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Original subtitles

--== Sottotitoli a cura di IScrew ==--

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Traduzione 8x8 [IScrew]

No.

Dai papa'!

No!

E' a posto.

Ha lavorato per mia sorella.

Sono sicuro di questo, e' tutto a posto, ha lavorato con la famiglia.

Ne avremo cura.

"Frontiera"

Coltelli, forchette... Qualche piatto e ancora...

Tazze, bicchieri, e altro. Cosa pensano che io usi?

Caffe', zucchero, ketchup e altre cose da mangiare.

Riso molto costoso.

Dai, non essere sciocco. Mio figlio ha bisogno del pranzo.

Sono sicura che glielo preparerai piu' tardi.

Grazie, signora.

Oh, e' gentile! Mettilo li'. per favore.

Ha suonato l'allarme stanotte. Qualcuno avra' voluto entrare.

Leila ha detto che sei molto brava con i bambini.

E sembra che, a loro, tu piaccia. E' una buona cosa.

Comunque, dovrei prendere il tuo passaporto. Per sicurezza.

Ce l'hai con te?

Siediti, un momento.

Allora?

C'e' qualcosa che mi vorresti dire?

No. signora.

Devi sapere che mio marito non si occupa mai delle cose domestiche.

Cosi', non parlare con lui, a meno che non sia lui a parlare con te.

Ancora piu' importante,

in nessun caso potrai parlare, o lasciare la casa, senza il mio permesso,

di giorno o di notte, che sia.

Bisogna portare i bambini a letto.

Si', signora.

- Ma non e' ancora l'ora di andare a letto! - Si', e non protestare.

Dormire e' una cosa buona, dormi con il tuo amico.

- A te piace dormire? - Mi piace dormire!

- Cosa sogni quando dormi? - Un sacco di cose.

- Cosa sogni di piu'? - La mia casa.

- Dove si trova? - Molto lontano, sulle montagne dei Nuba.

Questa e' la sua casa, adesso. Mamma dice che e' una rifugiata.

Non e' cosi'?

Si'.

Sono Amalia Anor. Figlia di Ba Anor.

Campione di lotta, al villaggio.

Dai, corri.

Hai imbrogliato senza avvisare.

Fa male.

Come e' andata a scuola?

Mi ha detto una cosa il preside, oggi.

Cosa?

Dice che non siamo dei veri musulmani, perche' sono nuba.

Sei sicura di questo? Una cosa ancora...

I fagioli reali, quelli che mi ha dato tuo padre.

Papa'.

Oh, no, per favore, non la tagliare. Lei, e' una principessa!

Ora, certo... una principessa!

La principessa deve dormire. Andiamo, su. A letto.

Papa', non puoi raccontarmi la storia delle nubi? Per favore!

"In un tempo lontano, molto, molto tempo fa,

"Le nubi passavano cosi' basse, sopra le montagne,

"che tutte le tribu' dei dintorni non le potevano oltrepassare.

"Poi... un giorno... una vecchia donna aveva macinato tanto grano

quando una nube particolarmente bassa attiro' la sua attenzione.

"- Ahi! - la minaccio'

"- perche' non ritorni al cielo, cui appartieni da sempre?

"Era cosi' arrabbiata la vecchia signora,

"che prese la nube e, d' un colpo, la spinse in cielo,

"trascinando con lei tutte quelle rimaste.

"Da quel giorno, ecco perche'

"le nubi scorrono cosi' alte sulle montagne dei Nuba".

E, se guardi con attenzione, anche ora,

potrai notare che e' perche', hanno paura a fermarsi.

Fratelli! Il mio nome e' Malia Anor.

Mi tengono rinchiusa! Aiutatemi!

Fratelli!

Ehi! Cosa fai li'? Vieni dentro!

Bene. Non vuoi che dica che eri fuori.

- Per me, va bene. - Grazie.

Iran.

Iran.

Le mie cose!

Corri, corri!

Papa'!

- Vado a cercarla. - Come?

- E' viva. - Come fai a dirlo?

- Lo so. - No, Nuba, non lo sai.

E quella voce?

Il tipo si e' mostrato stupito per qualcosa. Devo andare li'. Forse ha visto qualcosa.

- Ci vogliono tre giorni. - Se cammino rapido, ce la faccio in due.

- E poi? - Non lo so.

Ha detto che non c'era speranza. Hai sentito quello...

So cosa ha detto!

La trovero'.

- Ho sete. - Anch'io ho sete.

Acqua!

Ehi, abbiamo sete! Abbiamo bisogno di acqua!

Voi non decidete quando avete sete. Io decido quando avete sete!

- Cosa stai facendo? - Niente.

Stavi facendo una chiamata. Chi stavi chiamando?

