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Sei ancora arrabbiata?
Non sono arrabbiata.
- Salve. - Un latte, per favore.
- Carta di credito? - Sì, prego.
Non lo facciamo da una settimana.
- Buona giornata. - Grazie, altrettanto.
- Anche a te. - Grazie.
- E' vero. - Sei un porco.
Devo andare adesso.
- Ciao. - Arrivederci.
E' l'anniversario del più grande attacco terroristico in Danimarca.
Un ordigno fatto in casa uccise 23 persone a Nørreport, Copenhagen.
Sono qui con Martin Nordahl, leader del nuovo partito, Movimento Nazionale.
- Perché dovremmo volere un nuovo partito? - E' chiaro, vedete...
Queste persone hanno perso la vita per dei terroristi selvaggi.
Perché in Danimarca c'è bisogno del suo partito?
Il motivo che mi ha spinto in politica è
proteggerci dalla guerra e dal terrore.
Stiamo diventando il partito più grande.
Siamo cresciuti, abbiamo iniziato come movimento.
Tagliamo con la politica impotente per ridare voce ai danesi.
Tutti i nostri problemi vengono dagli immigrati. Devono andarsene.
Nessuno osa dirlo, noi sì e lo sosteniamo.
- Come farete? - Li butteremo fuori tutti.
'PULIZIA ETNICA IN DANIMARCA'
A CASA - MORTE
FIGLI DI DANIMARCA
Zakaria, vuole parlarti.
Entra.
Salve.
Hanno scritto col sangue che dobbiamo andarcene.
Sono tutti spaventati,
anche mia madre e mio fratello.
- Calmati. - Cosa possiamo fare?
Calmati.
- Cosa fai, studi? - No, niente.
- Quanti anni hai? - 19.
Quando ti ho conosciuto eri piccolo così.
Era molto tempo fa.
Ora sei un uomo che vuole agire.
Sei stanco di vivere?
Cosa?
Stanco di vivere?
No.
Allora che ci fai qui?
Non è posto per te.
Da queste parti non scherziamo.
Una bomba piazzata
da qualche imbecille...
e tutti pensano che siamo terroristi.
E tutte le bombe lanciate su di noi?
Non ci hanno mai uniti.
Siamo egoisti. Non ci importa degli altri.
Anche se siamo fuggiti dalle stesse guerre, nello stesso Paese...
siamo rimasti egoisti.
Pensi di avere con tua madre una vita difficile?
Voi vivete tranquilli.
Lascia che ti mostri chi soffre in questo Paese.
Quando proverai ciò che provano loro sarai pronto ad agire.
Vieni.
- Salaam alaikum. - Alaikum salaam.
Solo un cieco non lo vedrebbe.
- Non sono cieco. - Sì che lo sei.
Per questo lavoro, devi avere occhi ben aperti.
Ci pensi che questa potrebbe essere la tua famiglia?
Alla mia non succederebbe.
Cosa non succederebbe? E' già successo.
Vedi quest'uomo?
Aveva una famiglia numerosa.
Aveva dei bambini.
Sono morti in mare durante la fuga. Guardalo.
Pensi sia felice? Arrivato senza i suoi figli.
Vedi queste ragazze?
Sono arrivate qui senza genitori.
Vedi quella donna?
La vedi? Guardala!
Guardala!
Aveva un marito
e dei bambini.
Sai cosa è successo?
Li hanno uccisi sotto i suoi occhi.
Dobbiamo aiutare queste persone. Tu devi aiutarle.
Essere il loro salvatore.
Come stanno i ragazzi? Il cibo com'è?
Adesso ho fame.
Ali. Vieni qua.
Ai ragazzi serve qualcosa?
- Vestiti, altro? - No, sono a posto.
- Qualcuno gli dà fastidio? - No.
Zakaria è coraggioso.
- Voglio che ti prenda cura di lui. - Lo farò.
Ciao.
- Stai facendo casino. - No.
Sì. Vieni qui.
Vieni qua.
Visto? E stai pure barando.
Questa è la tua punizione.
Che vuoi fare? Fermo.
- Ciao mamma. - Buongiorno.
- Come stai? - Bene.
- Fammelo assaggiare. - Vattene.
Dammi qua. Non ti fa bene. Vai.
- Ecco qua, tesoro. - Grazie.
- Perché sei tornato tardi? - Ho fatto una passeggiata.
- Con chi? - Con un amico.
Non pensi che mi preoccupo?
- Cosa? - Non importa se sto in pensiero?
Sii responsabile. Cosa vuoi fare?
- Cerchi un lavoro o torni a scuola? - Mi trovo un lavoro.
Stai di più a casa, tuo fratello ha bisogno di te.
Sai cosa succede da queste parti.
La gente è turbata, c'è più polizia in giro.
- Non ci guardano più allo stesso modo. - Lo sai come sono.
Non gli piacciono gli arabi. Ci guardano come non fossimo esseri umani.
Non preoccuparti troppo per quello che dicono.
Ma ho paura.
Non devi. Ci sono io.
Ok?
- Nessuno di noi li aveva notati. - Assolutamente no.
- Ciao. - Come va?
Francamente, non hanno onore, nessun rispetto.
- Dobbiamo fare qualcosa. - Sentiamo che dice Hassan.
Abbiamo sentito troppi discorsi
su libertà e diritti umani.
Dicono di portare pace nei nostri Paesi,
ma non vedono l'odio prodotto dalle loro sporche guerre.
