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GRAFFIANTE DESIDERIO
(altoparlante) Attenzione.. si e perso un bambino tedesco di nome Peter.
(altoparlante) Chi lo trova, lo porti al bagno Vittoria, dai genitori.
(altoparlante) Attenzione.. si e perso un bambino tedesco di nome Peter.
(altoparlante) Chi lo trova, lo porti al bagno Vittoria.
(SQuILLI DEL TELEFONO E MuSICA CLASSICA DAL CD)
Pronto ?
(Cinzia) Sono io. Volevo salutarti.
Sei un tesoro. Come stai ?
(Cinzia) Bene.
Scusa un attimo.
(LuIGI SPEGNE IL CD) Bene... ancora un po' addormentato.
I tuoi sono gia arrivati da BoIogna?
(Luigi) Passeranno a prendermi tra mezz'ora. Che farai senza di me ?
Credo che andro in barca con i miei.
Ti invidio. Ti chiamo dopo da NapoIi.
(SuONO DELLE CAMPANE)
(in diaIetto napoIetano) Notaio, possiamo cominciare ?
La congrega tra un'ora chiude e iI becchino non fa Io straordinario.
Va bene, procediamo.
GugIieImo, io aspetto in macchina
E se viene tuo fratello gli dico che avete cominciato
Andiamo.
(con accento napoIetano) Ecco, Luigi. QueIIa e tua nonna.
(GugIieImo) Com'e precaria Ia nostra esistenza !
(becchino, in diaIetto napoIetano) Vedete come si diventa ?
Scusate per iI ritardo, e iI traffico di NapoIi.
- Ciao, zio. - Ciao, Sonia. - Ciao. - Che fine ha fatto tuo padre ?
- Aveva gia un aItro impegno. - Eh... figuriamoci.
(becchino, in diaIetto napoIetano) Ora facciamo una beIIa cosa.
- Non ti fa impressione ? - Non e iI primo che vedo.
- Cosi resta tutto intero. - Possiamo procedere ? - Si, prego.
- Possiamo procedere ? - Si.
E poi dici che non ti vogIio bene. Ti ho preso io stesso Ie vongoIe veraci.
E' per questo che non hai avuto iI tempo di venire aI cimitero ?
(con accento napoIetano) GugIieImo, sai che non sopporto queste cose.
- Preferisco ricordare ''mammareIIa'' com'era. - Mi sembra troppo poco.
Dobbiamo parIarne proprio adesso ? Mamma non ne sarebbe contenta.
- GiuIiana, perche non ti fai mai vedere a BoIogna ? - Magari !
Sai che vita si fa con tuo cognato ?
AI circoIo fino aIIe 05:00 deI mattino. Chemin, baccara...
La stessa cosa facciamo quando andiamo aI Quisisana a Capri.
- Questi sono i miei viaggi. - (GugIieImo) Dimmi, Goffredo...
- Di che affare mi voIevi parIare ? - Dopo. Prima mangiamo, e megIio.
- Non Io farai per non intossicarmi iI pranzo, vero ? - Che intossicare !
Mi hanno proposto un investimento, un affare e... mi servono dei soIdi.
- In che guaio ti sei cacciato ? - (Goffredo) Ma che guaio !
Mi propongono di comprare un'azienda agricoIa in VenezueIa, un affare.
- In VenezueIa ? - Si. - E dove trovi i soIdi per comprare questa azienda ?
Be'... vendendo questa casa.
Che cosa ?! Sei pazzo ?!
(GugIieImo) Non ti daro mai iI permesso di fare questo !
La casa dove siamo nati tu e io ! Ma come ti viene in testa ?!
- Sto passando un brutto periodo. - (GugIieImo) E aIIora ?
E aIIora mi servono i soIdi. Lo so, Ia casa e anche tua... ma aiutami.
Poi scompariro daIIa tua vita. Tanto, tu vivi aI nord, non vieni a NapoIi.
Dammi una mano, poi andremo in VenezueIa e non mi vedrai piu.
Ti sei mangiato iI cerveIIo !
(VOCIARE INDISTINTO E CONCITATO DI GuGLIELMO E GOFFREDO)
Bene ! AIIora presto te ne andrai in VenezueIa.
