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Original subtitles

Traduzione: Varaita, vesper90, Alle83, Arden, seanma, Giaad, Astrid, anto*.

Resync: Kal-Earth2

Revisione: anto*

THE HOLLOW CROWN

www.subsfactory.it

Oh, per una Musa di fuoco,

capace di ascendere al risplendente empireo dell�immaginazione,

un regno per palcoscenico, principi per attori,

e monarchi da spettatori di questa scena grandiosa!

Allora il bellicoso Enrico, da par suo

assumerebbe il portamento di un Marte.

Immaginate che racchiusi nella cinta di queste mura

siano confinati due regni potenti,

e che le fronti che sporgono alte sul mare

un pericoloso stretto ne separi.

Potrebbe mai questa arena contenere

i vasti campi di Francia?

Possiamo stipare in questa �O� di legno

pur solo gli elmi che tanto terrore sparsero per il cielo di Agincourt?

E lasciate che noi, zeri di questi grandi conti,

mettiamo in moto le forze della vostra immaginazione.

Sopperite alle nostre carenze con il vostro pensiero,

perch� sono le vostre menti che vestiranno di sfarzo i nostri re,

e li porteranno qua e l�, saltando interi periodi di tempo,

e condensando i fatti di molti anni in un volger di clessidra.

A questo fine vogliate consentire

a me, Coro, d�entrare in questa storia.

ENRICO V di William Shakespeare

Il re � toccato dalla grazia e pieno di riguardi.

Ed � fedele amico della Chiesa.

La sua condotta in giovent� non prometteva tanto.

Eppure appena il padre fu spirato,

anche la sua dissolutezza, in lui mortificata, sembr� morire.

Mai scolaro fu tanto pronto nell�imparare.

Sentitelo dibattere di affari di Stato,

direste che non ha mai studiato altro.

Ascoltate i suoi discorsi di guerra e la descrizione di una terribile

battaglia vi sembrer� una musica.

E c'� da meravigliarsi pensando come Sua Grazia se ne sia impadronito.

La fragola cresce all'ombra dell'ortica,

e le bacche salutari prosperano e maturano meglio

vicino a frutti di qualit� inferiore.

Cos� il principe celava la saggezza

dietro un velo di dissolutezza.

Ma, mio signore, come mitigare ora

questa legge proposta dai Comuni?

Dobbiamo pensarci bene.

Se passa la legge contro di noi,

perderemmo pi� della met� dei nostri beni.

Tutte le terre che uomini pii hanno ceduto in lascito alla Chiesa,

ci verrebbero sottratte,

e inoltre per le casse reali mille sterline l'anno.

Questo dispone il progetto.

Che po' po' di bevuta.

Si berrebbero anche il bicchiere e il resto!

E Sua Maest� � favorevole o contrario?

Sembra indifferente,

anzi, pende un po' pi� dalla parte nostra.

Perch� io a Sua Maest� feci un'offerta,

nella nostra assemblea spirituale,

riguardante...

la Francia...

di dare una somma assai maggiore di quella che la Chiesa non abbia mai dato prima

ad alcuno dei suoi predecessori.

E come � stata accolta questa offerta?

Assai di buon grado da parte di Sua Maest�,

salvo che manc� il tempo per parlare.

E cosa ha interrotto quel colloquio?

Proprio a quel punto � giunta richiesta d�udienza dall�ambasciatore francese,

e credo che sia giunta l'ora dell'udienza.

- Non son le quattro? - Proprio cos�.

Entriamo, allora, a sentire il suo messaggio.

Vi accompagno, e non vedo l'ora di sentirlo.

Dov'� Sua Grazia, l'arcivescovo di Canterbury?

Qui, Maest�.

Che venga avanti, buon zio.

Mio signore, facciamo entrare l�ambasciatore francese?

Ancora no.

Vorremmo chiarire ogni dubbio, prima di ascoltarlo,

su alcune questioni importanti che molto ci danno da pensare,

riguardo noi e la Francia.

Dio e i suoi angeli proteggano il vostro sacro trono

e ve lo lascino occupare a lungo e con onore.

Bene. Vi ringraziamo.

Dotto signore, vi preghiamo di spiegarci

se, secondo giustizia e religione,

io posso far valere questa pretesa.

E Dio vi guardi, mio caro e fedele signore, dall'aggiustare, piegare o snaturare,

o caricar di sofismi la coscienza

per forzare la legittimit�.

Perch� Dio solo sa quante persone in salute

verseranno sangue a sostegno delle decisioni a cui ci spinger� Vostra Eminenza.

Perci� fate attenzione a come esporrete la nostra persona,

e a risvegliare la spada della guerra, ora assopita.

Vi ordiniamo, in nome di Dio, di fare attenzione,

perch� questi due regni non si scontrarono mai senza grande spargimento di sangue,

e ogni goccia innocente � un grido di dolore.

Con questo avvertimento, mio signore, parlate, e vi ascolteremo

prendendo nota, convinti in cuor nostro,

che ci� che dite � lavato dalla vostra coscienza come il peccato nel battesimo.

Ascoltatemi allora, mio grazioso signore e voi pari,

le cui vite, successi e dinastie sono dovute al trono d'Inghilterra.

Non vi � impedimento alle pretese di Vostra Altezza sul trono di Francia.

Grazioso sovrano, difendete il vostro diritto,

spiegate la bandiera tinta di sangue,

guardate ai vostri possenti avi.

Andate, mio temuto signore, sulla tomba di vostro bisnonno,

invocate il suo spirito guerriero,

e quello di vostro prozio, Edward il Principe Nero,

che sul suolo francese comp� tragiche gesta, sconfiggendo l'intero esercito di Francia.

Risvegliate il ricordo di quei prodi defunti,

e rinnovatene le gesta col vostro braccio possente.

Voi siete il loro erede, sedete sul loro trono,

il sangue e il coraggio che diede loro fama scorre nelle vostre vene,

e il mio tre volte possente signore � nel radioso

mattino di maggio della sua giovinezza, maturo per gesta e imprese eroiche.

Tutti i vostri confratelli, re e monarchi della terra, si aspettano che vi ridestiate

come gi� fecero gli altri leoni del vostro sangue.

Sanno che Vostra Grazia ha la buona causa e i mezzi e la potenza,

e Vostra Altezza li ha.

Mai re d'Inghilterra ebbe nobili cos� ricchi

e sudditi pi� fedeli,

i loro cuori han gi� lasciato il corpo in Inghilterra,

e stanno gi� sotto la tenda nei campi di battaglia di Francia.

Oh, lasciate che i loro corpi li seguano a rivendicare i vostri diritti

col sangue, col ferro e col fuoco.

E dunque, mio signore, in Francia!

Fate entrare i messi mandati dal Delfino.

Ora siamo ben decisi, con l�aiuto di Dio e di voi tutti,

nobile nerbo della nostra forza,

poich� la Francia � nostra,

la ridurremo in soggezione o la faremo a pezzi.

Eccoci preparati ad ascoltare i desideri

del Delfino, nostro nobile cugino,

poich� abbiamo sentito che il messaggio viene da lui e non dal re.

Piaccia a Vostra Maest� di concederci licenza

di assolvere francamente il nostro compito.

O dobbiamo piuttosto comunicarvi in forma modesta il pensiero del Delfino?

Non siamo un tiranno, ma un re cristiano.

Dunque senza timore e con franchezza riferite il messaggio del Delfino.

Ecco, allora, in breve.

Vostra Altezza ha recentemente inviato in Francia

a reclamare certi ducati,

in forza dei diritti acquisiti dal vostro grande predecessore re Edoardo Terzo.

In risposta a questo reclamo il principe, nostro signore,

dice che conservate ancor troppo il sapore della vostra giovinezza

e vi consiglia di far senno.

Nulla in Francia si pu� vincere con un'agile gagliarda.

N� potete guadagnarvi ducati con gli stravizi.

Quindi egli invia, come pi� conforme alla vostra indole,

questo barile pieno di tesori,

ed in cambio di questo, egli vi invita a lasciare che i ducati reclamati

non sentano mai pi� vostre notizie.

Questo dice il Delfino.

Quale tesoro, zio?

Palle da tennis, mio signore.

Siamo lieti che il Delfino ci usi tanta piacevolezza.

Vi ringraziamo per il regalo e per il disturbo.

Quando avremo adattato le racchette a queste palle,

verremo in Francia, se Dio ce lo concede,

a giocare una partita che metter� in pericolo la corona regale di suo padre.

Ditegli che ha sfidato un avversario

che metter� sottosopra tutti i campi di gioco in Francia con i suoi tiri.

E noi lo comprendiamo bene,

ci rinfaccia i nostri giorni dissoluti, non sapendo che uso ne abbiamo fatto.

