All language subtitles for Hanno rubato un tram (1954) ITA

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Original subtitles

< Questo � il deposito dei tram che circolano a Bologna.

< Oggi � domenica, ma per i tranvieri la domenica non esiste.

< Certe domeniche il lavoro dei tranvieri � pi gravoso del solito.

< Per questi tre la domenica inizia adesso.

< Hanno appena finito il servizio e la prima cosa che fanno

� andare al campo delle bocce come a uno spettacolo.

< La nostra semplice storia ha inizio con un'appassionata partita

tra il controllore Rossi e il capofficina Stefanutti

contro il bigliettaio Bernasconi e il guidatore Mancini.

- Tiro io o tu? - Tira tu, tanto poi tiro io.

E' ancora nostro.

E' difficile levare quel punto. lo quasi non tirerei.

- Ma buttala... - La butto cos�... come va, va.

Scusi, per favore. La butto...

Siamo a teatro? Dammi la boccia.

II punto non vale. Hai tirato dopo aver superato la linea.

Guarda il piede. - Ho continuato a camminare dopo aver lanciato.

E' come dico io. - "lo" come giocatore o come controllore?

Come dico io! - II servizio � servizio e il gioco � gioco.

Ho oltrepassato?

Tocca a me. Largo.

Vada a posarla con la mano! Guardi dove ha messo il piede!

Non fermarmi mentre tiro, mi fai perdere tempo!

Pu� tirare anche da met� campo,

ma non c'� soddisfazione per un giocatore come lei!

Non fermarmi! Non fermarmi!

Parla come giocatore.

lo non I'ho fermato. - II campo pende, bisognerebbe spianarlo.

Sono cose che succedono, a volte per la rabbia non ci si vede pi.

Amico, io ci vedo benissimo. E' la pendenza del campo.

Ogni volta che si gioca con te si deve litigare.

- Che ore sono? - Sono... - E' tardi, vado via.

- Come? - lo vado via. - Ci mancano 4 punti per vincere!

Me ne vado, non gioco pi!

Lo dice come giocatore o come capo? - Come tutt'e due!

A Testa di Cane qualche giorno gli faccio...

II campo numero 1 fa schifo! Fatelo spianare!

Si faccia spianare la "panza"!

Speriamo di arrivare in tempo! Grazie tante, dove devo andare?

L�, prenda il primo tram che passa. - Grazie, buongiorno.

Cesare, non partire perch� qui c'� un cane.

Ci muoviamo solo quando si presenta il padrone!

- lo non sono scemo! - Cosa succede?

Vogliono fare i furbi! Sanno che � vietato portare i cani e li portano.

- Allora fallo scendere! - Non so chi �!

- II cane? - No, il padrone.

Fai scendere il cane e scender� anche il padrone.

Via! Hai capito che devi andare via? Via!

Non � questa la maniera di parlare con i cani. Ci vuole pi gentilezza.

Non ballare la rumba, ascoltami.

Non si pu� viaggiare in tram, � proibito dal regolamento.

Non solo i cani, anche i cammelli, i somari, i cavalli.

Dunque, ascolta me.

Noi siamo in ritardo e c'� Testa di Cane che mi sta aspettando.

Perci� devi scendere.

Cos�, bravo.

- Non � suo quel cane? - No.

- Allora biglietti. - Due.

Si accomodi avanti.

- Devo risolvere sempre tutto io! - Cos� imparano a fare i furbi!

II cane ci corre dietro. - Stia tranquillo, non ci raggiunger�.

- Potrebbe andare pi� piano? - Non abbia paura.

Non ne ho, ma il cane � vecchio, con uno sforzo simile potrebbe morire.

- Allora lei � il padrone. - S�.

Poteva dirmelo prima, sono gi� in ritardo. Doveva scendere.

S�, ma devo ritirare la pensione e chiudono lo sportello.

Tesoro, hai corso tanto? Ecco qui la padrona!

- Le sono obbligato. - Non � niente.

- Mi saluti al cane! - Grazie tante, lo far�!

Come al solito.

Carlo, Testa di Cane ci sta aspettando.

Ahi! Siamo in ritardo!

Spostiamo I'orologio.

- Signor capo, buongiorno. - Come al solito. - Che � successo?

Mancini, non posso passare sopra a un ritardo di 6 minuti.

E' ancora arrabbiato per la partita?

II gioco � gioco e il servizio � servizio. - Che ora fa?

- Forse il suo orologio va male. - Le 13,35 precise.

- lo faccio le 13,16. - lo le 13,25.

- E quello fa le 14,10. - Da venti anni fa le 14,10!

- Scusi, mi dice I'ora? - Le 14,20.

Macch� 14,20! - Per questo noi italiani non andiamo mai d'accordo!

- Ciao, Cesarino. - Ciao. - Come va? - Cos�.

- Ci sono novit�? - La solita vita.

Di I� c'� il fidanzato di Marcella.

Allora mi lavo le mani. Perch� � venuto?

Ha portato dei fiori e I'abbiamo invitato a pranzo.

- Poteva portare anche del caff�. - Perch�?

- Ha un negozio di drogheria. - Alle fidanzate si portano i fiori.

Ma a me piace il caff�.

E' arrivato pap�.

- Ciao, pap�. - Buongiorno, signor Cesare.

Buongiorno.

Mi lavo le mani, state comodi.

- Ho fatto appena in tempo! - Per cosa?

- Per le fettuccine fresche. - Noi abbiamo gi� mangiato.

Senza aspettarmi? - Lui mangia all'una. Non potevo farlo aspettare.

Allora devo mangiare solo?

Sar� un "mostro marino" come dici tu, ma avr� il diritto...

Non hai capito, tu sei il "nostro omino" di casa!

Omino di casa? Perch� non parli italiano?

- Che? - Come devo parlare?

Dopo 20 anni ancora non ti capisco!

Non ti ho mai capito!

Non ci faccia caso, alza la voce come tutti i romani.

Sempre i romani!

Queste sono per la cena?

No, si sta allenando per la gara delle tagliatelle.

Si allena ancora?

- Stai troppo chinata. - Cos� non va bene? - No.

- Ma la mamma... - A mamma gliel'ho insegnato io!

Guarda che...

Le bolognesi non sanno fare le tagliatelle.

- Ma come! - Non le sapete fare.

Le prime tagliatelle le hanno fatte gli antichi romani!

Le ha fatte Emilia, la figlia di Numa Pompilio.

Per questo hanno chiamato Emilia la regione del bolognese.

Emilia, la figlia di Numa Pimpilio, la moglie di Lucullo.

- Di chi? - Lucullo, I'imperatore romano.

Quello che fece il primo tortellino.

E' una fama usurpata che le bolognesi sanno fare le tagliatelle.

Sanno fare appena i tortellini. Sai perch� li sanno fare?

Perch� le sfoglie vengono male, cos� ci fanno i tortellini.

Guarda come si fa la sfoglia. lo sono bravo in tutto.

