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- Pronto? - Sono Mauro.
- Devi farmi un favore per mio nipote Antonio. - Non lo conosco.
Non importa. Lo mando a Roma stasera e preferisco che dorma da te.
Ma proprio stasera?
- Perché? - C'è una festa qua.
Non ci voleva! Va bene, preferisco che viene da te.
Però mi raccomando, non gli dare una lira, non gli dare niente! Hai capito? Niente!
Tanto domani mattina viene un frate e se lo porta via a curarsi in campagna.
Okay. Serve altro?
- No. Va tutto bene lì? - Sì.
Problemi?
- Nessuno. - Meglio così. Statti bene.
- Ti richiamo quando torno da Catania. Ciao - Ciao.
E di' a Luciano che mi chiama sempre coi gettoni mai da casa e di non fare "minchiate", capito?
Okay.
- Ciao. - Ciao.
- Che facciamo? Andiamo da Franco? - No, io vado a dormire.
Io pure, sono stanco.
- È qui, vero? - Sì. Andiamo.
A domani.
- Avverti Franco. - Okay
- Ciao. - Ciao.
- Chi è? - Sei Rosanna?
- Sì. Chi sei? - Sono Antonio, il nipote di Mauro.
Ah, sì! Ha telefonato.
Sali. Ultimo piano.
Hanno suonato.
Ciao.
Lei è una mia amica di Roma. È venuta a prendermi alla stazione.
- Mauro non mi ha detto niente. - Non lo sapeva.
- Comunque è un'amica. Puoi fidarti. - Rimane a dormire?
No, va via presto. Non la vedo da molto. Sempre se non disturba.
Okay.
- Entrate. - Grazie.
Ciao.
- Oggi è il mio compleanno. C'è qualche amico. - Auguri.
Metti la.
Sì. Scusa.
Se volete mangiare, qualcosa c'è rimasto
- Quando vuoi dormire, melo dici. - D'accordo, grazie.
- Domani viene a prenderti un frate? - Sì.
- Mi porta in una comune. - Da quanto tempo ti droghi?
- Due anni. - Ci sei cascato alla tua età?
A furia di portarla!
Non angosciarmi con questi problemi. Non mettere il dito nella piaga.
Sono problemi miei che risolvo io.
- Posso mangiare qualcosa? - È lì.
- Grazie. - Ti preparo un piatto.
- Chi ha le cartine? - Eccole.
- Questa roba è buona. - Dove l'hai presa?
Dal Pellicano.
- Fammela provare. - È buona.
Stavo scherzando. Dammi un bacio.
- Perché mi guardi? - Ti vergogni?
Dai!
- Stai poco bene? - Ho mal di testa.
Chi è?
È Antonio, il nipote di Mauro. Possiamo fidarci.
Dico a te! Non mi senti?
- Se non me li dai, ti cavo gli occhi. - Ho chiesto una settimana.
Smettila! Ha detto che ti paga!
- Basta con queste scenate! - Me li dai con gli interessi.
- Lascia perdere. - Con voi è sempre la stessa storia.
- Sta male! - Datemi una mano, per favore!
Sta in crisi di astinenza.
Alzagli la testa.
- Che ha? - È in astinenza.
- Ti prego, dammi qualcosa. - Che cosa? Non ho niente.
- Ce l'hai! - Ma tuo zio non vuole.
Non resiste. Ti rovina la festa.
- Datemi qualcosa! - Te la pago io.
Non resisto! Datemi qualcosa!
Carmelo, hai qualcosa con te?
Portalo al bagno.
- Dopo chiuditi in camera. - Stai tranquilla, ci penso io.
Vieni.
Rosanna! Rosanna!
Fermi! Mani in alto! Polizia.
Fermi!
Fermo tu! Monica, apri la porta.
Da questa parte!
Bloccate quei due!
Metti la mano e fammi scappare!
Faccia al muro!
- Dove scappi? Fermo! - Non conosco nessuno.
- Leva la mano! - Che hai qui?
Controllate in terrazzo, dai! Che non ce ne siano altri.
- Cammina! - Stai fermo...
- Stai fermo, stronzo! - Portali giù.
Cammina.
Controlla qua sotto i cuscini, sotto i materassi. Tutto eh! Controlla bene.
Sì, commissario.
- Qua? - Guardi un po' commissario.
E questa?
- Tutto a posto. - Sì?
Ho un regolare porto d'armi.
- Prego. - Questo lo controlliamo al distretto.
- Dai! Giù al cellulare, andiamo. - Fai piano tu.
Lucidi, prendila tu.
Controllate bene nei cassetti.
Brava, bella festa. Sei proprio brava!
Bella gente! Ma chi frequenti?
Sei un lurido maiale, figlio di puttana, poliziotto di merda!
Ti auguro ogni male!
Portatela via.
Rimaniamo io, Lucidi e Cipriani a mettere i sigilli.
Ci troviamo in Via del Pellegrino. Abbiamo fatto incursione.
Chiediamo ausilio. Inviate un cellulare.
- Cerca bene. - Stia tranquillo.
- Dov'è la mia mamma? - Ma chi sei?
Ho detto, dov'è la mia mamma?
- Dov'è la tua mamma? - Dai che hai capito benissimo.
Dov'è la tua ma... È... è uscita.
- Come è uscita? - È uscita!
È uscita un attimo.
È il figlio della proprietaria dell'appartamento, dormiva dentro una stanzetta.
- Lascia fare a me, me la vedo io - Sì.
Mamma!
Mamma!
- Ma che, l'avete arrestata un'altra volta? - Sì, ma solo per accertamenti.
- Sì, va beh', ma sei autorizzato? - Come non sono autorizzato,
se non sono autorizzato, chi deve essere autorizzato?
Fai vedere la tesserina.
"C-A-R-L-O V-I-N-C-I-G-U-E-R-R-A".
- Mah! - Basta! Così impieghi tre anni!
Ho solo sei anni. Faccio solo la Primina.
"C-O-M-M-I-S-S-A-R-I-O".
- Ah, ma sei commissario? - Sì, sono commissario.
- Va bene, sei in regola. - Grazie, troppo buono.
Quando me la rimandi a casa?
- Commissario. - Sì?
- Guardi che cosa ho trovato. - Non davanti al ragazzino! Dopo no?
Quando tua madre parte dove ti porta?
Dalla portiera, ma le puzza il materasso.
Va bhe'. Stanotte ti tappi il naso. Anche perché non abbiamo alternative. Vai, su!
- D'Ambrosio! - Sì, commissario.
Accompagnalo in camera che prende i vestitini, e l'accompagni giù dalla portiera.
Va bene.
- Perché non mi porti tu? - Perché io non ti vado bene?
Lui comanda di più.
Così le ordina di non farmi la frittata di cipolle.
Va bhe, ma non parliamo di frittata di cipolle. Dai, dopo tutta sta tragedia. Su!
- Fate presto. Cipriani. - Dica, commissario.
- Guarda nel bagno. - Va bene.
Mensolette, scaffali, anche sopra lo sciacquone.
- Eccolo, è pronto. - Okay.
- Allora chiudete e sigillate voi. - Sì.
Andiamo.
- Perché hai un pattino solo? - Per ora so andare solo con uno.
- A che piano è la portiera? - Al primo piano.
- Carlo. - Chi ti ha detto che mi chiamo Carlo?
L'ho letto nella tesserina.
- Che vuol dire "accertamenti"? - Le faremo qualche domanda.
Ma roba da poco comunque.
- Ma poco quanto? - Ma non lo so.
Comunque è gente più importante che decide. Non posso decidere io.
Io conosco te.