Stimammo sempre poco questo povero trono d�Inghilterra,

e quindi vivendo lontano da esso ci siamo concessi barbara licenza.

Gli uomini, si sa, fuori di casa indulgono facilmente alla baldoria.

Ma dite al Delfino che manterr� le forme della maest�,

sar� un vero re, e spiegher� le vele della mia grandezza

quando mi lever� sul mio trono di Francia.

E io mi lever� l�,

con tale gloria da abbagliare tutti gli occhi di Francia,

e s�, da accecare quelli del Delfino, se solo ci guarder�.

Inoltre,

riferite al simpatico principe

che questa sua beffa

ha mutato queste palle in palle di cannone,

e la sua anima porter� l'amaro fardello

della rovinosa vendetta che voler� con esse.

Per molte migliaia di vedove la sua beffa

sar� la morte dei loro mariti,

per molte madri la morte dei figli, e per molti castelli la rovina.

E ancora n� nati n� concepiti, molti malediranno la beffa del Delfino.

Ma tutto questo � in mano a Dio, al quale io m'appello,

e nel suo nome dite al Delfino che sto arrivando,

per vendicarmi, e ancor per sostenere

il mio diritto in questa causa sacrosanta.

Andate quindi in pace.

Dite al Delfino che tutto il suo umorismo non avr� che sapore di stoltezza,

quando migliaia avranno da soffrirne pi� che da ridere.

Dategli una scorta adeguata.

Davvero spiritoso, il messaggio!

Speriamo che il mandante ne arrossisca.

Perci�, miei signori, non perdete nessuna occasione per affrettare la spedizione.

Poich� da questo momento abbiamo un solo pensiero, la Francia,

a parte quelli rivolti a Dio, che sono sempre in cima agli altri.

Perci�, chiamate subito a raccolta, per questa guerra, le nostre forze,

e tutto quello che pensiamo possa, con ragionevole rapidit�,

aggiungere altre penne alle nostre ali,

visto che, Dio ci sia testimone,

daremo al Delfino una bella lezione a casa di suo padre!

Ciascuno perci� dedichi ogni risorsa della sua mente

affinch� questa audace nostra impresa sia messa in movimento quanto prima.

Ora tutta la giovent� d'Inghilterra arde impaziente.

Pistol!

Ora gli armaioli fanno affari

e nel petto di ciascun uomo regna solo il pensiero dell'onore.

Ora nell'aria aleggia l'attesa

e nasconde la spada dall'elsa fino alla punta,

con corone imperiali e corone nobiliari

promesse a Enrico e ai suoi seguaci.

I francesi, avvisati da abili spie

di questi formidabili preparativi,

tremano di paura.

O Inghilterra!

Piccola forma materiale di intima grandezza,

come un corpo minuscolo con un cuore possente,

cosa non saresti capace di fare per l�onore,

se tutti i tuoi figli sentissero il vincolo del sangue?

Ben trovato, caporale Nym.

Buon giorno, tenente Bardolph.

Allora,

tu e l'alfiere Pistol siete ancora amici?

Per parte mia non me ne importa.

Vi pago la colazione per farvi tornare amici.

E tutti e tre ce ne andiamo in Francia, da buoni camerati.

In fede mia, vivr� quanto posso.

Questo � certo. E quando non potr� pi� vivere...

far� come potr�.

Questo � la mia decisione finale.

Una cosa � certa, caporale:

lui ha sposato Nell Quickly.

E di certo lei ti ha fatto un torto.

- Visto che lei era la tua promessa sposa. - Non so che dire.

Le cose vanno come vanno.

Uno pu� addormentarsi, e risvegliarsi con la gola sana e salva.

Eppure c�� chi dice che i coltelli hanno lame che tagliano.

Andr� come deve andare. Non so proprio che dire.

- Forza, ochetta. - Ecco qui, l'alfiere Pistol e sua moglie.

- Buon caporale, stai calmo. - Nym!

- Nym! - Come va, caro il mio oste Pistol?

Vile bifolco, mi chiami oste?

Su questa mano, questo termine io l�ho in gran dispregio,

e la mia Nell non avr� pi� pensionanti.

No, in fede mia, non per molto.

Non si pu� dar vitto e alloggio a una dozzina, o poco pi�, di gentildonne

che vivono onestamente di cucito senza che si pensi subito che teniamo un bordello.

Oh, poveri noi, Madonna mia, non l�avessimo mai incontrato!

Vedremo qui commessi insieme adulterio consenziente ed assassinio!

- Puah! - Puah a te!

Cane d�Islanda con le orecchie a pizzo!

Buon caporale Nym,

mostra il tuo valore e metti via la spada.

Vuoi darti una mossa?

- Vorrei averti di fronte da solo. - Da solo?

Cane sfacciato! Vile vipera!

Io so uccidere: il cane di Pistol � alzato e il lampo del colpo � pronto a seguire.

I tuoi scongiuri non funzionano.

Ho voglia di dartele di santa ragione.

Ascoltatemi! Ascoltatemi!

Ascoltate le mie parole.

Quello di voi che tira il primo colpo, lo infilo con la spada, fino all�elsa,

per quanto � vero che sono un soldato.

Ti taglier� la gola,

una volta o l'altra, con rispetto parlando, e questo � quanto.

Mio oste Pistol, dovete venire dal mio padrone.

E anche voi, ostessa. Sta molto male e vuol mettersi a letto.

Davvero.

Sta molto male.

Parola mia, uno di questi giorni far� da budino ai corvi.

Il re gli ha spezzato il cuore.

Se siete stati partoriti da donna, venite d'urgenza da sir John.

Ah, povero caro.

Cari signori...

venite da lui.

Il re ha sfogato i suoi malumori sul cavaliere,

questa � la verit�.

Nym, hai detto bene.

Il suo cuore...

� fratto e corroborato.

Il re � un buon re,

ma c'� poco da fare.

Andiamo,

voi due, volete tornare amici?

Dobbiamo andare in Francia assieme.

Mi darai i miei otto scellini?

Un nobile

avrai subito e in contanti e con esso ti offrir� un bicchierino

e concorderemo amicizia e fratellanza. Vivr� per Nym,

- e Nym vivr� per me. Dammi la mano! - Avr� il mio nobile?

- In contanti, fino all'ultimo centesimo. - Allora va bene.

Questo � quanto.

Va bene, va bene.

# Portami del vino bianco in una coppa fatta d'oro #

# Beviamo alla salute di Enrico il vecchio #

# Portami del vino bianco in una coppa fatta di paglia #

# Non cercher� pi� il vero amor #

Andiamo,

andiamo a condolerci con Falstaff.

Quanto a noi, agnellini,

continueremo a vivere.

Bardolph, sii allegro.

Nym, risveglia le tue vanterie.

Marito...

sfodera il tuo coraggio.

Poich� Falstaff...

� morto.

Morto?

Allora dobbiamo...

piangerlo.

Magari fossi con lui, dovunque sia andato a finire,

in paradiso o all'inferno.

Sicuramente...

non � all'inferno.

E' nel grembo di Arturo,

se mai uomo � volato in grembo ad Arturo.

E' morto giusto tra mezzogiorno e l'una,

proprio al volger della marea.

Che quando l'ho visto spiegazzare le lenzuola e...

giocare coi fiori...

e sorridere guardandosi la punta delle dita, ho capito che non c'era niente da fare.

Poich� il suo naso era affilato come una penna...

e balbettava di verdi praterie.

"Che c'� sir John?" gli chiedo.

"Su, da bravo, fatevi coraggio!"

E lui a gridare, "Dio, Dio, Dio!"

Tre o quattro volte.

E allora io, per confortarlo, gli dico di non star tanto a pensare a Dio.

Speravo non ci fosse ancora bisogno di preoccuparlo con pensieri del genere.

E allora lui mi disse di mettergli degli altri panni sui piedi.

Misi la mano sotto le lenzuola e li sentii.

Ed erano freddi come il marmo.

Poi sentii le ginocchia...

ed erano fredde come il marmo.

E pi� su e ancora pi� su...

e tutto...

era freddo come il marmo.

Ha imprecato al vino bianco?

S�.

L'ha fatto.

E alle donne?

No!

Non l'ha fatto.

S�.

L'ha fatto.

E ha detto che erano diavoli incarnati.

Lui l'incarnato non lo sopportava.

Era un colore che non gli � mai piaciuto.

Vogliamo sbrigarci?

Il re avr� lasciato Southampton.

S�, andiamo.

Amore mio.

Dammi le tue labbra.

Attenta alle mie masserizie e ai miei beni mobili. Non fidarti di nessuno.

poich� i giuramenti sono pagliuzze e la fede degli uomini � di pasta frolla,

e "Tieni duro" � il migliore mastino, ochetta mia.

Compagni d'arme, si va in Francia.

Toccate la sua morbida bocca e marciamo.

