All language subtitles for La bella di Roma

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Original subtitles

- Mario, questo vuole girare ! - Romoletto, non hai visto il segno ?

Io faccio il percorso stabilito, giro intorno al Colosseo e in via dei Fori.

Il capofila sono io, e tu devi venire dietro a me !

- Andiamo al Colle Oppio, dai. - Vi saluto ! - Dai, che sono 100 metri.

Oh, 100 metri ! Ma stiamo ai comodi del signorino ?

Prima dobbiamo accompagnarlo in palestra perch� fa pugilato,...

..poi dobbiamo andare al Colle Oppio perch� c'� la fidanzata che l'aspetta.

Mi sono stufato ! La paga mica me la dai tu !

Scusi, lei... non potrebbe litigare un po' pi� in l� ?

- Tu parli troppo. - ''E' suonato''. Il pugilato gli da' alla testa.

- ( Uomo ) Menalo. - Ma non vedi che fermi la circolazione ?

Te la do io la circolazione.

- Devi capire che qui comando io, capito ? - Questa � una provocazione.

- (Mario ) E tu hai troppa salute. - Lascia perdere, Mario.

- Ma che hai fatto ? Scappa, Mario. - E scappa. - E vattene, Mario.

- Scappa, stupido. E' un boxer. - Che categoria ? - Welter.

(VOCIARE INDISTINTO )

( Uomo ) Ah, vieni, vieni.

- Be' ? - Sta' buono. Sono anni che ci conosciamo e ci vogliamo bene.

- E' un bravo ragazzo, solo che ha il ''pallino'' della boxe. - Purtroppo...

- E' disoccupato... ''Io ho un mestiere in mano''. - Ah, e che fai ?

Faccio la cassiera, ho anche la cauzione vincolata.

Sono a ''spasso'' da 4 mesi perch� lui diceva che ce ne andavamo all'estero.

- E tu ci credi ? - E' vero, se lei sar� buono, noi partiamo domani.

E' stato scelto insieme ad altri due per ''difendere i colori dell'Italia''.

- E anche tu devi ''difendere i colori dell'Italia'' ? - Be'...

Allora vinciamo.

- Dottore, sono io che devo vincere. - Se crede che me ne importi...

Io alla carriera nella boxe non ci credo.

- Diventano tutti ''suonati'' e senza una lira. - Oh ! - Glielo dico io.

Per due che si vogliono sposare,...

..non � meglio aprire un chiosco di Coca-Cola o una trattoria romana ?

- Ah, certo, � pi� sicuro. - Finalmente una persona intelligente.

Questo � matto, � una disperazione, dottore.

- Per� ti piace lo stesso. - Sono scema... - Eh, sei una scema...

- Dunque dici che non ti sei accorto che era una guardia. - Non l'ho visto.

- Se no le sembra che andavo... - Non lei. - Credevo fosse un amico.

- Ah, e gli amici li tratti cos� ? - Eh, be', dottore...

- Mah... se non l'ha visto... - Non � vero, signor commissario.

Mi ha guardato bene e mi ha colpito indipendentemente dalla divisa.

- Ma che dici ? - E' cos�, signor commissario. - Sto' impunito... !

- Fermo, Mario, ti rovini ! - Portatelo dentro ! - Dottore !

Mario, fatti coraggio, ti aspetto.

Trovo un lavoro e ti porto un pacco ogni settimana.

- Guarda, ti avevo comprato queste per il viaggio. - Cosa sono ? - Sigarette.

Non ti avvilire, Mario ! Nannina tua ti vuole sempre bene.

Via, via.

- Grazie per le sigarette. Buonasera ! - Mario !

Grazie lo stesso, ''dotto'''.

- Che fai tu ? Lavora. - Principale, guardate un po' questa roba. - Eh ?

Agostino, ma cos'� questo movimento stamattina ?

- Ah, vanno al bar per quel posto di cassiera. - Ah, vanno al bar.

- Agostino, ma io l'ho preso il caff�, stamattina ? - Non lo so.

Non l'ho mica preso.

Va bene questa. Se mi cercano sono al bar, Agostino.

- No, no, una alla volta ! - Prego, prego, venga avanti.

- Ma sei pratica di pubblici locali ? - Buongiorno. - Un caff� ! - Subito.

- Oreste. - Eh. - Vieni che ti dico una cosa importante.

- Tonino, vieni qua. - Vai l�. - Non fare entrare nessuno. Che c'� ?

- Oreste, ce ne sono di carine, fuori. - Eh, fuori.

Una cassiera ''bona'' raddoppia la clientela. Hai speso per il rinnovo...

- Vallo a dire a mia cognata. - (Donna ) Oreste ! - S� ! - Guarda...

- Guarda che tipo. - Cavaliere, ''datemi una mano''...

Qui mi capita una ''racchia'' che fa gelare la macchina dell'espresso.

- Ci pensa Gracco ! (Donna ) Peccato, andava bene ma non ha la cauzione.

- Ma la cauzione non si usa pi�. - Qui si usa ancora. Vada pure.

Non ti far scappare questa occasione, che poi la cassiera col padrone...

- Ma che devo fare ? - La scelgo io. - Non mi rovinare la pace in famiglia.

- Tonino ? - Che c'� ? - Vieni qua.

- Buone, buone, cos'� questa ''caciara'' ? - Ci siamo stufate !

- Sembra che siamo in attesa di una consumazione. - S�...

- Sono ore che aspettiamo. - S�, buone, buone. Aspettate...

Oreste, vieni qui. Quale ti piace ?

Guarda un po'... Eh ?

Ma che fai ? Sembri un matto. Devi decidere.

Uffa, che caldo !

- Questa qui ? Guardala... - E' un po' eccessiva. - S� ?

- Questa coi bottoncini ? Ti piace ? - Be', se � brava... - La proviamo.

- Tu, fatti vedere. Sai fare la cassiera ? - Eh ! - Che fai tu ?

- Via ! - Ma chi le ha fatte entrare ? - Lui. - Io, signora Tina.

- Abbiamo trovato la cassiera perfetta. Eccola. - Permette ?

Ecco le mie referenze. C'� anche la ricevuta del deposito cauzionale.

- ''In gamba''. - Mi permette una osservazione ? La cassa qui sta male.

- Perch� ? - Ma la cassiera deve guardare il banco.

- S�, signora, ma deve anche essere guardata dalla strada, no ? - Certo.

- Io la sistemerei qui. - Ha ragione, se no la bella presenza a che serve ?

- Vogliamo provare ? - Adesso ? - C'� altro che la disturba, qui ?

Signora, le ho detto la mia opinione. Mi vuole provare alla cassa ?

Permesso.

- Un caff�, due panini e un cognac. - Nazionale ? - Francese.

- 420 ! - Caspita, � una ''cannonata''. Che aspettate ? Prendetela.

- Copri i panini, se no li mangiano le mosche. - Ah, � arrivata la padrona.

- Senti, bello, non so se ci resto, qui, ma lavoro di fiducia. - Brava !

Signora, scusi l'osservazione, ma quando lavoro ''ci metto il cuore''.

- Graziosa, si vede. - Allora mi prende ?

- Noi abbiamo bisogno di una cassiera, non di una padrona. Scartata. - Tina !

- Ma che scartata ?! - Tu hai qualcosa da dire sul locale ? - No.

- Meno male ! - Fatti rispettare ! - Che devo fare ?

(NANNINA PIANGE) Oh, bella, ma che fai, piangi ?

- Oddio, � svenuta ! Aiutami ! - Tina, questa si sente male !

Non � niente, portatela nel retro. Calma, non � niente !

- Porta il cognac ! - Cognac ! - Francese ? - Scemo !

- Piano, mettiamola qua. - Piano. - Leva questa roba !

Piano... Oh, questa � una falsa magra !

- Una falsa magra ? Ma che le � preso ? - E' fame !

Certi drammi queste disoccupate ! Queste cose Tina non le capisce.

- Non le capisce... - Vai a prendere il cognac. Vai ! - Cognac !

Cognac...

- Bella, non c'� pi� nessuno, su. - Non � niente...

- E' il caldo, mi sono sentita male. - S� ? E come ti chiami ?

- Nannina. - Nannina, con me � inutile che fai la commedia.

- Che ? - Ti ''do una mano'' io.

- C'� il principale. - Cognac. - Dammi il cognac. Falle aria. - Faccio aria.

Falle aria. Non la chiamare, falle aria.

- Signorina ? Signorina ? - Slacciala. - Signorina ?

- Oh, questa se non la assumi tu, la prendo io a bottega. - E' assunta.

- Come ?! - Ehm... No... S�, questa � assunta !

- E manda via tutte le altre. - Oreste... - Sta' zitta !

Adesso perch� una sviene la prendono subito.

Capiamo cos'� la disoccupazione, ma l'abbiamo gi� assunta.

- Con te poi ''facciamo i conti''. - Macch�, questa � brava.

Vedremo.

Grazie tante. Voi siete buono, io non so proprio come contraccambiarvi.

Troveremo... Io ho una bottega qui accanto. Siamo vicini.

- Cavaliere ! - Chi � ? - Cavaliere ! - Eh ? - C'� la signora col bambino.

- Ah, be'... La signora ?! Che signora ? - La signora.

Di chi la signora ?

- Ines, che c'� ? - Scusa, caro, ma devi firmare la pagella di Gigetto.

- E' bruttina... - Bruttina ? Perch� bruttina ? Gigetto, bruttina ?

Tre, quattro, cinque, sei... Va benissimo.

- Tieni, Gigetto. Vuoi una ''pasta'' ? Dammi una ''pasta''. - Vizialo, ora !

- Tieni. Ti piace il cannolo ? - Grazie, pap�. - Va' a scuola, va'.

Andiamo, va'. Non ti sporcare. Su.

- Che c'� ? - Dammi una mano. - La portiamo l� ? - Vai !

Vai piano, vai piano...

- Ecco, qua, qua. - Qui ci sta ? - S�, s�.

Luned�, marted�, mercoled�, gioved�, venerd�, sabato...

..e domenica che mangia ?

- Gli porto anche l'altro pollo, al mio Mario ! - Poverino...

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette...

(NANNINA FISCHIETTA)

- Nannina, buongiorno ! - Ah, ora pure sotto casa ?!

