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- Eccomi! - Signorina!
Silenzio!
I signori della stampa sono invitati ad allontanarsi.
Via i fotografi!
O faccio sgomberare I'aula!
E si prosegue a porte chiuse! Silenzio!
Via! Se ne vada via, lei!
Venga via, per cortesia.
Branco di lupi, uscite di qui!
Presidente, non si può svolgere un processo così,
sembra un ricevimento mondano.
Si risparmi in commenti, signor Pubblico ministero,
e si attenga ai doveri del suo ufficio.
lo so perfettamente cosa significa un procedimento penale.
Silenzio!
- Adesso mi sentirà. - Sì, ma parli più forte.
- Dichiaro aperta I'udienza
del processo a carico di Olga Dubovitch,
imputata d'omicidio nella persona di Giacomo Garris.
Coraggio.
La parola alla pubblica accusa.
Signor Presidente,
signori giurati e signore.
lo non ho più niente da dire.
Andiamo, dottor Xotis, non si sarà mica offeso per quello che ho detto, spero!
No, no!
Bastano pochi articoli del Codice ad esprimere il mio pensiero
e credo anche quello dei signori giurati. - Eh.
Articolo 576, omicidio.
Articolo 577, premeditazione.
Articoli 583 e 685, circostanze aggravate.
E in tali articoli è già compendiata la sentenza
che la società ha il dovere di infliggere all'imputata!
Silenzio!
- Che dicono quegli articoli? - Cose da nulla, che io confuterò.
Signor Procuratore generale, la prego di essere conciso.
Allora diròche gli indizi raccolti contro I'imputata
sono più chiari di qualsiasi prova concreta.
E rappresentano, scandendole, le progressive tappe del delitto
con cui questa donna si è liberata del suo amante, Giacomo Garris.
Gli appunti.
Per prima cosa, I'imputata è risultata una immorale,
una donna dal passato equivoco e posso darvene le prove.
Mi dia quelle fotografie.
Cancelliere!
Ecco qui come appariva Olga Dubovitch,
quando faceva il numero di spogliarello
dal titolo "Leo, cercami il neo". - Mi oppongo!
Mi oppongo! L'accusa cerca di influenzare i giurati
con fatti non pertinenti al processo! - lo non cerco di influenzare nessuno.
È necessario esaminare la figura dell'imputata
per comprendere in pieno ciò che può avere detenninato le sue azioni.
- Non le sembra, signor Presidente? - Certo, è meglio esaminare.
In questa il neo si vede bene.
Guardi, guardi. Perciò è inutile sprecare altre parole.
È vero o non è vero che I'imputata era I'amante del Garris?
- Certo che è vero. - Cosa dice! Lei non deve rispondere!
Ma lui me I'ha chiesto!
Andiamo, avvocato, lo sanno tutti.
E non è altrettanto vero
che I'imputata indusse il Garris a fare testamento in suo favore?
Mh-mh!
È inutile che faccia "Mh-mh", sappiamo anche questo.
Sfido, I'ho detto io.
Quel "Mh-mh", perché I'ha fatto?
Perché il mio avvocato mi ha detto di non rispondere.
Glielo dica lei!
Stia zitta! Le domande non sono rivolte a lei.
Signor Presidente, chiedo che la pubblica accusa,
nella sua requisitoria, non si rivolga alla mia cliente!
- Non mi rivolgo all'imputata, ma alla pubblica opinione.
Per non creare equivoci è meglio che la pubblica opinione
la guardi da un'altra parte. Cancelliere.
Va bene, allora mi rivolgo a voi, signori giurati.
È vero o no che quel testamento fu fatto durante la vacanza
all'isola di Maratis? Vacanza che doveva risultare fatale al Garris.
Sicuro, è chiarissimo.
Il capo dei giurati riservi i suoi commenti
per quando sarà in camera di consiglio.
Sia più sollecito con la requisitoria, altrimenti non la finiamo più.
D'accordo.
Per me è sufficiente stabilire che la vittima,
mezz'ora prima del delitto, voleva annullare il suddetto testamento.
Fate bene attenzione, signori giurati, mezя'ora prima!
Abbiamo le testimonianze del personale del ristorante Barracuda,
dove I'imputata cenò con la vittima.
Secondo tali testimonianze, sappiamo che la vittima litigò con I'imputata,
rimproverandole le sue frequenti infedeltà.
- E vero o non è vero?
- Avvocato, devo rispondere? - No.
Signor Xotis, la smetta con queste domande retoriche.
Le chiedo scusa.
Ma una cosa è certa.
Dopo la lite, Garris telefonò subito al notaio convocandolo in albergo,
evidentemente, per revocare il testamento.
Ma non ne ebbe il tempo.
Poiché I'imputata si allontanò dal ristorante
e arrivò in albergo prima di Garris.
Quando fu ucciso, secondo le dichiarazioni dell'imputata,
lei si trovava a fare la doccia.
Nell'impossibilità, quindi, di accorrere con prontezza
poiché era nuda, completamente nuda.
Risulta, invece, che I'imputata fu trovata
accanto al cadavere di Giacomo Garris
con questa pistola ancora in mano.
Tutte le testimonianze concordano.
Potremmo averne una in più, se rintracciassimo quel Layos Camulca
che vide la scena dalla finestra, ma che partì dall'albergo il giorno dopo
e fino ad oggi è risultato irreperibile.
È un peccato.
Comunque, non ho bisogno di altri testimoni,
né di ulteriori prove per affermare in piena coscienza
che Olga Dubovitch è un'omicida.
Pertanto chiedo che I'imputata venga condannata
a 3 mesi di reclusione per porto d'armi abusivo.
Inoltre...
Ho detto: "Inoltre... "!
Chiedo per I'omicidio di Giacomo Garris,
con le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti
la pena capitale da eseguirsi mediante fucilazione.
Come? Mi vogliono fucilare?
Non si preoccupi, devo parlare ancora io, sistemerò tutto. Vedra'.
- Ha veramente finito? - Sì.
La parola alla difesa.
Signor Presidente,
signori giurati,
la pubblica accusa ha cercato artatamente
di fare apparire sotto una fosca luce la figura morale di Olga Dubovitch,
mentre ha taciuto che la mia cliente ebbe una giovinezza piena di sacrifici,
dovette lottare e soffrire per farsi strada,
sin dalla più tenera infanzia... - Che sciocchezze dice?
Che c'entra la mia infanzia?
Scusi, signor Presidente, ma io non sono d'accordo su questa condanna a morte.
Ma dico, siamo impazziti?
- Silenzio! - Che fa? Stia calma! Lei non può intervenire!
lo intervengo quanto mi pare! La condannata a morte sono io, non lei.
Signorina Dubovitch, comprendo la sua reazione,
ma spetta al suo avvocato di difenderla. - Eh!
Si, ha visto come mi difende?
Questo parla della mia infanzia, ma del mio avvenire non si preoccupa.
Signor Presidente, per esempio, qui non si è mai parlato del ladro.
Il ladro?
- Quale ladro? - Ma!
Un ladro, un volgare, comunissimo ladro.
Lei sa come sono i ladri:
magari entrano in una stanza per rubare qualcosa,
e poi vengono sorpresi
e allora si impauriscono e puf! sparano.
Che sta dicendo? Lasci fare a me.
Signor Presidente, non perdiamo tempo con queste sciocchezze.
Se c'era un ladro nella stanza, perché non I'ha detto prima?
Prima credevo che non fosse indispensabile,
adesso invece mi sono accorta che è meglio dirlo.
Ma questo è assurdo, io mi oppongo!
La prego, signorina Dubovitch, lei mi rovina.
Ciò che dice è in contrasto con la mia linea di difesa.
Bella linea, avvocato! Mi difendo da sola!
Silenzio!
Mi dispiace, signorina Dubovitch.
ma non possiamo accettare la sua dichiarazione.
È in contrasto con quanto Lei ha dichiarato in istruttoria.
lo ho sempre dichiarato di non aver ucciso Garris
e adesso quello Ià dice che I'ho ucciso io.
Un momento!
Allora perché non ha detto che I'aveva ucciso un ladro?
Non dico questo, dico che potrebbe essere stato un ladro.
Non I'ho neanche visto.
Se non I'ha visto, da dove è uscito fuori questo ladro?
lo non mi intendo di ladri, ma ho visto un'ombra che usciva dalla finestra.
Può darsi pure che non fosse un ladro.
E allora chi era?
E che ne so io? Questo spetta a voi scoprirlo, non a me.
Fate presto voi, condannate a morte una persona
solo perché la trovate con una pistola in mano.
Poi ci si è messo pure quel mio avvocato.
La colpa è tutta sua. "Stia zitta", mi diceva,
"Ci penso io". Ha visto il risultato?
Mi oppongo, ho la mia linea di difesa, signor Presidente.
Sono d'accordo con la difesa, mi oppongo pure io.
- Chiedo che I'udienza venga sospesa. Avvocato: Mi associo!
Ho bisogno di parlare con la mia cliente. Presidente: Silenzio!
Silenzio!
Udienza sospesa!
La corte si ritira per esaminare i nuovi elementi emersi dal dibattimento.
È impazzita? Non capisce che con la storia dell'ombra
corriamo il rischio di andare nell'isola per un sopralluogo?
Ah, sì? È un luogo incantevole.
Ma nell'isola I'accusa potrebbe trovare nuove prove contro di lei
e si aggraverebbe la sua posizione. Vada!
Perché? C'è qualcosa di più grave della condanna a morte?
Olga, mi dica la verità! In questo momento
non sono solo il suo avvocato difensore, ma anche un amico.
