è metafisici! - Metafisici?

Viva l'Italia! - Come viva l'Italia?

Ma stiano tranquilli che qui di contrabbando non ce n'è!

Ispettore, esamini, esamini! - Ha ragione è meglio vederci chiaro!

Le dispiace signorina seguirmi.

Scusi, ma lei dove porta la mia amica?

Eh, di là, non pretenderà che si spogli qui davanti a tutti, vero?

Perché no? Perché no? - Ma come perché no?

Ma che vogliamo dare spettacolo nella dogana, vogliamo dare!

Scusino tanto signorina! Andiamo facciamo una cosa in famiglia

Prego da questa parte, venga.

Ispettore prima lei. - No, un momento loro dove vanno?

Eh, come? - Andavamo dentro...

Come andavamo dentro? Eh, eh andavamo dentro!

Ma lei non ha capito niente, allora? - Cosa devo capire?

Senta, scusi alle volte basta una tesi...

Sì.

Se prendiamo ad esempio un cavalcavia dato che uno si trova...

Dice, oh, qui si cavalca? No, non si cavalca.

Come dice esso, basta un semaforo, ha capito?

Ah, un semaforo! - Sì, perché quando lui venne...

E non trovò la menfisicosi, chiamiamola così!

Chiamiamola così! - Giusto per dargli un nome.

Sotto semaforo disse a lei... - Sotto semaforo?

Ma guarda che io, oh, ah, eh... - Eh sì!

Qui ci siamo! Appunto, hai capito? - È la rau!

La rau? - Carabinieri, è un fatto politico!

A cavallo! Ecco perché ho detto il cavalcavia prima,

se no come facevo l'affare! - Un momento

Un momento. - De Gaulle, lo seppe!

Come lo seppe? -Fece un casino! Ti ricordi?

Come? - Tutti i degaullisti che andavano lì.

Ma no, De Gaulle, guardi... - No è mica come l'A merica!

Non è mica come l'A merica... - Ma è grave?

Prendiamo il Texas.

Adesso diceva lui, De Gaulle, prendiamo un Tex...

un tè, ma che è ora del tè questa? - Sì.

E la responsabilità sarebbe sua! - Ah, certo.

Un momento signori. - Io diffido!

Calma, la prego... Io non capisco nulla!

Ah, no. - Ah, ma allora...

Lei è cretino! - Come ti permetti?

No, io ce l'ho con lui!

Perché quando m'arrabbio a lui gli do del lei.

Ah, certo a lui, ho capito, appunto.

Insomma in parole povere...

Volevamo dire che sei occhi, vedono meglio di due.

No, guardi che lì dentro, ci sono due occhi che vedono meglio di tutti noi.

Quelli della funzionaria di servizio, signorina la prego, venga!

Signorina, venga qua! La chiamo io. - No, no, ma come si permette?

Lasci fare! - Aiutiamo.

Noi lo facevamo per dare, in un certo qual modo,

Sì. - ... una mano alla signorina.

Ma, ma co.. - Alleviare fatica, va!

Ma come alleviare fatica? - Una mano.

Il regolamento, lo vieta! - Una mano, si può dare una mano!

Come una mano? - Un dito, un mignolo, così!

Mah, andiamo non scherziamo! La prego signorina, si accomodi.

Avanti signorina. - Vuole così!

Ben ti serve. - Questo non ha capito niente!

Non ha capito? - Allora la rabbia mia è...

che lo tengono nella dogana! - Eh, eh.

E allora Massimello aveva ragione...

Bah! Cos'è questo? - E non sono come te.

È giusto? - No, dall'altra parte.

Dall'altra parte? - Guarda, guarda...

Chi è? - Guarda là!

Ha trovato niente poi?

A voi ci penserà il mio collega De Marchis.

Ah, no, possiamo andare? - Ma che andare!

E allora? - Ma come allora?

Io non voglio avere a che fare con i pazzi!

Lo dice lei, sa!

Però! Però eh, eh...

È una dolcezza! - Ah, sì?

Fuori di qui! - Eh, buongiorno!

Eh, oh! - Andate fuori e non ci provate più!

E che sarà mai... Scusi, eh! - 0ra chiamerò le guardie!

Uscite! Via! - Quacchere!

Che vergogna! - È incredibile!

0h, voi due... signori, venite qui - Eh?

È vostra questa roba? - Sì, grazie. Abbiamo fatto tardi...

... dobbiamo partire! - Un momento. Voi dovete passare

la dogana ancora, no? - Sì.

Avete niente da dichiarare? - Eh... Sì, io dichiaro, lasciando...

il suolo svizzero, il piacere di aver visto una popolazione così affabile,

così gentile, così progredita... - Bravo, bravo! Complimenti!

