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(Narratore) Mi è capitata una cosa curiosa, settimane fa.
Nella campana della carta,
con un "Venerdì" e diversi "TV Sorrisi e Canzoni",
ho trovato il diario di una bambina.
Il fatto di essere scritto in penna verde
me lo fece liquidare come non interessante.
Lo presi solo all'idea di poter colmare
le diverse decine di pagine lasciate sgombre con utilità.
Inizio a leggerlo un pomeriggio.
Dopo essermi abituato alla calligrafia acerba e sognante,
segnalo a me stesso che ne sono interessato.
Non resto colpito dai fatti in sé,
ma dalla sensazione di misteriosa reticenza che mi provocano,
come se non tutto fosse effettivamente su carta,
eppure presente con pesantezza.
I fatti banali evocavano all'uomo banale con cui non fatico a identificarmi
sensazioni di ritrovata intensità, molto oltre la qualità delle righe.
Sento sincera amarezza all'interrompersi delle pagine.
Vorrei tutto quel resto che sento emergere,
o anche solo altre sconclusionate righe di fanciullesca inconsapevolezza
su cui meditare.
Arriva a un determinato punto, poi non scrive oltre,
senza preavviso e senza scrivere che non avrebbe più scritto.
Forse ha trovato un diario migliore, o una vita migliore.
Fatto sta che io quel diario l'ho tenuto e l'ho continuato,
perché quella vita mi piaceva.
Quanto segue è ispirato a una storia vera.
La storia vera è ispirata a una storia falsa.
La storia falsa non è molto ispirata.
(Donna, TV) Le immagini che state per vedere sono scioccanti.
oggi pomeriggio a Spinaceto.
i genitori di una bambina di pochi mesi
avrebbero ucciso la neonata affogandola nella vasca da bagno.
si sarebbero gettati dal balcone della stanza in cui pernottavano.
sono state rinvenute diverse scatole di ansiolitici e antispastici.
avrebbero sentito i due genitori discutere
e minacciare l'uno il suicidio all'altro.
(Pietro) Abbiamo lanciato un nuovo sapone per pelle ipersensibile,
un prodotto schiumogeno, per niente aggressivo.
sia all'idea che alla realizzazione.
una nuova serie di shampoo.
dei bambini, perché non pizzicano.
Uno può pensare: "Stressante, come attività."
Però, se hai un lavoro, devi sempre cercare di raggiungere nuove vette.
Se no che cazzo viviamo a fare?
"Vuoi continuare per il resto della vita a vendere acqua zuccherata"
"o vuoi una possibilità di cambiare il mondo?"
(Pietro) Steve Jobs. Che grande. Ho letto il libro, "fermate".
(Bruno) Io ultimamente le uniche letture che mi posso permettere
sono gli annunci di lavoro.
(Gianni) Che lavoro cerchi?
(Bruno) Qualsiasi cosa. Una cosa adeguata...
Anche perché ormai sono fermo da mesi.
Anche al cervello non fa bene.
Non mi sembra che stai fermo. Corri sempre.
(Bruno) Dove? Dentro casa!
Lavori tu! Non lo so...
Facciamo una cosa, parliamo di cose belle.
Ragazzi, andate a prendere le pagelline?
(Bruno) Hanno preso belle pagelline.
No, là, là.
Comincia tu.
Italiano, dieci. Inglese, dieci. Seconda lingua comunitaria, dieci.
Storia, dieci. Geografia, dieci. Matematica, dieci. Scienze, dieci.
(Dennis) Tecnologia, dieci. Musica, dieci. Arte e immagine, dieci.
Scienze motorie e sportive, dieci. Comportamento, dieci.
Tutti dieci.
Italiano, dieci. Inglese, dieci. Storia, dieci. Geografia, dieci.
Matematica, dieci. Scienze, dieci.
Tecnologia, dieci. Musica, dieci. Arte e immagine, dieci.
Scienze motorie e sportive, dieci.
Comportamento...
Nove.
Viola invece deve fare ancora qualche piccolo sforzo.
(Pietro) Deve correggere due piccole insufficienze, ma ci stiamo lavorando.
è un coglione.
- (Susanna) Dai... - (Pietro) Non è un coglione, è stupido.
Magari è bravo con gli handicappati, ma non con i bambini normali.
È vero, è un po' stupido.
(Bruno) Che guaio, eh?
(Narratore) "Una volta mi piaceva il mercatino,"
"ma gli ultimi sono diventati mosci."
"Non ti incuriosisce vedere che vendono i vicini, è sempre la stessa roba."
"Nessuno compra e ci si scotta solo la faccia."
(Dennis) Quanto costa?
Tipo... un sacco di soldi.
- Tu quanto hai? - (Dennis) Niente.
(Vilma) Non basta.
Sì, ma quanto costa?
Trenta euro.
- (Dennis) Mi dai 30 euro? - (Bruno) Eh?