L'ha ucciso lei? Sì o no?
Per I'imputata.
Ah! Che belli!
Ancora fiori?
- Di chi sono? - Di uno che crede nella mia innocenza.
Un altro che mi vuole sposare.
È assurdo riaprire I'istruttoria,
ci faremo prendere in giro da tutta la stampa.
Caro Xotis, certe volte Le riesce ad essere offensivo.
Vuole insegnarmi come procedere in Corte d'assise?
Ci mancherebbe altro, io ho piena fiducia in lei
io so bene che lei la pensa come me.
Ma è un'assurdità riaprire I'istruttoria. Bisognerebbe andare a Maratis,
che è oltretutto lontanissima.
Certo che Maratis è un'isola incantevole con un clima eccezionale.
Che c'entra? Noi non cerchiamo un posto per villeggiare!
- Noi dobbiamo fare solo giustizia! - E noi dobbiamo farci un endovenosa.
Adesso la prego, mi lasci in pace, altrimenti mi scoppiano le vene.
lo ho fatto il mio dovere, ora spetta a lei.
Certo, poi ci rivediamo in aula.
Che scocciatore!
Vorrei che la Dubovitch fosse innocente solo per fare dispetto a lui.
Tenga stretto il pugno.
- Anche il dito. - Oggi non mi riesce. Mi capita spesso, sa?
Faccia un po' vedere!
- Ahi, ahi! - È grave?
Se lei crede di potersi curare I'esaurimento soltanto con delle endovenose,
sbaglia di grosso. Palliativi che non servono a niente.
A lei occorre soprattutto riposo. - Che ha 'sto dito?
Una bella sindrome di Ferguson, il sistema nervoso non reagisce più.
Tra 6 mesi non potrà chiudere il pugno, poi tutto il braccio
e dopo un po' di tempo... - Eh, la Peppa! Cosa dovrei fare?
Gliel'ho gia detto, prendersi subito un po' di riposo.
Lo so! Sapesse quanto piacerebbe anche a me, ma come si fa con questo maledetto processo?
A proposito, dottore, lei conosce I'isola di Maratis?
Sarebbe il posto ideale per Lei. Ideale.
Disgraziato! Hai comprato le petrolifere che stanno calando, mi vuoi rovinare?
- Pensavo... - Tu non devi pensare!
Devi fare solo quello che dico io, rivendile subito!
Accidenti, ci mancava pure questo processo!
- Speriamo che oggi finisca! - Se non finisce?
- Deve finire, sennò sono rovinato. La corte!
Dati i nuovi elementi emersi dall'ultima udienza,
questa corte decide di riaprire I'istruttoria
in base I'articolo 402 del Codice penale.
Pertanto si trasferirà nell'isola di Maratis.
Silenzio! Per integrare le prove già esaminate
e vagliare i nuovi fatti onde accertare la verità.
Il processo quindi, contro Olga Dubovitch
e aggiornato sine die.
Ma signor Presidente, se era tutto così chiaro!
- Come si permette? - Mi scusi, sa.
Ma io ho affari urgenti in borsa e non posso allontanarmi.
Chiedo di essere esonerato.
I suoi affari in borsa non interessano la giustizia.
A norma dell'articolo 432 di procedura penale,
le faccio obbligo, come capo della giuria, di partecipare al sopralluogo.
Se ne vada!
Indietro! Per cortesia, indietro! Per favore!
- Polydette! - Eh?
- I verbali della seconda udienza! - Subito.
Radio: Petrolifere, 700. - Accidenti!
Immobiliare Di Reo, 2800.
Consorzio... - La smetta con gli affari, le può venire I'ulcera.
Impossibile, ce I'ho già.
Vettura ristorante, prima serie è servita.
Vettura ristorante, prima serie è servita.
- Agrinio! Agrinio!
- Per Patrasso si cambia.
Ve lo garantisco, su questa linea il servizio ristorante è veramente squisito.
Si mangia benissimo e poi hanno un certo vinello, I'Elisir del Pireo,
confezionato in bottiglie sottili che ne aumentano la fragranza e I'aroma.
- Cosa fa? - Un piccolo spuntino come antipasto.
Metta via, mica siamo all'osteria! Andiamo.
- Un momento! - Ha dimenticato qualcosa?
- Mangiamo così, soli? - Giusto, dovremmo invitare anche I'imputata.
All'imputata, provvederà il gendarme con un cestino, non si preoccupi!
Un cestino per una signora! Ma via, Xotis!
Per noi è solo una detenuta, deve mangiare il rancio, isolata,
secondo il regolamento.
- Libero, signora? - Prego, si accomodi!
Permettete, ne approfitto. Grazie.
No!
Presto, eccellenza, I'imputata...
È fuggita.
Disgraziato!
Si.
Attenzione a quella valigia, mi raccomando.
Lei non è quella signorina che quest'estate...?
- Mi ricordo, c'ero anch'io! - Dov'era lei?
Ero a pochi passi, I'ho vista sparare.
- Può giurarlo? - Altroché!
Ha abbattuto quel bestione con un colpo solo.
- Un colpo fortunato. - Già, un cinghiale di 200 kg!
Ma non userà quel fucile contro di me, spero.
- Per carità, signorina, la caccia è il mio hobby. - Ah!
- Ha fatto buon viaggio? - Buonissimo, grazie.
Ragazzo, mi raccomando il mio fucile.
- Prego, eccellenza. - Le piace il posto, Presidente?
Delizioso! Un vero paradiso terrestre.
Vogliamo andare?
Come va, caro Manning?
Signorina Dubovitch, che bella sorpresa!
Sono spiacente di rivederla in questa circostanza,
ma le assicuro che i nostri sentimenti verso di lei non sono cambiati.
- Le faccio strada. - Grazie.
- Marietta! Ti sei fatta piu carina! - Grazie!
Cari, che piacere rivedervi!
Paolino, ma tu non cresci proprio mai!
Via!
Poverina.
Senta, il tribunale di Domokos ha prenotato...
Ah, già, ci sono anche loro. Un momento, prego.
Permesso! Permesso!
Non ci sono solo i bagagli dell'imputata, ci sono anche i nostri.
Andiamo!
Aspetti, le tolgo le manette.
L'albergo è deserto, abbiamo solo una coppia di giovani sposi.
Enrico, vieni a vedere! E quella famosa, quella del processo.
Le ho riservato I'appartamento piu tranquillo.
Il preferito da Sir Winston Churchill.
- Senta, cosa c'è Ià dentro? - È I'appartamento dove avvenne il delitto.
Ah!
Guarda! Ci sono anche quelli del tribunale!
No, signori, le vostre stanze sono al piano di sopra. Vi faccio strada.
- Scusi, la signorina Dubovitch? - Numero 5.
- Grazie. - Prego.
Permesso?
- Enrico, che cos'hai? - Niente.
- Sei così pallido! - Ma va'!
Però è emozionante!
Ecco, la più grande è questa.
Non è possibile, ci dev'essere un equivoco.
- No, il signor Manning ha detto che voi alloggiate qua. - Ah.
Ah si?
Permesso. Signor Manning!
Signor Manning!
Di questo militare, cosa ne facciamo?
Non lo so, mi segue come un'ombra da quando sono partita.
Non capisco che intenzioni abbia.
Signor Manning! Voglio parlare col direttore.
- Oh, mi scusi, signorina! - Oh!
- Direttore! Signor Manning! - Sono qui! O Dio mio, che gazzarra!
Lei ci ha dato delle celle, non delle camere.
Sono davvero spiacente, non c'è altro.
Ma come, la stagione è finita! L'albergo è quasi vuoto!
- Ciò non significa nulla. - Sì, invece.
Lei può alloggiarci meglio, come I'imputata.
Ma la signorina Dubovitch non è a prezzo fisso come voi.
È d'uso nei grandi alberghi riservare gli appartamenti migliori
ai clienti di riguardo. - Manning! - Mais voilà!
Senta, piccolina, noi non le sembriamo clienti di riguardo?
Certo, ma non come la signorina Dubovitch.
A si, certo, come lei desidera. Il problema è risolto.
Potrete alloggiare in questi appartamenti.
Grazie per aver cambiato parere su di noi!
Può ringraziare la signorina Dubovitch. I suoi desideri qui sono ordini.
- Faccio scendere i bagagli. - No, li mandi nelle nostre camerette.
- Ma perche'? - Un magistrato non accetta favori da un'imputata.
- Vero, Presidente? - Come al solito, Lei è animato da lodevolissimi scrupoli,
ma faccia uno strappo per una volta. - Mi dispiace, non faccio strappi.
- Visto che insiste tanto... Lo alloggi pure nella cameretta! - Bene.
- E voi? - Noi ci arrangeremo di sotto.
Ci arrangeremo.
Grazie.
- Grazie per la sua cortesia. - Ma Le pare! Buonanotte. - Buonanotte.
Sono dolente, ma devo chiuderla dentro.
- Oh. - La chiave.
- Eccola qui, prego. - Grazie.
- Buonanotte! - Au revoir!
Scusi, signor Presidente, a che ora domattina?
Alle 9:00, orario di tribunale.
Grazie.
Niente da fare. Le serrature sono un po' difettose.
Guardia, passerete la notte davanti alla porta dell'imputata.
Signor direttore, gli procuri una brandina.
- Una brandina? - Si, una brandina!
Buonasera.
Grazie delle rose.
Per carità.
Sono le nove e un quarto e ancora non è sceso nessuno!
Se cominciamo così, quando finiamo?
Lei deve intervenire con la sua autorità, signor Presidente.
