All language subtitles for Agnelli 1080p.italiansubs

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Original subtitles

Ieri, signor Agnelli, ha detto in un discorso

che senza ombra di dubbio, il sistema in Italia è sull'orlo del collasso.

Cosa le succederebbe se l'Italia arrivasse al collasso?

GIANNI AGNELLI "L'Avvocato" Presidente FIAT (1966-1996)

Questa è una domanda estremamente difficile a cui rispondere.

Lei parla di collasso, io penso a cosa mi succederebbe

se i comunisti prendessero il potere in Italia?

Se l'Italia diventasse come i paesi dell'Est Europa?

Cioè, se ciò che chiamiamo Eurocomunismo

significa che anche l'Italia diventerebbe un paese europeo,

come lo sono i paesi dell'Est Europa,

non credo che vorrei vivere in Italia in quelle circostanze.

- Una cosa... - Ma proverei a lottare il più possibile

affinché queste circostanze non avvengano.

"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi."

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

Nel corso degli anni '70, l'Italia si trovava in uno stato di agitazione politica.

Dei terroristi radicali uccisero politici, giudici e cittadini innocenti.

Gianni Agnelli, conosciuto in Italia come "L'Avvocato",

Gianni Agnelli, conosciuto in Italia come "L'Avvocato", bilanciava il caos.

HENRY KISSINGER Ex Segretario di Stato USA

Ho sempre detto che era pericoloso pensare qualcosa in sua presenza,

perché l'avrebbe capita.

Aveva la straordinaria abilità

di capire

le vibrazioni

degli eventi.

Se non si è italiani,

per capire

cosa fosse Gianni Agnelli per l'Italia,

bisogna tornare ai primi anni '50.

Dopo la guerra,

Voce di GIORGIO GARUZZO Ex dirigente FIAT

l'Italia era quasi completamente distrutta.

Niente ponti, niente fabbriche,

disoccupazione alle stelle.

La gente era davvero poverissima.

Si moriva giovani a causa della mancanza di assistenza sanitaria.

Poi, all'improvviso, successe qualcosa.

Era il cosiddetto:

il miracolo economico.

All'improvviso ci fu un boom economico, nacquero molte industrie e aziende

VENDELINE VON BREDOW Giornalista, The Economist

e c'era un sacco di energia per la ricostruzione.

L'Italia divenne uno dei più grandi

Paesi industrializzati del mondo.

La rinascita industriale dell'Italia è la FIAT.

E cambiò l'Italia completamente.

Negli anni '50, molte persone vennero

in Italia settentrionale.

Le fabbriche nascevano come funghi.

A migliaia. Davvero, a migliaia.

Quindi, le persone avevano

stipendi, pensioni,

assistenza sanitaria, e l'assistenza sanitaria della FIAT era ottima,

scuole per i bambini.

Alloggi FIAT, campi estivi FIAT,

asili FIAT, campi sportivi FIAT.

E, finalmente, avevano un'auto.

FIAT mise l'Italia intera

MARIA SOLE AGNELLI Sorella di Gianni

su quattro ruote.

In ultima analisi, tutto questo era incarnato

nella mente degli italiani

dalla famiglia Agnelli e in particolare da Gianni.

Era coinvolto in tutto ciò che amavano gli italiani:

sesso, automobili e sport.

ISABELLA RATAZZI Nipote di Gianni

Aveva il calcio, con la Juventus.

Aveva la Ferrari con le automobili.

Non bisognava perdersi Gianni Agnelli.

Le persone avrebbero pensato che se lo fossero inventato.

REINALDO HERRERA Amico di Gianni

DIANE VON FÜRSTENBERG Nipote di Gianni

Tutte le donne erano innamorate di lui.

Tutti gli uomini volevano essere lui.

GIANNI RIOTTA Giornalista, La Stampa

Era stato un playboy da giovane,

ma nessun italiano per bene era turbato dalla cosa.

Era un uomo pieno di idee.

Per molti italiani diventò

il simbolo di ciò che l'Italia poteva fare,

il simbolo della rinascita italiana.

HBO presenta: "Agnelli"

Traduzione: Superpiffer, patriz2310 el_posi, itsonlyrockandroll

Traduzione: Winston101, DaughterOfGloin whatsan, tstn431, JulyChan

Revisione: chizpurfle

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Parte I L'ascesa della FIAT

Stabilimento FIAT del Lingotto Torino, Italia

Il nonno di Gianni era il senatore Agnelli,

Senatore Giovanni Agnelli Fondatore della FIAT

ed era il fondatore della FIAT.

Molto presto capì che la produzione di massa

era il futuro dell'industria automobilistica.

E fu largamente ispirato dalle case automobilistiche americane.

VALERIO CASTRONUOVO Autore e storico

Era un uomo molto sveglio.

Quasi senza scrupoli.

L'imprenditore senza scrupoli per antonomasia in Italia.

FIAT crebbe e si espanse

nei settori dei camion, degli aeroplani e dei treni.

JENNIFER CLARK Giornalista

Diventò il pilastro dell'industria italiana.

Torino, Italia

Gianni fu cresciuto a Torino.

Aveva quattro sorelle e due fratelli.

Constance Parker era la tata inglese.

Dovevamo sempre camminare con la signora Parker a Torino.

MARIA SOLE AGNELLI Sorella di Gianni

Fianco a fianco, ci portava a passeggiare tutti i giorni

almeno per un'ora.

Con il freddo, con la neve, con il vento.

Bisognava comportarsi particolarmente bene

perché si era un Agnelli.

Ma Gianni era davvero disobbediente da bambino.

Era un monello.

Rompeva tutti i miei giocattoli e qualsiasi altra cosa.

CONTESSA CRISTIANA BRANDOLINI Sorella di Gianni

La cosa non mi piaceva affatto.

Gli piaceva stuzzicare.

Per tutta la vita è stato un burlone.

Stuzzicava tutti noi. Avevamo i capelli lunghi

e lui li tirava ogni volta che passava.

Ma a parte questo era davvero gentile.

Era affascinante e attraente.

Donne.

Auto e donne.

Erano decisamente cose per lui.

Sua madre, Virginia Bourbon del Monte,

Donna Virginia Bourbon del Monte Madre di Gianni

era stravagante, eccentrica.

Aveva un leopardo come animale domestico.

Direi che era

LAPO ELKANN Nipote di Gianni

la parte più pazza della famiglia.

Era abbastanza promiscua.

Per essere una donna dei suoi tempi, era davvero fuori dal comune.

Scandalizzava la società europea.

Il padre di Gianni, Edoardo, era interessato alle arti.

Gli piaceva il teatro e gli piaceva la letteratura.

Aveva poco più di 40 anni

ed era arrivato in volo a Forte dei Marmi con un idrovolante.

Aveva appena tolto la cintura di sicurezza.

Colpì un tronco

si capovolse e Edoardo fu decapitato dall'elica dell'aereo.

Il senatore andò in obitorio per riconoscere suo figlio.

Ne fu devastato.

Lasciò sette bambini e una moglie giovanissima.

Gianni era il più grande e fu costretto

ALAIN ELKANN Genero di Gianni

ad affrontare la cosa.

Si costruì intorno un'armatura.

Suo nonno

praticamente lo adottò

e diventò la persona più importante della sua vita.

Insegnò a Gianni come dirigere la FIAT

e fece in modo

di consegnare l'azienda a Gianni come unico erede.

Gianni andò in America per la prima volta nel '38.

Fu sconvolto da quanto gli Stati Uniti fossero moderni

e quanto l'Italia fosse arretrata.

