Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovenian
Somali
Spanish
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Ieri, signor Agnelli, ha detto in un discorso
che senza ombra di dubbio, il sistema in Italia è sull'orlo del collasso.
Cosa le succederebbe se l'Italia arrivasse al collasso?
GIANNI AGNELLI "L'Avvocato" Presidente FIAT (1966-1996)
Questa è una domanda estremamente difficile a cui rispondere.
Lei parla di collasso, io penso a cosa mi succederebbe
se i comunisti prendessero il potere in Italia?
Se l'Italia diventasse come i paesi dell'Est Europa?
Cioè, se ciò che chiamiamo Eurocomunismo
significa che anche l'Italia diventerebbe un paese europeo,
come lo sono i paesi dell'Est Europa,
non credo che vorrei vivere in Italia in quelle circostanze.
- Una cosa... - Ma proverei a lottare il più possibile
affinché queste circostanze non avvengano.
"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi."
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo
Nel corso degli anni '70, l'Italia si trovava in uno stato di agitazione politica.
Dei terroristi radicali uccisero politici, giudici e cittadini innocenti.
Gianni Agnelli, conosciuto in Italia come "L'Avvocato",
Gianni Agnelli, conosciuto in Italia come "L'Avvocato", bilanciava il caos.
HENRY KISSINGER Ex Segretario di Stato USA
Ho sempre detto che era pericoloso pensare qualcosa in sua presenza,
perché l'avrebbe capita.
Aveva la straordinaria abilità
di capire
le vibrazioni
degli eventi.
Se non si è italiani,
per capire
cosa fosse Gianni Agnelli per l'Italia,
bisogna tornare ai primi anni '50.
Dopo la guerra,
Voce di GIORGIO GARUZZO Ex dirigente FIAT
l'Italia era quasi completamente distrutta.
Niente ponti, niente fabbriche,
disoccupazione alle stelle.
La gente era davvero poverissima.
Si moriva giovani a causa della mancanza di assistenza sanitaria.
Poi, all'improvviso, successe qualcosa.
Era il cosiddetto:
il miracolo economico.
All'improvviso ci fu un boom economico, nacquero molte industrie e aziende
VENDELINE VON BREDOW Giornalista, The Economist
e c'era un sacco di energia per la ricostruzione.
L'Italia divenne uno dei più grandi
Paesi industrializzati del mondo.
La rinascita industriale dell'Italia è la FIAT.
E cambiò l'Italia completamente.
Negli anni '50, molte persone vennero
in Italia settentrionale.
Le fabbriche nascevano come funghi.
A migliaia. Davvero, a migliaia.
Quindi, le persone avevano
stipendi, pensioni,
assistenza sanitaria, e l'assistenza sanitaria della FIAT era ottima,
scuole per i bambini.
Alloggi FIAT, campi estivi FIAT,
asili FIAT, campi sportivi FIAT.
E, finalmente, avevano un'auto.
FIAT mise l'Italia intera
MARIA SOLE AGNELLI Sorella di Gianni
su quattro ruote.
In ultima analisi, tutto questo era incarnato
nella mente degli italiani
dalla famiglia Agnelli e in particolare da Gianni.
Era coinvolto in tutto ciò che amavano gli italiani:
sesso, automobili e sport.
ISABELLA RATAZZI Nipote di Gianni
Aveva il calcio, con la Juventus.
Aveva la Ferrari con le automobili.
Non bisognava perdersi Gianni Agnelli.
Le persone avrebbero pensato che se lo fossero inventato.
REINALDO HERRERA Amico di Gianni
DIANE VON FÜRSTENBERG Nipote di Gianni
Tutte le donne erano innamorate di lui.
Tutti gli uomini volevano essere lui.
GIANNI RIOTTA Giornalista, La Stampa
Era stato un playboy da giovane,
ma nessun italiano per bene era turbato dalla cosa.
Era un uomo pieno di idee.
Per molti italiani diventò
il simbolo di ciò che l'Italia poteva fare,
il simbolo della rinascita italiana.
HBO presenta: "Agnelli"
Traduzione: Superpiffer, patriz2310 el_posi, itsonlyrockandroll
Traduzione: Winston101, DaughterOfGloin whatsan, tstn431, JulyChan
Revisione: chizpurfle
:: Italiansubs :: [www.italiansubs.net]
Parte I L'ascesa della FIAT
Stabilimento FIAT del Lingotto Torino, Italia
Il nonno di Gianni era il senatore Agnelli,
Senatore Giovanni Agnelli Fondatore della FIAT
ed era il fondatore della FIAT.
Molto presto capì che la produzione di massa
era il futuro dell'industria automobilistica.
E fu largamente ispirato dalle case automobilistiche americane.
VALERIO CASTRONUOVO Autore e storico
Era un uomo molto sveglio.
Quasi senza scrupoli.
L'imprenditore senza scrupoli per antonomasia in Italia.
FIAT crebbe e si espanse
nei settori dei camion, degli aeroplani e dei treni.
JENNIFER CLARK Giornalista
Diventò il pilastro dell'industria italiana.
Torino, Italia
Gianni fu cresciuto a Torino.
Aveva quattro sorelle e due fratelli.
Constance Parker era la tata inglese.
Dovevamo sempre camminare con la signora Parker a Torino.
MARIA SOLE AGNELLI Sorella di Gianni
Fianco a fianco, ci portava a passeggiare tutti i giorni
almeno per un'ora.
Con il freddo, con la neve, con il vento.
Bisognava comportarsi particolarmente bene
perché si era un Agnelli.
Ma Gianni era davvero disobbediente da bambino.
Era un monello.
Rompeva tutti i miei giocattoli e qualsiasi altra cosa.
CONTESSA CRISTIANA BRANDOLINI Sorella di Gianni
La cosa non mi piaceva affatto.
Gli piaceva stuzzicare.
Per tutta la vita è stato un burlone.
Stuzzicava tutti noi. Avevamo i capelli lunghi
e lui li tirava ogni volta che passava.
Ma a parte questo era davvero gentile.
Era affascinante e attraente.
Donne.
Auto e donne.
Erano decisamente cose per lui.
Sua madre, Virginia Bourbon del Monte,
Donna Virginia Bourbon del Monte Madre di Gianni
era stravagante, eccentrica.
Aveva un leopardo come animale domestico.
Direi che era
LAPO ELKANN Nipote di Gianni
la parte più pazza della famiglia.
Era abbastanza promiscua.
Per essere una donna dei suoi tempi, era davvero fuori dal comune.
Scandalizzava la società europea.
Il padre di Gianni, Edoardo, era interessato alle arti.
Gli piaceva il teatro e gli piaceva la letteratura.
Aveva poco più di 40 anni
ed era arrivato in volo a Forte dei Marmi con un idrovolante.
Aveva appena tolto la cintura di sicurezza.
Colpì un tronco
si capovolse e Edoardo fu decapitato dall'elica dell'aereo.
Il senatore andò in obitorio per riconoscere suo figlio.
Ne fu devastato.
Lasciò sette bambini e una moglie giovanissima.
Gianni era il più grande e fu costretto
ALAIN ELKANN Genero di Gianni
ad affrontare la cosa.
Si costruì intorno un'armatura.
Suo nonno
praticamente lo adottò
e diventò la persona più importante della sua vita.
Insegnò a Gianni come dirigere la FIAT
e fece in modo
di consegnare l'azienda a Gianni come unico erede.
Gianni andò in America per la prima volta nel '38.
Fu sconvolto da quanto gli Stati Uniti fossero moderni
e quanto l'Italia fosse arretrata.
