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Original subtitles

- Che succede? - Dimmelo tu.

Víctor. Se è così che ti chiami.

- Perché hai il mio telefono? - So che sei un poliziotto.

Non possiamo lasciare Víctor nell'ospedale.

La dottoressa Yagüe potrebbe parlare e mettere a rischio l'intera missione.

Non succederà. E' disposta a collaborare e non intende smascherarmi.

Con lei arriveremmo in posti a cui non abbiamo accesso.

Controlla ogni suo movimento.

L'aver scoperto la tua identità non la elimina dai sospettati.

Ho avuto tantissimi casi complicati quanto o più di questo...

ma qui c'è un problema.

Lei.

Mi lasci prendere le redini...

e le assicuro che inizieremo ad ottenere risultati.

Parli con doña Adela.

Le dica che mi sono stancato e che non starò più zitto.

Le dica che se metto piede in prigione racconterò tutto!

E' lui o no?

Voglio andarmene una volta per tutte!

- E' lui. - E' sicura?

Quando mi hanno messa nel portabagagli...

e mi hanno messo il fazzoletto in bocca...

ho visto un tatuaggio, tipo una ragnatela.

Un testimone l'ha riconosciuta.

Ha aggredito la dottoressa Guzmán.

Tra qualche ora la porteranno in prigione.

Farebbe bene a parlare con Ginés.

Mi ha detto che, se fosse finito in carcere, avrebbe detto tutto alla polizia.

A proposito, sai che volevo tenermi la foto di Isabel e il bambino...

ho cercato il portafogli per tutta casa ma non c'è.

Chieda alla polizia.

Non so che farmene di questa.

L'ha trovata un ausiliario. Era nel forno crematorio.

E' la protesi di un ginocchio.

- Perché dice che era di Enrique Méndez? - Ha un numero di serie...

corrisponde con quello presente nella sua cartella clinica.

Ho bisogno di parlarti. Si tratta di Enrique.

Sua suocera non lo ha più visto dopo che è uscito da casa.

- Ne sai qualcosa tu? - Magari è andato qualche giorno in viaggio.

Non lo so. Senza nemmeno portarsi le medicine.

- Quali medicine? - Portava una protesi.

Miguel Manrique, l'amante di Isabel, è coinvolto nella morte di suo marito.

Abbiamo prove?

Ho visto che cercava la protesi nel forno.

Subito dopo aver cercato la protesi, ha preso un biglietto aereo...

per stasera stessa.

- Che altro ci serve? - Una prova.

Sono solo prove circostanziali.

Niente di solido da dare a un giudice.

Sei d'accordo?

Lo hai sentito, non possiamo fare nulla.

- Non senza prove. - E non ci sono.

Non costa niente averle.

Sai se mio padre ha ordinato di mettere cimici...

nell'auto della dottoressa Yagüe?

Che io sappia, dopo che tu e il francesino avete messo le cimici...

non ne sono state piazzate altre.

Vieni in ospedale adesso. Non dire niente a nessuno.

Che stronzi quei mangiarane.

Vogliono solo salvarsi il culo.

Dobbiamo arrestare Miguel il prima possibile.

Facciamo a modo tuo.

Abbiamo ragione di credere...

che una persona in questo reparto...

sia coinvolta nell'omicidio di Enrique Méndez.

Ispettore, sembra che abbiano trovato qualcosa.

Quella è la mia scrivania.

Mi dispiace, figliolo. Devi venire con noi in commissariato.

Subsfactory e gli InSFiltrati presentano: Bajo Sospecha - 2x06 - La cartera

Traduzione: Amandamap, Alex83, humarub, VDB, Miky92, SilviaFalorni, marga, lucia93.

Check Sync: Alex83, humarub

Revisione: ziomele

www.subsfactory.it

E come intendi spiegarlo?

Basta domande, figliolo, già mi aspettano quelle dei capi.

Che storia è questa?

Alain Julliard, è in arresto per l'assassinio di Enrique Méndez.

Portatelo via.

Tu vieni con noi.

Chiama Víctor.

Subito.

- Il colpevole è Miguel Manrique. - Lo so.

E anche voi due lo siete.

Avete alterato la scena del crimine, manipolato le prove...

e fatto incolpare un innocente.

Un collega!

Senta, commissario, è stato un errore.

Ha spostato la prova.

Avete violato un preciso ordine.

Quello di non fare assolutamente nulla.

E' così che controlla i suoi uomini?

- Fanno come gli pare. - E voi, invece?

Non ricordo vi abbiano autorizzato a controllare Belén con le cimici.

O, forse, avete scordato di dircelo?

- Che altro nascondete? - Víctor.

Vuole risolvere il caso a tutti i costi.

- E se è senza di noi, meglio, vero? - Basta.

- Andatevene. Via! - Il medico legale è colpev...

Avete messo sotto controllo la dottoressa Yagüe?

Anche se è disposto a fidarsi di lei...

non vuol dire che lasceremo quest'indagine...

nelle mani di una sospettata senza prendere precauzioni.

Quindi è vero.

Le avevo detto che il lavoro di squadra non era il mio forte.

Senza mandato?

Per l'amor di Dio, ma con che razza di persone mi tocca lavorare!

Non provi a paragonarmi con quei due inetti!

I suoi uomini finiranno in carcere.

Per favore.

Hanno manipolato la scena del crimine.

Falsificato prove.

E messo a rischio l'identità del mio agente.

Vuole denunciarli?

Ovvio che sì!

A meno che qualcuno, in questo Paese, dimostri un po' di buon senso.

Io non presento la denuncia se lei fa un passo indietro.

Che ne dice?

E' disposto a cedere il comando...

per i suoi uomini?

Eccolo.

Volevamo solo arrestare un assassino.

Zitto, Vidal, ti prego, sta' zitto.

Non immaginate la delusione che mi avete dato.

Sì, invece.

