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"Little Forest" è diviso in 4 parti, Estate, Autunno, Inverno e Primavera.
Dopo i titoli di coda di "Estate", inizia "Autunno".
Alla fine il trailer di "Inverno e Primavera".
Godetevi la continuità della narrazione.
Komori è una piccola comunità in un villaggio nella regione di Tohoku. *Komori - piccola foresta*
Non ci sono negozi,
ma se hai bisogno di comprare qualcosa, c'è una cooperativa agricola
e altre botteghe nel centro del villaggio, dov'è collocato anche il comune.
La strada per arrivarci è per lo più in discesa perciò ci vuole circa mezz'ora,
ma non sono sicura del tempo che serva per tornare indietro.
D'inverno bisogna andare a piedi per via della neve
così ci vuole quasi un'ora e mezza.
Comunque, molte persone
fanno spesa in posti come i supermercati in periferia delle città vicine.
Quando ho provato ad andarci, mi è servito un giorno intero.
Guardando giù da quest'altezza, alla fine di un lungo periodo di pioggia,
Komori sembra immerso nel vapore.
L'acqua che ha inzuppato il terreno evapora con forza.
Komori si trova ai piedi di una catena montuosa.
Arriva anche il vapore della montagna
e l'umidità aumenta.
Si crea un aria che ti si appiccica come una maglietta bagnata.
Con un livello di umidità vicino al 100%, la pesantezza dell'aria ti fa pensare che,
se ti mettessi delle pinne, potresti nuotarci attraverso.
Togli le erbacce?
Se non libero l'aria qui attorno, potrebbero soffocare.
È vero. Non cadere nell'acqua però.
Le erbacce nei campi sono sempre più forti.
Dalla radice di artemisia che ho estirpato ieri,
un nuovo germoglio è già venuto alla vita.
Gli invasori verdi.
I campi e le strade si stanno riempiendo di erbacce.
Le falcio e le tiro via ma…
1° piatto
Non importa quanti giorni lo lasci all'aria, il bucato non si asciuga mai.
Si è formata la muffa sul mestolo di legno che uso per la marmellata.
È ora di accendere la stufa.
La stufa, con le sue fiamme, manda via l'umidità
e asciuga le stanze interne.
Diventa molto caldo ma bisogna farlo per combattere la muffa.
Comunque, il calore non è altro che un piccolo disturbo così...
ne approfitto per fare il pane.
Il caldo e l'umidità sono perfetti per la lievitazione.
La stufa è più grande del forno normale
e posso cuocere delle pagnotte più grandi del solito.
Non ci sono famiglie che coltivano grano a Komori.
La stagione delle piogge e il suo periodo di crescita coincidono perciò il grano non si asciuga.
Se il grano non riesce ad asciugarsi, non può crescere.
Ma un tempo lo coltivavamo.
In passato, quando aumentammo la produzione di riso,
trasformammo anche i campi in risaie.
Capisco.
Allora, per il pane uso la farina che ho comprato.
La farina e…
Visto che possiamo comprarla all'ingrosso e a poco prezzo qui vicino,
tutto il pane e tutte le torte sono fatti con la "farina di terra".
Il lievito…
A differenza della farina per il pane, non importa quanto impasti,
è molto difficile renderla sottile come un foglio.
Quindi, invece di impastarla inutilmente,
è molto meglio lasciarla lievitare dopo aver aggiunto tutti gli ingredienti.
Lasciate l'impasto crescere lentamente e fate uscire l'aria un paio di volte.
Così è molto più facile.
Poi modellato e quando il lievito ha fermentato abbastanza
accendete un po' di carbone nella stufa.
Il pane cuoce a circa 200°.
Questa è la temperatura a cui arriva la mia stufa, più o meno.
È per questo che non si cucina il pane nella stufa d'inverno.
Perché sarebbe troppo freddo.
La cottura che avviene nella stufa non è uniforme.
Però, alla fine, le parti più vicine al calore sono più buone del normale.
E asciuga anche l'ambiente.
Dovrei andare a raccogliere delle more e fare merenda con il pane.
Non lascerò che un po' di pioggia abbia la meglio su di me.
2° piatto
Questa è diventata una giungla di erbacce.
Le lame ruotano quando lo spingi in avanti.
È un attrezzo che scava nel suolo e solleva le erbacce.
Eccole che vengono su.
Le radici bianche iniziano a venire in superficie.
L'erba attorno alle piante di riso però è ancora lì.
Quella bisogna toglierla con le mani.
Così infilo le mani tra le erbacce per toglierle.
Ugh, le spalle e la schiena iniziano a farmi male.
Oltre all'umidità e al caldo soffocante,
queste maledette rompiscatole non mi lasciano in pace.
Odio le mosche.
Vorrei potermi togliere di dosso questa sensazione.
Credo preparerò del liquore di riso.
Iniziate facendo dell'amazake. *Amazake - vino dolce di riso*
Aggiungete il koji al porridge di riso… *Koji - fungo per la fermentazione*
In questa stagione potete lasciarlo a temperatura ambiente.
Potete prepararlo in un'unica notte.
Mmm. Dolce.
Adesso bisogna aumentare i batteri per facilitare la fermentazione.
È come per lo yogurt o il sakè non lavorato.
Io metto il lievito generico che si usa per il pane.
Mischiate bene.
Visto che è caldo, basterà mezza giornata perché sia pronto da bere.
Le bollicine che si creano con la fermentazione lo rendono una bevanda molto rinfrescante.
Poi lo mettete in frigo e lo lasciate raffreddare.