Lo stabilimento Ford di Detroit era una città a sé stante

con i suoi enormi altoforni e le ciminiere.

In quel periodo, l'America era

VENDELINE VON BREDOW Giornalista, The Economist

senza dubbio la numero uno nel mondo

in termini di industria, forza militare, in tutti gli aspetti

e gli fece una grossa impressione.

Pensava che New York fosse la città più bella del mondo.

LUPO RATTAZZI Nipote di Gianni

Amava l'America. Diceva:

"Sono pro-America fino al midollo".

Gianni andò in guerra.

Lo sentiva come un dovere.

Doveva essere leale al Re

DON NICOLA CARACCIOLO Cognato di Gianni

e agli ideali dello Stato Italiano.

Ma avevamo il presentimento che sarebbe stato un errore.

Mio nonno cercò di fermarlo,

ma Gianni disse: "No, è la guerra

e preferisco andare contro i Russi".

Era un Ufficiale di Cavalleria, una carica niente male.

Pensava che un Agnelli dovesse avere coraggio

e lui era un uomo coraggioso.

Disse che fu un'esperienza molto triste.

"Molti soldati con i quali ho combattuto, sono morti.

Non voglio ricordarlo".

Non aveva fatto la guerra seduto nei salotti,

elegante nella sua bella uniforme.

REINALDO HERRERA Amico di Gianni

Aveva fatto la guerra.

Gli abitanti di Napoli

vedono arrivare Inglesi e Americani

e impazziscono.

Natale 1945.

Fu un Natale molto triste.

Eravamo tutti a Torino in una casa

che per metà fu bombardata.

Mia madre morì in un incidente d'auto.

Eravamo tutti molto addolorati.

Al termine della guerra, il nonno di Gianni

venne accusato di essere un collaborazionista.

Un'accusa offensiva e falsa.

Mio nonno era ancora vivo

e, devo dire, venne trattato molto male

dai nuovi antifascisti,

il Comitato di Liberazione Nazionale.

Decisero che mio nonno doveva lasciare la FIAT.

Per lui fu motivo di profonda tristezza.

Il nonno non poté lavorare nella sua azienda, nel dopoguerra,

e morì di dispiacere per questo.

Andava con la sua auto fino alla fabbrica, la guardava

e diceva: "Perché non mi vogliono? Perché non mi vogliono?".

Aveva dato tutta la sua vita per la FIAT.

Prima che il senatore morisse,

venne scagionato dall'accusa

di collaborazionismo con i fascisti.

Ma, fino ad allora, fu un uomo distrutto.

Morì senza mai aver fatto ritorno in fabbrica.

Per il funerale di mio nonno

chiedemmo se fosse possibile fermarci

davanti alla FIAT.

Ci risposero di no.

Un uomo che aveva assunto un ruolo fondamentale

nel capitalismo italiano

e il cui funerale venne ignorato da così tante persone?

Fu molto doloroso,

soprattutto per Gianni che si sentiva responsabile

per il suo nome e la sua reputazione.

Il nonno morì con disonore,

la fabbrica venne bombardata

e Gianni espresse la sua preoccupazione

nel vedere un mare di bandiere rosse

nelle manifestazioni pubbliche.

Era un uomo molto inquieto.

Gli Alleati volevano confiscare la FIAT

ma gli Americani erano più preoccupati

per la crescente influenza dei Comunisti sull'Europa.

E Gianni portò avanti l'idea che la FIAT potesse essere d'aiuto.

Attraverso il suo fascino

e il suo inglese perfetto,

Gianni ebbe un ruolo fondamentale nel salvataggio della FIAT.

Fu capace di dire agli Americani

"La FIAT è italiana. È torinese.

Vogliamo che resti qui".

Ricostruzione delle fabbriche della FIAT.

EZIO MAURO Ex caporedattore di La Stampa e La Repubblica

Finita la guerra, quando fu chiaro

che gli Agnelli avrebbero tenuto il controllo della FIAT,

arrivò il momento di chiedersi chi sarebbe stato a dirigerla.

Vittorio Valletta fu una di quelle persone

VITTORIO VALLETTA Presidente della FIAT (1946-1966)

che vivevano per l'azienda.

Gianni fu molto saggio nel riconoscere

che Valletta dovesse essere il presidente della FIAT.

Valletta vedeva Gianni come un principe da servire.

Ma sapeva bene che, in quel momento,

Gianni non avrebbe potuto dirigere la FIAT.

Aveva un gruppo di amici,

coi quali aveva combattuto in guerra, che provavano angoscia

e che pensavano che le uniche cose rimaste da fare fossero divertirsi,

andare con le donne, bere, avere un'auto e così via.

E all'inizio del dopoguerra il comportamento di Gianni fu quello.

Valletta disse a Gianni: "Divertiti per un po'.

E quando arriverà il momento,

ti darò la FIAT".

E Gianni si divertì,

devo proprio dirlo.

Parte II La Dolce Vita

IL SUD DELLA FRANCIA

Il sud della Francia era in fermento per l'arrivo di Gianni.

Il sud della Francia era assai spensierato.

Molto dissoluto, se posso dirlo.

LEE RADZIWILL Cognata di JFK

C'erano tutti: da Somerset Maugham

ad Elsa Maxwell, da Ranieri e Grace

ad Ari Onassis con il suo yacht.

Era un'enorme festa privata.

Quando incontrai Gianni per la prima volta, ero molto giovane.

Ero nell'ambiente tennistico, ma non stava andando molto bene,

TAKI THEODORACOPULOS Amico di Gianni

ed ero andato nel sud della Francia a fare una pausa.

Rimasi incantato dal carisma e dal fascino di Gianni.

Modi semplici e cordialità,

non c'era arroganza.

Ero in Europa a sfilare per Chanel.

Ho conosciuto Gianni grazie ad Onassis.

Era fatto di cocaina, ubriaco e non lo sapevo.

JACKIE ROGERS Stilista

Iniziò a corteggiarmi in maniera ostinata,

ed era molto attraente,

Così andammo a casa sua

e lì passammo la notte.

Gianni era irresistibile.

Era impossibile non sentirsi sedotte da lui.

DIANE VON FURSTENBERG Stilista

Impossibile.

Gianni era pieno di flirt,

circondato da stelle del cinema.

Ci sono tre cose che mi piacciono di più...

amore, amore e amore.

Anita Ekberg era divertente e pazza.

Era pazza di Gianni.

Frequentavo un decoratore d'interni.

Disse: "Andiamo da Gianni Agnelli al Grand Hotel.

So che è con Anita Ekberg".

Risposi: "Fantastico".

Perciò andammo in hotel.

Gianni non chiudeva mai la porta.

Le luci erano soffuse

e si sentiva della musica.

Ed ecco Gianni a letto con Anita Ekberg.

Iniziammo a ridere,

accendemmo le luci e lei iniziò a rincorrerci

giù nella hall, completamente nuda, con quei seni enormi.

Il mattino seguente, Gianni mi chiamò e disse:

"Oh, l'ho trovato fantastico!"

Diceva sempre che

le signore devono essere trattate come sgualdrine

e le sgualdrine trattate come signore.

Una donna lo troverebbe ripugnante, oggigiorno?

- Oh, non penso proprio. - Ok.

Beh, il problema è che non esiste più nessuno come lui.

Questo è il grande problema.

Perché gli uomini sono così impegnati a fare soldi, che sono di una noia mortale.

E allora cosa hanno da offrire?

Cioè, Gianni era divertente ed entusiasmante.

Era incredibilmente vivo, capite.

Comunque non cercavo una storia d'amore con Gianni Agnelli.

Pensavo fosse un pazzo.

