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Original subtitles

(Sara) Ti sei accorto che esistiamo anche noi?

(Sara) Tu sei single, tu vivida single.

- (Nicola) Basta con questa storia! - (Sara) Tu non accetti la famiglia.

- (Sara) Devi occuparti degli altri. - (Nicola) Sto sempre attento a voi.

- (Nicola) Io mi trascuro. - (Sara) Se questo è trascurarsi!

(Sara) Non sei solo al mondo. Devi pensare anche gli altri, Nicola!

Dio, no... No!

- Tu non fai niente! - Io sto sempre qua, Sara !

Avevamo detto 50 e 50, invece mi accollo tutto io!

Non è vero ! Io trascuro il lavoro, non dormo, sono uno zombie.

Io ho il controllo di tutto, tu non sai quello che succede qui!

- Perché ? - Non lo so, dimmelo tu.

- Non ti si può stare dietro. - Perché ?

Hai una visione molto rigida su come fare le cose.

Perché sono l'unica che le fa!

- Ancora con questa cazzata ? - Che hai fatto oggi?

Stamattina ho fatto la lavastoviglie, mi hanno visto tutti.

- Vaffanculo! - Vedi come trascendi subito ?

Basta mandare a 'fanculo le persone e passa tutto.

(Sara) Se c'è una cosa da fare, tu la fai sempre dopo.

- (Nicola) Facciamo tutto insieme. - (Sara) Che dici?

- Tu fai dopo, quando ho già fatto io. - Perché tu fai sempre tutto subito ?

- (Sara) Come faremo ? - (Nicola) Ce la faremo.

- (Sara) Saremo sempre noi? - (Nicola) Certo.

- (Sara) Me Io prometti ? - (Nicola) Sì.

(Sara) Cambierà tanto.

No, non cambierà tanto, amore mio. Saremo flessibili.

Andrà tutto bene, okay ?

Perché dicono che "uno più uno fa undici"?

Cioè ?

Un figlio più un altro figlio non fa due figli, ma undici.

È un modo di dire osceno, sono cose che dicono oggi.

Un umorismo racchiuso in formule che va bene per i quotidiani online.

- Davvero undici ? - Sì.

- Andrà tutto bene. - Sì.

- Perché hai il fiato corto ? - Non ho il fiato corto.

- Saremo sempre noi. - Undici.

(Sara) Undici.

(Sara) (Ogni coppia di genitori ha una storia)

(e ognuno è diverso dall'altro.)

(Ci sono i genitori apprensivi...)

(Sono diventati genitori da grandi)

(e tutta la loro vita ha iniziato a girare solo intorno al figlio.)

(Rinuncia, sacrificio, dedizione maniacale al piccolo,)

(che viene pulito con olio portato "a temperatura",)

(fa lezione di inglese a sei mesi,)

(non esce quasi mai perché "fa freddo" o "fa caldo")

(ed è ricoperto di ogni attenzione con i danni che questo comporta.)

(II bambino crede naturale sentirsi al centro del mondo)

(e invece da grande dovrà affrontare, come tutti, il capitalismo...)

"The penis on the table."

(Sara) (E l'Agenzia delle Entrate.)

"Repeat, the penis on the table."

(Sara) (Ci sono i genitori naturisti...)

(Ai loro bambini la natura viene imposta a forza.)

(Non possono mangiare merendine, giocare con I'iPad e guardare la TV.)

(A Natale regalano al figlio una scarpa sola.)

(L'altra arriva a Pasqua, così quello impara a non dare niente per scontato.)

(Poi però a 18 anni si farà di eroina in una piazzola vicino alla stazione.)

(Ci sono i genitori milionari...)

(Hanno tate strapagate a cui appaltano il 100% dell'educazione dei figli.)

(Sul loro comodo divano televotano Xfactor su un mega schermo,)

(mentre in un angolo remoto dell'ampio salone)

(una coppia di filippini gioca con i piccoli)

(facendosi chiamare serenamente "mamma" e "papà".)

(Sara) (C'è il genitore separato...)

(Maschio, 40enne, prova solo dolore, angoscia e distruzione.)

(Tempestato da sensi di colpa di matrice cattolica,)

(crede di vedere continuamente un anziano prete pronto all'agguato.)

A' merda !

Sei proprio una merda!

(Sara) (Single, ha continue storie di sesso, ma non è mai felice.)

(URLA DI BAMBINI)

(Sara) (Ci sono i genitori con più di due figli...)

(Inseguendo sogni di antiche società contadino-artigianali,)

(sono incappati in un monumentale equivoco.)

(Oggi scontano la cappa asfissiante di una vita organizzata al millesimo)

(che può franare nel caos da un momento all'altro.)

(Fanno continui incidenti e hanno sempre con sé la lista delle cose da ricordare,)

(fare, comprare, devono urlare per farsi sentire.)

(Sono curvi e ormai vecchi.)

(Nel taschino, sempre, comunque, alla bisogna, la pasticchetta di cianuro,)

(che tra quattro figli urlanti, il padre di famiglia sogna di inghiottire.)

(Sara) (Ci sono i giovanissimi...)

(Sono 25enni, flessibili e dinamici, che non hanno paura di niente.)

(I figli salgono su scogli pericolosi, vanno da soli a scuola,)

(sono responsabili e maturi.)

(Ma non ne abbiamo in Italia.)

(Poi ci siamo noi...)

(Con le nostre professioni, 15 anni fa, ci saremmo detti "privilegiati".)

(Oggi, come tutti, lottiamo con le difficoltà del nostro tempo.)

(Abbiamo la TV satellitare,)

(ma le cartelle esattoriali possono bussare alla porta all'improvviso.)

(Siamo fortunati ma non ricchi, semplici ma non elementari,)

(nevrotici ma non pazzi.)

(II futuro è pieno di speranze, ma anche di insidie.)

(La nostra casa è calorosa e accogliente, ma è piccola, e ha un bagno solo.)

(SARA URLA)

(PIANTO DI NEONATO)

Ti amo.

Ti amo.

(Sara) (Abbiamo concepito Pietro in un periodo luminoso della nostra vita.)

(I periodi della vita magari sono complicati nel presente,)

(poi nei ricordi diventano luminosi e bellissimi.)

(Con la prima figlia, l'impresa sembrava fattibile.)

(Anna era gentile, flessibile, dormiva, la portavamo dappertutto.)

(Sebbene l'assetto famigliare fosse nuovo, ci illudevamo di essere noi stessi.)

È buono, l'ho letto.

Devi superare le prime 180 pagine, però scorre.

In queste paste fighette al grano di questa minchia

il tempo di cottura è sempre più nascosto.

Qui il massimo della sciccheria, non è neanche segnato.

Vabbè, si assaggia, come ai vecchi tempi.

Per favore, scusa. Abbassa la musica !

(Amico) Un applauso per Andrea!

Andrea è protagonista di un evento clamoroso.

Adesso ce lo racconta. Vai.

- No, mi vergogno. - È emozionato, ci sta. Ve lo dico io.

Andrea ha pareggiato il conto con l'Agenzia delle Entrate!

Noi tutti ci chiediamo... quanto ?

- No, dai. - Ti fai problemi a dirci quant'era ? Dillo a me.

- Davvero ? - Sì.

(Amico) Va bene, vuoi dirci due parole ?

Va bene, insomma...

Quando sono arrivate le cartelle, pensavo fosse tutto finito.

Tutto. Buio totale.

Poi piano piano, mese dopo mese, scadenza dopo scadenza,

senza pensare a quanto restava da pagare,

ma facendo un passo alla volta...

Aò... io ce l'ho fatta!

Ho pagato l'ultima ! L'ultima!

Bravo.

Aspetta... Voglio dire questo.

A chi di voi si trova in una situazione simile alla mia...