Dopo aver tagliato l'erba, ti senti come se fossi stato in una sauna…
Un altro.
È dolce e va giù bene quindi difficilmente avanza,
ma qualche volta ne preparerete troppo.
Credo di averne fatto troppo.
Pronto.
Hey, sono io.
Cosa? Comunque, ho fatto troppo liquore di riso.
Sì, di nuovo.
Vuoi venire a berti un bicchiere?
Sì, fai un salto qui. O Kikko lo scoprirà.
Okay.
Sì, a dopo.
Lui ha due anni in meno di me, si chiama Yuuta.
Arrivo!
Buonasera.
Entra.
Sembra stia per piovere.
Già.
Cosa ne pensi?
Wow, ha un profumo fantastico.
- Ne hai fatto proprio un bel po'. - Lo so.
- Lo farò. Siediti e aspetta. - Okay.
- Salute! - Salute!
Che ne dici?
È buono.
Bene.
Le serate come queste, senza luna né stelle…
Hai lavorato tutto il giorno?
Sì.
…sono piene di umidità. È davvero buio.
Dovrebbe esserci molta più acqua.
Ci sarà una perdita.
Sto in piedi e ascolto attentamente.
Oltre a controllare il rumore dell'irrigatore…
Ah! C'è la tana di una talpa.
Per trovare le tane fatte dalle talpe e dagli altri roditori,
bisogna assicurarsi di aver tagliato bene l'erba.
3° piatto
C'è un albero di Goumi che cresce accanto alla mia casa. *Goumi - pianta da frutto tipica dell'Asia.*
Ogni anno, i rami si piegano per il peso dei frutti.
Però non avevo mai pensato di fare la marmellata con le sue bacche fino ad ora.
Ho sempre ignorato queste bacche.
Quando sono piccole sono amare e aspre.
Sono difficili da mangiare per via dei nòccioli grossi.
Andiamo a cercare altre bacche.
Le bacche ben mature hanno perso tutta l'amarezza
e sono dolci e succose.
C'erano tante cose buone come queste qui attorno.
Molte bacche non vengono toccate, cadono dai rami e marciscono per terra.
Oh no! Mamma, mi sono sporcata.
Lo stesso vale per le mie scarpe nuove.
Le trovavo perfino fastidiose.
Sono andata in città e ho vissuto con un uomo per un po'.
C'è davvero tanta frutta qui. Questo cos'è?
È un albero di Goumi.
Goumi?
Si mangiano?
Puoi mangiarle ma sono amare.
- Amare? - No, sono dolci.
Venendo dalla campagna, la mia forza fisica era l'unica cosa di cui andassi orgogliosa.
Quindi era frustrante non riuscire a prendere qualcosa che lui poteva.
Sei troppo bassa.
Ecco.
La prendo da sola.
- Avanti, mangiala. - No.
Le cose andarono male con lui,
così sono tornata a Komori.
E adesso
è di nuovo la stagione del Goumi.
Così tante bacche che cadono a terra solo per marcire.
Si accumulano e vanno sprecate.
È veramente triste.
Proviamo a farci una marmellata.
Ci vuole tempo a togliere i nòccioli.
All'improvviso…
mi sono accorta che stavo preparando la marmellata pensando di farla mangiare a lui,
come facevo un tempo.
Stupida…
Ho pesato i frutti denocciolati
e ho aggiunto zucchero pari al 60% del loro peso, per iniziare.
Non volevo farla troppo dolce.
Ancora troppo aspra.
Forse dovrei fare il 100%.
Mi chiedo se si perderà il sapore dei frutti togliendo tutta questa roba.
Forse è meglio se aggiungo lo zucchero…
Aveva già finito di cuocere prima che riuscissi a decidere.
Capite che è pronta se non si scioglie versandola nell'acqua.
Potrebbe sembrare liquida ma la marmellata si indurisce quando si raffredda.
Dopo la cottura la marmellata dovrebbe essere di un rosa scuro opaco.
Se la mescolate troppo per paura di bruciarla, perderà il suo colore.
Credo che la mamma mi avesse detto una cosa del genere.
La cucina è uno specchio che riflette la tua mente.
Resta concentrata.
Non vuoi farti male.
Sembra che…
sia questo il colore del mio cuore in questo momento…
Dalle bacche che ci stavano nel colino ho ottenuto tre vasetti di marmellata.
Ho aperto subito un vasetto il mattino seguente.
Buon appetito.
È una marmellata molto aspra e leggermente amara.
Che aspra!
Hai un rospo nello stomaco.
Quello è il "rospo nello stomaco".
La mamma voleva solo prendermi in giro.
Ho scoperto che in realtà si dice "rospo nel pozzo"
solo di recente.
- Davvero? - Sì.
Allora mi ha fregato…
Così sembra…
È stato un grande shock.
E poi un'altra volta… Non mi aveva proprio ingannato però…
Nel periodo in cui carote, sedano, zenzero e altre erbe erano pronti,
ogni anno, facevamo la salsa Worcester.
4° piatto
Taglio a cubetti le carote, lo zenzero, i peperoni e le foglie di sedano.
In una padella di acciaio inossidabile metto l'acqua, il kombu essiccato, i chiodi di garofano *Kombu - alga*
i grani di pepe nero e quelli di Sichuan in salamoia nel mirin, le foglie di alloro. *Mirin - vino dolce*
Anche la salvia, il timo
e le verdure affettate e faccio bollire a fiamma media.
Quando diventano la metà
aggiungo salsa di soia, aceto, mirin
e zucchero, e lascio bollire per circa un'ora.