- Qui non siamo in villeggiatura. - Ma signor Poseyon, non siamo nemmeno in caserma.
Vuole che suoni la sveglia e punisca i ritardatari?
Il giornale di oggi è della settimana scorsa.
D'altronde, è buona norma unire I'utile al dilettevole
e non c'è alcun articolo del Codice che lo vieti.
Le piace la caccia? Lo sport?
Non ho tempo per certe frivolezze! Sono un uomo d'affari.
Uh-hu!
Buongiorno! Dormito bene? - Benissimo!
Peccato non potersi godere una bella giornata come questa.
A chi lo dice!
Se potessi, sa che farei? Andrei a caccia di pernici.
- Questo è il periodo. O scusi! - Già, qui c'è passo.
Sicuro, ci sono anche molti starnotti giovani, li sente?
Li sento, li sento.
- Buongiorno a tutti! Buongiorno.
- Siamo pronti? - Manca il Pubblico ministero.
- L'aspettiamo? - No, non è il caso.
- Procediamo pure. - Bene.
No, questo tavolo è riservato alla signorina Dubovitch.
Per Loro - quest'altro!
Grazie.
Si accomodi.
- Ben'alzata! - Grazie, caro.
La sua marmellata di mirtilli.
- Tutto bene, eccellenza? - Un'ombra in più di marmellata
E molto burro, anche.
D'accordo che I'imputata debba tenere le manette,
ma togliamole almeno a quel povero ragazzo.
Buona idea, eccellenza. Levatele, caro.
Mi stava dicendo degli starnotti.
Sì, pensi, qui le starne hanno 20 timoniere, invece di 18
e la quarta remigante è lunghissima.
- Formidabile! Sì, sì.
Non sapevo che lei fosse una Diana cacciatrice.
Per passatempo.
- Avvocato, a lei piace la caccia? - Ma, no.
Male, questo vuol dire che lei non ama gli animali.
Sa che il povero Garris voleva fare di quest'isola una specie di riserva.
Gli sarebbe costato un occhio della testa.
Lui guadagnava talmente in borsa che...
un milione più o meno... Capirà.
Prima di mancare, aveva in mente una speculazione
che diceva gli avrebbe fruttato almeno 1000 punti per ciascuna azione.
Milioni e milioni.
Che azioni erano?
Senta per favore, vogliamo cambiare discorso? lo preferisco la caccia.
È molto più eccitante. Vero, signor Presidente?
Certo, la speculazione di borsa per me è reato.
Oh, avvocato, dormito bene nella sua cella?
Molto bene.
Quando ho la coscienza a posto dormo sempre benissimo.
Voi siete ancora qui? - Certo, dove voleva che fossimo?
Vi stavo aspettando di sopra, per iniziare il sopralluogo.
Abbiamo un quarto d'ora di ritardo sull'ordine del giorno.
Signorina, per caso, Lei ricorda quali erano quelle azioni di cui..
Come? Sì, certo che me le ricordo. Mi scusi!
Lei non prende niente, signor Xotis?
Non si preoccupi, a me basta un goccio di caffè.
Mi spiace, qui non abbiamo che del tè.
- Vuole un po' del mio caffè? - No, grazie, prenderò un po' di tè.
- Mi dispiace, I'ha bevuto tutto lui. - Scusi, se I'avessi saputo.
Non ha importanza, via, non perdiamo altro tempo.
Andiamo su a ricostruire questo delitto, andiamo, sbrighiamoci!
Anche loro, signori!
Svelti!
Questo non ci lascia nemmeno finire di mangiare!
- Eccesso di zelo. Non corra!
Signorina Dubovitch, scusi.
Quelle azioni... Potrebbe dirmi qualcosa in merito?
Perché? Hanno qualche relazione con il processo?
No, mi preoccupo di far luce su tutti i fatti, anche quelli marginali.
Ah, sì? Fa molto bene. Bravo.
- Avvocato... - Ah!
Volentieri, ma se me lo chiedono?
Non le chiederanno niente se lei non lo dice.
- Ecco, guardi, questi sono per lei. - Grazie.
- Ma se me lo chiedono, che devo dire? - Non deve dire niente!
Se le chiedono qualcosa, lei non mi ha mai visto! Capito?
Oh, eccoli!
Mi raccomando!
Per il mio albergo è una pubblicità del tutto negativa.
- Dovrei chiedere i danni e lo farò. - Ehi!
Venga qua!
- Lei è la cameriera al piano? - Sì.
- Polydette! - Eccomi!
Era lei, vero? che faceva servizio quella sera?
- Certo, fu la prima ad accorrere dopo lo sparo. - Ah!
- Ma che fai? - Niente, sentivo dei rumori strani.
Invece che ai rumori, potresti pensare un po' a me.
- Sei così cambiato da ieri. - Che dici, amore?
È che qui il clima mi rende nervoso.
- Senti, che ne diresti di partire? - Perché parli sempre di partire, scusa?
Non è romantico qui?
No, non aprire!
- Perché, caro, cosa c'è? - Vado io.
Mi scusi tanto, signora, ma devo importunarla, non è colpa mia.
Siamo magistrati e dobbiamo ricostruire un delitto.
Ma come, qui, nel nostro appartamento?
Mi dispiace, cara signora, ma purtroppo la vittima è stata trovata proprio qui.
- Oddio! Amore, è orribile! - Ma voi non potete!
Il corso della giustizia non va ostacolato.
D'altronde, si tratterà di pochi minuti.
- Scusi, ma sono sul mercato? - Cosa?
- Quelle azioni di cui parlava prima. - Le Anonime Ferrose?
Ecco appunto, io vorrei sapere... Come ha detto che si chiamano?
Anonime Ferrose. Era questo che voleva sapere, no?
Sì, ma era solo uno scrupolo di giurato, ecco.
Certo.
Lei è Olga Dubovitch? Quella che...
Che sta su tutti i giornali per un delitto che non ha commesso.
Sì.
Qualche mese fa, ero anch'io in questa camera,
felice come lei,
con I'uomo che amavo, come lei.
Poi I'ho trovato morto, Ià in terra!
Finiamola con questa commedia, possiamo cominciare adesso?
Noi non c'entriam0 col delitto. Ce ne possiamo andare?
No, ti prego, è così emozionante! E come assistere ad un giallo!
Allora, ci siamo tutti?
No, manca il signor Poseyon. Lo vado a chiamare.
- E eccitante, non trovi? - Sì, molto eccitante.
È un affare colossale, poi ti spiego, compra le Anonime Ferrose.
Più ne compri meglio è, capito? Non ti preoccupare,
vendi magari tutto quello che ho, fatti prestare i soldi, ma...
- Signor Poseyon! - Un momento.
- Siamo pronti! - Sì.
- Il Presidente sta aspettando Lei! - Si, si, vengo subito.
Hai capito allora? Anonime Ferrose. A- no-ni-me Fer-ro-se.
Signorina, vuole ripetere la sua azione di quella sera?
- Volentieri. - Grazie.
- La parte del ladro, chi la fa? Xotis: Che c'entra il ladro?
Siamo venuti qui per stabilire se ho detto la verità o sbaglio?
Dunque, se e il ladro che ha ucciso Garris, dovrebbe esserci anche lui, no?
- Questo lo dice lei. - Già, ma sta a lei provare il contrario.
Giustissimo. Poseyon, per favore, faccia il ladro.
- Il ladro? Perché proprio io? - Non vorrà che lo faccia io!
- lo sono il Presidente. - Scusate, signori,
bisogna stabilire da dove si comincia. - Dal momento dello sparo.
Se quello che afferma I'imputata è la verità,
I'ombra dev'essere stata vista anche dai testimoni accorsi nella camera,
altrimenti non è mai esistita. - Eh, no!
Potrebbe darsi che I'ombra esista e non sia stata vista dai testimoni.
Bisogna ammettere tutte le ipotesi, sennò sarebbe inutile utilizzare il ladro.
- È quello che dico io, il ladro è inutile. - Silenzio!
Confesso che nella mia mente c'è un po' di confusione,
ma bisogna che la verità, quella vera, trionfi.
Sia quella della signorina Dubovitch, o quella del signor Xotis.
Va bene, cominceremo dall'inizio, quando I'imputata era nella doccia.
Le va bene, avvocato, o ha delle obiezioni?
- Oh! - Non ha risposto.
lo sono d'accordo, per me va bene.
- Polydette, segni i posti. - Sì.
- Senti, perché non ce ne andiamo? - No, io mi diverto un mondo.
Guarda, sta disegnando il cadavere.
- Che stanno facendo? - Non si preoccupi.
- Piuttosto, lei che fa dopo? - lo, dopo lo sparo, corro subito.
No, volevo dire dopo il lavoro. Ha capito? Si potrebbe stare insieme.
- lo, dopo il lavoro, vado sempre a dormire. - Anch'io.
Ecco fatto. La mano non mi è venuta bene.
- Poseyon, lei faccia il morto. - Ma io faccio il ladro!
No, ha ragione Xotis, lei faccia il morto.
Per il ladro ci vuole una persona più agile. Le spiacerebbe farlo a lei?
- lo? Nemmeno per idea! - Sì, fallo!
Aiuti la giustizia, vada alla finestra.
Quando finirà questa buffonata? E tutto per sapere cose che già sappiamo.
Certo, è inutile. E poi non capisco perché cominciare proprio dalla doccia.
A no, è utilissimo, invece.
Voglio proprio vedere come I'imputata riuscirà ad arrivare in questa camera
venendo dalla stanza da bagno,
che si trova a una distanza doppia dal corridoio, prima dei testimoni,
dal momento che questi la trovarono già qui.