Vero, suocerina?

- Che bravo! - Va bene? - S�...

- Da mangiare per me? - E' I�.

Come i ragazzini in castigo.

Sono le tagliatelle mie? < S�.

Temo che si siano attaccate un po'.

Le tagliatelle si mangiano calde, fredde si rovinano.

- Come queste. - Appunto, che ti dicevo?

Quello che dicevo io.

Manger� la pietanza.

Cotoletta alla milanese fatta a Bologna per un romano.

Far� un "sandwich".

A Bologna, quando fanno il pane, non pensano che un povero disgraziato

potrebbe avere voglia di un panino?

Con questo che cosa ci si fa? Ci si pu� guidare la nave!

Pap�, ho comprato una stoffa bellissima per il vestito.

E' necessario che Marcella vada alla festa dell'azienda?

S�, Marcella dev'essere proclamata reginetta dei tranvieri.

I concorsi di bellezza sono la rovina delle ragazze.

Non sono i soliti concorsi di bellezza

dove si fa la passerella in bikini.

Questo � un concorso sano, familiare, direi... poetico.

Si cuce, si stira, si fanno le tagliatelle.

E' il concorso per la sposa ideale, cara suocera.

Le ragazze fanno presto a montarsi la testa! Pensano al cinema,

vogliono andare a Roma... Certe cose in casa mia non si sono mai viste.

La festa non si fa qui, ma al CRAL vicino al deposito dei tram.

< Tram! In questa casa si sente parlare solo di tram!

< Questa non � pi una casa, ma il CRAL dell'azienda!

Allora la faremo qui. < Cesare! - Lidia!

E' possibile che dentro casa mia

non sono padrone di dire neanche una parola?

Questa � casa mia. - Se � casa vostra, godetevela in pace!

lo vado a mangiare alla mensa vicino al deposito dei TRAMVI!

Ma Cesare... - Mangiatele voi queste tagliatelle!

La casa � sua, ma la pigione la pago io.

- Cesarino... - Basta. Scusatemi.

- Qualcosa da mangiare. - Brodo? - No. Pasta? - Vado a vedere.

Cesare, manca il quarto alle bocce. - Non posso.

- C'� anche Testa di Cane. - No, se vinco mi mette le multe.

Tu fallo vincere e ti abbuona la multa. - Non mi interessa.

Preferisco la pasta, � da ieri che non mangio! - Andiamo!

- La pasta! - Andiamo!

- Ho fame! - Andiamo!

- E' buona? - No. - S�!

E' nostro.

Fallo vincere.

Va bene, � vostro.

Fallo vincere. Tira con gli occhi chiusi.

Quello non si leva!

- Accidenti, Cesare, che fai? - Non � colpa mia.

Scusi, non volevo, ma...

II gioco � gioco... e va bene.

Ma non voglio essere preso in giro!

Permesso! Permesso! Permesso!

- Aspetti che scendano gli altri! - Dovrei scendere per ultimo?

Lei pu� scendere quando vuole, ma non salire sopra gli altri.

- Mi faccia il piacere! - Che gente!

E' uscito a forza di gomitate!

Guardi come ha ridotto questa piccola signora.

- Gli ha storto il cappello. - Questo va portato cos�!

- Mi scusi, non credevo... - Lei non deve credere!

Come si permette di fare apprezzamenti su mia moglie?

II mio collega non si permetterebbe di fare dell'ironia.

"Collega"! Lasciamo perdere.

Collega! Mi fai ridere!

lo sono guidatore e tu fattorino, perci� sei sotto-collega!

Sono in attesa della nomina e un giorno...

Un giorno! Quando saprai guidare il tram come lo guido io!

Attento!

- Bisogna portarla all'ospedale! - Sollevategli la testa.

Vi credete i padroni della strada!

- Che � successo? - Ha investito una donna!

- Permesso. - Dove vuole andare? - Che vuole?

- Non si scappa! - Ma chi vuole scappare!

Sarebbe troppo facile! Investite la gente e poi scappate!

Non dica stupidaggini!

Cesare, c'� Testa di Cane.

Permesso! Che succede?

Ha ammazzato qualcuno? Che � successo? - Voleva scappare!

- Perch�? - Ha investito una donna. - Dov'�? - La portano all'ospedale.

< Bisogna stare attenti quando si guida! < Lei non si preoccupi.

Lasciatemi, per cortesia. E' sbucata all'improvviso.

Se i tranvieri vedono un ciclista, lo vogliono mettere sotto!

Come faceva a vedere la bicicletta se stava voltato?

Voltato? Si guarda avanti quando si guida!

Non poteva, stava litigando con un passeggero,

perch� quello diceva che lui aveva offeso la moglie.

- Litigavi con i passeggeri? - Non ho offeso nessuno!

- Ora dico le cose come stanno. - No, tu devi diventare muto.

Tenta di corrompere il bigliettaio per non dire la verit�!

La verit� I'ho detta io!

Largo, signori. Permesso.

- Chi � il guidatore del tram? - lo.

II suo nome, per cortesia.

Ecco, c'� tutto.

Gli assomiglia poco, ma era pi magro. - Bene.

Se fosse capitato a me, I'azienda si doveva vendere anche i binari!

Stia zitto. - Torna al tuo posto. Tu presentati domani in direzione.

- La vettura? - Alla vettura ci penso io.

Amidei, vieni qui. Monta, sostituisci Mancini.

Signori, circolare. Via, circolare!

- Dove vai? - Non devo montare?

No, sei troppo agitato. E' meglio che tu vada a casa.

Togli la bicicletta da l�.

< Fai presto.

- La tessera, per cortesia. - Eccola. - Grazie.

- Arrivederci. - Buongiorno. - La bicicletta?

- Non � mia. - II responsabile � lei.

Si preoccupi almeno di restituirla.

Non so neanche dove I'hanno portata. - All'ospedale Maggiore.

- Che hai da guardare? - Non posso neanche guardare?

Ce I'ha con me?

Ci ammazziamo anche tra noi?

Proprio a me doveva capitare!

Ho tutti i sedili sporchi di sangue! - Che ci vuol fare?

Niente, per�...

- Come sta? - E' morta.

Com'� successo?

E' stata una cosa fulminea, stava nel bar vicino a me.

E' uscita, un uomo ha tirato fuori la pistola e le ha sparato

un colpo in mezzo al petto.

- L'hanno arrestato? - No, � scappato.

E ci sono andato di mezzo io!

- Bella botta! - Altro che bella!

Scusi, hanno portato una donna ferita con un taxi? - S�.

- L'ha vista? - S�. - E' grave? - E' morta.

E' morta!

- Mamma mia! - Perch� lei...

Sono stato io, ma non ho colpa, io...

Voi meridionali per questioni d'onore...

Macch� questioni d'onore! Neanche la conoscevo.

Ha combinato questo guaio senza conoscerla?

Uno prima di ammazzare una persona si deve informare come si chiama?

- Ora come faccio? - Dia retta a me, si costituisca.