- (Dennis) Mi dai 30 euro? - (Bruno) Che devi farci?
- (Dennis) Una cosa didattica. - (Bruno) Chiedili a tua madre.
(Dennis) Mamma, mi dai 30 euro?
(Dalila) Giusto perché abbiamo venduto già due cose.
- (Dennis) Ok.
Oh, mica lo so se costa davvero 30 euro.
(Vilma) Potrebbe valere molto di più.
Andiamo a chiedere a mamma.
(Vilma) "Aò", mamma.
Quanto costa quel coso...
Del metallo, il... detector?
Costa 15 euro.
Senti.
Visto che ti avanzano un sacco di soldi...
non è che ti va di...
Eh?
Vaffanculo, va'.
(UN CANE ABBAIA)
(Amelio) Bello mio! Dai, che fra poco stai meglio.
Se non si chiamava "soppressione", si faceva più normalmente.
"Pacificazione", anzi no, "riappacificazione".
Anzi no.
Geremia, dai che questo è un momento tra voi due, su.
Saluta Bau l'ultima volta.
Saluta! Con la manina, fai ciao!
Geremia, su, non fare così!
Purtroppo ha una malattia che gli fotte la testa. Andiamo!
Ha capito che lo hai salutato. Lo sa che gli vuoi bene, fidati.
(Amelio) Andiamo. Forza.
Oh!
Si è svegliato.
Ti ricordi com'era una volta? Stava sempre mogio.
Birbantone!
Guardalo, sta piangendo.
Meglio la rabbia della depressione. Mica no.
(Amelio) Bau, dai che ti porto in villeggiatura.
Io massimo due ore e torno.
Vado a prendere la pizza. Tu crostino, no? E un paio di rustici.
Gioca a pallone, resta qua. Tranquillo, ok?
(Amelio) Andiamo, Bau!
Ma', è finito quel cazzo di sugo!
Tu sei finita.
Insomma, quella è la sala professori, quindi è anche la mia.
Così quello è l'unico frigo che ho quando sono al lavoro.
Se ci metto qualcosa di mio,
non significa necessariamente che diventa condiviso con tutti.
Altrimenti significa che uno non si può neanche più portare il cibo da casa
e deve passare l'ora di pausa a infilare euro su euro
in quel cazzo di distributore, no?
Dai!
(Bambino) Guerrini! Spastico! Che hai?
Serve un extra in trattoria, parto subito.
(Narratore) "Oggi è finito il mio primo anno di scuola media."
"Per le vacanze, ci hanno dato da leggere 'Il fantasma di Canterville'."
"L'ho già letto, ma non l'ho detto a nessuno"
"per evitare di fare i riassunti agli altri."
"Quest'estate ho da fare molte cose. Forse mi innamorerò, come l'anno scorso."
(VOCI NON UDIBILI)
(GRIDA SOVRAPPOSTE)
(Vilma) Aò, coglione.
Me ne lasci uno?
Va bene.
È buono?
(VILMA RIDE)
Aò, e ridi!
Quand'è che nasce?
Fra due mesi.
Ma...
tu sei proprio sicura di voler avere un figlio?
Vaffanculo!
Il corso di flauto com'è andato?
(Dalila) Mi è sembrata una cosa un po'... amatoriale.
- Ah. - (Dalila) Il padiglione non era attrezzato.
C'è stata un'ora di buco prima che arrivasse il maestro.
Aveva fatto tardi.
Va bene.
Cambiamo, allora.
No?
Tanto è pieno di corsi.
È pure buono se i ragazzi...
imparano una serie di cose diverse.
Un po' di duttilità.
Col fatto che la prima lezione è gratuita...
No?
(COLPI DI TOSSE)
- Aò. - (Dalila) Aò, Dennis!
Sputa.
Tie', bevi un goccio d'acqua.
- (Dalila) Si sta strozzando! - Tieni!
- (Dalila) Si sta strozzando! - Che cazzo devo fare?
Aò, sputa!
Sputa!
- (Dalila) Si sta strozzando! - Che cazzo devo fare? Sputa!
Sputa!
(CONATO)
- (Dalila) Stai bene? - Davvero.
(ALESSIA PIANGE) No, calma.
Alessia...
Ale', calma.
Aò!
Aò, non è successo niente, dai.
(Bruno) Ma che è successo?
(BRUNO PIANGE)
(Bruno) Che è successo?
Dai, oh.
Dai, che è andata bene, su.
Forza.
Dai, amore, calmati, su.
Dai, mangiamo, su.
Ho pure fame.
Che cazzo di storia.
Dai, non mi fate incazzare!
Mangiamo.
Va bene.
Ho capito.
Qui non ci si può neanche mangiare una cazzo di bistecca in santa pace!
(Bruno) Mondo di merda!
(Dalila) Hai visto che hai fatto? Eh? Hai fatto piangere tuo padre.
Ah!
(Narratore) "Siamo stati alla spiaggia libera."