- Posso offrirti un passaggio ? - No, grazie tante. - Perch� ?

- Andiamo al lavoro insieme. - Scusi, ma prima devo portare questo pacco.

- E' una commissione per mia zia. - Ti accompagno io. - Un'altra volta.

- Ti offendi per un passaggio ? - No, ma voglio andare sola, va bene ?

Ah, bella ! ( SCHI OCCO DI UN BACI O )

- Ehi, ma che fai ? Come ti permetti ? - Perch� ?

- Ma come ? E' mia sorella ! - Mica lo sapevo, io ! - Vattene !

- Ma guarda che mascalzone ! - Avete un pensiero solo voi uomini.

- Dipende, c'� uomo e uomo. - Ah, s� ? Be', meno male.

- Vieni con me ? - Andiamo al bar, va', a lavorare.

- A lavorare ? E la commissione ? - La faccio dopo, tanto quello aspetta.

- Aspetta, manca un bottone. - Non fa niente, non si vede.

Voglio che tu ci vada in ordine, oggi, al cimitero a trovarla.

E' l'anniversario... e se da lass� ti vede, deve dire:...

..''Brava Tina, me lo tiene proprio come se ci fossi ancora io''.

- Grazie. - In fondo, te ne ho attaccati pi� io di lei di bottoni.

- Sei anni di matrimonio e cinque di vedovanza... - Eh, s�.

- Tu invece non hai capito niente. - Eh, come no... - No, niente.

Ho sofferto vicino a te tutti questi anni...

- La povera cara ha lasciato un vuoto insostituibile. - Insostituibile, s�.

Uniti nel dolore. Nel dolore, che cementa pi� che la felicit�.

- Io avrei preferito la felicit�. - Anch'io, ma se mi sposavo...

- Ma con chi ? - Si fa per dire. - Ah, si fa per dire.

- Invece mi sono dedicata a te. - Hai fatto male. - E' una missione.

- Fra il dolore e la felicit� ci poteva essere un'altra cosa. - Cosa ?

- La consolazione. - Ma per chi ? - Per noi due, rimasti qui... insieme.

- Eh ! - Per nostra disgrazia siamo ancora vivi, e tu invece...

Ho apprezzato. Mi hai fatto capire quanto ero felice con tua sorella.

S�, forse il carattere dei genovesi � un po' chiuso, ma quando parliamo...

No, questo � il bello del vostro carattere, tutto dentro !

Non se ne sa mai niente, mai !

- Ciao, io vado e torno. - S�, vai, vai...

Dille che se non vengo anch'io � perch� mi sacrifico.

Perch� in fondo qualcuno che badi agli affari ci vuole.

Lei era genovese, e queste cose le capisce benissimo.

Vai, dai.

I fiori !

Nannina, � meglio che scendi qui. Se ci vede Oreste, chiss� che pensa.

- Gi�, perch� se vi vede vostra moglie non vi... - Ma che c'entra ?

- Perch�, non mi sono comportato da persona perbene ? - Ci mancava altro !

Grazie di tutto, eh ?

- Al carcere giudiziario, presto ! - Al camposanto. - E' occupato.

- Nannina, che fai ? Dove vai ? - Niente, scendo.

Vieni, facciamo un po' di strada insieme, ti accompagno.

- A quale di questi due indirizzi andiamo ? - Dove dice il signore.

- Dove si va, Nannina ? - Lasciatemi a Ponte Sisto, per me va bene.

Ho una commissione urgente da fare.

Li porto alla mia povera moglie, oggi � l'anniversario.

Be', ognuno ''porta la sua croce''.

- Grazie tante, Sor Oreste. - Aspetta, scendo pure io, voglio bere una cosa.

- Veramente... - Posso offrire ? - Ma io ho da fare.

Ci vai dopo.

Mi sento languido... Aspetta, eh ?

- Oggi � un brutto giorno. Sono 5 anni che mi ha lasciato. - Poveretta.

Eh, s�. Era tanto buona, intelligente, lavoratrice.

Poi sono rimasto con mia cognata e non ne posso proprio pi�.

- Sembra una cos� brava donna. - Quella � noiosa, ''noiosa assai''.

- Be', un po' autoritaria. - E' scocciante !

- Cosa prendi ? - Un caff�. - Meglio un cognac. - Un cognac.

Due cognac. Francesi, eh ?

Quanto � bella Roma ! Io sono napoletano, eppure mi sento romano.

Nannina, romano come te.

Strano, oggi, proprio oggi ho la nostalgia di una vita... diversa.

Mi vergogno a dirlo, ma � cos�.

Che c'� da vergognarsi ? Siete ancora giovane.

Nannina, se potessi liberarmi di mia cognata, io diventerei un altro.

Oh, scusa.

- 500. Noi a quanto li mettiamo ? - 240. Farebbe 480.

Lo vedi ? Noi teniamo i prezzi troppo bassi. Cin cin.

- Alla vostra libert�. - Libert� ? Finch� ho quel gendarme vicino...

Sor Oreste, perch� non aprite un altro locale ? Voi i soldi li avete.

- Che me ne faccio di un altro locale ? - Vi liberate di Tina.

Nannina, tu non hai famiglia, non hai parenti, non hai nessuno ?

Sono orfana.

- Il fidanzato ce l'hai ? - Ce l'avevo, ora sono sola.

Avevamo trovato un posto per farci una trattoria.

Un locale ''fuori porta'' che si rileva con due soldi, ma � un affare d'oro.

Parola di Nannina.

- Questo locale lo dovevate aprire in societ�, tu e il tuo fidanzato ? - S�.

- E dov'� questo locale ? - Al Gianicolo. Vedeste quanto � bello !

Andiamo a vederlo, Nannina.

Iniziate a gustarvi l'aria. Bastano due boccate per sentire l'appetito.

- Ma la trattoria dov'� ? - Qua sotto.

- Eccola l�. Mi sembra bella e fatta. - Quella ? Ma � una casa abbandonata.

Guardate il posto in mezzo al verde.

- Ma di chi � ? Sei sicura che sia libero ? - E' delle monache. - Addio !

- Perch� ? - Ti pare che le monache danno permesso di fare una trattoria ?

L'anno scorso c'era una trattoria. Sta nella seriet� di chi fa l'affare.

- E' perch� ha chiuso ? - E' fallito, non ci sapeva fare. Venite gi�.

Si sistema questo spiazzo a giardino, con i tavoli sotto i ''berceau''.

Si d� una ripulita alla casetta...

Guardate che vista ! San Pietro di qua, tutta Roma da questa parte...

Eh, ma questo � proprio un belvedere !

- Che vi dicevo ? - Nannina, lo sai che la tua idea mi piace molto ?

(Nannina ) ''Chi non ha soldi, le idee buone le regala''.

Guarda il Campidoglio, il Colosseo...

Guarda, si vede anche il carcere giudiziario.

- A che pensi, Nannina ? - Niente. Penso ai carcerati, mi fanno pena.

Se oggi fossi ministro, darei l'amnistia a tutti quanti !

- Sor Oreste, vogliamo vedere il locale ? - Eh.

- L� sopra c'� l'alloggio ? - Certo, il bagno e tutto quanto.

# Come � bello fare il bagno... #

# ..con Nannina ! #

- Sor Oreste, '''sta musica'' non mi piace. - Ma io scherzavo. Nannina !

- Che c'� ? - Dammi la mano.

Nannina, io credo che quest'affare lo facciamo.

- Pensateci bene. - No, non ci voglio pensare.

Nannina, che belle idee che vengono quass�.

Sar� 'sto sole, sar� 'sta luce...

Nannina, io mi sento poeta. Parola, quasi quasi mi � venuto appetito.

Nannina, qui ci vuole proprio una trattoria per ordinare uno spuntino.

- Squisito. La pi� bella improvvisata della mia vita. - E' di mia sorella.

Un nostro parente di campagna ci manda delle provviste: uova, pollo...

- Gi� arrostito ? - E' rosticciere. Favorite.

Grazie, un ovetto lo prendo volentieri.

- E' pure tabaccaio ? - Rosticceria tabacchi. Sapete il paese com'�.

Nannina, io rifondo tutto, eh ?

- Nannina, che hai ? Oggi, ogni tanto, diventi triste. - Niente.

Penso che c'� anche qualcuno che oggi non mangia.

Come sei sensibile...

- Ti � piaciuto il film ? - Mah, sai, questi film pieni di miseria...

- No, bello, bello... - Ti � piaciuto ? - C'erano molte cose che...

- Non capisco niente. - Che vuoi capire tu ? - Buonanotte. - Ciao.

- Buonanotte, signorina. - Buonanotte.

# Come � bello fare il bagno con Nannina... #

- Ma come canti. - Eh, canto. - Proprio oggi ?! - Proprio oggi.

Ma beviti la tua camomilla e vattene a dormire che � meglio.

85 e 700, un po' meno del solito.

Grazie. Tina � stata per 3 ore alla cassa.

- Controllate. - No, mi fido. - Controllate, controllate.

E controllate !

Uno, due, tre, quattro, cinque,...

..sei, sette, otto, nove, dieci,...

..undici, dodici, tredici, quattordici, quindici, sedici,...

..diciassette, diciotto e dician...

- E' giusto ? - Eh ? S�, s�...

- Allora, questa trattoria ? - Vi siete gi� pentito ? - No !

- Per� ci vai tu. - No, io no. - Ah...

- Allora non se ne fa niente. - Ma io cosa c'entro ?

Tu me l'hai proposta e tu ci devi andare.

Be', se � per farvi piacere, ci vado.

Ma a una condizione.

Accettata prima che parli.

Voglio essere vostra socia.

- Socia con me ? - S�.

Voi avete la mia cauzione, no ? Mettetela nell'affare.

Io divento socia in proporzione. Facciamo un quinto, vi va bene ?

(Tina ) Oreste, va' a dormire, sbrigati !

Ma la licenza la ''metto a nome tuo'', se no quella...

Ah, s� ? Be', come volete voi, se vi fa comodo...

Poi ci metti anche il lavoro... Non � giusto un quinto... Met� e met�, eh ?

Va be', come volete voi, 50 e 50.

