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(MUSICA TRISTE)
Mamma mia, fermati. Questa cicoria stava dentro le mutande.
- Quanto ti hanno dato stasera? - 30 euro, come al solito. Quanto mi hanno dato?
Mamma mia, le pizzerie si sono messe d'accordo?
Oh, lo farei pure io, Manolo. 30 euro. Con tutti i "pischelletti" che ci sono.
- No? - Sì. Vanessa prende 50.
Ma che cazzo c'entra? Vanessa lavora in un locale da paura!
Ma sei matto? Lì sono tutti fighetti. Pensa te vestito come Vanessa. Eh?
- Pensa che tacchino! - Che cazzo me ne frega. Sai che me metto a fare per 20 euro in più!
- Che fai? - Comincio a ballare. - E dai, fammi un balletto! - Tric e tracche.
Oddio mio...
Mamma mia! Con la "fiatella" che c'è venuta... La vuoi?
Prendi.
- Queste le ho rubate prima al bar. - Madonna, sanno di cicoria pure queste?
Le gomme alla cicoria!
Pure questa attacco sul finestrino.
Non ci posso proprio credere, porco Giuda!
Mamma mia, non ce la faccio più ad andare a scuola, te lo giuro.
- E non lo sapevi che era così? - Va bè, almeno tu hai Ambra. Io chi ho?
Ma che cazzo, fai il geloso? Stiamo insieme!
Abbiamo fatto le elementari insieme, le medie insieme, ci facciamo questi altri due anni...
Pensa che coglioni...
Dai, facciamo altri due anni così ci mettiamo a lavorare, no? Facciamo un lavoretto carino.
Io non lo volevo fare l'alberghiero.
Mi hai rotto il cazzo tu: "Andiamo all'alberghiero, non si fa un cazzo all'alberghiero".
- Ma pensa te! Perché, tu volevi fare l'agrario, vero? - E allora?
Tutti fanno i camerieri. I rumeni fanno i camerieri, gli albanesi fanno i camerieri...
- È vero. - Fratello, gli zingari fanno i camerieri.
- Hai ragione. - Te lo giuro, fanno i camerieri, davvero.
- Infatti, per me dovresti far il corso da barman. - Sì, eh?
Sì.
- No? - È la cosa più adatta a me. - Sei portato. - Sì, sì.
- Poi però non ci vediamo più. - Perché? - Tu stai in cucina, io sto in sala.
- Vorrà dire che faccio il barman pure io. - Sì? - Eh! - Caruccio!
- Ma non avevi la vocazione? "Voglio fare lo chef!" - Oh, ancora con questa cosa!
Questo era perché il padre di Dani mi ha detto:...
..."Quando finisci la scuola, vieni su da me al nord e inizio a farti lavorare".
- Chi è Dani? - Dani, la figlia del compagno di mia madre.
- Adesso, tanto compagni non sono, stanno sempre a litigare. - Perché?
Sono cazzi loro. Fatti i cazzi tuoi!
Vedi che cambi sempre discorso? Che cazzo dobbiamo fare?
- Che cazzo dobbiamo fare? - Ti ho detto del lavoro, che dobbiamo fare, i barman?
- Andiamo a fare i barman. - Ma con chi, le rumene e i rumeni?
Va bè, che cazzo me ne frega?
(COLPO)
(Manolo) Che cazzo... (MIRKO ANSIMA)
Non ci posso credere. Oddio...
- Non ci posso credere. - Parti.
Parti! Parti.
Non ci posso credere. Che cazzo ho fatto?
- Ci ha visto qualcuno? - Non lo so.
- Dici che è morto? Eh? No? - Non lo so. Che morto? Chi? Che cazzo dici? Che c'entra?
Che cazzo!
- Che facciamo, torniamo indietro? Eh? - Che fai? Torni indietro? Che gli dici?
Ma come cazzo è possibile?!
È uscito dal nulla quel frocio di merda!
Non ci posso credere! 'Sto frocio di merda!
Zitto. Zitto. Zitto.
- Ci si rovina la vita. Ci si rovina la vita! - Zitto. Stai zitto, non dirlo! Stà zitto.
- Facciamo una cosa. Andiamo dalle guardie e gli dico che andavamo a 90... - Da chi?!
- Dalle guardie! - Che cazzo dici? - Gli diciamo che andavamo a 90 e non l'abbiamo visto!
Ma sai che cazzo gliene frega a quelli! Eh? Ce ne siamo pure andati.
Che cazzo facciamo?
- Oh! - Sto pensando, sto pensando.
- Non ci posso credere. - Andiamo da mio padre. - Eh? - Andiamo da mio padre.
- Che cazzo gli diciamo? - Andiamo.
- E che gli dici? - Ci dà una mano. Ci dice che cazzo dobbiamo fare. Guarda come cazzo stai!
Sei sicuro?
- Che è successo? - Facci entrare, papà.
Ma che è successo?
(RUMORE DELLA SERRANDA)
(TINTINNIO DELLE CHIAVI)
Si può sapere che è successo? Cosa sono quelle facce?
Bè?
Ho investito uno, papà.
Avete investito uno con la macchina?
- Ma quando? - Quando, eh? Venti? Quando?
- Mezzora fa. - (Danilo) Restiamo calmi, mettetevi a sedere.
(Danilo) Siediti. Oh, sedetevi. Stiamo calmi.
- Vi ha visto nessuno? - (Manolo) No.
- Non c'era nessuno, non vi ha visto nessuno? - (Manolo) Nessuno. Non c'era nessuno.
Va bè, com'è andata? Come avete fatto? Vi siete...
(Mirko) Mi è uscito questo, io non l'ho visto, l'ho preso. Ho sentito solo dopo il botto.
- (Danilo) Siete scappati? - Siamo andati avanti.
"Siamo andati avanti." Siete scappati!
A quanto andavate?
A 90.
- (Danilo) Dov'è successo? - (Manolo) AI campo sportivo.
- Non ho capito bene. Urla, parla, oh! - AI campo sportivo.
- Colpa vostra? - (Mirko) No.
- (Danilo) Ditemi la verità, vi aiuto lo stesso.
È colpa vostra? - (Mirko) E diglielo!
No. Neanche eravamo qua.
E certo, chissà dov'eri! Mica era qua, lui!
(Danilo) Avete investito una persona, mica sono "pizza e fichi".
Oh, se vi hanno "sgamato" lo dovete sapere voi. C'eravate voi, non io!
A parte che se c'ero io non succedeva perché io so guidare. Voi non sapete guidare.