Una cosa che Gianni amava fare era gettarsi da un elicottero

e tuffarsi in mare.

È così che avrebbe iniziato il suo weekend.

Quando ero molto, molto piccolo, ricordo che arrivò in questo hotel, l'Hotel du Cap,

JEAN PIGOZZI Amico di Gianni

con il suo elicottero.

Lui saltò giù e poi nuotò verso riva.

Aveva una grande forza fisica

che rischiava quasi di diventare...

praticamente...

suicida.

Cresta Run Saint Moritz, Svizzera

Gianni amava fare la Cresta Run.

Sali su un toboga e ti lanci lungo una discesa a qualcosa come 160 chilometri orari.

Sapete, una volta gli dissi: "Ma perché non vai...

sull'Empire State Building e ti lanci di sotto?"

Aveva un'elevatissima considerazione del coraggio come concetto astratto,

e lo dimostrava ogni giorno, guidando la sua auto.

Quella era un'esperienza che ti faceva drizzare i capelli.

Ci sono molti modi per morire e non credo che un incidente sia il peggiore.

Ce ne sono alcuni infinitamente più noiosi e sgradevoli.

Sono stato molte volte in auto con lui.

CARLO DE BENEDETTI Ex AD di FIAT

Un'esperienza terribile, terrificante. Veramente terrificante.

Guidava sempre come se fossimo

in una gara di Formula Uno,

nonostante noi ci trovassimo a Torino.

ANNA MUCCI Ex amante

Lui era...

completamente pazzo.

Ignorava assolutamente i poliziotti,

andava contromano.

Passava col rosso e senza guardare se venisse qualcuno.

MARINA CICOGNA Amica di Gianni

Quando guardi queste cose nei film pensi sia una montatura.

Ma con Gianni era tutto vero, lui era fatto così.

Gli dissi: "Stammi a sentire, stronzo, se proprio vuoi morire sulle montagne

e fare cose del genere, non devi costringere anche gli altri a farlo.

Quindi non ti rivolgo parola per le prossime ventiquattro ore."

MARINA BRANCA Amica di famiglia degli Agnelli

Aveva una bellissima Ferrari nuova.

Come una stupida. Cercavo sempre di non andarci.

Chiunque stesse vicino a lui

ne restava assolutamente incantato.

"L'Avvocato!"

Cioè, era assurdo, una pura follia.

Ed ecco arrivare la sposa, l'onorevole Pamela Digby, giovane diciannovenne.

Lo sposo, il signor Randolph Churchill è arrivato con il suo reggimento.

Tra spade e sorrisi, la sposa sta avendo qualche problema con il cappello piumato.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale,

Pamela Churchill...

chiese il divorzio a Randolph Churchill,

il figlio del primo ministro.

Era un ubriacone

ed era detestato da tutti.

Perciò aveva bisogno...

SALLY BEDELL SMITH Autrice e storica

di fare nuove conquiste.

Andò ad un gran ballo, ospitato da Aly Khan,

uno dei più grandi playboy del mondo occidentale.

Lui e Pamela cominciarono questa relazione,

ma ad un certo punto

accadde che lui...

mise gli occhi su Rita Hayworth,

e si innamorò perdutamente di lei.

Stava cercando di capire come liberarsi di Pamela,

e ne venne a capo con questa soluzione brillante.

Aly Khan voleva sbarazzarsi di lei.

E trovò in Gianni un'ottima occasione.

Il grande amico di Aly Khan, Gianni Agnelli, il suo amico playboy,

arrivò in barca...

Chateau de l'Horizon di Aly Khan

puntò gli occhi su Pamela

e disse: "Buongiorno."

Stava andando a fare un giro in barca.

La invitò ad andare con lui, e da lì gli rimase accanto.

Fu un'abile mossa politica da parte sua.

Non dimenticate che era il secondo dopoguerra

e l'Italia era stata alleata con le potenze dell'Asse.

Usare il nome Churchill aiutò tantissimo.

Erano l'uno la pedina dell'altro.

Stava imparando ad essere un personaggio politico.

E questo Pamela lo capì.

Lei divenne un pigmalione per Gianni.

Lei voleva che lui si facesse strada,

così sarebbe diventata, ufficiosamente, la regina d'Italia.

L'alleanza con Churchill fu molto preziosa.

Grazie a questa si riuscì a stabilire un collegamento con Washington

e a ripulire la reputazione della FIAT.

E questa fu l'azione più importante che lei compì.

Lui la trattò con incredibile generosità.

Comprò a Pamela un appartamento nel più bel quartiere di Parigi.

Le mise a disposizione un maggiordomo e una Bentley,

con tanto di autista.

E aprì conti presso le migliori case di moda.

Lei si convertì al Cattolicesimo

perché si rese conto che fosse assolutamente necessario

far sì che Gianni la sposasse.

Ma questa cosa non andò in porto.

Spesso lui andava in queste "case libere", così le chiamiamo,

per cercare di rimorchiare qualcuno.

Pamela era via.

Gianni notò questa donna stupenda,

Anne-Marie d'Estainville.

Passarono la notte insieme.

E, mentre stavano abbracciati sulla terrazza,

chi poteva mai comparire,

se non Pamela?

Lei andò di matto,

e scagliò qualcosa contro loro.

Continuava a urlare e chiamare Anne-Marie,

che era una bellissima ragazza innocente,

una prostituta e via dicendo,

decisero di...

di andare immediatamente via di lì,

quindi corsero subito all'auto di Gianni.

Gianni era come in uno stato di agitazione.

Aveva qualcosa che non andava.

Era... sotto l'effetto di sostanze.

Era pieno di coca fin sopra i capelli. Molto spesso era veramente strafatto.

Si drogava spesso quando era giovane. Le chiamava...

"le grandi notti bianche", "les grandes nuits blanches".

Stava andando fortissimo

e si schiantò contro un camion per la macelleria.

Fu davvero un brutto incidente.

La ragazza non si fece niente e scappò via,

ma Gianni finì in ospedale.

Gianni aveva diverse fratture a una gamba.

Era molto gonfia.

Era

in cancrena.

Dovette stare a letto per due mesi,

con la gamba sollevata e sotto antibiotici.

Devo dire che non l'ho mai sentito lamentarsi.

Pamela si precipitò al suo capezzale.

Ma le sue quattro sorelle non potevano tollerarlo.

Non mi piaceva un granché. Era un po' troppo prepotente per i miei gusti.

Lei e le sue sorelle eravate protettive nei confronti di Gianni?

Protettive proprio no, ma...

Come posso spiegarle?

Preoccupate.

Molto preoccupate.

Le sorelle presero in mano la situazione.

Due delle sorelle, Cristiana e Maria Sole,

erano molto amiche della principessa Marella Caracciolo.

Marella faceva parte della famiglia Caracciolo,

BOB COLACELLO Giornalista

che erano aristocratici napoletani.

Quasi una famiglia reale.

Quartiere Trastevere, Roma

Avevo una casa a Trastevere,

che si trovava proprio dietro casa di Marella.

E a quei tempi ero molto fortunata perché avevo una macchina

e sapevo guidare.

E ogni volta che uscivo di casa, portavo Marella con me.

Tutti i miei amici volevano sposarla.

E Gianni diceva sempre che era una ragazza adorabile.

Conobbe Gianni subito dopo la guerra

e si innamorò perdutamente di lui.

Quando le sorelle la chiamarono, si precipitò subito a Firenze,

per andare a trovarlo in ospedale.

Stava sempre con noi e ripeteva:

"Oh, Gianni". Lo cercava in continuazione,

pensava sempre a Gianni,

andò avanti così per cinque anni e alla fine lo conquistò.