In questi casi � meglio presentarsi che essere presi da loro.

Dovrei costituirmi? - Pu� risparmiare qualche anno di galera.

Lei non ha capito.

Povera me!

La mia bicicletta!

Ma... allora lei non � morta.

Non le bastava avermi investito? Voleva vedermi morta?

- No, I'ha detto lui. - Allora non ha sparato lei!

No, sono contento di vederla viva! - E' stato un miracolo.

- lo ho frenato... dove va? - A casa.

- Se permette I'accompagno. - Guardi che � successo!

La mia povera bicicletta! Ora come far� ad andare a lavorare?

Non � niente, gli diamo un'addrizzatina alla ruota...

Ma cosa vuole raddrizzare, ne serve una nuova!

- Arrivederci e grazie. - Arrivederci.

- La bicicletta � riparata. - Grazie.

Far� finta di aver lavorato un mese gratis.

Senta... quando la chiameranno all'azienda...

Potrebbe dire che la colpa � stata di entrambi? - Certo.

- Bisogna aiutarci tra noi. - Sicuro.

- Dove lavora? - Sono cuoca da Leonida.

II ristorante in via Alemagna, lo conosco.

- La ringrazio tanto. - Grazie a lei. Arrivederci.

Poi se la prendono con i tranvieri!

E' destinata a morire sotto a un tram.

E' una cosa veramente spiacevole.

La responsabilit� di lasciar guidare Mancini...

io non me la prenderei.

Scusate, io conosco Mancini... come questa tasca.

E' per questo che gli voglio bene.

Per me � la pi buona tasca... persona che ci sia nell'azienda.

Sempre dopo di voi! Non gli sono mai capitati veri incidenti.

Certo � un po' pericoloso, se non � a posto con i nervi

un incidente pu� sempre capitare.

Vuoi dire se non � a posto con la vista.

Ha la vista difettosa?

No! Ci vede benissimo!

Signor capo, gli dica come prende il pallino!

Quella � fortuna! Per leggere ha bisogno degli occhiali.

S�, � presbite, ci vede troppo.

Scusate.

Lui per leggere il giornale lo dovrebbe allontanare,

ma ha le braccia corte, quindi mette gli occhiali...

- Bernasconi, puoi andare. - Buongiorno, signor ispettore.

Scusi. Di nuovo buongiorno.

Arrivederci.

- Cesare... - Allora?

- Una buona notizia. - Che hanno detto?

Caro collega... - Dimmi, non mi far stare sulle spine.

- Caro collega. - Va bene, ma cosa hanno deciso?

Hanno deciso di promuovermi a guidatore.

Sono contento, ma di me che hanno detto?

Stai tranquillo, ti ho sistemato io. - Chiss� che hai combinato!

Ti ho difeso per un quarto d'ora. Quindici minuti.

- Va bene, ma che hanno detto? - Ho detto...

- C'era anche Testa di Cane? - S�. - Sono fregato.

No, stai tranquillo. Per� non staremo pi insieme. - Perch�?

Hai mai visto due guidatori in un tram e senza bigliettaio?

- Scusa, non ci pensavo. - Vai, Cesare.

Un momento.

- S�. - Mi aspetta? - S�.

< Avanti.

- Buongiorno, ispettore. - Buongiorno, Mancini.

- Sieda. - Grazie.

Mancini, questa volta � un po' grave.

Perch�? Non � successo niente.

L'investita � pronta a dichiarare che non ha sub�to danni.

- Le far� firmare una dichiarazione. - Per� I'investimento c'� stato.

Hai avuto un'inqualificabile distrazione.

- Signor ispettore... - A proposito, leggi qui.

S�.

- Lei crede ancora a queste cose? - Quali? - I dischi volanti.

- Leggi sotto. - S�.

"Nel grossetano..." - Quello � il sottotitolo, leggi I'articolo.

Dia retta a me... sono tutte chiacchiere dei giornali.

lo non ho mai visto un disco volante eppure ho fatto I'orario di notte...

Se non riesci a leggere un giornale, come fai a guidare un tram?

Quando guido un tram guardo il traffico, quello che sta davanti.

Non leggo il giornale mentre guido.

Caro Mancini, mi � stato presentato un rapporto preciso.

Ti devi convincere che la mancanza c'� stata. Sar� doloroso...

- Mi licenziano? - No! Questo no!

Tenuto conto della tua et�, del tuo carattere,

- del tuo stato fisico... - Allora?

Un provvedimento sar� inevitabile.

Non vorr� dire che mi retrocedono a fattorino?

Retrocedere non � la parola pi adatta.

No, mi dispiace, fattorino no. Preferisco essere licenziato.

Lo consideri un lavoro disonorevole?

Non � disonorevole,

ma � come se dopo 40 anni che vado in giro con i pantaloni lunghi,

andassi in giro con quelli corti.

Non � la stessa cosa.

Lo so, non � lo stesso, ma... la vergogna davanti a chi mi conosce...

Di mia moglie, di mia figlia.

Mia figlia ora si � anche fidanzata. II fidanzato, i genitori...

Signor ispettore, il fattorino no. No.

Biglietto, signori.

Biglietto. Grazie.

- Biglietto. Ha spicci? - No.

- Come faccio? Tutte carte grosse. - E il mio resto?

Devo dare il resto di 500 lire a questo signore e non ce I'ho.

Tenga, vuol dire che dopo...

Va bene, dopo le do le 1.000 lire.

- Lei il biglietto I'ha preso. - lo le ho dato 1.000 lire.

- Me le ha date, ma le ha riprese. - E lei si riprenda il biglietto.

Lo deve tenere lei perch� se viene un controllo, io sono nei guai.

- Allora mi ridia il biglietto. - E lei mi ridia le 1.000 lire.

- E lei mi dia il resto. - Lei si fida di me? - No.

- Lei si fiderebbe di me? - S�. - Allora va bene cos�.

No, perch� lei ha le 1.000 lire e il biglietto.

- Voi bigliettai... - Non sono bigliettaio.

- E' ispettore? - Quello che sono, sono.

Voi siete sempre distratti quando dovete dare il resto.

- Le mando il bigliettaio. - Va bene, � meglio.

- Che modi! - Scusatemi.

- Un tram si guida cos�? - E' quello che dico io.

Perch� mettono un bigliettaio cos� ingombrante in un piccolo tram?

I bigliettai non sono come i fantini che hanno un limite di peso.

I passeggeri non sono come i cavalli che gli si pu� montare sopra.

lo non monto sopra a nessuno. E in fondo neanche lei � magro.

- Non si arrabbi. - Sono tranquillo.

Noi grassi dobbiamo essere buoni, altrimenti saremmo magri.

In questa via c'� il negozio del fidanzato di mia figlia.

Cosa vende? - E' una drogheria. Lasciami guidare un attimo.

Perch�? - Non voglio che mi veda fare il bigliettaio. - Tu sei matto.

Appena passato il negozio, ti chiamo. - Guarda avanti.