Addio, ostessa.

Non so baciare.

Questo � quanto.

Ma...

addio.

E tieni tutto chiuso. E' un comando.

Buon viaggio.

Addio.

Dunque gli inglesi si avvicinano con tutto il loro esercito,

converr� perci� che noi ci adoperiamo

a contrapporre una difesa a misura di re.

Perci� il duca d'Orl�ans si metter� in marcia

e voi, principe Delfino, con la massima celerit�,

rifornirete le nostre piazzeforti

di uomini valorosi e mezzi di difesa,

giacch� il re d'Inghilterra si avvicina

con la furia di una corrente succhiata dal vortice.

Mio temutissimo padre, � giustissimo armarci contro il nemico.

Dico che � opportuno entrare tutti in azione e farlo senza mostrare paura,

poich�, mio buon signore, � governata da un re cos� dappoco,

e lo scettro � tenuto cos� incoscientemente da un giovane vanesio, insulso, superficiale

e capriccioso che non c'� ragione di temerne.

Calma, principe Delfino.

Vi sbagliate molto riguardo questo re.

Vostra Grazia chieda all'ultimo ambasciatore con quanta maest� ha ascoltato il messaggio,

quanto sia stato moderato nelle obiezioni e, al contempo,

terribilmente fermo nelle decisioni.

Non � cos�, mio signor gran Connestabile.

Ma poco importa quel che noi pensiamo.

Nella difesa � meglio supporre che il nemico sia pi� potente di quanto sembra.

Riteniamo pure che re Enrico sia forte,

e, principi, armatevi bene per affrontarlo.

Ch� egli discende da quel ceppo sanguinario che ci ha perseguitati in casa nostra.

Lo attesta la nostra memorabile infamia,

quando tutti i nostri principi furono fatti prigionieri da quel nero nome,

Edoardo, il Principe Nero di Galles.

Questo � un ramo di quel ceppo vittorioso.

E dobbiamo temerne la nativa potenza e il destino che lo protegge.

Ambasciatori da parte di Enrico, re d'Inghilterra,

chiedono di essere ammessi alla presenza di Vostra Maest�.

Daremo loro subito udienza. Fateli entrare.

Vedete,

amici, con quale accanimento viene condotta questa caccia.

Voltatevi e smettete di fuggire.

Perch� i cani vigliacchi abbaiano con violenza

solo quando coloro che sembrano minacciarli, fuggono dinanzi a loro.

Buon mio sovrano,

tagliate corto con gli inglesi,

mostrate loro di quale grande monarchia siete a capo.

L'amor proprio, mio signore, non � un peccato cos� vile come la negligenza.

Da parte del nostro fratello inglese?

Da lui in persona,

e cos� egli saluta Vostra Maest�.

In nome di Dio Onnipotente vi invita

a togliervi di dosso e mettere da parte le glorie usurpate,

che per dono del cielo,

per legge di natura e per diritto delle genti, appartengono a lui e ai suoi eredi.

Sappiate che questa non � una richiesta falsa o illegittima,

presa dalle tarlature di un remoto passato,

o rinvenuta frugando nell'antica polvere dell'oblio.

Egli vi manda ad esaminare questo nobile albero genealogico,

che mostra, in ciascun ramo, l�esatta linea della discendenza.

Esaminate questo albero genealogico,

e quando vedrete che discende in linea retta

dal pi� celebre dei suoi famosi antenati, Edoardo Terzo,

egli allora vi esorta a cedere la corona e il regno

illegittimamente sottratti a lui, pretendente naturale e autentico.

O altrimenti,

che succeder�?

Sanguinosa coercizione,

perch� anche se nasconderete la corona nel vostro cuore, egli ve la strapper� via.

Perci� egli viene in fiera tempesta,

in tuono e terremoto, come un Giove,

e vi ingiunge, per le viscere del Signore, a consegnare la corona,

e ad avere piet� delle povere anime verso cui questa famelica guerra

apre le grandi fauci,

facendo ricadere sulla vostra testa le lacrime delle vedove,

i pianti degli orfani, il sangue degli uomini morti,

i lamenti delle vergini per i mariti, i padri,

e per i promessi sposi che saranno inghiottiti da questo conflitto.

Questo � ci� che chiede,

ci� che minaccia.

ed il mio messaggio.

Salvo che non sia qui presente il Delfino,

al quale porto un saluto inviato espressamente per lui.

Per quello che sta a noi, vogliamo riflettere ulteriormente.

Domani

comunicherete le nostre intenzioni al nostro confratello d'Inghilterra.

In quanto al Delfino,

l'avete davanti.

Che avete da dirgli da parte del re d'Inghilterra?

Disdegno e spregio, disistima,

disprezzo.

Questo dice il mio re.

Se la maest� di vostro padre, accogliendo tutte le nostre richieste,

non addolcisce l�amaro della beffa da voi fatta a Sua Maest�,

vi chiamer� con tal foga a risponderne,

che le caverne e le sotterranee viscere della Francia vi rimprovereranno la vostra offesa

e vi rimanderanno la vostra beffa facendo eco al rimbombo delle cannonate.

Non desidero altro che affrontare il re inglese.

A questo scopo, per far degno riscontro alla sua giovinezza e alla sua vanit�,

gli mandai da Parigi le palle da tennis.

Per questo egli far� tremare il vostro Louvre,

e state pur certo,

che troverete una grande differenza, noi sudditi l'abbiamo con stupore gi� scoperto,

tra le aspettative dei suoi anni giovanili

e le doti che oggi padroneggia.

Ora, egli soppesa il tempo,

fino all�ultimo granello,

e ve ne accorgerete a vostro danno,

se rimarr� in Francia.

Domani avrete la nostra risposta.

Congedateci in fretta, che il nostro re non debba venire a chiedere perch� tardiamo.

Sarete congedati quanto prima con proposte ragionevoli.

La notte � un respiro troppo breve e una pausa troppo corta

per rispondere a richieste di tale importanza.

Immaginate ora di vedere la flotta inglese

con le seriche bandiere spiegate, far vento al giovane Febo,

ascoltate lo stridulo fischietto

che d� comandi tra confusi suoni,

guardate le vele di tela gonfiarsi all�invisibile soffio del vento,

condurre gli enormi vascelli sul mare in burrasca,

affrontando di petto gli altissimi marosi.

Oh, immaginate di star sulla riva,

e di guardare una citt� che danza sui flutti irrequieti.

Perch� cos� appare questa flotta maestosa,

che dirige la rotta verso Harfleur.

Seguitela! Seguitela!

Chi � colui che abbia anche un solo pelo sul mento

che non seguir� questa

eletta schiera di cavalieri in Francia?

Terra, mio signore.

Non � re d�Inghilterra chi non � re di Francia!

Immaginate che Exeter abbia fatto ritorno dalla Francia,

e che dica a Enrico che il re gli offre Caterina, sua figlia,

e con lei, in dote, alcuni ducati di piccola estensione e poca rendita.

L�offerta non � accolta.

Lavorate, lavorate con la fantasia,

ed ecco che vedete un assedio.

Osservate i cannoni sui loro affusti con le fauci mortali

spalancate su Harfleur assediata.

L'abile artigliere

con la miccia ora tocca i diabolici cannoni,

e tutto crolla dinanzi a loro.

Ancora una volta sulla breccia, amici miei, ancora una volta!

O chiudete il muro con i cadaveri degli inglesi!

In pace, nulla nobilita all'uomo

quanto il contegno dimesso e l'umilt�.

Ma quando nelle orecchie risuona lo squillo della guerra, imitate l'azione della tigre.

Irrigidite i muscoli, chiamate a raccolta il vostro coraggio.

Mascherate la natura dimessa con la rabbia spietata.

Ora stringete i denti e dilatate le narici.

Trattenete il respiro e tendete il vostro coraggio al massimo.

Avanti, avanti, miei nobilissimi inglesi!

Non disonorate le vostre madri.

Dimostrate che coloro che chiamate padri vi hanno veramente generati.

Siate d'esempio agli uomini di sangue meno nobile e insegnate loro come si fa la guerra.

E tu,

buon fante,

le cui membra furono plasmate in Inghilterra,

mostra qui di qual pastura sei.

Permettici di giurare che sei degno della tua razza, cosa di cui non dubito.

Perch� non vi � alcuno di voi che sia cos� basso e vile

che non abbia una nobile scintilla negli occhi.

Vedo che state come levrieri che tirano il guinzaglio,

impazienti di cominciare.

La partita � cominciata.

Seguite il vostro coraggio, e sotto questo comando,

gridate: "Dio per re Enrico,"

"per l'Inghilterra,"

"e per San Giorgio!"

Alla breccia! Alla breccia!

Vi prego, caporale, fermatevi.