- Te ne do da sempre. - No, Víctor, frena.

Non iniziamo la solita guerra.

D'accordo, continua a farci le paternali.

Non sapete quanto vorrei!

Vi informo che, a partire da questo momento, dovrete...

Dovremo rispondere al commissario Leduc.

Col cavolo.

Continuerò a seguire il caso.

Ma il comando è suo.

E basta? Molli così?

Che c'è, ti vergogni di noi?

O hai paura che le nostre cazzate ti macchino la reputazione?

Avete fatto arrestare un collega.

Ringraziate di non essere stati sollevati.

Non voglio creare un polverone su questa storia.

Immagino che il commissario Casas vi abbia detto la novità.

Vi faccio solo una domanda.

Volete continuare a lavorare al caso?

Cosa possiamo fare, commissario?

Miguel Manrique crede che con l'arresto di Alain...

tutti i suoi problemi siano risolti.

Torni in ospedale.

E lo faccia ricredere.

Deve sentire l'odore del sospetto.

E lei...

faccia ciò che le viene meglio.

Lo faccia andare ai matti.

Lo interroghi.

E gli faccia capire chiaramente che sappiamo che Alain è innocente.

Che ne pensa, commissario?

E' lei al comando.

Se è quello che vuole...

solleviamo un putiferio.

Ispettore Vidal!

Di qualunque cosa si tratti, ho fretta. Devo fare una biopsia e questa autopsia.

E sa già che sono solo.

Non credo che il cadavere abbia fretta di essere squarciato.

D'accordo.

Le rubo giusto due minuti.

Mi dica.

Qualche domanda sul suo collega francese.

Che sorpresa quel ragazzo.

Sì, davvero. Una sorpresona.

La verità, che resti tra me e lei...

non crediamo sia lui l'assassino.

Come no?

E' lei che ha trovato...

quella cosa, nella sua scrivania.

Può avercelo messo qualcuno dell'ospedale.

Se questo caso mi ha insegnato una cosa...

è non fidarsi dei colleghi.

Ah, che stupidaggine.

Perché avrebbero voluto tendergli una trappola?

E allora le rispondo con un'altra domanda, perché è convinto che Alain...

sia l'assassino di Enrique Méndez?

Si comportava in modo strano.

Strano, in che senso?

Si assentava spesso da lavoro.

Se, in Spagna, lavorare poco fosse un reato...

metà paese sarebbe dentro, no...

Mi riferisco...

a quando sono scomparse...

Isabel Freire e la psichiatra, dov'era il francese? Era qui o si era...

- dato alla macchia? - Non so, io ero qui quando è sparita Isabel.

E con la dottoressa Guzmán, dov'era?

Lui o io?

Lui, ovvio.

Ma mi sembra un po' strano...

che abbia ucciso il marito della sua...

- Ha capito. - Isabel.

Non ne aveva motivo.

Non lo so, magari Enrique ha scoperto che lui era l'assassino.

Avrebbe chiamato noi.

- E' logico. - Non lo so, ispettore.

Magari ha agito impulsivamente. A volte le persone perdono la testa.

Sì.

Sì.

Ha senso, sì. Ha senso.

Enrique Méndez aveva scoperto chi era l'assassino...

è venuto qui in ospedale in cerca di guai...

per fortuna non sapeva di lei e sua moglie.

E' un commento fuori luogo.

Se non le dispiace devo lavorare.

Certo.

Un'ultima domanda.

Davvero le piace...

aprire cadaveri?

I morti sono più affidabili dei vivi...

ispettore.

Non ne sarei così sicuro.

Se voleva che il medico legale sudasse freddo, obiettivo raggiunto.

Capace che gli viene un infarto prima che lo arrestiamo.

Continuiamo a tenerlo sotto controllo.

Non potrà mettere piede fuori dall'ospedale senza essere seguito dai nostri uomini.

Perfetto.

Si può sapere cosa facciamo, ora?

Catherine è ancora scomparsa.

Tutto il mio lavoro d'infiltrato è andato in fumo.

Quando arresteremo Miguel Manrique forse non sarà necessario che torni.

Sì, ma come lo arrestiamo?

- Avete prove che non siano false? - Per il momento, no.

Ma è solo questione di tempo.

- E nel frattempo? - Nel frattempo resterà in arresto...

se non vogliamo che dubitino della sua identità.

Perfetto.

Ringrazi i suoi uomini.

Lo veda come un cambiamento di missione.

Passa da infiltrato nell'ospedale...

a infiltrato in cella.

E le assicuro che non le mancherà da lavorare.

Non ho fatto niente.

E' quello che dicono tutti...

vero, signor Castillo?

Non posso dire diversamente, commissario.

Lo so, per questo passerà la notte in prigione.

Se questo le sembra difficile, pensi alla sua nuova vita.

Si goda la compagnia.

Non resterà qui a lungo.

Sembra che tu sia il mio nuovo complice.

Hanno trovato qualcosa nella mia scrivania, ma io non ho fatto niente.

Questa gente non sa più a chi dare la colpa.

Te lo dico io, alla fine chi si prenderà tutta la colpa sarà...

quel coglione dell'ausiliario.

Che non ha un soldo...

né qualcuno che lo difenda.

Quella gente...

non sa con chi ha a che fare.

Che gente?

Nessuno.

Ginés...

stai coprendo qualcuno?

No.

Se sai qualcosa, parla, cazzo.

Mi vogliono incastrare.

Sono innocente e posso provarlo, ma...

se tu sei qui da così tanti giorni, è perché sei davvero nella merda.

Hai ragione, Ginés.

Ti hanno scelto come capro espiatorio.

Ma non perché sei povero...

ma perché sei codardo.

Non sono codardo.

No?

Allora perché non parli?

Di cosa hai paura?

- Perfetto. - Garze.

Davvero pensate che Alain c'entri qualcosa?

Perché no?