Lo sapete già.
Non possiamo più tacere.
Famiglie che vivono qui da 20 anni
sono trattate come bestie.
Ciò che vediamo è razzismo, sempre di più.
Sono ciechi davanti a cià che accade nel mondo.
Ora sono teste e sangue di maiale, poi sarà il nostro sangue.
Si fanno chiamare 'Figli di Danimarca'.
Per me sono lo schifo di Danimarca.
Che state facendo?
Non possiamo tacere più a lungo.
Anche noi valiamo qualcosa.
Oggi devono sapere che esistiamo.
Stanotte un gruppo di uomini di etnia straniera
ha compiuto atti vandalici contro
una sede del gruppo nazionalista Figli di Danimarca.
La Polizia sospetta una guerra tra i due gruppi,
ma non ci sono stati arresti.
Il politico Martin Nordahl, sospettato di avere contatti col gruppo nazionalista
ha denunciato l'accaduto,
ma nega un suo coinvolgimento.
Non ha nulla a che vedere con il Movimento Nazionale.
- Non condivide le idee del gruppo? - Non condivido l'immigrazione di massa.
Il nostro sistema previdenziale sta andando in pezzi.
Perché gli stranieri dovrebbero lavorare se gli diamo già tutto?
Arrivano con il loro sporco, truffano, uccidono,
stuprano e distruggono la Danimarca,
mentre mamma e papà lottano in Parlamento.
E quando li rimandiamo a casa, non vogliono andarci,
hanno diritto di restare.
Le cose cambieranno quando saremo al potere.
Cosa facciamo?
Ci hanno sempre odiato e guardato dall'alto in basso.
Pensano che scapperemo, come hanno fatto le nostre famiglie?
Pensi sia emigrato per farmi umiliare?
Dobbiamo fare presto un piano.
- Mia madre ha paura. - Anch'io!
Il mondo sta crollando.
Dobbiamo fare qualcosa,
ma riflettendo, non come i soliti arabi sparsi.
Quello non ha mai portato a niente,
se non fuggire da un Paese all'altro.
Ecco la casa di Nordahl.
L'abbiamo tenuto d'occhio, il leader del Movimento Nazionale.
Era un pezzo piccolo nei Figli di Danimarca,
ora il suo partito sta diventando il più grande.
Ma non è ancora al potere.
Forse non andrà al potere, perché fare tutto questo?
Per dare un segno, forte e chiaro
a questo Paese e all'Europa:
non ci faremo guidare da idioti.
Non c'è nessuna sorveglianza.
Torna più o meno alla stessa ora ogni sera.
Se sei dei nostri...
Dì a tua madre che lavori per me e allenati con Ali.
Pensaci.
Cosa fai?
- Vado via per un po'. - Dove?
Hassan ha un lavoro per me.
- Non al bar? - No.
- Che tipo di lavoro? - Lavorerò con Ali,
demoliremo case.
Non vuoi dirmi dove e per quanto starai via?
- Perché te ne vai? - Non sono un bambino, mamma.
Mi hai detto tu di trovare un lavoro e prendere in mano la mia vita.
Questo è quello che mi hanno offerto.
Ricordati che sono tua madre.
Volevo ti costruissi un futuro, non che abbandonassi me e tuo fratello.
Non senti quello che accade? Io lo sento ogni giorno.
Non pensi che abbiamo bisogno di te?
Perché sei cambiato? Dimmi cosa è successo.
Tuo fratello è molto impaurito.
Non mi parla. Come faccio a sapere cos'ha? Devi parlare con lui.
Non ti importa di noi? Pensi ad andartene e basta?
- Non sai aggiustarlo? - No.
Non dire a mamma che hai paura va bene?
Sei grande e forte adesso.
D'accordo?
Alzati e fammi vedere i muscoli, dai.
Fammi vedere!
Non sorridere.
Vuoi vedere come si fa?
Ok, giù le braccia.
Iniziamo da questa parte
poi l'altra e chiedi: 'questo modo
o quest'altro?'
E fai così...
Non devi farmi il pranzo, mamma.
Ormai l'ho fatto. Sei troppo magro, mangia di più.
- Voglio che li mangi. - Mi metti in imbarazzo.
- C'è cibo dove vado. - Lo so, ma mangia anche questi.
Non discutere, prendili e basta.
- Ciao mamma. - Ciao tesoro. Fai attenzione.
...un'altra controversa dichiarazione
da parte di Martin Nordahl.
E adesso qualcosa di completamente diverso:
'Il mondo impazzito' su TV2.
- Ti piace? - Sì è bella.
La mia ex l'ascoltava sempre, la so a memoria.
Metti qui la borsa.
Ecco qua.
Rilassati, respira.
Hai paura?
Non ho paura di niente.
Va tutto bene.
Allah è dalla tua parte.
Non si tratta di Allah.
Un milione di iracheni uccisi.
La gente muore ogni giorno in Siria. Di noi non gl'importa niente.
Muore una persona qui e tutti si mobilitano subito.
Sono un branco di assassini.
Non parlare di Allah. Guarda il mondo.
Che cos'è?
Mia madre ha fatto dei panini.
- No grazie. - E dai...
Buona idea.
- Buono, vero? - Ottimo.
Dai.
Prova qualcosa di nuovo.
- Non mi voglio tuffare. - Avanti.
Fallo. Sii un uomo.
