All language subtitles for 1939 - Gregory La Cava - 5th Ave Girl (3)

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Original subtitles

LA RAGAZZA DELLA QUINTA STRADA

È qui che ti sbagli, questa non è più una società da 10 milioni di dollari,

è una società da 10 milioni di dollari che sta fallendo.

Ma non è questo il punto, ne abbiamo già discusso.

Il punto è che siamo sull'orlo della bancarotta.

È una settimana che parlo con gli operai e nessuno di loro vuole scioperare,

se possono evitarlo, non è vero Joe?

Non vogliono, ma dovranno, se i sindacati non si riuniscono.

- Ecco qua. - Non lascerò che Stanton interferisca.

Se la pensate cosi, perché non lo mettiamo ai voti?

- Sono qui da prima di voi. - Verrete eletti.

È quello che credete.

- Vuole forzarci a chiudere. - I nuovi contratti lo eviterebbero.

Abbiamo concesso al suo gruppo le 44 ore settimanali, che altro volete?

Ecco il problema, anche Stanton vuole le 44 ore a settimana.

- Esatto. - E ci manderebbe in rovina?

Se lo facessimo, dovremmo diminuire i salari.

Non possiamo accettarlo.

E noi non possiamo perdere mezzo milione, non avremmo più capitale.

Non è un nostro problema,

- ci sono i profitti dello scorso anno. - Buona parte se n'è andata in tasse.

- Non ci importa. - Signori...

Borden vuole solo tener aperta la fabbrica.

Alcuni operai sono qui da vent'anni, dobbiamo tutelarli, se possibile.

Senza capitale operativo, siamo finiti.

Che soldi useremmo? Non è rimasto molto.

Potremmo vendere altre azioni.

- Il Tesoro ci fermerebbe. - O gli azionisti.

Signori, sono stanco e confuso,

Tesoro, sindacati, operai...

Per oggi ne ho avuto abbastanza,

se non vi spiace, ne riparliamo la prossima settimana.

Riporterò alla commissione, signor Borden, ma non credo otterrò nulla.

Non vogliamo creda che vogliamo gestire la sua azienda.

Non volete gestirla, ma non permettete a me di farlo, quindi...

buona giornata, signori.

Ciao, Joe, dite ai ragazzi che proveremo a non chiudere in qualche modo,

non so ancora come, ma troveremo un modo. La signora?

Bene. Tra 2 settimane, i ragazzi finiscono scuola e li porto a pescare.

- Portategli i miei saluti. - Grazie.

C'è altro prima che vada?

- Un'altra cattiva notizia. - Dite pure.

La commissione tributaria ha respinto l'appello per il risarcimento.

Che bello, perlomeno abbiamo ancora la Hershey come cliente.

- Il contratto è arrivato? - Doveva occuparsene vostro figlio.

È a prova di idiota, chiunque potrebbe occuparsene, sono clienti da vent'anni.

- Ma non lo sono più. - Che? Che avete detto?

Volevano modificare il preventivo,

vostro figlio non c'era cosi sono andati dalla Acme.

- Perché non avete fatto niente? - Ci avete detto di lasciarlo fare.

- Mio figlio è qui? - E stato via tutta la settimana,

a giocare le finali internazionali di polo.

Polo.

Per oggi è tutto, signori, ho i nervi a fior di pelle, credo andrò a casa.

- Signorina Watson, la mia auto è qui? - Si.

- Grazie, buonanotte. - Buonanotte.

Buonanotte.

Avete un attimo?

Si, ma se si tratta d'affari, non voglio saperne niente.

Si tratta del vostro compleanno.

- È un piccolo pensiero. - Molto gentile da parte vostra.

- Vi spiace se lo apro? - Se volete.

Che bella confezione.

- Non è molto. - È davvero bella.

Beh, questa si che è una cravatta che si nota.

- Spero non sia troppo vistosa. - No, no, non dicevo in quel senso.

No, no, è davvero molto sobria, l'ho apprezzata moltissimo.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Michael, sembra ci sia uno spiraglio di primavera.

Si, signore, è una cosa di cui possono godere persino i poveri.

Tanti auguri a me...

- Buonasera, Higgins. - Buonasera.

- Siete arrivato presto, signore. - Almeno un giorno l'anno, posso farlo.

Certo, signore.

Immagino la famiglia si riunirà per cena.

- No, signore, non sono attesi per cena. - Volete dire nessuno?

Beh, la signora Borden cenerà fuori,

vostra figlia deve andare ad una festa e, a proposito, le serve la macchina

- e non ho sentito vostro... - Lo so.

È a risolvere un problema in un torneo di polo.

Già.

- Non si sente bene, signore? - No, sto bene.

- Forse è un po' di febbre di primavera. - Forse.

Lo sentita anch'io stamani, anche solo passeggiando nel parco.

Che parco?

- Central Park. - Si, dimenticavo che è qui vicino.

A proposito, c'è una lettera per lei.

Sapete, il parco era incantevole, stamani, i fiori sono sbocciati e

- persino gli aceri stanno gemmando. - Che fanno?

Gemmano. Sapete, fanno i germogli.

È divertente vedere la natura sbocciare.

- Davvero? - Beh, a me piace.

- E si vedono i germogli che sbocciano? - Beh, quasi.

Ma non saltano fuori all'improvviso, come popcorn, vero?

No, certo.

- Ci andate spesso? - Ogni volta che posso.

Ad alcuni piace guardare gli animali, ad altri andare in barca sul lago,

a me piace guardare alberi e fiori.

Immagino sia piacevole, se vi piacciono.

UFFICIO RASSEGNA STAMPA DI NEW YORK

10 APRILE 1939

SIGNORA DELLA QUINTA STRADA BALLA A RENO CON NOTO DONNAIOLO,

MENTRE IL MARITO TENTA DI SALVARE LA SUA FABBRICA.

EGREGIO SIGNORE, VI INVITO AD ISCRIVERVI ALLA NOSTRA RASSEGNA STAMPA. IN FEDE.

Cattive notizie, signore?

Siete sicuro di sentirvi bene?

Sedetevi, Higgins.

Per favore, signore, io...

- C'è qualcosa di sbagliato in me? - No, signore, non che io sappia.

- Forse spavento le persone? - No, per niente.

Credete che la mia famiglia sia spaventata da me?

- No. - Sedetevi.

Higgins,

mi domando perché le persone lavorino cosi tanto e per ottenere cosa.

- Me lo chiedo spesso anch'io, signore. - Ve lo chiedete anche voi, eh?

- Si, dopo tutto, che ne ricavano? - Esatto, che ne ricavano?

- Sedetevi. - Mi sento a disagio, signore.

Sedetevi lo stesso, altrimenti metterete a disagio me.

Allora vi rende felice semplicemente guardare gli alberi e i fiori?

No, non solo quello, signore.

- Trovo il mio lavoro molto piacevole. - Perché?

A essere onesti, vuole che sia onesto, signore?

- Assolutamente. - Beh, ad essere onesti, signore...

noi domestici godiamo dei lussi dei ricchi, senza averne le responsabilità.

Capisco.

Higgins, qual è il nome degli alberi nel parco di cui mi parlavi?

Gli aceri, ce ne sono parecchi vicino lo stagno delle foche.

- Che guardate? - Lascia stare, andiamo.

- Forse c'è uno scoiattolo. - Di animali ne hai visti abbastanza.

Vedi quelle pinne? Le pinne in origine, secoli fa, erano mani.

E poi la natura le ha trasformate in pinne, per muoversi meglio nell'acqua.

Che buffi animali.

Forse pensano lo stesso di noi.

- Immagino sia cosi. - Non vi fate ingannare, signorina,

sono più intelligenti di molti animali, eccetto i cani.

- Ma davvero? - In ogni caso, sembra si divertano.

Non trovo divertente nuotare con un cappotto di pelliccia.

No, signorina, queste non hanno pelliccia.

No?

- Sono una diversa specie. - E che altro?

Vedete quello, è un maschio. Si vede perché è più grande della femmina.

- Quindi la femmina è più piccola. - Si, esatto e di colore più chiaro.

Capisco...

i maschi sono più cupi e più rumorosi.

Le foche si incontrano su delle isole ben precise.

E il loro verso è simile ad un latrato.

Tutte cose che non sapevo.

Sembra affamato, magari vuole un biscotto.

Non lo mangerebbe, si nutrono di pesci

molluschi e crostacei, ne mangiano in quantità.

Avere un'aringa in tasca, per caso?

Mi spiace, sono venuto completamente impreparato.

Mi ha fatto piacere sapere tutto questo,

almeno ora so come vive l'altra metà.

- Grazie tante. - Prego, signora.

Non so perché la signorina era qui, ma normalmente le foche comuni

dovrebbero essere monogame, mentre trichechi e altre foche sono poligame.

- Bene. - Poche persone lo sanno.

Sono felice di saperlo, è interessante.

- Avete qualcosa da dare ai piccioni. - Certo.

- Uno, due? - Due.

- 20 centesimi. - Tenete il resto.

Grazie.

Vi spiace se mi siedo qui?

È una panchina pubblica.

Il nostro amico dello stagno sembra avere

una profonda conoscenza delle foche.

- I piccioni sono creature amichevoli. - Sembrano affamati.

Ne avevo un intero stormo, da bambino.

Di tutte le specie, colombe, tortore, anche due cornacchie.

Sono molto divertenti, non hanno equilibrio.

Peccato.

Dite, non crederete vi abbia seguita qui.

Perché? Cosa siete, un piedi piatti?

Oh, intendete un poliziotto.

- No, no. - Beh, se lo siete, non ho niente.

- Lo sembro? - Potreste esserlo.

Avete mai sentito parlare dell'Amalgamated Pump?

- Scusate, cosa? - Amalgamated Pump.

Non so perché ve ne sto parlando, al momento non è un pensiero piacevole.

- Allora perché parlarne? - Esatto, perché parlarne?

Ho sentito abbastanza anche di foche.

A questo punto, voglio essere onesto.

Effettivamente, vi ho seguita.