50 e 50... Anche l'affitto ''lo metto a nome tuo'', eh ?

- Come volete. - Grazie.

(TINA PIANGE)

(piangendo ) Porco !

Tu vattene via subito, sai ? Sei licenziata, brutta...

S�, licenziata da te e riassunta da me.

Come moglie !

Sissignore, me la sposo !

E tu devi rispettarla, capito ? Ri-spet-tarla !

(VERSO DI SOLLIEVO ) Nannina, Nannina, dove vai ? Nannina !

Nannina ! E cos� anche il fidanzamento � fatto.

Ma tra noi si era parlato solo di formare una societ�.

Nannina, io voglio fare una societ� perfetta.

Non sta bene mischiare il sentimento con gli affari.

Nannina, io sono fatto cos�, o tutto o niente.

Sor Oreste, ''la notte porta consiglio, dormiteci sopra''. Rifletteteci.

Chiamami Oreste, dammi del tu.

- Mi ci devo abituare. E' tardi, me ne devo andare. - Nannina !

Nannina, ricordati, eh ? O tutto o niente.

Va bene, buonasera.

(MARI O FISCHIETTA)

(NANNINA CANTI CCHIA) # Quando � sera... #

Michele, se ti comporti bene, qui mangi la trippa tutti i giorni.

- Due, quattro, sei... - Nannina ! - Oh !

- Sei scappato ? - No... E' arrivata l'amnistia.

E ora arriva pure questo. Non ti vergogni, mentre io ''sto dentro'' ?

- Che ho fatto ? - Sono stato a casa tua. - Emb� ? - Ti sposi un vecchio.

Mario, e tu ci hai creduto ? Ma ti pare che io... ?

Sono rimasta sola e mi dovevo arrangiare in qualche modo...

- E hai trovato il protettore. - Mario, l'ho fatto per tutti e due.

- Credevo che saresti stato ''dentro'' per un pezzo. - E invece sono uscito !

Mario, te lo giuro, non ho fatto niente di male. Tu sei il mio uomo.

E allora devi decidere: o questa roba o me. Capito ?

Vado.

E stammi bene a sentire. Se non mi segui, tu non mi vedi pi� !

Ciao !

- Mario ! - Che vuoi ? - Vengo con te.

E la roba ? La trattoria, no ?

- Mi hai detto di scegliere ! - E tu l'abbandoni cos� ?

Come si vede che non ti � costata fatica !

Oh, insomma, tu che vuoi ?

Nannina, bellezza mia !

Sor Gracco, come mai qua ? Non � domenica, oggi ?

Non sei contenta che pure la domenica vengo a lavorare per gli amici ?

- Ma che fai ? - Mi sono preparata un poco di colazione.

Un poco di... ''Ammazza'', quattro uova ?

E non siamo in due ?

- In due chi ? - E ma non vi sentite bene, eh ! Io e voi !

E chi altri, se no ?

Ma come sapevi che venivo qui ? Oggi � domenica.

- Me l'avete detto voi, no ? - Io te l'ho detto adesso.

Ma che adesso ? Ieri sera ! Ma come, non ve lo ricordate ?

Ieri sera mi avete detto: ''Domani che � domenica, vengo e finisco le tende''.

No.

Va be'... Io vi preparo la colazione e voi mi fate un interrogatorio !

Insomma, le volete o non le volete ?

Ma come non le voglio ? Le voglio s�.

Uffa ! E allora avanti. Ecco il pane.

Nannina, ma come, ieri sera io ti ho detto che venivo stamattina ?

- E io non me lo ricordo ? - Eh... - E invece tu ?

- Io s�. - E che vuole dire, Nannina ?

No, dico, Nannina, che vuol dire ? Ma che vuol dire ?

- Mangiate ! - Mangio s�. A guardarti mi � venuto appetito.

(RUMORE METALLI CO )

- Chi � ? - Niente, il giardiniere delle monache.

Anzi, devo dirgli una cosa per il giardino.

- Chi � quello ? - Il tappezziere, l'amico del principale.

- E si mangia le mie uova ? - Ssh ! Tu stai qui di contrabbando, eh !

- S�, ma stasera finisce, perch� io vinco. - Certo.

- Ho il mio terzo incontro. - S�. - Vieni. - S�. - Ti faccio l'anello !

- Ciao. - Ciao. Non di qua, di l�.

- E pensa a menare forte. - S�.

Eppure io non gliel'ho detto.

State buono !

E lasciatemi stare. Mangiate !

E su, e via ! State buono, lasciatemi ! Uffa !

E no, eh ! Non mi dovete fare questi scherzi !

- Buon appetito ! - Chi � ? - Oreste. Gliel'avete detto voi ?

- Io gliel'ho detto ?! - Oddio ! - Nannina, ma...

- Disturbo ? - Come stai, caro ? - Sono di troppo ? - Ma che scherzi ?

State inaugurando la trattoria, eh ?

Mi ha chiesto due uova. Le vuoi anche tu ? Te le faccio, sono fresche, sai ?

Non ho fatto neanche colazione per farti questa sorpresa !

- Che sorpresa ? - Che sorpresa... ?

- Le tende, no ? - Guarda quanto sono belle. -Tu ''fai festa'' oggi ?

Macch� ? Sono pronta per uscire. Mi cambio e vengo subito.

Mica stampate, eh ? Tutte a mano.

Quando devi venire alla trattoria, per favore, avvertimi.

Oh, ma che hai ? Sono venuto per lavorare io ! Sono un amico !

Sembra che a portare le tende... Vuoi una sigaretta ?

- Nannina ! - Sono pronta, eccomi qui.

- Quando avete messo a posto le tende, chiudete bene la porta. - S�.

- Arrivederci. - Addio, Nannina. Addio, Oreste.

Io non gliel'ho detto, Oreste lo sapeva... lei mi aspettava...

Mi ama.

Oh, mi ama.

# Andiamo a metterci l�, Nannina, Nannina... #

Eppure io ieri sera non glielo avevo detto.

L'avr� saputo, gli piaccio, ''gli vado a genio''.

Eh, Oreste mio... E' il destino, che vuoi farci ?

- Cos'� il destino ? - Cos'� il destino ?

Penso al destino di quei poveracci che si fanno la barba la mattina.

La barba si fa la sera. Senti, per curiosit�, senti.

- Mm... bello... - Senti ? Eh ?

- Sembro una foca, no ? - Devi andare fuori ? - S�, un cliente, una visita.

- Pure di domenica devi lavorare... - Capito ? Anche di domenica.

Lavoro io, lavori tu... Lavori tu ? Ma cosa fai ?

- Pitturo. - Pitturi ? Che cosa ? - Il mobiletto del bambino.

- Cos� si ''rispermia''. - Ecco, brava, ''rispermia''.

''Rispermia'', cara. Tutto per questa famiglia !

# Andiamo a metterci l�... #

( TV) ..a Dickinson. Da Dickinson ancora a Lo...

- Desidera ? - Eh ? Un'orzata. - 80.

- Luigi, oggi pensi tu alla cassa. - Va bene. - Oreste lo sa gi�.

- Io me ne vado. Tanto oggi � domenica. - Divertiti, eh ?

Sai che rogna, � la festa di mia zia. Che bella bambina. Come ti chiami ?

- Miria. - Che bella bambina. - Miria, che bel nome ! - La prima comunione.

- La prima comunione ha fatto ? Dove vai ? - Ho da fare.

- Cavaliere, un caff� ? - Un cognac.

- Tre birre e una granatina. - Va bene.

No, tu devi spiegarmi l'intuizione di stamattina.

Solo l'amore fa indovinare. Tu mi volevi.

Va be', ne parliamo domani. Ho un appuntamento urgente.

Con me ce l'hai l'appuntamento. E' l'appuntamento del destino.

Voi state scherzando. Ma vi pare il posto per parlare di certe cose ?

Perch� ?

Fatemi una cortesia, accompagnatemi in auto ma non fatemi questi discorsi.

( TV) Siamo a fine partita, i nostri attaccano alla ricerca della vittoria.

- Luigi, bada tu al locale, io ho da fare. - Va bene.

- Signor Gracco, voi sognate. - Ah, io sogno ?

- Allora sai cosa ti dico, Nannina ? Io subentro. - Che ?

Subentro nella trattoria. Che poi � anche un buon affare.

- Questo s�. - Faccio un albergo. - Il povero Oreste, il vostro amico ?

Facciamo all'inglese, da gentiluomini, glielo diciamo.

Adesso per favore, fermatevi, io sono arrivata.

- Ma mi lasci cos� ? Dove vai ? - C'� Oreste che mi aspetta qui dietro.

- Ah, c'� Oreste ? - Mm-mm. - Nannina, perch� non glielo dici ?

- Io ? - S�. Diglielo. Tu glielo dici e io subentro.

Nannina, subentro. Subentro, Nannina.

- Ci penser�. - Tu glielo dici...

( URLA DI ENTUSIASMO DELLA GENTE)

- Oh, be' ?! - Sono io, Nannina.

- Nannina, mi vergogno di quello che ho fatto. - Che avete fatto ?

Ti sono venuto appresso. La gelosia � una brutta malattia.

Ti ho visto partire con Gracco e non ho ragionato pi�.

- Avevo fretta e gli ho chiesto un passaggio. - Perch� mi hai mentito ?

- Usciamo cos� vi spiego. - Perch�, sono sportivo, la boxe mi piace.

Mi pareva brutto che a una ragazza come me piacciono questi spettacoli.

- Andiamo via. - Ma no, che male c'� ? Ti piace.

- E' che c'� mio cugino. - Quello ? - S�, siamo cresciuti insieme.

( URLA DI ENTUSIASMO DELLA GENTE)

- Forza ! Come si chiama ? - Mario. - Forza, Mario !

- ( con imbarazzo ) C'� la fidanzata... - Ah, s� ? E dov'� ? - Eccola l�.

Simpatica.

Per� tu sei pi� bella.

Attenzione, siamo giunti all'incontro ''principe'' della serata.

Sono di fronte sul quadrato i pesi medio massimi Alex Dubeau...

(FISCHI DI DISAPPROVAZI ONE DEL PUBBLI CO )

Combatter� contro Mario Rossi.