Carlo, alla portiera le puzza il materasso ma anche i piatti.
E c'ha la televisione in bianco e nero.
E va bhe', stiamo a parlare di un appartamento, mica di una catacomba.
Poi devi starci solo una sera. Mica nei secoli dei secoli, eh!
- Questa neanche c'è! - Meno male!
Meno male per te, non per me. Andiamo. Signora!
- Sono stufo! - Questa storia va avanti da un anno.
- Scusate. Chi è la portiera? - Sono io.
- Gli ho già messo il materasso per terra. - È quello.
Va bene, abbiamo già parlato.
- Il pattino no! Riga tutto. - Tu non righi il pavimento...
...e lei non ti fa la frittata con le cipolle. - Quando l'ho fatta? - Sempre.
- Va bene, basta. Non litighiamo! - Voi potete andare.
- A posto? - Lucidi sta mettendo i sigilli. - Bene. - Andiamo, Giulio.
Buonanotte.
- Ciao. - Ciao. - Saluta mamma. - Sarà difficile.
- Quando finisce questa rottura di coglioni? - Lo dice a me?
- Hai chiuso tutto? - Sì. - Andiamo.
- Che è successo? - Hanno fatto una retata. - Fai vedere le bustine.
- Erano in un vaso del terrazzo. - Sul terrazzo? - Sì.
Vai.
- Andiamo. - Ciao. - Ciao.
- Chi cerchi? - Nessuno.
- Sei Antonio, il nipote di Mauro? - Sì.
- Cerchi Rosanna. - Sì. Abita qui? - No, oggi abita da un'altra parte.
- Se vuoi, ti portiamo da lei. - No, grazie. - Per noi è un piacere.
- Che ho fatto? - Sali. - Non ho fatto niente.
- Non mi sono mai drogata. - Si sieda. - Non fumo neanche!
Che volete da me? Non conoscevo nessuno a quella festa.
Questa è per uso personale? Sei un cammello? Sono fesserie!
Se apri un negozio di fesserie, ci mettiamo in società.
Commissario, una bustina così è per uso personale.
Non hai un buco. La prendi per clistere?
Questo voleva fare il buco a me.
- Tu vai a Rebibbia alla velocità della luce. - Esagerato!
Sì, ci vai di corsa! Che si sa degli altri?
- Uno è ricercato e un altro ha precedenti. - A Rebibbia pure loro.
- Va bene. - Ti ho portato Antonio Licata, il nipote di Mauro...
...quello delle intercettazioni telefoniche a Milano. - Ho capito.
È un tossicodipendente psicolabile. Torchialo bene, sa molte cose.
- Va bene. - Che si sa dell'intestataria della casa?
- È da Folliero. - Okay.
Metti a verbale. Carmelo Privitera, nato a Gela...
Ho diritto di sapere dov'è mio figlio! È un bambino di sei anni.
- È dalla portiera. Se serve, domani ci ripasso. - No!
Tu non ci ripassi! Non preoccuparti di mio figlio. Domani ci penso io.
- Io non voglio parlare con questo cornuto. - Metto a verbale? - No.
È offesa a pubblico ufficiale. Non aggravare la tua situazione.
- È già abbastanza grave. Queste erano in terrazzo. - Che cos'è?
Tu che dici? È farina? Questa è più di mezz'etto di roba!
- È roba tua? - Non dite stronzate!
- Allora chi ce l'ha messa? - Non lo so. - Lo sai!
- Anzi, lo so. - Ecco! - L'ha messa questo infame per fregarmi!
Adesso si verbalizza!
Sono sei mesi in più!
Se questa roba è tua, è un conto. Se pensi che l'ha messa qualcuno...
...la tua posizione cambia da così a così.
Se hai dei sospetti, parla. Per esempio, chi è Mauro...
- ...che ti chiama da Milano? - Abbiamo la registrazione.
Perché proteggi chi ti vuole incastrare?
Va bene, basta! Portatela a Rebibbia!
Comunque pensaci e pensa anche a tuo figlio.
- Come va? - Lui è stato rilasciato e lei deve essere interrogata.
- Che fai qui? - Aspetto la signorina.
- Vai a casa. - Commissario. - Sì?
- Vuole parlarle. - Hai visto?
- Alle minacce bisogna sempre alternare l'umanità. - Certo!
- Il bastone e la carota. - Lasciaci soli.
Brava, così mi piaci.
Sono contento che hai deciso di parlare. Coraggio, dimmi tutto.
Sei un pezzo di merda e stavolta non ci sono testimoni.
Mangano! Portala in camera di sicurezza.
- Ha parlato? - No, doveva dirmi una cosa. - Che cosa?
Niente, una cosa sul codice fiscale.
- Perché? Dobbiamo fargli la fattura? - No, gliel'ho detto.
- Volante 18, date il cambio alla 16. - Lucia.
Lucia. Lucia!
- Ti aspetto in auto. - Ho finito. Ci vediamo in cortile.
Aspetto giù.
Ciao, Sandra. Ci vediamo domani.
Lucia.
- Sei stanco? - Sono distrutto.
- È stata dura? - Abbastanza. Comunque è andata bene...
...per fortuna.
Andiamo a casa mia? Non è partito?
No, ha rimandato a domani. Sta via solo due giorni.
- Va bene, vieni lo stesso. A quest'ora dorme. - No.
Sono stanca, poi domani a mezzogiorno lavoro.
- Che fai? - Adesso lo vedi.
- Che fai? - Il minimo che io possa fare.
- Hai la barba lunga. Così mi scopre. - Vieni qui.
- Dai, ci vediamo domani sera! - È faticoso andare avanti così.
- Prova a dirglielo. - Non è facile.
- Mi vuole bene. - Gli parlo io? Lo convoco in ufficio e...
Sì! Magari lo arresti perché non mi lascia.
- Carlo, sono cose che devono maturare. - Più mature di così!
Lucia, più mature di così!
- Che hai? - Ti voglio.
- Chiamo il 113. - Il 113 per un bacio? Magari la Digos!
- Per un bacio. - Dai!
Va bene.
Mah!
Chi è?
Un momento!
Chi è?
Chi è?
Che fai tu qui?
- Ciao. - Allora?
Mettila via!
Abbassa le mani. Spiegami tutto.
- Sono scappato. - Sei venuto fino a qui?
- Chi ti ha detto che abito qui? - Ho fregato la portiera!
L'hai fregata?
Siediti. Mi devi spiegare tutto. Mi scoppia il cervello!
Le ho detto: "Per piacere, mi guardi sull'elenco del telefono..."
"...dove abita un mio compagno di scuola?"
"Il padre si chiama Vinciguerra Carlo."
Oggi mi ha accompagnato a scuola. Quando è andata via... Zac!
- Zac? - Ho preso tre tram senza il biglietto.
Bravo! Bell'esempio!
Non sai che i bambini sotto il metro non pagano?
- Ma devono essere accompagnati. - Se sono da solo divento più alto?
Non fare lo spiritoso! Cos'è quel gonfiore sotto la maglietta?
La valigia! Dove metto la roba? Dove dormo?
- Che dici? - Non voglio stare dalla portiera né all'istituto!
- Vorresti stare qui? - La colpa è tua, hai arrestato mia mamma!
Non hai parenti?
Uno zio, una zia, un nonno, una nonna... una trisavola!
I nonni sono morti di crepacuore per la mamma.
Un padre lo hai o ti hanno fatto in provetta?
Lo non l'ho mai visto, non c'è neanche una foto.
Tribunale minorile? Per favore, il dottor Laurenzi.
- Vinciguerra. Grazie. - È inutile che chiami il giudice.