Strasburgo, Francia 1953

Mia madre pensava fosse uno spirito troppo libero

per essere un buon marito.

Non le piaceva per niente.

Lo chiamava: "Quell'orribile ragazzo."

Aveva la reputazione di donnaiolo.

Era quello che voi definite "Don Giovanni".

Sicuramente.

Ma anche se affermava che solo le cameriere si innamorano

Gianni era profondamente innamorato di Marella, allora.

Marella passò i primi mesi

stesa sul divano

MARELLA CHIA CARACCIOLO Nipote di Marella

a bere succo d'arancia e a leggere libri di poesie francesi.

Gianni era sempre più preoccupato,

di avere una moglie così sciatta.

E così chiamò

la contessa Lily Volpi a Venezia.

Possedeva Palazzo Volpi e organizzava le feste migliori e le migliori cene.

Palazzo Volpi, Venezia

E mandò Marella laggiù,

a fare un corso intensivo su come occuparsi della casa.

Passò giorni terribili con quella... quella vecchia strega.

Allora capì che

aveva un lavoro da svolgere,

oltre a essere innamorata e ad avere un marito.

Durante i primi anni vivevano a Torino,

ed ebbero due figli.

Gianni chiamò suo figlio Edoardo, come suo padre.

Era felicissimo

della nascita di quel bambino.

Venne a trovare mia figlia e disse: "Ah,

ha la stessa età di Edoardo". Capisce, faceva paragoni.

Ed era una cosa che non avevo mai visto fare a Gianni.

Gianni aveva comprato "La Leopolda".

Era una casa immensa.

C'era praticamente un salottino dietro l'altro.

Fu usata per il film "Scarpette Rosse".

Era enorme e su più piani.

Marella e Gianni ospitarono praticamente tutti.

Re, capi di stato.

Erano considerati una coppia di altissima classe

VALENTINO, stilista

in tutto il mondo.

Essere invitati a casa di Gianni era sempre...

chiunque...

voleva essere invitato. E Marella

l'aveva arredata molto bene quella casa.

Voi non avete idea. All'epoca, gli americani che volevano stare

al passo coi tempi.

Villar Perosa, Piemonte

imitavano

lo stile...

E tutto quel che girava intorno alla casa degli Agnelli.

Gianni aveva buon gusto.

Era letteralmente ossessionato dall'estetica.

Fin da subito

ha avuto questa incredibile connaissance dei quadri.

Adorava Balthus.

Molto prima che Balthus fosse ammirato dal grande pubblico.

BRUNO BISCHOFRERGER Commerciante d'arte e gallerista

La prima cosa che comprò da me

furono due dei primi Warhol dipinti a mano

Uno era un Batman coloratissimo.

Era una cosa che lo attraeva moltissimo.

Lo teneva con grande cura e lo aveva sempre con sé,

in una delle sue stanze, da qualche parte.

Che cos'è una garçonnière?

Una garçonnière è un posto dove gli uomini vanno

e che gli serve per incontrare le loro amanti.

La garçonnière era un modo per mantenere la riservatezza,

e per evitare...

per evitare...

scandali.

E Gianni ne aveva un paio?

Ne aveva da tutte le parti.

Villa Bona è una residenza in stile italo-giapponese a una sola stanza

per scapoli,

disseminata da sculture di Lynn Chadwick e Henry Moore

da far invidia a molte città.

A volte vengo qui a pranzo con delle persone e organizzo qualche riunione con quelli

che non vogliono né venire in ufficio e né passare per i canali ufficiali.

Ho notato che è piena di pop art.

È solo uno scherzo.

Credo sia il sorriso o la bocca di Marilyn Monroe,

ma credo che faccia sentire le persone

di buon umore, se ci stanno intorno.

Se mi sento

nervoso, agitato

o eccitato o in uno di quegli stati d'animo

in cui ci si può trovare, se hai l'occasione di guardare qualcosa di meraviglioso,

ti senti sempre estremamente calmo ed equilibrato.

PAOLO PEJRONE Giardiniere

Gli Agnelli erano sempre il metro di paragone nello stile.

Il modo in cui vestivano era l'emblema dell'emblema.

Marella

di solito veniva all'atelier

per comprare qualche vestito

di Valentino.

Vestiva in modo molto semplice.

Ma, capisce, aveva quella taglia fantastica.

Il collo lungo, le bellissime gambe.

E le stava tutto benissimo.

Gianni viveva per lo stile.

Lo stile significava tutto per lui.

Il suo modo di vestire era molto riconoscibile, aveva molto buon gusto

JAS GAWRONSKI Amico di Gianni

e ci teneva davvero molto.

Gianni portava sempre la cravatta così.

Come poteva uno che porta la cravatta così essere l'uomo più elegante d'Italia?

Eppure era l'uomo più elegante d'Italia.

Era vanitoso?

Tutti cercavano di imitarlo,

portando l'orologio sul polsino della camicia.

Un piccolo particolare.

Avevo vent'anni

e lui l'aveva appena fatto. Lo vidi e pensai: "Un'ottima idea."

Ha mai visto altra gente che lo imitava?

Tutti.

Chi non lo imitava?

Lo imitai anch'io.

Una parte consistente dello stile e dell'estetica di Agnelli

stava nel non mostrare che si stesse cercando di avere stile.

Era come se la festa fosse appena finita, no?

Come avessero indossato la prima cosa trovata nell'armadio appena svegli,

e avevano un aspetto divino.

Facevano tutto con disinvoltura e grazia,

senza impegnarsi troppo.

Era un uomo

con una gamba praticamente distrutta. Sciava con un tutore.

Aveva un'eleganza assoluta ed era il più veloce di tutti.

Quella grazia l'avevano sia lui che Marella

e la gente che li frequentava cercava in qualche modo di imitarli.

STUART THORNTON Il maggiordomo

Qual era la differenza tra gli Agnelli e una famiglia aristocratica inglese?

Beh, certamente loro erano molto più affabili.

Quando il duca scendeva e passava

dovevamo metterci con la schiena al muro e abbassare lo sguardo,

mentre col Signor e la Signora Agnelli

eravamo parte della famiglia.

Quando lasciai mia moglie

e dichiarai di essere gay,

la prima persona a cui lo dissi fu il Signor Agnelli.

Glielo dissi subito perché volevo che sapesse

e perché vivevo in casa sua. Facevo...

facevo parte della famiglia.

Lui aveva il diritto di sapere.

Cosa gli disse esattamente?

Che mi ero trovato un fidanzato.

Lui non disse granché...

Non era affatto interessato alla cosa.

O meglio, finse di non essere interessato.

Perché la prima cosa che fece fu girare l'angolo, prendere il telefono,

chiamare il Duca di Beaufort

e dirgli: "Stuart è gay!"

Chiamò tutti perché adorava il gossip.

Lo adorava, eccome.

Gianni aveva l'abitudine, con chiunque,

LEE RADZIWILL Cognata di JFK

di aspettare fino alle quattro o alle cinque del mattino

e chiedere: "Ti diverti a Londra"?

Oppure: "Ti diverti, ovunque tu sia?"

E questo povero Cristo era nel mondo dei sogni.

Questa è colpa di Gianni.

In tutti i miei telefoni c'è un tasto "Non disturbare", ok?

È colpa sua.

Perché mi chiamava

alle sei del mattino, ovunque io fossi e diceva: "Ti ho svegliato?" E io: "No, no."

Quando aveva detto quello che aveva da dire riattaccava e basta e tu...

tu restavi lì seduto ad aspettare.

Quando riattaccherà?