Nella doccia dovrò anche spogliarmi?
Per forza, come da quella sera. Anzi, bisogna che qualcuno controlli.
- Mi oppongo, il controllo è superfluo. - Opposizione respinta.
Dobbiamo tener conto del tempo che la signorina ha impiegato a coprirsi.
- Bene, controllo io. - No, ci vuole un giudice equanime,
lei è I'avvocato difensore. - Il controllo non sarebbe legale.
Allora, venga Lei stesso.
Andiamo?
- Che faccio? Vado? - Cosa vuol fare? - Vada!
Vada a controllare!
Dottor Xotis, vuole aiutarmi, per favore?
Oh!
Grazie.
Signor Procuratore generale, pensi che strano, non trovo più il mio neo!
Oh, eccolo!
Signor Xotis.
Mi dà I'accappatoio, per favore?
Grazie.
- Laggiù, siamo pronti?
- È pronta signorina Dubovitch? - Pronta, signor Xotis. - Siamo pronti!
Lei si prepari a balzare dalla finestra. Polydette, la pistola.
- Chi spara? - Dia a me.
- lo? - Lei è morto, stia giù.
Pronti?
- Pronti? - Sì.
- Non rida e si copra!
- Pronti? Pronti, voi due?
- Signorsì. - Se ci riprova...
Oh, mamma mia!
- Oh! - Beh?
Visto?
Stando nella doccia si arriva dopo di loro.
Invece, lei venne trovata già qui dentro.
Perché? Perché aveva appena compiuto il suo delitto.
- Allora abbiamo finito. - Giù!
Un momento.
Se sono arrivati così presto, avranno visto il ladro.
Lo avete visto?
- Chi? - Il ladro, lui!
Ma qui siamo al secondo piano.
- Come? Il signor Kinalis un ladro? - Sì, I'ho visto io scappare.
Vede, signorina, il ladro non poteva saltare dalla finestra.
- Perché? - Siamo al secondo piano.
Mi dispiace, come poteva?
Non lo so, forse si sarà arrampicato sul cornicione.
- Già, sul cornicione. - Ah, sì? Farabutto, mascalzone!
Lei è un ladro e vuole che stia zitta, ma io dico la verità!
- Quale verità? Che le salta in mente! - Ma no, è una finzione, cos'ha capito?
- Di che state parlando? Quale verità? - Niente, non è che uno stupido equivoco.
Ecco qua, si riprenda i suoi soldi.
- lo non sapevo che lui fosse un ladro, lo giuro. Credevo un'altra cosa. - Cosa?
- Adesso basta, andiamo! - No, caro mio, adesso voglio sapere la verità!
Sì, lei resti qua. Dica un po', perché ha avuto quei soldi?
Perché si approfittano tutti di me.
Anche lui prima mi ha riempito di pizicotti.
- Cos'hai fatto con questa ragazza? - Niente, cara. Non penserai...
Stia zitto! Allora, vuole dire qual'è questa verità?
Ecco, quella sera, la sera del delitto, quando sentii lo sparo,
io stavo portando la cena a lui.
- Come? Tu eri qui? Ma cosa facevi? - Niente, cara, io poi ti spiegherò...
No! Adesso lei spiegherà tutto a noi.
No, deve rendere conto di tutto a me prima, a sua moglie!
Mi avevi detto che era la prima volta che venivi qui.
- Prego, si accomodi. - Oh, pardon!
Donna: Vigliacco!
Lei conosceva quell'uomo?
- Non lo so. - Signora, non schiafieggi tanto.
- Aspetto la verità. - La prego, signora, stia calma.
Adesso chiariremo tutto. Perché questo mistero?
Vi giuro, io non so niente, non ho visto niente.
Si, ero in questo albergo e se ho taciuto era per non darti un dispiacere.
Ti avrei portato con me, ma era un viaggio d'affari.
Un lavoro maledetto! Accidenti! Sono sempre stato chiuso
nella mia stanza, solo come un cane.
È come se non ci fossi mai venuto qui.
- Questo lo dirà dopo alla signora, adesso risponda a noi. - Cosa volete da me?
Ero nella stanza vicina a questa, si, ho sentito lo sparo.
Ma non sono uscito perché non volevo essere coinvolto.
- Sì, questo è vero.
Stavo proprio davanti alla sua porta con il vassoio della cena, quando udii lo sparo.
Allora, invece di andare da lui, sono venuta subito qua.
A, adesso si spiega perche hanno fatto cosi presto!
- Perché? - Non aveva niente in mano.
Stavo per dirlo io!
Riproviamo con il vassoio in mano alla cameriera.
Queste sono sfumature.
Ma si, ha ragione, sono sfumature. lo il morto non lo faccio più.
- E invece sì, qui bisogna stabilire la verità.
- Lei vada a preparare il vassoio con la cena, deve essere tutto come quella sera, capito?. - Bene.
- Vieni, amore, ti spiego... - Vada a fare il ladro!
- Ancora? - E coinvolto pure lei.
- Va bene, torni nel bagno. - No-no, adesso controllo pure io.
- Bisogna fare le cose in regola. - Ah!
- Allora, chi spara? - Tu, tanto lo sparo è I'ultima cosa.
Devo levare I'accappatoio o no?
Credo, vero?
- Sì, penso di sì. - Anch'io.
Via, via I'accappatoio!
Ecco fatto.
Vi dispiace mettere questa collana sulla mensola?
Brrr, che freddo!
Non capisco perché ci debbano mettere tanto tempo.
- Non me lo dovevi fare. - Ma te I'ho detto. Ero qui per lavoro.
Perché non mi vuoi credere?
- È pronta, signoria Dubovitch? - Prontissima.
- Siete pronti? - Siamo pronti!
- Canceliere, avanti, spari! Faccia presto!
Hai fatto qualcosa con la cameriera!
- Vada alla finestra! - Guarda, se continui così, mi butto davvero dalla finestra.
No, Enrico, io ti amo.
Andiamo, fate pace dopo!
Avanti, smettiamola con questa buffonata, spari!
- Si sbrighi!
- Fuoco!
- Ho intenzioni serie. - La smetta o le tiro il vassoio in testa.
Perché?
- Vuole che apra io? - No, devo aprire io, altrimenti è inutile.
Oddio!
Soddisfatto?
Vede, ci vuole più tempo col vassoio.
- Ma non il vassoio non ce I'ha. - L'ho dovuto lasciare nel corridoio.
- Eccolo! - Visto?
La mia cliente ha avuto tutto il tempo di arrivare, vedere I'ombra
e prendere la pistola in mano.
- È lo stesso vassoio di quella sera? - Sì, certo.
Mais voilà!
Un'altra volta sia più puntuale.
- Qui c'è roba per due. - Sì, come quella sera.
Una cena per due.
Lo champagne avevo scelto io. Moët & Chandon 1924.
Vigliacco! Per due? Dicevi che eri venuto per lavoro!
- Enrico, ti sei fatto male?
Enrico, aspettami! - Ahi, il mio braccio.
- Bel salto. - Niente di grave, è caduto sui fichi d'India.
Li ho piantati io!
Visto che si puo uscire dalla finestra?
Già. Che ne dice, signor Xotis?
lo dico che se il ladro c'era, lo deve aver visto
anche qualcun'altro, oltre all'imputata.
Certo, sono cose che capirebbe anche un bambino.
Signor Poseyon, la invito ad essere più prudente
nell'esprimere simili giudizi.
Quando è entrata, ha visto nessuno alla finestra?
Chi? lo? Sì, certo, il ladro. Poi è caduto di sotto.
Non quello, quell'altro. Insomma, I'ha visto quella sera?
- Chi? - Il ladro, I'ombra. - Lasci stare, non capisce niente.
Se potessimo rintracciare quel testimone
che vide tutto dalla finestra.
Cancelliere, come si chiama quel teste introvabile?
- Layos Camulca.
Loro cercano il signor Camulca? - Perche, I'ha visto, forse?
È stato qui proprio I'altra settimana, poi è partito per Atene.
- Atene. E sa dove si trova? - Diamine, nell'Attica.
- No, dico, il signor Camulca. - Sì, ho I'indirizzo giù nel registro.
- Posso rivestirmi? - Ma sicuro, faccia pure.
Bene, rientriamo in sede
e sentiremo il signor Camulca in tribunale.
- Partiamo subito, c'è un battello fra poco. - Lei farà quello che decidiamo noi.
- Il cappello, signor Presidente. - Aiuto, al ladro!
- Mi hanno rubato la collana! - Come?
No, mi dispiace, ma di qui non si parte,
finché non si trova il ladro o la collana.
Signor commissario, tra un quarto d'ora parte il battello.
Lei chi è? Come si chiama?
Poseyon, ma non c'entro. Nella doccia c'erano loro due.
Cosa vuole insinuare? Noi siamo qui per fare luce su un delitto
e spero che non vorrà ostacolare il corso della giustizia.
Il loro delitto a me non mi interessa, io faccio luce su un furto.
E se Lei fa delle obiezioni, è lei che ostacola il corso della giustizia.
Il signor Xotis ha ragione, è Lei? mi scusi, che ostacola il corso della giustizia
non supporrà che dei magistrati... - Per carità!
lo non ho niente contro la magistratura,
ma il mondo è pieno di magistrati che ostacolano.
Ma lo sa che ogni volta che arresto un ladro, c'è sempre un magistrato che tac! - me lo butta fuori?
E se sono confinato in quest'isola è per colpa dei magistrati,
non certo per colpa mia, perché io sono molto scrupoloso.