I colpi son troppo caldi,

e, quanto a me, non ho una vita di ricambio, io.

Anche questo scherzo � troppo caldo, questa � l'antifona.

L'antifona � assai corretta. Di questi scherzi ve ne son troppi.

I colpi vanno e vengono, i vassalli di Dio cadono e muoiono.

Sui campi insanguinati scudo e ferro ti procacciano

fama in sempiterno.

Darei tutta la mia fama per un boccale di birra e la pelle salva.

Anche io!

Alla breccia, figli di cani!

Avanti, gaglioffi!

Sii misericordioso, grande duca, verso esseri di mortale argilla.

Smorza la tua furia, smorza la tua animosa furia.

Smorza la tua furia, grande duca.

Bello mio, smorza la tua furia.

Usaci indulgenza, cocco bello.

Qual � la decisione del governatore della citt�?

Affidatevi alla nostra clemenza.

Oppure, come uomini che ambiscono alla loro distruzione, sfidateci al nostro peggio.

Perch� io sono un soldato,

il nome che a mio giudizio meglio mi si addice,

e se ricominciamo a bombardare una volta ancora, non lascer�

Harfleur conquistata per met� sinch� non sar� sepolta sotto le sue ceneri.

Le porte della piet� saranno chiuse.

E il soldato impietoso, rude e duro di cuore,

avr� libero il braccio ad ogni strage, con la coscienza larga come l'inferno,

falciando come erba le vostre fresche e belle fanciulle e i vostri fiorenti infanti.

Cosa mi importer�, dunque,

se l'empia guerra,

vestita di fiamme come il principe dei demoni,

far�, con il suo volto nero di fumo,

tutte le odiose azioni che accompagnano la distruzione ed il saccheggio?

Cosa mi importer�, dal momento che voi stessi ne sarete la causa,

se le vostre caste vergini cadranno nel focoso abbraccio costrittore dello stupro?

Perci�, uomini di Harfleur, abbiate piet� della vostra citt�

e della vostra gente, mentre io posso tenere ancora in pugno i miei soldati,

mentre ancora il fresco e piacevole vento della grazia

tiene lontane le nubi sozze e infette del massacro, del saccheggio e d�ogni atrocit�.

Altrimenti, aspettatevi tra pochi istanti

di vedere il soldato accecato dal sangue con sozza mano

contaminare le chiome delle vostre figlie urlanti,

I vostri padri presi per le loro barbe d'argento,

e le loro teste venerande sfracellate contro i muri.

I vostri infanti nudi infilzati su picche,

mentre le loro madri, pazze di dolore, squarceranno il cielo con disperate grida,

come fecero le donne di Giudea contro gli sgherri sanguinari di Erode.

Cosa dite? Cederete ed eviterete tutto questo?

O colpevoli di volervi difendere, vi farete distruggere?

Le nostre speranze muoiono in questo giorno.

Il Delfino,

da cui attendevamo soccorso,

risponde che le sue forze non sono ancora

pronte a rompere un assedio cos� pesante.

Perci�, grande re,

affidiamo la nostra citt� e le nostre vite alla tua umana misericordia.

Varca le nostre porte,

disponi di noi e delle nostre cose.

Non siamo pi� in condizione di difenderci.

Apriteci le porte.

Suvvia, zio Exeter,

andate voi ed entrate in Harfleur.

Insediatevi l� e fortificatela quanto pi� solida contro i francesi.

Abbiate piet� di tutti.

Stasera saremo vostri ospiti a Harfleur.

Domani,

saremo di nuovo pronti

a marciare.

Capitano.

Ti supplico di farci dei favori. Il duca di York ti ama molto.

S�,

grazie a Dio.

E un po' d'amore l'ho meritato, al suo servizio.

Bardolph, un soldato fermo e dal cuore saldo.

La fortuna � nemica di Bardolph e lo guarda con piglio corrucciato.

E' perch� ha rubato da una chiesa e deve esser impiccato.

Dannata morte!

Che il capestro non gli soffochi la trachea.

Ma York lo ha condannato a morte per un bottino da quattro soldi.

Dunque, vai tu a parlargli, il duca ti dar� ascolto.

Non lasciare che il filo della vita di Bardolph sia reciso

con vile infamia da un cappio da due soldi. Parlagli, capitano,

in favor della vita, sarai ricompensato.

Alfiere Pistol, comprendo solo in parte quel che dite.

Ebbene, rallegrati per questo!

Ma, alfiere, di certo non � cosa di cui rallegrarsi.

Poich�, vedi, anche fosse mio fratello,

vorrei che il duca facesse quel che pi� lo aggrada

e lo mandasse a morte,

perch� la disciplina deve essere rispettata.

Muori e che tu sia dannato.

- La tua amicizia vale un fico secco! - Benissimo.

- Un fico di Spagna! - Ottimamente!

- Dio vi benedica, Vostra Maest�! - Ebbene, capitano?

- Vieni dal ponte? - S�, se piace a Vostra Maest�.

Quanti uomini hai perduto, capitano?

La distruzione dell'avversario � stata davvero grande.

Ragionevolmente grande.

Diamine, per parte mia credo che non abbiamo perso nemmeno un uomo,

se non un tale che deve essere impiccato,

perch� ha rubato in una chiesa.

Un tale, Bardolph, se Vostra Maest� lo conosce.

Ha la faccia coperta di bubboni,

pustole e piaghe infiammate.

E le labbra gli soffiano nel naso, che somiglia a un tizzone sempre acceso,

ora blu, ora rosso.

Ma, guardate,

il suo naso � stato giustiziato ed il fuoco spento.

E cos� sia di tutti i manigoldi della sua stessa risma,

e diamo l'espresso ordine

che, nelle nostre marce attraverso il paese, non si tolga nulla ai villaggi con la forza,

che quello che si prende sia debitamente pagato,

che nessun francese sia rimproverato

o offeso con linguaggio sprezzante.

Perch� quando la mitezza e la crudelt� si giocano fra loro un regno,

il giocatore pi� umano

� il primo a vincere.

Oramai � certo, ha passato la Somme.

Normanni. Quei bastardi normanni! Bastardi di normanni!

Dove trovano tanto coraggio?

Dov'� Montjoy, l'araldo? Lo si spedisca subito

a recare al re d'Inghilterra il mio saluto con la nostra secca sfida.

Coraggio, nobili principi!

E, con lo spirito dell'onore affilato, arrestate Harry d'Inghilterra,

che marcia altezzoso per le nostre terre con bandiere tinte nel sangue di Harfleur.

Piombategli addosso,

avete forza abbastanza.

E portatelo nostro prigioniero!

Questo � parlar da grandi!

Ora andate, signor connestabile

e principi tutti,

e portateci al pi� presto la notizia della disfatta del re d'Inghilterra.

Mio signore?

Mi riconoscerete certo dall'abito.

E che mi vieni a riferire?

Il pensiero del mio padrone.

Svelalo.

Cos� dice il mio re:

d� a Harry d'Inghilterra

che, anche se sembravamo morti,

non eravamo che addormentati.

Saper attendere il vantaggio serve meglio in guerra che l'avventatezza.

Digli che ad Harfleur avremmo potuto sottometterlo,

ma abbiamo pensato che non fosse bene spremere l'ascesso

prima che fosse pienamente maturo.

Ora,

la battuta tocca a noi

e lo diciamo con voce imperiale:

il re d'Inghilterra si pentir� della sua follia,

riconoscer� la sua debolezza e ammirer� la nostra tolleranza.

Quindi, digli di considerare il suo riscatto,

che deve essere commisurato alle perdite che abbiamo subito,

ai sudditi che abbiamo perso,

alle umiliazioni che abbiamo ingoiato.

Per quanto abbiamo perduto,

le sue casse son troppo povere.

L'esercito del suo regno � troppo piccolo per scontare il sangue che abbiamo sparso.

E per l'umiliazione subita,

se anche s'inginocchiasse ai nostri piedi lui in persona,

sarebbe meschina e misera riparazione.

In conclusione, digli

che ha tradito i suoi,

la cui condanna � ormai pronunciata.

Questo dice il mio re e padrone,

qui finisce la mia missione.

Come ti chiami?

Montjoy.

Hai compiuto egregiamente la tua missione.

Ritorna pure,

e di' al tuo re che ora non cerco di scontrarmi con lui,

ma che vorrei seguitare la marcia fino a Calais, senza impedimenti.

Poich�, ad essere sincero,

la mia gente � molto indebolita dalle malattie,

il mio esercito assottigliato,

e questi pochi soldati che mi restano non valgono pi� dei francesi in pari numero.

Mentre quando stavano in salute, te lo dico araldo,

che su ogni paio di gambe inglesi potevano marciare tre francesi.

Vai, dunque, e riferisci al tuo signore che io sono qua.

Se ci fate passare, passeremo.