"Papà ha detto che si va al mare per stare dentro il mare,"
"e il mare non cambia, è uguale per tutti, soldi o non soldi."
"Ma è stato il primo a non divertirsi."
(Dennis) Oh.
La tua bimba?
L'ho fatta.
Sta in ospedale, però.
In incubatrice.
A fine estate la vado a riprendere.
(Vilma) Quasi calda.
Eccoci! Una bella merendona per tutti! Vai!
Amori che siete, a studiare anche durante le vacanze.
Il sogno di ogni mamma.
Che fate?
Dobbiamo finire il progetto prima dell'inizio della scuola.
Ah. Se volete, giù c'è anche il cocomero.
Basta che non mangiate i semi, se no vi crescono le piante in pancia.
Eh. A dopo.
(Narratore) "Papà ha trovato in offerta una piscina prefabbricata"
"che abbiamo montato in giardino."
"Una variante economica alle estati normali."
(GRIDA SOVRAPPOSTE)
(Narratore) "Visto che in molti stanno nelle nostre condizioni,"
"la nostra piscina e il nostro giardino"
"sono diventati il giardino e la piscina di tutto il quartiere."
- (Pietro) Bruno! - Aò.
Susanna e io non sappiamo come ringraziarvi.
- Con il lavoro che non mi dà respiro... - Figurati...
Sapere che possiamo lasciarvi i ragazzi al sicuro.
È un piacere, ma che scherzi?
Ora mi riprendo mia figlia. L'hai vista?
(Bruno) Oddio...
Eccola là.
Metti le scarpette.
(Pietro) Andiamo.
- Ringrazia zio Bruno. - Grazie.
Ciao.
Quella cazzo di piscina in quella casa di merda.
(Susanna) Dai, su, tranquillo.
Tranquillo un cazzo, Susanna. Tranquillo un cazzo!
Se non li ha presi lì, dove li ha presi?
(Pietro) La piscina...
con i pidocchi.
zecche comuniste.
Sei... Sei bellissima.
(Narratore) "Stamattina ci siamo risvegliati con una notizia bruttissima."
"Usciti in giardino,"
"abbiamo visto che ci avevano distrutto la piscina a picconate."
"Io e Dennis siamo rimasti dieci minuti fissi, immobili"
"davanti alla vasca squarciata in modo irrecuperabile."
"Solo papà è riuscito a spronarci."
"Vorrei avere il carattere di papà."
"A lui la crudeltà umana non stupisce nemmeno più."
"Uno compra una piscina, apre la propria casa agli altri"
"e resta ugualmente vittima della gelosia altrui."
"Papà ha parlato di zingari, quasi sicuramente zingari."
"Zingari con i picconi, zingari senza piscine."
Fatto.
Pietro, devi togliere i palloncini che hai appeso là fuori.
Ci ho messo mezz'ora a metterli, ora li tolgo?
Scusami, ma se Viola li vede quando torna, non è più una festa a sorpresa.
- Ah. - Eh.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
(Pietro) Leggi, Viola. Leggi.
"Tanti, tanti auguri dalla famiglia Placido."
(Bruno) Eh?
(Viola) Che bello.
- (Dalila) Ti piace? - Sì.
(Dalila) Lo ha scelto Alessia.
- (Susanna) Grazie. - (Pietro) Viola, guarda qui.
Mettiti là, Bruno, entra lì.
- A me devi fare la foto? - Beh, è bella! La famiglia...
Sorridete, tutti insieme.
(Pietro) Più dentro.
- (Bruno) Dai! - (Pietro) Aspetta.
Mica ha le mutande. Hai visto? Guarda bene.
- (Bruno) Con quel "bucio de culo"... - "Fa gli gnocchi col culo".
- (Bruno) Che cazzo di vestito porta? - (Pietro) L'ha fatto apposta.
- (Bruno) Andrei là con un coltello, da sotto... - (Pietro) Bru'. "Avoja".
(RISATE)
Ridi, ridi.
Che mignotta. Ridi "su questa ceppa de cazzo".
Ora qualcuno glielo va a infilare in bocca.
Così bisognerebbe fare, senza dirle un cazzo.
(Pietro) La prendi, la sbatti...
(Bruno) Un giorno la devo beccare da sola. Non me ne frega un cazzo.
Per me, pure stasera.
(Pietro) È un attimo.
Guarda, guarda come ride.
Bella! Che cazzo ridi, puttana?
Vieni qua, ridi "su questa ceppa de cazzo".
(Pietro) Pensa ai cazzi che la sera le sfondano il culo.
Tuo padre non se ne accorge che gli spii il telefono?
Macché, con la scusa che il suo telefono ha una fotocamera migliore
se glielo chiedo, me lo dà.
Però almeno una volta facciamo sesso anche noi, no?
Così abbiamo fatto tutto.
Ok, ok.
Hai qualche giorno libero in settimana?
Che sia fra mercoledì e venerdì.