Ma guarda, è freddissima.
Non aver paura, buttati e basta.
E' divertente. Avanti.
- Devo venire con te? - Sì, fammi vedere come si fa.
- Vengo con te. - Andiamo.
- Andiamo? - Andiamo.
- Avanti. - Sto aspettando te.
- Avanti, ti sto aspettando. - No, prima te.
- Fallo prima te se è così facile. - Andiamo insieme.
- Stai andando bene! - Vieni qua.
Sto congelando!
Trattieni il respiro. Pronto?
Uno, due, tre... vai!
- Ciao, tutto bene? - Sì, grazie.
Andiamo dentro.
Questo è l'ingresso.
Sali le scale. La sua camera è sulla destra, al primo piano.
Chi vi ha dato le informazioni?
Lavoriamo sodo, proprio come te. Ti senti pronto?
- Sì. - Sì.
Dopo cosa succederà?
Non preoccuparti di questo.
Nessuno sa chi sei.
Nessuno saprà chi c'è dietro tutto questo.
Ti abbiamo preso un biglietto aereo.
Andrai via finché non si calmano le cose.
Poi tornerai.
Avrò cura della tua famiglia.
Ora vado. Sono venuto solo.
Abbi cura di lui.
Lo farò.
Preparati. Fra qualche ora incontreremo Hassan al bar e ci darà i dettagli.
Comportati normalmente. Non vuoi che la tua famiglia sospetti qualcosa, vero?
Va bene.
Te ce l'hai una famiglia?
No.
Se succede qualcosa,
avrai cura della mia?
Sì. Certo.
Vuoi conoscerli?
Togliti il giubbotto.
- Ciao, mamma. - Ciao tesoro. Come stai?
Tutto a posto?
- Mi sei mancato. - Anche tu.
Com'è? Avanti, siediti.
- Ali. Questo è il mio amico, Ali. - Benvenuto.
- Salve. - Ciao.
- Benvenuto. - Devo andare via subito.
Accomodati. Fai come fosse casa tua.
Benvenuto.
Non porta spesso i suoi amici. Siediti.
- Hai fame? - No, grazie.
Riscaldo qualcosa e mangiamo insieme. Va bene?
- Come va la scuola? - Lascia stare.
Ho qualcosa per te.
Assomiglia a tuo fratello, non è vero?
Grazie tante.
- Ancora. Dagliene di più. - No, va bene così.
- Dagliene di più, mamma. - No, è troppo.
- Cosa c'è che non va? - Dai, mangia.
Ne porto ancora un po'.
- Ne vuole ancora. - No.
- Come va il lavoro? - Zakaria?
E' proprio scemo, non riesce a finire un'onesta giornata di lavoro.
No, scherzo. E' sveglio, lavora sodo.
L'importante è che gli piaccia.
- E' un bravo ragazzo. - E' vero.
E' importante che gli mostri la strada giusta.
Sono contenta ti abbia conosciuto e lavori insieme a te.
A volte è difficile gestire i ragazzi.
Sono fortunata che ti abbia conosciuto.
Hai una famiglia, Ali?
No, sono morti.
- I tuoi genitori? - Sì.
Mia madre era danese. E' morta quando ero piccolo.
Mio padre è morto di cancro qualche anno fa.
- Mi dispiace tanto. - Grazie.
Niente moglie né figli?
No.
- Fratelli o sorelle? - Nemmeno.
Ali, questa può essere anche casa tua. Sei sempre il benvenuto tra noi.
Grazie infinite.
Devo andare a lavoro, tesoro.
Non puoi rimanere ancora un po'?
Sai che non posso.
E' tanto che non ci vediamo.
Lo so, caro, ma devo andare.
Qualcosa non va?
- E' successo qualcosa? - No.
E' tardi, devo andare ora. Ciao, tesoro.
Stai bene.
- Piacere di averti conosciuto. - Anch'io. Arrivederci.
Mamma?
Aspetta.
E' tutto a posto?
- Abbi cura di te. - Anche tu, tesoro.
Ci vediamo dopo.
- Ciao. - Ciao, mamma.
Chi è?
Mio padre.
Che gli è successo?
E' morto in Iraq.
Io e mamma siamo fuggiti.
Lei non ne parla mai.
Ascolta. La vita può offrirti di più.
Devi uscire da questa situazione.
E come?
Dì che non vuoi farlo.
Nessuno farà male a te o alla tua famiglia.
Stai facendo un errore.
Non capisci.
Siamo spazzatura per loro.
Senza alcun valore.
Un giorno, distruggeranno ciò che per loro non vale niente.
- Devo andare. Ci vediamo. - A dopo.
Sei arrivato presto.
Sì, un po'.
- Vuoi qualcosa? - No, grazie.
Cosa succede?
Le cose peggiorano.
Sto facendo il possibile per aiutarli.
Dobbiamo parlare.
Una via d'uscita?
Sì.
L'unica soluzione è essere uniti.
Il mondo deve vederci uniti.
Il mondo sta esplodendo.
Ne hai vista solo una piccola parte.
Te l'ha detto Ali?
Che succede? Cosa volete?
Rilassati.
Andiamo.
Perché mi hanno perquisito?
Perché è arrivato prima?
- Stai facendo troppe domande. - Faccio troppe domande?
Chi mi ha fatto perquisire?
Chi sei? Chi diavolo sei?
Non decidi tu se devi essere perquisito.