Sono sicuro che siete in tanti.

Io voglio dirvi: "Ragazzi, se ne esce!"

Piano piano, un passo alla volta, se ne esce ! Verso la libertà!

- (Amico) Bravo! Musica ! - (Andrea) Beviamo.

Quando mi ridai questi soldi ?

(CANZONE: "BE MINE" DEGLI OFENBACH)

(LA CANZONE SI INTERROMPE)

(Nicola) Andiamo, amore.

Aspetta, metti questo.

- (sottovoce) Ciao, ragazzi. - Ciao.

(Sara) A destra.

(Donna) Vai!

(LA CANZONE RIPARTE)

Aò ! "Mortacci"... Bella!

Bene, ora facciamo il punto sulle pratiche per la conformità

e un sopralluogo delle cucine.

Questa non è un'ispezione. Non siamo i NAS.

Siamo qui per simulare un'ispezione ufficiale,

per evitare sanzioni in caso di controlli, ovviamente.

Ma direi soprattutto per voi, per la vostra clientela

e per l'intera comunità.

Abituati.

Sono tutti così.

Questo mestiere ti farà capire...

il disamore di cui è capace questo Paese.

La nausea non è per l'odore di marcio, vero ?

(Nicola) Ehi.

Tutto bene ?

Mi ami ?

- Sei incinta? - Sì.

Ma è una notizia strepitosa !

- È una buona idea ? - È stupendo, Sara.

- No, però è un macello. - Per niente!

È un gesto eroico, in questo Paese a crescita zero, dove nessuno fa figli.

Ci sarà un motivo.

Noi diamo un segnale fortissimo. Lo voglio urlare.

- No... - Noi facciamo un altro figlio!

(Uomo) 'Sti cazzi!

Questo perché noi crediamo ancora in questo Paese!

Nicola, stai zitto.

Abbiamo già l'esperienza della prima, andrà tutto bene.

- Maschio o femmina ? - Che ne so!

- Come lo vorresti ? - Non lo so, non ci capisco niente.

Andiamo a casa ?

Dimmi ancora che andrà tutto bene.

Andrà tutto bene.

Ho saputo... Ma quando è successo?

Due, tre settimane fa.

Mi dispiace proprio.

No, dai, in fondo era...

Io ho detto a tutti di fermarsi al primo figlio.

L'ho detto a tutti, sui social.

Ho scritto un articolo sull'Espresso, l'ho gridato al quartiere.

- Vedrai che alla fine... - No, cazzo! Nicola, no!

- Proprio no! - No.

Va bene.

Ti sono vicino, comunque.

Grazie.

Mannaggia...

- Ciao. - Ciao.

Andiamo a casa, forza.

- Vai, vai! - Piano.

Comunque io non mi ricordo niente. Pannolini, allattamento...

- Io pure. - Cremine.

Posso dormire anch'io qui?

Amore, non c'entriamo.

Lui è con noi solo per i primi tempi, come anche tu quando sei nata,

poi verrà in camera con te.

C'era bisogno di fare un altro figlio ?

Stavamo tanto bene prima.

Vedrai che andrà tutto benissimo.

Non poteva rimanere in ospedale ? Non era brutto, erano tutti gentili.

- Anna, noi lo abbiamo fatto anche per te. - Per me ?

Certo, adesso sei piccola per capire, ma Pietro porterà... equilibrio.

(TUONO, ALLARME DI ANTIFURTO)

Stavamo tanto bene in tre. Perché avete cambiato tutto ?

Siete un macello. Soprattutto tu, papà.

Perché io, scusa ? Guarda questa.

Solleticata subito.

- Shh, piano! - (Nicola) Soffri in silenzio.

(Anna) La solleticata no ! Ti prego!

Basta, basta.

Amore, è una cosa bellissima.

Adesso non ti sembra, è normale.

Vieni, ti faccio vedere una cosa.

Allora...

(Sara) Questo...

è il cuore di mamma com'era prima.

(Sara) E questo...

è il cuore di mamma...

com'è adesso.

È un cuore molto più grande.

(Sara) Tutti hanno più spazio.

- Posso tenerlo ? - È per te.

- (Nicola) Andiamo a letto, dai. - (Sara) Bacio.

- Saluta il fratello. - Ciao.

Vieni qua, dammi un bacetto.

- Bene, no ? - Che cosa ?

- Sei felice ? - Sì.

- C'è una bella atmosfera, no ? - Sì.

Anche il Paese, ti dirò.

In generale, in quest'ultimo periodo, mi sembra esprima a tratti qualcosa di...

- Adesso non esageriamo. - No, infatti.

Dai.

(Nicola) (I primi tre mesi sono stati la quiete prima della tempesta.)

(II piccolo dormiva, le notti erano tranquille e tutto andava liscio,)

(tranne un primissimo senso di disparità la mattina prima di andare al lavoro.)

- Si diffuse la lavorazione della pelle... - Scusa, mi sono distratto.

- Stoviglie di terracotta... - (Anna) Gioielli, vestiti e sculture.

L'hai dette tutte.

(Anna) Nelle foreste dell'est si diffusero la lavorazione della pelle,

la decorazione dei vasi, sacchi e cinture,

tra cui quelle multicolori con segni simbolici.

Ok“ -

(Anna) Anche l'arte delle maschere in legno

raffiguranti demoni e spiriti.

(Anna) Molto diffusa la cultura della pelle...

(Nicola) (Se fossi stato un saggio capo indiano,)

(probabilmente avrei sentito la tempesta arrivare.)

Benissimo.

Dai, metti nello zaino e andiamo.

Ciao, tesoro.

Andiamo, Anna!

Torni presto ?

Certo, torno presto.

Non vai a comprare le sigarette ?

No, amore.

- (Nicola) Saluta mamma. - Ciao, mamma.

Ciao ! saltiamo!

(Nicola) (La tempesta è arrivata al terzo mese.)

(II piccolo ha avuto il cosiddetto scatto di crescita.)

(Ha cambiato ritmo, ricalibrato la portata di latte,)

(infranto l'equilibrio dell'allattamento e spiazzato la mamma.)

(In una parola, ha detto: "Ci sono.")

Amore mio...

Che succede ? Vieni qua, amore.

- No, no, no. - Che c'è ?

Buono, buono.

- No. - Ahi ! Che botta ho dato!

Ho dato una botta tremenda.

- Ah, madre! - No, amore.

- Che succede ? - Niente, non ha fatto niente.

- Non è niente, è tutto a posto. - Amore, va tutto bene.

Anna, vai a dormire, è normale.

- Mi dite che cosa succede ? - Tranquilla.

- Piange. - Perché piange come un matto ?

È normale, Anna. Vai a dormire.

- La porti a dormire, per favore ? - Stiamo andando.

- Allora vai. - Madre, che botta!

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

(RITMO INCALZANTE)

- Nicola, che fai lì impalato ? - Eh ?

(VOCE INDISTINTA)

Ahi g

Amore...

Vuoi ?

Andrà bene. Penso sia solo un momento di passaggio.

Vero, amore ? (RIGURGITO)

- Anna va a scuola con Luigi? - Sì.

- La passano a prendere ? - Sì, tra dieci minuti. - Okay.

- Ciao, amore. - Ciao.

(CLACSON)

Ma vaffanculo!

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

Allora, mi fai burrata e...

.E“.

- Rucola e salmone ? - No.

II problema è che con il primo figlio hai una carica incredibile,

perché hai dato la vita, ti senti un semidio.

Questa sensazione mai provata prima compensa le ore di veglia la notte

e gli sforzi disumani richiesti.

- Burrata e... - Alici del Cantabrico ?

No, troppo salate, poi non dormo.

Col secondo figlio, gli stessi sforzi ti scoppiano in faccia.

Li avevi sottovalutati,

e non sono più compensati dalla divina euforia della novità.