Io non vado all'istituto! Resto qui perché la colpa è tua.
Io sono un commissario! Non è colpa mia se tua madre è una grande...
...delinquente! - Non è vero! - È verissimo!
- Ritira! - Non rigare il tavolo!
Laurenzi, ciao, carissimo. Sono Vinciguerra.
Ho un problema su un affidamento di minore.
Ieri abbiamo arrestato una donna...
...che ha un bamb... Giulio! Scusa un attimo. Giulio!
Laurenzi, ti richiamo tra un minuto. Scusa tanto. Giulio!
Fermati! Giulio!
Giulio! Fermati.
- Scusa! - Non hai gli occhi? - Scusa!
Non attraversare, Giulio!
Fermo!
Santa Madonna!
- Oddio! - È ferito? - Si è fatto male?
No. Non è niente, grazie. Ha ragione, chiedo scusa.
Grazie. Sto benissimo, non è niente. Hai ragione.
- Non ti sei fatto niente? - Niente. Ti ringrazio.
Tu sei un grandissimo delinquente!
Dimmi che cosa dovrei farti adesso!
Allora?
- Ti si vede quasi tutto il sedere. - Dove?
- A sinistra. - Porca miseria! Che figura!
- Stai buono con questa palla! - Dai, Fabrizio!
Fino all'anno scorso è stato in un istituto, il padre è inaffidabile...
...e lui vuole restare con me anche se ho arrestato sua madre.
Forse la ritiene responsabile.
Perché? Lo non sapevo che avesse un figlio. Se lo avessi saputo...
- Non l'avrebbe arrestata? - No. Sì! Certo!
Ho parlato con il giudice istruttore. L'avvocato della madre...
...ha chiesto la libertà provvisoria. Se l'ottiene, il problema è risolto.
Non credo che la otterrà.
È piena di precedenti, non parla, non collabora...
...probabilmente nasconde gente importante. È una cosa seria.
Vedremo.
Commissario... sto per farle una proposta piuttosto azzardata.
- Cioè? - Può tenere il bambino solo per questi pochi giorni?
- Con me? - Sì! - Io?
Come faccio? Ho il mio lavoro, i miei orari...
...la mia vita privata... - Mi rendo conto.
È una cosa impossibile.
Però mi ha detto che sta a scuola fino alle 4,00 del pomeriggio.
Potrei organizzare i turni di lavoro in modo che...
A casa ha qualcuno che può sorvegliarlo?
Purtroppo vivo completamente solo.
Però abito in un condominio.
Ci sono soprattutto vedove e signore anziane.
Forse potrei chiedere a qualcuna di loro di aiutarmi con il bambino.
- È possibile. - Ora dov'è il bambino?
- Giulio è qui, sulla panca. Vuole vederlo? - Perché no!
Giulio!
- Che cosa vuole farci? - Giulio, la palla!
- Scusi. - Si figuri!
Sei impazzito?
Signor giudice, le chiedo scusa. Posso provvedere alla riparazione?
Non è niente, non è la prima volta.
Qui ci vorrebbe una porta di acciaio!
- A che cosa pensa? - A casa mia ho quattro porte di vetro!
Stia tranquillo, se la madre resta in prigione...
...gli troviamo una sistemazione in un altro istituto. In bocca al lupo.
- Che Dio mi assista! - Arrivederci.
Le chiedo un consiglio.
Io chiederei di essere sostituito da questa indagine.
Se dovessi scoprire qualcosa che aggrava la situazione della madre...
...poi con che faccia lo guardo?
Lei è adattissimo a tenere un bambino!
- Grazie. E mi scusi ancora. - Si figuri!
Guarda un po'!
Scusi di nuovo.
Sei pazzo? Credi di stare a San Siro?
- È andato in porta! - La porta di un giudice, non quella di Zenga!
Niente mano! Sono troppo arrabbiato con te!
- Hai rotto anche questo? - No, ti hanno rubato la radio.
- Ma guarda! - È il colmo!
Quale colmo?
Un poliziotto si fa rubare la radio davanti alla casa del giudice!
Accidenti a quando mi sto occupando di te. Entra, tarantola.
Scommetti che acciufferò i ladri?
Fosse vero!
Accidenti! Ah!
Perché ridi?
Secondo me la radio sta già a Napoli!
Oggi mi va tutto storto.
- Buonasera, signor Vinciguerra. - Buonasera, signora Matilde.
- Buonasera, commissario. Come va? - Buonasera, professoressa.
- Buonasera, signor Carlo. - Buonasera. Signora, buonasera.
- Buonasera. Ciao. - Ciao. - Arrivederci.
- Come mai tutte queste vecchie? - Non dire quella parola. È brutta.
Si dice: "signore anziane". Questo è un palazzo di vedove.
- Buonasera, signor Carlo. - Ecco la vecchia! Buonasera, signora.
- Questo bel bambino è suo nipote? - No, è un mio amico.
- Arrivederci. - Arrivederci. Buonasera.
Questi non sono due vecchi. Hai fame?
- Insomma. - Se mangiassimo un piatto di spaghetti?
- Non male. Oppure fusilli. - Fusilli? Chi me li dà?
Mangiamo gli spaghetti che sono tanto buoni!
- Avevamo detto di ripassarli in padella. - Giusto.
Dai, su.
Per ripassarli devi lasciare la padella sul fuoco.
Altrimenti non si insaporiscono. Va bene.
Bisogna proprio essere due cretini!
Due ore di lavoro buttate! Siamo due cretini!
Cosa fai?
Se li prendiamo solo sopra?
- Come sarebbe? - Dai, si raffreddano!
Almeno mettiamoci il parmigiano!
- Così li abbiamo fatti ripassati per terra! - Non fare lo spiritoso!
Non si può! Dai!
- Sembra di mangiare vomito di gatto. - No! - Dai!
Come ci siamo ridotti? E io ti seguo!
- Perché ridi? - Ora a Derrick gli rubano la radio!
Ho detto che li acciufferò. Puoi fidarti!
Siccome sono le 10,45...
...i bambini vanno a letto. Sei gonfio di biscotti. Via.
- Prima mi devo lavare. - Laviamoci!
Nelle scarpe avevi l'inchiostro? Dai!
L'altro.
Cosa c'è?
Questo può ancora andare, lo lavo domani.
Non ho mai visto uno che si lava un piede solo!
- Sei un trampoliere? - Ricominciamo? - Certo che sì!
Andiamo. Alle 11,30 stiamo ancora a lavarci!
Non potevi andare all'istituto?
Va bene? Vai.
- Cosa annusi? - Va quasi bene.
Tu hai le paranoie! Mettiti dentro il letto.
- Cigola. - Certo, ci salti sopra.
La mia mamma mi fa addormentare nel suo letto.
- La tua mamma, io no! - Conta di più quello che dice la mamma.
Allora vai da tua madre a dormire su una panca di Rebibbia!
La fate dormire sulle panche?
No, sono frasi che si dicono. Spengo?
Mamma mi lascia una luce sul comodino.
Qui hai una porta a vetri e la luce in corridoio. Basta.
Buonanotte.
- Questo non è un ragazzino, è un alieno! - Carlo!
- Cosa c'è? - Il letto cigola, non posso dormire.
Senti? Basta che respiro!
Lo fai apposta! Uno in coma respira così!
Basta! Se mi arrabbio, sono guai!
Non c'è niente da ridere!
Sia maledetto il momento in cui sono entrato in quella casa!
Folliero, dovresti farmi una cortesia.
Compra uno stereo per la mia auto.
Manda la D'Ambrosio perché suo zio ha un negozio all'ingrosso.
Segna. La marca è "Nebraska", con la "k"...