L'hai dimenticato?
Sei venuto da me, bussando alla mia porta.
Dicendo che mi volevi aiutare nella lotta.
Zakaria dice che hai una via d'uscita.
E' vero?
Sì.
Sei un traditore?
Attento a come parli!
Ascoltami!
Che via d'uscita?
Se sei un traditore, ti taglio la gola.
Dimmelo!
Che via d'uscita?
Lo ucciderò.
Volevo assicurarmi fosse pronto.
Se non lo è andrà tutto all'aria.
Perché sono preoccupato.
Ali,
sei il mio braccio destro.
Non devi temere niente.
Non lasciare che la paura ti divori come un parassita.
Abbiamo fatto tutto bene.
Lo accompagnerai tu.
Stagli vicino e veglia su di lui.
Se qualcosa va storto...
ti mostrerò cos'è la paura.
Capito?
Hai tre minuti.
Sali al primo piano senza farti vedere.
- Quanto tempo hai? - Tre minuti.
Se qualcosa va male, Ali ti seguirà.
Se non è fuori in tre minuti, vai dentro.
Lo aiuterai.
- D'accordo? - Va bene.
Ho capito.
Ti copro le spalle.
Non avere paura.
Ti aspetto qui.
Tra dieci secondi, sarai dentro e presto sarà tutto finito.
Dieci.
Nove.
Otto.
Sette.
Sei.
Cinque.
Quattro.
Tre.
Due.
Uno.
Polizia, sei circondato!
Faccia a terra! Faccia a terra!
Giù, sul pavimento!
Mani dietro la schiena!
Rapporto agente Malik Amin, nome di copertura Ali.
Queste informazioni saranno usate in tribunale
contro Hassan Mahmoud e Zakaria Ayub.
E' presente il nostro avvocato, questa è un'udienza formale.
Da dieci mesi, col nome Ali, era infiltrato nel gruppo
partecipando alle sue azioni.
Ha fornito ai Servizi danesi informazioni sugli obbiettivi?
Esatto.
Il suo compito era procurare armi.
Esatto.
E' stato testimone di un complotto
per colpire il leader del Movimento Nazionale, Martin Nordahl.
Esatto.
Nel rapporto afferma che il capo del gruppo è Hassan Mahmoud,
mentre Zakaria Ayub doveva essere l'esecutore.
Esatto.
A suo parere,
Zakaria era consapevole delle conseguenze alle sue azioni?
Malik,
vuole dire qualcosa?
No.
Bene, allora continuiamo.
A suo parere, Zakaria era consapevole delle sue azioni?
Sì.
Conferma che il suo rapporto a riguardo corrisponde a verità?
- Sì, confermo. - Bene.
Resoconto dell'agente Malik Amin, nome di copertura Ali, concluso.
Ha fatto un buon lavoro. Bentornato.
Grazie.
Adesso cosa faccio?
Stia un po' con la sua famiglia.
Sarà trasferito domani.
Malik, Martin Nordahl vorrebbe ringraziarla personalmente.
Va bene.
Mi sei mancato, papà.
Anche tu mi sei mancato.
- Mi abbracci? - Sì.
Grazie.
Pronto?
Sì, mandalo su.
- Martin Nordahl. - Malik.
- Posso entrare? - Certo. Si accomodi.
- Stanno dormendo. - Già.
Quanti siete in famiglia?
Un bimbo di cinque anni e mia moglie.
- E lei? - Un figlio di dieci anni
e mia moglie.
Sono venuto a ringraziarla.
Ho fatto solo il mio lavoro.
Significa molto per me e la mia famiglia.
Ci tenevo a dirglielo. Grazie.
Grazie.
Adesso cosa farà?
Sarò trasferito lontano da qui.
Invece lei?
Lavoro, devo vincere le elezioni.
Ora ho le guardie del corpo.
Pare non possa dire ciò che penso.
Già.
Quello che si pensa ha un valore, la gente prende a cuore le parole.
Sì. E' proprio così.
E' per il bene comune.
Il bene comune?
Voglio salvare questo Paese.
Non la prenda sul personale, lei non è come loro.
Non sto dando
la caccia a lei.
Malik, deve restare qui
per la sua famiglia.
E io ci sarò per la mia.
Ti ringrazio
per ciò che hai fatto.
Se posso fare qualcosa per lei, me lo dica.
- Lo farò. - Promesso.
Grazie.
- Posso avere un cupcake? - Non ancora, prima il tè.
- E' la mia tazza? - Sì.
- Vuoi un po' di latte? - Sì, grazie.
Eccolo.
Fai vedere.
Allarga le dita e fammi vedere.
Ehi, hai orecchie da coniglio.
Le mie orecchie sono più grandi.
Ci sono state diverse aggressioni con l'acido.
Sembrano attacchi mirati
contro gente di altre etnie.
Ancora una volta si sospettano i 'Figli di Danimarca'
A tre settimane dalle elezioni,
ci si chiede: influenzerà gli elettori?
Il partito anti-immigrazione Movimento Nazionale
è ancora in testa ai sondaggi.
Buongiorno.
Malik,
come stai?
Ti stai abituando a stare a casa, in ufficio?
Va bene, ma mi annoio un po'.
Hai un minuto?
Avrei un nuovo compito per te.
Abbiamo un agente tra i Figli di Danimarca.
Sono sempre più organizzati.
Sospettiamo minacce imminenti.
Siediti per favore.