( URLA DI ENTUSIASMO DELLA GENTE)

Adesso mettici la forza, se no non si vede una lira.

Questa volta vince. Ci siamo qui noi a tifare per lui.

Tifiamo, Nannina. ( SUONO DEL GONG )

Boxe.

( Uomo ) Dai, Mario, sei tutti noi !

''Ha scuola''... Atleta completo, mi piace.

Forza, Italia !

( URLA DI INCITAMENTO )

L'hai gi� rotto, ammazzalo !

( URLA DI INCITAMENTO )

E dai ! Dai !

(FISCHI DEL PUBBLI CO )

Francese, e fatti menare !

(FISCHI DEL PUBBLI CO )

''Break'' !

(MORMORI O DEL PUBBLI CO )

Tiragli un destro, ''morbidone'' !

( Uomo ) Menalo !

( SUONO DEL GONG )

(IL PUBBLI CO RIDE)

( Uomo ) E' finito, dai.

Coraggio, Nannina. E' andata bene, tuo cugino vince.

Siete un brav'uomo, Oreste. A volte penso che sono fatta per voi.

Ma che dici, Nannina ? E perch� mi dai del voi ? Siamo o no fidanzati ?

S�, s�, certo. Eh !

Vai forte ! Vai forte !

Ciao, Nannina ! Stai tranquilla, il francese fa la fine del vigile.

Oh !

- Signorina, signorina. Ma ce l'ha con me ? - No.

Anche a me � dispiaciuto, gli ho portato anche 6 chili di arance.

Ma chi � ?

- E' il fruttivendolo. - ( Uomo ) Seduto. - (Donna ) Seduto.

- Se ne vada al suo posto non vede che d� fastidio ? - Andate via, no ?

Oh, ma qui sono tutti ''suonati'' !

E dai ! Svegliati ! Fagli vedere che uomo sei !

Mario, dai che vinci !

- ( Arbitro ) Uno, due, tre... - Oddio ! Oddio... - Quattro...

- Oddio, oddio... - Cinque... - Oddio... - Sei... - Oddio...

- Sette... - Oddio... - Otto... - Oddio... - Nove, dieci ! ''Out'' !

(FISCHI E APPLAUSI DEL PUBBLI CO )

Coraggio, Nannina, era il migliore.

Ah, ''suonato'', hai perso !

(RISATE DEL PUBBLI CO )

- Ha finito con la boxe. - Poverello, mi � simpatico.

- Lo prendiamo come cameriere, eh ? - Aspettate un momento.

Dai un'altra guardata a quella !

- Mario, proprio stasera che dovevi vincere. - Avevo vinto e tu mi chiami.

- Per farti coraggio. - E lasciami perdere. - Mario !

Ma te ne vai ? Non vedi che sono iellato ?

(MORMORI O DEL PUBBLI CO )

- Sono un parente. - (Mario ) No, io menavo, ma sembrava un grillo.

- (Mario ) Non si faceva prendere mai. - Mario, adesso non posso stare qua.

- Fra un'ora ci vediamo alla trattoria. - Eh ! - Mario.

S�, ora vengo a prendermi anche il premio di consolazione. Ma levati.

- Bella soddisfazione, dopo quello che ho fatto per te. - Ma che hai fatto ?

Quanto sei disgraziato. E me lo domandi pure ?

Ma cosa credi, che non ho capito chi era quel vecchio che stava con te ?

(Mario ) Anche qui me lo dovevi portare ? Ma cosa aspetti a sposarlo ?

(piangendo ) Mario, non l'ho portato io, mi � venuto dietro.

Nannina, io non posso darti nessuna trattoria, � meglio che mi scordi.

Addio, Nannina !

- Non dovete credere che... - Lascia stare, Nannina.

Non ce l'ho con te, � colpa mia.

Fra te e lui fate i miei anni.

Non importa... sciogliamo la societ� e amici come prima.

- Ma guarda che ti sbagli. - Mi sono sbagliato, s�.

Ero geloso di un tappezziere, invece... Meglio, � giovane come te.

Allora la sciogliamo... tutta la societ� ?

Io te l'ho detto fin dall'inizio, col ''cuore in mano'', ti ricordi ?

O tutto o niente. E perci�, quello che � stato � stato.

- Non ne parliamo pi�. - E li rivolete i vostri soldi ?

Be', Nannina...

- Se ti fa piacere, devo dirti... - Ah, ma sei ancora qui !

S�, sono qua. Devo dirti che stasera ho perso tutto, anche la trattoria.

Meno male, mi dispiaceva di essere il solo a rimetterci.

- E se mi va tutto male � colpa tua. - Mi fa piacere !

E torna in galera, � quello il tuo posto.

Michele, mi sa che qui la trippa non la mangi pi�.

- E la cassiera ? - Eh...

- ( con tono triste ) Desidera ? - Il solito, no ?

- Oh, Oreste. - Eh. - Ma ti metti il rossetto ? - No...

- Fammi vedere. - No, non... - Fai vedere ! - Sta' buono, Gracco.

Ma ti metti il rossetto ? Ma come, hai...

- Signora Tina, si mette il rossetto. - E' un caro ricordo. - S� ?

Ma fatevi i fatti vostri !

Ricordo di chi ? ( SQUILLI DEL TELEFONO )

Pronto ?

Pronto !

- Un altro ''becco''. - Ti prego di non fare insinuazioni ! - Cos'� successo ?

- Ho ''rotto''. - Ha ''rotto''. - Hai ''rotto'' ? Con Nannina ?

- S�, lui, con Nannina. - Ho ''rotto'', che c'� di strano ?

Ah, quanto mi dispiace, stavate cos� bene insieme. Com'� successo ?

Cos�...

Gracco, vuoi sapere la verit� ?

- Mi sono accorto che ero anziano,... - E lei ? - ..non volevo sacrificarla.

- Come l'ha presa lei ? - Eh ! Disperata, ma si rassegner�.

Anche lui si rassegner�. Vero, Oreste ? Prendi.

Bevi la camomilla e va' a dormire che c'� Tina che pensa a tutto.

No ! Io questa camomilla non la bevo !

- Domani mi trovo una cassiera come dico io ! - Come dico io !

( SQUILLI DEL TELEFONO ) - Pronto ? - Vedremo ! - Gracco ?

Sono Nannina, ma non fate capire che sono io.

- C'� Oreste ? - S�, ma io sono Gracco. - Sissignore, la scelgo io !

- Secca e sui 40 ! - Pronto, non capisco. - 20, 40, 18, come mi piace.

- Ma che dici ? - Dico che sento la voce di Oreste.

- Perch� grida tanto ? - E me lo domandi ? Litiga con Tina, no ?

- Pensa alla salute che hai l'acido urico. - Io faccio quello che voglio.

Gracco, stasera mi � successa una disgrazia, mi date una mano ?

E' molto arrabbiato Oreste ? Ah...

- Vi ha detto quello che � successo stasera ? - S� che me l'ha detto.

Be', non fa niente... gli volevo parlare.

- Gli volevo parlare ma non fa niente. - Aspetta. Aspetta, dove vai ?

Se no cosa l'hai lasciato a fare ?

Eh, gi�... Se no cosa l'ho lasciato a fare ?

Ma lui cosa vi ha detto esattamente ?

Che ti ha lasciato per la differenza di et�, ma si capiva che non era vero.

Povero Oreste, non sa dire nemmeno le bugie.

No, lui racconta bene, solo che io non sono nato ieri.

- E poi eravamo d'accordo, no ? - Gi�, eravamo d'accordo.

- Gli uomini si rimangiano presto le promesse. - Io non rimangio niente.

Ti ho detto che subentro e subentro.

- Ma dove sei ? - Alla trattoria.

Ci dobbiamo vedere, subito. Rilevo tutto io.

- Una China Martini. - Ril... Rilevo tutta la partita di divani e poltrone.

Hai capito, Na... Narciso ? Guarda che al cambio ci guadagni, lo dice Gracco.

(RUMORE DI VETRI INFRANTI ) Quelle le paghi tu !

- Sono cadute, non l'ho fatto apposta. - Pronto ? Ma perch� non rispondi ?

Sospiro... Sospiro cos�.

Gracco, Gracco, io ho bisogno solo di un po' di affetto.

Allora ci vediamo. Ciao, ciao, ciao.

Affari notturni, eh ?

Michele, meno male che i maschi sono stupidi,...

..se no come farebbe a campare una povera ragazza come me ?

Pronto, Ines ? Ciao.

Che facevi, dormivi ?

Senti, � successa una cosa. Sono qui da Oreste.

Ho telefonato a mio fratello a Viterbo, per quell'affare...

Come quale affare ? Un affare.

Ah, non lo sapevi ? S�.

Solo che � successa una disgrazia.

No, � la moglie, sta male. Molto male, � grave.

Io devo correre l�. Ecco, brava, lo capisci da te.

Senti, forse rimango l� stanotte. S�. Speriamo...

Ciao... Chi ? Gigetto ? Be' ?

L'ho mandato dalla zia, dorme l�, domani � la festa di Gastone,...

..e lo zio li porta presto al Lago di Nemi, ma Rosa non mi ha telefonato.

Sono preoccupata perch� non so se � arrivato.

Ma lo sai che non hanno il telefono !

Ma che stupida, telefoni ad un appartamento vicino e lo fai chiamare.

Ma ti perdi in un bicchiere d'acqua ? S�, ciao. Be', speriamo... Ciao.

- Luigi. - Dica. - Una bottiglia di cognac. - Questa ? - Quella piatta.

Dai qua.

- Questa � per la moribonda ? - S�, � per la moribonda.

- Buon divertimento. - Stammi bene, eh ?

- Buonasera, Cavaliere. - Addio, caro.

- (Ines ) Gracco ! Gracco ! - Cosa vuoi ? - Gigetto non � dalla zia.

- Come non c'� ? - No, non c'� andato. - E come lo sai ? - Ho telefonato.

Adesso scendo, bisogna andare a cercarlo.

Mannaggia !

- Cosa � successo, signor Gracco ? - Che ne so ? Non si sta mai in pace.

Mio figlio si perde, mia cognata sta male. Tutte a me devono capitare !

- Dai, sali. Fai presto, andiamo. - Ma dove andiamo ? - Non lo so, giriamo !