(Amelio) Ah...
Vaffanculo, puttana...
Ti piace...
Ah...
Ti piace pattinare, eh?
(Amelio) È anche meglio arrivare alla fine.
Fidati, sono andato a centinaia di feste così.
Le bambine mi invitavano una volta a settimana.
Mi invitavano sempre.
A volte andavo, altre no.
Dipendeva da chi mi invitava.
Quando mi vedevano erano così contente!
A loro non importava che non avessi fatto il regalo, il regalo ero io stesso.
(Amelio) Al lavoro sai che mi hanno detto?
Che somiglio a coso... Ad Antonio Banderas.
Hai capito chi? Quello delle galline.
Chi se lo immaginava?
Se non andiamo alla festa, "sticazzi".
Ci prendiamo un tramezzino con prosciutto cotto e formaggio.
Ho una fame...
Alla faccia loro! Manco mi stanno simpatici.
Soprattutto quella ragazzina. Non lo so, è mezza strana.
E andiamo!
(insieme) Bravo!
Ciao, maestro. È caldo, eh?
- Sì. - Ridicolo.
Scusa, c'è un po' di casino.
Tu non smetti mai di lavorare?
Sto giusto dando delle lezioni di recupero a un paio di rincoglioniti.
Soldi facili.
Tu invece? Non mi dai tregua, eh.
Davvero vuoi studiare anche ad agosto?
No, è che è sempre lo stesso argomento.
Solo che... non ho ancora delle cose ben chiare.
Meno male, altrimenti voleva dire che eri un genio.
I geni hanno una vita di merda.
Che cosa hai portato?
Niente, cose che non ho ancora ben capito.
Ok.
Stamattina facciamo questo, però di pomeriggio non rompi i coglioni
e vai in giro a guardare le ragazze in costume, ok?
Bravo, a papà!
"Daje" così!
Daje!
Dai, guardalo! Come voli! Bravo!
Sì!
Che figlio di mignotta!
Sei uguale a me, hai capito?
Sei uguale a me! Sei uguale a me! Bravo!
Sì!
Sei come me! Hai capito?
"Mortacci tua"!
Porca di quella troia, quanto cazzo sei forte!
(Amelio) Sì! Cazzo! Sì!
"Mortacci tua"!
Aò.
Come stai?
Meglio?
Mannaggia.
Oh, sai che ti ho preso anche gli avanzi del ristorante?
Li stavano buttando al cane.
Io ho detto: "Che cane? Io ho un figlio!"
Senti, vuoi restare qui a mangiare o vuoi venire a tavola con me?
Non ti preoccupare, faccio io, ok? Oh, è funghi e salsiccia, eh!
Uh! Senti che odorino!
Guarda qua! Ih!
Mangia.
Ah, ho anche un'altra buona notizia, lo sai?
Ho incontrato la mamma di quella ragazzina... Hai capito chi?
Quella della festa di compleanno a cui stavamo andando l'altro giorno.
È venuta a sapere che hai il morbillo.
Tutta contenta mi ha detto che la figlia ancora non se l'è preso
e pensa che questa sia l'occasione migliore.
Anche perché i figli dei suoi amici già ce l'hanno avuto e nessuno può aiutarla.
Organizziamo un bel pomeriggio qui, così lei porta la figlia,
tu stai con lei, lei si prende il morbillo,
tu ti prendi lei, eh?
Non sei contento?
Senza questa cosa, rischiavi di perdertela,
per quanto fai il muso lungo.
Mangia un pezzo di pizza.
Bravo, con me, insieme.
Mi va un sacco di scopare.
Ha chiamato la mamma di quella ragazzina, hanno trovato traffico ma arrivano.
Su, alzati, andiamo.
(Amelio) Sì, sono loro, sono loro.
Saluta, saluta!
Sorridi.
Sorridi!
Vai dalla ragazzina, va'!
(Amelio) Va'!
Belle!
- Benvenute! - Grazie.
- (Amelio) Come sta? - Bene.
- (Susanna) Salve. - (Amelio) Ah!
- Ciao!
- No, ciambellone. - (Amelio) Ah!
- Tanto io il morbillo ce l'ho avuto. - Pure io!
Sì? Sì, questo è un ciambellone che ho fatto.
Era venuto buono...
Ne ho portato metà.
Io ho la Viennetta in frigo, ma è meglio il ciambellone!
- Come volete voi! - Sì, come no?
- Va bene. - Niente... Andiamo, allora.
- Andiamo. - Prego, prego.
Vieni, Viola.
(Amelio) Questa è casa mia.
- Pure la sua, eh. - Certo! - Di tutti e due.
- Come vede, stiamo in mezzo al verde. - Bello!
Papà ha messo tutte queste piante.
- È venuto a mancare un anno fa. - Mi dispiace.
- Quella l'ha messa quando sono nata. - Ah.
Stiamo ristrutturando. Due giorni e questi mattoni se li portano via.