- Scusi, il mio resto? - Quale?

< Le 500 lire. < Aspetti un attimo.

Carlo, dammi la borsa, c'� Testa di Cane!

Hai lasciato il tram da solo!

- Salve, capo. - Vai. Biglietto, signori.

Biglietto, per favore... Cominci bene il servizio!

Giocando a soldi con i passeggeri!

Signor capo... � successo che mentre...

davo il resto, mi � caduta la borsa.

- Lei � il bigliettaio? - No, sono quello che fa i rapporti.

- Ciao, Cesarino. - Ciao.

- Tutto bene? - Insomma...

Cosa c'�? - Non ti viene mai in mente di risparmiarmi una fatica.

Quale? - Mi vedi stanco, toglimi il cappello e attaccalo.

- Scusa, non ci avevo pensato. - Grazie.

La sarta sta misurando il vestito a Marcella. - Davvero?

- Vuoi vedere com'� carina? - Adesso vado.

- Che hai? - Niente, perch�?

- Tu mi nascondi qualcosa. - lo?

Sono stanco, fare il tranviere non � uno scherzo.

Povero il mio maritino stanco!

- Leva la mano. - Perch�?

- Mi viene da piangere. - Davvero?

S�, perch� ti puzzano le mani di cipolla.

Sto facendo il soffritto. - Vai in cucina, altrimenti si brucia.

Vai...

Questo le sta proprio bene, � perfetto. - Dice?

Si provi la camicetta.

Ecco, le sta benissimo.

La scollatura la facciamo 2 cm. Pi profonda. - Come vuole.

- Si guardi. - Carina.

- Ciao, pap�. - Ciao, Biancaneve.

- Non dico a lei. - Ti piace? - S�.

Con questo vestito le daranno di sicuro il primo premio.

Pap� dice che mi spetta solo perch� sono sua figlia,

lei per il vestito, ma io non ho qualit�?

"Ragazza investita da un tram in piazza Minghetti..."

E' la linea tua.

- C'� anche il nome? - Certo.

Una disgrazia pu� succedere a tutti, la colpa � stata sua.

Tu come lo sai?

Ho lasciato gli occhiali nella borsa. - Quale borsa?

A Piazza della Borsa, dove prendo il caff�.

- Come si chiama? - Tina Ferraresi.

- C'� qualche altro nome? - Ne dovevano mettere altri?

No, per me potevano anche non pubblicarlo.

Le tagliatelle sono calde, vuoi venire a mangiare? - S�.

Scusatemi.

Eccole qua.

- C'� poco sugo. - No, � sotto, gira bene.

Finalmente posso mangiare un piatto caldo!

Signore, biglietto!

- Dove I'hai preso? - Nel cassone. - Quale cassone?

- Non lo so. - Nel cassone?

Dev'essere la borsa di quando facevo il fattorino.

Non I'ho mai vista.

Non I'avevi regalata a quell'uomo che ti portava la roba in guerra?

Quello che faceva la Borsa Nera!

Poi me la feci ridare, era pericoloso. La borsa era mia.

- Non ce I'hai mai detto. - Vi devo dire tutto?

- Vi dovrei dire anche... - Cosa?

- Cosa? - Aspetta, lasciami pensare!

- Permetti? Vi dovrei dire... - Che cosa?

Niente! Non vi voglio dire niente. Un uomo non deve dire niente.

Sar� come dici tu, ma per me quella borsa non � mai stata nel cassone.

- Se c'era, significa che ci stava! - Non alzare la voce,

non siamo soli.

Qui le tagliatelle fredde o calde non si mangiano mai! Me ne vado.

Anzi, prendo la borsa, cos� evitiamo ogni discussione!

Contente?

- Buongiorno. - Buongiorno. E' tardi per mangiare.

No, io... cerco la cuoca...

Leonida, una Coca-Cola per il signore. - Subito.

No, non voglio la Coca-Cola. Voglio la cuoca Tina Ferraresi.

- Lei � quello dell'investimento? - Gi�.

Dovrei parlarle, le dispiace chiamarla? - Si accomodi in cucina.

- Posso andare? - Certo, vada.

- Tina, ti cercano. - Grazie. - Prego.

- Buongiorno. - Come mai da queste parti?

- Vorrei chiederle una cortesia. - Certo.

Lei � stato molto gentile con me, si accomodi. Arrivo subito.

Lei � veramente gentile, si sieda.

Questa � la dichiarazione da firmare.

E' una formalit� per la nostra azienda.

"Spettabile Azienda Tranviaria Municipale di Bologna.

lo sottoscritta Tina... lei si chiama proprio Tina?

Mi chiamano Tina, ma il mio vero nome � Leontina. - Brava.

E' meglio mettere Leontina.

Leontina Ferraresi.

"Dichiaro di essere uscita illesa dall'incidente del giorno...

in Via...

Dichiaro di non avere niente a pretendere..."

Le solite cose... firmi qui e stia tranquilla.

Firma leggibile.

L-e-o-n-t-i-n-a.

Carino questo nome.

Hanno pubblicato il mio nome sul giornale. - S�.

- Per� il suo non I'hanno messo. - lo sono modesto... noi tranvieri...

Vorrei sapere il nome del cronista

che ha scritto "la trentaseienne" mentre ho solo 32 anni.

Guarda come esagerano questi giornalisti!

Lei non ne dimostra neanche quaranta! Sono quelle cose...

- Le serve altro? - No, basta cos�, grazie.

Va via? - S�, ho tante cose da fare. Sono gi� le quattro!

Porca miseria! Tra dieci minuti devo prendere servizio!

Dopo tanti anni che vado in tram, se vado a piedi, mi perdo!

Che strada devo fare per prendere un tram da qui?

Da qui � lontano, la porto io in bicicletta.

- Dove mi metto? - Sul sellino.

- E lei? - lo pedalo in piedi.

- Ce la fa? - Certo.

- No, la bicicletta. - Si accomodi a sedere. - Grazie.

- E' robusta, eh? - La bicicletta?

No, lei.

Attenzione.

Caspita, ragazzi!

- Attenta a non prendere qualcuno. - Tranquillo, non sono un tranviere.

Sta proprio cercando guai.

Bisogna partire, se viene, te lo mando di corsa.

Al prossimo giro ti faccio trovare un cambio. - Vado? - S�.

Eccolo!

Figurati se non c'era quello! Non dovevo farmi portare!

La prego, si fermi qua.

Le avevo detto di fermarsi!

- Si � fatta male? - No e lei? - No.

Tenga il cappello, le tiro su la bicicletta.

- La ringrazio. - Prego. Arrivederci.

Buongiorno, signor capo, un incidente...

- Ti presenti in servizio cos�? - Perch�?

Con quel berretto e quella borsetta sei in alta uniforme.

Vergognati!

Scriva.

"Si presenta in servizio con borsa e cappello da donna."

"Cambia arbitrariamente il turno di servizio con un collega."