Ti ho detto mille volte di non andare con lui, non sa guidare!
(DANILO SOSPIRA)
Sì, ma la cosa più importante
non me l'avete detta. È morto?
È morto?! Oh, parlami!
(Mirko) Sì.
E vengono qua. Non si può fare niente e non si deva fare niente.
Adesso voi andate a dormire...
...e domattina andate a scuola come se non fosse successo niente, belli tranquilli.
Hai capito, eh? Tu dormi qua. Chiama tua madre.
- Le dici che hai fatto tardi e dormi da Manolo. - Chiamo mia madre?
(Danilo) Bravo.
Guidava lui, che cazzo te ne frega?
- Ma che cazzo vuol dire? - Vuol dire. Bè?
- (Mirko) No, non mi risponde. - Non risponde. Lo credo.
- (Mirko) Le mando un messaggio. - Ecco, bravo. Domattina lo vede e non si insospettisce.
- Però roba di saluti, niente di che, che le faccia pensare a chissà che. - (Mirko) Va bene.
Adesso mettiti a dormire qua. Levati tutto. Domattina vai a scuola.
Meno male che c'è tuo padre. Meno male che ci sono io, mm?
(Danilo) Roccia! "Li mortacci tua", che pensiero che sei! Si sistema tutto, c'è tuo padre, no?
- (Danilo) Hai capito? - Dai. - (Danilo) Tranquillo, dai. C'è papà, no?
(MUSICA INQUIETANTE)
(VOCI DI BAMBINI IN LONTANANZA)
- Ciao, mamma. - Amore di mamma. Non ci siamo beccati ieri sera.
- No. Però il messaggio ti è arrivato? - Sì, stamattina. Com'è andata a scuola?
Normale.
- Stai già uscendo? - (Alessia) Sono le tre e mezza. Quando vado se no? Tu che fai?
- Io rimango un pò a casa. - (Alessia) Va bene. - Mi devo riposare.
- AI massimo dopo vengo e torniamo insieme. - (Alessia) Ok. Ciao, amore.
Ciao, mamma.
(LA PORTA 51 CHIUDE)
- (Donna) 'A belli! Buonasera! - Ciao, Na. - Ciao, Na.
- (Donna) Che dite? - (Mirko) Tutto bene.
- (Donna) Mamma mia, una fiacca qua... - Sì, eh?
(Donna) Mamma mia...
Ci prendiamo una pastarella?
- (Mirko) Davvero? - Sì. Una per uno.
(Alessia) E dai! Diamoci sotto con l'ispezione. Sei pronto?
(MUSICA INQUIETANTE)
Sono bravo anche con le mani! Sono bravo anche con le mani!
Mamma mia, potrei fare tutto nella vita!
(Mirko) Sei scarso "fracico"! Tieni!
- "Mortacci vostri"... - (Mirko) Uh!
- Questo? Muto? Muto! - Oh! Sto sudando io!
- Ora ti faccio gol. Anzi ti faccio canestro coi piedi. - Va bene.
Canestro coi piedi, amore!
- Oh, no? Eh? - Che?
(CAMPANELLA)
Magari ci siamo sbagliati. Magari era un cane.
È un uomo, Manolo. L'ho visto.
Quando l'hai investito, però, non l'hai visto, eh?
Guarda che sono solo contento che è andata bene.
"Oh? - Eh?
Ora ci vuoi pensare tutta la vita?
- Tu non sei contento? - Sì. Andiamo, và.
- Ciao, papà. - Oh, eccolo! Dove cazzo eri? Ho una notizia da paura!
- Cosa? - Ho scoperto chi avete ammazzato.
- Chi è? - Avete ammazzato un infame.
- Non ho capito. - Quello che avete investito l'altra sera era un infame che si nascondeva.
- Che cazzo ne sai tu di queste cose, scusa? - Per culo, Manolo!
Ero al bar a giocare alle macchinette e ho sentito quello che stavano dicendo al tavolo vicino.
- È saltato fuori che proprio due giorni fa, dove mi hai detto tu... Dov'era? - AI campo sportivo.
AI campo sportivo.
Avevano ammazzato un ex del loro gruppo...
...un figlio di puttana che si era dissociato e si era venduto con le guardie.
Hai capito? Questo figlio di puttana si nascondeva là, era terrorizzato.
Usciva solo di notte per mangiare.
- Per quello non l'avete visto, perché questo non si poteva far vedere. Hai capito o no? - No.
- No? - No.
Allora, innanzitutto ascolta tuo padre.
Non vi cerca più nessuno perché adesso penseranno a... Come si chiama? Una faida fra clan, no?
- Non pensano a due ragazzini che non sanno guidare la macchina. - Quindi è un bene?
Sì. Poi un'altra cosa. Ancora non l'hai capito?
Ma da chi cazzo hai preso? Il culo che abbiamo avuto! Non ti rendi conto?
Noi, adesso, senza volerlo e senza saperlo...
...abbiamo fatto un favore immenso al clan dei Pantano!
- Ti risulta? Hai capito adesso, eh? Ci arrivi? - No.
- No. I Pantano, oh! Adesso noi, con questa cosa... L'hai ammazzato tu questo infame? - Eh.
Andiamo là, ci presentiamo, gli diciamo che è una cosa voluta, gli raccontiamo tutta la dinamica.
Questa è una carta per svoltare finalmente una volta per tutte da questa cazzo di vita di merda!
- Ma mi sembra che tu non te ne rendi conto! - Va bè...
- "Va be"', mi dice. I Pantano? - Eh.
Quante volte te ne ho parlato? Ci sono cresciuto da ragazzino con Giorgio.
Col fratello, Angelo, andavamo a scuola insieme. Te lo ricordi quello simpatico?
- Ne parlavo sempre, no? - Quello della Lazio, sì.
Quello della Lazio. Te l'ho detto mille volte, no?
- Fammi chiamare Mirko. - Chi? - Mirko.
Che chiami Mirko? Ma sei scemo? Che cazzo chiami Mirko?
- Che vuol dire? - Che questa cosa deve risolvere le sorti di tutta la famiglia. Chi è la famiglia?
- Ma che vuol dire, c'era lui. - Chi è la famiglia? Io e te, basta, non ci sono altri.
- Va bè... - Abbiamo svoltato! Ridi, bello di papà! Io vado a dormire.
Porca miseria, che buco di... Una volta tanto un pò di culo nella vita, no? Pure a noi!
- Non chiamare nessuno. - No.