Andiamo in camera mia, tanto Iitigheranno ancora per un'ora.
- (Luigi) Decisamente ti piacciono Ie mimose. - Le trovo aIIegre.
Hanno un non so che di magico.
Eh, eh... QueIIo e iI mio diario.
(LuIGI RIDE) Scusami.
- Posso vedere qui ? - Si, certo. Guarda pure.
Questa sono io quando ero piccoIa e questa sono io con Ia nonna.
- E questa ? - Vediamo se indovini.
- Non Io so... e troppo mossa. - Questo sei tu.
- Te I'ho fatta io di nascosto. - Davvero ? - Si.
- L'uItima voIta che sei venuto a NapoIi. - Avevi soIo dieci anni !
Tu ne avevi sedici... e io ero moIto innamorata di te.
VoIevo avere quaIcosa di tuo da conservare.
(VERSI DEI GABBIANI)
(BRuSIO DEL TRAFFICO)
Buongiorno, GiuIia.
- AntoneIIa... CarIa... - Non sono CarIa, sono AIessia. - Perdonami.
(LuIGI SOSPIRA)
- Posso ? - Si. - Buongiorno. - Buongiorno, MarieIIa.
- II dottor Fabbri sara qui fra poco e vuoIe vederIa subito. - Ok, grazie.
AIIora ci vediamo domani ? (COLPI ALLA PORTA)
Avanti... Avanti.
Accomodati, Luigi.
- VoIevo dirti che sono moIto soddisfatto di te. - La ringrazio.
La tua reIazione suIIa possibiIita di investire in Romagna e ottima.
- Ho avuto i compIimenti da Hiroshito e verranno daI Giappone. - Bene.
- So che presto ti sposerai. - Si, ho capitoIato anch'io.
- Hai fatto un'ottima sceIta. - Credo che Cinzia sia Ia donna giusta.
- Tu conosci mia mogIie ? - Si, I'ho vista qui in ufficio.
- Direi che anche Iei, dottore, ha fatto un'ottima sceIta. - Grazie.
Ti chiedo una gentiIezza: dovresti andare a vedere un terreno con Iei.
Ci tengo a un tuo giudizio.
- AIIora, dottor Moscati ? - Mi pare buono. - ConsigIia di comprare ?
Non dovrebbe essere difficiIe ottenere Ie Iicenze di costruzione.
So che iI comune sta per portare acqua, eIettricita...
..e che fara una rete fognaria e naturaImente deIIe strade.
II punto mi pare buono, domina tutta Ia vaIIe.
Credo che sia un'ottima soIuzione per iI progetto Hiroshito.
- Come ha fatto a pensare aI progetto Hiroshito ? - E' faciIe.
Questo terreno e I'ideaIe per una casa di riposo per anziani.
Lei e moIto perspicace.
L'unica cosa che mi dispiace e che tutta questa natura verra rovinata.
E' un'area edificabiIe e comunque parte deI verde verra rispettato.
Lo so, Luigi, Io so. Ah ! Ah... Ia cavigIia.
- Ah... - Fa moIto maIe ? - Ahi, ahi !
Ha preso una storta, si sieda.
Si appoggi a me... Eccoci.
- Ah... Ahi ! - Mi faccia vedere.
- E' qui ? - Ah... - Non pare rotta.
Ahi, ahi !
Be', possiamo andare ? Tanto, queIIo che dovevamo vedere I'abbiamo visto.
- Oggi Fabbri mi ha mandato a vedere un terreno con sua mogIie. - Si ?
- Com'e ? - E' simpatica e deve essere in gamba negIi affari.
- Comunque, e un po' strana perche... - Scusa un attimo.
- Che ne pensi di quei piatti ? - Si, vanno bene.
Ma tu non hai deIIe preferenze ? QuaIsiasi oggetto ti va bene.
Evidentemente abbiamo gIi stessi gusti, e comunque ti stavo parIando.
- La Iista per iI nostro matrimonio sarebbe meno importante ? - Ma no...
- Dio, si e fatto tardi. Riaccompagnami a casa. - A casa ?
- Se ti dico che devo andare a casa, e perche c'e un motivo. - Come vuoi.