II secondo figlio è una botta in fronte.

Burrata, pomodorini confit ed erbette di campo.

- No, per carità. - No, eh ?

- (Uomo) Salmone e peperoni. - Molla la famiglia, subito.

Di' che sei pazzo.

Ti fai due mesi in Psichiatria al San Camillo e sei libero.

- Burrata e... - (Nicola) E basta.

Burrata e basta.

Burrata e basta. Bravo.

Era facile. Burrata e basta.

(VIBRAZIONE DI CELLULARE)

Amore ? Pronto ? (SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

Dimmi. Sì.

Sì, dimmi tutto.

Non ti sento, amore.

Ho capito... Vai.

Valpasin.

Dobrecin ? Gocce ? Gocce.

(Nicola) (Quando tuo figlio non dorme da settimane,)

(non mangia ed è una bomba a orologeria...)

- Pannolini... - Oh!

(Nicola) (Devi chiedere a qualcuno di aiutarti.)

Perché urla così ? No, per carità.

(Nicola) (Questo qualcuno è la pediatra.)

(Generalmente, per sensi di colpa, scegli la più cara,)

(quella considerata la numero uno, quella di cui si dice: "È una guru.")

(MUSICA CLASSICA, CAMPANELLO)

(Nicola) (Tipiche della pediatra guru sono le opere d'arte nello studio,)

(il pregio dei dettagli, i tappeti persiani, le tende di velluto.)

(Tutto messo lì per farti capire \ quanto e costato quell'arredamento)

(e di quanti soldi la pediatra deve rientrare.)

"Ammazza".

(Pediatra) Bisogna mettersi in ascolto.

Sembra la cosa più difficile, ma se ci pensate, è la cosa più semplice.

(Nicola) (La pediatra dice cose elementari a cui non avevi mai pensato.)

Non dormire, non mangiare, è il suo unico modo per farsi sentire.

(Nicola) (E tu piangi, non si sa se perla semplicità di quelle parole)

(o se per il costo della visita che inizi a immaginare.)

Mi scusi, non so perché, mi viene da piangere.

Adesso farò quelle facce assurde di quando si trattiene il pianto.

(Pediatra) Non si preoccupi.

Grazie.

Posso ? Scusi.

Sono passati solo tre mesi e la sensazione è che mio marito non mi veda più.

(Nicola) (Per motivi psicanalitici,)

(davanti alla pediatra guru vengono fuori cose mai emerse.)

(Sara) Ormai è come se fossi una funzione per lui.

Mi sembra di essere soltanto la madre dei suoi figli.

La verità è... che io non sono all'altezza.

Neanch'io mi sento all'altezza.

- Io sono una merda, eh ? - Sì.

Forse dovreste fare Io sforzo di mettervi uno nei panni dell'altro.

Poi dovete stare più tempo con il piccolo.

Ma come si fa ? Con il lavoro di Nicola...

Anch'io tra poco riprenderò a lavorare.

(Nicola) (Poi la pediatra guru fa un salto nell'iperuranio.)

No. II lavoro no.

Inventatevi qualcosa, il lavoro aspetta.

In che senso ?

Non avete una rendita ? Non so...

Una casa da affittare al mare, in montagna ?

Una rendita, un'entrata mensile.

Abbiamo una casa in montagna da affittare ? Eh ?

No, no, no.

Trovate un'entrata, mollate il lavoro e state più tempo con lui.

Una rendita, dice.

Intanto, le prescrivo qualcosa per il piccolo.

- Sì. - Ci vediamo tra un mese.

Grazie mille, grazie.

- È brava, no ? - Mah.

Mi è sembrata molto preparata.

Quasi 200 euro.

Tu dai sempre ragione all'ultima persona con cui parli.

Soprattutto se si fa pagare tanto.

- Tu diventi subito molto aggressiva. - Non è vero, sono calmissima.

- Pure tu ti sei commossa subito. - Perché sono esaurita.

- Come facciamo con i soldi ? - In qualche modo facciamo.

Ci serve qualcuno che stia con il piccolo almeno le mattine.

Possiamo chiedere a mia madre.

Io devo riprendere a lavorare, se no non paghiamo nemmeno l'affitto.

- Ehi, va tutto bene. - Eh. - Hai capito ? Dai.

Sono 329 euro.

- La ricetta, non la perdere. - Sì.

ECCO.

(Nicola) (E Dio vide che l'uomo non soffriva abbastanza.)

(Così creò la suocera.)

Noi ora stiamo insieme 20 anni,

e anche se avrai l'impressione di decidere tutto tu,

sotto sotto sentirai che il mio parere pesa come un macigno.

No, amore, non posso.

- Mamma ! - Mi piacerebbe tanto, ma non posso.

Io già accompagno Anna a tutte le attività il pomeriggio

e vela tengo la sera quando posso.

- No, non ce la faccio. - Perché ?

Non ho più le forze.

- Vai in piscina tutti i giorni. - Non sai l'energia che mi costa.

Per noi sarebbe molto importante.

- Promettimi che ci penserai. - No.

E Papà ?

(RUSSA)

Noi così non ce la facciamo. Lo capisci?

Devo darti un bell'articolo sullo stress dei nonni a cui appioppano i nipoti.

- Oddio! - È interessante.

Perché sei così arrabbiata ?

Perché la vostra generazione si è mangiata tutto.

Siete nati nel dopoguerra e vissuti in una rete familiare ampia e generosa,

vi siete goduti il boom economico,

avete accumulato e sprecato negli anni '80 e '90,

pensando che quel benessere sarebbe durato.

Non avete pensato alle generazioni future e continuate a non farlo.

Oggi, con i soldi della pensione, di cui sarete gli ultimi a beneficiare,

vi godete la vita nelle vostre prime e seconde case di proprietà.

Fate progetti di vacanze, investite in obbligazioni.

Fate mutui a 20 anni, check-up impeccabili.

Vi divertite sui social e soprattutto credete nel futuro,

il futuro che sarete gli ultimi ad avere, perché non morite neanche più!

Vabbè...

Voi dovete capire bene una cosa una volta per tutte.

Noi anziani siamo una forza silenziosa e tranquilla,

ma se ci incazziamo sono dolori.

Perché siamo di più. Siamo tantissimi.

Ogni 100 giovani ci sono 165 anziani.

Questo significa maggioranza assoluta,

e cioè, virtualmente, Camera, Senato e Governo della Repubblica.

Abbiamo le TV, perché condizioniamo palinsesti e linee editoriali.

Sanremo è fatto per noi,

e anche la grande fiction nazional-popolare.

Gli inserzionisti pubblicitari, intorno a cui ruota il mondo,

hanno noi come chiodo fisso.

Le case di proprietà e i libretti di risparmio

su cui regge l'intera economia del Paese,

e senza i quali noi chiudevamo come la Grecia, sono in mano nostra.

Il teatro tiene grazie a noi, e anche quello che resta del cinema.

Con il nodo pensioni teniamo in scacco l'intera economia nazionale.

Ci manca solo un poco di consapevolezza e coesione,

e saremo finalmente pronti a fare il culo a tutti!

(insieme) Democrazia unica via!

Democrazia unica via !

Andiamo ?

È vero quello che dice tua madre. Ha ragione.

Devo preoccuparmi ? Vediamo qualcuno ?

Te Io dico io, quelli ci fanno il culo a tutti.

Troveremo una soluzione, non ti preoccupare.

Domani pranziamo con papà, ci parliamo. Andrà tutto bene.

Io non posso aiutarvi. Non capisco cosa dice il bambino.

Ha tre mesi, non parla!

È sempre raffreddato.

Io posso stare con lui, se pensate voi alle cose di cui ha bisogno.

Certo.

Se ci fosse ancora la mamma... Ce l'hanno portata via con quella dieta.