(Ambra) Comunque, secondo me, mi prenderebbero a un talent.
- Non solo per la voce. - Mm.
Io dico proprio la personalità.
Perché io sono una vera, una che dice le cose senza peli sulla lingua.
No?
Che ne so, prova ad andarci.
Alla fine devi avere minimo 18 anni.
E poi va bè, nel canto devo ancora migliorare...
...però le lezioni che sto facendo mi stanno servendo un sacco.
Davvero?
Cantami un pò qualcosa.
- No. - Dai, fammi sentire.
- No, ma dai... - Dai, fammi sentire.
- Davvero? - Canta una canzone, sì.
Dai.
(AMBRA TOSSISCE)
# Nessun posto è casa mia... #
# ..ho pensato andando via. #
# Soffrirò nei primi giorni, ma so che poi mi abituerò. #
# Ti cercherò nei primi giorni, poi mi abituerò. #
- # Perché si torna sempre... # - Ssh!
Oddio ...
- Ti è piaciuta? - Commovente.
- Ma perché mi devi sempre prendere per il culo? - No, davvero. Dico davvero.
Mi è piaciuta tanto, giuro.
Allora perché non piangi?
Perché non mi viene da piangere.
Eh... Tu non piangi mai.
- Che ti devo dire? Non mi viene da piangere. - Perché non ti è mai successo niente di grave.
- Ma come niente di grave? Ma smettila, gufo!
- È vero. Non ti è mai successo niente di grave.
Tipo?
Tipo se io e te ci lasciamo...
"piangeresti?
Io piangerei.
Oh! Manolo!
'Sto pezzo di merda...
- Dove cazzo eri, Manolo? Eh? - Ciao, Mirko.
"Ciao, Mirko" un cazzo! Dove cazzo eri?! Non mi rispondi al telefono, non vieni neanche a scuola!
- Ti vuoi far bocciare? - Mi hanno bocciato da tre mesi.
"Oh! - Eh?
Che cazzo di fine hai fatto? Eh? Non mi rispondi neanche ai messaggi.
- Che cazzo è successo, Manolo? - Niente. Che deve succedere?
- Mi stai prendendo per il culo? - No.
- C'entra quella cosa? - Che cosa? No, non c'entra niente.
Dove cazzo vai?
Te sei fatto pure le scarpe da frocio.
Sempre avute.
Come sei sempre stato stronzo, vero?
Sono tuo fratello, Manolo. Non te lo ricordi? Sono Mirko, mi vedi?
Sappiamo tutto l'uno dell'altro. Mi dici che cazzo è successo?
- È una storia lunga, Mirko. - E dimmela!
Ti ricordi quella cosa?
- Ti ricordi quella cosa? - Eh.
Niente...
Mio padre ha capito chi cazzo abbiamo ammazzato.
Era un infame che si nascondeva, che un clan cercava da un sacco di tempo.
E niente, lui, insomma...
Con questa storia ci ha fatto entrare nel giro e si svolta.
È per quello che poi non rispondo al telefono e non ho tempo per i messaggi. Ho da fare.
E perché cazzo non me l'hai detto prima? Eh?
- Che ti devo dire? - Questa cazzo di roba che hai fatto? Perché non me l'hai detto prima?
Perché che cazzo frega a te di questa roba, scusa?
Tu non devi pensare, me lo dovevi dire e basta, Manolo!
- Scusa, eh. - Scusa 'sto cazzo, Manolo! 'Sto gran cazzo!
Dio...
- Dove cazzo vai? Spiegami questa situazione almeno, no? - Che ti devo spiegare?
- Chi è questo gruppo? Che cazzo fanno? Di che si tratta? - Che fanno, secondo te?
- Va bè, dimmi, come ci si entra? - Come ci si entra?
- Che cazzo ridi? - Cos'è, una festa? Non ho capito.
Oh, ma c'ero pure io in quella macchina! Guidavo io, Manolo! Te lo sei scordato?
Io mi ricordo te che piangevi. "Chiamiamo le guardie", questo mi ricordo.
Ma sei proprio un frocio, bastardo, negro!
Io facevo così perché non sapevo la situazione, non sapevo come comportarmi!
- Perché l'avevo ammazzato io e non tu! - Chi ha fatto fruttare questa cosa? Io e mio padre!
- Che pezzo di merda. - Sì... - Sei proprio un frocio bastardo, te e tuo padre.
Sei un frocio bastardo come tuo padre, capito?
Vai a lamentarti, vai. Vai dalle guardie.
"Oh, ho investito uno, solo che un altro s'è preso il merito." Vai, vai, vai.
- 'Sto pezzo di merda, bastardo, infame! - Pezzo di merda.
"Li mortacci tua" di 'sto pezzo di merda! Levati! Vattene! Vattene, coniglio!
"Bocchinaro", pezzo di merda, come tuo padre!
- Vai a dormire, testa di cazzo! Ti stai rincoglionendo! - Sei un "bocchinaro"!
'Sto infame, "bocchinaro"!
Mamma, non puoi andare avanti con queste cazzo di medicine.
- Devi fare qualcosa per questi cazzo di denti. - Mm!
- La mutua le cose le passa. - Sì, ma che cazzo ti passa la mutua, Mirko.
Devi fare qualcosa. Puoi andare dal dottore? Ti fai mettere in lista, eh?
Se no ci vado io, lo gonfio di botte...
...e voglio vedere se questo è il metodo per farti stare meglio.
(RUMORE DEL LIQUIDO NELLA BOCCA)
Buona?
- Che è? - Vado a lavorare.
- Dove vai? - A lavorare. - No, oggi no. - E dai!
- Oggi ti sdrai e stai qua. - Mirko, sono abituata!
E finché non stai bene, non ti muovi. Capisci?
Finché non stai bene, non ti muovi. Ci vado io al lavoro.
Non ti muovere da qua, eh?
(Mirko) Ciao.
(LA PORTA SI APRE E SI CHIUDE)
- Ciao. - Ciao.
- Come va? - Ciao. - Bene. Voi? - (Ambra) Tutto a posto.
- Ciao, Manolo. Ciao. - Ciao, Ambretta.
- Ciao, Mari'. Come va? - Bene. Tutto a posto. - (Mari') Bene.
- (Mari') Vuoi vedere i nuovi jeans che mi ha regalato? - Faglieli vedere.
- Questi. Guarda. Mm? - Belli! Hai fatto i soldi, Manolo?
Eh! Se avevo fatto i soldi, stavo qua?
No, ma non costano niente. Poi lei è alta... Quant'è? Uno e trenta, uno e quaranta.