- Beh, buono. - Abbiamo due entrate, come vede.
- Sì, e noi entriamo da questa. Prego, si accomodi! - Va bene.
- (Amelio) Li lasciamo da soli, che siamo noiosi! - (Susanna) Sì!
- (Amelio) Può reggere il ciambellone? - (Susanna) Certo!
(Amelio) Geremia, vieni un secondo?
Senti, ho messo delle precauzioni dentro la scarpiera, nel caso...
- (Amelio) Si accomodi! - (Susanna) Sì.
- (Amelio) Faccia come se fosse casa sua. - (Susanna) A dopo, Viola.
- (Amelio) Quant'è bella? - (Susanna) Sì. È l'amore di mamma.
(Amelio) È su un piano. A destra, prego.
- (Susanna) Ok. - (Amelio) Prego.
- (Susanna) Grazie. - (Amelio) Sola?
(Susanna) Sì, sì, perché mio marito...
- (Amelio) Prego, metta sopra le banane. - (Susanna) Ok.
(RISATE)
Lo facciamo ora?
Ora, ora... Che ore sono, ora?
Boh, non lo so, le quattro?
Va bene.
- Mi sdraio? - Penso di sì.
Madonna, è bollente!
Vieni.
- Ti puoi togliere i vestiti. - Se lo dici tu...
Ok, senti, così non ci siamo.
Io non sono abituato così.
Cioè... è molto strano.
Tutto molto strano.
Ehm... Facciamo così.
Adesso tu rimani qui.
Io me ne vado un secondo là, mi concentro, mi calmo
e rinvengo qua carico, capito?
Ok.
Perché la parrucca non te la metti così?
Così come?
Ecco, così. Aspetta.
Ecco, così.
Sei sempre bella.
Certo, lo so.
- Secondo te, me l'hai già attaccato? - Boh.
Non lo so se sono capace.
Dai, non fare il tirchio, attacca!
Attacca!
È bello quando sorridi.
Se ridi, ti esce il morbillo dalla bocca e me lo prendo io.
Se no, ti devo baciare.
Ci baciamo in bocca, così finiamo subito e posso tornare a casa con mia madre.
Tu che preferisci?
A me va bene anche se stai qui con me e basta.
Mi fa stare bene.
Mi stai leggendo la mano?
- Sì. - Che dice?
Cazzi miei.
(Amelio) Ciao! Guidate con prudenza! Andate piano! A presto!
Beh? Allora, com'è andata?
Ometto, guarda che hai vinto!
Tieni, una birra. Beviamocela.
Ah...
Ah!
Ti rendi conto quanto è strana la vita? Eh?
Io "una botta" a quella madre gliel'avrei data, ma non mi sembrava il caso.
Si è messa a parlare del marito, dei cazzi del marito, del lavoro del marito.
A me sapere che ti sei divertito basta e avanza.
Questo è l'importante per papà.
Se non lo sapevi prima, ora lo sai.
Dai, scopatore, brindiamo!
Oh!
A quest'estate del cazzo!
Scemo! Due minuti e vado.
(Narratore) "Di solito, vivo gli ultimi giorni di vacanza con ansia."
"Faccio il conto alla rovescia"
"e allo stesso tempo cerco di fermare il tempo, fino all'ultima sera."
"Ma non fermo niente, e quel giorno arriva,"
"papà apre la porta e dice: 'Sveglia!"'
"Quest'anno invece non ho sentito alcuna ansia."
"Non ho fatto conti alla rovescia, nemmeno l'ultima sera."
"Ho solo guardato un film."
"Credo che sia io che Dennis ci siamo tranquillizzati."
"Siamo maturati."
"Papà ha aperto la porta e ci ha svegliati."
(Vilma) "Mortacci tua", stronzo!
"Bocchinaro" di merda, "mortacci tua", vaffanculo!
"Mortacci tua"! Mezz'ora!
- Ma tu non avevi la macchina? - Mi hanno ritirato la patente.
E perché?
Ci stai provando con me?
Come pensi che te la cavi?
Ottimamente.
Ma va' a cacare.
Senti, se ti dico un segreto, mi prometti che non lo dici a nessuno?
Tipo che sei frocio?
No, davvero.
Che vuoi?
Sto costruendo una bomba, per far esplodere l'intero quartiere.
Così finisce tutto.
Comunque non sono solo io a lavorare al progetto.
Io sono quello che decide le cose.
Ma vaffanculo!
- Te lo volevo dire per la tua bimba. - Hai rotto il cazzo!
Aò, io sto andando al lavoro, eh. Ha chiamato tua cugina, dopo passa.
(SCATTO FOTOGRAFICO)
(Renata) Quel ragazzino stava costruendo una bomba dentro casa.
- Mmh.
gli artificieri,
che hanno tolto tutto.
- Mmh.
ma un pericolo per tutti quanti, mica solo per la famiglia, voglio dire.