- Si, ma non vorrà mica rifarsi con noi! - Per carità!
Ma per lor signori, la derubata è solo un'imputata.
Per me, I'imputata è semplicemente una derubata.
Non partiremo, ci interroghi pure.
È assurdo, questa è solo una pagliacciata.
Come si permette, lei!
Lei non sa che posso denunciarla per oltraggio a un Pubblico ufficiale!
- Ritiri subito! - No!
Si calmi! Il signor Xotis non alludeva a lei.
Se voi avete intenzione di restare, restate pure. lo parto!
- lo nel furto non c'entro. - Lei resta qui!
Adesso per il banale furto di una collana Lei rischia di compromettere tutto.
Lei non capisce che denunciandoli, lei esaspera i suoi giudici?
Può darsi, e Lei non capisce che la partenza significa la mia condanna a morte.
Stia calmo e si lasci guidare da me.
Se continua così, chiedo la perizia psichiatrica.
Non si può sospettare una persona
solo perché si trovava dov'è avvenuto un furto.
È quello che dico io. Eppure, lei sospetta di me
semplicemente perché mi trovavo nel luogo di un omicidio.
Questo non mi interessa. Piuttosto, signorina, che bel cappello.
Non aveva niente di particolare, questa collana, non so?
No, era una piccola cosa graziosa,
con qualche zaffiro, una trentina di diamanti.
Ecco qui. Ho trovato una fotografia dove si vede benissimo.
- Dove I'ha presa? - Mi è capitata tra le mani.
Faciliterà le indagini.
Faccia un po' vedere.
No, la prego, non la guardi.
Perché non la vuol far vedere?
Perché sono venuta male e poi è inutile.
No, è utile.
Ma no, Le ho detto che è inutile, ero venuta per dirle
che mi dispiace, ma ho ritrovato la collana.
Eh? Come?
- È sicura? - Sì, certo.
- Dove I'ha trovata? - Ormai che importa?
Dato che I'ho ritrovata, a cosa servono i particolari?
Mi scusi, avvocato.
Mi dica dove I'ha trovata, puo' darsi che il ladro I'ha nascosta
per poi andare a riprenderla. lo li conosco, questi ladri.
No, è stata colpa mia, una dimenticanza.
Ritiro la mia denuncia.
- Allora, archivio? - Sì, archivi.
- Non le hanno rubato nient'altro? - No.
Che bella bocca, da baci.
Arrivederla, commissario.
Cosi Lei getta il discredito su una corte di magistrati.
Non è colpa sua, la collana era sparita.
Gia! E mi dovreste ringraziare, non ho affatto trovato la collana.
- Allora... - Ho dovuto mentire, avvocato.
Non volevo che fossero accusati dei magistrati.
Signorina, io non ho parole per ringraziarla, ma non era il caso.
- Il battello, signor Presidente! - No!
lo credo che è meglio restare.
Sì, è sparita una collana di valore, non possiamo partire.
- Avvocato, un Martini? - Grazie.
- Poseyon, un Martini? - Sì.
- Martini? - Sì.
Farei un'altra colazione, caffellatte completo.
4 Martini e accontenti il ragazo.
Per me, questa storia della collana è tutta un trucco.
Sono insinuazioni che non le permetto.
Mi dispiace, caro avvocato, ma le deve permettere.
È anche nel suo interesse.
Fino ad ora la sua cliente si è sforzata di farci credere
che esisteva un'ombra, vero?
Ebbene oggi anche io credo che quest'ombra esista.
Non capisco che relazione ci possa essere tra un'ombra e la collana.
Forse adesso all'omputata dispiace che I'ombra esista!
Ora capisco. Allora Lei pensa che I'ombra abbia rubato la collana.
No, credo che I'imputata voglia impedirci di parlare con il teste Camulca.
E il trucco con la collana è servito per trattenerci in quest'isola.
Non capite? Camulca può avere visto I'ombra anche lui.
Se I'ha vista, abbiamo una prova di più che la mia cliente è innocente.
- Giusto! - Niente affatto!
L'ombra non è quella di un ladro, bensì di un complice.
Il suo amante.
No, qui si cerca di gettare del fango sulla reputazione della mia cliente.
La signorina Dubovitch non ha mai avuto amanti.
- Non siamo in tribunale, la prego. - E Garris, chi era?
Amante... In ogni caso, era I'unico.
Beh, sì, un amante in più o uno in meno!
L'imputata non è certo donna da formalizzarsi.
Polydette, se sbaglio, mi corregga.
Quanto tempo impiegò I'imputata per raggiungere a piedi I'albergo
dal ristorante Barracuda? Un quarto d'ora, mi sembra.
Calma, eh? Vediamo!
20:00-20:15, un quarto d'ora.
Quanto ci mise il Garris, che era in automobile?
Vediamo.
- Parti subito dopo e arrivò alle 20:20. - Cin, cin.
Cin, cin. Diciamo 16, 17 minuti.
Ora mi dicano, lor signori, come mai I'imputata a piedi
è arrivata prima del Garris in macchina?
Qualcuno I'ha aiutata con un automezo, è I'unica possibilità.
Questo qualcuno è I'ombra, il complice.
Complice di chi?
Scusate.
- Il suo complice! - Grazie.
Sì, signorina.
Il Pubblico ministero ci ha fatto notare una cosa molto interessante.
Come mai Lei impiegò solo un quarto d'ora per venire qui dal ristorante?
Sono passata per la spiaggia, è così bella di notte.
E poi si arriva in un attimo.
- È una scorciatoia. - Non ci avevo pensato alla spiaggia.
Naturale, perché lei non conosce I'isola.
- Adesso posso fare due passi? - Un momento, prego.
Prima potrei vedere quella foto dove c'era la collana?
Perché? Pensa ancora alla collana?
Non si preoccupi e poi gliel'ho detto,
quella foto non mi piaceva. L'ho gettata via.
Eh!
- Non importa, vada pure a fare due passi. - Grazie.
Oh.
- Niarchos! - Agli ordini!
Accompagni I'imputata all'aria.
Signor Presidente.
No, caro Xotis, conceda anche a me di prendere un po'd'aria.
Per oggi, mi pare che basti.
Niarchos, ho trovato un quadrifoglio!
Chissà se mi porterà fortuna.
- Scusi, signora. - Mani in alto! Che fa lei qui?
- Niente! Volevo un favore dalla signora. - Da me?
- Un momento! Per parlare con I'imputata ci vuole un permesso.
Via, Niarchos, non sia così rigido. Tanto c'è qui Lei.
E poi non abbiamo segreti.
Su, sia buono.
Beh, veramente, un segreto c'è.
lo amo mia moglie e la perderò se continua a credere
che quella notte ero con una donna.
- È la verità. - Sì, ma era un'avventura cosi, senza importanza.
Ecco, se lei riuscisse a parlarle e a convincerla che ero solo.
- lo? - Sì, se trovasse qualcosa...
Una piccola bugia non le sarà difficile.
Mia moglie le crederà, ne sono sicuro.
Zitto! C'è sua moglie!
Un bel mestiere, si è messo a fare.
- Cara, cosa dici? - Zitto tu!
Continui a dire bugie. Mi avevi detto che non la conoscevi nemmeno.
Invece mi conosceva.
Andiamo, a che serve mentire ancora? E meglio dire la verità.
- Cara, non darle retta. Zitto, lasciala finire!
Non metterti di mezzo tu. Finalmente qualcuno si decide a parlare.
La verità è che suo marito quella notte non era solo.
Questo me lo immaginavo.
Ma no, non era con una donna come Lei crede.
- Con chi era allora? - Con un uomo.
- Come? - No, non si spaventi.
Era con il mio amante, chiesi a suo marito di ospitarlo nella sua stanza.
Perché arrivò Garris e non sapevo dove nasconderlo.
Come?
Dunque è vero.
Lei aveva un altro amante.
Sì, chiedo scusa.
E mi dispiace molto di avere coinvolto una persona innocente.
Perdonatemi.
Scusami, Enrico, io non lo sapevo, non potevo immaginare che...
Cara, adesso sarai convinta, spero.
- Lo vedi cosa succede a fare favori a gente che non si conosce? - Eh...
Eeee...
Andiamo, su.
Non sei caduto dalla finestra per colpa mia!
- Sono caduto per conto mio!
Non capisco perché hai offerto la cena a uno che non conoscevi nemmeno!
Adesso rincominci! Perché, perché? Perché aveva fame!
Mi dispiace, signorina, ma questa storia adesso Lei dovrà ripeterla davanti agli altri.
- Perché? - Come perché?
Sono giorni che cerchiamo di stabilire la verità!
Quella non è la verità, Niarchos lo sa.
Ho inventato tutta la storia, per la felicità di quei due sposini.
Sì, la signorina è stata veramente generosa.
Ma così Lei mette in gioco la sua reputazione.
Rischia di... È pericoloso quello che fa!
Può darsi. Ma è bello fare una buona azione
e dare un po' di felicità agli altri.
- L'imputata la sorveglio io, andate pure! - Signorsì!
Signorina, non so proprio come esprimerle la mia ammirazione!
Op Ià! Ma dovrebbe stare attenta a fare tanto I'altruista!
È la seconda volta questa mattina che rischia di rovinare se stessa
per salvare gli altri. - Beh, no.
Per la verità, la prima volta era per salvare me stessa.
Vede? La collana non è stata rubata.
- Come? Ma allora? - È stata tutta una commedia.
Ma lei mi ha convinto, non conviene mentire, meglio dire la verità.