Lo stabilimento Ford di Detroit era una città a sé stante
con i suoi enormi altoforni e le ciminiere.
In quel periodo, l'America era
VENDELINE VON BREDOW Giornalista, The Economist
senza dubbio la numero uno nel mondo
in termini di industria, forza militare, in tutti gli aspetti
e gli fece una grossa impressione.
Pensava che New York fosse la città più bella del mondo.
LUPO RATTAZZI Nipote di Gianni
Amava l'America. Diceva:
"Sono pro-America fino al midollo".
Gianni andò in guerra.
Lo sentiva come un dovere.
Doveva essere leale al Re
DON NICOLA CARACCIOLO Cognato di Gianni
e agli ideali dello Stato Italiano.
Ma avevamo il presentimento che sarebbe stato un errore.
Mio nonno cercò di fermarlo,
ma Gianni disse: "No, è la guerra
e preferisco andare contro i Russi".
Era un Ufficiale di Cavalleria, una carica niente male.
Pensava che un Agnelli dovesse avere coraggio
e lui era un uomo coraggioso.
Disse che fu un'esperienza molto triste.
"Molti soldati con i quali ho combattuto, sono morti.
Non voglio ricordarlo".
Non aveva fatto la guerra seduto nei salotti,
elegante nella sua bella uniforme.
REINALDO HERRERA Amico di Gianni
Aveva fatto la guerra.
Gli abitanti di Napoli
vedono arrivare Inglesi e Americani
e impazziscono.
Natale 1945.
Fu un Natale molto triste.
Eravamo tutti a Torino in una casa
che per metà fu bombardata.
Mia madre morì in un incidente d'auto.
Eravamo tutti molto addolorati.
Al termine della guerra, il nonno di Gianni
venne accusato di essere un collaborazionista.
Un'accusa offensiva e falsa.
Mio nonno era ancora vivo
e, devo dire, venne trattato molto male
dai nuovi antifascisti,
il Comitato di Liberazione Nazionale.
Decisero che mio nonno doveva lasciare la FIAT.
Per lui fu motivo di profonda tristezza.
Il nonno non poté lavorare nella sua azienda, nel dopoguerra,
e morì di dispiacere per questo.
Andava con la sua auto fino alla fabbrica, la guardava
e diceva: "Perché non mi vogliono? Perché non mi vogliono?".
Aveva dato tutta la sua vita per la FIAT.
Prima che il senatore morisse,
venne scagionato dall'accusa
di collaborazionismo con i fascisti.
Ma, fino ad allora, fu un uomo distrutto.
Morì senza mai aver fatto ritorno in fabbrica.
Per il funerale di mio nonno
chiedemmo se fosse possibile fermarci
davanti alla FIAT.
Ci risposero di no.
Un uomo che aveva assunto un ruolo fondamentale
nel capitalismo italiano
e il cui funerale venne ignorato da così tante persone?
Fu molto doloroso,
soprattutto per Gianni che si sentiva responsabile
per il suo nome e la sua reputazione.
Il nonno morì con disonore,
la fabbrica venne bombardata
e Gianni espresse la sua preoccupazione
nel vedere un mare di bandiere rosse
nelle manifestazioni pubbliche.
Era un uomo molto inquieto.
Gli Alleati volevano confiscare la FIAT
ma gli Americani erano più preoccupati
per la crescente influenza dei Comunisti sull'Europa.
E Gianni portò avanti l'idea che la FIAT potesse essere d'aiuto.
Attraverso il suo fascino
e il suo inglese perfetto,
Gianni ebbe un ruolo fondamentale nel salvataggio della FIAT.
Fu capace di dire agli Americani
"La FIAT è italiana. È torinese.
Vogliamo che resti qui".
Ricostruzione delle fabbriche della FIAT.
EZIO MAURO Ex caporedattore di La Stampa e La Repubblica
Finita la guerra, quando fu chiaro
che gli Agnelli avrebbero tenuto il controllo della FIAT,
arrivò il momento di chiedersi chi sarebbe stato a dirigerla.
Vittorio Valletta fu una di quelle persone
VITTORIO VALLETTA Presidente della FIAT (1946-1966)
che vivevano per l'azienda.
Gianni fu molto saggio nel riconoscere
che Valletta dovesse essere il presidente della FIAT.
Valletta vedeva Gianni come un principe da servire.
Ma sapeva bene che, in quel momento,
Gianni non avrebbe potuto dirigere la FIAT.
Aveva un gruppo di amici,
coi quali aveva combattuto in guerra, che provavano angoscia
e che pensavano che le uniche cose rimaste da fare fossero divertirsi,
andare con le donne, bere, avere un'auto e così via.
E all'inizio del dopoguerra il comportamento di Gianni fu quello.
Valletta disse a Gianni: "Divertiti per un po'.
E quando arriverà il momento,
ti darò la FIAT".
E Gianni si divertì,
devo proprio dirlo.
Parte II La Dolce Vita
IL SUD DELLA FRANCIA
Il sud della Francia era in fermento per l'arrivo di Gianni.
Il sud della Francia era assai spensierato.
Molto dissoluto, se posso dirlo.
LEE RADZIWILL Cognata di JFK
C'erano tutti: da Somerset Maugham
ad Elsa Maxwell, da Ranieri e Grace
ad Ari Onassis con il suo yacht.
Era un'enorme festa privata.
Quando incontrai Gianni per la prima volta, ero molto giovane.
Ero nell'ambiente tennistico, ma non stava andando molto bene,
TAKI THEODORACOPULOS Amico di Gianni
ed ero andato nel sud della Francia a fare una pausa.
Rimasi incantato dal carisma e dal fascino di Gianni.
Modi semplici e cordialità,
non c'era arroganza.
Ero in Europa a sfilare per Chanel.
Ho conosciuto Gianni grazie ad Onassis.
Era fatto di cocaina, ubriaco e non lo sapevo.
JACKIE ROGERS Stilista
Iniziò a corteggiarmi in maniera ostinata,
ed era molto attraente,
Così andammo a casa sua
e lì passammo la notte.
Gianni era irresistibile.
Era impossibile non sentirsi sedotte da lui.
DIANE VON FURSTENBERG Stilista
Impossibile.
Gianni era pieno di flirt,
circondato da stelle del cinema.
Ci sono tre cose che mi piacciono di più...
amore, amore e amore.
Anita Ekberg era divertente e pazza.
Era pazza di Gianni.
Frequentavo un decoratore d'interni.
Disse: "Andiamo da Gianni Agnelli al Grand Hotel.
So che è con Anita Ekberg".
Risposi: "Fantastico".
Perciò andammo in hotel.
Gianni non chiudeva mai la porta.
Le luci erano soffuse
e si sentiva della musica.
Ed ecco Gianni a letto con Anita Ekberg.
Iniziammo a ridere,
accendemmo le luci e lei iniziò a rincorrerci
giù nella hall, completamente nuda, con quei seni enormi.
Il mattino seguente, Gianni mi chiamò e disse:
"Oh, l'ho trovato fantastico!"
Diceva sempre che
le signore devono essere trattate come sgualdrine
e le sgualdrine trattate come signore.
Una donna lo troverebbe ripugnante, oggigiorno?
- Oh, non penso proprio. - Ok.
Beh, il problema è che non esiste più nessuno come lui.
Questo è il grande problema.
Perché gli uomini sono così impegnati a fare soldi, che sono di una noia mortale.
E allora cosa hanno da offrire?
Cioè, Gianni era divertente ed entusiasmante.
Era incredibilmente vivo, capite.
Comunque non cercavo una storia d'amore con Gianni Agnelli.
Pensavo fosse un pazzo.