Oggi ascolta la registrazione e incontra l'agente.
Appena scopri qualcosa riferiscimi.
Al lavoro.
- Questo è Tobias. - Ciao, Tobias.
Non si farà portare via la sua nazione. Vuole mettere le cose in chiaro.
- Siamo la tua famiglia, fidati di noi. - Grazie.
Ricorda di tenerti sempre pronto.
Sono come cani.
Se vai a testa alta, fuggono immediatamente.
Giusto. Occhio per occhio.
Lui è Christian, alias Tobias.
Malik analizzerà il tuo materiale.
Sarà il tuo interlocutore.
Perché hai scelto di vederci qui?
E' sicuro, non ci vedrà nessuno.
- Sei stupido? - Malik.
E' stupido.
Se qualcuno ti vede salta la copertura.
- Devi scegliere posti neutrali. - Questo lo è.
Se mi vedono in chiesa, si chiedono due cose.
Mi dispiace.
Non sospettano niente. Ho visto solo la loro sede.
- E' tutto sotto controllo. - Non importa.
Se trovi le persone giuste, sanno più di quanto pensi.
- Non farti vedere agitato... - Non lo sono.
Tieni.
Fammi vedere la mano.
Tira fuori la mano!
Siediti, Malik. Siediti!
Che diavolo ti prende?
Fammi vedere la mano.
Avanti, tirala fuori.
Mantieni il controllo.
Fai quello che devi fare. Dì quello che devi dire.
Guardami!
Guadagna la loro fiducia,
ma sii pronto a tradirla quando sarà il momento.
Ti chiameremo.
Stagli vicino. Registra più possibile.
Va bene.
- Tutto a posto? - Sì.
Deve sapere le conseguenze.
Direi che sei stato chiaro!
Mi hai detto di dargli consigli.
- Ho esagerato? - No, va bene così.
Martin Nordahl, capo del Movimento Nazionale, benvenuto.
- Grazie per avermi invitato. - Non l'ho fatto,
ma stiamo incontrando tutti i candidati,
i leader dei diversi partiti politici.
State andando molto bene al momento.
Non possiamo lamentarci.
- Secondo lei come mai? - Gli elettori capiscono il nostro messaggio.
Che cosa distribuite? Alcuni partiti donano rose...
Abbiamo palloncini per i bambini;
ci prendiamo tempo per parlare, il caffè non manca.
Come vi accolgono nei cosiddetti 'ghetti'? Ci siete andati?
Dei luoghi li evitiamo per motivi strategici,
ma stiamo attraversando il Paese per incontrare gli elettori ovunque.
Martin, sono stato nella sua zona a Klampenborg, dove abita.
Una comunità chiusa, tranquilla.
Ci vive con la sua bella moglie, Silje.
Con origini norvegesi. Non è 100% danese.
- No, è una bellissima scandinava. - Le avete fatto passare il confine?
- Non sarà fermata in futuro? - No.
Prima di vedere il video, cosa pensa ci abbia mostrato?
Ci sono molte possibilità. Stupitemi.
- Niente giochi di ruolo in cantina? - No.
A dire il vero, arrivando a casa sua
suo figlio mi ha fatto vedere una foto della sua infanzia.
Questo è Martin bambino. Come potete vedere,
adesso sono due. Ha gli occhi di suo padre.
Ma i tuoi capelli stanno meglio. Era il lavoro della nonna.
Oddio.
Non posso complimentarmi. Mai visto un bambino tanto brutto.
- Grazie. Sono migliorato crescendo. - Vero.
Che c'è?
Lo trovi divertente?
Sì, lo è.
- Certo, è buffo. - Malik...
- No, è divertentissimo. - Dai.
Grazie.
Tutto bene?
Sì, più o meno.
Le registrazioni?
A posto,
più impegnative di quanto pensassi.
Ho ascoltato anche le tue. Molto dense.
- Hai fatto un buon lavoro. - Grazie.
Stavo pensando,
perché vi chiamate tutti 'fratelli'?
Non lo so. Penso sia...
creare un senso di famiglia,
una grande famiglia.
Bravo. A volte mi hai quasi convinto.
- Di cosa? - Che fossi uno di loro. Ottimo lavoro.
Torniamo al lavoro, fratello.
Perché dovremmo pensare a loro?
Vogliono troppo, ma non mostrano rispetto.
Li vogliamo fuori dall'Europa.
Sì!
Ci stiamo preparando alla guerra.
Ci prepariamo alla guerra!
Andremo al potere.
L'elezione è il nostro destino. Questo è il nostro Paese!
Li manderemo via. La Danimarca è nostra. Presto saremo al potere!
Fuori! Fuori!
Vuoi andare a finire la pista?
- Sì. - Allora mangia.
Papà, guida.
Guarda che occhiali. Provali.
- E' tutto buio. - Ti stanno bene.
- Ma è tutto buio. - Perché non siamo al sole.
Prendiamone un pacco.
- Questo per me. - No, ne voglio un altro.
- Questo è solo per me. - Lo voglio anch'io.
Uno a testa? Non mettere i piedi sulla lattuga. Uno per uno?
- Non puoi prendere i miei. - Va bene.
E un altro.
Anch'io voglio lo stesso.
- Questa parte è tua, questa mia. - Ognuno ha il suo.
Non pestare la spesa.
Vai più veloce?
Puoi andare più veloce?
Dai, più veloce.