"Risponde male a un superiore."

"Litiga con un passeggero."

Rapporti, sempre rapporti!

In otto giorni sei rapporti. Se continui cos�, perderai il posto.

Ispettore, io cerco sempre di essere gentile con tutti, ma...

capita sempre qualche disgrazia o qualcuno che sfotte.

Come quel Testa di Cane...

insomma, il capo Rossi.

Allora non mi controllo pi. lo ho un carattere impulsivo...

Quando io ero giovanotto avevo il tuo stesso carattere.

Sotto le armi c'era un sergente che mi sfotteva sempre.

Se non mi fossi dominato, avrei fatto tutto il militare in prigione.

Poi ho iniziato a contare.

- Uno, due e tre. - E che succedeva?

Dopo aver contato la rabbia era svanita e rispondevo con calma.

Le liti nascono sempre da un attimo di irresponsabilit�.

Se riuscissimo a dominare I'attimo, non succederebbe niente.

Lo capisco, ma se durante I'attimo uno dimentica di contare?

Caro Mancini, io ti ho dato un consiglio.

Ricorda che se arriva un altro rapporto, potrebbe essere I'ultimo.

- Va bene. - Arrivederci, Mancini. - Grazie, signor ispettore.

lo... cercher� di fare del mio meglio.

Non succeder� pi niente e se sar� necessario, conter�.

- Non chiede neanche scusa. - Non sapevo che eri qui.

- Ma lei... - Cosa?

Uno, due, tre.

Vede?

- La partita � finita. - Quanta gente ci sar� I� dentro?

Bologna-Roma? Almeno 50 mila persone.

- Cominciano ad uscire. - Madonna mia!

Prendo le mie precauzioni, � il terzo che mi rovinano a gomitate.

Cesare, ricorda di non parlare romano.

II tifoso bolognese � pericoloso anche se ha vinto.

Sto a Bologna da vent'anni e ho imparato solo: "sorbole, ragazzi"!

- Lo dici bene! - Per� � poco!

"Biglietto" in bolognese.

Piano, piano.

Piano!

Porco mondo! Siamo dei selvaggi o siamo dei bolognesi?

Carlo, non partire!

Come faccio a partire? Ci sono questi!

La vuole smettere? - Perch� siete cos� ignoranti qui a Bologna?

- Lei � romano? - S�!

Crede di fare come sul campo che ci avete rovinato Cervellati?

Maleducato!

Basta, signori! Datemi la mia borsa!

- Perch� vuole la mia borsa? - Quella � della signora.

Mi scusi, signora. Dov'� la mia borsa?

- La mia borsa! Eccola! - Me I'avevano fregata!

E' romano anche lei?

- Sono di Ferrara. - Noi di Ferrara non parliamo cos�!

- Lo so, sono di Rovigo. - Macch� Rovigo!

Permesso. Permesso, signori. Permesso!

Biglietto. Biglietto, signori.

- II mio cappello? - Eccolo!

Permesso!

- Mancini, che succede? - Non vede che macello?

E' colpa tua. - Mia? - Perch� hai fatto salire tutta questa gente?

Si parte o no? - Si rivolga al capo, non lo dica a me!

Prima combina dei guai e poi chiama il capo!

- Ha fatto il biglietto? - No. - Perch� non hai fatto i biglietti?

Come faccio a vendere i biglietti a questi pazzi disgraziati?

Pazzo disgraziato sar� lei! Gli insegni I'educazione!

- Gliela insegno io! - Mancini, non rispondere!

Avevo promesso al caposervizio che non mi facevo fare pi rapporti,

ma per fare questo dovrei diventare cieco, muto, sordo!

- Modera i termini. - Macch� modera i termini!

Prima di essere un tranviere sono un uomo!

Non voglio pi avere a che fare n� con lei n� con il tram n� con loro!

Lasciatemi passare!

Permesso, fatemi scendere!

- Cesare, hai famiglia! - Vieni qui!

Fatemi scendere. Largo! Largo!

Mancini, vieni qui!

Macch� Mancini! Uno, due, tre, dieci, cinquanta!

Siete tutti matti! Anche tu!

Per togliere quel punto ci vorrebbe Mancini... Scusi.

E' proprio cos�, con quella sfortuna sfacciata!

Una sospensione di tre mesi � stata una punizione severa.

- Non le pare, capo? - Pensa a giocare, tocca a te.

- Ciao, Cesarino. - Ciao.

- Tutto bene? - S�. Levami il berretto.

- Perch� non sei venuto a pranzo? - Ho fatto lo straordinario.

- Fa freddo. - Poi nei giardini...

Quali giardini?

- Facciamo una linea nuova. - Davvero?

Cesare, stamattina hai dimenticato di lasciarmi i soldi.

Non mi sono dimenticato. - Non hai ancora preso la quindicina?

Ci pagano domani, per� stavolta ci sono molte ritenute.

C'� da pagare la luce,

il gas,

- e i libri di Lino. - Pure.

- E poi... - Vediamo domani.

A proposito di Lino, dovresti fargli un discorso.

- Perch�? - Ma senza picchiarlo.

Perch�? - Ha avuto due giorni di sospensione a scuola.

- Che ha fatto? - Non ha voluto dirmelo.

- Dov'�? - In camera.

- Va bene, gli parler�. - Mi raccomando, non picchiarlo.

- Vai in cucina. - Va bene.

So io cosa devo fare.

Giovanotto, vieni di qua.

- Sono uscito, babbo. - Vieni avanti.

- Ci hanno sospeso, eh? - Anche a te, babbo?

- Chi te I'ha detto? - L'hai detto tu.

Volevo dire... che ti hanno sospeso.

Cosa � successo?

Possibile che un padre non debba capire un figlio? Che ha detto?

Che hanno tirato una pallina al maestro, ma non � stato lui.

Non devi parlare in dialetto con il babbo, capito?

Devi parlare in italiano come parla tuo padre.

Dunque, chi � stato?

Non lo so, il maestro voleva punire me e gli ho risposto male.

Non potevi parlare educatamente e fargli capire la tua innocenza?

Lino, forse per te questa punizione non avr� alcuna conseguenza,

sei un ragazzino.

Ma se non impari a rispondere bene adesso che sei piccolo,

poi da grande non saprai pi farlo.

Da grande avrai un lavoro, una responsabilit�,

avrai dei superiori, un figlio.

Come potrai insegnargli a rispondere bene se tu stesso non saprai farlo?

- Non lo so. - Ecco, appunto.

- Non farlo pi. - S�, babbo. Lo prometto.

Bravo. Capisco che sono momenti di rabbia,

ma certe volte prima di reagire bisogna contare.

- Contare? - S�. Contare fino a cento.

- Fino a cento? E poi? - E poi...

Poi fino a mille, se occorre. Ma qualche volta non basta.

- Buonasera, signora. - Buonasera.

Ciao, pap�.

- Ciao, Marcella. - Buonasera. - Salve.