Mmh.
È uno strano, no?
- Non ci sono parole.
veramente questo si teneva una bomba
sul tavolo della cameretta sua.
insomma, non ci aveva neanche fatto caso.
che doveva fare una ricerca.
hai detto bene tu.
- Da'? - Scusa, ti devo lasciare.
Ho una telefonata di lavoro sotto.
- Scusami, ciao. Ciao, ciao.
(RUMORE DI PASSI)
(Bruno) Vado a fare due tiri fuori.
(BRUNO FISCHIETTA)
(RESPIRO AFFANNOSO)
(VOCI DALLA TV)
(Alessia) Che hai, mamma?
Niente, Alessia. Zitta.
(Dalila) Ho il ciclo. Mamma ha il ciclo.
(VOCI DALLA TV)
Sentite, oggi mamma si è rotta le palle di cucinare, eh?
Ve ne andate al cinema, così vi vedete qualcosa e vi mangiate i pop-corn.
- Forza. - Mamma, 100 euro?
Forza, dai! Andate!
(VOCI DALLA TV)
Com'era il film, bello?
- (Bruno) Sì? - Sì.
(Bruno) Bravi.
Senti, ce ne andiamo a fare una passeggiata tutti insieme, eh?
A papà non va di tornare a casa.
No, dai, per favore, sono stanca. Poi domani c'è scuola.
Ah, sì? Eh, certo.
Invece decide papà.
(Bruno) Lo facciamo lo stesso, un bel giretto.
Papà.
Posso chiederti una cosa?
(Bruno) Dimmi, Dennis.
Ma, tu e mamma...
Cioè, state bene?
Cioè...
Tra te e lei è tutto ok?
(Bruno) Scendi un po'.
- Scendi. - (Alessia) Dai, papà!
Alessia, zitta, non sto parlando con te.
Dennis, scendi da questa macchina. Scendi!
Vieni qua, forza!
Vieni!
(Bruno) Ripetimi che hai detto.
- Che hai detto? - Niente.
Ora te lo faccio vedere io come stiamo io e tua madre.
Vieni qua!
(DENNIS GRIDA) Vieni qua!
Come stiamo io e mamma?
Io e mamma come stiamo?
"Testaccia de cazzo"!
Vieni qua! Alzati, che non ti ho fatto un cazzo!
Merda umana che non sei altro!
Sali in macchina, stai zitto e guai a te se fiati!
Io e mamma stiamo bene!
Io e mamma.
Tu non hai niente da dire, Ale'?
(ALESSIA SINGHIOZZA)
(Bruno) Guai a chi parla!
Sono io che dovrei piangere, qui!
(Narratore) "Oggi abbiamo fatto una scampagnata."
"È stato strano, perché non era né domenica né sabato"
"né un qualsiasi giorno festivo."
"Noi però non abbiamo detto niente, perché la scampagnata ci andava."
"Durante il viaggio ho sofferto di mal d'auto,"
"ma quando sono scesa mi sono sentita subito bene."
"Mi sentivo bene e stavo davanti a quella bellissima distesa verde."
"Papà invece ha avuto il mal di denti e non gli è mai passato."
(Bruno) Devi essere contento di avere due genitori così.
Devi essere contento.
Capito?
Perché è normale che a volte le cose non vadano proprio come vorresti tu.
(Dalila) Capito?
Anche mamma, quando era bambina, stava con nonna...
non poteva fare tante cose... voleva partire...
Alessia!
Mamma!
Dove siete tutti?
Dennis?
Mamma?
Papà?
Sei il miglior padre che conosca.
Pure tu sei la miglior madre che conosca.
Mi piace mangiare anche solo la crosticina.
Guarda, così.
Togli tutto. Prova un po'.
Così.
Comunque sì, ho deciso, ti ritiro da quella scuola.
C'è un sacco di malessere, in quell'ambiente.
Cambiamo casa, scuola e città e andiamo avanti. Sì.
Quindi per un po' niente studio, mentre io cerco un posto nuovo.
Andrei direttamente a Roma.
Che dici? Questa campagna ci ha rotto il cazzo!
È pieno di bigotti, si vive nell'arretratezza.
È una massa di merde.
Chiedo a mio cugino, a Casal Bruciato, se ci possiamo appoggiare da lui.
Ci stringiamo nel letto in salone.
(AMELIO RIDE)
È divertente! Che bello, no?
Ti ricordi quando facevamo tutte le notti insieme? Che culo!
Che ficata.
Ciao.
Vai via pure tu?
Sì.
Ho trovato questo nelle patatine.
È tuo, te lo regalo.
Ok, ciao.
(Amelio) Aò! Aò!
Andiamo a prendere carne e frutta.
Andiamo.
Che hai in mano? Fa' vedere.
Che è questa zozzeria? Butta questo coso. Andiamo, dai.
Dai, su, muoviti!
(Preside) Avanti, prego.
Che bel sole oggi, eh?