Vieni.
Andiamo. Entra in macchina.
Al tuo posto.
Cosa c'è? Ci conosciamo?
- Tranquillo. - Ti conosco?
- Che stai cercando? - Aspetto la mia ragazza.
- Non guardarmi! - Calmati.
Datti una calmata, cazzo.
Siediti. Mettiti la cintura.
- Cosa è successo? - Niente.
Così noi dobbiamo pulire la merda che fanno loro, giusto?
Non hanno messo tutto a posto a Nørrebro, vero?
- O a Tingbjerg e a Vollsmose, no? - No!
No. Stuprano e ci uccidono...
La politica comincia ad aprire gli occhi.
So che ci vorrà tempo,
ma c'è soprattutto uno che capisce il problema...
ed è Martin Nordahl. Giusto?
Malik,
posso parlarti?
Dobbiamo fermare l'operazione per ora.
Dobbiamo concentrarci sul terrorismo islamico.
- Quello non è più una minaccia. - Mi spiace, Malik, ma lo è.
Tu più di tutti dovresti saperlo.
Voglio che parli ancora con Zakaria.
- Non posso. - Perché?
- Non posso. - Devi farlo.
Si è radicalizzato in prigione,
pensiamo sia parte di una nuova cellula.
Non vuole parlare con altri agenti, forse parlerà con te.
Non te lo chiederei se non fosse importante.
Potremmo sventare un attacco.
Potrebbe aver sentito qualcosa.
Offrigli la possibilità di vedere la famiglia.
E Christian?
Se parlerai a Zakaria, potrete fare una pausa.
Ti terrò aggiornato su di lui.
Siamo d'accordo?
- D'accordo. - Bene.
Preparati, organizzo l'incontro.
LIBERTA'
Ciao.
Tua madre è in casa?
- Cosa fai qui? - Buonasera.
Perché sei tornato?
Vorrei...
- Vattene. - Voglio parlarle.
- Io non voglio parlarti. - Per favore.
- Per favore, ora vattene. - Un momento.
- Solo un momento. - Cosa vuoi?
Volevo vedere come state,
se è tutto a posto.
Tutto a posto?
Non posso vedere mio figlio e pensi sia tutto a posto?
Ho provato a salvarlo.
Vorrei non ti avesse mai incontrato.
E' mio figlio, lo capisci?
Volevo crescere i miei figli in pace ed ecco cosa è successo.
Le nostre vite sono in pericolo.
Mi dispiace.
Ti dispiace?
Siamo soli.
Non vedo mio figlio da un anno.
Mi manca.
Oggi potrà vederlo.
Ecco perché sono qui.
Le borse, prego.
Alzi le braccia.
Come stai?
Che ci fai qui, spia?
Non hai alcuna vergogna?
Hai sentito qualcosa?
Qualcosa che tu possa riferire?
Puoi vedere la tua famiglia, a volte. Non devi stare sempre solo.
Lo fai ancora?
Chi sei?
Lasciami stare, va bene?
Hai detto anche che ti saresti preso cura della mia famiglia.
Ci sto provando...
Grazie.
Prego.
- Cos'è successo? - Non lo so.
Ti proteggerò.
Scusa il disturbo Jon, qualcuno è stato a casa mia.
C'è ancora qualcuno? Un auto?
Non lo so.
- State in casa. Mando qualcuno. - Grazie.
Accidenti.
State bene?
No, affatto.
Abbiamo perlustrato la zona. Non c'è nessuno. Niente.
Niente?
Sei sicuro?
Sicuro.
Lascio una pattuglia per la notte.
Va bene, grazie.
- Chiamami se hai bisogno. - Va bene.
Dai, ci vediamo.
Negare asilo,
inasprire condanne e chiudere i confini non è servito.
- Dobbiamo andare fino in fondo. - In che senso?
Revocando la cittadinanza ai non-danesi.
Sono arrivati a causa di guerre che ora sono finite.
Perciò li rimanderemo indietro.
Non importa quanto sono stati qui, erano ospiti.
Non capisco perché non si mostrino grati.
Non sono più benvenuti.
Abbiamo dato la cittadinanza, ora possiamo togliergliela.
E' semplice ed è la cosa giusta. Dobbiamo proteggerci.
E' l'ultimo giorno di prove.
- Di cosa? - Ci siamo quasi.
- Quando saremo pronti? - Quando Martin Nordahl vincerà.
Giusto.
- ...pronti? - Quando Martin Nordahl vincerà.
Giusto.
Malik?
Abbiamo una riunione.
Adesso?
Sì, ora.
Bene, ci siamo tutti?
Stanotte, ignoti hanno rubato questo furgone.
Ne abbiamo identificato uno.
Sospettiamo sia membro di un gruppo attivo in tutta Europa.
Sospettiamo?
- Siamo qui per un sospetto? - Malik, non ora.
So quando i Figli di Danimarca colpiranno!
Adesso smettila.
Ci sono le elezioni, dobbiamo concentrarci su questo.
Ci servono informatori, sorveglianza e intercettazioni telefoniche.
Cominciamo subito.
Malik.
- Perché devo perdere tempo qui? - Cosa succede?
- So quando colpiranno. - Quel caso è chiuso.
- Avevamo un accordo! - Hai sentito? Caso chiuso.
Ti ha detto qualcosa Zakaria?
Zakaria è un ragazzino.
Non sa niente.
Non lo capisci?