Eh... - Un momento, un momento...

Eh, queste cose a me mi commuovono. Io sono sensibile!

Io domando se avete niente da dichiarare a noi!

Ah, sì. Eccome, no?

Io dichiaro che ritornando in patria, il cuore mi si riempisce di gioia!

Perché l'Italia è il più bel paese del mondo...

l'Italia è il paese dell'aria, del mare, del sole!

Chisto è u paese do sole... - Ma che... cosa fate?

e chisto è u paese do mare... - Ma vi mettete a cantare, adesso?

Ma cosa fate? Ah, sì? Allora lei è un anti-italiano!

Perché? Io non sono un anti-italiano! - Sì. Ha spezzato la canzone a metà.

Perbacco! - Io non ho spezzato niente, capito!

Vedi che ti faccio rapporto, sa! - Voi mi prendete in giro!

Ma che prendere in giro, a lui? - Ma che prendiamo in giro la dogana?

Ma per carità! Per noi la dogana è una mamma.

Di dogane ce n'è una sola!

Sì? - S'informi!

Viva l'Italia! - Io non ho bisogno d'informarmi.

Io voglio semplicemente sapere cosa c'è qui dentro!

Eh, cosa vuole che ci sia... gli strumenti del nostro lavoro!

Eh! - Allora fatemeli vedere.

Ah sì? Allora lei non si fida di noi! - Non è questione di fidarsi...

Curiosità! - No! Non è curiosità.

Che cos'è allora? - La prassi!

Come? - La prassi.

Che cosa è la prassi? - Sarà la moglie, che ne se so?

Sì? - Chi è?

E allora? Vogliamo aprire? - Faccia venire sua moglie e...

Che c'entra mia moglie? - La prassi. E vediamo cosa...

Che prassi? Poi io non ho moglie! - Non ha moglie?

No! - Non ha trovato moglie?

Ma... che... - Come mai? C'ha i capelli bianchi...

se aspetta ancora un po' eh... - Guardi che c'ho una ragazza...

che ci starebbe, sa. - Ma smettetela una buona volta!

Risponda, vogliamo aprire questo contrabbasso, sì o no? Voglio vedere.

Un momento. Chi ha detto che qui dentro c'è un contrabbasso?

Lui l'ha detto! - No, io ho detto che c'erano...

gli strumenti del nostro lavoro. - Certo, voi siete musicisti!

Eravamo musicisti prima dell'apertura ma poscia dopo, col piano verde

siamo diventati policultori!

Ma insomma vogliamo vedere cosa c'è qui dentro?

Lei insiste. Lo vuol proprio sapere? - Sì!

Ebbene qui dentro sa cosa c'è? Mangime per le galline!

Ah sì? Va bene. - È contento adesso? Soddisfatto?

Sì. Vediamo questo mangime per le galline.

Cosa faccio, apro? - E apri, che vuoi fare?

Va bene. - Piano, piano!

Ecco qua! - Ah!

E questo sarebbe il mangime per le galline?

E perché secondo lei che cos'è? Sentiamo!

Questo è cioccolato! - Eh beh?

E la cioccolata non si mangia? - Sì, ma non la mangiano le galline.

Lo dice lei! - Lo dico io.

Ah, sì? - Da che mondo è mondo le galline

non hanno mai mangiato il cioccolato.

Signor doganiere delle dogane riunite, si aggiorni, perché vede noi...

siamo pionieri del progresso... - Ah, sì?

e lei ha il dovere sacrosanto e indefinibile, omogeneo di progredire!

E secondo lei il progresso è quello di dar da mangiare

alle galline il cioccolato? - Beh, noi ci proviamo,

se poi non lo vogliono, lo sputano. - Certo che lo sputano...

perché le galline sono abituate a mangiare il mais, il granturco...

la farina... - Ah bravo, mi fa piacere! Sicché lei

non darebbe un pezzetto di cioccolato a una povera gallina di tanto in tanto?

No! - Neanche un liquorino?

No! - Neanche uno Stock 84?

E lui sì che se ne intende! Lei odia le galline!

Non odio nessuno! - Stia fermo con le mani, sa!

Però l'ovetto fresco al mattino lei lo beve...

Ma certo che lo bevo! - E non ha nessuna riconoscenza...

per lo sforzo che fa quella povera bestiola

Ma che... - Noi vogliamo bene alle bestie!

Sì anch'io voglio bene alle bestie. Ma questo cosa c'entra?

Ma pigliatevi il vostro cioccolato. Ritornate in Italia...

che non me ne importa niente, m'avete fatto girare la testa, m'avete....

Mo stai a vedè che ce n'è un'altra! - Ah ma questo qua, proprio... non...

E questo cos'è? - È Costantin Vosc...

gioiello della oreficeria svizzera! - Sissignore.