...modello 271.
Va bene usata o nuova, la invecchio io.
Mi raccomando! Domani mattina la voglio trovare sulla mia scrivania!
Va bene?
Parlo piano perché ho avuto un colpo di freddo.
Ho la raucedine, ma non preoccuparti.
Sì, a domani. Ciao. Grazie.
Il piccoletto è fregato!
Non sopporto questo cigolio, mi trapana il cervello!
Giulio! Vieni a dormire da me. Questo cigolio non si sopporta più!
- Dici sul serio? - Sì. Stai con me finché non ti addormenti...
...poi torni lì. Chiaro?
I banditi saranno stati all'incirca sette, otto o dieci.
Che significa "all'incirca"? Sii un po' più preciso.
Erano dieci banditi.
Erano violenti, armati fino ai denti.
Avevano bombe a mano, pistole, mitra.
- Uno aveva il bazooka. - Esagerato! E la portaerei?
Alcuni banditi sono molto armati. Non ricordo se c'era il bazooka.
A un certo punto accerchiamo il casale.
Alle tre in punto io faccio il verso della tortora.
Di notte le tortore dormono mica cantano.
Infatti era di pomeriggio.
- Di notte era meglio. - Questa irruzione è stata fatta di giorno.
La prossima volta la faremo di notte, per farti più contento.
Dopo il verso della tortora, il maresciallo Cipriani...
...mi risponde con il verso del cane. - Fallo.
Prendo la pistola, la punto verso il cielo...
...e faccio partire un bengala che illumina a giorno tutta la zona.
Ma non era già giorno?
Entriamo di corsa nel casale, sfondiamo finestre e porte.
Botte, spari, urla! "Polizia"! E cose simili.
- Pim, pum, pam! - Falli bene.
"Mani in alto!"
Non mi ascolti?
Ho voglia di vedere la mia mamma.
L'altra volta l'ho vista in parlatorio.
Ti dico una cosa in grande segreto.
Forse fra due o tre giorni esce.
Due o tre giorni sono lunghissimi.
- Che tipo è tua madre? - A me piace. A te?
È una bella ragazza, ha un bel fisico.
- È buona. - Con te.
Sì, delle volte si arrabbia. Dice certi bestemmioni!
Di che genere? Cose tipo "Porco Giuda"?
- Molto più su. - Sì?
- Però le passa subito e torna allegra. - È anche allegra?
Quasi sempre, ma non sempre. Perché è un po' sola.
Quella sera a casa sua c'era tanta gente, tanti amici.
- Quelli non sono amici. - Cosa sono? Nemici?
Ascolta... A casa, per esempio...
Carlo!
Carlo.
Carlo!
- Chi è? - Dopo ti spiego.
- Chi è? - Un ragazzino, mica un gatto!
Le ciabatte. Devo passare sui vetri. Ho paura che vada a finire...
- Ah! - Ti pareva! - Mi è andata una scheggia sotto al piede.
Fai presto.
Guarda.
- Un momento. - Lo vedi? - Devo mettere gli occhiali.
- Guarda. - Un attimo. Aspetta.
- Lo vedi? - Questo non è un piede, è una bistecca.
Levamelo. Il bambino mi sta cadendo sui vetri.
- Ecco fatto. - Lucia. - Sì?
- Mi prendi i cerotti che stanno... - Sulla mensola in bagno!
- Stai fermo. - Mi fai il solletico.
- Si può sapere chi è? - Me lo ha affidato il giudice.
È il figlio di una che ho arrestato. È roba di due o tre giorni.
Proprio le due notti che mi ero liberata!
Avevi dimenticato che venivo.
No, per niente. Mi sono messo anche la tuta da combattimento!
Questo squallido pigiama?
Pensa al combattente. Che ti importa della tuta?
- No, dai. - Ho voglia. - Di là c'è il bambino.
- Come? - C'è il bambino!
I mariti e le mogli non fanno niente perché ci sono i bambini?
Basta che non fai lo strillo!
- Smettila! Non ha un padre? - Sta a Milano, in carcere.
Basta parlare del bambino. Pensiamo a noi!
- Carlo, no! - Come sei calda!
Perché ti porti sempre dietro queste cinture di sicurezza?
- Non graffiarmi! - No!
- Mi gira la testa. - Ti agiti troppo.
Prima il piede, poi la testa. Rilassati, così aiuti anche me.
Hai ragione. Non lasciarmi segni.
Cigola anche il tuo?
- Come? - Chi è quella donna?
Chi è?
È una collega che è venuta a fare gli allenamenti di karate.
- Smettila! - Sì!
Perché non dormi? Sono le due di notte.
- Hai preso la cocaina? - Bimbo, guarda questa mossa!
- Accidenti! - Piaciuta?
- Fine dell'allenamento. Buonanotte. - Lucia! Non fare così, Lucia!
- Ti ha fatto male? - No, sono mosse studiate. È tutto per finta.
Mica...
Chiudi! Mamma ha la mania di vedermi pettinato!
- Va bene. - Tu cosa c'entri? - Niente.
- Non noti niente? - Hai una bolla.
Non su di me. Non noti niente nell'auto?
- Guarda bene. - La radio!
- Li hai acciuffati! - Sì. Li ho messi sotto torchio.
Però quel pulsante era rotto.
- Era rotto? - Sì. - Me lo hanno cambiato.
- Perché? - Per...
Per rivenderla meglio.
- Allora ci hai guadagnato! - Certo!
- Grazie. - Ancora tu con mio figlio?
- Cosa vuoi? - Niente.
- Io non voglio proprio niente. - Che ci fai qui?
Chiedilo a lui.
- Sto a casa sua. - Casa tua? - A casa mia!
- Ma forse domani ti liberano. Vero? - Forse.
Hai chiesto la libertà provvisoria? Devi guadagnartela.
- Ci siamo capiti. - Vai via. Fammi parlare con mio figlio.
Parlate!
- Come stai, amore mio? - Benino.
Mi avevi promesso che non succedeva più.
Volevo portarti in un'altra città, ma non mi hanno lasciata andare.
- Quelli di Milano? - Non parlare di queste cose con lui.
- Ti ha chiesto niente? - No. - Non ti fidare.
Per questo non voglio che stai con un poliziotto.
Non è proprio cattivo, anzi, è anche un po' buono.
Gli ho detto che volevo vederti e si è fatto fare subito il permesso.
Pensa di commuovermi, di ricattarmi. Ormai lo conosco.
No. Lo conosco più io.
Non è furbo. Si è lasciato rubare l'autoradio!
È un poliziotto!
Poi ha detto che l'aveva ritrovata perché aveva arrestato i ladri.
Secondo me l'ha ricomprata uguale! Poi è un gran bugiardo!
L'altra sera è venuta una guardia femmina e io li ho beccati.
Mi hanno detto che facevano il karate.
Quale karate? Quello che si tira su le mutande!
- Poi mi racconta le storie. - Le storie?
Sì, per addormentarmi. Dice che sono storie sue, vere.
Tutte piene di sparatorie, bombe, mitra.
Dove lui è bravissimo!
Mi racconta anche tutti i rumori. Fa così...
Mi racconta tutta la Seconda Guerra Mondiale!
- Cosa hai da ridere? - Chi ride?
Ridevo così...
- Il commissario Vinciguerra? - Sì. - La accompagno al reparto maschile.
Il direttore vuole parlare con lei.
Subito. Per il bambino come si può fare?
Lo puoi prendere in consegna tu?
Sì. La aspettiamo nell'anticamera del parlatorio.
- Ci vediamo dopo. - Andiamo.
Direttore, c'è il commissario Vinciguerra.