Ho una casa in Costa Azzurra

e mi chiamava e chiedeva: "Com'è il mare?"

E io: "Gianni, non ne ho idea... ho sonno."

"Vai a vedere!" E io andavo a guardare dalla finestra

e dicevo: "Il mare è bellissimo." E lui:

"Sei sicuro?" E io: "Sì."

E lui: "Il mio capitano dice che il mare è orribile. Mi racconta sempre balle, ok?"

Poi tornavo a dormire e bussavano alla porta.

"Chi è?", chiedevo, "Gianni", e io... Era atterrato a casa mia con l'elicottero

alle sei del mattino e mi disse: "Ok, andiamo in barca."

La "Agneta" era una barca magnifica, tutta in mogano.

GIULIO MARCONI Il cuoco

Dovevamo andare in barca con qualsiasi tempo.

La barca si inclinava così

e lui era felice.

Aveva una fame insaziabile

di vita, di vita.

Quando c'era lui il ritmo della vita cambiava.

GINEVRA ELKANN Nipote di Gianni

Tutto.

Sprigionava elettricità.

Via, via, via.

Pranzo a Roma, cena a Parigi,

e poi volava di nuovo a Torino. E la mattina dopo andava

in Germania. Era sempre, sempre, sempre in movimento.

Guidava veloce, si muoveva veloce.

Alla fine della giornata non ricordavi più nulla, perché

avevi visto Roma,

Venezia,

Parigi

e poi di nuovo a casa.

La cosa peggiore era tornare alla tua vita.

Era la cosa peggiore perché stavamo con questa persona

che sembrava James Bond.

E tornare alla tua vita era una delusione enorme.

Appartamento di Gianni, Roma

Nessuno ha mai detto che non fosse malvagio.

C'era molta malvagità: faceva parte del suo incredibile fascino.

Quando arrivarono i Kennedy nel 1961

a Washington esplosero il glamour e la cultura.

Organizzarono una serie

di fantastiche cene e balli in smoking,

il primo dei quali fu nel 1961,

e gli ospiti d'onore erano Gianni e Marella Agnelli.

Agnelli voleva incentivare i rapporti tra America ed Europa,

qualcosa di simile a una comunità atlantica.

Gianni considerava suo compito cercare di mantenere l'Italia

nel blocco occidentale, come membro della NATO,

ROGER COHEN Giornalista, The New York Times

dando uno strattone e indirizzando l'Italia verso la modernità.

Sono venuto in Europa per riaffermare, nel modo più chiaro e persuasivo possibile,

Quartier generale NATO Napoli, 1963

che l'impegno americano per la libertà dell'Europa è affidabile.

Nel 1962

Jackie e sua figlia Caroline

andarono in Italia.

Costiera amalfitana

In quel periodo cominciarono i pettegolezzi.

C'erano fotografie di Gianni e Jackie

seduti insieme o che si intrattenevano insieme sullo yacht.

Gianni aveva una barca, la accompagnò a Capri. C'era questo...

cantante.

Penso che si divertì molto.

Il "New York Daily News" titolò:

"La First Lady nella tana dei pirati"

JFK le mandò un telegramma

che diceva "più Caroline, meno Agnelli."

La leggenda diceva che Jackie fosse un'altra delle sue amanti. Crede siano sciocchezze?

Non lo so. Non...

ma non ne sarei sorpresa, ecco.

Dovrei dirlo?

Forse non dovrei dirlo.

Com'erano Marella e Gianni

con i bambini, da giovani?

Non erano presenti.

Anche... anch'io.

Ho incontrato Margherita solo una volta in vita mia.

MARGHERITA AGNELLI Figlia di Gianni

Ero con suo padre

e a un certo punto

la porta si aprì ed entrò Margherita

completamente...

rasata.

Agnelli la guardò e disse:

"Cosa hai fatto?"

E lei rispose, "Almeno mi hai notata."

E se ne andò.

Quegli anni furono problematici per molte, molte cose.

Parte III Gli Anni di Piombo

Torino, 1966

MICHEL DAVID WEILL Banchiere Ex Chairman, Lazard Fréres

Quando ero membro del Consiglio della FIAT,

mi resi conto...

di quanto lui fosse umile.

Era uno molto ligio al dovere.

Gianni era uno dal respiro molto internazionale,

per cui quando la rilevò, introdusse

la filosofia di pensiero americana nella FIAT.

E fu un bene, perché al tempo

la FIAT aveva davvero bisogno di diventare una compagnia un po' più moderna.

Gianni aveva una grande responsabilità verso l'Italia.

FRECK VREELAND - C.I.A. Ambasciata americana a Roma (1978-1985)

Ciò a cui doveva dedicare la vita

era rendere la FIAT forte.

Questo avrebbe rafforzato l'intera economia italiana, e così avvenne...

L'Italia, sottosviluppata dieci anni fa,

è oggi uno dei competitori più feroci sul mercato.

È questa l'essenza del miracolo italiano.

La FIAT divenne l'azienda automobilistica più importante d'Europa,

piazzandosi davanti anche alla tedesca Volkswagen,

che era sempre stata la rivale storica.

FIAT.

Quarta maggior produttrice nel 1967 dopo i tre colossi americani

General Motors, Ford, e Chrysler.

Nel 1969 la Ferrari,

un tesoro italiano,

era in guai seri.

Ferrari amava le corse.

Per lui, vendere auto era un modo per finanziare

le corse automobilistiche. E...

incontrò delle difficoltà.

JOHN ELKANN Nipote di Gianni Chairman, FIAT Chrysler Automobili

Fu allora che chiese

a mio nonno di aiutarlo.

La Ferrari era in vendita e la Ford era molto interessata.

Per Gianni era impensabile

che la Ferrari non fosse in mani italiane.

L'intera industria automobilistica è indirizzata

verso gli standard di sicurezza americani.

Agnelli, secondo il direttore dello stabilimento,

doveva essere trattenuto dal sedersi nelle auto durante i test.

No. Non c'è male.

La Fiat e Agnelli rappresentano

la nuova sfida europea all'America.

Pronti ad utilizzare nuove tecnologie,

ma attenti alle necessità umane

nel nuovo Stato Industriale.

Superiamo il milione di auto.

Venderò più di un milione... 1.150.000 quest'anno.

Non so se è abbastanza grande,

ma di sicuro è un numero sufficiente

per competere con gli Stati Uniti.

Gianni si stava muovendo verso la fine

del periodo d'oro della FIAT,

che durò sostanzialmente dal 1945

fino a circa il 1967 e 1968.

Poi...

in Italia si diffusero i tumulti.

Parigi, 1968

Le proteste studentesche dalla Francia sono arrivate in Italia,

dove ben presto si sono allargate ai lavoratori.

Milano, 1969

In tutta Europa ci fu...

un sensazione di cambiamento, di evoluzione.

GIORGIO GHIGLIENO Figlio di un dirigente FIAT

L'azienda è sotto forte pressione

da parte dei sindacati di matrice comunista

nonostante il fatto che alla FIAT

sia riconosciuto il possesso di una politica di relazioni industriali

tra le più all'avanguardia in Europa.

L'impulso di Gianni quando si trovava a fronteggiare scioperi

o altri momenti di tensione con i sindacati

era provare a dialogare.

Quando eri a casa di Agnelli

i comunisti, gli esponenti sindacali,

e gli scrittori di sinistra...

e gli scrittori di destra,

erano tutti lì.

DIEGO NOVELLI Sindaco Comunista di Torino (1975-1985)

Provava grande solidarietà verso i lavoratori

e verso la loro condizione.