Che c'entra mamma ? Eravate separati da 35 anni.

- L'hanno ammazzata con quella dieta! - È il contrario.

Se mamma avesse fatto la dieta, sarebbe ancora viva.

(Busta) Eccola qua. Olé!

Cabo, vieni, ci siamo.

- Vieni, amore! - Arrivo, tesoro.

II mio amico prete. Busta, guardalo.

- Sì. - Lo vedi?

- Ha fatto un mese di dieta senza glutine. - Oh !

Gli è venuto un tumore.

(Sara) (E Dio vide che anche la donna non soffriva abbastanza.)

(Così creò contemporaneamente il suocero e la musica brasiliana.)

(CANZONE: "VAMOS CELEBRAR" DI MARC FERRARI)

Non senti che ritmo ?

Non ti entra ? Senti che roba! (SPARO)

(Busta) Negli anni '80 non sapevamo

se investire i nostri risparmi comprando una casetta a Sperlonga,

che in questi 30 anni ha quintuplicato il suo valore.

0 qui nella Tuscia,

che negli stessi 30 anni ha perso il 90% del valore iniziale.

Non abbiamo avuto dubbi.

(SPARO)

(Busta) Dovremmo essere infelici ?

Niente affatto ! Anzi, io dico... viva la campagna!

(insieme) Viva la campagna! (SPARI)

Senti questi spari ? Sono i cacciatori.

- (Busta) Ci mettono entusiasmo. - (Nicola) Lo credo.

(Busta) Ogni tanto ci scappa il morto, perché bevono

e si sparano tra di loro, ma per errore.

Ah!

- Rappresentano una risorsa straordinaria per il territorio. - Vero.

(SPARO)

Voglio approfittare di questo bel momento per fare un annuncio.

Io e Angelina...

vogliamo un figlio.

- Ci stiamo lavorando, vero, amore ? - (Angelina) Sì.

- (Uomo) Evviva ! - (Busta) Evviva ! Evviva !

Grazie.

Lo chiameremo Cabo, come il padre.

Cabo Junior.

(Cabo) Vi chiediamo di starci vicini, di aiutarci.

Soprattutto voi giovani, che avete forze, energie...

- E tempo libero. - Giusto.

- (Uomo) Evviva ! - (Cabo) Viva la campagna, evviva tutti !

(SPARO)

(CANZONE RITMATA IN SPAGNOLO)

(Nicola) (Non avendo una rendita come pensava la pediatra,)

(e dovendo lavorare, e non potendo contare sui nonni,)

(la risposta a tutti i problemi era una sola...)

(Josephina.)

(Josephina è simpatica, affidabile, creativa.)

(Non devi spiegarle niente.)

(Trova in casa le cose, senza chele dici dove sono.)

(Adora i bambini e i bambini la adorano.)

(È innamorata del suo lavoro.)

Secondo Victor Turner, il rito affonda le sue radici nel "dramma sociale"

che consente di rivelare gli aspetti più concreti della vita sociale.

(Nicola) (Josephina ha un unico grande problema...)

(non esiste.)

(LA MUSICA SVANISCE)

(Nicola) (AI suo posto si presentano una serie di baby-sitter improbabili.)

(PARLA IN LINGUA WOLOF)

(Nicola) (L'africana che parla solo wolof.)

INPS, spaghetti, "tacci tua".

(Nicola) (La neolaureata disoccupata.)

(La pischella erotomane.)

Adoro i papà senza barba.

(Nicola) (E una serie di altri improbabili mostri)

(che già vedi benissimo a grandi titoli nella cronaca nera.)

- Si può fumare ? - Sì.

Mi chiamo Manuela, ho 35 anni e già ho avuto un'esperienza come baby-sitter.

Il bambino aveva 16 anni e l'ho aiutato a uscire dal giro della droga.

(sottovoce) Mi chiamo Erica, ho 22 anni

e mi piacciono tantissimo i bambini.

Specialmente quando dormono.

Sarei disposta a tutto per vederli dormire.

(Nicola) (Alla fine, scegliemmo la peggiore,)

(una ciociara senza esperienza, che come intrattenimento per i piccoli)

(sapeva proporre solo una cosa.)

Gli faccio l'uovo alla cocca.

Mi raccomando, prima di mangiare otto gocce di antistaminico.

- Sublinguale. - Sotto la lingua.

Poi prima di dormire il lavaggio nasale.

Ci laviamo i denti, vero ? Non ci dimentichiamo di lavare i denti.

Ascolti la mammina ? Non fare la monella.

(Sara) Poi alle 21, massimo 21:30 a letto.

Hai capito, amore ? Non fare la monella.

Hai ascoltato bene la mamma ?

- Grazie. - (Nicola) Ciao, tesoro.

- Buonasera. - Buonasera. Ciao, amore.

Io non voglio l'uovo alla cocca. Io ho paura.

Di che ?

Amore, non preoccuparti. Andrà tutto bene.

- Vediti un film. - "Titanic" ?

Ancora ? Non è troppo triste?

A me piace tanto.

- Va bene. - Se ti piace...

(Signora) Vieni, piccoletta.

Aiutami in cucina, facciamo l'uovo alla cocca.

L'uovo alla cocca.

Di là, di là.

\ E la prima uscita da quanto ?

Non Io so, da sempre.

- Quante cose facciamo stasera ? - Facciamo tutto.

Oddio, che felicità!

(Attrice) Aiuto !

- Bravi ! - Bravi !

- Vorrei tanto tornare a casa. - Lo so.

- Non si può proprio ? - No, purtroppo no.

Che ore sono ?

- Eh ? - Che ore sono ?

Le 21:40.

- Che abbiamo fatto di male ? - Non lo so.

So che dobbiamo stare fuori e divertirci per forza.

- Hai fame ? - No.

Mi piace questo posto.

Mi piacciono i ristoranti vecchi con i camerieri anziani,

a cui questo lavoro ancora piace tantissimo.

- L'hai ispezionato ? - Due volte.

- Com'è? - Perfetto, perciò siamo qui.

- Devo dirti una cosa tremenda. - Che cosa ?

- Mi vergogno. - Dilla.

- Non è facile. - Dilla.

- Mi mancano. - Anche a me.

- Da morire. - Tantissimo. - Come si fa ?

- Guardiamo le foto. - Per forza.

Guarda qua.

Amore ! Quant'è bello, amore mio.

(Sara) Amore mio!

Guarda Anna che bella qui.

(Sara) Quant'è bella così.

Che staranno facendo adesso ?

L'uovo alla cocca.

Torniamo a casa.

- Fino a che ora dobbiamo restare fuori ? - Almeno mezzanotte.

Madre mia !

Va bene...

Va bene... Mi svegli tra dieci minuti?

- Buonasera. - (Sara) Buonasera.

II piccoletto si è svegliato una volta sola,

gli ho dato il latte e si è riaddormentato.

La piccoletta si è vista "Titanic", ma ancora piange.

- Ma veramente ? - Comunque, vi posso dire...

La piccoletta soffre, è gelosa, statele dietro.

Sì.

Mia sorella mi ha rovinato la vita. Pure oggi l'ammazzerei.

Va bene...

Tutti appresso a lei: "Come sei bella ! Come sei piccola !"

Io mi sentivo un cesso.

- Grazie. Ha mangiato la piccola ? - L'uovo.

- Alla cocca ? - Alla cocca.

Ecco, grazie.

(MUSICA DA "TITANIC")

(Nicola) Amore, sei ancora sveglia ? Domani c'è scuola.

Domani è domenica, papà.

Amore, perché piangi?

Eh ? Si può sapere perché piangi?

Io... sapevo che questo film era troppo triste.

Amore...

- Amore mio... - Aò.

Senti che facciamo...