Mi sentivo solo.

E prima mi avete parlato.

Vedete, oggi è il mio compleanno.

I compleanni sono belli, ma mai come il primo.

Non avete paura di rovinarvi la cena?

È questa la mia cena.

Siete a dieta?

Si, ma contro la mia volontà.

Non mi sembra molto efficiente.

Potrei tuffarmi nello stagno, forse mi tirerebbero un pesce.

Non avete un lavoro?

Chi lo ha?

Non sembra preoccuparvi.

Non mi preoccupa.

Sono viva, ho 5 dollari in tasca e la stanza è pagata per un'altra settimana.

E dopo?

Non lo so.

Qualcosa salterà fuori, succede sempre.

Si, ma supponete non succeda.

Beh, c'è sempre il parco.

Volete dire che dormireste nel parco?

Che c'è di male?

Volete dire che non vi preoccuperebbe?

Parlate come una di quelle mummie della quinta strada.

Mummie della quinta strada?

Sapete, quelli che vivono là, i milionari.

E come parlano?

Se ne stanno li a starnazzare, mentre il paese va a rotoli.

Beh, anche loro hanno i loro problemi.

Che problemi?

A volte mi mettevo davanti al Plaza a guardarli tornare a casa,

Sembrano statue di cera che hanno mangiato troppi cetrioli sottaceto.

- Non sarete un po' troppo severa? - Forse sono stanca.

Beh, non piacciono nemmeno a me.

Ehi, ho un'idea.

Vedete, è il mio compleanno.

- Ma non il mio. - Ora,

pensereste sia troppo sfacciato se vi chiedessi di aiutarmi a festeggiarlo?

In che modo?

Beh, potremmo andare a mangiare da qualche parte.

- Dove? - Beh, potremmo andare al Flamingo.

Il Flamingo? Intende quel posto molto elegante...

Beh, immagino ci si diverta molto li, se costa cosi tanto.

Non mi state prendendo in giro?

No, dico davvero, mi piacerebbe andarci.

Anche a me. Ma mi accontento dei distributori automatici.

Ma è il mio compleanno, potremmo divertirci ad insultare i ricchi.

Sicuro che non scapperete, lasciandomi il conto?

No, di soldi ne ho, molti.

L'ultimo uomo con cui sono uscita, è andato a telefonare e poi è sparito.

Tenete,

potete tenere voi il denaro.

- Beh, non voglio pensiate che... - No, no, no, non lo penso.

Volete vi dia qualcosa di mio come garanzia?

No, penso andrà tutto bene.

- Grazie. - Bene. Andiamo a mangiare.

Se non mangio del cibo vero, potrei morire,

a quel punto, meglio morire di intossicazione alimentare.

Mi scusi, cosa c'è sull'albero?

Non lo so, è un po' che cerco di capirlo, ma non vedo niente.

Non lo so.

Una coppia di poveracci.

Buonasera, avete una prenotazione?

- No, ma... - E quei tavoli?

Sono riservati,

- ma se voleste attendere al bar... - Vogliamo mangiare.

Mi spiace, signore, ma non c'è posto.

- Buona sera, Pierre. - Buona sera, signor Pape.

Ci sono tavoli davanti?

- Si, le ho riservato un bel tavolo. - Grazie.

- Prego. - Magnifico, abbiamo un buon tavolo.

Dovremmo andare a metterci in tiro.

Vi suggerisco di dargli 10 dollari.

- Per cosa? - Per quel signore ha funzionato.

Sono soldi vostri, dove li prendete, ve li stampate da solo?

- Ora possiamo avere un tavolo? - Grazie, signora, penso si possa fare.

- Si è quasi preso anche il braccio. - Il tavolo numero 4 ha cancellato.

Bene, bene, da questa parte.

Siete fortunati, è uno dei nostri tavoli migliori, senza dubbio.

Il mio sangue scozzese sta ribollendo.

Dovrebbero regalarcelo il tavolo, con due sedie e un po' di argenteria.

Sembra ci siano molte di quelle ricche mummie, qui stasera.

Sembrano vestiti per una veglia.

- È tutto di suo gusto? - Si, perfetto.

Ora ascolti, vogliamo il meglio di tutto. E il mio compleanno.

- Tanti auguri, signore. - La carta dei vini?

- Cosa volete da bere? - Quanto costano?

- Non dovete preoccuparvi di questo. - Posso suggerire un Monet del '28?

- Quello cos'è? - Uno Cheviot del '26.

Lo vorreste?

- Ho paura sia troppo costoso. - E il mio compleanno.

Ne porti per tutti.

- Intendete tutti i presenti? - Sta solo scherzando.

Non sto scherzando, voglio festeggiare per bene.

Se volete proprio spenderli, vi aiuto con piacere.

- Ma ci sono molte persone nel locale. - Non si preoccupi, i soldi li abbiamo.

- Non lo stavo mettendo in dubbio. - Non l'ha detto, ma lo intendeva.

Ma solo per i presenti, non per i nuovi arrivati.

Certo, signora.

Gliene dirò quattro, prima di andarmene.

C'è tempo, non dovreste insultare nessuno a stomaco vuoto.

È molto buono.

Delizioso, non è vero?

- Con le mele è molto buono. - E con del Savoy.

Perché no?

Ogni sorso è come bere sei paia di calze di seta.

Se si potessero bere delle calze.

È solo il vostro compleanno o è arrivato anche Natale?

È il mio compleanno e ci divertiremo.

Non me lo faccio ripetere.

Che mi dite dei 15 milioni di disoccupati?

Mia cara, che possiamo farci, dobbiamo aver sbagliato qualcosa.

Ma la domanda è, lo stato interferisce troppo con le aziende,

o troppe aziende interferiscono con lo stato?

- Chiacchiere da Wall Street. - Ehi, voi! Lasciate in pace lo stato.

- Mi perdoni? - E pazza!

Silenzio, debuttante, si, debuttante nella guerra civile.

- Tutto bene, signora? - Dite ai pupazzi di cera

- che il governo non c'entra. - Signora...

Se gli dessi un colpetto sulla nuca, gli salterebbero via i baffi.

- La gente mi secca. - Secca anche me.

Seccano anche voi? Chi seccano, me o voi?

- Entrambi suppongo. - Va bene, balliamo!

Va bene, balliamo!

Cos'è? Non abbiamo chiesto champagne.

È offerto da quel gentiluomo, signore.

È il suo compleanno.

- Beh, allora aiutiamolo a festeggiare. - Bene, qual è?

Quello li, signora.

Che succede?

Niente. Niente.

- Chi state salutando? - Solo un'amica.

Scusatemi, torno subito.

- Chi pagherà lo champagne? - Quel signore, è il suo compleanno.

- Chi lo offre? - Quel signore, è il suo compleanno.

- Che ci fai qui? - Festeggio il mio compleanno.

Vattene, per favore, stai dando spettacolo.

Un attimo, voglio conoscere il tuo accompagnatore.

Sir Hopkins,

- mio marito. - Piacere.

- Ho letto di voi sul giornale. - Non essere noioso.

Congratulazioni, avete buon gusto.

- Più di quanto possa dire di te. - Beh,

se, più tardi, vorrete unirvi a noi, di sicuro ci divertiremo.

Vorrei foste stata con me, volevo insultare un tipo,

ma non mi è venuto niente da dire.

Non so che succede, ma cominciano a piacermi tutti, persino lui.

- Grazie. Grazie. - Tanti auguri a te.

- Tanti auguri a te. - Auguri!

- Tanti auguri a te. - Congratulazioni.

Tanti auguri a te.

Tanti auguri a te!

Tanti auguri, tanti auguri...

- Buongiorno. - Buongiorno, mia cara.

Sei dell'umore per discutere alcune questioni importanti per entrambi?

Importanti? Preferirei, vedi, ci sono cose di cui devo occuparmi.

Si, posso immaginarmelo.

- Il tuo occhio è una di queste. - Ho avuto un piccolo incidente.

Il giornale lo racconta in dettaglio.

Beh, ieri era il mio compleanno.

E sarebbe una scusa per folleggiare in un locale?

Andiamo, come pensi riuscirò a guardare in faccia i miei amici, adesso?

- Chi era quella donna? - Quale donna?

- Chi era? - Era una ragazza molto gentile.

- L'ho conosciuta nel parco. - Gentile di sicuro.

Non capisco perché tante storie per degli innocenti festeggiamenti.

Innocenti, dici?

- Da quanto la conosci? - La signorina Grey?

Te lo spiego subito,

- vedi, era il mio compleanno. - Questo me l'hai già ricordato.

Mi sentivo solo, l'ho incontrata nel parco,

non l'avevo mai vista prima e probabilmente non la rivedrò più.

Buongiorno.

Sono felice siate ancora qui, avevo paura foste già uscito.

Signorina Grey, questa è mia moglie, la signora Borden.

Piacere di conoscerla.

- Da dove saltate fuori? - Dal piano di sopra.

- Lo so, ma come ci siete arrivata? - Non vi ricordate?

Alcune cose si, altre no.

- La signora Borden era arrabbiata? - Sembra di si.

Con me?

Penso sia arrabbiata con entrambi.

- Credo sia meglio che vada. - No, per l'amor del cielo.

- Non se ne vada proprio adesso. - Quale momento migliore?

Non voglio solo sapere come voi siate arrivata qui,

ma anche come ci sono arrivato io.

- I miei ricordi sono un po' vaghi. - Beh, forse Higgins può aiutarci.

Non so come possa non ricordarmi di questo posto.

Beh, ha un effetto strano sulle persone, meno lo si vede, più piace.

Mi spaventa.

Higgins?

Eravate sveglio quando siamo rientrati, la scorsa notte.

Certo, ero sveglio, signore.

Guardate, ne ha uno anche lui, solo di un colore più bello.

- Scusate il mio aspetto, signore. - A voi com'è successo, Higgins?

- Beh... - Non importa, portateci la colazione.

- Si, signore. - Sentite, è stata una splendida serata,

ho un bel mal di testa e sono davvero felice, ma devo andare.