- Buongiorno. - Come va? - Male.
- Cosa è successo? - Un fatto grave che penso la riguardi. Venga.
- Lo ha arrestato lei. Ricorda? - Sì, lo ricordo.
- Licata Antonio. - Lo hanno trovato un quarto d'ora fa, impiccato.
Sembrava tranquillo. Non aveva mai manifestato segni di squilibrio.
- Ha fatto tutto da solo? - È difficile...
...fratturarsi prima il cranio e poi impiccarsi.
- Lo hanno fatto fuori. Questo non parla più. - Dovevo immaginarlo.
Se vuole procedere nel suo lavoro: Interrogatori, rilievi...
- Sono a sua disposizione. - Non mi occupo più di questo caso.
L'ho declinato e forse ho fatto anche bene.
Piuttosto, secondo me, c'è una persona che rischia come lui.
Si chiama Rosanna Clerici. Credo ci sia connessione con questo caso.
Al reparto donne è più difficile, ma darò disposizioni.
- Mi raccomando -Accompagna il commissario. - Grazie.
- Arrivederci. - Buonasera.
- Sempre a disposizione. - Grazie mille.
- Che stai facendo? - Mi taglio le unghie.
- Coi denti? Che schifo! - Glielo ho detto anche io!
Tua madre ti insegna queste cose? Metti i calzini e le scarpe.
- Che hai? - Niente. - Sei arrabbiato?
- No. - Sei triste? - No!
- Sei nervoso? - Ho detto di no!
- Hai degli occhi così strani! - Come? - A uovo sodo!
- Ho gli occhi a uovo sodo? - Non mi pare.
- Grazie. È stata gentile. Grazie per l'assistenza. - Arrivederci.
Dai, ti faccio il nodo!
- Perché prima sei andato via? - Questioni di lavoro.
È successo qualcosa contro la mamma?
A me di tua madre non importa più niente.
Lo vuoi capire? Andiamo!
- Invece delle mani hai le tenaglie! - No, ho l'esaurimento!
Qui Fori 44.
Ha imboccato la Cristoforo Colombo in direzione Ostia.
- Ha la complice a bordo. Passo. - Ricevuto. Passo e chiudo.
Volante 7, volante 18, volante 31.
- 7 in ascolto. - 31 in ascolto. - 18 in ascolto.
Convergere immediatamente sulla Cristoforo Colombo.
Quando avvistate una golf avvisate.
Fate massima attenzione, sono tossici e armati. Lui ha precedenti.
- Sono in pensiero. - Siamo quattro contro uno. - Per il bambino!
- Da Trevi 01 a Doppia Vela. - Avanti.
- Capuano, mi passi l'operatore 24? - 24!
C'è bisogno di ripetere? Perché?
Trevi 01, avanti. Operatore canale 24 in ascolto.
Ciao, sono all'inseguimento di due rapinatori.
- Mi fai una telefonata personale? - Commissario! - Lo so!
- È contro il regolamento. - Sto in un patema d'animo tale...
È venuto a prendermi Folliero e ho lasciato il bimbo solo.
- Ci sentono tutti. - Che devo fare?
- Ho capito. - Se si sveglia e non mi trova, che fa?
- Si riaddormenta. - No, lo conosco. Fammi un favore...
...telefona subito alla signora Ernestina Pisanò...
...che sta al piano di sotto.
Dille se può salire a badare al ragazzino fino a quando non torno.
- Trova la chiave sotto il tappetino. - Ho capito.
Se la Pisanò non può, perché ha un attacco di acidi urici...
...telefona alla signora Adelina Cruciata, palazzina E.
- Questo è un canale d'emergenza. - La mia è un'emergenza privata.
- Se non potesse neanche la Cruciata... - Ci vado io.
- Davvero? - Come no!
Lascio il turno e vado a badare al figlio d'una delinquente! Chiudo.
Basta con questo bambino. Pensiamo alle cose più serie.
Sia maledetto il giorno in cui ho messo piede in quella casa!
Foro 44 a posto di blocco.
Attenzione, Golf segnalata in arrivo.
Non accenna a rallentare. Massima attenzione.
Ha forzato il posto di blocco. C'è stato un conflitto a fuoco.
- Lo hanno colpito? - È grave! - Dove sono andati?
- Verso Ostia. - Sollecitate i rinforzi.
Bloccate l'ingresso alla pineta di Castel Fusano...
...e gli svincoli di Torvaianica e Ardea. Noi andiamo.
Ha deviato per la pineta di Castel Fusano!
Non riesco più a seguirla, passo.
- Ciao, Carlo. - C'è il bambino!
- Cristo! - Cosa ci fai qui? - Avevo paura a restare da solo.
- E sei venuto fino qui? - Cosa si fa? - Spegni i fari.
Eccoli là.
- Li hanno spenti anche loro. - Come hai fatto a venire qui?
Quando ti è venuto a prendere vi ho sentito parlare in camera...
...e allora sono scappato giù. - Stai giù con la testa!
Eccoli, tentano di uscire.
Metti in moto e vai dietro alla siepe.
- Trevi 01 a Doppia Vela. - Avanti.
Ci serve ausilio nella pineta. Bisogna bloccare l'uscita.
Falco 10 è già nelle vicinanze.
- Gli organizziamo una trappola? - Stai zitto e stai giù!
- Occhio. - Fammi il verso della tortora! - No. Stai giù!
Giù con la testa.
Mia mamma era drogata prima che io nascessi.
Dice che l'ho fatta smettere io da dentro la pancia!
- Le tiravo certi calci! - Bravo! Adesso abbassa la testa.
Perché non fai il verso della tortora?
Di notte le tortore dormono! Stai giù!
- È una che si è svegliata con gli spari. - Allora non sta bene.
- Stai giù, Giulio! - Gli faccia questo verso!
- Sei contento? - Eccoli!
- Dai! - Hai visto che serve? - Zitto! Stai giù. Parti.
- Si sono ammazzati. - Togliete comunque le armi.
- Oh, mio Dio! - Carlo! - Stai giù!
- Siete feriti? - Chiamiamo l'ambulanza. - Sollecito i rinforzi.
- Dalla Trevi 01 con urgenza! - Avanti.
Siamo nella pineta. La Golf è cappottata ci sono due feriti gravi.
- Inviate un'ambulanza e auto di rinforzo. - Ricevuto.
Folliero, quando facciamo il rapporto non c'è bisogno di dire...
- Cosa è successo? - Stai accucciato!
- Sparate di nuovo? - Zitto o ti ficco in bocca una tortora!
Non dire che il bambino era con noi, tanto non lo ha visto nessuno.
- Va bene. - Me lo ha affidato il giudice. Che figura faccio?
- Che figura fa il giudice! - Poi si arrabbia e me lo toglie.
- Non ho mai visto bimbi in vita mia! - Bravo! Andiamo.
Il cigolio!
- Ecco chi era! - Signor Carlo, è ritornato!
- Sì. Lei cosa ci fa qui? - La signora Pisanò non poteva venire...
...quindi sono venuta dal bambino. - Mi dispiace che si sia disturbata.
No, è stato un angelo! Dorme ancora, non si è mai sentito.
- Ci credo! - Sto preparando la colazione.
- Signora... - C'è il latte. - Ci penso io.
- Lei è stanca. - Un po' sì. - Ha già fatto tanto.
- Grazie. - Si figuri.
- Prego. - Sì? Me la passi.
- Signor Giudice... - Se ha bisogno vengo anche stasera.
- Grazie. Mi dica tutto. - Aveva ragione lei.
- Niente libertà provvisoria. - Che ne sarà del bambino?