Perché è arrivato in questo ospedale dopo la scomparsa di Catherine.

E?

Beh, è francese come lei.

Magari si conoscevano già da prima, no?

Pinza Kocher.

Sì.

E tu?

Che sei spagnolo come Isabel...

- hai qualcosa a che fare con la sua morte? - No.

So che hanno trovato qualcosa nella sua scrivania.

E si sa cos'hanno trovato?

Un martello...

macchiato di sangue.

Potrebbe avercelo messo qualcuno.

Tu perché lo difendi tanto?

E tu perché ti ostini a dare la colpa al tuo collega?

- Questo è il colmo! - Colpevole o no, dobbiamo lavorare.

- Per favore, calmiamoci. - Si, grazie, Lidia.

Signori, calmiamoci un po', per favore.

- Dottoressa Yagüe, cosa fa qui? - Beh, è un mio paziente.

Volevo solo assicurarmi che stesse bene.

Miguel, ti servono altri campioni?

No, grazie, sono sufficienti.

Dottoressa Yagüe...

per favore, lasci la sala operatoria.

Ma...

Per favore.

- Víctor, cosa mi nascondi? - Mi dispiace...

Non mi freghi.

Se difendi Alain così tanto, è perché sai che non è l'assassino.

Perché lo difendi, Víctor?

Non ha senso che sia lui.

Mi hai chiesto di fidarmi di te.

Adesso fidati tu di me.

Voglio aiutare, posso aiutare.

Sappiamo che Miguel Marnique è l'assassino di Enrique Méndez.

- Cosa? - Ma non possiamo provarlo.

E' per questo che so che il francese è innocente.

- Può aver ucciso anche Isabel? - E' possibile.

Non voleva abortire.

Prima o poi si sarebbe saputo e avrebbe distrutto la sua vita perfetta.

- Che figlio di puttana. - Belén, che rimanga tra noi.

Non far sapere che te l'ho detto, capito?

- Ci penso io. - Non esiste.

- Per favore. - E' pericoloso, fai fare a noi, Belén.

Cosa farai?

Fidati di me.

Commissario.

Sì?

- Come glielo dico, senza che mi uccida... - Avanti, parli.

Ero in macchina...

e pensavo che...

magari si è sbagliata.

In cosa ho sbagliato?

Magari è solo un'idea mia e vado al di là delle mie competenze.

Ispettore, non ho tutto il giorno.

Non crede che rischiamo di scoprire le carte...

facendo innervosire il medico legale?

Ma ha funzionato, no?

- Perché dice così? - Secondo me, per questo volpone...

via il dente, via il dolore.

Può farmi il favore di parlare chiaro?

Voglio dire che siccome sua moglie non può più beccarlo...

i suoi problemi sono finiti.

Un classico spagnolo.

Mi servono le foto di Miguel Manrique con Isabel Freire.

Cosa ne farà?

Voglio mostrarle a sua moglie.

Se ha ucciso Enrique Méndez per tenere segreta la sua storia con l'infermiera...

- eliminiamo il segreto. - La distruggerà.

La vita di quella donna l'ha distrutta suo marito, tanto tempo fa.

Anticipiamo solo l'inevitabile.

Quanti meno aiuti avrà Miguel Manrique...

tanto prima si tradirà.

- Cerco Elena Manrique. - Sì, sono io.

- E' lei la moglie del dottor Manrique? - Sì.

E lei chi è?

Sophie Leduc, sono un commissario di polizia.

Cosa succede?

Mio marito sta bene?

- Possiamo parlare in privato? - Certo, entri.

Sta entrando.

Amore! Come mai qua?

Ti scopavi quell'infermiera?

Non so di cosa parli.

Figlio di puttana.

- Ti prego, Elena... - Non toccarmi, non toccarmi!

Tra me e quella donna non c'è stato nulla, te lo giuro.

- No? - No!

Non hai nemmeno il coraggio di ammetterlo.

T'ho dato tutto quello che volevi.

La mia famiglia ti ha pagato gli studi, quando eri ancora un morto di fame.

In tutti questi anni hai vissuto da pascià, e mi ripaghi così.

Elena, quella donna non era niente per me.

Te lo giuro sui bambini, è stato...

- un errore! - Sui bambini?

Adesso ti ricordi di loro?

Elena, ti prego, non i bambini...

Dimentica che esistono.

Dimenticati di me.

Dimentica i soldi.

E non ti azzardare a tornare a casa mia.

Elena...

Elena!

Elena!

Sì, chi parla?

Sì? Chi parla?

Non sono dell'umore, eh!

So che hai ucciso il marito di Isabel.

Come?

Figlio di puttana. Ma chi sei?

Non importa.

Io non ho ucciso nessuno!

Ti aspetto tra due ore sul tetto dell'ospedale.

Sei sicuro che verrà all'appuntamento?

E' colpevole.

Dalla voce si capiva che era impaurito.

Non andrà da nessuna parte, senza sapere chi lo ha minacciato.

- Ha già ucciso una persona. - Farò attenzione.

Avrai comunque una squadra di supporto.

Vidal sarà nel furgoncino per registrare tutto...

e se ci fosse qualche pericolo, interverremmo subito.

- Penserò io all'intervento sul luogo. - Non preoccupatevi, so cavarmela da solo.

Da quando ero piccolo.

Resta fermo...

altrimenti il petto ti diventa come il culo di un bebè.

Credevo che voi giovani vi depilaste e tutto il resto.

Sì, come no, ma solo dalla vita in giù.

Alla Yagüe piace così?

Beh, se mia moglie mi vede con il vidalino depilato...

ci resta secca con un infarto!

Ne abbiamo ancora per molto?

- Vidal. Basta. - Sì, signore.

E' fondamentale che otteniamo una confessione da Miguel Manrique.

Deve metterlo con le spalle al muro.

E' l'unico modo per portarlo davanti a un giudice.

Lo farò.