- Nessuno. - Dammelo.

Pensavo non le importasse. E' cosi' gentile, non come sua cugina.

Ero cosi' contenta di venire qui, perche' mi sembrava un bel posto

- Ma si vede che... - E' un numero di Londra.

- Chi te l'ha dato? - L'ho avuto con difficolta'.

- Conosci qualcuno, qui? - No.

- E allora chi e' questa persona? - Non so, mi ha solo dato il numero.

- Perche', allora, lo stavi chiamando? - Perche' ha detto di essere un amico.

Ti ho detto che non devi parlare con nessuno, senza il mio permesso!

- Stai cercando di contattare qualcuno? - No!

Non mi mentire!

No, lo giuro, non ho parlato con nessuno, lo giuro!

Se cerchi di parlare con qualcuno, fuori di questa casa,

mio marito fara' uccidere la tua famiglia.

- Per favore. - Devi capire che

se disobbedisci, tuo padre muore.

E' una tua scelta, Malia.

- Salve. - Niente cibo, vattene!

Non sono qui per il cibo. l nostro villaggio e' stato attaccato da Mohadad.

Molti sono stati uccisi. Alcuni bambini sono stati rapiti.

Mia figlia era una di loro. Sto seguendone le tracce.

- Sai chi siamo? - Siete ribelli.

Combattete contro il governo, ne avete ammazzati parecchi.

Vedi questo posto? Qui, hanno ucciso tutti.

I corpi erano cosi' tanti che abbiamo dovuto fare fosse profonde.

Tu sei uno dei pochi fortunati, tornatene a casa.

- Mia figlia e' ancora via. - Se c'e', l'hanno venduta.

Trafficano schiavi per tutto il nord. Puo' trovarsi a Hatun, in Sudan, ovunque.

Non la troverai mai.

Venite. Muovetevi, presto!

- Posso? - Prego, sia mia invitata.

Vieni qui.

Apri la bocca.

Mostrami la lingua.

Guardate, la scimmietta che mostra la lingua. Prendo lei.

I tuoi doveri saranno, lavare, sfregare, pulire tutte le superfici

Pulire la cucina, qui ti disfi di questo, metti via i piatti, le pentole le metti qui.

I cereali per i bambini, metti le tazze e i bicchieri, qui dentro.

E, ogni volta che sara' stata usata, dovrai pulire bene la tavola.

E... dovrai pulire il resto della casa e il bagno, e tutto quello che ti dico.

Non restare mai a guardarmi in questo modo.

Ti ho preparato una piccola stanza, qui dietro. Vieni a vedere.

Vieni.

Entra.

Allora, cosa ne pensi?

- Di' 'grazie'. - Grazie.

- 'Grazie, padrona'. - Grazie, padrona.

Malia.

I tuoi libri e qualcos'altro...

- Ehi, ridammelo, questo e' mio! - Oh, no, questo e' per tua madre.

- Tu sei un bambino in crescita. - Lo voglio io. Ridammelo!

Ancora caffe', per favore, Malia.

Forza ragazzi!

Buona giornata.

- Ciao mamma, ciao papa'! - Ciao, ragazzi. Fate i bravi!

Cosi' ti ha detto di lavare la macchina?

Maledetto pazzo! Guardero' soltanto.

Mettiti questi, senno' ti congeli.

E allora, quanti anni hai?

Sei dello stesso posto di dov'era tua cugina Hatun, vero?

Che ne e' di Hatun? Non bene, vero?

Come mai sei venuta qui? Hai famiglia a Londra?

Rifugiata?

Non parli molto, no?

Coltelli, cucchiai, forchette.

Sorridi. Sorridi!

Non sai cosa c'e' in questo.

Vieni, vieni per favore, devi venire, viene fuori acqua

Allontanati da mia figlia! Hai toccato mia figlia!

Come ti azzardi a toccare mia figlia? Vieni qui!

Bene, se questa e' il modo in cui ti comporti, allora vattene!

Non ti tratterro', bambina irrispettosa. Sei libera. vattene!

Lo vedi? Sei indifesa senza di noi.

Senza di me, tu non esisti.

Ciao. Ciao.

Sembra ti abbiano picchiato. Non sei come i bambini di qui.

No, non sei come i bambini di qui. Hai avuto un'infanzia come loro.

Lei, mi odia. Perche' odia una bambina che guarda i bambini di qui?

Perche' ha toccato sua figlia. Lei, e' cattiva.

Lei, e' cattiva.

Allora, adesso, avro' cura di te. Tu avrai cura di me?

Avro' cura di te.

Il mio nome e' Malia. Qual'e' il tuo nome, gattino?

Il mio nome e' Bah, come mio padre

Si', Bah e' tuo padre.