Se ce lo impedite,

tingeremo la vostra bruna terra del vostro rosso sangue.

Dunque,

Montjoy

addio.

In breve, la nostra risposta � questa:

per ora non cerchiamo la battaglia,

ma nemmeno, per ora,

diciamo che la eviteremo.

Di' questo al tuo padrone.

Questo riferir�.

Ringrazio Vostra Maest�.

Siamo nelle mani di Dio, fratello, non nelle loro.

Adesso cercate di immaginarvi l'ora

in cui un mormorio confuso e la fitta tenebra,

riempiono l�immenso vaso dell�universo.

Dall�un campo all�altro, per il grembo sinistro della notte,

il mormorio dei due eserciti risuona silenzioso.

Fuoco risponde a fuoco,

e attraverso le deboli fiamme ciascun esercito

scorge la massa scura dell'altro.

Destriero minaccia destriero con acuti e spavaldi nitriti,

che perforano il sordo orecchio della notte.

Cantano i galli gi� per la campagna,

battono gli orologi,

e annunciano l�ora terza di un mattino sonnolento.

Superbi del lor numero, per nulla impensieriti,

i troppo allegri e sicuri francesi

si giocano ai dadi i disprezzati inglesi,

e rimproverano la notte lenta e storpia

che, zoppicando come una brutta e turpe strega,

tediosamente si allontana.

I poveri malaugurati inglesi, come gente votata al sacrificio,

siedono pazienti ai vigili fuochi,

ruminando in cuor loro i pericoli del mattino.

Le guance e le divise logorate dalla guerra

li fanno apparire, alla luna che li osserva,

come altrettanti orrendi spettri.

Oh, ora,

chi vedr� il regale comandante di questo esercito in disfacimento

andare da un posto di guardia all'altro, da una tenda all�altra?

Poich� egli visita tutti i suoi soldati,

a ciascuno d� il buon giorno sorridendo affabilmente,

e li chiama fratelli,

amici e compatrioti.

Sul suo volto regale non c'� alcun segno

di trovarsi circondato da un terribile esercito.

N� lascia trapelar dal colorito

la pi� lieve sfumatura della notturna spossante vigilia

ma fresco d�aspetto, domina il disagio dell�attesa

con piglio gioviale e amabile maest�,

sicch� quei miserabili, prima pallidi e languenti,

si traggono conforto solo al vederlo,

sciogliendo il gelo della paura,

cosicch� tutti, dai nobili ai pi� umili soldati, vedono,

in questa misera descrizione,

un poco di Harry nella notte.

� vero, amici, siamo in gran pericolo,

perci� tanto pi� grande dovr� essere il nostro coraggio.

Dio Onnipotente!

C'� un barlume di bont� nelle cose cattive,

solo che si sappia discernerlo.

Il nostro cattivo vicino ci ha fatti levare di buon'ora,

il che non solo giova alla salute, ma � buona regola di economia.

Cos� cavar miele dall�erbaccia,

e una morale dal diavolo in persona.

Mio signore.

Buongiorno, mio vecchio sir Thomas Erpingham.

Un soffice cuscino andrebbe meglio per quella bella testa bianca

che non la ruvida zolla di Francia.

Non � cos�, mio signore. Un simile giaciglio mi piace molto di pi�

perch� cos� posso dire: "Ora dormo come un re."

E' bene sopportare i disagi del momento per effetto dell'esempio,

lo spirito � sollevato.

Prestatemi il vostro mantello, sir Thomas.

Miei bravi signori,

salutatemi i capitani del nostro campo,

date loro il mio buongiorno e invitateli a venire quanto prima alla mia tenda.

Sar� fatto, mio signore.

Debbo accompagnare Vostra Grazia?

No, mio buon cavaliere.

Andate con mio cugino dai nobili inglesi.

La mia coscienza ed io dobbiamo conversare un po',

e non voglio altra compagnia.

Dio ti benedica dal cielo,

nobile Harry.

Dio te ne ricompensi, vecchio amico, le tue parole mi ridanno la carica.

Giunger� mai il mattino?

Parla. Sei ufficiale,

o vile soldato, comune e plebeo?

Sono gentiluomo di una compagnia.

E voi chi siete?

Un gentiluomo che non val meno d�un imperatore.

- Allora voi siete meglio del re. - Il re � un bel galletto,

un cuore d�oro,

un ragazzo di bella vita, il cocco dalla fama,

di ottima famiglia e dal pugno gagliardo. Io

gli bacio la scarpa sudicia,

e con tutte le fibre del cuore amo quell'adorabile zerbinotto.

Come ti chiami?

Harry Le Roy.

Le Roy, nome tipico di Cornovaglia Sei dei reparti della Cornovaglia?

No, sono gallese.

Conosci dunque Flullen?

S�.

Sei suo amico?

- E suo parente, anche. - Va a farti fottere, allora.

Io mi chiamo...

Mi chiamano Pistol.

Si adatta bene con la tua ferocia.

Mio signor Delfino.

- Che c'�, ragazzo? - Ho visto gli inglesi, signore.

Sono a millecinquecento passi dalle loro tende.

Quella laggi� non � la luce del mattino che spunta?

Non abbiamo nessuna ragione di desiderare l'avvicinarsi del giorno.

Laggi� vediamo il cominciar del giorno

ma penso non ne vedremo mai la fine.

Chi va l�?

Un amico.

Chi � il vostro capitano?

Sir Thomas Erpingham.

Un ottimo vecchio capitano,

e un gentiluomo assai cortese.

Di grazia, cosa pensa della nostra situazione?

Che � come quella di naufraghi sulla sabbia,

che aspettano d�essere spazzati via dalla prossima alta marea.

Non ha detto al re come la pensa?

No,

e non sarebbe il caso lo facesse.

Perch� penso che il re sia un uomo, come me.

Il cielo ha lo stesso aspetto per lui come per me.

Se si mettono da parte le sue pompe reali, nudo � un uomo come tutti gli altri.

Perci� quando ha ragione di temere, come facciamo noi,

i suoi timori hanno lo stesso carattere dei nostri.

Tuttavia, sarebbe buona regola non suscitare in lui paure,

per evitare che, manifestandole, egli scoraggi tutto l�esercito.

Pu� mostrare esteriormente tutto il coraggio che vuole,

ma io credo che in una notte fredda come questa,

preferirebbe trovarsi immerso nell�acqua del Tamigi fino al collo.

E vorrei che lo fosse,

ed io con lui, in qualunque sbaraglio, pur di essere lontano da qui.

Credo non vorrebbe stare in altro luogo di quello in cui �.

E allora vorrei che vi restasse solo,

e si salverebbero le vite di tanti poveri uomini.

Oserei dire che non gli volete tanto male da augurargli di essere solo qui.

Quanto a me, non c�� altro luogo al mondo

in cui potrei morire pi� contento se non in compagnia del re,

perch� la sua causa � giusta e la guerra onorevole.

- Questo � pi� di quel che sappiamo. - S�,

e anche pi� di quel che dovremmo cercare di sapere.

E' gi� abbastanza quel che sappiamo sapendo d�esser sudditi del re.

Se la sua causa � ingiusta,

l�obbedienza che dobbiamo al re ci toglie ogni responsabilit� pei suoi atti.

Ma se la sua causa non � giusta,

sar� il re a dover rendere un pesante conto,

quando tutte quelle gambe

e braccia e teste tagliate in battaglia,

si uniranno ai corpi il giorno del Giudizio gridando: "Siamo morti in quel posto."

Ho paura,

pochi di quelli che muoiono in battaglia fanno una bella morte.

Se questi uomini non faranno una bella morte,

sar� una gran brutta faccenda per il re che ve li ha condotti.

Il dovere di ogni suddito � l'obbedienza al re,

- ma l'anima del suddito � del suddito. - E' certo,

per chi muore nel peccato, che il peccato ricade su di lui.

Il re non � tenuto a risponderne.

Ho sentito io stesso il re dire di non voler esser riscattato.

S�, l'ha detto per farci combattere allegramente.

Ma quando avremo la gola tagliata, riscattato o meno, a noi non verr� alcun vantaggio.

Se vivo tanto da vedere una cosa simile, non mi fider� pi� della sua parola.

E' come aver la pretesa di trasformare il sole in ghiaccio,

facendogli aria con una penna di pavone.

Non ti fiderai pi� della sua parola. Del re!

- Via, � proprio una sciocchezza. - Il vostro rimprovero � un po' troppo forte.

Sa fosse il momento giusto, sarei arrabbiato con voi.

Riprenderemo la contesa

- se camperai. - Intesi.

Come faccio a riconoscerti?

Dammi un tuo guanto qualsiasi,

e io lo indosser�.

Se avrai il coraggio di riconoscerlo per tuo, ti sfider�.