No, deve mangiare qualcosa, inoltre ho bisogno di un suo consiglio.

Il mio consiglio a me stessa è di andare finché sono intera.

Di qua.

- Avete una grande famiglia. - Ho paura di non averla affatto.

Avevo un compleanno da festeggiare

e ora, non festeggiarlo per altri dieci anni, non mi importerebbe.

Beh, ci siamo divertiti, per forza, ho anche speso un dollaro di tasca mia.

Non dovevate.

Era il motivo del litigio col tassista.

- Ricordate il tassista? - Come dimenticarlo?

Non per essere indiscreto, ma che è successo col tassista?

- Era più tranquillo del poliziotto. - Che poliziotto?

L'agente si è calmato quando avete detto

che avreste difeso Miss America con la vita.

- Chi? - Miss America, signore.

- È successo altro? - No.

Siete stato silenzioso, dopo esser caduto dalle scale.

L'ultima richiesta è stata una stanza per Miss America.

Miss America? C'era qualcun altro con noi?

No, sono io Miss America.

Scusate, Higgins, se vi ho causato problemi.

Non rimpiango niente, signore, è stato bello vedervi felice, una volta tanto.

E poi il colore non mi spiace, signore.

Beh, questo è successo l'altra sera.

Ma stamattina è successo qualcos'altro che non succedeva da tempo.

È stata la prima volta, dopo anni, che mia moglie mi ha prestato attenzione.

E penso ne siate voi la causa.

Immagino di si.

Avete detto che qualcosa sarebbe saltato fuori. Beh, eccolo.

Perché non venite a lavorare per me?

- Che tipo di lavoro? - Qualcosa troveremo.

So che non vi piacciono i ricchi,

ma io non sono un capitalista, sono una vittima del capitalismo!

Va bene.

Non ho mai voluto tutto questo.

Non è colpa mia se ho inventato una pompa idraulica.

Tutto quel che volevo dalla vita era divertirmi con la mia famiglia.

Beh, non ho più una famiglia ed era un po' che non mi divertivo,

prima dell'altra notte.

- Da questa parte. - Che bella casa!

- Prego. - Grazie.

Katherine, qualcuno vive davvero qui?

- Io. - È come vivere a Buckingham Palace.

- Non ci butteranno fuori? - Non credo.

Beh, beviamo qualcosa, ho freddo, dove tenete l'alcol?

- Allora non dovevi buttarti in piscina. - Non mi ci sono buttato.

- Mi ci hanno buttato. - Dai, ora ti asciughi.

Dobbiamo spogliarlo, per asciugarlo.

- Guardate, ci sono delle persone! - Tranquilli, è mio padre con qualcuno.

È stato buttato in piscina e ha ingoiato un pesce rosso.

Skippy, deve depilarti le gambe.

- Che penserà tuo padre? - Nessuno bada a papà.

Non preoccuparti, Skippy, fate come foste a casa vostra.

Ti asciugherai in un attimo.

- Vi state divertendo, Skippy? - Non molto.

Avrete fatto anche voi pazzie, all'università.

Una volta ho mangiato anguille vive.

Riesci a crederci?

50 mila dollari per un debutto.

50 mila dollari per il debutto di una sciocca in una società di sciocchi.

- Parlate di Wanda? - No, certo.

Pensiamo tutti sia sciocca. Manda, puoi asciugarli e stirarli?

- Non so stirare pantaloni da uomo. - Imparerai. E anche questo.

Questa poi.

Michael, vi spiacerebbe portarmi due bottiglie di champagne?

Sono in pausa, dovrei fare colazione, adesso.

- Per favore, sedetevi. - Sono solo un robot.

- Non devo sedermi in presenza... - Lo so.

Non dovete sedervi in presenza di feccia capitalista.

- Non l'ho detto. - Ma lo pensate.

Non devo pensare.

Devo solo aspettare davanti un hotel, tutta la notte,

mentre i capitalisti bevono e cadono in piscina.

Tieni a freno la lingua, Michael, siediti e mangia le tue uova.

Usa sempre questi paroloni, siediti.

- Vi sentirete meglio dopo una dormita. - Non devo dormire.

Basta ricaricarmi come un gioco meccanico.

- Non volevo essere scortese. - I ricchi possono permetterselo.

Ma non fa niente, un giorno il Sansone del proletariato arriverà,

si appoggerà contro le colonne di queste tempio e le pareti verranno giù.

- Michael, siete meraviglioso. - Michael parla troppo.

- Mi piace ascoltarlo. - Ecco, accomodatevi.

Non è per me, è una medicina, per Skippy.

- Ha ingoiato un pesce rosso. - Una medicina?

Sapete che 40 milioni di persone in America, questa terra di opportunità,

guadagnano l'anno meno del costo di 12 casse di quello.

E il 78 per cento meno del costo di 25 casse.

E il 67 per cento di questo 78 per cento

non può permettersi medicine senza rinunciare a beni primari.

Beh, grazie, Michael, cercherò di ricordarlo.

- Venite, l'ho preso. - Che vuoi farci con quello?

Lo facciamo bere a Skippy, nel caso il pesce rosso sia ancora vivo. Tieni.

Andiamo in camera mia, c'è l'ascensore oltre quella porta.

Questa è la norma da queste parti?

Questo può darvi un'idea degli effetti della disoccupazione sull'alta società.

- Signore, l'ufficio al telefono. - Maledetto ufficio.

- Meglio che io... - Non andate, non andate.

Torno subito.

- Ciao, mamma, che succede? - Leggi, seconda colonna.

Hai sentito le voci su tuo padre, ultimamente?

Ho sentito delle voci, ma non su papà.

Questo non era necessario.

Dev'essere stato un bello spettacolo, mi spiace averlo perso.

- È messo male? - Ha solo un occhio nero.

Ma non è divertente, c'è di peggio.

- Chi è la bionda di cui parlano? - Ti dirò di più,

- ha passato la notte qui. - Stai scherzando?

Ha dormito nella camera degli ospiti, ma pur sempre in casa.

- Va' giù e liberatene. - Come faccio a liberarmene?

Hai esperienza con quel tipo di donne, saprai come liberartene.

Ci proverò, spero non facciano un occhio nero anche a me.

E di' a tuo padre che voglio vederlo subito nello studio.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Sono il figlio del signor Borden. - Mi hanno parlato di voi.

Veniamo al dunque.

Da quanto conoscete mio padre?

Da molto tempo, da ieri sera.

L'avete conosciuto solo ieri sera?

Nel parco.

- Vi ha abbordata. - Non è successo niente di cosi volgare.

- Come lo definireste? - Amore a prima vista, immagino.

Non mi faccia ridere, signora.

- Mio padre è una persona anziana. - L'età non importa, se c'è l'amore.

E i soldi?

Di quelli vi importa?

Aiutano.

Adesso ci intendiamo.

Guadate, sapete quanti sono questi?

Sono 50 dollari.

Esatto, 50 dollari.

Si,

sono veri, vedo la filigrana.

Scommetto 50 dollari, che riuscite ad uscire di qui in meno di 10 secondi.

- Mi sembrano pochi. - Potremmo fare 20.

Non credo di farcela.

Soffro di reumatismi, ultimamente.

- Mi hanno detto che gioca a polo. - Si,

- che c'entra questo? - Niente, è solo che mi sorprende.

Vi sorprende cosa?

Che i cavalli siano allevati meglio dei cavalieri che li montano.

Avete preso una decisione?

Si, ho avuto un paio di proposte, tra le due, la vostra mi sembra la migliore.

Bene, predispongo subito per il trasloco, venite, discutiamo i dettagli.

- Vuoi dire che vivrà qui? - Ciao, chi ha vinto la partita di polo?

CHE BOLLE IN PENTOLA SULLA QUINTA STRADA?

Beh, ecco qui.

Un rapporto completo sullo stato degli affari e piuttosto onesto, aggiungerei.

- Volete dargli un'occhiata? - Odio queste cose, Tim, leggilo tu.

- Non so niente di pompe idrauliche. - Hai il nome su una porta in ufficio.

Le pompe hanno portato alla pazzia questa famiglia, non avranno anche me.

Beh, qualcuno deve fare qualcosa.

Se le cose continuano cosi, gli operai prenderanno tutti i profitti.

- Quando l'avete sentito l'ultima volta? - Il signor Borden? Mercoledi.

La mattina dopo della notte in cui è stato malato.

Si, rifiuta di chiudere la fabbrica.

Dice che gli operai lo hanno aiutato a fare fortuna e meritano di condividerla.

- Quindi approva questo scempio. - E la fine del capitalismo.

- Sai quel che dici? - Non devo saperlo.

La fine è vicina, dobbiamo affrontarlo.

- Siediti. - Non sarà la fine del capitalismo,

ma se non persuadete il signor Borden a tornare,

sarà la fine dell'Amalgamated Pump.

In nome del cielo, perché gli uomini devono passare i 50?

Michael dice che non c'è cura per la mezz'età.

- Non essere ridicola. - Non sono ridicola.

Suo zio, dopo i 50, ha cominciato a comportarsi stranamente.

- Dovevano sparargli e anche a Michael. - Beh, non l'hanno fatto.

L'hanno curato con bagni caldi e bicarbonato.

Basta con queste sciocchezze.

Mi aspetto che la mia famiglia mi sostenga durante questa crisi.

Credete sopporterei l'umiliazione di essere prigioniera in casa mia

se non fosse per voi.

Non fare la martire, io sono passato da quattro gol a zero in un attimo.

Lo zero ti si adatta bene.

Per l'amor del cielo, smetti di suonare, non riesco a concentrarmi.

Un giorno ascolterai questo motivo e ti piacerà.

- Hugo, siete stato gentile a venire. - Ciao Martha, come state?

- Ciao, Tim. - Dottore.

Terwilliger, vi presento il dottor Kessler.

- Piacere. - Piacere mio.

Il signor Terwilliger è il nostro avvocato.

Il dottor Kessler è uno psichiatra.

Vieni, Katherine. Penso sia meglio parlare nella libreria.