Facciamo il disegno del Titanic il 16 aprile 1912,

il giorno dopo l'affondamento, ma perfettamente integro,

mentre naviga tranquillamente.

Facciamo il Titanic che non è mai affondato ?

(RUSSA)

Posso dormire nel lettone stasera ?

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

Oddio, no, basta ! Basta !

Scotta, ha la febbre.

(Sara) Prendi l'acqua, per favore ?

Oddio ! Oddio, che mi sono fatto!

Oddio, che mi sono fatto!

Mi sono fatto malissimo, mi sono fatto malissimo.

- Piano, piano. - Sì.

- Che fai ? - La estraggo.

- No. - AI tre estraggo.

Mi fai male. Fai piano e veloce.

- Uno, due... - Hai capito ?

.Tre! .Bum!

- Guarda, papà. - Che bello, amore!

È il Titanic il giorno dopo I'affondamento, vedi ?

Naviga tranquillamente. (CAMPANELLO)

- Amore, apri tu ? Tanto è il nonno. - Okay.

(Anna, sottovoce) Il problema non è il fratellino.

Loro ne possono fare anche altri due.

Io ho proprio un problema personale con lui.

(Cabo) Perché, amore mio ?

Piange sempre, sempre!

- Anche senza motivo. - Perché piange ?

Perché vuole tutti intorno.

Sai che fa quando gli stanno tutti intorno ?

- No, che fa ? - Continua a piangere.

Azz... questo è veramente un problema.

Non farti fregare, nonno. Non rimanere mai da solo con lui.

Grazie del consiglio, tesoro.

- Bravo. - Ho una cosa per te.

Tieni, gioia. Apri.

- Che cos'è ? - Guarda.

- Un cucù! - Sì, è un cucù!

Non è bellissimo ? Guarda.

Senti come fa.

(suono DEL cucù)

- È bellissimo. - Sì, hai ragione, bellissimo!

Perché hai il respiro così affannato ? Si sente fino qui.

No, il respiro è normalissimo.

(Sara) Nicola, oggi esco.

Cioè ?

Viene a prendermi Federica. Oggi sto con lei, deve parlarmi.

Di cosa ?

Riesci a stare un giorno con il piccolo ?

C'è anche tuo padre.

No, ecco, non contate ancora su di me.

Io me occuperò quando parlerà e capirò quando ha fame, ha sete

e soprattutto perché è sempre raffreddato.

Certo, ce la faccio.

Potremmo dire a Federica di venire lei qui, no ?

Forse oggi era un bel giorno per stare tutti insieme.

Allora stacci tu tutti insieme, visto che non ci sei mai.

Lo dici come se passassi le giornate in bisca a giocare a biliardo.

Se passassi le giornate in bisca a giocare, non staremmo insieme.

- Ci siamo capiti. - No, non ci siamo capiti.

È questo il punto, Nicola, noi non ci capiamo.

Io ho bisogno di respirare.

Sto tutto il giorno qua dentro, non ce la faccio più, devo uscire.

Tu hai paura di restare solo con il piccolo,

perché non Io fai mai e non sai come si fa.

Questo mi fa molto incazzare.

Comunque, io paura zero.

(ANSIMA) Hai il fiato corto.

- No, per niente. - Ce l'hai.

Ci facciamo un bel tè e passiamo un bel pomeriggio tutti insieme ?

II tuo unico contributo alla famiglia è lavorare.

Scusa, allora. Scusa.

Scusa se mi rompo il culo per portare i soldi a casa e non affondare.

- Chiedo scusa veramente. - Non sai quanto ti invidio.

Quanto vorrei lavorare tutto il giorno mentre tu ti occupi del piccolo!

Oppure metà e metà, come abbiamo sempre detto.

(Cabo) Ahia !

(Cabo) Ahia ! Ahia!

Vuoi litigare fortissimo anche oggi? Vuoi che mi metto a urlare ?

- Sara... - Ciao.

Sara, non è bello separarsi così, in discordia.

Non entra questa stronza ! Ahia!

- Vuoi una mano, papà? - No.

Ama, porca...

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

Ma perché ? Perché ?

- Okay. - Okay che cosa ?

- Restiamo calmi. - Shh ! Buono, Pietro!

Manteniamo la calma.

(Nicola) Guarda, guarda.

Vai, vai a vedere. Ti faccio vedere, così ti abitui.

- Ecco, che fa ? - (Cabo) Piange.

Capisci quando piange ? 0 deve parlare?

Mi è rimasta questa vite in mano.

È una cosa tremenda, vuol dire che ho sbagliato qualcosa.

Quindi g

Speriamo che regga. Non possiamo smontare tutto.

Ciao, caro.

Ma che cazzo, però.

II piccolo Pietro avrà un migliore amico.

Che poi è lo zio.

Sì, lo zio.

Lo zio!

Anna, amore ! Stammi vicino oggi.

Siamo io, te e il piccolo delinquente, sei contenta ?

Papà, io oggi ho una festa.

Che hai, amore ?

La festa di Giorgio, Io sapevi da giorni.

Non puoi avere una vita già da adolescente.

Hai una vita sociale più intensa della nostra.

Feste, cene in pizzeria, pigiama party, eventi sportivi, pilates...

- Eddai ! - Sei invidioso.

Sì, sono invidioso. Vieni qua.

Vieni qua.

No, la solleticata no!

- Guarda che è peggio. - Dai, dai, no!

(CITOFONO) Dai, sono loro!

Arrivo.

Ciao, eh g

Nemmeno ciao. (LA PORTA SI CHIUDE)

Nemmeno ciao.

Ecco qua.

Che c'è ?

Guarda qua.

No, mi chiedevo se ti andava di passare, ci facevamo un caffè, una tisana...

- Stai da solo con il bambino?

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN) A' merda !

ma è tutto a posto.

Mi faceva piacere vederti.

Comunque, io non posso, ho da fare, devo andare via.

- Ma è domenica.

Oh?

Ha attaccato.

Allora... ascolta me, figlio mio.

Ascolta. Oggi per noi è una giornata difficilissima.

Si chiama "situazione di pericolo".

Se tu non fai cazzate e rimaniamo uniti, vedrai che la superiamo.

E questa cosa ci unirà per sempre.

Che dici?

Okay, così. Shh, buono, così.

Così, così.

(suono DEL cucù, SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

(VOCE NON UDIBILE)

ECCO.

(Anna) C'era una che ti truccava, c'erano i gonfiabili

e i paninetti con il salame.

- Sicura che vuoi solo la pastina ? - Sì, non ho tanta fame.

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN) Eccolo, è pronto.

È pronto, pannocchia.

II pasto completo prevede la frutta, amore mio.

Vai. Frutta.

Non ti va la frutta ? Non gli va la frutta.

(Nicola) "Che prende suo cugino in cima allo scalino,"

"allo scalino bianco... c'è nonno Franco,"

"ciclope sempre stanco a capo del suo branco."

Sei un grande, Nico', un grandissimo.

Facciamo un altro giro, Federica, ti prego.

Non serve a niente.

Vai, andrà tutto bene.

Non voglio andarci, non sono felice!

Ciao.

Come va ?

- (Nicola) Bene. Tu ? - Bene.

Allora... ho sistemato il salotto, papà aveva lasciato un casino.

Il piccolino ha mangiato, l'ho lavato, cambiato, ha preso le gocce.

Anna è rientrata verso le 20:30, ha mangiato anche lei, menu diverso.

Poi ha fatto un po' di storie e allora, come quand'era piccola, prima di dormire,

le ho letto "La famiglia Ciclopi",

che sono dei nevrotici come noi, solo che reagiscono... "Ah, ah, ah".

- Comunque, dormono entrambi. - Bene.

Beh ?

Beh cosa ?

Non dici niente ?

Dovrei dire che sei stato bravissimo ?