Nel frattempo l'ho assaggiato
e ci ho aggiunto della marmellata rimasta e altre spezie.
La filtro con un panno, la verso in un barattolo, e ho finito.
Questa è la nostra salsa Worcester.
Per me, la salsa Worcester è
una salsa fatta in casa partendo dalla salsa di soia.
- Passami la salsa Worcester. - Okay.
È per questo che, quando andavo ancora a scuola
Buon pomeriggio.
Benvenuta.
e ho scoperto che vendevano la salsa Worcester in un negozio,
ne sono rimasta sorpresa.
Non avevo idea che fosse usata da tutti.
All'inizio pensavo che l'avessimo dettata noi quella moda.
Davvero?
Sì.
E non ha nemmeno la salsa di soia dentro?
Probabilmente no.
Ho capito ancora più tardi che era la nostra salsa l'imitazione.
È una salsa completamente diversa se ha il sapore della salsa di soia.
Non ho mai detto di averla inventata o altro.
Sì, però…
Comunque, qual è più buona? Quella che vendono o quella che facciamo noi?
Dimmelo tu.
È difficile liberarsi delle abitudini che hai preso da piccolo.
Scrivo ancora "il rospo nel pozzo"
con i caratteri di "stomaco".
È la stessa cosa se uso la salsa Worcester comprata per cucinare.
Solo la nostra ricetta funziona.
Diamoci dentro.
Le esperienze che si fanno da bambini sono importanti.
Mia madre mescolava le bugie alla verità ogni volta che le andava.
Potrebbero esserci tante altre bugie che non ho ancora scoperto.
Se inizi a dubitare, non finisci più.
Che caldo!
Deve essere questo il motivo per cui ho bisogno di fare io stessa le cose.
Non mi fido delle parole,
ma posso credere a quello che sento col mio corpo.
Quando arriva l'autunno vado a raccogliere le nocciole lungo i sentieri della montagna.
Le arrostisco e le trito bene. finché non diventano cremose.
Mettetele in una pentola con cacao in polvere, zucchero,
un po' d'olio, e lasciatele fino a farne una crema.
La mamma mi disse che si chiamava "nutera".
Si chiama così perché la spalmi sul cibo. *Nutera - assomiglia al verbo spalmare in giapponese*
Non avevo motivo per dubitare della spiegazione di mia madre.
Cosa?
Non avevo scoperto della marca "Nutella"
o del fatto che fosse "una crema spalmabile di nocciole"
venduta in tutto il mondo,
finché non la vidi in un supermercato del quartiere un paio di anni fa.
Mamma, come hai fatto a scoprirlo?
Sono andata via sconvolta.
Hai fame?
È la cosa che preferisco da spalmare sul pane.
Vivo in una casa isolata
circondata su ogni lato, dal ruscello, dalla foresta e dai campi.
E per questo motivo c'è una fila di visitatori interminabile quando arriva la notte.
Falene.
Scarabei.
Lucciole…
5° piatto
Non c'è molta acqua nel ruscello qui vicino.
È fredda!
Nonostante questo, ogni tanto,
qualche trota finisce qui trascinata dalla corrente.
Ci sono anche granchi di fiume.
Qualche volta se la squagliano passando per i campi.
E poi, la mizuna cresce abbondante lungo questi ruscelli. *Mizuna - pianta di senape*
La si trova finché non arriva l'autunno.
Dopo aver tolto la buccia, cuocetela al vapore e preparateci dell'ohitashi. *ohitashi - verdure lessate con salsa di soia*
O mangiatela con i sottaceti.
Sono croccanti e un po' gommose.
Se sminuzzate la parte rossa della radice ed eliminate la parte appiccicosa,
otterrete del mizutororo.
Potete insaporirlo con miso o aceto, salsa di soia e mirin. *Miso - condimento a base di soia*
E gustarvelo con del riso caldo.
Anche quando non ho molto appetito per via del caldo estivo,
prendo sempre il bis.
Lo mangio spesso, più delle patate dolci arrosto.
Di notte…
Il ruscello diventa una strada per gli animali.
Cos'è? Cos'è?
Cosa? Che succede?
Dev'essere stato un orso.
È molto probabile.
Dev'essere andato dietro l'albero a mangiare le susine.
Chissà se si è ferito.
Sì, può darsi.
Sono circondata su ogni lato, dal ruscello dalla foresta e dai campi.
E per questo motivo…
C'è una fila di visitatori interminabile quando arriva la notte.
6° piatto
Mi ci è voluto un giorno intero a spostare le trote
dal vivaio ai laghetti nel campeggio.
Yuuta mi ha aiutato.
Facciamo cambio?
Adesso preparati.
Dimmi, Yuuta, perché sei tornato a Komori?
Sono sicura di averti sentito dire che la scuola era solo una scusa per andartene di qui.
Sì, era quello il piano.
Avevo anche trovato un lavoro e tutto il resto.
Uno, due…
Okay.
Uno, due…
Okay.
C'è qualcosa di diverso tra le parole pronunciate a Komori
e quelle pronunciate laggiù.
E non parlo di dialetti o cose del genere.
Parlo delle cose che hai vissuto e fatto tu stesso.
E di quello che hai sentito o pensato nel frattempo.
Quelle sono le cose di cui si può parlare seriamente, no?
E le persone che parlano di queste cose le rispetti.
Sono quelle di cui ti puoi fidare.
Tutte quelle persone che fingono di sapere tutto,
anche se non hanno fatto nulla in realtà.
Vieni, vieni.