Venite anche voi signori, prego per favore?

- Come vanno gli affari? - Penso voglia parlarci di questo.

Hugo.

Te l'avevo detto che mamma avrebbe fatto un dramma.

Tim, puoi chiudere la porta, per favore?

Sedetevi.

Non sono stata completamente onesta.

Ma adesso che il dottor Kessler è qui e vi conosciamo cosi bene,

penso possiate sapere la verità.

Sembra grave.

Beh, non so da dove cominciare, sono successo cosi tante cose.

- Ma posso dirle che riguarda una donna. - È più una ragazza, e molto attraente.

Non proprio attraente, almeno, non nel modo in cui intendiamo noi.

A me sembra che papà si stia divertendo, per una volta.

Presenta segni di isteria?

No, ed è la cosa peggiore.

È calmo, terribilmente calmo e sorridente.

E non vuol parlare con nessuno di noi.

Ci sono volte in cui tutto sembra normale,

ma non riusciamo ad avvicinarlo,

con quella donna che lo segue come un barboncino.

Sta in piedi tutta la notte e dorme tutto il giorno.

Quello fa impazzire anche me.

Hugo,

sapete che il signor Borden non è tipo da fare cose insolite.

Sono anni e anni che pensa solo agli affari, non so dirvi quanti.

Di sicuro è molto più vecchio di me, ma è da molto molto tempo.

È un padre devoto, è tutto quello che una moglie può desiderare.

E tu sei stata tutto quel che un marito può desiderare?

E ora, ora, proprio al momento sbagliato, ha sconvolto i miei piani.

Dopo tutti i sacrifici che ho fatto.

Tim, chiama Higgins.

Hugo,

tanto vale che lo sappiate,

ho deciso di andare a Reno.

- Capisco. - Ma non posso, con questa situazione.

- Che penserebbero i miei amici? - Che non te ne importa niente?

Smettila di comportarti cosi, tuo padre ha perso la testa.

Di sicuro, Hugo può convincerlo che qualche giorno in una casa di cura,

lontano da quella donna,

e cibo sano lo faranno tornare a lavoro in un baleno.

Beh, ci scambierò due chiacchiere con piacere, è in casa?

- Avete chiamato? - Il signor Borden è in camera?

- No, signora, è sul tetto. - Non vorrà mica saltare?

No, signora, non che io sappia.

Di sicuro vuole saltare, come se non parlassero abbastanza di noi.

Voi ragazzi state qui, potrei aver bisogno di voi, in caso di emergenza.

Venite, Hugo.

Volete qualcosa da bere?

No, grazie.

Credo che me ne andrò.

Speriamo mamma smetta di fare il dramma.

Fossi stata in papà, mi sarei buttata dieci anni fa.

- Venite a mangiare. - Su, venite.

Forza, venite.

Qui.

Forza, andiamo.

Andiamo, andiamo.

Che ne dite di far sgranchire un po' questi ometti?

- Quand'è che avete montato quelli? - Li ho montati stamattina presto.

Pronti.

- Contatto. - Si aprano le porte.

- A farsi un giro, forza. - Andiamo.

Veloci, veloci, fuori.

Andiamo, andiamo.

- Fuori, andiamo. - Fuori, fuori, fuori.

Andiamo, andiamo.

Timothy! Timothy!

Timothy, c'è il dottor Kessler, pensavo volessi rivederlo.

È sempre un piacere vedere il dottor Kessler.

La signorina Grey, dottor Kessler.

- Piacere. - Piacere.

- È un suo passatempo, signor Borden? - Si.

Voleremo con loro un giorno.

Si, come i fratelli Wright.

- Non ve lo consiglio. - Si può fare, con un po' di impegno.

- Non credete, Mary? - Non vedo perché no.

Hugo.

Sarò di sotto.

Temo che la signora Borden non ami molto i piccioni.

- Temo di no. - Sembra divertente, posso unirmi?

Certo che no. Prendete il palo.

Non possiamo farli tornare adesso, ma possiamo far volare questi altri.

Pronti.

- Contatto. - Aprire.

Aprire. Andate.

Il dottore è su da molto tempo,

spero tuo padre non diventati violento.

Non riesco a immaginare papà violento.

Non capisco cosa stia capitando in questa casa.

Anche quei piccioni sono pazzi.

Ecco il dottor Kessler.

Hugo,

- non abbiate paura di dirci la verità. - Non c'è molto da dire.

Vostro marito è sano.

- Sano? - Si, si, è perfettamente normale.

Dottor Kessler,

volete dirmi che un uomo che abbandona gli affari per allevare piccioni è sano?

Veramente, Martha, credo siate voi ad aver bisogno di un consulto.

Io?

- State insinuando io sia nevrotica? - No, solo incline a agitarsi per nulla.

Nulla?

Pensavo foste competente, vi ho raccomandato ai miei amici.

Dei pazienti mi aspettano, ripasserò tra un paio di giorni a controllare.

Sentito che ha detto?

- Vostro padre non è pazzo. - Sembra che sperassi lo fosse.

Immaginalo, a sventolare quella donna proprio sotto il mio naso

La situazione è intollerabile, non posso più restare, andrò in hotel.

Cosi ci sarà un bel articolo sul giornale di domani,

''Matrona della quinta strada messa in fuga da giovane bionda''

- Non sono una matrona. - Non puoi scappare.

- Che succede se sposa papà? - Che c'è di male, è giovane e bella.

- E io sarei vecchia e brutta? - Che succederà agli affari?

Potresti pensarci tu, sei un giovane brillante.

È colpa tua, dovevi passare più tempo con lui.

Molti ragazzi giocano a golf coi padri, t'avrebbe fatto male?

- E giocare con... - E tu, comportarti da figlia,

- invece di uscire tutte le sere. - Volevi frequentassi l'alta società.

È cominciato tutto con l'articolo su te e Tommy Hopkins.

Non è vero.

E, ad ogni modo, ho diritto a vivere la mia vita, non sono una bambina.

Sei abbastanza vecchia da essere mia madre.

Sto per svenire.

Sto per svenire. Sto per avere una crisi di nervi.

- Svelto, chiama il dottor Kessler. - Si.

- Arriverà subito. - Portala di sopra.

Manda.

- Come sta mamma, stamattina? - Meglio, il dottor Kessler è con lei.

Bene.

Avete messo voi questi in camera mia?

- No, signore, non sono stata io. - E chi è stato?

Non so, signore, io no.

Se prendo chi è stato, sarà in grossi guai.

Vi riferite a me?

Allora ce li avete messi voi.

Se volevo una foto di mio padre in camera, l'avrei chiesta.

Mi spiace, che c'è che non va in vostro padre?

Non è questo il punto.

E i documenti, ce li avete messi voi?

Beh, visto che vostro padre è troppo vecchio per lavorare.

Balle, non era troppo vecchio due settimane fa.

- Adesso, sembra pensare che lo sia. - State facendo la furba?

Cercate di suggestionarmi?

C'è da prendere il posto di vostro padre,

ma forse è troppo per voi.

- Volete dire che non sono un uomo? - Beh, indossate pantaloni.

Mettiamo le cose in chiaro, signorina,

che volete fare, distruggere questa famiglia?

- Non ho fatto nulla. - Ha fatto abbastanza.

- Cos'è che volete? - Ancora non ho deciso.

Credete che mia madre si farà da parte per voi?

- È quello che ho sentito. - Beh, vi sbagliate!

Sono molto rammaricata.

Cosi, avevate in mente di sposare mio padre, vero?

Meglio essere la vostra matrigna, che vostra madre.

- Lasciate stare mia madre. - Non ho detto nulla su vostra madre.

Penso di avervi capita, siete un'arrampicatrice sociale.

- E cosa sarebbe? - Una come voi.

Forse siete voi ad esserlo, che avete fatto per meritare tutto questo?

- Cosa avete ottenuto? - E voi, che volete ottenere?

Beh, ho avuto un assaggio di lusso e mi piace.

Se l'azienda di papà andrà a picco, il lusso la seguirà.

Rimarrà abbastanza per me.

Vi stavo cercando, c'è stato un incidente.

- Il ragazzo s'è fatto male alla zampa. - E Archie?

È Eloise, almeno mi sembra.

- Papà. - Ciao, figliolo.

Posso parlarti da solo?

Fissa un incontro con la signorina Grey.

- Le spiace se parlo con mio padre? - No.

Allora, per favore, se ne vada.

Siete per caso legati insieme con dello spago?

Papà, non so se lo sai, mamma ha avuto una crisi nervosa.

No, non lo sapevo.

Mi dispiace.

Non posso criticarti per trascurare mamma, se è una tua scelta, ma...

posso farlo per trascurare gli affari.

- Che affari? - Quelli della fabbrica.

Hai visto questi documenti?

- Li ho fatti portare via. - Mi spiace.

- Restate dove siete. - E tu li hai guardati?

Gli ho dato un'occhiata e la situazione sembra disperata.

- E perché non fai qualcosa? - Non so come si gestisce un'azienda.

Imparerai, non è difficile. Vogliamo vedere se riusciamo a curare Eloise?

Si, sarà meglio.

- Sembra una distorsione, non credete? - Non sembra rotta.

- Volete del brodo caldo, signora? - No, grazie, Manda.

- Non dimenticate la pasticca. - No, puoi chiamarmi Michael?

Si, signora.

Ecco l'uomo d'affari.

- Sta' zitta. - Ti sei divertito in ufficio, caro?

Se sento un'altra volta la parola ''pompe'', do di matto.

- Dobbiamo molto alle pompe. - L'ufficio è pieno di mummie,

se non tiro fuori qualche idee, daranno la colpa a me.

L'importante è che tu venda le pompe.

- L'importante è che tu stia zitta. - Ragazzi, smettete di litigare.

Ho fatto una chiacchierata con dottor Kessler.

Dice che dobbiamo cambiare tattica.

Non si può catturare una mosca con l'aceto.

È tutto il giorno che faccio discorsi pieni di metafore, che significa?

Ha detto che abbiamo sbagliato atteggiamento verso questa ragazza.