Ci ho riflettuto a lungo, ma volevo sentire anche il suo parere.
- Se il bambino sta volentieri con lei... - Molto volentieri!
Dal momento che è già lì e si è ambientato...
Si è ambientato. Un po' mi complica...
Però se lei mi dice di tenerlo, lo faccio senza problemi.
- E se la condannano? - Mi scaricherò di questo peso.
Di certo non potrei fare il "balio" tutta la vita.
- D'accordo. Il bambino sta bene? - Una meraviglia!
Ha notato sintomi di nevrosi? Dorme bene la notte?
Bene. Sta facendo una tirata da ieri sera!
- Balbetta? Mangia le unghie? - No, solo quelle dei piedi.
- Come? - Signor giudice, scusi.
Noi parliamo, ma qui c'è un problema alla base.
La madre mi odia, non darà mai il consenso.
- Lo ha già dato. - Davvero? - Ho qui il documento firmato.
- Me lo ha portato ieri il suo avvocato. - Cosa dice di me?
- L'avvocato? - No, la madre. - Niente.
- Si fida di lei. - Allora domani vengo a firmare la pratica...
...e continuiamo. Grazie. Grazie mille.
Arrivederci.
Accidenti ai pattini, ai pupazzi, alle pallette e... alle pentole!
- Allora. - Ciao. - Ciao. Hai la giustificazione che ti ho fatto?
- Sì, è qui. - Ci vediamo alle quattro. Ciao.
- Carlo! - Sì? - Lo dai anche a me?
- Cosa? - Il bacio.
- Ciao. - Ciao.
C'è di tutto: Collane, bracciali... Questo lo hai trovato per terra?
- Sì. - Anche questo?
- Hai trovato a terra anche questo? - È la verità. - Sì!
- Commissario, questo è fortunato. - Come si china, trova!
- Sì, nelle tasche degli altri! - Sei irriducibile!
Scrivi. Il signor Patrick...
...Nguori, nato a Brazaville...
...è stato fermato a via Palestro... - Che facevi lì?
- Stai sempre lì? A fare cosa? - Viaggi.
In possesso di oggetti...
...di dubbia origine.
Casa Pisanò? Sei tu?
Sei tu. Cosa vuoi? Fai presto, sono molto occupato.
Che significa "occupato"?
Hai un tono di voce che non mi piace affatto!
Ostaggio? Che significa "riscatto"?
Non starai mica facendo confusione in casa d'altri?
Ti ordino di passarmi la signora Pisanò.
Ti ci faccio parlare solo perché tu capisca che è viva!
Parla, digli che sei viva.
Pronto, signora? Cosa le sta combinando?
- Aspetta che le tolgo il bavaglio. - Il bavaglio?
Signor Carlo? No, niente. Stavamo giocando.
No, è così carino! Sono sempre sola. Mi fa compagnia!
Hai parlato anche troppo! Muori!
Mia mamma sta molto meglio in costume.
Pazienza! Che fai?
Sei scema? Ti metti a competere con un bambino di sei anni?
Si sa che la madre è sempre la più bella! Copriti!
- C'è un minore! - Voi due siete sposati?
- Noi due? No. - E perché lei ha l'anello?
Perché? Sarà sposata con un altro.
- E dov'è l'altro? - Non lo so! Che domande fai?
- È andato a pescare. - A pescare. - Da solo o con un'altra?
Cosa ti importa? Basta!
- Volete stare zitti? - Facci chiudere gli occhi dieci minuti!
- E io cosa faccio? - Una buca.
Non fargli toccare la sabbia, me la tira negli occhi!
Stai fermo con quelle mani!
Lo vorrei fare il bagno.
Non puoi fare il bagno dopo tutto quello che hai mangiato.
- Dieci chili di cozze! - Quel vecchio lo fa!
Quello è vecchio, rimbecillito e se muore non ce ne importa niente!
È mio marito, signor Cafone!
Ogni tanto si perde la pazienza dietro...
Abbia pazienza. Mi scusi.
- Che figura! - Mia mamma me lo fa fare! - Lei è in prigione!
- A te ci penso io! - Che bella domenica d'inferno!
Non mettertici anche tu! Oggi è già tanto difficile!
- Dormi. - Prometti che non farai il bagno.
- Non prometto. - Mi hai seccato!
Vediamo! Tanto la buca puoi farla con una mano sola.
Ti ho fregato!
Che vuoi? Ma guarda questo ragno roscio!
Se ti prendo, ti schiaccio!
Perché sei tutto bagnato?
Sono sudato. Beato te che non sudi!
- Scusate. - Buongiorno. - Il matrimonio Cariddi?
È dentro.
- Signor Giudice, mi scusi. - Cosa c'è?
II momento è poco opportuno...
...ma io sono l'affidatario del figlio della detenuta Clerici... - Lo so.
Come le salta in mente di venire a infastidirmi proprio adesso?
- Il bambino ha il morbillo. - Papà, andiamo.
Può concedere un permesso alla madre per venire a trovare il figlio?
- Per favore, siamo in ritardo. - Ho preparato un promemoria.
- Me lo dia in ufficio. - Glielo lascio, così lo legge.
Domani la chiamo...
I testimoni vicino agli sposi.
Scusate un attimo! Scusi.
Invece del promemoria le ho dato la ricetta per le medicine del bambino.
La ringrazio. Scusate tanto!
Sono lieto di celebrare il vostro matrimonio...
Buongiorno. Prego, si accomodino.
- Come sta? - Meglio, non ha più la febbre.
- Meno male! - È di là. Venga.
- È un angelo. - Aspetto qui. - Sì.
Giulio, c'è una sorpresa per te. Ci vediamo questa sera. Ciao.
- Ciao, Giulio! - Mamma!
Ciao, amore mio!
- Come stai? - Quasi bene.
Glielo ho attaccato io!
Non è tutto questo divertimento. Per me è una tragedia.
Alla mia età è una grossa tragedia.
Stai attento. Da adulto puoi anche rimanere impotente!
Ti confondi con gli orecchioni, questo è il morbillo!
- Che significa "impotente"? - Un'altra malattia che fa ridere!
E spero tanto che gli venga! Almeno ti ha curato bene?
Fino all'altro ieri sì, ora lo curo io!
- Levati il termometro. - Parla piano, non urlare!
Non riesco a leggere.
- Questo termometro non si legge. - Dai a me.
Cosa ho? Perché lo scarichi?
- Quanto ho? - 39,9. - Me lo dici così?
- Come dovrei dirtelo? - Sei quasi un termosifone!
Sia maledetto il momento in cui ho messo piede a casa vostra!
È un fifone!
- È ora dell'iniezione. - Dio mio!
II dottore ha dato a me le supposte e a lui le iniezioni!
- Sì? - La signora è andata via, te la fa la mamma.
- È bravissima. - Smettila. - Ha tante macchie sul sedere!
Abbi un po' di rispetto! Te lo chiedo per favore.
- Perché dovrei fargli l'iniezione? - Ecco!
- Non era peggio mettergli le supposte? - Cosa c'entro io?
Assolutamente niente! La vecchia me le farà stasera.
Lasciate che ci pensi lei!
II dottore ha detto: "Ogni cinque ore." Non provarci!
- Salve. - Salve. - Ciao. - Ciao.
- Come stai? - Bene.
- Chi c'è? - La madre.
- Ciao. - Ciao. - Allora era vero!
- Hai fatto uscire bene l'aria? - Sì, non rompere le palle!
- Scusate, disturbo? - Ciao, Lucia.
Grazie, belle accoglienza!
Vuoi stare zitto! Prima la tromba, adesso la pistola! Basta!