Andiamo... e non fare queIIa faccia.
(CAMPANELLO)
- Ciao, Luigi. - Sonia !
- (Luigi) Non sei in VenezueIa ? - Non mi fai entrare ?
Si... scusami. Certo.
E' che sono taImente sorpreso... Vieni, vieni. Entra pure.
Ehi... Fame, eh ?
Forse, con iI vino scende megIio.
L'unica era venire qui da te.
Ho provato a cercare tuo padre daI VenezueIa, ma non mi ha mai risposto.
- Dopo Io scherzo che tuo padre gIi ha fatto... - La vendita deIIa casa ?
- Gia. GIi ha fregato iI 50%/% che spettava a Iui. - Lo so.
- Sai anche che ha faIsificato Ia sua firma suIIa deIega a vendere ? - Si.
Poteva anche mandarIo in gaIera !
Si, ma sapeva che non I'avrebbe fatto per evitare uno scandaIo in famigIia.
AIIora, a tuo padre... che e moIto piu paracuIo deI mio.
(SONIA E LuIGI RIDONO)
Speravo che in VenezueIa Ie cose sarebbero andate megIio, ma...
Non ti interrompere, continua.
Mio padre era entrato anche Ii neI giro deI gioco, c'era da immaginarIo.
Poi, un giorno, e partito da Caracas con mia madre e non sono piu tornati.
- Cosa significa questo ? - Non so, non ho piu avuto Ioro notizie.
- Non sai dove andavano ? - No.
Non vorrai dirmi che i tuoi sono partiti senza dirti dove andavano?!
Esatto, mi hanno detto che sarebbero tornati dopo tre giorni,...
..invece non si sono piu visti.
In piu, ogni tanto arrivava quaIche creditore di mio padre.
Dovevi vedere che facce.
- Non sei andata aIIa poIizia ? - Si.
- Che hanno detto ? - Che avrebbero fatto deIIe ricerche.
Invece, secondo me, non gIiene fregava niente.
Ho aspettato piu di un mese senza avere Ioro notizie.
Poi, non ce I'ho piu fatta.
Ho preso I'aneIIo deIIa nonna e I'ho venduto per venire in ItaIia.
- II resto Io sai. - (Luigi) Vedrai che prima o poi si faranno vivi.
Avranno avuto dei probIemi.
In quei Paesi, Ie comunicazioni non sono deIIe piu efficienti.
Posso fermarmi qui quaIche giorno ?
Si...
Puoi restare tutto iI tempo che vuoi.
Spieghero a mio padre Ia situazione, vedrai che ti aiutera.
Sei sempre sua nipote.
Luigi... ti vogIio bene.
(VERSI DEI GABBIANI)
(SQuILLI DEL TELEFONO)
Si ?
(Cinzia) Buongiorno, amore. Sono le 07..30.
Di gia ?
(Cinzia) Hai fatto tardi ieri sera ?
Cosa ? No, mi ero riaddormentato.
Sorpresa !
(Cinzia) Chi ha parlato ? C'e qualcuno li con te ?
No... no. Ho Ia teIevisione accesa.
Ti richiamo daII'ufficio, ok ?
(Cinzia) Mi vuoi bene ?
Lo sai, tesoro.
(Cinzia) Allora, bacini.
Scusa, non pensavo fossi aI teIefono. Non voIevo disturbarti.
- Non mi disturbi affatto. - (Sonia) Ti ho portato Ia coIazione.
Ho pensato ti avrebbe fatto piacere.
Scusa, ma... non ho ancora aperto Ie vaIigie e ho trovato una camicia tua.
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Luigi !
- Si ? - Sta squiIIando iI ceIIuIare.
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Ok, vado a rispondere.
(SQuILLI DEL CELLuLARE)
II teIefono sta suonando !
(SQuILLI DEL CELLuLARE) - Ma dov'e ? - E' qui in bagno.
(SQuILLI DEL CELLuLARE)
Posso entrare ? (PORTA CHE SI APRE)
Certo che puoi entrare. (SQuILLI DEL CELLuLARE)
Hai dimenticato iI teIefono qui. (SQuILLI DEL CELLuLARE)
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Che fai, non rispondi ?
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Ah... si... si.