Una cosa che Gianni amava fare era gettarsi da un elicottero
e tuffarsi in mare.
È così che avrebbe iniziato il suo weekend.
Quando ero molto, molto piccolo, ricordo che arrivò in questo hotel, l'Hotel du Cap,
JEAN PIGOZZI Amico di Gianni
con il suo elicottero.
Lui saltò giù e poi nuotò verso riva.
Aveva una grande forza fisica
che rischiava quasi di diventare...
praticamente...
suicida.
Cresta Run Saint Moritz, Svizzera
Gianni amava fare la Cresta Run.
Sali su un toboga e ti lanci lungo una discesa a qualcosa come 160 chilometri orari.
Sapete, una volta gli dissi: "Ma perché non vai...
sull'Empire State Building e ti lanci di sotto?"
Aveva un'elevatissima considerazione del coraggio come concetto astratto,
e lo dimostrava ogni giorno, guidando la sua auto.
Quella era un'esperienza che ti faceva drizzare i capelli.
Ci sono molti modi per morire e non credo che un incidente sia il peggiore.
Ce ne sono alcuni infinitamente più noiosi e sgradevoli.
Sono stato molte volte in auto con lui.
CARLO DE BENEDETTI Ex AD di FIAT
Un'esperienza terribile, terrificante. Veramente terrificante.
Guidava sempre come se fossimo
in una gara di Formula Uno,
nonostante noi ci trovassimo a Torino.
ANNA MUCCI Ex amante
Lui era...
completamente pazzo.
Ignorava assolutamente i poliziotti,
andava contromano.
Passava col rosso e senza guardare se venisse qualcuno.
MARINA CICOGNA Amica di Gianni
Quando guardi queste cose nei film pensi sia una montatura.
Ma con Gianni era tutto vero, lui era fatto così.
Gli dissi: "Stammi a sentire, stronzo, se proprio vuoi morire sulle montagne
e fare cose del genere, non devi costringere anche gli altri a farlo.
Quindi non ti rivolgo parola per le prossime ventiquattro ore."
MARINA BRANCA Amica di famiglia degli Agnelli
Aveva una bellissima Ferrari nuova.
Come una stupida. Cercavo sempre di non andarci.
Chiunque stesse vicino a lui
ne restava assolutamente incantato.
"L'Avvocato!"
Cioè, era assurdo, una pura follia.
Ed ecco arrivare la sposa, l'onorevole Pamela Digby, giovane diciannovenne.
Lo sposo, il signor Randolph Churchill è arrivato con il suo reggimento.
Tra spade e sorrisi, la sposa sta avendo qualche problema con il cappello piumato.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale,
Pamela Churchill...
chiese il divorzio a Randolph Churchill,
il figlio del primo ministro.
Era un ubriacone
ed era detestato da tutti.
Perciò aveva bisogno...
SALLY BEDELL SMITH Autrice e storica
di fare nuove conquiste.
Andò ad un gran ballo, ospitato da Aly Khan,
uno dei più grandi playboy del mondo occidentale.
Lui e Pamela cominciarono questa relazione,
ma ad un certo punto
accadde che lui...
mise gli occhi su Rita Hayworth,
e si innamorò perdutamente di lei.
Stava cercando di capire come liberarsi di Pamela,
e ne venne a capo con questa soluzione brillante.
Aly Khan voleva sbarazzarsi di lei.
E trovò in Gianni un'ottima occasione.
Il grande amico di Aly Khan, Gianni Agnelli, il suo amico playboy,
arrivò in barca...
Chateau de l'Horizon di Aly Khan
puntò gli occhi su Pamela
e disse: "Buongiorno."
Stava andando a fare un giro in barca.
La invitò ad andare con lui, e da lì gli rimase accanto.
Fu un'abile mossa politica da parte sua.
Non dimenticate che era il secondo dopoguerra
e l'Italia era stata alleata con le potenze dell'Asse.
Usare il nome Churchill aiutò tantissimo.
Erano l'uno la pedina dell'altro.
Stava imparando ad essere un personaggio politico.
E questo Pamela lo capì.
Lei divenne un pigmalione per Gianni.
Lei voleva che lui si facesse strada,
così sarebbe diventata, ufficiosamente, la regina d'Italia.
L'alleanza con Churchill fu molto preziosa.
Grazie a questa si riuscì a stabilire un collegamento con Washington
e a ripulire la reputazione della FIAT.
E questa fu l'azione più importante che lei compì.
Lui la trattò con incredibile generosità.
Comprò a Pamela un appartamento nel più bel quartiere di Parigi.
Le mise a disposizione un maggiordomo e una Bentley,
con tanto di autista.
E aprì conti presso le migliori case di moda.
Lei si convertì al Cattolicesimo
perché si rese conto che fosse assolutamente necessario
far sì che Gianni la sposasse.
Ma questa cosa non andò in porto.
Spesso lui andava in queste "case libere", così le chiamiamo,
per cercare di rimorchiare qualcuno.
Pamela era via.
Gianni notò questa donna stupenda,
Anne-Marie d'Estainville.
Passarono la notte insieme.
E, mentre stavano abbracciati sulla terrazza,
chi poteva mai comparire,
se non Pamela?
Lei andò di matto,
e scagliò qualcosa contro loro.
Continuava a urlare e chiamare Anne-Marie,
che era una bellissima ragazza innocente,
una prostituta e via dicendo,
decisero di...
di andare immediatamente via di lì,
quindi corsero subito all'auto di Gianni.
Gianni era come in uno stato di agitazione.
Aveva qualcosa che non andava.
Era... sotto l'effetto di sostanze.
Era pieno di coca fin sopra i capelli. Molto spesso era veramente strafatto.
Si drogava spesso quando era giovane. Le chiamava...
"le grandi notti bianche", "les grandes nuits blanches".
Stava andando fortissimo
e si schiantò contro un camion per la macelleria.
Fu davvero un brutto incidente.
La ragazza non si fece niente e scappò via,
ma Gianni finì in ospedale.
Gianni aveva diverse fratture a una gamba.
Era molto gonfia.
Era
in cancrena.
Dovette stare a letto per due mesi,
con la gamba sollevata e sotto antibiotici.
Devo dire che non l'ho mai sentito lamentarsi.
Pamela si precipitò al suo capezzale.
Ma le sue quattro sorelle non potevano tollerarlo.
Non mi piaceva un granché. Era un po' troppo prepotente per i miei gusti.
Lei e le sue sorelle eravate protettive nei confronti di Gianni?
Protettive proprio no, ma...
Come posso spiegarle?
Preoccupate.
Molto preoccupate.
Le sorelle presero in mano la situazione.
Due delle sorelle, Cristiana e Maria Sole,
erano molto amiche della principessa Marella Caracciolo.
Marella faceva parte della famiglia Caracciolo,
BOB COLACELLO Giornalista
che erano aristocratici napoletani.
Quasi una famiglia reale.
Quartiere Trastevere, Roma
Avevo una casa a Trastevere,
che si trovava proprio dietro casa di Marella.
E a quei tempi ero molto fortunata perché avevo una macchina
e sapevo guidare.
E ogni volta che uscivo di casa, portavo Marella con me.
Tutti i miei amici volevano sposarla.
E Gianni diceva sempre che era una ragazza adorabile.
Conobbe Gianni subito dopo la guerra
e si innamorò perdutamente di lui.
Quando le sorelle la chiamarono, si precipitò subito a Firenze,
per andare a trovarlo in ospedale.
Stava sempre con noi e ripeteva:
"Oh, Gianni". Lo cercava in continuazione,
pensava sempre a Gianni,
andò avanti così per cinque anni e alla fine lo conquistò.