- Per esempio. - Perché ?

Magari perché è vero ?

Tu Io dici a me ?

Tu oggi hai fatto quello che io faccio tutti i giorni, senza battere ciglio

e senza che nessuno mi dica brava.

Sara, io telo dico sempre che sei bravissima, sempre.

- Mai. - Sempre.

- Che cos'è questa tuta ridicola ? - Che tuta ?

Questa tuta del cazzo, da supereroe. Sei ridicolo.

Io non ho nessuna tuta addosso.

Tu pensi che siccome io sono la mamma,

allora fare tutte le cose per cui tu oggi ti senti un super eroe,

a me riescono naturali.

Mi vengono facilissime, mi danno piacere.

Non ci sarebbe niente di male.

- Vaffanculo! - Trascendi subito.

Secoli di supremazia machista ti hanno formattato per sempre.

Parità un cazzo, sinistra un cazzo, 50 e 50 un cazzo!

- Non bisogna essere ideologici al contrario. - Ah, no ?

- Dovresti essere felice di fare la mamma. - Io voglio lavorare, realizzarmi.

Voglio viaggiare, scopare ed essere felice.

Non sono neanche sicura di amarti, cazzo. Sono distrutta !

Non mi ricordo più perché sto con te!

(CAMPANELLO)

(Babak) Ho sentito che avete problemi con vostro figlio.

Cioè ?

Non state bene e non riuscite a starci dentro.

Ma lei chi è, scusi?

Volete sempre sapere tutto, dare un nome alle cose.

Io sono qui per aiutarvi.

Dai, su, ditemi che cazzo succede.

Niente, è un po' difficile tenere tutto insieme.

- Con due figli ? - Sì.

Ci sentiamo... come dire...

- Soli. - Soli, sì.

Cioè ?

Allora...

La generazione dei nostri genitori sostanzialmente se ne è fottuta di tutto.

Ci ha tirato su così come veniva,

senza fornirci strumenti per essere a nostra volta dei buoni genitori.

Quindi oscilliamo tra il tentativo di non fare i loro errori

e l'inevitabile applicazione del loro modello educativo.

- Ha capito ? - Ammazza com'è cervellotico.

- Vero ? - Sì. - Perché ?

Che simpatico è lei! Vuole un caffè ? L'ho appena fatto.

Macchiato freddo, grazie.

- La grande vi dà problemi ? - No.

Allora, mi sembra tutto a posto.

C'è gente che in cinque vive in meno di 50 metri quadri,

famiglie che non arrivano a fine mese, con i figli che spacciano.

- Qual è il problema ? - (Nicola) È tutto relativo.

Relativo fino a un certo punto... Grazie.

Che facciamo ? II vecchio ricatto che c'è gente che muore di fame ?

Non 'e che...

No.

Io posso fare qualcosa per voi.

Per esempio ?

Posso far sparire il bambino se non Io volete più.

Ah, lei... è mago ?

Tu vuoi sempre capire tutto, con la tua testa occidentale.

- Buono il caffè. Molto. - Grazie.

Nella vita tutto può cambiare.

- Quel quadro dell'avo non ti piace, vero ? - Sì.

(SCHIOCCO DI DITA) Ma quello è...

- E quel candelabro di merda del nonno ? - (Nicola) Come di merda ?

- E il bambino ? Che facciamo ? - No!

(insieme) No!

(Nicola) Allora... Io "piscina Anna" mercoledì.

- Giusto ? - (Sara) Sì. - Poi...

"Accompagni scuola", esatto. Questa settimana me Ii faccio tutti io.

"Spesa il giovedì" è roba mia.

- La baby-sitter questa settimana è mia, giusto ? - Sì.

- No, "chat di classe" non ce la faccio. - Tocca a te.

Non ce la faccio.

Speravo che non saremmo mai arrivati a questo, però...

Vedrai che ci sarà utile.

Buongiorno. Sì, per il vaccino... otto mesi.

(VIBRAZIONE DI CELLULARE)

(VIBRAZIONE DI CELLULARE)

(VIBRAZIONE DI CELLULARE)

(Nicola) (Con le regole non si litiga più.)

(Ma tutto è freddo.)

Oggi abbiamo la serata libera.

È giovedì ?

Sì.

(Nicola) La cosa più triste del mondo

sono quelle coppie che al ristorante cenano senza mai rivolgersi la parola.

Non ti va di uscire un po' per conto tuo ? Vedere qualche amico ?

- Forse sì. - Okay, dai.

(Uomo, TV) Sei pronto ?

(Uomo 2, TV) Il mio spirito lo è, non il mio corpo.

- (Uomo 2) Dammi ancora del tempo. - (Uomo) Tutti Io vorrebbero.

La cosa più intima, più personale e imprendibile di ognuno.

II telecomando di casa.

Tu ci capisci qualcosa ?

Non credo. Sono diversissimi dal mio.

È quello che dicevo.

Abbiamo tutti appartamenti, macchine, televisori identici,

ma i telecomandi sono tutti diversi.

Niente.

(Uomo, TV) II cavaliere è laggiù che gioca a scacchi.

(Donna, TV) Lo vedo anch'io. Che c'è di tanto terribile ?

- (Uomo) Non vedi con chi gioca ? - (Donna) Si diverte da solo.

(Uomo) No, non è vero che è solo.

- (Donna) Con chi è ? - (Uomo) Con la morte.

(SCRIVE E INVIA UN SMS)

(Sara) Che paura!

Mai più, mai più.

Mi avevi promesso che saremmo sempre stati noi.

È quel cazzo di tabellone maledetto!

Il tabellone va bene, ma ci fa perdere una cosa importante: la casualità.

Hai ragione.

Hai ragione.

Mi stai dando ragione solo perché sono l'ultima persona con cui hai parlato?

Potrebbe essere, sì.

- Buonasera. - (Nicola) Allora ?

Siamo stati proprio bene.

- Ah, ecco. - Ci siamo fatti l'uovo alla cocca.

- Ora dormono beati. - Bellissimo. L'accompagno.

(Sara) Anna ha fatto un disegno della nostra famiglia,

con la data di oggi, ma senza Pietro.

Stiamo sbagliando tutto con lei, credo.

Io con tutti e due.

(Nicola) (Vedendo oggi questi individui infelici e straziati,)

(cosa direbbero i loro genitori?)

(Avrebbero mai immaginato che i loro figli,)

(che un tempo correvano spensierati e si sbucciavano le ginocchia,)

(sarebbero marciti sul 48 barrato per andare a guadagnare due lire)

(facendo un lavoro che non amano ?)

(Che senso ha tutto ? Cosa vogliamo ?)

(In cosa crediamo ?)

(Siamo un Paese? Siamo una comunità?)

(Qual è il senso della vita ? Perché si fanno figli ?)

Stai attento.

- Che hai detto? - Stai attento.

- Come dici ? - Ho detto: "Stai attento."

- I0 ti rompo il culo. - Che fai ?

- Ti rompo il culo. - Ripeti.

- Ti rompo il culo! - Non capisco.

- Hai problemi di udito ? Ti rompo il culo. - Tu a me ?

- I0 a te. - I0 ti rompo il culo.

- Che fai tu ? Che fai tu ? - Che vuoi ?

- Ripeti. - No, ripeti tu. - Ripeti tu.

- Ripeti ! - Io ho detto: "Ripeti quello che hai detto."

Tu a me ? Allora io ti dico: "Ripeti tu."

Allora, io ti rompo il culo...

(Sara) (I conflitti alla fine si riducono spesso a un problema di comunicazione.)

(Comunicare è la cosa più difficile.)

Vedrai che, quando Pietro inizierà a parlare, diventerete amici.

Lui ti proteggerà sempre e tu avrai voglia di proteggere lui.