LUCIANO LAMA Segretario Generale della CGIL

Firmò un accordo mentre il tasso d'inflazione galoppava

indicizzando i salari all'inflazione.

Così ottenne la serenità dei lavoratori.

Il partito di sinistra lo appoggiò.

Molti dei suoi oppositori sostengono che avesse danneggiato

il commercio e l'industria in Italia.

Si giustificava sempre, anche con me,

dicendo: "In quel momento

con la tensione

che caratterizzava il paese,

con la tensione sociale, l'insicurezza politica

un accordo come quello era necessario".

Molte persone erano contro la FIAT a Torino,

ma non contro Gianni Agnelli.

C'era una... una...

MARIO CALABRESI Ex Direttore de La Stampa

una specie di stacco.

Il Signor Agnelli era il proprietario della Juventus,

la squadra di calcio più popolare d'Italia.

A Torino la Juventus, la squadra di calcio della città,

è una delle maggiori squadre italiane.

E una delle responsibilità di essere un Agnelli

è fare sì che la Juventus vinca.

Quest'uomo è il più costoso. Quest'uomo costa un milione di dollari.

Non so se li vale ma è questo quanto costa alla squadra.

Beh dev'essere un'enorme responsabilità per lui.

Dovrebbe esserlo di più, ma non credo gli importi.

- E invece è importante per lei? - Mi piace molto,

e significa molto per la città e significa molto per l'Italia.

I suoi operai erano comunisti.

Quindi durante la settimana combattevano contro di lui,

ma nel fine settimana erano dalla sua parte.

E dovunque andasse c'era qualcuno che gridava: "Oh, Avvocato!

Andiamo, Juventus! Juventus!"

Passavano vicino all'auto, "Juventus!"

Guerra del Kippur, 1973

La FIAT in quel periodo

fronteggiava la crisi del Kippur.

Il costo del petrolio saliva in fretta.

Non vendevano le auto.

Nel 1975, il mercato automobilistico in Italia

era sceso del 40%.

La FIAT era a corto di liquidità.

GIANLUIGI GABETTI Consulente fidato di Gianni

Davvero...

non c'erano più soldi.

Io gli dissi:

"Guardi, signor Agnelli,

se osserva il Conto Economico della FIAT capirà immediatamente

che ci sono troppe persone per quello che possiamo produrre.

Dobbiamo licenziare almeno 60.000 persone".

C'era un eccesso di forza-lavoro.

E Agnelli disse:

"Io non discuto,

ma non sono qui per risolvere i nostri problemi

a discapito della situazione italiana.

Perché se licenzio tutta quella gente,

chi gli offrirà un lavoro?"

A seguito dell'aumento del prezzo del petrolio, la Libyan Arab Foreign Company

divenne molto, molto ricca e colma di petrodollari.

Alla FIAT serviva un afflusso di capitale

e i libici erano interessati.

Gheddafi all'epoca non era visto come un dittatore particolarmente crudele.

Era visto come uno di quegli eccentrici governanti nordafricani.

Solo uno un po' pazzo.

E così, si arriva all'accordo

di vendere il 10% delle azioni della FIAT

a un prezzo enorme.

Crede che sia stata una buona idea?

- No. - No?

Glielo disse?

Sì.

Gianni andò avanti e lo fece comunque.

Fu...

un'iniezione di capitale di 400 milioni di dollari,

che all'epoca erano una somma incredibile.

Per la FIAT fu un ottimo affare.

La Libia era in consiglio d'amministrazione, ma non aveva peso nella direzione della FIAT.

Funzionò incredibilmente tutto liscio.

Una volta arrivati i libici,

mi chiamò e mi disse, "Ascolta...

dimettiti dal consiglio.

Non è cosa gradita ai miei nuovi...

soci, o...

no, non soci, azionisti,

avere in consiglio qualcuno con un nome ebreo,

quindi, gentilmente, arrivederci".

Fa parte anche questo del signor Agnelli...

La sua... durezza.

Era un gentiluomo totalmente privo di sentimentalismi.

E lo apprezzavo! L'ho sempre fatto.

Ma era fatto così.

La FIAT era una sorta di ragion di Stato.

Veniva prima di qualsiasi cosa.

Gianni sapeva che non stava guidando solo un'azienda. Lui guidava l'economia.

Era il re d'Italia.

Su questo, non c'è dubbio.

In quegli anni c'ero,

controllava tutto quanto.

"Controllava tutto quanto." Un attimo.

ENRICO CUCCIA Ex Presidente, Mediobanca

Cuccia controllava tutto quanto.

Milano, Italia

Così come c'era un sistema politico

pensato per evitare

che l'Italia si rovesciasse,

ROGER COHEN Giornalista, The New York Times

esisteva anche un sistema economico, con lo stesso obiettivo.

E questo faceva capo a Mediobanca.

Mediobanca Banca d'affari, Milano

Mediobanca era guidata da una persona straordinaria, il signor Cuccia.

CARLO CALLIERI Ex dirigente FIAT

Se dico che era il ragno nel centro della tela,

potrebbe sembrare eccessivamente sinistro, ma...

è così che era!

In sostanza, era un siciliano.

Faceva sì che le cose accadessero.

Non... non sempre.

Non si sa come facesse.

Cuccia chiamò Agnelli

e gli disse,

"Voglio che assumi un nuovo direttore finanziario

perché non capisco nulla del tuo bilancio e nemmeno tu."

CESARE ROMITI Ex Amministratore Delegato FIAT

È per questo motivo che Romiti entrò in FIAT.

Romiti era soprannominato "Il Duro",

quello tosto.

Romiti era romano

e si sentiva come a casa

in mezzo ai giochi di potere con i politici di Roma.

Gianni invece non era molto a suo agio a fare quelle cose.

Era troppo torinese, troppo uno del nord Italia.

Le trovava sgradevoli.

Non combaciavano con la sua idea di come andrebbero fatte le cose.

Lasciò fare a Romiti il lavoro sporco.

Per questo, più avanti, Romiti divenne così potente,

perché Romiti conosceva tutti i segreti.

A chi era fedele Romiti?

A Gianni o a Cuccia?

Per me, non c'è dubbio

che Romiti lavorò per la FIAT,

ma per conto di Cuccia.

Gli italiani erano di nuovo alle urne.

I comunisti presero più del 33% dei voti.

Fu un'importante vittoria del comunismo

e fu celebrata come tale.

I comunisti conquistarono anche la città di Torino

e la regione Piemonte.

Fu uno shock per il paese.

L'Italia ora ha il partito comunista più grande dell'occidente,

qualcosa come due milioni di iscritti.

Controlla i sindacati e, tramite loro,

controlla le fabbriche e gli uffici nei quali lavorano i membri dei sindacati.

Bologna, Milano, Torino, Firenze,

Napoli, Venezia, Genova, Pisa

e persino il governo di Roma, sono rossi.

MOSCA

Era il centro esatto della Guerra Fredda.

Gli Stati Uniti

con gli alleati NATO,

contro l'Unione Sovietica.

Gli Stati Uniti sono altamente preoccupati

per la presenza del comunismo nel governo italiano.

L'Italia era l'anello debole della NATO.

Era l'anello debole dell'Unione Europea.

Era il posto in cui era più probabile

che un paese dell'Europa occidentale potesse, in una qualche misura,

passare dal lato dei sovietici.

Gli Agnelli erano visti come i cattivi, i capitalisti.

Per le strade c'erano questi famosi slogan...

Che significa, "Agnelli, Pirelli, ladri gemelli".

Mantenere l'ordine in un clima di...

pre-rivoluzione era veramente difficile.