Si sentono superiori solo per aver riferito qualcosa fatta da qualcun altro.
Vieni. Okay, fermo.
Mi ero stufato di sentire quelle persone superficiali blaterare parole al vento.
Uno, due…
- Ce l'abbiamo fatta, finalmente. - Bel lavoro.
Venite a prendere un po' di trota.
- Okay. - Grazie.
Andiamo.
Ho pensato…
che non volevo vivere quel tipo di vita
dove prima facevo uccidere agli altri
e poi mi lamentavo di come l'avevano fatto.
Wow!
Okay.
Ora di mangiare!
È pronto.
Prendetene un po'.
- Grazie. - Grazie.
Wow, sembra ottimo!
- Com'è? - Sì.
È fantastica.
La trota arrosto con il sale è buona ma questa con il miso è ancora meglio.
Vero? L'ho solo tagliata a pezzetti,
bollita, e ci ho aggiunto del miso. È buona, vero?
Dopo averla lasciata, per la prima volta,
ho iniziato a rispettare davvero
la gente di Komori,
e anche i miei genitori.
Ho capito che vivevano in un modo
che gli permetteva di pronunciare parole con della sostanza.
- Grazie. - Ci vediamo.
Credo che Yuuta
sia tornato qui per farsi la sua vita.
Io sono venuta qui per scappare.
7° piatto
I pomodori sono resistenti.
Anche i semi buttati via così germoglieranno l'anno prossimo.
Se li si lascia fare, i rami laterali continueranno a crescere.
Sembra una giungla per quanto fitti riescono a diventare.
Bisogna potare tutti i rami laterali che spuntano per tenere pulito.
Quando i rametti tagliati finiscono a terra,
mettono le radici in fretta e maturano.
Sono davvero resistenti.
Ma per altri versi, i pomodori sono piuttosto delicati.
Se piove di continuo, le parti che stanno crescendo diventano marroni e si arricciano in poco tempo.
Smettono di crescere e finiscono con l'appassire.
Questa non va più bene.
A Komori piove parecchio.
Molte famiglie infatti usano delle serre in plastica per coltivare i pomodori.
Pomodori freschi per il caldo delle giornate estive.
Wow, sono davvero rinfrescanti.
Sono indispensabili per cucinare.
Raccolgo i pomodori maturi,
li sbuccio e li lesso.
Verso i pomodori in un barattolo con il loro succo.
Poi li bollo per sterilizzarli e poterli conservare.
Conserva di pomodori interi fatta in casa.
D'inverno li uso per il curry e sugli spaghetti.
Li metto anche in frigo
e li mangio così. Vanno giù bene e sono buoni.
Mangio quelli più piccoli in un sol boccone.
Non riesco ad immaginare una vita senza pomodori.
Però...
continuo a coltivare i miei pomodori all'aperto.
Quel raro anno che non piove troppo, la faccio franca.
Ma di solito si ammalano
e riesco a raccoglierne solo qualcuno.
Devi sterilizzare il terreno.
Perché non ti fai dare da qualcuno una serra che non usa più a poco prezzo?
Ad una persona sola non ne servono tanti, perché non li compri e basta?
Ti risparmieresti anche la fatica.
Ma non sopporto l'idea di fare una cosa simile.
Ecco perché voglio trovare il modo di farli crescere anche all'aria aperta.
È quello che dico a tutti a Komori.
Però...
Non è la verità.
Una volta ho costruito una serra
e mi ha fatto sentire come se sarei rimasta a Komori per sempre.
O che avrei preso una decisione sulla mia permanenza.
Così l'ho tirata giù.
All'improvviso è diventato autunno.
Komori è una piccola comunità in un villaggio nella regione di Tohoku.
Non ci sono negozi,
ma se hai bisogno di comprare qualcosa, c'è una cooperativa agricola
e altre botteghe nel centro del villaggio, dov'è collocato anche il comune.
La strada per arrivarci è per lo più in discesa perciò ci vuole circa mezz'ora,
ma non sono sicura del tempo che serva per tornare indietro.
D'inverno bisogna andare a piedi per via della neve
così ci vuole quasi un'ora e mezza.
Comunque, molte persone
fanno spesa in posti come i supermercati in periferia delle città vicine.
Quando ho provato ad andarci, mi è servito un giorno intero.
Posta!
Arrivo!
Buongiorno.
Ecco la bolletta della luce e dell'acqua.
Grazie mille.
Hai saputo qualcosa di tua madre?
No, nulla.
Capisco. Se ti serve aiuto, chiedi.
Grazie mille.
Cinque anni fa…
Mia madre mi ha abbandonato andandosene di casa.
1° piatto
Mentre raggiungevo le risaie
ho iniziato a cercare i frutti di Akebia, senza un motivo particolare. *Akebia - pianta rampicante da frutto*
Oh, eccoli lì.
Sono ancora verdi.
L'ho fatto pensando alla raccolta del riso.
Bisogna eliminare l'acqua dalle risaie e scavare tra gli steli.
Farà fluire l'acqua facilmente.
Se non vi assicurate che sia ben asciutto prima,
sarà pieno di fango quando raccoglierete il riso e non potrete farci niente.
Quindi, prima lo fate e meglio è.
Le foglie del riso si ingialliscono a poco a poco.
I nutrimenti vanno tutti nel cuore della pianta
che sta crescendo.
Anche i frutti di Akebia che erano verdi sono diventati succosi, gonfi e colorati di viola.
Quando si spaccano come una bocca aperta sono pronti per essere mangiati.
L'Akebia cresce attorno agli alberi
e spesso i frutti sono molto in alto.