Questi sottotitoli provengono da www.ITALIANSHARE.net

Venite a trovarci, troverete tantissime anteprime, i link per scaricarle

e potrete richiedere la traduzione di un film che vorreste vedere.

Registrazioni nuovamente aperte.

Salve!

Quanto ti paga? Eh?

Quanto?

Ehi, non riscuoto le tasse, quanto guadagni?

- Mille? - Al mese?

- Alla settimana. - Alla settimana? Cosa?

- Beh, cento... - Cosa? Ti danno cento alla settimana?

- No... - E allora?

- Ma, non so, devo andare. - Stai bene?

Solo, per favore, non dica a nessuno quello che le ho detto.

- A letto! E' tardi. - Non sono stanco. Che ore sono?

- Non e' ancora la mia ora. - Si', e' gia' l'ora.

- Non puoi dire cosi'. - Perche' no?

- Non e' cosi' l'ora. - E come sai com'e' l'ora?

L'abbiamo fatto a scuola. Secondi, minuti, giorni, settimane, mesi e poi anni.

- Ma, e se un giorno fosse un anno? - Come?

Non pioi dire al tempo di essere. Il tempo e' quello che vuole essere.

Una volta ne avevo 12, adesso ne ho 18.

Cosa succederebbe se tutti questi anni fossero solo un momento?

Se il tempo in un battito di palpebra potesse far scomparire tutti questi anni?

A letto.

Raccontaci la storia delle nubi.

"Una volta, molto, molto tempo fa, le nuvole erano cosi' basse sulla montagna,

"che tutte le tribu' erano bloccate e nessuno poteva camminare per le strade.

"Poi, un giorno, una vecchia signora stava macinando del grano,

"quando una nube particolarmente bassa attiro' la sua attenzione.

"- Ahi! - minaccio' - perche' non torni al cielo cui appartieni,

"stupida nube? Era cosi' arrabbiata la vecchia signora,

"che diede alla nube una forte colpo e la mando' in cielo,

"dove si trovavano tutte le altre.

"E da quel giorno, e' per questo che le nubi corrono alte sui monti dei Nuba.

E, se guardate con attenzione, noterete che ora hanno paura a fermarsi.

Su, a letto, tutti quanti!

Dall'altra parte!

- Salve. - Salve.

Qualche notizia?

Forse dovresti abbandonare le ricerche. Sei anni sono sufficienti.

- Hai una moglie che ha bisogno di te. - Ho perduto mia figlia.

- Era la mia unica gioia. - Lo so.

- Voglio sapere se sta bene. - Lo so.

Smettila di dirmi che lo sai! Non lo sai, nessuno puo' saperlo!

Mi teneva la mano. Le dicevo sempre, prendi la mia mano, Malia.

Tienimi forte, non ti lascero' andare!

Stara' cercando sicurezza, e non la posso aiutare.

Come ci si sente, lo sai tu?

Cerco mia figlia Malia. Qualcuno l'ha vista, per caso?

Va' a prendere i miei figli al primo piano. Vi aspetto giu', tieni.

Ho questo.

Papa'!

Dove vai?

Malia! Fermatela!

Fare una scena cosi'!

Conosco quello sguardo. Mi stai nascondendo qualcosa.

Cos'e' questo?

- Cos'e'? - Niente.

- Dammelo! - No.

Ti ho detto, dammelo!

Questo e' tutto. Ne ho avuto abbastanza. Ti mandero' a Londra.

Mia cugina mi ha sempre pregato di mandarle qualcuno per aiutarla.

Adesso ti potra' avere.

... assolutamente, quando vada in meglio...

... questo va molto bene.

Vorrei un po' d'acqua.

Vieni qui.

O vuoi che riveli quello che mi hai detto?

Piu' vicino.

- Non mi tocchi. - Ti voglio solo stringere.

- Non ha diritto di toccarmi. - Chi lo dice?

Non ha diritto.

Se mi tocca di nuovo, gridero'.

Padrona!

Non ci posso credere, me l'ha tirato addosso!

- Malia, cosa e' successo? - Ha cercato di toccarmi!

Non l'ho fatto. Ho solo chiesto dell'acqua, diglielo.

- E' vero? - Devi controllarla meglio.

Alzati!

Pulisciti, sembri ammalata. E lavati il viso dalle lacrime. Hai l'alito cattivo.

Ho assunto una bambinaia per i bambini, d'ora in avanti non gli devi piu' parlare.

Non ti ci avvicinerai. Cucinerai, pulirai e dormirai.

Papa'!

Papa'!

- Eh! Gesu' Cristo! - Mi spiace! Mi spiace!

Cosa fai, qui dentro? Mi hai fatto venire un colpo!

Mi dispiace.