Se succede qualcosa, la mia famiglia è a rischio.
Posso mostrarti qualcosa?
- Quello è Martin Nordahl. - Quel tizio?
Non lo vedi?
In verità, no.
Oddio, senti questo.
- Quando saremo pronti? - Quando Martin Nordahl vincerà.
Quando Martin Nordahl vincerà.
Lo nominano. Allora?
Non vedi il collegamento, Jon?
Quando Martin Nordahl vincerà.
Jon, devi aiutarmi.
- Dove sono le prove? Non hai... - Guarda! Basta guardarlo.
Calmati per favore.
Mi servono prove concrete
che li colleghino a Martin Nordahl. Lo capisci?
Hanno parlato di un posto, un codice, qualcosa?
Indaga, così potremo muoverci.
Metterò a posto la Danimarca che voglio lasciare a mio figlio.
Voglio torni a essere il Paese che avevamo.
- Cosa accadrà alla nazione? - Grandi cambiamenti.
Manterremo le promesse elettorali fatte.
Il mondo è cambiato completamente e dobbiamo adattarci.
Ovviamente alcuni non potranno stare qui, perché non contribuiscono in alcun modo.
I mussulmani praticanti sono dannosi alla società e la democrazia.
Dobbiamo occuparcene, i convertiti sono i peggiori.
Sono estremamente dannosi per la nostra società.
Dobbiamo permettere al Parlamento
di fare leggi di emergenza.
Dare più autorità alla polizia.
A chi attacca polizia,
pompieri o ambulanza, si può sparare.
Vuole autorizzare l'omicidio?
Voglio autorizzare provvedimenti severi
contro quelli che non rispettano le leggi.
Per un obbiettivo comune, un Paese comune.
La nostra nazione! Giusto?
- Perciò siamo qui. - Sì.
Andiamo, Christian non si trova.
Cosa succede?
- Jon, che succede? - Non troviamo Christian.
- Al suo appartamento? - Non c'è.
- Il campeggio? - Vuoto.
Abbiamo trovato solo l'attrezzatura per le intercettazioni.
Come è possibile?
Ieri lo tenevamo d'occhio.
Non può sparire così.
Dobbiamo contattare tutti quelli
con cui ha parlato tra i Figli di Danimarca
famiglie, amici, tutti quanti.
Subito.
Stasera, Martin Nordahl va al potere.
Stasera, noi andremo al potere.
Ma prima dobbiamo ripulire il gruppo.
I traditori sono ovunque, a volte si nascondono bene.
- Devo andare in bagno. - No, stai seduto!
- Devo pisciare. - Prendetelo.
- Non ho fatto nulla! - Seduto!
- Questo, signore e signori... - Lasciatemi!
- Questo è un animale schifoso! - Non toccarmi!
- Resterà qui. - State lontano!
- Che cosa sei? - Non è divertente.
- Dicci che cosa sei. - No!
- Lasciatemi stare. - Spogliatelo!
Lasciatemi.
C'è dell'altro.
Io...
- Io ho... - Su, dillo.
Ho tradito la nazione, ma adesso non posso più farlo.
E perché l'hai fatto?
- Non frignare, dillo! - Sono un traditore.
Il nostro Paese è invaso da pakistani e mussulmani.
- Cos'hai detto? - Sono un traditore.
Sei un traditore, Tobias?
- Sono... - Più forte!
Sono un traditore!
Un fottuto traditore, va bene?
Calmati ora, calmo.
- Odio i porci come te. - Tagliagli la lingua!
- Apri! - Lasciatemi!
- Lasciatemi! - Tagliategli la lingua!
Lasciatemi! No, non...
Jon, ascolta.
Abbiamo perso il controllo.
- Dobbiamo fare qualcosa. - Lo stiamo facendo.
Non abbastanza.
Dobbiamo contattare Martin Nordahl.
Cosa c'entra lui?
Non li hai sentiti parlare di lui?
Martin Nordahl non può farne parte.
Martin Nordahl ne fa già parte.
Se non altro, può calmare le acque col discorso d'insediamento.
Su, Jon! Adesso!
- Andrò a parlare con lui. - Vengo con te.
- Per favore torna alla tua famiglia. - No.
Manda una pattuglia a casa mia, io vengo con te.
Sembra una storica vittoria per il Movimento Nazionale.
Con il 70% dei voti conteggiati, pare in netto vantaggio,
con risultati superiori ai sondaggi.
Stiamo aspettando il leader Martin Nordahl,
curiosi di capire come attuerà le sue promesse elettorali.
Ciao tesoro, sono io.
Speravo rispondessi.
Volevo solo dirti che sto bene, faccio tardi. A dopo.
Il Movimento Nazionale non ha indicato il candidato,
ma dopo questo risultato, sembra che Martin Nordahl,
diventerà il Primo Ministro.
Avremo altre notizie a breve,
quando parlerà alla festa per la vittoria.
Stiamo aspettando Martin Nordahl,
per sapere come intende cambiare le leggi
dopo la vittoria schiacciante del suo partito.
Stiamo correndo un grosso rischio, Malik. Devi lasciar parlare me.
- Hai capito? - Sì, lo capisco.
- A tutte le persone... - Il Primo Ministro è in pericolo?
E' una situazione piuttosto comune.
Forniamo indicazioni al potenziale Primo Ministro.
Jon Frederiksen?
Jon è qui.
- Avanti. - Grazie.