- Guarda che incosciente. Tuo figlio lo devi tenere a casa ! - Ah, s� ?

Chi lo manda a giocare a pallone ? Chi gli ha detto di diventare calciatore ?

Mannaggia, stai zitta ! Tutte a me devono capitare stasera.

- Invece di litigare andate a cercarlo. - Dove ? Me lo dici, dove ?

Ma Gigetto � andato col mio Marco, sono andati a giocare al Pigneto.

- Ma Marco � tornato ? - E' da molto che � tornato.

- Non piangere, andiamo al Pigneto. - Signora, non pianga. - Piange, lei.

Al Pigneto.

- Vedr� che lo ritrova. - Non se la prenda, i ragazzi fanno sempre cos�.

- ( Agostino ) L'avete trovato, principale ? - No. - Come no ?

(Donna ) Signora !

(INES PIANGE)

( Gracco ) Gigetto !

- Gigetto ! - C'� una persona al telefono. - Gigetto... Dove vado ?

Al telefono.

- Scrivete questo numero. - Cosa c'� ? - 856593. Grazie.

- Chi �, Oreste ? - Ha detto di chiamare l'obitorio. - L'obitorio no.

E' meglio, cos� si rende conto che non � successo niente e si tranquillizza.

- Se mandi in giro mio figlio ti spezzo le corna. - Stai zitto.

- Io parlo, e devi segnarti quello che ti dico. - Inizia a rispettarmi...

State zitti !

S�, come un bamb... S�, c'� il padre qui.

Chi �, Oreste ? Chi � ?

S�, sono il padre. S�, Gigetto si chiama.

S�... 8 anni.

No... No, non l'ha mai fatto il bagno nel Tevere. No, non l'ha mai fatto.

S�.

- Celesti ? S�, gli occhi... Oddio... oddio ! - Coraggio.

- Ti accompagno, Gracco. - Portate a casa mia moglie e non ditele niente.

Vedr� che non � lui.

(RUMORE DEL MOTORINO DI AVVIAMENTO )

- Non parte. - Prendete la moto, fate prima. Bruno, la moto al Cavaliere.

- La moto ? - Eh !

Madonna mia...

( Gracco ) ( S�, lo so, sono un peccatore, ma salvami Gigetto.)

(Io voglio bene a mio figlio. Tu puoi tutto, Madonnina mia.)

( Se mi ridai Gigetto io faccio questo voto.)

(Non andr� da Nannina, non tradir� mai pi� mia moglie.)

Mai pi� !

- Dica, lei, dove va ? - All'obitorio. - Come si chiama ?

- Marcelli Gracco. - Aspettate un attimo. - Guardi che ho un bambino...

La sua signora mi ha telefonato e ha detto che il bambino � a casa.

Lei pu� stare tranquillo.

- Ha telefonato mia moglie ? - S�. - E' a casa ? - S�. - Grazie !

- Grazie ! - Prego. - Il mio maschio !

- Dov'� il mio maschio ? - Eccolo. - Dov'� ? - L'hanno trovato.

- 'Sto maschiaccio. - Alla fiera di San Giovanni. Due agenti.

- L'hanno trovato che dormiva sotto l'altalena. - Ah, maschiaccio mio...

- Grazie tanto. - Era sulla giostra, pensava che gliel'aveva regalata.

- Ora lasciatelo dormire. - Auguri. - (insieme ) Auguri. - Grazie a tutti.

- Coraggio. - Abbiate pazienza. Cosa volete farci ? Vedi il tuo compagno ?

Sono stato sul cavallo della giostra, c'era la 1100 col coso che girava...

- Che girava ? - Ho girato tanto... - Tutta Roma a me hai fatto girare.

- Poi mi � venuto sonno. - S� ? - Pap�, la 1100 era vera. - S� ?

Brutto puzzone... Hai sonno ? Mettiti gi�. Dormi.

Dormi. Eccolo, � gi� crollato, vedi ? Gi� dorme.

E' bello avere i figli, eh ? Per� ''ammazza''...

( Gracco ) Ines.

- Ines. - Dimmi.

Ma come, dimmi ? Che � successo, che hai fatto ? Che vuol dire ?

- Ho fatto un voto. - Apposta, dico... ma...

- Pure tu ? - Perch�, anche tu ? - Come ho fatto un voto, io ?

- Cos'ho fatto, io ? No, perch� ? Tu hai fatto il voto ? - S�.

- Per Gigetto ? - S�. - E hai diviso i letti ? - S�.

Ho detto alla Madonna che se era salvo, avremmo fatto un sacrificio.

- Per molto tempo ? - Per sei mesi. Ti dispiace ?

- E' un sacrificio per voi uomini, lo so. - Ma no, non � quello...

E' che... eh...

Dimmi, ma questi voti che si fanno, bisogna per forza rispettarli ?

- Eh, sarebbe un sacrilegio. - Un sacrilegio...

E non si possono cambiare ?

Sei una bestia, sei ! Ma sono tanto contenta di averti sposato.

- Per carit�. - Per� devi capire che un voto non si cambia. Eh, no.

Un volta fatto dici alla Madonna...

''Madonna, se mi ridai Gigetto io faccio questo voto.''

Vedi che lo sai. Lei ti rid� il figlio e non puoi rimangiarti la parola data.

- Devi pagare. - Va bene, pago, pago.

Pago, io pago.

Perch�, se non pagassi ?

Ti ringrazio che dopo tanti anni mi vuoi ancora cos� bene.

Ma, Gracco, pensa a Gigetto.

Se noi riprendiamo la nostra parola, la Madonna si pu� riprendere la sua.

E se Gigetto domani... Non so... andasse sotto a un camion ?

Stai zitta ! Perch� deve andare sotto al camion ? Non ci va sotto al camion.

Tu lo tieni a casa, non lo fai uscire e vedrai che non va sotto al camion.

E se succedesse ? Non potremo mica vivere con un rimorso simile !

Basta, l'hai fatto il voto ! Quel che � fatto � fatto. ''Non farla lunga''.

Gracco ? Gracco.

Dispiace anche a me, sai ?

Ma lo capisci da te, quando uno � in pericolo...

Quando uno sta male...

- Gracco ! - Mm ? - E Viterbo ? - Che � ?

- Viterbo, no ? - Che � Viterbo ? - Che fai, dormi ? Non mi rispondi ?

Ma che devo rispondere ? Frascati, Rieti, Ancona ? Ma cosa vuoi ?

Ma come, tua cognata sta male e non ci vai ?

(RUMORE DEI TUONI )

- Sta male ? - Eh !

Non so...

- Non ci vado pi�. - Ma quelli ti aspettano, Gracco, te lo dico io !

Le brutte figure non mi piacciono, hai promesso a tuo fratello di andare.

- Ma non ci posso andare ! Non ci posso andare ! - Ma perch� ?

- Ma perch� tu non sai niente. Vai a dormire, � tardi. - Guarda che tipo.

E invece ti alzi subito e ci vai ! Poi credono che non ti ho mandato io.

Su, avanti, ''mammola''.

- Ma dove dormo ? - Dormi l�, no ? - Ma come... Vado ? - Eh !

- Non senti che piove fuori ? Piove, dove vado ? - Ma non vai mica a piedi.

- Guarda che io ci vado. - Ma certo che ci vai, ci devi andare.

- Ines, sei tu che mi ci mandi. - S�, ti mando io, ti mando io.

- Guarda che vado, e non dire perch� sono andato. - Va bene, sbrigati !

- Ora ti porto l'impermeabile. - ( Gracco ) Io non ci volevo andare !

Agostino ! Apri !

Agostino !

Apri !

- Ma sei sordo ? - Eh, dormivo.

- Avete litigato con vostra moglie, eh ? - S�. Ridi ! Ride ! - Chi ride ?

Per� mica � colpa sua se Gigetto � scappato.

- Che Gigetto, stai zitto, � un'altra cosa. - Ho capito, poveretta...

- Ma che poveretta ! Anche tu ? Poveretta, che gli ho fatto ? - Tante.

- Mettetevi nel mio letto. - Nel tuo letto dormi tu. - Domani ci parlo io.

- Ma che parli ? Parla lui, parla. - E fatevi un esame di coscienza.

- Stai zitto, Agostino, zitto che sono nervoso. - Non � nervoso, principale.

- No ? E cos'� ? - Sono i rimorsi. - Vattene a dormire che io dormo qui.

- Metti in giro tutti questi damaschi tu. - Sono finti. - Finti per me.

Spegni la luce.

Ma cos'ho fatto, cos'ho fatto per meritarmi questo castigo ?

- Agostino. - Eh. - Tu sei un uomo religioso. - Eh...

Tu sei pratico di santi, della religione, di queste cose ?

- Cerco di essere un buon cristiano. - Ecco, bravo. Allora mi puoi salvare.

- Agostino... tu amasti ? - Eh ?!

Tu amasti ? Un tempo, in giovent�. L'amore l'hai fatto ?

Be'... ho conosciuto la tentazione.

- Ma ho lottato, resistito e ho vinto. - Sempre ? - Sempre !

- Anche io lotto, resisto... - Ma non vincete.

Cosa ci posso fare se piaccio alle donne ? Io...

- Oh ! - Eh ? - Sto parlando con te. - Ho capito.

Hai capito ? Io piaccio. Vieni qui, Agostino.

Vieni qui, mettiti a sedere. Mettiti gi�.

Agostino, devi sapere che io con Nannina... S�, la cassiera del bar.

- Pure quella ? - S�, pure quella. - Voi e Nannina ?

- Va bene, io e Nannina... - Tutte, allora. - Va be', tutte...

- Poveri noi... - Dunque, io... - Ma Nannina � un diavolo tentatore.

- Va be', questo diavolo di Nannina... - E allora ? - Allora, con questa...

- Che avete fatto ? - Niente ! Non ho fatto niente.

Stammi a sentire, ti racconto tutto.

(RUMORE DEI TUONI )

- Bel voto. - Bello. - Veramente bello. - Bello.

Vostra moglie pu� camminare a fronte alta, voi tornate sulla retta via,...

..e Gigetto, grazie al cielo � salvo.

Agostino bisogna che tu mi parli come un fratello, mica come un prete.