- Salve, professore. Prego, si accomodi. - Ciao.
Allora...
Sicuramente sarà al corrente delle notevoli pressioni
che ci sono state mosse, nei nostri confronti...
in questo istituto, da genitori e insegnanti.
Pur senza...
Pur senza intenzionalità...
è stato lei a fornire le nozioni
che gli alunni hanno successivamente messo in pratica.
- Intendo per costruire le due bombe. - Appunto.
Io che ne potevo sapere che quel bambino era matto?
Non se ne sono accorti i genitori, me ne dovevo accorgere io?
Purtroppo però, per la situazione che è venuta a crearsi...
non ci rimane altro che sostituirla con un suo collega.
- Sì? - Sì.
Non pensate che mi abbiate sconvolto.
"Oddio! Licenziato da questa scuola di spastici!"
Comunque lo avevo capito da come mi guardavate tutti all'entrata.
Quindi fai poco la splendida.
Bene, la situazione è questa.
Ora per favore esca, abbiamo diversi appuntamenti stamattina.
Certo, certo, capisco.
Potrei almeno svolgere la mia lezione di oggi?
Certo che può.
(insieme) Buongiorno.
(CANZONE DALLA RADIO: "QUESTO BELLISSIMO GIORNO" DI ANNALISA)
(PIANTO DI NEONATO)
È nostra figlia che piange?
Non senti che è un cane?
No, mi sembrava nostra figlia.
- Già è cagna. - Quanto sei testa di cazzo!
Fa' il serio.
- Faccio il serio. - Eh!
- Eh! - Sei il padre, cazzo.
E tu la madre.
- Eh. - Oh, ma stiamo facendo i seri.
Abbiamo fatto benissimo ad andarcene.
Se stava da tua madre, la ragazzina ci cresceva già morta.
Sì, sì.
È vero, è il primo passo, però.
- Dobbiamo crescere, ora. - E cresciamo.
Una volta.
Una volta sola possiamo crescere.
Vabbè...
Domani, come arriviamo a Spinaceto, ci organizziamo.
Ci prendiamo una pensioncina.
Io sento il mio amico che fa l'aiuto "pizzettaro".
Fa un sacco di soldi. Così faccio un sacco di soldi anch'io.
Se ti annoi a casa, ti trovi un lavoretto.
Vai a fare la barista o la cameriera.
Ti interessa ora, eh? Così abbiamo il secondo stipendio.
D'estate andiamo a ballare a Ibiza.
A Ibiza.
A Ibiza, dove ci pare.
Amo', comunque come prima cosa dobbiamo andare all'anagrafe.
Non possiamo aver chiamato nostra figlia come una canzone di Vasco Rossi.
L'abbiamo chiamata insieme, che cazzo ridi?
Sara, dovevamo chiamarla.
- Come la canzone di Meneguzzi, te la ricordi? - Sì.
- Quella sì che è la nostra canzone. - Vabbè...
(CANZONE DALLA RADIO: "SARA" DI PAOLO MENEGUZZI)
Ma che vuol dire?
Ma che cazzo...
Ma che cazzo!
♪ Sotto il sole
♪ Hai deciso di partire
♪ Per cercare un'altra vita
♪ Da seguire
♪ Sara, che cammini verso il sole
♪ Contro gli altri, contro tutti
♪ Tu vuoi vivere ogni istante
♪ Della vita ♪
Vilma.
Stai piangendo per il nome?
Aò, il nome lo cambiamo!
Vilma...
Ehi.
Svegliati, sono le quattro.
- Devo andare un attimo in bagno. - Ok.
Aò.
Dennis.
Madonna, questi...
Ale'!
Ale'.
(Dalila) Ragazzi.
(DALILA GRIDA)
(Dalila) Oddio! Aiuto!
(DALILA GRIDA)
(DALILA SINGHIOZZA)
(Dalila) Oddio, Bruno! Bruno!
(DALILA GRIDA)
(Dalila) Aiuto!
(DALILA SINGHIOZZA)
(Dalila) Bruno!
Strano che non vi abbia mai parlato del maliatone.
Eppure è un argomento davvero interessante.
(Bernardini) Il...
malathion.
Sì.
Quanti di voi hanno un giardino?
(Bernardini) Scommetto tutti, no?
i vostri genitori tengano una confezione di maliatone.
sulla mosca mediterranea, negli anni '80.
Aiuto!
(Bernardini) È in grado di paralizzare le strutture nervose
di zanzare e altri insetti,
nonché di eliminare le uova nei pidocchi adulti.
(GRIDA)
(Bernardini) Parliamo di un prodotto veramente pericoloso.
inattivatrice sulle colinesterasi
è forse il più pericoloso antiparassitario agricolo in commercio.
(GRIDA)
Comunque...
comunemente reperibile in ogni negozio.
Il prezzo è anche basso.
(GRIDA)
Ada.
Amore, sveglia.