Strasburgo, Francia 1953
Mia madre pensava fosse uno spirito troppo libero
per essere un buon marito.
Non le piaceva per niente.
Lo chiamava: "Quell'orribile ragazzo."
Aveva la reputazione di donnaiolo.
Era quello che voi definite "Don Giovanni".
Sicuramente.
Ma anche se affermava che solo le cameriere si innamorano
Gianni era profondamente innamorato di Marella, allora.
Marella passò i primi mesi
stesa sul divano
MARELLA CHIA CARACCIOLO Nipote di Marella
a bere succo d'arancia e a leggere libri di poesie francesi.
Gianni era sempre più preoccupato,
di avere una moglie così sciatta.
E così chiamò
la contessa Lily Volpi a Venezia.
Possedeva Palazzo Volpi e organizzava le feste migliori e le migliori cene.
Palazzo Volpi, Venezia
E mandò Marella laggiù,
a fare un corso intensivo su come occuparsi della casa.
Passò giorni terribili con quella... quella vecchia strega.
Allora capì che
aveva un lavoro da svolgere,
oltre a essere innamorata e ad avere un marito.
Durante i primi anni vivevano a Torino,
ed ebbero due figli.
Gianni chiamò suo figlio Edoardo, come suo padre.
Era felicissimo
della nascita di quel bambino.
Venne a trovare mia figlia e disse: "Ah,
ha la stessa età di Edoardo". Capisce, faceva paragoni.
Ed era una cosa che non avevo mai visto fare a Gianni.
Gianni aveva comprato "La Leopolda".
Era una casa immensa.
C'era praticamente un salottino dietro l'altro.
Fu usata per il film "Scarpette Rosse".
Era enorme e su più piani.
Marella e Gianni ospitarono praticamente tutti.
Re, capi di stato.
Erano considerati una coppia di altissima classe
VALENTINO, stilista
in tutto il mondo.
Essere invitati a casa di Gianni era sempre...
chiunque...
voleva essere invitato. E Marella
l'aveva arredata molto bene quella casa.
Voi non avete idea. All'epoca, gli americani che volevano stare
al passo coi tempi.
Villar Perosa, Piemonte
imitavano
lo stile...
E tutto quel che girava intorno alla casa degli Agnelli.
Gianni aveva buon gusto.
Era letteralmente ossessionato dall'estetica.
Fin da subito
ha avuto questa incredibile connaissance dei quadri.
Adorava Balthus.
Molto prima che Balthus fosse ammirato dal grande pubblico.
BRUNO BISCHOFRERGER Commerciante d'arte e gallerista
La prima cosa che comprò da me
furono due dei primi Warhol dipinti a mano
Uno era un Batman coloratissimo.
Era una cosa che lo attraeva moltissimo.
Lo teneva con grande cura e lo aveva sempre con sé,
in una delle sue stanze, da qualche parte.
Che cos'è una garçonnière?
Una garçonnière è un posto dove gli uomini vanno
e che gli serve per incontrare le loro amanti.
La garçonnière era un modo per mantenere la riservatezza,
e per evitare...
per evitare...
scandali.
E Gianni ne aveva un paio?
Ne aveva da tutte le parti.
Villa Bona è una residenza in stile italo-giapponese a una sola stanza
per scapoli,
disseminata da sculture di Lynn Chadwick e Henry Moore
da far invidia a molte città.
A volte vengo qui a pranzo con delle persone e organizzo qualche riunione con quelli
che non vogliono né venire in ufficio e né passare per i canali ufficiali.
Ho notato che è piena di pop art.
È solo uno scherzo.
Credo sia il sorriso o la bocca di Marilyn Monroe,
ma credo che faccia sentire le persone
di buon umore, se ci stanno intorno.
Se mi sento
nervoso, agitato
o eccitato o in uno di quegli stati d'animo
in cui ci si può trovare, se hai l'occasione di guardare qualcosa di meraviglioso,
ti senti sempre estremamente calmo ed equilibrato.
PAOLO PEJRONE Giardiniere
Gli Agnelli erano sempre il metro di paragone nello stile.
Il modo in cui vestivano era l'emblema dell'emblema.
Marella
di solito veniva all'atelier
per comprare qualche vestito
di Valentino.
Vestiva in modo molto semplice.
Ma, capisce, aveva quella taglia fantastica.
Il collo lungo, le bellissime gambe.
E le stava tutto benissimo.
Gianni viveva per lo stile.
Lo stile significava tutto per lui.
Il suo modo di vestire era molto riconoscibile, aveva molto buon gusto
JAS GAWRONSKI Amico di Gianni
e ci teneva davvero molto.
Gianni portava sempre la cravatta così.
Come poteva uno che porta la cravatta così essere l'uomo più elegante d'Italia?
Eppure era l'uomo più elegante d'Italia.
Era vanitoso?
Tutti cercavano di imitarlo,
portando l'orologio sul polsino della camicia.
Un piccolo particolare.
Avevo vent'anni
e lui l'aveva appena fatto. Lo vidi e pensai: "Un'ottima idea."
Ha mai visto altra gente che lo imitava?
Tutti.
Chi non lo imitava?
Lo imitai anch'io.
Una parte consistente dello stile e dell'estetica di Agnelli
stava nel non mostrare che si stesse cercando di avere stile.
Era come se la festa fosse appena finita, no?
Come avessero indossato la prima cosa trovata nell'armadio appena svegli,
e avevano un aspetto divino.
Facevano tutto con disinvoltura e grazia,
senza impegnarsi troppo.
Era un uomo
con una gamba praticamente distrutta. Sciava con un tutore.
Aveva un'eleganza assoluta ed era il più veloce di tutti.
Quella grazia l'avevano sia lui che Marella
e la gente che li frequentava cercava in qualche modo di imitarli.
STUART THORNTON Il maggiordomo
Qual era la differenza tra gli Agnelli e una famiglia aristocratica inglese?
Beh, certamente loro erano molto più affabili.
Quando il duca scendeva e passava
dovevamo metterci con la schiena al muro e abbassare lo sguardo,
mentre col Signor e la Signora Agnelli
eravamo parte della famiglia.
Quando lasciai mia moglie
e dichiarai di essere gay,
la prima persona a cui lo dissi fu il Signor Agnelli.
Glielo dissi subito perché volevo che sapesse
e perché vivevo in casa sua. Facevo...
facevo parte della famiglia.
Lui aveva il diritto di sapere.
Cosa gli disse esattamente?
Che mi ero trovato un fidanzato.
Lui non disse granché...
Non era affatto interessato alla cosa.
O meglio, finse di non essere interessato.
Perché la prima cosa che fece fu girare l'angolo, prendere il telefono,
chiamare il Duca di Beaufort
e dirgli: "Stuart è gay!"
Chiamò tutti perché adorava il gossip.
Lo adorava, eccome.
Gianni aveva l'abitudine, con chiunque,
LEE RADZIWILL Cognata di JFK
di aspettare fino alle quattro o alle cinque del mattino
e chiedere: "Ti diverti a Londra"?
Oppure: "Ti diverti, ovunque tu sia?"
E questo povero Cristo era nel mondo dei sogni.
Questa è colpa di Gianni.
In tutti i miei telefoni c'è un tasto "Non disturbare", ok?
È colpa sua.
Perché mi chiamava
alle sei del mattino, ovunque io fossi e diceva: "Ti ho svegliato?" E io: "No, no."
Quando aveva detto quello che aveva da dire riattaccava e basta e tu...
tu restavi lì seduto ad aspettare.
Quando riattaccherà?