C'era spaccio di droga, prostituzione.

Alcuni dirigenti FIAT vennero gambizzati.

C'era un clima di terrore e violenza.

GIORGIO GARUZZO Ex Dirigente FIAT

Le Brigate Rosse erano mosse da ideali.

Le Brigate Rosse volevano instillare

una sorta di alternativa sinistroide. Nel senso, avevano ideali anarchici,

ideali semi-comunisti.

La spinta principale era la rivoluzione armata.

Tra il 1977 e il 1979,

il terrorismo in Italia aveva intensificato la sua attività.

Le organizzazioni terroristiche sparavano alla gente,

preparavano attacchi...

Le Brigate Rosse si prendevano gioco dell'Italia.

Le Brigate Rosse hanno dimostrato spietatezza

con la mutilazione o l'uccisione di figure di rilievo,

come questo magistrato ucciso a Roma a colpi di pistola il 14 febbraio di quest'anno.

Martedì, una guardia della prigione di Torino

è stata uccisa da tre uomini armati.

Dall'esplosivo nelle vetture dei dirigenti d'azienda

si è arrivati a gambizzare politici e giornalisti,

fino al rapimento e all'omicidio.

Fino a oggi, ci sono state più di mille azioni di violenza politica.

Ogni mattina era un bollettino di guerra.

Accendevi la radio e scoprivi a chi avevano sparato quel giorno.

E ogni giorno succedeva qualcosa.

Un dirigente, un giudice...

I dirigenti FIAT erano degli obiettivi di rilievo.

CARLO CALLIERI Ex Dirigente FIAT

Mio padre stava per andare in ufficio.

Salutò mia madre nel garage di casa, qua sotto,

prese la macchina e c'erano quelle persone ad aspettarlo.

CARLO GHIGLIENO Ex Dirigente FIAT

Avevano seguito mio padre per settimane.

Due di loro gli arrivarono da dietro e gli spararono.

Gianni era molto provato da quella situazione.

E anche dal...

sequestro.

ALDO MORO Presidente del Consiglio dei ministri

Dopo 53 giorni di prigionia

le Brigate Rosse

assassinarono Aldo Moro,

Presidente del Consiglio italiano.

Agnelli aveva una visione pessimistica dell'Italia.

Pensava che la nazione fosse ormai allo sbando.

IL CAPO DI FIAT NELLA LISTA DEI BERSAGLI DELLE BRIGATE ROSSE

Le Brigate Rosse volevano ucciderlo,

non c'era dubbio al riguardo.

Chiusero Villar Perosa,

perché erano 145 ettari.

Non c'era assolutamente nessun modo di isolare quel posto.

Se qualcuno avesse voluto fare qualcosa,

mettere una bomba o qualcos'altro in casa,

avrebbe potuto farlo.

Molti colleghi industriali lasciarono l'Italia.

Gianni non ci ha mai neanche pensato.

Restò nella sua città,

andava in fabbrica ogni giorno, andava in ufficio.

Era convinto che avrebbe mostrato alle altre persone nel mondo che...

credeva nell'Italia, e di conseguenza, anche loro avrebbero creduto nell'Italia.

Guidava la sua auto,

seminava la scorta, la macchina della polizia,

FURIO COLOMBO Ex Presidente FIAT USA

che lo precedevano e lo seguivano.

Aveva quest'auto della Fiat, perché era importante che essendo a capo della Fiat...

avesse un'auto della Fiat, ma...

il motore era ovviamente Ferrari.

Era estremamente astuto nel cambiare...

il suo percorso ogni giorno per andare alla Fiat.

Si assicurava che la gente di Torino sapesse che lui era lì.

Successe varie volte,

diceva: "Andiamo a camminare per...

Per Via Roma", che è la via... la 5th Avenue di Torino.

Senza scorta,

e con una folla intorno...

che gli diceva: "Grazie che sei qui".

Era normale.

È pericoloso? Va bene.

Chi ha detto che la vita non debba essere pericolosa?

Accanto al cadavere del sig. Moro,

c'è il cadavere della Prima Repubblica Italiana.

Siamo in una situazione d'emergenza.

Emergenza economica ed emergenza politica.

Possiamo definirla una guerra?

Sì, è una guerra, una guerra.

Un certo numero di persone, 61 per la precisione, furono licenziate da Fiat Auto.

Molti di loro erano sospettati di essere terroristi.

Com'era prevedibile, i licenziamenti causarono scioperi.

SCIOPERO DI MIRAFIORI Autunno 1980

C'era in corso la negoziazione di un contratto

per gli operai del settore automobilistico,

e ci fu un lungo sciopero, non di uno o due giorni, di molti giorni.

La maggior parte del Partito Comunista in Italia...

rispettava l'idea...

della Fiat come industria privata.

Ma...

c'era un'ala...

radicale.

Avevano in mente...

di cambiare la nazione completamente.

Il leader del partito comunista, Berlinguer,

Diciassettesimo giorno di sciopero

fece un discorso ai cancelli del complesso di Mirafiori.

Disse: "Se necessario, occuperemo...

gli stabilimenti Fiat".

Improvvisamente,

gli impiegati di livello intermedio della Fiat organizzarono una marcia.

La marcia dei Quarantamila Torino, 1980

40.000 persone marciarono per la città di Torino...

chiedendo che gli venisse dato il diritto di tornare al lavoro.

Era uno sviluppo assolutamente sbalorditivo,

perché non era mai successa una cosa simile in Italia,

e che sbalordì completamente gli organizzatori dello sciopero.

E si arresero subito,

dissero: "Ok, ci avete sconfitto,

ci arrendiamo, diteci cosa volete."

"Facciamo un accordo...

e chiudiamo questo capitolo sanguinoso della storia italiana."

Nel 1981 le cose cambiarono molto per la Fiat...

e per l'economia italiana.

Gli anni '80...

sono totalmente, totalmente diversi.

In Italia c'è un ovvio e crescente benessere,

ed è in gran parte dovuto al successo della Fiat.

L'Italia era sulla bocca di tutti in Europa.

Il suo emergere come nuova potenza economica.

A cosa si attribuisce questa forza?

INVERSIONE A U ALLA FIAT

Le relazioni industriali si sono stabilizzate,

con rapporti migliori tra i lavoratori e l'industria.

Signor Agnelli, qual è la miglior automobile del mondo?

Beh, credo che il miglior acquisto sia una Fiat.

La Fiat a quell'epoca...

aveva le risorse per ricomprarsi Gheddafi.

Per cui fu preparata quest'enorme operazione.

Fu molto costoso...

liberarsi della gente di Gheddafi, ma ce la fece.

Ma quando l'Italia sta meglio, negli anni '80,

l'Avvocato è visto come una figura unificante.

C'erano soldi per i sindacati, c'erano soldi per i lavoratori,

La Fiat andava molto molto bene.

Parte IV Il golpe

A Gianni fu diagnosticato un cancro alla prostata.

Era stanco e avrebbe voluto fare un passo indietro.

Nei primi anni '90 la Fiat perdeva liquidità

Enrico Cuccia usò questa cosa come leva per imporre Romiti.

Cuccia disse che Gianni stesso doveva rimanere...

come presidente, e tenere Romiti come amministratore delegato.

Altrimenti non avrebbero fornito la liquidità per salvare l'azienda.

Gianni dovette tradire suo fratello.

Romiti aveva vinto.

Gianni, che non aveva mai nuotato nella piscina,

improvvisamente saltò in piscina,

come a ripulirsi da qualcosa che non voleva fare.

Cinque anni dopo Cuccia aveva meno influenza,

e Gianni fu finalmente in grado di far andare in pensione Romiti.