- (Mari') Bè, perché, tu quanto sei alto, scusa? - Uno e novanta.
- Quanto sei alto tu? - Uno e novanta.
- Ma che cazzo dici? - Vuoi vedere la carta?
(Mirko) C'è scritto pure che sei frocio?
- (Ambra) Vieni qua, amore. - (Mirko) Vieni tu.
- Ciao. - (Ragazze) Ciao. - (Ambra) Ciao.
(PAROLE INDISTINTE DALLA TV)
- Si è addormentata la piccoletta? - Sì.
Tu non ce la fai, eh?
Certe volte sono stroppo stanca per dormire.
AI massimo per morire.
Tu come mai non dormi?
In questi giorni non ci riesco e basta.
È bella quella cosa che hai detto.
- (Manolo) Oh. - Dimmi.
- Ho trovato il modo per farti entrare. - Che vuol dire?
Vuol dire che mi hanno commissionato di ammazzare un marocchino...
...quindi, se lo facciamo in due, ti posso far entrare.
- Ah. - Si svolta, fratello. Fidati.
C'è qualcosa che non mi quadra, Manolo, se no non me l'avresti detto.
Come faccio, eh? Come faccio a farti entrare? Non ho tutto questo potere, come faccio?
- Ce l'hai perché ti hanno dato da ammazzare questo. - Hai visto che non capisci un cazzo?
Quello lo fanno solo per spaventare la banda dei marocchini, tutto qui. Questo è, fine, punto.
- Dobbiamo solo ammazzare un'altra volta. - Un'altra volta? Ma quando mai l'hai fatto tu?
- Va bè... - C'ero io dentro quella macchina, io ho ammazzato, io guidavo. Te lo ricordi, eh?
Mi sono scordato, scusami. Hai ragione. Perché non era culo, vero?
Ora era culo. Ora era culo...
Va bè, faccio da solo.
Sai qual è la cosa che mi fa rodere il culo, eh?
Che tu non hai mai dubitato di me. Continua a fare il frocio.
No, il frocio lo stai facendo tu, pezzo di merda! Stai facendo il frocio negro.
- Và, và! - Hai capito? Sei venuto qua a chiedermi aiuto: "Ti prego, aiutami".
- Continua a giocare! - "Aiutami ad ammazzare 'sto marocchino."
Ti stai cagando sotto. Senti che puzza di merda, si sente fino a qua!
- Tu non sai cosa ti può succedere, Mirko! - Ma che mi può succedere, Manolo?
Ma fammi un "bocchino"!
(MIRKO RESPIRA PROFONDAMENTE)
(MUSICA TRISTE)
- (Simone) Ragazzuoli belli. - Ciao, Simone.
- Lui è Mirko. - Salve. - Simone, piacere.
Il pischello che mi ha aiutato a far fuori quella merda.
- Ammazza quanti eravate! Avevate un pulmino? - No, va bè, io guidavo e lui mi stava vicino.
Sì, eh? Va bè, andiamo su.
- Tu hai mai sparato? - Sì, sì.
- Tu? - No.
Queste lo sanno come si spara.
Basta che glielo lasci fare. Cane. Questo arrotondato.
Sicura inserita, disinserita. Tu la lasci così, altrimenti spari col cazzo.
Il caricatore è già inserito. Se ti serve, spingi dentro fino a che non senti il "clic".
Per caricare, afferri la canna otturatore e la tiri indietro fino al punto morto posteriore.
Dopodiché rilasci. Ora hai il colpo in canna.
Se devi ricaricare, spingi il pulsante ed esce fuori. Rimettilo dentro.
- Ti serve altro? - No. - Inserisci la sicura e metti via.
- Cosa bevete? Acqua tonica? - Sì.
- Va bene. - Tieni. Andiamo a farci una chiacchierata fuori.
La cosa che dovete fare voi non è complicata, ma un minimo di consapevolezza bisogna averlo, no?
Tutti i marocchini, compreso il vostro...
...una volta che cominciano ad avere problemi a star dietro ai pagamenti...
...in qualche modo si aspettano di essere ammazzati, contano quasi i giorni.
Solo che il vostro sta in una zona un pò del cazzo, vicino alla stazione Termini...
...in mezzo ai negozi dei cinesi, ai turisti con le valigie.
A parte questo, a nessuno frega un cazzo se qualcuno gli spara.
L'unico che vi potrebbe fottere è il passante,
...che si trova lì per caso come uno stronzo e che magari vi costringe pure a sparagli.
E lì possono essere cazzi, perché diventa una lotteria. Voi avete una macchina, no?
- Lui ce l'ha. - Sì.
Niente macchina. Non prendetela. Solo un coglione
se la porta appresso. È un impiccio.
Certo. Poi a Termini!
Vi allontanate a piedi. Vi scegliete un posto dove andare e ci andate.
Una volta lì, aspettate che vi passano a prendere, così nessuno si accorge di un cazzo.
Mio padre. Mio padre può venire. Tanto ormai è uno di noi, quindi...
Sì, va bè, però non pensare a tuo padre.
Ognuno ha il suo percorso e voi di certo non state qua per lui.
- Oh, intendiamoci, con questo non sto dicendo che mi sta sul cazzo, eh! - No, no.
Quanto tempo vi ci vuole per organizzarvi?
- Un'ora. - Macché un'ora! Non correre. Facciamo domani.
- Domani? È perfetto. - Perfetto? - Perfetto.
È perfetto pure per il marocchino.
- (Mirko) Fratello! - Oh! - Fermati un attimo.
- Che hai fatto? - Guarda come cazzo mi sono messo questa pistola.
Ma pensa chi sei!
Sono stato tutto il tempo così. Mi stavo massacrando.
(MUSICA INQUIETANTE)
Oh, se vuoi ci vado da solo.
- Tanto non lo dico agli altri. - (Mirko) E stai buono!
(MUSICA INQUIETANTE)
(RUMORE DELL'ACQUA)
(LA PORTA SI APRE)
Andiamo.
Mi stavo sentendo male.
(MUSICA INQUIETANTE)
Mi dai un DVD?
Manolo, non è morto. Non è morto, non l'hai ammazzato.
- Ma che cazzo dici? - Fidati. Non l'abbiamo ammazzato, l'ho visto io.
Perché cazzo non me l'hai detto prima, eh?
- Vado io. - Dove vai?
(DUE SPARI)
Andiamo, è morto. Andiamo.
(Manolo) Ora siamo dentro, te l'ho detto, no?