Spero proprio che non sbagli... di nuovo.

Lo vede...

che stiamo quasi per prendere l'assassino.

E credo sia la nostra ultima possibilità per trovare Catherine Le Monnier.

Se mi avesse lasciato il comando sin dall'inizio...

In Spagna abbiamo un proverbio...

"Non vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato".

Quell'orso sarà mio...

e, a quel punto, mi ringrazierà.

Víctor, prima non l'ho fatto...

ma vorrei scusarmi per averti creato problemi col tuo vecchio.

Abbiamo fatto quello che dovevamo.

Tu non mi hai obbligato.

Beh, ma se non ti avessi proposto d'inventare una prova su quello stronzo...

Lascia perdere, non è colpa tua.

Se vogliono cacciarmi dalla polizia, ho altri modi per guadagnarmi la vita.

Sì, come infermiere.

E' quasi ora.

Dottor Manrique?

- Tutto bene? - Sì, benissimo.

Capisco che i medici del pronto soccorso debbano correre così in ospedale...

- ma lei? - Ha proprio ragione.

Avevo la testa altrove.

- Mi scusi. - Sta bene davvero?

Sì, sì!

- Ha una brutta cera. - No, no, sto benissimo, davvero. Grazie!

Ho solo un po' di fretta.

Commissario?

- Dov'è ora? - Sta per salire.

Bene.

Tutti in allerta.

Comincia la festa!

Stai salendo?

Sì.

A che piano vai?

Al quarto.

Beh...

allora andiamo allo stesso piano.

Vidal, abbiamo un problema.

La dottoressa Yagüe è entrata in ascensore con il sospettato.

Che cazzo ci fa, lì.

Vidal, che succede?

La tua amica Yagüe si è infilata in ascensore col medico legale.

Speriamo non faccia cazzate.

Ho sentito che vuoi andartene.

In quest'ospedale non esistono segreti.

No.

Alla fine si viene a sapere tutto.

Tranne chi ha ucciso Isabel.

Non credo gli manchi molto per trovare l'assassino.

Lo spero.

Come non manca molto per trovare l'assassino di Enrique.

Enrique?

Il marito di Isabel.

Hanno ucciso Enrique?

Ma...

quando è successo? Io non...

Non lo so.

Dimmelo tu.

Non c'entrerai qualcosa con la chiamata di prima?

Devi pagare per quello che hai fatto.

- Che succede, commissario? - C'è un problema, l'ascensore si è fermato.

- Si è fermato o l'hanno fermato? - Non so...

potrebbe essere stato il dottor Manrique.

La dottoressa Yagüe è con lui.

- La dottoressa Yagüe? - Sì.

Va tirata fuori da lì subito.

L'ultima cosa che serve è un'altra vittima.

Ce ne stiamo occupando.

Vidal, devo sapere cosa succede in quell'ascensore, subito!

E' fermo.

Sì, commissario.

- Víctor. - Dimmi, Vidal?

Hai detto qualcosa del medico legale alla Yagüe?

No, perché?

E' rimasta chiusa nell'ascensore con lui.

Crediamo possa essere in pericolo.

Miguel, metti via il bisturi.

Perché mi fate essere quello non sono?

Non sono un assassino.

Non ha senso continuare a negarlo.

La dottoressa Yagüe ha una cimice nella borsa.

Cerchi la frequenza.

Ma dai, compaiono cimici dal nulla...

Non è il momento, Vidal.

Víctor, i mangiarane hanno messo una cimice nella borsa di Belén, oltre che in macchina.

Almeno può esserci utile. Vado al locale ascensore

Sì ma non sento niente, magari non ha la borsa...

Oppure in ascensore c'è una zona d'ombra e non arriva il segnale.

Senti, vengo con te.

Non so come la tireremo fuori, ma più siamo meglio è.

Niente.

Senti! Ascoltami!

Ascoltami, la polizia sa che sei l'assassino.

- Non è vero. - Invece, sì!

Sanno che hai ucciso Enrique.

- Se confessi, magari per te sarà più facile. - Io non ho fatto niente.

Bisogna far ripartire l'ascensore, aprire le porte o altro, ma non ci riesco.

- Lascia fare a me. - Dai.

Questa roba non la capisco.

Che fai? Così ti ammazzi, cazzo!

- Che fai? - Ho perso tutto.

- Pensa ai tuoi figli. - Zitta! Stai zitta! O ti giuro che...

Che?

Non lo faresti mai, Miguel.

Sì, ho ucciso Enrique.

Non mi costa nulla uccidere anche te.

Adesso vieni con me.

Vidal, che succede?

- Non lo so, qualcuno l'ha fatto ripartire. - Beh, fermalo, cazzo.

Che succede?

Aiuto!

Fatemi uscire, per favore!

Fatemi uscire, per favore!

Giuro che ti ammazzo, giuro che ti ammazzo!

- Se gridi ancora giuro che ti ammazzo. - Basta, per favore.

Devi stare zitta.

Devi stare zitta.

Grazie.

Portatelo via.

Dobbiam fare un bel discorsetto col dottor Manrique.

Perché se non mi sbaglio, non abbiamo ancora ottenuto una confessione.

Dal microfono di Víctor, evidentemente no.

E dalla cimice che aveva la Yagüe nella borsa?

Beh, pare ci fosse una zona d'ombra...

e il segnale non arrivava.

O magari è che la tecnologia francese non vale un cavolo.

Merde!

Se non avessimo dato corda alla Yagüe...

adesso non sarebbe tutto perduto.

Dov'è Víctor?

Con la Yagüe.

Ha rischiato la pelle per salvarla.

È vero che a volte non segue le regole...

ma il ragazzo ha le palle.

Volevo solo sapere perché ha ucciso Enrique e se ha ammazzato Isabel, nient'altro.

Hai fatto fallire un'operazione.

- Ti ho detto di non fare niente. - Mi dispiace, davvero.