Alla festa vengono anche i genitori di Ivo, sei contento?

S�... oddio...

Cena con noi? - No, grazie, ci vediamo domani sera alla festa.

- Non faccia complimenti. - No, di certo, signora.

Non preparare per me, sono stanco e vado a letto.

"Gallina che non becca ha gi� beccato."

Vedi? Invece di rispondere male a tua nonna, conto.

Ivo, salutami pap� e mamma. Scusatemi, sono un po' stanco.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Cosa c'�?

- Che hai, pap�? - Niente. Che devo avere?

Sono diversi giorni che non mi sembri pi tu.

Magari fossi un altro. Invece sono sempre io, purtroppo.

Marcella, hai proprio voglia di andare alla festa?

- Certo, perch�? - Niente, domandavo solo.

Non sei contento che vengono i genitori di Ivo?

Sono contento, mi fa piacere.

Stavo pensando...

se il servizio mi tenesse occupato fino a tardi...

Ti aspettiamo, non vorrai che dopo tanti preparativi...

Gi�.

Certo che aspetti questa serata.

Poi ti ho insegnato a fare la pasta all'uovo!

Ti devono eleggere reginetta del tram.

Sei cos� carina.

Va bene, ci andremo. Speriamo che vada tutto bene.

- Cesare, un altro cognac? - No, non sono abituato.

Bevi, ti tira su! Sembri un mortorio. Altri due!

Dai!

Attenzione, tra pochi secondi

avr� inizio I'ultima gara.

Si pregano le signore e i signori di tornare ai rispettivi posti.

Cos�, bene.

E ora attenzione!

Finalmente, dopo la gara di cucito e stiratura,

siamo giunti alla finalissima, la gara delle tagliatelle,

per le quali andiamo a preparare i tavoli. Prego.

Spetter� ai signori della giuria

giudicare la migliore concorrente

che sar� eletta reginetta dei tranvieri.

Adesso, sotto gli occhi della giuria,

le nostre graziose concorrenti, dovranno dimostrare di essere degne

delle antiche tradizioni della rinomata cucina bolognese.

Uno, due, tre! Via!

Sorbole! E' in gamba la tua bambina!

E' un momento emozionante.

- Forza! - Brava!

lo le avrei gi� fatte, ma le ragazze d'oggi...

Le uova non sono pi quelle di una volta. - E' vero.

Sorbole!

Pi� svelta!

Brava!

Ecco la prima signorina

che si avvicina emozionata al tavolo della giuria.

E' la numero 3 con il suo piatto di tagliatelle.

Sembrano di seta.

Arriva come un bolide la numero 11!

Terza la numero 9, quarta la 6 e quinta la 12.

La giuria ora sta esaminando la qualit� dell'impasto.

Le signorine tornino ai loro posti, grazie.

Per favore, sgombrate la sala! Questa sera vogliamo ballare!

La giuria intanto proceder� all'elezione della reginetta.

Tutte le concorrenti hanno dimostrato di possedere quelle doti

che trasformano una brava massaia in una sposa ideale.

Alla giuria I'ardua sentenza.

Attenzione, la giuria ha proclamato reginetta dei tranvieri,

la signorina Marcella Mancini!

Si accomodi, per favore, al tavolo della giuria.

Bene, � veramente brava! Se I'� meritato!

Brava! Questa sciarpa la proclama reginetta dei tranvieri.

- E' contenta, vero? - S�, molto.

Le offriamo il tranvetto d'oro.

II dono che I'Azienda ha destinato alla pi brava

delle figliole dei nostri tranvieri.

- Ecco. Le piace, signorina? - Tanto, � proprio bello.

Signorina, � sua madre che le ha insegnato a fare le tagliatelle?

- No, mio padre. - Suo padre? E come si chiama?

- Cesare Mancini. - Dove si trova?

L�, vicino al bar.

Preghiamo il signor Mancini di accomodarsi al palco della giuria.

< Venga avanti, vogliamo conoscerla.

Grazie.

Complimenti. La vittoria di sua figlia va maggiormente apprezzata

perch� mi sembra che lei non sia bolognese. - Sono romano.

A Roma si mangiano gli spaghetti, non le tagliatelle.

A Roma si mangia tutto, anche i tortellini.

Si vede, caro Mancini.

Adesso la parola alla reginetta della festa.

Vi ringrazio per essere stata eletta reginetta dei tranvieri...

Sono contenta...

Sono contenta soprattutto per mio padre al quale voglio tanto bene.

Brava! Un applauso per la signorina! Prego.

< Signore e signori, si riprendano le danze!

Mancini non � stato sospeso?

- Non saprei. - E' proprio lui.

Grazie.

Attenzione. Attenzione.

Un momento di attenzione, per piacere.

Siamo spiacenti di dover comunicare che per un errore di scrutinio

I'elezione della signorina Mancini non � pi valida.

Pertanto risulta eletta la seconda in graduatoria.

Tra poco vi comunicheremo il nome. Intanto si riprendano le danze.

- Ci dev'essere un imbroglio! - Prima la eleggono e poi...

- Vado a reclamare! - Vego anch'io!

- Pap�. - Cara.

Non te la prendere, non ci tenevo tanto, sai?

Non la devi togliere, la giuria...

Cesare, ho saputo adesso perch�. Vieni al bar.

Sar� la giuria che ha sbagliato, sono sicuro.

Non devi piangere.

Le candidate devono essere figlie di dipendenti dell'Azienda

in servizio attivo. II padre della ragazza, Cesare Mancini,

risulta sospeso sotto consiglio di disciplina.

- Lei lo sapeva? - Non ci ha detto niente.

II particolare ci era sfuggito, ma poi me ne sono accorto.

II regolamento � il regolamento, non posso farci niente.

Andiamo via, la colpa � tutta di tuo padre!

Attenzione. Attenzione!

La signorina contrassegnata con il numero 11 � pregata

di presentarsi al tavolo della giuria.

Cosa ci vuoi fare, oramai!

Permesso.

Mancini, mi dispiace tanto, ho una rabbia da morire.

Quella ragazza mi era simpatica.

- Ivo e i suoi genitori? - Sono andati via.

Che vergogna!

Perch� non me I'hai detto? - Suo padre non sapeva del regolamento.

Ma sapeva di essere stato sospeso.

A noi non I'ha detto perch� gli faceva comodo. - Le spiego io...

Non I'ho detto per risparmiarvi una preoccupazione. - E' una scusa.

Dove andavi quando dicevi di essere in servizio? - A divertirsi.

- Signora, non alzi la voce. - Tutti devono sapere chi sei!

Chi sono? - Un uomo senza coscienza, senza dignit�,

che trascura la famiglia e il lavoro. Ti hanno cacciato perch�

anche loro non ne potevano pi.

E' successo perch� ha litigato mentre dava i biglietti...

- Quali biglietti? Era guidatore. - Prima, poi � stato retrocesso.

- A causa di quella donna. - Quale donna?

- Una cuoca. - Ecco perch� non mangiava a casa!