I bambini si arrampicano sugli alberi per prenderli
e questo mi porta a dei brutti ricordi.
- Stai bene? - Ce ne sono così tanti.
- Mi fa paura. - Non fa paura.
Ce n'è uno lì!
Ma da adulti…
- Scivoli! - Ops!
Ecco!
- Ah! - Attenta, attenta, attenta.
Sto bene.
- Hop! - Attenta, attenta!
Ci sono quasi. Ce la faccio.
Attenta, attenta.
- Kikko. - Ciao, nonno.
Presto farà buio, state attente.
Tra poco torniamo a casa.
Ha raccolto dei frutti di Akebia.
Li porta a casa per la nonna.
Oh, vanno molto d'accordo.
Attenta, attenta!
Sto bene!
Piano! Attenta, stai molto attenta!
Ho raccolto questi per te.
Cosa?
Oh. Ne hai presi tanti.
Sì.
Semino tutti i semi che posso attorno a casa mia
sforzandomi di aumentarne il numero.
Non li ho messi in frigo
ma sono comunque freschi e buoni. Chissà perché.
Hanno una dolcezza particolare.
Credo sia a questo che puntano i dolci giapponesi.
- Hai ragione. - Vero?
Mi chiedo come potrei fare per eliminare l'amaro della buccia.
- Vuoi mangiare la buccia? - Sì.
Qualcosa di dolce? Aspro? Piccante?
Forse tutti e tre?
Okay, taglierò le bucce a piccoli pezzi.
Aggiungo il cumino,
l'aglio, le cipolle verdi,
il curry in polvere,
i pomodori
e infine le bucce di Akebia.
Li salto con la salsa di soia,
come si fa nella cucina indiana.
Vanno bene come contorno o snack.
Gli altri li riempio con la carne macinata e del miso e li friggo.
Ho fatto delle porzioni grandi da portarmi al sacco durante la raccolta del riso.
La caccia ai frutti di Akebia
è una gara tra uomo, uccelli e animali
e per questo le sue riserve diminuisce in fretta.
Mentre sono sulla montagna, in autunno,
a volte, incappo in qualcuna che sta appassendo.
2° piatto
Il mio riso si libra nel cielo due volte.
La prima volta quando lo pianto.
Metto i germogli ad intervalli regolari lungo le risaie.
Questo elimina la fatica di fare avanti e indietro per interrare i semi.
La seconda volta quando lo raccolgo.
Faccio dei mazzi con il riso raccolto e li lego insieme con della paglia,
poi li appoggio sui bordi delle risaie.
Mi porto sempre il riso alle noci per pranzo quando raccolgo il riso.
Anche quest'anno la raccolta delle noci è un compito difficile.
Prendere le noci che cadono lungo le strade fangose
è una sfida contro gli animali.
Seppellisco le noci che trovo in un angolo del mio giardino.
Quando la buccia si fa nera e cade, le lavo e le pulisco bene.
Se le metto nelle retine ad asciugare, posso conservarle per anni.
I gusci delle noci di Komori sono spessi e molto duri
quindi romperli è difficile.
Le arrostisco in una padella, le avvolgo in un panno e le frantumo.
Tolgo con attenzione i frammenti dei gusci.
Se ne resta qualcuno, mi finirà tra i denti.
Poi le schiaccio con il mortaio.
Dopo le mischio al riso che ho lavato.
Ci aggiungo il sakè e la salsa di soia per insaporirlo e lo cucino.
Per dieci parti di riso ne metto due o tre di noci,
meno di una parte di salsa di soia e solo un pochino di sakè.
È croccante, saporito e molto buono.
Ora di mangiare.
Il mio pasto è fatto con il riso dell'anno scorso.
Ed esattamente un anno fa ero qui, proprio in questo modo,
ad occuparmi del raccolto e a mangiare riso alle noci
fatto con quello dell'anno prima ancora.
Impilo i fasci di riso uno sopra l'altro.
Ichiko!
La nonna di Kikko.
Uva e…
melone.
Grazie.
Hai lavorato parecchio.
Sì, più o meno. Me la cavo.
Le persone della città che si sono prese cura di te sarebbero contente di riceverne un po'.
Ma non c'è nessuno che se lo meriterebbe.
Dimmi, quando non c'ero,
interravi i semi, raccoglievi il riso e le noci ogni anno?
Sì.
Lo facevamo già prima che tu nascessi.
Tanti, tanti anni fa.
Beh, ti saluto.
Ciao. Grazie!
Certo.
Okay, facciamolo.
3° piatto
Nel laghetto per la pesca del campeggio,
prima della bassa stagione, potete pescare tutte le trote che volete per 1.000 yen.
Ho deciso che proverò ad usarle per il nanbanzuke. *Nanbanzuke - pesce marinato*
Innanzitutto, devo catturarle.
Hop.
Sì.
Eliminate le interiora e lavatele.
Bollite un po' di brodo,
aceto,
zucchero,
salsa di soia
e peperoncini facendone una salsa.
Infarinate il pesce.
Friggetelo.
Immergetelo nella salsa.
Potete mangiarlo dopo un'ora o due, ma è molto buono anche il giorno dopo.
Quando le foglie iniziano a cambiare colore
4° piatto
le castagne candite diventano molto popolari.
Non basta. Fammi metterne un altro po'.
Le persone responsabili di questa moda sono il signor Shigeyuki del campeggio
e Yuuta, che gironzola sempre lì attorno.
Durante uno dei loro giorni liberi hanno deciso di provare a farne qualcuna.