- Oramai fra te e il peccato c'� una barriera di fuoco. - Ma mi dai del tu ?

S�, perch� in questo momento io sono come tuo padre,...

..e tu che sei sempre stato uno sciagurato peccatore...

Oh, io ti ''caccio'' !

Tu sei il mio lavorante e ti pago per fare il guardiano, non per insultarmi.

- Dove vai ? - A dormire !

- Io il voto bisogna che lo cambio. - E fate come vi pare !

Principale, i ragazzini corrono mille pericoli, attraversano le strade,...

..vanno a fare il bagno al Tevere, giocano con le pistole...

Oggi per salvare un figlio bisogna essere un padre esemplare !

Ah, basta, basta ! L'ho fatto il voto, no ?

- Quella domani mi viene a cercare, io cosa le dico ? - Abbiate fede.

- Oramai fra voi e lei c'� la Muraglia Cinese. - Macch�, dov'� la Muraglia ?

C'� ! Dopotutto anche Nannina � una buona cristiana.

- Per essere buona � buona... - Allora adesso andate e glielo dite.

- Vado ? - Lei si sentir� come un oggetto consacrato.

- E vi aiuter� lei a non peccare pi�. - Vado ! Grazie. - Non ora, � notte.

- Ma come ? Mi sta aspettando, soffre. Bisogna che io vada. - E glielo dite ?

Nannina, apri ! Nannina !

Nannina !

Apri !

Nannina, sono Gracco !

Nannina ! Sono Gracco...

Aiuto !

( GRACCO TOSSISCE)

Ah ! Oh, Dio, cos'� ?!

- Nannina... - Gracco ! Pensavo che non venissi pi�.

- Perch� mi butti l'acqua addosso ? - Piove. - Ma hanno rifatto il tetto.

- No, � il cappello. - Il cappello ? Oddio che spavento che ho avuto.

Mi ero messa a letto perch� si era fatto tardi.

Gi� ti ho preparato un ''folletto'' perch� pensavo che non avevi cenato.

- Vai gi�, ora mi vesto. - No, no, stai l�. - Qui ?

- E' venuto appetito anche a me perch� non ho cenato. - Ceni dopo.

Dopo... ? Gracco, ma tu per chi mi hai presa ?

Come... per chi ti ho presa ?

- Vai gi�, sii buono. Vai gi�, scendi. Scendi. - Vado gi�.

- Nannina, non vestirti. Non importa, non serve. - Perch� ? - Perch� s�.

- Come perch� s� ? - Parliamoci chiaro. Io sono un mascalzone...

- Non so... - Lo so io, sono un mascalzone.

Invece mi sono accorto che tu sei una ragazza onesta.

- Non sei una ragazza onesta ? - S�, s�... mi sembra.

- Perci�, Nannina, fai pace con Oreste. - Ma, Gracco...

Fai pace con Oreste, � vedovo, ti pu� sposare... Io sono un mascalzone.

Quando un mascalzone ''mette gli occhi addosso'' a una ragazza come te...

- Ma, Gracco... - Nannina, fai pace con Oreste, metto io una buona parola.

Io non ti capisco pi�.

Ma perch� sono qui, stasera ? Perch� credi che sono venuto qui ?

- Be'... - Ma come be' ?

- Be', per parlare della trattoria. - Per parlare...

Un uomo come me viene qui alle due di notte per parlare ?

- Si trattava di un affare. - Ma quale affare ? Che affare...

Ferma.

Io ho molta simpatia per voi.

Tu hai simpatia per me ?

Davvero ?

- Sono gi� di morale, Gracco, e se un uomo pu� darmi una mano... - Che fai ?

Nannina, quando un uomo ti d� una mano cosa fai ?

- Cosa fai, Nannina ? Cosa fai ? - Insomma, cosa volete da me ?

- Perch� mi fate tutte queste domande ? - Perch� ? Cosa voglio ?

Allora una ragazza non si pu�... affezionare a un uomo come voi ?

Non si pu�... affezionare ?

- S�, si pu�. - E allora ? - Allora cosa ?

- E allora perch� parliamo tanto ? - E che ne so, io ?

( GRACCO STARNUTISCE) Sei fradicio ! Spogliati o ti ammali.

No, cosa mi levo ? No, Nannina.

- Pensavo che non venissi pi�. - Infatti ! - Come infatti ? Sei qui.

- Emb�, sono qui. - Nannina. - Be' ? - Nannina, ti devo parlare, metti l�.

- Cosa mi vuoi dire ? - Mettiti l�.

Parla, cosa devi dirmi ?

Nannina, posso sedermi ?

Nannina, io devo parlarti.

Sono venuto apposta per parlarti.

Sono qui.

Ti devo parlare.

- Nannina, tu credi nei voti ? - Certo.

- Ma se si fa un voto, si deve rispettare ? - Certo.

Ma chi lo ha fatto il voto ?

- Mia moglie. - Che voto ha fatto tua moglie ? - Ha diviso i letti.

Sei mesi.

- Ma perch� ridi ? - Eh, povero il mio Gracco.

- E non ridere. - Ma va', tu non sei il tipo che non trova la consolazione.

- La trovo la consolazione, Nannina ? - Eh ? - Io devo parlarti.

- E parla. - Ti devo parlare, Nannina. - Parla, parla.

- Sono venuto apposta per parlarti. - E ti ascolto. - Sono venuto apposta.

- Parla. - Parliamo ? - Parla. - Nannina, parliamo ? - S�.

Ma tu sei un oggetto consacrato. C'� una Muraglia Cinese fra noi !

Oh ! (RUOMORE DI UN TUONO )

- Vattene via, Nannina, allontanati ! - Mi sa che � caduto qui vicino.

E' vicinissimo, ma non � stata una cosa naturale.

- Hai visto che � tornata ? - Torna sempre. - No, non sempre.

Nannina, fai pace con Oreste. Sapessi come soffre, Oreste.

Oh, si consoler� pensando alle 250.000 lire di risparmio, no ?

- Quali 250 mila lire ? - Eh... quelle che paghi tu.

- Nannina, fammi vedere i conti della trattoria. - C'� tempo.

- No, no, subito, fammeli vedere. - Subito. - Fammeli vedere, Nannina.

Ecco, guarda.

Ci sarebbero 250.000 lire per il convento e 730 da dare a Oreste.

Per� bisogna levare le mie 90.000 lire, quelle della cauzione.

- Poi le provviste, prosciutto, formaggio... - Salsicce, scatolette...

- Be', lo scatolame fa comodo alla trattoria. - S�. - Altre 200.000 lire.

200... 7... 9... Quasi un milione.

- Nannina, io un milione non ce l'ho. - Be', piano piano. Ci arrangeremo.

Non � una questione di tempo, io non ce l'ho mai.

Gracco, non sei mica venuto dal notaio.

- I soldi servono, ma noi ci vogliamo bene. - Non fare cos�, vedi come sto ?

- Che hai, stai male ? - Eh, sto male, sto malissimo.

- Dove ? - Dove ? Qui, ho un crampo.

- Aspetta, vado a prepararti una cosa calda. - No, no, voglio andare a casa.

- Ma sei matto ? Con questa pioggia ? - Voglio andare a casa mia.

- Ma no, ti prenderesti una polmonite, figlio mio. - Mandami a casa, Nannina.

- Mandami a casa, voglio andare a casa. - Calmo. - Voglio andare a casa.

- Stai calmo. - Voglio andare a casa, voglio andare a casa.

- Se ti innervosisci � peggio. - Voglio...

- Peggio cosa, oh ? - Il crampo, no ? - Nannina, ma cos'hai capito ?

- Niente, non ho capito niente. - No, cos'hai capito, Nannina ?

- Cosa dovrei capire ? - Eh, mi dici il crampo ! - Non hai il crampo ?

- Nannina, io so quello che hai capito, ma tu ti sbagli. - No, no.

- Io sono un uomo ! - Stai buono. - Io sono uomo ! Un uomo sono !

- Domanda chi sono io ! - Non ti arrabbiare che io non penso niente.

- No, tu non devi pensare ! - No, ti giuro... - Nannina, devi scordarmi !

- Tu devi scordare Gracco, Nannina ! - No... - Io non posso pi� venire !

Io non posso dirti perch� non posso pi� venire ! Mai pi�, Nannina !

Oh, ma chi ti ha chiesto niente ?

S�, lo so, sono un mascalzone, un verme.

Infatti non mi permetto neanche di discutere. Scusa se sono tornato.

Per mantenere, io mantengo. Il voto io lo mantengo.

Per� a cosa serve ?

S�, dico, a cosa serve ?

Fosse un'opera di bene, qualcosa di utile, con tanto bisogno che c'� oggi.

Potrei dare una somma...

Anche una bella somma.

Lo facciamo questo cambio ? Ma come faccio a sapere se sei d'accordo ?

Tu puoi tutto.

Facciamo cos�, io metto il cappello in testa e conto fino a cinque,...

..se vola via, vuol dire che sei d'accordo.

Va bene ?

Uno, due, tre, quattro,...

..quattro e mezzo...

Quattro e tre quarti...

Ancora un pezzettino.

Cinque !

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

- Una caff�, signora Tina. - Buongiorno. E' ancora un po' fredda.

- Come va ? - Male... Che notte che ho passato.

- Ancora i denti ? - Peggio... i pensieri.

Ho passato una nottataccia, ho pregato per un grande peccatore.

- Il vostro principale ? - Eh ! - Che cattivo esempio anche per Oreste.

- E ha pregato per una intenzione speciale ? - Specialissima. - Chi ?

La cassiera ?

- S� ! - No ! - S� ! - No ! - Buongiorno.

- Buongiorno, sei in ritardo. - Eh, la circolare... - La circolare, s�.

- Buongiorno. - Buongiorno. - (Tina ) E tu hai dormito bene ?

- S�, perch� ? - Quando uno si leva un peso dallo stomaco, dorme meglio.

- Un buon affare lo hai gi� fatto. - Va bene, basta. - Buongiorno.

Scusa, ma i soldi che hai messo per la trattoria quando pensi di riprenderli ?

- Li riprendo, li riprendo... - Quando avr� aperto. - Non apre.

- E se apre ? - Non apre, non ha i soldi.