Vorrei prenderla e buttarla dalla finestra.

- Sei proprio un macho! - Manteniamo la calma.

Il dottor Kessler dice che se facciamo sentire papà a suo agio a casa sua,

dimenticherà del tutto la ragazza e la sua psicosi sparirà!

- Cos'è, magia nera? - No, solo psicologia.

Potremmo organizzare un vaudeville in salotto, quello lo terrebbe a casa.

Via, Tim!

È importante che tutti cambiamo atteggiamento.

Dobbiamo essere gentili con questa signorina Grey,

e vostro padre non avrà più nulla da dire, non vedete?

- Io no. - Non puoi affascinarla, sciccoso come sei?

- Smettila! - Uno sguardo e la fai cadere ai tuoi piedi.

Farò cadere ai miei piedi qualcun altro, tra un po'!

Bisticciare non risolverà i nostri problemi.

Non uscirebbe comunque con te.

Cos'hai fatto tu, per far tornare papà? Gli occhi dolci a quell'idiota di Michael?

- Michael? - Sei geloso?

Non hai la minima idea di quello di cui parla!

- Avanti! - Lui non ha abbastanza cervello da saperlo!

- Ma di che state parlando? - Lascia in pace Michael!

- Salve, Michael. - Oh, entrate, Michael.

Saremmo curiosi di sapere dove va il signor Borden, stasera.

Sono un automa, non una spia.

Che risposta sarebbe? Ti diamo lo stipendio, abbiamo il diritto...

C'è qualcuno che abbia dei diritti? Alcuni forse si.

Il diritto alla giustizia, a possedere i frutti del proprio lavoro.

- Ma di che parla? - Vogliamo solo sapere cosa fa papà di sera.

Non mi interessano i passatempi della borghesia.

- Siate civile, almeno! - Solo quando la civiltà è in pericolo.

Non so di cosa parlate, Michael. Potete andare.

Volete dire che devo restituire questo emblema di servitù?

Se licenzi Michael, scappo di casa!

Nessuno ha mai parlato di licenziamento!

Via, Michael, tornatevene in cucina o in garage, e grazie di essere venuto.

Dunque, dov'eravamo rimasti?

Ah, si. Se saremo cordiali con lei, rivelerà le sue vere intenzioni. È tipico.

- E papà se ne stancherà. Vedete? Semplice! - A me sembra troppo facile.

Perché sei cosi ansiosa per papà? Pensavo te ne saresti andata a Reno.

- Beh, Reno può aspettare. - Se Tommy Hopkins non trascura la mamma.

Nulla del genere!

Si è trattato di un'emergenza. Non possiamo far fare a papà la figura dello sciocco!

Lo salviamo da se stesso e torniamo alla nostra vecchia vita!

Salviamo anche un po' del suo denaro, già che ci siamo.

Il denaro non c'entra nulla. Ognuno deve fare la sua parte. Ora, Tim,

voglio che affascini la ragazza. Sai farlo, ti ho visto.

Cosa devo fare, mettermi in competizione col mio vecchio?

- Non sa rubare una ragazza a suo padre! - E il minimo, con tutti i miei sacrifici.

Mi sacrifico già abbastanza andando in ufficio tutti i giorni,

- Non passerò le sere con una donna che odio! - E i sacrifici che sto facendo io?

Vivo praticamente da reclusa, non esco, non vedo nessuno, ho abbandonato le amiche!

- O loro hanno abbandonato te. - Ne ho abbastanza di te, signorina!

Avremo successo solo se collaboriamo.

- Michael lo chiama ''fronte unito''. - Per l'ultima volta, vi chiamo a raccolta!

Guardati, mamma! Sembri la Statua della Libertà.

Il signor Borden si siederà qui, e la signorina Grey vicino a Timothy.

E la signorina Katherine vicino a me. Avete preparato i suoi piatti preferiti?

Tutto tranne lo stufato di manzo, signora. Non avevamo la ricetta.

Non pensavo servisse la ricetta, per lo stufato. Qual è la portata principale?

- Un delizioso pasticcio di piccioni, credo. - Oh, andrà benissimo.

- Un delizioso cosa? - Pasticcio di piccioni, signora.

Dove l'ha preso?

- Al mercato. - Ah, che paura.

No, temo che non si possa fare. Mio marito è molto sensibile.

- Fate altro. Buonasera, signorina Grey. - Si, signora.

Siete bellissima. Ragazzi, venite a vedere che bel vestito nuovo! Andiamo in salotto?

- Ma il signor Borden mi aspetta in auto. - Non è ancora sceso.

Abbiamo improvvisato una cena. Speravamo che voi e il signor Borden vi uniste a noi.

Timothy, non è affascinante la signorina Grey?

Si, è vero.

- È un vestito nuovo? - Si.

- Molto chic. Dove l'avete preso? - Dove?

- Non lo so. Cioè, non ricordo. - Cara, non fare troppe domande.

Mi dispiace non avervi conosciuto meglio.

Dopotutto, siete parte della famiglia. Ma la mia malattia ha sconvolto tutto.

Si, la mamma aveva quasi un piede nella tomba.

Che idea assurda! Non sono cosi vecchia.

In verità, siamo stati tutti un po' sconvolti.

- Scusatemi se vi sono sembrato scortese. - Oh, non lo siete stato affatto.

Eccolo qui.

- Scusate, mi esercitavo con la rumba. - Stavo parlando con vostra moglie.

Che bello sarebbe se vi uniste a noi per cena!

- Per cena? Oh, beh, non saprei... - Ho cucinato i tuoi piatti preferiti.

Ah, si? Perché non me l'hai detto?

Beh, era una specie di sorpresa.

- Che ne pensate, signorina Grey? - Il problema è che gli amici ci aspettano...

- Si, e non starebbe bene farli aspettare. - No, affatto.

Mi dispiace. Possiamo farlo un'altra sera?

Come vuoi Timothy.

Beh, meglio che ci incamminiamo. Si fa tardi, e non vorrei farli aspettare.

Penso di aver imparato quel passo di rumba.

Ecco 5 milioni di dollari che se ne vanno in completi da ballo, e niente per impedirlo.

- Papà sta bene, vestito elegante. - Vostro padre era molto bello, da giovane,

- ma questo non risolve i nostri problemi. - Cosa facciamo, ora?

Chiamiamo il dottor Kessler.

- Vi è piaciuta la mia rumba? - Non siete niente male.

È un peccato continuare a ingannare la mia famiglia cosi.

- No, è per il loro bene. - Siete voi il capo. Andiamo.

Michael, un giro del parco come sempre, stasera.

Vi faremo sapere quando vorremo tornare.

La gente davvero si concia cosi tutte le sere per uscire?

Non chiedetelo a me.

E come possano tracannare champagne notte dopo notte va oltre la mia comprensione.

Sento ancora gli effetti del vostro compleanno ogni volta che muovo la testa.

Sentite, la mia famiglia era molto gentile con voi, quando sono arrivato.

- Mi hanno quasi fatto prendere un infarto. - Ultimamente, sono gentili anche con me.

Beh, è molto semplice: togli loro qualcosa che non vogliono, e la desiderano da pazzi.

- Avete molto buonsenso. - Voi l'avete perso, ma tornerà.

Avete qualcosa di più del buonsenso.

- Bisogna averne molto, nel mio mondo. - C'è molta brava gente, nel vostro mondo.

L'erba del vicino sembra sempre più verde.

Il mio mondo vi sembra molto diverso, ora?

- Potete tenervelo tranquillamente. - Iniziate a provare pietà per i ricchi, eh?

Immagino che i ricchi siano solo dei poveri con i soldi.

Sentite, devo togliermelo. È...

Questa tremenda vita notturna che mi fate fare mi sta distruggendo.

Non sono molto brava a fingere.

Per dimostrare qualcosa, devo provarlo.

Non pensate che sia ora che me ne vada?

Non vi vorrei mai perdere.

Dovrei tornare nel mio mondo, prima che mi abitui troppo a questo tipo di vita.

Non ve ne potete andare, abbiamo un contratto.

È il lavoro più pazzo che abbia mai fatto. Non so cosa stia facendo, in quella casa,

- tranne mettermi nei guai. - Qualsiasi cosa sia, pare che funzioni.

- Perché ci tenete cosi tanto, a loro? - Mi piacciono.

- Dite sul serio? - Sono una bella famiglia, da come ricordo.

A ognuno il suo destino.

È come avere una vecchia auto, a cui si è abituati.

La si può mandare allo sfasciacarrozze o cercare di salvarla.

Siete ancora innamorato di vostra moglie, vero?

Beh, no.

Vedete, dopo un po' di tempo, quando l'amore se ne va,

prende il suo posto qualcosa che è ancora più importante.

Beh, se va bene a voi, va bene anche a me. Io dopotutto vengo pagata.

Lasciate perdere me, al momento. Dobbiamo pensare al vostro, di futuro.

Non vi preoccupate. Io non me ne preoccupo.

Non mi attende nulla di speciale.

Casa, dolce casa!

- Dio la benedica! - Devo togliermi subito queste scarpe.

Mi stanno uccidendo.

Chissà chi le ha inventate.

Se il mondo fosse coperto di cuoio, non ci servirebbero le scarpe e andremmo scalzi.

Avremmo dovuto stare a casa.

Penso che abbiano fatto lo stufato di manzo.

Ah, si, mi aveva proprio stufato!

- Cosa vi ha stufato? - Tutto quel baccano!

Pensavo che avreste fatto una rissa. Meno male che l'hanno buttato fuori!

- Che vi prende? - E che buffo eravate a fingere che fosse

- di nuovo il vostro compleanno! - Il compleanno di chi?

- Il vostro! - Ah, il mio!

- Si. - Si!

- Il vostro compleanno! - Sarà il mio compleanno ogni giorno!

- Ma certo che si! - Tanti auguri a me...

- Tanti auguri a voi. - Tanti auguri a me...

- Vi sentirete meglio domattina. - Tanti auguri a me...

- Tanti auguri a voi, tanti auguri, fratello. - Tanti auguri a me...