Ho una casa in Costa Azzurra
e mi chiamava e chiedeva: "Com'è il mare?"
E io: "Gianni, non ne ho idea... ho sonno."
"Vai a vedere!" E io andavo a guardare dalla finestra
e dicevo: "Il mare è bellissimo." E lui:
"Sei sicuro?" E io: "Sì."
E lui: "Il mio capitano dice che il mare è orribile. Mi racconta sempre balle, ok?"
Poi tornavo a dormire e bussavano alla porta.
"Chi è?", chiedevo, "Gianni", e io... Era atterrato a casa mia con l'elicottero
alle sei del mattino e mi disse: "Ok, andiamo in barca."
La "Agneta" era una barca magnifica, tutta in mogano.
GIULIO MARCONI Il cuoco
Dovevamo andare in barca con qualsiasi tempo.
La barca si inclinava così
e lui era felice.
Aveva una fame insaziabile
di vita, di vita.
Quando c'era lui il ritmo della vita cambiava.
GINEVRA ELKANN Nipote di Gianni
Tutto.
Sprigionava elettricità.
Via, via, via.
Pranzo a Roma, cena a Parigi,
e poi volava di nuovo a Torino. E la mattina dopo andava
in Germania. Era sempre, sempre, sempre in movimento.
Guidava veloce, si muoveva veloce.
Alla fine della giornata non ricordavi più nulla, perché
avevi visto Roma,
Venezia,
Parigi
e poi di nuovo a casa.
La cosa peggiore era tornare alla tua vita.
Era la cosa peggiore perché stavamo con questa persona
che sembrava James Bond.
E tornare alla tua vita era una delusione enorme.
Appartamento di Gianni, Roma
Nessuno ha mai detto che non fosse malvagio.
C'era molta malvagità: faceva parte del suo incredibile fascino.
Quando arrivarono i Kennedy nel 1961
a Washington esplosero il glamour e la cultura.
Organizzarono una serie
di fantastiche cene e balli in smoking,
il primo dei quali fu nel 1961,
e gli ospiti d'onore erano Gianni e Marella Agnelli.
Agnelli voleva incentivare i rapporti tra America ed Europa,
qualcosa di simile a una comunità atlantica.
Gianni considerava suo compito cercare di mantenere l'Italia
nel blocco occidentale, come membro della NATO,
ROGER COHEN Giornalista, The New York Times
dando uno strattone e indirizzando l'Italia verso la modernità.
Sono venuto in Europa per riaffermare, nel modo più chiaro e persuasivo possibile,
Quartier generale NATO Napoli, 1963
che l'impegno americano per la libertà dell'Europa è affidabile.
Nel 1962
Jackie e sua figlia Caroline
andarono in Italia.
Costiera amalfitana
In quel periodo cominciarono i pettegolezzi.
C'erano fotografie di Gianni e Jackie
seduti insieme o che si intrattenevano insieme sullo yacht.
Gianni aveva una barca, la accompagnò a Capri. C'era questo...
cantante.
Penso che si divertì molto.
Il "New York Daily News" titolò:
"La First Lady nella tana dei pirati"
JFK le mandò un telegramma
che diceva "più Caroline, meno Agnelli."
La leggenda diceva che Jackie fosse un'altra delle sue amanti. Crede siano sciocchezze?
Non lo so. Non...
ma non ne sarei sorpresa, ecco.
Dovrei dirlo?
Forse non dovrei dirlo.
Com'erano Marella e Gianni
con i bambini, da giovani?
Non erano presenti.
Anche... anch'io.
Ho incontrato Margherita solo una volta in vita mia.
MARGHERITA AGNELLI Figlia di Gianni
Ero con suo padre
e a un certo punto
la porta si aprì ed entrò Margherita
completamente...
rasata.
Agnelli la guardò e disse:
"Cosa hai fatto?"
E lei rispose, "Almeno mi hai notata."
E se ne andò.
Quegli anni furono problematici per molte, molte cose.
Parte III Gli Anni di Piombo
Torino, 1966
MICHEL DAVID WEILL Banchiere Ex Chairman, Lazard Fréres
Quando ero membro del Consiglio della FIAT,
mi resi conto...
di quanto lui fosse umile.
Era uno molto ligio al dovere.
Gianni era uno dal respiro molto internazionale,
per cui quando la rilevò, introdusse
la filosofia di pensiero americana nella FIAT.
E fu un bene, perché al tempo
la FIAT aveva davvero bisogno di diventare una compagnia un po' più moderna.
Gianni aveva una grande responsabilità verso l'Italia.
FRECK VREELAND - C.I.A. Ambasciata americana a Roma (1978-1985)
Ciò a cui doveva dedicare la vita
era rendere la FIAT forte.
Questo avrebbe rafforzato l'intera economia italiana, e così avvenne...
L'Italia, sottosviluppata dieci anni fa,
è oggi uno dei competitori più feroci sul mercato.
È questa l'essenza del miracolo italiano.
La FIAT divenne l'azienda automobilistica più importante d'Europa,
piazzandosi davanti anche alla tedesca Volkswagen,
che era sempre stata la rivale storica.
FIAT.
Quarta maggior produttrice nel 1967 dopo i tre colossi americani
General Motors, Ford, e Chrysler.
Nel 1969 la Ferrari,
un tesoro italiano,
era in guai seri.
Ferrari amava le corse.
Per lui, vendere auto era un modo per finanziare
le corse automobilistiche. E...
incontrò delle difficoltà.
JOHN ELKANN Nipote di Gianni Chairman, FIAT Chrysler Automobili
Fu allora che chiese
a mio nonno di aiutarlo.
La Ferrari era in vendita e la Ford era molto interessata.
Per Gianni era impensabile
che la Ferrari non fosse in mani italiane.
L'intera industria automobilistica è indirizzata
verso gli standard di sicurezza americani.
Agnelli, secondo il direttore dello stabilimento,
doveva essere trattenuto dal sedersi nelle auto durante i test.
No. Non c'è male.
La Fiat e Agnelli rappresentano
la nuova sfida europea all'America.
Pronti ad utilizzare nuove tecnologie,
ma attenti alle necessità umane
nel nuovo Stato Industriale.
Superiamo il milione di auto.
Venderò più di un milione... 1.150.000 quest'anno.
Non so se è abbastanza grande,
ma di sicuro è un numero sufficiente
per competere con gli Stati Uniti.
Gianni si stava muovendo verso la fine
del periodo d'oro della FIAT,
che durò sostanzialmente dal 1945
fino a circa il 1967 e 1968.
Poi...
in Italia si diffusero i tumulti.
Parigi, 1968
Le proteste studentesche dalla Francia sono arrivate in Italia,
dove ben presto si sono allargate ai lavoratori.
Milano, 1969
In tutta Europa ci fu...
un sensazione di cambiamento, di evoluzione.
GIORGIO GHIGLIENO Figlio di un dirigente FIAT
L'azienda è sotto forte pressione
da parte dei sindacati di matrice comunista
nonostante il fatto che alla FIAT
sia riconosciuto il possesso di una politica di relazioni industriali
tra le più all'avanguardia in Europa.
L'impulso di Gianni quando si trovava a fronteggiare scioperi
o altri momenti di tensione con i sindacati
era provare a dialogare.
Quando eri a casa di Agnelli
i comunisti, gli esponenti sindacali,
e gli scrittori di sinistra...
e gli scrittori di destra,
erano tutti lì.
DIEGO NOVELLI Sindaco Comunista di Torino (1975-1985)
Provava grande solidarietà verso i lavoratori
e verso la loro condizione.