Abbiamo chimica io e te, capito? Ci vengono bene le cose.
Non so perché, però ci vengono bene.
Ora ci rilassiamo. Ti faccio conosce gli altri, piano, piano.
Poi troviamo due "pischellette", ci facciamo fare i pompini come e quando ci pare.
- Ora è tutto bello. - Quando arriva tuo padre? - Non lo so. - Sono due ore che lo aspettiamo.
(CLACSON)
Eccolo, è arrivato.
(CLACSON)
(Angelo) Aspetta.
Poggia qua.
- Ah, Angelo! - Eh? - Questi sono i ragazzi.
- Ah. Io già ti conosco. - Sì. Ciao, Angelo.
- Ciao. Te no. - No. Io sono Mirko.
Ciao.
(Simone) Va bè.
(Simone) Max, dai.
(Manolo) Vuoi una mano, Simone?
(Manolo) Dai, do una mano.
- (Simone) Oh, Carmine, con questo sughetto! Dai, spostati. - Va bè, lo vuoi fare tu?
- No, spostati. - Va bè.
- Levati! - (Manolo) Vi serve una mano?
Oh, devi stare zitto!
(RONZIO DI UN MACCHINARIO)
(COLPI DI MARTELLO)
(DUE SPARI E URLA DELL'UOMO)
Ma l'hai portata tu tutta questa roba?
Sì.
- Come hai pagato tutta questa spesa? - Non l'ho pagata, me l'hanno regalata.
- Te l'hanno regalata? - Sì. - Chi te l'ha regala? - Un amico.
- Un amico che io conosco?
- È un amico dello zio di Manolo che ha...
Lavora dentro a un supermercato dove vendono tutta questa roba...
Cioè, la regalano, sta per scadere.
Mirko, perché invece di stare sempre con Manolo non stai un pò con tua madre?
- Magari oggi possiamo vedere il derby insieme, no? - No, anche oggi devo stare con Manolo.
Andiamo dallo zio, abbiamo da sistemare questo negozio.
(Angelo) Ma devo venire ad ammazzarti? Vuoi che ti faccio questo favore?
Testa di cazzo, sono due settimane che non mi fai vedere una lira.
Ma che cazzo fai? A me non frega un cazzo che non li hai. Li trovi.
Bravo. Li trovi, dai.
Guarda, ti do un'altra settimana, proprio perché ci conosciamo da tanto tempo.
Però non farmi incazzare! Ti vengo a trovare io. No, non metterti a piangere.
Faccio il "selfie" con Angelo.
Faccio il "selfie" con Angelo.
Ecco, così, trovali. Bravo, bravo.
Bravo. Ciao, ciao. Una settimana. Ciao, ciao.
(Uomo, dal televisore) La pressione è alta. Lo farà anche oggi? Io direi di no.
A che ora arrivano le ragazze?
Arby mi ha detto 23:30, mezzanotte.
- Sono tutte albanesi oppure... - No, c'è un pò di tutto.
Negre no. Albanesi, polacche, ucraine...
- Ah. Si aspettano di lavorare? - Che, si aspettano di andare in vacanza?
Certo, poi ci sarà anche la "piagnona" rompicazzo che se la sono fatta in venti e già si è rotta...
- Sono toste le ucraine! - Sono toste sì.
- Una volta, porca ragazzi, stavo con un'ucraina. Bella! - Una volta quando?
- Una volta. - Una volta! "Mortacci tua"!
C'è la bufala. Amore, fammi spazio.
(ARBY PARLA IN UNA LINGUA SLAVA)
Questa è bufala, fresca fresca. Falle spazio.
(DIALOGHI IN LINGUA SLAVA)
- Taglio! - Taglia!
Metti il piatto. Dammi il coso.
(ARBY PARLA IN LINGUA SLAVA)
(UN CANE ABBAIA)
- Ma dove cazzo eri? - C'è Carmine che sta rompendo il culo a una. Vieni a vedere.
No, non mi va, Manolo. Lasciami stare un attimo, stavo pensando ai cazzi miei.
Va bè, fai come ti pare.
(CINGUETTIO)
(MUSICA INQUIETANTE)
(VOCI INDISTINTE IN LONTANANZA)
(UNA DONNA SOSPIRA)
(MUSICA INQUIETANTE)
(UNA DONNA SOSPIRA)
(MUSICA INQUIETANTE)
(CARMINE GEME E SOSPIRA)
Adesso piano, adesso piano, adesso piano.
Eccola.
(CARMINE GEME)
(MUSICA INQUIETANTE)
(CARMINE GEME)
Arby?
Ma quella che mi fa, gli occhietti dolci?
- No, no. Li ha sempre avuti così. - Mm.
(Angelo) Mi sta facendo drizzare il cazzo.
Vieni con me.
(MUSICA INQUIETANTE)
Eccomi .
Tieni.
Tieni, visto che tu sei sempre quella così.
I cracker.
L'acqua.
Aspetta.
Se no poi mi richiami.
(MUSICA INQUIETANTE)
Sei sempre tu che me chiami per questi cazzo di preservativi.
Tieni.
Tieni. Sono sbriciolati, lo so, non so che dirti.
Aspetta, se no dopo torno col cazzo pure per te.
Ora fatti due passi un attimo.
Fatte due passi, non mi guardare.
(MUSICA INQUIETANTE)
(Professore) Allora, ragazzi, chi ha fatto questo?
Io.
(MUSICA INQUIETANTE)
- (Professore) Questo, invece? - Io, prof.
(Professore) Ambra, vieni, dai.
Rifanne una, dai.
(MUSICA INQUIETANTE)
Cosa devi fare prima con questa padella?
(Professore) Ti sembra normale una crêpe col buco?
(MUSICA INQUIETANTE)
(Professore) Un'altra volta.
(MUSICA INQUIETANTE)
(Professore) Dai, Ambretta, però.
(MUSICA INQUIETANTE)
A un certo punto ieri arriva uno e mi fa: "Senti, quanto costa comprare una di quelle?".
Faccio: "Chi?", e lui: "Una pischella".
Ho fatto: "10.000".
Te lo giuro, sono stato lì cinque minuti a dirgli:...
..."Vai, portatela via. Questa lava, stira, fa tutto".
(MUSICA INQUIETANTE)
Stavo per fare questo colpo.
(MUSICA INQUIETANTE)
Aveva 15 anni. 15 anni.
(MUSICA INQUIETANTE)
In questo periodo mi sento sempre male. Sto una merda.