- Tanti auguri, tanti auguri. - Tanti, tanti, tanti auguri...

- tanti auguri, tanti auguri... - Tanti auguri.

Sogni d'oro.

Grazie.

Ehi!

Vi devo parlare.

Venite a sedervi. Mi serve un consiglio.

- Cosa succede? - Ho un problema.

- Chi non ne ha? - Riguarda Michael.

- Che cos'ha? - Non reagisce.

- Non fa cosa? - Sono una capitalista, ma non è colpa mia.

Cerco di capire tutto quello che dice, anche se spesso non so di cosa parli.

- Di cosa parlate, voi? - Vedete...

ho una mente molto aperta.

Capisco perfettamente voi e papà.

- Non state correndo con l'immaginazione? - Giovani e vecchi possono sposarsi.

Le grasse sposano i magri, le alte sposano i bassi.

- Temo che non comprendiate la situazione. - Non sono una bambina.

Beh, benissimo. Voi siete giovane e papà è vecchio.

Michael è povero e io sono ricca.

Lo amo molto, ma non vedo l'ora che arrivi il giorno.

- Quale giorno? - Quello in cui saremo tutti compagni!

Michael lo chiama materialismo storico.

- Cosa vuol dire? - Non ne sono certa, ma

credo quando saremo più o meno tutti come Michael.

Beh, sono un po' stanca, e penso che lo siate anche voi.

Ma cosa posso fare?

- Per cosa? - Per Michael!

- Dovreste parlarne con vostra madre. - La mamma non capisce queste cose.

Non è la sola.

- Se lavorassi, forse le cose cambierebbero! - Potrebbe essere una buona idea.

Ecco cosa farò!

Se fossi parte della massa, non potrebbe più ignorarmi, vero?

- Non saprei. - Siete meravigliosa.

- Perché? - Per questo bel consiglio.

No, io non ho detto proprio nulla. Sono già abbastanza impopolare, qui.

Mi siete stata di grande aiuto. Chissà se è ancora dabbasso.

- Chi? - Penso di si. Vado subito giù e glielo dico!

Sei fantastica.

- Buonasera, Michael. - Non posso stare tranquillo neanche ora?

- Cosa state facendo? - Sto lavorando a un progetto.

- Posso aiutarvi? - No.

Tutto quello che fate mi interessa!

Michael, ho una sorpresa per voi.

- Davvero? Che cosa? - Mi serve un passaggio in auto, domattina.

La volete domattina e domani sera. Questo rende le cose molto semplici.

- Non andrò a letto del tutto. - No, Michael.

Non vado al ballo della Junior League, domani sera.

Non andrò più a nessuna festa.

Non dovreste venire quaggiù vestita cosi.

- Non vi piace? - No.

È molto costoso.

- Cosa direbbe vostra madre? - Ha i suoi problemi.

Va bene, volete l'auto e l'avrete. Tornate a letto.

- Ma non sono stanca! - Perché continuate a seguirmi?

- Non lo sapete? - Vi prego, tornare nei vostri quartieri.

- Ma non vi ho ancora svelato la sorpresa. - Va bene, svelatemi la sorpresa.

Andrò a lavorare.

- Cosa? - Ho chiuso con i privilegi che odiate tanto,

e mi troverò un lavoro da papà, o da qualche altra parte.

È cosi?

15 milioni di disoccupati, e voi impedite a una persona onesta di guadagnarsi da vivere?

Michael...

- Niente di quello che faccio vi fa piacere. - Faccio parte della servitù.

Nessuno fa nulla per far piacere alla servitù.

Niente, proprio niente?

Allora, il ragazzo se la sta cavando bene, eh?

- Si, ha avanzato delle idee niente male. - Beh, è mio figlio.

Vuole lanciare una nuova offerta.

- Non se ne parla! Nemmeno per sogno. - Un attimo.

L'idea ha del merito.

Capisce tutto del nuovo sistema di credito.

Propone di estendere il credito ai contadini in posti...

colpiti dalla siccità o nei Paesi del Sudamerica.

Compreranno le nostre pompe per irrigare i raccolti.

Possiamo prendere cambiali a credito e tenere attive le fabbriche.

- Ora come ora, nessuno farà la prima mossa. - Si, sembra facile.

- Perché non ci abbiamo pensato noi? - Beh, non l'abbiamo fatto.

Beh...

- forse il novellino ha ragione, dopotutto. - Disturbo?

Niente affatto. Io e il signor Terwilliger stavamo parlando di questioni private.

Grazie per essere passato.

- Buonanotte. - Buonanotte. Domani...

- parlerà con l'allevatore di piccioni. - Oh, i piccioni, non dimenticatevi!

Ditegli che mi piacerebbe comprare, ma che non posso permettermelo, ora.

Cos'è questa storia del credito ampliato e delle pompe a buon mercato?

Le tue pompe sono tutte impolverate, cosi come le tue idee.

- Se fossi io il capo, farei a modo mio. - Un momento.

- Sono 25 anni che quest'azienda... - Avanti cosi, sarebbe successo lo stesso.

L'unico modo per imparare qualcosa è trovare nuove idee.

Beh, sei tu il capo. Fa' come vuoi.

Non è di questo che volevo parlarti, papà.

- La mamma mi preoccupa. Sta davvero male. - Io non ho fatto nulla.

Non è facile vivere con un'altra donna nella stessa casa.

Quale altra donna? Ah...

Nessuno capisce la situazione, neanch'io. Sposerai quella ragazza o no?

Io non metto il naso nei tuoi affari privati. Non vedo perché tu debba farlo con me.

- Non ti è cara la mamma? - Penso che sia una donna molto per bene.

Perché non le dai tregua? Perché non le parli?

- Non sapevo che volesse parlarmi. - Si. Le ho appena parlato, è di sopra.

Senti, stasera esco e vi lascio da soli.

Cosi tu e la mamma potete chiarirvi.

- Salve, Mary. - Salve.

Scusate il ritardo, stavamo parlando. Vado subito a vestirmi.

- Non c'è fretta. - Papà!

Sarei felice di accompagnare la signorina Grey ovunque voglia andare stasera.

Non ho impegni.

Non preoccupatevi per me, Timothy. Non mi dispiace passare la serata a casa.

Un momento!

Ho qualcosa che non va? Ho la forfora, o qualcosa del genere?

Mary, odio doverglielo chiedere,

ma vi spiace andare al concerto con mio figlio?

Non saprei...

- non ho particolarmente voglia di... - Oh, si che l'avete.

Non fate complimenti con me. E comunque, devo parlare con la signora Borden.

Divertitevi!

In questo caso, mi va benissimo andare. Se a voi non dispiace accompagnarmi, ovvio.

Dispiacermi? Ma no, è un piacere. La macchina è già fuori?

Via, allora. Cosa ci trattiene? Andiamo!

Buonasera, Michael.

- Comunque, dove andiamo? - Non lo so...

- Non ho voglia di andare da nessuna parte. - Perché no?

Non mi sento molto bene.

- È un posto in cui vi vergognate di me? - Non direi esattamente ''vergognarsi''.

In realtà, avremmo fatto una semplice passeggiata nel parco.

- Una passeggiata nel parco vestita da sera? - Lo faccio molto spesso.

- È per questo che volevate l'auto? - No, saremmo andati a sentire la banda.

Certo, andate ad ascoltare la banda col vestito da sera.

Non mi lascerò interrogare se non mi mostrate un distintivo.

- Non vi lascerò andare al parco da sola. - Lo faccio spesso. Non serve che veniate,

non ho paura del buio.

- Quanto vengono le mele? - 5 ciascuna.

Ne prendo due.

- Ne volete una? - Grazie. E la cena?

- Offro io, stasera. - Dove andremo a mangiare della carne?

C'è lo zoo qui vicino. Potete servirvi a vostro piacimento, se vi va bene cruda.

Bisogna essere veloci per trovare un posto a sedere, qui.

Avete un centesimo per un caffè, signora?

Certo.

- Tenga. - Grazie.

- Era vostro amico? - Un parente.

Signora, le spiace spostarsi un po?

È l'unica panchina nel parco?

- Ho incontrato vostro padre, qui. - Difficile non farlo, su questa panchina.

Me ne stavo seduta qui, e lui era proprio al vostro posto.

Questo la rende un pezzo da museo.

È questo che fate voi e papà tutte le sere?

Non tutte.

Potevate almeno scegliere una panchina lontano dallo stagno delle foche.

Volete sapere qualcosa sulle foche?

Mi basta sentirne l'odore.

Mangiano ostriche fresche ogni giorno.

Peccato che non mangino bionde fresche, mi sarei liberato subito di voi.

Una volta ci sono entrata, ma mi hanno mandata via.

- Siete più sveglia di quanto immaginassi. - Perché non bisticciate a casa vostra?

Vedete, li avete spaventati.

Scusate, amici. Siediti, cara.

Ho una ragazza in ogni porto, in Svezia c'è Hilda.

Il bacio del capitano l'ha lasciata fredda, ma quello del marinaio l'ha conquistata.

- Puoi scegliere una ragazza... - Perché non andate a casa?

Posso starmene seduto tanto a lungo quanto voi.

Inoltre, uno dei vostri amici potrebbe fare un colpo di testa.

- Vi piacerebbe. - Mi piacerebbe darglielo.

Vi dispiace abbassare la voce? La signora vorrebbe ascoltare la banda.

Cosa c'è di male?

Puoi mettere insieme una piccola ciurma, non c'è niente di più bello.

- Avresti vicino il tuo nostromo... - Fate silenzio, o vi silenzio io.

Senti, amico.

Le baruffe le faccio in marina. Questa è una notte per l'amore!

Una ragazza indiana vendeva perline di ogni colore,

in 40 minuti d'orologio guadagnò 10.000 dollari.

La ragazza indiana cadde in mare, gli squali si avventarono,

se la mangiarono in un boccone ma morirono per le coliche.

- Silenzio! - Sentite...

voi mi spaventate, signore. Cos'è, un'uniforme da boy scout?