È meglio affidarci alla comprensione del prossimo.
Perché I'ha fatto?
Non I'ha capito?
Crede che una donna come me, condannata a morte
non tenti ogni meno per cercare di vivere ancora?
Con la bugia della collana ho guadagnato due giorni di vita.
Due soli giorni.
Ora mi dica, ho fatto male?
Beh, certo, dal punto di vista umano, direi di no.
Già, ma come giudice e come magistrato, lei mi condanna, vero?
Non può essere umano con me?
No, non è questo.
Il fatto è che dal punto di vista squisitamente giuridico...
Basta con la legge! Basta con questi termini giuridici!
lo non resisto più, la mia vita è finita, è distrutta, lo capisce?
Si calmi, non faccia così.
Ma vede, cara, lei è imputata di omicidio, non lo dimentichi.
Che cosa significa?
Gliel'ho detto, io non ho ucciso Garris.
- lo sono innocente! Mi guardi! - Attenta! Andiamo a finire di sotto.
- Non importa. - Beh... - Mi guardi negli occhi.
Le sembro il tipo da ammazzare un uomo?
Oramai, sono quasi certo di no, signorina.
- È I'uomo, o il giudice che parla? - Il giudice.
Come uomo, dovrei approfondire di più.
Senta, io mi fido di lei. La prego,
approfondisca. - Certo, approfondirò.
Ma non è questo il momento.
Certo, ha ragione, mi perdoni.
Forse preferisce essere giudice invece che uomo.
No, ma qualcuno ci potrebbe vedere.
Mi scusi, per un istante ho dimenticato la mia situazione.
Forse è questo bosco, il cielo...
Che bei fagiani!
Meravigliosi!
- Cosa fa? - Gli sparo, non le piacciono i fagiani?
Sì, sono la mia passione.
Dal giorno del mio arresto non li più mangiati.
E allora? - No!
Aspetti che io mi allontani.
Non posso veder fucilare degli innocenti.
Si, capisco.
Soprattutto, stia attento al guardiacaccia.
Voi del continente vi conosco, siete tutti uguali.
Prima tutto amore, poi partito il battello, partito anche I'amore.
Ma tornerò. lo ti amo, dammi un bacio!
- Ti giuro, tornerò e ci sposeremo. - No!
- Sii buona! - No.
Marietta, ti prego.
Oh!
Si può sapere che cosa fai qui?
lo ispezionavo. Raggiungo subito I'imputata!
Agli ordini!
Polydette: Signor Procuratore, grandi notizie!
- Dalla spiaggia non si può passare. - Faccia vedere!
Qui c'è I'albergo e qui il ristorante.
A metà c'è questo sperone che taglia in due la spiaggia.
Quello che sospettavo. Ecco! Ormai non ci sono più dubbi.
Il complice esiste eccome. Guardi.
Una penna di fagiano!
- Lo sparo veniva da di qua. - Se ne pizzico qualcuno
di questi cacciatori di frodo! - Eccola!
- Calibro 12, marca Sidney, non se ne trovano qua! - No.
- Chef! - Dica.
Me lo cucini all'orange!
E lo guarnisca con uno zoccolo di riso ben mantecato.
- È lei che lo ha ammazzato? - No, me I'hanno regalato.
Ho capito. Ma è meglio che nasconda il fucile. - A già!
lo ho sempre sostenuto che è colpevole.
E io ho sempre apprezzato il suo intuito
pero venire qui non è stato del tutto inutile.
- Per me, sì! - Signor Presidente!
Cercavamo appunto lei. Ecco, dia un'occhiata qui.
- Cos'è? - La foto che I'imputata ha cercato di nasconderci.
Garris e la Dubovitch.
Questo è Garris. Dunque con una mano regge il sigaro
e con I'altra stringe la mano dell'imputata.
Vede? Ha un anello!
Vedo, e allora?
Ma Garris ha anche un bicchiere in mano. Lo vede?
- Polydette, la lente! - Sì.
Lo vedo, ma che vuole concludere?
Signor Presidente, con una mano tiene il bicchiere,
Con I'atra mano regge il sigaro - E bene, ho capito, con I'atra stringe
Già, avrebbe tre mani... È impossibile.
Esatto!
La terza mano non è di Garris, ma del terzo uomo, il complice.
Guardi I'anello. È di tipo non comune.
Se troviamo I'uomo che ha quell'anello, troviamo anche il complice.
Sì, ma intanto condanniamo lei,
poi voi farete con comodo il processo al complice.
Signor Poseyon, al telefono, la chiamano da Atene.
- Scusate, torno subito. - Prima di arrivare a conclusioni affrettate,
ritengo necessario ascoltare la versione dell'imputata.
Certo, ma credo che questa volta non avrà vie di uscita.
Abbiamo anche scoperto che non poteva passare per la spiaggia.
lo I'ho lasciata nel parco, ma adesso non c'è più.
- Ma perché I'hai lasciata sola con un uomo? - Era il Presidente!
Tu hai il dovere di non allontanarti, di sorvegliarla. Ecco il Presidente.
Ma la signorina non c'è, la vado a cercare, non dica niente a nessuno.
Caro avvocato, ho delle notizie interessati da comunicarLe.
- Sì? - Devo ringraziarla per averci fatto notare questa foto.
- Si tratta della collana. - No, si tratta dell'omicidio, guardi.
Scusate, avete visto quel giovanotto che mi sorveglia? Me lo perdo sempre.
Lasci stare il giovanotto, guardi qua, piuttosto.
Le piacciono i giochi di pazienza.
- Perché I'ha stracciata? - Ma gliel'ho detto, era venuta male.
E lei è troppo curioso, per non dire indiscreto.
Sono anch'io indiscreto se chiedo di chi è quella mano, Olga?
- Quale mano? - Un momento, prima di procedere,
bisogna che vi sia presente Poseyon, come capo dei giurati
Altrimenti, qui si rincomincia daccapo. - Non è necessario, Poseyon conosce tutto
e si è già formato una sua opinione sul delitto. - Ah!
È assurdo, le Anonime Ferrose, sono azioni del gruppo Garris.
Non possono crollare!
Uomo: Certo e io, quando lei me I'ha detto,
ho comprato tutte le azioni che erano sul mercato,
ma I'erede di Garris è Olga Dubovitch, signor Poseyon,
e se viene condannata tutti i suoi beni passano allo Stato, capisce?
Le azioni non valgono più un accidente. - Allora prova a rivenderle subito!
Ho provato, ma non le vuole nessuno!
Com'è possibile? Nemmeno alla metà? Nemmeno a un terzo?
Neanche se le regalo!
Allora, se quella è condannata, io sono rovinato.
Come dice? Pronto?
Pronto?
Riconosce questo anello?
Come vuole che riconosca I'anello se ho detto che non so di chi è la mano.
Ah, si? Lei stringe mani che non conosce?
Credevo che fosse quella di Garris.
E lei da che parte sta? Non ricorda che dovrebbe difendermi?
Una volta inventava verità più attendibili,
ma per fortuna il capo dei giurati ha le idee abbastanza chiare.
- Vero, Poseyon? - Su che cosa? - Sulla colpevolezza dell'imputata.
L'opinione dei giurati è segreta.
lo devo attendere le conclusioni della difesa.
- Non si può mai sapere. - Ma se un attimo fa era convinto...
È un processo difficile. Non si può condannare a morte
una persona sulla base di semplici indizi.
Se non I'ha ammazzato Olga Dubovitch, chi vuole che I'abbia ammazzato?
lo so chi I'ha ammazzato, eccolo Ià!
Del resto, I'avevo fiutato subito.
- Questo bel signore è il colpevole. - Ebbene, sì, lo confesso.
Sono stato io.
Non si vergogna? Un magistrato! Lo sa che è proibito?
Chiedo perdono, sono disposto a pagare.
Di che state parlando? Di un fagiano, capito?
Se ci si mettono anche i magistrati, dove andiamo a finire?
Smettiamola, non possiamo perdere tempo per queste bubbole.
Come bubbole? Prima era una bubbola il furto di una collana di diamanti
e adesso la caccia di frodo? Che razza di magistrati siete?
Piuttosto, lei che razza di commissario è?
- Guardate questo anello! - Non mi tocchi, sa, io sono un Pubblico ufficiale!
No, tu sei il complice di Olga Dubovitch!
Ques'anello che hai al dito ti accusa.
Ma è impazzito, mi ridìa I'anello!
Signor commissario, I'imputata è sparita!
No, è qui!
Ossia, era qui, ma dov'è?
Boh!
La troveremo. Niarchos, arresti quest'uomo e non se lo lasci scappare.
lo sono il commissario, sarò io ad arrestarvi tutti!
Questa volta non finisce qua, questa volta non archivio!
Permesso.
Se lo tenga pure, I'anello. Tanto per quel che vale!
Li vendono in paese a 200 lire.
- Capelli? - No!
Va bene, Ada.
Oh, il signor Xotis! Lei ha il fiuto di un segugio.
Come ha fatto a trovarmi?
Ho dimenticato I'imputata e ho pensato alla donna.
Dove poteva andare dopo due giorni di mare, se non dal parrucchiere.
- Ciao, Ada. - ArrivederLa, signorina Olga.
Vede? Le conviene pensare da uomo, non da Pubblico ministero.
Almeno, scopre qualcosa.
Invece che anelli come questi.
- La vede, avvocato? - No, signor Presidente.
Guardi che sono in due, c'è con lei il Pubblico ministero.
Quello è capace di tutto, anche di farla confessare.
- Ohi, ohi! - Che c'è?