(MUSICA INQUIETANTE)
Perché pensi. Non devi pensare, non pensare. Non pensare.
Sfogati. Fai come me, fai regali, sfogati.
Conosci una, fai: "Piacere, come stai?". Bum, le compri tutto.
(MUSICA INQUIETANTE)
Ora ho regalato pure il computer a Clara.
(MUSICA INQUIETANTE)
Ora di sicuro ci fidanziamo.
(MUSICA INQUIETANTE)
Ma tu non mangi, mamma?
Oh!
Mamma!
Ma che cazzo fai, eh? Che cazzo fai?! Sei impazzita?! Ti sei rincoglionita?!
- (Alessia) Hai la merda su quel telefono. - E fatti i cazzi tuoi!
Questa è matta! Questa è matta...
Hai il telefono di un pedofilo. Li dovresti cancellare i messaggi.
Giuro, non ho mai visto una persona che mi odia quanto mi odi tu. Non l'ho mai vista!
Vaffanculo, Mirko!
Io sono stata settimane a far finta di niente...
...a far finta che lavoravi in quel cazzo di laghetto di pesca.
- Ti senti furbo, vero? Ti senti furbo?! - Oh, abbassa la voce. Abbassa 'sta cazzo di voce.
- Come se tuo padre non me raccontava le stesse cazzate! - Abbassa 'sta cazzo di voce.
Ma almeno non mandava le minorenni a fare le mignotte. Mi fai schifo!
- Sei un pappone di merda! - Abbassa 'sta cazzo di voce, matta psicopatica.
- Non mi toccare. - Oh, che cazzo mordi? Sei un cane? - Dove cazzo vai, matta?
- Perché?! - Cosa? - Perché lasci i soldi nel cassettone della scrivania?!
- Però li prendi, eh? - Sì! Perché a me i soldi servono e, se li trovo, me li prendo!
- Non mi toccare. - Questo non vuol dire che mi sono rincoglionita.
- Ecco, è arrivato il momento adesso.
- È un mese che ti ho "sgamato", capito?
Ora ti ammazzo. Oh, non mi toccare.
Ti butto dalla finestra. È arrivato il momento che ti butto dalla finestra, hai capito?
- Lasciami stare! - Oh!
Questa è matta psicopatica. Questa è una matta.
Dove cazzo vai? Dove cazzo vai?
(ALESSIA RESPIRA AFFANNOSAMENTE)
- Ma come fai a starmi vicino? - Che cazzo vuoi, mamma, eh?
Io ho mai letto i tuoi messaggi? Eh? Rispondimi. Ho mai letto i cazzi tuoi per telefono?
No! Quindi deve stare zitta.
Ora fai la santarella del cazzo, eh? Fai la santarella del cazzo?
Quando ero bambino avevi i giornaletti sotto al letto pieni di cazzi negri, che si inculavano.
- Ti ho mai detto qualcosa? No! - Ma che vuol dire?
Che vuol dire? Un cazzo, come quello che mi stai dicendo tu.
Fammi fumare.
- Visto che ora ci siamo confidati... - Cosa?
Non ho finito di leggere bene. Quanto costa una ragazzina?
15.000 euro? Ce la facciamo coi soldi, Mirko?
Perché alla fine non sarebbe male avere una ragazzina che ti fa i "bocchini" quando ti serve.
Ahi g
Mi stai facendo male. Mirko, oh!
Mi stai facendo male, dai!
Mi stai facendo male! Pezzo di merda!
Ma che cazzo!
(AMBRA PIANGE)
- (Mirko) Scusa, amore. - Scusa un cazzo! Fatti le "pippe" durante il giorno, hai capito?
Non sono mica una troia!
(AMBRA PIANGE)
- Te ne stai andando? - Sì.
Mi devi pure riaccompagnare.
Mica puoi fare come ti pare.
(LA PORTA SI APRE)
- È il compleanno di Dani oggi? - Sì. Ma non venire, Mirko. Ci sono solo ragazzini.
Quindi ora sono diventato pure un pedofilo? Fammi capire.
E quindi ti ho detto che non ci devi venire.
È la festa di una ragazzina che ne ha avute poche nella vita. Non è il tuo ambiente. Non venire.
- Tanto non la facciamo neanche qua. - E dove la fate questa cazzo di festa?
Ah, la fate al palazzo di quello stronzo
del padre, eh? È tornato a Roma quel frocio.
Ma sono tutti froci per te, Mirko? Non è che devo cominciare a preoccuparmi?
(LA PORTA SI APRE E SI CHIUDE)
Ciao, fratello.
Olé.
- Io ho da fare per un'oretta. Ci vediamo dopo. - Ciao.
(RISATE DI UNA BAMBINA)
- Mi piace quando esplodono i palloncini ai bambini. - Perché?
Si spaventano. E mi piace.
Mi piace.
(Mauro) Adesso aspettiamo che ne esplode uno e guarda.
(VOCIARE DEI BAM BINI)
- (Mauro) Niente, non esplode. Ecco! - Eccolo. Ti sei messo paura tu, tiè!
(Mirko) # È arrivato Mirketto! # Dov'è la mia principessa?
- Mirko! - Principessa! Come stai?
- Bene. - Non te l'aspettavi, eh?
- (Dani) Sono per me? - Sì, sono per te, tutto per te. Guarda un pò. Sei contenta?
- Sì! - Sei contenta? Tanto? Andiamo a sederci, ti faccio vedere tutto. Ciao, piccoletti.
- (Bambini) Ciao! - Come state?
- (Bambini) Bene. - Bene? Meno male. Prendi una sedia a Mirketto, così ci sediamo?
- Ciao. - Ciao, Mirko.
- Guardate un pò. Questa è tutta per Dani. - (Bambino) Quanta roba!
(VERSI DI STUPORE DEI BAMBINI) (Dani) Forse è troppo.
Macché troppo! Ti riempio la camera. Aspetta, voglio partire dalle cose belle.
(VERSO DI SUSPENSE)
- Bello questo! - Wow! - Lo volevo io! - Visto quant'è bello questo computer? Ce l'hai solo tu.
(Mirko) Neanche io ce l'ho, ce l'hai solo tu!
Queste sono proprio andato a cercarle perché sapevo che ti piacevano. Guarda un pò.
- Le scarpe! - (Bambina) Che belle!
Oh, quelle che si illuminano! Con queste, a scuola, a ricreazione ti seguono tutti.
- La principessa della scuola! - Bello.
- Belle, eh? Sei contenta, eh? - (Dani) Mm-mm.