Ho visto quel disegno, della nostra famiglia.

(piangendo) Sì, perché...

se davvero con quei disegni si possono annullare le tragedie,

io allora ho annullato lui.

Ti fidi di mamma ?

Allora credimi che presto cambierai idea su di lui.

In due si gioca, si inventano cose incredibili...

Si prendono in giro i genitori molto più facilmente.

Voi sarete alleati contro di noi.

Ma io ti smaschererò sempre.

- Non credo proprio. - Io credo proprio di sì.

- No. - Sì.

- No. - Sì!-No!

Mi abbracci ?

(ANNA RIDE)

(Anna) Dai, lasciami ! Dai!

Dimmi che hai detto, ripetilo.

Prova a ripetere.

Ah, non ripeti ?

No, no, tu.

(Amico) Zie, cani, cugini, nonni, tavolate imbandite...

Era la famiglia allargata.

Una grande rete famigliare in cui i bambini si muovevano liberamente

e dove i genitori potevano vivere la loro vita, senza soffocare.

- Hai capito ? Mi segui ? - Sì.

"Lo faccio dopo, me ne occupo dopo."

Ha sempre tutti gli acciacchi del mondo. Io non ho mai un cazzo.

Gli chiedo di prendere una cosa in bagno ? Non la trova mai.

Ce l'ha sotto gli occhi e non la vede. Dice: "Non c'è."

I figli pretendono che i genitori siano un punto fermo.

Attento che 'sto stronzo spara.

E che cazzo, ahia ! Eugenio! Quant'è vero Dio ti ammazzo!

Che stavo dicendo ?

Che schifo. Che cos'è questo ?

\ E un ghiro.

- Che cos'è il ghiro, Cristo ? - Il ghiro è il ghiro.

- Voi Io mangiate ? - Tranne i denti.

Senta... io credo che tutti quanti noi

dobbiamo cominciare a sviluppare, come dire, un senso della comunità.

Dobbiamo capire che siamo uniti, non siamo nemici.

Ora il problema, mi creda, non è il ghiro,

ma questa cucina è tenuta in modo disastroso.

I locali sono sporchi, il cibo non è tracciato, è conservato male.

Tutto questo non è solo pericoloso, è anche molto triste.

In più aggiungici che mia moglie ha un problema serio alla testa...

Che problema ?

Una cosa neurologica... Non so, dovrà fa una TAC, credo.

- Mi dispiace, non sapevo niente. - Lo so, succede.

Cioè ?

Lei proprio non vede quello che faccio.

Non si rende conto degli sforzi incredibili che io faccio a casa.

Non si rende conto, non Ii riconosce, non Ii vede.

È chiaro che è una cosa cerebrale.

- Sara è uguale, identica. - Vedi?

- (Uomo) Anche mia moglie. - Anche la mia, mi critica e basta.

È meglio una risonanza, più precisa.

Vedi che spara ? Vedi ?

Credo sia colpa mia.

Per come sono stato educato, per come è stato mio padre dentro casa.

Forse davvero non riesco a mettermi al passo,

pur avendo la percezione di fare tantissimo.

Perché fare tantissimo è sempre paragonato

a una media immaginaria di padri che non fanno niente.

(Nicola) In ogni caso non sono stato educato a occuparmi degli altri.

Tu come ti chiami, gioia ?

Pietro.

- Che hai fatto oggi di bello ? - Siamo andati a spasso.

A spasso ? Ma che bravo!

- E dove sei andato ? - AI parco.

Ah, sei andato al parco. Quindi ti sei divertito?

II bambino non parla, signora. Ha solo pochi mesi.

Non parli, cucciolo ?

- Quand'è il tuo compleanno ? - Niente.

Hai chiesto a mamma e a papà che torta vuoi?

Che hai chiesto per il tuo compleanno ? Avrai chiesto tanti regali.

Sulla torta ci saranno tante candeline ?

Beh, no... diciamo poche. Non ha neanche un anno, ha capito ?

- Hai detto a mamma e papà che torta ti piace ? - Ma vaffanculo!

- Ti piace la cioccolata ? - Sì.

E la vaniglia ?

(VOCE NON UDIBILE)

- Che c'è ? - Devo dirti una cosa.

Hai un altro ?

Martedì c'è il compleanno di Daniel, in un festificio sulla Portuense.

La sera abbiamo la cena di carnevale con I genitori della sua classe.

Lei ci tiene da morire e noi ci dobbiamo andare.

- La cena di carnevale ? - Sì.

- Mascherati ? - Mascherati.

- Mi vuoi bene ? - Sì, cazzo, sì.

- Io non Io so. - Vabbè, dai.

- Scusami, sono così stanca. - Passerà.

- Passerà ? - Non lo so.

(Sara) (Tutti i genitori, prima o poi, vanno in crisi.)

(PIANTO DI NEONATO)

r'

"The penis on the table !"

(urlando) No ! No!

No!No!

- Sì! - Evvai!

- Voglio Leticia e Jhun. - Amore, sono in ferie.

- Io non voglio voi, voglio loro! - Amore, sono nelle Filippine.

(in filippino) Non vi voglio!

(in filippino) Voglio andare a Manila!

(in filippino) Voglio mamma Leticia!!

(GEMITI)

(ANSIMA)

A' merda.

Tuo figlio chiede di te

e tu te ne stai qui a praticare sessualità infeconda con una strappona veneta.

Perla verità, Samantha è friulana.

(Nicola) (Ognuno vive la crisi a modo proprio.)

(Tutti i genitori, però, sono accomunati da una cosa.)

(In un Paese dove tutti odiano tutti,)

(sul lavoro, in politica, nelle riunioni condominiali,)

(il livello di disagio si può vedere anche da piccolissime cose.)

(Come la strana e insindacabile libertà di usare una certa violenza)

(quando si pulisce la bocca di un bambino.)

(Dopo due passate, la successiva è sempre forte, violenta.)

(Padri, madri, nonne.)

(Alla terza passata sulla bocca del bambino,)

(tutti tirano fuori una certa rabbia, a dire tacitamente:)

("Bambino, mi stai sul cazzo.")

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

Qualunque cosa incontreremo là dentro,

abbiamo più possibilità di sopravvivere se restiamo uniti, okay ?

. Okay- . okay-

Torniamo indietro. Che stiamo facendo ?

Sei pazzo, papà ? Neanche morti. Andiamo avanti.

- Anna, non preferisci un bel gelato ? - No.

- Un luna park ? - No.

Euro Disney, Parigi. Partiamo stasera.

Stai tranquillo, papà, siamo arrivati.

(Nicola) (Per qualche ragione misteriosa...)

(i festifici sono sempre gestiti da pregiudicati di pessimo umore.)

(Ci sono 300 bambini in cinque, sei feste)

(che convivono in zone differenti ma attigue,)

(per cui per un bambino perdersi e farsi rapire da uno dei delinquenti di turno)

(è uno scenario non del tutto implausibile.)

(URLA DI BAMBINI)

(insieme) # Tanti auguri a te

# Tanti auguri a te

# Tanti auguri a Elisa

# Tanti auguri a te #

- Anna, piano, ti fai male!

Un tempo incontravo gli amici alle cene, nei locali.

Ora Ii incontro in farmacia o in posti come questo.

Guarda, guarda.

- (Sara) Piano, Anna! - Che cosa ci è successo ?

Hai ragione, è un macello.

Io penso che se in Italia abbiamo la crescita zero...

ci sarà un motivo.

Sempre tutti a denigrare l'italiano

e invece quello ha capito, prima di altri, che fare figli...

è una cazzata.

Qui bisogna puntare dritto sulla ristorazione e sulla morte.

Proprio le due cose combinate.

La chiave... è autodistruggersi,

darsi le teglie di lasagna in faccia.

Lo vedi quello ?