- È quella del karate. - Lucia, lei è la mamma di Giulio.
La detenuta Clerici.
Visto che sei qui, fammi tu l'iniezione.
No! Fattela fare da lei, è una specialista in siringhe!
Va bene, ma... Piano!
Scusa, ma avevo dimenticato come si adoperano!
- Mamma, vieni che ti faccio vedere una cosa. - Cosa?
Pum! Pum! Pum!
Stava qui! Devo farne una ogni cinque ore...
...la vecchia non c'era e...
- Che mi fai vedere? - Una sorpresa. Mi ha comprato tutto lui.
Prima c'era solo un letto con un materasso che puzzava.
Mi porta una di queste tutte le sere.
È pazzo! Vedi quello?
- Ti piace? - Molto. - Senti come è morbido!
- Ti manco un po'? - Moltissimo. Però sto bene anche qui.
Perché hai detto che era un'esperta di siringhe?
Perché sei così acida? Si vede che ti sta antipatico il bambino...
...se ne accorgerebbe chiunque. - Appena mi vede mi spara!
È una cosa di bambini! Cosa ti hanno fatto tutti e due?
Niente. Perché non mi hai detto che oggi veniva quella?
- Te l'ho detto. - No. - No?
Ho la febbre! È venuta a trovare il figlio, mica me!
Tu avevi il sedere in aria!
Non fare così. Ho la febbre a 40 e un cerchio alla testa!
Vado via. Tanto ti cura lei! Ci vediamo quando sei guarito!
Lucia...
Morirò di crepacuore!
- È proprio brutto? - È un poliziotto.
Un poliziotto bello o brutto?
- Brutto dentro e fuori. - Ora ha le bolle!
- Senza è meglio. - No, l'ho visto anche senza.
Se piace a te. Devi starci tu, non io.
- È ora. - Sì, va bene.
- Devo andare. - Non puoi restare ancora un po'?
No, purtroppo. Andiamo.
Adesso vai a letto. Non voglio che prendi freddo.
- Vieni a trovarmi. - Tanto siamo raccomandati!
- Ciao. - Ciao.
Mamma, quando ti rimandano a casa?
- Speriamo presto. Ciao. - Lui non lo saluti?
Preferisco non svegliarlo. Salutamelo tu.
E digli: "Grazie di tutto".
Va bene. Ciao.
- Avanti. - Lo faccia stare buono.
- Con quei pattini ci sta assordando! - Avete ragione.
Ma una vecchia aveva la gastroscopia, un'altra il cardiologo...
...e l'altra stava in dialisi. A chi lo lasciavo?
È un diavolo!
Hai ragione. Non sapevo a chi lasciarlo!
- Credi di essere a Imola? - Non ci si crede!
Qui c'è gente che lavora!
Stai buono! Scusate.
Domani mettiamo lo scivolo e l'altalena!
Seduto e buono!
Leggi un po' e lasciaci lavorare!
Lasciami lavorare!
- Perché mi fissi? - Se ti dico una cosa, la mamma esce prima?
- Dipende da che cosa. - Conosco uno.
- Chi? - Uno dei padroni della mamma.
- Dimmi chi è. - No.
- Come no? - Se non parla la mamma, non parlo io.
Peggio per te e per tua madre!
- Però... - Cosa?
Se mi fai un interrogatorio di quelli a cui non si resiste...
...io forse non resisto!
Vieni qui.
Immediatamente!
Fai il duro? Questa è reticenza, lo sai?
Se vuoi la linea dura, la userò!
Parla!
Non parli?
- Parla! - La lampada in faccia.
- Va bene? - Di giorno non fa effetto!
Parla! Fuori quel nome o te lo faccio sputare con tutti i denti!
- Perché piangi? - Così è troppo! - Troppo?
- Che succede? - Sto facendo un interrogatorio. Una cosa tra noi.
- Andate a lavorare. - Va bene.
- Si interroga così un bambino? - Ha perso il cervello!
- Fuori i nomi. - Non lo so.
Saprai se è alto, basso, grasso, magro... Com'è?
Lo disegno.
Avanti.
È così.
Questo sarebbe un identikit?
Questo non lo troviamo neanche su Marte!
È qui che si incontrava con la mamma? Guarda se lo vedi.
Non sporgerti.
Lo vedi? Va bene, andiamo all'altro bar.
Non ti scoprire. Giulio, stai attento.
Eccolo!
- Chi è? - Quello con la camicia blu e il sigaro.
Abbassati.
- Buongiorno, Commissario. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- Come va? - Credevo non venissi più.
- Perché? - Pensavo fossi andato a prendere il bambino a scuola.
Ci ho mandato la signora Cruciata.
- Ormai ci vediamo solo sul lavoro. - È un periodo così.
Passerà. Non sarà sempre così.
Sei nervoso?
Sono teso. Sai perché? Abbiamo arrestato un pesce grosso del giro.
Abbiamo perquisito la sua casa, abbiamo trovato degli indizi.
Ho paura per la madre di Giulio, non vorrei che la uccidessero.
- Ti dà problemi questa famiglia! - Perché dici così?
Cosa c'entra? Mi sta a cuore!
Ho parlato con mio marito.
- Ho parlato con mio marito. - Come? - Hai capito bene!
- Ho parlato con Michele, gli ho detto tutto. - Cioè? - Di noi.
- Si è arrabbiato? - No, per niente.
- Era contento? - È stato molto comprensivo.
- Davvero? - Se vogliamo posso venire a vivere da te da subito.
Va bene. Mi fa piacere. Mica...
Sono completamente libera!
Hai fatto centro sul bersaglio mio!
Non ti preoccupare, non è vero.
Non gli ho detto niente, per fortuna.
- Per fortuna? - Dai, è meglio così!
Non prendiamoci in giro.
È una cosa finita. Diciamolo senza drammi.
È la cosa più giusta. Non solo per me, ma anche per lui.
Va bene.
Dottore, la vogliono al telefono. È urgente, il suo distretto.
Urgente?
Grazie. Sì?
Cosa?
Oh, Dio mio!
- Una tragedia! - Problemi? - Enormi! Andiamo.
Il bambino era con me. Non ho visto l'auto.
Quei due mi si sono buttati addosso e mi hanno preso il bambino!
II bambino!
Mi hanno buttato in terra davanti al cancello della scuola!
Ho gridato: "Aiuto"!
Nessuno mi ha aiutato. Loro sono corsi verso l'automobile.
Hanno spinto il bambino dentro l'auto.
- Che disperazione! - Di che marca era l'auto?
Non me lo ricordo. Sono tutte uguali!
- Il colore lo ricorderà! - Mi sembra che fosse chiara. Forse.
Le ho chiesto il colore, non il numero del telaio!
Cazzo! Scusate.
La avranno già cambiata. Erano giovani, vecchi.
- Alti, magri, uomini, donne... - Chissà quanti erano!
Ma allora lei è una grande rincoglionita!
Si faccia ricoverare! E io ho affidato il bambino a una salma!
Non dica così! La signora è sotto shock!
- Anche io sono sotto shock! - Non farti venire sensi di colpa.
Beva questa e stia tranquilla.
Ti sei già tirato fuori da questa indagine.
Dammi retta, lascia fare ad altri.
Non sei calmo, sei troppo coinvolto.
Voglio risolvere questo caso. Voglio farmi riaffidare l'indagine.
- Non potranno negarmelo! - Diramo la fotografia e i dati del bambino.
Pantaloncini celesti, una maglia bianca con Linus...
- No! II cane Snoopy e uno zainetto a forma di orsacchiotto!
E un pattino con le rotelle rosse!
Poi lei mi dice che sono rincoglionita!