- C'è una donna che fa il bagno. - Ah!
- Nuda. - Mi faccia vedere.
- Non è lei! - Non importa.
Ah!
È convinto ora della mia sincerità?
lo diffido per principio. Le donne mentiscono sempre.
Le donne, qualche volta, mentiscono per non farsi dei nemici.
Ma di fronte a un nemico dichiarato come lei, possono anche dire la verità.
Perché dice di essere passata per la spiaggia?
A metà strada c'è la roccia d'Ercole e non si passa.
- Come I'ha saputo? - Ho visto la carta topografica.
Le sue indagini sono troppo scientifiche.
Ehi, piccolo!
Sei mai stato a giocare alla roccia d'Ercole, sulla spiaggia?
Sì, tante volte.
Come fai, se vuoi passare dall'altra parte?
L'attraverso, passo sempre dal buco, perché c'è un bel buco sotto.
Grazie.
Mi arrendo per la spiaggia.
Questa sì che è una stanza! Molto bene.
Questo è quel che si dice un letto!
Quella carta può buttarla via, cancelliere,
I'imputata ha detto la verità.
Proprio sotto la roccia d'Ercole c'è un bel buco.
Sì, ma ci passano solo i ragazzini.
Solo i ragazzini? - E un buco, un buchetto!
Vado a controllare, voglio vederci chiaro!
- Vuole che venga con lei? - Non è necessario, posso fare da solo.
- C'è qualcosa che non va, avvocato? - No, sono venuto qui solo per dirle che...
Lei sta troppo con il Presidente e il Pubblico ministero.
E pericoloso!
Potrebbe sfuggirle qualcosa di compromettente.
Se qualcosa di compromettente è sfuggito fino ad ora,
non è stato per colpa mia. Lei è troppo passionale ed emotivo.
- Non è questo, è che io... - Lei cosa?
Ha mai pensato a sposarsi, Olga?
Sposarmi?
È già così difficile liberarsi di un amante.
Con un marito, esiste anche il divorzio.
Non c'è bisogno di...
Ammazzarlo, è questo che vuole dire?
Mi crede ancora colpevole, vero?
- Si ricordi, lei è il mio difensore. - Si, lo so, ma...
Ma io Le parlo da innamorato, Olga, io la amo!
Avvocato, cosa le prende?
Olga, mi dica di sì, la prego. Sa che la sogno tutte le notti?
Stanotte ho sognato che volavo con lei, è per questo che faccio tanti errori.
Sono nervoso!
Se continua così, finirò per commettere uno sproposito.
Un altro? Non le bastano tutti quelli che ha già commesso?
- Mi manda via? - Sciocco!
E per il poliziotto.
A più tardi!
Ha visto il signor Xotis? Vorrei sapere per la cena.
- Torna subito, è andato alla roccia d'Ercole. - Bene.
Come ha detto, "roccia d'Ercole"?
A quest'ora c'è una marea che arriva improvvisa, impetuosa.
- lo consiglierei almeno d'avvisarl0. - Come?
C'è il motoscafo, si faccia dare una strappata.
Una strappata...
Aiuto.
Aiuto.
Signor Procuratore, stiamo arrivando, non si muova!
Accosta.
Piano.
- Ancora. - Piano, capitano, che ci va a sbattere.
Mi dia il cappello!
Faccia un bel salto!
- Lasci, che I'aiuto io. - Calma, calma.
- Tutto bene? - Sì, grazie.
C'è del cognac, se vuole.
- Cognac? Dov'è? - Lì, nell'armadietto.
- Polydette, che ore sono? - Le 20:00.
A che ora I'imputata disse di essere passata per la spiaggia?
Faccia con questo.
A che ora, ho chiesto.
Alle 20:00.
Già! Non poteva passare, I'alta marea.
Proprio così, non poteva passare.
G.G., Giacomo Garris.
Ottima imbarcazione, il povero Giacomo Garris se ne intendeva.
Sì, non c'è male.
- Conosceva il principale? - Sì, un po'.
Qui c'era una pistola, dov'è adesso?
- Scusi, lei chi è? - Leonida Xotis
del tribunale di Domokos. Allora, dov'è la pistola?
- Non so. - Poche storie, spiegatemi cosa fate qui.
lo custodisco il motoscafo del signor Garris.
Dopo la sua morte sono rimasto qui, perché nessuno mi ha licenziato.
Foste voi ad accompagnare Olga Dubovitch la sera del delitto?
Sì, ma guardi che io non voglio perdere il posto e se la signorina venisse a sapere...
State tranquillo per il posto. Fu I'imputata a prendere la pistola?
Certo, io ero qui al timone e I'ho vista benissimo.
È stata lei a uccidere il mio padrone.
Ma che cosa aspettate a condannarla a morte?
Già, è proprio quello che sto pensando.
Niente da dire,
ma le rose mi sembrano poche, ne aggiungerei due nel settore coda.
Ottima.
- A che ora devo farla servire? - Non so, aspetto una risposta.
- Ma il fagiano, mandalo subito! - Va bene.
Toh! Metti due rose nel sedere a 'sto fagiano
e mandalo su a quei vagabondi!
Lo consegni personalmente al Presidente. - Bene, signorina Dubovitch.
- Dove corri? - Ho da fare. - Questa cos'è?
Ridammi il biglietto, non è la cosa che ti riguarda!
- Se te lo ridò, tu che mi dai? - Che cosa vuoi? - Un bacio.
- No, lasciami. - Cosa succede?
Stavo perquisendola. Ho sequestrato questo.
Vigliacco!
Bravo.
Avanti.
Sono riuscito...
Sono riuscito a intercettare un biglietto inviato all'imputata.
Un appuntamento.
- Avete scoperto chi I'ha mandato? - No, purtroppo.
Bene. Volevo dire che...
Comunque, io sono contrario alla violazione del segreto epistolare.
- Non dovevo leggerla? - Ci sono limiti che nemmeno un'istruttoria può superare.
Questa è un offesa della libertà del cittadino.
- Però! - Ho invitato a cena Poseyon e I'avvocato Alex per una cenetta.
Strano! Sarete in tre ed è apparecchiato per due!
Avevo ordinato di preparare per tre!
Dite al signor Poseyon e all'avvocato Alex che li aspetto qui, subito.
- Non voglio disturbare la sua intimità, andrò io all'appuntamento. - Lei?
- Sì, io. - Perché? Rimanga a cena con noi.
No, devo vedere la signorina Dubovitch, ho scoperto tutto.
Stasera la farò confessare.
Signori, buon appetito!
Prego. Accomodatevi!
- Avvocato, a Lei piace la caccia? - Gliel'ho detto, no.
- A lei, signor Poseyon? - lo veramente ho già cenato.
Ah, Lei!
- Dispiaciuta? - Al contrario.
Facciamo un giro in motoscafo e poi la invito a cena.
- Al Barracuda? - Appunto.
Non dovrei bere tanto, è pericoloso con Lei.
Perché?
Perché quando bevo, dico anche quelle verità che dovrei tacere.
Veuve Clicquot Grande Rèserve.
Quella sera, io e Garris, bevemmo lo stesso champagne.
Eravamo di ottimo umore e poi...
E poi venne la lite.
Certo. Per forza.
Era sospettoso come Lei.
- Diceva sempre che io lo tradivo. - E invece...
Invece I'ho tradito!
È naturale.
Sa come sono questi industriali, no?
Loro vogliono il monopolio, non sopportano la concorrenza.
E Lei?
lo, sì.
La concorrenza mi piace, sono liberale io.
È contro la procedura se balliamo un pochino?
- Ne ho tanta voglia. Balliamo. - Sì, balliamo!
Un momento, ne ho voglia anch'io, ma è tanto tempo che non ballo.
- Quanto? - Avevo 15 anni.
Lei, 15 anni?
Bravo!
Ta-tà!
Oh, oh! Oh, la mia testa!
Mi stava raccontando della lite.
- Non sa pensare ad altro. - No, non è questo.
Mi dica, come reagì Garris alla lite esattamente?
- Mi ha insultata. - Cosa le disse?
No!
Lei, cos'ha fatto?
- Posso? - Certo.
Ecco.
Posso?
Certo. Lo fece anche lui.
E dopo fece una scenata, minacciò perfino di cambiare il testamento.
Allora lei come ha reagito?
Ecco.
Ho reagito cosi, ho fatto male.
E poi, si è messa a piangere.
No.
No.
È lei adesso che mi fa piangere.
Perché...
è così crudele e attraente.
È inutile, niente commedie, so che lei prese la pistola dal motoscafo,
non le resta che confessare!
Perché è così ostinato?
E va bene. Prima, pero, beviamo!
Mi aiuterà a parlare.
Ma il Pubblico ministero le ha detto perché andava a cena con I'imputata?
- Vuole indurla alla confessione! - La confessione a quest'ora? A mezzanotte?
- Non è regolare, doveva impedirlo! - Come?
Lo zelo del Pubblico ministero non conosce limiti.
Non vorrei che fosse una scusa.
Magari ci fosse andato soltanto per farle la corte.
Tranquillo, quello non è un uomo. Dall'imputata vuole una cosa sola:
strapparle la confessione!
La verità è sempre nascosta in fondo, aiutiamola a venire fuori.
- Alla verità! - Alla verità!
Dopo lo schiaffo, Garris diventò furioso.
Disse che se non la smettevo di tradirlo,
avrebbe fatto qualche sciocchezza.
Sapevo che sul motoscafo c'era una pistola.
Ripensai alla minaccia di Garris di commettere qualche pazzia.
Ero allarmata, impaurita.