Poi cosa abbiamo?
- Ah, va bè, qua andiamo proprio sul pesante. - (Bambini) No!
Che ti ho detto? Guarda, aprilo un pò. Attenta.
- Mamma mia! È più grosso di te! Non vedi quanto è bello? - (Bambino) Che bello!
- Quanti bacetti mi dai per questo? Quanti? - Infiniti.
- E dammene uno, intanto. - Sei contenta, piccoletta?
- Mm. - Io pure.
- Che facciamo, andiamo a giocare? - Sì! - Ruba bandiera? - Sì!
- (Mirko) Ruba bandiera? - (Bambini) Sì! - (Mirko) Andiamo a giocare a ruba bandiera!
(MUSICA INQUIETANTE)
Mi hanno fatto morire dal ridere quei ragazzini. Sono troppo forti.
- C'è quello con la benda sull'occhio... - (Alessia) Sei un coglione, Mirko.
- Sono un coglione? - Hai rovinato la festa di Dani. - Ma che cazzo dici? L'ho migliorata.
Appena sono entrato, eravate tutti tristi. Avete speso 100 euro in otto per quei regali di merda.
- Ho speso tre sacchi per quella ragazzina. - Ti spiace venire un attimo di là per parlare?
- Ma che cazzo vuoi? - Voglio solo parlare. Senza rovinare la festa a tua madre e mia figlia.
Ah, certo, ora è tua figlia!
Che vive sempre dentro casa nostra, sta sempre dentro casa nostra, con mia madre, con me.
Ti frega qualche cazzo di tua figlia, eh? Ma chi cazzo sei? Dimmi, chi cazzo sei?
Poi hai questo accento di merda, mi stai proprio sul cazzo!
E dei denti di mia madre? Ti è mai fregato qualche cazzo dei denti di mia madre? Rispondimi.
- E i soldi? Li porti a casa i soldi? - Non ti preoccupare, io i soldi li porto a casa.
Casa tua! A casa tua li porti, non dentro la mia.
Tu li porti a casa nostra solo perché non sai dove cazzo metterli, Mirko.
Tieni. Ecco dove cazzo metto i soldi. Questa è l'ultima volta che ti do i soldi.
Da oggi in poi ci pensa questo pezzo di merda a te, capito?
Anzi, fai una cosa, affitta la camera perché io dentro quella casa di merda non ci torno più.
Andatevene a fanculo. Vattene a fanculo! Andatevene a fanculo, tutti!
Scusa.
Guarda che da me puoi restare quanto ti pare.
No, io mi devo trovare una cosa definitiva, un posto dove posso stare tranquillo, un albergo.
- Un albergo? - Eh.
- Bello l'albergo. - Bello, eh?
- Non ci sono mai stato in un albergo. - Perché, io ci sono stato?
Servito e riverito. Pensa che bello! Tutto pulito.
Ma infatti stavo pensando, ma perché cazzo dobbiamo fare le stesse cose che facevamo prima?
- Ti prendi l'albergo, ci porti Ambra. - Chi mi porto?
- Ambra. - Ma che cazzo me ne frega di Ambra. Mi porto qualche "zozzetta" che gestiamo noi.
Hai ragione.
Comunque è assurdo, oh.
(Mirko) Cosa?
Che è finito tutto. Così, in un secondo.
Che abbiamo svoltato. Abbiamo svoltato.
Pensa se stavamo ancora a portare le pizze.
Ci pensi mai a quella sera tu?
(Manolo) A volte.
Io ci penso sempre.
(Manolo) Strano, eh? Da zero a mille. Così, bum!
Poi quello dobbiamo fare io e te, no? Dobbiamo ammazzare.
Hai detto bene.
(Manolo) Fare queste cose, le prostitute, queste cazzate qua. Dobbiamo ammazzare io e te.
- Infatti ci tocca pressare Angelo, Carmine... - (Manolo) "Non ti si inculano".
...Simone...
- Glielo dico ogni giorno. Non ti "si inculano". - E noi glielo ridiciamo. Vogliamo fare quello.
(VOCI SOVRAPPOSTE E PIANTO DI UN NEONATO)
(Carmine) Che facciamo? Lo ammazziamo?
È la cosa più ragionevole.
- Mandiamoci i killer. - Chi? - Cip e Ciop.
E chi sono?
Ma sei matto? Due ragazzini contro quel figlio di puttana?
Perché non li hai frequentati, Angelo.
Io devo ancora capire perché hanno spinto così tanto per entrare con noi.
A questi non frega un cazzo di niente.
Mi sa che gli piace e basta. Sono cani sciolti, sono due matti.
Ho capito che sono matti, ma chi hanno ammazzato? Quell'infame di Sepe e il marocchino.
Ma non è una questione di preparazione e di esperienza.
Questi non hanno la consapevolezza di quello che fanno, lo fanno e basta...
...per questo gli riesce facile.
Sono portati. È la loro vita.
Ma 'sti cazzi che è la loro vita! Mandiamoci Alfredo, siamo più sicuri, no?
E se poi non ci riusciamo? Rischiamo uomini, ritorsioni.
Questi sono nuovi, non li conosce nessuno.
Se ci riescono, fanno il loro e noi siamo a posto così.
Altrimenti abbiamo due ragazzi in meno a cui badare, senza che nessuno può ricondurli a noi.
Ma che ti hanno fatto per starti così sul cazzo? Li vuoi fare ammazzare?
Vediamo. Secondo me ci riescono. Vuoi scommettere?
- Chiamali un pò. - Ragazzi, venite un pò.
Sedetevi.
Dobbiamo fare un regolamento di conti. Bisogna ammazzare uno. Ve la sentite?
- Certo. - Certo.
C'è uno che ci sta "cagando il cazzo". Vuole prendersi la nostra zona.
E noi dobbiamo fargli capire che ha sbagliato, che qui comandiamo noi.
Perché se no tutti si sentono autorizzati a venire a "cagarci il cazzo". Giusto?
Giusto.
Allora, questo che devo ammazzare è un indultato. Si chiama Perego, Ruggero Perego.
È un ex pugile, però i soldi ha cominciato a farli dopo.
- Questo Ruggero vive a Rieti, in una baracca. Poi Simone vi dirà tutto. - Poi ci penso io.
Mm. Si è ritirato là perché gli affari vanno bene e lui ha detto che voleva un pò di pace.
E noi questa pace gliela vogliamo dare. Però gli vogliamo dare la pace eterna. Mm?
Oh, questa è una cosa diversa da tutto quello che avete fatto fino adesso.