Lei è il re dei rincoglioniti!
- Allontanati o non mi esce! - Non fare scherzi.
- Allora? - Sbrigati!
Sì.
- Quanta ne avevi? - Poca, purtroppo!
Dai, su!
Non mi toccare! Maledetto il momento in cui sei entrato in casa mia!
Già!
Dobbiamo trovare Giulio. Tu sai chi lo ha preso!
- Tu li proteggi. - Vuoi che parli proprio adesso?
Lo hanno in mano per farmi tacere. Vuoi che lo ammazzino?
- No. - Se fosse figlio tuo, che faresti?
Parleresti?
Adesso dove lo cerco?
Ti prego, fai il possibile.
Ti prego!
Siamo sulla adiacente alla Pontina, altezza Pratica di Mare.
È stata notata una BMW come segnalato.
Abbiamo trovato un pattino da bambino color rosso.
- Marca "Baby Rollins". - È suo. Ci sono altre tracce?
- No, ma cercheremo meglio. - Volete rinforzi?
- Ho chiesto l'aiuto dell'elicottero. - Teneteci informati.
- Chiudo. - Ricevuto.
Attenzione. Per tutti. Sulla Pontina, direzione Pomezia.
Fate accertamenti più accurati ad auto e persone sospette.
Allertate tutte le volanti di zona e avvisate i Carabinieri. Chiudo.
Emergenza in tutta la zona Pomezia e Nettuno.
Massima attenzione agli svincoli di Aprilia e Lavinio.
- Andiamo. - Sì.
A tutte le volanti. Lasciate libero il canale.
- Carlo. - Sì? - In bocca al lupo.
- Grazie. Ciao. - Ciao.
- Non c'è niente. - È il suo.
- Vuol dire che è finito in mare? - Se lo hanno ripescato lì!
- Mi riferivo al bambino. - Sai cosa vuol dire questo zaino?
Che lui è furbo. È un elemento importante, come il pattino.
- Sapete la storia di Pollicino? - Chi? - Pollicino. La sai? - No.
Giulio la conosce bene. Rifletti!
- Dove hai messo la cartella? - Quale? - Quella fatta a orso!
- Lo zainetto! - Dov'è? - Già!
Dov'è? Mi sa che l'ho lasciata in auto.
- Che stronzo! Vai a vedere. - È un bel guaio.
- Ci hanno localizzato, dobbiamo andare. - È colpa tua!
- Sei un'idiota! - Se hanno avvisato la motovedetta, non ce la faremo.
Buttiamoci in mezzo all'ultima fila dei pescherecci.
Hai ragione. Tu vai giù. Vai veloce.
- Da dove si comincia? - Folliero alla barca di destra.
- Morra a quella di sinistra. - Voi due venite con me.
Su! Cominciamo dal primo peschereccio.
Polizia, uscite. È una perquisizione.
- Che succede? - Muoviti.
Appoggiati là e allarga le gambe.
- Ricevuto. Commissario? - Sì? - Venga un momento.
- Sì? - La motovedetta segnala che un natante si sta allontanando.
- Lo blocchino e lo riportino in banchina. - Subito. - Dai.
Motovedetta, bloccate il natante e...
Rientrate subito al molo!
- Dammelo. Motovedetta. - Avanti.
- Sollecitate l'attracco del natante. - Ricevuto. - Bene.
- Folliero? - Dica. - La motovedetta ha beccato quella barca.
Ha le luci spente.
- Morra? - Sì? - Perché vi era sfuggito quel natante?
Eh!
Sollecitate la manovra! Forza!
È un po' strano che questi partano all'una di notte.
- Non vi siete accorti che c'erano? - Stavano dopo i pescherecci.
Si erano camuffati bene. Vado a rimuovere il posto di blocco.
Strano!
Dai. Vieni.
- Cosa succede? - Perquisizione. - Perché?
- Abbiamo i nostri motivi. - Cioè? - Adesso ti spieghiamo.
- Avete un mandato? - Faglielo vedere.
Se non vi basta, vi mandiamo a quel paese!
- Noi siamo in regola. - Meglio, così facciamo prima.
Scendi, Colucci.
- Chiedigli i documenti. - Favorisca i documenti. - Sì.
Ecco qua.
- A chi è intestata la barca? - È di una società. Ci sono i documenti.
- Con sede a Montecarlo. - Sì. - Controlla il vano motori. - Sì.
- Cercate un bambino? - Sì. - Cosa abbiamo fatto noi?
Perché vi siete allontanati quando avete visto la motovedetta?
- Non vi abbiamo visto, stavamo partendo. - A quest'ora?
Non è proibito partire di notte!
- Dove andavate? - In Corsica, a Bastia. - Da alcuni amici.
Non ho trovato nulla.
Va bene. Buon viaggio.
Ricordate di accendere le luci!
- Niente scuse? - Siamo dispensati!
- Accendi il motore. Andiamo. - Sì.
- C'è qualche problema? - Forse.
Ferma il motore!
- Perché? - Mi gira così!
- Folliero, Di Maio. Prendeteli in consegna. - Non se ne parla!
Neanche per idea! Avete un mandato?
Giulio!
Basta con la tortora! Dove sei?
Giulio! Giulio!
Giulio!
Giulio!
- Giulio! - Carlo!
- Carlo! - Giulio!
Sono qui. Giù!
- Giulio! - Qui sotto!
Spingi!
Accidenti!
- Non ho imitato bene la tortora? - Dovevi spingere più piano.
Che botta hai preso! Tremenda!
Cosa dovrei farti?
Comunque ci è andata bene.
È andata bene.
- Sei pronto? Hai preso tutto? - Sì.
- Anche il pigiama? - È vero! Questa notte non dormirò qui.
- Venderai questa roba? - Cosa? - Questo mobilio.
Rimane così. Sarà la camera degli ospiti.
- Sbrigati, ti aspetto all'ingresso. - Va bene.
Giulio! Dai, è tardi.
Cosa nascondi dietro?
Cosa nascondi?
Cos'è questa faccia da birbante? Fammi vedere.
Questo te lo regalo per ricordo, tanto è rotto!
Se tu mi lasci quelli, guarda io cosa ti regalo!
- Questi. Nuovi! - Che belli! - Ti piacciono?
Ora ti arrabbi?
No, tieni.
Porco Giuda ladro!
- Buongiorno. - Buongiorno. - Ciao, Giulio.
- Signora... - Buongiorno. - Caterina...
- Torni a casa dalla mamma? - Sì. - Ti ho visto sul giornale.
- Anche lei. Complimenti. - Grazie. - Dammi un bacio.
- Ciao, signora Cruciata. - Non sparire. - Ciao, signora Pisanò.
- Tornerai a trovarci? - Sì. Quando arrestano la mamma di nuovo...
...torno a stare qui. Abbiamo anche la camera degli ospiti! - Figurati!
- Anche la camera degli ospiti! Arrivederci. - A presto!
Cosa significa: "Quando arrestano la mamma"?
Si dice: "La verrò a trovare in un'altra circostanza"!
Eccola!
Mamma!
Che ne dici?
Possiamo invitarlo a cena questa sera?
Ciao.
Va bene.
La mamma dice se questa sera vuoi venire a mangiare a casa nostra.
Intendi la casa dove abitavi con me o quella dove abitavi con lei?
- Non è chiaro. - Giusto.
La mamma dice che a casa nostra non c'è niente da mangiare.
Non c'è da mangiare nemmeno a casa nostra.
- Come si fa? - Aspetta.
Dice la mamma che allora andremo al ristorante. Va bene?
Sì.
Dai, Carlo. Vieni. Dammi la mano.
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