Anche questo serve per le galline? - Ah no! Mettiamo i punti sugli i...

o gli sui punti, come vuole lei. Queste, direi una bugia...

se servissero per le galline. Servono per i signori galli.

Ma i galli non mangiano gli orologi!

Ah, sì? E il povero gallo, quando è mattina, come fa chicchirichì...

se non sa l'ora? - (VERSI)

Sia ragionevole, ragioni! Glielo dice uno ch'è nipote di ragionieri in terza.

Ragioni... Guardi, si tenga il cioccolato e ci dia gli orologi.

No! - Ragioni!

No! - E su, ragioni!

Sia omogeneo! - No! Fermi!

Dormono tutti.

Vieni, vieni... - Eh?

Non far rumore. - No, no.

Cammina in punta di piedi! - Come faccio? Sono in ginocchio!

E allora cammina in punta di ginocchia, stai zitto!

Dove ci porterà sto cunicolo? - Stupido, non hai capito?

Verso la libertà! - Sì!

Eh già! 0h, ma che fai... mi tamponi?

Mah, io non mi ero accorto che ti eri stoppato.

Tieniti a debita distanza!

A regolamentare distanza, vedrai che non mi stoppi.

E poi non sono mica una bottiglia che mi stoppi! Imbecille!

Eccoci... oh, senti un po'. .. - Eh?

tu che sei meno forte di me, butta giù quel muro, passa avanti, vai!

E con che cosa? Come faccio? - Con la testa!

Eh no! Con la testa no! - E allora con che? Col sedere!

Dagli una culata, su! Via!

0h, bravo! Vai, vai!

Vieni... - Piano, piano. Ce l'abbiamo fatta!

Ce l'abbiamo fatta. Ahi i reni! - Sì, sì eh.

I reni! Piano! C'è gente che dorme. - Chissà dove siamo capitati!

Eh, cosa sono queste? - Quale?

Queste... queste qui? - Queste sono gambe, guarda.

Lo vedi? Sono gambe.

Dimmi, siamo capitati in una di quelle case...

Ma non fare l'imbecille! Una di quelle case...

Quelle le hanno chiuse da un pezzo! Questa è una casa aperta.

Non la vedi? - E cosa sarebbe allora?

Un educandato! - Una... dov'è andato?

Come? - Cosa hai detto, dov'è andato?

Chi è andato? - Non so, tu hai detto prima...

No, ho detto è un educandato. - Educandato?

E già un collegio femminile. - Ah!

Dove le ragazze... imparano l'educazione.

Già tu a educazione... non ne sai proprio niente, quindi non parlare!

Ci sono! La cancellata... questo è un carcere femminile!

Ah, già... che è attaccato al nostro! - Io ti spaccherei la testa, sa!

Mi hai fatto scappare da un carcere per venire in un altro!

Mah, noi abbiamo infilato il cunicolo...

Il cunicolo! - Queste qua sono tutte delinquenti!

Tutte delinquenti! - Mamma mia!

Vedi, vedi, questa è un'assassina.

E da cosa la riconosci? - Eh, dal piede!

Perché? - Ha il piede di porco!

0ilà! - Perbacco!

Guarda questa. - Questa qua?

Questa è un'uxoricida, sicuro! - Perché?

Ecco, questa ha ammazzato il marito, il padre, il fratello, il nonno e la zia!

Eh, ma come lo riconosci? - Dall'orecchio! 0recchio uxoricida!

Eccome, no! - Eh, e questo qua?

Questa è bona! - E quella là?

E quella è bona pure subito!

Senti io vado via. - Perché?

Vado via, perché se capita qui qualche cosa...

Senti, se tu vuoi andar via sei padronissimo di fare quello che vuoi!

Io per me qui ci passo la nottata! - Tu?

Sì! Io con le assassine mi ci trovo!

(GRIDA INDISTINTE)

Calma, calma!

Che bellezza! 0h, tu non hai più bisogno di sognare.

Teniamoli qui con noi. - Sì, nascondiamoli.

Ma che dici? Ma l'hai visti bene questi due?

Eh... - Ma ti sembrano uomini?

0h! - Consumati... racchi.... piccoli.

Beh senta, guardi non per dire ma...

la botte picc... guardi che la botte quando... se il vino picc... ehm...

Guardi lui. - Appunto!

Però ragazze, sapete che vi dico, teniamoli qua!

Sì. - Almeno ci facciamo due chiacchiere.

Io conosco certe barzellette!

(GUARDIA) Cos'è questo chiasso! - Ragazze arriva... nascondili!

Cosa fate ragazze? A letto!

Ma vi sembra l'ora di stare in piedi, questa? Andiamo a letto, subito!

Ah, non si può essere proprio buone con voi!