- E se trova un altro che glieli d� ? - Di fessi come me ce n'� uno solo.

No, due !

Come sarebbe a dire ? Vieni qua, spiegami.

- Ecco pap�. Sei arrivato. - Preparami un bagno caldo, Ines.

Dio mio, cos'� successo ? Vieni a prendere il caff�, l'ho appena fatto.

E' successo una disgrazia ?

Dimmi bene... � morta ?

- Chi ? - Tua cognata !

- Che ne so ? - Ma non sei andato a Viterbo ?

- No. - Ma come ? E dove sei stato ?

- Gracco ! Cos'ha fatto ? - Niente ! - E allora ? - Mi d� fastidio.

- Ogni volta che si toglie gli do uno sberla... - Ma ti sembra la maniera ?

- Ecco cos'ha fatto. - Guarda un po'. - Questa � la pagella di tuo figlio.

L'hai vista la pagella ? Guarda qua, guarda.

- Religione: sei. - Eh, sei. - Be', sei... va be', � religione.

Educazione morale, civile e fisica: due. Lavora: niente. E quando lavora ?

Lingua italiana: due. Scienze e igiene: tre. Questo nemmeno si lava.

Questo � tuo figlio, capito ? Diglielo a tuo figlio. Digli che non si muova.

Mi d� fastidio ogni volta che si muove. Deve stare fermo, immobile !

- Se no con uno schiaffone gli stacco la testa ! - Non sei stato a Viterbo.

- Tieni, lava questa camicia. - Traditore !

- Sei stato con una donna. - Che cosa ? Io ?!

- Smettila che lo sai ! - Io lo so, cosa so ? - Lo sai, lo sai !

- Cosa so ? Ti giuro che non lo so ! - E non giurare, bugiardo !

- Guarda bene qua. - Cosa guardo ? Non c'� niente, cosa guardo ?

Ines, questo � un segno di una matita colorata. Ines, apri !

- (Ines ) Vattene dalle tue donnacce ! - Macch� donnacce. Donnacce, Ines...

- Proprio oggi mi dici questo ? - (Ines ) S�, proprio oggi.

- Se sapessi quanto sei ingiusta ! Apri ! - (Ines ) E' ''brisa'' !

Ma cosa vuol dire ''brisa'' ?

- Vatti a lavare che mi fai schifo ! - Schifo...

Ah, schifo ti faccio ? Schifo le faccio. Schifo...

Ha ragione, quando mi ha sporcato ? ( GI GETTO RIDE)

Cosa ridi tu ? Cosa ridi, deficiente ? Deficiente.

Ah, schifo ti faccio, eh ? Va bene...

Allora era molto meglio se...

Oh !

(LE SUORE IMITANO IL CHI OCCI O DELLA GALLINA)

- Scusi, signora, � scappato il gallo dal pollaio. - Scusi se siamo entrate.

- Perch�, � tutta roba vostra. - Eh, no... - Attenta.

- Lo sa che la trattoria non si apre pi�, sorella ? - Perch� ?

- La rata scadeva ieri. - Oh, non c'� fretta, il suo fidanzato...

- Non siamo pi� fidanzati... - Come mi dispiace. - Magari la Provvidenza...

Qua, bello, qua...

(VOCIARE INDISTINTO )

- Adesso chi paga ? - Non lo so, sorella. Qua, bello qua.

- (Nannina ) S�, ciao. - E' andato in strada. - Con tutte quelle macchine...

(LA SUORA IMITA IL CHI OCCI O DELLA GALLINA)

(insieme ) Ha visto un pollo bianco ? E' saltato qui proprio ora.

- ( Uomo ) S�, � scappato verso Roma. - Allora � perduto.

- Dovremo alzare la staccionata, se no scappano tutti. - Grazie, signorina.

- E di che, sorella ? - Auguri per la trattoria. - (Nannina ) Grazie.

- Vedr� che si metter� tutto a posto. - (Nannina ) Non credo...

- Nannina. - Cosa c'� ?

Tieni, lo vuoi ?

Fammi cuocere anche questo, me lo ha mandato qualche santo, se no oggi...

- E' scappato verso Roma, eh ? Povere ''monachelle''. - Ma pi� povero di me...

Al Gianicolo i ragazzi sono diventati furbi, non vogliono pi� i palloni.

- Vuoi spiegarmi com'� che tu... - Un po' ''pallonaro'' sono sempre stato.

- E' vero. - Sono senza una lira, ho trovato giusto questo impiego.

- Disturbo ? Posso stare qui ? - Quanto ti pare.

- Sono in un momento che non ''casco'' pi�. - Hai fatto pace col vecchio ?

- No, sono seduta per terra. La vedi ? - Che cosa ? - La trattoria.

- Addio, ''se n'� andata''. - Mi dispiace.

Si vede che era destino, ho fatto di tutto...

Be', quasi di tutto... E non ci sono riuscita, sono rimasta senza niente.

- Abbiamo questo pollo. - Ecco, giusto questo. - E ti sembra poco, Nannina ?

Un pollo, Nannina... E poi ci sono io.

Ma per sposarsi ci vuole una trattoria ?

- Nannina, vieni via con me. - Dove ? - Non lo so.

Ecco, bravo, non dirmelo, se non mi rovini la sorpresa.

Prima di sera un lavoro migliore della vendita dei palloni l'ho trovo.

Vengo e ti porto via, eh ?

Gracco. Gracco !

Tesoro ?

Tesoro ?

Be' ?

Cosa vuoi ?

Che c'� ?

- Ma non vedi ? Guarda. - Ma cosa devo guardare ? - Il letto.

Ah, il letto ! L'hai... S�, ma ora col voto come fai ?

Non sei un uomo che si pu� legare con un voto. Hai fatto un terremoto !

- S�, ma con il voto come fai ? - Sono andata dal curato e mi ha ''sciolto''.

Ti ha ''sciolto'' ? Brava !

- Allora avevo ragione, dai voti ci si pu� ''sciogliere''. - Da questo s�.

- Non potevo farlo se non ero d'accordo con te. - Bisogna essere d'accordo ?

- Eh, s�. - Eh, s�, ma in quei momenti come ti metti d'accordo ?

Gi�, ha detto che era un voto fatto male anche per questo.

Un voto fatto in un momento di angoscia non � valido, ha detto.

- Cos� ha detto ? - S� ! E non sei contento ? - Non sono contento ?

- Cos� ha detto ? - Eh, s� ! - E mi domandi se sono contento ?

- Lo sapevo che ti dava fastidio. A che cosa pensi ? - Al voto.

In un momento di angoscia uno � angosciato e...

- Uno lo pu� rifare a ''mente fredda''. - Eh, gi� - S�. - Un matto.

Ma come, uno fa un voto in un momento d'angoscia e lo rif� a ''mente fredda'' ?

- Dammi la giacca. - Vai via ? Dove vai ?

- Gracco ! - Eh ? - Eh... - Ma che vuoi ?

# ''Nun c'� bisogno 'a zingara p'andivin�, Cunc�,...'' #

# ''..comme t'ha fatto m�mmeta, 'o ssaccio meglio 'e te...'' #

- Oh, Agostino, cosa fai, dormi ? - No, io... - Agostino, sei limitato.

- Perch� ? - Perch� di religione non ne capisci niente. - Io ?

Cosa c'� da guardare ? Cosa fate ? Lavorate, no ?

- Reverendo... - Il signor Gracco Marcelli ?

S�, � lui.

- Avrei bisogno di un consiglio. - Da me ? Dica. Dica, padre.

- Domani � la festa del santo patrono. - Ah, s� ? - Sar� presente il vescovo.

- Ah, bene ! - Purtroppo non abbiamo una poltrona degna di Sua Eccellenza.

- Gliela do io, questa. - Veramente ho visto questa e ho pensato che forse...

- No, queste le vendiamo a coppia, reverendo. - Peccato, andava bene...

- Non posso sparigliarle. - Non potrebbe essere un po' ''elastico'' ?

- Come, elastico ? - S�, un sacrificio per la parrocchia.

Un sacrificio per la parrocchia... Lei saprebbe essere ''elastico'' ?

Se non fossimo elastici e comprensivi noi sacerdoti...

- Prendi la fattura delle poltrone. - Elastico anche sul prezzo.

Non dica niente, padre, gliene do una e a prezzo di costo, va bene ?

- Grazie, � davvero una brava persona. - Be', se non ci aiutiamo fra noi...

Anzi, a questo proposito, padre, io le volevo domandare un consiglio.

Dica.

Cosa vuoi ? Non vedi che sto parlando con il padre ? Che educazione � ?

Vai a prendere la fattura.

- Ha gi� capito che parliamo di lui. - Di lui ?

S�, un vecchio lavorante a cui io sono affezionato come un figlio.

Adesso si � messo nei guai. Perch� ha un vizio, un viziaccio.

- Le donne ! - Ammogliato ? - S�...

Una santa donna la moglie, ha anche un bambino, un amore.

- Si � sposato tardi, per�, eh ? - S�, tardi.

- Sa com'�, lui � da molto che faceva la corte a una ragazza. - Lui. - Lui.

Un tipo di ragazza... una cassiera. C'era gi�... Di colpo perde il figlio.

- Morto ? - No, si � perso per Roma.

In quel momento di angoscia e dolore lui ha fatto un voto alla Madonna.

Ha detto: ''Madonna mia, io sar� puro e non tradir� mai pi� mia moglie''.

- Mai pi�... Mi segue, padre ? - La seguo, la seguo.

Ha fatto un voto da niente, cosa deve fare adesso ?

Niente, dev'essere fedele a sua moglie.

Eh, gi�, � chiaro, quando uno fa un voto...

- Lasciamo stare, come voto non vale, ''� acqua fresca''. - Acqua fresca ?

Un voto alla Madonna per non peccare ? Bella forza...

E' come uno che entra in chiesa, e in cambio di una grazia...

..promette di non rubare la cassetta delle elemosine.

- Ma che razza di voto � ? - Gi�, che voto... Io l'avevo suggestionato.

Gli ho detto: ''Bada che se sgarri, ti muore tuo figlio''.

- Altra sciocchezza. - S�...

Dio � misericordioso, non � un commerciante come lei.