LUCIANO LAMA Segretario Generale della CGIL
Firmò un accordo mentre il tasso d'inflazione galoppava
indicizzando i salari all'inflazione.
Così ottenne la serenità dei lavoratori.
Il partito di sinistra lo appoggiò.
Molti dei suoi oppositori sostengono che avesse danneggiato
il commercio e l'industria in Italia.
Si giustificava sempre, anche con me,
dicendo: "In quel momento
con la tensione
che caratterizzava il paese,
con la tensione sociale, l'insicurezza politica
un accordo come quello era necessario".
Molte persone erano contro la FIAT a Torino,
ma non contro Gianni Agnelli.
C'era una... una...
MARIO CALABRESI Ex Direttore de La Stampa
una specie di stacco.
Il Signor Agnelli era il proprietario della Juventus,
la squadra di calcio più popolare d'Italia.
A Torino la Juventus, la squadra di calcio della città,
è una delle maggiori squadre italiane.
E una delle responsibilità di essere un Agnelli
è fare sì che la Juventus vinca.
Quest'uomo è il più costoso. Quest'uomo costa un milione di dollari.
Non so se li vale ma è questo quanto costa alla squadra.
Beh dev'essere un'enorme responsabilità per lui.
Dovrebbe esserlo di più, ma non credo gli importi.
- E invece è importante per lei? - Mi piace molto,
e significa molto per la città e significa molto per l'Italia.
I suoi operai erano comunisti.
Quindi durante la settimana combattevano contro di lui,
ma nel fine settimana erano dalla sua parte.
E dovunque andasse c'era qualcuno che gridava: "Oh, Avvocato!
Andiamo, Juventus! Juventus!"
Passavano vicino all'auto, "Juventus!"
Guerra del Kippur, 1973
La FIAT in quel periodo
fronteggiava la crisi del Kippur.
Il costo del petrolio saliva in fretta.
Non vendevano le auto.
Nel 1975, il mercato automobilistico in Italia
era sceso del 40%.
La FIAT era a corto di liquidità.
GIANLUIGI GABETTI Consulente fidato di Gianni
Davvero...
non c'erano più soldi.
Io gli dissi:
"Guardi, signor Agnelli,
se osserva il Conto Economico della FIAT capirà immediatamente
che ci sono troppe persone per quello che possiamo produrre.
Dobbiamo licenziare almeno 60.000 persone".
C'era un eccesso di forza-lavoro.
E Agnelli disse:
"Io non discuto,
ma non sono qui per risolvere i nostri problemi
a discapito della situazione italiana.
Perché se licenzio tutta quella gente,
chi gli offrirà un lavoro?"
A seguito dell'aumento del prezzo del petrolio, la Libyan Arab Foreign Company
divenne molto, molto ricca e colma di petrodollari.
Alla FIAT serviva un afflusso di capitale
e i libici erano interessati.
Gheddafi all'epoca non era visto come un dittatore particolarmente crudele.
Era visto come uno di quegli eccentrici governanti nordafricani.
Solo uno un po' pazzo.
E così, si arriva all'accordo
di vendere il 10% delle azioni della FIAT
a un prezzo enorme.
Crede che sia stata una buona idea?
- No. - No?
Glielo disse?
Sì.
Gianni andò avanti e lo fece comunque.
Fu...
un'iniezione di capitale di 400 milioni di dollari,
che all'epoca erano una somma incredibile.
Per la FIAT fu un ottimo affare.
La Libia era in consiglio d'amministrazione, ma non aveva peso nella direzione della FIAT.
Funzionò incredibilmente tutto liscio.
Una volta arrivati i libici,
mi chiamò e mi disse, "Ascolta...
dimettiti dal consiglio.
Non è cosa gradita ai miei nuovi...
soci, o...
no, non soci, azionisti,
avere in consiglio qualcuno con un nome ebreo,
quindi, gentilmente, arrivederci".
Fa parte anche questo del signor Agnelli...
La sua... durezza.
Era un gentiluomo totalmente privo di sentimentalismi.
E lo apprezzavo! L'ho sempre fatto.
Ma era fatto così.
La FIAT era una sorta di ragion di Stato.
Veniva prima di qualsiasi cosa.
Gianni sapeva che non stava guidando solo un'azienda. Lui guidava l'economia.
Era il re d'Italia.
Su questo, non c'è dubbio.
In quegli anni c'ero,
controllava tutto quanto.
"Controllava tutto quanto." Un attimo.
ENRICO CUCCIA Ex Presidente, Mediobanca
Cuccia controllava tutto quanto.
Milano, Italia
Così come c'era un sistema politico
pensato per evitare
che l'Italia si rovesciasse,
ROGER COHEN Giornalista, The New York Times
esisteva anche un sistema economico, con lo stesso obiettivo.
E questo faceva capo a Mediobanca.
Mediobanca Banca d'affari, Milano
Mediobanca era guidata da una persona straordinaria, il signor Cuccia.
CARLO CALLIERI Ex dirigente FIAT
Se dico che era il ragno nel centro della tela,
potrebbe sembrare eccessivamente sinistro, ma...
è così che era!
In sostanza, era un siciliano.
Faceva sì che le cose accadessero.
Non... non sempre.
Non si sa come facesse.
Cuccia chiamò Agnelli
e gli disse,
"Voglio che assumi un nuovo direttore finanziario
perché non capisco nulla del tuo bilancio e nemmeno tu."
CESARE ROMITI Ex Amministratore Delegato FIAT
È per questo motivo che Romiti entrò in FIAT.
Romiti era soprannominato "Il Duro",
quello tosto.
Romiti era romano
e si sentiva come a casa
in mezzo ai giochi di potere con i politici di Roma.
Gianni invece non era molto a suo agio a fare quelle cose.
Era troppo torinese, troppo uno del nord Italia.
Le trovava sgradevoli.
Non combaciavano con la sua idea di come andrebbero fatte le cose.
Lasciò fare a Romiti il lavoro sporco.
Per questo, più avanti, Romiti divenne così potente,
perché Romiti conosceva tutti i segreti.
A chi era fedele Romiti?
A Gianni o a Cuccia?
Per me, non c'è dubbio
che Romiti lavorò per la FIAT,
ma per conto di Cuccia.
Gli italiani erano di nuovo alle urne.
I comunisti presero più del 33% dei voti.
Fu un'importante vittoria del comunismo
e fu celebrata come tale.
I comunisti conquistarono anche la città di Torino
e la regione Piemonte.
Fu uno shock per il paese.
L'Italia ora ha il partito comunista più grande dell'occidente,
qualcosa come due milioni di iscritti.
Controlla i sindacati e, tramite loro,
controlla le fabbriche e gli uffici nei quali lavorano i membri dei sindacati.
Bologna, Milano, Torino, Firenze,
Napoli, Venezia, Genova, Pisa
e persino il governo di Roma, sono rossi.
MOSCA
Era il centro esatto della Guerra Fredda.
Gli Stati Uniti
con gli alleati NATO,
contro l'Unione Sovietica.
Gli Stati Uniti sono altamente preoccupati
per la presenza del comunismo nel governo italiano.
L'Italia era l'anello debole della NATO.
Era l'anello debole dell'Unione Europea.
Era il posto in cui era più probabile
che un paese dell'Europa occidentale potesse, in una qualche misura,
passare dal lato dei sovietici.
Gli Agnelli erano visti come i cattivi, i capitalisti.
Per le strade c'erano questi famosi slogan...
Che significa, "Agnelli, Pirelli, ladri gemelli".
Mantenere l'ordine in un clima di...
pre-rivoluzione era veramente difficile.
C'era spaccio di droga, prostituzione.