- Dove sei stata? - Mi ha rinchiusa nella mia stanza.

- Per una settimana. - Gesu'! Perche'?

Suo fratello ha cercato di toccarmi. Non glielo avrei permesso.

Ti ha rinchiuso per questo? Devi dirlo alla polizia!

- No, niente polizia. - Non puoi restare, dopo una cosa cosi'.

- Oh, non voglio. Voglio uscire! - Chiaro, dannazione.

Non puoi semplicemente andartene?

Non puoi andartene. E neppure ti pagano, vero?

Non puoi nascondere uno schifo come questo!

Lei, mi ha detto che, se avessi parlato, avrebbero ucciso la mia famiglia.

- Non puo' essere. - Lei, lo ha detto!

- Non puo' essere. - Lei, puo' farlo!

- Ma, questo, e' quello che vuole tu creda. - Lo puo' fare!

Stupidaggini. Perche' dovrebbe farlo. Non sei niente, per lei.

Ce n'e' molte come te, del posto da cui vieni. Non sei nessuno.

Io sono Malia Anor, figlia di Bah Anor, campione di lotta del paese.

- Nella mia tribu', sono una principessa. - Si', certo.

E tu pensi che, a lei, importi qualcosa?

- E' la verita'. - Si', ma non fa differenza.

Qui, non sei niente.

- Quando saro' libera, andro' dalla polizia. - Ora stai parlando come si deve.

- Per prima cosa devo uscire. - Certo.

- Mi aiuterai? - Sicuro!

- Mi troverai un posto sicuro dove restare, dopo?

- Si'. Conosci qualcuno a Londra? - Si', conosco te.

Si', certo. Ma un posto dove tu possa stare?

- Restero' con te. Si'. Si', certo.

Se fosse per me, non ci sarebbe problema, voglio dire, certo che puoi restare.

Il fatto e' che sono sposato e ho figli. Una casa piccola e una moglie fastidiosa.

- Non mi mettero' sulla tua strada. - Lo so, ma e' complicato.

Ascolta, ho bisogno di questo lavoro,

se qualcuno viene a sapere che ti ho aiutato...

- Hai paura?

- Ho paura. - Perche' hai paura?

- Perche'... oh, si'... perche'...

Come posso avere meno paura? Ho mio padre.

Fa piccoli passi, i bambini, qui, non devono sembrare tali.

Andro' via, per compere, per una settimana. Me ne andro' con i bambini.

Si', signora.

Fratello! Fratello!

Fratello!

Malia, e' tutto a posto?

Gli asciugamani sono pronti.

Fratello! Ho bisogno del tuo aiuto, fratello!

Cosa posso fare per te?

Malia!

Devo andare. Per favore, ritorna domani alla stessa ora.

Se non posso venire, ritorna il giorno seguente, per favore.

Cosa ti succede, hai dei problemi?

Me ne devo andare.

- Qual'e' il tuo nome, sorella? - Sono Malia Anor, figlia del lottatore.

Lo conosco, del sud. La tua tribu' e' dei Nuba delle montagne.

Il tuo nome, Anor, l'ho gia' sentito.

- E' un nome regale. - Sei la piccola sorella di una stirpe di re.

Come mai, chiedi aiuto, ad un uomo come me?

Sono una schiava. Qui, in questa casa, mi tengono come una schiava.

Aiutami!

Ti ho vista fuori di casa questa mattina.

- Si, signora. - Cosa stavi facendo?

Buttando l'immondizia.

- Devi chiedere, la prossima volta. - Si', signora.

Malia, cosa stai facendo?

Non puoi andartene. Dove andresti?

Non puoi tornare, questa e' la tua casa.

Non c'e' un posto sicuro, in citta'.

Sei al sicuro, soltanto con me.

Se ti azzardi a fuggire sul serio, ti trovero'.

Sta mentendo.

Ti trovero' e ti portero' indietro.

Una schiava non e' niente , non puo' sentire la mancanza del nulla.

Se scappi, mio marito mi picchiera'.

Per favore.

Non piu'.

Qui!

- Salve. - Salve.

- A che ora e' la vostra chiamata? - All'una in punto.

Venite.

Fate il numero e aspettate.

Papa'!

Malia.

Malia.

Ispirato alla vita di Mende Nazer e degli schiavi che ancora non possono parlare.

E' provato che, piu' di 5.000 giovani donne, vivono, oggi, come schiave, a Londra.

Rapporti internazionali dicono che piu' di 20.000 persone sono state rese schiave, in Sudan.

La presa degli schiavi continua.

IScrew ha presentato

"Sono una schiava"

Traduzione 8x8 [IScrew]

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Le registrazioni sono riaperte!!

Se conoscete una lingua, venite a sottotitolare con noi.

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