Ecco il mio guanto

Dammene uno dei tuoi.

Eccolo.

Questo lo porter� alla mia cintura.

E se verrai da me, a partire da domani, e dirai "Questo � il mio guanto",

per questa mano, ti dar� un pugno sull'orecchio.

Se vivr� tanto per vederlo, raccoglier� la sfida.

Preferiresti essere impiccato.

Bene, lo far�,

anche se ti trovassi in compagnia del re.

Mantieni la parola.

Addio.

Se gli inglesi avessero un po' di cervello,

scapperebbero.

E' tempo di armarci.

Forza, ci muoviamo?

Oh Dio delle battaglie, tempra d'acciaio il cuore dei miei soldati.

Distruggi in loro ogni timore.

Togli loro, per ora, la facolt� di contare,

se � il numero dei nemici a scoraggiarli.

Non oggi, o Signore, non oggi,

non pensare al peccato commesso da mio padre nel conquistar la corona.

Io, al corpo di Riccardo, ho dato nuova sepoltura,

e vi ho versato pi� contrite lacrime

che delle gocce di sangue che la violenza gli fece spargere.

Far� anche di pi�,

anche se ci� che posso fare non vale nulla,

giacch� il mio pentimento viene per ultimo, implorando il tuo perdono.

So perch� sei venuto.

Verr� con te.

Il giorno,

i miei amici

e il resto aspettano solo me.

In posizione!

Oh Dio delle battaglie, tempra d'acciaio il cuore dei miei soldati.

Distruggi in loro ogni timore.

Il re � andato a osservare di persona lo schieramento nemico.

Il braccio di Dio colpisca con noi!

Sono cinque a uno.

Oltretutto, con truppe pi� fresche.

Una inferiorit� spaventosa.

Che Dio sia con voi, principi.

Vado al mio posto.

Se non dovessimo rivederci, prima di rivederci in cielo,

vi dico con letizia, guerrieri tutti, addio!

Addio, buon Salisbury,

e la buona fortuna ti accompagni.

Addio, nobile signore. Combatti con coraggio, oggi.

Sei pieno di valore quanto di cortesia, e in ambedue queste doti sei un principe.

Se avessimo qui solo diecimila tra quelli che son rimasti in ozio in Inghilterra!

Chi esprime questo desiderio?

Mio cugino Westmorland?

No, mio caro cugino.

Se dobbiamo morire, siamo gi� abbastanza da costituire una perdita per la nostra patria.

Se dobbiamo vivere, meno siamo e tanto pi� grande sar� la nostra gloria.

Per l'amor di Dio! Ti prego, non desiderare un uomo in pi�.

Per Giove, io non sono avido di denaro,

n� mi curo di vedere chi mangia a mie spese.

Non me la prendo se qualcun altro porta i miei abiti.

Tali cose esteriori non sono nei miei desideri.

Ma se � un peccato essere avido di gloria,

io sono l'anima pi� peccatrice di questo mondo.

No, cugino, in fede, non desiderare un sol uomo in pi� dall�Inghilterra.

Per la pace di Dio!

Non vorrei perdere un onore cos� grande

che un solo uomo in pi� vorrebbe, credo,

spartire con me, nemmeno per la pi� grande speranza che ho!

Non volere un uomo in pi�!

Proclama piuttosto, Westmoreland, a tutto l'esercito,

che chi non ha il coraggio di combattere,

pu� pure andarsene.

Gli sar� preparato il passaporto

e le corone per il viaggio saranno messe nella sua borsa.

Non vogliamo morire

con nessuno che abbia paura di morir con noi.

Oggi � la festa di Santi Crispino e Crispiniano.

Chi sopravvive a questo giorno,

e torna sano e salvo a casa,

si alzer� in punta di piedi solo a sentir nominare questo giorno,

e fremer� al nome di San Crispino.

Chi vedr� questo giorno

e arriver� alla vecchiaia,

ogni anno, alla vigilia, inviter� i vicini

e dir�: " Domani � San Crispino e Crispiniano."

Allora si alzer� la manica e mostrer� le cicatrici

e dir�: "Queste ferite le ebbi il giorno di San Crispino e Crispiniano."

Gli anziani dimenticano,

e lui dimenticher� tutto il resto.

Ma ricorder�,

con qualche esagerazione,

le sue gesta di quel giorno.

E allora i nostri nomi,

che saranno termini familiari in bocca sua,

il re Enrico,

Salisbury ed Exeter,

Erpingham, Westmorland

e York,

saranno ricordati di nuovo tra boccali traboccanti.

Questa storia il buon uomo insegner� a suo figlio.

E il giorno dei Santi Crispino e Crispiniano non passer� mai,

da questo giorno fino alla fine del mondo,

e noi in essa... saremo sempre ricordati.

Noi pochi.

Noi felicemente pochi.

Noi schiera di fratelli.

Perch� chi oggi verser� il suo sangue con me

sar� mio fratello,

e per quanto bassa sia la sua condizione, questo giorno la nobiliter�.

E i gentiluomini in Inghilterra, ora a letto,

malediranno se stessi per non esser stati qui

e non parr� loro neanche d'esser uomini

quando parler� chi ha combattuto con noi

nel giorno di San Crispino!

Mio sovrano e signore, recatevi al vostro posto sollecitamente.

Le truppe francesi sono in perfetto ordine,

muoveranno tra poco all'assalto contro di noi.

Tutto � pronto, se lo sono anche i nostri cuori.

Perisca l'uomo che si tira indietro!

Ora non desideri altri aiuti dall'Inghilterra, cugino?

Dio mi sia testimone,

vorrei fossimo solo noi due, senza altro aiuto, a combattere questa battaglia!

Ora non desideri nemmeno i cinquemila qui.

E questo mi piace pi� che l'augurio dell'aggiunta di uno solo.

Conoscete i vostri posti.

Che Dio sia con voi!

Mio signore, chiedo umilmente in ginocchio che mi sia concesso

di guidare l'avanguardia.

E cos� sia, prode York.

Ora soldati,

in marcia!

E tu Dio, secondo la tua volont�,

disponi del giorno!

Io son di nuovo qui per sapere,

re Enrico, se sei meglio disposto ora a trattare per il tuo riscatto,

prima della tua sicura disfatta.

Chi ti ha mandato stavolta?

Il connestabile di Francia.

Ti prego, ripetigli la mia risposta.

Mi finiscano prima, e si vendano dopo le mie ossa.

Buon Dio! Perch� si canzonano cos� dei poveri diavoli?

Di tutti i nostri corpi, molti avranno senza dubbio sepoltura in patria,

e sulle loro tombe l�, confido,

saranno ricordato eternamente in bronzo le loro gesta di oggi.

Ti parler� con orgoglio.

Di' al connestabile che noi siamo guerrieri da giorno di lavoro.

I colori e l'oro li abbiamo tutti infangati dalle marce sotto la pioggia per i campi.

Ma, per la messa, i nostri cuori sono a punto.

E i miei poveri soldati mi dicono che prima di notte

si rivestiranno di abiti pi� freschi.

O sfileranno abiti nuovi

di sopra al capo dei francesi, mandandoli in congedo.

Araldo, risparmiati la fatica.

Non tornare pi� a chiedere riscatto.

Non avrete altro, lo giuro, che le mie membra...

e se le troverete come le lascer�,

ne trarrete ben scarso guadagno.

Dillo al connestabile.

Lo far�, re Enrico.

Non sentirai mai pi� parlare di araldi.

Fai avanzare gli arcieri trenta passi. Ora!

Sire!

Fermi, uomini.

Fermi.

Mirate e lanciate!

Carica!

Infamia e vergogna eterna.

Andr� nella calca,

sia breve la vita,

o altrimenti sar� troppo lunga la vergogna.

Il duca di York vi manda a salutare, Vostra Maest�.

E' vivo, mio buono zio?

Tre volte, in un'ora, l'ho visto a terra.

Tre volte rialzarsi a combattere,

insanguinato dall'elmo agli speroni.

E in questo stato il bravo soldato ora giace, a nutrir la terra.

Mi sorrise,

mi tese la mano, stringendola debolmente e disse:

"Mio caro signore, fate sapere al mio sovrano come io l�abbia servito."

E cos� sposato alla morte,

suggell� col sangue un patto di nobilissimo affetto.

Quel gesto bello e dolce

mi strapp� quelle lacrime che avrei tanto voluto trattenere.

Confesso che non fui uomo abbastanza,

e quanto v'� di materno in me si raccolse negli occhi,

e piansi a dirotto.

Non ti biasimo.

perch�, udendo questo, mi si velano gli occhi e poco manca che pianga io pure.

Che nuovo allarme � questo?

I francesi hanno rinforzato le truppe disperse.

Non sono mai andato in collera da quando sono venuto in Francia

sino a questo momento!