Avrei registrato Miguel confessare l'omicidio di Enrique...

e ora non abbiamo niente. Hai rovinato tutto!

- Davvero... - Ci ho messo la faccia per te, Belén.

Mancava solo quella registrazione per portarlo in giudizio.

- Hai capito? - Non sono stupida, Víctor!

Non entro in ascensore con un assassino per niente.

- Pensa ai tuoi figli. - Zitta! Stai zitta! O ti giuro che...

Che?

Non lo faresti mai, Miguel.

Sì. Ho ucciso Enrique.

Non mi costa nulla uccidere anche te.

Ha qualcosa da dire al riguardo, signor Manrique?

Non può negare che sia la sua voce.

Nessun giudice accetterà questa registrazione.

Belén ha registrato senza il mio consenso.

Ovvio, visto che voleva ucciderla come ha ucciso Enrique Méndez.

Io non ho ucciso nessuno.

Non ci faccia perdere tempo.

Abbiamo la sua confessione.

Abbiamo la protesi di Enrique Méndez...

che ha dimenticato nel forno dopo aver bruciato il suo cadavere.

Vuole che continui?

Nessuno le eviterà un lungo periodo in carcere,

ma se ci dice dove nasconde Catherine Le Monnier, forse posso ridurre la sua pena.

Io non so dov'è quella ragazza.

Signor Manrique, glielo ripeto.

Dov'è Catherine Le Monnier?

Le ho già detto che non lo so.

La conoscevo a malapena.

Le giuro che non le ho fatto niente.

Così come a Enrique Méndez e alle altre colleghe dell'ospedale?

Certo che no.

Signor Manrique...

pensi un attimo alla sua famiglia.

Pensi ai suoi figli.

Come crede che si sentiranno sapendo che loro padre è un assassino...

e un sequestratore?

Dovranno trasferirsi, cambiare scuola.

Probabilmente, perfino cognome.

Vivranno con questo marchio per il resto della loro vita.

Io non ho fatto niente a quelle ragazze, davvero.

E a Enrique?

E' stato un incidente.

Io non volevo fargli male, glielo giuro.

- Allora lo ammette? - Sì, sì.

Sì, maledizione.

Aveva scoperto che io e Isabel eravamo amanti e...

ed era venuto in ospedale a minacciarmi.

Mi ha detto che avrebbe rivelato tutto a mia moglie.

Abbiamo discusso e...

- L'ha ucciso. - No.

Ho provato a farlo ragionare, ha provato a darmi...

a provato a darmi un pugno e io mi sono difeso.

Mi sono difeso e l'ho spinto, è caduto e io, io...

ha perso il controllo, ha preso un colpo, non lo so...

Mi sono spaventato.

Io non volevo fargli male.

Dovete credermi.

Anche se le crediamo, questo non riporterà in vita il signor Méndez.

Lo so.

Sono disposto a pagare per quello che ho fatto.

Ma per nessun motivo mi farò carico degli altri crimini.

- Allora non ha ucciso Isabel Freire? - Certo che no.

Non le credo.

Dov'era quando è scomparsa?

L'ho già detto al commissario, ero nel mio studio a leggere un referto forense.

E quando hanno rapito Sara Guzmán, era sempre nel suo studio?

No, ero a casa.

Chiedete a mia moglie.

E durante l'aggressione all'infermiere Víctor Cepeda?

Non lo so.

Sicuramente a casa.

Passa molte ore lì, ultimamente?

Nessuno direbbe che lavora in ospedale.

Mia figlia si è ammalata e ho cambiato turno.

Mia moglie può confermare.

Glielo chiederemo.

Ma ora che sa...

che la tradiva con Isabel Freire...

forse non vorrà coprirla.

Gliel'avete detto voi.

Perché?

Signor Manrique.

Questa dovrebbe essere l'ultima delle sue preoccupazioni.

Glielo giuro, non ho fatto nulla a Isabel né a Sara né a Catherine, glielo giuro.

Questo è da vedere.

Non mi resta che riconoscerlo. Congratulazioni.

Merci.

Crede che dica la verità?

Continua a sostenere che il giorno della scomparsa di Isabel era nello studio.

- Nessuno può confermarlo. - Ma nemmeno smentirlo.

Invece, possiamo verificare se il suo alibi è vero.

Per la scomparsa di Sara e l'aggressione a Víctor.

Vidal?

Chiami la moglie del dottor Manrique. Dobbiamo parlare con lei.

E sarebbe ora di far uscire Alain dalla cella.

Sì, commissario.

E io che mi lamentavo del cibo dell'ospedale!

Che schifo!

Preparati a quello del carcere.

Anche se, certo...

la speranza è l'ultima a morire, no?

Sapevo non mi avrebbe abbandonato.

Non quello. L'altro.

Mi dispiace, bello.

Di' a doña Adela che sto esaurendo la pazienza.

O mi fa uscire subito da qui...

o porto la polizia al giardino.

Giardino? Quale giardino?

Tu dille così.

Lei sa di cosa parlo.

Dottor Juillard.

Mi dispiace per l'errore.

Il commissario Casas e io vorremmo parlarle un momento.

Grazie. Può andare.

Le ha detto niente l'ausiliario?

Poca roba.

Dice di aver fatto qualcosa.

Non grave come un omicidio, ma se lo racconta può trascinare qualcuno con sé.

Qualche sospetto su chi potrebbe coprire?

Mi ha dato un messaggio per doña Adela.

Dice che se non lo aiuta, porterà la polizia al giardino.

Al giardino?

Immagino che per doña Adela avrà senso.

Ne riparleremo dopo.

Per adesso, non una parola agli spagnoli.

Ma possono aiutarci nelle indagini.

Questi non sono capaci neanche di aiutare se stessi.

Da adesso comando io.

Sapranno lo stretto necessario.

D'accordo?

Si sieda.