Cercava quindi un nuovo presidente.

Parte V Edoardo

Sin dalla prima infanzia,

Edoardo Agnelli poteva supporre che sarebbe stato il futuro capo della Fiat.

Edoardo era un ragazzo molto intelligente e molto sensibile,

aveva davvero ottime qualità.

Ma aveva tutte le qualità...

che Gianni non poteva apprezzare, perché era sentimentale.

Era un intellettuale, e completamente diverso da suo padre.

Dicono che i ragazzi intelligenti non sono molto...

coraggiosi,

perché...

sei stupido...

quando sei troppo coraggioso.

Ma era una cosa che a mio fratello non piaceva.

Non gli piaceva che Edoardo non...

si tuffasse in mare, e non si buttasse nelle onde.

Gianni diceva a Edoardo:

"Oggi andiamo alla partita di calcio, passo a prenderti alle 3",

e poi non si presentava perché di dimenticava completamente.

Venne qui a Princeton e poi...

ANNETTE DE LA RENTA Amica di famiglia degli Agnelli

le cose precipitarono.

Edoardo cadde nel tunnel dell'eroina

e...

Gianni forse si sentiva in qualche modo responsabile, com'era giusto che fosse.

Ci fu un problema di eredità.

Edoardo non era adatto a nessun ruolo nella società.

D'altra parte, il figlio di Umberto, Giovanni Alberto,

si rivelò molto promettente, e Gianni pensò: "Allora è lui...

il vero erede".

Gianni disse a suo fratello:

"Ecco il nuovo dirigente della FIAT,

tuo figlio".

E, quindi, anche se Umberto non avrebbe mai ottenuto la carica

per la quale aveva aspettato tutta la vita,

almeno sarebbe subentrato suo figlio.

Giovannino

era una ragazzo molto sveglio e instancabile,

quindi...

RUY BRANDOLINI Nipote di Gianni

riponemmo tutti...

molte speranze in lui.

Era quello giusto.

GINEVRA ELKANN Nipote di Gianni

Tutti erano d'accordo su questa cosa e...

l'attimo dopo se n'era andato,

praticamente all'improvviso.

Aveva...

32 anni quando scoprirono il cancro.

ISABELLA RATAZZI Nipote di Gianni

Lo scoprirono in primavera, e prima della fine dell'anno lui era già morto.

Era un ragazzo davvero splendido,

pieno di vita.

Si era appena sposato. Sarebbe diventato padre presto.

Era sempre allegro, aveva sempre una risata in viso, era...

Aveva tutto.

Umberto rimase letteralmente

sconvolto.

Non si riprese mai dalla storia di Giovannino.

La vita doveva andare avanti,

GIANLUIGI GABETTI Consigliere più fidato di Gianni

così Agnelli

mi disse:

"C'è un posto vuoto nel consiglio".

L'unica

persona

sulla linea di successione

era John.

Individuò uno dei nipoti

che adorava.

Disse: "Mio nonno mi diede un posto nel consiglio della FIAT

quando avevo 21 anni, quindi non vedo perché non debba fare lo stesso".

Mi chiese di andare con lui nella sua stanza,

JOHN ELKANN Presidente della FIAT Chrysler Automobiles

e quindi lo seguii.

E praticamente mi disse:

"Sto pensando di darti un posto nel consiglio".

E, in sostanza, fu tutto quello che disse.

Penso che fosse un nonno eccezionale,

ma non avrei mai voluto essere suo figlio.

Eravamo a pranzo insieme

e ricordo che, a un certo punto, Edoardo disse una cosa e...

e Gianni...

gli si scagliò contro.

E quindi pensai: "Non riesco a credere che, dopo tutti questi anni, il loro rapporto

sia ancora così teso e senza nessun tipo

di rispetto dalla parte di suo padre".

Accadde tre giorni prima che Edoardo si togliesse la vita.

Si buttò da un'altezza di 100 metri.

Giunse

la telefonata e...

quando Marella tornò al tavolo,

aveva

un'espressione

visibilmente

affranta

e disse che voleva fare una passeggiata.

Disse di aver capito perché il padre le avesse raccontato la storia

di Francesco d'Assisi e Chiara.

Un amico di Chiara

si era gettato da un ponte.

E...

San Francesco le scrisse dicendo:

"Chiara, Chiara, non disperare.

Quando ha toccato l'acqua, ero lì a pregare".

Mio nonno purtroppo dovette riconoscere da solo il figlio.

E lo fece ricucire a mio zio, per far sì che fosse...

quantomeno

accettabile

quando mia nonna l'avrebbe visto.

Gianni era completamente devastato

e mi disse:

"Ci vuole parecchio coraggio per buttarsi da un ponte".

Edoardo l'aveva fatto

per dimostrare al padre il suo coraggio.

Alla morte di Edoardo,

andammo al funerale

che si tenne nella residenza di Villar Perosa.

Gianni alla fine disse:

"Non dobbiamo mai dimenticare che questa era una casa felice.

Ma ora non lo è per nulla".

Gli scrissi una lettera.

E...

gli dissi di andare...

gli dissi che se fosse andato

al Museo di Storia Naturale

e avesse guardato l'universo,

avrebbe pensato

che c'è un fine supremo

che non possiamo capire.

O forse no.

E rispose a quella lettera

solamente un anno dopo.

E...

mi disse di averlo fatto

e che aveva avuto un certo significato per lui.

Era rimasto più sconvolto di mia nonna.

Tanto che...

il suo corpo si indebolì.

Andò tutto a rotoli.

Ho visto Gianni

un mese prima che morisse.

È stato molto triste.

Molto triste.

Non lo riconoscevo più.

Non so se lui riconoscesse me.

Cadde in uno stato di...

quella che pensai fosse depressione. Fu una delle cose più tristi mai viste in vita mia,

perché all'improvviso vedi un titano,

una persona leggendaria, qualcuno che reputavi quasi immortale,

completamente sconfitto.

Al suo funerale si creò la folla più vasta

mai vista a Torino.

Operai,

persone della sua città natale

si misero in fila in quel gelido giorno invernale.

Mentre eravamo lì,

con tutta la famiglia,

le mani

mi facevano talmente male,

che iniziai a dare la mano sinistra, perché non riuscivo più

a dare la destra.

E tantissime persone

dissero: "Sono molto riconoscente a suo fratello. Davvero molto.

Eravamo amici.

Ha dato un lavoro a mio figlio.

Ha dato un lavoro a mio fratello".

E dissero:

"Quando le cose a Torino andavano male,

sentivamo un elicottero passare.

Così sapevamo che era arrivato in città e la cosa ci rendeva felici".

Non l'avrebbe mai ammesso, ma sapeva di essere il Principe d'Italia.

Era l'immagine internazionale dell'Italia.

L'uomo più affascinante del Paese.

Era il simbolo del perfetto italiano.

Molto cortese,

popolare tra le donne,

appariscente,

ma solo il giusto.

Equilibrato

in un periodo di instabilità.

Era davvero...

un principe.

Era sempre mia nonna a scrivere le cartoline di Natale.

Mio nonno era vivo

durante il Natale 2002-2003.

Decise di creare

una sua cartolina di Natale.

Così scelse con attenzione

tre foto: una dello Stealth,

cioè la barca che era tanto orgoglioso

di aver costruito,

una della Ferrari, che nel 2002 aveva vinto

il campionato mondiale,

e, infine, una della Juventus, che aveva vinto il campionato italiano,

lo scudetto, nel 2002.

Volle davvero

dare un segno di vitalità.

E...

fu un modo

per risollevare lo spirito.

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