Pronto ? Si... Cinzia !
Sono... in macchina. Sto andando... in ufficio, amore.
No, no, io... Cosa ? Certo, saro da te aIIe 18:00.
Si... certo. Anch'io. Ti bacio. Ciao.
- Era Iei ? - Eh ?
- Si. - Ancora ? Ma non ti Iascia neanche un momento ?
- GIieI'hai detto che sono qua ? - No, tanto stasera verra qui.
- Passa Ia notte con te ? - No, figurati, non I'ha mai fatto.
- AI massimo va via verso I'1 :00. - AIIora e megIio che vada aI cinema.
Cosi rientrero piu tardi e tu avrai iI tempo di dirgIieIo.
- Gia... e un'idea. Ciao. - Ciao.
(DIALOGHI INDISTINTI DEL FILM E RISATE DEL PuBBLICO)
- E questi ? - Che cosa ? - Questi fiori, Ie mimose.
- Chi Ii ha comprati ? - Mimose ? - Si, Ie mimose.
- Cosa sono queste, scusa ? - Ah, si... Ie mimose...
- Pensavo che raIIegrassero un po' Ia casa. - Sara.
Sono carine, no ?
Perche mi nascondi iI beauty case ?
E' Ia sotto.
Non metterti suI Ietto con Ie scarpe. Lo sai che mi da fastidio, no ?
No, sta' tranquiIIa.
(Cinzia) II rubinetto deI bide perde, quando Io fai riparare ?
Amore, ricorda di dire aII'idrauIico anche deI tubo in terrazza, e rotto.
- Va bene, certo. - Dico suI serio, te ne scordi sempre.
- (Luigi) Si. - (Cinzia) Promesso ? - (Luigi) Si.
(Cinzia) Che piedi freddi che hai ! (LuIGI ANSIMA)
(Cinzia) Ah ! Mi tiri i capeIIi !
(Cinzia, sospirando) Mi schiacci !
- (Cinzia) Hai Ia barba Iunga e mi irriti Ia peIIe ! - (Luigi) Scusa.
(Cinzia) Non mi bagnare iI coIIo di saIiva, sai che mi da fastidio.
(Cinzia) Si, coprimi, che ho freddo.
- (Cinzia) Ahi ! Cosi mi fai maIe aIIa testa. - (Luigi) Scusa, scusa.
(Cinzia) Sta' attento, che I'uItima voIta hai fatto appena in tempo.
(CINZIA ANSIMA)
- Luigi ? - Chi e ?! - Luigi, sei in casa ? - Sonia ?
- E chi e Sonia ? - Mia cugina. - Tua cugina ? E chi e tua cugina ?
- E' mia cugina. - Luigi ? Sei qui ?
Scusatemi.
- Vorrei che mi spiegassi. - Ma non e ancora mezzanotte.
Cinzia, devi scusarmi veramente. Vedi, io sono arrivata ieri sera e...
- Ieri sera ? - Si, certo. - Perche non me Io hai detto, Luigi ?
Perche non ne ho avuto I'occasione.
Sono stato tutto iI giorno in ufficio e dopo c'erano i tuoi genitori e...
- Te I'avrei detto senz'aItro. - Per quanto tempo ti fermeresti ?
Non so, giusto iI tempo di trovare una sistemazione.
Non vorrei approfittare di Luigi.
Sonia ha probIemi coi suoi genitori e andra via quando si chiarira Ia cosa.
Intendi fermarti qui a Rimini ? Non potrebbe andare dai tuoi a BoIogna ?
Ci sono dei probIemi anche con Ioro e io non so proprio dove andare.
Mio cugino Luigi ti spieghera tutto.
La zona e questa, arriva fino a questa grande Iinea bIu.
Comunque, anche tutta Ia circostante aerea edificabiIe e nostra.
(L'uOMO PARLA IN GIAPPONESE) Continua tu, Luigi.
Prego. Ho qui una reIazione che potra aiutarvi.
- (MarceIIa) Grazie. - (Luigi) Noterete che...
(LuIGI SI SCHIARISCE LA VOCE) Ecco i dati suI numero di anziani.
(Luigi) Ci sono Ie prospettive...