Buonasera.
Dì a tuo padre che ha visite.
- Papà, hai visite. - Lo vedo.
Ora devo lavorare, ma dopo andiamo alla festa.
- Sei contento? - Sì.
Martin Nordahl sarà Primo Ministro della Danimarca.
Perdoni l'intrusione, ma è importante.
Capisco.
L'ultima volta che ci siamo visti mi avevi salvato la vita.
Ci sono altri problemi?
Venite, sediamoci.
- Come posso aiutarvi? - Abbiamo perso un agente.
Era infiltrato tra i Figli di Danimarca e abbiamo perso i contatti.
Tutti i recenti attacchi con l'acido
a danno delle minoranze
sono stati coordinati da i Figli della Danimarca.
Pensiamo vogliano fare altri attacchi su larga scala
contro vari obbiettivi, stanotte.
Che obbiettivi?
Stiamo cercando di capirlo.
Immigrati, mussulmani, non importa esattamente dove, basta colpire.
E cos'ha a che fare con me?
Tutto.
Tutto?
Quello che Malik sta cercando di dire
dalle informazioni raccolte,
i membri del gruppo la prendono a modello.
Se la Danimarca si sta svegliando...
Basta stronzate.
Della gente morirà mentre le idorme tranquillo.
- Malik. - Tutto bene.
Lei mi piace.
Non è come gli altri.
Ma quello che pensano quei fanatici neonazisti non ha a che fare con me.
Quindi chiudiamo questa conversazione prima che vada troppo oltre.
So che ne ha fatto parte,
partecipando ad azioni violente.
Sono solo ipotesi. Le chiedo scusa.
Non deve.
E' vero.
Sì,
L'ho fatto.
Ma ero giovane e stupido,
lo eravamo quasi tutti, ma abbiamo imparato delle cose.
Pensa che abbia importanza?
Mi guardi ora.
Proteggo la mia nazione.
Deve fermarli.
La prego.
Le chiediamo solo di moderare la sua retorica.
Di calmarli, anziché incitarli a compiere attacchi.
Il mio problema non sono loro. Sono sintomo di qualcosa più grande.
Volete che li fermi? Fermatevi voi.
Il problema è il numero crescente di immigrati e mussulmani.
Guardatevi attorno, quanti problemi provocano.
Siamo in guerra e dobbiamo difenderci.
Queste persone non faranno mai parte della nostra società.
Li abbiamo difesi, accolti, viziati, per cosa?
Lei mi deve la sua vita.
Io non le devo niente.
Potete andarvene adesso?
- Può dirci... - Niente dichiarazioni.
Malik?
- Vai a riposare. - Dev'esserci qualcosa che possiamo fare.
- Dobbiamo impedire il discorso. - Non possiamo farlo.
E' per la sicurezza nazionale,
della mia famiglia.
Vai a casa dalla famiglia.
Ora non possiamo fare niente.
Ti tengo informato.
Malik, guardami!
Devi andare a casa.
Va bene?
D'accordo.
Ci vediamo.
Tienigli le gambe!
Forza!
Lasciami!
- Non può passare. - Spostati, abito qui.
- Cosa è successo? - Ha la faccia corrosa dall'acido.
- Tesoro! Guardami. - Abbiamo un'ambulanza e...
- Toglimi le mani di dosso! - La stiamo aiutando.
- Parli con la polizia. - Dov'è mio figlio?
La signora è sotto shock.
- Dov'è mio figlio? - Respiri.
Per favore si calmi.
Dov'è mio figlio?
Mi dispiace.
Mi dispiace.
Sono quasi sicuro che Martin Nordahl sia qua.
Abbiamo visto arrivare la sua auto,
il vincitore delle elezioni. Molti erano sorpresi.
Grazie. Grazie molte.
Un commento ai risultati?
Sono fiero, un uomo felice
che ha ascoltato la voce del popolo.
- E futuro Primo Ministro? - Sembrerebbe.
Porterà avanti le sue controverse proposte?
Non sono controverse, sono necessarie!
- Come pensa di attuarle? - Ora godiamoci la festa.
Vi darò più dettagli domani.
- Complimenti. - Grazie.
Grazie.
Grazie. Grazie infinite.
La Danimarca è un Paese piccolo, semplice, di cui siamo parte.
Così è troppo affermare che è la nostra nazione?
E' troppo dire che la Danimarca appartiene ai danesi?
Perché la Danimarca dovrebbe farsi carico dei problemi del mondo?
E' un giorno storico per la Danimarca.
Molti non hanno creduto in noi.
Alcuni hanno pensato
che siamo un fenomeno che si sarebbe esaurito.
Ma ora siamo qui
e non ce ne andremo. Non siamo un problema, ma la soluzione.
Dobbiamo guardare la realtà,
troppo a lungo, per compassione,
abbiamo accettato atrocità.
Ora non più.
Come nazione,
abbiamo sofferto nel terrore
per aver accolto persone sbagliate.
La nostra ultima speranza,
è usare ogni mezzo a disposizione,
Per non veder più morire persone innocenti.
Oggi, ci riprendiamo l'orgoglio.
Iniziamo la lotta per rimettere a posto la Danimarca.
Stasera, mostreremo che i danesi
hanno il comando in Danimarca!
Stasera, ci riprendiamo la Danimarca!
C'è solo una civiltà.
La nostra.
Cinque.
Quattro.
Tre.
Due.
Uno.
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