Alcuni dirigenti FIAT vennero gambizzati.
C'era un clima di terrore e violenza.
GIORGIO GARUZZO Ex Dirigente FIAT
Le Brigate Rosse erano mosse da ideali.
Le Brigate Rosse volevano instillare
una sorta di alternativa sinistroide. Nel senso, avevano ideali anarchici,
ideali semi-comunisti.
La spinta principale era la rivoluzione armata.
Tra il 1977 e il 1979,
il terrorismo in Italia aveva intensificato la sua attività.
Le organizzazioni terroristiche sparavano alla gente,
preparavano attacchi...
Le Brigate Rosse si prendevano gioco dell'Italia.
Le Brigate Rosse hanno dimostrato spietatezza
con la mutilazione o l'uccisione di figure di rilievo,
come questo magistrato ucciso a Roma a colpi di pistola il 14 febbraio di quest'anno.
Martedì, una guardia della prigione di Torino
è stata uccisa da tre uomini armati.
Dall'esplosivo nelle vetture dei dirigenti d'azienda
si è arrivati a gambizzare politici e giornalisti,
fino al rapimento e all'omicidio.
Fino a oggi, ci sono state più di mille azioni di violenza politica.
Ogni mattina era un bollettino di guerra.
Accendevi la radio e scoprivi a chi avevano sparato quel giorno.
E ogni giorno succedeva qualcosa.
Un dirigente, un giudice...
I dirigenti FIAT erano degli obiettivi di rilievo.
CARLO CALLIERI Ex Dirigente FIAT
Mio padre stava per andare in ufficio.
Salutò mia madre nel garage di casa, qua sotto,
prese la macchina e c'erano quelle persone ad aspettarlo.
CARLO GHIGLIENO Ex Dirigente FIAT
Avevano seguito mio padre per settimane.
Due di loro gli arrivarono da dietro e gli spararono.
Gianni era molto provato da quella situazione.
E anche dal...
sequestro.
ALDO MORO Presidente del Consiglio dei ministri
Dopo 53 giorni di prigionia
le Brigate Rosse
assassinarono Aldo Moro,
Presidente del Consiglio italiano.
Agnelli aveva una visione pessimistica dell'Italia.
Pensava che la nazione fosse ormai allo sbando.
IL CAPO DI FIAT NELLA LISTA DEI BERSAGLI DELLE BRIGATE ROSSE
Le Brigate Rosse volevano ucciderlo,
non c'era dubbio al riguardo.
Chiusero Villar Perosa,
perché erano 145 ettari.
Non c'era assolutamente nessun modo di isolare quel posto.
Se qualcuno avesse voluto fare qualcosa,
mettere una bomba o qualcos'altro in casa,
avrebbe potuto farlo.
Molti colleghi industriali lasciarono l'Italia.
Gianni non ci ha mai neanche pensato.
Restò nella sua città,
andava in fabbrica ogni giorno, andava in ufficio.
Era convinto che avrebbe mostrato alle altre persone nel mondo che...
credeva nell'Italia, e di conseguenza, anche loro avrebbero creduto nell'Italia.
Guidava la sua auto,
seminava la scorta, la macchina della polizia,
FURIO COLOMBO Ex Presidente FIAT USA
che lo precedevano e lo seguivano.
Aveva quest'auto della Fiat, perché era importante che essendo a capo della Fiat...
avesse un'auto della Fiat, ma...
il motore era ovviamente Ferrari.
Era estremamente astuto nel cambiare...
il suo percorso ogni giorno per andare alla Fiat.
Si assicurava che la gente di Torino sapesse che lui era lì.
Successe varie volte,
diceva: "Andiamo a camminare per...
Per Via Roma", che è la via... la 5th Avenue di Torino.
Senza scorta,
e con una folla intorno...
che gli diceva: "Grazie che sei qui".
Era normale.
È pericoloso? Va bene.
Chi ha detto che la vita non debba essere pericolosa?
Accanto al cadavere del sig. Moro,
c'è il cadavere della Prima Repubblica Italiana.
Siamo in una situazione d'emergenza.
Emergenza economica ed emergenza politica.
Possiamo definirla una guerra?
Sì, è una guerra, una guerra.
Un certo numero di persone, 61 per la precisione, furono licenziate da Fiat Auto.
Molti di loro erano sospettati di essere terroristi.
Com'era prevedibile, i licenziamenti causarono scioperi.
SCIOPERO DI MIRAFIORI Autunno 1980
C'era in corso la negoziazione di un contratto
per gli operai del settore automobilistico,
e ci fu un lungo sciopero, non di uno o due giorni, di molti giorni.
La maggior parte del Partito Comunista in Italia...
rispettava l'idea...
della Fiat come industria privata.
Ma...
c'era un'ala...
radicale.
Avevano in mente...
di cambiare la nazione completamente.
Il leader del partito comunista, Berlinguer,
Diciassettesimo giorno di sciopero
fece un discorso ai cancelli del complesso di Mirafiori.
Disse: "Se necessario, occuperemo...
gli stabilimenti Fiat".
Improvvisamente,
gli impiegati di livello intermedio della Fiat organizzarono una marcia.
La marcia dei Quarantamila Torino, 1980
40.000 persone marciarono per la città di Torino...
chiedendo che gli venisse dato il diritto di tornare al lavoro.
Era uno sviluppo assolutamente sbalorditivo,
perché non era mai successa una cosa simile in Italia,
e che sbalordì completamente gli organizzatori dello sciopero.
E si arresero subito,
dissero: "Ok, ci avete sconfitto,
ci arrendiamo, diteci cosa volete."
"Facciamo un accordo...
e chiudiamo questo capitolo sanguinoso della storia italiana."
Nel 1981 le cose cambiarono molto per la Fiat...
e per l'economia italiana.
Gli anni '80...
sono totalmente, totalmente diversi.
In Italia c'è un ovvio e crescente benessere,
ed è in gran parte dovuto al successo della Fiat.
L'Italia era sulla bocca di tutti in Europa.
Il suo emergere come nuova potenza economica.
A cosa si attribuisce questa forza?
INVERSIONE A U ALLA FIAT
Le relazioni industriali si sono stabilizzate,
con rapporti migliori tra i lavoratori e l'industria.
Signor Agnelli, qual è la miglior automobile del mondo?
Beh, credo che il miglior acquisto sia una Fiat.
La Fiat a quell'epoca...
aveva le risorse per ricomprarsi Gheddafi.
Per cui fu preparata quest'enorme operazione.
Fu molto costoso...
liberarsi della gente di Gheddafi, ma ce la fece.
Ma quando l'Italia sta meglio, negli anni '80,
l'Avvocato è visto come una figura unificante.
C'erano soldi per i sindacati, c'erano soldi per i lavoratori,
La Fiat andava molto molto bene.
Parte IV Il golpe
A Gianni fu diagnosticato un cancro alla prostata.
Era stanco e avrebbe voluto fare un passo indietro.
Nei primi anni '90 la Fiat perdeva liquidità
Enrico Cuccia usò questa cosa come leva per imporre Romiti.
Cuccia disse che Gianni stesso doveva rimanere...
come presidente, e tenere Romiti come amministratore delegato.
Altrimenti non avrebbero fornito la liquidità per salvare l'azienda.
Gianni dovette tradire suo fratello.
Romiti aveva vinto.
Gianni, che non aveva mai nuotato nella piscina,
improvvisamente saltò in piscina,
come a ripulirsi da qualcosa che non voleva fare.
Cinque anni dopo Cuccia aveva meno influenza,
e Gianni fu finalmente in grado di far andare in pensione Romiti.