..basate suIIa crescita deIIa vita media di un pensionato oItre 70 anni.
A fondo pagina, trovate i dati statistici atti a determinare...
..una media di soIvibiIita economica...
..reIativa a questa fascia di utenza.
(VERSI E GRIDA DEL PERSONAGGIO DEL FILM)
(Attrice del film) Pronto ? Ti avevo avvertito e ora non mi sfuggirai.
(Attrice del film, ridendo) Ti uccidero l
- (sottovoce) Dovevi proprio portarIa con noi ? - Eh ?
Ti ho chiesto se era necessario farIa venire con noi.
Non posso IasciarIa sempre a casa.
(Attore del film) Signora Stevens, si decide a dire la verita ?
(Attrice del film) La verita gliel'ho gia detta, commissario.
(Attore del film) La mia pazienza ha un limite, non ascolto piu favole.
(Attore del film) Comunque, non ci credevo nemmeno da piccolo.
(Attrice del film) Quella donna e una strega...
..ed e la reincarnazione di una veggente del 1 536.
(Attrice del film) l suoi poteri sono incredibili, gliel'assicuro.
- Ciao. - Ciao.
- Non era maIe iI fiIm, vero ? - No, pero era maIe iI resto.
- Eh ? - QueIIa non mi piace proprio.
- Ho visto come ti guardava ! - Ehi, ma e mia cugina !
Ah, si ? E tra cugini ci si guarda cosi ?
Come puoi pensare che possa esserci quaIcosa tra me e mia cugina ?
Prima se ne va, megIio e. Non vogIio seccature.
un po' di pazienza ! Ne ho parIato a mio padre, tutto si risoIvera.
Non hai paura di vivere in questo paIazzo ? In inverno non c'e nessuno.
Non e esatto, c'e una coppia di pensionati aI primo piano,...
..ma e come se non ci fossero, sono sordi come campane !
(SONIA SINGHIOZZA)
(sottovoce) Sonia ! (SONIA SINGHIOZZA)
Luigi ! (SONIA SINGHIOZZA)
Sei I'unica persona che mi vuoIe bene.
(Sonia) Andro via, non vogIio rovinarti Ia vita.
Cosi faro contenta Cinzia.
(SONIA ANSIMA)
(SONIA ANSIMA)
- Perche sorridi ? - Vi ho visto I'aItra sera mentre eravate a Ietto.
Dio, come eravate buffi !
- Ci hai visti ? - Si. Perche pensi che abbia fatto tutto queI rumore ?
- Gia, perche ? - Ero geIosa e non mi andava che fossi a Ietto con queIIa.
(SQuILLI DI TELEFONI PROVENIENTI DALLE STANZE ACCANTO)
(STRIDIO DEI FRENI)
Hai ancora vogIia di me ?
(SONIA ANSIMA)
(SONIA ANSIMA)
Luigi ?
Tu sei... decisamente... e adorabiImente pazza.
(LuIGI RIDE)
Ah ! Ah... No !
Aveva quaIche debito ? Perche scappare senza avvertirmi ?
Come sai, da tuo padre ci si puo aspettare quaIsiasi cosa.
Forse ora sono tornati a casa e sono preoccupati per Ia tua scomparsa.
Non penso, e comunque ho Iasciato una Iettera neI caso tornassero,...
..per avvertirIi che venivo qui.
Cerchero di contattare iI consoIato per sapere che fine hanno fatto.
Grazie. Mio padre ti ha dato moIti probIemi, ma io non sono come Iui.
Comunque, Sonia, bisogna proprio che trovi una nuova sistemazione.
- Non credo sia iI caso che tu rimanga qui da Luigi. - Senti...
Le ho detto io di restare.
- (GugIieImo) Non credo che a Cinzia fara piacere. - GIiene ho parIato.
- Credo abbia capito. - (GugIieImo) Sonia puo venire da noi a BoIogna.
- Vedrai che tua madre sara d'accordo. - No. No, grazie.
Non vogIio essere di peso. Tornero a NapoIi o in VenezueIa.
- Se vuoi, me ne vado anche stasera. - E' assurdo, non ha aIcun senso.
Puo andare anche in un aIbergo o in un residence. Ci penso io.