Io però vi ho osservato e vi voglio dare questa possibilità. Chiaro?
Poi, se è, vi faccio conoscere il Capitano.
- Grazie. - Andate a rilassarvi.
(Mirko) Grazie.
(Manolo) Hai capito?
- Mm? - Stai buono. Ci stanno guardando.
- Oh. - Mm?
Da come gliel'hai raccontata, sembriamo noi quelli che dobbiamo difendere la zona.
Lascia perdere. I giovani devono poter sognare.
(MUSICA JAZZ)
(Simone) Va fatto di notte. Alle due, tre.
Calcolate che per arrivare a Rieti ci vuole un'ora e mezza.
Arrivate a Poggio Fidoni e imboccate uno sterrato parecchio lungo.
Tutta terra dove non vive nessuno.
A un certo punto, ci sono una serie di baracche dove vive Ruggero...
...e prima che moriva, pure il padre.
Davanti alla sua, di sicuro troverete uno o più cani da combattimento.
Pure?
Sono incroci di razza, vi saltano direttamente alla gola.
Con la scacciacani non fate un cazzo. Vi faccio portare i "taser", non vi preoccupate.
(Simone) Per quanto riguarda lui, il modo migliore per ammazzarlo sarebbe non fargli capire un cazzo.
Mentre dorme sarebbe l'ideale.
Ma in ogni caso, se qualcosa va male, se vi vedete o se vi incontrate...
...l'unica cosa che non dovete fare \ e scappare.
Perché quello, con tutto il terreno che ha intorno a quella baracca di merda...
...se ci provate, prende la jeep e vi ribecca, sicuro.
Evitate pure gli scontri ravvicinati.
È un pugile e ha due cazzotti che sono armi quanto il fucile che può avere sotto al cuscino.
La cosa migliore è la media distanza. Gli sparate, uscite e tornate a Roma.
Se qualcosa va male, non vi devo dire niente, no? Improvvisate come cazzo vi pare, tanto è fatta.
- Va bene? - Va bè. - Perfetto. \ Tanto se non e perfetto, ce lo facciamo diventare.
(MUSICA JAZZ)
(MIRKO TOSSISCE)
- Mirko... - Oh.
Hai mai pensato di ammazzare Angelo?
O Carmine o quella merda del Passatolocchio?
Così ce li leviamo tutti dal cazzo.
Manolo, devi stare calmo. Prima pensiamo ad ammazzare questo.
(MUSICA JAZZ)
(IL CANE RINGHIA)
(RUMORE DEL TASER)
(SPARO)
(SPARO)
Non ci ho capito un cazzo... Non ci ho capito un cazzo...
Non ci ho capito un cazzo... Non ci ho capito un cazzo... Un cazzo!
Non ho capito un cazzo di quello che stava succedendo.
E la colpa è la mia! E la colpa è la mia! Scusa!
Scusa!
Scusa... Scusa, scusa!
Scusa, scusa! Scusami, scusami!
Scusami, ti prego! Scusami, scusami!
Scusa, cazzo!
È la mia colpa, è la mia colpa!
Perdonami. Perdonami, perdonami, perdonami, perdonami, perdonami!
Scusa, cazzo, fratello mio! Scusa!
(CLACSON)
No! No!
(RUMORI DAL MOTORE)
Cazzo.
(IL MOTORE SI SPEGNE)
(RUMORE DELLA SERRANDA)
(Danilo) Bè? Dimmi.
Oh!
Non ci dovevamo andare, Danilo.
Lo sai come è fatto tuo figlio. Ha due palle così.
(Danilo) Lo so che ha due palle così, è mio figlio.
Com'è andata?
Si sono trovati uno davanti all'altro e si sono sparati.
È crollato per terra.
Sono rimasto là come un coglione.
Che vuol dire come un coglione? Avrai fatto quello che potevi fare, no?
Ti conosco, non dire così.
Non so che cazzo fare, Danilo.
Che vuoi fare? Non puoi fare niente.
È quello che succede a chi fa la nostra vita. Che vuoi fare?
Perché sono le quattro, non ti reggi in piedi. Mettiti a dormire lì. Riposati.
Hai ragione, Danilo. Sono stanco.
(DANILO TIRA SU COL NASO)
Mi è morto il figlio.
(DANILO SINGHIOZZA)
(DANILO PIANGE)
(DANILO SOSPIRA)
(TINTINNIO DI STOVIGLIE)
Mamma, ciao. Ho fatto tutto per fare piano.
È per questo che mi hai svegliato.
- Vado un attimo al bagno. - Sì.
(RUMORE DELL'ACQUA E DELLO SCIACQUONE)
È tanto che non ci vediamo, mamma.
Hai visto la Roma? Ha vinto due a zero.
Mamma, ti giuro, mi dispiace tanto per tutto quello che è successo.
Io non vorrei che ci fossimo allontanati.
Siamo qua, no?
Senti, adesso ti faccio una domanda.
Mi devi rispondere.
Dove vorresti andare a vivere? Un posto che non è Roma.
- Che posto? - Un posto a cazzo. Il primo che ti viene in mente.
Molise.
Molise?
Che ne sai, magari i sogni, prima o poi, se possono avverare.
Vado un attimo in bagno.
(IL RUMORE DELL'ACQUA SI INTERROMPE)
Mamma, io ho un attimo da fare. Me ne devo andare.
Ciao, mamma.
Scusa, ho la bocca sporca di caffè.
Non ti preoccupare.
Mamma?
- Mamma! - Eh?
(LA PORTA SI APRE E SI CHIUDE)
(SPARO)
(VOCIARE DEI BAM BINI)
- Ciao. - Ciao, amore.
Mm!
(IL MOTORE SI ACCENDE)
- Ciao, Na. Mi dai il tabacco, per favore? - Sì.
- Ciao. - Ah, ciao. Come stai?
- Stanca. - Ti credo, con tutte quelle buste!
Com'è che stai qua?
Niente. Faccio compagnia a un pò di amici, niente di che.
Ah, vedi che mi scordavo! Guarda che ti faccio vedere. Ti piace?
Così me lo porto sempre con me. Che dici?
Ma ora che ci penso, perché non te lo fai pure tu?
Ci fai scrivere "Mirko". Guarda che non si sente niente.
\ Poi e un mio amico, ti faccio fare pure lo sconto, se vuoi.
Va bè, io vado a casa. Devo preparare la cena per la ragazzina.
Che fai da mangiare?
Quello che c'è.
(MUSICA TRISTE)
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