Se vogliono combattere con noi, che scendano.

Se no, sgombrino il campo: ci offendono la vista.

Se non faranno n� l'una n� l'altra cosa andremo noi da loro,

e li faremo schizzar via come pietre scagliate da un'antica fionda assira.

Taglieremo le gole di quelli che abbiamo,

e nessuno di coloro che prenderemo godr� della nostra clemenza.

- Che ogni soldato uccida i suoi prigionieri. - Mio signore?

Vai a dir loro tutto questo.

L'araldo dei francesi, mio signore.

I suoi occhi sono pi� umili del solito.

Che significa questo, araldo?

Non sai che ho promesso queste mie ossa come riscatto?

- Sei tornato per il riscatto? - No.

No. Grande re, vengo a chiederti un atto di piet�:

di poter perlustrare questo campo insanguinato

per riconoscere i nostri morti,

e poi seppellirli. O, permettici, grande re,

di perlustrare il campo senza rischio e disporre dei loro corpi.

Ti dico in verit�, araldo, che ancora non so se la vittoria � nostra o vostra,

perch� molti dei vostri cavalieri sono ancora in vista e galoppano sul campo.

La vittoria � vostra.

Sia lodato Iddio, e non la nostra forza, per questo!

Come si chiama quel castello che si erge qui vicino?

Lo chiamano Agincourt.

Allora chiamiamo questa la battaglia di Agincourt,

combattuta il giorno dei Santi Crispino e Crispiniano.

Buon zio, andate con lui.

Portatemi il conto esatto del numero dei morti.

D'ambo le parti.

Se cos� piace a Vostra Maest�, il vostro nonno, d�illustre memoria,

e il vostro prozio Edoardo, il Principe Nero di Galles,

come ho letto nelle cronache, combatterono una valorosissima battaglia qui in Francia.

Infatti, Fluellen.

Se Vostra Maest� se ne rammenta,

i gallesi si batterono con onore quel giorno.

Lo ricordo bene.

Poich� io sono gallese, sapete, buon compatriota.

Dio benedica e preservi Vostra Maest�!

Sono compatriota di Vostra Maest�.

Non mi interessa chi lo sa. Lo proclamer� al mondo intero.

Non devo vergognarmi di Vostra Maest�, sia lodato Iddio.

Finch� sua maest� continua a essere un galantuomo.

Dio mi conservi tale!

Chiamatemi ora quel tipo laggi�.

Soldato, devi presentarti al re.

Soldato, perch� porti quel guanto?

Piaccia a Vostra Maest�,

questo � il pegno di sfida di uno con il quale dovrei battermi, se ancora � vivo.

Un inglese?

Piaccia a Vostra Maest�,

un furfante che ha fatto lo smargiasso con me la notte scorsa,

al quale, se � vivo e osa sfidare questo guanto,

ho giurato di dare un pugno in un orecchio.

Cosa pensate, capitano?

E' giusto che questo soldato mantenga il suo giuramento?

Pu� darsi che il suo nemico sia un gentiluomo di alto rango,

per mettersi a competere con lui.

Anche se fosse gentiluomo quanto il diavolo,

� necessario, vedete Vostra Grazia, che mantenga la parola e il giuramento.

Allora, amico, se incontri quel tale, mantieni la parola.

Cos� far�, mio signore, com'� vero che son vivo.

Dammi il guanto, soldato.

Guarda.

Ecco il suo compagno.

Sono infatti io quel tale che hai promesso di battere,

e m'hai detto anche di gran male parole.

Piaccia a Vostra maest� che ne debba risponder col suo collo,

se c'� legge marziale in questo mondo.

Come puoi darmi soddisfazione?

Tutte le offese, mio signore, vengono dal cuore.

Dal mio non ne � venuta nessuna che potesse offendere Vostra Maest�.

Ma l�offesa da te l'abbiamo ricevuta.

Vostra Maest� non si present� come se stesso.

Voi vi mostraste a me come un uomo qualunque,

prova ne sia la notte, i vostri panni, la vostra aria dimessa.

Di ci� che soffr� Vostra Altezza in quel sembiante, vi supplico,

date colpa a voi e non a me,

poich� se foste stato quello per cui vi presi, non vi avrei offeso.

Perci� supplico Vostra Altezza di perdonarmi.

Ecco, capitano, riempite questo guanto di corone e datelo a quest'uomo.

Tienilo, amico.

E appuntalo al cappello come un segno d�onore,

Dategli le corone.

E, capitano, dovete essergli amico.

Per la luce del giorno!

Il ragazzo ne ha di fegato in pancia.

Vieni, amico.

Allora zio, sono state contate le vittime?

Ecco il numero dei francesi uccisi.

Questo foglio mi dice che diecimila francesi giacciono uccisi nel campo.

Di principi in questo elenco, e nobili blasonati, giacciono l� morti

centoventisei.

A loro si aggiungono,

tra cavalieri, scudieri, e valorosi gentiluomini, ottomilaquattrocento,

dei quali cinquecento appena ieri nominati cavalieri.

Quindi, di questi diecimila che hanno perso, ci sono solo milleseicento mercenari.

Il resto sono principi, baroni, signori, cavalieri, scudieri

e gentiluomini di sangue e rango.

Ecco qui una regale compagnia della morte!

Dov'� il numero dei nostri inglesi morti?

Edward duca di York.

Il conte di Suffolk.

Sir Richard Ketly, Davy Gam, scudiero.

Nessun altro nome conosciuto.

E di tutti gli altri, appena venticinque.

O Dio, il tuo braccio era qui.

E non a noi, ma al tuo braccio soltanto,

dobbiamo attribuire tutto.

Quando...

senza stratagemmi, ma in scontro onesto

e in battaglia alla pari, si � mia vista

una perdita cos� grande e cos� piccola da una parte e dall'altra?

Prendila, Dio, perch� non � che tua.

E' meraviglioso.

Venite.

Andiamo in processione al villaggio,

e si proclami la pena capitale tra le nostre truppe per chi si vanter� di questo

o sottrarr� a Dio il merito, che � suo soltanto.

Si cantino Non Nobis e Te Deum.

I morti, caritatevolmente, siano sepolti nell'argilla.

E poi a Calais...

e poi in Inghilterra,

dove mai dalla Francia

giunsero uomini pi� felici.

Ma gi� i lamenti dei francesi invitano

ad accorciare il soggiorno del re d'Inghilterra in patria.

L'imperatore arriva a nome della Francia per sancire la pace tra loro

e tralasciate tutti gli avvenimenti, qualunque ne sia la natura,

fino al ritorno di Enrico in Francia.

Pace a questa assemblea,

poich� per la pace siamo qui adunati.

Al nostro fratello re di Francia, gioia,

e omaggi alla nostra bellissima e nobile cugina Caterina.

E come ramo e membro di questa stirpe reale,

dal quale questa grande assemblea � progettata,

vi salutiamo, duca di Borgogna.

E principi e pari di Francia,

salute a tutti voi.

Assai lieti siamo di vedere il vostro viso,

eccellentissimo fratello d'Inghilterra.

Benvenuto.

E cos� voi, principi inglesi, tutti.

Siamo felici di vedere i vostri occhi,

quegli occhi che sin qui han diretto contro i francesi,

che si trovavano a loro portata, le fatali pupille del basilisco.

Speriamo che il veleno di questi sguardi abbia perduto la sua forza

E che questo giorno tramuti

tutti i dolori e le contese in amore.

E qui siamo venuti per dire amen a questo.

Il mio rispetto a entrambi,

in pari affetto, grandi re di Francia e Inghilterra.

Quanto mi sia adoperato con tutto il mio ingegno, le mie pene

e con grandi sforzi

per portare le Vostre Maest� imperiali a queste assise

e regale confronto,

entrambe le Vostre Potenze possono ben testimoniare.

Dal momento che i miei uffici hanno ottenuto che...

faccia a faccia e occhio regale a occhio,

vi siate scambiati i saluti,

non sia disonorevole da parte mia chiedere,

a questo regale cospetto,

quale ostacolo o quale impedimento ci sia

affinch� la nuda, povera e bistrattata pace,

cara nutrice delle arti e di nascite gioiose,

non debba, nel giardino pi� splendido del mondo,

la nostra fertile Francia, mostrare il suo bel viso?

Ahim�, ella � stata troppo a lungo scacciata dalla Francia.

Io supplico

di poter sapere perch� la nobile pace

non possa allontanare tali iatture

e benedirci con i suoi benefici di un tempo.

Se, duca di Borgogna, volete la pace,

dovete comprare quella pace

accogliendo tutte le nostre giuste richieste, il cui tenore generale e clausole particolari

avete brevemente descritti nelle vostre mani.

Il re le ha ascoltate.

E ad esse a tutt'oggi,

non � ancora data risposta.