Deliziose.
- Hey, che fate? - Oh hey, entra.
E le persone che passavano lì per caso…
Sono ottime.
- Vero? - Sì.
Dovrei farne qualcuna anch'io.
Cosa ci avete messo?
Solo dello zucchero.
Okay, allora posso farle anch'io.
Davvero buone.
...e così via.
Buone.
Dopo averle sbucciate aggiungo molto zucchero e le metto a bollire.
Ho pensato di aggiungerci qualche goccia di salsa di soia
e volevo fartele assaggiare per sapere cosa ne pensi.
- Wow, sembrano buone. - Prendine una, forza.
Okay.
Sono dolci al punto giusto.
- Grazie per le castagne. - Godetevele.
Oh, che morbidezza.
Non sono affatto amare, vero?
No, sono deliziose.
Hey! Fai una pausa.
Assaggia le ultime castagne candite che ho fatto.
Prendiamoci un tè.
- Vieni qui, avanti. - Va bene.
Ci ho messo un po' di vino rosso questa volta.
Davvero? Cos'hai usato per togliere l'amaro?
Il bicarbonato.
- Che profumino. - Vero?
Oh. Ci sei anche tu, Kikko.
Ho sentito il rumore della motosega così ho pensato di passare.
Mio marito è andato sulla montagna oggi.
Ottimo tempismo. Ho messo l'acqua a bollire proprio adesso.
Quelle sono…
Sì, castagne candite.
Ci ho messo un po' del brandy di mio marito.
Tanto non lo beve.
Ma certo.
Non esageriamo. Siediti.
Ah, grazie, grazie. Allora mi siedo.
Io ho usato il vino rosso nelle mie. Sarà per quello che sono di colore diverso.
Buona fortuna con la motosega allora.
Grazie.
Torna quando fai qualcosa di nuovo.
Mi chiedo cos'altro potrei provare.
- Alla prossima. - Sì, ci vediamo.
Ciao.
Chissà cosa potrei aggiungerci la prossima volta.
- Hm… - Vero?
Perché non provi con la salsa di soia?
Che sapore potrebbe avere?
Okay, bel lavoro oggi.
Intanto che si raccolgono le castagne bisogna stare attenti agli orsi.
Con gli stivali ai piedi e le pinze in mano, le tolgo dal riccio.
Si induriscono quindi dovete togliere subito la buccia esterna.
Sbollentare le castagne più vecchie aiuta a sbucciarle.
Lasciatele ammollo per una notte con del carbonato di potassio o del bicarbonato.
Il giorno dopo bollitele per mezz'ora a fiamma bassa.
L'acqua diventerà amara e nera.
Cambiatela e bollitele per un'altra mezz'ora.
Cambiate di nuovo l'acqua e bollitele ancora per mezz'ora.
Facendo così l'acqua diventerà più chiara e avrà il colore del vino.
Qualcosa del genere, credo.
Togliete la pellicina con uno stuzzicadenti.
Aggiungete una quantità di zucchero pari al 60% del peso delle castagne.
Mettendoci un po' di liquore prima di spegnere avranno un ottimo profumo.
Se volete conservarle, versatele con il loro sciroppo in un barattolo.
Se le lasciate nello sciroppo per due o tre mesi,
le castagne si impregneranno di zucchero e diventeranno appiccicose.
A me piacciono così.
Mordendole sembrerà di mangiare dei mochi. *Mochi - dolcetti di riso*
Il legno di castagno è facile da tagliare di solito.
Potete bruciarlo ad alte temperature e avere un bel fuoco.
Pensando alla stufa,
le castagne candite si possono accompagnare a del tè caldo.
Le castagne fanno avvicinare il freddo.
5° piatto
Oggi le mogli del vicinato si sono riunite e parlano.
Sembra terribile.
Cos'ha detto tuo marito?
Era sulla porta di casa
e mi ha chiesto di portare questo e quello.
Almeno le patate doveva portarle lui!
Non sarà perché non gli hai insegnato bene?
Non c'è amore.
Io l'amore ce l'ho
perciò quando gli chiedo, "Puoi pensarci tu, tesoro?",
lui dice "Va bene" e me le porta.
Le patate arrosto sono pronte. Assaggiatene qualcuna.
- Ah, buone! - Sembrano ottime.
Che buon odore.
Come sono le satsumaimo quest'anno, Ichiko? *Satsumaimo - patata dolce*
Piccole. Forse il terreno era troppo duro. *Satsumaimo - patata dolce*
Quest'anno ho comprato i germogli a giugno e li ho piantati però...
Ho sentito che se iniziano a venir fuori le radici,
i fusti si fanno più lunghi e non crescono patate.
Così ho provato a lasciarle nella terra per un po'
e a tagliare i rametti che crescevano e a ripiantare quelli.
Ci sono anche persone che dicono di piantare i germogli che hanno già la radice.
Io ho fatto così l'anno scorso e ho avuto un bel raccolto.
Forse non ho usato abbastanza fertilizzante.
Le satsumaimo dovrebbero crescere bene anche senza fertilizzante.
Il terreno di Komori non è adatto alle satsumaimo.
È troppo freddo.
Anche se piantiamo le satsumaimo nei nostri campi,
non vengono mai buone e dobbiamo sempre comprarle.
Già.
Come stanno i bulbi?
I bulbi di satoimo? *Satoimo - tubero simile alla patata*
- I nostri non stanno troppo bene. - Nemmeno i nostri.
Non sta piovendo abbastanza.
Il satoimo non sta bene se c'è poca acqua.
Serve anche molto fertilizzante.