La presi
e la nascosi nel cassetto del mobile che sapete.
Avrei voluto fuggire.
Pensai di calmarmi i nervi con un bagno caldo.
Andai alla doccia.
Un momento!
Un momento.
Mi ascolti bene.
Perché lei nascose la pistola in un posto così a portata di mano?
Dove avrei dovuto metterla?
Non potevo portarla sotto la doccia con me.
Giusto, prosegua.
Nel frattempo,
il povero Garris, restato solo,
fu visto scrivere qualcosa sul conto del ristorante.
Era terribilmente agitato.
Non essendoci più il motoscafo,
il maîIre lo riaccompagnò in automobile all'albergo.
Non sapeva che io ero già arrivata.
Telefonò al notaio dicendogli di venire immediatamente.
Poi aprì il cassetto
e trovò la pistola.
E un attimo dopo...
Oh, era orribile!
Istintivamente, gli tolsi di mano la pistola.
Non sapevo cosa fare.
Poi, vidi sul tavolo il conto del ristorante.
Capii subito cosa conteneva.
Feci in tempo a nascondere quel foglio prima che sopraggiungessero gli altri.
Ecco la verità.
Se è stato un suicidio, perché non I'ha detto prima?
Questo è ciò che scrisse Garris per il notaio.
Lo legga e capirà.
"Caro notaio, I'amore è una guerra e come diceva il generale Mireau:"
"'Per vincere le guerre ci vogliono uomini, uomini, uomini.
"Perciò, lascio libera Olga rendendo il mio corpo cadavere anche di nome,"
"poiché di fatto lo è già da tempo".
"Olga può amare ed essere amata facilmente"
"perché è giovane e bella".
"Quindi ritengo inutile lasciarle il mio denaro"
e revoco il testamento in suo favore
"I miei beni passeranno allo Stato per risarcirlo"
"di tutte le tasse che fino ad oggi ha tentato inutilmente di farmi pagare".
Qualche dubbio?
No, no.
Lo capisce adesso il perché del mio silenzio?
Ma lei mi ha messo alle strette
e ora perderò tutto.
È soddisfatto?
Ma Lei ora è salva
e io sono felice di saperla innocente.
Non sono parole da Pubblico ministero.
Il Pubblico ministero è andato a letto.
Di fronte a Lei, c'è solo un uomo.
Un uomo, che I'ama, Olga.
Speravo tanto di sentirglielo dire.
- Quando sarò libera... - Che farà?
A che servirebbe?
Dopo, sarò solo una povera donna.
Lo Stato si prenderà tutto, anche i miei visoni.
Che se ne fa lo Stato dei visoni? Non se li può mica mettere!
E le mie perle...
Tenga! Le mandi a un museo.
Stanno meglio sul suo bel collo.
Ce le lasci!
Cosa vuol dire?
Togliere la vita a un uomo è molto grave.
Togliere soldi allo Stato non è grave.
Rivelerò alla corte del suicidio
ma tacerò su questo.
Piccolo caro!
Quando sarà tutto finito, ce ne andremo lontano.
Devo avere una villa da qualche parte, sulla Costa Azurra.
Quando dici di amarmi, parla la donna o I'imputata?
Non lo senti che è la donna?
E troppo bello per essere vero.
Va bene, tienilo tu.
Così sarò nelle tue mani.
Lo metto cosi
li,
dalla parte del cuore.
Dalla parte del cuore.
MaîIre, il conto!
Mais voilà!
Ehi, tu!
Prendimi la stoia! Su, presto!
Poveretto, spenderà tutto lo stipendio per pagare il conto.
Non erano quattro?
Voilà, monsieur.
Ecco qua, tenga il resto. Merci beaucoup, monsieur!
Pardon.
No, I'amore da una parte, gli affari dall'altra.
Sfilaglielo dalla tasca, glielo rimborserà io.
È nella tasca sinistra.
Signorina Dubovitch, io non sono il suo servitore.
Finché prendi uno stipendio da me, fai ciò che voglio io.
Sta' attento, nella tasca sinistra.
Non sbagliare, mi raccomando.
Ah!
Non trovo più la mia manica. Eccola qua.
Mi sento molto più leggero. Scusi.
Vai pure, noi torniamo a piedi.
- Au revoir et merci beaucoup! - Au revoir!
- Un nuovo giorno! - Sì, il più bello della mia vita.
Oh!
Sono tornato ai miei 15 anni! Su, corriamo!
- Dammi un bacio! - La smetti di starmi sempre alle costole?
- Un bacio a nome delle candeline. - Zitto, che le spegni tutte!
- Un bacino. - Per favore, vattene!
- Ma come faccio? - Apro io?
Finalmente una gentilezza.
Grazie.
Evviva!
- Che bella torta! - È splendida!
- Tanti auguri! - Auguri, Presidente!
- Buon compleanno! - Grazie.
Un momento, signori, manca I'altra festeggiata.
Signorina Olga!
Eccomi, vengo.
- Sono qua. Meravigliosa!
Cin, cin!
Tanti auguri!
Vogliamo il discorso del Presidente!
Sì, il discorso!
Signora, signori.
Permettetemi, in questa occasione, di essere doppiamente lieto e commosso.
Perché non sempre capita a un giudice la maravigliosa ventura
di poter festeggiare con un felicissimo verdetto d'innocenza,
il proprio compleanno.
Sono grato a tutti voi, che mi avete offerto questa stupenda occasione.
Senza di lei, tutto ciò non sarebbe accaduto. Grazie.
La parola alla difesa.
- Ringrazio il Presidente perle sue alate parole. - Troppo buono.
Sono lieto che I'innocenza della mia cliente
sia risultata al fine chiara e lampante.
Per quanto non riesca a capire come mai il Pubblico ministero
ci abbia messo tanto tempo per convincersene.
Ho soltanto seguiuto I'iter processuale!
No, mi riferisco a ieri sera, tutta una notte,
una lunga notte. - Dovevo stabilire i fatti!
Ballando con I'imputata e rientrando all'alba?
- lo... - Basta, signori.
Come, avvocato, Lei della difesa pronuncia ancora la parola "imputata"?
- Che tutti noi abbiamo già dimenticato! - Sì. Andiamo, basta con questi discorsi!
- Pensiamo a divertirci. Venga a spegnere le candeline. - Sì.
Vedo un mare di candeline! Quanti anni mi date?
Ne ho appena 52.
Chiedo scusa, signor Presidente, ne ho messe solo 50.
- Spenga la luce, per favore. - Sì, subito.
Bravo!
#Happy birthday to you,#
#happy birthday to you,#
#happy birthday, Presidente}
#happy birthday to you!#
Stappa!
Perciò, a norma di quanto sopra
e visti gli articoli 45,46 e 281 del Codice penale,
questa corte dichiara I'imputata prosciolta da ogni accusa.
Bravo!
E ne ordina I'immediata scarcerazione.
- Signora, la prego. - Grazie.
Oh, caro Xotis!
Cosa farà, signorina, di tutto il suo denaro?
Beneficenza. Ho bisogno di tante cose.
- Progetti per il futuro, signorina? - Il matrimonio. - Grazie.
Hai deciso per la partenza?
Ti raggiungerò più tardi per gli accordi.
Mi scusi. Olga!
Il biglietto per Nizza. lo ho il mio.
Sarà meglio incontrarci direttamente all'aereo.
- Signora, i miei complimenti. - Grazie anche a lei.
Sono io che devo ringraziarla.
Ora, le Anonime Ferrose andranno alle stelle.
Certo, peccato che lei mi ha detto di venderle.
Chi ti ha detto di venderle? Stai scherzando?
Signor Poseyon, non si ricorda? Mi ha telefonato.
Ha detto di venderle anche a un terzo del valore.
- E tu? - Ho faticato, ma sono riuscito a vendere proprio ieri.
- Povero me! - Con permesso.
Signor Poseyon, sorrida!
Non posso! Andatevene! Lasciatemi in pace!
Ricorderò a lungo le belle ore passate insieme.
Signor Presidente.
- Arrivederci. - No arrivederci, addio.
No, perché addio?
- Signor Presidente! - Che c'è?
- Una citazione. - Beh?
- E per Lei. - Per me?
"Denunciato per reati contro gli articoli 37, 48 e 95".
Che dicono quegli articoli?
Caccia di frodo, sparatoria in luogo pubblico e crudeltà verso gli animali.
Dio mio, avvocato Alex! Avvocato Alex!
- Hostess, do a Lei il biglietto? - Sì.
Scusi, il cappello.
- Lasci, la prego. Il posto è già occupato. - Ma è mio!
- Ecco il suo aereo. - Grazie.
- L'accompagno. Mi dia la pelliccia. - Grazie, molto gentile.
Altoparlante: for Rome, Nice and Paris.
- Permesso! - Scusi, dobbiamo scendere!
Un momento, ci faccia scendere!
È impossibile, signori, I'aereo è in partenza.
Altoparlante: Voleremo a un quota di 8000 metri
alla velocità di 500 kmlh.
La signorina parte.
Altoparlante: Siete pregati di non fumare e allacciare le cinture.
Grazie.
Ma il testamento è qui.
Il testamento?
Finalmente soli.
E ricchi.
Sei stato imprudente a venire nell'isola.
Era troppo tempo che non ti vedevo.
Prendi il mio, è nel mantello. Nella tasca sinistra.
Questo testamento non serve più.
Dov'è? Non lo trovo.
Quella è la tasca destra, ho detto nella sinistra.
Quella del cuore.
Ah, eccolo.
Che stupido, confondo sempre la sinistra con la destra.
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