Bene, allora la pace,

che voi avete invocato cos� tanto prima, sta nella sua risposta.

Piaccia a Vostra Grazia di designare subito qualcuno del vostro consiglio

perch� siedano con noi nuovamente, e con pi� attenzione si riesaminino le richieste,

noi daremo subito il nostro assenso e una risposta definitiva.

Lo faremo, fratello.

Andate, zio Exeter e Westmoreland, andate col re.

E prendetevi piena libert� di ratificare, aumentare o alterare

laddove la vostra saggezza lo trover� vantaggioso per la nostra dignit�.

Qualsiasi cosa rientri o non rientri nelle nostre richieste e noi consentiremo.

Per� lasciate qui con noi nostra cugina Caterina

Ella � l'oggetto della nostra principale richiesta,

ed � inclusa negli articoli che stanno in testa al trattato.

Gliene diamo licenza volentieri.

Bella Caterina.

Anzi bellissima.

Volete compiacervi di insegnare a un soldato parole

che riescano ad insinuarsi nell'orecchio di una dama e

al suo cuore gentile perorino la causa dell'amore?

Vostra Maest� si prender� gioco di me.

Non so parlare vostra Inghilterra.

O bella Caterina, se mi vorrai amare veramente col tuo cuor francese,

sar� ben lieto di sentirtelo confessare

anche con il tuo inglese zoppicante.

Ti piaccio, Kate?

Ma non so proprio cosa voglia dire "piaccio".

"Piace" un angelo Kate, come sei tu, che rassomigli a un angelo.

L'ho detto, cara Caterina, e non c'� da arrossire a dirlo.

Che dice? Che le lingue degli uomini sono piene d'inganni?

Che lingue d�uomini piene d�inganni,

dice principessa.

La principessa � una donna inglese migliore.

In fede, Kate, questo mio modo di farti la corte si adatta bene alla tua comprensione.

Sono contento che tu non sappia parlare meglio l'inglese,

perch� se tu lo parlassi bene, capiresti che sono un re cos� semplice

da credere che ho venduto il mio podere per comprarmi la corona.

Non conosco smancerie d�amore, so dir soltanto, chiaro e tondo: "Ti amo".

Datemi la vostra risposta.

In fede, fatelo, stringiamoci la mano e affare fatto.

Cosa ne dite, signora?

Io capire tutto.

Per la Vergine,

se mi chiedeste di verseggiare o danzare per amor vostro,

mi mettereste nei guai.

Poich� per la poesia non ho n� parole n� metrica

e per la danza non ho la forza del ritmo,

sebbene abbia un discreto ritmo di forza.

Ma al cospetto di Dio, Kate, non ho abilit� nel mettere insieme proteste d'amore,

ma solo giuramenti schietti ai quali ricorro solo se costretto,

e che non romperei mai, nemmeno se costretto.

Se ti senti d'amare una persona di tal fatta, Kate,

cui non serva abbronzar la faccia al sole,

e che non cerca mai nel proprio specchio un volto con il quale compiacersi,

che il tuo occhio mi abbellisca.

Se mi puoi amare cos� come sono, prendimi.

E se prendi me, prendi un soldato.

E se prendi un soldato,

prendi un re.

Allora cosa rispondi al mio amore?

Parla, mia dolcezza, e dolcemente, ti prego.

E' possibile che ami il nemico di Francia?

No.

Non � possibile che tu ami il nemico di Francia, Kate.

Ma, amandomi, amerai l'amico di Francia,

perch� amo tanto la Francia che non rinuncer� neanche a un suo solo villaggio.

La voglio tutta.

E, Kate,

quando la Francia sar� mia e io sar� tuo,

la Francia sar� tua,

e tu sarai mia.

Io non capire questo.

No, Kate?

Te lo dir� in francese.

Vostra Maest� conosce male il francese quanto basta

per ingannare la pi� saggia demoiselle di Francia.

Ora, abbasso il mio cattivo francese!

Per il mio onore, e in buon inglese, ti amo, Kate,

e per il mio onore non oso giurare che mi ami.

Eppure il mio sangue comincia a lusingarmi e a dirmi di s�,

a dispetto della mia brutta faccia poco accattivante.

Dannata ambizione di mio padre!

Egli pensava alle guerre civili quando mi fece, quindi

sono nato con questa scorza dura,

con questo aspetto ferrigno che quando faccio la corte alle signore, le spaventa.

Ma, in fede mia, Kate,

il mio aspetto migliorer� con gli anni.

Quindi, ditemi, bellissima Caterina,

mi volete?

Mettete da parte i rossori verginali,

confessate i sentimenti del vostro cuore con far da regina.

Prendimi per mano,

e di': "Harry d'Inghilterra, sono tua".

E appena avrai allietato il mio orecchio con queste parole,

ti dir� forte: "L'Inghilterra � tua, l'Irlanda � tua,

la Francia � tua,

e Enrico Plantageneto � tuo".

Suvvia,

la tua risposta in musica incerta, perch� la tua voce � musica,

e il tuo inglese � incerto.

Ci� sar� come piacer�...

Per piacergli, Kate, s�, gli piacer�, e molto, Kate.

Allora,

far� contenta pure me.

Al che vi bacio la mano e vi chiamo mia regina.

Allora ti bacer� sulle labbra, Kate.

Signora interprete, cosa dice?

Che non � usanza, per le signore, in Francia...

non so come si dice "baisier" in inglese.

Baciare.

Dice che non � usanza, per le signore in Francia, baciare prima di essere sposate?

O Kate, le belle usanze si inchinano davanti ai grandi re.

Le tue labbra sono stregate, Kate.

E c'� pi� eloquenza nel loro soave tocco che nelle lingue del Consiglio di Francia.

E saprebbero persuadere Harry d'Inghilterra meglio di una petizione generale di monarchi.

Arriva vostro padre.

Dio salvi Vostra Maest�!

Mio regale cugino, insegnate l'inglese alla nostra principessa?

Vorrei che imparasse, mio bel cugino, quanto

profondamente l'amo.

Questo � gi� un buon inglese.

Allora, ho il consenso di mio cugino?

Kate sar� mia moglie?

Se vi piaccia.

Abbiamo acconsentito ad ogni ragionevole richiesta.

E' cos�, miei signori d'Inghilterra?

Il re ha accolto ogni richiesta.

Prima sua figlia e poi di seguito, tutto il resto,

secondo le formule ferme e chiare delle nostre domande.

Allora vi prego come pegno di affetto e di alleanza

di darmi vostra figlia.

Prendetela,

caro figlio,

e dal suo sangue scaturisca la mia nuova progenie,

perch� i regni rivali di Francia e di Inghilterra,

le cui spiagge stesse sembrano pallide d'invidia, l'una per la grandezza dell'altra,

possano porre fine al loro odio.

E questa cara unione crei rapporti di buon vicinato

e cristiana concordia nei loro cuori inteneriti.

La guerra, cos�, non interporr� pi� la spada di sangue tra Inghilterra

e la bella Francia.

Amen. Amen.

Dio,

il miglior autore dei matrimoni,

unisca i vostri cuori in uno e i vostri regni in uno.

Come il marito e la moglie diventano nell'amore un solo essere,

cos� tra i vostri Stati si compia stretta unione,

cosicch� il malanimo e la crudele gelosia,

che turbano spesso il letto di un matrimonio felice,

non si frappongano al patto d�amicizia fra i nostri regni

e spingano al divorzio la loro indissolubile alleanza.

Che possano, gli inglesi come fossero francesi,

i francesi come fossero inglesi, accogliersi a vicenda.

E sia Iddio a dire "Amen"!

Amen.

Prepariamoci per il nostro matrimonio.

Io giurer� allora la mia fede a Caterina, e lei la sua a me.

E possano questi giuramenti essere lealmente mantenuti e recar frutti di prosperit�!

Amen.

Amen.

Sin qui con penna rozza e inadeguata,

il nostro rispettoso autore ha proseguito a narrar la storia,

confinando in poco spazio personaggi potenti,

e bistrattando, qui e l�, il corso completo della loro gloria.

Breve il tempo,

ma in quella brevit� risplendette

grandemente quest'astro d�Inghilterra.

La Fortuna tempr� la sua spada

con cui conquist� il pi� bel giardino del mondo,

lasciandone il figlio imperiale signore.

Enrico Sesto,

ancora in fasce incoronato re di Francia

e d'Inghilterra, succedette a questo re,

il cui stato fu governato da tanti

che ottennero di perdere la Francia,

e fecero sanguinare la sua Inghilterra.

Ricordando ci�,

nelle vostre menti gentili,

fate buon viso a questo dramma.

Enrico Quinto torn� dalla Francia con Caterina, ma mor�

improvvisamente di dissenteria nel 1422. Aveva trentacinque anni.

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