Non c'è bisogno. Ho avuto tempo per stare seduto, là sotto.

Non ti lamentare, è tutto il giorno che vado a destra e a manca.

Dopo quello che ha fatto, dovrebbe passare lei un po’ di tempo seduto in una cella.

Ho bisogno di un caffè. Qualcuno vuole un caffè?

No.

L'importante ora è che abbiamo in custodia Miguel Manrique.

La dottoressa Yagüe stava per mandare all'aria tutto il nostro lavoro.

Ma alla fine Víctor è riuscito a liberarla e a prendere il dottor Manrique.

Come liberarla?

Belén sta bene?

Benissimo.

- E Catherine Le Monnier, si sa qualcosa? - Il medico non c'entra con la sua scomparsa.

Come no?

Il dottor Manrique ammette di aver ucciso Enrique Méndez in ospedale.

Ma nega qualunque coinvolgimento negli altri crimini.

E' probabile che la morte di Enrique Méndez non c'entri nulla col caso,

che sia un danno collaterale.

Temo dovrà tornare in ospedale a lavorare con Víctor.

E l'assassino o assassini sono ancora liberi.

E' riuscito a farsi dire qualcosa di rilevante per il caso da Guinés Castillo?

Niente.

Commissario, c'è la moglie del medico legale.

Preferirei parlarle da sola.

Grazie.

Mi dica pure, commissario.

Mi dispiace importunarla a quest'ora, ma abbiamo qualche domanda su suo marito.

Mi dica.

Dobbiamo verificare alcune informazioni.

Si sente bene?

- Vuole dell'acqua o...? - No, sto bene.

Finiamo il prima possibile, per favore.

Molto bene.

- Suo marito... - Ancora per poco.

Se ne stanno occupando i miei avvocati, ma può chiamarlo come vuole.

Il signor Manrique...

ci ha detto che il giorno del sequestro della psichiatra Sara Guzmán...

era a casa con lei.

- È vero? - Sì.

- Ne è sicura? - Assolutamente sì.

Il giorno dopo abbiamo parlato della cosa.

E tre giorni dopo, la mattina del 13?

Dice che ha accompagnato sua figlia, che era malata.

Per una volta, ha detto la verità.

Mi dice che cosa sta succedendo, commissario?

Mio marito è uno svergognato, ma non credo abbia fatto del male a quelle ragazze.

Forse no.

Ma ha appena confessato l'omicidio di Enrique Méndez.

Il marito dell'amante.

Cosa?

Mi dispiace molto.

C'è altro?

No.

Elena!

Elena, per favore, ascoltami!

Come hai potuto?

- Sei impazzito. - E' stato un incidente.

Devi credermi, per favore!

Elena!

Elena!

Elena, per favore.

Portatelo via.

- Possiamo parlare? - Abbiamo già parlato abbastanza.

Che fai?

Parliamo.

Non voglio parlare con un troglodita.

Mi dispiace di essere stato brusco.

Stavi per rimetterci la vita, Belén.

Non me lo sarei mai perdonato.

Mi dispiace per quello che ho fatto.

- Stavo per combinare un casino. - Non è questo il problema.

Già.

Mi dispiace...

davvero.

Non chiedere scusa.

Se non lo faccio per questo...

Allora?

Lo farò per questo.

Mi dispiace.

E' davvero poco professionale.

Tu non sai che cosa è davvero poco professionale.

Commissario?

E' un modo per fare pace?

E' stata una lunga nottata.

Dobbiamo rimanere ben svegli...

finché non scopriamo chi c'è dietro a tutto questo.

Abbiamo risolto alcuni degli enigmi.

Rimane quello più importante.

Scoprire dov'è Catherine Le Monnier.

Commissario, commissario...

commissari. Venite a vedere.

Che succede?

Ricordate il portafogli di Isabel Freire?

E' stata trovata?

Una sorpresa.

L'hanno portata un uomo con suo figlio, l'hanno trovato nel fiume.

Stiamo contaminando l'ambiente, commissario.

È rimasto sulla riva, e una parte del cuoio ha resistito all'effetto dell'acqua.

Così ho potuto prendere e confrontare le impronte.

Come prevedibile, ci saranno quelle di Isabel Freire...

e di chi le era vicino.

Ma avrei bisogno di tempo per verificare nel nostro archivio.

Bene. Ci avvisi non appena sa qualcosa.

Adesso è lei il capo.

La stia a sentire.

Commissario.

Tutto bene?

Non dire di sì, è ovvio che è successo qualcosa.

Solo un cambio di programma.

Nient'altro.

Hai perso il controllo del caso. Non mi sembra solo un cambio di programma.

O così, o Vidal e Víctor sarebbero finiti in prigione.

Io questo lo chiamo ricatto.

Bisogna sapersi adattare.

Io la chiamo...

seconda opportunità.

Va bene.

Lei sarà anche il nuovo capo, ma...

io rispondo solo a te.

In questo momento, stanno cercando le impronte...

della persona che si è liberata del portafogli.

Appena sapremo qualcosa, Vidal ve lo comunicherà.

Al servizio vostro e del Signore.

Intanto tornate in ospedale e tenete gli occhi bene aperti.

Abbiamo trovato il responsabile della morte di Enrique Méndez...

ma l'assassino di Isabel Freire è ancora libero

E Catherine le Monnier è ancora scomparsa.

E per favore, spero che gli ultimi errori commessi...

Da entrambe le parti.

Non danneggino l'indagine.

Nell'ospedale dovete lavorare fianco a fianco.

L'indagine è la priorità.

Quindi dimenticate il passato.

E' tutto a posto.

Non si preoccupi.

Chi trova un amico trova un tesoro.

Un tesoro...

Tesoro un paio di palle.

Siete degli incompetenti.

E voi dei traditori.

- Non so cos'è peggio. - Io obbedisco agli ordini.

Che sia d'accordo o no.

Ascoltami bene perché lo dirò una volta soltanto.