Quello, prima di altri, ha capito questo principio.

- Quello chi? - Quello.

- Eh ? - Quello, non lo vedi?

(Nicola) Ma quello è Farinetti.

Sono i guru del nostro tempo. Vedono dove noi non vediamo.

- Ma poi, scusa, non avevi una salmoneria ? - Sì.

(Uomo) Quello ti può fare svoltare. È il padre di un amichetto di mia figlia.

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

Shh, buono, amore.

Ho capito perfettamente. Siete bravi, lavorate bene, devo venire a trovarvi.

Noi vorremmo crescere un po', anche se è molto complicato.

(Nicola) Usciamo? Non si sente niente.

Non posso, ho mia figlia qua.

Perché non vieni domani da Eataly ?

- Parliamo senza questa confusione. - No, è un incubo.

- Come dici ? - È un incubo.

Eataly è un incubo ?

È una cosa orripilante, pure emblematica dei nostri tempi, no ?

perché improvvisamente ha cambiato faccia e si è allontanato.

C'era un casino.

Però è stato anche gentile.

Lo porto io questo, amore ?

- Lascia. - Com'era ? Restiamo uniti?

La brace è tutto e noi dobbiamo tutto alla brace.

Sai perché ? Nicola, vero ?

Sì, dimmi.

L'uomo ha fatto il salto di qualità quando ha iniziato a cucinare la carne.

La cena era un momento di convivialità, all'uomo è cambiata la mascella,

perché non era più costretto a strappare la carne cruda per nutrirsi

e ha iniziato a parlare.

Dobbiamo tutto al barbecue.

Per esempio, l'albero dei limoni, se vuoi i frutti, "gli devi mena"'.

Tu parti dalla base dei fusti e fai "pem, pem".

Poi risali. Ovviamente non te lo fai tutto perché è grosso.

"Pem, pem, pem" !

Aò.

Bio è morto. Bio non esiste. Bio un cazzo.

Ti faccio vedere io. Tieni.

- Mamma, ho sete. - Sì, amore.

Meli ha portati il contadino. Senti che buoni.

- Dopo, abbiamo mangiato le frappe. - No, mangia ora.

- Abbiamo mangiato il dolce. - Questo è dolce, mangialo.

- Scusa. - È buono ?

- Non lo buttare. - No.

Amore, dammelo, Io porto fuori a prendere aria.

- No, meglio di no. - Perché ? Dai.

Non è abituato.

Nel 1920, Henry Ford progetta e realizza un'automobile tutta costruita in canapa.

Volante di canapa, cruscotto di canapa, carrozzeria di canapa.

Andava a etanolo di canapa.

Indovina che fine ha fatto questa macchina.

- Se l'è fumata? - No.

Gli americani si sono comprati il brevetto per la benzina

e poi è sparito...

- (Nicola) Scusa un attimo. - (Pirata) Sì.

Scusa... Scusa.. Dove vai?

- Vado a respirare. - Ragazza madre, che cosa fai ?

Vai a respirare e lasci il bambino nel passeggino?

- L'ho lasciato nel passeggino ? - Ah, no ?

(Sara) (Quando la crisi appare irreversibile si aprono vari scenari.)

(Nicola) Tu non sai che vuol dire la parola "responsabilità"!

- (Sara) Come dici? - (Nicola) Non la conosci!

- (Sara) I0 non ti sento. - Tu non mi hai mai sentito.

Non mi hai mai sentito!

Quando io parlo, non mi senti, senti solo le cose tue.

Non ci sei mai stato! I tuoi figli non ti conoscono !

Non ti conoscono! Palesati, perché non ti conoscono!

Mi assumono le mie responsabilità, ma tu non le vedi.

Tu vedi solo te, tua madre e l'anima dei mortacci vostri.

- Scusi, Vostro Onore. - Non sei in grado, sei un ameba.

Sempre sdraiato, sul divano. Io non ti vedo!

Sei un ectoplasma! Non ti vedo perché non esisti, cazzo!

Non esisti !

- Tu non mi vedi! - Tu non mi vedi!

- Dove vai ? - Mi butto io.

(Sara) (Ci sono quelli che non decidono niente e continuano a litigare,)

(alzando sempre di più la temperatura e rovinando la vita dei figli.)

(SONATA "PATETICA" DI BEETHOVEN)

(Sara) (Ci sono quelli che decidono di tornare a casa sempre più tardi.)

(CHIACCHIERICCIO)

(Sara) (E poi ci sono quelli che invece provano a restare.)

(Pediatra) II piccolo inizierà a calmarsi solo quando voi vi calmerete.

Se voi non siete frustrati, lui non sarà frustrato.

Lui è ciò che voi siete.

Quindi sarà quello che voi decidete di essere.

Lo avete fatto voi.

Quindi lui rappresenta, mette in scena, il vostro rapporto.

Per questo dovete darvi una tregua, così anche lui vi darà tregua.

\ E come per l'addormentamento.

Se voi Io tenete in braccio nervosi,

perché dovete uscire o fare altro,

guardando l'ora ogni due minuti, lui non si addormenterà mai.

Ma se voi provate a respirare, a stare rilassati,

a trovare persino piacere nell'addormentarlo,

senza contare i minuti,

proprio stando con lui,

allora voi Io guarderete e lui starà già dormendo.

Vale anche perla grande.

Se voi accettate il piccolo, anche lei lo accetterà.

Dovete passare dall'accettazione. Dovete accettarlo.

Perché si può cambiare qualcosa solo se prima Io si è accettato.

Vale per tutto.

Vale per il tuo Paese, vale per il tuo partito,

vale per la tua famiglia.

Imparate a accettare.

Imparate a restare.

- Grazie. - (Donna) Prego.

È buonissima.

- (Donna) Grazie. - Buonissima.

Come mi piacciono le cose piccole.

Sono le cose più difficili da fare, le cose piccole.

Raccontano la cura.

Voi siete la prova che gestire un ristorante con amore e scrupolo,

è una cosa che si può fare.

Queste sono le polpette più buone del mondo.

Sì, mi è venuta una voglia incredibile di polpette stamattina.

- Saranno le prime voglie. - Ah, perché...

Sì, sono incinta.

- Auguri ! - Grazie.

- È il primo 2 - No, è il secondo.

Anch'io ho due figli.

Com'è ? Si può fare ?

Sì, si può fare.

Ciao!

- Ciao, amore. - Ciao, mamma.

(Nicola) Ciao. Come va ?

- Bene, tu ? - Bene. Com'è andata ?

(Sara) Bene, bene.

- I piccoli ? - Bene, benissimo.

Hai dato le medicine a Pietro ?

- Oddio, no. - Non fa niente, gliele do io.

- Dove sono ? - Dove sono ?

L'ho chiesto io. Che fai, cerchi tra i CD ?

Ah, scusa.

L'hai comprate ? Ti avevo chiesto di comprarle, ricordi ?

Vado. Mi ricordo, ma avevi detto pomeriggio.

No, avevo detto mattina.

Dalla pediatra c'eravamo entrambi, quindi non devo ricordarmi solo io.

Dobbiamo ricordarci entrambi, quindi pure tu.

- Non sbuffare. - Non sto sbuffando.

- Hai sbuffato. - No, non sbuffo. - Sì, invece.

Che palle ! Sbuffo sì! Sai che giornata ho avuto ?

- (Sara) Vuoi sapere la mia ? - (Nicola) No, vuoi sapere la mia ?

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Ho fatto la lavastoviglie, mi hanno visto tutti.

- Vaffanculo! - Certo, trascendi subito.

Se c'è una cosa da fare, tu la fai sempre dopo.

- Facciamo tutto insieme. - Ma che dici ?

- Tu fai dopo, quando ho già fatto io. - Perché tu fai sempre tutto subito ?

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