Già questa sala è super affollata, io non so. E...

E voi da dove siete piovute?

Chi siete? - Mah?

Come mah? Non sapete chi siete?

Come ti chiami? - Siamo nuove.

Nuova, va bene sei nuova, ma come ti chiami?

Raffaella. - Raffaella e tu?

Giotta.

- Raffaella e Giotta. - Papà era pittore.

Ho capito, e chi vi ha mandato qui? - Boh, mah!

Mah, non sapete niente, questo lo so io!

È quella sventata della mia collega, vi ha messo qui...

Che sciocca, sbaglia sempre!

Non lo sa che la cella è super affollata, adesso io dove vi sistemo?

Dove vi metto?

0h senta se è per noi, non faccia complimenti!

Noi ci accontentiamo! - Di tutto!

Accontentarsi di che? - Io per esempio, per parte mia...

M'arrangio qui! - Io m'arrangio qua!

Con la collega, permette collega?

Ma no! - Le dispiace?

No, anzi...

- Ma devi renderti conto, che non è possibile... cara.

Perché? - Ma siete già in due lì!

Beh, non c'è due senza tre, scusi! - No, e poi il regolamento lo vieta!

Ah, se è per il regolamento. - Via, via alzati, che cosa fai lì?

Stavo già dormendo! - No, svegliati Carlotta!

Il posto c'era. - Sì vabbè ma...

Dovrò trovare un'altra sistemazione. - No, noi siamo modesti, vero?

Guardi che io mi accontento, io dormo pochissimo!

E che cosa c'entra? - Al mattino presto mi alzo!

Al mattino presto vi svegliamo noi, non c'è bisogno che ti svegli da te.

Avanti venite con me e vi troverò una sistemazione adeguata.

Dove vi posso mettere? Dunque, là no perché c'ho messo Carlotta.

Alla 34... - Non ti sembra già di aver visto...

quel viso lì. Ha una faccia... - Sì, hai ragione! Signora scusi...

Prego. - Come si chiama lei?

Io Maddalena, perché? - No, allora no...

Non si chiama Umberto? - Umberto? Umberto è mio fratello.

Sì, è qui al carcere maschile. - Avevi ragione!

Ragione... andiamo, poche storie che è tardi.

Ciao ragazze! Ci vediamo all'uscita! - Silenzio!

Su da questa parte. - Signora Maddalena dove ci porta?

Ah in una cella che sembra fatta apposta per voi, starete benissimo!

Ci sono tre ragazze simpaticissime! - Ehi ce n'è una in più!

Eh la teniamo di ricambio, no.

Se queste carcerate sono come quelle là.

0h, io ci metto la firma!

Signora Maddalena, scusi sa... si potrebbe avere l'ergastolo?

Cosa dici pazza! - Ah no.

L'ergastolo, perché vuoi l'ergastolo?

Anche se io do una martellata in testa a lui?

Ma vai te... - E a lei?

Che c'entro io, uè? - Prego.

Cominciamo a mancare di rispetto, eh! Avanti su entrate!

Prima lei. - Avanti!

Le signore innanzi tutto. - Ma quale signora!

Andiamo poche storie. - Permesso, si può pupe?

Non le svegliate.

Permesso? - Chiudi che c'è aria.

Ma dimmi un po' rassomiglia alla cella nostra, questa?

Sì. - Da maschile a femminile...

Buongiorno, benvenute amichette care!

Benvenute tra noi! - Dai prendi la scopa!

- E no! - Non facciamo scherzi!

0ddio le mostre! - Dopo, dopo...

Tesoro ma che ti senti poco bene? - 0h, mi dispiace!

0h tesorino, stellina. - Care.

Ma sono aristocratiche! - Quanto sono carine, sono carucce!

Le mostre! Non le voglio vedere le mostre, non le voglio vedere!

Non le voglio vedere le mostre... non le voglio vedere... no...

non le voglio vedere le mostre...

Non le voglio vedere...

Aiuto... aiuto... aiuto... ah, ah!

Dove sono? Ah, perbacco, è la mia cella!

Che sogno brutto che ho fatto!

Che sogno, deve essere stata la pasta e ceci di ieri.

Io sono un signore, non posso mangiare queste cose!

Io devo mangiare la maionese.

Questi schifosi dormono!

E quest'altro sembra un contrabbasso.

S'è imbevuto di contrabbasso, questo.

Mimì... Mimì...

0ddio che sogno... E perché ho sognato quelle cose?

Quei mostri vestiti da donna! Che schifo!... Che schifo!

Io vorrei fare un sogno... quei soliti che faccio io...

Queste che voglio sognare io, le girl!

Che gambe ragazzi! Ecco qua! Ah...

MUSICA DI S0TT0F0ND0

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