Mi dispiace. Ho commesso un errore e tu hai dovuto pagare.

Se vuoi odiarmi per sempre...

ne hai tutto il diritto.

La priorità adesso è il caso.

Alain, sei tornato.

Un'altra vittima dell'incompetenza della polizia spagnola.

Puoi dirlo forte.

- A dopo. - Sì.

Daniel.

Hai saputo di Miguel?

Non si parla d'altro.

Ho parlato con la polizia.

Pare abbia ucciso il marito di Isabel. Ma non c'entra con la morte di lei o...

con quello che è successo a Sara.

Che dici?

Se non è stato lui, chi?

Finché non trovano il colpevole siamo tutti in pericolo.

La polizia continua a trovare del marcio.

Fra non molto scopriranno anche noi.

- Buongiorno, Belén. - Buongiorno.

Come va Daniel, tutto bene?

Benissimo, come sempre.

Gorka, sto andando a visitare Sara.

- Vieni? - Vengo con te.

Posso andarmene da qui?

Vuoi che ti parli come amica...

o come medico?

Quale delle due mi dimetterebbe?

Stai meglio, Sara.

Ma?

Ma...

hai vissuto un'esperienza orribile. Credo tu abbia bisogno di riposo.

E poi qui sei al sicuro.

Ti ringrazio. Ma sai di cosa ho bisogno?

Di tornare al lavoro.

Ritornare alla normalità...

e lasciarmi tutto alle spalle.

Scusa se mi intrometto, ma...

finché l'assassino è a piede libero, nessuno...

può tornare alla normalità.

Magari non è un piano perfetto, ma...

meglio che stare rinchiusi qui.

Non avere un poliziotto alla porta della mia stanza può aiutare, anche.

In ogni caso, sei ancora in pericolo.

Hanno aggredito anche te, ma non hai la scorta.

Se chi ha rapito Sara ha un po' di sale in zucca non credo che ci riproverà.

Beh. Queste sono supposizioni.

Comunque, questo riguarda la polizia.

Io non ho altri motivi per tenerti ancora qui.

Possiamo andare subito?

Appena saranno pronti i documenti.

Grazie di tutto.

Andiamo.

Ce la faccio, ce la faccio.

Puoi cambiarti qua, no?

Ho bisogno di tempo.

Sara...

so che quello che è successo è orribile, pazzesco e...

mi spiace di non essere stato presente...

per aiutarti ma...

non puoi torturarmi così.

Non è giusto.

Gorka, per favore. Non fare la vittima.

Non faccio la vittima. Sei tu a farmi sentire in colpa, cazzo!

Vorrei che le cose tornassero come prima.

- Come prima? - Sì, come prima.

Sara, sei una psichiatra.

Sai che la gente supera queste cose solo tornando a una vita normale.

Vuoi continuare a tormentarti per quello che sarebbe potuto accadere in quella fossa?

Sara.

Ho paura.

Andrà tutto bene.

Ti amo.

Non avresti dovuto dimetterla.

Non ho alcuna ragione medica per trattenerla.

- Avresti potuto inventarla. - Guarda...

collaboro con voi...

ma quando lavoro, i pazienti sono al primo posto.

- Ah sì? - Sì.

Pensavo che dopo stanotte...

le tue priorità fossero cambiate.

Beh, forse...

dovrai rivedere le tue aspettative.

Devi sforzarti di più per questo.

Ah sì?

Guarda, c'è Alain.

Ah, vedi.

Alain!

Sono contenta che sia andata bene.

Beh...

- sono innocente. - Non ne ho dubbi.

Ma andiamo...

- non sarà facile stare in una cella. - No...

non è stato facile, ma quello che mi preoccupava era...

che la gente mi guardasse con occhi diversi.

Non dovresti curarti della gente.

Quando dico "gente", intendo la gente che mi interessa. Come te.

Sai cosa dicono dei detenuti...

una volta fuori...

non vogliono sprecare neanche un minuto della vita.

Belén, perché...

perché non mi chiami e...

prendiamo qualcosa quando finisci il turno.

Ti ringrazio.

- Ma... - Ma...

Meglio riparlarne.

Okay?

Va bene.

Ricordi quel cartone animato...

di quella puzzola francese molto insistente che ci provava con una gattina.

- Come si chiama? - Simpatico.

Se posso darti un consiglio, io cambierei andazzo con Belén.

Perché?

Perché se vuoi sedurla per conquistare la sua fiducia.

Cambia andazzo.

Son successe delle cose.

- Delle cose? - Quel tipo di cose.

Complimenti.

Doña Adela!

Dottor Juilliard. Mi spiace per l'accaduto.

Tra le vittime di questo miserabile...

e quelle della polizia...

passo le giornate a compatire il personale di quest'ospedale.

Non si preoccupi. L'equivoco è stato chiarito.

Per fortuna.

Ma immagino sia un boccone amaro essere incolpati di una cosa del genere.

Se vuoi prenderti qualche giorno libero non c'è neanche bisogno di dirlo.

Non ce n'è bisogno. Grazie.

Mi fa piacere. Se posso aiutarti in qualche modo, basta dirlo.

Veramente, io vorrei aiutare lei.

Me?

E' importante.

Meglio in privato.

Ho una riunione con l'assemblea degli azionisti.

Se vuoi, passa più tardi per il mio ufficio.

Va bene.

Pronto?

Abbiamo le impronte sul portafogli di Isabel Freire.

Molte sono sue.

Altre delle persone più vicine.

E una, questa...

di uno sconosciuto.

Può essere di Ginés Castillo o di Miguel Manrique?

No.

Le abbiamo confrontate. Non appartengono a loro.

E dell'uomo che ha trovato il portafogli?

Né sue né del figlio.

Ho cercato anche nel SAID.

E' Il database che contiene le impronte digitali di tutti i pregiudicati del paese.

So cos'è il SAID.