Se pensate che sia un boy scout, andiamo dietro quei cespugli e scopriamolo.

Beh, quando bisogna andare, bisogna andare.

Perché non date del tranquillante al vostro ragazzo?

Perché non chiudete il becco?

- Volete fare una rissa voi signore? - Su, Minnesota, andiamocene.

Che persone volgari. Saranno un cameriere e la sua sgualdrina.

Siete venuto per litigare o per ascoltare la musica?

- Non lo so perché sono venuto. - Se non vi spiace, ora vorrei ascoltare.

È il mio brano preferito.

Potrebbe spostarsi un po', per favore?

- Ti amo. - Anch'io ti amo.

Salve, Mary. È andata bene, la serata?

Cosa succede, signorino? E successo qualcosa?

- Vi stavo aspettando. - Non stasera, per favore. Un'altra volta.

- Non mi stupisce che non vogliate parlarmi. - Non voglio parlare con nessuno, al momento.

Volevo solo dirvi cosa penso di voi.

Ho conosciuto molte persone false, in vita mia, ma voi siete la peggiore!

- Cos'ho fatto? - Come se non lo sapeste!

- Non lo so. - Voi...

mi avete coperto di ridicolo!

- Calmatevi, cara. - No, non mi toccate!

Cosa pensi che abbia fatto?

Ho detto a Michael che avrei cercato un lavoro.

Per poco non mi ha picchiata. Non mi ama!

Un giorno succederà a voi, e capirete cosa si prova!

- È cosi che funziona, allora. - Perché me l'avete lasciato fare?

Non vi ho lasciato fare niente, è stata una vostra idea.

Avreste potuto fermarmi.

Avevo fiducia in voi, confidavo in voi!

Non c'era nessun altro da cui potessi andare!

- Su, faremo qualcosa. - Avete fatto abbastanza!

Non ve ne importa niente di papà.

Uscite con lui ogni sera per poter restare vicino a Michael!

- Oh, per l'amor di Dio! - Ma non l'avrete!

Se non potrò averlo io, non l'avrà nessuno!

Vi odio! Oh, vi odio!

No, no, non capite assolutamente.

Come possiamo avere uguali diritti se la ricchezza non è distribuita equamente?

- Non ne ho idea. - Non ce l'ha neanche Michael!

- Di che sta parlando? - Se il capitale fosse equamente diviso,

avremmo tutti 533 dollari e 87 centesimi.

Prego, continuate.

Giovanotto, aprite bene le orecchie! Ho 2.000 dollari in banca.

Ho lavorato duro per guadagnarmeli, e nessuno ci metterà le mani sopra!

- Ricordatevelo! - Oh, buongiorno!

- Posso sedermi e avere una tazza di caffè? - Oh, certamente, ve lo prendo subito.

Avete cambiato classe sociale?

- Io non appartengo a nessuna. - Ci interrogavamo su di voi.

- Qual è la vostra posizione in questa casa? - Non chiedetelo a me.

- Siete una spia? - Penso proprio di no.

- Allora posso parlare liberamente. - Cosi pare.

La signora Borden ha detto a Higgins che siete un'amica di famiglia.

I buoni servitori sono sordi.

Servitori? Ah!

Schiavi sfruttati dai potenti capitalisti!

- Vi ho detto di non fare discorsi in cucina. - Preferirei essere libero da questi ceppi.

Bla, bla, bla.

Schiavi, schiavi che alimentano il fuoco della loro infelicità.

Avete mai reso infelice qualcuno?

- Questo non c'entra niente. - Perché straparlate di cose che non sapete?

- Se non fossero cosi, non sarei come sono! - Ci sarebbe gente come voi comunque.

- Il contatto con il lusso vi ha ammorbidita. - Certo, come no.

So solo che, oltre quelle porte, c'è l'origine della caduta della civiltà!

Dietro quelle porte...

ci sono molte persone infelici, e voi ne siete in parte responsabile.

- Date la colpa a me? - Do a voi la colpa di essere un codardo!

Ben vi sta!

Siete innamorato, ma non avete il fegato di lottare per quello che volete.

- Non ascolterò altre stupidaggini. - Volete che tutti siano infelici.

Cercate di convincere gli altri, ma non siete convinto neanche voi.

Ebbene.

- Pensate di conoscermi. - Siete un libro aperto per me, fratello.

Non riuscite a essere un capitalista, e volete trascinare tutti al vostro livello.

- Siete una pedina del capitalismo! - Sono che cosa?

- Avete rinnegato la vostra classe! - Ah, è cosi?

- Michael! - Non potete parlarmi cosi e farla franca!

Michael!

Cosa pensate di fare, arpia bionda?

- Oh, mio Dio, ha un coltello! - Smettetela subito!

- Basta! - Avete perso la ragione?

- La prossima volta, ti taglio la lingua! - Fatemi quel che volete, ma non toccate lei.

Cosa mi è preso? Cosa succede, cosa sto facendo?

- Cosa sto facendo? - Oh, povera ragazza.

È svenuta. Su, alzatevi!

- È svenuta. - Avanti, riprenditi.

Oh, Higgins, meglio non andare in cucina. Ci dev'essere una rivoluzione in corso.

- Buongiorno. - Giorno, signorina. Spero non le dispiaccia.

No, niente affatto.

Voglio solo comportarmi bene. So che finora non l'ho fatto.

Diventiamo amiche.

- Certo, certo. - Non sono stata sincera, in passato.

Ora lo sarò del tutto.

- È una buona cosa. - Ammetto che vi ho odiata, all'inizio.

Chi può biasimarvi?

E ho provato con ogni trucco femminile che conosco a buttarvi fuori da questa casa.

Ma nessuno ha funzionato.

Dopotutto, avete dalla vostra la gioventù e la bellezza.

- Non direi... - Siate sincera anche voi.

Non sono davvero bella. Devo sistemarmi un bel po'.

Beh, per come stanno ora le cose, nessuno è felice.

Mio marito ha scelto, ed è la sua felicità che mi interessa.

Ecco perché mi faccio da parte.

- Oh, no... non lo fate. - Scusate.

Ma è un vero peccato che non vi siate innamorata di un uomo più giovane.

Ora non ha importanza.

Gli unici giovani che conosco sono spiantati.

- Non starete col signor Borden per i soldi! - No, non esattamente.

Ma ne ha parecchio, vero?

Dovrebbe bastare per entrambe.

Dopotutto, vi meritate qualcosa per essergli stata vicino tutti questi anni.

È questo che pensate di mio marito?

Se devo essere sincera, sono un po' delusa.

Mi divertivo molto all'inizio, e anche lui, ma

non so cosa gli sia capitato. Penso che inizi a perdere colpi.

Temo di non capire.

È un vecchio sentimentale, sempre a parlare del passato...

L'altra sera mi ha portato a mangiare lo stufato di manzo. Io lo detesto.

Ero furiosa.

Il signor Borden è un uomo semplice, all'antica.

Stavo pensando di sgattaiolarmene via, stasera, per andare a mangiare come si deve.

- Pensate che gli darà fastidio? - Beh, non ne ho proprio idea.

Tutti dobbiamo fare dei sacrifici. Magari un giorno mi piacerà lo stufato di manzo.

- Ne dubito, ma... - Voglio solo che mi consideriate un'amica.

Mi fa piacere saperlo. Queste situazioni possono diventare un po' confuse.

Si, questo è certo.

- È bello che siate dalla mia parte. - Certo che si.

Possiamo parlare di nuovo, prima che ve ne andiate.

Si, di sicuro.

Si, si. Capisco perfettamente.

Il ragazzo se la cava benissimo.

Lasciatelo in pace, allora.

Avanti. Dite a Terwillinger che ci vedremo la prossima settimana.

Avrò più tempo, allora.

Benissimo. Arrivederci.

- Salve, Mary. - Salve.

Giusto in tempo per aiutarmi con la cravatta.

- Dove siete stata tutto il giorno? - Oh, mi sono occupata di alcune faccende.

Ecco, venite a sedervi qui.

Non riesco ad annodarla bene, se no.

- Ho dormito per quasi tutto il giorno. - Perché non state a casa, stasera?

Oh, mi piacerebbe molto, ma dobbiamo portare a termine questa faccenda.

Non è già andata avanti abbastanza?

Non conoscete mia moglie come la conosco io.

Non è male.

- Vi ha parlato? - Oh, solo per salutarmi.

Dovete fare attenzione, è una donna molto persuasiva.

Specialmente quando piange.

Se mi fermo ancora, perderete la vostra famiglia

e io perderò la ragione.

- Non mi lascerete qui da solo? - Non esattamente.

Vi manderò via quando sarà ora, ma se pensa di poterlo fare lei, non ho risolto nulla.

- Dite quel che volete, ho la sensazione... - Lasciate perdere le sensazioni.

Andate a vestirvi.

Sfasciafamiglie, sirena...

vampira!

- Immagino di essere una persona terribile. - Potete scommetterci.

- Ci vediamo di sotto tra mezz'ora. - Va bene.

- Buonasera. - Buonasera.

- Fate la ronda, stasera? - Forse.

- Avete una vittima in mente? - Non giocate col fuoco.

Non siete vestita elegante. Niente banda, stasera?

Se tacete, forse riesco a sentirla da qui.

Difficile. Sarà pieno di marinai, al parco.

Cos'avete contro i marinai? Ci fanno vincere la guerra.

E sono dei bravi amanti.

Ma questo posto è migliore.

- C'è un vecchio milionario che passa di qui. - Grazie del consiglio.

- Mi fate perdere la ragione. - Dovreste averla, per cominciare.

- Vi spiace se mi siedo qui? - No, il portico è vostro.

- Fate mai altro, oltre a star seduta? - Mi piace star seduta.

- Buonasera, Timothy. - Buonasera, Martha.

- Sei da solo, stasera? - No, esco con la signorina Grey.

- Ma la signorina Grey se n'è andata. - Cosa?

- Intendi che non tornerà? - Oh, non so, ma ha detto

- che andava fuori a cena. - Che maleducazione! Non mi piace.