Io ho piantato le patate che ho raccolto l'anno scorso.
Anche quelle che non si sono conservate bene e sono un po' marce vanno bene.
Quando non c'è più il rischio che geli, piantatele il prima possibile.
Ci vuole un po' prima che germoglino.
Le foglie chiuse attorno al gambo come un ombrello si allungheranno e si apriranno.
Appena iniziano a crescere spunteranno fuori molti piccoli germogli.
Toglieteli regolarmente,
altrimenti le patate non diventeranno molto grandi.
Le satsumaimo e il satoimo non resistono bene al freddo.
Se non vi preoccupate di raccoglierli prima del gelo,
potrebbe non restarvi nulla.
Conservare le satsumaimo non è facile quando è freddo.
Così quando le raccolgo ne faccio subito del hoshi-imo. *Hoshi-imo - patate dolci bollite e poi seccate*
Faccio bollire l'acqua in una pentola,
ci metto un setaccio sopra e tolgo tutti i germogli.
Pelo via la buccia e le taglio a strisce sottili.
Poi le lego con la paglia e le faccio asciugare all'aria aperta.
Seccate sono più dolci e molto buone.
È utile anche per conservarle così le posso mangiare anche d'inverno.
Le bollo in una pentola a pressione finché non si ammorbidiscono.
Poi ci metto con del latte di mucca o di soia.
E il condimento?
- Basta il consommé. - Consommé?
Sì. Ed è ottimo per riscaldarti.
Quando raccolgo il satoimo, lo conservo incartandolo così com'è,
con la terra ancora attaccata, con della paglia o un giornale.
Quando lo mangio, tolgo i bulbi dalle radici e li riutilizzo.
Il satoimo va a male subito se è freddo.
Se l'aria è secca, si asciugherà completamente.
Così mi assicuro più volte che sia nel luogo più caldo della casa.
E cioè vicino alla canna fumaria della stufa.
L'altro giorno ero di fretta.
Ho pelato il satoimo e l'ho messo subito a bollire.
Le bolle sono arrivate in alto uscendo dalla pentola. Ho rovinato tutto lo stufato.
Oh cielo, non si fa così.
Con il satoimo, se non fai bollire prima l'acqua, non puoi usarlo.
Lo so, ma mi succede ogni anno.
Dovrei ricordarmelo, vero?
Anche per me era così. Mio padre mi diceva "L'hai fatto di nuovo!" e mi sgridava.
Lo sapevo, non hai ricevuto amore!
Continua a ripeterlo.
Il mio si preoccupa sempre per me e mi chiede se sto bene.
Sei davvero fortunata. Siete due piccioncini.
Lo so.
Io vivo da sola e quando il freddo si fa intenso
fatico ad uscire spesso di casa.
Anche un solo giorno di vento freddo
basta a far andare a male le verdure che conservo in casa.
Grazie per averci invitato.
- Alla prossima. - Grazie.
Ah, hai un sacco di legna da bruciare. Ti sei tolta un bel pensiero.
Alla fine faccio sempre la tirchia.
Non importa quanta ne hai, finisci con il preoccupartene comunque.
Già.
Beh, noi andiamo. Buona serata.
- Ci vediamo. - Buonanotte.
Sembra buono.
Attente a dove mettete i piedi.
Dov'è finito?
Tanto vale cucinare qualche patata.
6° piatto
Le anatre sono adorabili.
Con quelle macchioline particolari in testa sono proprio carine.
Quelle nate qui a Komori sono così abituate alle persone che si lasciano prendere in mano.
Le loro piume sono molto morbide.
Sei calda!
In giugno,
quando le piante di riso sono più alte delle anatre,
le mettiamo nelle risaie.
Mangiano l'erba e gli insetti che compaiono attorno al riso.
Nuotandoci attorno, aumentano la quantità d'ossigeno presente attorno alle radici del riso.
Intorbidendo l'acqua poi, coprono la luce del sole
e rendono difficile la crescita delle erbacce.
I loro escrementi fanno anche da fertilizzante. Questo metodo di coltivazione è detto Aigamo.
Si mettono in fila e camminano insieme.
Sono proprio carine, eh?
Ecco perché…
Le persone che le allevano qui a Komori non vogliono ucciderle o ferirle.
Si capisce il perché.
Si capisce il perché però…
Qualche volta mi chiedo se mi considerano un'ingorda.
Perché, per qualche motivo,
sono sempre io quella che chiamano quando c'è da uccidere un'anatra.
Bollite l'acqua.
Affilate il coltello.
Immergete l'anatra nell'acqua bollente.
Questo ammorbidirà la pelle e renderà più facile spennarla.
Togliere le piume è la parte più difficile.
Se una piuma resta lì, farà schifo trovarsela sotto i denti.
Per questo bisogna farlo con attenzione.
Bruciate le piume più piccole.
Dividetela in pezzi tagliandola lateralmente.
Togliete le interiora.
- Whoa. - Bene, bene.
Ecco il petto.
Bel lavoro.
Ah, grazie.
Incidete la pelle con un coltello e spalmateci sopra del sale.
In una padella spessa ben riscaldata,
senza olio, mettete il lato con la pelle sul fondo
e cuocete con attenzione a fiamma medio-bassa.
Ha davvero molto grasso
quindi il meglio sarebbe farla sgocciolare grigliandola sulla brace.
Ma se la cucinate in casa, il grasso verrà via pian piano.
Resterà nella padella dopo la cottura.
Continuate lentamente finché la pelle non assume un colore marrone dorato.