Cercava quindi un nuovo presidente.
Parte V Edoardo
Sin dalla prima infanzia,
Edoardo Agnelli poteva supporre che sarebbe stato il futuro capo della Fiat.
Edoardo era un ragazzo molto intelligente e molto sensibile,
aveva davvero ottime qualità.
Ma aveva tutte le qualità...
che Gianni non poteva apprezzare, perché era sentimentale.
Era un intellettuale, e completamente diverso da suo padre.
Dicono che i ragazzi intelligenti non sono molto...
coraggiosi,
perché...
sei stupido...
quando sei troppo coraggioso.
Ma era una cosa che a mio fratello non piaceva.
Non gli piaceva che Edoardo non...
si tuffasse in mare, e non si buttasse nelle onde.
Gianni diceva a Edoardo:
"Oggi andiamo alla partita di calcio, passo a prenderti alle 3",
e poi non si presentava perché di dimenticava completamente.
Venne qui a Princeton e poi...
ANNETTE DE LA RENTA Amica di famiglia degli Agnelli
le cose precipitarono.
Edoardo cadde nel tunnel dell'eroina
e...
Gianni forse si sentiva in qualche modo responsabile, com'era giusto che fosse.
Ci fu un problema di eredità.
Edoardo non era adatto a nessun ruolo nella società.
D'altra parte, il figlio di Umberto, Giovanni Alberto,
si rivelò molto promettente, e Gianni pensò: "Allora è lui...
il vero erede".
Gianni disse a suo fratello:
"Ecco il nuovo dirigente della FIAT,
tuo figlio".
E, quindi, anche se Umberto non avrebbe mai ottenuto la carica
per la quale aveva aspettato tutta la vita,
almeno sarebbe subentrato suo figlio.
Giovannino
era una ragazzo molto sveglio e instancabile,
quindi...
RUY BRANDOLINI Nipote di Gianni
riponemmo tutti...
molte speranze in lui.
Era quello giusto.
GINEVRA ELKANN Nipote di Gianni
Tutti erano d'accordo su questa cosa e...
l'attimo dopo se n'era andato,
praticamente all'improvviso.
Aveva...
32 anni quando scoprirono il cancro.
ISABELLA RATAZZI Nipote di Gianni
Lo scoprirono in primavera, e prima della fine dell'anno lui era già morto.
Era un ragazzo davvero splendido,
pieno di vita.
Si era appena sposato. Sarebbe diventato padre presto.
Era sempre allegro, aveva sempre una risata in viso, era...
Aveva tutto.
Umberto rimase letteralmente
sconvolto.
Non si riprese mai dalla storia di Giovannino.
La vita doveva andare avanti,
GIANLUIGI GABETTI Consigliere più fidato di Gianni
così Agnelli
mi disse:
"C'è un posto vuoto nel consiglio".
L'unica
persona
sulla linea di successione
era John.
Individuò uno dei nipoti
che adorava.
Disse: "Mio nonno mi diede un posto nel consiglio della FIAT
quando avevo 21 anni, quindi non vedo perché non debba fare lo stesso".
Mi chiese di andare con lui nella sua stanza,
JOHN ELKANN Presidente della FIAT Chrysler Automobiles
e quindi lo seguii.
E praticamente mi disse:
"Sto pensando di darti un posto nel consiglio".
E, in sostanza, fu tutto quello che disse.
Penso che fosse un nonno eccezionale,
ma non avrei mai voluto essere suo figlio.
Eravamo a pranzo insieme
e ricordo che, a un certo punto, Edoardo disse una cosa e...
e Gianni...
gli si scagliò contro.
E quindi pensai: "Non riesco a credere che, dopo tutti questi anni, il loro rapporto
sia ancora così teso e senza nessun tipo
di rispetto dalla parte di suo padre".
Accadde tre giorni prima che Edoardo si togliesse la vita.
Si buttò da un'altezza di 100 metri.
Giunse
la telefonata e...
quando Marella tornò al tavolo,
aveva
un'espressione
visibilmente
affranta
e disse che voleva fare una passeggiata.
Disse di aver capito perché il padre le avesse raccontato la storia
di Francesco d'Assisi e Chiara.
Un amico di Chiara
si era gettato da un ponte.
E...
San Francesco le scrisse dicendo:
"Chiara, Chiara, non disperare.
Quando ha toccato l'acqua, ero lì a pregare".
Mio nonno purtroppo dovette riconoscere da solo il figlio.
E lo fece ricucire a mio zio, per far sì che fosse...
quantomeno
accettabile
quando mia nonna l'avrebbe visto.
Gianni era completamente devastato
e mi disse:
"Ci vuole parecchio coraggio per buttarsi da un ponte".
Edoardo l'aveva fatto
per dimostrare al padre il suo coraggio.
Alla morte di Edoardo,
andammo al funerale
che si tenne nella residenza di Villar Perosa.
Gianni alla fine disse:
"Non dobbiamo mai dimenticare che questa era una casa felice.
Ma ora non lo è per nulla".
Gli scrissi una lettera.
E...
gli dissi di andare...
gli dissi che se fosse andato
al Museo di Storia Naturale
e avesse guardato l'universo,
avrebbe pensato
che c'è un fine supremo
che non possiamo capire.
O forse no.
E rispose a quella lettera
solamente un anno dopo.
E...
mi disse di averlo fatto
e che aveva avuto un certo significato per lui.
Era rimasto più sconvolto di mia nonna.
Tanto che...
il suo corpo si indebolì.
Andò tutto a rotoli.
Ho visto Gianni
un mese prima che morisse.
È stato molto triste.
Molto triste.
Non lo riconoscevo più.
Non so se lui riconoscesse me.
Cadde in uno stato di...
quella che pensai fosse depressione. Fu una delle cose più tristi mai viste in vita mia,
perché all'improvviso vedi un titano,
una persona leggendaria, qualcuno che reputavi quasi immortale,
completamente sconfitto.
Al suo funerale si creò la folla più vasta
mai vista a Torino.
Operai,
persone della sua città natale
si misero in fila in quel gelido giorno invernale.
Mentre eravamo lì,
con tutta la famiglia,
le mani
mi facevano talmente male,
che iniziai a dare la mano sinistra, perché non riuscivo più
a dare la destra.
E tantissime persone
dissero: "Sono molto riconoscente a suo fratello. Davvero molto.
Eravamo amici.
Ha dato un lavoro a mio figlio.
Ha dato un lavoro a mio fratello".
E dissero:
"Quando le cose a Torino andavano male,
sentivamo un elicottero passare.
Così sapevamo che era arrivato in città e la cosa ci rendeva felici".
Non l'avrebbe mai ammesso, ma sapeva di essere il Principe d'Italia.
Era l'immagine internazionale dell'Italia.
L'uomo più affascinante del Paese.
Era il simbolo del perfetto italiano.
Molto cortese,
popolare tra le donne,
appariscente,
ma solo il giusto.
Equilibrato
in un periodo di instabilità.
Era davvero...
un principe.
Era sempre mia nonna a scrivere le cartoline di Natale.
Mio nonno era vivo
durante il Natale 2002-2003.
Decise di creare
una sua cartolina di Natale.
Così scelse con attenzione
tre foto: una dello Stealth,
cioè la barca che era tanto orgoglioso
di aver costruito,
una della Ferrari, che nel 2002 aveva vinto
il campionato mondiale,
e, infine, una della Juventus, che aveva vinto il campionato italiano,
lo scudetto, nel 2002.
Volle davvero
dare un segno di vitalità.
E...
fu un modo
per risollevare lo spirito.
:: Italiansubs :: [www.italiansubs.net]
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.