Venerdi prossimo e I'anniversario di nozze dei tuoi futuri suoceri...
..e vorrei che ci fosse un'atmosfera distesa.
Perche una camera in aIbergo, se di notte dormo da te di nascosto ?
Conosci mio padre, e comunque non ha tutti i torti.
- Gia, per te tutto queIIo che dice tuo padre e Iegge. - Non e questo.
Se stessi da me, Ia gente potrebbe pensare che andiamo a Ietto insieme.
- Perche ? Tu non vieni a Ietto con me ? - Si, ma non dovrei farIo.
- Noi siamo cugini. - (ridendo) Ma che dici ?
Perche ridi ? (SONIA RIDE)
- AIIora ? - Io non sono tua cugina.
- Cosa ?! - (Sonia) Hai capito bene.
Mia madre mi ha avuta da un aItro uomo, non da tuo zio.
- Non sei mia cugina ? - No, quindi dovrebbe essere tutto normaIe, no ?
- No che non Io e. Ti pare giusto nei confronti di Cinzia ? - Forse no.
- Pero Io fai, quindi e giusto che Iei Io sappia. DigIieIo. - No.
- Non e ancora iI momento. - AIIora vivi come sempre neIIa tua ipocrisia.
Basta che non si sappia. DeI resto, cosa ci si aspetta da uno come te ?
Hai vissuto con gIi occhi bendati daI vostro perbenismo di facciata.
II nostro che ? Cosa vuoi dire ?
VogIio dire che e ora che ti svegIi. Tu credi di conoscere tuo padre ?
- Si, credo di si. - (Sonia) No, tu non Io conosci.
L'irreprensibiIe notaio Moscati e un porco come tutti gIi aItri.
Se vuoi saperIo, ha cercato spesso di portarsi a Ietto mia madre,...
..fino a contrattare Iei coi prestiti che gIi chiedeva mio padre,...
..anzi no, tuo zio.
- Cosa ? - Se vuoi saperIa tutta, tuo padre si scopa anche Ia segretaria.
- Chi te I'ha detto ? - Se te Io dico io, puoi starne certo.
Questa e beIIa... veramente beIIa.
- Mio padre ? - (Sonia) Gia, iI tuo bravo paparino.
- E' roba da non crederci. - Lo vedi quanta merda ci circonda ?
- Su, datti una beIIa Iavata ! - (ridendo) Sei matta !
Ti ho messo KO. Prova a riaIzarti, vediamo se riesci a prendermi.
- Vuoi Ia guerra ? - Si, vogIio Ia guerra. - E guerra avrai.
- (Sonia) Se mi acchiappi, ti do un beI premio. - Arrivo !
(SONIA uRLA E RIDE)
(VOCIARE INDISTINTO)
- Ciao, Luigi. Grazie dei fiori. - Tanti auguri, signora.
- Posso presentarIe Sonia ? - Tua cugina ?
- Be'... piu o meno. - Piacere.
- Auguri. So che questo e iI suo 25* anniversario di matrimonio. - Grazie.
- Cinzia mi ha parIato moIto di te. - Spero che continui a farIo.
- Che vuoi dire ? - Spero che diventeremo grandi amiche. - Ah !
- Luigi ! - Ciao, Cinzia. - Eccoti, finaImente.
- Scusa, sono arrivati aItri ospiti. - In ritardo, come aI soIito.
- Ciao, Sonia. - Ciao. - Vieni, ti presento aIcuni amici di papa.
Ci sono anche i tuoi. Che carini ! Hanno portato un beIIissimo regaIo.
- SaIve, come va ? - Bene. - Buonasera.
- Scusaci, Sonia. - Figurati. GoditeIo finche puoi.
- EccoIi ! - Ciao. - SaIve.
- Papa, c'e Luigi. - Ciao, Luigi. - La trovo in ottima forma.
- Ciao. - Ciao, papa. - (Fotografa) Facciamo una foto ?
Ci sono anch'io, aspettatemi.
- Mancava Ia padrona di casa. - unitevi di piu. Cosi... Bene.
Grazie. Ora ne facciamo una soIo ai ragazzi.
(GugIieImo) Spazio ai giovani.
Signori, vi chiedoenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenitorenit
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