Volevo mangiare un boccone a casa. Vuoi unirti a me?

Sentivo l'odore di qualcosa sui fornelli.

Santo cielo, si sente da qui? Devono essere le cipolle.

Qualsiasi cosa sia, è molto penetrante.

Sei certa che non tornerà?

Beh, se n'è andata da mezz'ora.

- Non ci posso credere! - Avevo voglia di stufato di manzo, stasera.

- Ma ce n'è abbastanza? - In abbondanza. Devo controllarlo, vieni.

Va bene.

La cucina è deserta. Dov'è la servitù?

Sei già irritato, caro, non ne voglio parlare.

Cosa intendi?

Beh, a dir la verità, la cuoca si è licenziata.

L'intera cucina era sottosopra, stamane. La servitù era sull'orlo di una crisi.

Qualcuno ha inseguito qualcun altro con un coltello, non saprei.

- Ti spiace se mangiamo in cucina? - Chi ha inseguito chi con un coltello?

Preferisco non fare nomi. Sei cosi affezionato alla signorina...

- a certe cose. - Sono molto arrabbiato con lei, ora.

Si, ma io penso che sia meglio scoprire le cose da sé.

Spero che non abbia problemi mentali.

Preferisco non esprimermi.

Che gran delusione. La ritenevo una ragazza semplice, con i piedi per terra.

Beh, sai come sono i giovani d'oggi. Siediti, sarà pronta tra un minuto.

- Non vuoi che ti aiuti? - No, e ora levati.

- Sicura di non avere altri programmi? - No, stasera rimarrò a casa.

- Hai un vestito elegante... - Questo? E uno straccetto per stare in casa.

È molto bello.

Fa vedere il mio fisico in una buona luce, vero?

Beh, di certo ne fa vedere parecchio, se è questo che intendi.

Timothy, va' a sederti.

Ecco qui. Non aspettarmi, mangia pure.

Oh, che buon odore.

- Chi l'ha preparato? - Timothy!

Ah, l'hai fatto tu? Pensavo che ti fossi dimenticata.

Non penso che ci voglia tanto, a fare uno stufato di manzo.

Delizioso!

È molto tempo che non mangiavamo in cucina.

Si, ma non dobbiamo restare qui per forza, se non vuoi.

Scusa, non volevo portare a galla vecchi ricordi.

Riporta a galla tutti i ricordi che vuoi, caro. Mi fa molto piacere.

- Sembra scomodo, perché non lo togli? - No, no, mi piace stare vestito cosi.

Il vestito elegante ti sta molto bene.

- Non c'è sciocco peggiore di un vecchio. - Cosa intendi?

Che è già scappata una volta.

- Non pensavo di doverci fare l'abitudine. - Timothy, dov'è il tuo senso dell'umorismo?

Beh, non è molto bello ritrovarti tutto da solo alla mia età.

Non devi stare da solo, se non vuoi.

- Non serve che mi faccia la carità. - Non lo faccio. Dopotutto, sei mio marito.

Ne abbiamo passate, di cose.

Per come vanno gli affari, probabilmente finirò in povertà.

Beh, possiamo ricominciare da capo.

Dopo quello che ho fatto, come potrei chiederti di ricominciare da capo?

Non ti sei comportato peggio di me!

Siamo entrambi responsabili.

- È tutta colpa mia. - No, è anche colpa mia.

Quei tuoi piccoli flirt non significavano nulla?

Certo che no.

Abbiamo tutti delle amicizie speciali.

Questi giornali terribili rovinano più matrimoni di quanto possa immaginare.

Ma parliamo di noi.

- Sai cos'ho fatto nel mio tempo libero? - Cosa?

Ho imparato a ballare la rumba.

Sapevo che ti avrebbe fatto piacere.

È meraviglioso.

Smettiamola, cara.

È vero che avete sconvolto questa casa, ma forse è stato un bene, più che un danno.

Tutti questi misteri mi hanno stancato.

- Che mistero sarò mai? - Siete una ragazza per bene.

- È questo che pensi? - Non lo siete?

Che ve ne importa?

- Avete sconvolto mio padre, e ora me. - Io non ho fatto niente.

- No, infatti, non granché. - Certo che no.

- Non molto. - Cos'ho fatto a voi?

- Cos'avete fatto a me? - Si, cosa?

Va bene, cosa?

- Perché non ve ne andate? - Starò qui finché non confesserete.

Allora ve ne starete qui per un bel po'.

- Che buono! - Mi fa molto piacere vederti mangiare cosi.

Vuoi un po' di bicarbonato?

Non riuscirei a mettere nient'altro nello stomaco.

- Accendo la radio e metto della musica. - Come preferisci.

Anzi, forse no. Non ho voglia di musica, ora.

Oh, va bene.

Stavo riordinando delle cose, oggi, e ho trovato qualcosa che ti piacerà molto.

Chissà quanti ricordi ti porterà alla mente!

Ma ti avverto...

preparati a essere sconvolto.

Ricordi questa coppia sfavillante?

- Sembravo parecchio spaventato. - Lo eri.

Tu sei più bella ora di allora.

Dovrebbero farti arrabbiare ogni sera, Timothy.

Se la gente sfogliasse più spesso gli album, non si prenderebbe cosi sul serio.

Questa saltiamola.

Ah, ricordi questo piccolo gentiluomo?

Un nudo di Timothy Borden Junior.

Difficile credere che questo cherubino sia ora a capo di una grande industria.

Povero ragazzo, ora ne ha di cose per le mani.

- Non mi piacciono le cose brusche. - Perché non siamo sinceri?

Siete un vero macho, no? Perché non mi lasciate in pace?

- Cosa c'è, avete paura? - Non di voi.

- Di voi stessa? - State lontano, o vi picchio con questo!

Qualche problema, signorina?

No, no, niente.

Avevamo circa 18 anni.

- La piccola Katherine spunta all'orizzonte. - Che carina.

È la mia gioia.

Era adorabile, da bambina.

- Ha sempre avuto i tuoi occhi. - Si? Ho sempre pensato che avesse i tuoi.

- Non riesco a credere che sia cresciuta. - Oh, ma è ancora una bambina.

- Mamma? - Ciao, cara! Stavamo giusto parlando di te.

È successo qualcosa? Spero nessun incidente!

- Diglielo, Michael. - No, diglielo tu.

Io e Michael ci siamo sposati.

- Cosa siete? - Sposati!

- Oh, basta sciocchezze. - Non sono sciocchezze.

Fammi vedere il dito.

- Non ci credo! Sposata con un autista! - Non è un autista!

Restituisco questo emblema di servitù.

Smettila di porgermi questa cosa e va' in cucina, Michael!

- Non ci puoi separare. - Va' in camera tua!

Resta dove sei.

Che insolenza! Timothy, mandalo via! La ragazza ha perso la ragione!

- Devi andartene, Michael. - Katherine verrà con me.

- Ovviamente, è tua moglie. - Oh, papà!

- Congratulazioni. - Oh, Timothy...

Solo un momento, ora, Martha.

- Non ci auguri tanta felicità, mamma? - Oh, questo è troppo.

- Sposata con un autista! - Non ero diverso, quando hai sposato me.

- Ma è solo una bambina! - All'incirca dell'età che avevi tu.

Va bene.

Congratulazioni, cara.

Spero che sarete molto felici.

Congratulazioni, Michael. Come ti chiami, di cognome?

Farnsbother.

Ecco la signorina Grey!

- Siete meravigliosa! - Cos'ho fatto, ora?

Sarei una zitella, non fosse stato per voi.

- Di cosa parli? - Io e Michael ci siamo sposati, genio.

- Come vi manterrete? - Non saremo parassiti capitalisti.

- Vero, Michael? - Certo che no.

- E cosa sarete? - Michael ha un negozio di riparazioni.

Ma questo non ti rende un capitalista, Michael?

Non dimenticherò mai le mie origini proletarie!

Andiamo, tesoro.

- Non dovresti parlare con la signorina Grey? - Come?

Ah, si.

Aspettate un momento, signorina Grey.

Bene, si spieghi.

Cos'avete da dire in vostra difesa?

- Niente. - Niente?

È vero che avete consigliato a mia figlia di fuggire con l'autista?

- Immagino di si. - Immaginate di si?

Vi comunico che questa è la fine.

È l'ultima volta che vi intromettete tra me e la mia famiglia.

- Non sei un po' troppo severo, papà? - Severo?

Dopo tutto quello che ci ha fatto questa donna?

Tua madre era sull'orlo di una crisi di nervi!

Tua sorella... guarda cos'ha fatto lei!

Siete una donna malvagia e intrigante!

Siete una cacciatrice di patrimoni, una vampira, una sirena!

Mi avete ipnotizzato e avete distrutto la mia famiglia!

Devo chiedervi di lasciare questa casa.

Non riesco più a fingere.

Non stavo facendo niente a nessuno. Me ne stavo solo seduta su una panchina,

a farmi gli affari miei.

Non ve l'ho chiesto io, questo lavoro! Mi ci avete costretta voi!

Rimpiango di avervi mai conosciuto!

Rimpiango di essere stata qui.

Non ce la faccio più...

Cosa vuol dire ''lavoro''?

''Lavoro''?

Papà.

- Lavorava qui? - Non so di cosa stesse...

- Lavorava qui?! - Ti ho detto che non so di cosa...

Lavorava davvero qui!

Mary, Mary Grey!

Mary!

Mary...

Mary, non andartene!

- Mary! - Sono molto preoccupato...

Timothy.

- Si, cara? - Guardami negli occhi.

Timothy Borden, sei un vecchio imbroglione.

Beh...

stavo cercando solo di essere felice e di fare felici voi, immagino.

- Che ci si può aspettare da uno come me? - Timothy?

Mary.

- Dove pensi di andare? - Cosa importa a te?

- Me ne importa molto. - Torno al mio posto.

- Direi che ci sei già. - Ehi, mettimi giù!

- Mettimi giù, non puoi farmi questo! - Ehi, cosa succede, qui?

Perché non vi fate gli affari vostri?

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