Ad ogni modo, dev'essere fedele alla moglie per un semplice fatto.

Che l'ha promesso davanti all'altare con il suggello di un sacramento.

Lo sai lei che il matrimonio � un sacramento o se n'� gi� dimenticato ?

- Padre, matrimonio a parte... - Ecco la fattura. - Non serve pi�, vai via.

- Vai, vai. - Lei � sposato ? - Io no. - No ? - Vada pure, brav'uomo.

- E' una sorpresa per me, vive in concubinato. - Lei � sposato ?

- S�. - Ha dei bambini ? - Un. maschio. - Domani porti la poltrona.

Senz'altro. Sa cosa faccio... ? Gliela regalo.

- Me la porta lei. - Personalmente. - Cos� parliamo un po'. - S�.

- E magari si confessa. - S�. Io ?! - S�, lei.

Fa sempre bene confessarsi, e lei ne ha particolarmente bisogno.

- Cos� mi dice quanto costa la poltrona. - Perch� non accetta ? - No.

- Io le giuro che... - Ma chi vuoi ingannare ? Tu inganni te stesso.

- E la tua cattiva coscienza. - Allora, padre... - Vieni domattina.

- Principale, vi confessate ? - Eh ?! S�, mi confesso.

Fa sempre bene confessarsi. Agostino, il voto non era valido.

Principale, alla poltrona del vescovo mettiamo anche i fiocchi rossi ?

S�, metti i fiocchi rossi. Sbrigatevi che si chiude prima, ho da fare.

- Gracco ! - Chi � ? - Scusa un momento... - No, ho da fare.

- No, dove vai ? - Non posso. - Ci sono due suore, ti vogliono parlare.

- Due suore ? - Eh s�, vogliono parlare con te di una cosa importante.

- Come importante ? - E' importante, importante.

- Ecco l'inquilino. - Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno, madre.

- Ma chi � l'inquilino ? - Tu ! Mettiti a sedere. - Ma ho da fare.

- E accomodati, accomodati ! - Va bene. - Cos� parliamo meglio.

Dunque, le reverende madri sono venute a riscuotere la rata.

- Sei il nuovo socio della trattoria. - Queste sono cose che non capisco.

- Tu, proprio tu ? - Ma perch� ? Oggi a me, domani a lui... cos� � la vita.

- Scusa, Oreste. - Cosa vuoi ? - Ma io cosa c'entro ?

Gracco, meglio tu che sei un amico. Non mi dispiace, io so tutto.

- Ma tutto cosa ? - Tutto, tutto ! - Ma, Oreste, tu non...

E' delicato... Ma io credo che negli affari bisogna essere pratici.

- La ricevuta. - Ecco qua. - Ecco. - Ecco. - Ecco, 250.000 lire, pagale.

- Io ? - S�. - Ma, scusa, Oreste... - Che vuoi ?

- Vuol dire che i tuoi accordi passano a me ? - S�, tutti, tutti.

- Diventi anche socio di Nannina per la trattoria. - La trattoria ?

- Ma io non sono pratico, faccio il tappezziere. - Imparerai anche tu.

- Che c'entra ? Anche di boxe tu non sei pratico. - Di boxe ?

Dicevo che di boxe non te ne intendi, ma se cominci, piano piano, capirai.

- Della boxe ? - La boxe. Davvero ?

- Questa rata bisogna pagarla subito ? - S�, se no la signorina se ne va.

- Poveretta. - Poveretta. - Poveretta. - Poveretta.

- Firma, tieni. - Ma come se ne va ? Ci mancherebbe altro... Se ne va ?

Firma.

- 250.000 lire. - Firma.

- Sarebbe la prima rata... - La prima rata, s�.

- 250.000 lire. - Duecento...

- No, e chi ha pagato ? - Il suo fidanzato. - Ah, s� ? - S�.

Ecco, il suo fidanzato ci ha portato da quell'altro che ha pagato subito.

- Non � vero, sorella ? - Subito ! Anzi, una persona tanto gentile...

- Chi �, il tappezziere ? - (insieme ) S�. - S�, s�, s�...

- Lei pu� rimanere e aprire. - S�, s�, ma io questi soldi non li voglio.

- Veramente li ha dati a noi... - Eh, s�, questi sono del convento.

- S�, capisco, ma io me ne vado lo stesso. - E perch� ?

- Anzi, a noi fa piacere che una brava ragazza... - E' per questo, madre.

Voi questo mondo non lo conoscete, credete che abbia dato i soldi cos� ?

- Ha detto che � socio. - S�, socio ! Madre mia, quando un uomo paga...

- Io sono sicura che quello tra un po' � qua per riscuotere. - Che cosa ?

Sorella... Io ho capito.

- Volete dire che sarebbe capace... - Capacissimo, � gi� sulla strada.

- Che mondo. - Ecco, brava: che mondo. - Ah ! - Cosa ?

- Anch'io ho capito. - Ssh ! - Anche lei ha capito, sorella ?

Vede, io ci ho messo molto pi� tempo perch� credevo di fare la furba.

Macch� ! Io voglio provare a essere un po' felice.

- Sembrava una persona cos� a modo... - S�, a modo suo.

- Un peccatore. - Che il Signore lo illumini.

Per� io farei diversamente,...

..io rimarrei e lo obbligherei a comportarsi come una persona perbene.

Creda, non � facile.

(RINTOCCHI DELLE CAMPANE)

Noi abbiamo una grande arma: la preghiera.

- Dice che ora verr� qui ? - (Nannina ) Sono sicura.

- Bene, � ora del rosario per noi, lo diciamo tutte e tre insieme. - Madre !

Vedr�, la preghiera smuove le montagne.

( Gracco ) # Andiamo a metterci l�, Nannina, Nannina... #

- Cavaliere, ecco la giacca stirata. - ( Gracco ) Brava, portala qua.

Basta giocare, Gigetto, va' a fare i compiti.

- Li faccio dopo ! - No, li fai subito. Via !

- Ines ? - S� ? - Stasera non mangio a casa, ho da fare.

Senti, se credi che il tuo lavoro venga prima di tutto, ti sbagli, sai ?

Ma perch� ?

Se un monsignore ti dice: ''Stasera venga a prendere le misure'', che fai ?

- Gli dico: ''Ci vengo domani''. - Tu glielo dici. Io devo andarci stasera.

- Poi perch� domani ? E' festa oggi ? - Be', credevo di s�.

Stavo facendo la zuppa inglese che piace a te.

- Per andare dal monsignore metti l'abito buono ? - Devo vestirmi bene.

La zuppa inglese me la mangio domani.

Se anche monsignore ti sporca di rosso, � finita, sai ? Per sempre.

Perch� mi deve sporcare di rosso ? Ah, perch� monsignore � vesti...

Oh, ma cosa ti sei ''messa in testa'' ?

- Guarda qua. Adesso te ne do un altro, sai ? - Ma che fai ? Lascialo !

Ha pulito la penna sporca di inchiostro con la tovaglia bianca !

- Ma pap� era sporca la tovaglia ! - Certo ! Tanto domani fai il bucato.

Ma che ragionamento ! Ma allora perch� faccio il bucato...

Macchia pi�, macchia meno... Quando si lava si pulisce tutto.

Sporca... Sporca, Gigetto, tanto domani ci laviamo noi uomini.

Bel ragionamento ! Da sporcaccioni, come siete tu e tuo figlio.

- Ma cosa ti sei ''messa in testa'' ? - Niente, certe cose le vedo.

Ma che vedi ? Per... E' un segno di matita colorata.

Ines, tu non mi conosci ancora. Non sai quanto � devoto tuo marito.

(LE SUORE RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

( Suora ) Nel secondo mistero gaudioso avviene la visita a Santa Elisabetta.

( UNA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

(LE SUORE E NANNINA RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

Ma che � ?

- Buongiorno. - Ehi !

- Ehi... Entri. - No, grazie.

( Suora ) Su, entri !

(LA SUORA E NANNINA RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

(LE SUORE E NANNINA RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

- Ma che � successo ? - Il rosario.

Il rosa... rosario ?

- Tu non ti muovere, eh ? - Non lo lascio finch� non tornate.

Tieni.

(INES PIANGE)

Signora, coraggio, andiamo.

( Agostino ) Stavolta la paga per tutte.

- Sora Tina, me lo trovate voi un altro lavoro ? - State tranquillo.

(LE SUORE, NANNINA E GRACCO RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

La radio.

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

(LE SUORE, NANNINA E GRACCO RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

- Ma che � successo ? - Rosario.

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

- Ma che � successo ? - Il rosario.

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

Mia moglie.

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

- Bell'amico sei ! - Hai fatto bene a pagare l'affitto, � una buona azione.

- E' una brava figliola. - Brava, come no ?

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

Anch'io ci ho rimesso un sacco di quattrini, ma non importa.

Vuol dire che la trattoria sar� il nostro regalo di nozze.

( GRACCO PREGA IN LATINO ) - Si sposa ? - S�.

( GRACCO PREGA IN LATINO ) Non lo sapevi ? E' fidanzata.

- Con chi ? - Con un giovanotto, un pugile.

- Un pugile ? - Pugile. - Pugile.

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

Nannina !

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

- Pugile ? - Pugile.

(TUTTI RECITANO L'AVE MARIA IN LATINO )

(Mario ) Nannina !

(LA SUORA RECITA L'AVE MARIA IN LATINO )

Prendi la valigia, ho trovato una stanza e forse anche un lavoro.

- Ma chi c'� l� ? - Lascia stare, poi ti spiego. - E' morto qualcuno ?

Stanno recitando il rosario, poi ti spiego. La trattoria � nostra.

- Nostra ? - S�, s�, s�.

- Mia e tua ? - S�, nostra, e ci sposiamo.

(NANNINA PIANGE)

- E perch� piangi ? - Perch� sono contenta.

- Che hai combinato ? - Niente, � questo il bello. Stavolta niente.

Forse per questo � andata bene.

Tu per un po' di tempo stai qui, e io vado a dormire dalle monache.

- Dalle monache ?! - Finch� ci sposiamo, facciamo le cose per bene.

Nannina, io non ti riconosco pi�.

Tu sei diventata un'altra !

Certo, ora sono padrona !

E sei padrone anche tu.

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