Quindi?

Assolutamente niente.

Quindi l'impronta potrebbe essere della persona che si è disfatta del portafogli.

Forse dovremmo prendere le impronte ad altre persone del giro di Isabel Freire.

Comprendendo i colleghi di lavoro.

Se non disapprova.

No, non disapprovo.

Procuratevi le impronte del personale dell'ospedale.

E perché non le chiediamo noi?

Perché avremmo bisogno di un mandato,

perché non tutti collaborerebbero,

e perché non abbiamo tempo, Vidal.

Pensavo che volesse fare le cose per bene.

Una cosa è prendere una scorciatoia...

un'altra è quello che hanno fatto i suoi uomini, commissario.

Lei la chiama scorciatoia, io corsia di accelerazione.

Faccia attenzione con le sue corsie o la investiranno.

Perfetto, ma...

come ci procureremo tante impronte in poco tempo?

Forse voi francesi avete più classe, più soldi...

più diplomazia.

Ma c'è qualcosa in cui noi siamo esperti.

Il riposino?

L'arte di arrangiarsi dei picari.

- Sì? - Disturbo?

No, no. Entra.

Dimmi.

Ecco...

ho visto Ginés Castillo, in cella.

Menomale che la polizia l'ha fermato.

Mi ha dato un messaggio per lei.

Mi ha detto una cosa tipo...

Se lei non l'avesse aiutato...

avrebbe portato la polizia al giardino.

Che giardino?

Non lo so.

Pensavo che per lei avrebbe avuto senso.

E' un assassino ed è disperato...

non dovresti dare peso alle sue parole.

E' sicura?

Se quest'uomo la sta minacciando...

mi piacerebbe aiutarla.

Sei molto gentile, ma Ginés finirà in prigione.

Quel disgraziato...

non è una minaccia più per nessuno.

Comunque...

- grazie, dottor Juillard. - Niente.

Si figuri.

Ginés minaccia di raccontare tutto.

Lo so.

Penso ancora che non ne avrà il coraggio.

Ma dobbiamo comunque essere preparati.

Vai in giardino...

e disfati di tutto!

Ora!

Vai in giardino...

e disfati di tutto!

Ora!

Merde!

Parlava con Marcos Lara, l'infermiere.

A quanto pare i tre sono complici.

Lo trovi! Non se lo lasci scappare!

Commissario, abbiamo i risultati.

La impronte coincidono al 95%.

Non ci sono dubbi, è la persona che stiamo cercando.

La coordinatrice.

Vidal...

Lidia Abat. La porti qui al più presto.

- Aspetti, infermiera. - Sì?

- Vorrei parlare un attimo con lei. - Con me? Certo.

Possiamo andare in sala d'attesa, è più tranquilla.

Non si offenda, ma...

sono sposato.

Penso sia meglio al commissariato.

Al commissariato? Perché, che succede?

Vorrei farle delle domande, lo sa.

Routine.

Va bene. Allora...

- se mi dà un minuto. - Aspetti, dove pensa di andare?

A cambiarmi. Non pretenderà che venga con l'uniforme.

Va bene. Ma si sbrighi.

Commissario.

Sì, era in ospedale.

No, no, non sospetta nulla.

Arriviamo subito.

Forza, signora, non abbiamo tutto il giorno.

Infermiera, le manca tanto?

Infermiera, sto per entrare.

Porca puttana.

Dimmi, Vidal.

Cerca Víctor!

Dobbiamo trovare Lidia Abat.

No, no, ora non posso.

Puoi eccome!

L'impronta sul portafogli era sua.

Può aver toccato il portafogli. E quindi?

Certo, per questo è appena scappata, vero, furbacchione?

Ho bisogno di voi, adesso!

Víctor...

bisogna cercare Lidia Abat.

Veloce.

Mercedes...

hai visto Lidia?

No. Perché?

Ha visto Lidia Abat?

- La coordinatrice? - No.

- Ne è sicura? E' passata per di qua? - Mi spiace, non l'ho vista.

Cerco alcuni campioni. Se la vedi, avvisami, per favore.

Va bene.

- Vidal? Trovata. - Sì?

Dov'è?

E' appena uscita dalla sala preoperatoria.

Ben fatto, Afflelou. Arrivo.

- Rafi, sono io - Che c'è?

La polizia è venuta a prendermi.

- Che stai dicendo? - Mi arresteranno.

E... Esci di lì, scappa.

Appena scopriranno di Catherine, ti cercheranno.

Ti voglio bene, tesoro, fa' attenzione.

Non ci pensi neanche.

Che corsa che mi ha fatto fare, signora!

Dove pensa di andare tanto di fretta?

Merda!

- Lo riconosce? - Non penserete abbia fatto qualcosa a Isabel?

- Non abbiamo detto niente su Isabel. - Víctor, qui c'è qualcosa.

- La collana di Catherine Le Monnier. - L'ha visto durante il sequestro?

- No. - Notizie su Marcos, l'infermiere?

Niente. Ancora non è tornato.

Bisogna scoprire cosa nascondono Ginés Castillo e la direttrice.

Torna appena puoi.

E disfati di tutto il prima possibile.

Voglio che non resti alcuna traccia.

Tranquilla.

Sembra più attenta al posto di lavoro che ad altro.

Se c'è qualcuno che si è dimostrato attento ai posti di lavoro, quello è suo padre.

Che lui sia un egoista, non fa di lei una persona migliore.

Dovremmo lavorare insieme agli spagnoli, non contro.

Avviseremo gli spagnoli a tempo debito.

Fino ad allora, non perda di vista Marcos Lara.

E non voglio che altri lo sappiano.

- Voglio parlare con lui. - Impossibile.

Sa perfettamente che niente è impossibile per la mia famiglia.

Signora Le Monnier.

Sei un figlio di puttana!

Fermo!

Fermo!

Un medico!

Ho ucciso Catherine.

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