Che ti dicevo? Ora sei convinta?

Su, andiamo via. Andiamo, andiamo!

- Lasciami! - Senti... - Non voglio sentire niente!

Ho sempre detto che � un porco! - Andiamo!

Pap�, non vieni con noi?

Vai. < Marcella, andiamo?

Adesso che fai? Vai a casa anche tu.

Cesare, vai a casa.

- Buonasera, signor capo. - Buonasera.

- E' tutta colpa sua. - Mancini, come ti permetti?

Non sono ubriaco! Non sono mai stato pi lucido!

- Voglio dire a questa carogna... - Mancini!

Cesare, pensa alla tua famiglia!

- Smettila! - Lasciami, Carlo!

- Non fare cos�, Cesare. - lo I'ammazzo!

Se hai una possibilit� di restare in servizio, cos� I'annulli!

- Mi ha rovinato! - Lo so, ma tu I'hai aggredito.

- Ti ci metti anche tu? - Stai calmo!

Parli cos� perch� sei nervoso, ti accompagno a casa.

- Tutto quello che mi ha fatto... - Andiamo a casa, Cesare.

- Non vado a casa! Non ci vado! - Stai calmo.

Andiamo da un'altra parte. Vado a prendere i cappotti.

I cappotti, per favore.

Signor capo, ha quasi bevuto una bottiglia di cognac,

� un po' ubriaco e...

- Non � ubriaco. - I cappotti.

Buonasera.

Cesare!

Cesare!

Ferma!

< Ferma!

Presto.

Non c'� neanche il fattorino.

Aspetta qui.

Scusi, il fattorino non c'�?

- I biglietti? - Non ce n'� bisogno.

- Non si paga? - Esatto.

Scusi, questo tram arriva a Porta Galeria?

Questo tram arriva dove voglio io. Dove deve andare?

- In via di Corticello. - Torni a sedere, ci penso io.

- E' un tipo strano. - Quello � matto.

- Non lo guardiamo. - Digli di fermare.

- Se � matto davvero? - Glielo dico io.

- Via di Corticello, numero? - Scendiamo all'angolo, grazie.

Se mi date il numero, vi lascio davanti al portone.

- Volete darmi I'indirizzo esatto? - Via di Corticello 76, IV piano.

Finalmente!

- Questa notte fa freddo. - Effettivamente...

Per� � bello viaggiare di notte.

Dica! Lei!

- Vuole salire? - No, grazie, vado a piedi.

- Aspetti. - Permesso? - Non siete arrivati, sedete.

- Ma io... - A sedere, prego.

- Dov'� diretto? - Sto lontano, vado a San Felis.

La porto io a San Felis. Venga avanti.

- Venga, che diamine! Ha paura? - Non ho paura.

- Paura di cosa? - Allora salga, non si paga.

Questo tram � a sua disposizione. Salga, prego.

Si accomodi. Faccio una deviazione, accompagno prima il signore.

Poi faccio una scorciatoia, tanto Testa di Cane dorme.

Ehi!

Quello � matto. E' proprio matto.

- Non ha neanche la divisa! - A me che importa!

Guardate come prendo questa curva.

Voi mi guardate in modo strano.

No, no!

Che bella notte.

Voglio fare il passeggero anche io. Una volta tanto!

Che bellezza!

Che bellezza viaggiare di notte senza la confusione del giorno.

Automobili, lambrette, vespe, clacson, biciclette.

Altri tram! E quella Testa di Cane sempre davanti!

- Visto? - Era senza guidatore.

- Una sigaretta? - Grazie.

- Lei? - No, ma vada... - S�, vado.

Scusate, faccio salire queste due signore. Coraggio.

- Cosa vuole? - Non aspettate il tram?

No, aspettiamo la mammina. - Vi porto io dalla mammina senza pagare.

- Ormai... che ne dici? - Ho freddo ai piedi.

- Per� ci porti fino a casa. - Vi porto fino a Milano. - Andiamo.

Brave, bambine. Prego.

> Un momento! Un momento! Aspetti!

Ne arriva un altro.

Si accomodi.

- Grazie. - Prego.

Bambine, lasciate passare il maestro.

- II tram arriva a San Lazzaro? - Si sieda pure.

Abbiamo anche la musica. Creiamo un'atmosfera da salotto.

Fate le presentazioni e ci divertiremo moltissimo.

Vieni qui, accanto a me.

- Sei una bellezza. - Ti piaccio, eh?

Pietro! Pietro! Dormi?

Che succede? - Hanno portato via un tram! - Quale?

- Quello che dovevo ancora pulire! - Impossibile!

Stava nel secondo binario, prima ce n'erano due!

Pronto? Commissariato?

Hanno rubato un tram?

- Vieni a ballare con noi! - Non posso! Lasciami guidare.

Proviamo a destra.

Che succede?

Non lo so, non mi ubbidisce pi.

Si dev'essere staccato il troller.

Non vi posso pi accompagnare, mi dispiace.

Ci sono dei signori che vogliono accompagnare me. Scusatemi.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Arrivederci. - Andiamo.

Quest'uomo � un tipico caso di incoscienza pericolosa per s�

e per gli altri.

Per queste ragioni chiedo che in base all'articolo 625 numero 7

venga condannato al massimo della pena.

La parola alla Difesa.

Eccellentissimo, signor pretore,

chiunque � all'altezza di capire che ci troviamo di fronte

a un reato tanto grave che giustamente il Codice punisce.

Noi vogliamo che il Codice venga applicato con severit�.

Per�... C'� un per�, e questo "per�"

� la logica conseguenza dell'epoca disgraziata in cui viviamo.

Miei cari signori, sapete che a Catania nevica in piena estate?

Mentre a gennaio fioriscono i geranei sulle Dolomiti?

La neve, i geranei, il furto di un tram,

sembrano cose diverse... invece no!

Sono legate assieme dal filo della normalit�.

Dal vincolo della follia!

Se il tempo, che � galantuomo, combina questi scherzi,

perch� meravigliarsi del gesto insano di un tranviere,

anche lui galantuomo?

Che colpa ha lui se i micidiali congegni di morte,

con i loro esperimenti mostruosi,

sconvolgono la natura e le menti umane?

E' stato forse lui a provocare la disgregazione dell'atomo?

No, signori! Lui non � altro che una vittima!

Una delle tante vittime! Guardatelo!

Guardatelo. Vi sembra I'espressione di una persona normale?

Ma cosa dice? - Fa credere che sia matto per salvarlo dalla galera.

Ma cos� lo manda al manicomio!

Vi domando, pu� un essere normale commettere un reato tanto grave

e tanto inutile?

Prima il pubblico ministero ha pronunciato la parola 'furto"!

Mancini non ha rubato un tram per vendersi le ruote

e poi abbandonarlo in una strada di campagna!

E nemmeno per farci una speculazione!

Infatti tra i passeggeri nessuno ha pagato il biglietto!

E' vero!