(SINGHIOZZI)
Io vado di sotto a lavorare.
Ci si vede a pranzo, ok?
(GRIDA)
(Narratore) Le pagine del diario si esauriscono qui.
Le ultime le ho riempite scrivendo sempre più in piccolo,
stringendomi sui bordi.
Sono stato tentato di comprare un nuovo diario,
per proseguire gli eventi successivi,
così un giorno sono andato in cartolibreria
e ne ho sfogliati diversi.
Erano tutti ottimi, poco costosi e completamente vuoti,
ma sentivo che non era la stessa cosa.
Guardandoli, non sapevo come li avrei riempiti.
Mi mancava l'ispirazione.
Quindi non comprai nessun nuovo diario.
Presi "Gazzetta" e "Guerin Sportivo" e ritornai alla monotonia estiva
fatta di calciomercato, taglio di meloni e maledizioni dei villeggianti.
Io ho risolto così. Vi consiglio di fare lo stesso.
- (Amelio) Oh! - Bello!
- (Amelio) "Ammazza"! - Vieni qua!
Quanto sei bello, "li mortacci tua"!
- Che hai fatto? - Che ho fatto?
- Hai perso i capelli? - Lascia stare i capelli.
- Stai invecchiando. - Che mi frega?
Sto senza lavatrice da una settimana, mi lava i vestiti Rosaria.
- Ancora non è morta? - Chi l'ammazza?
- "Anvedi" questo ragazzino! - Hai visto?
Sei diventato "una branda"! Da' un bacio a zio, forza.
Aò, su! Bello! Vieni dentro, vieni.
- Dammi la borsa. - (Amelio) Questi li appoggio qua.
- (Sergio) Mi hai portato i biscotti? - (Amelio) Sì, li ho presi al forno.
Sono proprio contento che vi fermiate un po' qui da me, lo sai?
- (Amelio) Io pure. - Ti presento tutti quelli del quartiere.
(Amelio) Mettiti a sedere.
- (Sergio) Te li ricordi? - (Amelio) Certo.
(Sergio) Mimmo...
(RISATE)
(Sergio) Il principe, la lupotta...
- (Amelio) Senti... ma Omar? - (Sergio) Omar non c'è più da due anni.
- Lo hanno arrestato? - Lo hanno ammazzato.
- Gli hanno sparato qui al parchetto. - Ah.
- Eh. - Non lo sapevo.
Non far caso al casino,
una settimana con la febbre e non sono riuscito a mettere a posto.
- Non farci caso. - Non preoccuparti.
Io mi sistemo qui stasera.
Io dormo qui e voi vi mettete in camera mia.
- Lascia perdere. - Ti dico che mi fa piacere!
Va bene, apprezzo.
Anzi, apprezziamo.
Questo matto stava costruendo una bomba in camera da solo.
- Beh? - Ha fatto tutto da solo!
Si vedeva che era intelligente, ha il sangue nostro!
Vabbè...
Sai dove può far carriera, il ragazzino?
(Amelio) Dove?
Nella NASA.
Ci sarà un corrispettivo della NASA in Italia?
Certo, per forza. Mica "pisciamo dal ginocchio".
(Sergio) Intanto ci facciamo questa cenetta, daje.
la coppa, il vino.
- Ti voglio bene. - (Sergio) Pure io. Tanto.
Che bella giornata, eh?
Domattina ci svegliamo alle sette.
Andiamo a cercare uno smerigliatore a poco.
Poi passiamo in officina da zio.
Prima però ci facciamo "Corriere", cornetto e cappuccino al bar.
Che dici?
Ok.
Buonanotte.
(Narratore) Sento del rimorso
per avervi raccontato questa storia insensata, amara e pessimistica.
Vi meritavate forse qualcosa di più realistico,
una storia normale, di quelle che accadono tutti i giorni.
Non lo sfogo di un annoiato dalla vita.
Vi chiedo scusa.
Ricominciamo da zero.
(Uomo, TV) Il GP della Malesia è stato sospeso
a causa delle pessime condizioni meteorologiche
che non garantivano le condizioni ottimali per lo svolgimento della gara.
- Ti dà fastidio, abbasso un po'? - No.
(Uomo, TV) Linea allo studio.
Ci metto sempre un po' prima di prendere sonno.
(Donna, TV) State per vedere immagini scioccanti.
oggi pomeriggio a Spinaceto.
i genitori di una bambina di pochi mesi
avrebbero ucciso la neonata affogandola nella vasca da bagno.
si sarebbero gettati dal balcone della stanza in cui pernottavano.
sono state rinvenute diverse scatole di ansiolitici e antispastici.
avrebbero sentito i due genitori discutere
e minacciare l'uno il suicidio all'altro.
perché al furioso litigio sarebbe seguita un'ora di tregua.
nelle prossime edizioni.
(CANZONE: "PASSACAGLIA DELLA VITA" DELLE BIRDS ON A WIRE)
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