Dopo di che, giratela e cuocetela a vostra piacimento.
Questo è il sapore ricco delle carne d'anatra.
Con le ossa si può fare il brodo cuocendole a lungo a fiamma bassa.
Il fegato e il cuore si usano per fare un contorno piccante saltato
con mirin, salsa di soia, zenzero e peperoncino.
Le interiora si affettano per il sashimi.
È buono con un po' di salsa di soia allo zenzero.
Quando ho ucciso la mia prima anatra,
l'ho messa in un sacco e ho camminato per un po'.
Ricordo che mi sembrava più pesante di quanto avessi immaginato.
Si mangia!
Buono.
Le mattine ghiacciate.
7° piatto
Si può vedere del fumo bianco farsi strada per le vie di Komori.
Viene dal riscaldamento usato nelle serre di funghi shiitake.
Il fumo delle stufe.
O il fumo del carbone di lolla di riso.
Do fuoco allo strumento per fare il carbone
e creo una montagnetta con la lolla di riso.
Il carbone di lolla di riso è fatto con le bucce del riso.
Lo spargo nei campi e nelle risaie per arricchire il terreno.
È anche molto utile per la semina.
Ad esempio, pianto le carote in fila e ci spargo sopra della terra.
Poi verso il carbone di lolla di riso.
Serve ad evitare che il terreno si indurisca durante le piogge forti.
Mantiene anche l'umidità così non diventa troppo secco.
Le carote appartengono alla stessa famiglia del prezzemolo e preferiscono alti livelli di umidità.
Quando si tratta di carote i germogli sono molto importanti.
Bisogna farli crescere e diventare robusti.
Una volta che spuntano devono essere diradati.
Normalmente si aumenta la distanza tra radice e radice.
Ma la mamma la pensa diversamente.
Bisogna fare con calma quando si diradano.
Se non si lascia le carote competere un po' mentre crescono,
non saranno forti. Dopotutto…
Le carote fanno parte della stessa famiglia del prezzemolo, giusto?
Me l'hai detto un migliaio di volte.
Sono tornata.
Ottimo tempismo. Vai a raccogliermi delle carote.
- Cosa? - Non lamentarti.
Vai prima di toglierti le scarpe. Voglio farci lo stufato quindi prendi solo i maschi.
I maschi?
I maschi della carote hanno le radici spesse e dure
quindi credo sia normale partire da loro quando si dirada il raccolto.
Ma la mamma li lascia lì.
Sono molto saporiti e perfetti per gli stufati all'occidentale.
Anche se sembra plausibile,
quando ho visto i campi di carote pieni di erbacce
e trascurati, ho capito che era solo una scusa.
Le piante erano così aggrovigliate che era molto difficile tirarne su solo una.
È davvero pigra!
Non sono pigra. Ho lasciato le erbacce a competere al posto dei germogli che non sono cresciuti.
È un metodo di coltivazione che usa le erbacce.
Smettila di mentire, sei solo pigra.
Ma lo stufato e gli spinaci saltati erano buoni lo stesso.
Finché non ho provato a farle da me,
credevo di saper fare le verdure saltate di mia madre.
Durante l'anno raccolgo ogni tipo di verdura dai campi.
La mizuna croccante,
il cavolo cinese in inverno,
gli spinaci Malabar che crescono anche d'estate,
le rape tanto amate dagli insetti, e così via.
Quando è ora, raccolgo le verdure,
le lavo,
le taglio,
le salto
e le condisco.
Il metodo è lo stesso
eppure quelle di mia madre e le mie hanno consistenze diverse.
Anche le verdure raccolte tardi e troppo mature
ero buone quando le cucinava mia madre.
Ma quando le faccio io restano gommose.
Sono sicura che non le sbollentasse.
Non importa se ci aggiungo lo zenzero o no.
Non importa se ci aggiungo le cipolle o no.
Anche insaporendole con la salsa di soia
o il sale,
o mettendoci la carne.
È buono però…
Sono sempre gommose.
Un giorno, mentre sbucciavo il sedano, ho capito cos'era.
Quando ho sbucciato anche le verdure…
Ecco, funziona.
Sono perfette.
Ancora verdure saltate?
Perché non fai qualcosa di meno faticoso? Sei così testarda.
Buon appetito.
Lei si impegnava molto.
Forse ero io ad essere pigra e testarda.
Penso che andrò a raccogliere degli spinaci per la colazione.
Gli spinaci su cui ha gelato sono più dolci e buoni.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Ti lascio la bolletta. - Grazie mille.
Quelli della compagnia elettrica e del gas passano una volta al mese.
- Salve. - Buongiorno.
E qualche volta passa anche il postino.
Posta!
Arrivo!
Buongiorno.
- È freschino. - Sì, sta arrivando il freddo.
Ho sentito che nevicherà verso mezzogiorno.
Sono di nuovo tutte bollette?
C'è anche una lettera.
Alla prossima.
È arrivata una lettera di mia madre.
Mi chiedo se la mamma mi consideri davvero la sua famiglia.
Un segreto.
È assolutamente un segreto.
Okay, ti racconterò i dettagli quando avrai vent'anni.
È davvero ingiusto.
Trovavo davvero sorprendente che riuscissi ad occuparti di tutto da sola.
Invece stai solo scappando, vero?
Sono tornata a Komori perché non riesco ad affrontare i miei problemi.
Kikko.
Guarda.
Si sta gonfiando!
Si parte!
- Due, uno… - Okay, ecco la torta.
Queste omelette arrotolate sono ottime!
-- sottotitoli tradotti da chamoomilla --
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