Allora, non aggiungo altro!

Mi rimetto solo al vostro giudizio

e pensate che non siamo di fronte a un colpevole normale,

ma di fronte a un anormale essere vivente!

Silenzio!

Ammesso e non concesso

che ci troviamo davanti a un caso di anomalia psichica,

non bisogna dimostrarlo con le parole, ma con una perizia.

Ci penso io per la perizia.

Scusi, pretore, mi permette solo una parola?

Cesare, hai sempre un amico che ti difende. - Aspetta. Scusi.

- Lei stia al suo posto. - Non bisogna farlo parlare!

- Signor pretore, domando la parola. - Chi � e come si chiama?

Sono il guidatore Carlo Bernasconi.

Ho lavorato molti anni con I'attuale imputato,

quindi sono in grado di illuminare la giustizia. - Sia breve e conciso.

Giuro di dire la verit�, tutta la verit�, nient'altro che la verit�.

- Che diavolo sta facendo? - L'ho visto nei film americani.

Vada avanti. - Una domenica mattina, tanto tempo fa,

mentre facevamo la linea 35, lui correva...

- Correva? - S�, correva. Correva!

- Ma dove correva? - Per Via del Cane.

- Cosa c'entra il cane? - Non c'entra niente.

Via del Cane � quella via che va a finire a piazza Galvani.

Ho capito. Lei ha detto che era il guidatore. - Signors�.

- Allora perch� non guidava? - Perch� guidava Mancini.

- Allora era Mancini il guidatore. - No, lui era il bigliettaio.

Allora perch� non faceva i biglietti? - Li facevo io.

- Ma lei era il guidatore. - S�, � tutto chiaro, no?

Non capisco niente. Non mi faccia perdere tempo!

Dicevo solo per confermare la pazzia. - Quale pazzia?

- Come ha detto... - Permette? Tu sei matto!

- No, tu devi essere matto! - E' mezzo matto.

"II bue che d� del cornuto all'asino"! Senza riferimento.

lo sto diventando matto! Andate al posto!

Signori, basta!

Se permette, vorrei parlare anch'io.

Non si finisce pi! Va bene, parli.

Mi dispiace non essere d'accordo con I'avvocato e con Bernasconi,

perch� se dovessi andare in manicomio, diventerei matto davvero.

Preferisco essere condannato come un ladro, come un delinquente.

Riconosco che quello che ho fatto pu� sembrare una pazzia,

ma, signor pretore, quando un uomo perde il lavoro,

I'affetto della famiglia e la stima di se stesso...

succede che arriva un momento in cui non ragiona pi.

lo... non volevo rubare un tram.

Volevo sentire quella gioia che in tanti anni di lavoro

ho provato senza mai rendermene conto.

Me ne sono accorto dopo.

Quella notte morivo dalla voglia di salire su un tram.

Volevo guidarlo ancora. Per questo ho fatto quello che ho fatto.

Scusi.

Permesso. Permesso.

Scusi. Permette, signor pretore?

Vorrei dire qualcosa a proposito dell'imputato.

Sta diventando il processo del secolo! Si sbrighi.

La ringrazio, signor pretore.

Nessuno conosce I'imputato come lo conosco io.

Siamo stati bigliettai e guidatori insieme per tanti anni

e durante questi anni c'� voluto il mio carattere riflessivo

e tutta la mia pazienza per riuscire a sopportarlo.

Chiunque altro al posto mio avrebbe finito col rovinarsi.

Perch� � I'uomo pi indisponente, pi caparbio e pi provocatore

che abbia mai conosciuto! II gioco � una brutta bestia.

Stiamo parlando della causa o del gioco?

II gioco � la causa di tutto! II gioco delle bocce.

Per 20 anni! Per 20 anni non mi ha mai fatto vincere una partita!

Mi ha sempre sfottuto, sempre preso in giro,

sempre riso in faccia! Avrei avuto voglia di ammazzarlo!

Mi vergogno a dirlo...

forse ho approfittato del mio grado per infierire con troppa severit�

e forse sono stato proprio io a provocare quello che � successo.

Ma come uomo e come tranviere in tutta I'Azienda

non c'� un altro pi bravo, pi disciplinato e pi lavoratore

di Cesare Mancini!

Silenzio o faccio sgombrare I'aula!

- Pu� andare. - Grazie.

- lo la ringrazio... - Lascia stare.

Bravo, capo. Lasciate passare il capo.

Non I'avrei mai creduto.

"In nome del popolo italiano il pretore ha pronunciato

la seguente sentenza nel procedimento contro Cesare Mancini.

Visti gli articoli di legge e resosi conto dello svolgimento dei fatti,

condanna il predetto Cesare Mancini

a pagare all'Azienda Tranviaria la somma corrispondente

all'energia elettrica consumata durante la corsa abusiva.

Visto I'articolo 479 di procedura penale,

assolve Mancini dalle altre imputazioni

perch� il fatto non costituisce reato." L'udienza � tolta.

- Pap�! - Cesare, perdonami! - Sono contento per te.

Grazie. La suocera non mi lascia pi!

Grazie, avvocato. - Mi mandi il Lambrusco che mi ha promesso.

Scusi, prendo il cappotto. Lo berremo insieme.

- Cesare, complimenti. - Ha visto? Se...

- Permetti? Posso sperare? - Ma certo!

Bene! - Sono due passeggere della linea notturna.

- Complimenti. - Grazie. Andiamo.

Ecco il tram!

Sedetevi.

- Caro Mancini, come va? - Mi hanno perdonato.

Quanti biglietti?

- Quattro. - Faccio io? - No.

Biglietto, signori.

- La ringrazio tanto. - Stai seduto. Biglietti.

- Uno, due, tre, quattro. - S�, quattro.

E il tuo biglietto? - Sono quattro. - No, siete cinque.

- Dov'� il biglietto tuo? - Sta scherzando!

- No, devi pagare. - Ma io sono tranviere.

Non sei in servizio, adesso sei un passeggero qualunque.

- Che fa, ricomincia? - Paga il biglietto. - Scherza?

- No, devi pagare e basta! - Paga.

No, non gli do questa soddisfazione. Magari vado a piedi!

- Ma dai! - No, vado a piedi. - Allora scendi e vai a piedi.

- Poi uno si rovina! - Pretendi di fare il comodo tuo?

- Cose da pazzi! - Andiamo.

- Con questo finir� per rovinarmi. - Lascia stare.

- Macch� lascia stare! - Mancini.

- Ma che vuole? - Vieni con me. - Dove? - Andiamo al deposito.

- A fare che cosa? - A giocare a bocce.

Se oggi non vinco, do le dimissioni.

Ma attento, se perdo, appena riprendi servizio ti faccio una grossa multa.

Credevo facesse sul serio.

- Perch� non gli fa la multa subito? - Non � sicuro che vincer� lui.

Ha ragione, ci sono due probabilit�, o perde lui o vinco io.

- Ma che fai? Sei impazzito? - Andiamo!

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